Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

Posts Tagged ‘consumatori’

I consumatori di fronte alla più grande crisi geopolitica dal secondo dopoguerra

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Maggio 2022

Un momento importante di confronto e di analisi, di dibattito e di proposte. Si può riassumere così l’Assemblea Nazionale di Codici, che si è tenuta questo pomeriggio. Al centro della discussione la difficilissima situazione che si è venuta a creare in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina e le conseguenze per i consumatori. Questo il filo conduttore della relazione del Segretario Nazionale, Ivano Giacomelli, con cui si sono aperti i lavori. Un allarme sui possibili sviluppi del complicato e drammatico quadro attuale, con il timore di una crescente crisi economica accompagnata dalla contrazione dei consumi, una riduzione della qualità della vita e dei servizi pubblici, un crescente impoverimento delle famiglie. Gli effetti della crisi e la politica energetica sono stati i temi ripresi dagli interventi successivi dei rappresentanti dell’associazione, che hanno illustrato le analisi e le proposte emerse dai gruppi di lavoro organizzati per tracciare possibili linee di azione volte alla tutela dei consumatori.“Quello che è emerso dal confronto e che ha trovato il consenso unanime – ha dichiarato il Segretario Nazionale Ivano Giacomelli, concludendo i lavori dell’Assemblea Nazionale di Codici – è la necessità di intensificare gli sforzi al fine di fornire un’assistenza ancora più capillare e tempestiva ai consumatori. Già fortemente provati dalla pandemia, ora devono fare i conti con gli effetti devastanti della guerra in Ucraina. La crisi, l’inflazione, i rincari: il quadro che si delinea è a tinte fosche. Bisogna prepararsi ad una nuova stagione di contenzioso per combattere fenomeni truffaldini e speculativi, e per evitare che i costi della crisi geopolitica in atto vengano scaricati sui consumatori. In quest’ottica, assume una rilevanza particolare l’azione nel campo del sovraindebitamento. Sempre più famiglie sono in difficoltà economica, il sovraindebitamento in alcuni casi è una tappa di passaggio verso l’incubo usura ed è per questo fondamentale mettere a punto una strategia in grado di fornire un aiuto tempestivo a chi è in difficoltà. Crisi economica, questioni energetiche e rincari, queste sono le linee che guideranno l’azione dell’associazione nei prossimi mesi. Una sfida non facile, ma che l’associazione è pronta ad affrontare per tutelare i consumatori”.

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Istat: scende ad aprile la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 Maggio 2022

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile scende per il quarto mese consecutivo la fiducia dei consumatori raggiungendo il valore più basso da novembre 2020. “La sfiducia degli italiani pesa oramai come un macigno sulle possibilità di ripresa economica del Paese e sui consumi dei prossimi mesi. All’effetto caro bollette, caro carburanti e carovita, si è aggiunto quello dell’Ucraina e la paura di possibili razionamenti e di ulteriori speculazioni. Gli italiani hanno paura del futuro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Se le attese sulla situazione economica dell’Italia e della famiglia registrano un lieve miglioramento, un rimbalzo scontato visto che a marzo avevano segnato un tracollo record, mai verificatosi dall’inizio delle serie storiche, partite nel gennaio 1998, ora peggiora il giudizio sulla situazione economica, sia per l’Italia che per la famiglia. Come dire, le attese pessimistiche sono diventate cruda realtà, le previsioni si sono già concretizzate” conclude Dona.

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Telefonate indesiderate. Nuove norme, ma occorre semplificare denunce dei consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 5 aprile 2022

