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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘consumi’

Consumi, l’Italia non risparmia: è 17esima tra i paesi OCSE

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

L’Italia si posiziona al 17° posto per abitudine assoluta al risparmio, con un punteggio di -150. Infatti, solo il 68% degli italiani ha dichiarato di valutare attentamente ogni acquisto contro il 93% dei francesi. Prendendo in considerazione il dettaglio di tendenza al risparmio sulla sola spesa alimentare in relazione al costo d’acquisto, l’Italia è quasi in coda a questa speciale classifica: dietro ci sono solo i consumatori di Nuova Zelanda, Lituania e Portogallo. Un trend che trova conferma nei numeri relativi al comportamento degli italiani online. Sempre secondo la ricerca condotta da BravoSconto, nessun marchio di Food & Drink è nella top 5 dei più cercati dai nostri connazionali per offerte e sconti, dove invece trovano posto i giganti dell’e-commerce come Amazon o eBay, così come i grandi player della moda Zalando e Shein.In termini di volume di ricerca in rete, sono invece stati analizzati 7 paesi (USA, UK, Germania, Francia, Italia e Polonia) e l’Italia è all’ultimo posto con poco più di 5 milioni di ricerche mensili su sconti e offerte. Rispetto ai vicini francesi e britannici, il numero complessivo di ricerche online degli italiani è stato 5 volte inferiore.La Francia è in cima alla classifica degli acquirenti più attivi nella ricerca di sconti e totalizza il punteggio più alto (421 punti). Al secondo posto c’è l’Irlanda con 312, punteggio che si riferisce alla spesa complessiva dei suoi acquirenti e all’attenzione al risparmio in materia di spesa alimentare. La Germania è terza con 288 punti, con i risparmi delle famiglie tedesche che sono i più alti nei paesi OCSE analizzati. In questa categoria, i francesi sono al terzo posto dietro solo alla Germania appunto, e ai Paesi Bassi. Seguono poi gli USA, paese con un’alta propensione al risparmio e buone abitudini di spesa ponderata, e la Norvegia, che risulta anche al primo posto per spesa complessiva in proporzione al costo della vita.

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Istat: consumi mai così bassi dal dopoguerra

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2021

I dati diffusi dall’Istat nel Rapporto 2021 sulla situazione del Paese rivelano uno scenario preoccupante, che sottolineiamo da tempo.Nel 2020 la povertà assoluta ha segnato una forte crescita: interessa oltre 2 milioni di famiglie, pari al 7,7% (mentre nel 2019 erano il 6,4%). Anche sul fronte dei consumi c’è stata una caduta “di dimensioni molto più ampie (-10,9%) e mai registrata dal dopoguerra”. È evidente che tali indicatori risultano influenzati dall’emergenza pandemica e dalle sue limitazioni, ma è altrettanto chiaro che i contraccolpi della crisi sono ancora in corso e, con la sospensione del blocco dei licenziamenti in quasi tutti i comparti avremo un netto peggioramento di tale situazione.Ecco perché è necessario che il Governo intervenga rapidamente mettendo in atto misure efficaci per contenere gli effetti negativi per le famiglie, disponendo un serio piano di sostegno e di rilancio, che punti sull’occupazione, sugli investimenti per lo sviluppo tecnologico e l’innovazione.Inoltre non è più rinviabile la disposizione di una riforma fiscale che preveda forti elementi di progressività e una tassazione straordinaria sui grandi patrimoni. È fondamentale agire, in questa fase, per contrastare l’ulteriore crescita di disuguaglianze e disparità in grado di creare profonde e incolmabili spaccature nel tessuto sociale del Paese.

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Confcommercio: crollo consumi in 2020, persi 126 mld euro

