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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 151

Posts Tagged ‘consumatori’

Neverland progetto per consumatori sostanze psicoattive

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

firenze

Firenze. Per aiutare i giovani che fanno uso di sostanze psicoattive senza ancora dipendenza, le unità funzionali dipendenze di Firenze Nord Ovest e di Firenze Sud Est del Dipartimento Salute Mentale – Dipendenze dell’AUSL Toscana Centro hanno messo in campo per il secondo anno consecutivo il progetto triennale “Neverland, in collaborazione con il Progetto Villa Lorenzi, grazie a uno specifico finanziamento dell’Assessorato alle Politiche sociali della Regione Toscana.Si tratta di un progetto psico educativo per consumatori di sostanze psicoattive legali e/o illegali e per le loro famiglie (i cui responsabili sono i dottori Guido Guidoni e Paola Trotta).I destinatari sono persone giunte ai Ser.D. (Servizi per le Dipendenze) di Firenze attraverso vari canali (familiari, Prefettura, UEPE (Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna), C.I.C. (Centro Informazione e Consulenza) delle scuole etc) e diagnosticati presso questi servizi come “consumatori” (cioè che usano sostanze psicoattive, ma non hanno una diagnosi di dipendenza da queste) ai quali viene proposto di svolgere presso la sede di Villa Lorenzi cicli di incontri di informazione e riflessione sui rischi correlati all’uso di ogni sostanza psicoattiva legale o illegale, sul piano della salute, sul piano sia legale che sociale.Il progetto prevede tre diversi cicli di incontri, che si svolgono a cadenza settimanale e in modo continuativo durante l’anno.
Un ciclo di 8 incontri è dedicato a consumatori con età inferiore ai 25 anni (orario 18.30-20-30); un ciclo di 6 incontri è rivolto, invece, a consumatori con età superiore ai 25 anni (orario 21.00-23.00); un terzo ciclo di incontro è destinato ai i familiari quali genitori, fratelli, partner e altri (orario 18.30-20.30).
Il progetto prevede colloqui individuali prima dell’inizio e della fine del ciclo, la somministrazione di un questionario di valutazione pre e post intervento e la redazione di una relazione finale da parte degli operatori di Villa lorenzi e inviata agli operatori del Ser.D. per eventuali certificazioni a enti terzi.
In questa seconda annualità, grazie collaborazione fornita dal servizio NOT (Nucleo Operativo Tossicodipendenze) della Prefettura di Firenze, è stata inserita la partecipazione di Assistenti Sociali della Prefettura al terzo incontro di ogni ciclo, quello dedicato ai rischi legali.Infine, a breve sarà formalizzata la collaborazione con l’Agenzia Regionale di Sanità per il supporto nell’attività di valutazione quantitativa e qualitativa del progetto e nella realizzazione del report intermedio e finale.A oggi sono stati iniziati e conclusi 11 cicli di incontri: 4 per consumatori adulti sopra i 25 anni, 4 per giovani sotto i 25 anni, 3 cicli di incontri per i genitori di cui un ciclo è stato un secondo ciclo su richiesta dei familiari.
Sono state coinvolte un totale di 79 persone, di cui 31 giovani, 29 adulti e 19 genitori.
Per quanto riguarda i genitori risulta essere più difficile il coinvolgimento di quelli del gruppo degli adulti rispetto a quelli di minori o di giovani. Il primo ciclo di incontri per genitori presso Villa Lorenzi era composto da 5 persone, il secondo ciclo di genitori era composto di 9 persone che hanno richiesto una prosecuzione in una seconda fase, costituita da altri 4 incontri, e 5 genitori sono stati seguiti con alcuni colloqui individuali.L’età media dei gruppi under 25 è di 20,33 anni; quella dei gruppi over 25 è di 33,63.
Per quanto riguarda la motivazione dell’ invio da parte dei Ser.D. si tratta di 53 segnalazioni della Prefettura e di 3 ragazzi senza obblighi istituzionali.
Gli invii da parte dei Ser.D. sono così distribuiti: 11 provengono da Scandicci, 7 da Sesto, 7 da Campi, 11 da Carmine, 12 da Figline, 3 da Bagno a Ripoli, 4 da Santa Rosa, 3 da Borgo Pinti e 2 da Arcolaio. (by mariaantonietta cruciata)

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Luce e gas: Per i consumatori è una giungla, anche per colpa dell’Autorità dell’energia

Posted by fidest press agency su domenica, 5 marzo 2017

energiaAttivazione di contratti non richiesti, venditori porta a porta truffaldini, bollette errate e megabollette di conguaglio per omessa lettura dei contatori. Spesso, queste pratiche illecite si concludono col distacco delle utenze ed il consumatore costretto a pagare in fretta e furia ciò che non deve pur di riavere luce e gas.
Di fronte a tutto questo, l’Autorità per l’energia (Aeegsi) rimane anni luce dal creare un sistema di tutela per il consumatore degno di questo nome, come ad esempio accade da molti anni nella telefonia.
Non ci sarebbe alcun bisogno di inventarsi chissà quali complessi rimedi, visto che basterebbe prendere spunto dalla normativa Agcom (Autorità garante delle comunicazioni). Eppure, ancora oggi chi si ritrova ingiustamente senza luce o gas è infinitamente meno protetto di chi rimane senza l’Adsl. E’ ammissibile questa situazione, specialmente nel momento in cui ci avviamo ad abbandonare il mercato tutelato dell’energia?
Ecco le macroscopiche deficienze che l’Autorità dell’energia si rifiuta di colmare:
1. un sistema incisivo di indennizzi giornalieri automatici e efficaci per il consumatore. Chi si ritrova senza telefono per un mese riceve fino a 450 Euro di indennizzi, chi si ritrova ingiustamente per un mese senza luce e gas ha un indennizzo da 30 a 90 Euro che peraltro raramente viene corrisposto!
2. un procedimento urgente per ottenere il ripristino della luce o del gas se staccato illecitamente. Nella telefonia, è possibile ottenere un provvedimento urgente di ripristino entro 10 giorni (procedimento GU5). Nell’energia, l’unico procedimento urgente per ottenere la riattivazione richiede l’avvocato e un calvario di un anno in tribunale.
3. la sospensione di qualsiasi pagamento oggetto di controversia tra consumatore e gestore, fino a quando non viene fornita una risposta motivata ai reclami o non sia conclusa la conciliazione. Durante il periodo di sospensione, al gestore deve essere vietato il distacco delle utenze, come accade per la telefonia.
4. un procedimento di definizione, successivo alla conciliazione, con cui l’Autorità decide sulla controversia con provvedimento vincolante per le parti, sul modello del procedimento Agcom GU14. Se oggi la conciliazione non va a buon fine, l’alternativa è prendersi un legale e fare causa oppure – molto più probabilmente – rinunciare ai propri diritti. Non proprio un incentivo a conciliare seriamente per i fornitori di energia, consapevoli che il consumatore che potranno negare anche l’evidenza sapendo che la faranno franca.
Fino a quando l’Autorità non farà questo, limitandosi al minimo sindacale previsto dalla normativa europea sulle conciliazioni, il mercato dell’energia in Italia rimarrà una giungla. (Pietro Moretti, vicepresidente Aduc)

