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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘considerazione’

La polizia merita rispetto e considerazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

Rilanciamo la lettera aperta pervenutaci e indirizzata al dottor Gino Strada, medico fondatore della ONG Emergency. “Ho appreso dalla trasmissione “Mezz’ora in più” in onda su Rai Tre, che ha utilizzato in senso dispregiativo, il termine “sbirri”. Non è la prima volta che Lei utilizza con livore la parola ‘sbirro’ e di questo sono profondamente dispiaciuto. Vorrei ricordarle, innanzitutto, che con questa espressione offensiva, colpisce e svilisce la funzione istituzionale delle Forze dell’Ordine. Si, perché quando si utilizzano determinati appellativi, si colpiscono inevitabilmente quegli uomini e donne in divisa (che Lei dovrebbe conoscere bene), impegnati da anni in Sicilia a fornire aiuti umanitari durante gli sbarchi. Dottor Gino Strada, noi siamo orgogliosi di essere sbirri e la brava gente è orgogliosa di noi, perché svolgiamo il nostro lavoro con rischio, dedizione, umanità, ogni giorno per garantire una convivenza civile a tutti i cittadini nel rispetto della legge e dei valori democratici e soprattutto, senza guardare al colore politico del Governo in carica, né il colore della pelle di chi stiamo aiutando. Siamo orgogliosi di aver potuto contribuire con il nostro lavoro durante le operazioni di sbarco, rischiando spesso il contagio perché muniti esclusivamente di mascherine anti alito. Siamo orgogliosi di aver tenuto in braccio quei bambini appena scesi dai gommoni e con il terrore stampato in volto e aver dato loro un po’ di calore umano, un abbraccio paterno; una carezza ai loro genitori rassicurandoli che il peggio era passato e che erano in salvo. Questi sono gli ‘sbirri’, dottor Strada. E noi siamo fieri di esserlo. (Stefano Paoloni Segretario Generale Sindacato Autonomo di Polizia (Sap)

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Digital disruption: gli executive si aspettano che 4 incumbent su 10 perderanno la loro posizione entro i prossimi cinque anni

