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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘consumi’

Mercato elettrico: elettrificazione dei consumi e diffusione delle rinnovabili

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2021

La diffusione delle energie rinnovabili, la riduzione del parco di generazione termoelettrica e l’elettrificazione dei consumi sono i tre fattori principali che hanno caratterizzato negli ultimi anni l’evoluzione del sistema elettrico in Italia, promuovendone la progressiva decarbonizzazione. Tuttavia, l’elettrificazione dei consumi (utilizzo del vettore elettrico invece di altri vettori energetici) e le installazioni di impianti a fonte rinnovabile crescono con tassi insufficienti per il raggiungimento degli obiettivi nazionali al 2030, benché gli scenari evolutivi e le politiche energetiche disegnino una prospettiva in ascesa, a partire dall’immatricolazione di 100.000 auto elettriche nei primi nove mesi del 2021, tanto da raddoppiare il parco circolante rispetto alla fine del 2020. A dirlo è l’Electricity Market Report dell’Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano. Le cifre insomma non sono esaltanti, tuttavia si respira un clima di fiducia. Il sistema elettrico infatti sta attraversando una repentina evoluzione in seguito all’effetto delle politiche di decarbonizzazione, tuttavia il raggiungimento della neutralità climatica al 2050 (e la riduzione delle emissioni di gas serra per il 2030 del 55% rispetto ai livelli del 1990, come delineato nel pacchetto Fit for 55) richiede un’importante accelerazione rispetto ai tassi registrati negli ultimi anni: al 2030 le fonti rinnovabili dovrebbero coprire il 40% del mix energetico europeo, l’efficienza energetica sul consumo di energia finale dovrebbe salire al 36% (e al 39% quella sul consumo di energia primaria), ogni anno andrebbe riqualificato almeno il 3% della superficie complessiva degli edifici pubblici e le emissioni delle nuove auto andrebbero ridotte del 55% rispetto ai livelli del 2021, per poi diventare il 100% entro il 2035, quando sarà vietata la vendita di nuove auto termiche. A febbraio 2021 sono state approvate le proposte di modifica al Regolamento sulle modalità per la creazione, qualificazione e gestione di UVAM sul Mercato dei servizi di dispacciamento, tra cui l’introduzione del test di affidabilità, che ha incontrato il favore degli operatori perché in grado di far emergere le risorse dotate di flessibilità reale a discapito di quelle che sarebbero in difficoltà nell’assolvere correttamente gli ordini di dispacciamento ricevuti. Inoltre, con l’approvazione della nuova Procedura per l’approvvigionamento a termine, dal 1° maggio 2021 le aste si svolgono secondo nuove regole. I risultati delle aste mostrano che, anche con il nuovo regolamento, vi è una saturazione quasi totale dei contingenti nelle due Aree di assegnazione, peraltro con primi medi assegnati notevolmente inferiori alle basi d’asta. A inizio agosto 2021 vi erano 272 UVAM abilitate (173 con contrattualizzazione a termine), il 10,6% in più rispetto alle 246 di luglio 2020. Il 61% delle UVAM è composto da un unico POD, in linea con lo scorso anno, il 18% da 2 POD (50 in tutto), ma si assiste alle prime abilitazioni di UVAM con un ampio numero di POD aggregati: 4 ne hanno tra 10 e 100, e 3 più di 100 (riferite in particolare a impianti di storage elettrochimico, 765 in totale, abbinati a impianti fotovoltaici in ambito domestico). Complessivamente, il numero di POD coinvolti è di 1274, quasi il triplo rispetto a luglio 2020.Nel 2020 è stata avviata in Italia la fase pilota di recepimento della Renewable Energy Directive 2018/2001 (RED II), introducendo per la prima volta nella legislazione italiana le definizioni di «Autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente» e di «Comunità di Energia Rinnovabile» (REC). Nel Rapporto si analizza un campione di casi reali di comunità energetiche e gruppi di autoconsumatori collettivi nati in Italia nel corso degli ultimi mesi.Nel complesso sono state valutate 33 iniziative – 21 comunità energetiche rinnovabili e 12 gruppi di autoconsumo collettivo – caratterizzate da una potenza media degli impianti di produzione di circa 32 kW per autoconsumo collettivo e di circa 48 kW per comunità energetiche rinnovabili. Sono emersi tre cluster principali che si stanno sviluppando nel mercato delle comunità energetiche: il Cluster 1 (“Enti pubblici e terzo settore”) è il più diffuso e si basa sulla relazione diretta tra cittadini ed ente pubblico locale, che funge da catalizzatore dell’iniziativa, e sulla possibilità di beneficiare di finanziamenti a fondo perduto o agevolati. Queste iniziative nascono per mitigare la povertà energetica e generare valore economico sul territorio, e sono anche un possibile strumento di riqualificazione di edilizia popolare. Gli impianti vengono posizionati su edifici pubblici e connessi fisicamente alle utenze dell’ente. Le risultanze economiche che emergono dai business case analizzati sono interessanti, soprattutto per i player energy, perché non si esauriscono con l’investimento in nuovi impianti di generazione rinnovabili diffusi e con la rinnovata spinta sul mercato residenziale, fermo da anni ai soli utenti che vivono in edifici monofamiliari: oltre a consumare, accumulare e vendere l’energia autoprodotta, questi nuovi soggetti possono offrire servizi ancillari e di flessibilità, sfruttare altre forme di energia da fonti rinnovabili finalizzate all’utilizzo da parte dei membri, promuovere interventi integrati di domotica ed efficienza energetica, offrire la ricarica dei veicoli elettrici, assumere il ruolo di società di vendita al dettaglio, ed infine, solo per le Comunità Energetiche di Cittadini, distribuire e fornire energia elettrica ed essere aggregatore. (abstract E&S Group PoliMi, Electricity Market Report21)

