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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘contaminazione’

Giappone: Contaminazione radioattiva

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2016

Grizzly

A Grizzly Bear catches a fish in a river in the Great Bear Rainforest in British Columbia, Canada.

TOKYO (GIAPPONE) Gli impatti ambientali del disastro nucleare di Fukushima Daiichi avranno effetti per secoli su foreste, fiumi ed estuari. È quanto emerge da “Radiation reloaded”, nuovo rapporto diffuso oggi da Greenpeace Giappone, secondo cui gli elementi radioattivi a lunga vita sono stati assorbiti da piante e animali, riconcentrati tramite le catene alimentari, e trascinati a valle verso l’Oceano Pacifico da tifoni, da inondazioni e dallo scioglimento della neve.«Il Programma di decontaminazione del governo giapponese non avrà quasi nessun impatto sulla riduzione del rischio ecologico legato all’enorme quantità di radioattività emessa nel disastro nucleare di Fukushima», afferma Kendra Ulrich, senior campaigner nucleare di Greenpeace Giappone. «Già oltre 9 milioni di metri cubi di scorie nucleari sono sparsi su almeno 113 mila siti nella Prefettura di Fukushima. Questo mentre il governo Abe vuol far passare la favola che cinque anni dopo l’incidente nucleare la situazione stia tornando alla normalità. E, purtroppo per le vittime, ciò significa che gli viene raccontato che possono tornare in sicurezza in ambienti in cui i livelli di radiazione sono spesso ancora troppo elevati e circondati dalla una pesante contaminazione».Con

foresta

Great Bear Rainforest in Canada. Creek in the woods. Great Bear Regenwald in Kanada. Ein Bach flisst durch einen Wald.

il rapporto lanciato oggi, basato su un grande volume di ricerche scientifiche indipendenti effettuate nelle zone colpite nell’area di Fukushima, l’organizzazione ambientalista denuncia anche la posizione profondamente sbagliata dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica e del governo Abe, sia in termini di rischi di decontaminazione che di rischi per l’ecosistema. Lo studio si basa inoltre sulle analisi dell’impatto ambientale della catastrofe nucleare di Cernobyl, per trarre un’indicazione del possibile futuro delle aree contaminate in Giappone.Le analisi mostrano come evidenti i seguenti impatti ambientali:
· Elevate concentrazioni di radioelementi riscontrate nelle nuove foglie e, almeno nel caso del cedro, anche nel polline;
· Aumento di mutazioni nella crescita degli abeti con l’aumento dei livelli di radioattività;
· Mutazioni ereditarie riscontrate nelle farfalle tipo Pseudozizeria maha, Dna danneggiato nei vermi nelle zone altamente contaminate e riduzione della fertilità nella rondine comune;
· Diminuzione dell’abbondanza di 57 specie di uccelli nelle aree a maggiore contaminazione, evidenziata da uno studio di quattro anni;
· Elevati livelli di contaminazione da cesio riscontrati nei pesci d’acqua dolce di importanza commerciale;
· Contaminazione radiologica degli estuari che rappresentano uno degli ecosistemi più importanti.
«Ancora non si vede la fine di questa drammatica vicenda per le comunità di Fukushima», continua Ulrich. «Quasi 100 mila persone non sono tornate a casa e molti non saranno mai in grado di farlo. La maggior parte dei cittadini si oppone al riavvio dei reattori nucleari, e molti di essi chiedono lo sviluppo delle fonti rinnovabili, le uniche opzioni sicure e pulite in grado di soddisfare le esigenze del Giappone. Il governo giapponese dovrebbe mettere gli interessi dei suoi cittadini prima di ogni altro», conclude.
Dal marzo 2011 ad oggi Greenpeace ha condotto 25 indagini radiologiche su Fukushima. Nel 2015, si è concentrata sulla contaminazione delle montagne boscose nel distretto di Iitate, a nord-ovest della centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Sia le analisi di Greenpeace che ricerche indipendenti hanno dimostrato come la radioattività si muova dai bacini montani contaminati, fino a entrare negli ecosistemi costieri. Il fiume Abukuma, uno dei più grandi del Giappone, che scorre in gran parte attraverso prefettura di Fukushima, nei primi cento anni dopo l’incidente potrebbe scaricare in mare 111 TBq di Cesio-137 e 44 TBq di Cesio-134.Attualmente un team di ricercatori di Greenpeace Giappone sta studiando la contaminazione radioattiva dei sedimenti oceanici e alla foce del fiume sulla costa di Fukushima. L’indagine sottomarina è condotta da una nave di ricerca giapponese, con l’appoggio della Rainbow Warrior. Il disastro di Fukushima rappresenta il più grande rilascio di radioattività nell’oceano. Insieme all’incidente nucleare di Cernobyl è l’unico di livello 7 mai verificatosi sinora. (foto: foresta, Grizzly)

