Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘consenso’

Il consenso che forma la volontà degli elettori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 agosto 2019

Stando agli eventi di questi ultimi anni, in tema di affari di politica, si ha netta l’impressione che la democrazia stia perdendo significato. L’humus profondo è dato dall’atteggiamento del corpo elettorale nel suo insieme e dal modo come percepisce i segnali che provengono da fatti e circostanze della vita che in qualche modo riguardano la politica e il suo modo di porsi al cospetto di tali circostanze. A volte sono paure che sanno d’antico come quella delle immigrazioni, le scorrerie dei barbari e le violenze che si accompagnavano e sembrano riaffacciarsi crudamente da qualche fatto di cronaca nera che coinvolge uno straniero.
Questi stati d’animo hanno una loro valenza se alla fine esprimono un consenso o un dissenso in chiave elettorale. Gli esperti lo definiscono in vario modo come consenso interiorizzato, che si fonda sui valori, in consenso accordo, che si fonda sugli interessi, consenso conformità che nell’indifferenza accetta di seguire il comportamento della maggioranza e consenso di necessità che è condizionato dalla paura. In quest’ultimo caso noi ci troviamo nella stessa condizione di chi alle grida manzoniane dell’untore va a caccia delle “streghe”. Risveglia in noi un sentimento irrazionale incontrollato e incontrollabile che in chiave politica significa esprimere un consenso senza riserve per chi sa attizzare il fuoco da sotto la brace con l’aggiunta di un ciocco.
La domanda che ci giunge spontanea è come si può uscire da questo circolo vizioso se non altro per evitare una nuova forma di “cesarismo”? A mio avviso occorrono iniezioni di certezze a partire dal sistema giudiziario che oggi si vorrebbe, per essere credibile nella percezione popolare, in un iter processuale in tempi brevi e con pene certe e non edulcorate da condoni e prescrizioni. Certezze anche nelle piccole cose come il rispetto del codice della strada.
Vi è poi, non secondo a nessuno, un aspetto culturale per una maggiore consapevolezza della natura e delle condizioni storiche delle diverse culture contro ogni utopia che tende a voler costruire un “mondo unico” attraverso uno sviluppo economico imposto dal di fuori. (Riccardo Alfonso)

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“Workshop internazionale sul consenso information e ricerca clinica”

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

Roma Dal 21 al 23 febbraio 2018,Via degli Aldobrandeschi 190, Ateneo pontificio Regina Apostolorum la Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani terrà il suo sesto workshop internazionale per discutere le questioni del consenso informato e della ricerca clinica. Facendo parte del consorzio i-Consent (progetto finanziato dall’Unione Europea – Horizon 2020), la riflessione etica del workshop si concentrerà sulla dimensione multiculturale e interdisciplinare dei requisiti etici del consenso informato applicato alla ricerca trasnazionale/clinica e vaccinazione. La discussione si svolgerà nell’Aula Master dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e dell’Università Europea di Roma, in Via degli Aldobrandeschi, 190 a Roma (ingresso riservato). Molti gli interventi autorevoli (in allegato il programma dettagliato).
“Teniamo molto a questa importante giornata di studio e di dialogo su un tema così importante – dichiara Alberto Garcia, direttore della Cattedra – perché nella ricerca scientifica troviamo brecce, barriere e pratiche nel processo di richiesta del consenso informato. Troppo spesso non si prendono in considerazione pienamente la persona umana e i suoi diritti fondamentali, e la diversità culturale e religiosa dei soggetti di sperimentazione biomedica. Vogliamo studiare e riempire questa mancanza come risposta all’asset principale del progetto lanciato dall’Unione Europea”. “Il consenso informato è un tema non solo medico, – spiega Mirko Garasic, ricercatore della Cattedra – ma che investe la cultura e la religione della persona. Dare per scontato che tutte le tradizioni mondiali siano disposte ad accettare come non eticamente questionabile l’approccio individuo-centrico dell’autonomia alla base del consenso informato è miope e controproducente. Per questo motivo il nostro workshop è importante: abbiamo bisogno di partire dai valori comuni che i vari credi interpellati condividono, per analizzare insieme le differenze e adattare (anche) le politiche sanitarie a realtà più complesse e meno monolitiche”.
“È importante discutere e confrontarci sul limite tra autonomia e relazione nel consenso informato; – continua P. Joseph Tham, L.C. professore di Bioetica – insieme alla Prof.ssa Marie Letendre abbiamo analizzato come nel tempo la percezione dell’autonomia del paziente nel consenso informato stia cambiando. Si sta passando da un concetto di processo decisionale autonomo a un rapporto più articolato e relazionale tra paziente-dottore. Per tanto abbiamo voluto dimostrare lo spostamento da una forma individualista a una più relazionale che aiuti a comprendere l’autonomia nel dare il consenso, senza tralasciare gli aspetti culturali ed etici nel sistema sanitario”.
Il tavolo dei relatori e tutta la platea hanno carattere internazionale e multiculturale; saranno presenti contributi scientifici e riflessioni di autorevoli esponenti di vari religioni (Buddismo, Confucianesimo, Cristianesimo, Ebraismo, Induismo, Islam).(Dott.ssa Emiliana Alessandrucci)

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La perdita di consenso fa perdere la testa a Renzi

