Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘consumatori’

Unione Naz. Consumatori su Reddito cittadinanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

Le domande per il reddito di cittadinanza presentate al 15 luglio sono 1.401.225, di cui 895.220 accolte. Lo fa sapere l’Inps.”Solo il 49,13% delle famiglie povere assolute, pari a 1 milione e 822 mila, ha avuto il reddito di cittadinanza, ossia meno della metà di chi ne avrebbe diritto e bisogno, considerato che non ha la possibilità di acquisire un paniere di beni e servizi che è considerato essenziale per uno standard di vita minimamente accettabile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Senza contare che l’importo medio non è sufficiente nemmeno per superare la soglia di povertà. Ecco perchè il Governo, invece di cantare vittoria come se avesse risolto il problema della povertà in Italia, promettendo ulteriori riduzioni di tasse, farebbe bene, nella prossima legge di Bilancio, ad ampliare la platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza, rivedendo i criteri di assegnazione, sempre se considera ancora la lotta alla povertà una priorità di questo Paese” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su Istat: il Paese arranca

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

Secondo la nota mensile resa nota oggi dall’Istat, l’indicatore anticipatore conferma uno scenario a breve termine caratterizzato dalla debolezza dei livelli produttivi.
“Il Paese arranca. Se non si produce la ricchezza non ci possono essere miglioramenti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, riassumendo la nota tecnica dell’Istat.”Fino a che la produzione industriale diminuisce, anche il dato positivo dell’occupazione risulta precario. Se a questo aggiungiamo che le previsioni per l’Eurozona indicano un possibile rallentamento, ecco che per l’Italia non ci possiamo attendere nulla di buono. Infatti anche per l’Istat l’economia italiana prosegue nella sua fase di debolezza” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su autostrade

Posted by fidest press agency su martedì, 25 giugno 2019

Il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli ha annunciato di aver dato il via libera a un’ulteriore proroga, fino a fine anno, dell’accordo tra il Mit e Aiscat che prevede lo sconto del 30% ai caselli autostradali in favore dei motociclisti dotati di Telepass.”Gli sconti vanno estesi anche agli automobilisti pendolari. Fin da marzo abbiamo scritto al ministro Toninelli, chiedendogli di rinnovare il protocollo d’intesa tra il Ministero dei Trasporti, Aiscat e le società concessionarie di autostrade, che prevedeva agevolazioni agli utenti pendolari muniti di Telepass, e che orami è scaduto il 31 dicembre 2017″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Ad oggi non abbiamo avuto una risposta. Un peccato perché gli sconti, che arrivavano fino al 20%, compensavano i costi che i lavoratori devono sostenere per raggiungere in auto il posto di lavoro” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su bollette a 28 gg

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 maggio 2019

Il Consiglio di Stato ha rigettato la sospensiva delle compagnie telefoniche sui rimborsi per la nota vicenda delle bollette a 28 giorni e le ha invitate a predisporre un piano per i rimborsi.”Era ora! Finalmente si stringe il cerchio intorno alle compagnie telefoniche e anche gli ultimi tentativi fatti dalle compagnie telefoniche si stanno rilevando inutili. Ora i rimborsi sono alle porte!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Peraltro le compagnie stanno già presentando dei piani alternativi di rimborso sotto forma di servizi. I consumatori sono liberi di accettarli, ma devono verificare se sono effettivamente convenienti e conformi alle linee guida dell’Agcom. In ogni caso resta salvo il diritto del consumatore di avere il rimborso in fattura” conclude Dona.

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Istat: ad aprile scende fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile scende la fiducia dei consumatori da 111,2 a 110,5. “Dati allarmanti!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Purtroppo peggiorano sia le attese sulla situazione economica dell’Italia, che crollano da -21,2 a -24,4, sia il giudizio sulla situazione economica della famiglia, che scende da -21,9 a -22,6, sia la possibilità futura di risparmio (da -22 a -24,5), sia le opportunità di acquistare beni durevoli, che precipitano da -51,7 a -58,5. Un dato, quest’ultimo, che certo non fa ben sperare sulla voglia di fare acquisti degli italiani” prosegue Dona.”I pochi dati, positivi, come il lieve miglioramento del giudizio sulla situazione economica dell’Italia, da -67,8 a -67,2 non compensano certo quelli negativi” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su inflazione

