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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘consorzi’

L’economia della salute e la risposta dei consorzi

Posted by fidest press agency su sabato, 22 settembre 2018

“Abbiamo soluzioni immediatamente attuabili, ma servono finanziamenti strategici prima che si ripresenti l’ennesima emergenza, cui rimediare con costi decisamente superiori e con gravi rischi per le persone e le produzioni.”Ad affermarlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), contribuendo così all’attuale discussione sulle prossime scelte di bilancio per il Paese.“In sintonia con quando dichiarato dal Governo, ribadiamo che la messa in sicurezza del territorio è la prima e più grande opera infrastrutturale, di cui il Paese abbisogna e capace di creare decine di migliaia di posti di lavoro – ricorda Vincenzi – Il solo Piano Nazionale contro il Rischio Idrogeologico, redatto dall’ANBI ed in fase di aggiornamento, prevede circa 3.700 interventi, perlopiù definitivi ed esecutivi, per un importo complessivo di quasi 8 miliardi di euro, finanziabili con mutui quindicennali.” Non solo: a causa dei cambiamenti climatici in atto anche in Italia, le piogge sono calate del 10% negli scorsi 65 anni e le temperature medie sono in forte rialzo, causando 14 casi di siccità grave dal 1973 ad oggi; nei più recenti 15 anni si sono registrate ben 9 annate siccitose! “Per aumentare la resilienza dei territori – aggiunge il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano – i Consorzi di bonifica e di irrigazione hanno preparato il Piano Nazionale degli Invasi per la costruzione di circa 2000 bacini per conservare l’acqua, quando c’è e metterla a disposizione nei momenti di bisogno. Tale proposta è stata accolta nella Legge di Stabilità 2018 con un primo finanziamento, articolato in 5 anni, di 250 milioni di euro, ma l’iter procedurale è finalmente definito ed ora si parte con la determinazione che certe scelte meritano!” Anche per il territorio è necessario, invece, passare in tempi celeri dall’analisi dei dati, indispensabile per agire in modo coordinato, a quella realizzativa. “Emerge il bisogno impellente di avere una vision complessiva attraverso i big data, cioè i patrimoni di conoscenza forniti dalle rilevazioni con le tecnologie più innovative – conclude Adriano Battilani, Segretario Generale di “Irrigants d’Europe”, intervenuto al salone “Remtech Esonda” a Ferrara – La rete idraulica minore, fatta da 200.000 chilometri di canali e migliaia di opere idrauliche in tutto il Paese, è sotto continuo stress; sostenerla con adeguati investimenti darà impulso ai territori, sviluppando l’agricoltura del made in Italy agroalimentare ed incrementando la sostenibilità dell’ambiente, in cui viviamo.”

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Vini toscani sempre più apprezzati all’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 febbraio 2017

