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Digital transformation e colloqui da remoto: 6 consigli per le aziende

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2020

Fino a qualche mese fa i colloqui da remoto, realizzati mediante videocall, erano una rarità, un’opzione utilizzata solo in particolari i casi, e unicamente da aziende e da agenzie che avevano saputo prendere di petto la digital trasformation. L’emergenza sanitaria internazionale ha però rivoluzionato in modo importante anche il mondo della ricerca e selezione del personale, mettendo al centro dei processi proprio la tecnologia video per il recruiting dei migliori talenti. E se da una parte i candidati hanno dovuto ripensare le migliori tecniche e i più efficaci approcci per affrontare un colloquio da remoto, dall’altra parte anche le aziende, abituate a effettuare delle interviste in presenza, si sono trovate costrette ad adattarsi alla situazione.Ma in che modo vanno organizzati i colloqui da remoto da parte dei recruiter? Come è possibili gestirli al meglio, così che le interviste a distanza abbiano la medesima efficacia dei classici colloqui di lavoro in presenza?Carola Adami ha sottolineato 6 linee guida da seguire, per eseguire al meglio un colloquio di lavoro a distanza.
1- Istruire il candidato. Nel momento in cui si contatta un candidato per fissare un colloquio di lavoro da remoto è necessario essere molto precisi, con una serie di indicazioni pratiche volte a preparare il terreno per un’intervista fluida ed efficace. È dunque necessario condividere con anticipo le necessarie informazioni relative alla piattaforma per videochiamate che verrà utilizzata, all’uso di cuffie e microfoni e via dicendo.
2- Preparare l’hardware. Non solo il candidato deve prepararsi al meglio per affrontare il colloquio di lavoro. Anche chi condurrà l’intervista da remoto deve fare lo stesso, controllando la connessione, la carica del dispositivo, il funzionamento di videocamera e microfono. Sono da preferire, in ogni caso, computer desktop e portatili, affidandosi a dei dispositivi mobili solo quando non è possibile fare altrimenti.
3- Fare un test. Prima di avviare i colloqui da remoto è necessario effettuare dei test, per individuare la presenza di eco o il corretto posizionamento della videocamera del pc. A questo proposito, quest’ultima va posizionata in modo che sia visibile il mezzo busto dell’intervistatore. È da evitare, invece, il posizionamento troppo vicino della videocamera.
4- Guardare in camera. Per analizzare il candidato intervistato il selezionatore deve studiare anche la sua gestualità e le sue espressioni, prendendo quindi in considerazione anche il linguaggio del suo corpo. Ciononostante, in alcuni precisi momenti è bene staccare lo sguardo dallo schermo per puntarlo invece verso la videocamera – posta abitualmente subito sopra: in questo modo si potrà dare al candidato l’impressione di guardarlo dritto negli occhi.
5- Lo sfondo giusto. Per una videochiamata il più possibile efficace è fluida sono da evitare gli sfondi “classici”, come per esempio le librerie: per fare in modo di restituire un’immagine nitida e chiara è consigliabile posizionarsi di fronte a uno sfondo neutro, come per esempio una parete bianca, meglio ancora se in un ambiente illuminato con della luce naturale.
6- Ripensare le tempistiche. Fare dei colloqui di selezione da remoto significa muoversi in modo più veloce. Per programmare un colloquio in videocall non è necessario aspettare delle settimane: se infatti solitamente per affrontare un colloquio di lavoro i candidati devono ritagliarsi almeno mezza giornata libera, nel caso delle videochiamate basterà un’ora del loro tempo. Non sarà poi necessario prenotare delle sale riunioni, né programmare spostamenti. Questo significa che è possibile – e consigliabile – ripensare il ritmo del processo di selezione del personale, a tutto vantaggio di azienda e candidati.
Per saperne di più visitare il sito internet http://www.adamiassociati.com.

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I consigli degli esperti per tornare a scuola in sicurezza

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

Nella maggior parte delle scuole di tutto il mondo la campanella non suona ormai da mesi: lontani dai banchi di scuola, l’educazione di 1,6 miliardi di studenti è messa a dura a prova come segnala una ricerca dell’UNESCO pubblicata dalla BBC. A lanciare l’allarme è anche un’indagine della Northwest Evaluation Association, riportata da CNBC, secondo la quale i bambini delle elementari tendono a perdere il 20% delle abilità di lettura e scrittura se sottoposti a mesi di stop forzato. Uno scenario complicato, che rende necessaria la sinergia fra pedagogisti per tutelare il benessere dei bambini, pediatri per trattare al meglio il tema della loro salute e consulenti per la sicurezza per dare vita ad ambienti nei quali gli allievi possano muoversi in tutta tranquillità. Fondamentale anche investire nella formazione del personale scolastico, ripristinare il ritorno al metodo didattico della outdoor education, sottolineare l’importanza dell’igiene delle mani, risvegliare un senso di responsabilizzazione collettiva, puntare sul blended learning e installare corner igienizzanti.
ESPERTI IN PEDAGOGIA – Ingressi scaglionati, classi formate da piccoli gruppi, misurazione della temperatura all’entrata, mascherine per i più grandi e giochi sanificati per i più piccoli. E ancora, pranzo e sonnellino a distanza di sicurezza e ampio spazio alle attività all’aria aperta. Sono solo alcune delle misure messe in atto dalle scuole per ripartire in tutta sicurezza e consentire ai più piccoli di ricongiungersi con i propri coetanei dopo mesi di confinamento domiciliare.
ESPERTI IN PEDIATRIA – Un altro dei cambiamenti a cui i bambini dovranno abituarsi è la necessità di lavarsi le mani più spesso: secondo un’indagine della National Health Service (NHS) pubblicata sul portale britannico Metro soltanto il 25% dei bambini prestava attenzione all’igiene delle proprie mani prima della pandemia, ecco perché gli esperti consigliano di incentivare i più piccoli attraverso canzoncine e attività ludiche.
ESPERTI IN SICUREZZA – Proteggere la salute dei bambini e aiutarli a orientarsi in un mondo inevitabilmente diverso da come lo ricordavano è diventato un obiettivo fondamentale. “In vista di una graduale riapertura delle scuole, delle attività commerciali e dei parchi Eurostands, azienda brianzola leader nel settore degli allestimenti fieristici, ha deciso di allargare la sua linea di prodotti COVISTOP anche ai più piccoli ideando e commercializzando prodotti a misura di bambino – spiega Maurizio Cozzani, amministratore delegato di Eurostands – Cartelloni, segnaletica e dispositivi di sicurezza, come il distributore automatico di gel igienizzante COVISTOP T Sanitizer Kids, sono stati pensati per dialogare con i bambini, grazie al design semplice e lineare e a un linguaggio chiaro ed efficace, aiutandoli a capire l’importanza di gesti semplici, come quello dell’igienizzazione delle mani, destinati a diventare parte della loro nuova routine quotidiana”.
L’importanza delle regole sanitarie è condivisa anche dal dottor Massimo Volpi, consulente AIFOS (Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro): “Occorre risvegliare un senso di responsabilizzazione collettiva, soprattutto nel comparto scolastico. I docenti e il personale devono fornire agli alunni e alle famiglie un’informazione chiara, puntuale e precisa sulle norme vigenti. Questo non significa che prima le regole non fossero rispettate, ma la situazione attuale ha amplificato il tutto. In previsione della riapertura, è necessario richiamare una validità etica comune a tutti e puntare sulla formazione del personale per far sì che gli spazi vengano sanificati nel miglior modo possibile, si utilizzino le mascherine e si rispetti il distanziamento sociale. Consigliabile anche la presenza di un corner igienizzante all’ingresso di ogni aula”.

