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Il 95% dei consumatori crede che i prodotti ‘senza’ etichette siano più salutari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 gennaio 2018

etichette_viniMa in quanti sanno che si tratta di uno strumento di marketing che le aziende alimentari impiegano per cercare di catturare più consumatori in un mercato estremamente competitivo e saturo? Le etichette che pretendono di assecondare il desiderio di salute dei consumatori in realtà stanno semplicemente rischiando di fuorviarli”. Così Pietro Paganini, intervenendo questa mattina a Kuala Lumpur davanti ad una platea di oltre 600 produttori, esportatori e raffinatori di olio di palma e che, tra i partecipanti annovera anche figure chiave del governo malese tra cui il Ministro dell’industria Seri Mah Siew Keong. “Le ricerche che abbiamo realizzato nell’ultimo anno con il nostro Centro Studi – puntualizza Paganini – dimostrano che l’assenza di un ingrediente nelle etichette convince il consumatore (95%) che il prodotto è migliore, stimolando i meccanismi di scelta del nostro cervello. Parimenti le analisi effettuate a campione, fanno emergere che il 90% dei consumatori, per paura che le aspettative vengano poi disattese, si fermano all’etichetta, senza però verificare gli effetti che scaturiscono dall’assenza di un ingrediente: solo il 10% del campione infatti legge le tabelle nutrizionali e solo il 2% approfondisce con ricerche online”.
“L’esempio più eclatante di questo atteggiamento – spiega Paganini – è proprio quello dell’olio di palma, laddove la sua sostituzione con altri ingredienti non ha determinato un minor livello di grassi saturi e quindi prodotti più salubri così come non si tratta di ingredienti che provengono da coltivazioni più sostenibili”. “La conseguenza – conclude Paganini – è che il consumatore viene confuso dalle etichette, acquista un desiderio ma consuma un’illusione. E purtroppo, come nel caso dell’olio di palma, le imprese si stanno approfittando di questo meccanismo, piuttosto che essere più responsabili, prima ancora che verso l’ambiente, verso i consumatori”.

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Consumatori su saldi: previsioni Confcommercio trascurano l’effetto sconto

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 gennaio 2018

saldiSecondo la Confcommercio, è in aumento la percentuale di italiani che acquisteranno durante i saldi invernali 2018: 61,4% contro i 58,5% dell’anno scorso.”Vedremo se le intenzioni di acquisto si tradurranno in acquisti veri. Lo speriamo, ma il rischio è che la decisione dei commercianti di abbassare la percentuale di sconto, iniziata dopo la leggera ripresa dei consumi, potrebbe deludere i consumatori, rivelandosi controproducente. Insomma, in questa previsione si trascura l’effetto promozionale dello sconto, quello effettivo, non quello pubblicizzato nelle vetrine, spesso gonfiato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Come attestato in modo incontrovertibile dai dati Istat, dopo il record degli sconti registrati nel gennaio 2015, pari al 23,4% per la voce Abbigliamento e calzature, è iniziata una riduzione dei ribassi, arrivando lo scorso inverno a -21,7%. Se verrà mantenuto questo trend, quest’anno ci sarà un abbassamento dei prezzi del 21,3 per cento” prosegue Dona.”I commercianti fanno ancora in tempo a cambiare idea, smentendo le nostre previsioni e aumentando gli sconti, visto che nella gran parte delle regioni i saldi iniziano domani” prosegue Dona.Secondo la studio dell’Unione Nazionale Consumatori, infatti, che ha analizzato le rilevazioni dell’Istat, stimando il trend di quest’anno, Abbigliamento e Calzature registreranno uno sconto del 21,3%, gli Indumenti del 23,7%, il solo Abbigliamento del 21,3%. Ribassi ancora inferiori per le Calzature, i cui prezzi scendono del 21%, e per gli Accessori (guanti, cravatte, cinture…), -12,7%, in attenuazione rispetto al precedente -13,1%.”I dati Istat ci confermano che gli sconti solitamente pubblicizzati in vetrina, 70% e 50%, sono gonfiati e ben lontani da quelli effettivi. Ma il consumatore ora è molto più attento rispetto a qualche anno fa: guarda al prezzo effettivo da pagare e alla reale convenienza, va qualche giorno prima a controllare a quanto ammonta il prezzo pieno. Insomma, non si fa più incantare da ribassi improbabili ” conclude Dona.

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Sacchetti: vengono pagati anche se non sono presi!

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 gennaio 2018

sacchetti plastica“Clamoroso! I consumatori pagano i sacchetti anche se non li prendono. E’ quanto segnalano i nostri iscritti. La famosa foto circolata su vari giornali e social con 4 arance ed 1 scontrino appiccicato sopra ogni arancia, è pericolosissima. Il rischio, in quel caso, è di pagare, infatti, 4 sacchetti … mai presi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Alle casse, infatti, non viene digitato a parte il sacchetto, ma il sovraprezzo scatta in automatico nel momento stesso in cui viene passato il codice a barre della frutta e della verdura. Insomma, dopo il danno, la beffa!” prosegue Dona.”Chiediamo di porre immediatamente rimedio a questa situazione assurda o scatteranno le denunce e le azioni legali a tutela dei consumatori” conclude Dona.L’associazione invita i consumatori a continuare a segnalare allo sportello del nostro sito (www.consumatori.it) tutte le anomalie riscontrate e ad inviarci copia dello scontrino con il prezzo pagato per il sacchetto.

