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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

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Sicurezza alimentare: nuove regole per rafforzare la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 aprile 2019

Una banca dati comune europea sugli studi utilizzati per le autorizzazioni L’Autorità europea per la sicurezza alimentare può rendere pubblici gli studi Rispondere alle preoccupazioni espresse nell’Iniziativa cittadina sul glifosato Le nuove regole per garantire l’affidabilità e la trasparenza della procedura di valutazione dei rischi per la sicurezza alimentare nell’UE sono state adottate mercoledì. Già concordate con i ministri UE, le nuove regole assicurano che la procedura di valutazione del rischio dell’UE per la sicurezza alimentare sia più affidabile, trasparente e obiettiva.Il testo è stato state approvato con 603 voti favorevoli, 17 contrari e 27 astensioni.Le nuove norme creeranno una banca dati comune europea degli studi commissionati, per dissuadere le imprese, che richiedono un’autorizzazione per la vendita di un alimento, dal non divulgare gli studi sfavorevoli. Ciò consentirà all’ Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) di rendere pubblici tutti gli studi presentati e consentirne l’analisi da parte di terzi. In tal modo, si potrà considerare l’eventuale esistenza di altri dati scientifici o studi pertinenti, al fine di garantire l’accuratezza dei dati di cui dispone l’Autorità.Per garantire la trasparenza della procedura, i richiedenti dovranno divulgare tutte le informazioni pertinenti alla valutazione della sicurezza. Tuttavia, alcune informazioni, come il processo di fabbricazione o di produzione, possono essere mantenute riservate.Infine, la nuova legge introduce una nuova procedura consultiva, precedente alla presentazione, che consente all’EFSA di consigliare i richiedenti su come presentare correttamente la domanda di autorizzazione, rendendo il processo più affidabile.
La legge chiarisce come gestire la cosiddetta ‘doppia qualità’ dei prodotti
L’importo delle multe può arrivare al 4% del fatturato annuo. Un aggiornamento delle norme UE sulla tutela dei consumatori, per contrastare le recensioni ingannevoli online e la doppia qualità dei prodotti, è stato approvato. La nuova legge, già concordata con i ministri UE, aggiorna i diritti dei consumatori all’era di internet, garantendo ai consumatori maggiori informazioni sul funzionamento delle graduatorie online e quando esse derivino da post sponsorizzati. Le nuove regole mirano inoltre a rendere più trasparente per i consumatori l’uso delle recensioni online e dei prezzi personalizzati.I marketplace online e i servizi comparativi (ad esempio, Amazon, eBay, AirBnb, Skyscanner) dovranno rivelare i principali parametri che determinano la classificazione delle offerte risultanti da una ricerca. I consumatori dovranno inoltre essere informati da chi acquistano beni o servizi (da un commerciante, dal marketplace stesso o da un privato) e se sono stati utilizzati prezzi personalizzati.La direttiva tratta la questione della cosiddetta “doppia qualità dei prodotti”, ovvero i prodotti, commercializzati con lo stesso marchio in diversi Paesi UE, che differiscono per composizione o caratteristiche. Nel testo, si afferma che spetta agli Stati membri combattere la commercializzazione ingannevole.Quando sono soddisfatte determinate condizioni (ad esempio, commercializzazione simile in Stati membri di prodotti identici, con composizione o caratteristiche significativamente diverse e senza una giustificazione), la pratica potrebbe essere qualificata come ingannevole e quindi proibita. Inoltre, il testo include una clausola di riesame che impone alla Commissione di valutare la situazione entro due anni, per verificare se la doppia qualità dei prodotti debba essere aggiunta alla lista nera delle pratiche commerciali sleali.Per le infrazioni diffuse (ossia quelle che danneggiano i consumatori in diversi Paesi UE), l’ammenda massima disponibile negli Stati membri deve ammontare ad almeno il 4% del fatturato annuo del commerciante nell’esercizio finanziario precedente o, qualora non fossero disponibile informazioni sul fatturato, a un importo forfettario pari a due milioni di euro.

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Il Parlamento europeo rafforza i diritti dei consumatori online e offline