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 giugno 2021

Secondo i dati della Confcommercio, nel 2020 c’è stato un calo complessivo dei consumi dell’11,7%, pari a oltre 126 miliardi di euro, con una perdita di oltre 2.000 euro pro capite rispetto al 2019. “Dati catastrofici, che confermano il crollo dei consumi senza precedenti. Si tratta di una stima della caduta della spesa persino peggiore di quella resa nota settimana scorsa dall’Istat” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Infatti, rielaborando i dati Istat sulla spesa media mensile delle famiglie, risulta che una famiglia da 1 componente, scendendo da 1.815,45 euro al mese del 2019 a 1715,8 del 2020, ha avuto una flessione annua pari a 1.195,8, ben sotto i 2000 euro pro capite indicati dalla Confcommercio. Stesso discorso guardando a una famiglia media, che passa dai 2.560 euro del 2019 ai 2.328 euro mensili del 2020, con una riduzione della spesa di 232 euro al mese, pari a 2784 euro all’anno, anche in questo caso sotto ai 2000 euro a testa, visto che una famiglia media ha 2,3 componenti. Per una coppia con due figli, in un anno c’è stato un tracollo della spesa di 4.680 euro” prosegue Dona. “In ogni caso, è evidente che si tratta comunque di dati drammatici e che la scommessa è sul futuro. Con la fine del lockdown i consumi sicuramente ripartiranno. Si tratta di vedere quando tempo ci vorrà per tornare ai valori pre-pandemia, ossia alla normalità” conclude Dona.

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Ripartono i consumi. Nella solita direzione?

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2021

L’Istat è esplicito: consumi di aprile in forte crescita rispetto all’anno scorso (periodo di lockdown duro) e in lieve calo rispetto a marzo, tranne che per gli alimentari… probabilmente grazie al mangiare domestico sempre più in auge rispetto al passato e alla lieve riapertura della ristorazione. Nei dati dei prossimi mesi, grazie anche alle nuove riaperture, si dovrebbe comprendere meglio questo trend. Già ora, comunque, dalle cronache e dalle esperienze dirette, ci si può fare un’idea di cosa potrebbe significare la ripartenza dei consumi, anche se limitata al solo consumatore italiano, chè per gli stranieri ci vorrà ancora tempo prima che ritornino. Gli ultimi fine settimana e il ponte intorno alla data del 2 giugno sono stati espliciti. Prendiamo in particolare il caso di Firenze, ma dalle cronache locali e nazionali non c’è una grande differenza rispetto alle altre città d’arte e alle località di vacanza.Quello che c’era prima, e che era rimasto chiuso o socchiuso, ha riaperto, con qualcuno che manca all’appello ma anche con qualcuno di nuovo (emblematico il caso del mega ristorante Sofia Loren, con tanto di attrice e sviolinata del Sindaco per l’inaugurazione nonché bagno di folla e di clienti con distanziamento tutto da calcolare).Negozi attaccati uno all’altro vendendo grossomodo le stesse cose. Alcune strade il cui odore dominante è quello del salame finocchiona, con code di centinaia di metri per acquistare il panino nel “vinaino” più conosciuto e famoso al mondo. Code per l’ingresso in musei e chiese, dove il rallentamento rispetto al solito è solo dovuto al fatto che i venditori (sportelli per biglietti) non si sono ancora adeguati al ritorno. Strade strapiene di tavolini ovunque (anche se tanti ancora vuoti). Ripartenza della cosiddetta movida (pur se ora limitata dal coprifuoco a mezzanotte, che fra un po’ non ci sarà più) e quindi ripartenza del chiasso e inciviltà di estreme minoranze che minano la tranquillità notturna dei residenti e non solo.Nel frattempo il bla bla delle istituzioni che, per esempio, nel caso di Firenze, hanno deciso di far aprire un grande negozio nel cuore della città dal profumo di salame, ridando vita ad un ex-cinema (Capitol) che era chiuso da decenni. E questo mentre, in altri cuori della città, partono progetti per grandi alberghi di lusso (Costa San Giorgio ed ex-Majestic) e altri centri commerciali pur se camuffati in alcuni servizi pubblici (Sant’Orsola).E pensare che il Sindaco di Firenze è stato di recente eletto presidente di Eurocities, alleanza di mega città per una sorta di futuro sostenibile. Forse ci vuole tempo…. Insomma, siamo punto e a capo Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Istat: eccessivo ottimismo sulla ripresa dei consumi