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Unione Naz. Consumatori su energia

Posted by fidest press agency su sabato, 30 dicembre 2017

energia-elettricaSecondo quanto stabilito dall’Autorità per l’Energia, dal 1° gennaio per la famiglia-tipo la bolletta dell’elettricità registrerà un aumento dello 5,3% mentre la bolletta del gas salirà del 5%.Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, per una famiglia tipo significa pagare nel 2018 (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° gennaio 2018 al 1° gennaio 2019), 28 euro in più per la luce e 51 euro in più per il gas. Una stangata complessiva pari a 79 euro.”Pessima notizia. Nonostante ci sia già stato nel precedente trimestre, alle soglie dell’inverno, un aumento del gas del 2,8%, prosegue il rialzo dei prezzi per chi deve riscaldare la propria abitazione, gravando ulteriormente e pesantemente sui bilanci delle famiglie. Grave, poi, che per la luce siano risaliti gli oneri di sistema, per via delle aziende energivore. Si tassa di tasse occulte che andrebbero invece addossate alla fiscalità generale” afferma Pieraldo Isolani, esperto del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Tlc: la bolletta “mensile” diventa di 30 giorni? Aumenti illegittimi dell’1,38%

Posted by fidest press agency su sabato, 16 dicembre 2017

tar lazioL’Unione Nazionale Consumatori ha diffidato le compagnie telefoniche e presentato un contestuale esposto all’Antitrust e all’Autorità delle comunicazioni in relazione all’interpretazione della norma appena approvata dal Parlamento sulla fatturazione mensile dei contratti di fornitura dei servizi di comunicazione elettronica.Il Dl Fisco, da pochi giorni pubblicato in Gazzetta (decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito con legge n. 172 del 4/12/2017), prevede che la fatturazione sia “su base mensile o di multipli del mese”, ma a quanto pare le compagnie intenderebbero interpretare il mese non come quello solare, bensì come quello contabile di 30 giorni. Da qui la diffida e gli esposti.
“Un giochino che, trasformando l’anno solare di 365 giorni in 360, farebbe sparire magicamente 5 giorni dal calendario, con un incremento della bolletta illegittimo dell’1,38%. Insomma, le compagnie telefoniche continuerebbero ad arrampicarsi sugli specchi pur di ottenere aumenti nascosti, usando trucchetti e stratagemmi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Stavolta, però, sarebbe il colmo! Non solo interpreterebbero le norme a proprio uso.

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Istat: a novembre fiducia consumatori in calo

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

istatSecondo i dati Istat resi noti oggi, a novembre la fiducia dei consumatori scende, passando da 116 a 114,3.”Brutta notizia in previsione del Natale. I dati di oggi confermano la bontà di quello che abbiamo sempre detto in occasione degli ultimi 5 precedenti rialzi, ossia che, anche se eravamo di fronte ad un aumento della fiducia complessiva, era presto per cantare vittoria, dato che le componenti che più influivano sui consumi, come quelle sulla situazione economica della famiglia, restavano negative o altalenanti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori
“Desta, quindi, preoccupazione il crollo del giudizio sulla situazione economica della famiglia da -23,9 a -26,9, pur se se attenuato dal miglioramento delle attese. Anche perché peggiora sia l’opinione sul bilancio familiare sia quella sull’opportunità attuale di acquisto di beni durevoli che non induce certo a previsioni ottimistiche sui prossimi consumi di Natale” conclude Dona.

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Aumenti nascosti e diritti dei consumatori

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

europaCome introdurre un aumento, anche consistente, di un prodotto o di un servizio senza dichiararlo? Le compagnie di telefonia, sia mobile che fissa, e non ultima Sky hanno trovato l’escamotage del cambio di fatturazione, aggiungendo una mensilità al conto annuo, con un ricarico dell’8,6% a danno dei consumatori. L’Adoc, che da tempo ha denunciato le anomalie legate al cambio di data della fatturazione, chiede che ci sia un intervento normativo sia a livello nazionale che europeo, per assicurare al consumatore le giuste tutele e fermare questo trend degli aumenti nascosti. “Molte delle compagnie di telefonia e non ultima Sky hanno nascosto aumenti del proprio canone, nell’ordine dell’8,6%, difficili da far digerire ai consumatori, dietro cambi della periodicità di fatturazione. È una prassi che penalizza gli utenti, ai limiti della pubblicità ingannevole – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – non siamo contrari ad un mero cambio di calcolo della fatturazione, ma questa modifica dovrebbe prevedere una riproporzione delle precedenti condizioni economiche. Ovvero, che anche con il passaggio a 13 mensilità il consumatore non deve subire variazioni dei costi sostenuti. Inoltre, il cambio di fatturazione pone due spinose questioni. La prima riguarda il pagamento con RID: i pagamenti con addebito bancario hanno cadenza mensile solare, per cui il cambio di calcolo della fatturazione a 28 giorni provocherà uno sfalsamento tra tempistiche del RID e della bolletta, con possibile insorgenza di uno scoperto bancario, con eventuale morosità o di errori di calcolo delle spese. La seconda concerne il diritto alla libera scelta e alla comparazione: la diversa cadenza di fatturazione tra operatori mina la tutela della trasparenza e della comparabilità delle condizioni economiche tra le offerte. Per questo chiediamo sia al Governo che all’Unione Europea di affrontare seriamente e concretamente il problema, intervenendo a livello normativo per bloccare queste pratiche commerciali, a nostro avviso, scorrette.”
Un’ulteriore forma di aumento nascosto è la cosiddetta shrinkflation. Nel Regno Unito oltre 2.500 prodotti negli ultimi 5 anni hanno subito variazioni di dimensione o peso per essere venduti allo stesso prezzo. “La shrinkflation è quel fenomeno per cui le dimensioni di prodotti di largo consumo vengono ridotte ma il prezzo rimane invariato o, addirittura, aumentato – prosegue Tascini – tutto ciò sotto gli occhi del consumatore, che non può rendersi conto delle variazioni minime apportate e che quindi paga di più per avere di meno. A nostro avviso la riduzione delle dimensioni dei prodotti venduti mantenendo lo stesso prezzo è solo un modo subdolo per nascondere un aumento dei costi a danno dei consumatori visto che molto difficilmente si potrà notare il cambiamento. In Italia, al momento, non esiste ancora uno studio in merito ma sarebbe opportuno che Istat e Antitrust comincino ad analizzare tale fenomeno, che causa un danno notevole, sia dal punto di vista economico che di fiducia, al consumatore.”

