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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘consumatori’

Istat: la fiducia dei consumatori cresce ma aumenta anche la pressione fiscale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2020

L’Istat ha rilevato che a giugno la fiducia dei consumatori migliora rispetto al mese precedente, attestandosi a 100,6 punti. Un dato sicuramente positivo, che con ogni probabilità deriva dalla speranza delle famiglie di aver superato, almeno in parte, le criticità degli ultimi mesi. Gli altri indicatori economici relativi al primo trimestre del 2020, però, non sono altrettanto incoraggianti: l’Istituto di statistica ha infatti registrato una pressoché insostenibile pressione fiscale (+0,5% rispetto allo stesso periodo del 2019), un rapporto deficit-PIL che nei primi tre mesi di quest’anno sale al 10,8% rispetto al 7,1% dello scorso anno nonché un calo del -1,7% del potere d’acquisto.Tali percentuali dimostrano ancora una volta l’estrema fragilità della nostra economia, che richiede con la massima urgenza interventi incisivi ed efficaci con cui avviare la costruzione di basi solide per una vera e propria ripresa. La pandemia, oltre a provocare drammatiche conseguenze sanitarie, ha avuto gravi ripercussioni sul piano economico e sociale e l’attuale contesto rende necessari interventi mirati per la crescita e lo sviluppo nonché misure che diano nuovo impulso alla crescita e all’occupazione.“La redistribuzione dei redditi e la riforma fiscale restano questioni centrali da affrontare per avviare, finalmente, una ripresa stabile” – dichiara Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.

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C’è un grande assente agli Stati generali dell’economia convocati dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

È il consumatore, colpevolmente escluso da un confronto in cui avrebbe dovuto ricoprire invece un ruolo di primo piano.
“Finora dal Governo sono arrivati soltanto slogan per i consumatori – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e la loro assenza agli Stati generali dell’economia ne è l’ennesima dimostrazione. Questa kermesse è stata concepita per discutere del rilancio del Paese, delle misure da adottare per evitare che l’Italia sprofondi nella crisi, ma il Premier non ha ancora capito che la ripresa passa dalla tutela del consumatore, dal suo coinvolgimento nelle scelte future. Emblematica, al riguardo, la mancanza di previsione di slittamento per le rate di mutui o prestiti, lasciando alle società private la discrezionalità sul concederle o meno, tra l’altro agendo in alcuni casi con modalità finite sotto la lente di ingrandimento dell’Antitrust. Servono scelte chiare a protezione del tessuto economico, rappresentato non dall’impresa ma dal consumatore che spende e che sta andando incontro ad una forte contrazione del reddito. Non basta una manovra deflattiva della spesa, bisogna immettere liquidità nel sistema, prevedendo tassi agevolati e riduzione della pressione fiscale. Deve essere avviata, nel medio e lungo termine, una riconversione industriale attraverso la riqualificazione della spesa pubblica ed il rilancio di investimenti pubblici in settori come ad esempio istruzione, sanità e trasporti, servizi che creano reddito indiretto alle famiglie, che con ad un’adeguata copertura sociale possono investire nel proprio tempo le risorse. Il consumatore è l’asse portante del rilancio della domanda interna, per questo ci saremmo aspettati che gli venisse riservato un ruolo di primo piano agli Stati generali dell’economia e invece è stato nuovamente snobbato. A nostro avviso è un errore molto grave, di fatto viene ignorato un pezzo fondamentale della vita del Paese”.

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Codici: consumatori abbandonati dal Governo sui voucher

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2020

Nessuna iniziativa, soltanto un immobilismo che sta causando danni a migliaia di italiani. Nonostante il richiamo dell’Unione Europea, nonostante il monito dell’Antitrust, il Governo continua a non fare nulla sui voucher che vengono imposti in caso di cancellazione di viaggi, vacanze, eventi culturali o sportivi.“Con la sua inerzia – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – il Governo ha abbandonato i consumatori. Non sta fornendo nessuna tutela, li sta costringendo a subire pesanti penali in caso di cancellazione, ad esempio, di un viaggio oppure ad accettare un voucher che non sanno se e quando potranno utilizzare. Eppure l’Unione Europea è stata chiara, i consumatori hanno il diritto di scegliere tra voucher e rimborso. Anche l’Antitrust l’ha sottolineato. Ci saremmo aspettati un cambio di rotta da parte del Governo, che invece purtroppo si sta dimostrando ostaggio delle lobbies economiche”.Codici ha avviato, insieme all’associazione Aeci, la campagna “Voucher? No, grazie!”. Si tratta di un’iniziativa per tutelare i consumatori ai quali viene negata la possibilità di scegliere il rimborso, obbligandoli ad accettare il voucher.

