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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Posts Tagged ‘consumatori’

Bankitalia: nuovo record debito, sale a 2.299,968 miliardi

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

Banca d'ItaliaNuovo record storico del debito pubblico italiano, che a luglio sale a 2.299,968 miliardi, battendo il precedente primato di giugno di 2.281,417 mld, che aveva battuto il record di maggio di 2.279,264 miliardi, che aveva battuto il record di aprile (2.270,977) e che a sua volta aveva battuto il record di marzo (2.260,551). “Un debito equivalente a 91 mila euro a famiglia. Se una famiglia avesse un debito così elevato avrebbe già la casa all’asta. La cosa più grave è che mentre lo scorso anno i dati erano altalenanti, si passava da record a discese, da aprile il debito si è impennato. Il lieve rialzo del Pil non può consentire di trascurare l’abbassamento del debito in valore assoluto, altrimenti il loro rapporto non si abbasserà mai” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Tutti continuano a mettere in guardia dal pericolo debito pubblico, che lascia esposta e vulnerabile l’Italia a possibile speculazioni dei mercati. Ma il Governo evidentemente non se ne cura” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su decreto povertà

Posted by fidest press agency su sabato, 2 settembre 2017

povertàIl Consiglio dei ministri ha approvato definitivamente il decreto legislativo che introduce il reddito di inclusione (Rei). “Importi vergognosi per chi è povero assoluto, ossia per chi non può permettersi di acquisire beni e servizi considerati essenziali come il cibo. Anche la platea è a dir poco insufficiente” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Nel 2016 è stato battuto il record storico degli individui in povertà assoluta, salito dai 4 mln e 598 mila del 2015 ai 4 mln e 742 mila (+3,1%), un livello mai raggiunto dall’inizio delle serie storiche, iniziate nel 2005. Per gli individui, l’incidenza dei poveri assoluti passa dal precedente primato del 7,6 al 7,9 per cento” prosegue Dona. “Un disonore per un Paese che si definisce civile, che dimostra quanto poco è stato fatto finora per ridurre le diseguaglianze e combattere la povertà” prosegue Dona.
“Se invece di sprecare soldi in bonus inutili o, peggio ancora, dati a famiglie benestanti, solo perché non commisurati al reddito Isee, si concentrassero gli stanziamenti su chi ne ha effettivamente bisogno, questo dato potrebbe crollare” conclude Dona. L’associazione di consumatori ricorda che il bonus di 80 euro, che avrebbe dovuto aiutare le persone con redditi medio bassi, va solo al 28,2% delle famiglie più povere (1 mln e 411 mila le famiglie beneficiarie), contro il 29,6% del quinto più ricco (1 mln e 613 mila famiglia) e, addirittura, il 45,9% di quelle con redditi medio alti (2 mln e 383 mila famiglia), ossia della quarta classe di reddito disponibile. Le cose vanno un po’ meglio, si fa per dire, per la quattordicesima, anche se ne beneficiano di più i redditi medi della terza classe (733 mila famiglie) rispetto ai più poveri del primo quinto (570 mila famiglia), persino rispetto all’importo medio annuo, 280 euro contro 267.

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Aumenti nascosti e diritti dei consumatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 agosto 2017

Come introdurre un aumento, anche consistente, di un prodotto o di un servizio senza dichiararlo? Le compagnie di telefonia, sia mobile che fissa, e non ultima Sky hanno trovato l’escamotage del cambio di fatturazione, aggiungendo una mensilità al conto annuo, con un ricarico dell’8,6% a danno dei consumatori. L’Adoc, che da tempo ha denunciato le anomalie legate al cambio di data della fatturazione, chiede che ci sia un intervento normativo sia a livello nazionale che europeo, per assicurare al consumatore le giuste tutele e fermare questo trend degli aumenti nascosti. “Molte delle compagnie di telefonia e non ultima Sky hanno nascosto aumenti del proprio canone, nell’ordine dell’8,6%, difficili da far digerire ai consumatori, dietro cambi della periodicità di fatturazione. È una prassi che penalizza gli utenti, ai limiti della pubblicità ingannevole – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – non siamo contrari ad un mero cambio di calcolo della fatturazione, ma questa modifica dovrebbe prevedere una riproporzione delle precedenti condizioni economiche. Ovvero, che anche con il passaggio a 13 mensilità il consumatore non deve subire variazioni dei costi sostenuti. Inoltre, il cambio di fatturazione pone due spinose questioni. La prima riguarda il pagamento con RID: i pagamenti con addebito bancario hanno cadenza mensile solare, per cui il cambio di calcolo della fatturazione a 28 giorni provocherà uno sfalsamento tra tempistiche del RID e della bolletta, con possibile insorgenza di uno scoperto bancario, con eventuale morosità o di errori di calcolo delle spese. La seconda concerne il diritto alla libera scelta e alla comparazione: la diversa cadenza di fatturazione tra operatori mina la tutela della trasparenza e della comparabilità delle condizioni economiche tra le offerte. Per questo chiediamo sia al Governo che all’Unione Europea di affrontare seriamente e concretamente il problema, intervenendo a livello normativo per bloccare queste pratiche commerciali, a nostro avviso, scorrette.” Un’ulteriore forma di aumento nascosto è la cosiddetta shrinkflation. Nel Regno Unito oltre 2.500 prodotti negli ultimi 5 anni hanno subito variazioni di dimensione o peso per essere venduti allo stesso prezzo. “La shrinkflation è quel fenomeno per cui le dimensioni di prodotti di largo consumo vengono ridotte ma il prezzo rimane invariato o, addirittura, aumentato – prosegue Tascini – tutto ciò sotto gli occhi del consumatore, che non può rendersi conto delle variazioni minime apportate e che quindi paga di più per avere di meno. A nostro avviso la riduzione delle dimensioni dei prodotti venduti mantenendo lo stesso prezzo è solo un modo subdolo per nascondere un aumento dei costi a danno dei consumatori visto che molto difficilmente si potrà
notare il cambiamento. In Italia, al momento, non esiste ancora uno studio in merito ma sarebbe opportuno che Istat e Antitrust comincino ad analizzare tale fenomeno, che causa un danno notevole, sia dal punto di vista economico che di fiducia, al consumatore.”