firenzeFirenze Sfonda quota un miliardo di euro il fatturato dei sedici Consorzi di tutela del vino toscano che oggi alla Fortezza da Basso hanno presentato le Anteprime 2017 in un evento rivolto al mercato globale, organizzato da Regione Toscana, con la collaborazione di PromoFirenze, azienda speciale della Camera di Commercio di Firenze. Con un aumento del 55 per cento del fatturato rispetto a dieci anni fa e un’altissima propensione all’esportazione, le aziende che producono vini toscani DOP rappresentano oggi un importante motore della crescita economica del territorio, come ha sottolineato l’assessore regionale all’agricoltura della Regione Toscana, Marco Remaschi, durante la presentazione: «L’export dei vini toscani di qualità non accenna ad arrestarsi, segnando per la prima volta una crescita costante per tre anni di fila. Le esportazioni di vini toscani DOP (DOC/DOCG) nel 2016 hanno, infatti, raggiunto la cifra di 586 milioni di euro, segnando un incremento del 2,05% rispetto al 2015 e addirittura del 10,4% sul 2014». Numeri tanto più significativi se paragonati alla lieve flessione accusata dalle esportazioni vitivinicole complessive, per le quali si è passati da 903 milioni di euro nel 2015 a 858 milioni di euro stimati per il 2016 (-5,24%) e che evidenziano come il mercato premi sempre di più i prodotti di qualità. Positive le ricadute occupazionali: la filiera del vino toscano fornisce lavoro a oltre 25mila addetti, con un incremento del 5 per cento negli ultimi dieci anni.Tra i Paesi che nel 2016 hanno acquistato maggiormente bottiglie di vini toscani gli Stati Uniti (139 milioni di euro di export), la Germania (62 milioni), il Canada (34 milioni), il Regno Unito (25 milioni) e la Svizzera con 21 milioni di euro. E non si tratta solo di “rosso”. Infatti, l’export dei bianchi DOP è aumento del 12% sull’anno precedente, con una domanda crescente dall’Asia, come dimostrano i casi di Hong Kong, diventato terzo mercato di destinazione con 1,7 milioni di euro, e del Giappone (0,8 milioni di euro).L’interesse globale per i vini toscani è evidente anche sui media internazionali: solo considerando la grande stampa, sono stati 1.115 gli articoli dedicati a queste eccellenze, la maggior parte dei quali negli Stati Uniti (31%), in Germania (25%), nel Regno Unito (25%) e anche la “rivale” Francia è stata costretta a occuparsi dei vini toscani (5% delle presenze complessive).«L’ottimo exploit comunicativo, insieme al costante aumento dell’export delle DOC e DOCG, “ha sottolineato l’assessore Remaschi – fanno ben sperare per un futuro sempre più orientato verso l’aumento della qualità e del valore dei vini toscani».A testimoniare il successo delle nostre produzioni all’evento nel Padiglione Cavaniglia della Fortezza da Basso davanti a oltre 150 giornalisti provenienti da tutto il mondo anche Fabrizio Bindocci, presidente di AVITO (Associazione Vini Toscana DOCG, DOC e IGT) e l’imprenditore, icona del vino toscano, Piero Antinori, che hanno ricordato come l’Italia sia l’unico Paese al mondo a poter vantare un pedigree enologico lungo trecento anni.Partendo da questa tradizione e seguendo la continua ricerca dell’eccellenza, la Toscana ha attribuito molta importanza al rinnovo dei vigneti, tanto che secondo le stime di OCM Vino (Organizzazione Comune del Mercato vitivinicolo) il 68 per cento dei vigneti (40mila ettari) nella regione ha un’età minore di venti anni e, di questi, 17mila ettari sono più giovani di dieci anni.Infine, a pochi passi dalle Anteprime 2017, nel Padiglione Spadolini sempre alla Fortezza da Basso, si chiude oggi la due giorni di BuyWine 2017, la più grande iniziativa commerciale per il settore vitivinicolo in Toscana, giunta alla sua settima edizione, dove 210 aziende (delle quali 63 biologiche) hanno presentato i vini di 41 denominazioni toscane a 210 buyer di 191 aziende internazionali: una conferma del fatto che i vini toscani non sono più solo Chianti, Brunello di Montalcino e Chianti Classico, ma anche Bianco di Pitigliano e Sovana, Carmignano, Colline Lucchesi, Cortona, Elba, Maremma, Montecucco, Morellino di Scansano, Nobile di Montepulciano, Orcia, Val d’Arno di Sopra, Val di Cornia e Vernaccia di San Gimignano.

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Sicilia: Su liberi consorzi regione nel caos

