Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘consultazioni’

Accordo di consultazione e azione comune: “Gli Editori per l’Editoria”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

“Libertà di espressione e di edizione, tutela e valorizzazione del diritto d’autore, innovazione, promozione della lettura e della crescita culturale, responsabilità sociale del lavoro e dell’impresa editoriale.”Su questi temi, il presidente della Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG), Andrea Riffeser Monti, e il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), Ricardo Franco Levi, hanno sottoscritto un “Accordo di consultazione e azione comune”. L’intesa, definita “Gli Editori per l’Editoria”, impegna le due associazioni a promuovere iniziative condivise di sensibilizzazione di istituzioni, amministrazioni e cittadini sulle tematiche dell’informazione e dell’editoria.Gli Editori intendono accrescere la presenza e il ruolo dell’editoria culturale e di informazione nel tessuto produttivo del Paese. Un organo, costituito dai Presidenti e da due rappresentanti di ciascuna delle due associazioni, curerà il coordinamento delle iniziative comuni.
“L’accordo – ha commentato Andrea Riffeser Monti – costituisce un significativo passo in avanti per rispondere con accresciuta forza e rappresentatività alle sfide per la tutela della libertà di espressione, di informazione e di edizione: su temi di assoluto rilievo per il settore, gli Editori parleranno con una identica voce”.“Abbiamo scelto di unire le forze – ha sottolineato Ricardo Franco Levi –. Insieme possiamo vincere le sfide sul piano dei contenuti e contribuire a rimettere al centro dell’agenda politica del Paese il sapere e la conoscenza”.

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La lega diserta le consultazioni

Posted by fidest press agency su martedì, 15 novembre 2011

Enrico Letta at the Trento 2009 Economics Fest...

Image via Wikipedia

“Caduta la foglia di fico dell’alleanza strumentale con Berlusconi, la Lega si rivela per quello che è sempre stata: un movimento territoriale caratterizzato dal dispregio per le istituzioni repubblicane e unitarie. Dopo anni passati a vivacchiare a Roma e senza aver portato a casa il federalismo tanto sbandierato, a Bossi e accoliti non resta altro che tornare a casa, brandire l’arma spuntata del secessionismo e rispolverare la retorica grottesca della Padania. In tal senso, se l’annuncio dell’apertura del Parlamento padano può rientrare nel novero delle boutade cui purtroppo ci ha abituato il Carroccio, l’aver disertato oggi le consultazioni con Mario Monti è un fatto molto grave che la dice lunga sul senso di responsabilità e sulla credibilità dell’intero gruppo dirigente leghista. Mi auguro che i più raziocinanti, a partire dal ministro Maroni, si ravvedano e approfittino di questa fase di emergenza per trasformare finalmente la Lega in un partito serio”. Lo scrive Marco Stradiotto, senatore PD, sul sito di TrecentoSessanta, l’Associazione di Enrico Letta.

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Riconoscimento cittadinanza immigrati

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2011

Ho aderito alla campagna “L’Italia sono anch’io” promossa da un cartello di associazioni del Terzo settore che ha due importanti obiettivi: presentare in Parlamento una proposta di legge che riformi la normativa sulla cittadinanza riconoscendola a chiunque nasce nel nostro Paese, indipendentemente dall’origine dei genitori; e per riconoscere il diritto di voto nelle consultazioni elettorali amministrative agli immigrati. Le persone di origine straniera che vivono in Italia sono circa 5 milioni, di questi un quinto sono bambine e bambini, in gran parte nati nel nostro Paese, ma che possono chiedere la cittadinanza solo al compimento della maggiore età. Bisogna promuovere l’uguaglianza tra persone di origine italiana e straniera, senza discriminazioni, perché questa è la strada giusta per giungere a una vera integrazione valorizzando la responsabilità sociale e politica dei nuovi cittadini. Eur Spa “Il ministro Tremonti deve riferire al più presto in Parlamento per chiarire perchè l’Eur Spa, al novanta per cento del ministero dell’economia e al dieci per cento del Comune di Roma, ha ipotecato i palazzi storici dell’Eur, veri tesori del patrimonio della Capitale”. Così il senatore del Pd Raffaele Ranucci in merito alla notizia dei sette immobili dell’Eur ipotecati per “far cassa”. E poi continua: “La drammatica situazione dei conti di Eur Spa non può giustificare una simile mortificazione di una parte del patrimonio culturale della città e dell’intero Paese. La questione è nazionale e, di conseguenza, il Pd chiede trasparenza sulle operazioni effettuate e chiarimenti puntuali non solo al sindaco Alemanno, che è ormai diventato il campione delle non risposte, ma anche al Ministro Tremonti, titolare del dicastero che è principale azionista dell’Eur Spa e dovrebbe esserne il controllore. Il gruppo del Pd al Senato – conclude Ranucci – presenterà presto un’interrogazione al ministro Tremonti perché venga urgentemente in Senato e faccia chiarezza sulla questione”.