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Consumi: spesa famiglie oltre 1.000 miliardi a fine anno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 ottobre 2021

Secondo il rapporto Censis-Confimprese, la spesa delle famiglie supererà i 1.000 miliardi di euro a fine anno, con un incremento di 60 miliardi rispetto all’anno scorso. A Natale si prevedono almeno 9 miliardi di spesa in più rispetto alle passate festività.”Bene, dati molto positivi, anche se attesi. Non c’è settore dell’economia, infatti, per il quale non sia previsto, in assenza di nuovi lockdown, un rimbalzo consistente” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “In particolare, è sui beni durevoli che si prevede un recupero di quanto non acquistato durante i periodi di chiusura degli esercizi e, in tal senso, sia per il Black Friday che per Natale è facile immaginare un balzo delle vendite” prosegue Dona.”Il problema, però, è per il futuro. La scommessa è cosa accadrà nel 2022. Il rischio è che la caduta del potere d’acquisto, favorita dal rialzo dell’inflazione e dai rincari di luce, gas e carburanti, si ripercuota sui consumi finali, rallentando la ripresa in corso” conclude Dona. (By Mauro Antonelli)

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UNC: dati preoccupanti, consumi -5,9% sul II trim. 2019

Posted by fidest press agency su domenica, 10 ottobre 2021

“Dati preoccupanti. Dopo che nel 2020 il reddito disponibile delle famiglie è diminuito del 2,9% e il potere d’acquisto del 2,6%, avrebbero dovuto avere un rimbalzo decisamente più consistente. A differenza di altri indicatori che hanno già segnato un recupero sui valori pre-crisi, qui siamo ancora in alto mare, nel tunnel della crisi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Va meglio, apparentemente, il dato tendenziale, con il reddito che sale del 6%, il potere d’acquisto del 5,2% e i consumi finali addirittura del 15,3%, ma sono rialzi del tutto insoddisfacenti, è solo un effetto ottico. Se, infatti, si confrontano i dati resi noti ora dall’Istat con quelli pre-crisi del secondo trimestre 2019, nei dati destagionalizzati il reddito è sotto dello 0,9%, il potere d’acquisto dell’1,6% e la spesa per consumi, quella che apparentemente è andata meglio, è ancora inferiore del 5,9%, meno 15 miliardi e 753 milioni” conclude Dona.