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Sapete cos’è la Governance globale?

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 agosto 2017

mondo-multi-polareE’ un prodotto dei processi di internazionalizzazione e di globalizzazione che, oltre sull’economia, hanno prodotto modifiche importanti nella società civile, diventata anch’essa globale e caratterizzata da nuove problematiche e da nuovi attori. Pensiamo alla pari opportunità tra uomini e donne, al commercio equo e solidale, alle nuove categorie etiche come quella della responsabilità sociale dell’impresa, ai movimenti d’opinione, al crescente ruolo dei consumatori, degli ambientalisti, dei no-global, delle nuove organizzazioni imprenditoriali e bancarie, ai mass media e ai centri di ricerca. Ne deriva un profondo cambiamento nei rapporti tra la società civile e lo Stato. On primo luogo dobbiamo prendere atto che si è allentata la sovranità degli Stati dato che i trasferimenti di beni tengono conto sempre meno delle frontiere e sempre più spaziano in aree geografiche ampie ed articolate. In quest’ottica la governance globale intesa come un sistema di norme necessarie ad assicurare l’ordine mondiale configura una soluzione della gestione di problemi generali che non possono essere risolti solo dai singoli Stati. Ciò non di meno stenta a prendere piede una organizzazione mondiale capace di meglio regolamentare questa tendenza a trasferire molte decisioni a livello continentale e non solo di natura strettamente economica. Vi è, semmai, un’altra tendenza volta a rendere maggiori poteri alle amministrazioni locali. E’ un cambiamento anch’esso senza precedenti e che evidenzia il progredire di due processi divergenti di cui uno è dato dalla nuova consapevolezza sociale e culturale degli individui in un ambito mondiale e, dall’altro, la richiesta di soddisfazione di bisogni più stringenti e più riconducibile all’immediata quotidianità in ambito locale. Pensiamo alla sanità, alla previdenza, all’istruzione, ad un contenuto livello dei prezzi e del prelievo fiscale, ed ancora della disponibilità di opportunità di lavoro, risparmio e sicurezza personale. E’ un sistema incrociato di regole che tende ad esaltare ciò che a tutt’oggi non è regolamentato e ciò comporta disfunzioni ed anche notevoli contrasti ed incomprensioni e non ultimo, di certo, abusi e vuoti di potere.

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Una vergogna! Individui poveri salgono del 3,1%

Posted by fidest press agency su sabato, 15 luglio 2017

poveroSecondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel 2016 viene battuto il record storico raggiunto nel 2015 degli individui in povertà assoluta, che sale da 4 mln e 598 mila a 4 mln e 742 mila (+3,1%), un livello mai raggiunto dall’inizio delle serie storiche, iniziate nel 2005 (cfr tabella).”Una vergogna, che dimostra che quanto è stato fatto finora per ridurre le diseguaglianze e combattere la povertà è servito a ben poco. Per gli individui, l’incidenza passa dal precedente primato del 7,6 al 7,9 per cento. Anche se per le famiglie povere non si è battuto il record del 2013, 1 mln e 641 mila famiglie, rispetto al 2015 si registra un peggioramento notevole, pari al 2,3 per cento” dichiara Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Se invece di sprecare soldi in bonus inutili o, peggio ancora, dati a famiglie benestanti, solo perché non commisurati al reddito Isee, si concentrassero gli stanziamenti su chi ne ha effettivamente bisogno, questo dato sarebbe crollato” prosegue Dona.L’associazione di consumatori ricorda che il bonus di 80 euro, che avrebbe dovuto aiutare le persone con redditi medio bassi, va solo al 28,2% delle famiglie più povere (1 mln e 411 mila le famiglie beneficiarie), contro il 29,6% del quinto più ricco (1 mln e 613 mila famiglia) e, addirittura, il 45,9% di quelle con redditi medio alti (2 mln e 383 mila famiglia), ossia della quarta classe di reddito disponibile. Le cose vanno un po’ meglio, si fa per dire, per la quattordicesima, anche se ne beneficiano di più i redditi medi della terza classe (733 mila famiglie) rispetto ai più poveri del primo quinto (570 mila famiglia), persino rispetto all’importo medio annuo, 280 euro contro 267.
“Una situazione assurda e paradossale. Basterebbe che gli stessi soldi venissero spesi meglio per contrastare seriamente la povertà, Il Reddito d’inclusione, che secondo il comunicato del Governo del 9 giugno, dovrebbe andare, nella prima fase, ad appena 500 mila famiglie, ossia ad appena il 30,9% dei poveri assoluti, stanzierà importi vergognosi, da un minino di 190 a un massimo di 485 euro per le famiglie più numerose con 5 componenti. Insomma, si può e si deve fare di più” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su Istat fatturato: nulla di buono

Posted by fidest press agency su domenica, 25 giugno 2017

istatSecondo i dati resi noti oggi dall’Istat, ad aprile il fatturato dell’industria, corretto per gli effetti di calendario, sale su base annua del 4%, mentre per gli ordinativi totali l’indice grezzo scende del 2,2%. “Nulla di buono, dati negativi. Dopo i valori molti positivi di febbraio e marzo, si registra un calo mensile sia del fatturato, -0,5%, che degli ordinativi, -0,7 per cento. Anche su base annua, andiamo male. Cresce il fatturato del 4%, ma solo per un fatto tecnico, perché i giorni lavorativi sono stati 18 contro i 20 di aprile 2016. L’indice grezzo, infatti, scende del 2,5%, con un crollo del 3,1% per quello interno. Gli ordinativi, infine, diminuiscono del 2,2%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Fiducia dei consumatori: Governo galleggia e opposizione insegue chimere