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2015

vimercateVimercate (MB), Gli effetti della digital distruption hanno il potenziale di cambiare le carte in tavola per gli incumbent e modificare radicalmente i mercati, più velocemente di qualsiasi altra forza nella storia: lo evidenzia un nuovo report reso noto oggi dal Global Center for Digital Business Transformation (DBT Center), una iniziativa creata da Cisco e dall’International Institute of Management Development (IMD) di Losanna, Svizzera.Questo studio, intitolato Digital Vortex: How Digital Disruption is Redefining Industries, è il primo report rilasciato dal DBT Center. Lo stato attuale della digital disruption e le prospettive per i diversi settori economici sono stati analizzati con un questionario somministrato a 941 business leader di 12 settori in 13 paesi: Italia, Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Giappone, Messico, Russia, Regno Unito e Stati Uniti.Dai risultati emerge che la digital disruption farà perdere la propria posizione a circa il 40% degli operatori incumbent in ognuno dei 12 settori analizzati, entro i prossimi cinque anni. Nonostante ciò, il 45% delle aziende non credono che la digital disruption sia un fenomeno che meriti di essere portato all’attenzione del board di direzione. “Ogni paese, ogni città, ogni impresa dovrà diventare digitale per competere e resistere nella nuova economia digitale” ha dichiarato Martin McPhee, senior vice president, Cisco Consulting Services. Il Global Center for Digital Business Transformation, che si occupa sia di digital disruption sia di formazione, rappresenterà per gli executive chiamati a occuparsene una piattaforma per comprendere perché affrontare il viaggio verso la digitalizzazione, come farlo, quali strumenti sono necessari per questo percorso e – in ultima analisi – per la sostenibilità nel tempo delle organizzazioni in cui operano”La gran parte degli executive che hanno partecipato allo studio considerano la digitalizzazione un fenomeno positivo per il business e per la società. Infatti, il 75% di loro crede che la digital disruption sia una forma di progresso, il 72% dichiara che consente di dare più valore ai clienti ed il 66% ritiene che aumenti il potenziale delle persone. Allo stesso tempo, il 43% non riconosce i rischi della digital disruption, oppure non li ha affrontati in modo sufficiente. Solo il 25% descrive il proprio approccio alla digital disruption come “proattivo”.Fra i dodici settori presi in considerazione, il settore Prodotti e Servizi Tecnologici mostra il maggior potenziale di cambiamento nei prossimi cinque anni. In generale, il report evidenzia che i settori “data-driven” sono ai primi posti di questa lista: Media & Entertainment, Telecomunicazioni, Servizi Finanziari, Retail. Secondo lo studio, questi sono i settori che si basano maggiormente sulla Rete per “scambiare” valore digitale – con dati, transazioni, etc.Le forze motrici della distruption sono nuove start-up ben dotate di finanziamenti, concorrenti più proattivi rispetto al digitale e – sempre più – il “fondersi” di settori diversi, favorito dal fatto che la digitalizzazione dà più liberta di espansione in nuovi mercati. In media, i manager delle aziende incumbent in tutti e dodici i settori presi in considerazione hanno ammesso di aspettarsi cambiamenti sostanziali a causa della digital disruption, compresi cambiamenti di market share entro i prossimi cinque anni. Nonostante ciò, lo studio evidenzia che quasi un terzo degli incumbent ha un approccio attendista.“Non sono solo i modelli di business a cambiare: cambiano anche le catene del valore e le offerte di prodotto. La digitalizzazione non sta solo trasformando i vari settori, sta sempre più sfumando i confini fra di essi” ha commentato Michael Wade, Director del DBT Center e Professore di Innovation and Strategy in IMD. “Man mano che i diversi settori si avvicinano al “centro” del vortice digitale, le componenti fisiche – nella misura in cui ostacolano il vantaggio competitivo – si disperdono. Gli innovatori di maggior successo utilizzano un approccio “combinatorio” alla disruption: molteplici fonti di valore – costi, epserienza, piattaforma – sono fuse insieme per creare nuovi modelli di business dirompenti e ottenere guadagni esponenziali”.Il termine “Digital Vortex” descrive la forza trainante creata dalla digitalizzazione in tutti i settori, ed il modo in cui le aziende sono inevitabilmente portate verso il centro di questo fenonemo. La ricerca Digital Vortex indaga le sfide e le opportunità della digital disruption ed è un importante primo passo del DBT Center in un percorso che durerà cinque anni, coinvolgendo l’IMD, Cisco ed un ecosistema di altre organizzazioni partner.

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Cosa c’entra la giustizia divina?

Posted by fidest press agency su martedì, 30 marzo 2010

Lettera al direttore. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha pronunciato un’altra delle sue frasi memorabili. Non sarebbe opportuno che lasciasse passare un lasso di tempo più lungo tra l’una e l’altra? Appena una ventina di giorni fa, ebbe a dire: “Il vile avvertimento al procuratore Spagnuolo rivela ancora una volta la paura e il disorientamento in cui si trovano ormai i clan della ‘ndrangheta”. E davvero bisogna fare uno sforzo d’immaginazione per pensare che clan appartenenti alla più forte e pericolosa organizzazione criminale in Italia, stiano tremando e siano disorientati. L’altro giorno (27 marzo) ha affermato: “In Italia arriva prima la giustizia divina che quella terrena”. E sarebbe stato bene avesse lasciato cadere lì la profonda considerazione. Invece ha voluto “chiarire” con un esempio: “L’imprenditore straniero, spesso non viene ad investire in Italia perche’ a seconda dell’eta’ in cui comincia una causa e’ preferibile affidarsi al Padreterno che alla giustizia”. Il che dimostra che s’intende forse di giustizia terrena, ma che ha un concetto assolutamente errato della giustizia divina. (Veronica Tussi)

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Fare la spesa è una “professione”

