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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

Posts Tagged ‘consumatori’

Istat: scende a novembre la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a novembre la fiducia dei consumatori scende da 101,7 a 98,1.”Dati disastrosi, anche se scontati, visto che l’Italia con il Dpcm del 3 novembre è tornata in lockdown. Senza fiducia non si fa da nessuna parte. Se si ha paura del futuro, infatti, non si investe e non si spende anche se si hanno i soldi. Bisogna che si esca al più presto dalla pandemia e che il vaccino diventi una speranza concreta, altrimenti il Paese non potrà risollevarsi e i dati sul clima della fiducia si tradurranno in un crollo reale dei consumi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Impressionante il dato relativo alle attese sulla situazione economica dell’Italia, che precipita da -26,8 di ottobre a -46,2 di novembre, con una caduta di quasi 20 punti, 19,4 punti. Anche l’opportunità all’acquisto di beni durevoli passa da -53,2 a -72,3, con una salto di 19,1 punti. Rispetto al clima di fiducia pre-Covid siamo in un’altra era geologica. A gennaio era pari a 111,2, cioè ben 13,1 punti percentuali in più rispetto ad ora” conclude Dona.

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Il Parlamento vuole garantire il “diritto alla riparazione” ai consumatori UE

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

Bruxelles. La risoluzione non legislativa su un mercato unico più sostenibile è stata approvata, mercoledì, con 395 voti favorevoli, 94 voti contrari e 207 astensioni.I deputati invitano la Commissione ad assicurare ai consumatori il “diritto alla riparazione” rendendo le riparazioni più accessibili, sistematiche e vantaggiose, ad esempio estendendo la garanzia sulle parti di ricambio o garantendo un migliore accesso alle informazioni su riparazione e manutenzione.Esortano poi a sostenere maggiormente il mercato dei prodotti di seconda mano, incoraggiano la produzione sostenibile e chiedono misure per contrastare le pratiche volte a ridurre la durata dei prodotti. I deputati tornano a chiedere un caricabatterie universale per ridurre i rifiuti elettronici e vogliono l’etichettatura dei prodotti in base alla loro vita utile (ad esempio un contatore degli utilizzi e informazioni chiare sulla durata media di un prodotto).Per incoraggiare scelte sostenibili da parte delle imprese e dei consumatori, il Parlamento insiste su appalti pubblici più sostenibili e su marketing e pubblicità responsabili. Nella pubblicità, ad esempio, sarebbe opportuno applicare criteri comuni per definire l’eco-compatibilità dei prodotti, in maniera simile a quanto avviene con la certificazione del marchio di qualità ecologica. La risoluzione invita anche a rafforzare il ruolo del marchio Ecolabel-UE, in modo da diffonderne l’utilizzo nel settore e sensibilizzare i consumatori.Il testo approvato presenta infine nuove regole per la gestione dei rifiuti e la rimozione degli ostacoli giuridici che impediscono la riparazione, la rivendita e il riutilizzo dei prodotti, a beneficio peraltro del mercato delle materie prime secondarie.Il relatore David Cormand (Verdi/ALE, FR), ha dichiarato: “È giunto il momento di utilizzare gli obiettivi del Green Deal come fondamento di un mercato unico che promuova la concezione di prodotti e servizi durevoli. Per raggiungere questo obiettivo, abbiamo bisogno di una serie completa di regole che agevolino decisioni chiare e semplici anziché modifiche tecniche che mancano di coraggio politico e che confondono sia i consumatori che le imprese. Con l’adozione di questa relazione, il Parlamento europeo ha inviato un messaggio chiaro: etichettatura obbligatoria armonizzata che indichi la durabilità e lotta all’obsolescenza precoce a livello europeo sono le vie da seguire”.