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Oceano Pacifico pattumiera atomica

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2011

L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) protesta decisamente per la minimizzazione dell’inquinamento radioattivo del Pacifico in seguito al disastro nucleare di Fukushima in Giappone. Centinaia di milioni di persone vivono di pesca nell’Oceano pacifico, tra di loro molte popolazioni native delle isole. Le dichiarazioni degli scienziati giapponesi secondo cui la contaminazione dei pesci non sarebbe poi tanto grave visto che la radioattività si concentrerebbe nelle spine che l’uomo non mangia non sono solo un’irresponsabile minimizzazione ma sono addirittura criminali. Migliaia di tonnellate di pesce incluse le spine vengono ogni anno trasformate in farina di pesce da cui a sua volte si ricavano alimenti per animali ma anche i famosi bastoncini. Le tesi scientifiche sulla presunta rapida diluizione delle particelle radioattive in acqua di mare non tranquillizzano comunque gli abitanti nativi delle isole del Pacifico che in percentuali notevolmente superiori alla media lamentano gravi problemi di salute, conseguenza di decenni di test atomici nel Pacifico e che, a quanto fu loro detto, non avrebbero dovuto comportare alcun pericolo vista la bassa radiazione. Le popolazioni indigene del Pacifico si considerano a tutti gli effetti vittime dell’era nucleare. Mai nessuno ha chiesto loro se erano favorevoli a questo tipo di produzione energetica ma ciò nonostante ne subiscono tutte le conseguenze. Dopo il lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki e in seguito a decenni di test atomici eseguiti nel Pacifico da USA, Gran Bretagna e Francia, l’Oceano Pacifico si è trasformato in una cloaca radioattiva dalle conseguenze incalcolabili. Secondo le informazioni in possesso dell’APM, il Pacifico è seriamente minacciato da almeno quattro bombe nucleari ad orologeria: la Francia ha eseguito test atomici sulle isole Moruroa e Fangataufa (1966-1996) mentre gli USA hanno scelto per lo stesso scopo gli atolli Bikini e Enewetok (1946-1958). Tutte e quattro le isole, in cui vivono comunità indigene o che vengono utilizzate con regolarità dalle stesse, ospitano giganteschi depositi di scorie radioattive poco sicuri e gestiti senza che vi siano controlli indipendenti. Nelle zone dei test atomici francesi e nella Micronesia ex-statunitense le vittime della radioattività si sono unite in associazioni di lotta. Per decenni è stato loro mentito sul proprio stato di salute mentre la percentuale di malati di tumore e di malformazioni nei neonati andava assumendo valori eccezionalmente alti. Per le popolazioni indigene del Pacifico non è mai stato possibile tutelarsi dalle radiazioni che secondo gli scienziati non avrebbero dovuto causare loro alcun danno. Il mare è per gli Indigeni allo stesso tempo fornitore di cibo, farmacia e area ricreativa. In nessun altro luogo del mondo, l’uomo vive in tale simbiosi con il mare come sulle isole del Pacifico.