Posted by fidest press agency su domenica, 21 aprile 2019

L’Istat conferma i dati preliminari dell’inflazione di marzo, pari a +1% su base annua, come a febbraio. “Purtroppo l’inflazione non abbassa la testa. In questo contesto, non togliere definitivamente dal campo la possibilità di incrementare l’Iva, come conferma oggi Tria, è un autogol, considerato che i prezzi sono influenzati anche dalle aspettative di futuri aumenti. Anche perché, pur restando stabile, l’inflazione a marzo diventa più preoccupante, visto che il gasolio svetta in un solo mese del 2,6% e la benzina del 2,4%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione al +1% significa avere una maggior spesa annua complessiva di 325 euro, 179 euro per i beni ad alta frequenza di acquisto e 95 euro per il solo carrello della spesa, ossia per gli acquisti quotidiani, mentre si arriva a 151 euro per abitazione, acqua, elettricità e combustibili e 64 per i trasporti” prosegue Dona.”Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la stangata è di 306 euro su base annua, 164 per i beni acquistati più frequentemente, 85 euro se ne vanno per le compere di tutti i giorni, mentre per l’inesistente famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce, in termini di aumento del costo della vita, in 262 euro in più nei dodici mesi, 137 per i beni ad alta frequenza, 71 per il carrello della spesa. Per un pensionato con più di 65 anni, il rincaro annuo complessivo è pari a 163 euro, 301 euro per un single con meno di 35 anni” conclude Dona.
Resi noti, invece, i dati dell’inflazione delle regioni e dei capoluoghi di regione e comuni con più di 150 mila abitanti, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.Secondo lo studio dell’associazione di consumatori, in testa alla classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care (cfr. tabella n. 1) in termini di rincari, si conferma Bolzano che, con un’inflazione a +1,6%, ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia tipo, a 532 euro su base annua. Al secondo posto, Brescia dove il rialzo dei prezzi dell’1,5%, determina un aumento del costo della vita, per la famiglia media, pari a 440 euro, terza Bologna, dove l’inflazione dell’1,4% comporta un aggravio annuo di spesa di 395 euro.La città più conveniente, in termini di minori rincari, è, invece, Perugia dove l’inflazione a +0,4% genera un esborso addizionale annuo di 90 euro. Al secondo posto Ancona (+0,5%, pari a 109 euro) e al terzo Cagliari, +0,6%, con un aumento del costo della vita pari a 118 euro.In testa alla classifica delle regioni più costose (cfr. tabella n. 2) in termini di maggior spesa, il Trentino Alto Adige, che, nonostante abbia un’inflazione più bassa di Liguria e Puglia, registra, per una famiglia tipo, una batosta pari a 340 euro su base annua. Segue l’Emilia Romagna, dove l’incremento dei prezzi pari all’1,2% implica un’impennata del costo della vita pari a 326 euro, terza la Liguria, dove, pur essendoci un’inflazione all’1,4%, superiore alle prime due, si ha un salasso annuo di 310 euro.La Puglia, che registra l’inflazione più alta, pari a +1,5%, si colloca solo al quarto posto, con un aumento di spesa di 299 euro.La Sardegna si conferma la regione con meno rincari, con un’inflazione dello 0,6% che si traduce in una spesa aggiuntiva di 112 euro.

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Istat: ad aprile scende fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile scende la fiducia dei consumatori da 111,2 a 110,5.”Dati allarmanti!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Purtroppo peggiorano sia le attese sulla situazione economica dell’Italia, che crollano da -21,2 a -24,4, sia il giudizio sulla situazione economica della famiglia, che scende da -21,9 a -22,6, sia la possibilità futura di risparmio (da -22 a -24,5), sia le opportunità di acquistare beni durevoli, che precipitano da -51,7 a -58,5. Un dato, quest’ultimo, che certo non fa ben sperare sulla voglia di fare acquisti degli italiani” prosegue Dona.”I pochi dati, positivi, come il lieve miglioramento del giudizio sulla situazione economica dell’Italia, da -67,8 a -67,2 non compensano certo quelli negativi” conclude Dona.