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 agosto 2016

Palermo-Panorama-bjs-2Palermo. “Sui liberi consorzi dei Comuni, la Regione continua a non smentirsi per incapacità e approssimazione: una legge presentata come la soluzione di tutti i mali e che, grazie all’ardire del legislatore, si è trasformata in assurdità con le sembianze della burla e soprattutto che ha causato danni non indifferenti ai territori”.
Lo afferma Nino Minardo, deputato di Area popolare, riferendosi alla continua confusione che regna attorno all’argomento ex Province.
“La ciliegina sulla torta è il voto del prossimo 11 settembre: anche in questo caso non si sa come organizzare le elezioni, perché ancora non si è capito per chi si voterà e quanto varrà la propria preferenza, punto fondamentale, soprattutto per i Comuni che hanno visto i cambi in amministrazione con l’ultima tornata elettorale e che, di conseguenza, hanno meno consiglieri rispetto a chi non è stato coinvolto nelle ultime amministrative. Da più parti, infatti, si invoca il rinvio di queste elezioni con le conseguenze che tutti sappiamo: ancora commissariamento e stallo totale dei servizi di cui hanno stretta competenza i liberi Consorzi; mi riferisco alle scuole, alla manutenzione stradale ordinaria e straordinaria, ai servizi socio-assistenziali necessari ai cittadini per i quali non si danno da tempo risposte concrete”. “I danni creati per la mancanza di rappresentanze istituzionali sono inenarrabili – prosegue Minardo – e l’esempio più palese è quello della ex provincia regionale di Ragusa, commissariata da 4 anni; status che non ha prodotto nulla, nemmeno gli sprechi si sono arginati, anzi si è speso tanto in sostanziosi stipendi dirigenziali senza che la collettività abbia avuto qualcosa in cambio. Eppure il libero consorzio, come pubblicizzato dal Governatore Crocetta, avrebbe dovuto esprimere e sintetizzare gli interessi delle collettività territoriali e l’indirizzo politico degli amministratori locali. Un ente intermedio al territorio ed ai cittadini rendendo il processo decisionale più rapido ed efficiente. Un ente “fantasma” sarebbe meglio definirlo, che non ha dato nessuna spinta verso l’innovazione e nella lotta agli sprechi”.
“E’ uno dei peggiori ‘pastrocchi’ della storia della Sicilia, conclude Minardo, il cui risultato finale è la gestione caotica frutto di inettitudine governativa”.

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Roma: crisi nelle costruzioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

A Roma registriamo, nel settore delle costruzioni, un aumento della cassa integrazione straordinaria del 250,1% e di quella in deroga, che riguarda le aziende con meno di 15 dipendenti, aumentata del 7.577,00%. Questi dati sono di fonte INPS Lazio e riguardano il 2010 su 2009. I primi 5 mesi del 2011 le ore di cassa straordinaria sono pari al 57% di quelle utilizzate in tutto il 2010 e per quelle in deroga sono pari al 34% di quelle utilizzate in tutto il 2010. A ciò sommiamo l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo da parte dei due consorzi che stanno realizzando le due nuove linee metropolitane di Roma, Metro C e METRO B1, per un totale di 188 operai e 84 impiegati. Perderemo così altri 272 posti di lavoro, che si sommano ad altri 286 dipendenti di affidatarie e sub-appaltatrici dei due cantieri già posti in cassa integrazione. Alla fine del 2012 nei cantieri delle due linee metropolitane avremo un altro esubero di ulteriori 1000 posti di lavoro. Non è inutile ricordare che METRO C vuole licenziare i suoi dipendenti e dare in sub appalto lo scavo delle gallerie per la tratta T3 SAN GIOVANNI – COLOSSEO ed intanto l’appalto per la realizzazione della tratta B2 ovvero REBIBBIA – CASAL MONASTERO giace in attesa di essere aggiudicato, tra un rimpasto di giunta e qualche altro gioco politico o di potere. “Che strano Sindaco si ritrova la città di Roma” afferma il segretario generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio, Roberto Cellini. “In un momento in cui il settore delle costruzioni di Roma è prossimo al crollo e nelle more di una trattativa per la nuova giunta, il sindaco trova il tempo per intervenire a sostegno di una squadra di calcio romana e non per i lavoratori delle costruzioni. Se poi aggiungiamo che il presidente di quella società di calcio è anche proprietario di una importante società di costruzioni la CIACCIA APPALTI, attualmente coinvolta in una cassa integrazione e che verso quei dipendenti ancora in attività dimostra gravi difficoltà nel rispettare il pagamento degli stipendi, la cosa diventa veramente grottesca. Speriamo in un ravvedimento del sindaco e della sua giunta affinché il 20 Luglio, abbiano la capacità politica di sottoscrivere con le organizzazioni sindacali di categoria un accordo che preveda in una clausola sociale, la riassunzione dei dipendenti in esubero nelle due linee metropolitane, presso tutti i cantieri attuali e futuri della mobilità di Roma”.

