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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Posts Tagged ‘consumatori’

Pesticidi: I pericoli per i consumatori e l’ambiente

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Anche la battaglia contro la plastica monouso è legata a doppio filo alla direzione che prenderà l’agricoltura nel prossimo futuro – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. I dati diffusi in questi giorni dall’Organizzazione europea dei consumatori (Beuc) rivelano che il 53% di piatti, posate e cannucce compostabili contiene sostanze tossiche e pesticidi. I pericoli per i consumatori e per l’ambiente sono facilmente intuibili. Ma a preoccupare ancor di più è l’imminente entrata in vigore della direttiva europea Sup, che a partire da luglio metterà al bando molti prodotti monouso in plastica che dovrebbero essere sostituiti proprio dalle nuove stoviglie biodegradabili provenienti da fonti vegetali.Che i pesticidi finissero nel cibo servito sui nostri piatti era un fatto purtroppo noto, ma in pochi avrebbero immaginato che le stesse sostanze tossiche sarebbero state trovate anche al loro interno – continua Tiso. L’ultima denuncia delle associazioni di consumatori è un’ulteriore conferma che la transizione verso una vera sostenibilità non può avvenire se non si affronta la sfida nella sua globalità e si rifuggono soluzioni che non fanno altro che spostare il problema.In una lettera aperta, tredici associazioni del settore agroalimentare europeo hanno di recente sollecitato una valutazione complessiva degli effetti economici e sociali che produrrebbe la riduzione dei pesticidi prevista dalla Commissione europea. Il timore è che i traguardi della strategia ‘Farm to Fork’ siano troppo ambiziosi o comunque non ben calibrati. Se il confronto tra operatori e decisori è sempre positivo, è pur vero che per produrre risultati utili deve tener conto di tutti i dati a disposizione. Ancora più importante è non limitarsi ad analizzare le conseguenze delle nuove misure per l’agricoltura, ma includere nella valutazione tutte le ricadute sull’ambiente e sulla salute dei cittadini.

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Referendum Giustizia. Perché sono importanti anche per i consumatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 giugno 2021

L’Iniziativa riguarda anche i cittadini consumatori, che ogni giorno devono lottare e resistere per affermare i propri diritti, di fronte alle istituzioni e ai privati. Il motivo principale per gli abusi che i consumatori subiscono è il mancato funzionamento della giustizia. I profittatori pubblici e privati lo sanno bene, soprattutto per le ingiustizie legate a piccole somme: fruire della giustizia (e spesso anche dei sistemi extragiudiziali) quasi sempre viene a costare più di quanto viene rivendicato. Questo scoraggia il ricorso da parte dei consumatori e moltiplica gli illeciti e le truffe dei profittatori.E’ chiaro che questi referendum, raccolte le firme, tenute le consultazioni e vinte le stesse, non sono automaticamente un toccasana. Rappresentano il primo fondamentale passo verso una giustizia per il cittadino, invertendo l’attuale trend in cui il cittadino è solo suddito.Aduc si mobilita accanto ai promotori, mettendo anche le sue strutture e sedi a disposizione per coloro che volessero firmare.Sono sei i referendum promossi dalla Lega e dal Partito Radicale: 1) Elezioni del Csm; 2) responsabilità diretta dei magistrati; 3)equa valutazione dei magistrati; 4) separazione delle carriere dei magistrati; 5) limiti agli abusi della custodia cautelare; 6) abolizione del decreto Severino.Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Cambiano le abitudini di pagamento dei consumatori