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I consumatori europei potranno difendere collettivamente i propri diritti

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 novembre 2020

Le nuove norme introducono un modello armonizzato di azione rappresentativa che fornisce ai consumatori una protezione da danni collettivi e dal rischio di azioni legali abusive.I Paesi UE dovranno instaurare almeno un meccanismo procedurale che consenta agli enti legittimati (quali associazioni dei consumatori o organismi pubblici) di intentare azioni rappresentative di natura inibitoria (cessazione o divieto) o risarcitoria (compensazione). L’obiettivo della normativa è migliorare il funzionamento del mercato interno ponendo fine a pratiche illegali e facilitando l’accesso alla giustizia per i consumatori.L’azione rappresentativa europea consentirà a enti legittimati (quali le associazioni dei consumatori), e non a studi legali, di rappresentare gruppi di consumatori e intentare azioni rappresentative.L’avvio di azioni giudiziarie transfrontaliere è subordinato al rispetto degli stessi criteri in tutta l’UE da parte degli enti legittimati.Tali enti dovranno dar prova di un certo livello di stabilità e poter rispondere della propria attività pubblica, oltre a dimostrare l’assenza di scopo di lucro. Per quanto riguarda le azioni nazionali, gli enti dovranno rispettare i criteri previsti dalla normativa nazionale. Gli enti legittimati sono tenuti a mettere in atto procedure volte a scongiurare influenze esterne o l’insorgere di conflitti di interesse, in particolare se finanziati da terzi.Le regole prevedono inoltre salvaguardie da azioni legali abusive grazie al principio “chi perde paga”, secondo cui la parte soccombente è tenuta a rimborsare alla parte vittoriosa le spese legali sostenute.Sarà consentito intentare azioni collettive contro professionisti per presunte violazioni di leggi UE in numerosi settori, quali la protezione dei dati personali, i viaggi e il turismo, i servizi finanziari, l’energia e le telecomunicazioni.Infine, la direttiva tiene conto delle violazioni interrottesi prima che l’azione rappresentativa sia stata intentata o conclusa, al fine di vietare tale pratica e scongiurarne il ripetersi. Il testo legislativo è stato approvato in seconda lettura (senza votazione).

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Antitrust: al via campagna informazione diritti consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha annunciato una campagna di informazione #convienesaperlo, per far conoscere ai cittadini i diritti dei consumatori, una campagna finanziata dal Ministero dello Sviluppo Economico con il Fondo per le iniziative a vantaggio dei consumatori.”Nonostante il ruolo meritorio dell’Autorità, ci chiediamo a quale titolo l’Antitrust debba fare campagne informative, considerata la cronica mancanza di personale che non le consente, talvolta, di rispondere tempestivamente alle segnalazioni dei cittadini e delle associazioni di consumatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Quanto al merito della campagna di comunicazione corriamo il rischio che si veicoli un messaggio quantomeno impreciso e cioè che l’Antitrust si occupi ‘direttamente’ di tutelare i consumatori, quando in realtà le meritorie azioni dell’Autorità impattano certo positivamente sul mercato, ma non possono entrare nel merito della singola controversia tra consumatori e imprese” prosegue Dona.“Per queste ragioni abbiamo deciso di scrivere al Mise” conclude Dona

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Istat: scende a ottobre la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a ottobre la fiducia dei consumatori scende da 103,3 a 102. “Non solo il dato è negativo e preoccupante, ma è anche sottostimato. Insomma, è solo un effetto ottico! Purtroppo il calo è ben superiore, visto che la rilevazione dell’Istat, per quanto riguarda i consumatori, avviene nei primi 15 giorni del mese, quindi ben prima degli ultimi Dpcm che hanno ripristinato una parziale chiusura delle attività, determinando proteste e tensioni sociali” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “A questo va aggiunto che rispetto al clima di fiducia pre-Covid siamo lontani anni luce. A gennaio era pari a 111,1, cioè ben 9,1 punti percentuali in più. A destare allarme, poi, è il dato relativo alle attese sulla situazione economica dell’Italia, precipitato da -15,7 punti di settembre a -25,3 di ottobre, con una caduta di 9,6 punti. Insomma, peggio di così non si può: nessuna fiducia sull’andamento dell’economia del Paese” conclude Dona.

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Spariscono le monetine dei centesimi? A spese dei consumatori… Cerchiamo di evitarlo