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Strasburgo In base alle norme sui “contenuti digitali”, le prime di questo tipo a livello europeo, chi acquista o scarica musica, app, giochi o utilizza servizi cloud o piattaforme di social media sarà maggiormente protetto nel caso l’operatore non fornisca il contenuto digitale o ne fornisca uno difettoso. Tali misure mirano a garantire parità di trattamento per i consumatori che forniscono dati in cambio di contenuti o servizi digitali e per quelli che pagano per fruirne.Nel testo viene stabilito che, qualora non fosse possibile correggere un contenuto digitale o un servizio difettoso in un lasso di tempo ragionevole, il consumatore avrà diritto a una riduzione di prezzo o a un rimborso integrale entro 14 giorni. Se un difetto si manifesta entro un anno dalla data di fornitura, si presume che sussista già, senza che il consumatore debba provarlo (inversione dell’onere della prova). Per le forniture continue, l’onere della prova rimane a carico del commerciante per tutta la durata del contratto.Il periodo di garanzia per le forniture una tantum non può essere inferiore a due anni mentre per le forniture continue dovrebbe applicarsi per tutta la durata del contratto.
La direttiva sulla vendita di beni si applica ai prodotti e servizi acquistati sia online che offline, sia che il consumatore compri un elettrodomestico, un giocatolo o un computer online sia che li compri al banco di un negozio locale.Il commerciante sarà responsabile nel caso il difetto si manifesti entro due anni dal momento in cui il consumatore ha ricevuto il prodotto (gli Stati membri possono, tuttavia, introdurre o mantenere un periodo di garanzia legale più lungo nella loro legislazione nazionale, al fine di mantenere lo stesso livello di protezione del consumatore già concesso in alcuni Paesi). L’inversione dell’onere della prova a favore dei consumatori dura un anno, ma gli Stati membri possono prorogare il termine a due anni.Anche i beni con elementi digitali (ad esempio i frigoriferi “smart”, gli smartphone e i televisori o gli orologi connessi) sono coperti dalla presente direttiva. I consumatori che acquistano questi prodotti avranno il diritto di ricevere gli aggiornamenti necessari durante “un periodo di tempo che il consumatore può ragionevolmente attendersi” in base al tipo e alla destinazione dei beni e agli elementi digitali.

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PE: un mercato UE dell’elettricità più pulito e più favorevole per i consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Strasburgo. Oggi i deputati europei hanno approvato delle nuove regole per creare un mercato europeo dell’elettricità più pulito, più competitivo e in grado di affrontare più efficacemente le emergenze.Il Parlamento ha adottato in via definitiva quattro nuove legislazioni sul mercato elettrico UE, concordate informalmente con i ministri UE alla fine del 2018, concludendo così il percorso legislativo del pacchetto Energia pulita per tutti gli europei.L’accordo sul “mercato interno dell’elettricità” (regolamento) è stato approvato con 544 voti favorevoli, 76 contrari e 40 astensioni.L’accordo sulle “norme comuni per il mercato interno dell’elettricità” (direttiva) è stato approvato con 551 voti favorevoli, 72 contrari e 37 astensioni. I consumatori trarranno notevoli vantaggi dalle nuove norme, poiché avranno accesso a contatori intelligenti e a prezzi dinamici. Disporranno inoltre della possibilità di cambiare fornitore senza costi, entro un periodo massimo di tre settimane (24 ore entro il 2026).Gli Stati membri potranno anche regolamentare, temporaneamente e a specifiche condizioni, i prezzi per assistere e proteggere le famiglie povere o vulnerabili. Tuttavia, i sistemi di sicurezza sociale dovrebbero essere lo strumento principale per affrontare la povertà energetica.Uno dei principali obiettivi delle nuove norme è quello di consentire che almeno il 70% della capacità commerciale attraversi liberamente le frontiere, facilitando gli scambi di energia rinnovabile attraverso le frontiere dell’UE. In tal modo si vogliono sostenere gli sforzi per il conseguimento dell’obiettivo vincolante dell’UE, che fissa la quota di energia da fonti rinnovabili al 32% del consumo finale lordo entro il 2030.Le norme UE consentono attualmente alle autorità nazionali di pagare le centrali elettriche a combustibili fossili per un periodo di tempo limitato in caso di picco della domanda, grazie ad un meccanismo noto come ‘regolazione della capacità’. Le nuove norme introdurranno limiti più stringenti per gli Stati membri che sovvenzionano le centrali elettriche, per evitare che le centrali più inquinanti in Europa ricevano aiuti di Stato.Le misure si applicheranno a tutte le nuove centrali elettriche, a partire dalla data di entrata in vigore del regolamento e a quelle esistenti a partire dal 2025. Le nuove norme non incideranno sui contratti di capacità conclusi prima del 31 dicembre 2019.Dopo la votazione, il relatore sul mercato interno dell’elettricità, Jerzy Buzek (PPE, PL), ha dichiarato: “La riforma del mercato UE dell’elettricità dovrebbe renderlo più competitivo, al di là delle frontiere dell’UE, e sostenere la trasformazione verso un’elettricità più pulita. Dà più potere ai consumatori e protegge i più poveri di energia. È un bene per l’ambiente e per il portafoglio.”Maggiori informazioni sulle nuove regole del mercato dell’elettricità sono disponibili nel comunicato stampa dopo l’accordo con gli Stati membri.