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I consigli di Sendabox.it per i commercianti

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2020

A cura di Federico Pozzi Chiesa, Founder Supernova Hub, Founder e SEO di Sendabox.it e Valentina Pavan, Direttore Generale di Sendabox.it. La crisi sanitaria ha generato una crisi economica mondiale che sarà difficile da affrontare e superare. Ma volendo cercare qualche risvolto positivo, l’emergenza Covid-19 ha reso ancora più evidente il ruolo chiave della digitalizzazione e dell’e-commerce nella società moderna.Se il nostro Paese è stato finora indietro rispetto al resto d’Europa, in questi ultimi due mesi si è invece trasformato, accelerando improvvisamente. Sia a livello micro che macro: le aziende piccole e grandi hanno velocemente implementato sistemi per lavorare in smart working, adottando piattaforme di condivisione e migrando i propri dati su infrastrutture cloud. I privati, isolati nelle loro case, hanno dovuto modificare le proprie abitudini, soprattutto d’acquisto.Secondo la ricerca lampo condotta da Netcomm, il 75% degli acquirenti dei siti di e-commerce non aveva mai comprato questo servizio prima. Stando a un’indagine Nielsen, il trend delle vendite di prodotti di largo consumo online ha registrato +162% nella terza settimana di lockdown, con punte fino al 200% in più per beni di largo consumo e home living, su volumi che erano già rilevanti pre-Covid (dati Italmondo logistica). I numeri, insomma, ci dicono che molto probabilmente siamo di fronte ad un cambiamento delle abitudini degli Italiani.
Cosa è successo? Il particolare momento storico ha reso l’e-commerce il punto di contatto tra la vita interna e quella esterna: infatti sono esplosi non solo gli acquisti di beni di prima necessità, come il cibo, ma anche quelli dei beni cosiddetti “non essenziali” di cui siamo stati privati con la chiusura dei negozi fisici e l’isolamento forzato. E così, all’improvviso, per sopravvivere, molti retailer che fino a oggi erano rimasti senza una vetrina online o la ritenevano un piccolo side business, sono stati catapultati in questo mondo, l’unico possibile. Il confinamento ha avuto ripercussioni gravissime sul fatturato della maggior parte delle aziende (68,58%). I settori per i quali si è registrato un aumento di fatturato o una variazione non significativa sono marketing, tecnologia e consulenza, mentre il 40,71% delle aziende di servizi ha ricevuto richieste di annullamento o cancellazioni (dati Netcomm). E ancora, è stato registrato un calo delle vendite per 84,62% dei merchant appartenenti al settore abbigliamento, tessile e accessori, ma d’altra parte coloro che hanno acquisito nuovi clienti in questo settore corrispondono al 61,54% degli intervistati. Secondo un’analisi di eMarketer pubblicata a marzo negli Stati Uniti (a quella data non era in vigore un blocco totale delle attività non essenziali come in Italia), già i tre quarti (74,6%) degli utenti di Internet avevano dichiarato che probabilmente non si sarebbero recati nei centri commerciali e oltre la metà aveva dichiarato che avrebbe evitato i negozi in generale se la situazione fosse peggiorata.Fare leva sul digitale per ripensare completamente il proprio modello di business sembra invece essere l’unica strada per evitare che si sia costretti a chiudere. Lockdown e, ancora di più fase 2 che non sembra facile da affrontare, fanno sviluppare nuovi trend di mercato. L’urgenza da parte dei commercianti, soprattutto quelli più piccoli, di trasformarsi e farsi trovare pronti, è grande.Ecco allora che il marketplace può diventare un’efficace vetrina per i negozi di vicinato e le microimprese: è il momento in cui gli esercizi commerciali di quartiere possono guadagnare visibilità attraverso piattaforme geo-localizzate o sviluppando un proprio sito di e-commerce. Secondo un rilievo di Nomisma, la quota di utenti di questi spazi è passata dal 40% al 54%, contro una contrazione degli utenti dei supermercati, scesi dal 67% al 48%. Un calo che forse non è definitivo, ma indubbiamente interessante e che sta facendo nascere quella che ormai in molti chiamano marketplace economy.

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I consigli di LinkedIn per lavorare da remoto in questo periodo con i propri figli

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

A cura di Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia, padre di due bambini ed esperto di temi legati allo sviluppo della carriera. Parla con i tuoi figli in maniera schietta di ciò che sta succedendo e aiutali a capire perché devi concentrarti sul lavoro. Spiega che dovrebbero cercare di non disturbarti (tranne in caso di emergenza …) mentre li rassicuri che sei ancora lì per loro. È probabile che troveranno l’intera esperienza nuova e divertente, ma c’è la possibilità che possano essere confusi o preoccupati.
Crea uno spazio designato nella tua “area ufficio in casa” per i tuoi figli in modo che possano stare con te mentre non sei, ad esempio, in una call. Questo può variare da una culla o un box a un tavolino fornito di strumenti utili per la creatività, o con i libri e i quaderni per i compiti a casa, se il bambino è più grande.Cerca di organizzare le chiamate e le riunioni importanti durante l’orario del pisolino dei bambini. Se i tuoi figli sono troppo grandi per i pisolini, stabilisci ogni giorno un “tempo del gioco tranquillo” in cui possano leggere o giocare in silenzio, e utilizzare questo tempo per le chiamate o il lavoro che richiedono la tua piena attenzione.
Spiega alle persone con le quali parli al telefono o in videoconferenza che i tuoi figli sono a casa, quindi potrebbero esserci dei rumori di fondo o delle interruzioni. Alcune persone potrebbero persino dare il benvenuto a uno dei tuoi ragazzi che appare sullo schermo. Se i tuoi figli finiscono per disturbarti, gestisci la situazione a mente fredda, come puoi leggere anche dai suggerimenti del professor Robert Kelly.Assicurati di organizzare pause regolari per avere tempo di qualità con i tuoi figli durante la giornata lavorativa. Sia che si tratti del loro gioco preferito, o di una lettura insieme, l’attenzione dedicata da te contribuirà a garantire che i tuoi figli non si sentano ignorati e non abbiano avuto una giornata noiosa! Non sei solo! Molte persone saranno nella tua stessa condizione. Sfrutta al massimo la tua community su LinkedIn per combattere il senso di isolamento che potresti sentire e utilizza i diversi strumenti disponibili sulla piattaforma, tra i quali 16 corsi riguardanti il lavoro da casa che sono stati appena aperti a tutti dal team di LinkedIn sulla piattaforma LinkedIn Learning
Infine, sii gentile e premuroso anche con te stesso. Bilanciare un carico di lavoro intenso con l’attenzione da dare ai bambini può risultare difficile, e creare dei momenti di auto riconoscimento in alcuni giorni sarà più difficile di altri. In questo contesto chattare e condividere idee con la tua rete può sicuramente rendere l’esperienza un po’ più semplice.Suggerimenti da LinkedIn per lavorare da casa in maniera efficace, anche quando condividi il tuo spazio. A cura di Cameron Veasey, career expert di LinkedIn. Trattare i propri coinquilini come se fossero colleghi di lavoro: rispettare lo spazio e gli orari di lavoro di altre persone proprio come si farebbe in ufficio è estremamente importante. Nonostante la possibilità di discutere di cose non per forza legate al lavoro può offrire un leggero sollievo, è bene considerare i coinquilini come affini ai colleghi e trattarli con professionalità durante l’orario di lavoro.E’ utile comunicare il programma della giornata: le riunioni di persone al momento hanno fatto “un passo indietro” e ritorneranno nel prossimo futuro, mentre la quantità di chiamate e videochiamate importanti è notevolmente aumentata. Finora, una delle situazioni più difficili si è creata quando entrambi gli inquilini hanno organizzato delle call allo stesso orario. Per evitare questo tipo di inconveniente, è utile condividere a voce quali saranno le riunioni e meeting da remoto più importanti della giornata, in modo da potersi garantire uno spazio di pace e tranquillità quando se ne ha più bisogno. Anche la designazione reciproca di spazi di lavoro specifici a casa, in modo da avere tutti dei limiti durante l’orario di lavoro, può essere utile.Mantieni la casa in ordine: nella situazione attuale, con diverse persone tutte insieme nello stesso ambiente domestico, è facile che la casa possa diventare presto disordinata. La cosa migliore è potersi dividere i compiti di pulizia tutti i giorni, in modo da poter mantenere le stanze di casa come spazi adatti al lavoro e alla concentrazione.Pianificare le pause: mentre si è a casa, è utile pianificare le pause condivise come tempo per la socializzazione. Ciò aiuterà a dare un sano break alla giornata e a sentirsi anche ispirati per il futuro. Può fare sicuramente bene, anche tra coinquilini che non si conoscono molto, poter pranzare insieme e addirittura cucinare insieme la sera. Si potrebbe anche concordare un momento per guardare insieme un film o una nuova serie TV.