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Bankitalia: nuovo record debito, sale a 2.299,968 miliardi

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

Banca d'ItaliaNuovo record storico del debito pubblico italiano, che a luglio sale a 2.299,968 miliardi, battendo il precedente primato di giugno di 2.281,417 mld, che aveva battuto il record di maggio di 2.279,264 miliardi, che aveva battuto il record di aprile (2.270,977) e che a sua volta aveva battuto il record di marzo (2.260,551). “Un debito equivalente a 91 mila euro a famiglia. Se una famiglia avesse un debito così elevato avrebbe già la casa all’asta. La cosa più grave è che mentre lo scorso anno i dati erano altalenanti, si passava da record a discese, da aprile il debito si è impennato. Il lieve rialzo del Pil non può consentire di trascurare l’abbassamento del debito in valore assoluto, altrimenti il loro rapporto non si abbasserà mai” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Tutti continuano a mettere in guardia dal pericolo debito pubblico, che lascia esposta e vulnerabile l’Italia a possibile speculazioni dei mercati. Ma il Governo evidentemente non se ne cura” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su decreto povertà

Posted by fidest press agency su sabato, 2 settembre 2017

povertàIl Consiglio dei ministri ha approvato definitivamente il decreto legislativo che introduce il reddito di inclusione (Rei). “Importi vergognosi per chi è povero assoluto, ossia per chi non può permettersi di acquisire beni e servizi considerati essenziali come il cibo. Anche la platea è a dir poco insufficiente” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Nel 2016 è stato battuto il record storico degli individui in povertà assoluta, salito dai 4 mln e 598 mila del 2015 ai 4 mln e 742 mila (+3,1%), un livello mai raggiunto dall’inizio delle serie storiche, iniziate nel 2005. Per gli individui, l’incidenza dei poveri assoluti passa dal precedente primato del 7,6 al 7,9 per cento” prosegue Dona. “Un disonore per un Paese che si definisce civile, che dimostra quanto poco è stato fatto finora per ridurre le diseguaglianze e combattere la povertà” prosegue Dona.
“Se invece di sprecare soldi in bonus inutili o, peggio ancora, dati a famiglie benestanti, solo perché non commisurati al reddito Isee, si concentrassero gli stanziamenti su chi ne ha effettivamente bisogno, questo dato potrebbe crollare” conclude Dona. L’associazione di consumatori ricorda che il bonus di 80 euro, che avrebbe dovuto aiutare le persone con redditi medio bassi, va solo al 28,2% delle famiglie più povere (1 mln e 411 mila le famiglie beneficiarie), contro il 29,6% del quinto più ricco (1 mln e 613 mila famiglia) e, addirittura, il 45,9% di quelle con redditi medio alti (2 mln e 383 mila famiglia), ossia della quarta classe di reddito disponibile. Le cose vanno un po’ meglio, si fa per dire, per la quattordicesima, anche se ne beneficiano di più i redditi medi della terza classe (733 mila famiglie) rispetto ai più poveri del primo quinto (570 mila famiglia), persino rispetto all’importo medio annuo, 280 euro contro 267.