Dopo due mesi dall’approvazione dell’allargamento del Registro Pubblico delle Opposizioni ai cellulari, la norma è approdata in Gazzetta Ufficiale, dove entrerà in vigore fra quindici giorni, ma ci vorrà tempo perché realmente funzioni. Dovranno essere completate le consultazioni con gli operatori; il ministero dello Sviluppo Economico dovrà entro 60 giorni stilare un regolamento tecnico; la messa a punto di sistemi informatici specifici; infine ci vorrà una nuova convenzione con la Fondazione Ugo Bordoni, che gestisce il Registro attuale. Si arriverà così al 27 luglio, poco prima di quel 31 luglio quando scadrà il vecchio registro. Avremo il nuovo registro, o una proroga del vecchio? Vedremo…Le nuove norme, sulla carta, sono apprezzabili anche se arrivano molto in ritardo: l’inclusione dei cellulari, il divieto che riguarda anche le telefonate robotiche, l’efficacia retroattiva della revoca del proprio consenso espresso in passato, ecc. Il problema, come sempre, riguarda l’efficacia del sistema di controllo e sanzioni: sarà efficace? Si possono già intravedere potenziali problemi che potrebbero rendere in parte inefficace il nuovo registro.Il problema principale riguarda i controlli e le sanzioni, che vengono comminate su denuncia del consumatore al Garante della privacy. Attualmente, non basta segnalare il numero di telefono di chi ci ha chiamato, ma occorre fornire molte informazioni su chi ha chiamato – informazioni che il consumatore non ha, non può ottenere, e anche se al telefono gli fossero state fornite, potrebbero essere false come spesso accade. Il consumatore dovrebbe limitarsi a segnalare il numero da cui ha ricevuto la chiamata e l’argomento, in modo snello e rapido, altrimenti non lo farà. Per denunciare una telefonata illecita al Garante oggi occorre stampare un modulo, compilarlo in tutte le sue parti, firmarlo, scannerizzarlo e rispedirlo (modulo reclamo e informazioni del Garante in allegato – 1) Un sistema molto più efficace a cui riferirsi per segnalare le violazioni sarebbe quello del registro delle opposizioni negli USA, semplice e rapido – 2). In breve, senza un sistema rapido e snello di denuncia, i consumatori saranno scoraggiati dal denunciare, e le sanzioni non arriveranno.Altra possibile vulnerabilità riguarda le chiamate di call center stranieri, in particolare quelli extraUE: dubitiamo che il regolamento appena pubblicato possa dissuaderli dal chiamare.Infine, nulla può fare il Registro contro le truffe vere e proprie (in ambiti come il trading online, smishing, ecc.), che presumibilmente continueranno senza pausa.Comunque, sarebbe già un mezzo successo se il Registro divenisse operativo entro fine luglio e riducesse significativamente le telefonate indesiderate che ogni giorno ci massacrano. http://www.aduc.it

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Consumatori e Guerra. Verso la stagflazione?

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2022

Stagflazione? Una parola, coniata nel 1965 dal deputato conservatore britannico Iain Macleod, si sta diffondendo: “stagflazione”, un misto di stagnazione economica e inflazione. Cioè. Stagnazione economica: produzione e reddito nazionale restano immobili, senza aumentare né diminuire. Se dura, la crescita economica si contrae. Inflazione: rincari di ampia portata, per cui con la stessa quantità di soldi si possono acquistare meno beni e servizi rispetto al passato. L’euro vale meno. I consumatori devono fare i conti con un’inflazione che era già del 5,8% nella zona euro a febbraio, anche prima delle conseguenze della guerra. Ora sembra che raggiungerà il 7% nei prossimi mesi. Sabato scorso, il Fondo Monetario Internazionale (FMI): “La guerra in corso e le sanzioni avranno un grave impatto sull’economia globale”. Quindi non solo energia, ma anche i prodotti alimentari. Secondo la banca americana J.P. Morgan l’aumento delle materie prime dovrebbe causare un ulteriore punto di inflazione e rimuovere un punto di crescita in tutto il mondo. Per la zona euro, in prima linea per la sua vicinanza geografica all’Ucraina e la sua dipendenza dal gas russo, la crescita dovrebbe scendere al 2,8%, invece del 3,5%, secondo la società Capital Economics. Quindi, con una crescita intorno al 2% e un’inflazione dal 7% all’8%, la definizione stessa di stagflazione non è lontana. Mentre la Banca centrale europea (BCE) spera che l’inflazione si plachi da sola entro la fine dell’anno, quando i prezzi dell’energia si dovrebbero stabilizzare, secondo JP Morgan il barile di petrolio dovrebbe arrivare sui 185 dollari (170 euro) entro fine anno, che sarebbe un record storico (il 4 marzo era vicino ai 120 dollari).Vedremo cosa deciderà la Bce, la cui “missione” di mantenere l’inflazione intorno al 2% immettendo o meno denaro in circolazione, sembra abbia dei problemi. E vedremo cosa decideranno i singoli governi, anche perché non è detto che l’arma monetaria sia l’approccio unico e/o giusto. Per cui, compensare l’aumento delle bollette con aiuti pubblici potrà essere ancora in auge. Tutto questo dovrà fare i conti con quanto accadrà in una data precisa; 1 aprile. Il tetto delle bollette dell’energia viene rivisto due volte l’anno dall’Autorità (Nomisma ipotizza, per la luce, +20%). E’ probabile che non si debba tornare a quanto accaduto in precedenti crisianche grazie ad un potere sindacale che ha un certo peso per i salari, nonostante siamo la Cenerentola d’Europa e, soprattutto, ché i sindacati non influiscono direttamente sul vasto mondo delle cosiddette partite Iva. Ma qualche preoccupazione è d’obbligo e giustificata. Importante è tenersi informati, sì da non sorprendersi e spiazzarsi in situazioni che, al momento, sembrano peggiorare: “umano informato, umano mezzo salvato”. François-Marie Arouet – Aduc http://www.aduc.it