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Roma: Carta dei diritti del passeggero

Posted by fidest press agency su domenica, 13 febbraio 2011

Roma 18 febbraio 2011 – ore 10.00-13.00 Rappresentanza in Italia della Commissione europea, Sala Natali Via IV Novembre 149 Meglena Kuneva, consigliere speciale del Vice Presidente Siim Kallas, Veronica Manfredi, membro del Gabinetto e Salvatore D’Acunto, capo unità alla Direzione Generale Trasporti incontrano gli stakeholders italiani, per dialogare con loro e ascoltare le proposte sull’implementazione della Carta dei diritti del passeggero, promossa dalla campagna informativa “I tuoi diritti di passeggero in mano”.  A sei mesi di distanza dal lancio della campagna, la Commissione europea sta organizzando consultazioni in tutti gli Stati membri per discutere la campagna e la sua implementazione; gli incontri di Milano del 17 febbraio presso la BIT, e di Roma il 18 febbraio, diventano così momenti di ricco confronto in una prospettiva di sviluppo partecipato di un’iniziativa che vuole vedere in primo piano rispettati i diritti di tutti i passeggeri: famiglie, diversamente abili, giovani, anziani ecc. Per queste ragioni, l’UE si è impegnata a mettere i passeggeri al centro della sua politica dei trasporti e dopo la presentazione del 29 giugno a Bruxelles da parte del Vice Presidente della Commissione europea Siim Kallas, ora “I diritti del passeggero a portata di mano” compie un ulteriore passo in Italia per informare i passeggeri sui loro diritti e su come farli valere in caso di necessità. http://ec.europa.eu/transport/passenger-rights/it/index.html

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Solo il 13% di donne tra i neo consiglieri regionali

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2010

“È un’analisi sconfortante e questo è fuor di dubbio, perché le pari opportunità sembrano molto lontane dalla realtà che emerge tanto dagli ultimi risultati elettorali quanto dalla società. Il punto è che la sfida non è mai equilibrata, quindi affrontare il tema appare ridicolo”. Francesca Scoleri, viceresponsabile per le Pari Opportunità dell’Italia dei Diritti, critica così la scarsa rappresentanza femminile tra gli eletti ai Consigli regionali, come confermano i dati delle ultime consultazioni: su 697 consiglieri nominati nelle 13 regioni chiamate al voto lo scorso marzo, sono appena 93 le donne, un misero 13,3% sul totale. Il problema delle quote rose nelle istituzioni e nella società viene spesso invocato dagli esponenti politici e altrettanto spesso disatteso. Alcuni numeri sono allarmanti: in Lombardia su 80 posti disponibili la partecipazione femminile deve accontentarsi di sole 7 poltrone, in Puglia di appena 5 su 78 eletti; le cose vanno un pochino meglio in Piemonte, Emilia Romagna e Campania; nessuna donna è presente invece nei Consigli regionali di Calabria e Basilicata. L’attivismo delle donne in politica – prosegue la vicetitolare del dipartimento per le Pari Opportunità dell’Italia dei Diritti – è una fonte di grande beneficio per il Paese, ma le possibilità di trattamento egualitario tra i sessi dovrebbero nascere a monte, nelle regole che stabiliscono il gioco, affinché la presenza femminile nei consigli sia certa e non affidata al caso. In uno Stato dove il presidente del Consiglio si permette di offendere una candidata del partito d’opposizione, come è successo nei confronti di Mercedes Bresso, credo ci si possa aspettare ben poco dalla volontà delle istituzioni di dare valore alle pari opportunità”. “In Italia la considerazione per le donne sta scendendo a livelli scandalosi e dalle istituzioni arrivano solo propositi campati per aria e offese”, termina irritata la Scoleri.