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Sicurezza alimentare: nuove regole per rafforzare la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 aprile 2019

Una banca dati comune europea sugli studi utilizzati per le autorizzazioni L’Autorità europea per la sicurezza alimentare può rendere pubblici gli studi Rispondere alle preoccupazioni espresse nell’Iniziativa cittadina sul glifosato Le nuove regole per garantire l’affidabilità e la trasparenza della procedura di valutazione dei rischi per la sicurezza alimentare nell’UE sono state adottate mercoledì. Già concordate con i ministri UE, le nuove regole assicurano che la procedura di valutazione del rischio dell’UE per la sicurezza alimentare sia più affidabile, trasparente e obiettiva.Il testo è stato state approvato con 603 voti favorevoli, 17 contrari e 27 astensioni.Le nuove norme creeranno una banca dati comune europea degli studi commissionati, per dissuadere le imprese, che richiedono un’autorizzazione per la vendita di un alimento, dal non divulgare gli studi sfavorevoli. Ciò consentirà all’ Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) di rendere pubblici tutti gli studi presentati e consentirne l’analisi da parte di terzi. In tal modo, si potrà considerare l’eventuale esistenza di altri dati scientifici o studi pertinenti, al fine di garantire l’accuratezza dei dati di cui dispone l’Autorità.Per garantire la trasparenza della procedura, i richiedenti dovranno divulgare tutte le informazioni pertinenti alla valutazione della sicurezza. Tuttavia, alcune informazioni, come il processo di fabbricazione o di produzione, possono essere mantenute riservate.Infine, la nuova legge introduce una nuova procedura consultiva, precedente alla presentazione, che consente all’EFSA di consigliare i richiedenti su come presentare correttamente la domanda di autorizzazione, rendendo il processo più affidabile.
La legge chiarisce come gestire la cosiddetta ‘doppia qualità’ dei prodotti
L’importo delle multe può arrivare al 4% del fatturato annuo. Un aggiornamento delle norme UE sulla tutela dei consumatori, per contrastare le recensioni ingannevoli online e la doppia qualità dei prodotti, è stato approvato. La nuova legge, già concordata con i ministri UE, aggiorna i diritti dei consumatori all’era di internet, garantendo ai consumatori maggiori informazioni sul funzionamento delle graduatorie online e quando esse derivino da post sponsorizzati. Le nuove regole mirano inoltre a rendere più trasparente per i consumatori l’uso delle recensioni online e dei prezzi personalizzati.I marketplace online e i servizi comparativi (ad esempio, Amazon, eBay, AirBnb, Skyscanner) dovranno rivelare i principali parametri che determinano la classificazione delle offerte risultanti da una ricerca. I consumatori dovranno inoltre essere informati da chi acquistano beni o servizi (da un commerciante, dal marketplace stesso o da un privato) e se sono stati utilizzati prezzi personalizzati.La direttiva tratta la questione della cosiddetta “doppia qualità dei prodotti”, ovvero i prodotti, commercializzati con lo stesso marchio in diversi Paesi UE, che differiscono per composizione o caratteristiche. Nel testo, si afferma che spetta agli Stati membri combattere la commercializzazione ingannevole.Quando sono soddisfatte determinate condizioni (ad esempio, commercializzazione simile in Stati membri di prodotti identici, con composizione o caratteristiche significativamente diverse e senza una giustificazione), la pratica potrebbe essere qualificata come ingannevole e quindi proibita. Inoltre, il testo include una clausola di riesame che impone alla Commissione di valutare la situazione entro due anni, per verificare se la doppia qualità dei prodotti debba essere aggiunta alla lista nera delle pratiche commerciali sleali.Per le infrazioni diffuse (ossia quelle che danneggiano i consumatori in diversi Paesi UE), l’ammenda massima disponibile negli Stati membri deve ammontare ad almeno il 4% del fatturato annuo del commerciante nell’esercizio finanziario precedente o, qualora non fossero disponibile informazioni sul fatturato, a un importo forfettario pari a due milioni di euro.

