Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘consumo’

Consumo suolo in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 settembre 2019

«I dati diffusi dall’Ispra sottolineano impietosamente l’assenza di efficaci politiche a contrasto del consumo di suolo in Italia. Alla mancanza di una legge nazionale, mai licenziata dal Parlamento nonostante molteplici tentativi, si accostano spesso sciagurati provvedimenti degli enti locali, non certo in grado di arrestare le campagne speculative. È un fatto, purtroppo, che le tematiche ambientali riscuotano attenzione quasi esclusivamente in fase di campagna elettorale, mentre praticamente non se ne trova traccia durante l’attività istituzionale».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, urbanista e direttore scientifico del Centro Studi Sogeea.«Ciò che maggiormente colpisce nel dossier dell’Ispra sono in particolare due aspetti: innanzitutto, gli indici di consumo di suolo nel nostro Paese non si ridimensionano in valore assoluto nemmeno di fronte alla diminuzione della popolazione; secondo, la cementificazione più consistente avviene nelle città medio-grandi, che proseguono la loro folle corsa verso l’esterno accentuando il fenomeno della dispersione urbana e creando nuove periferie fisiche e spirituali. Il tutto mentre, salvo rare eccezioni, le buone pratiche come la deimpermeabilizzazione di aree edificate e poi abbandonate o la riqualificazione di apparati industriali dismessi sono sporadiche o addirittura neppure prese in considerazione. Segno inequivocabile che il tema della rigenerazione urbana è per lo più confinato ai dibattiti accademici e raramente trova lo spazio che merita nell’agenda di governo degli amministratori locali».

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“L’Italia è tra i Paese che ha un livello di consumo di suolo e del territorio tra i più alti d’Europa”

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Siamo passati dal 2,7% di superficie urbanizzata negli anni ’50, al 7,7% attuale (Ispra) ”. Così oggi il senatore della Lega Giorgio Bergesio, nel corso del suo intervento alla presentazione del ddl del carroccio sul tema dell’uso razionale e responsabile del suolo. “Purtroppo questo processo nel tempo non si è mai arrestato ed è stato accompagnato da una minore cura dell’ambiente esponendo i territori ad un maggiore rischio idrogeologico; il 91% dei comuni italiani – ha proseguito il senatore leghista, capogruppo Lega in Commissione Agricoltura al Senato – sono afflitti da queste criticità perché i piani regolatori regionali non hanno tutelato i loro territori. Noi proponiamo, attraverso il riuso, la rigenerazione urbana e la riqualificazione delle aree degradate fissate nel disegno di legge, un modello che promuova un uso agricolo del suolo in linea con le politiche europee. L’obiettivo – ha concluso l’esponente del carroccio, relatore del provvedimento – è ridurre progressivamente il consumo del suolo per arrivare a zero consumo nel 2050, adottando comunque norme di buonsenso che non limitino lo sviluppo del lavoro. Chiudiamo con l’epoca dell’espansione urbanistica selvaggia e diamo spazio ad un’urbanistica riqualificata riconoscendo anche la centralità del ruolo dell’agricoltore come custode dell’ambiente e del territorio”.

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Consumo di suolo a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 gennaio 2019

Supera i 30 mila ettari (23,54%), circa 3.600 volte l’area del Circo Massimo, la superficie di territorio consumato nella città eterna e di questi oltre il 92% è irreversibile. Consumato anche il 13% delle aree romane a massima pericolosità idraulica del quale oltre l’80% è irrecuperabile. Questi alcuni degli esiti che emergono dal lavoro a doppia firma Roma Capitale e ISPRA, che ha coinvolto 4 volontari per 12 mesi e per oltre 6 mila ore di attività.Utilizzare informazioni e condividere dati per definire strategie mirate a promuovere uno sviluppo urbano sostenibile tutelando il territorio e migliorandone la vivibilità. È con questo obiettivo che la UO di Statistica – Open Data di Roma Capitale e l’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – nel corso del 2018 hanno realizzato uno studio nell’ambito di un progetto sviluppato con i volontari del Servizio Civile sul tema del consumo di suolo, con particolare attenzione alle aree a rischio idraulico. Progetto che è stato anche inserito nell’attuale Piano Statistico Nazionale con partner ISPRA ed Istat.Grazie ad avanzate analisi statistiche, la ricerca sperimentale presentata oggi in Campidoglio ha prodotto una mappatura che costituisce una importante base di valutazione sul tema del consumo di suolo a Roma. Si tratta di una cartografia di grande dettaglio, unico esempio a livello nazionale, derivante dall’interpretazione di immagini satellitari che rende disponibili dati anche a livello di municipio e zona urbanistica.La maggiore percentuale di territorio impermeabilizzato si trova nei municipi I (74,38%), II (68,42%) e V (63,11%), mentre quella minore ricade nel municipio XIV (12.78%). In linea generale Roma ha perso terreno a vantaggio di edifici (28% delle aree artificiali), strade (21%) e altre aree impermeabilizzate come parcheggi e piazzali (40%) e molte di queste superfici si trovano in zone sensibili, come aree di pericolosità idraulica o aree vincolate.Nel territorio di Roma Capitale le aree caratterizzate dalla massima pericolosità idraulica (reticolo principale e secondario, esclusi i canali di bonifica), aree di esondazione con un tempo di ritorno di 50 anni, hanno un’estensione superiore ai 6 mila ettari e qui risultano consumati più di 800 ettari, di cui l’82% irreversibilmente.Complessivamente, nelle aree di pericolosità idraulica, soggette a esondazioni con tempi di ritorno maggiori di 50 anni, il suolo consumato è caratterizzato dal 26% di edifici, dal 20% di strade asfaltate e nella parte restante da altre aree artificiali come parcheggi, piazzali, campi sportivi e altro.Nei Municipi X e XI, che comprendono le zone urbanistiche di Ostia, Acilia, Malafede, Infernetto e Ponte Galeria, sono invece localizzate le aree di massima pericolosità idraulica legate ai canali di bonifica. Queste si estendono per una superficie di quasi 3.000 ettari, interessando una popolazione di quasi 58.000 abitanti. Il suolo consumato in questo contesto supera i 700 ettari con una percentuale di suolo consumato permanente del 90%.I dati e le cartografie prodotti saranno messi a disposizione in formato aperto sul portale istituzionale di Roma Capitale.