Posted by fidest press agency su sabato, 8 maggio 2021

Più di otto consumatori su dieci (86%) affermano che le loro abitudini di pagamento sono cambiate dall’inizio della pandemia, con il 59% che prova per la prima volta un nuovo metodo di pagamento, un numero che sale al 77% nella fascia di età che va tra i 18-24 anni. Questo è quanto emerge dalla nuova ricerca di Skrill, brand di pagamenti digitali affermato a livello globale che fa parte di Paysafe (NYSE: PSFE), piattaforma di pagamento specializzata leader nel settore, che ha intervistato 8.000 consumatori per l’ultima versione dello studio Lost in Transaction.La ricerca, che ha coinvolto Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Germania, Austria e Bulgaria, è stata condotta tra marzo e aprile 2021 e ha esplorato il cambiamento dei comportamenti dei consumatori nei confronti dei pagamenti. Non sorprende che il fattore chiave evidenziato dagli intervistati per l’adozione di nuovi metodi di pagamento sia stato l’impossibilità di effettuare pagamenti di persona (33% a livello globale, 36% in Italia), ma emergono anche come forti tendenze il desiderio di monitorare meglio le spese (26% in Italia, in media con gli altri Paesi) e le preoccupazioni sulle frodi (25% globale contro il 28% in Italia).Se, in generale, per completare una transazione nel mese di aprile, i pagamenti con carta sono stati il metodo di pagamento online dominante, con più della metà dei consumatori a livello globale che ha usato una carta di debito (54%) o di credito (52%), in Italia si è assistito a un fenomeno in controtendenza, con i portafogli digitali che stanno emergendo come il metodo di pagamento alternativo più popolare, preferito dal 55% dei consumatori (vs. 43% a livello globale), seguito dalle carte prepagate con il 51% (contro il 20% nel resto dei Paesi). Sempre in Italia, inoltre, il 45% degli intervistati utilizza i portafogli digitali più frequentemente rispetto a un anno fa, più di qualsiasi altro metodo di pagamento, una percentuale decisamente alta se paragonata al 32% dei consumatori a livello globale. Sorprendente, inoltre, la crescita in Italia dell’utilizzo delle carte prepagate online: il 39% dei consumatori italiani la usa più spesso rispetto a 12 mesi fa, un numero decisamente elevato se confrontato con quello di altri mercati (13% la media globale). Quando si tratta di acquisti in negozio, il 43% (36% in Italia) dei consumatori ha anche notato quali retailer si sono sforzati di aggiornare il proprio metodo di checkout in reazione alla pandemia, con il 28% (esattamente come in Italia) che afferma che le aziende non hanno reagito abbastanza rapidamente per renderlo più sicuro. Tuttavia, quasi la metà (48%) degli intervistati italiani dichiara di voler fare acquisti nei negozi con la stessa frequenza con cui lo ha fatto prima del COVID-19, sottolineando l’importanza di un checkout aggiornato anche per i rivenditori offline.

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Sicurezza alimentare e tutela produttori e consumatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2021

“Potenziare e rafforzare le norme a tutela di produttori, trasformatori e commercianti ma soprattutto dell’anello più debole della filiera agroalimentare, ossia gli agricoltori e i consumatori finali. Sono questi gli obiettivi delle novità normative che introduciamo riguardo gli illeciti amministrativi in materia di sicurezza alimentare”. Così il deputato Alberto Manca (M5S), durante la discussione generale a Montecitorio sulla conversione in legge del Dl Sicurezza Alimentare. “Con questo provvedimento e con l’approvazione del mio emendamento – prosegue -, diamo forza all’attività di controllo degli organi preposti in particolare dell’Icqrf (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari) che ringrazio per l’impegno costante nel contrasto agli illeciti e ai reati nel settore agroalimentare, portato avanti anche durante la pandemia con oltre 70mila controlli nel 2020”. “Invito tutte le forze politiche a impegnarsi, in futuro, per portare avanti soluzioni normative per il settore che si ritrova ad affrontare nuove sfide nei mercati internazionali dove abbiamo tutte le necessarie potenzialità per competere e imporci” conclude.

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Istat: sale ad aprile la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile la fiducia dei consumatori sale da 100,9 a 102,3.”Bene, dato indubbiamente positivo e incoraggiante. L’accelerazione del calendario vaccinale, per quanto non ancora ottimale, ha certamente contribuito a dare speranze agli italiani, a creare un clima di maggior fiducia e a ritenere possibile un ritorno ad una vita quasi normale, almeno per questa estate, senza lockdown e soprattutto con la possibilità di poter tornare a lavorare a pieno regime” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Nonostante, quindi, le condizione reali di vita delle famiglie, ad esempio in termini reddituali, siamo rimaste immutate, migliorano le attese sia sulla situazione economica dell’Italia, da -0,8 a +6,3, che della famiglia, da -7,1 a -2,4. Attenzione, però, ora servono miglioramenti economici reali, altrimenti i dati ritorneranno a precipitare. Il giudizio sulla situazione economica dell’Italia, infatti, è ancora peggiorato” prosegue Dona.”Inoltre, siamo lontani anni luce dal clima di fiducia pre-Covid. Rispetto a febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, la fiducia è inferiore di 8,5 punti, addirittura 9,7 punti rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia” conclude Dona.