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Il Parlamento europeo rafforza i diritti dei consumatori online e offline

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Strasburgo In base alle norme sui “contenuti digitali”, le prime di questo tipo a livello europeo, chi acquista o scarica musica, app, giochi o utilizza servizi cloud o piattaforme di social media sarà maggiormente protetto nel caso l’operatore non fornisca il contenuto digitale o ne fornisca uno difettoso. Tali misure mirano a garantire parità di trattamento per i consumatori che forniscono dati in cambio di contenuti o servizi digitali e per quelli che pagano per fruirne.Nel testo viene stabilito che, qualora non fosse possibile correggere un contenuto digitale o un servizio difettoso in un lasso di tempo ragionevole, il consumatore avrà diritto a una riduzione di prezzo o a un rimborso integrale entro 14 giorni. Se un difetto si manifesta entro un anno dalla data di fornitura, si presume che sussista già, senza che il consumatore debba provarlo (inversione dell’onere della prova). Per le forniture continue, l’onere della prova rimane a carico del commerciante per tutta la durata del contratto.Il periodo di garanzia per le forniture una tantum non può essere inferiore a due anni mentre per le forniture continue dovrebbe applicarsi per tutta la durata del contratto.
La direttiva sulla vendita di beni si applica ai prodotti e servizi acquistati sia online che offline, sia che il consumatore compri un elettrodomestico, un giocatolo o un computer online sia che li compri al banco di un negozio locale.Il commerciante sarà responsabile nel caso il difetto si manifesti entro due anni dal momento in cui il consumatore ha ricevuto il prodotto (gli Stati membri possono, tuttavia, introdurre o mantenere un periodo di garanzia legale più lungo nella loro legislazione nazionale, al fine di mantenere lo stesso livello di protezione del consumatore già concesso in alcuni Paesi). L’inversione dell’onere della prova a favore dei consumatori dura un anno, ma gli Stati membri possono prorogare il termine a due anni.Anche i beni con elementi digitali (ad esempio i frigoriferi “smart”, gli smartphone e i televisori o gli orologi connessi) sono coperti dalla presente direttiva. I consumatori che acquistano questi prodotti avranno il diritto di ricevere gli aggiornamenti necessari durante “un periodo di tempo che il consumatore può ragionevolmente attendersi” in base al tipo e alla destinazione dei beni e agli elementi digitali.

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PE: un mercato UE dell’elettricità più pulito e più favorevole per i consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Strasburgo. Oggi i deputati europei hanno approvato delle nuove regole per creare un mercato europeo dell’elettricità più pulito, più competitivo e in grado di affrontare più efficacemente le emergenze.Il Parlamento ha adottato in via definitiva quattro nuove legislazioni sul mercato elettrico UE, concordate informalmente con i ministri UE alla fine del 2018, concludendo così il percorso legislativo del pacchetto Energia pulita per tutti gli europei.L’accordo sul “mercato interno dell’elettricità” (regolamento) è stato approvato con 544 voti favorevoli, 76 contrari e 40 astensioni.L’accordo sulle “norme comuni per il mercato interno dell’elettricità” (direttiva) è stato approvato con 551 voti favorevoli, 72 contrari e 37 astensioni. I consumatori trarranno notevoli vantaggi dalle nuove norme, poiché avranno accesso a contatori intelligenti e a prezzi dinamici. Disporranno inoltre della possibilità di cambiare fornitore senza costi, entro un periodo massimo di tre settimane (24 ore entro il 2026).Gli Stati membri potranno anche regolamentare, temporaneamente e a specifiche condizioni, i prezzi per assistere e proteggere le famiglie povere o vulnerabili. Tuttavia, i sistemi di sicurezza sociale dovrebbero essere lo strumento principale per affrontare la povertà energetica.Uno dei principali obiettivi delle nuove norme è quello di consentire che almeno il 70% della capacità commerciale attraversi liberamente le frontiere, facilitando gli scambi di energia rinnovabile attraverso le frontiere dell’UE. In tal modo si vogliono sostenere gli sforzi per il conseguimento dell’obiettivo vincolante dell’UE, che fissa la quota di energia da fonti rinnovabili al 32% del consumo finale lordo entro il 2030.Le norme UE consentono attualmente alle autorità nazionali di pagare le centrali elettriche a combustibili fossili per un periodo di tempo limitato in caso di picco della domanda, grazie ad un meccanismo noto come ‘regolazione della capacità’. Le nuove norme introdurranno limiti più stringenti per gli Stati membri che sovvenzionano le centrali elettriche, per evitare che le centrali più inquinanti in Europa ricevano aiuti di Stato.Le misure si applicheranno a tutte le nuove centrali elettriche, a partire dalla data di entrata in vigore del regolamento e a quelle esistenti a partire dal 2025. Le nuove norme non incideranno sui contratti di capacità conclusi prima del 31 dicembre 2019.Dopo la votazione, il relatore sul mercato interno dell’elettricità, Jerzy Buzek (PPE, PL), ha dichiarato: “La riforma del mercato UE dell’elettricità dovrebbe renderlo più competitivo, al di là delle frontiere dell’UE, e sostenere la trasformazione verso un’elettricità più pulita. Dà più potere ai consumatori e protegge i più poveri di energia. È un bene per l’ambiente e per il portafoglio.”Maggiori informazioni sulle nuove regole del mercato dell’elettricità sono disponibili nel comunicato stampa dopo l’accordo con gli Stati membri.