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Vittoria dei consumatori Europei: arriva il SI del Parlamento Europeo alla portabilità dei contenuti online

Posted by fidest press agency su sabato, 11 febbraio 2017

parlamento europeoCapita spesso di trovarsi in un Paese estero, per motivi di lavoro o per una semplice vacanza, e voler usufruire di servizi come film, musica e contenuti online per cui si paga un abbonamento nel paese di origine. Fino a poco tempo fa questo non era possibile, in quanto tali contenuti erano visibili esclusivamente nel paese in cui veniva sottoscritto l’abbonamento.Le barriere geografiche, che risultano ormai facilmente valicabili, in materia di digitalizzazione diventavano un ostacolo quasi insormontabile: per questo motivo già un anno fa era stata presentata una proposta per la libera diffusione e fruizione dei contenuti online e finalmente arriva il primo via libera del Parlamento europeo alla “portabilità dei contenuti online” che permette di unire alla libertà di circolazione di tutti i cittadini all’interno dell’Unione Europea, quella dell’accesso a servizi che risultano ormai fondamentali, considerato il crescente sviluppo delle nuove tecnologie e degli strumenti di comunicazione. Una decisione fondamentale che mira alla eliminazione delle restrizioni transfrontaliere. Cittadini appartenenti a differenti stati, membri dell’UE, potranno dunque usufruire di contenuti e servizi online acquistati a pagamento nel proprio Stato, anche trovandosi all’estero, senza che lo spostamento limiti le possibilità di fruizione.Anche se si tratta di un primo piccolo tassello, l’Europa sta muovendo i primi passi verso la costruzione di un mercato unico digitale che superi ogni tipo di barriera ed è proiettato verso un vero e proprio modello comunitario.L’Associazione Codici resta a disposizioni di tutti i consumatori, i quali possono inviare le proprie segnalazioni al link http://www.codici.org/paytv.html

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Unione Europa: Velocità o meno, ciò che conta sono i consumatori, motore dell’economia

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

europa-comunitariaEuropa a due velocità, con interesse dei tedeschi visto che è l’attuale loro governo a proporlo… e quindi dopo la Brexit (ancora tutta in aria -1), ulteriore colpo all’Unione, all’euro e alle prospettive federali del territorio europeo? Noi -molto modestamente, dal nostro osservatorio e con la nostra azione politica essenzialmente a livello italiano- vogliamo ricordare che le velocità nell’attuale Unione ci sono gia’ e sono rilevanti: gli Stati nazionali per esempio, e la mancanza di politiche uniche fiscali e di difesa come secondo esempio, e le politiche sui migranti come terzo esempio, etc etc. Abbiamo scoperto l’“acqua calda”, ne siamo consapevoli, ma ricordarlo serve forse ad aiutare a capire che le soluzioni di nuove velocita’ che vengono prospettate, forse non rappresentano chissa’ quale novita’, ma sono solo la fotografia dell’attuale e, quindi, se dovessero essere prese in considerazione come pratica innovativa,
non sono altro che roba vecchia che ha gia’ dimostrato di non funzionare. Abbiamo per questo le soluzioni? Per carita’, non siamo cosi’ altezzosi e non pretendiamo cosi’ tanto. Ci preme solo ricordare, visto che il confronto e lo scontro politico per il benessere dei singoli e del mondo avviene a livelli transnazionali (dove l’ONU svolge solo una funzione di “cerotto” dei mali diffusi), che a questi livelli contano numeri e idee motrici. Con al centro l’economia e l’istruzione. Per capire sui numeri (restando nel cosiddetto Occidente).
Gli Usa sono un mercato di 325 milioni di consumatori. L’Unione Europea e’ un mercato di piu’ di 500 milioni di consumatori.
Le attuali situazioni che nascono da questi numeri. Gli Usa sono (ancora e per il momento) la prima potenza mondiale, a partire dalla forza del loro mercato interno e dalla capacita’ innovativa e creativa che nasce dalla loro istruzione. L’Unione Europea e’ riuscita (per ora) solo limitatamente a far pesare il proprio mercato interno, mentre per l’istruzione (sostanzialmente Erasmus) siamo in alto mare, e i risultati dell’istruzione sui singoli territori (proprio perche’ -a nostro avviso- non sono parte di un’unione federale) invece di guardare il mondo a partire dai propri 500 milioni di consumatori, si rivolge ad altri sistemi piu’ recettivi (essenzialmente Usa).
Accade, quindi, che la forza di un mercato come quello dell’Unione e’ sottovalutata perche’ poco fruibile e, spesso (anche grazie all’attuale montante nazionalismo antieuropeo) considerata come una gabbia.
Viene spontanea una domanda: perche’ in Unione Europea non si parte da questa semplice constatazione della propria potenza di mercato interno? Certo, ci sono tante variabili potenzialmente sconvolgenti, come per esempio quelle continentali e sub-continentali di Cina, Giappone, Africa e India… ma rappresentano un limite o non piuttosto uno stimolo a meglio organizzarsi per meglio dialogare ed aiutarsi per il benessere e la felicita’ transnazionale? Noi, ovviamente peroriamo per la seconda possibilita’ (stimolo, etc.). Ma non ci sembra che sia altrettanto da parte dei decisori. Tanto bla bla politicante, tanta paura di perdere poltrone a favore dei nazionalismi, ma per arrivare dove? Sui nazionalismi -allo stato dei fatti- dove si sono proposti come alternativa, sono stati sconfitti (Scozia, Catalogna, Austria -per esempio- anche se questi non erano anti-Ue nello specifico), e questo ci puo’ far credere che con politiche sui consumatori (l’Ue conviene per questo e per quest’altro), il ridimensionamento dei nazionalismi non e’ una chimera. Sul bla bla politicante, occorrono fatti, numeri, provvedimenti, snellimento della burocrazia, trasparenza, accessibilita’, comprensione oltre le barriere linguistiche… cioe’: benessere tangibile a partire dalla quotidianita’ di ogni consumatore. Difficile? Sicuramente non facile. La democrazia e la liberta’ sono di difficile e faticosa gestione ma, visto che nel mondo questo binomio fino ad oggi ci ha portato ad una drastica riduzione di fame, malattie e malessere, perche’ non accelerare anche in questo nostro mercato interno di 500 milioni di consumatori? Il testimone, ovviamente va ai decisori che -per il momento, e per fortuna- sono regimi parlamentari. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Unione Naz Consumatori su inflazione: stangata da 342 euro per coppia con due figli