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Recovery plan: I consumatori devono essere il terzo pilastro del dialogo tra istituzioni e imprese

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2021

“Nell’economia digitale, i consumatori, con i loro dati, sono spesso i primi produttori di valore economico per le aziende. Un valore che trasforma le loro vite, la produzione e l’intera società, e che per esprimersi, ha bisogno di essere aggregato, compreso e rappresentato, nell’interesse di tutti. Ecco perché, credo, le rappresentanze dei consumatori debbano poter entrare pienamente nel dialogo con Istituzioni e Imprese sull’attuazione del PNRR.” Lo ha dichiarato Alberto Pirrone, Direttore Generale di Altroconsumo, in occasione della presentazione del libro “Vivere con l’intelligenza artificiale”. All’evento organizzato da Utopia, oltre agli autori Marco Pierani e Marco Scialdone, sono intervenuti il Presidente di Confindustria Digitale Cesare Avenia, Antonio Nicita, già Commissario AGCM e neo incaricato al PNRR nella Segreteria nazionale PD e Mirella Liuzzi del M5S. “I prossimi mesi saranno cruciali nel portare l’Italia e l’Europa del post-pandemia verso la compiuta trasformazione digitale e la sostenibilità ambientale, di cui il PNRR sarà uno degli strumenti attuativi principali: in questo processo, i cittadini-consumatori sono al centro, e dovranno esserlo anche del dialogo che, credo, dovrà portare sia a nuove regole (come nel caso dell’IA, con il nuovo regolamento europeo) sia, soprattutto, a nuove opportunità di crescita e di sviluppo per il sistema. Altroconsumo vuole raccogliere questa sfida e farà la sua parte per promuovere, con atteggiamento attivo e dialogante, i diritti di tutte queste persone, che diversamente potrebbero non essere rappresentate” ha concluso Pirrone.

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Unione Naz. Consumatori su Istat occupati: un disastro!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 aprile 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a febbraio gli occupati diminuiscono su base annua di 945.000 unità.”Un disastro! Peggio di così l’anno non poteva partire. Nonostante il blocco dei licenziamenti, i dati sono drammatici. Siamo già vicini al milione di posti in meno. Le cose non vanno male solo per gli occupati a termine, -372 mila, ma anche per i dipendenti permanenti, -218 mila” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”In una condizione così catastrofica, la cassa integrazione Covid e il blocco dei licenziamenti vanno prorogati oltre il 30 giugno, per tutti, senza se e senza ma, altrimenti la situazione già drammatica diventerà una tragedia. Prima vanno riaperte tutte le attività e fatte partire le opere pubbliche, poi si potrà discutere di quando far terminare le misure straordinarie del Governo, altrimenti saranno guai ancora peggiori” conclude Dona.

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I consumatori comprano meno, ma …. dipende

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 marzo 2021

Siamo ciò che compriamo e, in particolare oggi, ciò che mangiamo e -soprattutto – che comunichiamo. E’ questa la fotografia del consumatore fatta dall’Istat per il mese di gennaio rispetto ai periodi precedenti. E’ il consumatore in pandemia: mangia di più, spende meno per abbigliamento e viaggi, acquista più device per una socialità casalinga a distanza… device coi quali privilegia l’E-commerce. Non siamo stati presi alla sprovvista. E’ la nostra quotidianità da un anno, e crediamo lo sarà per molto tempo. Senza sottovalutare cambiamenti che incideranno sui consumi del futuro e, di conseguenza, su cultura, istruzione, economia e fisicità (saremo più grassi?).Senza farsi prendere dalle sirene che dicono torneremo come prima e – delusi – senza disperarci, possiamo/dobbiamo adattarci e cercare nuove felicità, individuali e collettive.Lo Stato ci dice – con molti alti e bassi – come farci meno male, ma non ci dirà mai come stare meglio.Sta a noi, per esempio, non trasformare i manicaretti che ci prepariamo in casa come non mai in precedenza, in bombe caloriche verso l’obesità. Sta a noi, poltronisti tv/pc, usarli per arricchirci e non abbruttirci. E così via. Domani cambierà? Boh! Intanto viviamo. Scuola e socialità a distanza incluse.I dati Istat servono a farci capire che non siamo soli e, a chi abbiamo delegato a rappresentarci, per concepire e mettere in atto politiche di riduzione dei danni. Nell’armonia di questi elementi possiamo e dobbiamo continuare ad essere comunità, mondiale.
1 – Vendite al dettaglio a gennaio – 3%. Lievemente positive per alimentare e – pur con calo dei beni non-alimentari – crescita di elettrodomestici, informatica, telecomunicazioni. Acquisti in calo nei negozi in presenza, vola E-commerce. Qui i dati Istat: https://www.aduc.it/notizia/vendite+al+dettaglio+calo+istat_137830.php Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Istat: sale a febbraio la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a febbraio la fiducia dei consumatori sale da 100,7 a 101,4.”Dati positivi sui quali certo ha pesato l’Effetto Super Mario, come dimostra il rialzo delle attese sulla situazione economica dell’Italia che passa da -20,2 a +2,6, con un balzo di ben 22,8 punti percentuali. Draghi, insomma, che ha ricevuto l’incarico il 3 febbraio e presentato la squadra il 12, non ha fatto salire volare solo la borsa e scendere lo spread ma ha ridato anche speranza agli italiani” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ora, però, alle parole devono seguire subito i fatti. La fiducia è una cosa molto aleatoria e se non ci fosse un cambio di rotta immediato per le condizioni di vita degli italiani, subentrerebbe nuovamente il pessimismo e lo sconforto. Non per niente non c’è stato ancora alcun effetto Draghi sulle attese per la situazione economica della famiglia, che restano stabili (da -5,7 a -5,8)” prosegue Dona. “Inoltre va ricordato che siamo ancora molto distanti dal clima di fiducia pre-Covid. Rispetto a un anno fa, ossia a febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, la fiducia è ancora inferiore di 9,4 punti” conclude Dona.