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Si prevede, infatti, “una sostenuta crescita” del PIL italiano sia nel 2021 (+4,7%) sia nel 2022 (+4,4%) grazie al “consolidamento del processo di ripresa dell’attività economica con una intensità crescente nei prossimi mesi”. Sicuramente tale scenario è effetto dei piani avviati dal Governo per la ripresa, che iniziano a portare i primi risultati. Quello che troviamo ancora eccessivamente ottimista è il roseo quadro relativo ai consumi e all’andamento della domanda interna. L’Istat stima, infatti, una crescita della spesa delle famiglie del +3,6%. A smorzare ogni ottimismo giungono, proprio oggi, i dati aggiornati relativi alla disoccupazione che segna un aumento del +9,8% nel 2021e, nel 2022, si stima al +9,6% Livelli ancora estremamente elevati che, se non arginati, non lasciano ben sperare per la ripresa dei consumi e il miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie.I dati dell’Istat in tal senso appaiono distorti dalle crescenti disuguaglianze sociali ed economiche che crescono nel Paese. Per questo continuiamo a chiedere al Governo l’adozione di pacchetti di misure volti, stavolta, al sostegno delle famiglie e non unicamente delle imprese, anche attraverso una più determinata lotta all’evasione fiscale e l’adozione di una tassazione straordinaria solo sui grandi patrimoni.

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Confcommercio: -130 miliardi di consumi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 maggio 2021

Secondo la Confcommercio, nel 2020 c’è stata una riduzione dei consumi di quasi 130 miliardi di spesa persa e per la prima volta in 25 anni si è ridotta la quota di valore aggiunto del terziario del 9,6% rispetto al 2019.”Uno tsunami si è abbattuto sul commercio. Se per alcuni settori, come abbigliamento e calzature, con la fine del lockdown è atteso un logico e consistente rimbalzo, per recuperare quanto non acquistato nel 2020, per altri, come trasporti, ricreazione, alberghi e cultura, nonostante sia lecito attendersi una ripresa e una ritrovata voglia degli italiani di tornare a spendere, circolare e vivere come prima, non si potranno riprendere i miliardi persi durante la pandemia” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Insomma, sono settori che impiegheranno anni per riprendersi per davvero, anche perchè il crollo del reddito disponibile delle famiglie avvenuto nel 2020, una caduta del 2,8% pari a 32 miliardi, peserà per molto sulle spese non obbligate. Per questo urge una riforma fiscale che ridia capacità di spesa ai ceti meno abbienti” conclude Dona.

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L’Italia è il paese che registra il calo più netto dei consumi (-30%) e pagamenti mobili

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2021

La global digital bank N26 e l’Istituto tedesco di ricerca economica Ifo comunicano i risultati emersi dall’ ifo-N26 Economic Monitor, una sorta di “termometro” realizzato per delineare il quadro della ripresa economica in tutta Europa, a un anno esatto dall’adozione delle diverse misure restrittive e dei lockdown in tutto il continente. L’iniziativa si è posta l’obiettivo di rilevare informazioni concrete e fornire aggiornamenti tempestivi e dettagliati sulle attitudini alla spesa e al risparmio dei consumatori nelle maggiori economie europee, ovvero Francia, Germania, Italia e Spagna. A causa delle rilevanti e diffuse condizioni di rischio per la propria salute e delle misure restrittive che determinano un aumento dei pagamenti cashless, le transazioni da mobile si sono affermate come la nuova normalità per i consumatori europei. In molti mercati europei, N26 Bank ha visto i prelievi bancomat stabilizzarsi intorno al 65% dei livelli pre-pandemici. Al contrario, l’utilizzo di metodi di pagamento mobile come Apple Pay e Google Pay è in forte aumento, mostrando un balzo del 79% in Spagna e del 74% in Francia.

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Istat: giù consumi, potere d’acquisto e reddito

Posted by fidest press agency su domenica, 11 aprile 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, nel 2020 la spesa per consumi finali è scesa del 10,9%, il potere d’acquisto del 2,6%, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici del 2,8%.”Peggio di così non si può! Dati disastrosi!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Ma il dramma è che, purtroppo, nei primi mesi del 2021 la situazione non è certo migliorata. Fino a che se si va avanti con il lockdown, la condizione economia degli italiani non potrà migliorare. O le vaccinazioni ci consentiranno di riaprire tutto, senza alcuna restrizione, almeno a partire da giugno, rilanciando anche il turismo, strategico per molte famiglie, oppure per molti ci saranno guai irreversibili” prosegue Dona. “Sostegni e ristori possono tamponare la crisi nel breve periodo, ma dopo un po’ diventano un palliativo” conclude Dona.