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Governo italiano e i consigli dei politici stranieri

Posted by fidest press agency su martedì, 13 agosto 2019

“Come non detto. Puntuale con ogni campagna elettorale, torna anche il sedicente “pericolo fascista”. Questa volta, però, il Pd e la sinistra italiana sono stati bruciati sul tempo da un politico tedesco, Marian Wendt, il quale ha aggiunto che una coalizione FdI-Lega sarebbe “molto pericolosa”. A questo signore che pontifica sull’Italia dico di stare tranquillo e tornare ad occuparsi della Germania. Gli italiani non sanno che farsene dei consigli interessati dei politici stranieri e sanno decidere benissimo da soli da chi essere governati”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Gravidanza ed esercizio fisico: dubbi e consigli

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

Oggi fare sport è diventato imprescindibile: a qualsiasi età l’attività fisica è fondamentale, per il corpo e per la mente. Ma cosa succede quando una donna rimane incinta? Deve smettere di svolgere attività fisica o deve regolarla per migliorare il proprio stato di salute durante la gravidanza? “Fare esercizio fisico in maniera moderata durante la gravidanza è del tutto raccomandato, salvo nei casi in cui, essendo presente un rischio per il bambino o per la futura madre, il ginecologo consigli riposo alla paziente. Mantenere il corpo attivo aiuterà la donna a stare meglio fisicamente e, dunque, a sopportare meglio i fastidi caratteristici dei primi mesi della gravidanza. Lo sport può aiutare la futura mamma anche a conciliare meglio il sonno, a mantenere il peso corretto che le è stato indicato e, soprattutto, a conservare il tono muscolare del corpo che sarà poi pronto al momento del parto”, commenta la Dottoressa Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma.
“E’ importante, questo sì, moderare l’intensità dell’attività fisica, soprattutto quando la gravidanza prosegue. Il miglior consiglio è che la paziente continui a praticare l’esercizio a cui il corpo è ormai abituato come routine. Se la donna ha l’abitudine di uscire a correre o fare spinning o uno sport simile di elevata intensità, non deve smettere di farlo, ma sempre sotto il controllo ed i consigli del proprio medico. Nel terzo trimestre della gravidanza è consigliabile che sia d’accordo con il proprio ginecologo per capire se sia conveniente mantenere la propria routine sportiva o se debba ridurla in maniera significativa. E’ inoltre molto importante, e più ancora se la donna è incinta, prendersi cura dell’idratazione, stare attenta a non fare sport durante le ore più calde del giorno, soprattutto se fatto all’aria aperta, e mangiare in maniera corretta prima e dopo aver fatto sport”, aggiunge la Dottoressa Galliano.Quali sono gli sport più raccomandati prima del parto?
· Yoga e pilates: eccetto quando si tratta di fare esercizi durante i quali viene premuto il ventre, yoga e pilates sono fondamentali per aiutare a prevenire il mal di schiena e mantenere una postura idonea. Inoltre, favoriscono il rilassamento.
· Esercizio in acqua: è una forma ideale di esercizio, poiché ridurre il peso in acqua significherà fare meno fatica nello svolgere determinati esercizi e diminuirà il rischio di subire un infortunio. Nuotare, praticare nuoto sincronizzato in maniera lieve o fare acquagym possono, oltre a rilassare, mantenere le donne in forma durante tutta la gravidanza, così come possono aumentare il buon tono muscolare della schiena e aiutare a migliorare la postura.
· Camminare: molte volte, quando camminiamo lo facciamo automaticamente, per necessità, e non ci rendiamo conto di quanto sia importante ogni singolo passo. Per le donne incinte è fondamentale camminare dall’inizio alla fine della gestazione, dato che si tratta di un esercizio aerobico di basso impatto che aiuta a prevenire problemi di circolazione, previene il gonfiore nelle gambe e nei piedi, la stitichezza e, infine, favorisce il controllo del peso.https://ivitalia.it/http://www.rmanj.com/

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Occhiali da sole: Consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 giugno 2018

Con la bella stagione e la maggiore incidenza dei raggi solari diventa frequente l’uso di occhiali da sole, il cui scopo, e’ bene ricordarlo, e’ quello di proteggere gli occhi dalle radiazioni solari. La tentazione di rivolgersi alla prima bancarella e’ forte, vista la differenza tra i prezzi praticati dal tradizionale negozio di ottica e quelli del venditore ambulante. A differenza della falsa borsetta griffata, il cui acquisto non provoca un danno alla salute, gli occhiali da sole, quando non sono conformi alle prescrizione di legge, possono causare danni alla vista, cioe’ cataratta, degenerazione maculare e congiuntiviti. Spesso gli occhiali da sole fuori legge sono proprio quelli messi in vendita sulle bancarelle, per strada o sulle spiagge da improvvisati venditori. Come scegliere dunque un buon paio di occhiali? Gli occhiali da sole devono essere accompagnati dalla nota informativa, prevista tra l’altro dalla legge, dove sono indicati:
* il fabbricante o mandatario;
* il grado di protezione, la categoria (da 0 a 4, dal piu’ chiaro al piu’ scuro);
* i limiti di impiego;
* le istruzioni d’uso;
* la marchiatura CE (conformita’ europea).
Certo tutto questo non basta, perche’ la nota informativa puo’ essere allegata anche ad un paio di occhiali fasulli. Allora? Non rimane che rivolgersi ad un ottico di fiducia ricordando che, a parita’ di prestazioni, spesso e’ la marca che fa lievitare il prezzo. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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Sciare: Consigli

Posted by fidest press agency su sabato, 6 gennaio 2018

sciareNei prossimi due mesi si concentrano le offerte per le “settimane bianche” per una vacanza di sport invernali e viene da se’ praticare lo sci o lo snowboard. Per uno sciatore medio, la possibilita’ di un incidente, di una certa gravita’, si puo’ verificare ogni 680 giornate di sport e con una “settimana bianca” all’anno si puo’ sciare tranquillamente tutta la vita.
Ovviamente ci sono le norme di sicurezza. Ne riassumiamo alcune:
– dare la precedenza a chi viene da destra;
– non fermarsi al centro della pista, in curva o nei dossi;
– obbligo di casco per i minori di 14 anni;
– adeguamento della velocita’ alle proprie capacita’ e condizioni ambientali.
Aggiungiamo che per i fuori pista e’ consigliabile portare con se’ l’Arva, lo strumento che consente di essere rintracciati in caso di valanga. Comunque, e’ bene essere accompagnati da una guida e non tentare escursioni solitarie.
Si possono stipulare polizze con un’assicurazione anche per una sola giornata o per piu’ giorni acquistando contestualmente lo skipass (leggere sempre le condizioni!).
Per l’acquisto dell’attrezzatura occorre preventivare una spesa complessiva di circa 300 euro (sci, attacchi, racchette e scarponi) o piu’ in relazione alla qualita’, alla marca e alle prestazioni che si richiedono all’equipaggiamento.
Da ricordare che non e’ pensabile passare dalla poltrona dell’ufficio alle 8 ore di sci sulla pista: il rischio di incidenti, anche lievi, e’ in agguato, in particolare nelle ore pomeridiane, quando i muscoli sono stanchi e rispondono poco alle sollecitazioni. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Consigli degli esperti su come difendersi dall’influenza