Posted by fidest press agency su domenica, 28 maggio 2017

Palazzo chigi1“L’indice del clima di fiducia dei consumatori e l’indice composito del clima di fiducia delle imprese diminuiscono passando rispettivamente da 107,4 a 105,4 e da 106,8 a 106,2”. E’ quanto afferma l’Istat il che, oltre alla valutazione sul “sentimento”, fa scattare un campanello d’allarme, che dovrebbe mettere sull’avviso chi ci governa. I depositi bancari sono aumentati di ben 54,5 miliardi di euro rispetto ad aprile dello scorso anno, segno evidente che i consumatori hanno un atteggiamento diffidente e preferiscono tenere i propri risparmi in banca, invece di spenderli e innescare un circolo virtuoso di spesa e produzione di beni e servizi. Il governo galleggia, l’opposizione insegue chimere, la maggioranza e la minoranza in Parlamento fanno a gara nell’offrire ricette demagogiche (ultima è la proposta sui vitalizi che avrà effetti devastanti sulle pensioni ordinarie), mentre il Paese attende politiche che offrano una prospettiva concreta per il futuro.
Insomma, si sta in palude in attesa di non si sa cosa. (Primo Mastrantoni, Segretario Nazionale Aduc)

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Trentennale dell’Associazione dei Consumatori CODICI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 maggio 2017

codiciRoma giovedì 11 maggio 2017, presso la Sede Nazionale, in via Giuseppe Belluzzo n.1 festeggiamenti dei 30 anni dell’Associazione, Codici per ripercorrere insieme la storia dell’Associazione, le battaglie portate avanti nel corso degli anni e illustrare i risultati raggiunti.La giornata si aprirà con una relazione introduttiva del Segretario Nazionale Ivano Giacomelli, e a seguire, avranno luogo dibattiti, tavole rotonde, eventi ed iniziative su temi specifici:
Dalle 10.00 alle 13.30 Sessione Mattutina Prima Parte – ACQUA come patrimonio
Come costruire un modello di servizio idrico efficiente. Creare un reale sistema dell’acqua di tutti.
Sono stati invitati: Aeegsi, Anci, Anea, Governo-Italia Sicura, CDP, F.Daga(M5S) e M.Manfredi(Pd), Utilitalia, Furio Truzzi RCI
Modera: Silvano Morandi (Codici)
Dalle 14.30 alle 16.30 Seconda parte – ENERGIA: l’indipendenza energetica Nuove tecnologie e sistemi di accumulo per ridurre l’impatto degli oneri in bolletta e rendere indipendenti i consumatori finali.
Sono stati invitati: ENEL, Assoelettrica, MISE-SEN, Aeegsi, Sen.Gianni Girotto e Giovanni Ferrari RCIModera: Luigi Gabriele (Codici)
Dalle 16.30 alle 18.30 Sessione Pomeridiana – La nuova era dell’ECONOMIA. Come Blockchain cambierà l’economia e il business. Ridistribuire risorse e tornare a investire risparmiando.Le tecnologie stanno per aprire nuove prospettive, tra cui un diverso ruolo per l’intermediazione bancaria e finanziaria. Quali prospettive per i consumatori finali e opportunità per la redistribuzione delle risorse. Sono stati invitati: AGCM, Agcom, Consob, Banca D’Italia, Ivass,Intesa San Paolo, MEF, On. Daniele Capezzone e Ivano Giacomelli (RCI) Modera: Canio Trione (Codici) (foto: codici)

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Neverland progetto per consumatori sostanze psicoattive