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Istat: a maggio fiducia consumatori a 94,3

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a maggio la fiducia dei consumatori si attesta a 94,3, da 100,1 di marzo.”Giudizio sospeso sul clima di fiducia dei consumatori. Purtroppo, non avendo il dato di raffronto di aprile, quello di oggi non è per niente indicativo e significativo. Non è possibile sapere, infatti, se a maggio, con la Fase 2, iniziata il 4 del mese, il clima è risalito rispetto ad aprile, segnando un’inversione di tendenza oppure ha continuato a scendere, seppur di poco” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Un conto è se a maggio ha cominciato a rimontare l’ottimismo degli italiani, se hanno intravisto una luce in fondo al tunnel, un altro è se la Fase 2 non è bastata a ridare speranza nel futuro, perché allora la fiducia potrebbe tradursi in un ulteriore peggioramento delle già gravissime condizioni reali del Paese” conclude Dona.

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Dal Governo solo slogan, nessuna tutela per i consumatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

Il nulla oltre gli annunci. Delle tante conferenze stampa tenute in queste settimane dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte resta ben poco per i consumatori. Come dimostrano le segnalazioni e le richieste di aiuto che arrivano sempre più numerose all’associazione Codici, gli impegni del Governo finora non hanno trovato un’applicazione reale ed efficace, ed i cittadini iniziano a pagarne le conseguenze.“La politica dell’emergenza – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – non sta dando i risultati promessi ed auspicati. Gli annunci, purtroppo, sono rimasti tali, delle iniziative per tutelare i consumatori non si è vista nemmeno l’ombra. Registriamo soltanto ritardi nell’attivazione di strumenti di sostegno. Al momento non c’è nessuna reale protezione per i cittadini, che anzi sono stati lasciati in balia delle società private per quanto riguarda, ad esempio, le richieste di sospensione delle rate dei mutui o dei prestiti. Il tessuto economico del nostro Paese non è rappresentato dall’impresa, ma dal consumatore che spende. Se non viene messo nelle condizioni di poterlo fare, c’è il rischio di andare verso una crisi drammatica da cui sarà difficilissimo riprendersi”.L’associazione Codici ha attivato su tutto il territoriale nazionale un servizio di assistenza speciale ai consumatori per le problematiche legate all’emergenza Coronavirus.

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Crisi delle imprese e consumatori? I consigli dello Studio Legale Lacalandra

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

A causa del lockdown per l’emergenza Covid-19, tante famiglie e imprenditori si sono trovati in difficoltà economica, con un futuro che appare quanto mai incerto. Diverse ricerche realizzate in questi mesi di quarantena hanno dimostrato come il grado di incertezza e sfiducia degli italiani per il prossimo futuro sia ai massimi storici. Secondo una ricerca del Cerved, infatti, solo il 15,7% degli italiani si sente di poter affrontare i prossimi mesi con serenità, e un altro studio del Censis, ha dimostrato che un italiano su due ha paura di perdere il lavoro. Oltre agli aiuti previsti dal Governo, giudicati da molti insufficienti, cosa possono fare i cittadini per uscire dalla crisi? Un aiuto arriva dalla legge sul Sovraindebitamento (L. 3/2012), ancora poco conosciuta, che permette a famiglie e piccoli imprenditori “meritevoli” di ridurre i debiti, inclusi quelli fiscali, in base alle proprie capacità economiche. La procedura prevede, però, un iter articolato, composto da più fasi che vanno dalla verifica dei requisiti di accesso sino alla definizione e presentazione di una proposta adeguata alle reali possibilità del richiedente. Per questo lo Studio Legale Lacalandra di Milano, specializzato in diritto fallimentare e crisi da sovraindebitamento, ha preparato una guida con alcuni consigli per aiutare i cittadini e i piccoli imprenditori ad accedere alla Legge sul Sovraindebitamento: possono accedere i debitori non soggetti al fallimento come consumatori, piccoli imprenditori, lavoratori autonomi in generale, start-up innovative, enti privati non commerciali. Verificare lo stato di sovraindebitamento: bisogna valutare la situazione complessiva del debitore (consumatore e/o imprenditore) e dimostrare la sproporzione tra il proprio patrimonio e debiti da pagare. Verificare il requisito della meritevolezza: vengono vagliate le cause dell’indebitamento e della diligenza impiegata dal consumatore nel contrarre i debiti (per esempio, non è meritevole chi avrà sostenuto spese per beni superflui che non poteva permettersi) nonché la presenza di iniziative o atti in frode ai creditori (aver occultato beni o aumentato i debiti in maniera fittizia).
Verificare la definitiva incapacità di soddisfare i creditori: è quindi importante dimostrare che il debitore non stia vivendo solo una momentanea crisi economica, ma che si trovi in uno stato duraturo di difficoltà, tale da non permettergli di soddisfare gli impegni con i creditori (ad esempio il debitore, intestatario di un contratto di mutuo con rata di euro 1.000 al mese, che perde definitivamente il lavoro, non sarà in grado di adempiere alla propria obbligazione neanche in futuro). Valutare la situazione economica: avere cioè un quadro complessivo del passivo ossia dei debiti (mutui, prestiti, fisco, ecc.) e dell’attivo ossia delle entrate (stipendio, ecc.) e dei beni posseduti (immobili, ecc.). Scegliere la procedura più adatta: sono previste tre diverse procedure, ognuna con delle peculiarità. Nel dettaglio:L’accordo di ristrutturazione del debito: il debitore dovrà sottoporre alla votazione dei creditori un piano di pagamento dei propri debiti, il quale potrà essere approvato se ottiene il parere favorevole del 60% dei creditori;
Il piano del consumatore: funziona come l’accordo, quindi attraverso la predisposizione di un piano di pagamento, che dovrà essere sottoposto alla sola valutazione del Giudice del Tribunale competente. Questa procedura è riservata esclusivamente a tutti coloro che hanno debiti sorti nell’ambito della propria sfera personale e non riguardano l’attività professionale svolta;La liquidazione del patrimonio: ossia la cessione, da parte del debitore, del proprio patrimonio, al fine di pagare i propri debiti. Sono esclusi dalla cessione dei beni quelli non pignorabili e necessari al sostentamento della propria famiglia (ad esempio la macchina di un tassista).
Apertura della procedura e iter di approvazione: la procedura scelta dovrà essere poi presentata presso un Organismo di Composizione della Crisi (O.C.C.), un ente terzo, imparziale e indipendente che ha il compito di redigere una relazione sulla veridicità della situazione debitoria/patrimoniale e sulla fattibilità della procedura. Successivamente il debitore dovrà depositare, congiuntamente alla relazione dell’OCC, la propria proposta presso il tribunale competente (quello di residenza).