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Tutela dei consumatori contro TikTok

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2021

Nella giornata di oggi il BEUC, l’Organizzazione Europea dei Consumatori, ha inviato una denuncia alla Commissione Europea e alla Rete di cooperazione per la tutela dei consumatori contro TikTok. Il noto social network, che riscuote un grande successo fra bambini e adolescenti, è accusato di non tutelare adeguatamente gli utenti da contenuti inappropriati, pubblicità occulta e di violarne numerosi diritti. Insieme al BEUC, le organizzazioni di consumatori di 15 Paesi del network, fra cui Altroconsumo in Italia, si sono rivolte alle autorità – in Italia, il Garante privacy e l’Autorità garante della concorrenza e del mercato – chiedendo di indagare sulla condotta del social.Già nel 2019, Altroconsumo aveva chiesto l’intervento del Garante privacy poiché TikTok consentiva l’iscrizione dei minori fino a 13 anni senza il consenso dei genitori, come invece previsto dal Regolamento europeo per la protezione dei dati personali.Alla luce di una nuova ricerca del BEUC, oggi TikTok torna ad essere accusato per il mancato rispetto di numerosi diritti degli utenti, come la poca trasparenza delle condizioni d’uso e le pratiche di marketing scorrette che colpiscono maggiormente bambini e adolescenti:
· clausole vessatorie nei Termini di Servizio che si presentano poco chiari, ambigui e comportano uno squilibrio tra il professionista che fornisce il servizio e gli utenti, a danno di questi ultimi;
· clausole vessatorie e pratiche commerciali scorrette nella Politica per gli articoli virtuali[2] che include, tra le altre cose, carenza di chiarezza delle informazioni precontrattuali e assenza di un meccanismo efficace di autorizzazione che prevenga abusi del sistema di pagamento in-app utilizzato per acquistare le “monete virtuali” di TikTok;
· mancata adozione di misure efficaci per tutelare gli utenti, tra i quali ricordiamo numerosi bambini e adolescenti, dalla pubblicità occulta delle aziende, attraverso influencer, e da contenuti potenzialmente dannosi.

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Istat: scende a gennaio la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a gennaio la fiducia dei consumatori scende da 101,1 a 100,7.”Uno sfacelo! Dati devastanti. Nonostante il 27 dicembre sia scattato in tutta Europa il Vax Day, nemmeno questo evento storico per tutta l’umanità è bastato a dare speranza nel futuro. Il problema non è l’entità del calo, molto lieve, ma il fatto che non ci sia stato nessun effetto vaccino! Ha prevalso l’effetto lockdown. Insomma, per gli italiani nessun ottimismo può esserci fino a che si deve restare con le serrande abbassate e chiusi in casa. Se non si riesce più ad arrivare alla fine del mese non c’è vaccino che tenga e che serva” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Inoltre siamo ancora molto distanti dal clima di fiducia pre-Covid. Rispetto a febbraio, ultimo mese pre-lockdown, la fiducia è inferiore di 10,1 punti, 11,3 punti in meno nei confronti di gennaio, ultimo mese pre-pandemia. Per il clima economico i dati precipitano e sono pari, rispettivamente, a -37,5 e -40,7. Un vero e proprio tracollo!” conclude Dona.