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Italia: Eccessivo consumo antibiotici

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

Ancora troppo alto risulta il consumo di antibiotici in età pediatrica nel nostro Paese. Solo lo scorso anno sono state acquistate 12 milioni e 800 mila confezioni di questi medicinali. E in totale sono oltre 2,8 milioni di bimbi che li hanno utilizzati. Numeri rilevanti che collocano l’Italia ai primi posti in Europa. Per invertire questa tendenza la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) promuove da alcuni mesi la campagna nazionale I Consigli di Mio, Mia e Meo. “Da ottobre ad oggi abbiamo distribuito circa 210.000 opuscoli e flyer con informazioni utili a bambini e genitori italiani – afferma il dott. Paolo Biasci, presidente nazionale FIMP -. Obiettivo della campagna è insegnare un uso corretto di farmaci importanti e che non vanno assolutamente demonizzati. Sono, infatti, utili ed efficaci per contrastare malattie molto diffuse tra i giovanissimi come le infezioni respiratorie. L’utilizzo eccessivo e inappropriato può determinare l’antibiotico-resistenza e di conseguenza anche effetti negativi sulla salute sia del singolo paziente che dell’intera collettività”. “In Europa 25.000 persone ogni anno muoiono a causa di infezioni da germi resistenti – prosegue il dott. Mattia Doria, Segretario Nazionale alle Attività Scientifiche della FIMP -. La nostra Società Scientifica vuole essere in prima linea per contrastare questo fenomeno preoccupante e in forte crescita. Abbiamo deciso di rivolgerci alle famiglie italiane con l’aiuto di tre simpatiche mascotte: Mio, Mia e Meo. Sono loro i protagonisti del materiale informativo che abbiamo diffuso on line e negli ambulatori. In particolare bisogna far capire ai genitori che le infezioni virali guariscono spontaneamente nell’arco di 4-5 giorni e senza bisogno di una terapia antibiotica. Ci siamo poi rivolti anche ai pediatri di famiglia con attività formative specifiche. Vogliamo aumentare l’appropriatezza diagnostica e prescrittiva attraverso l’utilizzo della migliore pratica clinica. Così potremo ridurre gli effetti collaterali dall’eccessivo di questi farmaci”. I Consigli di Mio, Mia e Meo è una campagna realizzata con il supporto non condizionante di Menarini.

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Il consumo delle sigarette nel mondo è diverso tra donne e uomini

Posted by fidest press agency su sabato, 10 novembre 2018

Uomini e donne non sono stati creati uguali nemmeno di fronte al consumo di sigarette e il fenomeno non è sfuggito agli esperti in medicina di genere. Le differenze non si limitano solo ai dati epidemiologici: all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) scrivono che l’essere nato maschio è il principale elemento predittivo dell’uso di tabacco. E non a caso sono i maschi a pagare lo scotto della maggiore mortalità per malattie fumo correlate. Dei 7 milioni di persone che ogni anno perdono la vita per questa causa, un milione e mezzo sono donne. “I 170 Paesi che aderiscono al WHO Framework Convention in Tobacco Control (FCTC) evidenziano una disparità globale: gli uomini fumano in media 4,4 volte più delle donne in generale, in Europa 2 volte di più, 9,3 volte in più nelle regioni del Sud Est Asiatico e 11,4 volte in quelle dell’Est Pacifico (con un divario di ben 22 e 23 volte in Cina e India rispettivamente)” ha ricordato il Presidente SITAB, Vincenzo Zagà, durante i lavori del XIV° Congresso Nazionale in corso a Firenze.
Le differenze continuano quando si prendono in considerazione età e prodotti: i giovanissimi (13-15 anni) partono alla pari, senza differenze rilevanti in 87 studi analizzati tra il 2000 e il 2007. Ma mentre le donne smettono prima, gli uomini continuano a fumare. Il tabacco uccide il 50% dei suoi utilizzatori, 15 anni prima. In Indonesia fuma il 62% degli uomini, dove fumare è considerato sintomi di mascolinità e successo, contro l’1-3% delle donne. Nei paesi occidentali il fumo è percepito dalle donne come simbolo di uguaglianza ed emancipazione con uno scotto molto alto e una impennata dei casi di tumore al polmone anche nel sesso femminile. Un problema non da poco se pensiamo che il ciclo ha un effetto protettivo su molti organi e apparati e che le fumatrici presentano ratei più elevati di cancro alla cervice e un numero maggiore di fratture causate dall’osteoporosi. “Differenze sesso-specifiche sono state riportate anche riguardo gli effetti della nicotina sul cervello dove, ad esempio, la risposta al fumo della dopamina, il neurotrasmettitore maggiormente responsabile degli effetti gratificanti della nicotina (e, di conseguenza, del tabagismo), avviene negli uomini in regioni cerebrali diverse ed in tempi più rapidi che nella donna. La nicotina altera in maniera differente nei due sessi anche il microbioma intestinale, un ecosistema microbico costituito da migliaia di miliardi di microrganismi (più comunemente noto come “flora intestinale”), il quale influenza il sistema immunitario e le funzioni cerebrali e che si sospetta possa avere un ruolo nell’insorgenza di malattie neurodegenerative e di disturbi mentali” spiega nella sua lettura al Congresso SITAB la dottoressa Liana Fattore, Primo Ricercatore dell’Istituto di Neuroscienze del CNR. Ma le differenze di genere emergono anche nel comportamento di cessazione. Usando i dati longitudinali dell’ITC4_ International Tobacco Control Tour Country Surveys condotto in Inghilterra, Stati Uniti, Canada e Australia, una ricerca apparsa su Nicotine & Tobacco Research ha esaminato incidenza dei tentativi di smettere, motivazioni, uso dei farmaci, e percentuali di successo nella transizione verso la definizione di ex-fumatori.Per quello che riguarda il ‘desiderio’ di smettere è dichiarato dal 39% delle donne e dal 38% degli uomini, le donne riferiscono che le motivazioni sono correlate a salute, benessere, aspetto fisico e approvazione sociale anche se temono di prendere peso o sperimentare una un calo dell’umore. (By D.ssa Johann Rossi Mason)