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Anbi: Gargano a Palermo

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 aprile 2011

<Risolvere la vicenda dei consorzi di bonifica siciliani, commissariati 20 anni fa dalla Regione ed oggi bisognosi di una radicale ristrutturazione prima di tornare all’ordinario regime democratico, significa contribuire a ridurre le distanze fra Nord e Sud del Paese.> Lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), intervenendo al convegno “Consorzi di Bonifica, partecipazione, gestione dell’acqua e del suolo. Una risorsa per le imprese agricole e per tutti i cittadini”, organizzato a Palermo da Coldiretti Sicilia.  <Nell’Isola – prosegue Gargano – si irrigano80.000 ettarima, attraverso un’oculata ristrutturazione del sistema, tale superficie potrebbe essere quintuplicata, migliorando la competitività dell’agricoltura siciliana; basti pensare che ben l’84% del “made in Italy” agroalimentare dipende dalla disponibilità idrica. Non solo: nella moderna Bonifica, i consorzi sono oggi  una delle principali aziende italiane nella produzione idroelettrica e stanno dando un significativo contributo alla produzione di energia rinnovabile anche attraverso l’attivazione di sistemi fotovoltaici sui propri impianti, senza consumare suolo e della cui materia prima, il sole,la Siciliaè certo ricca. Bisogna, però, chela Regione Siciliadia concreta attuazione a principi condivisi, perché l’agricoltura ha bisogno di consorzi di bonifica, che non siano strumenti di welfare assistenziale, ma efficienti mezzi per valorizzare quella eccellenza, chiamata territorio e di cuila Siciliaè straordinariamente ricca.  Rinunciare alla riforma significherebbe rinunciare ad uno strumento per un futuro di qualità e ad un sistema di valori territoriali che, se continuassero ad essere mortificati, costituirebbero la testimonianza più vera della rinuncia a vivere, operare, amministrare, guardando al domani.>

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Convegno acque irrigue

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2011

Roma, il 5 e 6 luglio presso il Centro Congressi dell’Hotel Parco dei Principi in Roma, Via G. Frescobaldi, 5. avrà luogo un Convegno internazionale dedicato alle acque irrigue quale chiave decisiva per lo sviluppo economico, determinanti per la qualità delle produzioni, per la competitività delle aziende, per il fondamentale contributo alle energie rinnovabili e per i benefici effetti ambientali. Sono obiettivi il cui conseguimento costituisce una sfida ed un costante impegno operativo e gestionale dei Consorzi di bonifica per il futuro del nostro Paese.

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Il ruolo dei Consorzi di Bonifica del Lazio

Posted by fidest press agency su martedì, 25 gennaio 2011

Roma 28 Gennaio 2011  Ore 11.00 Sede ANBI- Via di Santa Teresa,23   “Il ruolo strategico dei Consorzi di Bonifica del Lazio. Il caso Roma.” Interverranno:
•    Massimo Gargano- Presidente Anbi
•    Anna Maria Martuccelli – Direttore Generale Anbi
•    Dr.Luca Fegatelli- Direttore Dipartimento Istituzionale e Territorio Regione Lazio
•    Ing Giorgio Cesari – Segretario Generale dell’Autorità di Bacino del Fiume Tevere
•    Aldo Capponi- Direttore Anbi Lazio
Nel corso dell’incontro saranno presentati i principali progetti rivolti alla riduzione del rischio idrogeologico nel Lazio, in particolare le attività svolte per la difesa idraulica e idrogeologica di Roma.

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I consorzi di Bonifica e il Presidente Napolitano

Posted by fidest press agency su domenica, 14 novembre 2010

“L’attenzione richiamata dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ai temi della salvaguardia idrogeologica ed in particolare della manutenzione del territorio, ci conferma nell’impegno, che i Consorzi di bonifica quotidianamente esprimono sul territorio.” E’ quanto dichiara Massimo Gargano Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.). “La cultura del fare è un patrimonio comune a questi enti che, responsabilmente, hanno da tempo redatto un Piano straordinario per la riduzione del rischio idrogeologico. Saremmo onorati ed orgogliosi di poterlo presentare al Capo dello Stato.”

