Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 235

Posts Tagged ‘consumatori’

Prende il via la collaborazione tra l’Associazione Consumatori Codici e Sorgenia

Posted by fidest press agency su domenica, 10 giugno 2018

L’iniziativa è volta a verificare il livello di tutela dei consumatori nei processi aziendali, certificato attraverso un audit composto da molteplici tappe. Questo, infatti, è il primo passo per la realizzazione completa del progetto che prevede altri due incontri e conclusione il prossimo luglio.Le politiche e le procedure aziendali sono e saranno fondamentali, soprattutto alla luce della prossima liberalizzazione del mercato dell’energia. Per questo la trasparenza nei confronti dei consumatori sarà imprescindibile per tutte le aziende che vorranno fare parte del mercato e competere in modo corretto e leale. Sorgenia ha deciso di aderire con piena trasparenza e partecipazione al Codici Energy Rating per valutare i processi aziendali relativi alla tutela del consumatore, consapevole dell’importanza di garantire una customer Experience appagante e sempre più vicina alle esigenze dei clienti.Trasparenza ed assenza di rischi per il consumatore dovranno essere i punti di riferimento per chi opera in questo segmento di mercato, in una logica di assoluta tutela dei consumatori.Il modo di fare e pensare il mercato deve ispirarsi alla correttezza, alla trasparenza, alla qualità dei processi e dei servizi offerti. Il Codici Energy rating mira a valutare e a sostenere le buone pratiche che valorizzano esattamente questi aspetti.Durante il primo incontro, sono stati analizzati i processi relativi a servizio clienti, attività di sales e piani di formazione degli operatori nel loro complesso. Inoltre le risorse umane, intervenute sul tema formazione, si sono rese disponibili a somministrare un questionario sul clima interno.

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Unione Naz. Consumatori su Istat vendite

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 giugno 2018

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile le vendite in valore scendono dello 0,7% su marzo e del 4,6% su aprile 2017.”Il dato negativo è certo un rimbalzo dovuto alla fine dell’effetto Pasqua, che ha determinato, per il settore alimentare, un calo congiunturale dell’1,9% e del 7,3% su base annua. Ma un crollo così alto non si spiega solo con la diversa collocazione di una festività. Le vendite, insomma, restano al palo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se si confrontano i dati di oggi con quelli pre-crisi dell’aprile 2008, le vendite totali sono inferiori del 6,4%, mentre per la grande distribuzione si registra un lieve incremento dello 0,7%, +1,4% per gli alimentari” prosegue Dona.”I piccoli negozi, invece, sono ancora ben lontani dall’aver recuperato le vendite perse durante la recessione. Rispetto a 10 anni le vendite complessive sono inferiori dell’11%, mentre quelle alimentari segnano addirittura una caduta del 19,3%” conclude Dona.

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Parte il gruppo d’acquisto delle Associazioni dei Consumatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 giugno 2018

Le Associazioni dei consumatori: Codici, Aiace, AECI e Primo Consumo hanno siglato l’Accordo per la creazione del Gruppo Di Acquisto di energia a tutela del consumatore. Si tratta di una rete di protezione al fine di tutelare i consumatori dal rischio speculazioni.Infatti, a partire da oggi, il consumatore si ritroverà davanti alla scomparsa del mercato tutelato dell’energia, che attualmente coesiste con il mercato libero. Appurato che circa il 90% degli italiani non è consapevole di quanto spende, di quali siano le voci dei costi in bolletta o di come diminuire i consumi, risulta chiaro di come si stia per aprire un terreno fertile per gli speculatori.
Da un questionario promosso da Codici emerge che solo il 30% dei clienti sia a conoscenza della fine della tutela e quasi un terzo del campione sostanzialmente non sa quanto spende di elettricità e gas. La maggior parte delle persone non sa quanto costa un kWh o non è a conoscenza dei propri consumi. Ben l’80% degli utenti non sa in quale mercato dell’energia si trova, il 70% non sa quali siano le differenze tra mercato libero e tutelato, il 55% non sa che il 1° luglio 2019 ci sarà il passaggio dal mercato tutelato al mercato libero e cosa questo comporti e l’81% dei rispondenti si sente spaesato nel dover scegliere tra più di 500 operatori esistenti sul mercato. Con lo scenario che si prospetta, solo l’unione delle Associazioni in un gruppo di acquisto può rappresentare una soluzione per il consumatore di energia e gas contro le pratiche commerciali scorrette e i contratti non richiesti, o nei confronti di tutte quelle modalità attraverso cui verranno proposte offerte sconvenienti, con il preciso intento di accompagnare in piena trasparenza e garanzia il consumatore verso il mercato libero.

