Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 137

Posts Tagged ‘consumo’

Ridurre l’impatto ambientale dei beni di consumo

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2022

La sostenibilità è uno sforzo di filiera: se si collabora per abbattere le emissioni di biossido di carbonio lungo tutta la catena di fornitura, dalle materie prime al prodotto finito, i benefici per l’ambiente riescono ad emergere in modo apprezzabile e misurabile. A questo principio crede moltissimo Fedrigoni, leader globale nella produzione di carte speciali ad alto valore aggiunto per packaging, editoria e grafica, e di etichette e materiali autoadesivi premium, da anni impegnata in un dialogo continuo con clienti e fornitori per abbattere il proprio impatto ambientale e trovare una soluzione al fine vita non solo dei suoi prodotti, ma anche dei manufatti intermedi e delle merci a scaffale. Uno sforzo che ha portato l’azienda a realizzare soluzioni sempre più sostenibili e performanti e a diventare il partner ideale per l’industria dei beni di consumo, a cui fornisce risposte avanzate per qualunque tipo di etichettatura e packaging personalizzato, in particolare per i grandi brand della moda e del lusso. Di questo si parlerà oggi all’evento internazionale Climate Capital Live, promosso dal Financial Times. Chiara Medioli Fedrigoni, Chief Sustainability & Communication Officer di Fedrigoni Group, parteciperà a una tavola rotonda dal titolo “Reducing the carbon embedded in consumer goods” insieme a top manager di Mars e Consumer Goods Forum, dove si affronterà il tema di come ridurre l’impatto ambientale delle aziende del largo consumo. L’azienda è in prima linea anche per le soluzioni plastic-to-paper, cioè per sostituire la plastica con carte performanti a livello di robustezza, idrorepellenza e igiene, ma realizzate con materia prima fibrosa, rinnovabile e riciclabile: fibre naturali vergini o di recupero. “Oggi siamo in grado di produrre carte di qualità ad alto valore aggiunto che resistono all’umidità, all’unto, agli strappi, alle pressioni e che trovano applicazione in tutti i settori merceologici, nel food&beverage come nella cosmesi, nella ristorazione, nella logistica”, conferma Chiara Medioli Fedrigoni.Tra le soluzioni più avanzate c’è PaperSnap, una carta innovativa sviluppata in collaborazione con Easysnap e usata per confezioni monodose di liquidi anche ad uso alimentare, prima disponibili solo in plastica; oppure i vassoi che accolgono i prodotti di profumeria e cosmesi all’interno delle confezioni, che Fedrigoni produce totalmente in cellulosa termoformata grazie a una tecnologia proprietaria brevettata.

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Consumo libri. Il futuro in mano a giovani e donne

Posted by fidest press agency su sabato, 12 febbraio 2022

I dati Istat 2020 su pubblicazione e tiratura di libri, indicano numeri negativi, mentre tra quel 41,4% che legge almeno un libro all’anno, si registra una crescita del 3% . Certo c’è il 58,6% della popolazione che non legge neanche un libro, ma almeno chi legge ha deciso di dedicarsi di più a questa conoscenza, probabilmente complice il fatto che il 2020 siamo rimasti per molto tempo chiusi in casa per prevenire il covid. Inoltre, il fatto che il libro sia una sorta di compagno di cultura da trattare con cura e accarezzare, ce lo dice il fatto che il 73,6% di chi legge lo fa sui testi cartacei.E se qualcuno crede che i giovani siano i meno attenti, è bene sapere che il 58,6% dei ragazzi tra 11 e 14 anni, ha letto, non per motivi scolastici, almeno un libro. Inoltre le donne (46,4%) sono più degli uomini (36,1%), Con un record tra le ragazze 11-24: oltre il 60% ha letto almeno un libro.Insomma i giovani e le donne sembrano essere più dedite ad informarsi su un libro. Se si considera che la lettura di un libro è mediamente indice di maggiore attenzione a cultura e istruzione, siamo felici di avere conferma che il nostro futuro si basa su giovani e donne. Certo, si possono considerare anche altri tipi di futuri, quelli legati alla cultura e all’informazione di social e alcuni festival canori, per esempio. Ma al momento, se la storia non ci inganna, le persone più istruite, e più riflessive come solo la lettura di un libro può rappresentare, sono quelle che ci hanno fatto stare meglio economicamente, umanamente e socialmente.Non auspichiamo che ci siano continui lockdown perché il numero di lettori di libri cresca, ma grazie al confinamento domestico registriamo la scoperta di se stessi, l’apertura e la riflessione mentale che caratterizza la lettura di un libro. E auspichiamo che questo “contagio culturale”, questo “consumo” di libri si faccia sempre più strada.Un consiglio per tutti: quando leggete un libro, non tenetelo solo per voi, invitate amici a leggere altrettanto libro e a confrontarsi per capire quanto lo scrittore ci ha voluto comunicare. Riuscendo, così, anche a capire meglio, oltre alle riviste e rubriche letterarie, quanto un autore e il suo metodo/pensiero ci possa aiutare a vivere meglio. http://www.aduc.it

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Subito legge contro consumo suolo

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2021

I dati diffusi oggi dall’Osservatorio CittàClima di Legambiente non lasciano dubbi sull’incedere della violenza degli eventi atmosferici: in 11 anni sono stati registrati 1.118 eventi meteorologici estremi sull’Italia , 133 dei quali negli scorsi 12 mesi, segnando un +17,2% ed interessando 602 comuni (+18%), tra cui Roma, ove dal 2010 su sono registrate 56 emergenze (9 negli ultimi 12 mesi), Bari e Milano, dove i fiumi Lambro e Seveso sono esondati almeno 20 volte.Di fronte a questo quadro, l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) condivide l’urgenza, evidenziata da Legambiente, di approvare quanto prima il Piano Nazionale di Adattamento al Clima, che deve comprendere anche la ristrutturazione di una rete idraulica ormai obsoleta. Sono 23 i Paesi dell’Unione Europea, compreso il Regno Unito, che hanno adottato un piano nazionale o settoriale di adattamento al clima e tra questi non c‘è però l’Italia, che continua a spendere mediamente 7 miliardi all’anno per riparare i danni da eventi naturali.“Non solo – aggiunge Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI – ci chiediamo che fine abbia fatto la legge contro il consumo di suolo, ferma da anni nei meandri del Parlamento. Approvarla rappresenterebbe un importante atto contro l’inarrestabile cementificazione, evidente amplificatore delle conseguenze causate dall’emergenza climatica in atto.”