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

La Commissione europea ha avviato una valutazione d’impatto sull’uso delle monete da 1 e 2 centesimi. Ciò comprende una consultazione aperta, che è disponibile per contributi dal 28 settembre, che durerà 15 settimane, per coinvolgere un’ampia gamma di soggetti interessati, tra cui altre istituzioni, autorità nazionali competenti, consumatori e società civile”. C’è da ricordare che in Italia, dal 1 gennaio 2018, non vengono più coniate le monetine da 1 e 2 centesimi, ma quelle che erano in circolazione, e quelle che sono coniate in altri Paesi della zone euro hanno, ovviamente, valore e vengono utilizzate. Per i prezzi, sempre dal 1 gennaio 2018, la nostra autorità monetaria nazionale ha consigliato l’arrotondamento per eccesso o per difetto (10,52 che diventa 10,50, 10,58 che diventa 10,60). Il Garante sui prezzi a avrebbe dovuto sorvegliare su cosa accade, ma non siamo riusciti a trovare una relazione in merito.Noi auspichiamo che la cancellazione dei centesimi non divenga realtà. Non solo, ma auspichiamo che si torni indietro anche sulle decisioni nazionali in corso. Ci sembra che la conseguenza non potrà che essere un aumento dei costi per i consumatori.A questo aggiungiamo il fatto che i pagamenti elettronici sono sempre più diffusi (per esempio quelli dei carburanti) e questo in qualche modo impedisce gli arrotondamenti di cui sopra, evitando il fastidio degli spiccioli. Siamo consapevoli che le grandi differenze sono possibili, anche per 1 centesimo, a livello di grandi business, ma se facciamo 1+1 di tutti i centesimi che potenzialmente ci possono essere sottratti in più per l’arrotondamento, anche i bilanci annuali del più modesto consumatore ne subirebbero un danno di qualche centinaio di euro.

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Vendite sottocosto: La ministra delle Politiche Agricole che mette lavoratori versus consumator

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2020

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La ministra delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, in un incontro in provincia di Firenze, ha detto: “Promuovere i prodotti a prezzo scontato va bene una volta – ha aggiunto Bellanova – farlo in continuazione significa incidere negativamente sugli equilibri di filiera, scaricare sulle parti piu’ deboli quel mancato guadagno, produrre disinformazione per i consumatori”.
Pur comprendendo la ratio dell’esortazione della nostra ministra, non comprendiamo se a fare un invito del genere sia un ministro della Repubblica o un rappresentante di categoria. Certo, è il ministro delle Politiche Agricole, ma ci viene il dubbio che le politiche di questo ministero debbano essere indirizzate solo ad alcune categorie o a tutti i cittadini. Qui abbiamo due tipologie di cittadini coinvolti:
i lavoratori agricoli del settore (che sembrano quelli maggiormente chiamati in causa dal ministro) che dalle vendite sottocosto ne avrebbero un riflesso negativo: i loro prodotti verrebbero acquistati a prezzi più bassi e, a ricaduta, tutti i guadagni di chi opera nel settore sarebbero più bassi;
i consumatori che acquistano più volentieri i prodotti sottocosto (o in genere a prezzi promozionali) ché altrimenti avrebbero difficoltà per varietà, qualità e quantità della loro alimentazione (per fortuna nel nostro Paese non ci sono problemi di fame a questi livelli).
Di conseguenza ci torna anomalo l’interesse del nostro ministro solo per una categoria. Ma cosa sono le vendite sotto costo?
Ci rendiamo conto che le politiche dei consumatori non sempre possano e debbano essere in armonia con quelli dei lavoratori, produttori, distributori, venditori. Ma è proprio in questa difficoltà che risiede l’azione politica e non sindacale di un ministro della Repubblica.Nella fattispecie sarebbe opportuno che, prima di esprimersi per ingraziarsi alcune categorie come se fosse il loro leader sindacale, ci si informasse su cosa sono in realtà le vendite sottocosto. Forme pubblicitarie di venditori che, invece che spendere in campagne pubblicitarie basate su bellezza, convenienza, moda, salubrità, etc… preferiscono un secco e immediato messaggio basato solo sul costo del prodotto: elemento di attrazione che fa leva sulla interpretazione e la necessità individuale del consumatore. Questo per dire che molto probabilmente se una confezione di pomodori viene venduta sottocosto, questo prezzo non ricade sull’acquisto del prodotto… che altrimenti non potrebbe essere offerto come sottocosto… ma è una forma di utilizzo di un budget pubblicitario. Tutto questo la nostra ministra non lo sa? Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Le misure del ‘decreto agosto’ per i consumatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 agosto 2020

E’ entrato in vigore il cosiddetto “decreto agosto”, Dl 104/2020, contenente “misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia” con il quale il Governo, dopo i decreti “cura Italia” e “rilancio”, ha stanziato ulteriori 25 miliardi di euro da utilizzare per “proseguire e rafforzare l’azione di ripresa dalle conseguenze negative dell’epidemia da COVID-19 e sostenere lavoratori, famiglie e imprese, con particolare riguardo alle aree svantaggiate del Paese”. Le misure di interesse del consumatore, comprese anche le indennità per i lavoratori, si trovano nella nuova scheda pratica Le misure del ‘decreto agosto’ per i consumatori. Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo.