Posted by fidest press agency su domenica, 5 febbraio 2017

istatSecondo i dati provvisori di gennaio resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un rialzo dello 0,9% su base annua, il tasso più alto da oltre 3 anni.”Una stangata che non ci voleva. Il balzo dell’inflazione a +0,9% significa, per una coppia con due figli, la classica famiglia italiana, avere una maggior spesa annua di 342 euro. Una cifra davvero considerevole” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Secondo i calcoli dell’associazione, l’incremento dei prezzi dello 0,9% significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, per una una coppia con 1 figlio, 321 euro in più su base annua, per una coppia senza figli, con più di 65 anni, 274 euro in più. Un pensionato con più di 65 anni sborserà 177 euro in più nei dodici mesi, 180 euro un single con meno di 35 anni, 261 euro una coppia senza figli con meno di 35 anni.

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Unione Naz. Consumatori su Confcommercio: dati catastrofici

Posted by fidest press agency su sabato, 4 febbraio 2017

confcommercio consumiSecondo la Confcommercio, nel 2017 il Pil non raggiungerà l’1% ed i consumi passeranno da un +1,3%-1,4% del 2016 ad un più modesto +0,6%.
“Se la Confcommercio, solitamente più generosa nelle previsioni rispetto ad altri istituti di ricerca, prevede dati così catastrofici, con un dimezzamento dei consumi rispetto all’andamento già non esaltante del 2016, è bene che il Governo si preoccupi e cambi rotta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Sono catastrofici perché non solo nel 2017 non ci sarà alcun miglioramento, ma perché si assiste ad un pericoloso tracollo dei consumi che rappresentano il 60% del Pil, con evidenti possibili effetti a catena sulla disoccupazione e sul reddito disponibile delle famiglie. Per questo, invece che anche solo balenare di possibili aumenti delle accise sui carburanti, che non rispettano nemmeno il criterio della capacità contributiva, è auspicabile una riforma fiscale che abbia come obiettivo quello di ridare capacità di spesa alle famiglie più in difficoltà e al ceto medio” conclude Dona

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Presentazione del nuovo soggetto: Rete Consumatori del Lazio

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 gennaio 2017

consumatoriLe Associazioni dei consumatori promotori di Rete Consumatori Lazio considerano il cittadino consumatore e utente un soggetto in costante evoluzione che nelle sue tre dimensioni ha un interesse oggettivo a riformare dalle fondamenta il sistema politico-istituzionale, economico e sociale.Per garantire verso le istituzioni e le rappresentanze delle imprese una adeguata forza rappresentativa di questi interessi, hanno promosso un nuovo soggetto sociale caratterizzato da una reale indipendenza da altri soggetti economici, politici, sindacali e sociali e da interessi professionali.Lo scopo di questa alleanza è la riforma dell’assetto politico-istituzionale che deve assicurare a tutti i cittadini consumatori e utenti il diritto di concorrere con le loro associazioni alla partecipazione politica, economica e sociale al pari delle altre categorie economiche dell’impresa e del lavoro in un quadro di nuove garanzie costituzionali.Le modificazioni intervenute nell’economia, nella finanza hanno reso ancora più debole il consumatore in particolare per l’asimmetria delle informazioni e delle conoscenze e richiedono un rafforzamento dei diritti fondamentali e il loro ampliamento al diritto di negoziazione dei propri interessi per contrastare un modello economico dissipatorio, scarsamente rispettoso della salute dei consumatori, delle risorse planetarie e dell’ambiente.Il cambiamento profondo negli stili e nelle condizioni di vita hanno portato a una società completamente diversa da quelle in cui i sistemi di welfare erano stati originariamente progettati. L’innalzamento dell’età media e della speranza di vita, la diminuzione delle nascite, l’uscita delle donne dalla famiglia verso il lavoro remunerato e, contestualmente, i mutamenti nei modi di produzione, con l’espansione dei servizi e la riduzione del settore industriale tradizionale, la crescente volatilità della formazione ricevuta e delle competenze acquisite, rendono i sistemi di welfare tramandati sempre meno sostenibili, sia riguardo alla loro legittimazione, sia riguardo al loro finanziamento. L’utente dei servizi pubblici, alla percezione dell’inadeguatezza rispetto alle nuove esigenze e dei costi crescenti, aggiunge il disincanto rispetto al loro funzionamento concreto, che viene sacrificato trasformando i patti di solidarietà in accordi di collusione neocorporativa a volte sfruttati dalle burocrazie preposte ai servizi, che intercettano una quota non trascurabile delle risorse (sempre più scarse) disponibili.Per far fronte a questa richiesta di rappresentare adeguatamente il cittadino consumatore e utente e di dare risposte ai suoi crescenti bisogni, le Associazioni dei consumatori maggiormente rappresentative del territorio regionale (AECI, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codici, Konsumer Italia, Primoconsumo) hanno dato vita alla Rete Consumatori del Lazio che rappresenta la più grande organizzazione di consumatori operante sul territorio.
La presentazione ufficiale avverrà oggi 26 gennaio (alle ore 14:30 presso la“Casa Bonus Pastor”, sita in via Aurelia 208), verrà presentata alla stampa ed alle Istituzioni la Rete Consumatori del Lazio.