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Istat: a febbraio crolla fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Secondo i dati Istat resi noti qualche giorno fa, a febbraio scende la fiducia dei consumatori da 113,9 a 112,4.Anche se non si può ancora parlare di rottura definitiva tra italiani e Governo, certo il divorzio è oramai alle porte. Servono fatti per ridare speranze sul futuro dell’Italia. Non bastano più le parole e gli slogan” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ un record negativo il dato sul giudizio degli italiani sulla situazione economica dell’Italia, che in un solo mese precipita da -47,2 a -62,8, -15,6 punti percentuali. Dall’inizio delle serie storiche, ossia dal gennaio 1995, si tratta del quindicesimo peggior risultato di sempre. Entra, quindi, nella classifica delle performance più deludenti. Per avere una riduzione maggiore bisogna tornare all’ottobre del 2013, con una flessione di 27,1 punti. Mentre in testa alla classifica resta il marzo del 1995, -31,9 punti” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su inflazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Secondo i dati provvisori di febbraio resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un aumento dell’1,1% su base annua, dal +0,9%. “Una pessima notizia! Nonostante l’Italia abbia chiaramente imboccato il tunnel della recessione ed i consumi siano in caduta libera, si interrompe la frenata dell’inflazione che era servita a ridare fiato alle famiglie, salvaguardando il loro potere d’acquisto. Un effetto dovuto più che alle gelate, alle speculazioni sui vegetali freschi. Il carrello della spesa che nei mesi scorsi era diminuito, aiutando la casalinga di Voghera a fare la spesa, balza da +0,6% a +2,1%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +1,1% significa avere una maggior spesa annua complessiva di 376 euro, 249 euro per i beni ad alta frequenza di acquisto e ben 170 euro per il solo carrello della spesa, ossia per gli acquisti quotidiani, mentre si arriva a ben 155 euro per abitazione, acqua ed elettricità e 155 anche per l’alimentazione” prosegue Dona.”Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la stangata è di 350 euro su base annua, 225 per i beni acquistati più frequentemente, ben 151 euro se ne vanno per le compere di tutti i giorni, 136 per l’alimentazione, 151 per l’abitazione, mentre per l’inesistente famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce, in termini di aumento del costo della vita, in 305 euro in più nei dodici mesi, 191 per i beni ad alta frequenza, 127 per il carrello della spesa, 115 per l’alimentazione. Per un pensionato con più di 65 anni, il rincaro annuo complessivo è pari a 200 euro, 216 euro per un single con meno di 35 anni” conclude Dona.