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Consorzi Bonifica: tempo di scelte

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 ottobre 2010

“Il vero tema in gioco è la competitività del territorio siciliano, perché da un’agricoltura efficiente dipende non solo il reddito degli operatori del settore, ma anche la sicurezza idrogeologica e quindi lo sviluppo del turismo e di qualsiasi attività economica”. Ad affermarlo è Massimo Gargano, Presidente A.N.B.I., intervenuto ad un seminario sul futuro dei Consorzi di bonifica, tenutosi a Catania per iniziativa di Regione Siciliana e C.S.E.I. . “Non è infatti pensabile che sia la carenza irrigua a frenare lo sviluppo del settore primario. Bisogna uscire dal black out nel quale si trovano i Consorzi di bonifica siciliani, enti gravemente indebitati e con organici sovradimensionati, commissariati da 15 anni. Ora c’è la volontà di voltare pagina con una nuova Legge Regionale di settore e di questo rendo merito all’Amministrazione Siciliana, offrendo la piena disponibilità dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni al confronto. Bisogna, però, coinvolgere le Organizzazioni Professionali Agricole nel disegno della rinnovata Bonifica isolana, che deve rifarsi a quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 2008, che ha traghettato i Consorzi nel terzo millennio. Questo è il problema di fondo oggi – aggiunge – la nuova Legge siciliana dovrà assumere, così come già accaduto in altre Regioni, il moderno concetto di Bonifica polifunzionale, che si occupa di gestione e distribuzione delle acque ad uso agricolo, di salvaguardia idrogeologica, di tutela dell’ambiente fino anche alla salubrità alimentare. Da questa impostazione deriverà il nuovo assetto territoriale dei Consorzi, alla cui base dovrà esserci l’unità idrografica omogenea in adesione alle normative europee, al cui principio di sussidiarietà si rifà l’autogoverno, fondamento degli enti di Bonifica italiani, così come al federalismo cooperativo  deve rivolgersi un rinnovato rapporto con gli enti locali. Occorre individuare subito soluzioni amministrative – conclude il Presidente A.N.B.I. – cui far seguire un ampio confronto, in cui coinvolgere tutti soggetti interessati ai nuovi compiti ed ambiti della Bonifica.” Immediata la replica del Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, che coglie le sollecitazioni A.N.B.I. e lancia un’ “agenda” per la riforma del settore Bonifica: rilancio dei Consorzi, valorizzandone e razionalizzandone le professionalità; individuazione dell’unità idrografica omogenea come base per la riorganizzazione degli ambiti territoriali consortili; ritorno all’autogoverno degli enti di bonifica.

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Agricoltura e bonifica in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2010