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UNC: fondo affitti, 46 milioni non bastano

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

“I 46 milioni stanziati per gli inquilini che non possono far fronte al pagamento dei canoni di locazione e per chi ha subito sfratti esecutivi per morosità incolpevole, per quanto siano un passo avanti, sono del tutto inadeguati. L’emergenza è tale che servirebbe uno zero in più” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche se, finalmente, ci si occupa non solo degli affitti dei commercianti ma anche di quelli delle famiglie, lo stanziamento va rimpinguato. Speriamo, poi, che la burocrazia corra veloce tanto quanto i problemi degli inquilini” conclude Dona.

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Istat: a marzo crolla fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a marzo scende la fiducia dei consumatori da 110,9 a 101.”L’Effetto Coronavirus ha determinato un crollo della fiducia dei consumatori senza precedenti. Mai, dall’inizio delle serie storiche, iniziate nel gennaio 2015, si era avuta una caduta così ampia, pari a 9,9 punti percentuali” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Battuto il precedente record, registrato nell’aprile 2012, quando ai tempi delle stangate del Governo Monti ci fu un calo di 7,3 punti” prosegue Dona.”Una diminuzione inevitabile, considerato che si tratta di una situazione d’emergenza che non ha precedenti storici, da dopo la Seconda Guerra Mondiale in avanti. Il punto è se nel mese di aprile ci sarà una ripresa o un’ulteriore discesa, perché allora il crollo della fiducia potrebbe tradursi in un ulteriore peggioramento delle già precarie condizioni reali del Paese” conclude Dona.

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Coronavirus, cittadini, lavoratori, consumatori senza Parlamento?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