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Prezzi al consumo in crescita

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 novembre 2021

Dati Istat, stime preliminari per ottobre sui prezzi al consumo: +0,6% a livello mensile, +2,9% su base annua (il mese di settembre era +2,5%). Accelerazione dovuta essenzialmente ai beni energetici, la cui ricaduta sugli altri beni e servizi si fa sentire. Dopo meno di un mese dei nuovi livelli stellari di gas ed elettrici, non ci si poteva aspettare altro. Prospettiva: peggio che mai. In Italia sembra che il governo abbia già dato il massimo. In Europa ci hanno detto di arrangiarci pur consolandoci che si tratta di situazione temporanea che dopo l’inverno dovrebbe tornare a livelli “standard”. Noi, intanto, abbiamo a che fare coi primo freddi e quindi consumi energetici in crescita, e continuiamo a nutrirci, muoverci, pensare, studiare, divertirci, etc, per cui le ricadute sui prezzi dei beni e dei servizi ce le prendiamo tutte. In un contesto in cui l’emergenza lavoro continua (è stata anche rinviata la scadenza della cassa integrazione, oltre a pagamenti di varie pendenze fiscali), lo Stato continua a regalare soldi ad Alitalia e a Mps e molte attività economiche continuano ad essere a regimi limitati causa covid… che non accenna a diminuire anche se grazie a vaccini e green pass ci soffoca di meno.Non pretendiamo di delineare le politiche economiche dello Stato per non soffrire così come soffriamo, non ne abbiamo neanche capacità. Pretendiamo solo di comprendere e di avere opportunità. Comprendere. Perché le tante Alitalia e Mps sì, e non, per esempio, zero riduzioni fiscali su benzina? Opportunità. Siamo sicuri che lo Stato stia dando il necessario perché, per esempio, i fondi Next Generation Eu e tanti altri soldi che ci arrivano dall’Unione siano alla portata di tutti? La Corte dei Conti europea ci ha detto che ne utilizziamo solo il 45% … solo perché non abbiamo idee o forse le opportunità non sono chiare a chi ci amministra e, di conseguenza, noi ne sappiamo pochissimo? (Comunicato stampa Aduc.

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Introdurre detrazione al consumo culturale

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2021

“Il Parlamento è impegnato nella discussione sul recepimento delle direttive europee sulle produzioni locali ed UE. Il Governo deve stabilire delle quote di produzione che siano rispettose e incentivino la la produzione nazionale, senza chiuderci al mercato internazionale. Il nostro settore audiovisivo deve avere una dimensione almeno europea e che il confronto con i grandi player internazionali come Netflix o Amazon sia fondamentale. Le major devono continuare a investire in Italia – così il capogruppo di FDI in commissione Cultura, responsabile Innovazione di FDI, commissario di Vigilanza Rai, deputato Federico Mollicone in un’intervista al Quotidiano del Sud relativa al libro “Italia in Scena” edito da Pagine – La concorrenza sleale del Cinema America va contrastata,così come richiesto dalle categorie come ANEC, e su questo abbiamo presentato una specifica interpellanza per le quali siano stati concessi, a quest’associazione di ex occupanti di un immobile privato, dopo l’aggiudicazione del bando per il Cinema Troisi, oltre un milione di euro di contributi pubblici da parte del Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio. Le sale cinematografiche vanno ripensate e sostenute, anche con meccanismi di incentivo fiscale come la detrazione del consumo culturale. Trovo sacrosanta la possibilità di allegare questo biglietto proporzionalmente al reddito individuale o familiare e detrarlo dalle spese, come si fa esattamente con gli scontrini delle farmacie, in una misura anche minima da stabilire – ha continuato Mollicone – RaiPlay va resa più competitiva, introducendo nel piano industriale, come già indicato dal voto unanime in due risoluzioni in Vigilanza Rai, il suo rafforzamento polarizzando l’intera filiera di produzione.

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Agrivoltaico: Rotta, no al consumo di terreno agricolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

“La transizione energetica verso le rinnovabili non può tradursi in consumo del suolo. Per questo ho firmato la petizione promossa da Coldiretti Giovani Impresa per ridurre il ricorso alle distese di pannelli solari sugli appezzamenti di terreno agricolo. L’obiettivo è quello di privilegiare l’installazione degli impianti sui tetti di stalle, cascine, magazzini, fienili, laboratori”. Lo dichiara la presidente della commissione Ambiente della Camera, Alessia Rotta, che ha incontrato il segretario nazionale Coldiretti Giovani Impresa, Stefano Leporati, e la delegata nazionale Giovani Impresa Coldiretti, Veronica Barbati. “Quello che chiede Coldiretti – spiega Rotta – è una programmazione, che individui le aree dove sia possibile installare gli impianti fotovoltaici. Se continueremo a destinare i suoli agricoli al fotovoltaico, i terreni da coltivare saranno sempre meno, col rischio della perdita di una biodiversità unica del nostro Paese. La proposta dei giovani agricoltori, che io sposo in pieno, è quella di destinare agli impianti fotovoltaici i tetti delle strutture produttive, anche agricole, e poi i terreni da bonificare, quelli abbandonati e le zone industriali in disuso. Insomma, quelle aree non destinate all’agricoltura, non fertili. E’ anche un modo per non togliere terra alle nuove generazioni di agricoltori”.“La campagna – aggiunge la presidente Rotta – è partita dal Veneto. Spingere per un fotovoltaico ancora più sostenibile significa contribuire alla lotta contro il rischio idrogeologico e per la salvaguardia delle biodiversità. Non solo, vuol dire tutelare il nostro paesaggio e la nostra cultura, vuol dire difendere un tessuto socio-economico fondamentale anche per la tutela e la promozione delle tradizioni e per il mantenimento della bellezza dei nostri territori. Per questo ho firmato, per dire ‘Sì all’energia rinnovabile senza consumo di suolo agricolo’. Alla campagna si può aderire sia dal sito http://www.giovanimpresa.coldiretti.it sia presentandosi negli uffici della Coldiretti in tutta Italia, nei mercati e negli agriturismi di Campagna Amica”.