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Istat: Fiducia dei consumatori in calo

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2020

L’Istat rileva un calo della fiducia dei consumatori a giugno, mentre sale quella delle imprese.Il livello rimane comunque ancora distante da quello precedente l’emergenza coronavirus.Pesa su tale andamento, che segna un passo indietro rispetto a maggio, “la diminuzione del clima economico relativo alla situazione del Paese e di quello futuro”.Le famiglie, dopo i primi cenni di ottimismo mostrati all’indomani della fase più grave della pandemia, si stanno rendendo conto della portata epocale della crisi in atto e sono giustamente allarmate. Anche perché, in molto casi, vivono sulla propria pelle situazioni di difficoltà e di disagio.Tale situazione mostra l’estrema fragilità della nostra economia, che richiede con la massima urgenza interventi incisivi ed efficaci con cui avviare la costruzione di basi solide per una vera e propria ripresa. In tal senso è opportuno che il Governo operi con prontezza e responsabilità per sfruttare a pieno gli stanziamenti europei, indirizzandoli a una ripresa sostenibile, tesa a riequilibrare disuguaglianze e ristabilire equità.“È questo il momento di operare scelte coraggiose, attraverso l’adozione di misure strutturali capaci di garantire all’Italia nuove opportunità di crescita.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.

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Istat: la fiducia dei consumatori cresce ma aumenta anche la pressione fiscale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2020

L’Istat ha rilevato che a giugno la fiducia dei consumatori migliora rispetto al mese precedente, attestandosi a 100,6 punti. Un dato sicuramente positivo, che con ogni probabilità deriva dalla speranza delle famiglie di aver superato, almeno in parte, le criticità degli ultimi mesi. Gli altri indicatori economici relativi al primo trimestre del 2020, però, non sono altrettanto incoraggianti: l’Istituto di statistica ha infatti registrato una pressoché insostenibile pressione fiscale (+0,5% rispetto allo stesso periodo del 2019), un rapporto deficit-PIL che nei primi tre mesi di quest’anno sale al 10,8% rispetto al 7,1% dello scorso anno nonché un calo del -1,7% del potere d’acquisto.Tali percentuali dimostrano ancora una volta l’estrema fragilità della nostra economia, che richiede con la massima urgenza interventi incisivi ed efficaci con cui avviare la costruzione di basi solide per una vera e propria ripresa. La pandemia, oltre a provocare drammatiche conseguenze sanitarie, ha avuto gravi ripercussioni sul piano economico e sociale e l’attuale contesto rende necessari interventi mirati per la crescita e lo sviluppo nonché misure che diano nuovo impulso alla crescita e all’occupazione.“La redistribuzione dei redditi e la riforma fiscale restano questioni centrali da affrontare per avviare, finalmente, una ripresa stabile” – dichiara Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.

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C’è un grande assente agli Stati generali dell’economia convocati dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

È il consumatore, colpevolmente escluso da un confronto in cui avrebbe dovuto ricoprire invece un ruolo di primo piano.
“Finora dal Governo sono arrivati soltanto slogan per i consumatori – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e la loro assenza agli Stati generali dell’economia ne è l’ennesima dimostrazione. Questa kermesse è stata concepita per discutere del rilancio del Paese, delle misure da adottare per evitare che l’Italia sprofondi nella crisi, ma il Premier non ha ancora capito che la ripresa passa dalla tutela del consumatore, dal suo coinvolgimento nelle scelte future. Emblematica, al riguardo, la mancanza di previsione di slittamento per le rate di mutui o prestiti, lasciando alle società private la discrezionalità sul concederle o meno, tra l’altro agendo in alcuni casi con modalità finite sotto la lente di ingrandimento dell’Antitrust. Servono scelte chiare a protezione del tessuto economico, rappresentato non dall’impresa ma dal consumatore che spende e che sta andando incontro ad una forte contrazione del reddito. Non basta una manovra deflattiva della spesa, bisogna immettere liquidità nel sistema, prevedendo tassi agevolati e riduzione della pressione fiscale. Deve essere avviata, nel medio e lungo termine, una riconversione industriale attraverso la riqualificazione della spesa pubblica ed il rilancio di investimenti pubblici in settori come ad esempio istruzione, sanità e trasporti, servizi che creano reddito indiretto alle famiglie, che con ad un’adeguata copertura sociale possono investire nel proprio tempo le risorse. Il consumatore è l’asse portante del rilancio della domanda interna, per questo ci saremmo aspettati che gli venisse riservato un ruolo di primo piano agli Stati generali dell’economia e invece è stato nuovamente snobbato. A nostro avviso è un errore molto grave, di fatto viene ignorato un pezzo fondamentale della vita del Paese”.