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

firenze

Firenze. Per aiutare i giovani che fanno uso di sostanze psicoattive senza ancora dipendenza, le unità funzionali dipendenze di Firenze Nord Ovest e di Firenze Sud Est del Dipartimento Salute Mentale – Dipendenze dell’AUSL Toscana Centro hanno messo in campo per il secondo anno consecutivo il progetto triennale “Neverland, in collaborazione con il Progetto Villa Lorenzi, grazie a uno specifico finanziamento dell’Assessorato alle Politiche sociali della Regione Toscana.Si tratta di un progetto psico educativo per consumatori di sostanze psicoattive legali e/o illegali e per le loro famiglie (i cui responsabili sono i dottori Guido Guidoni e Paola Trotta).I destinatari sono persone giunte ai Ser.D. (Servizi per le Dipendenze) di Firenze attraverso vari canali (familiari, Prefettura, UEPE (Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna), C.I.C. (Centro Informazione e Consulenza) delle scuole etc) e diagnosticati presso questi servizi come “consumatori” (cioè che usano sostanze psicoattive, ma non hanno una diagnosi di dipendenza da queste) ai quali viene proposto di svolgere presso la sede di Villa Lorenzi cicli di incontri di informazione e riflessione sui rischi correlati all’uso di ogni sostanza psicoattiva legale o illegale, sul piano della salute, sul piano sia legale che sociale.Il progetto prevede tre diversi cicli di incontri, che si svolgono a cadenza settimanale e in modo continuativo durante l’anno.
Un ciclo di 8 incontri è dedicato a consumatori con età inferiore ai 25 anni (orario 18.30-20-30); un ciclo di 6 incontri è rivolto, invece, a consumatori con età superiore ai 25 anni (orario 21.00-23.00); un terzo ciclo di incontro è destinato ai i familiari quali genitori, fratelli, partner e altri (orario 18.30-20.30).
Il progetto prevede colloqui individuali prima dell’inizio e della fine del ciclo, la somministrazione di un questionario di valutazione pre e post intervento e la redazione di una relazione finale da parte degli operatori di Villa lorenzi e inviata agli operatori del Ser.D. per eventuali certificazioni a enti terzi.
In questa seconda annualità, grazie collaborazione fornita dal servizio NOT (Nucleo Operativo Tossicodipendenze) della Prefettura di Firenze, è stata inserita la partecipazione di Assistenti Sociali della Prefettura al terzo incontro di ogni ciclo, quello dedicato ai rischi legali.Infine, a breve sarà formalizzata la collaborazione con l’Agenzia Regionale di Sanità per il supporto nell’attività di valutazione quantitativa e qualitativa del progetto e nella realizzazione del report intermedio e finale.A oggi sono stati iniziati e conclusi 11 cicli di incontri: 4 per consumatori adulti sopra i 25 anni, 4 per giovani sotto i 25 anni, 3 cicli di incontri per i genitori di cui un ciclo è stato un secondo ciclo su richiesta dei familiari.
Sono state coinvolte un totale di 79 persone, di cui 31 giovani, 29 adulti e 19 genitori.
Per quanto riguarda i genitori risulta essere più difficile il coinvolgimento di quelli del gruppo degli adulti rispetto a quelli di minori o di giovani. Il primo ciclo di incontri per genitori presso Villa Lorenzi era composto da 5 persone, il secondo ciclo di genitori era composto di 9 persone che hanno richiesto una prosecuzione in una seconda fase, costituita da altri 4 incontri, e 5 genitori sono stati seguiti con alcuni colloqui individuali.L’età media dei gruppi under 25 è di 20,33 anni; quella dei gruppi over 25 è di 33,63.
Per quanto riguarda la motivazione dell’ invio da parte dei Ser.D. si tratta di 53 segnalazioni della Prefettura e di 3 ragazzi senza obblighi istituzionali.
Gli invii da parte dei Ser.D. sono così distribuiti: 11 provengono da Scandicci, 7 da Sesto, 7 da Campi, 11 da Carmine, 12 da Figline, 3 da Bagno a Ripoli, 4 da Santa Rosa, 3 da Borgo Pinti e 2 da Arcolaio. (by mariaantonietta cruciata)

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Luce e gas: Per i consumatori è una giungla, anche per colpa dell’Autorità dell’energia

Posted by fidest press agency su domenica, 5 marzo 2017

energiaAttivazione di contratti non richiesti, venditori porta a porta truffaldini, bollette errate e megabollette di conguaglio per omessa lettura dei contatori. Spesso, queste pratiche illecite si concludono col distacco delle utenze ed il consumatore costretto a pagare in fretta e furia ciò che non deve pur di riavere luce e gas.
Di fronte a tutto questo, l’Autorità per l’energia (Aeegsi) rimane anni luce dal creare un sistema di tutela per il consumatore degno di questo nome, come ad esempio accade da molti anni nella telefonia.
Non ci sarebbe alcun bisogno di inventarsi chissà quali complessi rimedi, visto che basterebbe prendere spunto dalla normativa Agcom (Autorità garante delle comunicazioni). Eppure, ancora oggi chi si ritrova ingiustamente senza luce o gas è infinitamente meno protetto di chi rimane senza l’Adsl. E’ ammissibile questa situazione, specialmente nel momento in cui ci avviamo ad abbandonare il mercato tutelato dell’energia?
Ecco le macroscopiche deficienze che l’Autorità dell’energia si rifiuta di colmare:
1. un sistema incisivo di indennizzi giornalieri automatici e efficaci per il consumatore. Chi si ritrova senza telefono per un mese riceve fino a 450 Euro di indennizzi, chi si ritrova ingiustamente per un mese senza luce e gas ha un indennizzo da 30 a 90 Euro che peraltro raramente viene corrisposto!
2. un procedimento urgente per ottenere il ripristino della luce o del gas se staccato illecitamente. Nella telefonia, è possibile ottenere un provvedimento urgente di ripristino entro 10 giorni (procedimento GU5). Nell’energia, l’unico procedimento urgente per ottenere la riattivazione richiede l’avvocato e un calvario di un anno in tribunale.
3. la sospensione di qualsiasi pagamento oggetto di controversia tra consumatore e gestore, fino a quando non viene fornita una risposta motivata ai reclami o non sia conclusa la conciliazione. Durante il periodo di sospensione, al gestore deve essere vietato il distacco delle utenze, come accade per la telefonia.
4. un procedimento di definizione, successivo alla conciliazione, con cui l’Autorità decide sulla controversia con provvedimento vincolante per le parti, sul modello del procedimento Agcom GU14. Se oggi la conciliazione non va a buon fine, l’alternativa è prendersi un legale e fare causa oppure – molto più probabilmente – rinunciare ai propri diritti. Non proprio un incentivo a conciliare seriamente per i fornitori di energia, consapevoli che il consumatore che potranno negare anche l’evidenza sapendo che la faranno franca.
Fino a quando l’Autorità non farà questo, limitandosi al minimo sindacale previsto dalla normativa europea sulle conciliazioni, il mercato dell’energia in Italia rimarrà una giungla. (Pietro Moretti, vicepresidente Aduc)

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Vittoria dei consumatori Europei: arriva il SI del Parlamento Europeo alla portabilità dei contenuti online