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Aumenti nascosti e diritti dei consumatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 agosto 2017

Come introdurre un aumento, anche consistente, di un prodotto o di un servizio senza dichiararlo? Le compagnie di telefonia, sia mobile che fissa, e non ultima Sky hanno trovato l’escamotage del cambio di fatturazione, aggiungendo una mensilità al conto annuo, con un ricarico dell’8,6% a danno dei consumatori. L’Adoc, che da tempo ha denunciato le anomalie legate al cambio di data della fatturazione, chiede che ci sia un intervento normativo sia a livello nazionale che europeo, per assicurare al consumatore le giuste tutele e fermare questo trend degli aumenti nascosti. “Molte delle compagnie di telefonia e non ultima Sky hanno nascosto aumenti del proprio canone, nell’ordine dell’8,6%, difficili da far digerire ai consumatori, dietro cambi della periodicità di fatturazione. È una prassi che penalizza gli utenti, ai limiti della pubblicità ingannevole – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – non siamo contrari ad un mero cambio di calcolo della fatturazione, ma questa modifica dovrebbe prevedere una riproporzione delle precedenti condizioni economiche. Ovvero, che anche con il passaggio a 13 mensilità il consumatore non deve subire variazioni dei costi sostenuti. Inoltre, il cambio di fatturazione pone due spinose questioni. La prima riguarda il pagamento con RID: i pagamenti con addebito bancario hanno cadenza mensile solare, per cui il cambio di calcolo della fatturazione a 28 giorni provocherà uno sfalsamento tra tempistiche del RID e della bolletta, con possibile insorgenza di uno scoperto bancario, con eventuale morosità o di errori di calcolo delle spese. La seconda concerne il diritto alla libera scelta e alla comparazione: la diversa cadenza di fatturazione tra operatori mina la tutela della trasparenza e della comparabilità delle condizioni economiche tra le offerte. Per questo chiediamo sia al Governo che all’Unione Europea di affrontare seriamente e concretamente il problema, intervenendo a livello normativo per bloccare queste pratiche commerciali, a nostro avviso, scorrette.” Un’ulteriore forma di aumento nascosto è la cosiddetta shrinkflation. Nel Regno Unito oltre 2.500 prodotti negli ultimi 5 anni hanno subito variazioni di dimensione o peso per essere venduti allo stesso prezzo. “La shrinkflation è quel fenomeno per cui le dimensioni di prodotti di largo consumo vengono ridotte ma il prezzo rimane invariato o, addirittura, aumentato – prosegue Tascini – tutto ciò sotto gli occhi del consumatore, che non può rendersi conto delle variazioni minime apportate e che quindi paga di più per avere di meno. A nostro avviso la riduzione delle dimensioni dei prodotti venduti mantenendo lo stesso prezzo è solo un modo subdolo per nascondere un aumento dei costi a danno dei consumatori visto che molto difficilmente si potrà
notare il cambiamento. In Italia, al momento, non esiste ancora uno studio in merito ma sarebbe opportuno che Istat e Antitrust comincino ad analizzare tale fenomeno, che causa un danno notevole, sia dal punto di vista economico che di fiducia, al consumatore.”

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Sapete cos’è la Governance globale?

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 agosto 2017

mondo-multi-polareE’ un prodotto dei processi di internazionalizzazione e di globalizzazione che, oltre sull’economia, hanno prodotto modifiche importanti nella società civile, diventata anch’essa globale e caratterizzata da nuove problematiche e da nuovi attori. Pensiamo alla pari opportunità tra uomini e donne, al commercio equo e solidale, alle nuove categorie etiche come quella della responsabilità sociale dell’impresa, ai movimenti d’opinione, al crescente ruolo dei consumatori, degli ambientalisti, dei no-global, delle nuove organizzazioni imprenditoriali e bancarie, ai mass media e ai centri di ricerca. Ne deriva un profondo cambiamento nei rapporti tra la società civile e lo Stato. On primo luogo dobbiamo prendere atto che si è allentata la sovranità degli Stati dato che i trasferimenti di beni tengono conto sempre meno delle frontiere e sempre più spaziano in aree geografiche ampie ed articolate. In quest’ottica la governance globale intesa come un sistema di norme necessarie ad assicurare l’ordine mondiale configura una soluzione della gestione di problemi generali che non possono essere risolti solo dai singoli Stati. Ciò non di meno stenta a prendere piede una organizzazione mondiale capace di meglio regolamentare questa tendenza a trasferire molte decisioni a livello continentale e non solo di natura strettamente economica. Vi è, semmai, un’altra tendenza volta a rendere maggiori poteri alle amministrazioni locali. E’ un cambiamento anch’esso senza precedenti e che evidenzia il progredire di due processi divergenti di cui uno è dato dalla nuova consapevolezza sociale e culturale degli individui in un ambito mondiale e, dall’altro, la richiesta di soddisfazione di bisogni più stringenti e più riconducibile all’immediata quotidianità in ambito locale. Pensiamo alla sanità, alla previdenza, all’istruzione, ad un contenuto livello dei prezzi e del prelievo fiscale, ed ancora della disponibilità di opportunità di lavoro, risparmio e sicurezza personale. E’ un sistema incrociato di regole che tende ad esaltare ciò che a tutt’oggi non è regolamentato e ciò comporta disfunzioni ed anche notevoli contrasti ed incomprensioni e non ultimo, di certo, abusi e vuoti di potere.