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Plutonio a Fukushima

Posted by fidest press agency su martedì, 29 marzo 2011

“La notizia del ritrovamento di Plutonio rilasciato dalla centrale di Fukushima è agghiacciante. Il plutonio è una sostanza tossica oltre che radioattiva che se inalata o ingerita può danneggiare gravemente gli organi interni, in particolare lo scheletro, i polmoni e il fegato.” denuncia Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace. Questa notizia rende ancora più urgente l’immediata necessità di evacuare i cittadini giapponesi dalle aree circostanti la centrale. “Il governo del Giappone ha accusato Greenpeace di fornire dati non accurati sulla contaminazione delle aree attorno a Fukushima, ma purtroppo – continua Onufrio – i nostri dati (da 7 a 10 microSivert/ora a 40 km dalla centrale) non fanno che confermare quelli del Governo della Prefettura di Fukushima ” . Il 27 marzo scorso, infatti, nello stesso villaggio di Iitate dove Greenpeace ha misurato questi tassi inaccettabili di radiazioni, la Prefettura di Fukushima rilevava livelli di 8,2 microSievert/ora. Il 15 marzo i valori erano di ben 44,7 microSievert/ora ( http://www.pref.fukushima.jp/j/20-30km18.pdf ). L’unica differenza tra Greenpeace e il governo del Giappone è sul livello di protezione da garantire a chi vive in aree dove in pochi giorni si supera la soglia (1000 microSievert) massima di radiazioni tollerabili in un anno, considerando la sola esposizione esterna alle radiazioni e non considerando quelle delle particelle che che vengono inalate o ingerite. Inoltre, la squadra di radioprotezione di Greenpeace ha potuto verificare che solo una piccola proporzione degli abitanti dell’area si è allontanata, mentre gli altri continuano a restare in una zona pericolosa, soprattutto per bambini e donne in gravidanza.

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Visti da vicino … i legni dell’orchestra

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

Roma  24 marzo ore 19.00  sala prove MuSa (adiacente al Teatro Ateneo) viale dell’Università 28/a. Per i giovedì della MuSa il maestro Francesco Vizioli dirigerà Il MuSa Wind Ensemble, gruppo di musicisti classici in un programma sfaccettato che spazia dai divertimenti mozartiani a un Debussy fanciullesco, per concludere con una prima del versatile compositore contemporaneo Marco Piacenti. Curiosità della serata l’esecuzione della Marcia egiziaca di Strauss, esempio ottocentesco di “contaminazione”.

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L’Italia e la scelta del nucleare

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2011

Il tremendo terremoto e il conseguente tsunami che ha segnato per sempre il Giappone, sta creando un rischio di una nuova Chernobyl, per i pericoli derivati da tre centrali nucleari nipponiche a rischio fusione. In merito è intervenuto Vincenzo Galizia Presidente nazionale del Fronte Verde Ecologisti Indipendenti che ha dichiarato: «Solidarietà al popolo giapponese per l’immane disastro subito, ora speriamo che non deve subire anche i rischi di contaminazione nucleare, una grave crisi che potrebbe portare conseguenze devastanti. L’incidente della centrale di Fukushima, deve far riflettere anche il nostro governo sugli enormi rischi del nucleare, come dimostra il caso giapponese, anche i reattori moderni sono potenzialmente insicuri. Per questo il governo italiano deve attentamente riflettere sulla scelta di un ritorno al nucleare. Noi del Fronte Verde, da sempre antinuclearisti, chiediamo a Berlusconi e al suo governo di lasciar perdere la politica dell’atomo e rilanciare la strada delle rinnovabili in particolare dell’energia solare» conclude la nota del Presidente del movimento ecologista.

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Palermo inquinata come Milano

Posted by fidest press agency su sabato, 19 febbraio 2011

“La notizia ci fa capire come ormai l’allarme inquinamento non riguarda più solo le città industrializzate dove le polveri sottili sono provocate non solo dagli autoveicoli ma anche dalle fabbriche, ma interessa anche zone dove non c’è una forte presenza industriale” . Questo è il primo commento di Alberto Maria Vedova, responsabile per l’Ambiente dell’Italia dei Diritti, che si esprime in merito agli ultimi rilevamenti effettuati dal Cnr che hanno rivelato come Palermo raggiunga livelli di contaminazione dell’aria pari a quelli di Milano. Un adolescente su quattro accusa allergie causate dalle polveri dei gas di scarico. Ma a preoccupare di più è la crescita esponenziale dei sintomi asmatici, cresciuti nel capoluogo siciliano tra il 2002 e il 2006 di oltre quattro punti percentuali: dal 6,2 per cento al 10,5. Dati che diventano ancora più significativi se paragonati a quelli di altre città come Milano che si ferma al 9 per cento o in comuni come Trento, con il 4 per cento, e Colleferro, nella campagna laziale, che sfiora il 5.“Occorre dare una svolta alle amministrazioni locali in modo da sensibilizzare di più l’opinione pubblica in questo senso – continua l’esponente del movimento fondato da Antonello De Pierro- . E’ necessario operare in modo da incentivare e prediligere l’utilizzo del trasporto pubblico più ecologico su ferro rispetto a quello su gomma. E’ opportuno portare avanti iniziative virtuose volte alla tutela dell’ambiente come quella del car sharing già sperimentata con successo in diverse città d’Italia. I dati allarmanti ci dimostrano che il problema non riguarda più solo l’ambiente in cui viviamo ma anche la salute dei cittadini stessi. Ci troviamo ad affrontare sempre di più problemi di salute legati all’inquinamento e alle polveri sottili, e se non verranno prese decisioni adeguate a riguardo saremo costretti a dover fronteggiare generazioni di persone affette da malattie come l’asma legate alla cattiva qualità dell’aria