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Consumatori su benzina

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

“La benzina in modalità self service raggiunge 1,869 euro al litro, un record dal 17 settembre 2012, ossia 9 anni e 5 mesi fa, quando era 1,878 euro, mentre per il gasolio, a quota 1,740 euro al litro, si tratta di un primato dal 22 ottobre 2012, quando era pari a 1,747 euro al litro” denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, sulla base dello studio condotto sui dati settimanali del ministero della Transizione Ecologica.”Dall’inizio dell’anno, in due mesi, un litro di benzina è rincarato di quasi 15 cent, +8,7%, pari a 7 euro e 46 cent per un pieno di 50 litri, 179 euro su base annua, un litro di gasolio è aumentato di oltre 15 cent, +9,8%, 7 euro e 76 cent a rifornimento, equivalenti a 186 euro annui” prosegue Dona.”In un anno esatto, dalla rilevazione del 1° marzo 2021, quando la benzina era pari a 1.537 euro al litro e il gasolio a 1.408 euro al litro, un pieno da 50 litri costa 16 euro e 61 cent in più per la benzina e 16 e 60 per il gasolio, con un’impennata, rispettivamente, del 21,6% e del 23,6%. Una stangata, su base annua, pari a 399 euro per la benzina e 398 per il gasolio” aggiunge Dona. “Il Governo si comporta come Ponzio Pilato, ma non può continuare a lavarsene le mani. La benzina sta facendo impennare l’inflazione e sta svuotando i portafogli degli automobilisti. Se riducesse le accise di 20 cent, considerando anche l’Iva i prezzi scenderebbero di 24,4 cent e si tornerebbe a valori normali” conclude Dona.

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Consumatori su bollette: a famiglie appena un terzo delle risorse

Posted by fidest press agency su sabato, 19 febbraio 2022

“E’ una vergogna! Abbandonate a se stesse le famiglie. Il Governo con il decreto contro il caro bollette ha stanziato a favore delle famiglie solo 2,7 miliardi su un ammontare complessivo di 8, appena un terzo, e anche considerando solo i 5,5 mld di intervento diretto per famiglie e imprese, è comunque meno della metà, un importo inferiore ai 2,8 mld destinati alle imprese. Insomma, le famiglie non sono la priorità” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando il decreto varato ieri dal Governo. “Se poi si toglie quanto destinato ai bonus sociali, riservato a una esigua minoranza di famiglie, 2,5 milioni di nuclei per l’elettricità e 1,4 milioni per il gas, l’aiuto scende ad appena 2,2 miliardi” prosegue Vignola. “Quanto ai 700 mln per regioni e enti locali, è un affronto aiutare i Comuni, non solo perchè hanno le risorse per gestire l’emergenza, ma perché chiedono soldi allo Stato invece che alle loro partecipate che, da Milano a Roma, stanno incassando utili su utili” aggiunge Vignola. “Presi in giro poi gli italiani che in questo momento non sanno come fare per pagare le bollette, visto che questo decreto riguarderà solo le bollette da aprile a giugno, quando i caloriferi saranno spenti. Per questo invitiamo gli italiani a protestare, pubblicando sui social il loro appello al Premier Draghi con l’hashtag siamoinbolletta” conclude Vignola. (n.r. Dovremmo meravigliarci? Questo governo a guida Draghi è stato insediato solo per sostenere gli interessi di parte che non contemplano quello delle famiglie che continuano ad essere taglieggiate perchè nessuno le rappresenta politicamente.)

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Aduc: consulenza consumatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 febbraio 2022

La consulenza di Aduc ai consumatori si è aggiornata e semplificata. Da oggi è anche in videoconferenza o con appuntamento telefonico. Servizio che si aggiunge a quello online, telefono senza appuntamento e presso le sedi territoriali.Il nuovo servizio ha il vantaggio di essere come in presenza ma senza spostamenti e rischi sanitari per il consumatore.Ecco quindi come da oggi si può avere una consulenza: – online per tutti i soci: form di domanda e risposta attraverso il web: https://www.aduc.it/info/scrivici – presso le sedi Aduc per tutti (orari e giorni diversi per ogni città): https://www.aduc.it/info/consedi.php – da remoto: * telefono per tutti: ore 10-18 n.8959697997 * telefono o videoconferenza per i soci sostenitori: appuntamento nella fascia oraria 15-18 https://www.aduc.it/info/prenotait.php La consulenza per alcune materie è solo in questi giorni e orari: – Sanità e RSA: venerdì, ore 15-18 – Immigrazione: venerdì, ore 15-18 – Controversie bancarie (mutui, prestiti, carte, etc.): giovedì ore 16-18 – Diritto penale: venerdì, ore 15-18 Per consulenza finanziaria (investimenti) solo il servizio online: http://investire.aduc.it/info/scrivici