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Istat: giù consumi, potere d’acquisto e reddito

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, nel quarto trimestre del 2020, rispetto al trimestre precedente, il reddito disponibile delle famiglie è sceso dell’1,8%, il potere d’acquisto del 2,1%, la spesa per consumi del 2,5% “Dati disastrosi! Effetto lockdown! Dopo il buon rimbalzo del terzo trimestre, l’Italia riprecipita nel tunnel della crisi per via delle misure restrittive reintrodotte a partire dal Dpcm del 3 novembre” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Questi dati dimostrano che se si va avanti con il lockdown anche nel secondo trimestre di quest’anno, il rimbalzo atteso nel 2021 diventerà un miraggio. Altro che Pil tendenziale al 4,1%! Insomma, o le vaccinazioni ci consentiranno di riaprire tutto almeno a maggio, facendo decollare i consumi, oppure l’Italia è nei guai” prosegue Dona.”Inoltre servono misure più incisive a sostegno del reddito delle famiglie. Se non ci sono i soldi, infatti, difficilmente potranno essere spesi” conclude Dona.

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Consumi: 30 mln non sanno che cambiano le etichette energetiche degli elettrodomestici

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2021

Dal primo marzo l’etichetta di classificazione dei consumi energetici degli elettrodomestici alla quale siamo ormai abituati sarà sostituita da una nuova scala di valori ma, secondo quanto emerso da un’indagine commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat, il 69,4% degli italiani non lo sa, percentuale che corrisponde a più di 30 milioni di individui.Eppure le etichette sono oggi utilizzatissime dai consumatori; secondo l’indagine per più di 1 rispondente su 2 la classe energetica è molto importante nella scelta di acquisto di un elettrodomestico; per ragioni legate al risparmio – sia esso economico (63% del campione) o energetico (32%) – o perché ritenuto utile per la salvaguardia dell’ambiente (25%). Un’attenzione comprensibile se si considera che il consumo degli elettrodomestici incide moltissimo sulla spesa elettrica; basti pensare che il frigorifero, da solo, arriva a pesare tra il 10-15% della bolletta totale annua di una famiglia media.

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Bankitalia: più tasse sui consumi

Posted by fidest press agency su martedì, 12 gennaio 2021

Per Bankitalia, ulteriori riduzioni del prelievo sul lavoro potrebbero essere finanziate attraverso un maggiore carico fiscale sui consumi e sulla ricchezza, considerati meno dannosi per la crescita.”No a più tasse sui consumi, sarebbe un suicidio in questo momento di grave difficoltà per le famiglie. L’Iva, ad esempio, è un’imposta con pesanti effetti regressivi che finisce per gravare maggiormente sui ceti meno abbienti. I consumi sono in caduta libera, vanno quindi incentivati. Reprimerli ulteriormente sarebbe una politica economica da kamikaze” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Favorevoli, invece, ad un maggiore carico fiscale sulla ricchezza. Bisogna cominciare a rispettare il criterio della capacità contributiva fissato dall’art. 53 della Costituzione. Se c’è un motivo per il quale il ceto medio italiano è diventato povero, è proprio perché in questi ultimi vent’anni mentre con una mano si toglieva l’Imu sulla prima, con l’altra si alzavano Iva, accise, oneri di sistema di luce e gas, tariffe locali, dall’acqua ai rifiuti” conclude Dona.

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Confcommercio: consumi, -16% a novembre

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Secondo l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) in quantità, a novembre si registra una caduta dei consumi del 16% rispetto a novembre 2019, -39,3% per i servizi. “Un autunno nero, che prefigura un Natale in bianco. I dati di oggi della Confcommercio attestano un crollo a dir poco angosciante, dal -84% dei servizi ricreativi al -70% degli alberghi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ma il dato meno scontato, anche se in linea con quanto da noi previsto, è il fallimento del Black Friday. La voce elettrodomestici, tv ed altri apparecchi, quella che storicamente ha più sfruttato le vendite promozionali di fine novembre, segna un -13,8%. Come sostenuto settimane fa, nulla era già perduto per i commercianti, essendo le vendite del Black Friday prevalentemente vendite di Natale anticipate, ma a condizione che a dicembre gli spostamenti tornassero ad essere liberi” prosegue Dona.”Il nuovo giro di vite atteso per Natale, invece, e la mancata riapertura, nel mese di dicembre, dei centri commerciali nel weekend, dove oltre alle grandi catene ci sono 80 mila negozietti, rischia di dare il colpo di grazia a molti commercianti” conclude Dona.