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Consumo complessivo di carta diminuito del 16% rispetto al 2017

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2021

Credem, tra i principali e più solidi gruppi bancari nazionali, ha raggiunto il 100% di utilizzo di carta riciclata eliminando completamente, a partire dallo scorso giugno, la carta vergine. L’utilizzo di carta riciclata è aumentato costantemente negli ultimi anni, passando dall’8% del 2018, al 92% nel 2020, al 100% a giugno 2021. Nel 2021 la sinergia e concertazione di numerose aree della banca (Centro Servizi, Business Unit Commerciale, Private Banking e funzione Sostenibilità) ha consentito di raggiungere il traguardo di utilizzo del 100% di carta riciclata con l’obiettivo di: evitare gli impatti negativi relativi al taglio di legno vergine da foresta per produrre polpa ed alle conseguenti operazioni di raccolta, trasporto e lavorazioni preliminari; favorire il riutilizzo di materiali cartacei di scarto; ridurre i consumi energetici ed idrici durante le fasi produttive di lavorazione; ridurre l’uso di cloro, agente chimico dannoso per l’ambiente tradizionalmente più utilizzato per l’imbianchimento della carta vergine. E’ fortemente diminuito anche il consumo complessivo di carta, in calo a giugno 2021 del 16% rispetto al 2017 in conseguenza sia della forte intensificazione del lavoro agile, sia soprattutto per: una robusta attività di digitalizzazione e dematerializzazione dei processi (firme elettroniche e digitali, consultazione e archiviazione digitale);un piano di razionalizzazione delle stampanti nelle sedi centrali che prevede una riduzione del 70% con la conseguente riduzione di costi e consumi di carta e toner;una crescente attività di comunicazione e sensibilizzazione sulla Sostenibilità d’impresa e l’uso responsabile delle materie prime.Tali importanti risultati sono frutto di un percorso virtuoso legato anche al report di sostenibilità che ha consentito al Gruppo Credem di affinare la misurazione dei propri impatti ambientali, acquisire maggiore consapevolezza, strutturare e implementare strategie e obiettivi per razionalizzare le emissioni di gas serra, contribuire all’equilibrio ecologico del Pianeta e, di conseguenza, al benessere economico e sociale delle Comunità. Tra le molteplici attività poste in essere, il Gruppo ha monitorato anche i propri consumi e impatti ed implementa costantemente azioni efficaci per gestirli in modo efficiente. La carta rappresenta infatti una materia prima rilevante per una società di servizi e la sua gestione responsabile consente di ridurre l’impatto ambientale.

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Città responsabili 70% emissioni antropiche, il 65% da consumo risorse naturali

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è l’occasione perfetta per sbloccare progetti fermi ed accelerare il percorso di transizione verso un modello di economia circolare, verso le Smart City avanzate e verso una maggiore sostenibilità ambientale. A metterlo in evidenza è Sensoworks, la startup italiana specializzata in monitoraggio infrastrutturale supportata da piattaforme multilivello, secondo la quale il PNRR potrà dare un contributo significativo anche nel recupero delle nostre infrastrutture: ben 850.000 chilometri di strade, 2.200 gallerie, 21.100 ponti e 6.320 cavalcavia per cui ancora oggi non esistono dati certi. Non essendo peraltro mai stato funzionante il catasto delle strade non si può neanche conoscere con certezza il numero di ponti, viadotti e gallerie che hanno raggiunto livelli preoccupanti di degrado.Eppure è proprio in Italia che sta avanzando il progetto «Sensoworks Smart City» con le sue piattaforme software ed i dispositivi connessi —includendo lampioni intelligenti, automobili, wearables e smartphone— che interagiscono con le attività quotidiane della città, dallo «smart parking» alla raccolta dei rifiuti (smart waste management), dal supermercato intelligente allo «smart hospital».In tale ambito si stanno facendo passi da giganti: la scorsa settimana Sensoworks ha già presentato il suo primo «white paper» (www.sensoworks.com/white-paper-02). Il progetto è ambizioso, ma per la trasformazione economica e sociale in chiave sostenibile rimane fondamentale la messa in sicurezza delle infrastrutture, che devono corrispondere ai bisogni delle imprese e dei cittadini, e l’assoluta trasparenza dei processi.La startup italiana specializzata in monitoraggio infrastrutturale ha ragionato a 360 gradi, riuscendo a concepire piattaforme che chiudono il divario tra l’«IA» e lo «IoT», progettando non solo il software ma anche manufatti, spesso rivoluzionari.Nella sfida sulle città intelligenti l’Italia può ancora vincere la competizione e spiazzare la Cina che al momento detiene il primato mondiale con oltre la metà dei 1.200 progetti al mondo già finanziati. Ma certo resta da risolvere la questione delle infrastrutture.Le installazioni del nostro Paese di cui sappiamo qualcosa ammontano a non più di 65.000: delle altre infrastrutture, invece, non sappiamo quasi nulla. «Qui le nuove tecnologie potrebbero dare un contributo risolutivo, consentono interventi su larga scala ed in continuo, con acquisizione automatica dei dati e gestione da remoto, permettendo di monitorare grandezze fisiche, 24 ore su 24, 7 giorni su 7» aggiunge De Carlo.