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I consigli “anti-bidone” dell’Unione Nazionale Consumatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2021

1) Prodotti difettosi. Conservate sempre lo scontrino. Non è vero che i capi in saldo non si possono cambiare. Valgono le regole di sempre. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso. Avete due mesi di tempo (non 7 o 8 giorni) per denunciare il difetto del capo e per ottenere la sua sostituzione o riparazione. La scelta è del consumatore, salvo che il rimedio richiesto sia impossibile o eccessivamente oneroso per il venditore rispetto all’altra soluzione (non potete prendere la sostituzione delle scarpe solo perché è rotto un laccio, in tal caso dovete accettare la riparazione). Se il cambio non è possibile, ad esempio perché manca la vostra taglia, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono) o, se preferite, ad una riduzione del prezzo. 2) No ai fondi di magazzino. Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce messa in saldo deve essere l’avanzo della stagione che sta finendo, non fondi di magazzino. Come accorgersene? Un tempo suggerivamo di stare lontani da quei negozi che a fine stagione avevano ancora, per ogni articolo, tutte le taglie ed i colori. Ma, con l’invenduto di questi mesi, non è più un criterio utile. Oggi, l’unica è essere aggiornati sulle tendenze dell’ultima stagione. 3) Confrontate i prezzi. Non fermatevi mai al primo negozio, ma confrontate i prezzi di più esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta un giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi. 4) Idee chiare. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa carichi di capi di abbigliamento, magari anche a buon prezzo, ma dei quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. 5) Bontà del capo. Valutate la bontà della merce guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento (fibre naturali o sintetiche, lino o cotone…). Pagare un prezzo alto non implica che sia un prodotto di qualità. 6) Diffidate degli sconti esagerati. Gli sconti superiori al 50% spesso nascondono merce non esattamente nuova o prezzi vecchi gonfiati. L’abitudine di ritoccare il prezzo vecchio così da alzare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto, è dura a morire. Per questo suggeriamo ai consumatori di guardare sempre al prezzo effettivo da pagare e di non farsi incantare da ribassi troppo elevati. 7) Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità, così da poter valutare autonomamente la convenienza dell’acquisto. 8) Negozi e vetrine. Controllate il prezzo e non acquistate nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo e la percentuale dello sconto, anche se in alcune regioni non è obbligatorio farlo. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 9) Datevi un budget. 10) Contattateci. Se avete problemi, ricordiamo che gli esperti dell’Unione Nazionale Consumatori sono a disposizione degli iscritti all’associazione attraverso lo sportello generico sul nostro sito oppure attraverso la pagina Unc su Facebook

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Telefonia: necessità di fare chiarezza sui contratti proposti ai consumatori

Posted by fidest press agency su domenica, 13 dicembre 2020

Supera il milione di euro la doppia sanzione inflitta dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni a Tim e Wind Tre, oggetto rispettivamente di una multa di 634mila euro e di 464mila euro per la mancanza di trasparenza di alcune offerte. “Un’azione importante – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e rivolgiamo un plauso all’Agcom. Spesso ci troviamo a segnalare le tante zone d’ombra che caratterizzano il settore, danneggiando i consumatori”. Per Tim, l’Autorità ha punito la mancanza di trasparenza delle offerte “Tutto compreso” e durata piani di rateizzazione delle offerte da rete fissa oltre i 24 mesi, ravvisando inoltre ostacoli al diritto di recesso dalle offerte da rete fissa mediante addebito spese di disattivazione eccedenti i limiti normativi ed ostacoli al diritto di recesso dalle offerte da rete mobile con smartphone abbinato mediante imposizione di penali ed estinzione anticipata del piano di rateizzazione. Per Wind Tre, invece, si tratta di mancanza di trasparenza delle offerte “Tutto incluso” ed ostacoli all’esercizio del diritto di recesso per addebito di spese non giustificate e conversione del pagamento rateale in pagamento in unica soluzione. “Le sanzioni inflitte dall’Autorità a Tim e Wind Tre – dichiara Antonella Votta, avvocato di Codici – confermano ancora una volta le nostre preoccupazioni sulla mancata trasparenza delle condizioni contrattuali. Da tempo sosteniamo, per esempio, che rateizzare il modem per 48 mesi, quando il contratto può essere al massimo valevole per 24, può indurre in confusione i consumatori e spingerli a non cambiare operatore. Nel medesimo senso, è stata confermata la scarsa chiarezza e il surplus di costi addebitati al consumatore in caso di recesso. Siamo soddisfatti che l’Agcom sia intervenuta per porre un freno a queste condotte e, come sempre, sollecitiamo i consumatori a contattarci e a far emergere le criticità. Ricordiamo che i nostri conciliatori territoriali possono offrire un valido supporto per chiarire eventuali situazioni di dubbio e far valere i diritti di ciascun consumatore”.In caso di problemi con il proprio operatore telefonico, di conti che non tornano in bolletta o spesa extra non previste, è possibile richiedere l’assistenza di Codici scrivendo a segreteria.sportello@codici.org o telefonando al numero 06.55.71.996.