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Bisogni fittizi solo per poter vendere di più

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

La società di oggi sta prendendo una direzione estremamente pericolosa in cui si creano bisogni fittizi solo per poter vendere ancora di più. L’epoca del consumo, infatti, ha sancito la supremazia della tecnologia e dei social, ma ha cancellato i desideri più autentici degli individui, i quali non sono più cittadini, ma consumatori.Questa direzione è sbagliata e non può che condurci verso il baratro. A dimostrarlo non sono solo delle valutazioni di tipo “etico”, ma anche alcune estremamente pratiche. E’ infatti in questo modo che si spiega l’impossibilità di trovare figure che svolgano il ruolo di cuochi, artigiani, operai e altri impieghi che, secondo la “società del consumo” non servono più perché desueti. La verità è invece estremamente semplice: la narrazione della società fatta dai media non corrisponde in alcun modo a quella reale.Il nostro Paese è uno di quelli che più di tutti ha perso l’orientamento: non c’è un’idea di società da costruire, ma solo il muoversi in maniera disorganizzata e senza mete. Quel che si sta facendo è perseguire dei richiami generici come “modernizzazione”, ma senza un vero dibattito su cosa significhino questi indirizzi e su dove portino. Per noi di Soggetto Giuridico il progresso corrisponde a termini come “benessere”, “diritti”, “comunità” e “ambiente”. Bisogna ripartire dalle conquiste di questi secoli e cancellare tutto il superfluo e l’inutile che ci hanno condotto fuori strada. E’ giunto il momento di chiedersi se occorra fare un passo indietro piuttosto che uno in avanti.

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Unione Naz. Consumatori su Istat vendite

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 gennaio 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a novembre le vendite in valore salgono dello 0,7% su base mensile e dell’1,6% su base annua.”Effetto Black Friday! Dati positivi, ma solo per via del sempre maggiore successo che ha questa giornata di vendite promozionali. Un appuntamento atteso dai consumatori che ormai è diventato una tradizione come negli Stati Uniti. Insomma, il rialzo delle vendite è solo occasionale, non indicativo di un’inversione di tendenza” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche perché, nonostante il successo del Black Friday, siamo ancora ben distanti dai valori pre-crisi. Se si confrontano i dati di oggi con quelli del novembre 2007, quando il Black Friday ancora non c’era in Italia, le vendite totali sono tuttora inferiori dell’1,6% e, in particolare, quelle non alimentari segnano un calo dell’1,7 per cento” prosegue Dona”Per le imprese operanti su piccole superfici, poi, si registra un crollo del 10,3% per le vendite non alimentari. Insomma, c’è ancora una voragine da colmare. Solo la grande distribuzione ed il commercio elettronico si sono avvantaggiati del Black Friday. Infatti, anche rispetto ad 11 anni fa, le vendite non alimentari salgono del 7 per cento” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su inflazione

Posted by fidest press agency su domenica, 6 gennaio 2019

Secondo i dati provvisori di dicembre resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un aumento dell’1,1% su base annua, dal +1,6% di ottobre e novembre.”Ottima notizia il rallentamento dei prezzi. Un po’ di respiro rispetto al pericolo di un aumento del costo della vita. Insomma, niente stangata di fine anno! Bene anche la frenata del carrello della spesa, che scende dal +0,9% di novembre a +0,8%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Nel 2018, comunque, la crescita media dei prezzi dell’1,2% ha significato avere, per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, una maggior spesa annua complessiva di 377 euro, 268 euro per i beni ad alta frequenza di acquisto, 111 euro per carrello della spesa, ossia per gli acquisti quotidiani, mentre si arriva a ben 102 euro per abitazione, acqua ed elettricità, 143 per i trasporti” prosegue Dona.”Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la stangata è di 369 euro su base annua, 245 per i beni acquistati più frequentemente, 99 per le compere di tutti i giorni, 99 per l’abitazione, 133 per i trasporti, mentre per l’inesistente famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce, in termini di aumento del costo della vita, in 304 euro in più nei dodici mesi, 199 per i beni ad alta frequenza, 83 euro per il carrello della spesa, 93 per l’abitazione. Per un pensionato con più di 65 anni, il rincaro annuo è pari a 173 euro, 214 euro per un single con meno di 35 anni” conclude Dona.