Il capo del Governo ci ha comunicato che ci sono ulteriori e necessarie restrizioni alla mobilità e alla definizione di servizi di primaria importanza. Lo sanno quasi tutti in Italia. Come, quando e dove, al momento, è tutto da sapere. Pensiamo a quelli che domani mattina lunedì dovranno sapere se recarsi al lavoro, in fabbriche e uffici. La giornata è ancora in corso. Le emergenze hanno questa caratteristica, altrimenti non sarebbero emergenze. Vediamo un po’ come si sviluppa la vicenda.
Ma a nostro avviso questo è uno dei problemi, non il più importante. Che invece resta quello di come le decisioni vengono prese e quali sono i filtri che le stesse passano dopo che sono diventate esecutive.
Si tratta di decreti, quindi il governo decide, i decreti sono subito esecutivi ed entro 60 gg il Parlamento deve convertirli in legge. Parlamento che nel frattempo dovrebbe funzionare a pieno ritmo anche per dare il suo contributo. Ma dov’è il Parlamento? Non ci sono le bombe che piovono dal cielo come nelle guerre tradizionali, per cui in questi casi sarebbe logico evitare le sedi tradizionali e, magari, istituire una sede clandestina dove le funzioni possano essere svolte. Il nemico è – come mediaticamente viene detto – invisibile, ma gli accorgimenti per evitare che entri nelle attuali sedi del Parlamento ci sono, e quindi le stesse possono funzionare più o meno a pieno ritmo. il problema è che dovrebbe essere convocato in una sorta di seduta permanente, chè tutti i parlamentari siano presenti a svolgere le proprie funzioni in modo efficace e tempestivo, correggendo le inevitabili storture che fisiologicamente possono essere contenute in un provvedimento urgente e perfezionando – forti del lavoro nelle commissioni e di un costruttivo dibattito in aula – le misure adottate per contrastare l’emergenza. I parlamentari sono stati eletti anche per questo motivo e, in questo momento, la loro presenza sul territorio è marginale mentre dovrebbe/potrebbe essere fondamentale nella sede istituzionale. Così, eventualmente, i problemi che potrebbero presentarsi per le decisioni prese in emergenza, potrebbero essere attenuati e non più tali. Crediamo che questo sia un dovere che i nostri eletti hanno nei confronti dei cittadini tutti: dei lavoratori, degli imprenditori e dei consumatori che sono i soggetti principali che devono sottostare all’emergenza ed organizzarsi di conseguenza. Altrimenti tutto diventa molto precario e confusionario. Le dichiarazioni dei vari politici hanno sicuramente i loro effetti, ma sono per l’appunto dichiarazioni. Si pensi a quando solo due giorni fa circolava insistentemente che sarebbero stati limitati gli accessi ai supermercati e le file gigantesche che si sono formate in tutte le città. E si pensi all’effetto contrario dopo l’annuncio del premier Conte, questa notte, che niente del genere era previsto, confortando le dichiarazione del capo della protezione civile che da alcuni giorni andava ripetendo che gli orari dei negozi più che ristretti (come chiedeva qualcuno, inclusi alcuni sindacati) andavano allargati. Ok: potere delle dichiarazioni e delle voci. Ma le certezze hanno bisogno di gambe. Tra queste sono essenziali nel gambe del Parlamento. Ci meritiamo e abbiamo bisogno di un Parlamento in seduta permanente. Grazie. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Coronavirus: Unc, decreto dimentica diritti consumatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

“E’ incredibile che il Governo, non solo nel decreto Cura Italia non preveda praticamente nulla a favore dei consumatori, ad esempio con gli interventi da noi richiesti sulle bollette elettriche e telefoniche, ma addirittura riduca i diritti garantiti dal Codice civile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Come già avvenuto per i pacchetti turistici, anche per il rimborso dei contratti di soggiorno e per i biglietti di spettacoli e musei si stabilisce una deroga rispetto al diritto sacrosanto di avere il rimborso del biglietto, prevedendo un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro un anno dall’emissione” prosegue Dona.
“Insomma, nonostante lo stanziamento di 25 miliardi, per aiutare tour operator e organizzatori di eventi i soldi vengono chiesti al consumatore, invece che prevedere un Fondo per i rimborsi, non comprendendo che la crisi del settore turistico e del mondo dello spettacolo dipende dalle future prenotazioni e non dai mancati incassi di oggi. E non è certo privando gli utenti dei loro diritti che si invoglieranno lo spettatore ed il turista a fare nuove prenotazioni” conclude Dona.

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Il Centro Europeo Consumatori pubblica i dati dell’anno 2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

Nuove conferme per il Centro Europeo Consumatori Italia: i dati relativi all’attività dell’anno 2019 testimoniano, ancora una volta, l’importanza del lavoro profuso dal punto di contatto italiano della rete dei Centri Europei dei Consumatori ECC-Net. La rete, istituita dalla Commissione Europea e cofinanziata dagli Stati Membri, fornisce assistenza e consulenza gratuita ai consumatori in caso di controversie transfrontaliere, ovvero liti insorte tra consumatori e operatori commerciali stabiliti in due diversi stati della UE oltre che nel Regno Unito, Norvegia e Islanda. “I dati relativi all’attività svolta dal nostro Centro nel 2019”, commenta Maria Pisanò, direttore del Centro Europeo Consumatori Italia, “testimoniano la fiducia che i consumatori ripongono nella professionalita’ dei nostri consulenti. Abbiamo fornito consulenza a quasi 4000 richieste e assistito i consumatori nella gestione di oltre 2200 reclami riuscendo a recuperare oltre 250 000 euro”. I settori che hanno maggiormente interessato gli interventi del Centro sono stati il turismo, il settore dei trasporti, nel quale una buona parte delle richieste ricevute ha riguardato il trasporto aereo e l’autonoleggio.“Il Centro non si occupa solo di rispondere ai quesiti dei consumatori”, prosegue Monika Nardo, coordinatrice dell’ufficio di Bolzano: “ci impegniamo quotidianamente in un’intensa attività di informazione e divulgazione dei principali temi di interesse relativi alla nostra attività: abbiamo organizzato ben 15 incontri con professionisti e stakeholders, abbiamo collaborato attivamente con le autorità di enforcement, siamo stati protagonisti di circa 100 interviste radiofoniche e televisive e, come ogni anno, abbiamo tenuto conferenze e seminari nelle scuole per diffondere consapevolezza nei giovani consumatori di domani”. A questi risultati si aggiungono i riscontri positivi provenienti dal web, dato il crescente interesse registrato sia per le attività social (il Centro dispone di account Facebook, Twitter e Instragram) che per il materiale digitale prodotto (circa 650 000 download dai siti web http://www.ecc-netitalia.it e http://www.euroconsumatori.org). Decisamente positiva anche la percentuale di soddisfazione dei consumatori, pari all’87,4% come si evince dai risultati del questionario ufficialmente predisposto dalla Commissione Europea.