Posted by fidest press agency su martedì, 19 dicembre 2017

vaccinazione-antinfluenzale-2012-2013Preceduto da notizie preoccupanti provenienti dall’Australia, dove c’è stato un alto incremento della diffusione della malattia e dei casi gravi rispetto agli anni precedenti, con oltre 50 morti, il male di stagione è alle porte e non è il caso di prenderlo “sotto gamba”. Secondo le previsioni, quest’anno saranno circa 5 milioni gli italiani colpiti dall’influenza, con un maggiore interessamento delle fasce che comprendono bambini ed anziani.
Anche se il picco influenzale è atteso dopo l’Epifania, migliaia di italiani sono già bloccati a letto in queste ore; la causa però non è solamente l’influenza vera e propria, infatti si stanno ancora registrando infezioni ad opera di virus “cugini”: “Attualmente, oltre i primi casi di influenza conclamata, stiamo assistendo, principalmente, alla circolazione di forme parainfluenzali legate agli sbalzi termici, causate da uno dei 262 virus diversi che hanno sintomi meno pesanti dell’influenza stagionale, ma che sono ugualmente debilitanti” – precisa il Prof. Pregliasco.
“La “vera” influenza – continua il Prof. Pregliasco – si riconosce perché causa la presenza contemporanea di tre fattori: febbre elevata (più di 38 gradi) ad esordio brusco, sintomi sistemici come dolori muscolari/articolari e sintomi respiratori come tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale o mal di gola. Questi sintomi perdurano per diversi giorni e, nei soggetti più deboli, possono insorgere gravi complicanze, purtroppo a volte dall’esito addirittura fatale. Per tutte le altre patologie circolanti nei mesi invernali, si parla di infezioni respiratorie acute o sindromi parainfluenzali, ugualmente fastidiose, certo, ma non pericolose come può essere l’influenza per alcune categorie o fasce d’età”.Oltre alla vaccinazione ci sono alcune misure efficaci nel prevenire infezioni di questo tipo: lavarsi frequentemente le mani, coprire la bocca e il naso quando si starnutisce e tossisce e rimanere a casa nei primi giorni di malattia respiratoria febbrile per non contagiare le persone con cui si viene in contatto.
L’influenza è altamente “età-dipendente”: se è vero che il paziente anziano è maggiormente vulnerabile al virus di tipo A, il virus B ha un impatto relativamente maggiore nei bambini e negli adolescenti. Una strategia vaccinale ottimale dovrebbe tener conto di questi aspetti epidemiologici.
“Gli anziani, anche se in buona salute, hanno una ridotta capacità di risposta agli stimoli antigenici ed è quindi importante scegliere per loro un vaccino in grado di potenziare la risposta immunitaria” – continua il Prof. Pregliasco. “Nei vaccini adiuvati, oltre all’antigene, cioè quella sostanza che è propria dei batteri o dei virus verso la quale dobbiamo innescare la difesa, contiene anche altre sostanze adiuvanti, che aiutano il sistema immunitario a reagire in maniera più efficace alla presenza del virus”.Tutto ciò è stato ampiamente confermato dalla ricerca scientifica, infatti il vaccino adiuvato viene utilizzato in circa 30 paesi del mondo, inclusi gli Stati Uniti d’America. Recentemente, anche il Joint Committee on Vaccination and Immunisation (JCVI) Inglese ha espresso parere positivo per l’utilizzo del vaccino trivalente adiuvato negli over 65 in Gran Bretagna a partire dalla stagione influenzale 2018-19.“Vaccinarsi – conclude il Prof. Pregliasco – rappresenta un indubbio contributo a preservare le aspettative e la qualità di vita, soprattutto nei più anziani, sia in termini di benessere fisico che psicologico. La prevenzione è l’arma vincente, perché offre sempre la grande opportunità di poter condurre una vita in salute, attiva e indipendente”.

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Rimedi possibili? Ditelo al Governo

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 settembre 2017

palazzo chigiAbbiamo preso seriamente l’iniziativa governativa che invita a collaborare per indicare gli sprechi, suggerire rimedi, segnalare disfunzioni e abusi nella P.A. ma anche nel settore privato.
Lo facciamo sulla scorta delle nostre esperienze misurate sul campo e con l’ausilio dei Centri studi della Fidest che sono stati attivati, nei propositi degli ideatori, per studiare e valutare l’applicabilità di alcune proposte operative nel campo dei servizi resi al pubblico. L’idea è partita molti anni fa ed era sostenuta da alcuni dirigenti statali in pensione che a titolo gratuito e con grande spirito di servizio avevano individuato i punti deboli, i dispendi ovviabili e suggeriti i correttivi. Alcune nostre proposte furono ritenute interessanti ma “inapplicabili” perché la classe politica non era pronta alle innovazioni che avrebbero ridotto di molto non tanto gli sprechi ma la possibilità di lucrare sulle disfunzioni e favorire il malgoverno del paese. Un politico in proposito con molto cinismo ci disse: “ma se non ci sono i problemi ditemi a che serve la politica? E poi da qualche parte dobbiamo guadagnare, non siamo mica un istituto di beneficenza.”
La politica, ovviamente non è quella figura pensata dal nostro politico. E’ di tutt’altra pasta e crediamo nel suo ruolo di mediazione e di correzione delle storture per una società virtuosa che fa delle distorsioni esistenti non un dato patologico ma, semmai fisiologico.
Ed ecco un suggerimento tra i tanti a suo tempo presentati. Sappiamo bene che il centro storico di Roma pullula di uffici dipendenti dalla Presidenza del Consiglio. Sono tutti necessari? Non lo credo. Se si rivedessero le funzioni svolte i tempi e i metodi di lavoro dei dipendenti e si considerasse la possibilità d’introdurre l’homeworking e il teleworking potremmo di certo ridurli concentrandoli e recuperando qualche palazzo da cedere alle regioni per i loro uffici di rappresentanza oggi costosi perché presi per lo più in affitto e con personale che potrebbe essere ridotto in specie nelle mansioni più modeste (uscieri, ad esempio). Ma non finisce qui. Le proposte non mancano. Semmai siamo fortemente carenti nel voler passare dalle parole ai fatti. Non dimentichiamo che ci stiamo avviando verso una società tecnologicamente avanzata e se non incominciamo sin da ora a prenderne atto e ad essere conseguenti finiremo con l’essere emarginati e a produrre solo scontento e depressione. (Riccardo Alfonso)

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Consigli di cuore per vacanze sicure