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Istat: scende a novembre la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a novembre la fiducia dei consumatori scende da 101,7 a 98,1.”Dati disastrosi, anche se scontati, visto che l’Italia con il Dpcm del 3 novembre è tornata in lockdown. Senza fiducia non si fa da nessuna parte. Se si ha paura del futuro, infatti, non si investe e non si spende anche se si hanno i soldi. Bisogna che si esca al più presto dalla pandemia e che il vaccino diventi una speranza concreta, altrimenti il Paese non potrà risollevarsi e i dati sul clima della fiducia si tradurranno in un crollo reale dei consumi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Impressionante il dato relativo alle attese sulla situazione economica dell’Italia, che precipita da -26,8 di ottobre a -46,2 di novembre, con una caduta di quasi 20 punti, 19,4 punti. Anche l’opportunità all’acquisto di beni durevoli passa da -53,2 a -72,3, con una salto di 19,1 punti. Rispetto al clima di fiducia pre-Covid siamo in un’altra era geologica. A gennaio era pari a 111,2, cioè ben 13,1 punti percentuali in più rispetto ad ora” conclude Dona.

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Il Parlamento vuole garantire il “diritto alla riparazione” ai consumatori UE

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

Bruxelles. La risoluzione non legislativa su un mercato unico più sostenibile è stata approvata, mercoledì, con 395 voti favorevoli, 94 voti contrari e 207 astensioni.I deputati invitano la Commissione ad assicurare ai consumatori il “diritto alla riparazione” rendendo le riparazioni più accessibili, sistematiche e vantaggiose, ad esempio estendendo la garanzia sulle parti di ricambio o garantendo un migliore accesso alle informazioni su riparazione e manutenzione.Esortano poi a sostenere maggiormente il mercato dei prodotti di seconda mano, incoraggiano la produzione sostenibile e chiedono misure per contrastare le pratiche volte a ridurre la durata dei prodotti. I deputati tornano a chiedere un caricabatterie universale per ridurre i rifiuti elettronici e vogliono l’etichettatura dei prodotti in base alla loro vita utile (ad esempio un contatore degli utilizzi e informazioni chiare sulla durata media di un prodotto).Per incoraggiare scelte sostenibili da parte delle imprese e dei consumatori, il Parlamento insiste su appalti pubblici più sostenibili e su marketing e pubblicità responsabili. Nella pubblicità, ad esempio, sarebbe opportuno applicare criteri comuni per definire l’eco-compatibilità dei prodotti, in maniera simile a quanto avviene con la certificazione del marchio di qualità ecologica. La risoluzione invita anche a rafforzare il ruolo del marchio Ecolabel-UE, in modo da diffonderne l’utilizzo nel settore e sensibilizzare i consumatori.Il testo approvato presenta infine nuove regole per la gestione dei rifiuti e la rimozione degli ostacoli giuridici che impediscono la riparazione, la rivendita e il riutilizzo dei prodotti, a beneficio peraltro del mercato delle materie prime secondarie.Il relatore David Cormand (Verdi/ALE, FR), ha dichiarato: “È giunto il momento di utilizzare gli obiettivi del Green Deal come fondamento di un mercato unico che promuova la concezione di prodotti e servizi durevoli. Per raggiungere questo obiettivo, abbiamo bisogno di una serie completa di regole che agevolino decisioni chiare e semplici anziché modifiche tecniche che mancano di coraggio politico e che confondono sia i consumatori che le imprese. Con l’adozione di questa relazione, il Parlamento europeo ha inviato un messaggio chiaro: etichettatura obbligatoria armonizzata che indichi la durabilità e lotta all’obsolescenza precoce a livello europeo sono le vie da seguire”.