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“La contaminazione tra destra e sinistra è positiva”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2010

“La contaminazione tra destra e sinistra è positiva e favorisce la crescita”. Così il Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, ha esordito sul palco della XVI edizione della Città del Libro, per poi spiegare: “Sono ancora di destra, ma bisogna capire il significato di tale dichiarazione. Il tempo delle ideologie è finito con la caduta del muro di Berlino ed era tipico dell’ideologia vedere nell’altro il nemico. Nella fase post-ideologica l’altro, invece, è al massimo un avversario. Il mio auspicio è che  inizi una fase in cui, anziché alzare steccati, si getti qualche ponte, perché la contaminazione tra destra e sinistra è sempre positiva e favorisce la crescita”.   Ad accoglierlo nell’auditorium un folla di spettatori, che hanno assistito al dialogo tra la terza carica dello Stato e il direttore del tg-norba, Enzo Magistà. Sul palco anche la senatrice Adriana Poli Bortone e la Presidente della Fondazione, Maria Novella Guarino. A lei i complimenti della terza carica dello Stato per il successo ottenuto e per la continuità registrata: “Il fatto che in un piccolo centro del sud si arrivi alla sedicesima edizione della Citta del Libro fa giustizia ai tanti luoghi comuni. Dimostra che non occorre vivere in una grande città per fare cultura e il mediriodone dimostra di essere un piccolo scrigno”.   Un incontro per presentare il libro “Il futuro della libertà. Consigli non richiesti ai nati nel 1989”, ma con qualche deviazione su temi prettamente politici.     “Il libro è il tentativo di dare ai ragazzi dati nell’1989 alcuni consigli per guardare al futuro con maggiore fiducia – ha detto il Presidente della Camera –. Credo che il compito della politica sia di fornire ai ragazzi un progetto per l’Italia di domani e, se non lo fa, non possiamo prendercela con i ragazzi che si allontanano dalla politica”.   Poi, una battuta sulla riforma universitaria che in negli ultimi giorni ha scaldato le piazze delle principali città italiane: “La riforma non è la migliore, ma almeno parte da un principio insindacabile: quello del merito. L’invito che rivolgo ai ragazzi è quello di contestare eventualmente il modo in cui verrà applicata, ma non lo spirito stesso della riforma, perchè involontariamente significa difendere l’esistente, che viaggia all’insegna del conservatorismo”. Immancabile, un commento sul neo-approvato Piano per il Sud: “Il Piano per il Sud ha un difetto, è tardivo. Magari fosse stato fatto un po’ prima. E poi stento ad immaginare qualcuno che creda a cento miliardi di euro trovati miracolosamente”.