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

volpeRoma. Con il caldo che invade le città e le vacanze alle porte, cardiologi e medici di famiglia sono bersagliati di richieste su come comportarsi al meglio per evitare problemi di salute nella bella stagione. Ondate di calore improvvise, magari accompagnate da forte umidità, richiedono degli aggiustamenti dello stile di vita e spesso anche delle terapie in atto. Da discutere però sempre col proprio medico. perché il fai-da-te può essere molto rischioso, soprattutto nei soggetti affetti da ipertensione arteriosa, cardiopatia ischemica o scompenso cardiaco.
“Bisogna ricordare sempre – sottolinea il professor Massimo Volpe, presidente della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (Siprec), ordinario di cardiologia e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia, Ospedale Sant’Andrea di Roma e preside preside della Facoltà di Medicina e Psicologia, Università ‘La Sapienza’ di Roma – che andare in vacanza non significa che anche le nostre malattie vanno in ferie.
E’ bene dunque conoscere le istruzioni per l’uso e rispettare alcune semplici regole, per godersi appieno i benefici dell’estate, senza rischiare di finire in pronto soccorso. Il caldo ha un impatto importante sull’apparato cardiocircolatorio – prosegue il professor Volpe – perché determina vasodilatazione, fa lavorare di più il cuore, provoca sudorazione e perdita di liquidi, esponendo così al rischio di disidratazione. E anche nelle persone non affette da malattie di cuore, possono verificarsi disturbi collegati all’ipotensione (caduta della pressione arteriosa), con comparsa di sintomi quali vertigini, palpitazioni, senso di mancamento, necessità di assumere la posizione sdraiata”. Ecco dunque alcuni semplici consigli, dedicati alle persone con malattie di cuore e agli ipertesi, ma validi un po’ per tutti, per stare alla larga dai problemi e godersi appieno l’estate.
La terapia antipertensiva ‘balneare’. I soggetti con ipertensione arteriosa in trattamento, durante l’estate devono controllare più spesso la pressione e dovrebbero discutere con il medico l’eventualità di ridurre la terapia durante il periodo più caldo, evitando però di variare da soli la terapia. In estate andrebbero ridotti o, se possibile, evitati i diuretici che espongono a disidratazione, perdita di potassio e disturbi elettrolitici; qualche rischio può venire anche dai farmaci vasodilatatori, quali calcio-antagonisti e nitroderivati; attenzione infine anche agli ACE-inibitori e agli antagonisti dell’angiotensina, dotati anch’essi di un’azione vasodilatatrice.
Gli sbalzi di temperatura. I pazienti affetti da ipertensione o scompenso cardiaco dovrebbero evitare gli sbalzi da temperature troppo calde a troppo fredde. Esporsi a lungo al sole per poi tuffarsi in acque fredde, al mare, come al lago o in piscina, può provocare una congestione, soprattutto nei soggetti che prendono farmaci. Un accorgimento fondamentale è dunque quello di entrare in acqua gradualmente, evitando comunque di esporsi al sole, nelle ore più calde della giornata. In casa, un ragionevole uso dell’aria condizionata, soprattutto nelle ore più calde, può andare bene.
Vacanze in montagna. L’aria in montagna è caratterizzata da una ridotta ‘pressione parziale’ d’ossigeno e questo induce il cuore ad un lavoro maggiore, perché tende a compensare questa ridotta ossigenazione con un aumento della frequenza dei battiti cardiaci (tachicardia) e con l’aumento della pressione.
Di conseguenza possono verificarsi crisi ipertensive negli ipertesi, episodi di angina pectoris o sindromi coronariche acute nei soggetti con cardiopatia ischemica. Infine negli scompensati, la terapia che era sufficiente a livello del mare, può non esserlo più oltre i 1.000 metri. Di conseguenza, le raccomandazioni principali che vanno fatte ai cardiopatici che si accingono a recarsi in vacanza in montagna è di informare il medico della destinazione scelta per le vacanze, adeguando opportunamente la terapia; evitare le quote troppo alte, al di sopra dei 1.500 metri; raggiungere la destinazione in quota progressivamente, magari facendo una sosta di 1-2 ore durante la strada che porta verso la località prescelta. E’ necessario inoltre accostarsi all’attività fisica con gradualità, una volta arrivati alla meta. Nei primi giorni non conviene farsi prendere troppo dall’entusiasmo lanciandosi in passeggiate o gite in bicicletta estenuanti; bisogna dar tempo all’organismo e al cuore di adattarsi alle nuove condizioni climatiche e di quota, facendo un’attività fisica molto moderata nelle prime 48 ore, per poi aumentarla gradualmente nei giorni successivi.
L’alimentazione. L’alimentazione in montagna, soprattutto nei primi giorni, deve essere più leggera, per evitare che a cosa si aggiunga cosa, cioè che il cuore debba lavorare due volte, sia per l’alta quota che per un’alimentazione troppo ricca, che magari l’aria fresca della montagna può portare ad adottare. Se si è al mare o comunque al caldo, è fondamentale curare l’idratazione. E’ bene bere almeno 1,5 -2 litri al giorno ( a meno che il medico non lo sconsigli, per la presenza di alcune patologie), possibilmente utilizzando bevande non gassate ma ricche di elettroliti o vitamine, come spremute d’arancia o limonata. Tra i cibi, meglio preferire quelli con un alto contenuto di acqua e facilmente digeribili, quindi verdura, frutta, fibre e carboidrati, pesce; vanno invece
evitati cibi ricchi di grassi animali e i condimenti troppo pesanti. Da evitare, soprattutto nelle ore più calde, le bevande alcoliche.
Abbigliamento. Al caldo, sono preferibili vestiti leggeri, chiari e non aderenti. Vanno evitati invece gli indumenti scuri e aderenti. All’esterno, sempre meglio proteggersi con occhiali da sole e cappello.
Essere pronti alle emergenze. Quando ci si reca fuori città, in un luogo di villeggiatura, è bene verificare sempre in precedenza quali sono i presidi sanitari disponibili nel luogo di soggiorno e capire come poterli raggiungerli sia telefonicamente che di persona in caso di necessità.
Attenti alla disidratazione. Molto importante è saper riconoscere i campanelli d’allarme della disidratazione per prendere subito provvedimenti. I sintomi ai quali prestare attenzione sono comparsa di mal di testa, vertigini che insorgono soprattutto quando ci si alza in piedi, sentirsi ‘rallentati’ o molto stanchi, bocca secca, contrazione della diuresi o urine molto concentrate (scure e scarse). Se si soffre di pressione bassa. Le persone con tendenza alla pressione bassa devono stare ancora più attente a non esporsi al caldo perché questo può esasperare ulteriormente la loro suscettibilità alle crisi ipotensive. Il consiglio principale è quello di stare in luoghi freschi o all’ombra, uscire nelle ore meno calde della giornata, evitare di passare repentinamente dal freddo al caldo (ad esempio passare da un ambiente con aria condizionata per uscire nelle ore più calde della giornata), idratarsi adeguatamente. (foto: volpe)

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Caldo in arrivo: i consigli dell’esperto