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Lo spot sulla nuova tariffa elettrica è fuorviante per i consumatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 gennaio 2017

energia-elettricaL’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, attraverso il video diffuso sul proprio canale Youtube, continua a lasciar trapelare un’informazione ingannevole e illusoria sulla nuova tariffa elettrica. Lo spot che ha come protagonisti vari elettrodomestici che elencano tutti i benefici e i vantaggi della nuova riforma, sembra infatti fuorviare i consumatori, palesandosi in una condotta commerciale scorretta in quanto ingannevole. Ecco perché l’Associazione dei consumatori Codici ha segnalato la questione all’Antitrust.
Come dimostrato dall’assoluta contrarietà alla riforma delle Associazioni dei consumatori e ambientaliste, quest’ultima è tutt’altro che equa, trasparente ed efficiente.Non sembra facilmente comprensibile dai consumatori l’affermazione circa “tariffa di rete ripulita dai sussidi”. Sembrerebbe comportare un risparmio ma non si comprende in che modo. Solo gli addetti ai lavori ricorderanno, invece, come probabilmente si faccia riferimento ad una “pulizia del sistema tariffario da un sussidio incrociato tra utenti domestici. La progressività della tariffa di rete, infatti, comportava un importo minore di tale tariffa per minori consumi. Probabilmente, l’Autorità quando parla di sussidio intende una sorta di “aiuto” in favore dei grandi consumatori di energia in sfavore dei più piccoli. Tale lettura, che pure si contesta, non è minimamente comprensibile dal breve spot.
L’Autorità ha pubblicizzato la riforma sostenendo che intende promuovere l’efficienza energetica e che, tale riforma è improntata a una maggiore equità.A conti fatti, però, le nuove tariffe premieranno solo le utenze domestiche che consumano oltre 2.700 kWh l’anno, che in Italia sono meno del 20% del totale.Il messaggio che si vuole far passare è che la riforma della tariffa elettrica tuteli le classi sociali più svantaggiate, i più deboli e le famiglie più bisognose, ma il bonus sociale a cui si fa riferimento, presentato come una novità introdotta dalla nuova riforma, in realtà esisteva anche antecedentemente ad essa.
Questa riforma invece vogliamo ricordare a chiare lettere, fa pagare di più i consumatori che risparmiano o che hanno messo in atto un intervento di efficienza energetica.La riforma infatti, agevola il consumo dell’energia, di conseguenza sarà penalizzato chi tenderà a risparmiare, che si ritroverà in bolletta cifre spropositate. Saranno i piccoli consumatori di energia a subirne le conseguenze, ad essere premiato, paradossalmente, sarà chi consuma di più.

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Energia: nel 2017 si paghera di più, ma il garante “inganna” i consumatori!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2016

energia-elettricaL’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, continua imperterrita la campagna informativa sulla riforma tariffaria dell’elettricità per i clienti domestici. Lasciando trapelare, però, un’informazione ingannevole e illusoria.
Il video diffuso dall’Aeegsi sul proprio canale Youtube, che ha come protagonisti vari elettrodomestici che elencano tutti i benefici e i vantaggi della nuova riforma, sembra, infatti, fuorviare i consumatori.
Il messaggio che si vuole far passare è che la riforma della tariffa elettrica tuteli le classi sociali più svantaggiate, i più deboli e le famiglie più bisognose. Il bonus sociale a cui si fa riferimento, presentato come una novità introdotta dalla nuova riforma, in realtà esisteva anche antecedentemente ad essa.
Codici mette in allerta i consumatori, affinché sappiano come stanno realmente le cose: ad essere svantaggiati sono esclusivamente i più bisognosi, le famiglie in difficoltà economica, gli anziani ma anche i single, che in virtù di un consumo più ridotto, per motivi economici o di nucleo famigliare, si ritrovano invece a dover pagare di più.
Lo spot è l’esatto contrario di quanto approvato dall’Autorità. La riforma, infatti, agevola il consumo dell’energia, di conseguenza, chi sarà penalizzato? Ovviamente chi tenderà a risparmiare si ritroverà in bolletta cifre spropositate. Saranno i piccoli consumatori di energia a subirne le conseguenze, gli stessi che magari, proprio per risparmiare, si saranno attivati in interventi di efficienza energetica, come sostituzione degli infissi, lampadine a basso consumo energenetico, o semplici accortezze che a rigor di logica, avrebbero dovuto favorire un beneficio economico.
Invece, una riforma tariffaria presentata, in modo ingannevole, come favorevole alle classi sociali più deboli, diventa di fatto una tariffa per ricchi. Ad essere premiato, paradossalmente, è chi consuma di più.
E’ assurdo che l’Aeegsi continui, non solo, a lanciare messaggi che risultano travianti per i consumatori, ma che lo faccia anche a loro spese: lo spot infatti è un messaggio istituzionale, dunque realizzato grazie ai soldi dei cittadini, ma è chiaro che ad essere favoriti saranno esclusivamente i distributori di energia, gli unici, a quanto pare, di cui si cerca di favorire gli interessi.