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Dobbiamo dimezzare la produzione e consumo globale di carne e prodotti lattiero caseari

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2018

In Europa la riforma della PAC (Politica Agricola Comune) deve facilitare la transizione dal modello degli allevamenti intensivi a forme di agricoltura e di allevamento ecologiche.
“La Politica Agricola Comune ci sta spingendo verso un baratro di insostenibilità. Gli allevamenti intensivi sono una grande fonte di emissioni di CO2, di inquinamento dell’aria e dell’acqua e possono causare seri problemi alla salute tra cui lo sviluppo della resistenza agli antibiotici” afferma Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia. “L’Italia e l’Unione europea devono garantire che l’imminente riforma della PAC acceleri il passaggio a una produzione sostenibile di ortaggi e verdure e a ridurre gli allevamenti industriali, ritirando il sostegno della produzione intensiva di animali”.
Tre animali su quattro allevati in Europa sono tenuti in un ristretto numero di grandi allevamenti intensivi, mentre i piccoli produttori hanno ridotto il loro bestiame del 50 per cento.Se non affrontiamo rapidamente la questione, il contributo dell’agricoltura alle emissioni di gas serra nel 2050 potrebbe arrivare al 52 per cento delle emissioni totali. Il 70 per cento di questo contributo è previsto proprio dai settori della produzione di carne e prodotti lattiero-caseari. In Europa gli allevamenti contribuiscono già alle emissioni di gas serra per il 12-17 per cento. Inoltre gli allevamenti contribuiscono all’inquinamento dell’acqua, in particolare con azoto e fosforo, e dell’aria, soprattutto con emissioni di ammoniaca e polveri sottili (PM2.5).
Non meno gravi gli impatti sanitari: per l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità), l’EFSA (Agenzia europea per la sicurezza alimentare) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) la resistenza agli antibiotici è “una delle maggiori minacce alla salute umana”. Un rapporto congiunto EFSA/ECDC conferma la presenza negli animali allevati di batteri che hanno sviluppato resistenza ad antibiotici di importanza cruciale. E l’Italia è seconda solo alla Spagna in Unione europea per uso di antibiotici negli allevamenti.
“La necessità di ridurre domanda e offerta di prodotti di origine animale è ormai il pensiero dominante nella comunità scientifica. Solo una significativa riduzione del consumo di carne e latticini ci garantirà un sistema agroalimentare adatto per il futuro, a beneficio degli esseri umani e del Pianeta” afferma il professor Pete Smith, Università di Aberdeen, che ha preso parte ai lavori dell’IPCC (Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici).

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Consumo medicinali negli USA: I più prescritti? Antiobesità e antidepressivi

Posted by fidest press agency su martedì, 18 luglio 2017

obesoLe pillole antiobesità e quelle contro il mal di vivere sono tra i farmaci su ricetta più gettonati in assoluto, almeno negli Stati Uniti. E’ quanto emerge dagli ultimi dati diffusi dall’Agenzia americana per la qualità e la ricerca nel settore healthcare (Ahrq), relativi all’anno 2016. Ma secondo gli esperti la classifica resterà valida anche per gli anni successivi. In generale, le rilevazioni dell’Ahrq mostrano che negli Usa il 60% della spesa farmaceutica 2016 per i medicinali da prescrizione – complessivamente pari a 208,1 miliardi di dollari, riporta Pharma Times – è coperta da 5 classi di farmaci. Ma ecco, nel dettaglio, le famiglie terapeutiche che compongono la top-five. Sul primo gradino del podio (spesa pari a 38 miliardi di dollari nel 2006) ci sono i farmaci per i disordini metabolici, inclusi i medicinali anticolesterolo, quelli contro i chili di troppo e gli antidiabetici. Secondi in classifica (33 miliardi di dollari) i farmaci cardiovascolari, come i diuretici e gli antipertensivi in generale, o i medicinali per il controllo del ritmo cardiaco. Terzi in graduatoria (28 miliardi di dollari) le terapie attive sul sistema nervoso centrale, fra cui gli analgesici; quarti (17,5 miliardi) i farmaci contro i disturbi psichiatrici, antidepressivi compresi, e quinti (14 miliardi) i trattamenti ormonali. L’Ahrq ha inoltre diffuso i risultati di uno studio secondo cui i pazienti che, al momento di essere dimessi dopo un ricovero in ospedale, capiscono bene le istruzioni per il proseguimento delle terapie a domicilio hanno un rischio di riospedalizzazione ridotto del 30%. E dire che milioni di persone a basso reddito non hanno diritto all’assistenza sanitaria e questo provoca danni alla salute in diversi casi irreversibili. Sarebbe bastato un intervento tempestivo e terapie adeguate. Ma gli Stati Uniti pensano solo alle spese militari e a impinguare sempre di più i benestanti e i beneficiari di alti redditi che più di far uso di farmaci salva vita utilizzano quelli antiobesità e di antidepressivi per acquetare la loro ansia di far soldi in fretta.