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Consumi, l’Italia non risparmia: è 17esima tra i paesi OCSE

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

L’Italia si posiziona al 17° posto per abitudine assoluta al risparmio, con un punteggio di -150. Infatti, solo il 68% degli italiani ha dichiarato di valutare attentamente ogni acquisto contro il 93% dei francesi. Prendendo in considerazione il dettaglio di tendenza al risparmio sulla sola spesa alimentare in relazione al costo d’acquisto, l’Italia è quasi in coda a questa speciale classifica: dietro ci sono solo i consumatori di Nuova Zelanda, Lituania e Portogallo. Un trend che trova conferma nei numeri relativi al comportamento degli italiani online. Sempre secondo la ricerca condotta da BravoSconto, nessun marchio di Food & Drink è nella top 5 dei più cercati dai nostri connazionali per offerte e sconti, dove invece trovano posto i giganti dell’e-commerce come Amazon o eBay, così come i grandi player della moda Zalando e Shein.In termini di volume di ricerca in rete, sono invece stati analizzati 7 paesi (USA, UK, Germania, Francia, Italia e Polonia) e l’Italia è all’ultimo posto con poco più di 5 milioni di ricerche mensili su sconti e offerte. Rispetto ai vicini francesi e britannici, il numero complessivo di ricerche online degli italiani è stato 5 volte inferiore.La Francia è in cima alla classifica degli acquirenti più attivi nella ricerca di sconti e totalizza il punteggio più alto (421 punti). Al secondo posto c’è l’Irlanda con 312, punteggio che si riferisce alla spesa complessiva dei suoi acquirenti e all’attenzione al risparmio in materia di spesa alimentare. La Germania è terza con 288 punti, con i risparmi delle famiglie tedesche che sono i più alti nei paesi OCSE analizzati. In questa categoria, i francesi sono al terzo posto dietro solo alla Germania appunto, e ai Paesi Bassi. Seguono poi gli USA, paese con un’alta propensione al risparmio e buone abitudini di spesa ponderata, e la Norvegia, che risulta anche al primo posto per spesa complessiva in proporzione al costo della vita.

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Istat: consumi mai così bassi dal dopoguerra

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2021

I dati diffusi dall’Istat nel Rapporto 2021 sulla situazione del Paese rivelano uno scenario preoccupante, che sottolineiamo da tempo.Nel 2020 la povertà assoluta ha segnato una forte crescita: interessa oltre 2 milioni di famiglie, pari al 7,7% (mentre nel 2019 erano il 6,4%). Anche sul fronte dei consumi c’è stata una caduta “di dimensioni molto più ampie (-10,9%) e mai registrata dal dopoguerra”. È evidente che tali indicatori risultano influenzati dall’emergenza pandemica e dalle sue limitazioni, ma è altrettanto chiaro che i contraccolpi della crisi sono ancora in corso e, con la sospensione del blocco dei licenziamenti in quasi tutti i comparti avremo un netto peggioramento di tale situazione.Ecco perché è necessario che il Governo intervenga rapidamente mettendo in atto misure efficaci per contenere gli effetti negativi per le famiglie, disponendo un serio piano di sostegno e di rilancio, che punti sull’occupazione, sugli investimenti per lo sviluppo tecnologico e l’innovazione.Inoltre non è più rinviabile la disposizione di una riforma fiscale che preveda forti elementi di progressività e una tassazione straordinaria sui grandi patrimoni. È fondamentale agire, in questa fase, per contrastare l’ulteriore crescita di disuguaglianze e disparità in grado di creare profonde e incolmabili spaccature nel tessuto sociale del Paese.