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Unione Naz. Consumatori su debito pubblico

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

Banca d'ItaliaTorna a salire a ottobre, dopo la discesa di settembre, il debito pubblico italiano che si è attestato a 2.223,8 miliardi. “Per fortuna il Quantitative easing non finirà nel marzo 2017 e proseguirà fino alla fine del prossimo anno, altrimenti sarebbero guai. Anche se non si è ritoccato il record storico, è molto grave che non si sia ancora iniziato quel percorso discendente promesso dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per il 2016. Invece di approfittare dei bassi tassi di interesse e dell’abbassamento degli oneri per abbattere il debito, stiamo facendo come le cicale. Non si possono dare soldi a destra e a sinistra con interventi a pioggia e senza alcun riferimento al reddito Isee come abbiamo fatto nell’ultima legge di Bilancio” dichiara Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. L’associazione ricorda che nell’ultima legge di Bilancio appena approvata ci sono 120 interventi di spesa e che, nel solo 2017, per fondi ad hoc, sono stanziarti in totale un miliardo e mezzo di euro (1,513 mln), che salgono a 1 mld e 689 nel 2018 e a 1 mld e 886 nel 2019.

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Quali saranno i regali di Natale degli italiani?

Posted by fidest press agency su domenica, 11 dicembre 2016

regalo-nataleL’Unione Nazionale Consumatori ha condotto uno studio sui regali di Natale dal 2005 al 2015, stimando la top ten delle vendite natalizie 2016. Ebbene al primo posto per il prossimo Natale 2016 si confermano, come nel 2015 e nel 2014, i Prodotti di profumeria e per la cura della persona, che registreranno un incremento mensile delle vendite del 72,5%, un rialzo record rispetto al passato ed in costante aumento dal 2013 (+58,2%) ad oggi (+60,2% nel 2014, +64,3% nel 2015).
Lo studio non è basato su un sondaggio, ma sui dati Istat delle vendite al dettaglio degli anni passati, analizzando l’incremento congiunturale del mese di dicembre registrato dal 2005 al 2015, ossia la variazione percentuale del valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio del mese di dicembre rispetto a quello di novembre. In tal modo è possibile stilare la top dei regali che a Natale hanno ottenuto il maggior successo nelle vendite, non in termini di spesa assoluta in euro, ma in termini relativi rispetto alle vendite che quei gruppi di prodotti registrano normalmente nel resto dell’anno, oltre che stimare l’andamento per il 2016.
Al secondo posto della classifica dei regali 2016, i libri (Prodotti di cartoleria, libri, giornali e riviste) con una crescita del 60,7%.
Al terzo posto si conferma, come nel 2015 e nel 2014, la voce Informatica e telefonia (Dotazioni per l’informatica, la telefonia e le telecomunicazioni) con un rialzo nelle vendite del 58,5%, anche se il settore merceologico registra una leggera flessione di 0,1 punti percentuali rispetto al Natale 2015 (+58,6%). Si evidenzia che nel 2013 questo gruppo di prodotti era in testa alla top ten dei regali, anche se con una variazione nelle vendite (+58,8%) lontana dal record del 2005, quando il balzo fu del 73 per cento.
Al quarto posto della top ten dei regali 2016, i Generi casalinghi (+51,5%), al quinto l’Abbigliamento (+48%) e al sesto le Calzature e gli articoli in pelle e da viaggio (+46%). Seguono Foto-ottica, compact disk e strumenti musicali (+43,9%) e, all’ottavo posto, Elettrodomestici, radio e televisori (+41,3%). Sotto la media del totale delle vendite dei prodotti non alimentari, quindi potremmo dire tra i regali meno graditi o non regalati affatto: Mobili ed articoli tessili e di arredamento per la casa e Utensileria per la casa e ferramenta, in ultima posizione. Rispetto alla graduatoria del Natale 2015 le prime 5 posizioni sono confermate. Si segnala il miglioramento delle Calzature e articoli in pelle che passano dall’ottava posizione del 2015 alla sesta del 2016 ed il peggioramento di Foto-ottica, pellicole, compact-disc, cassette audio-video e strumenti musicali, che scala di un gradino, arrivando al settimo posto. In termini di punti percentuali, si segnala il balzo maggiore rispetto al 2015 per i prodotti di profumeria (+8,2 punti), mentre la flessione più rilevante (-1 punto percentuale) è per Elettrodomestici, radio, televisori e registratori.
“Questi dati ci dicono che, almeno per il Natale, le abitudini degli italiani sono stabili negli anni. Naturalmente questa non è la classifica dei regali più graditi ma di quelli che vengono normalmente fatti. Non sappiamo, cioè, se ricevere il solito profumo o dopobarba, piuttosto che un libro, sia poi apprezzato da chi li riceve, quello che è certo è che sono molto gettonati, forse anche perché sono regali facile da fare, che non richiedono grandi sforzi di immaginazione e hanno prezzi abbordabili per tutte le tasche” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Si precisa che nello studio non sono considerati i prodotti alimentari, non essendo possibile distinguere gli aumenti delle vendite legate al pranzo di Natale e al consumo familiare rispetto ai regali, ossia se il panettone e i cioccolatini sono consumati in famiglia o regalati. Sono, quindi, esclusi dalla classifica possibili regali alimentari come cesti alimentari, cioccolatini, pandori ecc ecc.

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Consumatori su pensioni: 800 mln su quattordicesima buttati dalla finestra

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

pensionatiLa spesa per gli interventi in materia previdenziale sarà di 6,8 miliardi tra il 2017 e il 2019 ma raggiungerà fino al 2026 in totale 24,3 miliardi di euro. Solo per la quattordicesima si stima una spesa annuale di 800 milioni di euro.
“Il Governo sulle pensioni sta facendo l’opposto di quello che bisognerebbe fare: regala la quattordicesima anche a chi non ne ha bisogno, non proroga il contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro, che scade a fine anno e non rispetta la sentenza della Consulta sul blocco della perequazione delle pensioni per gli importi bassi, pari a quattro volte il minimo, che hanno avuto finora solo un rimborso parziale” afferma Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Se, come sostiene il presidente dell’Inps, in sette casi su dieci la quattordicesima va a persone che non ne hanno alcun bisogno, andrebbe data in base al reddito Isee. Altrimenti si buttano i soldi dalla finestra, come si è già fatto per Tasi ed Imu. Poi andrebbe rinnovato il contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro e, infine, andrebbero adeguate al 100% del costo della vita le pensioni pari a quattro il minimo” conclude Dona.