Posted by fidest press agency su sabato, 11 febbraio 2017

parlamento europeoCapita spesso di trovarsi in un Paese estero, per motivi di lavoro o per una semplice vacanza, e voler usufruire di servizi come film, musica e contenuti online per cui si paga un abbonamento nel paese di origine. Fino a poco tempo fa questo non era possibile, in quanto tali contenuti erano visibili esclusivamente nel paese in cui veniva sottoscritto l’abbonamento.Le barriere geografiche, che risultano ormai facilmente valicabili, in materia di digitalizzazione diventavano un ostacolo quasi insormontabile: per questo motivo già un anno fa era stata presentata una proposta per la libera diffusione e fruizione dei contenuti online e finalmente arriva il primo via libera del Parlamento europeo alla “portabilità dei contenuti online” che permette di unire alla libertà di circolazione di tutti i cittadini all’interno dell’Unione Europea, quella dell’accesso a servizi che risultano ormai fondamentali, considerato il crescente sviluppo delle nuove tecnologie e degli strumenti di comunicazione. Una decisione fondamentale che mira alla eliminazione delle restrizioni transfrontaliere. Cittadini appartenenti a differenti stati, membri dell’UE, potranno dunque usufruire di contenuti e servizi online acquistati a pagamento nel proprio Stato, anche trovandosi all’estero, senza che lo spostamento limiti le possibilità di fruizione.Anche se si tratta di un primo piccolo tassello, l’Europa sta muovendo i primi passi verso la costruzione di un mercato unico digitale che superi ogni tipo di barriera ed è proiettato verso un vero e proprio modello comunitario.L’Associazione Codici resta a disposizioni di tutti i consumatori, i quali possono inviare le proprie segnalazioni al link http://www.codici.org/paytv.html

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Unione Europa: Velocità o meno, ciò che conta sono i consumatori, motore dell’economia

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

europa-comunitariaEuropa a due velocità, con interesse dei tedeschi visto che è l’attuale loro governo a proporlo… e quindi dopo la Brexit (ancora tutta in aria -1), ulteriore colpo all’Unione, all’euro e alle prospettive federali del territorio europeo? Noi -molto modestamente, dal nostro osservatorio e con la nostra azione politica essenzialmente a livello italiano- vogliamo ricordare che le velocità nell’attuale Unione ci sono gia’ e sono rilevanti: gli Stati nazionali per esempio, e la mancanza di politiche uniche fiscali e di difesa come secondo esempio, e le politiche sui migranti come terzo esempio, etc etc. Abbiamo scoperto l’“acqua calda”, ne siamo consapevoli, ma ricordarlo serve forse ad aiutare a capire che le soluzioni di nuove velocita’ che vengono prospettate, forse non rappresentano chissa’ quale novita’, ma sono solo la fotografia dell’attuale e, quindi, se dovessero essere prese in considerazione come pratica innovativa,
non sono altro che roba vecchia che ha gia’ dimostrato di non funzionare. Abbiamo per questo le soluzioni? Per carita’, non siamo cosi’ altezzosi e non pretendiamo cosi’ tanto. Ci preme solo ricordare, visto che il confronto e lo scontro politico per il benessere dei singoli e del mondo avviene a livelli transnazionali (dove l’ONU svolge solo una funzione di “cerotto” dei mali diffusi), che a questi livelli contano numeri e idee motrici. Con al centro l’economia e l’istruzione. Per capire sui numeri (restando nel cosiddetto Occidente).
Gli Usa sono un mercato di 325 milioni di consumatori. L’Unione Europea e’ un mercato di piu’ di 500 milioni di consumatori.
Le attuali situazioni che nascono da questi numeri. Gli Usa sono (ancora e per il momento) la prima potenza mondiale, a partire dalla forza del loro mercato interno e dalla capacita’ innovativa e creativa che nasce dalla loro istruzione. L’Unione Europea e’ riuscita (per ora) solo limitatamente a far pesare il proprio mercato interno, mentre per l’istruzione (sostanzialmente Erasmus) siamo in alto mare, e i risultati dell’istruzione sui singoli territori (proprio perche’ -a nostro avviso- non sono parte di un’unione federale) invece di guardare il mondo a partire dai propri 500 milioni di consumatori, si rivolge ad altri sistemi piu’ recettivi (essenzialmente Usa).
Accade, quindi, che la forza di un mercato come quello dell’Unione e’ sottovalutata perche’ poco fruibile e, spesso (anche grazie all’attuale montante nazionalismo antieuropeo) considerata come una gabbia.
Viene spontanea una domanda: perche’ in Unione Europea non si parte da questa semplice constatazione della propria potenza di mercato interno? Certo, ci sono tante variabili potenzialmente sconvolgenti, come per esempio quelle continentali e sub-continentali di Cina, Giappone, Africa e India… ma rappresentano un limite o non piuttosto uno stimolo a meglio organizzarsi per meglio dialogare ed aiutarsi per il benessere e la felicita’ transnazionale? Noi, ovviamente peroriamo per la seconda possibilita’ (stimolo, etc.). Ma non ci sembra che sia altrettanto da parte dei decisori. Tanto bla bla politicante, tanta paura di perdere poltrone a favore dei nazionalismi, ma per arrivare dove? Sui nazionalismi -allo stato dei fatti- dove si sono proposti come alternativa, sono stati sconfitti (Scozia, Catalogna, Austria -per esempio- anche se questi non erano anti-Ue nello specifico), e questo ci puo’ far credere che con politiche sui consumatori (l’Ue conviene per questo e per quest’altro), il ridimensionamento dei nazionalismi non e’ una chimera. Sul bla bla politicante, occorrono fatti, numeri, provvedimenti, snellimento della burocrazia, trasparenza, accessibilita’, comprensione oltre le barriere linguistiche… cioe’: benessere tangibile a partire dalla quotidianita’ di ogni consumatore. Difficile? Sicuramente non facile. La democrazia e la liberta’ sono di difficile e faticosa gestione ma, visto che nel mondo questo binomio fino ad oggi ci ha portato ad una drastica riduzione di fame, malattie e malessere, perche’ non accelerare anche in questo nostro mercato interno di 500 milioni di consumatori? Il testimone, ovviamente va ai decisori che -per il momento, e per fortuna- sono regimi parlamentari. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Unione Naz Consumatori su inflazione: stangata da 342 euro per coppia con due figli