Posted by fidest press agency su domenica, 6 novembre 2016

firenze‘Gli scontri di piazza a Firenze sono il risultato di due irresponsabilita’: quella di chi non ha autorizzato la manifestazione, e quella di chi ha ceduto a questa provocazione. La nostra solidarieta’ va innanzitutto alle forze dell’ordine, schiacciate tra queste due irresponsabilita’. Quella di chi ha la responsabilita’ del governo del Paese ci pare la piu’ grave e pericolosa’. Cosi’ Tomaso Montanari, vicepresidente di Liberta’ e Giustizia, dopo i tafferugli di oggi nel centro di Firenze. Che dicono Renzi, Rosato, Carbone, Marcucci, la Morani? Anche Libertà e Giustizia sta con chi devasta? O magari il governo ancora una volta si è comportato in modo dilettantesco? La perdita di consensi del governo sta dando alla testa a quelli del Pd…”. Lo dichiara Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. Per il sindacato di polizia ““Ancora una volta siamo costretti a registrare violenze inaccettabili contro Operatori delle Forze dell’Ordine impegnati nei servizi di sicurezza. A Firenze diversi nostri colleghi sono stati massacrati di botte dai cosiddetti antagonisti, che altro non sono che delinquenti che scendono in piazza con l’obiettivo di fare del male a chi veste una divisa”. E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia. “Episodi come quello di oggi non sono casuali o episodici: c’è una precisa strategia di violenza contro le Forze dell’Ordine che viene condotta in maniera parallela all’attività politica e mediatica del Partito dell’Anti-Polizia. Ci sono politici e giornalisti che predicano l’odio alla luce del sole, e bande di delinquenti che lo mettono in pratica con il volto coperto da caschi e passamontagna e con la certezza di restare impuniti. Tutto ciò nel silenzio scandaloso di chi è sempre pronto a gridare allo scandalo quando si profila la pur minima possibilità di accusare un Agente di un errore nell’adempimento del dovere. Siamo solidali con i nostri colleghi rimasti feriti dai cosiddetti antagonisti, che predicano pace e tolleranza, ma nei fatti cercano soltanto il sangue di chi veste una divisa”.

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Pensare al futuro partendo da consenso popolare

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2015

“Spesso mi trovo a fare delle riflessioni su come poteva essere il nostro Paese se al Governo ci fosse stato mago Merlino il quale, sicuramente, con un tocco magico sarebbe riuscito a risolvere i problemi che affliggono l’Italia da tanti anni”. Lo scrive in una nota Denis Nesci, membro della direzione nazionale di Ncd.“Poi ritorno con i piedi per terra e inizio a meditare sulle tante discussioni della politica nostrana e, con mio grande stupore, mi trovo a leggere dichiarazioni alquanto incoerenti da parte di “amici” con i quali si era tracciato e condiviso un percorso, che il Nuovo Centrodestra avrebbe dovuto attuare e le idee che si era prefissato di inserire nell’agenda di Governo.
Oggi leggo- continua Nesci- che quattro dei fondatori di Ncd hanno dichiarato che, o si fa come dicono loro, oppure non si voterà per la stabilità, una legge “scritta con la sinistra”, allora, penso che il lavoro fatto finora sia stato vano e non sia servito a nulla il dialogo, il confronto e la condivisione di ideali su aspetti importanti del nostro Paese portati avanti da tutti gli uomini e le donne che fanno parte della squadra di NCD. Dopo due anni di legislatura nel corso della quale abbiamo ricevuto attacchi feroci e incessanti indirizzati al nostro partito – conclude Nesci – oggi che si doveva serrare i ranghi, troviamo al nostro interno persone che buttano all’aria il progetto e che chiudono le possibilità di confronto imponendo il loro pensiero con il ricatto.
Fino a pochi giorni fa sentivo dire che Ncd ha salvato il Paese, che senza Ncd si consegnava il tutto nelle mani del Movimento 5 stelle e tanto altro, oggi che si intravede uno spiraglio di ripresa, grazie anche al costante lavoro del Nuovo Centrodestra, ci facciamo un autogol che può incidere sul risultato finale. Basta polemiche, basta minacce, lavoriamo insieme per dare risposte ai cittadini e riconquistiamo la fiducia che circa due anni fa è stata confermata dall’adesione di centinaia di migliaia di cittadini al partito, ripartendo proprio dal ruolo fondamentale svolto dai circoli”.

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Per la ricerca occorre semplificare il consenso