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Unione Naz Consumatori su ddl concorrenza e Uber

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 luglio 2016

Palazzo chigi1Entro un anno dall’entrata vigore del ddl Concorrenza, il Governo è delegato ad adottare un decreto legislativo per la revisione della disciplina in materia di autoservizi pubblici non di linea, ossia Ncc e Uber. Lo prevede un emendamento al ddl Concorrenza, approvato dalla commissione Industria del Senato.
“Meglio tardi che mai, ma è evidente che si tratta di un ripiego. La materia andava disciplinata direttamente nel ddl concorrenza, ma per l’opposizione dei tassisti è stata stralciata. Ora se ne riparlerà tra un anno, nella migliore delle ipotesi” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori..
“Inoltre ci sono dubbi sull’esito finale. Non vorremmo, infatti, che invece di favorire queste nuove forme di trasporto innovativo e la sharing economy, si cogliesse l’occasione per considerare tutto abusivo, per poi sanzionare i responsabili. Non ci piace, infatti, l’emendamento che prevede di adeguare il sistema sanzionatorio, individuando sanzioni efficaci” prosegue Dona
L’Unione Nazionale Consumatori ricorda che tra le modifiche più volte condannate dall’Antitrust (AS277 del 3 marzo 2004 e AS683 del 27 marzo 2010) ci sono proprio le sanzioni esagerate già previste dall’art. 11 bis della legge n. 21/1992 per gli esercenti il servizio di noleggio con conducente che violano l’art. 3 e 11, ossia quegli articoli che prevedono l’assurdo obbligo di dover rientrare in rimessa dopo ogni singolo servizio. Attualmente è previsto un mese di sospensione dal ruolo alla prima inosservanza, due mesi alla seconda, 3 alla terza, cancellazione dal ruolo alla quarta inosservanza. “Ci pare fin troppo!” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su Ilva

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 luglio 2016

ilvaL’Aula di palazzo Madama ha approvato il decreto Ilva, confermando il testo della Camera. “Ora il decreto rischia di provocare un aumento delle bollette elettriche di famiglie e imprese. Un fatto gravissimo” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.Secondo l’UNC, per evitare il rincaro delle bollette sarebbe stato sufficiente cambiare l’articolo 2, laddove si dice: “i predetti importi sono rimborsati nell’anno 2018, ovvero successivamente”. “Bastava togliere una parola, successivamente, ma non è stato fatto! Si è votato lo stesso testo della Camera” prosegue Dona.L’associazione di consumatori ricorda che era stata l’Authority per l’energia a lanciare l’allarme rincaro bollette, sottolineando che il prelievo di 400 milioni, prestati a Ilva dallo Stato, dalla ex Cassa conguaglio (oggi Csea), avrebbe ridotto i margini di manovra da parte di Csea e che questo avrebbe potuto “determinare la necessità di acquisire ulteriore gettito derivante dal prelievo tariffario”, gravando sulle bollette energetiche di famiglie e imprese. Un rischio di aumento tariffario che secondo l’Autorità, si sarebbe manifestato solo se il rimborso dell’importo non fosse stato effettuato nel 2018.
“Per questo avevamo chiesto una piccola modifica del testo. Quel successivamente non tolto, ora rischia di determinare l’ennesima stangata a carico delle famiglie” conclude Dona.

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Fiducia consumatori e imprese

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 luglio 2016

I dati sulla fiducia dei consumatori diffusi oggi dall’Istat parlano di un lieve rialzo della fiducia dei consumatori e delle imprese nel mese di Luglio, dai 110,2 punti di giugno si passerebbe ai 111,3 punti di luglio.Il trend rimane certo non positivo, considerando che si sono registrate perdite per tutti i tre mesi precedenti, così come le opinioni riguardo la situazione economica del paese, in peggioramento per il terzo mese successivo.“Il dato è a dir poco irrealistico – sottolinea il Presidente dell’Associazione dei consumatori Marco Maria Donzelli – perché non tiene conto della situazione determinatasi a seguito dei gravi attentati terroristici degli ultimi giorni. Come abbiamo avuto modo di constatare in passato, gli attentati terroristici influiscono pesantemente sull’ottimismo dei consumatori, modificandone in modo sensibile i comportamenti economici. Purtroppo a seguito dei gravi eventi terroristici degli ultimi giorni, la fiducia delle famiglie ha subito un ulteriore calo, i cui effetti si registreranno tuttavia solo nelle prossime settimane.”

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Unione Naz Consumatori su canone Rai