Posted by fidest press agency su domenica, 24 gennaio 2010

Roma “Fare la spesa alimentare ormai è diventata una professione. Le norme che disciplinano la produzione e l’etichettatura sono ormai così tante e intricate che il consumatore dovrebbe svolgere uno studio approfondito prima di fare una scelta consapevole”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, annunciando la pubblicazione, con il contributo del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, dell’Unità didattica “La qualità si vede”, pensata per gli studenti delle medie inferiori in considerazione del fatto che nelle scuole non esistono ancora (tranne rare eccezioni) programmi di educazione alimentare, più volte auspicati dall’Unione Europea.  “L’Unità didattica -prosegue il Segretario generale- vuole essere una guida semplice per orientarsi fra le regole della qualità e dell’etichettatura alimentare ed in particolare per comprendere il significato delle denominazioni d’origine e qualità, come DOP, IGP e STG. Sarà un utile strumento di esercitazioni didattiche collegate ad un Concorso a premi per gli studenti stessi. La pubblicazione è stata inviata a tutte le 7.010 scuole medie inferiori del Paese in molte migliaia di copie”. “Anche se il consumatore, negli ultimi anni, è diventato più attento e consapevole -conclude Dona- spesso non conosce le normative che disciplinano gli alimenti e che permettono una scelta più ragionata grazie alla lettura dell’etichetta, ovviamente anche in rapporto al prezzo”.

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Militari: operazione ramazza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2009

Emilio Ammiraglia Presidente Associazione Solidarietà Diritto e Progresso AS.SO.DI.PRO ci ha segnalato un suo scritto riguardo la vita militare che riproponiamo per sommi capi. La riflessione parte da quando i militari, 35 anni fa, “cominciarono a manifestare rumorosamente e pubblicamente la propria inquietudine per l’emarginazione sociale che pativano, per la scarsa considerazione istituzionale”. Cos’è cambiato da allora ad oggi? La prima svolta venne con la Legge 382/78 meglio nota come legge dei principi sulla disciplina militare. A quella legge il Parlamento dell’epoca affidò il compito di innestare nella società militare i fondamentali diritti e le libertà costituzionali riguardanti la persona e le tutele della condizione professionale da emancipare attraverso il lavoro delle istituende RR.MM. Ma fu una delusione. La legge a tutto serviva fuorché a sanare le arretratezze avvertite. Gli Organi di Rappresentanza di fatto furono resi inoperosi da chi sentiva minata la propria autorità. “Ora ci ritroviamo al vuoto incartato della propaganda, agli annunci, alla cosmesi delle proposte di legge che restano imbrigliate dentro uno scadente dibattito parlamentare, consumano la loro esistenza andando poi alla estinzione con il termine della legislatura di riferimento. Nel tentativo di smuovere le acque dello stagnante dibattito parlamentare circa i temi di interesse dei militari è stata preannunciata di recente, dai partiti politici che si prefiggono lo scopo di ottenere maggiori tutele professionali degli stessi e degli operatori della sicurezza, la costituzione di un coordinamento, una specie di lobby che dovrebbe anch’essa occuparsi proficuamente del benessere dei nostri soldati”. In effetti rischia di segnare anch’essa tutti i suoi limiti. I mali che affliggono la categoria, è altra cosa”. Per dirla in altre parole basterebbe leggere un libro fresco di stampa titolato “Saggio sull’arte di strisciare” il cui copyright è della Casa Editrice “Il Nuovo Melangolo srl di Genova- Via di Porta Sovrana, 3/1 (www.ilmelangolo.com). E’ un manualetto di poche illuminanti pagine, appena 19, dall’irrisorio costo di 4 €. In esso l’autore, il barone Paul H.D. d’Holbach (tradotto in lingua da Emanuela Schiano Di Pepe) ci offre una chiave di interpretazione delle relazioni che intercorrono fra il Sovrano (il potere temporale, n.p.) e i cortigiani. Il pensiero del barone d’Holbach, traslato ai nostri tempi, aiuta i lettori a comprendere al meglio quello che influenza il FARE del potere e ciò che esso lascia ai cortigiani come attenzione di benevolenza. “In cambio di questa attenzione i cortigiani riconoscenti, ripagano il Monarca (il potere temporale, n.p.) con la condiscendenza, l’assiduità, l’adulazione, la vigliaccheria; il saper barattare tali mercanzie in cambio di benevolenza è probabilmente il talento più utile a corte”. A buon intenditor…

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Rappresentanza militare. I contrari al rinvio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2009