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Confcommercio: crollo consumi in 2020, persi 126 mld euro

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 giugno 2021

Secondo i dati della Confcommercio, nel 2020 c’è stato un calo complessivo dei consumi dell’11,7%, pari a oltre 126 miliardi di euro, con una perdita di oltre 2.000 euro pro capite rispetto al 2019. “Dati catastrofici, che confermano il crollo dei consumi senza precedenti. Si tratta di una stima della caduta della spesa persino peggiore di quella resa nota settimana scorsa dall’Istat” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Infatti, rielaborando i dati Istat sulla spesa media mensile delle famiglie, risulta che una famiglia da 1 componente, scendendo da 1.815,45 euro al mese del 2019 a 1715,8 del 2020, ha avuto una flessione annua pari a 1.195,8, ben sotto i 2000 euro pro capite indicati dalla Confcommercio. Stesso discorso guardando a una famiglia media, che passa dai 2.560 euro del 2019 ai 2.328 euro mensili del 2020, con una riduzione della spesa di 232 euro al mese, pari a 2784 euro all’anno, anche in questo caso sotto ai 2000 euro a testa, visto che una famiglia media ha 2,3 componenti. Per una coppia con due figli, in un anno c’è stato un tracollo della spesa di 4.680 euro” prosegue Dona. “In ogni caso, è evidente che si tratta comunque di dati drammatici e che la scommessa è sul futuro. Con la fine del lockdown i consumi sicuramente ripartiranno. Si tratta di vedere quando tempo ci vorrà per tornare ai valori pre-pandemia, ossia alla normalità” conclude Dona.

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Ripartono i consumi. Nella solita direzione?

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2021

L’Istat è esplicito: consumi di aprile in forte crescita rispetto all’anno scorso (periodo di lockdown duro) e in lieve calo rispetto a marzo, tranne che per gli alimentari… probabilmente grazie al mangiare domestico sempre più in auge rispetto al passato e alla lieve riapertura della ristorazione. Nei dati dei prossimi mesi, grazie anche alle nuove riaperture, si dovrebbe comprendere meglio questo trend. Già ora, comunque, dalle cronache e dalle esperienze dirette, ci si può fare un’idea di cosa potrebbe significare la ripartenza dei consumi, anche se limitata al solo consumatore italiano, chè per gli stranieri ci vorrà ancora tempo prima che ritornino. Gli ultimi fine settimana e il ponte intorno alla data del 2 giugno sono stati espliciti. Prendiamo in particolare il caso di Firenze, ma dalle cronache locali e nazionali non c’è una grande differenza rispetto alle altre città d’arte e alle località di vacanza.Quello che c’era prima, e che era rimasto chiuso o socchiuso, ha riaperto, con qualcuno che manca all’appello ma anche con qualcuno di nuovo (emblematico il caso del mega ristorante Sofia Loren, con tanto di attrice e sviolinata del Sindaco per l’inaugurazione nonché bagno di folla e di clienti con distanziamento tutto da calcolare).Negozi attaccati uno all’altro vendendo grossomodo le stesse cose. Alcune strade il cui odore dominante è quello del salame finocchiona, con code di centinaia di metri per acquistare il panino nel “vinaino” più conosciuto e famoso al mondo. Code per l’ingresso in musei e chiese, dove il rallentamento rispetto al solito è solo dovuto al fatto che i venditori (sportelli per biglietti) non si sono ancora adeguati al ritorno. Strade strapiene di tavolini ovunque (anche se tanti ancora vuoti). Ripartenza della cosiddetta movida (pur se ora limitata dal coprifuoco a mezzanotte, che fra un po’ non ci sarà più) e quindi ripartenza del chiasso e inciviltà di estreme minoranze che minano la tranquillità notturna dei residenti e non solo.Nel frattempo il bla bla delle istituzioni che, per esempio, nel caso di Firenze, hanno deciso di far aprire un grande negozio nel cuore della città dal profumo di salame, ridando vita ad un ex-cinema (Capitol) che era chiuso da decenni. E questo mentre, in altri cuori della città, partono progetti per grandi alberghi di lusso (Costa San Giorgio ed ex-Majestic) e altri centri commerciali pur se camuffati in alcuni servizi pubblici (Sant’Orsola).E pensare che il Sindaco di Firenze è stato di recente eletto presidente di Eurocities, alleanza di mega città per una sorta di futuro sostenibile. Forse ci vuole tempo…. Insomma, siamo punto e a capo Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Istat: eccessivo ottimismo sulla ripresa dei consumi