Posted by fidest press agency su domenica, 5 febbraio 2017

istatSecondo i dati provvisori di gennaio resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un rialzo dello 0,9% su base annua, il tasso più alto da oltre 3 anni.”Una stangata che non ci voleva. Il balzo dell’inflazione a +0,9% significa, per una coppia con due figli, la classica famiglia italiana, avere una maggior spesa annua di 342 euro. Una cifra davvero considerevole” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Secondo i calcoli dell’associazione, l’incremento dei prezzi dello 0,9% significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, per una una coppia con 1 figlio, 321 euro in più su base annua, per una coppia senza figli, con più di 65 anni, 274 euro in più. Un pensionato con più di 65 anni sborserà 177 euro in più nei dodici mesi, 180 euro un single con meno di 35 anni, 261 euro una coppia senza figli con meno di 35 anni.

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Unione Naz. Consumatori su Confcommercio: dati catastrofici

Posted by fidest press agency su sabato, 4 febbraio 2017

confcommercio consumiSecondo la Confcommercio, nel 2017 il Pil non raggiungerà l’1% ed i consumi passeranno da un +1,3%-1,4% del 2016 ad un più modesto +0,6%.
“Se la Confcommercio, solitamente più generosa nelle previsioni rispetto ad altri istituti di ricerca, prevede dati così catastrofici, con un dimezzamento dei consumi rispetto all’andamento già non esaltante del 2016, è bene che il Governo si preoccupi e cambi rotta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Sono catastrofici perché non solo nel 2017 non ci sarà alcun miglioramento, ma perché si assiste ad un pericoloso tracollo dei consumi che rappresentano il 60% del Pil, con evidenti possibili effetti a catena sulla disoccupazione e sul reddito disponibile delle famiglie. Per questo, invece che anche solo balenare di possibili aumenti delle accise sui carburanti, che non rispettano nemmeno il criterio della capacità contributiva, è auspicabile una riforma fiscale che abbia come obiettivo quello di ridare capacità di spesa alle famiglie più in difficoltà e al ceto medio” conclude Dona

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Presentazione del nuovo soggetto: Rete Consumatori del Lazio

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 gennaio 2017

consumatoriLe Associazioni dei consumatori promotori di Rete Consumatori Lazio considerano il cittadino consumatore e utente un soggetto in costante evoluzione che nelle sue tre dimensioni ha un interesse oggettivo a riformare dalle fondamenta il sistema politico-istituzionale, economico e sociale.Per garantire verso le istituzioni e le rappresentanze delle imprese una adeguata forza rappresentativa di questi interessi, hanno promosso un nuovo soggetto sociale caratterizzato da una reale indipendenza da altri soggetti economici, politici, sindacali e sociali e da interessi professionali.Lo scopo di questa alleanza è la riforma dell’assetto politico-istituzionale che deve assicurare a tutti i cittadini consumatori e utenti il diritto di concorrere con le loro associazioni alla partecipazione politica, economica e sociale al pari delle altre categorie economiche dell’impresa e del lavoro in un quadro di nuove garanzie costituzionali.Le modificazioni intervenute nell’economia, nella finanza hanno reso ancora più debole il consumatore in particolare per l’asimmetria delle informazioni e delle conoscenze e richiedono un rafforzamento dei diritti fondamentali e il loro ampliamento al diritto di negoziazione dei propri interessi per contrastare un modello economico dissipatorio, scarsamente rispettoso della salute dei consumatori, delle risorse planetarie e dell’ambiente.Il cambiamento profondo negli stili e nelle condizioni di vita hanno portato a una società completamente diversa da quelle in cui i sistemi di welfare erano stati originariamente progettati. L’innalzamento dell’età media e della speranza di vita, la diminuzione delle nascite, l’uscita delle donne dalla famiglia verso il lavoro remunerato e, contestualmente, i mutamenti nei modi di produzione, con l’espansione dei servizi e la riduzione del settore industriale tradizionale, la crescente volatilità della formazione ricevuta e delle competenze acquisite, rendono i sistemi di welfare tramandati sempre meno sostenibili, sia riguardo alla loro legittimazione, sia riguardo al loro finanziamento. L’utente dei servizi pubblici, alla percezione dell’inadeguatezza rispetto alle nuove esigenze e dei costi crescenti, aggiunge il disincanto rispetto al loro funzionamento concreto, che viene sacrificato trasformando i patti di solidarietà in accordi di collusione neocorporativa a volte sfruttati dalle burocrazie preposte ai servizi, che intercettano una quota non trascurabile delle risorse (sempre più scarse) disponibili.Per far fronte a questa richiesta di rappresentare adeguatamente il cittadino consumatore e utente e di dare risposte ai suoi crescenti bisogni, le Associazioni dei consumatori maggiormente rappresentative del territorio regionale (AECI, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codici, Konsumer Italia, Primoconsumo) hanno dato vita alla Rete Consumatori del Lazio che rappresenta la più grande organizzazione di consumatori operante sul territorio.
La presentazione ufficiale avverrà oggi 26 gennaio (alle ore 14:30 presso la“Casa Bonus Pastor”, sita in via Aurelia 208), verrà presentata alla stampa ed alle Istituzioni la Rete Consumatori del Lazio.

