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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘coniugi’

Rapporti patrimoniali tra coniugi e nelle unioni registrate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 dicembre 2018

Camerino. Tutto pronto per la presentazione del progetto incentrato sulle nuove regole europee in materia di rapporti patrimoniali tra coniugi e nelle unioni registrate. Il progetto, coordinato dalla Prof.ssa Lucia Ruggeri, direttore della Scuola di Specializzazione in Diritto civile di Unicam, è stato finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Justice. L’Università di Camerino è capofila di un partenariato internazionale che vede coinvolte le Università di Rijeka (Croazia), Almeria (Spagna) e Lubiana (Slovenia) e la Fondazione Scuola di Alta Formazione Giuridica, presieduta dal prof. Pietro Perlingieri.
La presentazione avverrà a Bruxelles il prossimo 14 dicembre con un meeting aperto alla stampa durante il quale verrà presentato il portale e saranno descritte le principali tappe del progetto (l’evento sarà fruibile in diretta via Facebook alla pagina PSEFSproject e su WEBEX UNICAM). In due anni sono previsti incontri con giudici, avvocati e notai negli Stati coinvolti nel partenariato e l’elaborazione di materiale informativo diretto alle coppie interessate dalla nuova regolamentazione che entrerà in vigore il prossimo 29 gennaio.
Si tratta di due regolamenti europei che introducono possibilità di scelta della legge applicabile ai rapporti patrimoniali quando i coniugi o i conviventi appartengano a nazioni diverse. La crescente transnazionalità delle famiglie europee ha reso necessario questa nuova regolamentazione e i team del progetto lavoreranno con campioni di famiglie per sviluppare modulistica e schede informative multilingue, in un linguaggio semplice che possa essere compreso da tutti. Durante la giornata di lancio si svolgerà una conferenza che vedrà la partecipazione di giudici della Corte di Giustizia, esponenti di associazioni di avvocati che si occupano di diritto di famiglia, professionisti, esperti e studiosi provenienti da diversi Paesi europei. I lavori saranno aperti da Michael Wilderspin, Membro del Servizio Legale della Commissione europea, cui seguiranno gli interventi dei giudici Marko Ilešič e Vesna Tomljenović. Per la Croazia sarà presente il segretario di Stato del Ministero della Giustizia Kristian Turkalj, mentre per l’Italia parlerà Paolo Bruno, della Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione Europea. Alla conferenza seguirà un dibattito che vedrà coinvolti oltre cinquanta partecipanti provenienti da diversi paesi europei i quali supporteranno i lavori del progetto come esperti esterni.

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Commedia: Coniugi

Posted by fidest press agency su martedì, 1 novembre 2016

coniugiRoma Dall’8 al 27 novembre 2016 Teatro de’ Servi Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone) La storia, scritta dall’autore contemporaneo francese Éric Assous, racconta le avventure di due coppie di amici d’infanzia alle prese con lo stravolgimento delle loro vite dopo una vincita milionaria. In scena Felice Della Corte, Roberto D’Alessandro, Francesca Nunzi e Giorgia Guerra, diretti da Giancarlo Fares.
In scena, due coppie di amici d’infanzia, un’amante e una vincita plurimilionaria al Lotto. «Cosa fareste voi in caso di una grossa vincita di denaro?» Questa la domanda che attraversa tutto il dipanarsi della vicenda. Le risposte gettano una patina di disincanto sui rapporti matrimoniali che capriccio e denaro sembrano poter facilmente mettere in discussione. Attraverso intrighi e battute velenosissime che i personaggi si scambiano nella cornice di un salotto borghese, si assiste a una disamina della vita matrimoniale, caratterizzata da fragilità e contraddizioni in un contesto in cui i rapporti tra i coniugi appaiono sempre più condizionati dall’individualismo e dall’opportunismo. Ancor più se ci si mettono di mezzo i soldi.
In un gioco geniale di continui flashback, situazioni comiche e ritmi frenetici, si toccano temi che appartengono anche a chi non ha vinto la lotteria. Una narrazione in cui il tempo si spezza e si rimescola in una cronologia scomposta. Un tuffo in un presente che può capitare a tutti noi. Questa commedia brillante e raffinata ci ricorda che la felicità non è una condizione permanente ma un equilibrio precario. E soprattutto che il denaro compra tutto tranne l’amore.
BIGLIETTI: PLATEA 22€ – GALLERIA 18€ ORARIO SPETTACOLI: DA MARTEDI A VENERDI ORE 21 – SABATO ORE 17.30 E 21 – DOMENICA ORE 17.30 – LUNEDI RIPOSO (foto: coniugi)

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Coniugi uccisi, replica del Coisp alla Kyenge