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Istat: “Calo fiducia consumatori e imprese”

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 gennaio 2022

“Il calo dell’indice di fiducia di consumatori e imprese rilevato dall’Istat è un dato da non sottovalutare. È necessario il massimo impegno del Governo per contenere il più possibile le ricadute degli aumenti di energia e materie prime su crescita, inflazione e occupazione.”. Lo scrive su Twitter Simone Baldelli, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla tutela dei consumatori e degli utenti, commentando i numeri forniti oggi dall’istituto di statistica. https://www.facebook.com/simonebaldelli.it/

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Il 2021 dei diritti dei consumatori. Importanti passi avanti

Posted by fidest press agency su domenica, 2 gennaio 2022

Difficile riassumere in contesto pandemico dove la quasi totalità dei provvedimenti normativi sono contributi/aiuti dello Stato. Elenco lunghissimo. La differenza tra provvedimenti emergenziali e cambiamenti dei diritti è talvolta difficile da valutare. Una cosa però è certa: i diritti che nel 2021 sono cambiati sono di ampliamento, perfezionamento e non regressione degli stessi: una maturazione dello Stato verso diritti e libertà individuali economiche e sociali: consumatori e utenti considerati sempre più come soggetti di diritti e non sudditi o clienti. Maturazione che crediamo sia dovuta molto allo stimolo e agli impegni dell’Unione europea, su istituzioni e singoli legislatori. Mentre terminiamo il 2021 con grande incognita su bollette e approvvigionamenti energetici, ecco alcuni esempi di ampliamento dei diritti: Disabili e mobilità. Le nuove norme del codice della strada facilitano e incentivano la mobilità dei disabili Disabili e tlc. Oltre che a ciechi e sordi, le agevolazioni sono anche per deambulanti invalidi. Nuovo codice delle tlc. Banda larga per tutti: il provvedimento più importante è quello previsto dall’art.94: “Su tutto il territorio nazionale i consumatori hanno diritto ad accedere a un prezzo accessibile, tenuto conto delle specifiche circostanze nazionali, a un adeguato servizio di accesso a internet a banda larga e a servizi di comunicazione vocale, che siano disponibili, al livello qualitativo specificato, ivi inclusa la connessione sottostante, in postazione fissa, da parte di almeno un operatore”. Sono inoltre previste: norme stringenti di trasparenza contrattuale delle offerte tra cui, per esempio, informazioni annuali su tariffe migliori rispetto al proprio profilo; durate dei contratti e diritto di recesso più trasparenti e non vessatori. Insomma consumatori e utenti – nonostante in nome loro talvolta si esaltino consumismo e stupidità commerciale e pubblicitaria – sono protagonisti. Non per sostituirsi all’essere umano e al cittadino, ma per valorizzarli economicamente.Soddisfatti? Vigili, attori, informati e proponenti.

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Istat: sale a dicembre la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 dicembre 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a dicembre sale la fiducia dei consumatori. “Dati altalenanti e incerti. Se da un lato migliora il giudizio sulla situazione economica dell’Italia, dall’altro peggiorano le attese. Per la famiglia, invece, succede l’opposto: peggiora il giudizio e migliorano le attese. Insomma, manca una direzione univoca. Ad esempio, gli italiani pensano ci siano più opportunità di risparmiare ma meno di acquistare beni durevoli. Prevale l’incertezza e il clima economico nel complesso scende” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Ripresa economica sulla pelle dei consumatori e coi soliti furbi?

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2021

Tutti in crisi, pieni di debiti, stipendi “al palo”, commercianti chiusi da tempo e che ora, più o meno responsabilmente, hanno riaperto e i consumatori rifrequentano le loro botteghe. Ma a quale prezzo e con qual prospettiva? Facciamo alcuni casi fiorentini, città notoriamente non economica, ma che ha vissuto e vive al pari di altre tutta la realtà e le conseguenze del covid, con l’aggravante che essendo il turismo uno dei settori più colpiti, in una città che vive molto di turismo, la crisi dovrebbe essere peggiore. Divertimenti natalizi per eccellenza sono mercatini e attrazioni stagionali. A Firenze è stata installata una ruota panoramica alla Fortezza dove, per salirci, con pagamento possibile solo in contanti, occorrono 12 euro (DODICI)… e se si decide di fare uno spuntino nelle mangiatoie che accerchiano questa Ruota, occorre essere disinvolti e attenti, pena essere spennati. Stessa spennata nella mangiatoia di piazza Santa Croce dove, a parte alcuni venditori realmente nord-europei e con prezzi più o meno giusti, il resto è solo cibo+cibo+cibo a prezzi stellari e con qualità e igiene discutibile. Ma per non farsi mancare niente, in una pizzeria al taglio, zona piazza dei Ciompi, tavolini al sole decembrino, due pezzetti di pizza di 15×15 cm + mezzo litro di minerale… 24,30 euro… pizza col lievito madre… ma pizza (farina e acqua, senza particolari indicazioni su origine e qualità dei due elementi) e, tra l’altro, al forno elettrico e salviette di carta.Il solito lamento di chi non capisce e non dà valore al lavoro dei poveri bottegai che non hanno più neanche gli occhi per piangere? E i nostri occhi? Non dovevamo fare comunità per affrontare meglio la crisi e venirne tutti fuori? E’ tutto inutile e siamo degli inguaribili individualisti e profittatori? Può anche darsi, come è possibile anche il contrario. Ma crediamo giovi a tutti, bottegai inclusi, che se ne parli. COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC http://www.aduc.it