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Istat: a dicembre scende fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

Secondo i dati Istat resi noti, a dicembre scende la fiducia dei consumatori da 114,7 a 113,1.”Gelata sul Natale! A dicembre crolla la fiducia” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”In particolare, precipitano i dati sulla situazione economica del Paese, sia il giudizio, da -54,7 a -55,3, sia le attese, da -11,8 a -13,3. Insomma, la manovra ballerina, le discussioni con l’Europa, il rischio di procedura d’infrazione, l’innalzamento dello spread, non hanno fatto bene, rendendo decisamente pessimisti gli italiani, determinando un calo della fiducia” prosegue Dona.”Il rischio di una conseguente stangata, ha fatto franare anche i dati sulla situazione economica delle famiglie, facendo scendere sia i giudizi, da -19,3 a -20,4, sia le attese, da -4,3 a -6,1. Di male in peggio, insomma!” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su inflazione

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

L’Istat non conferma i dati preliminari dell’inflazione di novembre, che sale all’1,6% su base annua, dal +1,7% precedente.”Una buona notizia che su base annua l’inflazione non sia risalita rispetto al mese ottobre, come invece risultava dalla stima preliminare, anche perché non dipendeva da una ripresa della domanda interna ma era prevalentemente importata, collegata ai beni energetici” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +1,6% significa avere una maggior spesa annua complessiva di 510 euro, 196 euro per abitazione, acqua ed elettricità, 186 per i trasporti” prosegue Dona.”Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la stangata è di 481 euro su base annua, 191 per l’abitazione, 172 per i trasporti, mentre per una famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce, in termini di aumento del costo della vita, in 397 euro in più nei dodici mesi, 207 per i beni ad alta frequenza, 63 euro per il carrello della spesa, 179 per l’abitazione, 122 per i trasporti” conclude Dona.
Rese noti oggi, invece, i dati dell’inflazione delle regioni e dei capoluoghi di regione e comuni con più di 150 mila abitanti, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle regioni e delle città più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.Secondo lo studio dell’associazione di consumatori in testa alla classifica delle regioni più costose in termini di rincari, ancora una volta, il Trentino Alto Adige, che registra, per una famiglia tipo, una batosta pari a 538 euro su base annua. Segue l’Emilia Romagna, dove l’incremento dei prezzi pari all’1,8% implica un’impennata del costo della vita pari a 490 euro, terza la Lombardia, dove l’inflazione dell’1,6% determina una spesa annua supplementare di 456 euro.La Basilicata si conferma la regione meno cara, con un’inflazione dell’1% che si traduce in un rincaro di 203 euro.In testa alla graduatoria dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care (cfr. tabella n. 2) in termini di maggior spesa, si confermano Bolzano che, pur non avendo l’inflazione più alta, +2,1%, ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia tipo, a 698 euro su base annua. Al secondo posto, Reggio Emilia dove il rialzo dei prezzi del 2,4%, il record per le città capoluogo o con più di 150 mila abitanti, determina un aumento del costo della vita, per la famiglia media, pari a 673 euro, terza Bologna, dove l’inflazione del 2,3% comporta un aggravio annuo di spesa di 649 euro.

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Convegno su sostenibilità, responsabilità sociale d’impresa e aspettative dei consumatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 ottobre 2018

Parma Venerdì 12 ottobre, alle ore 14.30, nella Sala Congressi del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Ateneo (via Kennedy 6), è in programma il convegno Sostenibilità, responsabilità sociale d’impresa e aspettative dei consumatori: nuovi paradigmi di qualità?, promosso dall’Università di Parma in collaborazione con Comune di Parma, Gruppo Imprese Artigiane Parma, Centro Universitario di Bioetica – UCB dell’Ateneo, Centro di Etica Ambientale, Legambiente e Circolo culturale Il Borgo.Il convegno, moderato da Monica Cocconi, Docente di Diritto amministrativo all’Università di Parma, sarà aperto dai saluti del Rettore Paolo Andrei, del Direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali Luca Di Nella, dell’Assessora all’Agricoltura della Regione Emilia – Romagna Simona Caselli, dell’Assessora alla Sostenibilità del Comune di Parma Tiziana Benassi, del Delegato del Direttivo dell’UCB Alessio Malcevschi e del Presidente de “Il Borgo” Giuseppe Giulio Luciani.Interverranno nel corso del pomeriggio Stefano Magagnoli, Docente di Global History all’Università di Parma (Alle origini della denominazione di origine. Tipicità, mito e reputazione), Franco Mosconi, Docente di Politica industriale all’Università di Parma (La metamorfosi del modello emiliano negli anni della sostenibilità), Emilio Ferrari, Responsabile Acquisti Grano Duro e Semole del Gruppo Barilla (Il nuovo paradigma della sostenibilità nella filiera del grano duro) e Giuseppe Iotti, Presidente del Gruppo Imprese Artigiane (La responsabilità sociale dell’impresa verso la sostenibilità). Seguiranno gli interventi programmati delle docenti dell’Ateneo Katia Furlotti e Mariasole Porpora e di Lorenzo Frattini, Presidente regionale di Legambiente. L’evento è inserito nell’ambito delle iniziative per Parma Capitale Italiana della Cultura 2020.