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Trasparenza norme europee

Posted by fidest press agency su domenica, 24 gennaio 2010

La trasparenza sull’attività normativa europea passa attraverso l’UNI e migliora la qualità di pianificazione delle imprese. A partire da oggi, infatti, le aziende italiane possono non soltanto conoscere in anticipo i lavori in ambito europeo sulla normativa tecnica, ma anche esprimere i propri commenti sui contenuti dei relativi progetti, nella fase di inchiesta pubblica, ossia prima che questi diventino norme. Ciò è reso possibile attraverso la consultazione della nuova banca dati dei progetti di norma europei (prEN) messa a punto da UNI – Ente Nazionale Italiano di Unificazione – sul proprio sito web inserita all’interno di ProgettON-Line, un ambiente internet già attivo da anni per la consultazione della normativa nazionale (http://www.uni.com/it/normazione/progettonline/index.htm). Si tratta, quindi, di una fonte di informazione che fornisce una visione costantemente aggiornata dei lavori normativi in sede CEN (Comitato Europeo di Normazione). Oltre a fornire copia dei progetti, l’UNI offre quindi la possibilità di intervenire nella fase di inchiesta pubblica, il passaggio fondamentale nella creazione delle norme tecniche, quando il progetto, sviluppato e approvato dall’organo tecnico competente, passa al vaglio dei soggetti interessati al fine di raccogliere eventuali commenti e ottenere così il consenso più allargato possibile.  Il mondo della normazione diventa quindi sempre più vicino ai soggetti ai quali è diretto con conseguenze che vanno ben aldilà della trasparenza e della democratizzazione dei processi decisionali. Per tale via, infatti, le imprese possono essere sempre più aggiornate sulle regole del mercato. Le aziende italiane ed europee potranno quindi decidere se adattarsi semplicemente alle nuove norme o se intervenire attivamente influenzando il processo di normazione. In ogni caso potranno meglio indirizzare le proprie strategie conoscendo in anticipo l’evoluzione della normativa CEN su prodotti e servizi. Attualmente nella banca dati dei progetti di norma europei sono presenti in inchiesta più di 80 documenti normativi riguardanti tutti i settori di attività dell’UNI e del CEN. Gli oltre 6000 Soci effettivi UNI hanno la possibilità, attraverso le pagine della propria Area Riservata, di consultare e scaricare gratuitamente – in formato PDF – tutti i testi dei progetti di norma EN in fase di inchiesta pubblica. I Soci degli Enti Federati possono ugualmente ottenere il testo dei progetti di norma EN in inchiesta pubblica rivolgendosi direttamente alla Segreteria del proprio Ente Federato di appartenenza.

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Europee: Di Biagio (pdl), e gli italiani in Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 giugno 2009