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Crisi energetica: I consumatori finali gli unici colpiti

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 dicembre 2021

In un’economia di mercato come la nostra (grossomodo), l’anello che rimane sempre penalizzato è il consumatore finale. E’ quanto sta cominciando ad accadere per la crisi energetica, quella che vede le bollette di luce e gas schizzate verso l’alto e che nei prossimi mesi non potrà non essere drammatica.Cosa accade? Il produttore di beni o servizi ne è ovviamente colpito anche lui. Le sue materie prime, nonché il suo lavoro di trasformazione e/o commercializzazione, sono condizionati da questi aumenti energetici. Cosa fa il produttore? Aumenta i prezzi che, tramite i grossisti o anche direttamente, arrivano aumentati al consumatore. Aumenti che, nel corso dei passaggi, prima di arrivare al consumatore finale subiscono aggiustamenti verso l’alto, ben oltre i rincari “base”: se un prodotto o un servizio aumenta di +85, il classico arrotondamento sarà di +100. Arrotondamento che verrà applicato in crescendo da ognuno degli attori della filiera verso l’attore successivo, via via fino al consumatore finale. Che non può scaricare questi aumenti su nessun altro e, per cercare di farsi meno male, può solo contrarre i propri consumi o rinunciarvi. La crisi energetica, quindi, implica non solo gli aumenti in sé per tutti i consumatori, ma una reazione speculativa del mercato, con vittima unica il consumatore finale.Questi semplici concetti dovrebbero aiutare il legislatore a capire chi sono le reali vittime di questa crisi e come indirizzare le proprie decisioni. Con la consapevolezza che i rimedi tampone come quelli in atto e in preparazione da parte del governo, danno un leggero sollievo ai consumatori finali (e attenuano gli aumenti da parte dei consumatori industriali), ma non impediscono le speculazioni di mercato.Con linguaggio popolare si potrebbe dire che “l’occasione fa l’uomo ladro”.Per questo riteniamo che compito del legislatore dovrebbe essere di impedire la formazione di questa occasione: con politiche energetiche che non siano come oggi di dipendenza dalle geopolitiche di altri, e con bollette energetiche che non siano tra le principali raccoglitrici di proventi fiscali per le svariante esigenze dello Stato. Vincenzo Donvito, Aduc

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Istat: scende a novembre la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a novembre scende ancora la fiducia dei consumatori.”Dato negativo su cui pesa il caro bollette e il carovita. Crollano, infatti, le attese sulla situazione economica dell’Italia che precipitano da +40,9 a +21,7″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ecco perché il Governo deve intervenire con urgenza riducendo di 20 centesimi le accise sui carburanti per riportare i prezzi a quelli di inizio anno. Quanto ai 2 miliardi messi in manovra per luce e gas serve come minimo un raddoppio dello stanziamento per avere una stangata analoga a quella del quarto trimestre 2021″ conclude Dona. By Mauro Antonelli

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Istat: scende ad agosto la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su sabato, 28 agosto 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad agosto la fiducia dei consumatori scende da 116,6 a 116,2. “Dato negativo e inaspettato, ma non preoccupante, vista l’entità del calo. Evidentemente l’effetto vacanze era già scattato a luglio e giugno, quando si era tornati a una vita quasi del tutto normale, con le riaperture e la fine del lockdown, recuperando per la prima volta la fiducia pre-crisi. Rispetto a febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, la fiducia resta comunque superiore di ben 5,4 punti, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è ancora maggiore di 4,2 punti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Più allarmante, invece, è che le attese sulla situazione economica dell’Italia, che a giugno, con 57, avevano raggiunto il record storico, il valore più elevato dall’inizio delle serie storiche iniziate nel gennaio 1998, e che a luglio, pur calando a 49,4, segnavano il secondo miglior risultato, ora scendono ulteriormente a 39,1, meno anche del dato di maggio 2021, al terzo posto con 42,5. Si tratta comunque del quarto miglior dato di sempre, maggiore di quello del novembre 2015, durante il Governo Renzi, al quinto posto con 27,2. Resta, quindi, un valore ottimo dovuto all’effetto Draghi e Recovery Plan, che però, visto l’andamento calante, va subito consolidato con fatti concreti” conclude Dona. (Mauro Antonelli)