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 gennaio 2013

Quando si conduce una ricerca che coinvolge i bambini, ottenere il consenso informato di entrambi i genitori non è oggi sempre facile, ma è di norma necessario, soprattutto per la ricerca in cui il soggetto è esposto a rischi significativi senza neanche la prospettiva di benefici diretti. La bioetica ha elaborato il concetto di genitore “ragionevolmente reperibile” (reasonably available) per consentire in casi specifici di procedere con il consenso di un solo genitore, ma questo concetto – secondo un ampio studio pubblicato su Pediatrics – non è privo di ambiguità, ed è quindi soggetto a diverse interpretazioni da parte dei diversi comitati etici. Lo studio diretto da Daniel Nelson, dell’Office of human research ethics dell’Università di Chapel Hill in North Carolina, ha studiato in dettaglio la situazione delle oltre 3.000 famiglie contattate per una ricerca che prevedeva uno screening neonatale della sindrome dell’X fragile, che era stata approvata dal comitato etico a condizione di avere il consenso di entrambi i genitori. Il test individua sia la mutazione completa del gene Fmr1 coinvolto nella sindrome sia l’assai più frequente permutazione, e il suo valore è controverso perché non esistono terapie per la sindrome dell’X fragile e non è chiaro il valore di un’individuazione precoce dei portatori. Secondo l’analisi di Nelson e colleghi, in 589 casi (quasi il 20% del totale) i padri sono risultati assenti (158 di loro hanno dato prova chiara di non voler essere coinvolti): le cause principali dell’assenza sono state identicate nella partecipazione a missioni militari all’estero, detenzione in carere, cambiamento di residenza e di Stato o mancato coinvolgimento nella vita della madre. Quando entrambi i genitori sono stati interpellati, l’approvazione è arrivata in due casi su tre (64%). Partendo da queste osservazioni, i ricercatori hanno elaborato un semplice algoritmo per codificare ogni passaggio prima di poter affermare “ragionevolmente” che uno dei genitori (in questo caso il padre) è irreperibile o non ha un ruolo nelle decisioni (perché oltre a non essere presente non figura sul certificato di nascita). Pediatrics. 2013 Jan;131(1):e223-9 (fonte pediatria33)

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Il consenso in politica

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 ottobre 2011

Se analizziamo gli umori del corpo elettorale, diciamo da sei mesi a questa parte, ci accorgiamo che sono stati lanciati dei “segnali” evidenti allorché, a dispetto delle previsioni della vigilia, a Napoli e a Milano sono stati eletti sindaci degli outsiders anche se non possiamo dire che fossero a digiugno della politica e delle logiche di apparato. Ancora prima in Piemonte la vittoria della Lega più che sui numeri, dati dalla coalizione, è venuta con la lista di disturbo di Grillo e che poi ha fatto il bis più di recente dando la vittoria al Pdl del dott. Iorio, alle regionali molisane. A questo punto sono entrati in gioco gli strateghi di partito che hanno ritenuto possibile un “rientro” della protesta dell’elettore considerata la incapacità della politica di cogliere i segnali di dissenso legati alla partecipazione, in luogo dell’assenteismo, tant’è che dai songaggi di questi giorni si è portato alle soglie del 30%. Vi ha fatto eco Berlusconi che ha paventato la possibilità non solo di superare l’attuale impasse ma di poter doppiare le politiche del 2013 con un successo. A questo punto ha ragione Mario Monti che dalla Gruber a 7e mezzo ritiene improbabile un governo alternativo all’attuale in quanto mancano le condizioni “politiche” per pervenirvi. Dobbiamo, quindi, mettere in conto la possibilità che si vada alla scadenza naturale di questa legislatura. Nel frattempo un po’ tutti stanno a guardare il maggiore partito d’opposizione, il Pd, che è oggi come l’asino di Buridano: non sa se fare le primarie subito o rinviarle, se fare l’alleanza con il centro di Casini e compagni o lasciarsi sedurre dalle sirene “sinistre” e intanto si lacera all’interno e fa scalpitare i “cavalli di razza” di giovanil baldanza (vedasi il sindaco di Firenze). Ma vi è anche un’altra mina “antiuomo” che gli amici di Berlusconi hanno preparato per indebolire l’immagine di un partito che continua ad essere gestito dalla vecchia leadership. Pensiamo a Penati, ex capo della segreteria di Bersani e ora a D’Alema indagato dalla Procura di Roma e ci dicono che anche un altro personaggio rischia di finire nel tritacarne delle procure. Se andiamo avanti di questo passo sull’Aventino ci resterà forse qualcosa di più del 30% degli attuali “non votanti” e a farne le spese saranno per lo più quelli del centro-sinistra, mentre volenti o nolenti Casini si troverà a fare l’alleanza con il Pdl e Berlusconi se non in prima persona di certo resterà in sella alla coalizione. A questo punto solo le primarie possono scuotere un partito che sembra addormentato ed esitante e darci due risposte che tutti attendono: una nuova leadership e un programma che non sia, al solito, “lacrime e sangue” tanto da farci credere di finire dalla padella nella brace. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Governo: promettere sempre, mantenere mai