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Codici: consumatori abbandonati dal Governo sui voucher

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2020

Nessuna iniziativa, soltanto un immobilismo che sta causando danni a migliaia di italiani. Nonostante il richiamo dell’Unione Europea, nonostante il monito dell’Antitrust, il Governo continua a non fare nulla sui voucher che vengono imposti in caso di cancellazione di viaggi, vacanze, eventi culturali o sportivi.“Con la sua inerzia – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – il Governo ha abbandonato i consumatori. Non sta fornendo nessuna tutela, li sta costringendo a subire pesanti penali in caso di cancellazione, ad esempio, di un viaggio oppure ad accettare un voucher che non sanno se e quando potranno utilizzare. Eppure l’Unione Europea è stata chiara, i consumatori hanno il diritto di scegliere tra voucher e rimborso. Anche l’Antitrust l’ha sottolineato. Ci saremmo aspettati un cambio di rotta da parte del Governo, che invece purtroppo si sta dimostrando ostaggio delle lobbies economiche”.Codici ha avviato, insieme all’associazione Aeci, la campagna “Voucher? No, grazie!”. Si tratta di un’iniziativa per tutelare i consumatori ai quali viene negata la possibilità di scegliere il rimborso, obbligandoli ad accettare il voucher.

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Istat: a maggio fiducia consumatori a 94,3

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a maggio la fiducia dei consumatori si attesta a 94,3, da 100,1 di marzo.”Giudizio sospeso sul clima di fiducia dei consumatori. Purtroppo, non avendo il dato di raffronto di aprile, quello di oggi non è per niente indicativo e significativo. Non è possibile sapere, infatti, se a maggio, con la Fase 2, iniziata il 4 del mese, il clima è risalito rispetto ad aprile, segnando un’inversione di tendenza oppure ha continuato a scendere, seppur di poco” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Un conto è se a maggio ha cominciato a rimontare l’ottimismo degli italiani, se hanno intravisto una luce in fondo al tunnel, un altro è se la Fase 2 non è bastata a ridare speranza nel futuro, perché allora la fiducia potrebbe tradursi in un ulteriore peggioramento delle già gravissime condizioni reali del Paese” conclude Dona.

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Dal Governo solo slogan, nessuna tutela per i consumatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

Il nulla oltre gli annunci. Delle tante conferenze stampa tenute in queste settimane dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte resta ben poco per i consumatori. Come dimostrano le segnalazioni e le richieste di aiuto che arrivano sempre più numerose all’associazione Codici, gli impegni del Governo finora non hanno trovato un’applicazione reale ed efficace, ed i cittadini iniziano a pagarne le conseguenze.“La politica dell’emergenza – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – non sta dando i risultati promessi ed auspicati. Gli annunci, purtroppo, sono rimasti tali, delle iniziative per tutelare i consumatori non si è vista nemmeno l’ombra. Registriamo soltanto ritardi nell’attivazione di strumenti di sostegno. Al momento non c’è nessuna reale protezione per i cittadini, che anzi sono stati lasciati in balia delle società private per quanto riguarda, ad esempio, le richieste di sospensione delle rate dei mutui o dei prestiti. Il tessuto economico del nostro Paese non è rappresentato dall’impresa, ma dal consumatore che spende. Se non viene messo nelle condizioni di poterlo fare, c’è il rischio di andare verso una crisi drammatica da cui sarà difficilissimo riprendersi”.L’associazione Codici ha attivato su tutto il territoriale nazionale un servizio di assistenza speciale ai consumatori per le problematiche legate all’emergenza Coronavirus.