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Una vergogna! Individui poveri salgono del 3,1%

Posted by fidest press agency su sabato, 15 luglio 2017

poveroSecondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel 2016 viene battuto il record storico raggiunto nel 2015 degli individui in povertà assoluta, che sale da 4 mln e 598 mila a 4 mln e 742 mila (+3,1%), un livello mai raggiunto dall’inizio delle serie storiche, iniziate nel 2005 (cfr tabella).”Una vergogna, che dimostra che quanto è stato fatto finora per ridurre le diseguaglianze e combattere la povertà è servito a ben poco. Per gli individui, l’incidenza passa dal precedente primato del 7,6 al 7,9 per cento. Anche se per le famiglie povere non si è battuto il record del 2013, 1 mln e 641 mila famiglie, rispetto al 2015 si registra un peggioramento notevole, pari al 2,3 per cento” dichiara Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Se invece di sprecare soldi in bonus inutili o, peggio ancora, dati a famiglie benestanti, solo perché non commisurati al reddito Isee, si concentrassero gli stanziamenti su chi ne ha effettivamente bisogno, questo dato sarebbe crollato” prosegue Dona.L’associazione di consumatori ricorda che il bonus di 80 euro, che avrebbe dovuto aiutare le persone con redditi medio bassi, va solo al 28,2% delle famiglie più povere (1 mln e 411 mila le famiglie beneficiarie), contro il 29,6% del quinto più ricco (1 mln e 613 mila famiglia) e, addirittura, il 45,9% di quelle con redditi medio alti (2 mln e 383 mila famiglia), ossia della quarta classe di reddito disponibile. Le cose vanno un po’ meglio, si fa per dire, per la quattordicesima, anche se ne beneficiano di più i redditi medi della terza classe (733 mila famiglie) rispetto ai più poveri del primo quinto (570 mila famiglia), persino rispetto all’importo medio annuo, 280 euro contro 267.
“Una situazione assurda e paradossale. Basterebbe che gli stessi soldi venissero spesi meglio per contrastare seriamente la povertà, Il Reddito d’inclusione, che secondo il comunicato del Governo del 9 giugno, dovrebbe andare, nella prima fase, ad appena 500 mila famiglie, ossia ad appena il 30,9% dei poveri assoluti, stanzierà importi vergognosi, da un minino di 190 a un massimo di 485 euro per le famiglie più numerose con 5 componenti. Insomma, si può e si deve fare di più” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su Istat fatturato: nulla di buono

Posted by fidest press agency su domenica, 25 giugno 2017

istatSecondo i dati resi noti oggi dall’Istat, ad aprile il fatturato dell’industria, corretto per gli effetti di calendario, sale su base annua del 4%, mentre per gli ordinativi totali l’indice grezzo scende del 2,2%. “Nulla di buono, dati negativi. Dopo i valori molti positivi di febbraio e marzo, si registra un calo mensile sia del fatturato, -0,5%, che degli ordinativi, -0,7 per cento. Anche su base annua, andiamo male. Cresce il fatturato del 4%, ma solo per un fatto tecnico, perché i giorni lavorativi sono stati 18 contro i 20 di aprile 2016. L’indice grezzo, infatti, scende del 2,5%, con un crollo del 3,1% per quello interno. Gli ordinativi, infine, diminuiscono del 2,2%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Fiducia dei consumatori: Governo galleggia e opposizione insegue chimere

Posted by fidest press agency su domenica, 28 maggio 2017

Palazzo chigi1“L’indice del clima di fiducia dei consumatori e l’indice composito del clima di fiducia delle imprese diminuiscono passando rispettivamente da 107,4 a 105,4 e da 106,8 a 106,2”. E’ quanto afferma l’Istat il che, oltre alla valutazione sul “sentimento”, fa scattare un campanello d’allarme, che dovrebbe mettere sull’avviso chi ci governa. I depositi bancari sono aumentati di ben 54,5 miliardi di euro rispetto ad aprile dello scorso anno, segno evidente che i consumatori hanno un atteggiamento diffidente e preferiscono tenere i propri risparmi in banca, invece di spenderli e innescare un circolo virtuoso di spesa e produzione di beni e servizi. Il governo galleggia, l’opposizione insegue chimere, la maggioranza e la minoranza in Parlamento fanno a gara nell’offrire ricette demagogiche (ultima è la proposta sui vitalizi che avrà effetti devastanti sulle pensioni ordinarie), mentre il Paese attende politiche che offrano una prospettiva concreta per il futuro.
Insomma, si sta in palude in attesa di non si sa cosa. (Primo Mastrantoni, Segretario Nazionale Aduc)

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Trentennale dell’Associazione dei Consumatori CODICI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 maggio 2017