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Si prevede, infatti, “una sostenuta crescita” del PIL italiano sia nel 2021 (+4,7%) sia nel 2022 (+4,4%) grazie al “consolidamento del processo di ripresa dell’attività economica con una intensità crescente nei prossimi mesi”. Sicuramente tale scenario è effetto dei piani avviati dal Governo per la ripresa, che iniziano a portare i primi risultati. Quello che troviamo ancora eccessivamente ottimista è il roseo quadro relativo ai consumi e all’andamento della domanda interna. L’Istat stima, infatti, una crescita della spesa delle famiglie del +3,6%. A smorzare ogni ottimismo giungono, proprio oggi, i dati aggiornati relativi alla disoccupazione che segna un aumento del +9,8% nel 2021e, nel 2022, si stima al +9,6% Livelli ancora estremamente elevati che, se non arginati, non lasciano ben sperare per la ripresa dei consumi e il miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie.I dati dell’Istat in tal senso appaiono distorti dalle crescenti disuguaglianze sociali ed economiche che crescono nel Paese. Per questo continuiamo a chiedere al Governo l’adozione di pacchetti di misure volti, stavolta, al sostegno delle famiglie e non unicamente delle imprese, anche attraverso una più determinata lotta all’evasione fiscale e l’adozione di una tassazione straordinaria solo sui grandi patrimoni.

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Confcommercio: -130 miliardi di consumi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 Maggio 2021

Secondo la Confcommercio, nel 2020 c’è stata una riduzione dei consumi di quasi 130 miliardi di spesa persa e per la prima volta in 25 anni si è ridotta la quota di valore aggiunto del terziario del 9,6% rispetto al 2019.”Uno tsunami si è abbattuto sul commercio. Se per alcuni settori, come abbigliamento e calzature, con la fine del lockdown è atteso un logico e consistente rimbalzo, per recuperare quanto non acquistato nel 2020, per altri, come trasporti, ricreazione, alberghi e cultura, nonostante sia lecito attendersi una ripresa e una ritrovata voglia degli italiani di tornare a spendere, circolare e vivere come prima, non si potranno riprendere i miliardi persi durante la pandemia” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Insomma, sono settori che impiegheranno anni per riprendersi per davvero, anche perchè il crollo del reddito disponibile delle famiglie avvenuto nel 2020, una caduta del 2,8% pari a 32 miliardi, peserà per molto sulle spese non obbligate. Per questo urge una riforma fiscale che ridia capacità di spesa ai ceti meno abbienti” conclude Dona.

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L’Italia è il paese che registra il calo più netto dei consumi (-30%) e pagamenti mobili

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2021

La global digital bank N26 e l’Istituto tedesco di ricerca economica Ifo comunicano i risultati emersi dall’ ifo-N26 Economic Monitor, una sorta di “termometro” realizzato per delineare il quadro della ripresa economica in tutta Europa, a un anno esatto dall’adozione delle diverse misure restrittive e dei lockdown in tutto il continente. L’iniziativa si è posta l’obiettivo di rilevare informazioni concrete e fornire aggiornamenti tempestivi e dettagliati sulle attitudini alla spesa e al risparmio dei consumatori nelle maggiori economie europee, ovvero Francia, Germania, Italia e Spagna. A causa delle rilevanti e diffuse condizioni di rischio per la propria salute e delle misure restrittive che determinano un aumento dei pagamenti cashless, le transazioni da mobile si sono affermate come la nuova normalità per i consumatori europei. In molti mercati europei, N26 Bank ha visto i prelievi bancomat stabilizzarsi intorno al 65% dei livelli pre-pandemici. Al contrario, l’utilizzo di metodi di pagamento mobile come Apple Pay e Google Pay è in forte aumento, mostrando un balzo del 79% in Spagna e del 74% in Francia.