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Green pass: troppi i consumatori che non riescono ad averlo

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2021

Fioccano le segnalazioni degli utenti che non riescono a ottenere il green pass nonostante abbiano completato il ciclo vaccinale ma che non hanno mai ricevuto l’sms con il codice autorizzativo authcode, non lo trovano accedendo al loro Fascicolo Sanitario Elettronico, non riescono tramite le farmacie.E’ la lamentela più frequente che sta arrivando allo sportello di “Helplombardia: InRete oltre il Covid”, finanziato con i fondi del Ministero dello Sviluppo Economico e curato da Cittadinanzattiva Lombardia, Lega consumatori, Mdc Lombardia, U.di.con., Unione Nazionale Consumatori Lombardia per fornire assistenza gratuita ai consumatori, per tutte le problematiche legate alla pandemia. Le vacanze sono ormai imminenti per tantissime famiglie e non poter avere il green pass può implicare notevoli disagi e limitazioni, come non poter andare al ristorante al chiuso, musei, cinema, sagre, parchi di divertimento, centri termali, piscine. Fare il tampone ogni 48 ore mentre si è in vacanza trasformerebbe le ferie in una degenza, senza contare che in molte località non è tecnicamente possibile effettuarli. Le associazioni chiedono, quindi, di risolvere al più presto questi disguidi e ricordano ai consumatori che, nel caso la Certificazione verde Covid-19 non sia stata ottenuta con le modalità più note (sul sito http://www.dgc.gov.it, tramite il Fascicolo Sanitario Elettronico Regionale, App Immuni e App IO), è possibile chiedere aiuto non solo in farmacia ma, così come indicato sul sito del Governo, anche al medico di medicina generale oppure si può recuperare il codice authcode chiamando il numero di pubblica utilità 1500 attivo tutti i giorni 24 ore su 24.

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La fiducia nel digitale tra i consumatori è in aumento

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 luglio 2021

L’emergenza sanitaria ha influenzato profondamente la vita delle persone, cambiando radicalmente anche il modo in cui si accede ai servizi e il ruolo della tecnologia per risolvere i problemi di tutti i giorni. Nuance Communications, Inc. – pioniera e leader nelle innovazioni di intelligenza artificiale conversazionale – ha quindi realizzato un nuovo studio, condotto da OnePoll in undici Paesi a livello globale, per indagare lo scenario globale post-pandemico e far luce su ciò che i consumatori si aspettano oggi dal servizio clienti dei brand, comprendere se e quanto le interazioni digitali rimarranno la norma e come le aziende possono guadagnare competitività facendo leva su soluzioni tecnologiche capaci di favorire una migliore esperienza online.Dalla ricerca di Nuance emerge chiaramente che anche dopo la pandemia i consumatori preferiranno interagire con i brand attraverso i canali digitali rispetto a farlo di persona: si tratta in media di ben quasi tre adulti su cinque (58%) a livello globale, percentuale che in Italia è addirittura più alta e arriva a toccare il 62%. Tuttavia, non sono solo i consumatori tricolore ad esser stati influenzati dalla pandemia nella loro attitudine al digitale: la preferenza per interazioni digitali con i brand raggiunge ben il 70% in Messico, seguito da Germania (66%) e Svezia (65%).Ma quali sono quindi i mezzi preferiti oggi dai consumatori per comunicare con i marchi? Sebbene poco più di un quarto dei consumatori a livello globale (28%) sembra prediligere ancora oggi la comunicazione di persona con i brand, c’è un buon 24% che preferisce l’email, il 19% il telefono e il 18% messaggi di testo, webchat dal vivo o chatbot. Leggermente differenti le preferenze degli utenti in Italia, dove – rispetto alla media di tutti i Paesi coinvolti nello studio – la comunicazione “tradizionale” di persona riceve un po’ più consensi (+4 punti percentuali), analogamente alla mail, che arriva a sfiorare un terzo delle preferenze (30%, ben 6 punti percentuali in più). Al contrario, gli italiani sembrano apprezzare meno sia l’interazione telefonica sia attraverso SMS, webchat dal vivo e chatbot (-5 punti percentuali per entrambe le opzioni).Dai dati emerge che praticità e velocità rappresentano i fattori più comuni per la scelta del mezzo di comunicazione preferito, mentre il parlare con un “vero” essere umano segue a ruota. Questi risultati dimostrano che i consumatori sono sempre più a loro agio nell’utilizzare la tecnologia per fare acquisti o accedere a servizi, pur aspettandosi che i brand offrano un approccio di tipo umano quando richiesto.Oltre a essere sempre più avvezzi a soluzioni come chatbot, assistenti virtuali e applicazioni mobili per interagire con i brand, i clienti mostrano anche maggiore fiducia nella tecnologia che li aiuta ad accedere alle proprie informazioni personali e agli account online. Secondo lo studio di Nuance, infatti, la metà degli intervistati (50%) è ora maggiormente a proprio agio nell’utilizzare sistemi di autenticazione biometrica quando accede ai propri account rispetto a prima della pandemia, con il 47% che preferisce utilizzare lo smartphone per questo tipo di operazioni. Tendenza che sembra più che mai confermata nel Bel Paese: è ben il 55% degli utenti a sentire di “padroneggiare” meglio la biometria ora e il 53% che sceglie lo smartphone come strumento preferito per accedere ai propri account.Inoltre, quasi due persone su cinque (38%) affermano di aver ora fiducia nel riconoscimento biometrico (sia vocale, facciale, comportamentale, delle impronte digitali o di combinazioni di questi) più di qualsiasi altro metodo di identificazione. Questo è un passo importante in tale direzione, poiché durante la pandemia gli autori di frodi hanno preso in maniera crescente i consumatori finali, sfruttando metodi di autenticazione arcaici come PIN e password che possono essere resi accessibili tramite il dark web per ottenere l’accesso a conti correnti e fondi personali.