«Riportare l’agricoltura e la bonifica al centro dell’agenda politica italiana». E’ il primo obiettivo del Ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan, intervenuto alla Assemblea Nazionale dell’A.N.B.I. (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni). L’agricoltura, come volano per la valorizzazione del territorio e la difesa del suolo da attuarsi attraverso i Consorzi di bonifica. «Non possiamo dimenticare quante risorse idriche vadano sprecate – ha detto Galan – che l’acqua è un patrimonio per tutti noi. Io vengo da una regione, il Veneto, dove da 15 anni non c’è un disastro ambientale, una situazione alluvionale tale da essere chiamata con questo norme. E certo è stato un merito dei Consorzi di bonifica. Un merito che spiega perché i Consorzi di bonifica devono continuare a esistere». Certo non mancano i problemi: «Noi chiediamo da sempre all’agricoltura – ha aggiunto Galan – di assumere un ruolo fondamentale: tutelare l’ambiente e il territorio e avere una parte attiva nella difesa idrogeologica. Il problema è che stiamo assistendo a un abbandono progressivo dei campi. Ogni anno 100mila ettari di superficie agricola vengono abbandonati. A tutti noi appare evidente che difendendo l’agricoltura siamo in grado anche di difendere la bonifica».  Poi le proposte operative. Sul versante del piano irriguo nazionale il ministro ha attivato le procedure per i finanziamenti necessari. In attesa di approvazione da parte del Comitato interministeriale per la programmazione economica c’è di piano di interventi per 420 milioni di euro relativo alle infrastrutture irrigue del nord; per il sud invece la conferenza Stato-Regioni ha dato il via a un finanziamento di 180 milioni di euro.  «Devo però evidenziare un aspetto cruciale – ha concluso Giancarlo Galan – nel caso dei Consorzi del sud è indispensabile intervenire col massimo della decisione per eliminare una serie di inefficienze che incidono sulla realizzazione delle opere . Alcuni dati: dal 2007 a oggi nel nord sono stati spesi il 58% dei fondi concessi, per il sud appena il10%. Sono cifre rivelatrici di un divario netto tra un’Italia e l’altra. Sappiamo che oltre a questa questione, dovremo affrontare le conseguenze della crisi economica che porterà inevitabilmente a risorse limitate.  La mia proposta è la seguente: chi non completerà entro 18 mesi le procedure di aggiudicazione vedrà revocato il finanziamento e i fondi saranno riassegnati. E su questo proveremo a essere inflessibili. Certamente daremo ai Consorzi una maggiore attenzione rispetto a quella che vi è stata assegnata fino a oggi. Un impegno, il nostro che deve essere condiviso anche da parte dell’Anbi. E chiediamo un aiuto all’Unione europea, perché noi all’agricoltura chiediamo molto di più di quello che è la sua semplice vocazione. Chiediamo difesa del paesaggio, tutela idrogeologica, un contributo sostanziale al turismo e al buon nome dell’Italia».

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I Consorzi nella battaglia per non scomparire

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2010

Roma. Un intervento diretto, quello di Sergio Marini all’Assemblea Nazionale A.N.B.I.  «Stamattina abbiamo fatto un bel gioco dell’oca. Non ho capito se la mancata attenzione all’agricoltura sia colpa degli agricoltori. Tutti hanno trovato il modo di scaricare le responsabilità su qualcuno. A un certo punto è stata detta anche una frase: “ma lo Stato può o deve fidarsi dei cittadini?”. Io voglio girare la domanda: ma i cittadini si possono fidare dello Stato? Perché succedono cose strane, coi cittadini e le associazioni costrette a scendere in piazza per il rispetto della legge. Questo è il paradosso, noi per esempio dopodomani saremo in Friuli contro le coltivazioni ogm». Sul processo di semplificazione: «I Consorzi – ha detto Marini – sono finiti dentro alla questione della semplificazione, con l’abolizione degli enti inutili. Sulla semplificazione il principio è quello darwiniano, cioè togliamo il più debole, quello che è meno in grado di sapersi difendere, ossia chi lavora, perché non si è mai preoccupato di avere meccanismi lobbistici per restare in piedi. Quindi rischiamo di togliere i soggetti più utili perché nel tempo non sono stati in grado di difendersi. O la partita la facciamo tutti insieme per uscire dalle difficoltà, oppure rischiamo grosso perché i segnali vanno nella direzione opposta. Non è un problema di destra o sinistra, è un problema culturale. Il fatto che la semplificazione vada a toccare i più deboli è un fatto culturale».
I Consorzi di bonifica: «Per Coldiretti – dice ancora Marini – il ruolo dei Consorzi di bonifica è uno fondamentale, fino a prova contraria. Cioè, quando si pensa di abolire un soggetto, occorre capire se chi lo va a sostituire sarà più efficiente e meno costoso. Noi crediamo che questo sistema vada lasciato com’è. Senza Consorzi di bonifica non si fa mantenimento del paesaggio e tutela ambientale. Su questo stiamo lavorando per costruire la qualità intrinseca del made in Italy». E sulla questione del Sud: «Prendiamoci a schiaffi altri quattro mesi – ha concluso Marini – poi facciamola finita e ricominciamo a ragionare su come si esce dalle problematiche. Oggi il rischio di spezzare il Paese c’è».(tavolo presidenza)

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Preconferenza Organizzativa dei Consorzi di bonifica

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2010

Roma 23 febbraio 2010 ore 9 via S. Teresa, 23 nella sede  dell’associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.) Preconferenza Organizzativa dei Consorzi di bonifica di Lazio, Marche, Abruzzo, Molise. Saranno presenti Massimo Gargano (Presidente Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni A.N.B.I.) e Anna Maria Martuccelli (Direttore Generale A.N.B.I.). Considerata l’importanza che la salvaguardia idrogeologica riveste per il sistema socio-economico italiano (come testimoniato anche dai fatti recentemente accaduti in Sicilia, ma anche ad Ischia e Massaciuccoli), al termine dei lavori saranno a disposizione dei mezzi di informazione, interessati ad approfondire le tematiche legate ai rischi frane, allagamenti ed alluvioni, che interessano l’intero Paese.