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Istat: giù consumi, potere d’acquisto e reddito

Posted by fidest press agency su domenica, 11 aprile 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, nel 2020 la spesa per consumi finali è scesa del 10,9%, il potere d’acquisto del 2,6%, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici del 2,8%.”Peggio di così non si può! Dati disastrosi!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Ma il dramma è che, purtroppo, nei primi mesi del 2021 la situazione non è certo migliorata. Fino a che se si va avanti con il lockdown, la condizione economia degli italiani non potrà migliorare. O le vaccinazioni ci consentiranno di riaprire tutto, senza alcuna restrizione, almeno a partire da giugno, rilanciando anche il turismo, strategico per molte famiglie, oppure per molti ci saranno guai irreversibili” prosegue Dona. “Sostegni e ristori possono tamponare la crisi nel breve periodo, ma dopo un po’ diventano un palliativo” conclude Dona.

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Istat: giù consumi, potere d’acquisto e reddito

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, nel quarto trimestre del 2020, rispetto al trimestre precedente, il reddito disponibile delle famiglie è sceso dell’1,8%, il potere d’acquisto del 2,1%, la spesa per consumi del 2,5% “Dati disastrosi! Effetto lockdown! Dopo il buon rimbalzo del terzo trimestre, l’Italia riprecipita nel tunnel della crisi per via delle misure restrittive reintrodotte a partire dal Dpcm del 3 novembre” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Questi dati dimostrano che se si va avanti con il lockdown anche nel secondo trimestre di quest’anno, il rimbalzo atteso nel 2021 diventerà un miraggio. Altro che Pil tendenziale al 4,1%! Insomma, o le vaccinazioni ci consentiranno di riaprire tutto almeno a maggio, facendo decollare i consumi, oppure l’Italia è nei guai” prosegue Dona.”Inoltre servono misure più incisive a sostegno del reddito delle famiglie. Se non ci sono i soldi, infatti, difficilmente potranno essere spesi” conclude Dona.

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Consumi: 30 mln non sanno che cambiano le etichette energetiche degli elettrodomestici

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2021

Dal primo marzo l’etichetta di classificazione dei consumi energetici degli elettrodomestici alla quale siamo ormai abituati sarà sostituita da una nuova scala di valori ma, secondo quanto emerso da un’indagine commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat, il 69,4% degli italiani non lo sa, percentuale che corrisponde a più di 30 milioni di individui.Eppure le etichette sono oggi utilizzatissime dai consumatori; secondo l’indagine per più di 1 rispondente su 2 la classe energetica è molto importante nella scelta di acquisto di un elettrodomestico; per ragioni legate al risparmio – sia esso economico (63% del campione) o energetico (32%) – o perché ritenuto utile per la salvaguardia dell’ambiente (25%). Un’attenzione comprensibile se si considera che il consumo degli elettrodomestici incide moltissimo sulla spesa elettrica; basti pensare che il frigorifero, da solo, arriva a pesare tra il 10-15% della bolletta totale annua di una famiglia media.

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Bankitalia: più tasse sui consumi

Posted by fidest press agency su martedì, 12 gennaio 2021

Per Bankitalia, ulteriori riduzioni del prelievo sul lavoro potrebbero essere finanziate attraverso un maggiore carico fiscale sui consumi e sulla ricchezza, considerati meno dannosi per la crescita.”No a più tasse sui consumi, sarebbe un suicidio in questo momento di grave difficoltà per le famiglie. L’Iva, ad esempio, è un’imposta con pesanti effetti regressivi che finisce per gravare maggiormente sui ceti meno abbienti. I consumi sono in caduta libera, vanno quindi incentivati. Reprimerli ulteriormente sarebbe una politica economica da kamikaze” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Favorevoli, invece, ad un maggiore carico fiscale sulla ricchezza. Bisogna cominciare a rispettare il criterio della capacità contributiva fissato dall’art. 53 della Costituzione. Se c’è un motivo per il quale il ceto medio italiano è diventato povero, è proprio perché in questi ultimi vent’anni mentre con una mano si toglieva l’Imu sulla prima, con l’altra si alzavano Iva, accise, oneri di sistema di luce e gas, tariffe locali, dall’acqua ai rifiuti” conclude Dona.