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

climateCon l’arrivo delle alte temperature una corretta idratazione è fondamentale per conservare l’equilibrio idrico del nostro organismo, soprattutto per i più piccoli, che proprio per la loro età necessitano di una maggiore attenzione da parte dei loro genitori e di chi se ne prende cura.In età infantile l’acqua assume un ruolo fondamentale per il benessere e lo sviluppo psico-fisico dell’organismo, ma abituare un bambino a seguire una corretta idratazione può essere difficile: nei bambini lo stimolo della sete è meno sviluppato rispetto agli adulti e spesso i più piccoli preferiscono bere bevande diverse dall’acqua. Come riportato da HydrationLab.it (www.hydrationlab.it/news) ecco dagli esperti dell’Osservatorio Sanpellegrino alcuni preziosi consigli per assicurarsi che i più piccoli bevano una quantità d’acqua adeguata a soddisfare il loro fabbisogno giornaliero:
1. Assicurarsi che il bambino abbia sempre con sé una bottiglietta di acqua. Un semplice controllo consentirà ai genitori di monitorare quanta acqua è stata assunta durante la giornata
2. Prima di andare a dormire lasciare sul comodino un bicchiere pieno di acqua, in modo da rendere più semplice al bambino dissetarsi
3. Coinvolgere il bambino in attività ludiche che prevedano l’utilizzo dell’acqua e che abbiamo come finalità comprendere l’importanza di questa preziosa risorsa per la loro crescita.
4. Associare il gesto di bere a precisi momenti della giornata, agevolando un’idratazione costante nel corso della giornata.
5. Con i più piccoli, può essere utile utilizzare bicchieri e cannucce colorate, per catturare la loro attenzione e indurli a bere acqua più spesso
“Si tratta di semplici consigli, o trucchi, che possono essere molto utili per trasmettere ai bambini in maniera giocosa la buona abitudine di idratarsi correttamente” – commenta il Dottor Alessandro Zanasi, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino e membro della International Stockholm Water Foundation – “In questo periodo, con l’arrivo del caldo e delle prime giornate passate all’aperto, è importante bere in maniera costante, soprattutto per i bambini che sudando, perdono liquidi e sali minerali, che se non reintegrati possono aumentare il rischio di disidratazione.” Anche una modesta disidratazione (2%) può influenzare negativamente il benessere psico-fisico del nostro corpo, con effetti che variano dal mal di testa e senso di stanchezza alla diminuzione della capacità di concentrazione e di esecuzione di semplici atti. I neonati ad esempio hanno una pelle molto sottile e la superficie della testa, dalla quale si disperde molto sudore, maggiore in proporzione al resto del corpo, ciò vuol dire che sono soggetti ad una sudorazione proporzionalmente più intensa rispetto agli adulti e necessitano quindi di un più attento controllo da parte dei loro genitori.
“Per calcolare la quantità di acqua che un bimbo deve assumere nel corso della giornata bisogna considerare diversi fattori, alcuni legati alla persona, come l’età, le condizioni di salute, il tipo di attività fisica svolta, e altri a variabili esterne come il clima, la temperatura e il tasso di umidità dell’ambiente circostante.” – precisa il Dottor Zanasi – “Come per le persone adulte, anche per i bambini (7-10 anni), il consiglio per assicurare il mantenimento dell’equilibrio idrico è bere almeno 8 bicchieri d’acqua al giorno, con riferimento ad un bicchiere “a loro misura” (150 ml)”.
Sanpellegrino è l’azienda leader nel campo del beverage in Italia, con acque minerali, aperitivi analcolici, bibite e tè freddi. I suoi prodotti, sintesi di benessere, salute ed equilibrio, sono presenti in 150 Paesi attraverso filiali e distributori sparsi nei cinque continenti.

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Tartufi: Consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su martedì, 4 ottobre 2016

tartufo neroPrezzo elevatissimo, scarso potere alimentare, “profumo” intenso. Sono queste le caratteristiche dei tartufo, un fungo sotterraneo che si sviluppa in corrispondenza delle radici degli alberi (es. quercia) e che puo’ essere individuato grazie all’utilizzo di cani addestrati. Anticamente gli venivano attribuite proprieta’ afrodisiache, tant’e’ che era stato dedicato a Venere. Quello piu’ pregiato e’ quello bianco di Alba (Cuneo) ma ce ne sono di varieta’ meno costose (es. nero di Norcia – Perugia). Il prezzo elevato, anche 3.000 euro al kilo, induce i disonesti a truffare i consumatori. Ci sono tartufi provenienti dall’Asia senza alcuna particolare qualita’ organolettica, che non sanno di nulla e non profumano ma che vengono commercializzati come nostrani; i prezzi di importazione sono, ovviamente, stracciati rispetto a quelli di vendita nel nostro Paese. Difficile, per i profani, distinguere l’uno dall’altro anche perche’, furbescamente, si uniscono a quelli italiani per farne assumere l’odore. A volte si aggiungono pietruzze nelle screpolature per aumentarne il peso o si incollano quelli piccolissimi tra loro (il tartufo piu’ grande e’ piu’ costoso) o si mescolano specie piu’ e meno pregiate. Insomma, attenzione alle truffe che, in questo caso, sono particolarmente onerose; individuare un venditore di fiducia ci pare cosa utile. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Vacanze: Dagli esperti i consigli per un viaggio in sicurezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 agosto 2016

bluvacanzePaura per il caldo (21%) e ansia per la cattiva viabilità (38%) sono i principali fattori di rischio che gli italiani avvertono in vista dell’esodo ma, per un esperto su 2 (49%), la stragrande maggioranza di quanti si metteranno in viaggio per le vacanze è male informato o poco cosciente di altre variabili che possono mettere a rischio la salute durante l’esodo. Disidratazione (31%), shock termici (11%) e alimentazione scorretta (16%) sono i “nemici” poco considerati dagli italiani, la cui preoccupazione maggiore pare essere quella di arrivare in fretta a destinazione (23%) sperando di evitare imbottigliamenti e incidenti per strada (22%).
E’ quanto emerge da uno studio di In a Bottle (www.inabottle.it) condotto con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 1.300 italiani tra i 20 e i 55 anni attraverso un monitoraggio sui principali social network, blog, siti, e community digitali e su circa 40 esperti tra medici e nutrizionisti, per capire i rischi per la salute legati all’esodo agostano.
Quanto sono consapevoli gli italiani dei rischi che corrono durante il lungo viaggio in auto? Solo il 19% degli esperti risponde positivamente mentre per il 45% di loro lo sono poco e anche male informati mentre il 4% degli esperti ritiene che non lo siano affatto o che siano addirittura poco coscienti dei rischi. E in effetti, per il 59% degli italiani i rischi maggiori sono rappresentati dai fattori climatici (pioggia o alte temperature) o dalla situazione del traffico. Ma gli esperti ammoniscono: la sana alimentazione (27%) e la corretta idratazione (22%) sono fattori che se sottovalutati possono mettere a rischio il viaggio.
Mettersi in viaggio assonnati o senza aver riposato a sufficienza (37%) e non portare in acqua le giuste scorte d’acqua (39%) sono per medici e nutrizionisti i principali comportamenti scorretti e poco considerati dagli italiani alle prese con l’esodo. Seguono poi il mettersi in viaggio mangiando troppo o troppo poco (18%); utilizzare in maniera errata il condizionatore (17%); fare poche soste (14%).Spiega Luca Piretta, Specialista in Scienza della Nutrizione Umana all’Università “La Sapienza” di Roma: “Spesso non ci si rende conto che guidare richiede la massima attenzione e anche una buona preparazione se il tempo di viaggio diventa lungo. E’ importante pensarci già dal giorno prima. La sera precedente al viaggio bisogna garantirsi una alimentazione che ci permetta un sonno ristoratore perché il sonno interrotto (anche senza risveglio cosciente) è la prima causa di colpo di sonno alla guida. Le persone obese o in sovrappeso o affette da reflusso gastroesofageo soffrono di frequenti apnee notturne che determinano anche loro risvegli ripetuti dal sonno REM con alto rischio di colpo di sonno”.Quali sono le possibili conseguenze di tali comportamenti? Per il 51% degli esperti ovviamente c’è la distrazione e l’aumentato rischio di fare incidenti, seguito da altri fattori negativi per la salute come colpi di sonno (38%), disidratazione (46%), mal di gola e raffreddore (30%); senso di spossatezza (28%), mal di schiena e cervicale (23%).
Quali errori alimentari commettono più spesso gli italiani in viaggio? Per il 36% il primo è quello di mettersi in viaggio subito dopo i pasti mentre il 28% consuma cibi grassi o fritti prima e/o durante i viaggi (28%). Seguono poi il consumo di bevande gassate o alcolici (13%) e l’abuso di caffè (11%). Con quali accorgimenti si correggono questi errori? Tra le raccomandazioni degli esperti troviamo: portare con sé molta acqua (69%); fare una colazione leggera e qualche spuntino durante il tragitto (73%); limitare i carboidrati poiché l’ipoglicemia riduce la concentrazione (31%); evitare gli alcolici per non alterare i riflessi (27%).
Prosegue Piretta: “La mattina della partenza conviene fare una buona colazione con latte o yogurt (anche di soia per gli intolleranti “veri” al lattosio) e due fette biscottate con un velo di marmellata oppure anche un cornetto con un cappuccino. Conviene avere a portata di mano una bottiglietta di acqua naturale da bere (ogni mezzora un sorso o due soprattutto in questo periodo estivo). Bisogna fermarsi o alternarsi alla guida ogni 2-3 ore e possibilmente fare 2 minuti di camminata per attivare la circolazione delle gambe e risvegliare la mente e distrarla. Non bisogna mai partire per un lungo viaggio a stomaco vuoto perché la concentrazione prolungata può causare delle ipoglicemie”.Come si può rendere in linea generale migliore il viaggio? Per il 57% degli esperti partendo a digestione già avvenuta; il 48% invita a bere costantemente per rinfrescarsi durante il viaggio; il 35% raccomanda di mangiare di tanto in tanto cibi secchi (come grissini o cracker); il 32% segnala di cambiare spesso l’aria nell’abitacolo; il 28% invita a non leggere; infine il 13% suggerisce di intrattenersi succhiando una radice di zenzero.Quali sono le raccomandazioni infine principali per i soggetti più anziani? Il 31% degli esperti inviata ad evitare bevande gassate e caffè per contrastare la disidratazione; il 37% sconsiglia le bevande ghiacciate poiché possono causare congestioni; il 27% raccomanda di fermarsi spesso per riattivare la circolazione sanguigna; infine per il 24% è molto importante indossare abiti di fibre naturali che favoriscono la traspirazione e indossare copricapi per proteggersi dal sole.