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2011

Cosa unisce quella casta politica italiana  nella sua ferrea volontà di raggiungere e mantenere il potere pubblico con tutti i mezzi possibili ed immaginabili? Sul come si possa arrivare a conquistare la maggioranza del consenso elettorale le notizie che raccontano di richieste più o meno esplicite di voti a componenti delle organizzazioni mafiose e gli accordi cui sono costrette le forze politiche deboli e vili con le mafie, descrivono un impietoso scenario di bassezze umane e politiche che vanno dallo scambio voto – favori politici (appalti pubblici, posti di lavoro pubblici, etc) sino a condizioni di vero proprio cointeresse politico-mafioso, ben raccoglibili nella frase del premier che impedì la candidatura del ministro napoletano Mara Carfagna alla poltrona di sindaco di Napoli per non doverla consegnare alla camorra, come fosse già evinto che, un cittadino napoletano, ancorchè ministro della repubblica, non sia in grado e non abbia qualità sufficienti per resistere alle tentazioni delle sirene mafiose. Sul come invece si conservi tale potere raggiunto con il contributo di simili mezzi vergognosi, non vi è alcun dubbio: procedere nell’iter tecnico-giuridico per il perseguimento di quelle riforme come il Federalismo Fiscale, procrastinandone invece l’effettiva e completa realizzazione in tempi futuri piuttosto lontani, potendo così scaricare la responsabilità del non raggiungimento di tali promesse riforme su condizioni future non prevedibili e non previste. Così, si rimanda artatamente ogni obiettivo raggiungibile, continuando a prometterne il raggiungimento, pur rimandando contestualmente sine die la loro effettiva realizzazione. Questa filosofia deriva direttamente dalla prassi della prima repubblica in pieno stile democristiano, all’interno della cui ispirazione si raccomandava strettamente di promettere un “sì certo e convinto” a coloro i quali si avvicinassero al potere pubblico per ottenere un appalto pubblico o la vittoria in un pubblico concorso, negandone successivamente la realizzazione di un tale evento, poichè una volta raggiunto l’obiettivo per quei potenziali elettori, non sarebbe stato più possibile indirizzarne e condizionarne il voto ed il consenso: promettere sempre e mantenere mai, occupare il potere con qualsiasi mezzo per non rinunciarvi mai più. (Gustavo Gesualdo alias Il Cittadino X – in sintesi)

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Chirurghi e consenso informato

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2011

“Siamo di fronte a una sentenza schizofrenica che ribalta, di fatto, il valore del consenso informato. Non è più tollerabile che un atto medico, se non vi è dolo o colpa grave, sia oggetto di materia penale e non è più ammissibile che si utilizzi, per descriverne l’eventuale esito negativo, un termine come ‘omicidio’”. Il prof. Pietro Forestieri, presidente del Collegio Italiano dei Chirurghi (CIC), è critico nei confronti della sentenza della Corte di Cassazione che vieta le operazioni senza speranza anche se c’è il consenso del paziente. La IV Sezione penale della Suprema Corte ha confermato la condanna per omicidio colposo di tre medici dell’Ospedale San Giovanni di Roma che nel 2001 operarono una donna di 44 anni con un tumore al pancreas già in fase avanzata. I chirurghi, secondo i giudici, avrebbero violato le regole di prudenza e i principi del codice deontologico che vietano qualunque forma di accanimento diagnostico-terapeutico. “Siamo ancora fermi al Codice Rocco del 1930 – sottolinea il prof. Forestieri – e non si è mai proceduto ad una definizione dell’atto medico, evidenziandone la specificità e l’adeguatezza sociale”. Infine un appello ad una maggiore considerazione del ruolo del chirurgo. “Se, nel corso di questi giorni, non vi sarà una maggiore e diversa attenzione nei nostri confronti proporrò una giornata nazionale di sciopero, anche se bianco – conclude il prof. Forestieri -. C’è stata una giusta insurrezione contro la colpevolezza del giudice, riconoscendone la delicatezza del ruolo e la necessità della serenità di giudizio. Si è ben compreso, quindi, il pericolo di una giustizia difensiva. Molti giudici hanno trovato spazio nei media per spiegare la bontà delle loro tesi. Cosa che a noi chirurghi è sempre stata pervicacemente negata. I rappresentanti dei magistrati sono stati ricevuti anche dal Presidente della Repubblica, invece i chirurghi non hanno mai avuto la possibilità di un’interlocuzione ufficiale con le Istituzioni. Rivendichiamo, con forza, di svolgere una professione che riveste un’importanza pari a quella dei giudici e ci aspetteremmo un’eguale considerazione da parte delle Istituzioni, dei media e dei cittadini”. Il 20 maggio la Società Italiana di Chirurgia ed il Collegio Italiano dei Chirurghi organizzano un simposio su “La colpa professionale e la medicina difensiva. In quella data si svolgerà anche l’assemblea dei Presidenti di tutte le Società scientifiche nazionali di area chirurgica delle varie branche e delle diverse specialità.

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Sondaggio su amministrazione Alemanno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 marzo 2011

Roma «Il sondaggio Eures premia il lavoro dell’Amministrazione e dimostra che il gradimento del sindaco Alemanno non è stato per nulla intaccato dalle campagne denigratorie messe in campo dal centro-sinistra: 6 romani su 10, infatti, hanno rinnovato il proprio consenso al Sindaco. Si tratta di un risultato importante che premia il lavoro di una squadra impegnata non senza difficoltà per migliorare la qualità della vita della capitale ed aumentare benessere e sicurezza dei suoi cittadini. Uno sforzo ancora maggiore, giova ricordarlo, in considerazione del fatto che Alemanno ha salvato dal fallimento una città alla quale la precedente amministrazione aveva lasciato in eredità il debito record di 12 miliardi di euro ». Lo dichiara l’assessore all’Ambiente di Roma Capitale, Marco Visconti.