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Tavolo di confronto tra associazioni di consumatori e tour operator

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

L’Unione Nazionale Consumatori ha chiesto ieri al ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini un tavolo di confronto tra associazioni di consumatori e tour operator. “Il decreto varato dal Governo il 2 marzo non piace né ai consumatori né ai tour operator. E’ necessario che il ministro metta tutti gli attori in campo attorno ad un tavolo per trovare una soluzione seria e duratura al problema delle disdette. L’obiettivo è comune: salvare un settore fondamentale per la nostra economia, quello turistico” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il problema è che il Governo lo sta facendo nel peggiore dei modi. I problemi delle agenzie di viaggio non sono certo le disdette di marzo quanto le mancate prenotazioni per questa estate. E non è certo riducendo i diritti dei loro clienti che questi potranno essere incoraggiati ed invogliati a fare nuove prenotazioni. Se, come fa questo decreto, si riducono i diritti in caso di recesso, derogando al principio fissato dal Codice del Turismo di rimborsare integralmente i consumatori nel caso nel luogo di destinazione scoppi un’epidemia da Coronavirus o quello Stato estero impedisca o vieti lo sbarco, l’approdo o l’arrivo, chi rischierà di acquistare oggi un pacchetto turistico per le prossime ferie estive?” prosegue Dona.”Noi proponiamo al Governo un Fondo a tasso di interesse zero a cui i tour operator possono attingere per i rimborsi ai consumatori, prevedendo una deroga rispetto al termine troppo stringente dei 14 giorni previsti dal Codice del turismo per la restituzione dei soldi al consumatore. Una procedura che non rientra nei casi vietati dall’Europa in materia di aiuti di Stato, come sostengono alcuni, dato che l’art 107 del TFUE, prevede, come eccezione al divieto, gli aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali, come, appunto, il Coronavirus” conclude Dona.

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Coronavirus e diritti consumatori. Cosa e come fare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Ora che il nostro Paese è diventato, tra Europa e Usa, quello con più casi di contagiati, occorre porre maggiore attenzione ai problemi relativi a diritti dei consumatori. Accade grazie a vari annullamenti: viaggi, eventi di vario tipo. L’informazione in generale non manca e le autorità sanitarie stanno dimostrando le loro diffuse eccellenze.Cosa succede per i diritti dei consumatori, per esempio, se uno spettacolo viene annullato, se un treno non non parte o non ferma ad una stazione, se un volo aereo viene annullato.Dipende:
A – Se a decidere l’annullamento è una qualche autorità (voli bloccati per la Cina, partite di qualche sport, gite scolastiche, manifestazioni a pagamento, etc), chi ha raccolto la prenotazione non può pretendere il pagamento di nulla. Chi ha già avuto il pagamento deve integralmente rimborsare quanto già versato dal consumatore, indipendentemente dalle regole e dalle leggi di disdetta che il singolo servizio prevedeva.
B – Se a decidere l’annullamento è la precauzione del singolo organizzatore (del viaggio, del trasporto, dell’evento), ognuno si paga le proprie precauzioni. Quindi l’organizzatore deve rimborsare il dovuto completamente, e non si stupisca se da parte del consumatore che avrebbe dovuto fruire di quel servizio gli possano anche essere chiesti i danni. Anche qui, indipendentemente dalle regole e dalle leggi di disdetta che il singolo servizio prevedeva.
C – Se è il consumatore a decidere di non partecipare ad un evento o non fare un viaggio o non prendere un mezzo di trasporto (tutte situazioni in cui il servizio comunque viene erogato), lo stesso consumatore si paga la propria precauzione non percependo rimborsi se non rispetto alle regole del singolo servizio: biglietti di trasporto, quote di viaggi organizzarti, camere di albergo, biglietti di eventi, etc.. Vi è una sola possibile eccezione: chi ha acquistato un pacchetto turistico o “tutto incluso”, qualora la destinazione sia in zona oggettivamente a rischio, potrà pretendere la risoluzione del contratto e il rimborso del prezzo pagato per impossibilità di fruire dello scopo del viaggio (relax, piacere, ecc.).
Quindi, visto che i fatti si evolvono giorno per giorno e ora per ora, il consiglio base è di informarsi prima di prendere qualunque decisione. Presso la Farnesina per i viaggi verso l’estero, presso le autorità nazionali e locali in tutti gli altri casi. E, vista l’imprevediblità della situazione soprattutto per i viaggi che comportano un certo esborso economico e che in genere si prenotano con una certo anticipo, per ogni evenienza è bene mettere in bilancio anche un’assicurazione sulla disdetta, e di quelle che prevedono il rimborso anche in caso di eventi straordinari, pandemia, etc (che sono più costose).Infine è bene fare molta attenzione ai falsi allarmismi e alle fakenews che, purtroppo, anche in casi delicati e importati come questo, non mancano: informarsi sempre alle fonti dirette e diffidare sempre di quelle mediate e dei “sentito dire”.