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Istat: a febbraio crolla fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Secondo i dati Istat resi noti qualche giorno fa, a febbraio scende la fiducia dei consumatori da 113,9 a 112,4.Anche se non si può ancora parlare di rottura definitiva tra italiani e Governo, certo il divorzio è oramai alle porte. Servono fatti per ridare speranze sul futuro dell’Italia. Non bastano più le parole e gli slogan” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ un record negativo il dato sul giudizio degli italiani sulla situazione economica dell’Italia, che in un solo mese precipita da -47,2 a -62,8, -15,6 punti percentuali. Dall’inizio delle serie storiche, ossia dal gennaio 1995, si tratta del quindicesimo peggior risultato di sempre. Entra, quindi, nella classifica delle performance più deludenti. Per avere una riduzione maggiore bisogna tornare all’ottobre del 2013, con una flessione di 27,1 punti. Mentre in testa alla classifica resta il marzo del 1995, -31,9 punti” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su inflazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Secondo i dati provvisori di febbraio resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un aumento dell’1,1% su base annua, dal +0,9%. “Una pessima notizia! Nonostante l’Italia abbia chiaramente imboccato il tunnel della recessione ed i consumi siano in caduta libera, si interrompe la frenata dell’inflazione che era servita a ridare fiato alle famiglie, salvaguardando il loro potere d’acquisto. Un effetto dovuto più che alle gelate, alle speculazioni sui vegetali freschi. Il carrello della spesa che nei mesi scorsi era diminuito, aiutando la casalinga di Voghera a fare la spesa, balza da +0,6% a +2,1%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +1,1% significa avere una maggior spesa annua complessiva di 376 euro, 249 euro per i beni ad alta frequenza di acquisto e ben 170 euro per il solo carrello della spesa, ossia per gli acquisti quotidiani, mentre si arriva a ben 155 euro per abitazione, acqua ed elettricità e 155 anche per l’alimentazione” prosegue Dona.”Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la stangata è di 350 euro su base annua, 225 per i beni acquistati più frequentemente, ben 151 euro se ne vanno per le compere di tutti i giorni, 136 per l’alimentazione, 151 per l’abitazione, mentre per l’inesistente famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce, in termini di aumento del costo della vita, in 305 euro in più nei dodici mesi, 191 per i beni ad alta frequenza, 127 per il carrello della spesa, 115 per l’alimentazione. Per un pensionato con più di 65 anni, il rincaro annuo complessivo è pari a 200 euro, 216 euro per un single con meno di 35 anni” conclude Dona.

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Bisogni fittizi solo per poter vendere di più

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

La società di oggi sta prendendo una direzione estremamente pericolosa in cui si creano bisogni fittizi solo per poter vendere ancora di più. L’epoca del consumo, infatti, ha sancito la supremazia della tecnologia e dei social, ma ha cancellato i desideri più autentici degli individui, i quali non sono più cittadini, ma consumatori.Questa direzione è sbagliata e non può che condurci verso il baratro. A dimostrarlo non sono solo delle valutazioni di tipo “etico”, ma anche alcune estremamente pratiche. E’ infatti in questo modo che si spiega l’impossibilità di trovare figure che svolgano il ruolo di cuochi, artigiani, operai e altri impieghi che, secondo la “società del consumo” non servono più perché desueti. La verità è invece estremamente semplice: la narrazione della società fatta dai media non corrisponde in alcun modo a quella reale.Il nostro Paese è uno di quelli che più di tutti ha perso l’orientamento: non c’è un’idea di società da costruire, ma solo il muoversi in maniera disorganizzata e senza mete. Quel che si sta facendo è perseguire dei richiami generici come “modernizzazione”, ma senza un vero dibattito su cosa significhino questi indirizzi e su dove portino. Per noi di Soggetto Giuridico il progresso corrisponde a termini come “benessere”, “diritti”, “comunità” e “ambiente”. Bisogna ripartire dalle conquiste di questi secoli e cancellare tutto il superfluo e l’inutile che ci hanno condotto fuori strada. E’ giunto il momento di chiedersi se occorra fare un passo indietro piuttosto che uno in avanti.

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Unione Naz. Consumatori su Istat vendite

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 gennaio 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a novembre le vendite in valore salgono dello 0,7% su base mensile e dell’1,6% su base annua.”Effetto Black Friday! Dati positivi, ma solo per via del sempre maggiore successo che ha questa giornata di vendite promozionali. Un appuntamento atteso dai consumatori che ormai è diventato una tradizione come negli Stati Uniti. Insomma, il rialzo delle vendite è solo occasionale, non indicativo di un’inversione di tendenza” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche perché, nonostante il successo del Black Friday, siamo ancora ben distanti dai valori pre-crisi. Se si confrontano i dati di oggi con quelli del novembre 2007, quando il Black Friday ancora non c’era in Italia, le vendite totali sono tuttora inferiori dell’1,6% e, in particolare, quelle non alimentari segnano un calo dell’1,7 per cento” prosegue Dona”Per le imprese operanti su piccole superfici, poi, si registra un crollo del 10,3% per le vendite non alimentari. Insomma, c’è ancora una voragine da colmare. Solo la grande distribuzione ed il commercio elettronico si sono avvantaggiati del Black Friday. Infatti, anche rispetto ad 11 anni fa, le vendite non alimentari salgono del 7 per cento” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su inflazione