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Crisi delle imprese e consumatori? I consigli dello Studio Legale Lacalandra

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

A causa del lockdown per l’emergenza Covid-19, tante famiglie e imprenditori si sono trovati in difficoltà economica, con un futuro che appare quanto mai incerto. Diverse ricerche realizzate in questi mesi di quarantena hanno dimostrato come il grado di incertezza e sfiducia degli italiani per il prossimo futuro sia ai massimi storici. Secondo una ricerca del Cerved, infatti, solo il 15,7% degli italiani si sente di poter affrontare i prossimi mesi con serenità, e un altro studio del Censis, ha dimostrato che un italiano su due ha paura di perdere il lavoro. Oltre agli aiuti previsti dal Governo, giudicati da molti insufficienti, cosa possono fare i cittadini per uscire dalla crisi? Un aiuto arriva dalla legge sul Sovraindebitamento (L. 3/2012), ancora poco conosciuta, che permette a famiglie e piccoli imprenditori “meritevoli” di ridurre i debiti, inclusi quelli fiscali, in base alle proprie capacità economiche. La procedura prevede, però, un iter articolato, composto da più fasi che vanno dalla verifica dei requisiti di accesso sino alla definizione e presentazione di una proposta adeguata alle reali possibilità del richiedente. Per questo lo Studio Legale Lacalandra di Milano, specializzato in diritto fallimentare e crisi da sovraindebitamento, ha preparato una guida con alcuni consigli per aiutare i cittadini e i piccoli imprenditori ad accedere alla Legge sul Sovraindebitamento: possono accedere i debitori non soggetti al fallimento come consumatori, piccoli imprenditori, lavoratori autonomi in generale, start-up innovative, enti privati non commerciali. Verificare lo stato di sovraindebitamento: bisogna valutare la situazione complessiva del debitore (consumatore e/o imprenditore) e dimostrare la sproporzione tra il proprio patrimonio e debiti da pagare. Verificare il requisito della meritevolezza: vengono vagliate le cause dell’indebitamento e della diligenza impiegata dal consumatore nel contrarre i debiti (per esempio, non è meritevole chi avrà sostenuto spese per beni superflui che non poteva permettersi) nonché la presenza di iniziative o atti in frode ai creditori (aver occultato beni o aumentato i debiti in maniera fittizia).
Verificare la definitiva incapacità di soddisfare i creditori: è quindi importante dimostrare che il debitore non stia vivendo solo una momentanea crisi economica, ma che si trovi in uno stato duraturo di difficoltà, tale da non permettergli di soddisfare gli impegni con i creditori (ad esempio il debitore, intestatario di un contratto di mutuo con rata di euro 1.000 al mese, che perde definitivamente il lavoro, non sarà in grado di adempiere alla propria obbligazione neanche in futuro). Valutare la situazione economica: avere cioè un quadro complessivo del passivo ossia dei debiti (mutui, prestiti, fisco, ecc.) e dell’attivo ossia delle entrate (stipendio, ecc.) e dei beni posseduti (immobili, ecc.). Scegliere la procedura più adatta: sono previste tre diverse procedure, ognuna con delle peculiarità. Nel dettaglio:L’accordo di ristrutturazione del debito: il debitore dovrà sottoporre alla votazione dei creditori un piano di pagamento dei propri debiti, il quale potrà essere approvato se ottiene il parere favorevole del 60% dei creditori;
Il piano del consumatore: funziona come l’accordo, quindi attraverso la predisposizione di un piano di pagamento, che dovrà essere sottoposto alla sola valutazione del Giudice del Tribunale competente. Questa procedura è riservata esclusivamente a tutti coloro che hanno debiti sorti nell’ambito della propria sfera personale e non riguardano l’attività professionale svolta;La liquidazione del patrimonio: ossia la cessione, da parte del debitore, del proprio patrimonio, al fine di pagare i propri debiti. Sono esclusi dalla cessione dei beni quelli non pignorabili e necessari al sostentamento della propria famiglia (ad esempio la macchina di un tassista).
Apertura della procedura e iter di approvazione: la procedura scelta dovrà essere poi presentata presso un Organismo di Composizione della Crisi (O.C.C.), un ente terzo, imparziale e indipendente che ha il compito di redigere una relazione sulla veridicità della situazione debitoria/patrimoniale e sulla fattibilità della procedura. Successivamente il debitore dovrà depositare, congiuntamente alla relazione dell’OCC, la propria proposta presso il tribunale competente (quello di residenza).