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Intelligenza artificiale: garantirne uso equo e sicuro per i consumatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 febbraio 2020

Il PE chiede una serie di diritti per proteggere i consumatori nel contesto dell’Intelligenza artificiale e dei processi decisionali automatizzati, in una risoluzione approvata mercoledì. La risoluzione non legislativa affronta le diverse sfide derivanti dal rapido sviluppo delle tecnologie dell’Intelligenza artificiale (IA) e dei processi decisionali automatizzati (automated decision-making – ADM), con particolare attenzione alla protezione dei consumatori.
Nel testo approvato, il Parlamento accoglie con favore il potenziale dell’ADM nel fornire servizi innovativi e migliorati, compresi i nuovi servizi digitali come gli assistenti virtuali e i chatbot. Tuttavia, secondo i deputati, quando i consumatori interagiscono con un sistema automatizzato, dovrebbero essere sempre adeguatamente informati “su come contattare un essere umano dotato di potere decisionale e come sia possibile controllare e correggere le decisioni”.Inoltre, il Parlamento afferma che: “gli esseri umani devono sempre essere responsabili, in ultima istanza, delle decisioni prese nell’ambito di servizi professionali”, come le professioni mediche, forensi e contabili, il settore bancario.Per tanto, si chiede di utilizzare solo dati di alta qualità e algoritmi imparziali, e introdurre strutture di revisione per rimediare a possibili errori nelle decisioni automatizzate, incluso un rimedio specifico per le decisioni automatizzate che sono permanenti.
I deputati chiedono alla Commissione di presentare nuove proposte per aggiornare le norme sulla sicurezza per i prodotti (ad esempio, sulla sicurezza dei macchinari e dei giocattoli) per informare i consumatori sull’utilizzo corretto di tali prodotti e siano protetti dai danni, e i produttori sui loro obblighi.Anche la Direttiva sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi, adottata più di 30 anni fa, dovrebbe essere rivista per adattare concetti come “prodotto”, “danno”, “difetto” e le regole che regolano l’onere della prova.Secondo la legislazione UE, i commercianti devono informare i consumatori quando il prezzo dei beni o dei servizi è stato personalizzato sulla base di ADM e della profilazione del comportamento dei consumatori, ricordano i deputati, che chiedono alla Commissione di monitorare attentamente l’attuazione di tali norme. L’UE deve inoltre garantire che gli ADM non siano indebitamente utilizzati per discriminare i consumatori in base a nazionalità, luogo di residenza o ubicazione temporanea.La risoluzione, approvata per alzata di mano, sarà trasmessa al Consiglio dell’UE (Stati membri) e alla Commissione, affinché tengano conto delle proposte su AI e ADM. La Commissione ha annunciato che presenterà le sue proposte sull’Intelligenza artificiale il 19 febbraio 2020.

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Le politiche della Apple a vantaggio di consumatori e l’economia in generale

Posted by fidest press agency su sabato, 25 gennaio 2020

E’ notorio che il presidente Usa Donald Trump sta usando tutti i mezzi possibili e immaginabili per impedire che alcune primarie aziende Usa che operano in Unione Europea debbano pagare le tasse al pari degli altri. E un po’ ci sta riuscendo.
Si tratta essenzialmente di quelle aziende note con l’acronimo GAFA (Google, Apple, Facebook e Amazon) che, nei Paesi europei in cui operano, sembra che arrivino a pagare imposte anche minori di aziende “locali” che hanno dimensione microscopiche rispetto a loro.
Questa è una fotografia della realtà. Nello specifico affrontiamo un caso particolare: i caricatori dei telefonini. L’Ue intende approvare una normativa per la standardizzazione di questi dispositivi. La Apple oggi ha fatto sapere: ”Riteniamo che una regolamentazione sulla standardizzazione dei connettori installati in tutti i tipi di smartphone soffocherebbe l’innovazione invece di incoraggiarla, e danneggerebbe i consumatori in Europa e l’economia in generale”. E’ evidente che quando l’azienda di Cupertino parla di danni ai consumatori europei, intende che questi ultimi, poverini, dovrebbero essere costretti a risparmiare un sacco di soldi non dovendo più spendere il doppio o il triplo per acquistare i caricatori della Apple, e quindi (secondo loro) essere privati della loro tecnologia che ne risentirebbe in qualità dovendo standardizzarsi. Nel contempo, è altrettanto evidente che quando la Apple parla di danni all’economia in generale, per “economia” intende quella che ha origine dalle sue aziende e ritorno sulle stesse aziende… il resto (sempre secondo loro) gira intorno al loro business. Si tratta di una concezione dell’economia che fa finta di ignorare il significato della parola stessa. Economia: che presume un impegno non debordante, non oneroso oltre le normali possibilità, per realizzare qualcosa. Una cosa è economica quando costa poco e non ritiene grandi sforzi per essere realizzata. Etc.Quella di Apple è una sorta di “economia dell’odio”, dove il consumatore, invece di trarre profitto dall’economia, è quasi costretto alla sottomissione al denaro del presunto genio, sottomissione indotta anche dalle istituzioni che (il caso Trump è esplicito) indicano come dovere di un americano avere all’estero agevolazioni fiscali che in patria non se lo sognerebbe neanche. Auspichiamo che queste valutazioni siano prese in considerazione da chi, in Unione Europea, sta operando per la standardizzazione dei caricatori al fine di ridurre costi e rifiuti.