Posted by fidest press agency su domenica, 6 gennaio 2019

Secondo i dati provvisori di dicembre resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un aumento dell’1,1% su base annua, dal +1,6% di ottobre e novembre.”Ottima notizia il rallentamento dei prezzi. Un po’ di respiro rispetto al pericolo di un aumento del costo della vita. Insomma, niente stangata di fine anno! Bene anche la frenata del carrello della spesa, che scende dal +0,9% di novembre a +0,8%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Nel 2018, comunque, la crescita media dei prezzi dell’1,2% ha significato avere, per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, una maggior spesa annua complessiva di 377 euro, 268 euro per i beni ad alta frequenza di acquisto, 111 euro per carrello della spesa, ossia per gli acquisti quotidiani, mentre si arriva a ben 102 euro per abitazione, acqua ed elettricità, 143 per i trasporti” prosegue Dona.”Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la stangata è di 369 euro su base annua, 245 per i beni acquistati più frequentemente, 99 per le compere di tutti i giorni, 99 per l’abitazione, 133 per i trasporti, mentre per l’inesistente famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce, in termini di aumento del costo della vita, in 304 euro in più nei dodici mesi, 199 per i beni ad alta frequenza, 83 euro per il carrello della spesa, 93 per l’abitazione. Per un pensionato con più di 65 anni, il rincaro annuo è pari a 173 euro, 214 euro per un single con meno di 35 anni” conclude Dona.

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Istat: a dicembre scende fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

Secondo i dati Istat resi noti, a dicembre scende la fiducia dei consumatori da 114,7 a 113,1.”Gelata sul Natale! A dicembre crolla la fiducia” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”In particolare, precipitano i dati sulla situazione economica del Paese, sia il giudizio, da -54,7 a -55,3, sia le attese, da -11,8 a -13,3. Insomma, la manovra ballerina, le discussioni con l’Europa, il rischio di procedura d’infrazione, l’innalzamento dello spread, non hanno fatto bene, rendendo decisamente pessimisti gli italiani, determinando un calo della fiducia” prosegue Dona.”Il rischio di una conseguente stangata, ha fatto franare anche i dati sulla situazione economica delle famiglie, facendo scendere sia i giudizi, da -19,3 a -20,4, sia le attese, da -4,3 a -6,1. Di male in peggio, insomma!” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su inflazione

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

L’Istat non conferma i dati preliminari dell’inflazione di novembre, che sale all’1,6% su base annua, dal +1,7% precedente.”Una buona notizia che su base annua l’inflazione non sia risalita rispetto al mese ottobre, come invece risultava dalla stima preliminare, anche perché non dipendeva da una ripresa della domanda interna ma era prevalentemente importata, collegata ai beni energetici” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +1,6% significa avere una maggior spesa annua complessiva di 510 euro, 196 euro per abitazione, acqua ed elettricità, 186 per i trasporti” prosegue Dona.”Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la stangata è di 481 euro su base annua, 191 per l’abitazione, 172 per i trasporti, mentre per una famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce, in termini di aumento del costo della vita, in 397 euro in più nei dodici mesi, 207 per i beni ad alta frequenza, 63 euro per il carrello della spesa, 179 per l’abitazione, 122 per i trasporti” conclude Dona.
Rese noti oggi, invece, i dati dell’inflazione delle regioni e dei capoluoghi di regione e comuni con più di 150 mila abitanti, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle regioni e delle città più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.Secondo lo studio dell’associazione di consumatori in testa alla classifica delle regioni più costose in termini di rincari, ancora una volta, il Trentino Alto Adige, che registra, per una famiglia tipo, una batosta pari a 538 euro su base annua. Segue l’Emilia Romagna, dove l’incremento dei prezzi pari all’1,8% implica un’impennata del costo della vita pari a 490 euro, terza la Lombardia, dove l’inflazione dell’1,6% determina una spesa annua supplementare di 456 euro.La Basilicata si conferma la regione meno cara, con un’inflazione dell’1% che si traduce in un rincaro di 203 euro.In testa alla graduatoria dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care (cfr. tabella n. 2) in termini di maggior spesa, si confermano Bolzano che, pur non avendo l’inflazione più alta, +2,1%, ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia tipo, a 698 euro su base annua. Al secondo posto, Reggio Emilia dove il rialzo dei prezzi del 2,4%, il record per le città capoluogo o con più di 150 mila abitanti, determina un aumento del costo della vita, per la famiglia media, pari a 673 euro, terza Bologna, dove l’inflazione del 2,3% comporta un aggravio annuo di spesa di 649 euro.

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Convegno su sostenibilità, responsabilità sociale d’impresa e aspettative dei consumatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 ottobre 2018