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Confcommercio: consumi, -16% a novembre

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Secondo l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) in quantità, a novembre si registra una caduta dei consumi del 16% rispetto a novembre 2019, -39,3% per i servizi. “Un autunno nero, che prefigura un Natale in bianco. I dati di oggi della Confcommercio attestano un crollo a dir poco angosciante, dal -84% dei servizi ricreativi al -70% degli alberghi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ma il dato meno scontato, anche se in linea con quanto da noi previsto, è il fallimento del Black Friday. La voce elettrodomestici, tv ed altri apparecchi, quella che storicamente ha più sfruttato le vendite promozionali di fine novembre, segna un -13,8%. Come sostenuto settimane fa, nulla era già perduto per i commercianti, essendo le vendite del Black Friday prevalentemente vendite di Natale anticipate, ma a condizione che a dicembre gli spostamenti tornassero ad essere liberi” prosegue Dona.”Il nuovo giro di vite atteso per Natale, invece, e la mancata riapertura, nel mese di dicembre, dei centri commerciali nel weekend, dove oltre alle grandi catene ci sono 80 mila negozietti, rischia di dare il colpo di grazia a molti commercianti” conclude Dona.

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Confcommercio: consumi, -16% a novembre

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Secondo l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) in quantità, a novembre si registra una caduta dei consumi del 16% rispetto a novembre 2019, -39,3% per i servizi.”Un autunno nero, che prefigura un Natale in bianco. I dati di oggi della Confcommercio attestano un crollo a dir poco angosciante, dal -84% dei servizi ricreativi al -70% degli alberghi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ma il dato meno scontato, anche se in linea con quanto da noi previsto, è il fallimento del Black Friday. La voce elettrodomestici, tv ed altri apparecchi, quella che storicamente ha più sfruttato le vendite promozionali di fine novembre, segna un -13,8%. Come sostenuto settimane fa, nulla era già perduto per i commercianti, essendo le vendite del Black Friday prevalentemente vendite di Natale anticipate, ma a condizione che a dicembre gli spostamenti tornassero ad essere liberi” prosegue Dona. “Il nuovo giro di vite atteso per Natale, invece, e la mancata riapertura, nel mese di dicembre, dei centri commerciali nel weekend, dove oltre alle grandi catene ci sono 80 mila negozietti, rischia di dare il colpo di grazia a molti commercianti” conclude Dona.

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La terra è il mio tesoro: sostenibilità ambientale e riduzione dei consumi

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2020

Sostenibilità ambientale e riduzione dei consumi sono al centro della campagna educativa “La terrà è il mio tesoro, la esploro e la proteggo” promossa da Giunti Scuola e Alpitour che coinvolge circa 50.000 bambini delle classi III, IV, V delle scuole primarie di 7 province: Torino, Milano, Verona, Bologna, Roma, Napoli e Catania. I docenti delle 2.000 classi che hanno aderito quest’anno, guidati da materiali e libri per parlare di questi temi anche ai più piccoli, hanno il compito di coinvolgere i bambini e le famiglie nel delicato tema dell’ “impronta ecologica” di ciascuno e della consapevolezza di quanto ogni azione possa incidere sull’equilibrio ambientale. Tutte le classi che hanno aderito alla campagna possono inoltre partecipare al concorso a premi dal titolo “La nostra classe lascia il segno” realizzando entro il 31 marzo 2021 la propria impronta ecologica, un elaborato che raccoglie i disegni e pensieri di tutti i bambini della classe. Ciascuno individuerà il proprio maggior spreco e l’azione sostenibile che lo contrasta. Gli elaborati saranno pubblicati sul sito http://www.terramiotesoro.it dove chiunque potrà votarli entro il 7 maggio 2021.Tutte le attività sono pensate per essere svolte in sicurezza in classe, dal momento che le lezioni delle scuole primarie si svolgono ancora in presenza. Tuttavia, in considerazione dell’evolversi dell’attuale emergenza sanitaria, Alpitour e Giunti Scuola hanno già previsto anche una modalità online, che sarà attivata in caso di necessità. Il grande successo riscontrato anche in questa seconda edizione conferma la convinzione dei promotori che i temi siano di grande interesse, anche in continuità con le linee guida sulla scuola proposte nell’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030, sottoscritta dai 193 Paesi membri dell’ONU e recepita dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) nel Piano per l’Educazione alla sostenibilità.