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Nuovo record negativo per il consumo di asfalto

Posted by fidest press agency su martedì, 11 luglio 2017

strade e bucheIl conglomerato bituminoso in Italia, sceso nei primi 4 mesi del 2017 del 4,7%, dopo aver già toccato il minimo storico a fine 2016 (23 mln di tonnellate contro i 45 mln del 2006). In quella che solitamente rappresenta la stagione delle manutenzioni (maggio-settembre), al momento i lavori tardano a sbloccarsi, le buche continuano ad aumentare in volume e ampiezza e cresce il numero delle strade ammalorate chiuse al traffico e in cui, per ragioni di sicurezza, entrano in vigore nuove limitazioni alla circolazione e della velocità. Sono questi i principali indicatori contenuti nell’analisi periodica sullo stato di salute delle nostre strade resa nota dal SITEB – l’Associazione dei costruttori e manutentori delle strade in occasione del Consiglio Direttivo che ha confermato alla guida dell’Associazione quale Presidente, Michele Turrini, Dirigente dell’azienda Ammann Italy.
La stagione delle grandi manutenzioni, di solito collocata tra maggio e settembre (il 70% dei lavori viene svolto in questo periodo per sfruttare le favorevoli condizioni climatiche), quest’anno non sembra essere ancora partita. E questo è ancora più preoccupante, visto la condizione in cui versano le nostre strade. Lo stato di salute delle strade cittadine è sotto gli occhi di tutti ed è bene esemplificato dal caso Roma, con un “asfalto groviera” che, secondo la Corte dei Conti, ha prodotto 2.700 cause con richieste di risarcimento verso il Comune per i danni causati dalla “epidemia buche” e lavori di manutenzione che ancora oggi tardano a partire in modo deciso, come “l’emergenza strade” in corso richiederebbe. Intanto, si molitplicano le limitazioni al traffico (totali o dei soli mezzi pesanti) e di velocità (spesso con limite fissato a 30 km orari) sulle strade più a rischio, per non parlare delle pattuglie di vigili urbani lasciate spesso a sorvegliare buche recintate.

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Ordinanza per limitare vendita e consumo bevande alcoliche nelle ore serali

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 luglio 2017

mercatocampodefioriRoma. E’ stata firmata dalla sindaca Virginia Raggi per garantire rispetto contesto urbano e quiete pubblica.Il provvedimento riguarda le zone più esposte al fenomeno della ‘movida’, dove si registrano con maggiore frequenza episodi degenerativi: per esempio le aree del Centro Storico, Rione Monti, Celio, Esquilino, Trastevere, Testaccio, Prati, San Lorenzo, Ponte Milvio, Eur, Ostia. L’elenco dettagliato delle strade è consultabile sul sito di Roma Capitale.In tutti i giorni delle settimana sarà vietato agli avventori:
– Dalle ore 24.00 alle ore 7.00: il consumo di bevande alcoliche e superalcoliche nelle strade pubbliche o aperte al pubblico transito. Sanzione amministrativa pecuniaria pari a 150 euro
– Dalle ore 22.00 alle ore 7.00: il consumo d bevande alcoliche e superalcoliche in contenitori di vetro nelle strade pubbliche o aperte al pubblico transito. Sanzione amministrativa pecuniaria pari a 150 euro
– Dalle ore 24.00 alle ore 7.00: la vendita di bevande alcoliche e superalcoliche da parte di chiunque risulti, a vario titolo e in forme diverse, autorizzato e/o legittimato alla vendita al dettaglio, per asporto, nonché attraverso distributori automatici e presso attività di somministrazione di alimenti e bevande. Sanzione amministrativa pecuniaria pari a 280 euro
– Dalle ore 2.00 alle ore 7.00: la somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche, da parte chiunque risulti, a vario titolo e in forme diverse, autorizzato alla somministrazione di alimenti e bevande, anche nelle aree esterne attrezzate di pertinenza del locale, o attraverso distributori automatici e in circoli privati. Sanzione amministrativa pecuniaria pari a 280 euro. Tutti gli esercenti saranno, inoltre, obbligati a esporre all’interno e all’uscita del locale, in modo visibile e leggibile, un avviso tradotto in quattro lingue (inglese, francese, spagnolo, tedesco) con una schema in cui vengono indicate tutte le misure stabilite dall’ordinanza.

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Ipertensione e consumo del sale

Posted by fidest press agency su domenica, 18 giugno 2017

ipertensione2Milano. Diminuire il consumo di sale, introdotto con la dieta, abbassa il rischio di insorgenza di ipertensione. Tuttavia un eccesso di riduzione, al di sotto dei 7,5 grammi di sale al giorno (corrispondenti a 3 grammi di sodio), potrebbe essere dannoso per la salute. Gli specialisti stanno ancora valutando quale sia la dose ideale di sodio da assumere soprattutto per i malati. Sono queste le conclusioni di uno studio condotto da un gruppo costituito da Word Heart Federation, dalla Società Europea dell’Ipertensione (ESH) e dall’European Public Health Association. Il lavoro scientifico è presentato durante il 27° Congresso dell’ESH che si apre oggi e che vede riuniti per quattro giorni a Milano oltre 3.000 specialisti provenienti da 34 Paesi. “Gli studi clinici finora condotti hanno dimostrato che l’abbassamento della pressione si verifica con un consumo inferiore a 3 grammi di sale al giorno – afferma il prof. Giuseppe Mancia Presidente dell’ESH Meeting di Milano e primo autore dello studio -. Questo genere di interventi di salute pubblica risultano però difficili da condurre su tutta la popolazione mondiale in particolar modo nei Paesi a reddito medio-basso. Definire la dose di sodio ottimale per il benessere dell’organismo è difficile e controverso. Non abbiamo ancora dati scientifici certi sugli effetti che un consumo moderato di sale offrirebbe alla riduzione del rischio cardiovascolare e di decesso. Il nostro studio – conclude Mancia – suggerisce di limitare l’apporto di sale senza però andare al di sotto dei 7,5 grammi al giorno perché non conosciamo ancora le conseguenze per la salute”.