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Più tutele per consumatori e utenti

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2018

Rete Consumatori Italia, promossa dalle associazioni Assoutenti, Casa del Consumatore e Codici, ha esaminato con grande attenzione il contratto per il governo del cambiamento proposto da M5S e LEGA. RCI apprezza la strada che è stata intrapresa, come dimostrano alcuni punti del contratto. Esprime forte sostegno in particolare alle politiche in favore delle infrastrutture idriche; della tutela dell’ambiente; di una giustizia rapida ed efficiente; di una lotta efficace alla corruzione; della tutela del made in e di una etichettatura trasparente; di contrasto delle dipendenze e del cyberbullismo; della tutela del risparmio e infine della riduzione dei consumi energetici da combustibile fossile.Per questa ragione RCI CHIEDE che nel contratto per il governo del cambiamento vengano inseriti i seguenti 8 punti fondamentali:
· riforma all’americana delle azioni collettive a tutela dei consumatori contro Pubblica Amministrazione e imprese private;
· riforma delle assicurazioni rc auto con portabilità della polizza;
· tutela della privacy efficace per tutti, con più ampi poteri di controllo, indagine e sanzioni da parte delle pubbliche autorità;
· lotta alle informazioni commerciali scorrette e alle fake news mediante promozione della cultura della condivisione del sapere (open knowledge);
· sostegno agli incapienti garantendo loro l’accesso ai servizi essenziali di luce acqua e gas;
· riduzione di almeno il 50% degli oneri di sistema in bolletta per tutte le utenze interessate;
· riforma delle spese di giustizia per ristabilire il principio di eguaglianza dei cittadini ad avere un giusto prosso;
· detraibilità di tutte le spese per la mobilità pubblica, l’istruzione, la cultura e lo sport.

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Come cambiano le scelte dei Consumatori nella spesa alimentare

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2018

Cosa mettono nel carrello gli italiani? Quali sono i fattori che influenzano la loro scelta di consumo nella spesa alimentare? A queste e molte altre domande risponde un’indagine condotta da Nielsen.Un’interessante trend di consumo sarebbe quello dell’allontanamento dai grandi marchi, i brand delle multinazionali sono in calo, mentre emergono dati positivi sul comportamento d’acquisto dei consumatori più mirato e consapevole.La ricerca di prodotti di qualità e la conseguente scelta orientata all’acquisto di alimenti provenienti da aziende medio-piccole è un aspetto che denota una maggiore attenzione alla salute e una fiducia in marchi più versatili al cambiamento dei gusti dei consumatori.Dai dati che emergono sui consumi, c’è una flessione delle vendite, contemporaneamente ad un calo del consumo di prodotti tradizionali, come i primi piatti.Dall’altra parte, negli ultimi mesi, è stato registrato un importante elemento: è aumentato il livello di spesa relativo a prodotti più ricercati, “di nicchia”, come gli alimenti salutistici e gourmet.I numeri parlano chiaro: ad aprile 2018 il consumo di primi piatti tradizionali si è attestato a -1,1%, i primi e secondi pronti: +7,1%, l’aperitivo in casa: +3,8%, i gourmet, quelli tipici regionali o di alta qualità raggiungono il +7%, i prodotti relativi a benessere e salute registrano +5,6%.Consumatori sempre più attenti alla propria salute e al palato, dunque, che si accostano ai prodotti in modo sempre più attento e mirato. Un percorso che porta inevitabilmente a rivedere le regole della GDO, un circuito che comincia ad offrire reparti specialistici dedicati per ogni genere di consumatore (biologico, intollerante, celiaco, alla ricerca di prodotti regionali o light, ecc..), che nelle previsioni future sarà più esigente e si aspetta un’offerta variegata che soddisfi richieste specifiche.Le nuove generazioni vanno alla ricerca di prodotti “cruelty free”, prima di quelli “bio” o “DOP”. Con l’avanzare dell’età del consumatore, il trend si inverte. Dunque, entrano in gioco una complessità di fattori nel momento in cui si parla di spesa alimentare.Altro dato che indica come siano cambiate le abitudini degli italiani è quello relativo al consumo di cibo etnico: ben 14 milioni di italiani hanno scelto ristoranti di cucina etnica tra gennaio e marzo 2018, un numero considerevole che denota come il consumatore sia sempre più globalizzato e parte di una società multiculturale.L’Associazione CODICI ha riscontrato un occhio sempre più attento da parte dei Consumatori e si augura che a questo corrisponda una maggiore attenzione da parte del retail alimentare; una sfera, quella della GDO, che deve essere pronta a gestire questa evoluzione dei consumi da parte dei consumatori per soddisfare adeguatamente i loro bisogni.