codiciRoma giovedì 11 maggio 2017, presso la Sede Nazionale, in via Giuseppe Belluzzo n.1 festeggiamenti dei 30 anni dell’Associazione, Codici per ripercorrere insieme la storia dell’Associazione, le battaglie portate avanti nel corso degli anni e illustrare i risultati raggiunti.La giornata si aprirà con una relazione introduttiva del Segretario Nazionale Ivano Giacomelli, e a seguire, avranno luogo dibattiti, tavole rotonde, eventi ed iniziative su temi specifici:
Dalle 10.00 alle 13.30 Sessione Mattutina Prima Parte – ACQUA come patrimonio
Come costruire un modello di servizio idrico efficiente. Creare un reale sistema dell’acqua di tutti.
Sono stati invitati: Aeegsi, Anci, Anea, Governo-Italia Sicura, CDP, F.Daga(M5S) e M.Manfredi(Pd), Utilitalia, Furio Truzzi RCI
Modera: Silvano Morandi (Codici)
Dalle 14.30 alle 16.30 Seconda parte – ENERGIA: l’indipendenza energetica Nuove tecnologie e sistemi di accumulo per ridurre l’impatto degli oneri in bolletta e rendere indipendenti i consumatori finali.
Sono stati invitati: ENEL, Assoelettrica, MISE-SEN, Aeegsi, Sen.Gianni Girotto e Giovanni Ferrari RCIModera: Luigi Gabriele (Codici)
Dalle 16.30 alle 18.30 Sessione Pomeridiana – La nuova era dell’ECONOMIA. Come Blockchain cambierà l’economia e il business. Ridistribuire risorse e tornare a investire risparmiando.Le tecnologie stanno per aprire nuove prospettive, tra cui un diverso ruolo per l’intermediazione bancaria e finanziaria. Quali prospettive per i consumatori finali e opportunità per la redistribuzione delle risorse. Sono stati invitati: AGCM, Agcom, Consob, Banca D’Italia, Ivass,Intesa San Paolo, MEF, On. Daniele Capezzone e Ivano Giacomelli (RCI) Modera: Canio Trione (Codici) (foto: codici)

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Neverland progetto per consumatori sostanze psicoattive

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

firenze

Firenze. Per aiutare i giovani che fanno uso di sostanze psicoattive senza ancora dipendenza, le unità funzionali dipendenze di Firenze Nord Ovest e di Firenze Sud Est del Dipartimento Salute Mentale – Dipendenze dell’AUSL Toscana Centro hanno messo in campo per il secondo anno consecutivo il progetto triennale “Neverland, in collaborazione con il Progetto Villa Lorenzi, grazie a uno specifico finanziamento dell’Assessorato alle Politiche sociali della Regione Toscana.Si tratta di un progetto psico educativo per consumatori di sostanze psicoattive legali e/o illegali e per le loro famiglie (i cui responsabili sono i dottori Guido Guidoni e Paola Trotta).I destinatari sono persone giunte ai Ser.D. (Servizi per le Dipendenze) di Firenze attraverso vari canali (familiari, Prefettura, UEPE (Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna), C.I.C. (Centro Informazione e Consulenza) delle scuole etc) e diagnosticati presso questi servizi come “consumatori” (cioè che usano sostanze psicoattive, ma non hanno una diagnosi di dipendenza da queste) ai quali viene proposto di svolgere presso la sede di Villa Lorenzi cicli di incontri di informazione e riflessione sui rischi correlati all’uso di ogni sostanza psicoattiva legale o illegale, sul piano della salute, sul piano sia legale che sociale.Il progetto prevede tre diversi cicli di incontri, che si svolgono a cadenza settimanale e in modo continuativo durante l’anno.
Un ciclo di 8 incontri è dedicato a consumatori con età inferiore ai 25 anni (orario 18.30-20-30); un ciclo di 6 incontri è rivolto, invece, a consumatori con età superiore ai 25 anni (orario 21.00-23.00); un terzo ciclo di incontro è destinato ai i familiari quali genitori, fratelli, partner e altri (orario 18.30-20.30).
Il progetto prevede colloqui individuali prima dell’inizio e della fine del ciclo, la somministrazione di un questionario di valutazione pre e post intervento e la redazione di una relazione finale da parte degli operatori di Villa lorenzi e inviata agli operatori del Ser.D. per eventuali certificazioni a enti terzi.
In questa seconda annualità, grazie collaborazione fornita dal servizio NOT (Nucleo Operativo Tossicodipendenze) della Prefettura di Firenze, è stata inserita la partecipazione di Assistenti Sociali della Prefettura al terzo incontro di ogni ciclo, quello dedicato ai rischi legali.Infine, a breve sarà formalizzata la collaborazione con l’Agenzia Regionale di Sanità per il supporto nell’attività di valutazione quantitativa e qualitativa del progetto e nella realizzazione del report intermedio e finale.A oggi sono stati iniziati e conclusi 11 cicli di incontri: 4 per consumatori adulti sopra i 25 anni, 4 per giovani sotto i 25 anni, 3 cicli di incontri per i genitori di cui un ciclo è stato un secondo ciclo su richiesta dei familiari.
Sono state coinvolte un totale di 79 persone, di cui 31 giovani, 29 adulti e 19 genitori.
Per quanto riguarda i genitori risulta essere più difficile il coinvolgimento di quelli del gruppo degli adulti rispetto a quelli di minori o di giovani. Il primo ciclo di incontri per genitori presso Villa Lorenzi era composto da 5 persone, il secondo ciclo di genitori era composto di 9 persone che hanno richiesto una prosecuzione in una seconda fase, costituita da altri 4 incontri, e 5 genitori sono stati seguiti con alcuni colloqui individuali.L’età media dei gruppi under 25 è di 20,33 anni; quella dei gruppi over 25 è di 33,63.
Per quanto riguarda la motivazione dell’ invio da parte dei Ser.D. si tratta di 53 segnalazioni della Prefettura e di 3 ragazzi senza obblighi istituzionali.
Gli invii da parte dei Ser.D. sono così distribuiti: 11 provengono da Scandicci, 7 da Sesto, 7 da Campi, 11 da Carmine, 12 da Figline, 3 da Bagno a Ripoli, 4 da Santa Rosa, 3 da Borgo Pinti e 2 da Arcolaio. (by mariaantonietta cruciata)