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Traghetti: Consigli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2016

traghettoSi avvicinano le vacanze e molti utilizzeranno i traghetti per arrivare alle agognate isole. I consigli sono d’obbligo per evitare arrabbiature ed iniziare bene un periodo di relax. Vediamo.
le compagnie migliori hanno un proprio sito internet, attraverso il quale e’ possibile avere le informazioni sugli orari, sui prezzi, sui percorsi, sulla tipologia della nave, compreso l’anno di costruzione, le foto con i locali comuni e le cabine. Una visita al sito e’ sempre utile;
chiedere spiegazioni sulla classificazione delle cabine, la loro dislocazione e i servizi offerti. Le cabine basse, vicine ai motori, sono piu’ rumorose e il rischio e’ quello di passare la notte in bianco;
osservare attentamente i depliant illustrativi; spesso si vede solo la prima classe, il che puo’ indurre a credere in un servizio standard;
per coloro che sono privi di auto chiedere se esiste una scala mobile interna o ascensori per salire;
i biglietti andata e ritorno possono essere scontati;
i residenti o i nativi delle isole possono avere riduzioni sul prezzo;
prima di partire telefonare alla Compagnia per conoscere eventuali variazioni o problemi insorti;
in caso do sovraprenotazione (overbooking) si ha diritto al rimborso del biglietto o a partire con il traghetto successivo,
se il traghetto non puo’ partire per cause di forza maggiore (es. mare mosso) si ha diritto al rimborso del biglietto o a partire con un traghetto successivo. Se non si parte per colpa della Compagnia il biglietto puo’ essere rimborsato, utilizzato in data successiva o trasferito su un’altra Compagnia, in piu’ si ha diritto al pernottamento in albergo e altre spese. Si puo’ far causa, presso il Giudice di Pace, per mancato godimento delle vacanze;
in caso di ritardo superiore ai 90 minuti si ha diritto a scelta tra trasporto alternativo e rimborso del biglietto; l’assistenza commisurata al caso (spuntini, pasti o bevande in congrua relazione alla durata dell’attesa, ed in casi estremi soggiorno di una o piu’ notti a bordo o in una struttura a terra);
va dichiarata la vettura alimentata a GPL pena il marcato imbarco. L’automobile che con i bagagli supera 1.80 metri paga come una roulotte;
le contestazioni sulla classe delle cabine assegnate, o per altri disservizi, vanno accompagnate da una dichiarazione del commissario di bordo. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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Sovrappeso: rischi per la salute e consigli pratici

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

obesoMilano giovedì 19 Maggio gli esperti del Centro di Ricerca e Formazione Scientifica Cerifos condurranno a Milano, in via Paisiello 24, la conferenza “Sovrappeso: rischi per la salute e consigli pratici”. L’incontro, ad ingresso libero, sarà l’occasione per acquisire informazioni pratiche sul coretto piano alimentare da seguire e sullo stile di vita da condurre. «Ad esempio, nel caso di malattie cardiovascolari vanno evitati gli zuccheri semplici presenti nei dolci, perché possono aumentare il rischio di obesità e di conseguenza di patologie aterosclerotiche; alcuni tipi di grassi, come gli acidi grassi trans e i grassi saturi, presenti negli insaccati, nella carne rossa e nei formaggi stagionati» spiegano gli specialisti di Cerifos. «Di contro, seguire una dieta mediterranea, ricca di cereali integrali, legumi, proteine vegetali, frutta e verdura, è fondamentale nel modificare l’evoluzione della patologia e nella riduzione dei fattori di rischio». La conferenza, dunque, mira a fare vera prevenzione: è, infatti, la terza in calendario del ciclo di incontri “Dal disturbo alla malattia – dal rimedio naturale al farmaco di sintesi”, organizzate dal Centro di Ricerca e Formazione Scientifica, Cerifos, proprio per divulgare la cultura della prevenzione della salute, per insegnare a distinguere il “disturbo” dalla “malattia” e per riuscire a comprendere quando è sufficiente ricorrere ad un sostegno naturale e quando, invece, è il caso di optare per un farmaco di sintesi.

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Tonno in scatola: Consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 maggio 2016

tonno in scatolaPraticissima, una scatola di tonno può risolvere il problema di una cena. Gia’, ma quale tonno? I piu’ pensano che il tonno che consumiamo arrivi dai nostri mari, pescato nelle tonnare e prontamente inscatolato. Non e’ cosi’ perche’ la maggior parte del tonno “nostrano”, cioe’ il tonno rosso, viene acquistata dai giapponesi che ne sono estimatori e a noi non rimane che consumare il tonno giallo, o meglio a pinna gialla, pescato nei mari tropicali (magari dagli stessi giapponesi). Anche nel tonno ci sono parti piu’ o meno pregiate, come puo’ essere il filetto e la spalla per il bovino, ma questa informazione non e’ riportata nell’etichetta della maggior parte dei prodotti. La parte piu’ pregiata e’ quella ventrale, detta ventresca, poi quella dorsale, chiamata tonnina, e quella caudale e pinnale, indicata come busonaglia. Il tonno dovrebbe essere a trance intere perche’ quello sminuzzato proviene da rimanenze di lavorazione. Tutto il tonno e’ cotto a vapore e l’aggiunta di oli di varia natura e’ un indice di qualita’: l’olio extra vergine, l’olio di oliva, l’olio di semi rappresentano le scale, a scendere, della bonta’, a nostro avviso, del prodotto. In sintesi riassumiamo i consigli per acquistare il tonno in scatola (non tutte queste indicazioni sono riportate in etichetta):
* Tonno rosso
* Ventresca
* Olio extra vergine d’ oliva
* Trance intere
Quattro semplici informazioni da tener presente nell’acquisto. Non rimane poi che assaggiarlo, ma sui gusti personali non mettiamo bocca. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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Nascita prematura