Parma Venerdì 12 ottobre, alle ore 14.30, nella Sala Congressi del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Ateneo (via Kennedy 6), è in programma il convegno Sostenibilità, responsabilità sociale d’impresa e aspettative dei consumatori: nuovi paradigmi di qualità?, promosso dall’Università di Parma in collaborazione con Comune di Parma, Gruppo Imprese Artigiane Parma, Centro Universitario di Bioetica – UCB dell’Ateneo, Centro di Etica Ambientale, Legambiente e Circolo culturale Il Borgo.Il convegno, moderato da Monica Cocconi, Docente di Diritto amministrativo all’Università di Parma, sarà aperto dai saluti del Rettore Paolo Andrei, del Direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali Luca Di Nella, dell’Assessora all’Agricoltura della Regione Emilia – Romagna Simona Caselli, dell’Assessora alla Sostenibilità del Comune di Parma Tiziana Benassi, del Delegato del Direttivo dell’UCB Alessio Malcevschi e del Presidente de “Il Borgo” Giuseppe Giulio Luciani.Interverranno nel corso del pomeriggio Stefano Magagnoli, Docente di Global History all’Università di Parma (Alle origini della denominazione di origine. Tipicità, mito e reputazione), Franco Mosconi, Docente di Politica industriale all’Università di Parma (La metamorfosi del modello emiliano negli anni della sostenibilità), Emilio Ferrari, Responsabile Acquisti Grano Duro e Semole del Gruppo Barilla (Il nuovo paradigma della sostenibilità nella filiera del grano duro) e Giuseppe Iotti, Presidente del Gruppo Imprese Artigiane (La responsabilità sociale dell’impresa verso la sostenibilità). Seguiranno gli interventi programmati delle docenti dell’Ateneo Katia Furlotti e Mariasole Porpora e di Lorenzo Frattini, Presidente regionale di Legambiente. L’evento è inserito nell’ambito delle iniziative per Parma Capitale Italiana della Cultura 2020.

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Cresce la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 settembre 2018

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a settembre sale la fiducia dei consumatori, da 115,3 a 116.”Bene che salga la fiducia. Positivo che, dopo l’exploit di giugno, l’arresto della corsa di luglio e la discesa di agosto, la fiducia riprenda a crescere” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Migliora, in particolare, il dato relativo alle attese sulla situazione economica dell’Italia, da -7,4 a -4,4. Anche se non è in territorio positivo come a giugno, quando era balzato a +1,6%, vuol dire comunque che gli italiani stanno valutando la discussione sulla manovra con fiducia e speranza per quanto riguarda il Paese, anche se non pensano che questa avrà grandi effetti sulla loro personale condizione e sul loro portafoglio, come attesta il peggioramento sia del giudizio che delle attese sulla situazione economica della famiglia” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su inflazione

Posted by fidest press agency su sabato, 15 settembre 2018

L’Istat non conferma i dati preliminari dell’inflazione di agosto ed il rialzo dei prezzi scende dal +1,7% della stima iniziale a +1,6%.”Bene che l’inflazione e soprattutto il carrello della spesa scendano rispetto alla stima preliminare, ma è pur sempre una stangata. In ogni caso il fatto che i Beni alimentari, per la cura della casa e della persona passino da +2,4% dei dati provvisori al +2,1% reso noto oggi è positivo e dà un po’ di respiro a chi è più in difficoltà” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione all’1,6% significa avere una maggior spesa annua complessiva di 537 euro, 374 euro se ne vanno invece per i beni ad alta frequenza di acquisto, 180 euro per il solo carrello della spesa, ossia per gli acquisti quotidiani, 162 per il cibo, 223 per i trasporti. Mentre per la famiglia media, la stangata è di 426 euro su base annua, 277 per i prodotti acquistati più frequentemente, 135 per le compere di tutti i giorni, 146 per i trasporti” conclude Dona. Rese noti oggi, invece, i dati dell’inflazione delle regioni e dei capoluoghi di regione e comuni con più di 150 mila abitanti, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato il podio delle regioni (cfr tabella n. 1) e delle città (cfr. tabella n. 2) più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.Secondo lo studio dell’associazione di consumatori (cfr. tabella n. 1), in testa alla classifica delle regioni più costose in termini di rincari, ancora una volta, il Trentino Alto Adige, dove l’inflazione al 2% significa, per una famiglia tipo, una batosta pari a 566 euro su base annua. Segue l’Emilia Romagna, dove l’incremento dei prezzi pari all’1,9% implica un’impennata del costo della vita pari a 517 euro, terzo il Piemonte, dove l’inflazione dell’1,9% genera una spesa annua supplementare di 485 euro.In testa alla graduatoria dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care (cfr. tabella n. 2), in termini di maggior spesa, si conferma Bolzano che, con un’inflazione del 2,4%, ha la maggior spesa supplementare, equivalente, per una famiglia tipo, a 798 euro su base annua. Al secondo posto, Reggio Emilia dove il rialzo dei prezzi del 2,4% determina un aumento del costo della vita, per la famiglia media, pari a 673 euro, terza Ravenna, dove l’inflazione del 2,3% comporta un aggravio annuo di spesa di 645 euro.

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Unione Naz. Consumatori su inflazione