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2015

maccari-cie-kr5“La persona che, per l’ennesima volta e come di consueto, strumentalizza fatti, commenti e reazioni, è la signora Kyenge, che parla di una cosa mentre si discute di un’altra. Nessuno vuol etnicizzare il crimine abominevole commesso da un finto profugo ivoriano, ma se esiste il rischio che ciò accada l’eurodeputata si dovrebbe chiedere il perché. La risposta lei la conosce già benissimo, ciò che in realtà si vuol fare è dare con forza e decisione l’ennesimo allarme rispetto alle problematiche legate all’immigrazione massiccia in Italia, un fenomeno del tutto fuori controllo, anche e soprattutto per via della mancanza di strategie, di mezzi, di uomini… tranne, ovviamente, di uomini che lucrano sulle tragedie altrui, quelli in Italia non mancano di certo!”.
Questa la dura replica di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo le dichiarazioni di Cecile Kyenge, eurodeputata del Pd ed ex ministro dell’Integrazione, che sul caso del duplice omicidio dei coniugi di Palagonia ha affermato: “Mi dispiace per le persone morte e anche per la famiglia, mi dispiace per quello che è successo, ma oggi se c’è un messaggio che noi politici dobbiamo far passare alla popolazione che ci ascolta è che il crimine non può essere etnicizzato… al di là del dolore il mio impegno politico è quello di far capire alla popolazione che ogni persona risponde delle sue responsabilità che non può essere generalizzata ad una comunità o ad una categoria di persone… Dobbiamo quindi uscire da questa polemica e da questa strumentalizzazione per dare risposte che non possono essere quelle di governare l’immigrazione facendo paura alla popolazione”.
“In verità – conclude Maccari – dobbiamo uscire dalla strumentalizzazione di chi pensa di consentire il perpetuarsi di situazioni profondamente ingiuste, inumane, dannose e pericolosissime per la sicurezza di tutti. Insistere con questa baggianata che accoglienza debba anche significare superare pericolosamente ogni limite imposto da prudenza, severità e ragionevolezza si traduce solo nella perdita ulteriore di controllo su situazioni che non hanno alcuna efficienza e non servono a risolvere il problema,ma solo ad aggravarlo. Le Forze dell’Ordine sono sottoposte ad un superlavoro rispetto al quale non hanno alcun serio sostegno e che da solo non riesce ad arginare il dilagare di fenomeni di illegalità a vari livelli che sono legate eccome agli immigrati clandestini, per le più varie motivazioni. Il sistema ha mostrato tutta la sua vulnerabilità sotto il profilo della prevenzione e della scarsissima mancanza di risultati efficienti, in quanto al fattore tempo, per limitare, impedire o ribaltare gli ingressi nel paese di soggetti che non ne hanno diritto e che, anzi, sono solo un pericolo gravissimo per la comunità. Senza contare quanto fasullo dire che noi stiamo affrontando il problema dei profughi, anche quelli veri, che sottostanno a situazioni indegne ed indecorose per un tempo infinito perché qualcun altro nega loro ciò che gli spetterebbe se gli impostori non trovassero spazio e se il caos che regna sovrano non convenisse a tante, troppe persone. Ma di questo nessuno parla. Ci viene propinata sempre il solito polpettone politico senza che importi davvero delle sorti degli italiani in primis, e dei veri profughi che meritano aiuto poi. Ma, sia chiaro, delle chiacchiere della Kyenge non interessa ai familiari dei coniugi Ibanez, non interessa alle Forze dell’Ordine che stanno impazzendo, non interessa ai cittadini”.

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Matrimoni e divorzi

Posted by fidest press agency su sabato, 11 luglio 2009

Lettera al direttore. Gentile direttore, una lettrice, abbandonata dal marito e con un figlio adolescente, scrive sull’ultimo numero di Tustyle: “Un sacerdote mi ha detto che, volendo accanto qualcuno, dovrei cercarlo vedovo o celibe. Sono ancora giovane e i miei coetanei sono per la maggior parte sposati o divorziati: dovrò aspettare che muoia qualche moglie per incontrare la mia metà?”. Il sacerdote  ha detto una pietosa bugia, o ha fatto una pietosa omissione. La Chiesa, infatti, considera il coniuge innocente abbandonato sempre vincolato al matrimonio, e quindi adultero qualora abbia una qualsiasi nuova relazione. Quindi la lettrice Alex, se trovasse un nuovo compagno vedovo o celibe, per non essere considerata peccatrice dalla Chiesa, dovrebbe “assumere l’impegno di vivere in piena continenza, cioè di astenersi dagli atti propri dei coniugi” (Familiaris consortio n. 84). La Chiesa basa la sua posizione sul Vangelo, dono del Signore, e non sulla ragione, pure dono del Signore. Poiché in questo caso c’è contrasto tra Vangelo e ragione, e Gesù non poteva essere irragionevole, significa che il suo discorso sulla indissolubilità del matrimonio (cf Mt 19) deve essere stato mal riferito dagli evangelisti o mal interpretato. Non è possibile, infatti, calpestare la ragione. (Renato Pierri) (n.r.) A nostro avviso, di là del caso citato, il discorso dovrebbe partire da un altro presupposto incominciando con il chiederci: perché ci si sposa? Per amore supponiamo. E’, quindi, un’unione dei sentimenti, delle affinità, del forte desiderio dello stare insieme. Ma se accade di accorgerci che siamo incorsi in errore e che la persona che supponevamo d’amare è solo il frutto di una “passione passeggera” incapace di durare nel tempo perché dobbiamo continuare a convivere se abbiamo perso l’interesse a farlo e ancor più se nel frattempo siamo riusciti a trovare l’anima gemella? A nostro avviso in tali circostanze il vincolo del matrimonio decade poiché viene a mancare il presupposto fondamentale: l’amore, come sentimento, beninteso. Il matrimonio può rappresentare per tutti noi una condizione dello stato di grazia dello “spirito” ancor prima d’essere “formale” ma se perde la ragione d’essere diventa un non senso, perché sarebbe il trionfo dell’ipocrisia ed è capace di trasformare il sentimento in mercimonio. Imporre una convivenza in queste condizioni è grave e lo è ancora di più se a sancirlo lo è la Chiesa, ovvero il sacrario dell’amore”.

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