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Crescita del biologico e cultura del consumo

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2020

La crescita dell’agricoltura biologica italiana si deve allo sforzo di migliaia di piccoli produttori, ma anche a una nuova consapevolezza che si è ormai fatta strada tra i consumatori – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Come ha ricordato la ministra per le Politiche agricole Bellanova, il biologico ha guadagnato quote di mercato sempre più rilevanti, raggiungendo nel 2019 la cifra record di 3,3 miliardi di euro, equivalente al 4% della spesa agroalimentare complessiva. Ma è soprattutto l’andamento negli ultimi dieci anni a suscitare ottimismo: dal 2010 le superfici agricole coltivate a biologico sono infatti aumentate del 79%, arrivando a sfiorare oggi il 16% della superficie agricola utilizzata totale.L’Italia ha registrato grandi progressi su questo fronte, ma con i giusti incentivi può raggiungere traguardi ancora più ambiziosi – prosegue Tiso. Il messaggio lanciato dal mercato è chiaro: il biologico è una strada sostenibile non solo per l’ambiente ma anche per l’economia, e sempre più consumatori lo scelgono. Lo testimoniano le oltre 80mila aziende bio che collocano l’Italia al primo posto in Europa per numero di operatori.C’è una trasformazione in atto. Occorre tenere il passo di una domanda di prodotti biologici che cresce costantemente, promuovendo un’offerta sempre di più di qualità e alla portata di tutti. Il cambiamento non riguarda solo la filiera agricola e i metodi di produzione, ma è anche di tipo culturale perché interessa in senso più ampio il nostro stile di vita. Per proseguire su questa strada è essenziale garantire trasparenza e corretta informazione per la tutela del consumatore, così come l’indispensabile sostegno alle aziende.

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In Italia crescono i consumi di carne avicola

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

In Italia durante il lockdown per Covid-19 sono aumentati notevolmente i consumi domestici di carne avicola. Si pensi che nel mese di marzo la maggiore richiesta è stata del +25% rispetto alla media mensile dell’ultimo quinquennio, pur tenendo conto che il canale Horeca (hotel, ristoranti, catering), che assorbe circa il 20% della produzione complessiva, è rimasto bloccato per Coronavirus. La capacità di risposta della filiera avicola è risultata quindi buona, riuscendo nel complesso a soddisfare le richieste dei consumatori, nonostante alcune problematiche legate alla tipologia del prodotto abbiano creato qualche problema; va ricordato per esempio che nelle rosticcerie viene richiesto soprattutto il pollo leggero, mentre gli acquisti domestici si indirizzano maggiormente verso il pollo pesante.Su questo quadro si innesta l’avicoltura veneta che rappresenta, sotto il profilo produttivo, il comparto regionale più forte in Italia, coprendo infatti una quota assolutamente rilevante (30% in volume) della produzione complessiva.La fotografia del comparto avicolo arriva da un nuovo Report di Veneto Agricoltura che ne analizza l’evoluzione avvenuta negli ultimi anni, fornendo un quadro esaustivo sia della produzione mondiale ed europea che degli scambi commerciali, soffermandosi in particolare sulla struttura produttiva italiana e veneta, con dati aggiornati al 2019 sulle strutture della nostra Regione.Nel periodo gennaio-maggio 2020 (ultimi dati disponibili, Ismea – Osservatorio consumi domestici) gli acquisti domestici complessivi di carni avicole sono aumentati in volume del +5,9% e del +8,1% per il pollo, mentre in valore l’aumento ha toccato i +9,8% e il +13,9% per il pollo, rispetto allo stesso periodo del 2019. A marzo è stato registrato un balzo in avanti anche dei listini, soprattutto per il pollo pesante che è passato da valori intorno ad 1 euro/kg a 1,2 euro/kg e anche più. Valori che si sono velocemente ridimensionati a fine aprile e inizio maggio con quotazioni anche sotto la media per effetto del rientro delle richieste del pollo pesante e ripristino di quelle del pollo leggero.Al di là di questo particolare momento favorevole, la filiera avicola nazionale, e quindi anche veneta, si trova però ad affrontare alcuni scenari che preoccupano gli operatori, soprattutto nel medio-lungo periodo. Alcuni Paesi dell’area europea, come la Polonia e l’Ucraina, stanno effettuando importanti investimenti in strutture produttive e, dato il breve ciclo produttivo degli avicoli, è possibile che in tempi relativamente brevi possano ulteriormente incrementare la loro capacità di export a prezzi molto competitivi, allargandosi anche sul mercato italiano.Innovazione, differenziazione e miglioramento degli standard qualitativi degli allevamenti e delle carni possono quindi fare la differenza e mantenere il nostro comparto competitivo anche in futuro.

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Consumo suolo: Puntare sull’agroecologia

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

Il consumo di suolo è una minaccia non solo per l’agricoltura, ma anche per l’ambiente in cui viviamo messo già alla prova dai cambiamenti cimatici – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. I dati dell’ultimo rapporto Ispra sono preoccupanti e dipingono uno scenario in cui l’agricoltura arretra a favore della cementificazione e dall’abbandono causato da un modello di sviluppo sbagliato.Negli ultimi anni la superficie coltivata in Italia si è ridotta di oltre un quarto, con una diminuzione in termini di produzione che supera i tre milioni di quintali e un danno economico – tra il 2012 e il 2019 – che sfiora i sette miliardi di euro. Per un Paese come l’Italia, costretto a importare un quarto degli alimenti, la riduzione delle coltivazioni rischia di generare ulteriore dipendenza da Paesi terzi proprio mentre il commercio internazionale è in difficoltà per l’emergenza coronavirus – continua Tiso. La cementificazione incontrollata rende inoltre ancora più fragile il nostro territorio, sempre più a rischio per via degli eventi climatici estremi causati dal riscaldamento globale. Il dissesto idrogeologico, uno degli annosi problemi del nostro Paese, può trovare una risposta concreta in un’attività agricola che fa della tutela dell’ambiente e del territorio una delle sue priorità. Per questo investire nell’agroecologia e sostenere le tante piccole e medie imprese agricole distribuite lungo tutta la penisola non ha solo una valenza economica, ma anche sociale. Preservando il paesaggio proteggiamo infatti la nostra storia e, al tempo stesso, rendiamo più sicuro il nostro Paese.