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“La lettura e i consumi culturali nell’anno dell’emergenza”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 dicembre 2020

Saranno presentati il prossimo 16 dicembre in diretta online alle 11.00, i principali risultati della ricerca a cura del Centro per il libro e la lettura (Cepell) del MIBACT e dell’Associazione Italiana Editori (AIE). L’evento sarà trasmesso sui siti del Cepell e di AIE e sui profili Facebook del Cepell e di Più libri più liberi. Dopo il primo report presentato lo scorso 16 luglio e che analizzava le difficoltà degli italiani a concentrarsi sulla lettura dei libri durante il primo lock-down – ma anche il desiderio di farlo di più nei mesi futuri – questa nuova rivelazione esplora come si sono assestate le abitudini culturali degli italiani di fronte a questa “nuova normalità” e quale ruolo giochi il libro all’interno di queste. L’indagine è un unicum in Europa per la sua ampiezza e per la capacità di analizzare in tempi così brevi e con tale approfondimento l’impatto della pandemia sul settore editoriale.Con la moderazione di Paolo Conti (Corriere della Sera) e dopo un saluto di Paola Passarelli (direttore generale Biblioteche e Istituti Culturali del MIBACT), interverranno Angelo Piero Cappello (direttore Cepell), Diego Marani (presidente Cepell), e Ricardo Franco Levi (presidente AIE). Illustrerà l’indagine Giovanni Peresson (Ufficio studi AIE).

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Confcommercio, è di nuovo crollo consumi, -8,1% a ottobre

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2020

Secondo l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC), a ottobre si registra una caduta dei consumi dell’8,1% rispetto a ottobre 2019.”Italia nei guai! Nonostante i dati positivi del terzo trimestre 2020, con un Pil cresciuto del 16,1% rispetto a quello precedente, tutti gli indicatori finora emersi ci dicono che già alla fine del terzo trimestre, ossia a settembre, il rimbalzo era già finito” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”La produzione industriale a settembre, secondo i dati Istat, è calata del 5,6% su agosto, le vendite al dettaglio dello 0,8% e così via. Ora i dati di ottobre di Confcommercio ci confermano che questo trend negativo è destinato ulteriormente a peggiorare, visto che il nuovo semi-lockdown è iniziato il 26 ottobre e solo dal 6 novembre sono ritornate le zone rosse” prosegue Dona. “Insomma, se, secondo i dati di Confcommercio, i servizi ricreativi (Icc in quantità) sono crollati a ottobre del 73,2% su base annua, ci domandiamo cosa accadrà a novembre quando sono scattate tutte le misure restrittive dei nuovi Dpcm” conclude Dona.

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Consumi: calo delle vendite al dettaglio prevedibile

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

“A seguito del deciso recupero segnato nel terzo trimestre, i principali indicatori congiunturali sono tornati vicini ai livelli pre-crisi sanitaria. Le prospettive per i prossimi mesi appaiono incerte Anche il reddito disponibile delle famiglie diminuisce del -5,8%.” – riporta l’Istat nella nota di aggiornamento sull’economia italiana.Un dato che sicuramente va letto in relazione alla delicata situazione del Paese, alla luce del periodo di lockdown che abbiamo attraversato e che si prospetta nuovamente. L’andamento dei consumi presenta profili allarmanti, specialmente in relazione ad un settore tradizionalmente considerato anelastico come quello alimentare, che segna un calo del -0,4%.La contrazione del reddito disponibile, inoltre, inciderà ulteriormente sull’andamento del mercato, con ripercussioni importanti anche sul versante della produzione.Di fronte a questa situazione è indispensabile che il Governo assuma scelte coraggiose e determinate per superare questa delicata fase storica. E che lo faccia in tempi rapidi. È ormai troppo tempo che si discutono piani e programmi per usufruire dei fondi europei: ora bisogna passare all’azione senza trascurare l’opportunità del MES.

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