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Il malessere del Pd

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

Dichiara Davide Gariglio:  “La tentazione di uscire dal Partito Democratico che mi viene attribuita da un quotidiano locale, è del tutto priva di fondamento ed è da attribuirsi alla malafede di chi confonde i propri auspici con la realtà dei fatti. I fatti in questione sono incontrovertibili: ho voluto a tutti i costi le primarie contro la volontà di molti del mio partito, ho lottato per vincerle e diventare candidato Sindaco, le ho perse raccogliendo un buon consenso intorno alla mia candidatura, ho dichiarato di sostenere Piero Fassino alle amministrative di maggio e in tal senso mi sto impegnando. E’ assai lontana da me l’idea che alle primarie del PD si partecipa e poi, se si perde, allora uno se ne va. Detto ciò, di fronte agli abbandoni del PD da parte di diversi autorevoli esponenti vi sono tre possibili modi di comportarsi: rallegrarsi all’insegna del ‘meno siamo meglio stiamo’ (che è il teorema di chi pensa e vive il PD come una ulteriore fase dell’evoluzione del PCI), alzare le spalle minimizzando l’accaduto come se si trattasse di semplici riposizionamenti personali e solitarie avventure intraprese da qualche deluso, oppure interrogarsi sulle ragioni che stanno alla base di un malcontento assai diffuso in una parte della dirigenza e della militanza del nostro partito che vede non compiutamente realizzato il progetto di un nuovo soggetto riformista e plurale per creare il quale si decise di superare le esperienze rappresentate da DS e Margherita. Personalmente credo che il malcontento di chi vede nel PD attuale un qualcosa di ben lontano dal progetto iniziale meriti una ben diversa considerazione e non può essere risolto semplicemente attraverso un’oculata distribuzione di poltrone e incarichi tra le diverse componenti.”

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28 gennaio: sciopero lavoro pubblico

Posted by fidest press agency su domenica, 16 gennaio 2011

La segreteria regionale Cub Piemonte ha rilasciato il seguente comunicato: “L’esito del referendum alla FIAT Mirafiori, tenuto sotto il ricatto della chiusura dello stabilimento, ha visto il 46% di voti contrari. La volontà di Marchionne si è affermata solo per il contributo determinante e plebiscitario della gerarchia di fabbrica: capi e capetti. Nei seggi del reparto montaggio, dove hanno votato gli operai, il NO si è affermato con il 53%. I “sindacati” del fronte del Si’ partivano con un consenso, sulla carta, di oltre il 70% e godevano dell’appoggio di tutte le forze politiche e del padronato. Hanno diffuso a piene mani menzogne, paura e intimidazioni, ne ottengono in cambio un pauroso calo di legittimazione e una fabbrica divisa a metà. Il progetto di riduzione del salario, dei diritti e di generale peggioramento delle condizioni di lavoro, perseguito dalla FIAT, si è scontrato col rifiuto degli operai. Ciò conforta la nostra opposizione e conferma quanto sia urgente impedire con ogni mezzo l’attuazione di quel modello e la sua diffusione. Per questo è necessaria una mobilitazione continuativa e determinata in difesa del reddito, dei diritti e della dignità del lavoro, per questo la CUB Piemonte prosegue, insiema alle organizzazioni che si sono battute per il NO, la battaglia contro l’accordo-truffa e proclama lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro pubblico e privato per il 28 gennaio”.

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Consenso amministratori locali

Posted by fidest press agency su martedì, 11 gennaio 2011

“Passare in dodici mesi dal 14° al 7° posto della classifica nazionale del consenso fa certamente piacere e mi conferma in una convinzione che ha sempre guidato la mia azone politica e amministrativa: sobrietà, serietà e rigore alla lunga pagano. Più che le operazioni di immagine, i cittadini apprezzano la concretezza nell’affrontare i problemi”: con queste parole il Presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, commenta la diffusione dei dati dall’annuale sondaggio “Governance Poll”, effettuato dal’istituto IPR Marketing per conto del quotidiano “Il Sole 24Ore”. “Ringrazio i cittadini per la fiducia accordatami, visto che il 60% degli intervistati in provincia di Torino ha espresso un giudizio sostanzialmente positivo nei confronti dell’amministrazione che guido dal 2004. Ma, come non mi ero abbattuto quando, alcuni anni orsono, il ‘Governace Poll’ mi relegava agli ultimi posti della classifica nazionale, così oggi non mi esalto” aggiunge Saitta.  “La crescita del consenso, – sottolinea il Presidente della Provincia di Torino – deriva da un lavoro quotidiano e concreto, affrontato senza schiamazzi e senza trionfalismi. Abbiamo compiuto e compiremo nei prossimi anni scelte importanti su temi che vanno dalla TAV alla Tangenziale Est, dall’inceneritore per i rifiuti alla tutela dei suoli agricoli di pregio. Abbiamo agito e agiremo negli anni di mandato che ci restano cercando il consenso delle comunità locali, ma ribadendo che, ad un certo punto, occorre che tutti compiano scelte concrete e si assumano le responsabilità che competono loro. Questo è il nostro metodo e ci fa piacere che i sondaggi ne confermino l’apprezzamento da parte dei cittadini”.

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La sirena Bersani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 novembre 2010

“Il tono drammatico e irrealistico nelle dichiarazioni di Bersani appare finalizzato ad un disperato quanto inutile tentativo del segretario di far risalire il consenso del Pd precipitato  nei sondaggi a percentuali mai registrate nella storia del PCI-PDS-PD.  Sappia Bersani che nessuno nel Pdl, nella Lega e nel gruppo Fli, come confermato ieri da autorevoli esponenti, si lascerà  ammaliare dalle false lusinghe della sinistra che vorrebbe riportare indietro le lancette della storia”. Lo dichiara il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli.