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Dimezzato il consumo di acqua, utilizzata solo cellulosa certificata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

Così Fedrigoni produce carte speciali sostenibili. Il 47% in meno di consumo di acqua fresca nel comparto delle etichette autoadesive negli ultimi sei anni, a parità di produzione, e il 15% in meno di acque di processo in quello di carta e sicurezza, dove anche l’uso di energia termica è diminuito del 13% (-9% quello dell’energia elettrica) grazie a notevoli investimenti per installare impianti di cogenerazione a turbina, alimentati a gas metano, nei principali stabilimenti. Dal 2014 tutte le cellulose impiegate sono esclusivamente del tipo certificato FSC®, provenienti da impianti forestali tutelati da norme internazionali che garantiscono la loro sostenibilità sotto il profilo ambientale, sociale ed economico. Sono alcuni numeri che testimoniano l’impegno costante di Fedrigoni, gruppo italiano leader in Europa nelle carte speciali per packaging, etichette autoadesive, stampa e sicurezza, per efficientare i processi produttivi, ridurre i consumi e migliorare gli impatti ambientali in un’ottica di sostenibilità. Cifre importanti di per sé, ma ancor più significative se le si inquadra nel percorso di miglioramento continuo che l’azienda ha intrapreso più di 25 anni fa per favorire la qualità, l’ambiente, la sicurezza e la salute. I dati sono contenuti nel Report ambiente e sicurezza 2019, quest’anno pubblicato insieme al Bilancio. Nella produzione di etichette ed elementi autoadesivi (Pressure sensitive labels), dove si applica un processo di siliconatura a base acquosa senza impiego di solventi organici, anche le emissioni di CO2 sono calate del 20% dal 2014, il ricorso all’ossigeno chimico è diminuito del 23% e la produzione di rifiuti è scesa del 14% (del 10% nel comparto carta e sicurezza). Inoltre, l’azienda aderisce a etichette e marchi di natura volontaria che confermino specifiche attribuzioni ecologiche e di sicurezza dei prodotti. Ma per Fedrigoni sostenibilità significa anche attenzione ai dipendenti e ai clienti, a cui vengono assicurati luoghi di lavoro salubri e prodotti sicuri attraverso continui investimenti: infatti, rispetto all’anno precedente, nel 2019 è diminuita del 7,5% la durata media degli infortuni sul lavoro nei diversi stabilimenti e gli indici di frequenza e di gravità degli incidenti sono calati rispettivamente del 37% e del 42%, anche grazie a specifiche attività organizzative, gestionali, formative e d’informazione.
“Da anni ci impegniamo a essere socialmente responsabili, sempre, comunque e verso chiunque – commenta Marco Nespolo, Amministratore Delegato di Fedrigoni – e questo impegno sarà ulteriormente rafforzato e accelerato attraverso un importante piano pluriennale di interventi e investimenti rilevanti che mira a raggiungere obiettivi precisi: ridurre il nostro impatto sull’ambiente, sviluppare prodotti realmente alternativi alla plastica, sensibilizzare le persone sui temi della sostenibilità e diffondere una cultura che metta sempre l’individuo al centro”.
“Nei processi di produzione e valorizzazione di tutte le nostre carte utilizziamo solo materie prime e ausiliarie sicure – continua il manager -, non impattanti e provenienti da origini controllate e tracciate, così come applichiamo le migliori economie di scala per ridurre e ottimizzare il consumo delle risorse energetiche e idriche e la gestione dei rifiuti e diamo la preferenza a fornitori che adottano le stesse politiche. I nostri sforzi sono orientati a favorire un’economia circolare e una crescita sostenibilie, attraverso prodotti il più possibile eco-compatibili e sicuri lungo tutto il loro ciclo di vita. Nè va dimenticata la nostra attenzione per l’arte e la cultura, che promuoviamo anche con le attività della Fondazione Fedrigoni Fabriano”.
Proprio in questa direzione va il lancio della nuova gamma di carte riciclate Symbol Card ECO, disponibile in due versioni con il 50% e il 100% di contenuto di fibra di riciclo, frutto di un percorso di innovazione di prodotto sostenibile. La superficie di Symbol Card ECO è caratterizzata da una patinatura a doppia lama su un solo lato, che gli attribuisce una finitura Satin, e da un lato non patinato che permette di raggiungere buoni risultati anche con stampa di fondi pieni, adattandosi a diverse tipologie di stampa e nobilitazione. Realizzate in diverse grammature, entrambe le versioni sono prodotte sia in fibra che in controfibra, caratteristica che le rende perfette per la realizzazione di copertine, cartoline e inviti, ma anche per creare packaging come astucci, box e hangtags.
Tra le attività di responsabilità sociale del Gruppo Fedrigoni figura anche l’impegno a fare formazione e informazione alla business community sui temi del riciclo e dell’economia circolare. E’ questo l’obiettivo di “Recycled Tool”, una breve guida chiara e sintetica di approfondimento sulle carte con contenuto di riciclo e sulle loro performance: dai processi e le materie prime con cui si ottengono alla loro resa grafica, dalle numerose applicazioni ai vantaggi che rappresentano per l’ambiente.

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Consumo eccessivo del suolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2020

“Correva l’anno 2013 e l’allora Ministro, Mario Catania, annunciò la necessità di varare una legge contro l’eccessivo consumo del suolo. Da allora il provvedimento è fermo in Parlamento.” A ricordarlo anche quest’anno, pur in una situazione di emergenza sanitaria che continua necessariamente ad occupare le nostre attenzioni, è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), in occasione della Giornata della Terra, che si celebra in tutto il mondo, il 22 Aprile.“Proprio la pandemia – prosegue il Presidente di ANBI – deve farci riflettere sull’unicità di risorse fondamentali come terra ed acqua, che altresì violentiamo quotidianamente. La cementificazione spesso incontrollata accentua il rischio idrogeologico, incrementato per l’estremizzazione degli eventi meteorologici, conseguenza dei cambiamenti climatici. L’impermeabilizzazione rappresenta la principale causa di degrado del suolo in Europa, in quanto comporta un rischio accresciuto di inondazioni, minaccia la biodiversità, contribuisce alla progressiva e sistematica distruzione del paesaggio soprattutto rurale. Non è mai superfluo ricordare che il 9,8% del territorio nazionale è costituito da aree ad elevata criticità idrogeologica, che interessano l’82% dei comuni.”L’intensa urbanizzazione, sviluppatasi senza tenere in alcuna considerazione le aree fragili dal punto di vista idrogeologico (alluvioni, frane, dissesti), il contemporaneo abbandono delle aree collinari e montane da parte della popolazione e delle attività agricole, i cambiamenti climatici acuiscono la fragilità del territorio.“Il consumo di suolo in Italia continua a crescere e si stima abbia intaccato ormai oltre 2.100.000 ettari del nostro territorio, diventando la prima causa di quel dissesto idrogeologico, che ogni anno costa mediamente 2 miliardi e mezzo di danni all’Italia – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – Entro l’estate presenteremo un Piano Nazionale Strategico di Manutenzione ed Infrastrutturazione Idraulica del Territorio; contestualmente torneremo a chiedere di concludere le tante opere incompiute, spesso ferme nelle pieghe della burocrazia e già costate troppo in termini di risorse pubbliche, chiediamo al Governo di non lasciarci soli in questo momento drammatico per il Paese.”