“Il Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare generale di S.A. Daniele Tei, concorda nel ritenere che una simile iniziativa, oltre a costituire una deroga al principio democratico della elettività dei delegati, sancito dall’art. 18 della legge n. 382/78, comporterebbe comprensibili perplessità e malumore tra il personale che intenda candidarsi per tale delicata funzione rappresentativa. Il predetto orientamento di F.A., peraltro, è stato partecipato nelle appropriate sedi di carattere interforze.».”Lo afferma Luca Marco Comellini, segretario del partito per la tutela dei diritti dei militari (PDM) – È evidente – prosegue Comellini – che l’autorevole parere del generale Daniele Tei non è stato tenuto in considerazione dal ministro della Difesa Ignazio La Russa che ha preferito ignorarlo, come del resto ha ignorato l’esistenza di ogni principio democratico sancito dalla Costituzione pur di evitare ogni possibile azione di protesta da parte dei Cocer, in particolare di quello dei carabinieri che già da tempo aveva manifestato l’intenzione di scendere in piazza assieme ai sindacati di polizia”.

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Riflessioni

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2009

Lettera al direttore. Gentile direttore,  ho letto un articolo di Adriano Sofri su Repubblica del 21 settembre. Parla di Simone Valente, il bimbetto di due anni, presente assieme alla sua addoloratissima mamma, all’arrivo della bare dall’Afghanistan. Riporto la considerazione alla fine del pezzo: “Simone ritroverà le frasi di suo padre che il lutto di oggi ha fatto conoscere a tutti: «Difendere gli altri, andare a fare del bene»”. E aggiungo  una riflessione personale: è probabile che Simone, da grande, verrà anche a sapere che il padre non si trovava in Afghanistan esclusivamente per quel motivo. E poi mi chiedo: se avessi il desiderio di difendere gli altri e di andare a far del bene in terra straniera, avrei il diritto di farlo, sapendo di correre il rischio di rendere orfano il mio piccolo e vedova la sua mamma? Penso che solo se fossi obbligato, andrei, altrimenti l’amore verso i miei cari, prossimo vicino e carissimo, sarebbe molto più forte dell’amore verso il prossimo lontano. (Renato Pierri)

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Le professioni della moda

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Quali sono le professioni della moda che aprono più facilmente le porte ai giovani? Per scoprirlo Suitex International, la società di ricerca e selezione del personale specializzata nella moda, ha condotto uno studio statistico all’interno del proprio database dei professionisti delle aziende dei settori: tessile-abbigliamento, calzature-pelletterie, articoli sportivi, concentrando la propria attenzione su quelle figure che mostrano una presenza più importante di giovani tra i 20 e i 30 anni. Sono emerse cinque figure professionali che mostrano una presenza della fascia di età 20-30 anni tra il 22 e il 43 %. Sono delle figure che possono costituire dei punti di partenza per una carriera professionale nelle aziende della moda, nelle sue diverse articolazioni: l’Export Area Manager, per esempio, può successivamente acquisire maggiori responsabilità in ambito commerciale; il Product Manager può passare a ruoli più alti in ambito marketing, o acquisire responsabilità su più linee di prodotto; per il Designer si aprono diverse possibilità nell’ufficio prodotto, sia in ambito creativo, sia nella gestione di progetti; il Responsabile della Logistica può aspirare a gestire segmenti sempre più importanti della produzione; infine anche la posizione di Responsabile di Negozio può essere un valido trampolino di lancio per una carriera in azienda. Non sono solo figure “di passaggio”, ma hanno degli sviluppi di carriera autonomi. Tutte sono caratterizzate da un forte dinamismo, con cui ben si accorda la giovane età: dinamismo sia in senso fisico (disponibilità a muoversi e viaggiare), sia in senso intellettuale (creatività, capacità di portare innovazione). Anche da un’occhiata superficiale emerge come alcune professioni, pur senza preclusioni assolute, siano in prevalenza “maschili” o “femminili”, anche nella fascia di età presa in considerazione.