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Arroganza del consenso

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 settembre 2010

Alle  critiche al governo formulate da  Luca Cordero di Montezemolo, il ministro della difesa  La Russa ha risposto  “Si candidi e vedremo il suo consenso”.  Non si è nemmeno reso conto, il ministro, di avere sintetizzato il capovolgimento dei valori che devono sancire il rapporto tra governo e popolo sovrano. In una democrazia compiuta (l’opposto dell’attuale regime !)  il governo è tenuto a ben governare e da tale buon governo ricevere il consenso del popolo elettore che ne conferma il gradimento. Oggi le parti sono invertite: il governo legifera solo ed esclusivamente per garantirsi un consenso abusivo che gli permetta di legiferare nell’interesse di pochi, pochissimi e, spesso, di uno solo. 16 anni di mani in pasta, con protezionismi verso le fasce più facoltose, in grado di condizionare il pianeta della produzione e del lavoro, con forme di corruzione dilatate e mai contrastate, con difese all’ultimo respiro dei peggiori delinquenti accusati di reati comuni, hanno determinato un circuito perverso di consensi che nulla hanno a che spartire con lo spontaneo e riconosciuto consenso democratico, inteso come riconoscimento di avere bene operato.   Ma un governo che opera seguendo le indicazioni dei sondaggi per cercare di soddisfare le esigenze del momento di una sparuta maggioranza, variabile di volta in volta, e, quindi, con provvedimenti spesso contraddittori, non ha nulla da offrire alla programmazione rivolta alle prossime generazioni e al futuro dell’intera della nazione; vige la regola ferrea del presente immediato, purchè sia foriero di scudi fiscali per gli evasori, di condoni, di sanatorie, per scendere tanto in basso che più basso non si può, di leggi protezionistiche in grado di neutralizzare i reati commessi dal presidente del consiglio, evitandogli i dolori di sentenze penali che lo escluderebbero da questa infausta presenza nella vita pubblica, diventata vita privata, anzi, privatissima. (Rosario Amico Roxas)

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L’Italia un Paese senza Diritti

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2010

Questo primo Festival Internazionale sui Diritti Umani organizzato dallo Scientific Park University Campus Selva dei Pini di Pomezia, dal Comune di Pomezia, dal Ce.A.S. e dall’Università “La Sapienza” di Roma ha il preminente scopo di creare una piattaforma moltiplicatrice di sinergie sulle attività di sensibilizzazione e di impegno relativi ai rischi della violenza politica e del conseguente disagio sociale che stanno assumendo toni di assoluta gravità. Uno degli aspetti innovativi del Festival che sta raccogliendo un grande consenso nel mondo scientifico, ma soprattutto nel mondo istituzionale e nella società civile è il tema della “democrazia della comunicazione” sul tema ovviamente della difesa dei diritti umani. L’idea di fondo dalla quale nasce questo importante evento è scaturita da una profonda riflessione circa l’indifferenza del potere, a tutti i livelli, sul piano della difesa dei diritti umani, soprattutto riguardo l’indifferenza del potere sulla vita delle persone e dei popoli. Il mondo accademico in questo spazio ha un incredibile ruolo perché può avviare e sperimentare, attraverso laboratori didattici nuovi modelli per educare la grande massa dei giovani sul rispetto dei diritti umani che è uno dei cardini sui quali ogni società deve appoggiarsi. Tanto più è forte la difesa dei diritti umani, tanto più forti sono le democrazie. Metaforicamente la scelta politica di questo Festival Internazionale è incentrata sui sette peccati capitali del mondo, intendendosi con questa espressione ovviamente non comportamenti vietati dalla legge divina, bensì dal diritto internazionale.
In breve, si può dire che nonostante l’enorme sforzo dispiegato dalla Comunità Internazionale ed in particolare dalle Nazioni Unite nel corso degli ultimi 60 anni sono ancora troppi gli Stati che si sottraggono al rispetto degli standard internazionali dei diritti umani. Le tensioni, nel campo economico, politico ed ideologico, sono destinate a d aumentare sia a causa del divario crescente tra paesi ricchi e poveri e sia la peggioramento delle condizioni dell’ambiente. E’ dunque indispensabile conseguire una razionalizzazione degli strumenti di protezione dei diritti umani attualmente esistenti, quindi è necessario:
1)     una strategia plurima e condivisa;
2)     passare da un livello di tutela internazionale omnicomprensivo a un criterio selettivo;
3)     garantire efficacemente a livello internazionale l’attuazione dei diritti umani;
4)     accentuare la risposta penale alle violazioni gravi dei diritti umani;
5)     il ricorso sistematico ai tribunali penali internazionali;
6)     il ricorso, in casi eccezionali all’uso della forza per la protezione dei diritti umani.
Ci sembra dunque un simbolismo perfetto quello di associare in tema dei diritti umani i sette peccati capitali che rappresentano il vincolo etico di responsabilità del potere che deve costruire l’equilibrio del mondo sul diritto fondamentale ad avere riconosciuti, per tutti, i diritti fondamentali dell’uomo.