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Luce e gas: Per i consumatori è una giungla, anche per colpa dell’Autorità dell’energia

Posted by fidest press agency su domenica, 5 marzo 2017

energiaAttivazione di contratti non richiesti, venditori porta a porta truffaldini, bollette errate e megabollette di conguaglio per omessa lettura dei contatori. Spesso, queste pratiche illecite si concludono col distacco delle utenze ed il consumatore costretto a pagare in fretta e furia ciò che non deve pur di riavere luce e gas.
Di fronte a tutto questo, l’Autorità per l’energia (Aeegsi) rimane anni luce dal creare un sistema di tutela per il consumatore degno di questo nome, come ad esempio accade da molti anni nella telefonia.
Non ci sarebbe alcun bisogno di inventarsi chissà quali complessi rimedi, visto che basterebbe prendere spunto dalla normativa Agcom (Autorità garante delle comunicazioni). Eppure, ancora oggi chi si ritrova ingiustamente senza luce o gas è infinitamente meno protetto di chi rimane senza l’Adsl. E’ ammissibile questa situazione, specialmente nel momento in cui ci avviamo ad abbandonare il mercato tutelato dell’energia?
Ecco le macroscopiche deficienze che l’Autorità dell’energia si rifiuta di colmare:
1. un sistema incisivo di indennizzi giornalieri automatici e efficaci per il consumatore. Chi si ritrova senza telefono per un mese riceve fino a 450 Euro di indennizzi, chi si ritrova ingiustamente per un mese senza luce e gas ha un indennizzo da 30 a 90 Euro che peraltro raramente viene corrisposto!
2. un procedimento urgente per ottenere il ripristino della luce o del gas se staccato illecitamente. Nella telefonia, è possibile ottenere un provvedimento urgente di ripristino entro 10 giorni (procedimento GU5). Nell’energia, l’unico procedimento urgente per ottenere la riattivazione richiede l’avvocato e un calvario di un anno in tribunale.
3. la sospensione di qualsiasi pagamento oggetto di controversia tra consumatore e gestore, fino a quando non viene fornita una risposta motivata ai reclami o non sia conclusa la conciliazione. Durante il periodo di sospensione, al gestore deve essere vietato il distacco delle utenze, come accade per la telefonia.
4. un procedimento di definizione, successivo alla conciliazione, con cui l’Autorità decide sulla controversia con provvedimento vincolante per le parti, sul modello del procedimento Agcom GU14. Se oggi la conciliazione non va a buon fine, l’alternativa è prendersi un legale e fare causa oppure – molto più probabilmente – rinunciare ai propri diritti. Non proprio un incentivo a conciliare seriamente per i fornitori di energia, consapevoli che il consumatore che potranno negare anche l’evidenza sapendo che la faranno franca.
Fino a quando l’Autorità non farà questo, limitandosi al minimo sindacale previsto dalla normativa europea sulle conciliazioni, il mercato dell’energia in Italia rimarrà una giungla. (Pietro Moretti, vicepresidente Aduc)

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Vittoria dei consumatori Europei: arriva il SI del Parlamento Europeo alla portabilità dei contenuti online

Posted by fidest press agency su sabato, 11 febbraio 2017

parlamento europeoCapita spesso di trovarsi in un Paese estero, per motivi di lavoro o per una semplice vacanza, e voler usufruire di servizi come film, musica e contenuti online per cui si paga un abbonamento nel paese di origine. Fino a poco tempo fa questo non era possibile, in quanto tali contenuti erano visibili esclusivamente nel paese in cui veniva sottoscritto l’abbonamento.Le barriere geografiche, che risultano ormai facilmente valicabili, in materia di digitalizzazione diventavano un ostacolo quasi insormontabile: per questo motivo già un anno fa era stata presentata una proposta per la libera diffusione e fruizione dei contenuti online e finalmente arriva il primo via libera del Parlamento europeo alla “portabilità dei contenuti online” che permette di unire alla libertà di circolazione di tutti i cittadini all’interno dell’Unione Europea, quella dell’accesso a servizi che risultano ormai fondamentali, considerato il crescente sviluppo delle nuove tecnologie e degli strumenti di comunicazione. Una decisione fondamentale che mira alla eliminazione delle restrizioni transfrontaliere. Cittadini appartenenti a differenti stati, membri dell’UE, potranno dunque usufruire di contenuti e servizi online acquistati a pagamento nel proprio Stato, anche trovandosi all’estero, senza che lo spostamento limiti le possibilità di fruizione.Anche se si tratta di un primo piccolo tassello, l’Europa sta muovendo i primi passi verso la costruzione di un mercato unico digitale che superi ogni tipo di barriera ed è proiettato verso un vero e proprio modello comunitario.L’Associazione Codici resta a disposizioni di tutti i consumatori, i quali possono inviare le proprie segnalazioni al link http://www.codici.org/paytv.html

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Unione Europa: Velocità o meno, ciò che conta sono i consumatori, motore dell’economia