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Aumenta il consumo occasionale di alcol

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 aprile 2017

istatNel 2016, certifica l’Istat, aumentano il consumo occasionale di alcol (dal 38,8% del 2006 al 43,3% del 2016) e il consumo lontano dai pasti (dal 26,1% al 29,2%). A eccedere più frequentemente sono gli over 65, i giovani di 18-24 anni e gli adolescenti di 11-17 anni. La popolazione giovane è quella più a rischio per il binge drinking, ovvero consumare 6 o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione.
Una tendenza rilevata anche in provincia di Bergamo: lo studio ESPAD commissionato da ATS Bergamo all’IFC-CNR di Pisa con la collaborazione del suo Osservatorio Dipendenze, mostra come tra i 15 e i 19 anni diminuisca in generale il consumo di alcol (dall’82% del 2011 al 79% del 2016), ma aumenti il consumo fuori pasto e occasionale, anche tra minorenni. L’86,2% degli studenti ha assunto bevande alcoliche almeno una volta nella vita, il 54,8% dei minorenni ha consumato alcol negli ultimi 30 giorni e il 4,5% lo ha fatto frequentemente nel 2016 (20 o più volte). Il 42,5% degli studenti della provincia ha riferito di aver bevuto alcolici al punto di camminare barcollando, di non riuscire a parlare correttamente, di vomitare e/o di aver dimenticare l’accaduto.
Dati sui quali ATS Bergamo invita a riflettere anche grazie alle numerose iniziative organizzate in occasione dell’Alcohol Prevention Day 2017, del “National Alcohol Screening Day”, e più in generale del mese di aprile, interamente dedicato alle tematiche alcol-correlate. In particolare, ATS Bergamo continuerà a monitorare i comportamenti di consumo di alcol tra adolescenti e giovani, rafforzando la collaborazione con i gestori dei locali e promuovendo specifici programmi informativi. Proseguiranno, infatti, i progetti di prevenzione nelle scuole che complessivamente coinvolgono in quest’anno scolastico, 72 Istituti scolastici, più di 500 docenti e oltre 14.000 studenti, e nei luoghi del divertimento serale e notturno saranno rafforzate le iniziative promosse dal Tavolo provinciale Notti in Sicurezza, come “SAFE DRIVER”, interventi finalizzati a promuovere la pratica dell’autista designato.

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Valore della vendita diretta a domicilio

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 marzo 2017

viaggiatoriDall’indagine di Univendita emerge che due imprese della vendita diretta su tre risiedono nel Nord Italia e sei su dieci sono società di capitali. L’80% dei loro ricavi deriva dalla vendita di beni durevoli per la casa, food & beverage e cosmesi/cura del corpo, ma ci sono anche aziende che vendono beni di consumo per la casa, mobili, tessili e anche viaggi e vacanze. Nel 2016 queste imprese sono cresciute sia per fatturato (+2,6%) sia sotto il profilo occupazionale (+2%). Ed è Univendita a rappresentare i principali player del mercato: le imprese associate rappresentano il 46% del volume totale del giro d’affari della vendita diretta in Italia e il 30% del personale incaricato alla vendita.
L’analisi dello scenario economico mostra inoltre che le imprese della vendita diretta a domicilio guardano al futuro con maggiore fiducia rispetto al resto delle imprese del terziario (indicatore pari a 41,4 vs. 37,8): «Il commercio fisso al dettaglio –commenta Sinatra– in uno scenario di immobilismo della domanda interna ha risentito inevitabilmente del rallentamento dei consumi. La vendita diretta a domicilio, invece, è cresciuta in virtù della professionalità dei venditori, della relazione diretta e duratura con i clienti, e della proposta di prodotti di qualità elevata».Allo stesso tempo, tre imprese della vendita diretta su quattro ritengono migliorato, o quantomeno invariato, l’andamento economico della propria impresa nel corso del 2016: un dato che certifica il dinamismo e il buono stato di salute del settore, a dispetto di una situazione generale di sostanziale stagnazione economica e di un clima di fiducia altalenante, che riguarda sia le imprese del terziario, sia il sentiment dei consumatori.
Univendita (www.univendita.it) Qualità, innovazione, servizio al cliente, elevati standard etici. Sono queste le parole d’ordine di Univendita, la maggiore associazione del settore che riunisce l’eccellenza della vendita diretta a domicilio. All’associazione aderiscono 18 aziende: AMC Italia, Avon Cosmetics, bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini d’Aragona, Dalmesse Italia, Fi.Ma.Stars, Jafra Cosmetics, Just Italia, Lux Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Tupperware Italia, Uniquepels Alta Cosmesi, Vast & Fast, Vorwerk Contempora, Vorwerk Folletto, Witt Italia che danno vita a una realtà che mira a riunire l’eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio con l’obiettivo di «rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni». Univendita aderisce a Confcommercio.

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Sperimentazione sul consumo dei probiotici

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 marzo 2017

Dal 2014, Yakult e la Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) sono impegnate nello studio degli effetti dei probiotici sul sistema immunitario e sul microbiota intestinale in condizioni di microgravità. Lo scopo di questa ricerca comune è di contribuire alla preservazione e al miglioramento della salute e delle performance degli astronauti. La volontà però è anche quella di contribuire alla promozione generale della salute dell’uomo sfruttando le conoscenze ottenute grazie a questo impegno condiviso nella ricerca sullo sviluppo dei probiotici.
È tutto pronto per la prima sperimentazione al mondo sul consumo prolungato di probiotici da parte dell’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Lo studio si basa sui risultati delle attività di ricerca condotte a terra tra il 2014 e il 2015 e sui test di conservazione delle capsule contenenti batteri probiotici vivi liofilizzati (Lactobacillus casei Shirota – LcS) condotte a bordo della ISS nel 2016.
È stato confermato che il numero dei probiotici vivi contenuti nel campione spedito a bordo della ISS era pari a quello del campione di controllo conservato a terra. Yakult e JAXA inizieranno la sperimentazione nel 2017 attraverso uno studio scientifico sugli effetti di un consumo prolungato di probiotici sul sistema immunitario dell’uomo e sul microbiota intestinale degli astronauti impegnati per lunghi periodi a bordo dell’ISS.