“L’affluenza alle urne dei cittadini italiani in Europa ha subito una leggera flessione, attestandosi intorno al 7 %, qualche punto in meno rispetto alle consultazioni del 2004. Elemento da leggere in una chiave nuova ed importante, poiché gli italiani in Europa in molti casi hanno espresso la loro preferenza per i candidati locali, dimostrando in questo modo un forte segnale di integrazione nelle terre di residenza. A tali aspetti si aggiungono anche alcune sbavature sotto il profilo logistico-organizzativo che hanno caratterizzato queste consultazioni in Europa, soprattutto perché sono state molte le sezioni elettorali tagliate che hanno reso più complessa la partecipazione al momento elettorale. Nonostante questo gli italiani in Europa hanno dato fiducia al Popolo della Libertà, verso cui le preferenze si attestano intorno al 34%, attestandosi come primo partito, mentre il Pd si attesta al di sotto del 23%”. Questo il commento a caldo di Aldo Di Biagio, responsabile italiani nel mondo del Popolo della Libertà. “L’attenzione mostrata dei nostri connazionali in Europa nei confronti del popolo della libertà – continua Di Biagio – lascerebbe emergere una significativa fetta di elettori italiani verso i quali l’attenzione e l’interesse del nostro partito devono essere sempre più forti. Il Popolo della Libertà deve essere consapevole dell’infinito potenziale e del sentito impegno che i nostri connazionali possono e potranno dare allo stesso partito e all’intero Paese e credo che i dati di queste consultazioni appaiano un po’ a tutti particolarmente chiari”. “Allo stesso tempo – precisa – l’elevata percentuale di voti destinati all’Italia dei Valori, fa pensare a come l’atteggiamento altamente demagogico e giustizialista del partito di Di Pietro abbia saputo intercettare il voto di molti connazionali. Un piccolo passo avanti per l’antipolitica dipietrista, sebbene priva di un programma politico strutturato e reale”. “Fa riflettere – continua Di Biagio – anche il passo in avanti dell’UdC, i cui punti in percentuale di crescita evidenziano uno spostamento di voti, segnatamente dall’area cattolica, che ha avvantaggiato il partito di Casini”.  “Purtroppo l’astensionismo deve essere inquadrato come il peggior elemento di queste consultazioni – precisa – soprattutto nella circoscrizione insulare, soprattutto in Sicilia dove i votanti sono stati meno del 50%. Questa scarsa affluenza ha portato ad un ridimensionamento di circa 2 punti percentuali per il PdL, amplificati dalle recenti criticità, in una Regione dove il consenso verso il partito di Governo è tra i più elevati”. “Questi elementi nel loro insieme rappresentano delle criticità e dei riferimenti non trascurabili per comprendere quale sarà il percorso che il nuovo partito unitario dovrà affrontare nei prossimi mesi – conclude Di Biagio – con una profonda valutazione, ma con la consapevolezza che vi è un Paese che crede in questo progetto, malgrado il fango che è stato buttato sia in Italia che all’estero sul Premier e su tutto il nostro Paese”.