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I consorzi di bonifica

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2009

gargano“Siamo dannosi, perché? Siamo inutili, per chi?” E’ una relazione coraggiosa, ricca d’orgoglio, quella tenuta a Roma dal Presidente, Massimo Gargano all’annuale Assemblea dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, i cui Consorzi sono oggi messi in discussione dalla cosiddetta “bozza Calderoli” sulle autonomie locali.  “Qualcuno ci giudica dannosi – prosegue Gargano – perché siamo portatori degli interessi agricoli in una logica unitaria di gestione del territorio…perché i confini delle nostre funzioni non rispondono a logiche burocratico-amministrative, ma a quelle della morfologia del suolo, ponendo al centro dell’azione il distretto idrografico, come previsto dalle direttive europee… perché, da soli, combattiamo il rischio idraulico, gestendo una rete di quasi 200.000 chilometri di canali, che qualcuno vorrebbe oggi provincializzare… perché siamo un organo di autogoverno del territorio, gestito dai consorziati e non da un ente pubblico… perché siamo efficaci e ben gestiti, tranne laddove persistono gestioni commissariali e quindi politiche… perché siamo moderni, ma mentre in Europa si indica di gestire la sicurezza idraulica attraverso bacini idrografici omogenei, in Italia si vogliono delegare tali competenze alle Province, riconosciuto modello di scarsa efficienza, come se l’andamento delle acque rispettasse i confini delle carte geografiche… perché non rispondiamo alle logiche pseudo-produttivistiche delle aziende speciali, volute da Regioni, Province, Comuni… perché denunciamo come la soppressione dei Consorzi di bonifica, ipotizzata dalla prevista riforma delle autonomie, porterebbe ad un aumento della fiscalità generale e non ad una sua diminuzione, calando invece l’efficacia del servizio… perché, tramite l’autogoverno, siamo esempio concreto di sussidiarietà….  I Consorzi di bonifica- incalza il Presidente A.N.B.I. – hanno altresì dimostrato di essere aperti alle riforme del settore, come testimonia l’Intesa Stato-Regioni dello scorso 18 settembre, una riforma semplice ed efficace, innovativa senza cancellare interessi legittimi.  Siamo consapevoli di disturbare – conclude Gargano – perché rappresentiamo interessi generali; chiunque condivida, deve farsi cassa di risonanza del nostro disagio per un tentativo di ingiusto esproprio di competenze, dannoso ed inutile alle necessità del Paese, dell’agricoltura e dell’occupazione.” (gargano)

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Assemblea A.N.B.I.

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2009

Roma 15 Luglio Alle Ore 9.30 Hotel Parco Dei Principi, Via Frescobaldi, 5 Centro Congressi. Appuntamento, Tradizionale Occasione Di Confronto Sulle Politiche Di Tutela Del Territorio E Di Salvaguardia Delle Risorse Idriche Del Paese, Assume Quest’anno Un Significato Particolare, Perché Rappresenterà Una Prima Occasione Di Verifica Dopo Il Vertice G8, Che Ha, Fra I Temi In Agenda, Anche La Questione Ambientale. All’Assemblea A.N.B.I., Oltre Ai Rappresentanti Dei Consorzi Di Bonifica Operanti In Tutta Italia, Interverranno Esponenti Del Governo E Del Parlamento, Nonché I Vertici Delle Organizzazioni Professionali Agricole, Dei Sindacati Di Categoria, Di Enti Ed Istituzioni.