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Coronavirus e credito al consumo

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

Abbonamenti per palestre, per trattamenti estetisti e odontoiatrici, rette per asili, viaggi e tanto altro. In queste settimane abbiamo raccolto moltissime segnalazioni di consumatori che non solo non vengono rimborsati per i servizi non goduti a marzo, ma addirittura sono oggetto di intimazioni di pagamento per aprile e mesi successivi, nonostante la serrata. Abbiamo già consigliato in questi casi di sospendere i pagamenti e, laddover necessario, intimare la risoluzione del contratto ed il rimborso dei pagamenti effettuati senza ricevere servizi. Nella è dovuto per servizi non erogati.Ma cosa succede a chi ha fatto un contratto di credito al consumo e sta pagando rate alle finanziarie per servizi non più erogati, come ad esempio un abbonamento alla palestra o un circolo sportivo, un ciclo di trattamenti estetici, un viaggio cancellato? In questo caso, sarà la finanziaria a dover rimborsare al consumatore le rate relative a servizi non goduti, previa risoluzione contrattuale. Ecco i passaggi da seguire:
1. inviare al fornitore (palestra, asilo, centro estetico ecc.) una messa in mora per raccomandata a/r o PEC (1), intimando la risoluzione del contratto ai sensi dell’art. 1463 del codice civile;
2. transcorsi almeno 10 giorni dalla consegna della comunicazione al fornitore, si potrà chiedere la risoluzione del contratto di credito al consumo alla propria finanziaria (sempre per raccomandata a/r o PEC), intimando la risoluzione del contratto di finanziamento ai sensi dell’art. 125 quinques del Testo Unico Bancario e il rimborso delle rate pagate per servizi di cui non si è potuto usufruire.
Qualora la finanziaria non risolva il contratto e/o non restituisca le rate pagate per servizi non goduti, si potrà fare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario: https://sosonline.aduc.it/scheda/arbitro+bancario+finanziario_16598.php (fonte: Aduc)

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Rischio cardiovascolare, nuove prove di un legame con il consumo di carne

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 febbraio 2020

Mangiare due porzioni di carne rossa, carne lavorata o pollame, ma non di pesce, alla settimana sarebbe legato a un aumento del rischio del 3-7% di malattie cardiovascolari, mentre assumere due porzioni di carne rossa o di carne lavorata, ma non di pollame o pesce, alla settimana, a un aumento del 3% del rischio di morte da tutte le cause. Questo è quanto riferisce un nuovo ampio studio pubblicato su Jama Internal Medicine. «Si tratta di un aumento esiguo, è vero, ma vale la pena provare a ridurre la carne rossa e quella lavorata come salame, mortadella e salumi, anche perché il consumo di carne rossa è costantemente collegato ad altri problemi di salute come il cancro» afferma Norrina Allen, della Northwestern University Feinberg School of Medicine, autrice senior del lavoro. I ricercatori hanno analizzato i dati di 29.682 persone, di età media pari a 53,7 anni al basale, che hanno riferito personalmente i dettagli della propria dieta. Ebbene, l’analisi dei dati ha mostrato, oltre a un aumento del rischio dal 3 al 7% di malattie cardiovascolari e morte prematura per le persone che hanno mangiato carne rossa e carne lavorata, un rischio maggiore del 4% di malattie cardiovascolari per le persone che hanno consumato due porzioni a settimana di pollame, anche se le prove non sono state sufficienti per formulare una chiara raccomandazione sull’assunzione di pollame. Infatti, la relazione potrebbe essere dovuta al metodo di cottura del pollo e al consumo della pelle, piuttosto che alla carne di pollo di per sé. Non è stata invece riscontrata alcuna associazione tra consumo di pesce e malattie cardiovascolari o mortalità. Gli autori sottolineano che lo studio presenta alcuni limiti, come il fatto che la dieta sia stata riferita dai partecipanti e che sia stata valutata una sola volta, mentre i comportamenti alimentari potrebbero essere cambiati nel tempo. Inoltre, non sono stati presi in considerazione i metodi di cottura, ed è noto che l’assunzione di pollo fritto e pesce fritto è positivamente collegata alle malattie croniche. «La modifica dell’assunzione di questi alimenti proteici di origine animale può essere una strategia importante per contribuire a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e la morte prematura a livello di popolazione» concludono gli autori. JAMA Int Med 2020. Doi: 10.1001/jamainternmed.2019.6969 https://doi.org/ 10.1001/jamainternmed.2019.6969 by Doctor 33)

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Il consumo di farmaci a base di vitamina D in Italia cresce di anno in anno