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25 Anni di Europa per i consumatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 maggio 2018

Quest’anno il Mercato europeo celebra il suo 25° anniversario. Dal 1993 i cittadini europei hanno visto i loro diritti evolversi giorno dopo giorno: un diritto di recesso uniforme in caso di acquisti online, un periodo di garanzia legale di due anni in tutta Europa, una serie di tutele quando si viaggia in aereo, treno, autobus o nave. In occasione della festa dell’Europa la rete dei Centri Europei dei Consumatori (ECC-Net) passa in rassegna alcuni dei cambiamenti più significativi avvenuti in un quarto di secolo in materia di consumo.
L’Euro è la prova più tangibile dell’integrazione europea. È la moneta unica di 19 Paesi su 28 ovvero di 338,6 milioni di persone in Europa. Viaggiare in Europa senza la necessità di cambiare la valuta, confrontare i prezzi dei prodotti o acquistare online da siti web senza necessità di convertire il prezzo: tutto questo è possibile sin da gennaio 2002.
È stato risolto il dilemma di sapere quanto tempo abbiamo per restituire un ordine che non ci soddisfa. Dal 13 giugno 2014 il termine entro cui restituire un prodotto acquistato a distanza, online o in una vendita porta a porta è lo stesso in tutta Europa ed è di 14 giorni.
Un regolamento europeo per ogni tipo di trasporto tutela i passeggeri che viaggiano in aereo, in treno, in autobus o in nave: prevedendo il rimborso del biglietto, la riprotezione verso la destinazione finale, la compensazione pecuniaria, l’Europa ha garantito una serie di diritti in caso di disservizi per tutte le modalità di trasporto.
Perchè i cittadini siano informati sui loro diritti e ricevano assistenza in caso di controversie contro professionisti che hanno sede in un Paese europeo diverso dal proprio, nel 2005 la Commissione europea ha creato la rete dei Centri Europei dei Consumatori (ECC-Net). Esiste un Centro in ogni Paese dell’Unione Europea, in Islanda e in Norvegia. In Italia il Centro ha due sedi: a Roma e a Bolzano.

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Previsti nuovi e maggiori poteri sanzionatori per Autorità a difesa dei consumatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2018

La Commissione Europea ha proposto un nuovo accordo europeo in tema di tutela del consumatore (New Deal for Consumers) che prevede, tra l’altro, l’avvio di una class action di stampo europeo, avviabile esclusivamente dalle Associazioni dei consumatori e contestualmente maggiori poteri, d’intervento e sanzionatori, per le Autorità di ogni Stato membro. “Mentre in Italia la class action è stata ostracizzata e affossata, l’Europa non solo lancia una proposta innovativa che la nobilita e le dà nuova forza, ma valorizza il ruolo strategico delle Associazioni dei consumatori– dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – nel contesto di mercato attuale, dove i diritti dei consumatori sono sempre più compressi, violati e sacrificati, è fondamentale la presenza delle Associazioni dei consumatori al loro fianco. Come Adoc sosteniamo con forza la proposta della Commissione Europea, che prevede l’introduzione di un’azione di classe europea, avviabile solo da un’Associazione di consumatori, per chiedere un risarcimento, come anche una compensazione, una sostituzione o una riparazione, per conto di un gruppo di consumatori che sono stati danneggiati da una pratica commerciale illegale. Dopo lo scandalo Dieselgate, questa è la giusta risposta da parte dell’Unione Europea. Apprezziamo anche la proposta di estendere il potere sanzionatorio delle Autorità nazionali a difesa dei consumatori. In futuro avranno il potere di imporre sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive in modo coordinato: per le infrazioni diffuse che colpiscono i consumatori in diversi Stati membri dell’UE l’ammontare massimo elevabile corrisponderà al 4% del fatturato annuale dell’azienda in ciascuno Stato membro. Per i consumatori sono previsti inoltre maggiori diritti e garanzie in occasione di acquisti online, in particolare sul diritto di recesso, che verrà potenziato. Ci auguriamo che la proposta superi il vaglio del Parlamento e del Consiglio Europeo, la formalizzazione del nuovo accordo per i consumatori segnerebbe una svolta nella difesa e nella tutela dei diritti dei consumatori italiani e europei”.

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Unione Naz. Consumatori su inflazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 aprile 2018

Secondo i dati provvisori di marzo resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un aumento dello 0,9% su base annua, mentre risale il carrello della spesa da -0,6% di febbraio a +1,1%.”Purtroppo risalgono i prezzi del carrello della spesa. Una pessima notizia per la massaia cha va tutti i giorni al mercato. Finisce, infatti, l’effetto dovuto ai prezzi dei vegetali freschi che a febbraio erano crollati del 4,6% in un solo mese e del 21,4% su base annua e che invece ora rincarano dello 0,6% su febbraio, attenuando la flessione annua” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”L’inflazione a +0,9%, per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, significa avere una maggior spesa annua complessiva di 352 euro, 172 euro per i beni ad alta frequenza di acquisto, ma 85 euro se ne vanno per il solo carrello della spesa, ossia per gli acquisti di tutti i giorni. Mentre per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la stangata è di 324 euro su base annua, ma 78 sono destinati alle compere di tutti i giorni” conclude Dona.Secondo i calcoli dell’associazione (cfr tabella), per l’inesistente famiglia tipo Istat da 2,4 componenti, l’incremento dei prezzi dello 0,9% si traduce, in termini di aumento del costo della vita, in 273 euro in più nei dodici mesi, 66 euro per il carrello della spesa. Per un pensionato con più di 65 anni la maggior spesa è pari a 177 euro (43 per il carrello), 185 euro per un single con meno di 35 anni (45 euro), 274 euro per una coppia senza figli con meno di 35 anni (66 euro per la spesa di tutti i giorni).