Posted by fidest press agency su martedì, 14 agosto 2018

L’Istat conferma i dati preliminari dell’inflazione di luglio ed il rialzo dei prezzi dal +1,3% di giugno a +1,5%. “Purtroppo è confermata l’impennata dei prezzi, che triplicano in appena 3 mesi, dal +0,5% di aprile al +1,5% di luglio. Preoccupa, in particolare, la risalita del carrello della spesa, che incide su chi è più in difficoltà” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli, significa avere una maggior spesa annua complessiva di 533 euro, 386 euro per i beni ad alta frequenza di acquisto, 196 euro se ne vanno per il solo carrello della spesa, ossia per gli acquisti quotidiani. Mentre per la famiglia media, la stangata è di 422 euro su base annua, 286 per i prodotti acquistati più frequentemente, 146 per le compere di tutti i giorni” conclude Dona.Rese note oggi, invece, l’inflazione delle regioni e quella dei capoluoghi di regione, province autonome e comuni con più di 150 mila abitanti, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato il podio delle regioni (cfr tabella n. 1) e delle città (cfr. tabella n. 2) più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.Secondo lo studio dell’associazione di consumatori (cfr. tabella n. 1), in testa alla classifica delle regioni più costose in termini di rincari, ancora una volta, il Trentino Alto Adige, dove l’inflazione dell’1,9% significa, per una famiglia tipo, una batosta pari a 538 euro su base annua. Segue la Lombardia, dove l’incremento dei prezzi pari all’1,7% implica un’impennata del costo della vita pari a 485 euro, terza l’Emilia Romagna, dove l’inflazione dell’1,6% genera una spesa annua supplementare di 435 euro.In testa alla graduatoria dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care (cfr. tabella n. 2), in termini di maggior spesa, si conferma Bolzano, che, pur non avendo l’inflazione più alta, 2,1% contro il picco di Ravenna di +2,3%, ha la maggior spesa supplementare, che per una famiglia tipo equivale a 698 euro su base annua. Al secondo posto Ravenna, dove il rialzo dei prezzi del 2,3% determina un aumento del costo della vita, per una famiglia tipo, pari a 645 euro, terza Reggio Emilia, dove l’inflazione del 2,2% comporta un aggravio annuo di spesa di 617 euro.

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Truffe telefoniche: “Serve intervento a tutela dei consumatori”

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 luglio 2018

“Centinaia di migliaia di persone, come rilevato da inchieste giornalistiche e come denunciato dalle associazioni di consumatori continuano ad essere vittime di ‘truffe telefoniche’”.Lo afferma Simone Baldelli, vice capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, che domani mattina in Aula a Montecitorio discuterà sul tema un’interpellanza.“Basta un solo click, spesso inconsapevole, per sottoscrivere abbonamenti a valore aggiunto. Il sistema del doppio click per l’attivazione di tali servizi, promesso dai gestori, non risulta essere attivo per la maggior parte degli abbonamenti in questione e la disabilitazione di tali servizi tramite il gestore risulta molto complicato, anche a causa dell’eccessivo traffico telefonico verso i call center.
Ho presentato pertanto un atto di sindacato ispettivo per interrogare il Ministero dello Sviluppo economico, guidato da Luigi Di Maio, e per sapere quali iniziative il governo intenda assumere per tutelare i diritti di utenti e consumatori, specie quelli tecnologicamente più ‘deboli’, prevedendo meccanismi semplici, immediati e gratuiti di recesso da alcuni tipi di servizi in abbonamenti”, conclude.