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I consumatori europei potranno difendere collettivamente i propri diritti

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 novembre 2020

Le nuove norme introducono un modello armonizzato di azione rappresentativa che fornisce ai consumatori una protezione da danni collettivi e dal rischio di azioni legali abusive.I Paesi UE dovranno instaurare almeno un meccanismo procedurale che consenta agli enti legittimati (quali associazioni dei consumatori o organismi pubblici) di intentare azioni rappresentative di natura inibitoria (cessazione o divieto) o risarcitoria (compensazione). L’obiettivo della normativa è migliorare il funzionamento del mercato interno ponendo fine a pratiche illegali e facilitando l’accesso alla giustizia per i consumatori.L’azione rappresentativa europea consentirà a enti legittimati (quali le associazioni dei consumatori), e non a studi legali, di rappresentare gruppi di consumatori e intentare azioni rappresentative.L’avvio di azioni giudiziarie transfrontaliere è subordinato al rispetto degli stessi criteri in tutta l’UE da parte degli enti legittimati.Tali enti dovranno dar prova di un certo livello di stabilità e poter rispondere della propria attività pubblica, oltre a dimostrare l’assenza di scopo di lucro. Per quanto riguarda le azioni nazionali, gli enti dovranno rispettare i criteri previsti dalla normativa nazionale. Gli enti legittimati sono tenuti a mettere in atto procedure volte a scongiurare influenze esterne o l’insorgere di conflitti di interesse, in particolare se finanziati da terzi.Le regole prevedono inoltre salvaguardie da azioni legali abusive grazie al principio “chi perde paga”, secondo cui la parte soccombente è tenuta a rimborsare alla parte vittoriosa le spese legali sostenute.Sarà consentito intentare azioni collettive contro professionisti per presunte violazioni di leggi UE in numerosi settori, quali la protezione dei dati personali, i viaggi e il turismo, i servizi finanziari, l’energia e le telecomunicazioni.Infine, la direttiva tiene conto delle violazioni interrottesi prima che l’azione rappresentativa sia stata intentata o conclusa, al fine di vietare tale pratica e scongiurarne il ripetersi. Il testo legislativo è stato approvato in seconda lettura (senza votazione).

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Antitrust: al via campagna informazione diritti consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha annunciato una campagna di informazione #convienesaperlo, per far conoscere ai cittadini i diritti dei consumatori, una campagna finanziata dal Ministero dello Sviluppo Economico con il Fondo per le iniziative a vantaggio dei consumatori.”Nonostante il ruolo meritorio dell’Autorità, ci chiediamo a quale titolo l’Antitrust debba fare campagne informative, considerata la cronica mancanza di personale che non le consente, talvolta, di rispondere tempestivamente alle segnalazioni dei cittadini e delle associazioni di consumatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Quanto al merito della campagna di comunicazione corriamo il rischio che si veicoli un messaggio quantomeno impreciso e cioè che l’Antitrust si occupi ‘direttamente’ di tutelare i consumatori, quando in realtà le meritorie azioni dell’Autorità impattano certo positivamente sul mercato, ma non possono entrare nel merito della singola controversia tra consumatori e imprese” prosegue Dona.“Per queste ragioni abbiamo deciso di scrivere al Mise” conclude Dona

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Istat: scende a ottobre la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a ottobre la fiducia dei consumatori scende da 103,3 a 102. “Non solo il dato è negativo e preoccupante, ma è anche sottostimato. Insomma, è solo un effetto ottico! Purtroppo il calo è ben superiore, visto che la rilevazione dell’Istat, per quanto riguarda i consumatori, avviene nei primi 15 giorni del mese, quindi ben prima degli ultimi Dpcm che hanno ripristinato una parziale chiusura delle attività, determinando proteste e tensioni sociali” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “A questo va aggiunto che rispetto al clima di fiducia pre-Covid siamo lontani anni luce. A gennaio era pari a 111,1, cioè ben 9,1 punti percentuali in più. A destare allarme, poi, è il dato relativo alle attese sulla situazione economica dell’Italia, precipitato da -15,7 punti di settembre a -25,3 di ottobre, con una caduta di 9,6 punti. Insomma, peggio di così non si può: nessuna fiducia sull’andamento dell’economia del Paese” conclude Dona.