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Bollette telefoniche a 28 giorni. Agcom ordina ai gestori di restituire i giorni “erosi” ai consumatori

Posted by fidest press agency su sabato, 17 marzo 2018

Si apre un nuovo capitolo di quella che ormai possiamo definire la saga delle bollette telefoniche a 28 giorni.L’Agcom, con quattro delibere pubblicate il 14 marzo 2018, ha ordinato a Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb di restituire ai clienti di telefonia fissa (e pacchetti che la comprendono, ad esempio con offerte per fisso, internet e mobile) i giorni di servizio sottratti per effetto della tariffazione a 28 giorni. La prima fattura di aprile, quindi, dovrà slittare di un numero di giorni pari a quelli non goduti dall’utente. Non si tratta – come diversi hanno scritto per semplificare – di “giorni gratis”, che parrebbe un regalo, o di “sconti” ma di un risarcimento in forma specifica: anziché rimborsare l’importo equivalente ai giorni erosi, i gestori devono restituire il servizio illecitamente sottratto.Chi non è più cliente del gestore telefonico dell’epoca, dovrà invece attendere l’esito del giudizio al Tar (le udienze sono fissate fra il 31 ottobre e il 14 novembre 2018).Condividiamo appieno la determinazione con la quale l’Agcom sta difendendo i consumatori nella vicenda – ormai una vera e propria saga – delle bollette a 28 giorni.Giustamente l’Autorita rileva come sarebbe inefficiente e inutilmente dispendioso costringere i singoli consumatori ad attivare la conciliazione, ciascuno per un importo di pochi euro. I consumatori sarebbero costretti a prendere almeno una giornata di ferie dal lavoro per poter partecipare alla conciliazione, il che ha un costo, e i Corecom si troverebbero inondati di pratiche da gestire che possono essere facilmente evitate.Se infatti è vero che le singole conciliazioni sono gratuite per i consumatori che accedono alla procedura, non dobbiamo dimenticare che la “macchina” Corecom ha un costo, che sempre ricade sulle tasche del contribuente, che sempre il consumatore è. (Emmanuela Bertucci, legale, consulente Aduc)

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Unione Naz. Consumatori su debito pubblico

Posted by fidest press agency su sabato, 17 marzo 2018

Secondo i dati resi noti oggi da Bankitalia, a gennaio sale ancora il debito pubblico, passando da 2.256 mld di dicembre a 2.279,9 mld.”Anche se non si è toccato il record assoluto del luglio 2017, pari a 2.301,585 mld, è molto grave che il debito pubblico non abbia ancora iniziato un percorso di discesa, specie se si considera che a settembre, con tutta probabilità, il quantitative easing finirà ed in ogni caso, come annunciato l’8 marzo dalla Bce, non andrà oltre i 30 mld al mese di acquisti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per questo il prossimo Governo, qualunque esso sia, dovrebbe evitare improbabili riduzioni di tasse, elargizioni a pioggia di bonus o sussidi generalizzati. Non possiamo più permetterci di dare tutto a tutti. Non basta più abbassare il rapporto debito/Pil, sperando in un rialzo miracoloso del Pil, ma il debito deve calare in valore assoluto, dato che è un elemento di vulnerabilità finanziaria. Altrimenti potremmo ricadere nella situazione già vissuta nel 2011″ conclude Dona. (n.r. Il problema non è la necessità di non ridurre le tasse ma di condurre una battaglia seria contro gli sprechi, le evasioni e la corruzione oltre al fatto che non si aiutano con decine di miliardi di euro le banche sull’orlo del fallimento per le loro disinvolte politiche sui crediti diventati inesigibili per mancanza di controlli mentre si premiano i loro manager con milioni di euro di liquidazioni piuttosto che esigere da loro la responsabilità civile e penale del loro agire e di chiederne i danni subiti dai correntisti e dai piccoli azionisti)

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Fisco: Unc, no ad aumenti dell’Iva

Posted by fidest press agency su martedì, 13 marzo 2018

“No a qualunque ipotesi di aumento dell’Iva che finirebbe per colpire innanzitutto quel 31% di italiani che, stando ai dati di oggi di Bankitalia, fatica ad arrivare alla fine del mese” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Sarebbe incredibile se, dopo aver tutti promesso in campagna elettorale di voler ridurre le tasse, poi si aumentasse proprio quella più iniqua che, essendo proporzionale, colpirebbe molto di più le famiglie povere e numerose, oltre a reprimere ulteriormente i consumi, che ancora stentano a decollare, considerato che nel IV trimestre 2017 sia i consumi finali che la spesa delle famiglie residenti sono aumentati solo dello 0,1% rispetto al III trimestre 2017” prosegue Dona.