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Turismo e risorse umane

Posted by fidest press agency su domenica, 23 agosto 2009

In tema di globalizzazione e di nuove tecnologie anche il turismo ha cambiato volto in particolare dal punto di vista economico nel rappresentare uno dei settori più importanti per il mondo intero e, per ciò che ci riguarda da vicino, per l’Italia. Nel nostro Paese, lo scorso anno, ha rappresentato circa il 10% del Pil, hanno trovato occupazione oltre tre milioni di persone e registrato tassi sostenuti di crescita (+13% fra il 1997 ed il 2001) sicuramente più elevati di quanto si possa riscontrare in altri comparti. La struttura reticolare turistica italiana parte da tre tipi di conduttori: tour operator, enti pubblici ed agenzie viaggi e si indirizza verso hotel, camping, villaggi ed agriturismo. Ma il segreto del successo sta nel fatto che la proposta turistica deve tenere in massima considerazione le condizioni del mercato di fronte a turisti sempre più consapevoli ed esigenti e che impongono un’offerta a loro maggiormente orientata, rinnovata, ricca di prodotti sempre più appetibili e validi dal punto di vista qualitativo. Uno dei fattori che più spinge nella direzione di questi cambiamenti è indubbiamente quello tecnologico. Su questo piano si giocheranno molte delle possibilità di trasformazione e di crescita delle aziende turistiche in un prossimo futuro. Non dimentichiamo, ad esempio, che il tasso di penetrazione delle tecnologie internet per le famiglie italiane è cresciuto nel 2001 dell’8% rispetto all’anno precedente ed un analogo  incremento, se non superiore, si prevede nel corso d’anno. Questo nel quadro di una crescita media mondiale che procede intorno al 4,9%. Diciamo, quindi, che oggi il 41% delle famiglie italiane possiede un personal computer ed il 25% usa regolarmente internet. Per quanto riguarda il turismo circa il 50% dei navigatori consulta la rete alla ricerca di informazioni di vario genere prima di mettersi in viaggio e la predisposizione all’uso di queste tecnologie è ancora migliore: il 71% la ritiene utile come strumento di comunicazione e-mail, soprattutto ed il 36% lo userebbe per trovare informazioni su alberghi. Ne deriva che i contenuti dei siti web turistici italiani sono composti essenzialmente di quattro componenti: e-commerce, contenuti informativi, assistenza al cliente e servizi. La filosofia di fondo è quella di anticipare la propria audience proponendo una realizzazione che tenga conto dei desideri e delle esigenze, ma anche delle effettive capacità tecnologiche del pubblico cui si rivolge.

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Chiesa cattolica: due facce della stessa medaglia

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 agosto 2009

Rosario Amico Roxas a proposito delle note di stima espresse in più occasioni dal Santo padre sulle azioni di questo governo, sull’ideologo Pera e sulla salubrità dell’aria che si respira con l’elezione di questo governo e, sull’altro versante, i giudizi critici espressi sul quotidiano dei vescovi riguardo l’antidemocraticità della legge che introduce il reato di clandestinità, si chiede se a parlare è la stessa chiesa di Roma. Se non altro, pensa Rosario, è il momento per l’invio da parte dei vescovi di una lettera (magari urgente) al pontefice per fare chiarezza o, in alternativa, prendere in seria considerazione l’ipotesi di un nuovo Concilio (come avrebbe voluto il cardinale Martini), ma con i poteri del Concilio di Costanza, prima che avvenga uno scisma insanabile: da una parte il pontefice con i lefebvriani, Marcello Pera, Magdi Allam e Berlusconi e dall’altra il mondo cattolico e la Teologia della Liberazione?

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Spostamento della sede del G8

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2009

Lo spostamento del G8 a L’Aquila porterà benefici alla popolazione colpita dal terremoto del 6 aprile? ActionAid, organizzazione internazionale che lotta contro la povertà, ha cercato di verificarlo tramite un’inchiesta i cui risultati sono raccolti nel documentario ‘Le crepe nel G8’ lanciato oggi. Dall’indagine, realizzata da Cecilia Mastrantonio e Sebastiano Tecchio, risulta che la gestione dei fondi per la preparazione del G8, tanto a La Maddalena quanto a L’Aquila, manca della trasparenza necessaria. L’efficacia dello spostamento della sede e il beneficio che ne deriverà per gli abruzzesi non sono al momento dimostrati, poiché gli stanziamenti sono avvenuti a favore di opere strettamente connesse allo svolgimento del meeting dei leader mondiali. Inoltre, coloro che più dovrebbero essere i protagonisti della ricostruzione, vale a dire gli abruzzesi colpiti dal sisma, sono scarsamente coinvolti nelle decisioni che riguardano il loro futuro. ActionAid è impegnata in questo periodo soprattutto contro la fame che, per la prima volta nella storia, è arrivata a colpire oltre un miliardo di persone. Niente al mondo uccide quanto la fame, nemmeno le guerre, nemmeno i disastri ambientali. E’ difficile pensare a un’emergenza più urgente del mancato rispetto del diritto al cibo. Secondo la FAO per affrontarla seriamente occorrono almeno 30 miliardi di dollari l’anno. ActionAid, tra le altre cose, chiede ai governi del G8 che si riuniranno a L’Aquila di versare complessivamente almeno 23 miliardi, in considerazione del proprio peso economico. Ma, al tempo stesso, ActionAid ha voluto occuparsi dell’organizzazione del G8: se non si perseguono trasparenza ed efficacia nel preparare importanti meeting internazionali, con quale credibilità in queste stesse riunioni ci si può impegnare contro la povertà?