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La dieta mediterranea perde terreno

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2016

dieta mediterraneaNuovi stili di vita e la recente crisi hanno contribuito a modificare in peggio le abitudini alimentari della famiglie italiane. Lo dicono una trentina di esperti riuniti a Milano dalla fondazione internazionale che si batte per la sua diffusione. In Spagna solo il 15% della popolazione segue questo regime alimentare in modo continuo. In Grecia il consumo di prodotti che si possono definire mediterranei è calato del 70% rispetto agli anni ’80. Una tendenza analoga si riscontra in Italia e Portogallo. I motivi del disinteresse sono la globalizzazione delle abitudini alimentari, indotta soprattutto dal turismo. Lungo le coste si assiste al dilagare della nutrizione veloce (fast food) che ha come conseguenza un aumento del consumo di carne, di suoi derivati, di prodotti a base di latte, di farine raffinate. Nelle regioni rurali, nelle campagne, la gente predilige ancora legumi, frutta, cereali, olio vergine d’oliva mangiando raramente carne, uova, pesce. Questo mutamento ha conseguenze a lungo termine sulla salute: sono infatti in aumento l’obesità soprattutto tra i giovani, le malattie cardiovascolari, il diabete e i tumori proprio nelle aree dove la dieta mediterranea viene progressivamente dimenticata. Il tutto nel ‘disinteresse’ dei genitori, che sembrano sottovalutare il problema. Un cambiamento preoccupante, sostiene Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione che da anni sostiene l’incentivazione a tutte quelle iniziative che propongono la “dieta mediterranea” e i suoi alimenti base quale vero e proprio toccasana per la salute, che segna il crollo del consumo di frutta e verdura e l’aumento di carne, salumi, uova, latticini grassi e zuccheri raffinati, che ci allontana sempre più dalla dieta mediterranea abbandonata per il cibo spazzatura comunemente chiamato “junk food”. Un duro colpo, che conferma che tutti quelli stili di vita che da decenni noi italiani abbiamo importato da oltreoceano, sono entrati prepotentemente nella quotidianità delle famiglie italiane a partire dalle diete di matrice nordeuropea e nordamericana.

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Giornata internazionale contro le droghe

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

narcononIl 26 giugno si celebra la Giornata mondiale contro il consumo e il traffico illecito di droga. La giornata, indetta dalle Nazioni Unite nel 1987, ha lo scopo di contrastare il fenomeno del narcotraffico al fine di creare una comunità internazionale libera dalle droghe. Il mercato mondiale della droga è il più proficuo tra i traffici illeciti e produce guadagni enormi, con i quali si arricchiscono le reti di criminalità organizzata transnazionali pronte a finanziare in ogni momento guerriglie e conflitti in più parti del mondo.Si stima che ogni anno il 5% della popolazione mondiale tra i 15 e i 64 anni faccia uso di una qualche sostanza illecita, ovvero 230 milioni di persone, rendendo le droghe una merce che non conosce svalutazione. Sono almeno 78,9 milioni i cittadini europei che hanno dichiarato di avere consumato cannabis almeno una volta nella vita, mentre per la cocaina e le anfetamine si attestano rispettivamente a 15,6 e 12 milioni. Inoltre 1,3 milioni di adulti sono consumatori problematici di oppiacei e il 3,4% di tutte le morti di cittadini europei tra i 15 e i 39 anni sono dovute a overdose. Secondo le ultime stime, 1.700 persone nel 2010 sono morte nell’UE per HIV/AIDS attribuibile al consumo di droga. Nel 2013 sono stati registrati nell’UE 1.446 nuovi casi di HIV attribuibile all’uso di droga per via endovenosa. Nel 2014 sono state rilevate 101 nuove sostanze psicoattive, il 22% in più rispetto al 2013. (Dati della COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 27.11.2015).
Tuttavia le organizzazioni criminali, non accontentandosi di tali risultati, al pari di una multinazionale, investono continuamente in strategie di marketing tese ad abbassare l’età dei possibili “clienti” e a ricercare sempre nuovi “prodotti” nell’ambito delle droghe sintetiche.Questa implacabile attività criminale minaccia la salute dei cittadini, causando, nel tempo, un inevitabile ostacolo allo sviluppo sociale, culturale, economico e politico dei Paesi. Ecco i principali strumenti per combattere questa calamità:
strategie e piani di azione nei confronti delle organizzazioni criminali che producono e distribuiscono droghe;
individuazione delle motivazioni che inducono soprattutto i giovani ad iniziare l’uso di droghe ed efficaci programmi di prevenzione;
programma di riabilitazione in centri qualificati.
Cosa induce i giovani a provare per la prima volta una droga?
Molte le motivazioni: l’insicurezza, la noia, l’incapacità di dire no ad un gruppo di appartenenza che fa uso di droga, l’idea che la droga possa aumentare le proprie capacità soprattutto nel settore artistico come la musica, il ribellarsi alla normalità, la voglia di sperimentare e la totale ignoranza delle conseguenze alle quali si va incontro facendo uso di sostanze stupefacenti. Una volta identificate tali motivazioni è più semplice redigere un valido programma di prevenzione indirizzato ai giovani, formando gli insegnanti e le famiglie perché sappiano riconoscere le droghe, i danni che le stesse producono e interagire efficacemente con le persone vicine che ne fanno uso.Il centro Narconon svolge con personale qualificato una intensa attività di prevenzione presso le scuole e presso i propri centri distribuendo opuscoli informativi sulle tipologie delle droghe e gli effetti nocivi e spesso disastrosi che esse producono.Infine uno strumento importante: il programma di riabilitazione.Ebbene, il programma riabilitativo Narconon, sviluppato dalle opere e ricerche del filantropo L. Ron Hubbard, è un programma pedagogico/educativo che presenta queste peculiari caratteristiche. Ogni individuo vittima della dipendenza da sostanze stupefacenti o da alcol può rivolgersi al programma Narconon sicuro che verrà assistito esclusivamente con metodi naturali e seguito con procedure di comunicazione atte a sviluppare le abilità necessarie a vivere una vita migliore perfino di quella vissuta prima che iniziasse la tossicodipendenza. Grazie al programma Narconon diverse centinaia di persone hanno ritrovato una vita sobria, etica e produttiva.
Il centro Narconon Astore invita tutti i cittadini a partecipare a questa festa domenica 26 giugno, presso la propria sede di Poggio San Romualdo, a Fabriano, per far sentire il proprio grido di vita contro la morte della droga.

