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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Posts Tagged ‘consiglio stato’

L’Adunanza Plenaria conferma il suo giudizio e ora la palla passa alle Sezioni Unite della Cassazione sui Diplomati Magistrale

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 febbraio 2019

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato con la sentenza n. 5 del 2019 a firma dello stesso estensore della precedente pronuncia n. 11/2017, ha confermato l’esclusione dei Diplomati Magistrale dalle Graduatorie ad Esaurimento. Marcello Pacifico (Anief): “sentenza sconcertante e incomprensibile. Proseguiremo la nostra battaglia al fianco di tutti i docenti in possesso di abilitazione ed esclusi dal doppio canale di reclutamento”.
La sentenza emanata, infatti, addirittura pare voler negare il pieno valore abilitante del Diploma Magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 attribuendo a questo titolo un non meglio definito valore “strumentale”, “nel senso, di consentire a coloro che lo hanno conseguito di partecipare alle sessioni di abilitazioni o ai concorsi pur se privi del diploma di laurea in scienze della formazione”. Anche il passaggio motivazionale della sentenza in cui si afferma che non esisteva un consolidato orientamento del Consiglio di Stato prima dell’esito della Plenaria appare incomprensibile, visto che le sentenze definitive erano state tutte rese in senso favorevole ai ricorrenti. “Questa sentenza risulta sconcertante e incomprensibile – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – persino nella parte in cui nega il valore regolamentare dei Decreti Ministeriali di aggiornamento delle Graduatorie a Esaurimento ed è evidente il contrasto con quanto già chiarito dalle Sezioni Unite della Cassazione con la sentenza n. 25840/2016 che, al contrario, ha riconosciuto la giurisdizione amministrativa proprio perché i Decreti Ministeriali sono atti normativi”. “L’Anief, comunque – continua Pacifico – non può accettare l’ingiustizia di 6mila diplomati magistrale inseriti a pieno titolo e in via definitiva nelle GaE e altri 45mila esclusi senza alcuna ragione plausibile. Le Graduatorie ad Esaurimento erano e sono un diritto di tutti i diplomati magistrale e continueremo senza sosta la nostra battaglia al loro fianco e al fianco di tutti quei docenti abilitati esclusi dal doppio canale di reclutamento attendendo l’udienza della Cassazione prevista per il prossimo 12 marzo.

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TLC: Consiglio di Stato blocca rimborsi

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 dicembre 2018

“Una vergogna nazionale”, afferma Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la decisione del Consiglio di Stato di sospendere l’ordine dell’Agcom di rimborsare. “Non c’è limite al peggio, dopo il Tar ora ci si mette anche il Consiglio di Stato a sospendere un sacrosanto diritto dei consumatori: riavere quello che le compagnie telefoniche hanno indebitamente percepito violando le delibere dell’Authority”, prosegue Dona.”Ancora una volta le compagnie senza alcun pudore si arrampicano sugli specchi cercando di rinviare i rimborsi dovuti agli utenti”, conclude il Presidente di UNC.

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Scuola – Maestri con diploma magistrale entrano nelle graduatorie a dispetto del Consiglio di Stato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 marzo 2018