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

europa-comunitariaEuropa a due velocità, con interesse dei tedeschi visto che è l’attuale loro governo a proporlo… e quindi dopo la Brexit (ancora tutta in aria -1), ulteriore colpo all’Unione, all’euro e alle prospettive federali del territorio europeo? Noi -molto modestamente, dal nostro osservatorio e con la nostra azione politica essenzialmente a livello italiano- vogliamo ricordare che le velocità nell’attuale Unione ci sono gia’ e sono rilevanti: gli Stati nazionali per esempio, e la mancanza di politiche uniche fiscali e di difesa come secondo esempio, e le politiche sui migranti come terzo esempio, etc etc. Abbiamo scoperto l’“acqua calda”, ne siamo consapevoli, ma ricordarlo serve forse ad aiutare a capire che le soluzioni di nuove velocita’ che vengono prospettate, forse non rappresentano chissa’ quale novita’, ma sono solo la fotografia dell’attuale e, quindi, se dovessero essere prese in considerazione come pratica innovativa,
non sono altro che roba vecchia che ha gia’ dimostrato di non funzionare. Abbiamo per questo le soluzioni? Per carita’, non siamo cosi’ altezzosi e non pretendiamo cosi’ tanto. Ci preme solo ricordare, visto che il confronto e lo scontro politico per il benessere dei singoli e del mondo avviene a livelli transnazionali (dove l’ONU svolge solo una funzione di “cerotto” dei mali diffusi), che a questi livelli contano numeri e idee motrici. Con al centro l’economia e l’istruzione. Per capire sui numeri (restando nel cosiddetto Occidente).
Gli Usa sono un mercato di 325 milioni di consumatori. L’Unione Europea e’ un mercato di piu’ di 500 milioni di consumatori.
Le attuali situazioni che nascono da questi numeri. Gli Usa sono (ancora e per il momento) la prima potenza mondiale, a partire dalla forza del loro mercato interno e dalla capacita’ innovativa e creativa che nasce dalla loro istruzione. L’Unione Europea e’ riuscita (per ora) solo limitatamente a far pesare il proprio mercato interno, mentre per l’istruzione (sostanzialmente Erasmus) siamo in alto mare, e i risultati dell’istruzione sui singoli territori (proprio perche’ -a nostro avviso- non sono parte di un’unione federale) invece di guardare il mondo a partire dai propri 500 milioni di consumatori, si rivolge ad altri sistemi piu’ recettivi (essenzialmente Usa).
Accade, quindi, che la forza di un mercato come quello dell’Unione e’ sottovalutata perche’ poco fruibile e, spesso (anche grazie all’attuale montante nazionalismo antieuropeo) considerata come una gabbia.
Viene spontanea una domanda: perche’ in Unione Europea non si parte da questa semplice constatazione della propria potenza di mercato interno? Certo, ci sono tante variabili potenzialmente sconvolgenti, come per esempio quelle continentali e sub-continentali di Cina, Giappone, Africa e India… ma rappresentano un limite o non piuttosto uno stimolo a meglio organizzarsi per meglio dialogare ed aiutarsi per il benessere e la felicita’ transnazionale? Noi, ovviamente peroriamo per la seconda possibilita’ (stimolo, etc.). Ma non ci sembra che sia altrettanto da parte dei decisori. Tanto bla bla politicante, tanta paura di perdere poltrone a favore dei nazionalismi, ma per arrivare dove? Sui nazionalismi -allo stato dei fatti- dove si sono proposti come alternativa, sono stati sconfitti (Scozia, Catalogna, Austria -per esempio- anche se questi non erano anti-Ue nello specifico), e questo ci puo’ far credere che con politiche sui consumatori (l’Ue conviene per questo e per quest’altro), il ridimensionamento dei nazionalismi non e’ una chimera. Sul bla bla politicante, occorrono fatti, numeri, provvedimenti, snellimento della burocrazia, trasparenza, accessibilita’, comprensione oltre le barriere linguistiche… cioe’: benessere tangibile a partire dalla quotidianita’ di ogni consumatore. Difficile? Sicuramente non facile. La democrazia e la liberta’ sono di difficile e faticosa gestione ma, visto che nel mondo questo binomio fino ad oggi ci ha portato ad una drastica riduzione di fame, malattie e malessere, perche’ non accelerare anche in questo nostro mercato interno di 500 milioni di consumatori? Il testimone, ovviamente va ai decisori che -per il momento, e per fortuna- sono regimi parlamentari. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Unione Naz Consumatori su inflazione: stangata da 342 euro per coppia con due figli

Posted by fidest press agency su domenica, 5 febbraio 2017

istatSecondo i dati provvisori di gennaio resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un rialzo dello 0,9% su base annua, il tasso più alto da oltre 3 anni.”Una stangata che non ci voleva. Il balzo dell’inflazione a +0,9% significa, per una coppia con due figli, la classica famiglia italiana, avere una maggior spesa annua di 342 euro. Una cifra davvero considerevole” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Secondo i calcoli dell’associazione, l’incremento dei prezzi dello 0,9% significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, per una una coppia con 1 figlio, 321 euro in più su base annua, per una coppia senza figli, con più di 65 anni, 274 euro in più. Un pensionato con più di 65 anni sborserà 177 euro in più nei dodici mesi, 180 euro un single con meno di 35 anni, 261 euro una coppia senza figli con meno di 35 anni.

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