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Dieci anni di REACH: sostanze chimiche più sicure per i consumatori, i lavoratori e l’ambiente

Posted by fidest press agency su domenica, 11 marzo 2018

Le sostanze chimiche accompagnano ogni aspetto della nostra vita: al lavoro, ma anche nei beni di consumo come i capi di abbigliamento, i giocattoli, i mobili e gli elettrodomestici. Pur essendo essenziali nella vita quotidiana, alcune di queste sostanze possono comportare rischi per la salute umana e per l’ambiente. Nel riesame del REACH pubblicato oggi si legge che grazie al “regolamento concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche” (cioè il REACH), le imprese e le autorità dell’UE garantiscono l’impiego in sicurezza delle sostanze chimiche e la progressiva eliminazione delle sostanze pericolose.
Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il mercato interno e l’industria, ha dichiarato: “REACH è la normativa in materia di sostanze chimiche più avanzata e completa al mondo e molte altre giurisdizioni hanno seguito l’esempio dell’UE in questo senso. Grazie a questa normativa l’industria dell’UE rende le sostanze chimiche più sicure per i cittadini e per l’ambiente. Dobbiamo sfruttare questo successo e fare in modo che i produttori dell’UE non si trovino svantaggiati rispetto alla concorrenza dei produttori di paesi terzi, in particolare garantendo che i prodotti importati rispettino la normativa dell’UE in materia di sostanze chimiche.”Il Commissario per l’ambiente Karmenu Vella ha dichiarato: “Gran parte degli europei si preoccupa dell’esposizione a sostanze chimiche pericolose. Grazie al REACH, l’UE risponde in maniera valida a queste preoccupazioni, diffondendo informazioni sulle sostanze chimiche e proibendo le sostanze nocive sul mercato dell’UE. Il REACH è già fonte di ispirazione per la normativa in materia di sostanze chimiche in altri paesi; un ulteriore perfezionamento ci permetterà di tutelare ancora meglio la salute dei cittadini e l’ambiente.”
Il REACH continua a produrre per gli europei risultati concreti tra cui:
Prodotti più sicuri per i consumatori, i lavoratori e l’ambiente Grazie al REACH l’UE ha fatto dei passi avanti nella restrizione e nel divieto d’uso di determinate sostanze chimiche che possono essere nocive per la salute umana e per l’ambiente e ne ha avviato la sostituzione con alternative più sicure. Alcuni esempi: o Divieto di sostanze chimiche nocive: sono state emesse 18 restrizioni per diversi gruppi di sostanze come il cromo, il nickel e il piombo nei prodotti di consumo, il bisfenolo A, un interferente endocrino, negli scontrini di cassa e i composti di nonilfenolo, tossici per l’ambiente acquatico, nei prodotti tessili. Sostituzione delle sostanze più pericolose (“sostanze estremamente preoccupanti”) con alternative più sicure: finora sono state individuate 181 sostanze chimiche che possono avere gravi ripercussioni sulla salute umana e sull’ambiente e 43 sono state inserite nell’“elenco delle sostanze soggette ad autorizzazione REACH”; ciò significa che le imprese devono ottenere un’autorizzazione per l’uso di queste sostanze, le quali a loro volta vengono gradualmente eliminate man mano che diventano disponibili alternative adeguate.Contro la sperimentazione animale: il REACH promuove metodi alternativi alla sperimentazione animale per la valutazione dei rischi legati alle sostanze chimiche, riducendo così la necessità di esperimenti di questo tipo. Tra il 2012 e il 2016 la Commissione ha stanziato circa 40 milioni di euro all’anno per sostenere la ricerca di metodi alternativi.
Una raccolta dati completa per la sicurezza delle sostanze chimiche sul mercato unico dell’UE: a oggi la procedura di registrazione REACH ha permesso di raccogliere informazioni su oltre 17 000 sostanze tramite 65 000 fascicoli di registrazione delle principali sostanze chimiche prodotte e utilizzate nell’UE, migliorando così la comunicazione e la trasparenza nella catena di approvvigionamento e permettendo all’Europa di affrontare meglio i rischi legati alle sostanze chimiche e di approfondire l’armonizzazione del mercato interno dei prodotti chimici.
Per tutelare ancora meglio i consumatori, i lavoratori e l’ambiente, la Commissione europea propone oggi diverse misure concrete per migliorare l’attuazione della normativa REACH. Queste misure sono volte a migliorare la qualità dei fascicoli di registrazione presentati dalle imprese, semplificare il processo generale di autorizzazione e garantire condizioni di parità tra le imprese dell’UE e quelle di paesi terzi. La Commissione intende continuare a sostenere le PMI nel loro sforzo di conformarsi alla normativa e di rafforzare l’applicazione di quest’ultima da parte delle autorità nazionali.La Commissione auspica inoltre di aumentare la coerenza del regolamento REACH con la normativa in materia di tutela dei lavoratori e sui rifiuti.