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Il Libano dai mille volti

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2009

Il Libano si dirige verso le elezioni legislative del prossimo giugno in un clima di crescente tensione, aggravato dalla recente uccisione, lo scorso 23 marzo nei pressi di Sidone, di Kamal Madahat, numero due dell’Olp (l’Organizzazione per la liberazione della Palestina). L’auspicio del presidente della Repubblica libanese, Michel Sleiman, è che le consultazioni possano svolgersi in modo libero e democratico, nel segno della riconciliazione e della stabilità: “La costituzione garantisce la partecipazione di tutti i cittadini in maniera equilibrata alla vita politica”. La nuova fase apertasi con gli accordi di Doha nel maggio 2008 – accordi che hanno messo fine a una lunga crisi istituzionale e consentito l’elezione di Sleiman a presidente – non ha condotto finora a una reale stabilizzazione dello scenario politico su temi chiave come la sicurezza, l’arsenale di Hezbollah, la sovranità del Governo, la legge elettorale. La concreta possibilità che a giugno il movimento sciita guidato da Hassan Nasrallah ottenga la maggioranza dei consensi potrebbe avere ripercussioni notevoli, modificando a vantaggio degli sciiti – la maggioranza della popolazione – quel “principio della separazione dei poteri, del loro equilibrio e della loro collaborazione” sancito non solo dagli accordi di Taef, che misero fine alla guerra civile nel 1989, ma anche dalla tradizione. Senza dubbio, una vittoria di Hezbollah avrebbe l’effetto di consolidare l’asse sciita in Medio Oriente, con conseguenze strategiche di rilievo, soprattutto per la nuova Amministrazione statunitense. L’intesa raggiunta a Doha – da molti considerata una vittoria de facto di Hezbollah – prevede il ritorno alla legge elettorale del 1960, una misura temporanea in attesa di un nuovo censimento della popolazione che apra la strada a un accordo su regole definitive. La legge elettorale sostituita, quella promulgata nel 2000, prevedeva la suddivisione del Paese in 14 grandi circoscrizioni, più o meno coincidenti con i muhafazat (governorati), nelle quali venivano eletti i 128 membri del Parlamento. Con la decisione di ritornare, almeno temporaneamente, alla legge del 1960, si è reintrodotto invece il sistema delle qada (contee), il che significa la costituzione di circoscrizioni elettorali molto più piccole. In totale 27 qada, alle quali bisogna aggiungere i tre distretti in cui – come stabilito a Doha – è suddivisa la capitale Beirut. Nel complesso, questo sistema garantisce una più equilibrata rappresentatività a tutte le confessioni presenti nel Paese. E tuttavia, pone anche maggiori difficoltà ai partiti nella scelta delle strategie politiche. Nel suo ultimo editoriale per il periodico “Anba”, organo del Partito sociale progressista, il leader Walihd Joumblatt – voce importante del 14 Marzo – sottolinea la necessità di mantenere il clima d’intesa tra le varie forze politiche del Paese fino alla fine delle elezioni “allo scopo di aprire uno spazio di sicurezza che permetta progressivamente l’adozione di misure suscettibili di ristabilire la fiducia tra i vari partiti politici in ragione delle differenze che hanno segnato il passato”.  Il premier Fuad Siniora, un altro dei leader più rappresentativi del 14 Marzo, ha già annunciato la propria candidatura. In lizza per uno dei seggi assegnati ai musulmani sunniti nel collegio elettorale a Sidone, Siniora ha dichiarato di affidarsi ai voti “dei libanesi che hanno partecipato all’intifada del 14 marzo del 2005”, chiara allusione alle grandi manifestazioni popolari che nella primavera di quattro anni fa seguirono l’assassinio dell’ex premier Rafik Hariri – ucciso da un’autobomba sul lungomare di Beirut – e che costrinsero, insieme a forti pressioni internazionali, il regime di Damasco a ritirare le truppe. Sul fronte dell’opposizione, Hezbollah – come riferiscono i cronisti politici locali – avrebbe rinunciato a parecchi seggi per favorire un’intesa tra il presidente dell’Assemblea nazionale, Nabih Berri, capo del partito sciita Amal, e Michel Aoun, il comandante in capo dell’esercito alla fine degli anni Ottanta, poi nominato primo ministro ad interim dal presidente uscente Gemayel e oggi – dopo quindici anni di esilio in Francia – alla guida del Movimento patriottico libero. “Siamo gli eredi – ha dichiarato Aoun in un recente discorso – di una generazione che ha creduto nel feudalesimo politico; così, sono sempre gli stessi nomi che tornano al potere”. Aoun ha condannato due fenomeni che, a suo giudizio, danneggiano la vita politica libanese: il feudalesimo politico e la corruzione dilagante. Proprio per questo, ha spiegato il leader del Movimento patriottico libero, “abbiamo bisogno di riforme amministrative e di un’autorità centrale che possa imporre la propria volontà sull’amministrazione per conformarla alle formalità legislative”. Aoun ha poi confermato, in un altro discorso, le distanze da Al Kataëb, le Falangi libanesi: “Il fossato che esiste tra noi e Al Kataëb è grande, per molte ragioni, sul piano sociale e su quello intellettuale”. Tensioni pesanti, che non potranno non incidere sull’azione di un futuro Esecutivo sotto il controllo di Hezbollah. Luca M. Possati  ( in sintesi. fonte ©L’Osservatore Romano – 9 aprile 2009)

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