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Spariscono le monetine dei centesimi? A spese dei consumatori… Cerchiamo di evitarlo

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

La Commissione europea ha avviato una valutazione d’impatto sull’uso delle monete da 1 e 2 centesimi. Ciò comprende una consultazione aperta, che è disponibile per contributi dal 28 settembre, che durerà 15 settimane, per coinvolgere un’ampia gamma di soggetti interessati, tra cui altre istituzioni, autorità nazionali competenti, consumatori e società civile”. C’è da ricordare che in Italia, dal 1 gennaio 2018, non vengono più coniate le monetine da 1 e 2 centesimi, ma quelle che erano in circolazione, e quelle che sono coniate in altri Paesi della zone euro hanno, ovviamente, valore e vengono utilizzate. Per i prezzi, sempre dal 1 gennaio 2018, la nostra autorità monetaria nazionale ha consigliato l’arrotondamento per eccesso o per difetto (10,52 che diventa 10,50, 10,58 che diventa 10,60). Il Garante sui prezzi a avrebbe dovuto sorvegliare su cosa accade, ma non siamo riusciti a trovare una relazione in merito.Noi auspichiamo che la cancellazione dei centesimi non divenga realtà. Non solo, ma auspichiamo che si torni indietro anche sulle decisioni nazionali in corso. Ci sembra che la conseguenza non potrà che essere un aumento dei costi per i consumatori.A questo aggiungiamo il fatto che i pagamenti elettronici sono sempre più diffusi (per esempio quelli dei carburanti) e questo in qualche modo impedisce gli arrotondamenti di cui sopra, evitando il fastidio degli spiccioli. Siamo consapevoli che le grandi differenze sono possibili, anche per 1 centesimo, a livello di grandi business, ma se facciamo 1+1 di tutti i centesimi che potenzialmente ci possono essere sottratti in più per l’arrotondamento, anche i bilanci annuali del più modesto consumatore ne subirebbero un danno di qualche centinaio di euro.

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Vendite sottocosto: La ministra delle Politiche Agricole che mette lavoratori versus consumator

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2020

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La ministra delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, in un incontro in provincia di Firenze, ha detto: “Promuovere i prodotti a prezzo scontato va bene una volta – ha aggiunto Bellanova – farlo in continuazione significa incidere negativamente sugli equilibri di filiera, scaricare sulle parti piu’ deboli quel mancato guadagno, produrre disinformazione per i consumatori”.
Pur comprendendo la ratio dell’esortazione della nostra ministra, non comprendiamo se a fare un invito del genere sia un ministro della Repubblica o un rappresentante di categoria. Certo, è il ministro delle Politiche Agricole, ma ci viene il dubbio che le politiche di questo ministero debbano essere indirizzate solo ad alcune categorie o a tutti i cittadini. Qui abbiamo due tipologie di cittadini coinvolti:
i lavoratori agricoli del settore (che sembrano quelli maggiormente chiamati in causa dal ministro) che dalle vendite sottocosto ne avrebbero un riflesso negativo: i loro prodotti verrebbero acquistati a prezzi più bassi e, a ricaduta, tutti i guadagni di chi opera nel settore sarebbero più bassi;
i consumatori che acquistano più volentieri i prodotti sottocosto (o in genere a prezzi promozionali) ché altrimenti avrebbero difficoltà per varietà, qualità e quantità della loro alimentazione (per fortuna nel nostro Paese non ci sono problemi di fame a questi livelli).
Di conseguenza ci torna anomalo l’interesse del nostro ministro solo per una categoria. Ma cosa sono le vendite sotto costo?
Ci rendiamo conto che le politiche dei consumatori non sempre possano e debbano essere in armonia con quelli dei lavoratori, produttori, distributori, venditori. Ma è proprio in questa difficoltà che risiede l’azione politica e non sindacale di un ministro della Repubblica.Nella fattispecie sarebbe opportuno che, prima di esprimersi per ingraziarsi alcune categorie come se fosse il loro leader sindacale, ci si informasse su cosa sono in realtà le vendite sottocosto. Forme pubblicitarie di venditori che, invece che spendere in campagne pubblicitarie basate su bellezza, convenienza, moda, salubrità, etc… preferiscono un secco e immediato messaggio basato solo sul costo del prodotto: elemento di attrazione che fa leva sulla interpretazione e la necessità individuale del consumatore. Questo per dire che molto probabilmente se una confezione di pomodori viene venduta sottocosto, questo prezzo non ricade sull’acquisto del prodotto… che altrimenti non potrebbe essere offerto come sottocosto… ma è una forma di utilizzo di un budget pubblicitario. Tutto questo la nostra ministra non lo sa? Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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