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UNC: fondo affitti, 46 milioni non bastano

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

“I 46 milioni stanziati per gli inquilini che non possono far fronte al pagamento dei canoni di locazione e per chi ha subito sfratti esecutivi per morosità incolpevole, per quanto siano un passo avanti, sono del tutto inadeguati. L’emergenza è tale che servirebbe uno zero in più” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche se, finalmente, ci si occupa non solo degli affitti dei commercianti ma anche di quelli delle famiglie, lo stanziamento va rimpinguato. Speriamo, poi, che la burocrazia corra veloce tanto quanto i problemi degli inquilini” conclude Dona.

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Istat: a marzo crolla fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a marzo scende la fiducia dei consumatori da 110,9 a 101.”L’Effetto Coronavirus ha determinato un crollo della fiducia dei consumatori senza precedenti. Mai, dall’inizio delle serie storiche, iniziate nel gennaio 2015, si era avuta una caduta così ampia, pari a 9,9 punti percentuali” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Battuto il precedente record, registrato nell’aprile 2012, quando ai tempi delle stangate del Governo Monti ci fu un calo di 7,3 punti” prosegue Dona.”Una diminuzione inevitabile, considerato che si tratta di una situazione d’emergenza che non ha precedenti storici, da dopo la Seconda Guerra Mondiale in avanti. Il punto è se nel mese di aprile ci sarà una ripresa o un’ulteriore discesa, perché allora il crollo della fiducia potrebbe tradursi in un ulteriore peggioramento delle già precarie condizioni reali del Paese” conclude Dona.

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Coronavirus, cittadini, lavoratori, consumatori senza Parlamento?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

Il capo del Governo ci ha comunicato che ci sono ulteriori e necessarie restrizioni alla mobilità e alla definizione di servizi di primaria importanza. Lo sanno quasi tutti in Italia. Come, quando e dove, al momento, è tutto da sapere. Pensiamo a quelli che domani mattina lunedì dovranno sapere se recarsi al lavoro, in fabbriche e uffici. La giornata è ancora in corso. Le emergenze hanno questa caratteristica, altrimenti non sarebbero emergenze. Vediamo un po’ come si sviluppa la vicenda.
Ma a nostro avviso questo è uno dei problemi, non il più importante. Che invece resta quello di come le decisioni vengono prese e quali sono i filtri che le stesse passano dopo che sono diventate esecutive.
Si tratta di decreti, quindi il governo decide, i decreti sono subito esecutivi ed entro 60 gg il Parlamento deve convertirli in legge. Parlamento che nel frattempo dovrebbe funzionare a pieno ritmo anche per dare il suo contributo. Ma dov’è il Parlamento? Non ci sono le bombe che piovono dal cielo come nelle guerre tradizionali, per cui in questi casi sarebbe logico evitare le sedi tradizionali e, magari, istituire una sede clandestina dove le funzioni possano essere svolte. Il nemico è – come mediaticamente viene detto – invisibile, ma gli accorgimenti per evitare che entri nelle attuali sedi del Parlamento ci sono, e quindi le stesse possono funzionare più o meno a pieno ritmo. il problema è che dovrebbe essere convocato in una sorta di seduta permanente, chè tutti i parlamentari siano presenti a svolgere le proprie funzioni in modo efficace e tempestivo, correggendo le inevitabili storture che fisiologicamente possono essere contenute in un provvedimento urgente e perfezionando – forti del lavoro nelle commissioni e di un costruttivo dibattito in aula – le misure adottate per contrastare l’emergenza. I parlamentari sono stati eletti anche per questo motivo e, in questo momento, la loro presenza sul territorio è marginale mentre dovrebbe/potrebbe essere fondamentale nella sede istituzionale. Così, eventualmente, i problemi che potrebbero presentarsi per le decisioni prese in emergenza, potrebbero essere attenuati e non più tali. Crediamo che questo sia un dovere che i nostri eletti hanno nei confronti dei cittadini tutti: dei lavoratori, degli imprenditori e dei consumatori che sono i soggetti principali che devono sottostare all’emergenza ed organizzarsi di conseguenza. Altrimenti tutto diventa molto precario e confusionario. Le dichiarazioni dei vari politici hanno sicuramente i loro effetti, ma sono per l’appunto dichiarazioni. Si pensi a quando solo due giorni fa circolava insistentemente che sarebbero stati limitati gli accessi ai supermercati e le file gigantesche che si sono formate in tutte le città. E si pensi all’effetto contrario dopo l’annuncio del premier Conte, questa notte, che niente del genere era previsto, confortando le dichiarazione del capo della protezione civile che da alcuni giorni andava ripetendo che gli orari dei negozi più che ristretti (come chiedeva qualcuno, inclusi alcuni sindacati) andavano allargati. Ok: potere delle dichiarazioni e delle voci. Ma le certezze hanno bisogno di gambe. Tra queste sono essenziali nel gambe del Parlamento. Ci meritiamo e abbiamo bisogno di un Parlamento in seduta permanente. Grazie. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Coronavirus: Unc, decreto dimentica diritti consumatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