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Lo spot sulla nuova tariffa elettrica è fuorviante per i consumatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 gennaio 2017

energia-elettricaL’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, attraverso il video diffuso sul proprio canale Youtube, continua a lasciar trapelare un’informazione ingannevole e illusoria sulla nuova tariffa elettrica. Lo spot che ha come protagonisti vari elettrodomestici che elencano tutti i benefici e i vantaggi della nuova riforma, sembra infatti fuorviare i consumatori, palesandosi in una condotta commerciale scorretta in quanto ingannevole. Ecco perché l’Associazione dei consumatori Codici ha segnalato la questione all’Antitrust.
Come dimostrato dall’assoluta contrarietà alla riforma delle Associazioni dei consumatori e ambientaliste, quest’ultima è tutt’altro che equa, trasparente ed efficiente.Non sembra facilmente comprensibile dai consumatori l’affermazione circa “tariffa di rete ripulita dai sussidi”. Sembrerebbe comportare un risparmio ma non si comprende in che modo. Solo gli addetti ai lavori ricorderanno, invece, come probabilmente si faccia riferimento ad una “pulizia del sistema tariffario da un sussidio incrociato tra utenti domestici. La progressività della tariffa di rete, infatti, comportava un importo minore di tale tariffa per minori consumi. Probabilmente, l’Autorità quando parla di sussidio intende una sorta di “aiuto” in favore dei grandi consumatori di energia in sfavore dei più piccoli. Tale lettura, che pure si contesta, non è minimamente comprensibile dal breve spot.
L’Autorità ha pubblicizzato la riforma sostenendo che intende promuovere l’efficienza energetica e che, tale riforma è improntata a una maggiore equità.A conti fatti, però, le nuove tariffe premieranno solo le utenze domestiche che consumano oltre 2.700 kWh l’anno, che in Italia sono meno del 20% del totale.Il messaggio che si vuole far passare è che la riforma della tariffa elettrica tuteli le classi sociali più svantaggiate, i più deboli e le famiglie più bisognose, ma il bonus sociale a cui si fa riferimento, presentato come una novità introdotta dalla nuova riforma, in realtà esisteva anche antecedentemente ad essa.
Questa riforma invece vogliamo ricordare a chiare lettere, fa pagare di più i consumatori che risparmiano o che hanno messo in atto un intervento di efficienza energetica.La riforma infatti, agevola il consumo dell’energia, di conseguenza sarà penalizzato chi tenderà a risparmiare, che si ritroverà in bolletta cifre spropositate. Saranno i piccoli consumatori di energia a subirne le conseguenze, ad essere premiato, paradossalmente, sarà chi consuma di più.

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Energia: nel 2017 si paghera di più, ma il garante “inganna” i consumatori!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2016

energia-elettricaL’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, continua imperterrita la campagna informativa sulla riforma tariffaria dell’elettricità per i clienti domestici. Lasciando trapelare, però, un’informazione ingannevole e illusoria.
Il video diffuso dall’Aeegsi sul proprio canale Youtube, che ha come protagonisti vari elettrodomestici che elencano tutti i benefici e i vantaggi della nuova riforma, sembra, infatti, fuorviare i consumatori.
Il messaggio che si vuole far passare è che la riforma della tariffa elettrica tuteli le classi sociali più svantaggiate, i più deboli e le famiglie più bisognose. Il bonus sociale a cui si fa riferimento, presentato come una novità introdotta dalla nuova riforma, in realtà esisteva anche antecedentemente ad essa.
Codici mette in allerta i consumatori, affinché sappiano come stanno realmente le cose: ad essere svantaggiati sono esclusivamente i più bisognosi, le famiglie in difficoltà economica, gli anziani ma anche i single, che in virtù di un consumo più ridotto, per motivi economici o di nucleo famigliare, si ritrovano invece a dover pagare di più.
Lo spot è l’esatto contrario di quanto approvato dall’Autorità. La riforma, infatti, agevola il consumo dell’energia, di conseguenza, chi sarà penalizzato? Ovviamente chi tenderà a risparmiare si ritroverà in bolletta cifre spropositate. Saranno i piccoli consumatori di energia a subirne le conseguenze, gli stessi che magari, proprio per risparmiare, si saranno attivati in interventi di efficienza energetica, come sostituzione degli infissi, lampadine a basso consumo energenetico, o semplici accortezze che a rigor di logica, avrebbero dovuto favorire un beneficio economico.
Invece, una riforma tariffaria presentata, in modo ingannevole, come favorevole alle classi sociali più deboli, diventa di fatto una tariffa per ricchi. Ad essere premiato, paradossalmente, è chi consuma di più.
E’ assurdo che l’Aeegsi continui, non solo, a lanciare messaggi che risultano travianti per i consumatori, ma che lo faccia anche a loro spese: lo spot infatti è un messaggio istituzionale, dunque realizzato grazie ai soldi dei cittadini, ma è chiaro che ad essere favoriti saranno esclusivamente i distributori di energia, gli unici, a quanto pare, di cui si cerca di favorire gli interessi.

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Unione Naz. Consumatori su debito pubblico

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

Banca d'ItaliaTorna a salire a ottobre, dopo la discesa di settembre, il debito pubblico italiano che si è attestato a 2.223,8 miliardi. “Per fortuna il Quantitative easing non finirà nel marzo 2017 e proseguirà fino alla fine del prossimo anno, altrimenti sarebbero guai. Anche se non si è ritoccato il record storico, è molto grave che non si sia ancora iniziato quel percorso discendente promesso dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per il 2016. Invece di approfittare dei bassi tassi di interesse e dell’abbassamento degli oneri per abbattere il debito, stiamo facendo come le cicale. Non si possono dare soldi a destra e a sinistra con interventi a pioggia e senza alcun riferimento al reddito Isee come abbiamo fatto nell’ultima legge di Bilancio” dichiara Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. L’associazione ricorda che nell’ultima legge di Bilancio appena approvata ci sono 120 interventi di spesa e che, nel solo 2017, per fondi ad hoc, sono stanziarti in totale un miliardo e mezzo di euro (1,513 mln), che salgono a 1 mld e 689 nel 2018 e a 1 mld e 886 nel 2019.