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Previste nuove stangate per i consumatori per quanto riguarda il costo del carburante

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 gennaio 2020

Aumenti che in parte vengono attribuiti alle crescenti tensioni nell’area medio-orientale tra USA e Iran, ma che in realtà nulla hanno a che fare con quegli avvenimenti. “Da tempo già il Governo sta pensando, al fine di far quadrare i conti e risanare il buco economico di oltre 3 miliardi di Euro, di aumentare il prezzo della benzina e del Diesel come manovra necessaria. – afferma Marco Donzelli, Presidente del Codacons – Si prevedono infatti, grazie all’aumento delle imposte sulla benzina, gettiti di oltre 1,2 miliardi di Euro per il 2021 e più di 1,7 per il 2022.La decisione andrà a gravare ulteriormente il prezzo del carburante, il quale già di per sé ha un costo molto elevato a causa delle accise e dell’IVA al 22%. Falso attribuire quindi alle tensioni in Medio-Oriente gli aumenti dei costi – conclude il Codacons – presenteremo un esposto all’Antitrust al fine di verificare la correttezza di quanto avviene.”

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Istat dicembre 2019: parziale ripresa della fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

L’Istat rileva, a Dicembre, un clima di fiducia di consumatori e imprese più favorevole.Un dato che va letto, però, tenendo a mente le ultime rilevazioni di Novembre e ottobre, entrambe in calo. Assistiamo pertanto a una parziale ripresa dopo il crollo di Novembre. Tale indicatore, forse pervaso dall’ottimismo in vista delle norme previste per il prossimo anno, si scontra ancora un andamento del sistema economico ancora incerto, che per crescere su basi stabili e durature necessita di interventi mirati, strutturali, improntati alla crescita e allo sviluppo.È questo ciò che manca al Paese: un coraggioso e incisivo programma di rilancio del mercato del lavoro, degli investimenti per la crescita, la ricerca, l’innovazione. Seppure le famiglie guardino con ottimismo, al prossimo anno, e il dato odierno lo conferma, in vista delle misure introdotte (quali il taglio del cuneo fiscale e il bonus famiglia), questa fiducia deve essere alimentata da interventi in grado di rilanciare il Paese sul piano internazionale, specialmente in prospettiva delle sfide sempre più complesse che si pongono nei mercati globali.

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Istat: a dicembre sale fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

Secondo i dati Istat resi noti dall’Istat a dicembre la fiducia dei consumatori sale da 108,6 a 110,8.”Meno male! Altrimenti, un’ulteriore caduta del clima di fiducia dei consumatori, dopo il calo di ottobre ed il crollo di novembre, avrebbe determinato una gelata sui consumi di Natale” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Gli italiani, in particolare, se a novembre avevano bocciato la manovra del Governo, ora l’hanno rivalutata, come dimostrano i dati del giudizio e delle attese sulla situazione economica italiana. Il giudizio, in particolare, dopo essere precipitato da -57 di ottobre a -69,8 di novembre, ora, a dicembre, risale la china, portandosi a -60,5, con un rialzo di 9,3 punti” conclude Dona.

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Istat: a dicembre sale fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 dicembre 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a dicembre la fiducia dei consumatori sale da 108,6 a 110,8. “Meno male! Altrimenti, un’ulteriore caduta del clima di fiducia dei consumatori, dopo il calo di ottobre ed il crollo di novembre, avrebbe determinato una gelata sui consumi di Natale” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Gli italiani, in particolare, se a novembre avevano bocciato la manovra del Governo, ora l’hanno rivalutata, come dimostrano i dati del giudizio e delle attese sulla situazione economica italiana. Il giudizio, in particolare, dopo essere precipitato da -57 di ottobre a -69,8 di novembre, ora, a dicembre, risale la china, portandosi a -60,5, con un rialzo di 9,3 punti” conclude Dona.