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Oggi sciopero dell’informazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 luglio 2010

Lo sciopero per la legge “bavaglio” e la libera informazione in Italia. La libertà di informazione è un diritto costituzionalmente garantito, quindi la facoltà di poter informare è data a tutti ma, al contrario, l’accesso ai media non è dato a molti. E’ qui che giocano gli interessi palesi e non palesi dei gruppi di potere che controllano la filiera dell’informazione. Per dare piena applicazione a questo cardine della democrazia, la regola è semplice: 1) mettere in grado i giornalisti autonomi, i free lance, di poter operare senza essere ricattati dagli editori, dando loro dignità economica e professionale e, soprattutto, protezione legale. 2) Abolire lo scandaloso finanziamento pubblico all’editoria, grassa greppia per la politica e i suoi conniventi. Le testate devono essere mantenute in vita dal consenso dei lettori e non dalla politica, ovvero dai nostri soldi, come qualsiasi azienda.
Da noi avviene il contrario: facendo balenare un’assunzione che oltretutto, visti i tempi, è sempre più improbabile, si sfruttano i free lance. Di questi, quei pochi fortunati che riescono ad entrare nelle grazie dell’editore in realtà diventano impiegati dello stesso, è lui che li sceglie, è lui che rischia. Non s’è mai visto un redattore della “Stampa” criticare la famiglia Agnelli. Va da se che, in tale posizione, non si è più giornalisti a tutto tondo, si sa dove poter arrivare e dove è meglio soprassedere, il tutto in cambio di un lauto stipendio, ferie pagate, e spalle ben coperte. Andando oltre, i soldi che gli editori prendono per le loro testate, come finanziamento, sono tanti e i politici, che conoscono bene gli ingranaggi del consenso elettorale, la fanno da padroni. Questo, purtroppo, è un rito che si ripete ogni anno da almeno mezzo secolo. L’onorevole Fini ha appoggiato tale elargizione anche quest’anno, paventando la messa in cassa integrazione di migliaia di persone. Non siamo assolutamente d’accordo, è un vecchio modo di far politica.
Di tutto ciò ne sono consapevoli sia l’ordine dei giornalisti che il sindacato unitario che ne difendono l”impalcatura. Nulla, se non a parole, è stato mai fatto per capovolgere la situazione, anzi. Di un ordine dei giornalisti non se ne sente la necessità, visto che è l’unico ad esistere nel mondo: basterebbe un’iscrizione e in piccolo esamino per sapere le regole fondamentali sull’informazione alla camera di commercio ed operare per essere direttore di una testata, senza sottostate agli esosi pedaggi dovuti ad una casta che ha sempre rappresentato gli interessi dei giornalisti contrattualizzati, fermo restando escutere i soldi per il tesserino, in cambio del nulla, ai quasi 80 mila giornalisti pubblicisti. Lo stesso dicasi del sindacato unico che è sempre stato ed è essenzialmente il sindacato dei giornalisti stipendiati, nulla a che vedere con i giornalisti free lance che hanno esigenze e caratteristiche diverse e che oggi, causa la vocazione, causa i licenziamenti, sono  esattamente il doppio dei loro colleghi  (il raffronto è preso facendo la differenza tra gli iscritti all’Inpgi 1, la cassa di previdenza dei giornalisti stipendiati, e l’Inpgi 2, la cassa di previdenza dei free lance). In breve, la nostra informazione è in mano a gruppi di potere che ubbidiscono a logiche che potrebbero divergere dall’interesse del bene collettivo. Quanto al nostro Presidente del Consiglio, avrebbe dovuto dismettere la proprietà di uno dei più grandi network nazionali al tempo del suo esordio in politica, come etica e correttezza avrebbero voluto: non l’ha fatto, e chi avrebbe dovuto opporsi per costringerlo ad una delle due opzioni, politica o televisione, ha disatteso gli interessi della collettività, non sappiamo se per manifesta impotenza o per calcolo politico, fatto sta che adesso ne paghiamo le conseguenze. La protesta contro la legge “bavaglio” è sacrosanta, è in pericolo un diritto garantito dalla costituzione, ma non vorremmo sia strumentalizzata per la sopravvivenza di una corporazione che non ha ragione di esistere e da un sindacato che fa gli interessi di una sola parte. (Virgilio Violo Free Lance International Press) http://www.flipnews.org