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Buone nuove da Bruxelles per tutti i consumatori che acquistano online

Posted by fidest press agency su sabato, 10 marzo 2018

I deputati del Parlamento Europeo hanno infatti approvato (30 voti a favore, 5 contro, 1 astenuto) un mandato per iniziare nuove trattative con il Consiglio UE a tema normativo. Obiettivo dichiarato fare sì che i cittadini che acquistano online abbiano diritto agli stessi risarcimenti di cui godono coloro che comprano in maniera tradizionale.La richiesta degli eurodeputati è che i prodotti difettosi vengano sostituiti o rimborsati anche nei negozi online, esattamente come avviene in quelli “fisici”. L’obiettivo di questa proposta direttiva sulla vendita di beni materiali è l’abbattimento delle barriere che derivano dai contratti di legge nazionali che rischierebbero di ostacolare il commercio internazionale.Nuove norme potrebbero infatti armonizzare diversi diritti contrattuali quale il risarcimento garantito al consumatore nel caso in cui il prodotto sia difettoso, magari indicando le varie situazioni in cui i clienti possono beneficiare di questo tipo di compenso.A tal proposito sono molto chiare le parole dell’europarlamentare Pascal Arimont del Partito Popolare Europeo, ovvero il diretto responsabile del provvedimento: “Un consumatore dovrebbe essere tutelato dalle stesse leggi ogni qual volta compra un prodotto, indipendentemente da parte d’Europa egli si trovi”. Secondo Arimont la proposta di cui sopra finirà per favorire anche le piccole imprese “permettendo loro di avere una possibilità di un’equa condivisione dell’e-commerce andando a competere contro giganti come Amazon”.A tal proposito noi di CODICI ci teniamo a ricordare ai cittadini che hanno diversi modi per tutelarsi dal punto di vista degli acquisti online. Uno di questi è controllare se l’azienda da cui intendono acquistare è dotata o meno del marchio di Netcomm: un consorzio che si monitora diversi operatori online e lega il proprio sigillo esclusivamente a coloro che si comportano in maniera corretta e non ingannano il consumatore. Detto ciò, qualora riteniate di avere subito un comportamento scorretto, potete rivolgerci direttamente a noi di CODICI: abbiamo recentemente firmato un protocollo di conciliazione paritetica proprio con il consorzio Netcomm ed il nostro sportello legale può assistervi in eventuali controversie. Il nostro numero di telefono è 065571996.

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Consumatori: ecco le ultime norme 2018 su viaggi, bollette, lampadine e caldaie

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 gennaio 2018

viaggiatoriIl 2018 potrebbe essere un anno di piccole grandi conquiste per i consumatori. Sono infatti entrate in vigore diverse norme volute dalla Comunità Europea che potranno incidere in maniera diretta (e positiva) sulla nostra vita di tutti i giorni: si va da nuove regole legate agli investimenti a disposizioni sull’acquisto di alimenti nei supermercati; dai pacchetti turistici alla privacy. Oggi ci soffermeremo sulle più interessanti novità in termini di viaggi, bollette, lampadine e caldaie.
VIAGGI. Secondo la nuova norma chi acquista un pacchetto turistico tramite internet da oggi potrà godere esattamente degli stessi diritti riconosciuti a chi lo acquista in agenzia: si va dalla possibilità di disdire il viaggio con rimborso del prezzo in caso di circostanze imprevedibili (problemi di salute, nuovi incarichi lavorativi ecc.) a quella di trasferire il proprio biglietto ad un familiare o un amico. Inoltre il venditore non potrà più annullare viaggi a causa di biglietti invenduti con meno di 24 ore di preavviso.
BOLLETTE. Arriva un nuovo procedimento di conciliazione per contestare la bolletta della luce. Il cliente dovrà comunque inviare un reclamo scritto al proprio fornitore ma, in caso di mancata risposta o risposta ritenuta insoddisfacente, potrà attivare la procedura di conciliazione: o presso il Servizio Conciliazione dell’Autorità Garante, o presso associazioni iscritte nell’elenco degli organismi ADR dell’autorità o presso le camere di commercio. Un’altra buona notizia riguarda i tempi ed i costi della procedura di conciliazione: oggi infatti è completamente gratuita e dovrà concludersi entro e non oltre 90 giorni.
LAMPADINE, SCALDABAGNI E CALDAIE. Sono andate fuori commercio le lampade alogene ad incandescenza. Il 2018 segna dunque l’inizio ufficiale anche in Italia dell’era del LED, la cui durata può durare fino a 20 anni e che può fare risparmiare al consumatore decine, se non addirittura centinaia di euro.
Buone notizie, sia sul versante economico che su quello ambientale, anche per quello che riguarda scaldabagni e caldaie: questi infatti, già dal 26 settembre 2017, devono emettere meno ossido di azoto (ovvero la sostanza inquinante che producono anche i tubi di scarico delle automobili).