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Mais in Friuli

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 ottobre 2010

Greenpeace esprime soddisfazione per la decisione del Gip di Pordenone che ha stabilito una multa di 25mila euro per Giorgio Fidenato e la distruzione del campo OGM di Fanna. «Finalmente si riporta la legalità in Friuli – commenta Federica Ferrario, responsabile campagna OGM di Greenpeace – e si pone fine a questa incomprensibile dilazione dei tempi, che durava ormai da mesi». Greenpeace chiede che, oltre a distruggere immediatamente il campo OGM, venga effettuata un’attenta stima dei danni legati a questo atto scellerato, che non devono certo ricadere sugli agricoltori onesti o sugli Enti pubblici. Vanno verificate non solo le contaminazioni delle coltivazioni di quest’anno, ma è necessario valutare anche un piano di monitoraggio delle coltivazioni per la prossima stagione di semina. Anche a livello europeo c’è ancora molta strada da fare per prevenire la contaminazione da OGM,  ed è indispensabile implementare sostanzialmente la procedura per la valutazione sulla sicurezza degli OGM, ancora insufficiente. Fino a quando per gli agricoltori e i cittadini europei non ci sarà la sicurezza che i pericoli delle colture geneticamente modificate vengano adeguatamente affrontati, Galan e i Ministri dell’Ue dovrebbero richiedere una moratoria sulle nuove autorizzazioni. Il campo OGM in Friuli viola il Decreto Legislativo 24 aprile 2001, n. 212, che prevede il rilascio di una specifica autorizzazione per la loro semina, in assenza della quale è prevista la pena dell’arresto da sei mesi a tre anni o dell’ammenda fino a € 51.700. Inoltre, il Decreto firmato lo scorso aprile dai Ministri di agricoltura, salute e ambiente, vieta espressamente di coltivare mais OGM MON810 in Friuli. Per questo lo scorso luglio gli attivisti di Greenpeace sono entrati nel campo di Vivaro, in provincia di Pordenone, tagliando, isolando e mettendo in sicurezza le parti superiori delle piante di mais transgenico che producono il polline, responsabile della contaminazione.

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Analfabetismi affettivi e contaminazioni subliminali

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

Se mai qualcuno abbia svolto servizio di volontariato in un dormitorio, saprebbe come la figura del clochard sia distante da quella raccontata in certa letteratura romantica, che lo vorrebbe felice e contento del proprio abbrutimento psico-fisico. Il clochard, il barbone, adagiato sul cartone o sulla panchina è soltanto un uomo solo, impreparato alle nuove sfide, oppresso dalle proprie lentezze e stanchezze, fragile e ultimo davvero, per questo dovrebbe suscitare il rispetto dovuto. In quattro si sono adoperati per estinguere il clochard di turno, per arrostirlo  e spedirlo all’altro mondo, in quattro per uccidere un uomo inerme e inoffensivo, ma colpevole  di essere una persona abbandonata. Hanno cosparso di benzina una persona adagiata su una panchina, hanno tentato di farne un bel falò, non per fanatismo religioso, nè per razzismo congenito, lo hanno preso di mira perchè tanto è una “cosa” senza valore, anzi un fastidio da scacciare via, in fin dei conti è uno di quelli non bello da vedere, da sloggiare in fretta dai parchi, dalle vicinanze dei cassonetti, dalle chiese, perché no anche delle città illuminate. Quattro “bravi” ragazzi, ciascuno con il suo bel pedigree, fornito dalla scuola, dal datore di lavoro, dalla famiglia, ognuno con in tasca un pezzo di futuro già bello e confezionato. Quando si è dei mentecatti in quattro il coraggio lo si trova nella fisicità di un sorriso, di una smorfia, la sfrontatezza dell’intesa è sottotraccia al tubo di birra, di una canna, di uno sniffing, sopra il  palcoscenico dove inizia la  recita, al nastro di partenza, per la finale assoluta, per uscire finalmente dalla maledetta anonimia, dalle stramaledettamente uguali  serate al bar a fare niente, se non a costruire percorsi di guerra mentali, tanto per non restare schiacciati dalla propria insignificanza. In quattro a pensare di annientare chi sta dietro, per la paura di esser conciati peggio.Forse accade per assenza di un tempo e di un impegno che riesca a sdoganare l’emozione di una relazione importante, di un incontro da ricercare per non esser costretti alla resa di fronte al niente di una coscienza infantilizzata. Il barbone brucia, l’adrenalina sale fino a stracciare gli analfabetismi affettivi, le contaminazioni subliminali, il reality non è solamente di casa in tv, nei tiggì, nelle pagine patinate, è qui e ora, e noi finalmente siamo i protagonisti, chi se ne frega se attraverso le sofferenze di un poveraccio. Emergenza educativa? In questa constatazione c’è tutta l’impresentabilità del mondo adulto, da quello genitoriale a quello professorale, impegnato a fare cassa piuttosto che fatica preventiva, per inchiodare alle proprie responsabilità chi pensa che esistono persone diverse e quindi di minore importanza, di così basso profilo da risultare insopportabili. Questi quattro “bravi” ragazzi ci fanno comprendere che questa mimetizzazione di normalità malata crea inquietudine, attese, desideri che divengono indicibili, fino a relegare in un angolo una parte di umanità, quella più giovane, inconsapevole di erigere rifiuto e distanza nella comprensione degli altri, soprattutto di quelli meno fortunati. (Vincenzo Andraous)