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Autogoverno del territorio

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2009

<I cittadini percepiscono le mancate decisioni, come segnali negativi della politica, indicanti una scarsa sensibilità verso il territorio>. Il Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), Massimo Gargano torna, a margine della Conferenza Europea “H2Obiettivo 2000” organizzata a Bari, sull’ennesimo slittamento della nuova Legge Regionale pugliese di riordino dei Consorzi di bonifica, la cui approvazione è ora procrastinata a dopo il 21 giugno.  <Serve – prosegue Gargano -una nuova stagione di autogoverno del territorio.>   Un’indagine commissionata dall’ANBI evidenzia come oltre l’80% degli italiani ritenga che il nostro Paese non abbia gli strumenti necessari per affrontare la carenza idrica, mentre  il 56% delle aziende agricole è preoccupata per la scarsità d’acqua.  “In questo clima – afferma Gargano – i Consorzi di bonifica svolgono un ruolo fondamentale; in Puglia, invece, le incertezze della politica  rischiano di aggiungere ulteriori spese ai danni economici, derivanti dalla perdita di competitività per il sistema delle imprese agricole e zootecniche.>     Da una elaborazione dell’Unione Regionale Bonifiche Puglia risulta, infatti, che il ritardo di oltre un decennio nella riorganizzazione dei Consorzi sia già costato ai contribuenti pugliesi, dal 2004 ad oggi, oltre 180 milioni di euro.  Con la copertura dell’89,69% della superficie agricola amministrata, i 6 enti di bonifica pugliesi riescono a sviluppare attività su oltre 1.736.000 ettari coltivati. Se si fermassero le loro idrovore sarebbero a rischio allagamento, oltre a 600 ettari circa sul Gargano,  località quali Zapponeta, Siponto, Chiatona, Palagiano, Castellaneta Marina, Lido Azzurro, Riva dei Tessali, Ginosa Marina.

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Moda bimbo: la Puglia incontra la Russia

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2009

Proseguono le iniziative dello Sportello Russia dell’AICAI, azienda speciale della Camera di Commercio di Bari, per promuovere sul mercato della Federazione Russa il meglio delle manifatture pugliesi. Otto buyer russi del settore moda-bimbo saranno in Valle d’Itria dal 3 al 6 giugno per una missione economica che sarà articolata in incontri business to business, presentazioni della nuove collezioni e visite aziendali in 23 imprese pugliesi del settore. Il format è lo stesso già testato con successo a fine aprile con una analoga missione che ha interessato il comparto degli abiti da sposa, organizzata sempre dallo Sportello Russia, e che ha avuto un seguito importante per gli operatori pugliesi in termini di vendite. Queste imprese hanno intrapreso da tempo processi d’internazionalizzazione anche grazie al supporto dei consorzi export come il consorzio EXTRA, primo costituito in PUGLIA nel 1991, ed il consorzio BABY ITALIA  che rappresentano le migliori aziende pugliesi del settore abiti da bambino. La concentrazione produttiva in un territorio ben definito consentirà ai buyer russi  di avere a portata di mano il meglio del made in italy nel settore, di visitare le aziende  e valutare le loro reali capacità produttive, di poter scegliere tra un ‘enorme varietà di abiti e di adattarli alle esigenze  e ai gusti del proprio mercato. Le aziende pugliesi coinvolte: Cln – S.R.L.; Confezioni Bufi Srl; Confpuglia Sas; Dapy Srl; Decotex Srl; Didesi Srl; Distribuzione Stella Srl; Erretieffe Di Ricco Teresa; Fase Uno Srl – (Man. Vu Emme); Ge.Co. S.R.L.; Gi.Mel Srl; Gruppo T.M. Di Valente Srl; Ivr S.R.L.; Les Enfants Srl; Lory’s Baby Di Trazzi Antonio; Mafrat Spa; Maglificio Rosa Grazia S.A.S.; Malip Srl; Nagi S.R.L.; Pugliese Snc; Roberta Creazioni Srl; Trialis Srl; V.J. S.R.L.I Buyer Russi: Galary Kydswear; Magia Detstva; Imperia Group; Regina; Modnaya Skazka; Toyal Ltd ; Li-Lu; Pitti Bimbo

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