Contraddicendo quanto espresso dall’Adunanza Plenaria lo scorso 20 dicembre, ci sono dei casi in cui i precari sono stati comunque legittimamente collocati nelle Graduatorie ed esaurimento. Gli ultimi riguardano quattro sentenza del tribunale di Vicenza: 389, 391, 150 e 134 del 2016 passate in giudicato e che l’USP di pertinenza ha accolto. Tali sentenze hanno accertato il diritto dei ricorrenti di presentare domanda in inserimento nella III fascia delle graduatorie ad esaurimento dell’ambito territoriale di Vicenza. Le sentenze non sono state appellate e pertanto sono passate in giudicato. Ciò ha portato all’inserimento nelle GaE di 21 diplomati magistrale nella III fascia di infanzia e primaria sulla base del punteggio maturato.
Anief, che ha sempre denunciato le contraddizioni insite nella sentenza dell’Adunanza Plenaria, ha deciso di opporsi alla posizione del Consiglio di Stato, soprattutto perché a supporto della posizione presa vi sono forti motivazioni giuridiche: a tale scopo, è stato presentato reclamo collettivo al Consiglio d’Europa, e poi inviato un parere pro veritate al Miur e all’Avvocatura dello Stato, redatto dall’ex presidente della sezione Lavoro della Cassazione Michele De Luca, che ha confermato la validità dell’assunzione a tempo indeterminato dei docenti individuati con o senza clausola rescissoria, con superamento dell’anno di prova. Infine, è previsto uno sciopero nazionale in programma venerdì prossimo: mentre si proclameranno i nuovi parlamentari, si nomineranno gli uffici di presidenza e di commissione delle Camere, per l’avvio della XVIII legislatura, a Roma si raduneranno migliaia di maestre e di maestri, di insegnanti e Ata, per sfilare in corteo dalle ore 9 alle 14 da Piazzale Ostiense a Viale Trastevere, per poi manifestare sotto il Miur.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Le sentenze di inserimento nelle GaE non appellate non sono delle dimenticanze, ma un segnale che su questo ricorso il settore giudiziario è in uno stato di incertezza. Lo testimoniano anche le espressioni dei giudici interne allo stesso Consiglio di Stato, precedenti all’Adunanza Plenaria pubblicata il 20 dicembre scorso, ma anche successive: a partire dalla sentenza n. 217/2018 con la quale il 16 gennaio scorso la VI Sezione del Consiglio di Stato ha aperto le porte delle GaE ad alcuni diplomati magistrale. Del resto anche l’opinione pubblica si è schierata con le decine di migliaia di maestri precari che da anni permettono a un servizio di vitale importanza, quello scolastico, di funzionare. Per non parlare delle istituzioni, degli enti locali e del mondo della politica. A questo punto, non rimane che adottare la soluzione urgente di tipo legislativo, promossa da settimane dall’Anief: riaprire le GaE a tutti gli abilitati, maestri con diploma magistrale compresi, peraltro già assunti a tempo indeterminato e determinato.

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Nelle mani del Consiglio di Stato il futuro della Scuola pubblica italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

consiglio di statoÈ attesissima la decisione che l’organo di rilievo costituzionale della Repubblica è chiamato ad emanare: dopo l’udienza tenutasi lo scorso 15 novembre, si attende l’esito della discussione avvenuta in Adunanza Plenaria che dovrà decidere se altre migliaia di docenti in possesso di diploma magistrale abilitante abbiano o meno il diritto di permanere in via definitiva nelle graduatorie. In assenza di conflitto di giudicato, rispetto a diverse sentenze che hanno immesso in ruolo migliaia di docenti, porterebbe gli altri ricorrenti a ricorrere alla Cedu e far emergere le presunte influenze della politica inefficiente nella gestione delle graduatorie. Per non parlare delle migliaia di richieste di risarcimento di chi è in possesso di un titolo abilitante e già assunto con riserva, prossimo al licenziamento. In tutti questi casi, verrebbe meno il principio della certezza del diritto. Ecco perché nelle mani del Consiglio di Stato passa il futuro dell’istruzione pubblica e di tanti lavoratori abilitati, che rivendicano il diritto alla stabilizzazione attraverso l’inserimento nelle graduatorie a esaurimento. Marcello Pacifico (presidente Anief): Cancellando i docenti in possesso di diploma magistrale dalle GaE non si elimina il precariato, ma non si fa altro che renderlo ‘congenito’, cancellando il loro giusto diritto all’immissione in ruolo. E sarà, comunque, questa categoria di docenti abilitati a occupare i tanti posti vacanti nelle nostre scuole dell’infanzia e primaria perché sarebbero sempre i diplomati magistrale, stavolta chiamati dalla seconda fascia delle Graduatorie d’Istituto, quelli selezionati “per merito”, cioè per punteggio e professionalità acquisiti in tanti anni di lavoro, a garantire, come sempre hanno fatto, il corretto svolgimento della didattica, solo con la condanna decretata dai giudici di ritornare precari ‘a tempo indeterminato’. La questione è ben più complessa di come la si vuole rappresentare: l’Adunanza Plenaria non deve decidere se i ricorrenti siano o meno competenti, come vorrebbe far credere qualcuno, ma in realtà confermare se un docente con anni di precariato alle spalle e abilitato, abbia diritto di entrare nelle Graduatorie che il Miur gli ha sempre precluso anche quando non erano “ad esaurimento”, non riconoscendogli mai il possesso di quell’abilitazione che solo nel 2013 un’altra azione legale, dopo anni di caparbia ostinazione del Miur a negare quanto la normativa riportava, ha confermato come tale e imposto di considerare.