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 luglio 2016

Rai: sede di romaArrivate le bollette pazze sul canone Rai: consumatori che hanno regolarmente inviato la dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione e che si sono ritrovate ugualmente l’importo di 70 euro (cfr segnalazioni sotto riportate).
“Non era difficile prevedere che qualcosa si sarebbe inceppato. Consumatori che hanno dichiarato di non avere la tv o che il canone andava pagato su un’altra utenza elettrica, si sono ritrovati, rispettivamente, uno e due canoni Rai in bolletta” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Ci sono anche persone che non hanno dichiarato nulla, dato che hanno la tv e sapevano di dover pagare, ma che non hanno ricevuto nella bolletta di luglio i 70 euro del canone e che ora ci chiedono cosa devono fare” prosegue Dona.
“L’Agenzia delle entrate ha tempo fino al 4 agosto per emanare il provvedimento sui rimborsi. Ma le bollette di luglio stanno ormai per scadere. Nessuno ha ancora spiegato ai contribuenti, una volta sospesa la domiciliazione di tutta la bolletta e pagata la sola luce, cosa devono fare per contestare l’addebito senza incorrere in problemi. Non è accettabile che si debba pagare e poi chiedere il rimborso, riavendo i soldi non si sa quando” conclude Dona.L’Unione Nazionale Consumatori ricorda quello che per il momento è noto:
1) Domiciliazione. L’utente ha la facoltà di revocare l’autorizzazione all’addebito diretto sul conto corrente bancario delle fatture per la fornitura di energia elettrica, ma deve farlo nel suo complesso. Ossia, per revocare la domiciliazione del canone, si deve revocare anche quella della luce. Cosa si debba fare dopo aver sospeso il pagamento, non è noto!
2) I soldi vanno prioritariamente per la luce. In caso di pagamento parziale della fattura elettrica, se non c’è l’indicazione da parte dell’utente dell’imputazione delle somme pagate, l’imputazione avviene prioritariamente alla fornitura elettrica. Ossia, se non si dice cosa si sta pagando, i soldi vanno per il pagamento della luce, evitando, così, problemi come il distacco della fornitura. Il pagamento parziale della fattura è effettuato secondo le modalità già ordinariamente definite dalle imprese elettriche per i pagamenti parziali, indicando l’imputazione nella causale di versamento.
3) Solleciti di pagamento. “In caso di mancato pagamento totale o parziale della fattura per la parte relativa ai consumi elettrici, l’impresa elettrica provvede ad inviare solleciti al cliente con le modalità ordinariamente utilizzate, anche per la parte relativa al canone”. Per quanto attiene alla quota di canone, le sanzioni e gli interessi eventualmente dovuti, sarà comunque l’Agenzia delle entrate ad applicarli. Se, entro l’anno solare, ossia entro 365 giorni, il cliente non ha provveduto al pagamento del canone, le azioni di recupero, con le relative sanzioni ed interessi, sono effettuate dall’Agenzia delle entrate.
4) No al distacco della luce. In nessun caso il mancato pagamento del canone comporta il distacco della fornitura di energia elettrica.
5) Niente sanzioni se il ritardo non dipende da noi, ma quando non dipende da noi? Nei casi in cui il tardivo versamento del canone “non dipenda da cause imputabili all’utente non si procede all’applicazione di sanzioni e interessi a suo carico”. Peccato che non si sappiano quali cause sono imputabili e quali no: se non ricevo l’addebito in bolletta fino ad ottobre e non segnalo nulla, sono colpevole?
6) Rimborsi. Il rimborso del canone addebitato al cliente dall’impresa elettrica ma non dovuto, avverrà, una volta che l’Agenzia delle entrate avrà verificato i presupposti della richiesta, mediante accredito della somma sulla prima fattura utile, oppure con altre modalità, purché sia assicurata all’utente l’effettiva corresponsione della somma entro 45 giorni (dalla ricezione da parte delle imprese elettriche dei dati trasmessi dall’Agenzia delle entrate). Manca, purtroppo, la tempistica entro la quale l’Agenzia dovrà verificare la spettanza, ossia pronunciarsi.

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Unione Naz. Consumatori su Istat commercio: Non si salva nessuno

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

confcommercio consumiSecondo i dati Istat resi noti oggi, a maggio le vendite al dettaglio diminuiscono su base annua sia in valore (-1,3%), sia in volume (-1,8%), sia per gli alimentari (-1,8% in valore, -2% in volume) sia per i non alimentari (rispettivamente -1% e -1,6%).
“Non si salva nessuno! La cosa più preoccupante è che nessuna forma distributiva registra valori positivi, né gli ipermercati (-2,5%) né, men che meno, i piccoli negozi. Persino i discount, gli unici a salvarsi durante la crisi, segnano una battuta d’arresto, registrando un -0,2% su base tendenziale” dichiara Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Questo indica che non bastano più offerte, sconti e prezzi bassi. E questo perché le famiglie hanno finito i soldi!” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su Istat inflazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2016

istatL’Istat conferma le stime preliminari. A giugno l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un aumento dello 0,1% su base mensile ed una diminuzione su base annua dello 0,4%.
“I consumi sono ancora stagnanti, quindi è ovvio che i prezzi confermino la loro discesa. La spesa per consumi finali delle famiglie nel primo trimestre del 2016 è rimasta ferma rispetto al quarto trimestre 2015. Il rovescio della medaglia è che, grazie alla deflazione, sale il potere d’acquisto delle famiglie, aumentato dell’1,1% nello stesso periodo di riferimento” afferma Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
Per quanto riguarda i capoluoghi delle regioni e delle province autonome, a giugno sono 12 su 19 quelli in deflazione.
“Il fatto che Milano, solitamente tra le città più care d’Italia, abbia il record della deflazione, è particolarmente grave. Indica che anche i milanesi, nonostante abbiano un reddito disponibile tra i più alti d’Italia, hanno dovuto stringere la cinghia e ridurre le spese. Se non ripartono i consumi a Milano, figurarsi altrove” prosegue Dona.
L’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica dei capoluoghi di regione (cfr tabella) dove, grazie alla deflazione, si risparmia di più.
Il record spetta a Milano, dove l’abbassamento dei prezzi dell’1% consente ad una famiglia di 4 persone di risparmiare 490 euro su base annua in termini di riduzione del costo della vita. Al secondo posto Torino, con una deflazione dello 0,9% ed una minor spesa di 400 euro. Al terzo posto Ancona, dove una tradizionale famiglia di 4 componenti risparmierà 328 euro (-0,8%).
In testa alla classifica delle città più care d’Italia, Venezia, dove l’inflazione dello 0,6% si traduce in un aggravio di spesa, per una famiglia di 4 persone, pari a 269 euro su base annua. Seguono, sempre in termini di aumento del costo della vita, Trento, dove l’inflazione dello 0,5% si traduce in un aumento del costo della vita pari a 232 euro e Bolzano, scalzata dal suo primato storico di città più cara d’Italia (inflazione +0,4%, + 223 euro).
Tra la città più cara, Venezia, e quella meno cara, Milano, si determina una differenza annua, in termini di spesa, pari a 759 euro (490+ 269).