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Ecco la stangata del governo Gentiloni sulle famiglie

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

luigi di maioDal MoVimento 5 Stelle. Il 2018 ha debuttato nel segno dell’educatissimo e moderatissimo Gentiloni al governo del Pd. Ma mentre la grande stampa strombazza i dati di una crescita che nessuno ha percepito, ecco che invece qualcuno si preoccupa di ricordare agli italiani quale mazzata, tutt’altro che moderata, arriverà sui bilanci delle famiglie. L’Adusbef, un’affidabile associazione dei consumatori, ha stimato una stangata da 952 euro a nucleo. Ecco, poi, perché avanzano povertà ed esclusione sociale.Saliranno Rc Auto, tanto per cambiare, e spese per trasporti. Ma anche Tari ed esborsi per la scuola o i servizi professionali e bancari. Nel dettaglio, si parla, in media, di +40 euro sui pedaggi autostradali, +97 per il trasporto, +49 per la Tari, +45 per l’acqua, +55 per i ticket sanitari, +25 per le assicurazioni auto, +18 per le tariffe postali, +156 per la tariffe professionali e più 38 euro per i costi dei conti correnti bancari. Questi dati ci spiegano bene perché poi 18 milioni di italiani siano a rischio povertà. Con una percentuale, secondo Istat, passata dal 28,7 al 30% solo dal 2015 al 2017, negli anni dei governi di Renzi e del moderato Gentiloni. Loro sono quelli bravi e capaci? Sì, bravissimi a farsi i fatti loro a scapito degli italiani.

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Il 95% dei consumatori crede che i prodotti ‘senza’ etichette siano più salutari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 gennaio 2018

etichette_viniMa in quanti sanno che si tratta di uno strumento di marketing che le aziende alimentari impiegano per cercare di catturare più consumatori in un mercato estremamente competitivo e saturo? Le etichette che pretendono di assecondare il desiderio di salute dei consumatori in realtà stanno semplicemente rischiando di fuorviarli”. Così Pietro Paganini, intervenendo questa mattina a Kuala Lumpur davanti ad una platea di oltre 600 produttori, esportatori e raffinatori di olio di palma e che, tra i partecipanti annovera anche figure chiave del governo malese tra cui il Ministro dell’industria Seri Mah Siew Keong. “Le ricerche che abbiamo realizzato nell’ultimo anno con il nostro Centro Studi – puntualizza Paganini – dimostrano che l’assenza di un ingrediente nelle etichette convince il consumatore (95%) che il prodotto è migliore, stimolando i meccanismi di scelta del nostro cervello. Parimenti le analisi effettuate a campione, fanno emergere che il 90% dei consumatori, per paura che le aspettative vengano poi disattese, si fermano all’etichetta, senza però verificare gli effetti che scaturiscono dall’assenza di un ingrediente: solo il 10% del campione infatti legge le tabelle nutrizionali e solo il 2% approfondisce con ricerche online”.
“L’esempio più eclatante di questo atteggiamento – spiega Paganini – è proprio quello dell’olio di palma, laddove la sua sostituzione con altri ingredienti non ha determinato un minor livello di grassi saturi e quindi prodotti più salubri così come non si tratta di ingredienti che provengono da coltivazioni più sostenibili”. “La conseguenza – conclude Paganini – è che il consumatore viene confuso dalle etichette, acquista un desiderio ma consuma un’illusione. E purtroppo, come nel caso dell’olio di palma, le imprese si stanno approfittando di questo meccanismo, piuttosto che essere più responsabili, prima ancora che verso l’ambiente, verso i consumatori”.

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Consumatori su saldi: previsioni Confcommercio trascurano l’effetto sconto