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Eu. Avvertimento al PD di Rosario Amico Roxas

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2009

I 22 parlamentari europei del Pd sono avvertiti: “La posizione di Sarkosy all’appoggio al candidato polacco alla presidente UE, è la sola posizione corretta per evitare un disastroso e insperato salvataggio del cavaliere.”E’ quanto afferma Rosario. In effetti non è possibile che Mauro possa costituire una candidatura condivisa in nome di una supposta “alleanza patriottica” per un candidato italiano. Appoggiarlo diventerebbe senza dubbio un successo personale del premier italiano. Ma chi è questo Mauro? E’ un ciellino gradito, per quanto ci è dato di sapere, dal Vaticano.  Al contrario di Rosario noi ci limitiamo ad una considerazione di natura strettamente politica poichè diventa sleale far passare una scelta partigiana per un richiamo al “campanile” mentre è in gioco il ruolo e il prestigio del parlamento europeo e dei suoi vari organi istituzionali rappresentativi. Del resto sono ben noti i guasti arrecati all’immagine Italia da parte di chi prende con molta disinvoltura il suo mandato e si fa gioco dell’elettorato. Ma tutto questo lo devono valutare gli italiani e ha ragione Berlusconi quando afferma che è il leader di una maggioranza eletta democraticamente e solo se gli mancherà questa maggioranza deve rinunciare al suo mandato. Noi siamo, altresì, convinti che gli italiani ne sono consapevoli ma sanno pure che l’opposizione è divisa, litigiosa e che vi sono persino i “lanzichenecchi” per dirla con Rosario. E se tutto questo resta un modo per fare un bagno nella melma dobbiamo pensare che dopo 15 anni abbiamo finito con l’assuefarci.

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La Nuova Fiera di Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2009

“E’ una struttura che va rilanciata e su questo siamo convinti che la nuova gestione riuscirà concretamente a programmare tutte le attività necessarie al raggiungimento di questo obiettivo. Crediamo però che proprio attraverso il coinvolgimento della realtà municipale si riescano a dare le risposte più efficaci sotto il profilo delle infrastrutture e dei servizi da garantire all’intero quadrante, zona dove risiedono numerosi residenti e che quotidianamente impattano con una realtà che finora si è caratterizzata per scarsa organizzazione e disagio costante”, così dichiara in una nota Augusto Santori, consigliere del PDL del Municipio XV. “Alla Nuova Fiera di Roma sono presenti diverse abitazioni e strutture, come asili, centri religiosi e uffici Asl, che abbisognano di una maggiore considerazione e che potranno senz’altro essere di ausilio alla riorganizzazione degli aspetti logistici peculiari alla nuova struttura commerciale: pensiamo alla riorganizzazione dei trasporti, della segnaletica stradale, dei parcheggi e in generale della viabilità della Via Portuense, in quel tratto di competenza della Provincia di Roma”, prosegue Santori. “Ad oggi, inoltre, non esiste un collegamento diretto tra la Stazione Termini e la stazione ferroviaria della Nuova Fiera di Roma, con tutto ciò che questo comporta in termini di adeguamenti infrastrutturali e servizi. Attraverso la risoluzione delle problematiche segnalate dalla residenza crediamo si possa arrivare di conseguenza a favorire anche una vera riorganizzazione infrastrutturale della Nuova Fiera di Roma che, ricordiamo, giace, seppur ai confini del Comune di Fiumicino, ancora nel territorio di competenza del Municipio XV”, conclude Santori.

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