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Il 72% dei consumatori digitali del Nordest acquista prodotti e servizi all’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 8 dicembre 2019

Un terzo degli acquirenti digitali del Nordest acquista prodotti online inizialmente condivisi sui social media e 7 consumatori digitali su 10 comprano da siti e piattaforme internazionali. I consumatori digitali del Nordest si distinguono per la loro sensibilità green, riservando particolare attenzione alla sostenibilità dei prodotti e delle confezioni con cui questi vengono spediti. Pasti a domicilio, abbigliamento e libri sono tra i prodotti più acquistati dagli acquirenti del Nordest attraverso piattaforme digitali[1]. Il 18% delle imprese online in Italia è del Nordest: la maggior parte rappresentate da Veneto (7%) ed Emilia Romagna (7%), seguite da Friuli-Venezia Giulia (2%) e Trentino-Alto Adige (2%).Queste alcune delle evidenze emerse oggi in occasione della prima edizione di Netcomm Forum Nord-Est, il primo appuntamento con l’evento di riferimento per la trasformazione digitale delle imprese locali, organizzato da Netcomm, il Consorzio del commercio digitale in Italia, in collaborazione con Fiera di Padova.“Il Nordest ha tassi di crescita intorno al 20% annuo, sia nei volumi d’affari delle vendite online sia delle imprese coinvolte, ben superiore a quello medio nazionale. Un territorio fertile, dunque, dove le prospettive di trasformazione digitale rappresentano una grande opportunità anche per il resto del Paese, in cui quest’anno gli acquisti online hanno sfiorato i 31,6 miliardi di euro, con una crescita del 15%.” Commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, il Consorzio del commercio digitale in Italia. “Attraverso questa prima edizione di Netcomm Forum Nord-Est abbiamo voluto sensibilizzare manager e professionisti al necessario e inevitabile percorso di evoluzione digitale che le pmi del territorio devono intraprendere per poter stare al passo con le sfide internazionali, in termini di offerta e competitività. Il digitale è una grande opportunità e se le imprese sapranno fare rete tra loro, investendo nelle tecnologie e nelle competenze necessarie, potranno lavorare insieme per un modello di business sempre più competitivo in una prospettiva internazionale.”
“Il commercio on line, sia b2b sia b2c è un canale oramai fondamentale per ogni azienda e le case history presentate nel corso di questo Forum lo hanno evidenziato chiaramente – sottolinea il direttore generale di Fiera di Padova Luca Veronesi – Il compito di una Fiera al passo con i tempi è mettere a disposizione delle imprese non solo spazi espositivi ma anche servizi informativi ed educativi ad alto valore aggiunto. Questa prima edizione di Netcomm Forum è uno di questi: approfondire e aggiornare con relatori di altissimo profilo le proprie conoscenze sul commercio on line è una opportunità che abbiamo offerto insieme a Netcomm a tutti gli imprenditori del Nord Est, perché Fiera di Padova ha l’obiettivo di essere riconosciuta sempre più come un luogo dove ogni iniziativa ruota attorno all’innovazione, alla conoscenza e allo scambio di esperienze.”Netcomm Forum Nord-Est ha rappresentato il primo spin-off geografico del consolidato appuntamento di Netcomm Forum, arrivato proprio quest’anno alla sua quattordicesima edizione a Milano, con oltre 250 imprese espositrici e registrando un record di oltre 17 mila presenze.Sono intervenuti, nel corso della giornata, Roberto Liscia, Presidente di Netcomm; Silvia Elia Legal Advisor and Policy Affairs di Netcomm; Giulio Finzi, Senior Partner di Netcomm Services; Valentina Pontiggia, Direttore Osservatorio eCommerce B2c, Politecnico di Milano; Fabrizio Dughiero, dell’Università di Padova; Simone Ranucci Brandimarte, Co-fondatore e presidente del Gruppo DigiTouch; Gianluca Borsotti, CEO & Founder di Mister Worker; Daniele Bruttini Founder, Quomi Srl; Simona Casarotto Responsabile della Comunicazione, SUN68; Giulia Chiari Head of Partnership, AliExpress; Paolo Costa Digital Manager, Sacchi Elettroforniture SpA; Maurizio Menniti Responsabile e-commerce e web marketing, UYN; Stefano Branduardi Marketing Director, MailUp; Franco Conzato Direttore, Nuovo Centro Estero Veneto e Promex, Azienda Speciale CCIAA di Padova; Mariagrazia Flaibani, Digital Marketing Director Worldwide di Electrolux; Antonella Girone, eCommerce and Digital Marketing Manager di Salewa; Rita Polarolo, Responsabile del programma Amazon – Made in Italy, Amazon; Paola Trecarichi Senior Head di HiPay Italia
Tra le eccellenze tecnologiche del territorio, hanno partecipato all’evento Uqido, software house padovana attiva nella realtà virtuale e aumentata, nel machine learning, nell’IoT e nell’intelligenza artificiale; e Fattoretto, agenzia veneta tra le più riconosciute nel panorama italiano, specializzata in consulenza SEO e Digital PR per e-commerce.

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