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Nessun consenso al G20

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2010

Le organizzazioni promotrici della campagna zerozerocinque (Acli, Adconsum, Arci, Attac, Azione cattolica, Sistema Banca Etica, Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare, Cisl, Cittadinanza Attiva, Città dell’Altra Economia, Campagna per la riforma della Banca mondiale, Consorzio GOEL, Comunità di Vita cristiana, Fair, Fiba/Cisl, Focsiv-Volontari nel mondo, Coalizione Italiana contro la Povertà-GCAP, Legambiente, Lega Missionaria studenti, Lunaria, Microdanisma, Manitese, Reorient, Sbilanciamoci, Social Watch Coalizione Italiana, Ucodep, Un Ponte Per, WWF Italia) chiedono all’Europa di approvare al più presto una tassa sulle transazioni finanziarie.  Diverse ricerche hanno ampiamente dimostrato come tale misura sia realizzabile anche su scala europea o della zona euro, senza difficoltà tecniche e senza il rischio di elusione dell’imposta o di spostamento delle transazioni finanziarie in altri mercati. Il G20 non è stato in grado di coordinare le iniziative per uscire dalla crisi e regolamentare la finanza, ha dichiarato Farida Bena, di Oxfam e Ucodep, presente a Toronto, ora tocca all’Europa proseguire compatta per un’attuazione della tassa sulle transazioni finanziarie. Una misura che per frenare la speculazione senza impatti negativi sull’economia reale, e che potrebbe produrre un gettito fondamentale per ridare fiato ai conti pubblici e per risorse addizionali per le politiche sociali, la cooperazione internazionale, la lotta ai cambiamenti climatici. L’approvazione su scala europea, ha dichiarato Sergio Marelli, della Focsiv, sarebbe un segnale di grande importanza anche per un suo futuro allargamento a livello internazionale. La questione centrale qui al G20 è stata quella di come ridare fiato ai conti pubblici devastati dalla crisi e dai piani di salvataggio senza imporre tagli e sacrifici che mettono a rischio milioni di posti di lavoro e la ripresa dell’economia. La tassa sulle transazioni finanziarie è una soluzione in questa direzione, e uno strumento per limitare le attività speculative più dannose. La crisi greca e gli attacchi all’euro hanno dimostrato quanto sia necessario e urgente approvare misure efficaci contro la speculazione.  Se il G20 non è riuscito a dare una risposta univoca – ha concluso Andrea Baranes, di CRBM – ora tocca all’Europa, come suggerito dalla stessa Cancelliera Merkel, dare seguito alla decisione presa dal Consiglio europeo e alla risoluzione del Parlamento UE, entrambi favorevoli alla tassa sulle transazioni finanziarie. L’Italia, in questo percorso, è chiamata a fare la sua parte.

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Sottrazioni internazionali di minori

Posted by fidest press agency su domenica, 20 giugno 2010

A Strasburgo presso l’Ufficio del Mediatore europeo per i casi di sottrazione internazionali dei minori, è stato raggiunto un accordo volontario tra due genitori in conflitto a causa della sottrazione da parte di uno di essi dei due figli. Lo rende noto Roberta Angelilli Vicepresidente del Parlamento europeo con delega ai diritti dei minori e Mediatore europeo per i casi di sottrazione internazionale dei minori. In Europa sono in crescita i matrimoni misti. Ogni anno, all’interno dell’Unione, ci sono oltre 350.000 matrimoni transfrontalieri, e 170.000 divorzi, ossia il 20% di tutti i divorzi dell’UE. Dopo la fine di un matrimonio talvolta i bambini diventano l oggetto del contendere. Spesso il genitore affidatario trattiene i figli senza il consenso dell’altro o il genitore che non ha la custodia del figlio lo sottrae o rifiuta di restituirlo dopo una visita regolare  dichiara Angelilli “La mia attività mira a creare una possibilità di dialogo e compromesso tra i due genitori in conflitto, permettere ad entrambi di parlare apertamente  fuori dal rigido contesto dei procedimenti giudiziari avvalendosi di un sostegno valido e autorevole affinché tale comunicazione sia possibile e fruttuosa. Ma ruolo imprescindibile del Mediatore europeo è porre al centro sempre l interesse superiore dei bambini, tutelarli da faide famigliari e dalle dolorose e logoranti battaglie che i genitori conducono nei tribunali”,  conclude il Vicepresidente.

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Cordova: Il consenso imperfetto

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2010

Marino 24 aprile, alle 18.00, ci sarà la presentazione del libro “Il ‘consenso’ imperfetto” a Marino, presso la Libreria Il libro parlante in Corso Trieste, 49. Quattro capitoli sul fascismo”, di Ferdinando Cordova, ordinario di Storia Contemporanea alla Sapienza.  Si tratta di uno studio sulla nascita del regime in Italia e sul cosiddetto “consenso”, basato in gran parte su documenti finora inediti.

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Pdl Lazio: per un partito forte e autorevole

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 aprile 2010

“Crediamo sia urgente convocare i coordinamenti di Roma e Lazio e avviare una nuova fase nel PDL Romano e Laziale. Dobbiamo tutti lavorare per far diventare il PDL a Roma  un partito forte  e autorevole che sappia ascoltare la base e tutti gli eletti che rappresentano la struttura portante del partito. Le  scelte strategiche del  PDL a livello locale  devono essere adottate  dagli organi previsti dallo statuto e comunque  nell’interesse del PDL, e devono essere ispirate da criteri di meritocrazia e qualità  e non solo dall’interesse di questo o quel gruppo. Ci troviamo oggi con un governo nazionale che gode di un riconosciuto consenso e con il governo della Capitale in mano, ma con un coordinamento di Partito a livello locale che ha abbandonato quasi totalmente tutti gli esponenti politici che lavorano sul territorio a stretto contatto con la gente. Le problematiche restano sempre le stesse quindi, e nulla è cambiato sulla selezione della classe dirigente. Mancano, ad oggi, le competenze basilari di organizzazione delle strutture, di analisi del voto e del territorio, di formazione della classe dirigente e dei giovani, di comunicazione con i quadri del Partito, di “caccia alle teste” dei migliori. Occorre porre immediatamente e radicalmente rimedio se vogliamo rimettere il Partito sui giusti binari, occorre fare qualcosa subito, dare un segnale forte di rilancio e, se necessario cambiare personaggi ma soprattutto sistema di lavoro” Lo dichiarano in una nota congiunta Marco Scotto Lavina, Consigliere del PDl alla Provincia di Roma e Fabrizio Santori consigliere Pdl del Comune di Roma.

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