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 gennaio 2018

saldiSecondo la Confcommercio, è in aumento la percentuale di italiani che acquisteranno durante i saldi invernali 2018: 61,4% contro i 58,5% dell’anno scorso.”Vedremo se le intenzioni di acquisto si tradurranno in acquisti veri. Lo speriamo, ma il rischio è che la decisione dei commercianti di abbassare la percentuale di sconto, iniziata dopo la leggera ripresa dei consumi, potrebbe deludere i consumatori, rivelandosi controproducente. Insomma, in questa previsione si trascura l’effetto promozionale dello sconto, quello effettivo, non quello pubblicizzato nelle vetrine, spesso gonfiato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Come attestato in modo incontrovertibile dai dati Istat, dopo il record degli sconti registrati nel gennaio 2015, pari al 23,4% per la voce Abbigliamento e calzature, è iniziata una riduzione dei ribassi, arrivando lo scorso inverno a -21,7%. Se verrà mantenuto questo trend, quest’anno ci sarà un abbassamento dei prezzi del 21,3 per cento” prosegue Dona.”I commercianti fanno ancora in tempo a cambiare idea, smentendo le nostre previsioni e aumentando gli sconti, visto che nella gran parte delle regioni i saldi iniziano domani” prosegue Dona.Secondo la studio dell’Unione Nazionale Consumatori, infatti, che ha analizzato le rilevazioni dell’Istat, stimando il trend di quest’anno, Abbigliamento e Calzature registreranno uno sconto del 21,3%, gli Indumenti del 23,7%, il solo Abbigliamento del 21,3%. Ribassi ancora inferiori per le Calzature, i cui prezzi scendono del 21%, e per gli Accessori (guanti, cravatte, cinture…), -12,7%, in attenuazione rispetto al precedente -13,1%.”I dati Istat ci confermano che gli sconti solitamente pubblicizzati in vetrina, 70% e 50%, sono gonfiati e ben lontani da quelli effettivi. Ma il consumatore ora è molto più attento rispetto a qualche anno fa: guarda al prezzo effettivo da pagare e alla reale convenienza, va qualche giorno prima a controllare a quanto ammonta il prezzo pieno. Insomma, non si fa più incantare da ribassi improbabili ” conclude Dona.

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Sacchetti: vengono pagati anche se non sono presi!

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 gennaio 2018

sacchetti plastica“Clamoroso! I consumatori pagano i sacchetti anche se non li prendono. E’ quanto segnalano i nostri iscritti. La famosa foto circolata su vari giornali e social con 4 arance ed 1 scontrino appiccicato sopra ogni arancia, è pericolosissima. Il rischio, in quel caso, è di pagare, infatti, 4 sacchetti … mai presi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Alle casse, infatti, non viene digitato a parte il sacchetto, ma il sovraprezzo scatta in automatico nel momento stesso in cui viene passato il codice a barre della frutta e della verdura. Insomma, dopo il danno, la beffa!” prosegue Dona.”Chiediamo di porre immediatamente rimedio a questa situazione assurda o scatteranno le denunce e le azioni legali a tutela dei consumatori” conclude Dona.L’associazione invita i consumatori a continuare a segnalare allo sportello del nostro sito (www.consumatori.it) tutte le anomalie riscontrate e ad inviarci copia dello scontrino con il prezzo pagato per il sacchetto.

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Unione Naz. Consumatori su energia

Posted by fidest press agency su sabato, 30 dicembre 2017

energia-elettricaSecondo quanto stabilito dall’Autorità per l’Energia, dal 1° gennaio per la famiglia-tipo la bolletta dell’elettricità registrerà un aumento dello 5,3% mentre la bolletta del gas salirà del 5%.Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, per una famiglia tipo significa pagare nel 2018 (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° gennaio 2018 al 1° gennaio 2019), 28 euro in più per la luce e 51 euro in più per il gas. Una stangata complessiva pari a 79 euro.”Pessima notizia. Nonostante ci sia già stato nel precedente trimestre, alle soglie dell’inverno, un aumento del gas del 2,8%, prosegue il rialzo dei prezzi per chi deve riscaldare la propria abitazione, gravando ulteriormente e pesantemente sui bilanci delle famiglie. Grave, poi, che per la luce siano risaliti gli oneri di sistema, per via delle aziende energivore. Si tassa di tasse occulte che andrebbero invece addossate alla fiscalità generale” afferma Pieraldo Isolani, esperto del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Tlc: la bolletta “mensile” diventa di 30 giorni? Aumenti illegittimi dell’1,38%

Posted by fidest press agency su sabato, 16 dicembre 2017

tar lazioL’Unione Nazionale Consumatori ha diffidato le compagnie telefoniche e presentato un contestuale esposto all’Antitrust e all’Autorità delle comunicazioni in relazione all’interpretazione della norma appena approvata dal Parlamento sulla fatturazione mensile dei contratti di fornitura dei servizi di comunicazione elettronica.Il Dl Fisco, da pochi giorni pubblicato in Gazzetta (decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito con legge n. 172 del 4/12/2017), prevede che la fatturazione sia “su base mensile o di multipli del mese”, ma a quanto pare le compagnie intenderebbero interpretare il mese non come quello solare, bensì come quello contabile di 30 giorni. Da qui la diffida e gli esposti.
“Un giochino che, trasformando l’anno solare di 365 giorni in 360, farebbe sparire magicamente 5 giorni dal calendario, con un incremento della bolletta illegittimo dell’1,38%. Insomma, le compagnie telefoniche continuerebbero ad arrampicarsi sugli specchi pur di ottenere aumenti nascosti, usando trucchetti e stratagemmi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Stavolta, però, sarebbe il colmo! Non solo interpreterebbero le norme a proprio uso.

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