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Confcommercio: consumi, -16% a novembre

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Secondo l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) in quantità, a novembre si registra una caduta dei consumi del 16% rispetto a novembre 2019, -39,3% per i servizi.”Un autunno nero, che prefigura un Natale in bianco. I dati di oggi della Confcommercio attestano un crollo a dir poco angosciante, dal -84% dei servizi ricreativi al -70% degli alberghi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ma il dato meno scontato, anche se in linea con quanto da noi previsto, è il fallimento del Black Friday. La voce elettrodomestici, tv ed altri apparecchi, quella che storicamente ha più sfruttato le vendite promozionali di fine novembre, segna un -13,8%. Come sostenuto settimane fa, nulla era già perduto per i commercianti, essendo le vendite del Black Friday prevalentemente vendite di Natale anticipate, ma a condizione che a dicembre gli spostamenti tornassero ad essere liberi” prosegue Dona. “Il nuovo giro di vite atteso per Natale, invece, e la mancata riapertura, nel mese di dicembre, dei centri commerciali nel weekend, dove oltre alle grandi catene ci sono 80 mila negozietti, rischia di dare il colpo di grazia a molti commercianti” conclude Dona.

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La terra è il mio tesoro: sostenibilità ambientale e riduzione dei consumi

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2020

Sostenibilità ambientale e riduzione dei consumi sono al centro della campagna educativa “La terrà è il mio tesoro, la esploro e la proteggo” promossa da Giunti Scuola e Alpitour che coinvolge circa 50.000 bambini delle classi III, IV, V delle scuole primarie di 7 province: Torino, Milano, Verona, Bologna, Roma, Napoli e Catania. I docenti delle 2.000 classi che hanno aderito quest’anno, guidati da materiali e libri per parlare di questi temi anche ai più piccoli, hanno il compito di coinvolgere i bambini e le famiglie nel delicato tema dell’ “impronta ecologica” di ciascuno e della consapevolezza di quanto ogni azione possa incidere sull’equilibrio ambientale. Tutte le classi che hanno aderito alla campagna possono inoltre partecipare al concorso a premi dal titolo “La nostra classe lascia il segno” realizzando entro il 31 marzo 2021 la propria impronta ecologica, un elaborato che raccoglie i disegni e pensieri di tutti i bambini della classe. Ciascuno individuerà il proprio maggior spreco e l’azione sostenibile che lo contrasta. Gli elaborati saranno pubblicati sul sito http://www.terramiotesoro.it dove chiunque potrà votarli entro il 7 maggio 2021.Tutte le attività sono pensate per essere svolte in sicurezza in classe, dal momento che le lezioni delle scuole primarie si svolgono ancora in presenza. Tuttavia, in considerazione dell’evolversi dell’attuale emergenza sanitaria, Alpitour e Giunti Scuola hanno già previsto anche una modalità online, che sarà attivata in caso di necessità. Il grande successo riscontrato anche in questa seconda edizione conferma la convinzione dei promotori che i temi siano di grande interesse, anche in continuità con le linee guida sulla scuola proposte nell’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030, sottoscritta dai 193 Paesi membri dell’ONU e recepita dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) nel Piano per l’Educazione alla sostenibilità.

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“La lettura e i consumi culturali nell’anno dell’emergenza”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 dicembre 2020

Saranno presentati il prossimo 16 dicembre in diretta online alle 11.00, i principali risultati della ricerca a cura del Centro per il libro e la lettura (Cepell) del MIBACT e dell’Associazione Italiana Editori (AIE). L’evento sarà trasmesso sui siti del Cepell e di AIE e sui profili Facebook del Cepell e di Più libri più liberi. Dopo il primo report presentato lo scorso 16 luglio e che analizzava le difficoltà degli italiani a concentrarsi sulla lettura dei libri durante il primo lock-down – ma anche il desiderio di farlo di più nei mesi futuri – questa nuova rivelazione esplora come si sono assestate le abitudini culturali degli italiani di fronte a questa “nuova normalità” e quale ruolo giochi il libro all’interno di queste. L’indagine è un unicum in Europa per la sua ampiezza e per la capacità di analizzare in tempi così brevi e con tale approfondimento l’impatto della pandemia sul settore editoriale.Con la moderazione di Paolo Conti (Corriere della Sera) e dopo un saluto di Paola Passarelli (direttore generale Biblioteche e Istituti Culturali del MIBACT), interverranno Angelo Piero Cappello (direttore Cepell), Diego Marani (presidente Cepell), e Ricardo Franco Levi (presidente AIE). Illustrerà l’indagine Giovanni Peresson (Ufficio studi AIE).