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Più ambizione e attenzione per i consumatori tra gli obiettivi energetici 2020

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

parlamento europeoL’obiettivo sulle energie rinnovabili dell’UE – il 20% del consumo totale entro il 2020 – è già stato raggiunto da molti Stati membri dell’UE. Altri, invece, sono in ritardo e devono fare di più, chiedono i deputati nella risoluzione votata giovedì. In una seconda risoluzione, approvata sempre giovedì, si sottolinea che, per raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica dell’UE – risparmio del 20% entro il 2020 – gli Stati membri devono attuare in pieno la legislazione comunitaria e in tempi più rapidi.Nella risoluzione, si precisa che utilizzare tutti i meccanismi di finanziamento esistenti in modo efficace è fondamentale per raggiungere l’obiettivo del 20% entro il 2020. Si ribadisce inoltre la richiesta del Parlamento di introdurre obiettivi vincolanti capaci di garantire che le energie rinnovabili rappresentino almeno il 30% del consumo totale di energia entro il 2030.D’altra parte, l’obiettivo generale di efficienza del 20% è a rischio se gli Stati membri non procedono alla piena attuazione dell’attuale legislazione UE.I deputati sottolineano che l’autogenerazione e l’autoconsumo sono “diritti fondamentali” e che la prossima revisione della direttiva sulle energie rinnovabili dovrebbe prevedere misure per promuovere e incoraggiare gli investimenti in questi settori. Un mercato più integrato è essenziale per lo sviluppo delle energie rinnovabili e la riduzione dei costi energetici.I deputati invitano dunque l’UE a investire maggiormente in programmi di informazione e di sostegno negli Stati membri, che potrebbero aiutare ad aumentare la partecipazione agli attuali regimi obbligatori di efficienza energetica locali, nonché promuovere nuovi progressi tecnici in settori quali raffreddamento, illuminazione e isolamento.Difatti, il ruolo dei consumatori è decisivo per il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica, ad esempio attraverso la ristrutturazione degli edifici, il teleriscaldamento e i sistemi di raffreddamento; la ristrutturazione ad alta efficienza energetica degli edifici dovrebbe essere una priorità, in modo da aiutare i residenti colpiti da povertà energetica. Il PE sostiene la definizione di obiettivi specifici di efficienza energetica per gli edifici residenziali.La risoluzione sull’efficienza energetica è stata approvata con 253 voti a favore, 193 contrari e 4 astensioni. La risoluzione sulle energie rinnovabili è stata approvata con 444 voti a 103, e 23 astensioni. A queste raccomandazioni seguiranno proposte legislative sull’Unione energetica da parte della Commissione europea.

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Aumentare il potere dei consumatori nel mercato dell’energia

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 maggio 2016

energiaI consumatori dovrebbero avere più potere nel mercato dell’energia. Lo chiedono i deputati in una risoluzione sul “new deal” per i consumatori di energia votata giovedì. Il Parlamento sostiene sistemi di acquisto collettivi, la produzione di energia presso le famiglie, migliori strumenti di confronto dei prezzi e la possibilità per i consumatori di cambiare più facilmente fornitore e scegliere le tariffe.”Attualmente, 50 milioni di cittadini europei stanno vivendo in condizioni di povertà energetica. Molti cittadini sono fermi a contratti obsoleti, noti anche come contratti “latenti”, che spesso richiedono di pagare una penale ingente al momento del passaggio a un fornitore più economico. Voglio che le compagnie energetiche forniscano ai consumatori le informazioni riguardo alle tariffe più convenienti ed eliminino le penali per il cambiamento di fornitore. Nel 2016, in Europa, nessuno dovrebbe scegliere tra il riscaldamento o il cibo”, ha detto la relatrice Theresa Griffin (S&D, UK).Nel testo non vincolante, che contribuirà alle proposte legislative che saranno presentate dalla Commissione a settembre, i deputati chiedono fondi comunitari per promuovere l’efficienza e contrastare la povertà energetica.
Per incoraggiare i consumatori ad avere un ruolo attivo sul mercato energetico, i deputati propongono di:
introdurre nuovi modelli imprenditoriali, come sistemi di acquisto collettivi e strumenti finanziari innovativi che aiutino i consumatori ad adottare l’autoproduzione, l’autoconsumo e le misure di efficienza energetica;
ridurre gli ostacoli amministrativi che si frappongono alla nuova capacità di autoproduzione, in particolare accorciando le procedure di autorizzazione per l’accesso al mercato e promuovendo sistemi comunitari/cooperativi in ambito energetico;
introdurre condizioni favorevoli per gli affittuari e per coloro che vivono nei condomini, al fine di consentire un utilizzo maggiore degli strumenti di autoproduzione ed efficienza energetica.
I prezzi dovrebbero inoltre essere resi più trasparenti grazie a diversi metodi, quali:
l’aumento della frequenza delle bollette e maggiore chiarezza nei contratti per agevolarne l’interpretazione;
un accesso semplice e puntuale allo storico dei consumi domestici e ai relativi costi;
permettere ai consumatori, inclusi quelli che non hanno accesso a Internet o non dispongono delle necessarie competenze in materia, di comparare le diverse offerte e di scoprire se possano risparmiare cambiando fornitore. Questi strumenti di comparazione dei prezzi devono essere indipendenti, aggiornati e comprensibili. Devono inoltre informare i consumatori sulle tariffe più vantaggiose per loro, basate sullo storico dei consumi domestici, assicurando che, qualora lo desiderino, possano cambiare tariffa nel modo più semplice possibile, senza costi di rescissione del contratto o penali;
lo sviluppo di prezzi dinamici che riconoscano i periodi di consumo massimo e i periodi di consumo normale, con una tariffazione trasparente, comparabile e chiara;
lo sviluppo di reti e apparecchiature intelligenti che automatizzino la gestione della domanda energetica in risposta alle indicazioni dei prezzi.
Secondo i deputati, la povertà energetica – i casi in cui le persone non sono in grado di avere il riscaldamento o utilizzare l’elettricità nelle loro case a prezzi accessibili – deve essere affrontata alla radice. Pertanto, chiedono fondi UE per promuovere l’efficienza energetica, l’auto-generazione e altre misure destinate ai cittadini vulnerabili che si trovano in condizioni di povertà energetica.

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