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I consumatori non potranno più costituirsi parte civile nei processi penali

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2021

La proposta di riforma del processo penale presentata dalla Commissione Lattanzi nega i fondamentali diritti dei consumatori e delle vittime di reati.”Siamo rimasti stupefatti e attoniti nello scoprire che la Commissione di studio presieduta del prof. Giorgio Lattanzi voglia impedire alle associazioni di consumatori, piuttosto che a quelle ambientaliste, di costituirsi parte civile nei procedimenti penali. Un passo indietro nella civiltà giuridica senza precedenti, a dir poco anacronistico. Riformare la giustizia non può equivalere a negarla. I tempi della giustizia vanno accorciati ma certo non a scapito dei sacrosanti diritti delle parti offese” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Dai fallimenti bancari ai reati ambientali, grazie alla costituzioni di parte civile, i consumatori in questi anni non solo hanno potuto rappresentare i loro diritti nell’ambito processuale, ma hanno contribuito a far emergere la verità, a far luce su vicende che, danneggiando i risparmiatori e gli utenti, hanno colpito il Paese. Un esempio per tutti, i crack bancari dove, nei processi attualmente in corso, i nostri legali stanno provando ad accendere un faro anche sugli organi di controllo e su chi, dovendo vigilare, ha invece autorizzato aumenti di capitale per banche ormai fallite, riversando sui piccoli risparmiatori le perdite” prosegue Dona.”A questo va aggiunto che nella riforma ci si dimentica delle conciliazioni paritetiche, fondamentale strumento di deflazione della giustizia. Ci appelliamo al ministro della Giustizia Marta Cartabia perché ponga rimedio a questo scempio, a quella che più che una riforma appare come una controriforma che mira a restaurare i privilegi di pochi a danno dei soggetti più deboli e indifesi, come i consumatori” conclude Dona.

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400 milioni di potenziali consumatori cinesi interessati al Made in Italy

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2021

La Cina rappresenta già oggi, e anche in ottica futura, un mercato chiave per il Made in Italy di qualità, a condizione che le aziende italiane attive nel mercato cinese siano in grado di valorizzare i propri brand e prodotti con una adeguata e senza snaturare la propria identità di marca. Le società italiane possono trarre beneficio dalla forte awareness di cui gode il Made in Italy e promuovere la vendita di prodotti in un contesto in cui per il consumatore cinese non esiste grande differenza tra piattaforme e-commerce e social media. In particolare, fra 1,4 miliardi di abitanti cinesi, sono circa 400 milioni i consumatori nella fascia middle-class potenzialmente interessati ai prodotti italiani.Il potenziale è enorme: ad esempio, in occasione del Single Day Festival di novembre scorso, le imprese italiane hanno totalizzato in un solo giorno vendite per 400 milioni di euro sulle piattaforme online di Alibaba. Inoltre, secondo le stime di eMarketer, la Cina dovrebbe diventare nel 2021 il primo paese al mondo in cui l’e-commerce supererà il 50% del totale di vendite al dettaglio.Aprire un account aziendale WeChat è la prima cosa che un’azienda occidentale dovrebbe pensare di fare nel momento in cui decidesse di voler anche solo esplorare il mercato cinese: in Cina se non sei su WeChat praticamente non esisti.I siti web (spesso non facili da consultare causa firewall) e persino le e-mail sono sempre meno usati in Cina. La comunicazione passa di fatto tutta da WeChat e l’83% della popolazione lo utilizza quotidianamente: a livello business, invece di utilizzare le e-mail, è ormai normale mandare messaggi scritti o vocali alle singole persone su WeChat o a chat di gruppo, aggiungendo documenti, video, immagini; gli utenti finali, d’altro canto, cercano su WeChat informazioni sui prodotti e sulle aziende, prenotano servizi che variano dal pranzo al taxi, acquistano e pagano attraverso WePay.Ma aprire un account su WeChat o sugli altri social cinesi (Weibo, Red Book, Douyin/TikTok) per un’azienda italiana non residente di Cina può essere tutt’altro che facile e men che meno economico: “Per questo abbiamo deciso di sviluppare questa nuova divisione dell’agenzia”, ha aggiunto Rita Huang, Managing Director di DAG China. “Il nostro obiettivo è rendere semplice e accessibile l’accesso a questi canali che in Cina sono strategici. Il lavoro di questi anni al fianco di aziende del settore del design, della moda, del food&beverage, del turismo e della meccanica e gli ottimi risultati ottenuti ci hanno confermato che è un servizio essenziale e a grande valore aggiunto per il Made in Italy.”