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Precariato: il CdS sospende le sentenza del Tar Lazio e ammette i Diplomati magistrale 2015 e 2016

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 marzo 2017

consiglio di statoIl Consiglio di Stato continua a dare ragione ai diplomati magistrale e alle tesi da sempre sostenute dall’Anief. Anche i docenti in possesso di diploma magistrale abilitante conseguito entro l’a.s. 2001/2002 che hanno proposto ricorso al TAR Lazio nel 2015 e nel 2016 hanno diritto a rivendicare l’inserimento in GaE, questo quanto chiarito dall’Ordinanza cautelare n. 1281 emanata oggi dal Consiglio di Stato su ricorso patrocinato dagli Avvocati Tommaso De Grandis e Nicola Zampieri. Marcello pacifico (Anief-Cisal): non avevamo dubbi sul favorevole esito in Consiglio di Stato: il più alto grado della giustizia amministrativa non poteva che confermare che il Decreto Ministeriale n. 235 del 2014 è un atto già annullato in via definitiva ed erga omnes, per cui non è possibile eccepire una tardiva impugnazione di un atto non più esistente. Ora il Governo intervenga riaprendo le Gae a tutti gli abilitati.

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Pedaggi raccordi autostradali

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 settembre 2010

Dopo stop del Consiglio di Stato ora i rimborsi Com’era prevedibile, il Consiglio di Stato ha confermato il blocco del pagamento dei pedaggi ai raccordi autostradali tipo Firenze/Siena. Decisione che arriva dopo il blocco preventivo del medesimo Consiglio di Stato a cui si era appellato il Governo e l’Anas dopo la bocciatura del Tar. Questi pedaggi, sono stati fatti pagare a partire dallo scorso 1 luglio e, nonostante il blocco del Consiglio di Stato, l’Anas aveva continuato per alcuni giorni ad esigere il pagamento. Pedaggio che, pur di essere riscosso, aveva portato l’Anas a metodi ridicoli e illegali: per esempio, il balzello per la Firenze/Siena, non essendoci un casello a cui farlo pagare, veniva riscosso all’uscita dell’autostrada Firenze/Certosa indipendentemente dall’uso o meno della superstrada, per cui accadeva che chi usava il raccordo non provenendo dall’autostrada non pagava il balzello, pagato invece da chi, uscendo a quel casello, non andava su quella strada verso Siena. In merito c’e’ anche un esposto/denuncia della sen. Donatella Poretti alla Procura della Repubblica, in cui si chiede di valutare l’opportunità di procedere nei confronti degli amministratori Anas per reati contro la PA. A questo punto si pone il problema dei rimborsi di chi ha pagato un balzello che non aveva legittimita’. Al di la’ di metodi fantasiosi e impraticabili che qualcuno propone (class action), c’e’ solo un metodo che potrebbe essere applicato: li’ dove e’ stato riscosso il balzello il pagamento del pedaggio dovra’ essere scontato del medesimo importo del balzello, per un lasso di tempo uguale a quello in cui l’incasso e’ stato effettuato, E’ probabile che Anas e Governo facciano di tutto (anche legislativamente) per non rimborsare, in quel caso la nostra battaglia per il rispetto della legalita’ si spostera’ in Parlamento e nelle aule giudiziarie.

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Consiglio di Stato boccia gli aumenti autostradali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 agosto 2010

Fabrizio Premuti, Adiconsum Lazio «Le società autostradali restituiscano immediatamente gli aumenti respinti anche dal Consiglio di Stato agli utenti con Telepass. La sentenza del Consiglio di Stato mette la parola fine ad un uso distorto del concetto di tassa, ma la vera parola “fine” sarà scritta solo dopo che tutti i soldi indebitamente prelevati agli utenti torneranno nelle loro disponibilità. La tecnologia, per una volta, viene incontro ai consumatori che pagano il pedaggio con il Telepass. Di questi le società hanno il dettaglio al centesimo di tutti i movimenti e non vi sono scuse a supporto di ritardi nelle procedure di risarcimento. Queste somme dovranno essere effettivamente restituite agli utenti e non congelate a compensazione di futuri utilizzi delle autostrade». Adiconsum Lazio è pronta a supportare i cittadini nelle richieste di rimborso per quanto indebitamente pagato al casello.

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