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Su Ocse: ennesima smentita su Pil stimato nel Def

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2016

pilNel suo Economic Outlook, l’Ocse prevede una crescita all’1% nel 2016 per il Pil italiano. “Ancora una volta viene stimato un Pil inferiore a quello contenuto nel Def, secondo il quale ci sarà una crescita dell’1,2% per il 2016. Si tratta dell’ennesima smentita rispetto a quanto previsto dal Governo. Dopo il Fondo Monetario Internazionale e la Commissione Ue, secondo i quali l’anno si chiuderà con un Pil dell’1,1%, ora arriva, da parte dell’Ocse, una stima ancora più pessimistica” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “Il Governo farebbe bene a tener conto di queste previsioni e soprattutto della considerazione dell’Ocse secondo la quale il principale driver della crescita rimane il consumo privato. Puntare sui consumi delle famiglie significa non spostare la tassazione sui consumi, come proposto da alcuni e rivedere il provvedimento del bonus di 80 euro, destinandolo alle famiglie meno abbienti e agli incapienti, che hanno una maggiore propensione marginale al consumo” ha concluso Dona.

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Etichettatura errata del pesce: i deputati chiedono un forte sistema di tracciabilità

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Mag 2016

ocean governanceParlamento europeo. Nella risoluzione approvata giovedì, i deputati hanno chiesto un sistema di tracciabilità forte per tutti i prodotti ittici venduti nei ristoranti e nei negozi europei, per prevenire casi di etichettatura non veritiera. Un’affidabile politica di etichettatura del pesce UE aumenterebbe a sua volta la fiducia dei consumatori e lo sviluppo economico del settore della pesca europeo.
I deputati esprimono preoccupazione per i risultati di vari studi che mostrano livelli significativi di etichettatura scorretta dei prodotti ittici venduti sul mercato UE. Invitano gli Stati membri a rafforzare i controlli nazionali, anche dei prodotti ittici non trasformati destinati al settore della ristorazione e della gastronomia, per contrastare le frodi e individuare la fase, all’interno della catena di approvvigionamento, in cui il pesce è oggetto di etichettatura erronea. La risoluzione non legislativa è stata approvata per alzata di mano.Il Parlamento è favorevole alla creazione di un sistema solido di tracciabilità, dallo sbarco al consumo, che infonda fiducia ai consumatori e rafforzi il mercato UE. I deputati invitano la Commissione europea a sfruttare il potenziale del codice a barra con il DNA per contribuire a identificare le specie.Il Parlamento chiede alla Commissione di valutare i vantaggi della creazione di un sistema di etichettatura a livello UE, che dovrebbe assicurare la trasparenza e la credibilità del processo di certificazione e fornire informazioni comprensibili, verificabili e precise.Una solida politica di etichettatura europea nel settore della pesca costituirebbe un elemento fondamentale per stimolare lo sviluppo economico delle comunità costiere, riconoscendo le migliori pratiche di pescatori e mettendo in evidenza la qualità dei prodotti che forniscono ai consumatori.
Il Parlamento infine invita la Commissione a correggere la confusione causata dall’attuale obbligo di etichettatura UE, basata sulle zone e sotto-zone definite dall’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), che si rivela particolarmente problematica nel caso delle catture in talune sotto-zone della zona 27 dove, tra l’altro, la Galizia e il Golfo di Cadice sono etichettati come “Acque portoghesi”, il Galles come “Mare d’Irlanda” e la Bretagna come “Golfo di Biscaglia.

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La giusta dieta per le persone con diabete