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Ogm Alemanno: ripristinare legalità

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 agosto 2010

«Mi auguro che il ministro Galan e tutti gli altri ministri competenti vogliano intervenire immediatamente per ripristinare la legalità sulle coltivazioni Ogm distruggendo le piantagioni illegali nel Friuli. Tutti i produttori hanno bisogno di certezze ma gli agricoltori più di ogni altri debbono sapere che le leggi che governano il territorio non possono e non debbono essere violate. Quello che sta accadendo in Friuli potrebbe lasciare un segno negativo grave e duraturo sul versante della contaminazione ambientale come su quello dell’esempio negativo di non rispetto della legalità». Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Rischio contaminazione Ogm

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 luglio 2010

La deputata del Pd saluta con soddisfazione il seminario promosso dalla Task force per un’Italia libera dagli Ogm Cenni (Pd):“Fondamentale avere il supporto della comunità scientifica per legiferare e difendere le nostre produzioni dal rischio di contaminazione Ogm” “Un incontro molto positivo che, grazie alla competenza scientifica dei relatori ed al livello degli interventi, rappresenta un ulteriore passo in avanti per capire meglio, semplificare la divulgazione e legiferare nel migliore dei modi sulla complessa materia degli organismi geneticamente modificati”. Questo il commento di Susanna Cenni, deputata del Pd e membro della Commissione agricoltura della Camera dei Deputati, sul convegno “Agricoltura e biotecnologie”, organizzato dalla “task force per un’Italia libera dagli Ogm”, in corso a Roma.  “Più ricerca pubblica e più condivisione delle conoscenze e dei risultati – sottolinea Cenni – sono gli ingredienti fondamentali per la tutela della biodiversità e la crescita dell’agricoltura nel nostro Paese e per svolgere un dibattito concreto che rifugga il rischio semplificazione molto utilizzato quando si individua da un lato la modernità e dall’altro l’arretratezza. Gli interventi di oggi al convegno, tutti di grande competenza e provenienti da tutto il territorio nazionale, confermano invece come la comunità scientifica sia preparata per sostenere la qualità del nostro ambiente e delle nostre produzioni agroalimentari. Un supporto fondamentale che, oggi, sarà ancora più importante, visto che l’Unione europea ha deciso di demandare agli stati membri e alle regioni il compito di legiferare e di scegliere in materia di Ogm”.

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Fitofarmaci e contaminazioni alimenti

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2010

“L’ambiente pretende rispetto”. Questo il commento secco dell’On. Scilipoti, (IDV), in riferimento alle problematiche relative all’ambiente e all’agricoltura. “E’ vero che ci si sforza per un uso sostenibile dei fitofarmaci, ma alla tavola degli italiani si mangiano anche   pesticidi”. “ Nei campioni analizzati risultato troppi residui chimici differenti: veleni – continua il deputato di Italia dei valori – tra cui ancora il DDT! A rischio di contaminazione sono anche le mele, le pere, le mandorle, gli agrumi, le ciliegie, i meloni, le zucchine, il girasole”. “In Italia sono a rischio di sopravvivenza ben 50 miliardi di api ed è prevista la perdita di un budget di 2,5 miliardi di euro. Un altro brutto colpo per la nostra agricoltura disastrata. I Ministri della salute e dell’Agricoltura siano responsabili e intervengano urgentemente, perchè i danni all’ambiente, alla salute e all’ economia li stiamo subendo tutti; istituiscano una commissione che faccia controlli ad hoc  – conclude l’On. Scilipoti (IDV) – giacchè le malattie tumorali stanno aumentando proporzionalmente ai veleni ingeriti dalla popolazione. E dunque: eliminiamo i pesticidi, perché la vita è sacra”.