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Confcommercio, è di nuovo crollo consumi, -8,1% a ottobre

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2020

Secondo l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC), a ottobre si registra una caduta dei consumi dell’8,1% rispetto a ottobre 2019.”Italia nei guai! Nonostante i dati positivi del terzo trimestre 2020, con un Pil cresciuto del 16,1% rispetto a quello precedente, tutti gli indicatori finora emersi ci dicono che già alla fine del terzo trimestre, ossia a settembre, il rimbalzo era già finito” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”La produzione industriale a settembre, secondo i dati Istat, è calata del 5,6% su agosto, le vendite al dettaglio dello 0,8% e così via. Ora i dati di ottobre di Confcommercio ci confermano che questo trend negativo è destinato ulteriormente a peggiorare, visto che il nuovo semi-lockdown è iniziato il 26 ottobre e solo dal 6 novembre sono ritornate le zone rosse” prosegue Dona. “Insomma, se, secondo i dati di Confcommercio, i servizi ricreativi (Icc in quantità) sono crollati a ottobre del 73,2% su base annua, ci domandiamo cosa accadrà a novembre quando sono scattate tutte le misure restrittive dei nuovi Dpcm” conclude Dona.

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Consumi: calo delle vendite al dettaglio prevedibile

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

“A seguito del deciso recupero segnato nel terzo trimestre, i principali indicatori congiunturali sono tornati vicini ai livelli pre-crisi sanitaria. Le prospettive per i prossimi mesi appaiono incerte Anche il reddito disponibile delle famiglie diminuisce del -5,8%.” – riporta l’Istat nella nota di aggiornamento sull’economia italiana.Un dato che sicuramente va letto in relazione alla delicata situazione del Paese, alla luce del periodo di lockdown che abbiamo attraversato e che si prospetta nuovamente. L’andamento dei consumi presenta profili allarmanti, specialmente in relazione ad un settore tradizionalmente considerato anelastico come quello alimentare, che segna un calo del -0,4%.La contrazione del reddito disponibile, inoltre, inciderà ulteriormente sull’andamento del mercato, con ripercussioni importanti anche sul versante della produzione.Di fronte a questa situazione è indispensabile che il Governo assuma scelte coraggiose e determinate per superare questa delicata fase storica. E che lo faccia in tempi rapidi. È ormai troppo tempo che si discutono piani e programmi per usufruire dei fondi europei: ora bisogna passare all’azione senza trascurare l’opportunità del MES.

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Consumi: boom del mercato delle zuppe pronte

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2020

Lo scenario dell’healthy food legato anche all’alimentazione biologica, in particolar modo quello delle zuppe, continua a essere sempre più preminente nonostante l’emergenza sanitaria abbia messo a rischio diversi settori. Basti pensare che secondo una recente indagine americana di Allied Market Research, il mercato delle zuppe pronte è proiettato verso un ricavo stimato di oltre 18 miliardi di dollari entro il 2027. Un trend positivo che potrebbe interessare anche lo scenario italiano, dove tra il 2018 e il 2019 secondo una ricerca dell’Osservatorio Nielsen il consumo delle zuppe è aumentato del 28%. La crescita del mercato ha spinto numerose aziende a intensificare la ricerca su questi prodotti: ad abbracciare questo trend ci ha pensato anche “Marco Roveda – Il pioniere del biologico”, che ha deciso di mettere in commercio una linea di zuppe fresche già pronte, preparate con ricette di alta qualità, composte da ingredienti provenienti da filiera biologica e biodinamica, le uniche confezionate in un bicchierone di carta come faceva una volta con i suoi yogurt Scaldasole. Dopo aver abbracciato il metodo di coltivazione biodinamico e biologico dal 1978 in poi e aver creato il mercato stesso con Fattoria Scaldasole, Marco ha deciso di cimentarsi in una nuova sfida, lanciando il concetto di “Total Quality” la nuova frontiera del bio che possiede i 5 elementi: Accessibilità, Qualità e Bontà, Bellezza e Design, Sicurezza e quindi Biologico, Etica e Sostenibilità.