Posted by fidest press agency su sabato, 8 febbraio 2020

Nel 2017 la spesa pubblica per questi farmaci ha raggiunto i 260 milioni di euro e 12,6 italiani su mille li hanno assunti (il doppio rispetto al 2013) secondo l’AIFA, che proprio lo scorso ottobre, con la nota 96, ha posto nuovi limiti alla prescrivibilità di questi farmaci a carico del SSN. Così, questi medicinali sono rimborsabili solo previo un test a carico del cittadino che accerti la carenza di vitamina D, e solo ad alcune categorie di pazienti (persone con osteoporosi e osteopatie, donne in gravidanza o allattamento, persone che soffrono di carenze iatrogene o hanno malattie che causano il malassorbimento della vitamina). Ma i preparati a base di vitamina D sono presenti sul mercato anche come integratori, quindi acquistabili senza bisogno di ricetta medica: «Si tratta di importanti alleati nella prevenzione, perché le carenze di vitamina D sono molto comuni in tutta l’Italia, non soltanto al Nord. Infatti il 60-80% della popolazione italiana ne è interessato» spiega Maurizio Salamone, direttore scientifico di Metagenics Italia, produttore e distributore di integratori alimentari ad alto impatto che nel 2019 ha visto aumentare le vendite dei propri integratori a base di vitamina D del 40%.La vitamina D infatti dà un contributo fondamentale alla salute di ossa e denti, alle funzioni del sistema immunitario, alla funzione muscolare, al mantenimento dei livelli di calcio nel sangue e al normale assorbimento del calcio e del fosforo. È una sostanza che viene prodotta dal corpo grazie soprattutto all’esposizione alla luce solare, mentre la dieta ci fornisce solo 20% dell’apporto giornaliero.
L’indicazione più importante, sottolineata proprio dall’AIFA nelle avvertenze alla nota 96, recita: “l’approccio più fisiologico della supplementazione con vitamina D è quello giornaliero col quale sono stati realizzati i principali studi che ne documentano l’efficacia”. «Dato che la vitamina D ha la caratteristica di accumularsi nel tessuto adiposo è consigliabile assumere la dose giornaliera raccomandata quotidianamente, piuttosto che un dosaggio più elevato saltuariamente» spiega Salamone. La precisione nella quantità è quindi fondamentale, ed è per questo che Metagenics ha sviluppato una gamma di prodotti calibrate su esigenze diverse: 400 U.I. per i bambini, 1000 U.I. per adolescenti e adulti, 2000 U.I. per gli anziani e le donne in gravidanza, fino alle 4000 U.I. per chi presenta carenze gravi. «La cosa migliore – sottolinea Salamone – è sempre consultare il proprio specialista di fiducia per definire la posologia corretta, in modo da massimizzare i benefici».Inoltre sono da preferire prodotti facili da assumere e gradevoli al gusto: Metagenics pone grande importanza non soltanto alle formulazioni ma anche alla facilità di assunzione. Nel caso specifico della Vitamina D sono disponibili sia le compresse masticabili al gusto lime, dolcificate con stevia, sia le gocce dal gusto neutro a base di olio MCT (medium chain triglycerides) ben digeribile e tollerabile, adatto anche ai neonati. Con una scelta mirata e una spesa molto contenuta, quindi, la prevenzione di una delle più diffuse carenze micronutrizionali è davvero alla portata di tutti, eliminando in questo modo il problema della ridotta mutuabilità della vitamina D generata dalla recente nota 96. http://www.metagenics.it

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Deutsche Bank si conferma tra i principali operatori attivi nel segmento green del credito al consumo

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 febbraio 2020

Con oltre 100 milioni di Euro di erogazioni a favore di oltre 16mila famiglie e aziende, Deutsche Bank SpA, attraverso la business line Deutsche Bank Easy dedicata al credito al consumo in Italia, si conferma nel 2019 fra i principali operatori del mercato in termini di flussi erogati per i prestiti finalizzati a impianti “green” e beni per l’efficientamento energetico delle abitazioni e dei luoghi di lavoro.Rielaborando il dato aggregato* rilevato da Assofin (l’associazione italiana del credito al consumo e immobiliare), che include nel perimetro dei “finanziamenti green” le erogazioni finalizzate all’acquisto di beni come, ad esempio, gli impianti fotovoltaici, i pannelli solari, le caldaie a pompa di calore, i serramenti e gli infissi per isolamento termico, la quota di mercato di DB risulta pari al 20%.
Deutsche Bank Easy ha un’esperienza di oltre 15 anni nel finanziamento di prodotti per il risparmio energetico e a basso impatto ambientale. Già nel 2004 era infatti tra i primi player di consumer finance in Italia a finanziare l’installazione di impianti fotovoltaici e ha gradualmente ampliato la propria gamma prodotti offrendo soluzioni innovative a un numero crescente di consumatori e aziende.
Solo negli ultimi 6 anni Deutsche Bank Easy ha sostenuto i progetti green di oltre 71mila clienti. Il 2020 vedrà un ulteriore impegno nel settore con il lancio di prodotti di finanziamento dedicati ai segmenti automotive (automobili ibride, plug-in ed elettriche) e bike, per accompagnare le scelte degli italiani verso una mobilità smart e sostenibile. Secondo la prima indagine Coldiretti/Ixè su «La svolta green degli italiani» nel 2019, il 90% circa degli intervistati ritiene infatti che ciascun individuo possa fare molto per proteggere l’ambiente, mentre il 44% di loro sta già riducendo l’acquisto di prodotti con imballaggi eccessivi; il 72% si dice disposto a ridurre gli spostamenti in auto, scooter e motociclette; il 59% ritiene che l’economia circolare porterebbe a una crescita dell’occupazione.
“Nel 2019 – ha commentato Marco Colombo, head of Consumer Markets di Deutsche Bank Easy – il mercato ha premiato il nostro approccio, sempre rivolto a una crescita sostenibile, che ci ha visti affiancare primari partner europei tra produttori, distributori e utilities, convinti della nostra responsabilità verso la trasformazione in atto, spinta dal cambiamento climatico. Stimolati anche dal costante impegno del Gruppo Deutsche Bank a livello globale nelle iniziative legate alla sostenibilità ambientale, proseguiremo con impegno e vigore anche in futuro”.Deutsche Bank rappresenta uno dei maggiori operatori nel settore del Consumer Finance in Italia con un portafoglio complessivo pari a circa 7 miliardi di euro e l’8% di quota di mercato per volumi finanziati. La gamma prodotti è ampia e completa, in grado di soddisfare le esigenze di finanziamento e bancarie di tutti i giorni: prestiti, conto corrente, carte di pagamento, assicurazioni, mutui, cessioni del quinto. Il modello di distribuzione di Deutsche Bank Easy si sviluppa sul territorio nazionale attraverso sportelli, agenzie, accordi con dealer e aziende, partnership strategiche, a cui si affiancano i canali remoti e digitali, attraverso i quali i clienti possono disporre operazioni o sottoscrivere prodotti in modalità totalmente paperless e comodamente da casa.