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Cresce la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 settembre 2018

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a settembre sale la fiducia dei consumatori, da 115,3 a 116.”Bene che salga la fiducia. Positivo che, dopo l’exploit di giugno, l’arresto della corsa di luglio e la discesa di agosto, la fiducia riprenda a crescere” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Migliora, in particolare, il dato relativo alle attese sulla situazione economica dell’Italia, da -7,4 a -4,4. Anche se non è in territorio positivo come a giugno, quando era balzato a +1,6%, vuol dire comunque che gli italiani stanno valutando la discussione sulla manovra con fiducia e speranza per quanto riguarda il Paese, anche se non pensano che questa avrà grandi effetti sulla loro personale condizione e sul loro portafoglio, come attesta il peggioramento sia del giudizio che delle attese sulla situazione economica della famiglia” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su inflazione

Posted by fidest press agency su sabato, 15 settembre 2018

L’Istat non conferma i dati preliminari dell’inflazione di agosto ed il rialzo dei prezzi scende dal +1,7% della stima iniziale a +1,6%.”Bene che l’inflazione e soprattutto il carrello della spesa scendano rispetto alla stima preliminare, ma è pur sempre una stangata. In ogni caso il fatto che i Beni alimentari, per la cura della casa e della persona passino da +2,4% dei dati provvisori al +2,1% reso noto oggi è positivo e dà un po’ di respiro a chi è più in difficoltà” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione all’1,6% significa avere una maggior spesa annua complessiva di 537 euro, 374 euro se ne vanno invece per i beni ad alta frequenza di acquisto, 180 euro per il solo carrello della spesa, ossia per gli acquisti quotidiani, 162 per il cibo, 223 per i trasporti. Mentre per la famiglia media, la stangata è di 426 euro su base annua, 277 per i prodotti acquistati più frequentemente, 135 per le compere di tutti i giorni, 146 per i trasporti” conclude Dona. Rese noti oggi, invece, i dati dell’inflazione delle regioni e dei capoluoghi di regione e comuni con più di 150 mila abitanti, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato il podio delle regioni (cfr tabella n. 1) e delle città (cfr. tabella n. 2) più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.Secondo lo studio dell’associazione di consumatori (cfr. tabella n. 1), in testa alla classifica delle regioni più costose in termini di rincari, ancora una volta, il Trentino Alto Adige, dove l’inflazione al 2% significa, per una famiglia tipo, una batosta pari a 566 euro su base annua. Segue l’Emilia Romagna, dove l’incremento dei prezzi pari all’1,9% implica un’impennata del costo della vita pari a 517 euro, terzo il Piemonte, dove l’inflazione dell’1,9% genera una spesa annua supplementare di 485 euro.In testa alla graduatoria dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care (cfr. tabella n. 2), in termini di maggior spesa, si conferma Bolzano che, con un’inflazione del 2,4%, ha la maggior spesa supplementare, equivalente, per una famiglia tipo, a 798 euro su base annua. Al secondo posto, Reggio Emilia dove il rialzo dei prezzi del 2,4% determina un aumento del costo della vita, per la famiglia media, pari a 673 euro, terza Ravenna, dove l’inflazione del 2,3% comporta un aggravio annuo di spesa di 645 euro.

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