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Fiducia dei consumatori in crescita

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2021

Le stime Istat per il mese di giugno ci dicono che la fiducia dei consumatori è in crescita di quasi 5 punti. Altrettanta crescita vale per le imprese. Il giorno dopo l’approvazione del Pnrr (Piano nazionale per la ripresa e la resilienza) da parte della Commissione Ue. Alla vigilia dell’arrivo della prima tranche di fondi per 24,9 miliardi dei 191,5 previsti (68,9 sono a fondo perduto, e 122,6 prestiti). E’ bene ricordarsi che questa fiducia vale solo nella misura i cui saremo in grado di far fronte agli impegni presi verso chi (UE) ha avuto altrettanta fiducia in noi, altrimenti i soldi non continueranno ad arrivare e quelli usati male andranno restituiti. Certo, abbiamo a capo del governo l’ex-governatore di quella BCE (Banca Centrale Europea) che negli anni scorsi ha evitato il tracollo dei Paesi membri. Premier ascoltato e stimato ovunque, in Italia, in Europa e nel mondo. Tutti baldanzosamente pieni di fiducia dovremmo farcela? E’ bene ricordare che non necessita l’ardore di un afflato patriottico, ma federalista europeo e transnazionale. A partire dai nostri consumi quotidiani: onorati i canoni di qualità che individualmente abbiamo, è bene ricordare che la nostra economia (incluso il nostro giardino) può marciare solo con quella europea e quella mondiale. E’ la lezione del covid. Di una economia europea che si afferma al proprio interno e nel mondo proprio perché tale (pur nelle sue diversità). Noi ne siamo parte, importante! Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Pesticidi: I pericoli per i consumatori e l’ambiente

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Anche la battaglia contro la plastica monouso è legata a doppio filo alla direzione che prenderà l’agricoltura nel prossimo futuro – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. I dati diffusi in questi giorni dall’Organizzazione europea dei consumatori (Beuc) rivelano che il 53% di piatti, posate e cannucce compostabili contiene sostanze tossiche e pesticidi. I pericoli per i consumatori e per l’ambiente sono facilmente intuibili. Ma a preoccupare ancor di più è l’imminente entrata in vigore della direttiva europea Sup, che a partire da luglio metterà al bando molti prodotti monouso in plastica che dovrebbero essere sostituiti proprio dalle nuove stoviglie biodegradabili provenienti da fonti vegetali.Che i pesticidi finissero nel cibo servito sui nostri piatti era un fatto purtroppo noto, ma in pochi avrebbero immaginato che le stesse sostanze tossiche sarebbero state trovate anche al loro interno – continua Tiso. L’ultima denuncia delle associazioni di consumatori è un’ulteriore conferma che la transizione verso una vera sostenibilità non può avvenire se non si affronta la sfida nella sua globalità e si rifuggono soluzioni che non fanno altro che spostare il problema.In una lettera aperta, tredici associazioni del settore agroalimentare europeo hanno di recente sollecitato una valutazione complessiva degli effetti economici e sociali che produrrebbe la riduzione dei pesticidi prevista dalla Commissione europea. Il timore è che i traguardi della strategia ‘Farm to Fork’ siano troppo ambiziosi o comunque non ben calibrati. Se il confronto tra operatori e decisori è sempre positivo, è pur vero che per produrre risultati utili deve tener conto di tutti i dati a disposizione. Ancora più importante è non limitarsi ad analizzare le conseguenze delle nuove misure per l’agricoltura, ma includere nella valutazione tutte le ricadute sull’ambiente e sulla salute dei cittadini.

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