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2015

ospedale bergamoBergamo. Lunedì 16 e martedì 17 Novembre dalle 15 alle 18 sarà possibile visitare il reparto di Patologia Neonatale del Papa Giovanni XXIII in occasione della Giornata Mondiale del neonato prematuro.Qui vengono curati ogni anno più di 500 neonati prematuri o affetti da qualsiasi patologia, dalle malattie respiratorie a quelle cardiache, dalle patologie infettive a quelle malformative, fino a quelle neurologiche e metaboliche.“L’area materno infantile e pediatrica è uno dei fiori all’occhiello del nostro ospedale, premiato da O.N.Da con tre bollini rosa per le attenzioni riservate alle donne – spiega Giovanna Mangili, direttore della Patologia Neonatale all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo –. E’ indubbio che l’impegno verso una mamma si declini anche nell’attenzione verso il neonato e giornate come questa rappresentano un’importante occasione per informare sulla salute di entrambi.”Anche l’aspetto emotivo non deve essere trascurato: gli operatori del reparto daranno ai partecipanti preziosi consigli su come affrontare con maggiore serenità situazioni così delicate.“Nonostante il parto prematuro, ossia quello che si verifica prima delle 37 settimane di gestazione, sia la causa più comune di mortalità nei neonati – prosegue Giovanna Mangili -, grazie ai progressi scientifici e tecnologi degli ultimi decenni, oggi anche bambini con età gestazionale e peso molto bassi, a partire dalle 23 settimane, hanno concrete possibilità di sopravvivere e di condurre una vita normale”.
Dal 14 al 17 novembre l’Associazione Aiuto al neonato sarà presente in Hospital Street con uno stand, dove sarà possibile acquistare gadget, giocattoli e vestitini per bambini per sostenere l’attività dell’associazione attiva da vent’anni nel reparto di Patologia neonatale dell’Ospedale di Bergamo. (ospedale bergamo)

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Mele: Consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2015

melaLa mela ha avuto un posto di rilievo nella nostra cultura, come simbolo di tentazione e istigazione: da Adamo ed Eva, a Biancaneve e la Strega, a Guglielmo Tell e Isacco Newton. Nel mondo ci sono 7000 varieta’ di mele che maturano in climi e tempi diversi. In Italia il periodo di maggior raccolta va da agosto a novembre, per cui e’ meglio mangiarle in questi mesi che sono ancora fresche: nei prossimi mesi le troveremo sul mercato ma saranno quelle conservate a bassa temperatura e in atmosfera povera di ossigeno o di importazione. Un antico proverbio afferma che “una mela al giorno toglie il medico di torno”, in effetti, la mela e’ un concentrato di sostanze benefiche: fibre (per l’intestino e il colesterolo), vitamina C (ossidoriduzioni, sintesi del collagene, distribuzione del ferro), fruttosio (per diabetici e sportivi), potassio (contrazioni muscolari, conduzione nervosa), acido malico (sbianca i denti, protegge dalla carie). La mela svolge anche una moderata azione diuretica.
Le mele provengono da coltivazioni tradizionali (uso di fertilizzanti, pesticidi, cere esterne) o biologiche, biodinamiche e da lotta integrata (uso minimo di sostanze chimiche abbinato a tecniche biologiche). Noi consigliamo ovviamente queste ultime anche se sono un po’ piu’ care. Se badiamo al rendimento e’ ovvio che le mele piu’ grandi hanno una maggiore quantita’ di polpa rispetto allo scarto, costituito dal torsolo, e sono quindi piu’ convenienti. Quando invecchia la mela produce un gas, l’etilene, che ha un effetto deleterio sulle altre mele, di qui l’antico detto sulla mela marcia che rovina le altre, e in genere anche su frutta e verdura. Va quindi conservata al fresco e nella spesa al supermercato sarebbe opportuno scegliere quelle che sono tenute a bassa temperatura. Anche in casa e’ preferibile la conservazione in frigorifero. Spesso si trovano mele ….splendenti, tirare a lucido con la cera; il motivo non e’ estetico ma pratico: la cera rallenta l’ossidazione e quindi l’invecchiamento, conservando al frutto un bell’aspetto. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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I Consigli di Visa Europe agli italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2015

visaSecondo una recente ricerca di Visa Europe – “Cross Border Spending Report 2015” – il 71% degli italiani, pari a 38 milioni circa di nostri connazionali, ha fatto un viaggio all’estero negli ultimi tre anni. Ben 18 milioni ne hanno effettuato uno molto recentemente, mentre fanno un viaggio all’estero regolarmente una volta all’anno in media 28 milioni di italiani e 12 milioni due o più volte l’anno.
I risultati emersi dallo studio di Visa Europe hanno anche evidenziato che oltre 15 milioni di nostri connazionali in viaggio all’estero utilizzano le carte di credito per effettuare acquisti, mentre circa 11 milioni usano la carta di debito e 9 milioni la carta prepagata.
I dati emersi dalla ricerca hanno quindi stimolato Visa Europe a fornire delle chiare e semplici indicazioni per chi viaggia all’estero, affinché i titolari di carte Visa siano informati su quali sono i metodi di pagamento più convenienti quando si è in vacanza o in viaggio in un paese straniero oltre ai vantaggi di utilizzare i prodotti a marchio Visa una volta arrivati a destinazione.
– Se vi recate in un Paese extra-Euro, prima di partire cominciate a familiarizzare con la valuta straniera: Consultate le informazioni sulla valuta locale e fatevi un’idea di quanto possano costare, rispetto all’Italia, spese come un taxi dall’aeroporto, un caffè, il trasporto pubblico e così via.
– Portate con voi meno contante o valuta possibile: Usare una carta Visa durante le vacanze è il modo più intelligente di pagare le proprie spese all’estero, non solo in quanto vi tutela da eventuali frodi, ma anche perché spesso è richiesta a garanzia per le prenotazioni. Inoltre a volte non è neanche permesso il pagamento in contanti, come spesso accade presso alberghi o servizi di autonoleggio. Con le carte Visa, accettate presso 38 milioni di esercenti nel mondo, pagare le vostre spese all’estero sarà facile e comodo come in Italia. Infine usare la vostra carta Visa vi eviterà di accumulare contante straniero inutilizzato.
– Accedete al tasso di cambio migliore: Considerate che utilizzare la carta Visa all’estero per acquisti in valuta straniera vi offrirà comunque un tasso migliore rispetto agli uffici di cambio valuta dell’aeroporto e paragonabile, se non più conveniente, al costo della valuta corrente presso un ufficio di cambio in città.
– Selezionate la valuta locale: Se state utilizzando la vostra carta Visa per effettuare un pagamento o un prelievo in una nazione con valuta extra-Euro, potrebbe venirvi richiesto di scegliere di pagare in valuta locale o con la valuta del vostro paese d’origine. Selezionare l’opzione valuta locale vi permetterà di accedere a tariffe più competitive e di evitare commissioni nascoste.
– Utilizzate gli strumenti messi a disposizione per voi: Se vi servisse del contante solitamente è più conveniente prelevarlo una volta giunti a destinazione presso uno sportello automatico per i prelievi (ATM).
– Approfittate delle promozioni legate alla vostra carta Visa: Se questa estate siete in procinto di visitare Barcellona, Berlino, Parigi, Londra o Milano, pagando con carta Visa avrete diritto a una serie di sconti, promozioni esclusive e offerte grazie alle Visa City Offers consultabili al link http://www.visaitalia.com/visa-city-offers

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