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Istat: crollano i consumi e diminuisce fortemente il reddito disponibile delle famiglie

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Segnali che sicuramente vanno letti alla luce del periodo di lockdown che il Paese ha attraversato, ma che indicano anche la situazione di forte difficoltà che le famiglie stanno fronteggiando.La contrazione del reddito disponibile, infatti, inciderà sull’andamento del mercato, con ripercussioni importanti anche sul versante della produzione.Di fronte a questa situazione è indispensabile che il Governo assuma scelte coraggiose e determinate per superare questa delicata fase storica. E che lo faccia in tempi rapidi. È ormai troppo tempo che si discutono piani e programmi per usufruire dei fondi europei: ora bisogna passare all’azione.Nel dettaglio è necessario predisporre misure strutturali per lo sviluppo, destinate a rilanciare l’economia e l’occupazione.In tale quadro non si può e non si deve lasciare indietro il MES: un’opportunità irripetibile per rimettere in sesto il sistema sanitario, con il duplice vantaggio di disporre di risorse adeguate per far fronte all’emergenza sanitaria, per rendere il servizio sanitario nazionale più efficiente e rispondente alle esigenze dei cittadini, nonché per consentire all’Italia di convogliare le risorse necessarie sugli investimenti indispensabili per la ripresa economica.I provvedimenti adottati e programmati in questa fase non dovranno limitarsi a misure di carattere emergenziale: è importante prevedere misure strutturali capaci di restituire al Paese opportunità di crescita e sviluppo nel medio e lungo periodo.

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Calo dei consumi nella ristorazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2020

Sono ancora troppo pochi gli italiani tornati al bar per fare colazione, o al ristorante per un pranzo o una cena. Ecco quanto emerge dall’indagine condotta dal Centro Studi di Fipe-Confcommercio per analizzare le cause del drastico calo di consumi che ha colpito in maniera drammatica il comparto dei pubblici esercizi. I numeri, purtroppo, sono molto chiari: il 72% non ha ancora mai fatto colazione al bar, il 67,9% un pranzo fuori casa e il 69,4% una cena. Peggio va solo per il dopocena ma è noto che questa sia un’occasione di consumo che riguarda principalmente la fascia giovanile della popolazione. Per quanto riguarda le ragioni che inducono a non andare al bar o al ristorante la fa da padrone, nell’immaginario dei consumatori, il timore del contagio: Il covid-19 fa ancora paura per ben il 66,5% degli intervistati. Tra le altre motivazioni che fanno da deterrente ai consumi fuori casa troviamo le diverse disposizioni di sicurezza che rendono meno godibile l’esperienza al ristorante (41,5%), mentre per chi lavora l’adozione dello smart working ha di fatto quasi azzerato le occasioni di consumo della colazione, della pausa caffè e del pranzo.Chi decide di andare al ristorante o al bar è anzitutto attento alle misure di sicurezza sanitaria (47,4%) e al distanziamento tra i tavoli (35,2%). Grande importanza viene data alla presenza di tavoli all’aperto non solo per le ovvie ragioni collegate alla stagione ma anche per una maggiore percezione di sicurezza (34%). In ogni caso il 92,2% degli intervistati ritiene che l’osservanza delle disposizioni di sicurezza da parte degli esercenti sia molto o abbastanza soddisfacente. Un’ evidenza che ci porta a dire che ristoranti e bar sono luoghi sicuri.La convivialità resta al centro dell’esperienza per il 45,5% degli intervistati, che si passi del tempo con la propria famiglia o con gli amici (45,5%), mentre quasi 1 su 3 si dichiara contento per il fatto stesso di essere tornato a mangiare fuori casa (29,1%). Sotto questo profilo il consumo si fa più intimo e si tendono a privilegiare i luoghi conosciuti e già frequentati in passato. Si esprime così quasi il 90% degli intervistati.

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