“E’ incredibile che il Governo, non solo nel decreto Cura Italia non preveda praticamente nulla a favore dei consumatori, ad esempio con gli interventi da noi richiesti sulle bollette elettriche e telefoniche, ma addirittura riduca i diritti garantiti dal Codice civile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Come già avvenuto per i pacchetti turistici, anche per il rimborso dei contratti di soggiorno e per i biglietti di spettacoli e musei si stabilisce una deroga rispetto al diritto sacrosanto di avere il rimborso del biglietto, prevedendo un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro un anno dall’emissione” prosegue Dona.
“Insomma, nonostante lo stanziamento di 25 miliardi, per aiutare tour operator e organizzatori di eventi i soldi vengono chiesti al consumatore, invece che prevedere un Fondo per i rimborsi, non comprendendo che la crisi del settore turistico e del mondo dello spettacolo dipende dalle future prenotazioni e non dai mancati incassi di oggi. E non è certo privando gli utenti dei loro diritti che si invoglieranno lo spettatore ed il turista a fare nuove prenotazioni” conclude Dona.

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Il Centro Europeo Consumatori pubblica i dati dell’anno 2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

Nuove conferme per il Centro Europeo Consumatori Italia: i dati relativi all’attività dell’anno 2019 testimoniano, ancora una volta, l’importanza del lavoro profuso dal punto di contatto italiano della rete dei Centri Europei dei Consumatori ECC-Net. La rete, istituita dalla Commissione Europea e cofinanziata dagli Stati Membri, fornisce assistenza e consulenza gratuita ai consumatori in caso di controversie transfrontaliere, ovvero liti insorte tra consumatori e operatori commerciali stabiliti in due diversi stati della UE oltre che nel Regno Unito, Norvegia e Islanda. “I dati relativi all’attività svolta dal nostro Centro nel 2019”, commenta Maria Pisanò, direttore del Centro Europeo Consumatori Italia, “testimoniano la fiducia che i consumatori ripongono nella professionalita’ dei nostri consulenti. Abbiamo fornito consulenza a quasi 4000 richieste e assistito i consumatori nella gestione di oltre 2200 reclami riuscendo a recuperare oltre 250 000 euro”. I settori che hanno maggiormente interessato gli interventi del Centro sono stati il turismo, il settore dei trasporti, nel quale una buona parte delle richieste ricevute ha riguardato il trasporto aereo e l’autonoleggio.“Il Centro non si occupa solo di rispondere ai quesiti dei consumatori”, prosegue Monika Nardo, coordinatrice dell’ufficio di Bolzano: “ci impegniamo quotidianamente in un’intensa attività di informazione e divulgazione dei principali temi di interesse relativi alla nostra attività: abbiamo organizzato ben 15 incontri con professionisti e stakeholders, abbiamo collaborato attivamente con le autorità di enforcement, siamo stati protagonisti di circa 100 interviste radiofoniche e televisive e, come ogni anno, abbiamo tenuto conferenze e seminari nelle scuole per diffondere consapevolezza nei giovani consumatori di domani”. A questi risultati si aggiungono i riscontri positivi provenienti dal web, dato il crescente interesse registrato sia per le attività social (il Centro dispone di account Facebook, Twitter e Instragram) che per il materiale digitale prodotto (circa 650 000 download dai siti web http://www.ecc-netitalia.it e http://www.euroconsumatori.org). Decisamente positiva anche la percentuale di soddisfazione dei consumatori, pari all’87,4% come si evince dai risultati del questionario ufficialmente predisposto dalla Commissione Europea.

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