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Stop al consumo di suolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 gennaio 2020

Per difendere i nostri territori e il paesaggio occorre fermare il consumo di suolo che prosegue in Italia a ritmi elevati e in assenza di una vera pianificazione – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. In un Paese come il nostro, con ben sette milioni le case vuote – circa un quinto del totale – si continua a cementificare il territorio rendendolo sempre più vulnerabile ai cambiamenti climatici e aumentando i rischi legati al dissesto idrogeologico.Secondo l’Ispra, ogni secondo vengono cementificati due metri quadrati, 14 ettari al giorno, soprattutto in aree già compromesse. Prime fra tutte le grandi città, come Roma e Milano. E’ necessaria quindi la volontà politica di intervenire perché le risorse contro il dissesto idrogeologico ci sono, come ha ricordato di recente la Corte dei Conti, ma sono rimaste finora inutilizzate. Al tempo stesso, la legge di iniziativa popolare su questa materia è ancora in attesa dell’esame del Senato – prosegue Tiso.La lotta contro il dissesto idrogeologico deve essere una priorità del Governo e dei nostri parlamentari e non può che fare parte integrante dell’annunciato Green New Deal.Anche l’Europa ci chiede un maggior impegno attraverso l’obiettivo della ‘Land Degradation Neutrality’, prevista dall’agenda 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile. Per raggiungere questo traguardo, gli Stati membri sono chiamati ad azzerare la cementificazione e ad aumentare le superfici naturali che vanno sottratte all’urbanizzazione.

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Consumo sostenibile

Posted by fidest press agency su sabato, 18 gennaio 2020

La rete dei Centri Europei Consumatori ECC-Net inaugura il quindicesimo anno di attività promuovendo una campagna informativa che, per dodici mesi, affronterà i temi di principale interesse per i consumatori europei: diritti dei passeggeri, geoblocking, e-commerce sono solo alcuni degli argomenti oggetto dell’iniziativa che vedrà alternarsi, ogni mese, i diversi Centri nell’attività di diffusione online di materiale informativo.Al Centro Europeo Consumatori Italia, in collaborazione con il Centro Europeo Consumatori dei Paesi Bassi, spetta dare avvio alla campagna nel mese di gennaio. Il tema scelto è quello della sostenibilità, affinché i consumatori apprendano i vantaggi di un’economia circolare e imparino a compiere scelte di consumo rispettose dell’ambiente: evitare gli sprechi alimentari, ridurre le materie plastiche e i prodotti monouso, evitare eccessive emissioni di CO2. Attraverso infografiche e video pillole, saranno diffusi utili consigli e suggerimenti per diventare consumatori e viaggiatori sostenibili, incentivando così anche le imprese a prestare maggiore attenzione al rispetto dell’ambiente e alla sua tutela. I contenuti informativi sono disponibili sui canali social del Centro Europeo Consumatori Italia.

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Consumo di proteine. Ecco le raccomandazioni della Sipps

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 dicembre 2019

In tema di proteine, essenziali nella crescita dei bambini ma anche potenzialmente nocive specie per i più piccoli, arrivano nell’ambito del progetto nutrizionale Nutripiatto http://www.nutripiatto.nestle.it le raccomandazioni della SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale). Fondamentali in tutte le fasi della vita, ma soprattutto in età pediatrica, le proteine sono i mattoni necessari a costruire nuovi tessuti e a riparare quelli danneggiati. Ricordando le 5 categorie alimentari considerate fonte primaria di proteine (carne, uova, pesce, legumi, latte e derivati), la SIPPS sottolinea che i bambini di età inferiore ai 3 anni non devono superare il 12% di apporto proteico giornaliero. Gli esperti precisano inoltre che la giusta ripartizione nell’arco di una settimana sono 4 porzioni di legumi, 4 di pesce, 1 uovo a settimana, 1 porzione di carne rossa, 2 porzioni di carne bianca e 2 porzioni di formaggio. Tuttavia, le proteine sono contenute, in quantità inferiori, anche in altri alimenti: pasta, cereali, orzo, farro, avena, frutta secca, castagne, persino alcuni frutti e ortaggi. Basti pensare che una porzione di crusca di frumento ha lo stesso contenuto proteico di un vasetto di yogurt. «È importante prestare attenzione al nostro introito proteico e consumare una sola fonte primaria di proteine a ogni pasto da scegliere tra legumi, carne, pesce, uova o latte e derivati, mai combinandole nello stesso pasto» spiega Giuseppe Di Mauro, presidente SIPPS. E Lisa Mariotti, nutrizionista pediatrica presso il Dipartimento medicina dell’infanzia e dell’età evolutiva dell’ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano, aggiunge: «Dai 3 anni in poi, sulla base delle indicazioni del LARN (Livelli di assunzione di riferimento per la popolazione italiana, 2014) per l’apporto proteico, è bene rimanere nell’intervallo di riferimento 12-18% sulle calorie giornaliere, in quanto un consumo eccessivo può portare a complicanze renali, a sovrappeso/obesità e a modifiche dell’appetito». Conclude Leo Venturelli, Responsabile comunicazione SIPPS: «Le proteine non sono tutte uguali: quelle di origine animale si definiscono complete, dato che una singola porzione dell’alimento che le veicola soddisfa il fabbisogno proteico dell’organismo. Al contrario, quelle vegetali quali i legumi sono definite incomplete, ossia una singola porzione non copre il fabbisogno proteico dell’organismo; per raggiungerlo è necessario un’altra fonte alimentare. Il classico esempio è la pasta e fagioli: combinando legumi e cereali la qualità proteica migliora grazie alla reciproca integrazione, raggiungendo il fabbisogno ideale». (fonte Doctor33)

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