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Quali saranno i regali di Natale degli italiani?

Posted by fidest press agency su domenica, 11 dicembre 2016

regalo-nataleL’Unione Nazionale Consumatori ha condotto uno studio sui regali di Natale dal 2005 al 2015, stimando la top ten delle vendite natalizie 2016. Ebbene al primo posto per il prossimo Natale 2016 si confermano, come nel 2015 e nel 2014, i Prodotti di profumeria e per la cura della persona, che registreranno un incremento mensile delle vendite del 72,5%, un rialzo record rispetto al passato ed in costante aumento dal 2013 (+58,2%) ad oggi (+60,2% nel 2014, +64,3% nel 2015).
Lo studio non è basato su un sondaggio, ma sui dati Istat delle vendite al dettaglio degli anni passati, analizzando l’incremento congiunturale del mese di dicembre registrato dal 2005 al 2015, ossia la variazione percentuale del valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio del mese di dicembre rispetto a quello di novembre. In tal modo è possibile stilare la top dei regali che a Natale hanno ottenuto il maggior successo nelle vendite, non in termini di spesa assoluta in euro, ma in termini relativi rispetto alle vendite che quei gruppi di prodotti registrano normalmente nel resto dell’anno, oltre che stimare l’andamento per il 2016.
Al secondo posto della classifica dei regali 2016, i libri (Prodotti di cartoleria, libri, giornali e riviste) con una crescita del 60,7%.
Al terzo posto si conferma, come nel 2015 e nel 2014, la voce Informatica e telefonia (Dotazioni per l’informatica, la telefonia e le telecomunicazioni) con un rialzo nelle vendite del 58,5%, anche se il settore merceologico registra una leggera flessione di 0,1 punti percentuali rispetto al Natale 2015 (+58,6%). Si evidenzia che nel 2013 questo gruppo di prodotti era in testa alla top ten dei regali, anche se con una variazione nelle vendite (+58,8%) lontana dal record del 2005, quando il balzo fu del 73 per cento.
Al quarto posto della top ten dei regali 2016, i Generi casalinghi (+51,5%), al quinto l’Abbigliamento (+48%) e al sesto le Calzature e gli articoli in pelle e da viaggio (+46%). Seguono Foto-ottica, compact disk e strumenti musicali (+43,9%) e, all’ottavo posto, Elettrodomestici, radio e televisori (+41,3%). Sotto la media del totale delle vendite dei prodotti non alimentari, quindi potremmo dire tra i regali meno graditi o non regalati affatto: Mobili ed articoli tessili e di arredamento per la casa e Utensileria per la casa e ferramenta, in ultima posizione. Rispetto alla graduatoria del Natale 2015 le prime 5 posizioni sono confermate. Si segnala il miglioramento delle Calzature e articoli in pelle che passano dall’ottava posizione del 2015 alla sesta del 2016 ed il peggioramento di Foto-ottica, pellicole, compact-disc, cassette audio-video e strumenti musicali, che scala di un gradino, arrivando al settimo posto. In termini di punti percentuali, si segnala il balzo maggiore rispetto al 2015 per i prodotti di profumeria (+8,2 punti), mentre la flessione più rilevante (-1 punto percentuale) è per Elettrodomestici, radio, televisori e registratori.
“Questi dati ci dicono che, almeno per il Natale, le abitudini degli italiani sono stabili negli anni. Naturalmente questa non è la classifica dei regali più graditi ma di quelli che vengono normalmente fatti. Non sappiamo, cioè, se ricevere il solito profumo o dopobarba, piuttosto che un libro, sia poi apprezzato da chi li riceve, quello che è certo è che sono molto gettonati, forse anche perché sono regali facile da fare, che non richiedono grandi sforzi di immaginazione e hanno prezzi abbordabili per tutte le tasche” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Si precisa che nello studio non sono considerati i prodotti alimentari, non essendo possibile distinguere gli aumenti delle vendite legate al pranzo di Natale e al consumo familiare rispetto ai regali, ossia se il panettone e i cioccolatini sono consumati in famiglia o regalati. Sono, quindi, esclusi dalla classifica possibili regali alimentari come cesti alimentari, cioccolatini, pandori ecc ecc.

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Consumatori su pensioni: 800 mln su quattordicesima buttati dalla finestra

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

pensionatiLa spesa per gli interventi in materia previdenziale sarà di 6,8 miliardi tra il 2017 e il 2019 ma raggiungerà fino al 2026 in totale 24,3 miliardi di euro. Solo per la quattordicesima si stima una spesa annuale di 800 milioni di euro.
“Il Governo sulle pensioni sta facendo l’opposto di quello che bisognerebbe fare: regala la quattordicesima anche a chi non ne ha bisogno, non proroga il contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro, che scade a fine anno e non rispetta la sentenza della Consulta sul blocco della perequazione delle pensioni per gli importi bassi, pari a quattro volte il minimo, che hanno avuto finora solo un rimborso parziale” afferma Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Se, come sostiene il presidente dell’Inps, in sette casi su dieci la quattordicesima va a persone che non ne hanno alcun bisogno, andrebbe data in base al reddito Isee. Altrimenti si buttano i soldi dalla finestra, come si è già fatto per Tasi ed Imu. Poi andrebbe rinnovato il contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro e, infine, andrebbero adeguate al 100% del costo della vita le pensioni pari a quattro il minimo” conclude Dona.

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