Posted by fidest press agency su sabato, 7 Mag 2016

dieta mediterraneaA fare il pieno di consensi, ancora una volta, è la dieta mediterranea della quale gli studi presentati al congresso della Società Italiana di Diabetologia hanno dimostrato gli effetti anti-infiammatori, ma anche quelli ‘ringiovanisci-arterie’; per quanto riguarda quest’ultimo effetto molto interessante ad esempio è l’effetto esercitato dal consumo di pesce azzurro. Un suggerimento di immediata utilità pratica e di grande impatto sul contenimento dei picchi di glicemia dopo i pasti – che risultano pericolosi per il sistema vascolare in quanto innestano processi cellulari in grado di determinare un aumento dello stress ossidativo e dell’infiammazione – viene da due studi presentati dall’Università di Pisa che dimostrano come il consumo di alimenti contenenti proteine e lipidi prima di pasti a prevalente contenuto di carboidrati (pane e pasta), aiuta a contenere le escursioni della glicemia dopo i pasti. Il ‘trucco’ sta nel concedersi un antipasto proteico (un pezzetto di parmigiano o un antipasto a base di uova sode) o addirittura nel consumare il secondo prima dei ‘primi’. Importante per il contenimento dei picchi di glicemia post-prandiali è non solo la quantità e la qualità dei carboidrati (ad alto o a basso indice glicemico), ma anche il tipo di condimento utilizzato. Se si opta per l’olio d’oliva non si sbaglia; l’effetto anti-picchi di glicemia è garantito.“La dieta costituisce un vero strumento terapeutico che affianca la terapia farmacologia durante tutto il decorso della malattia diabetica – commenta il professor Giorgio Sesti, presidente eletto SID – I benefici della dieta non sono solo quelli di controllare il possibile aumento di peso ma anche quelli di migliorare il controllo glicemico e di prevenire eventi cardio-vascolari attraverso la riduzione dei fattori di rischio come i lipidi o la pressione arteriosa. La dieta non significa sempre privazione di gusto o dieta fortemente ipocalorica. Un ottimo esempio di alimentazione sana, variata e vicina alle nostre preferenze è la dieta mediterranea non a caso iscritta dall’Unesco tra i Patrimoni culturali immateriali dell’umanità. È un’alimentazione ricca di fibre provenienti da ortaggi, frutta e cereali non raffinati e povera di grassi di origine animale, privilegia l’uso dell’olio d’oliva rispetto a burro. Via libera a frutta e verdura, soprattutto verdura a foglia (bieta, spinaci, broccoletti e cicorie, compresi i radicchi) e ortaggi a radice (carote, barbabietole, rape), ma anche pomodori e carciofi, veri e propri alimenti nutraceutici. Per l’apporto di carboidrati sono da prediligere vegetali, legumi, frutta e cereali preferibilmente integrali, mentre sono da limitare il consumo di pane bianco, troppo ricco di zuccheri semplici come la rosetta (o michetta), pizza e pasta”.
Per non sbagliare conviene innanzitutto partire col piede giusto, come dimostra uno studio firmato da Emanuele Filice e colleghi del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Pisa che dimostra come gli antipasti ricchi a base di proteine e lipidi (ad esempio un pezzetto di parmigiano o un uovo sodo) aiutano a controllare meglio la glicemia dopo un pasto a base di carboidrati. L’ingestione di alimenti non glucidici migliora la risposta glicemica acuta (2-3h) ad un successivo carico orale di glucosio (OGTT) attivando diversi meccanismi fisiologici tra cui il rallentamento dello svuotamento gastrico. Scopo di questo studio è stato indagare gli effetti di un pasto misto, lipidico e proteico, sulla tolleranza al glucosio a distanza di qualche ora dal pasto (fase post prandiale tardiva).
I ricercatoriritengono che partire con un antipasto a base di proteine e lipidi migliora sensibilmente la tolleranza ad un successivo pasto ricco di glucidi in pazienti con diabete mellito di tipo 2. Questo effetto è sostenuto durante l’intera fase postprandiale ed è determinato da una rallentata comparsa in circolo del glucosio orale, un miglioramento della funzione β cellulare ed una ridotta clearance insulinica. Questi risultati supportano dunque il potenziale ruolo terapeutico di “antipasti” non glucidici nel trattamento del diabete mellito di tipo 2.

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21 anni di attività della comunità Narconon Astore Onlus

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 giugno 2015

narcononOggi 26 giugno viene celebrata la Giornata internazionale contro il consumo e il traffico illecito di droga. Questa giornata, indetta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1987, è stata istituita per ricordare l’obiettivo esteso a tutti gli Stati membri di creare un mondo libero dalla droga. Per sottolineare come questo obiettivo sia in assoluto una priorità mondiale, domenica 28 giugno, a Fabriano presso la località Poggio San Romualdo, la comunità Narconon Astore Onlus, celebrerà il 21° anniversario delle sue attività di prevenzione e riabilitazione. Con l’attuale diffusione di nuove droghe, dai mix più sconosciuti, è probabile che la statistica dei tossicodipendenti, già in costante aumento, continuerà il suo trend. Sono infatti 200 milioni le persone che hanno assunto droghe almeno una volta in un anno e di questi 25 milioni sono considerati tossicodipendenti secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga ed il Crimine. Una tale prospettiva appare senza soluzioni, mentre invece è indispensabile far emergere l’esistenza di soluzioni efficaci. La comunità Narconon Astore ne è un esempio, dove in 21 anni di applicazione del suo metodo riabilitativo, basato sulle opere dell’umanitario Ron Hubbard ed indirizzato al ripristino delle fondamentali abilità umane, ha salvato centinaia e centinaia di persone dalla droga e dall’alcol. Una rappresentanza di queste persone che hanno terminato la loro riabilitazione saranno presenti alla celebrazione dell’anniversario della comunità Narconon Astore e gli ospiti potranno ascoltare i loro racconti e le loro storie di vita.
L’associazione Narconon consegnerà gratuitamente a tutti i presenti una copia della brochure “Aiutare un familiare: salvare una persona cara dall’abuso di sostanze e dalla dipendenza” quale strumento di prevenzione di facile e immediata consultazione.

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Consumo di suolo in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 Mag 2015

suolo«Proseguendo a questi ritmi nella cementificazione si rischia di aggravare il già precario equilibrio del territorio italiano. Bisogna decidersi a invertire la rotta e per farlo è necessaria una fattiva collaborazione tra istituzioni e soggetti privati. Ci vogliono politiche favorevoli alle riqualificazioni al posto di quelle che spingono a continuare a costruire, favorendo gli intenti speculativi. È vitale concentrarsi sullo snellimento delle procedure burocratiche, specialmente quelle degli enti locali: se per abbattere un vecchio edificio e ricostruirlo ci vogliono quindici anni e una lista infinita di pratiche e carte bollate, è evidente che i centri urbani continueranno a svilupparsi verso l’esterno, con tutte le conseguenze del caso. Non occorre attendere altri disastri per convincersi a cambiare strada».
Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso la facoltà di Architettura dell’università La Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA, commentando il rapporto 2015 sul consumo di suolo in Italia presentato oggi dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra).
«Anche per ciò che riguarda le regolarizzazioni, la burocrazia rappresenta un ostacolo micidiale – sottolinea Simoncini –. Oggi i Comuni devono ancora completare le istanze di condono presentate trent’anni fa ed incassare i relativi oneri concessori, mentre favoriscono la costruzione di nuovi fabbricati in periferia. Con le procedure tradizionali le domande pendenti necessitano di tempi biblici: in questo modo i cittadini continuano a vivere nell’incertezza e le Amministrazioni locali non incassano quanto permetterebbe loro di realizzare le infrastrutture necessarie alla messa in sicurezza del territorio. Ci sono nuovi sistemi che permettono di abbattere tempi e costi grazie a procedure snelle e trasparenti: vanno vinte le resistenze e gli interessi di parte che troppo spesso legano a doppio filo enti locali e costruttori».

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