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Criminalità e narcotraffico

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

La lotta alla droga non è da tempo una lotta contro i consumatori o le sostanze in sé. Se escludiamo alcuni fanatici (molto politici) che credono che i consumi (e i risvolti sanitari) di droga si combattono vietando queste sostanze, situazioni ed esperimenti in corso in varie parti del mondo (Usa e Canada in prima fila) ci indicano un metodo diverso: la legalizzazione di quelle sostanze oggi vietate. E che, proprio perché vietate, sono oggi delle bombe sanitarie (procacciamento da parte di consumatori di ogni tipo, dipendenti inclusi), sociali (grossi e irrisolvibili problemi di emarginazione negli specifici contesti di consumo e spaccio), politici (governi locali e non solo, in varie parti del mondo, si reggono con il denaro dei trafficanti), economici (l’economia sommersa della grande criminalità organizzata che gestisce i traffici transnazionali, internazionali e nazionali, domina ovunque, e il nostro Paese è uno dei principali hub per l’Europa).
Non stiamo scrivendo niente di particolare ricordando questi aspetti. Ma c’e’ un fatto di cronaca di oggi che – per chi ancora ne avesse bisogno – può servire a far riflettere. Nella Locride (Calabria, terra di dominio della ‘ndrangheta) è stata fatta una scoperta “nuova”: un bunker, di quelli che abitualmente vengono creati ed utilizzati per nascondere i latitanti delle organizzazioni criminali, è stato scoperto e dentro c’era una coltivazione indoor di cannabis che sicuramente non serviva per il consumo personale del proprietario dei locali. Un novo tassello da aggiungere alla diffusa fantasia che la criminalità utilizza per procacciarsi, gestire e smerciare la propria materia prima, la droga illegale. Quindi non più l’armadio nella camera (magari a casa dei genitori presunti ignari) del piccolo consumatore, presunto piccolo spacciatore. No. Ma un sistematico uso razionale delle proprie infrastrutture, in periodo – probabilmente – di mancanza di affiliati della loro banda da custodire lontani dagli occhi delle autorità. Uso razionale, in modo che nulla vada lasciato in attesa, e usato alla bisogna in modo troppo costoso. Business is business. Strano che non ci avevano pensato fino ad oggi, ma l’evoluzione dei mercati, dei controlli, della domanda e dell’offerta delle loro merci, porta allo sviluppo di creatività, fantasia, calcolo, razionalità. Una vicenda che fa entrare ancora di più le azioni della malavita nella nostra quotidianità: quel che ci accade e che facciamo tutti i giorni ha sempre un possibile uso e e risvolto a fini criminali, e cosa di meglio che non utilizzarlo nell’ambito del mercato più fiorente e redditizio che in questo momento quasi tutto il mondo mette a disposizione della piccola e della grande criminalità? ‘ndrangheta nel nostro caso, che è tutt’altro che piccola? Perché la limitata produzione di questa specifica coltivazione (il bunker scoperto è di 25 mq), comunque un mercato ce l’ha, foss’anche solo quello della piazzetta del vicino paesello. Cose che capitano quando la domanda è molto alta e gli offerenti – giocandoci con metodi anche di raffinato business – sono in grado non solo di soddisfare, ma anche di crearla ed alimentarla ad arte lì dove magari è ancora un po’ limitata.
Tutto questo non accadrebbe che se la cannabis fosse legalizzata. Niente di stratosferico nello specifico. Ma, visto che, in spazi così limitati (25 mq), ancora non hanno valutato la creazione di laboratori per le droghe di sintesi (MDMA) (e potrebbero farlo…), e che è impossibile coltivarci papaveri da oppio, cosa di meglio di una coltivazione indoor di cannabis: aspetti tecnici facili, semplici ed economici, sicurezza altrettanto semplice (il bunker dei latitanti….), zone impervie (è noto che la Calabria è terra di controllo al metro quadro del territorio da parte della ‘ndrangheta).
E cosa succede, come reazione e azione da parte dell’autorità, legislativa/esecutiva e di polizia? Per quest’ultima, non può fare altro che ciò che le compete: qualche giretto in più in zona e un tassello in più nelle loro statistiche periodiche. Per la prima (l’autorità legislativa ed esecutiva), probabilmente si tratterà di routine, da aggiungere ai numeri che sciorineranno nei prossimi interventi in Parlamento per dimostrare la loro efficienza e per continuare a tuonare che, visti i mirabolanti risultati di sequestri in crescita, bisognerà intensificare il cammino intrapreso (2). E le varie bande criminali (transnazionali, internazionali, locali e che gestiscono storie come quella del nostro bunker della Locride) continueranno a ringraziare per la continua e costante occasione loro fornita nel lucroso business. Visto che è umanamente, socialmente e scientificamente impossibile agire sulla domanda (i consumatori -3) , perché non si agisce sull’offerta? Perché non si leva alla malavita la gestione di un prodotto che – vista la loro natura, struttura, propensione e avidità di facili e immediati guadagni – non può che essere un prodotto illegale? E’ probabile che col tempo, quando e se gli avremo levato la gestione di cannabis, prodotti di sintesi chimica, derivati dall’oppio (4), la malavita si organizzerà per altri e nuovi prodotti che diventeranno merce del loro business (5). Ma intanto – noi del “mondo legale” – godremo di un periodo in cui, grazie al colpo inferto con la legalizzazione, la malavita sarà un po’ sbandata e in fase di riorganizzazione; periodo in cui, anche grazie all’esperienza acquisita sul campo, noi del “mondo legale” saremo più bravi ed esperti nell’affrontare nuove sfide e nuove emergenze. Perché – se ancora qualcuno non lo avesse compreso – la lotta alla droga e ai vari “mali” della nostra società, è senza sosta. In merito, consigliamo vivamente di diffidare di tutti coloro che – come già avviene oggi nella lotta alla droga – fanno di quest’ultima una sorta di crociata epocale con l’intento di debellamento totale del problema, per la creazione di una “società in cui non ci sia la necessità della droga”…. Per carità, ognuno è libero di credere nel proprio dio, foss’anche nel modello di questo dio in terra, ma …. nel frattempo… dobbiamo continuare a vivere. E le politiche di riduzione del danno – come quella che abbiamo accennato – servono non solo a farci temporaneamente meno male (umanamente, socialmente, sanitariamente, economicamente e politicamente), ma anche a meglio attrezzarci, comprendere ed affrontare le inevitabili novità che ci aspettano. Sì che nessuno possa dire: “ma proprio non me l’aspettavo”, e quindibuttarsi nell’imprecisione e nella disperazione di nuove emergenze. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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COPYRIGHT: il voto del Parlamento Ue che preoccupa i consumatori

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

“Poche ore dopo la votazione del Parlamento Europeo sulla “direttiva copyright” forse la libertà di informazione, per come la conosciamo, potrebbe non essere più la stessa.” È quanto dichiara Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ricordando che negli ultimi mesi l’associazione ha sviluppato la campagna di sensibilizzazione #PocheParole.“Secondo una nostra survey lanciata per capire quanto ne sanno i consumatori sulla proposta di Direttiva nel mercato unico digitale risulta che l’86% dei consumatori non ne ha mai sentito parlare o non ne conosce neanche vagamente i contenuti. Si tratta di dati allarmanti”, prosegue Dona. “Eppure, il 93% dei consumatori italiani ritiene che internet sia un canale fondamentale di informazione mentre ben il 76% dei consumatori dichiara di accedere alle notizie attraverso social, aggregatori, motori di ricerca.” “In questa occasione ci sentiamo più che mai, ambasciatori di una voce (quella dei consumatori) che rischia di rimanere inascoltata”, conclude Dona, ribadendo l’appello a garantire per tutti i cittadini il rispetto del diritto costituzionale, sancito dall’art.21 “perché tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero -conclude Dona-ma anche di accedere alle informazioni necessarie a favorire lo sviluppo del pensiero critico”.

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Prende il via la collaborazione tra l’Associazione Consumatori Codici e Sorgenia

Posted by fidest press agency su domenica, 10 giugno 2018

L’iniziativa è volta a verificare il livello di tutela dei consumatori nei processi aziendali, certificato attraverso un audit composto da molteplici tappe. Questo, infatti, è il primo passo per la realizzazione completa del progetto che prevede altri due incontri e conclusione il prossimo luglio.Le politiche e le procedure aziendali sono e saranno fondamentali, soprattutto alla luce della prossima liberalizzazione del mercato dell’energia. Per questo la trasparenza nei confronti dei consumatori sarà imprescindibile per tutte le aziende che vorranno fare parte del mercato e competere in modo corretto e leale. Sorgenia ha deciso di aderire con piena trasparenza e partecipazione al Codici Energy Rating per valutare i processi aziendali relativi alla tutela del consumatore, consapevole dell’importanza di garantire una customer Experience appagante e sempre più vicina alle esigenze dei clienti.Trasparenza ed assenza di rischi per il consumatore dovranno essere i punti di riferimento per chi opera in questo segmento di mercato, in una logica di assoluta tutela dei consumatori.Il modo di fare e pensare il mercato deve ispirarsi alla correttezza, alla trasparenza, alla qualità dei processi e dei servizi offerti. Il Codici Energy rating mira a valutare e a sostenere le buone pratiche che valorizzano esattamente questi aspetti.Durante il primo incontro, sono stati analizzati i processi relativi a servizio clienti, attività di sales e piani di formazione degli operatori nel loro complesso. Inoltre le risorse umane, intervenute sul tema formazione, si sono rese disponibili a somministrare un questionario sul clima interno.

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Unione Naz. Consumatori su Istat vendite

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 giugno 2018

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile le vendite in valore scendono dello 0,7% su marzo e del 4,6% su aprile 2017.”Il dato negativo è certo un rimbalzo dovuto alla fine dell’effetto Pasqua, che ha determinato, per il settore alimentare, un calo congiunturale dell’1,9% e del 7,3% su base annua. Ma un crollo così alto non si spiega solo con la diversa collocazione di una festività. Le vendite, insomma, restano al palo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se si confrontano i dati di oggi con quelli pre-crisi dell’aprile 2008, le vendite totali sono inferiori del 6,4%, mentre per la grande distribuzione si registra un lieve incremento dello 0,7%, +1,4% per gli alimentari” prosegue Dona.”I piccoli negozi, invece, sono ancora ben lontani dall’aver recuperato le vendite perse durante la recessione. Rispetto a 10 anni le vendite complessive sono inferiori dell’11%, mentre quelle alimentari segnano addirittura una caduta del 19,3%” conclude Dona.

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Parte il gruppo d’acquisto delle Associazioni dei Consumatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 giugno 2018

Le Associazioni dei consumatori: Codici, Aiace, AECI e Primo Consumo hanno siglato l’Accordo per la creazione del Gruppo Di Acquisto di energia a tutela del consumatore. Si tratta di una rete di protezione al fine di tutelare i consumatori dal rischio speculazioni.Infatti, a partire da oggi, il consumatore si ritroverà davanti alla scomparsa del mercato tutelato dell’energia, che attualmente coesiste con il mercato libero. Appurato che circa il 90% degli italiani non è consapevole di quanto spende, di quali siano le voci dei costi in bolletta o di come diminuire i consumi, risulta chiaro di come si stia per aprire un terreno fertile per gli speculatori.
Da un questionario promosso da Codici emerge che solo il 30% dei clienti sia a conoscenza della fine della tutela e quasi un terzo del campione sostanzialmente non sa quanto spende di elettricità e gas. La maggior parte delle persone non sa quanto costa un kWh o non è a conoscenza dei propri consumi. Ben l’80% degli utenti non sa in quale mercato dell’energia si trova, il 70% non sa quali siano le differenze tra mercato libero e tutelato, il 55% non sa che il 1° luglio 2019 ci sarà il passaggio dal mercato tutelato al mercato libero e cosa questo comporti e l’81% dei rispondenti si sente spaesato nel dover scegliere tra più di 500 operatori esistenti sul mercato. Con lo scenario che si prospetta, solo l’unione delle Associazioni in un gruppo di acquisto può rappresentare una soluzione per il consumatore di energia e gas contro le pratiche commerciali scorrette e i contratti non richiesti, o nei confronti di tutte quelle modalità attraverso cui verranno proposte offerte sconvenienti, con il preciso intento di accompagnare in piena trasparenza e garanzia il consumatore verso il mercato libero.

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