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I fitofarmaci contaminano gli alimenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2010

Nei nostri piatti aumentano i prodotti contaminati da uno o più residui di pesticidi, passati dal 27,5% del 2009 al 32,7% nel 2010, e salgono anche i campioni irregolari che quest’anno crescono dall’1,2% del 2009 all’1,5%. Diminuiscono di conseguenza a 65,8% i prodotti ritenuti sani, cioè senza tracce di molecole chimiche (71,3% nel 2009), ma soprattutto scende anche il numero di campioni analizzati, che passano dagli 8.764 dello scorso anno agli attuali 8.560 (-204). Insomma, quest’anno solo il 50% della frutta risulta incontaminata mentre, a 32 anni dalla sua messa al bando, ricompaiono tracce di Ddt in un campione di insalata analizzato in Friuli. A rilevarlo è l’annuale “Rapporto sui residui di fitofarmaci nei prodotti ortofrutticoli e derivati commercializzati in Italia” di Legambiente, elaborato sulla base dei dati ufficiali forniti da Arpa, Asl e laboratori zooprofilattici di tutte le regioni italiane e diffuso a Roma durante una conferenza stampa. (fonte farmacista33)

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Otturazioni dentali in amalgama

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 giugno 2010

“Si è riunito, a palazzo Marini, il gruppo di lavoro sugli amalgami dentali, al quale sono intervenuti medici, biologi, rappresentanti di associazioni come AIOB, AMICA, SOSutenti, e altre”. Così l’On. Scilipoti in riferimento al problema delle otturazioni dentali in amalgama.  “Entro pochi giorni il gruppo predisporrà un documento informativo dei rischi connessi all’amalgama dentale per consentire ai cittadini di effettuare scelte consapevoli per la propria salute, visti i rischi che l’uso del mercurio in odontoiatria comporta anche per gli stessi dentisti, gli assistenti alla poltrona e per chi le ha in bocca”. Continua il deputato di Italia dei valori: “Senza dimenticare  l’impatto devastante che il mercurio ha sull’ambiente e sulla salute, per la contaminazione delle acque, dell’aria e dei prodotti di cui ci alimentiamo”. “Il gruppo sostiene la necessità di mettere al bando, quanto prima possibile, questo materiale. La proposta di legge che ho recentemente presentato alla Camera per la messa al bando dell’amalgame – conclude l’On. Scilipoti (IDV) – si pone nella direzione indicata dai Paesi Nordici nella prima conferenza del Programma Ambientale delle Nazioni Unite, che si è tenuta ai primi di giugno a Stoccolma e anticipa quanto proposto all’incontro di Bruxelles sulle strategie comunitarie sul mercurio”.

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Michele Prospero: Il comico della politica

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2010

Nella comunicazione politica di Berlusconi ha assunto una funzione sempre più prevalente il momento retorico del comico. Non solo figure, situazioni, immagini e argomenti comici entrano a far parte del suo discorso politico, così spesso sui generis sul piano dei contenuti, dello stile, della recitatio. Ma, quando parla in pubblico, assorbe egli stesso, nella sua actio, movenze comiche e atteggiamenti attoriali che sembrano annullare irreparabilmente la specificità della comunicazione politica. Scherza, gesticola, imita, corre per strada inseguito dalle telecamere e rivolge una raffica di domande retoriche alla folla ricevendo sempre le risposte prefissate secondo un copione. Campione del populismo aggressivo, Berlusconi porta alle estreme conseguenze la contaminazione dei codici espressivi (istituzionale ed elettorale anzitutto) e tramuta anche l’intervento in Parlamento in un’occasione di comunicazione politica sui generis rivolta a un uditorio indistinto sollecitato a disprezzare la forma. Il discorso politico perde la sua differenza tecnica di momento di organizzazione di eleganti significati verbali atti a persuadere e si tramuta in scialbo intrattenimento di spettatori distratti. Svuotata di ogni senso la politica ridotta a chiacchiericcio del tutto irriflessivo, per il ritrovamento  dei significati pubblici bisogna rivolgersi altrove, al mondo dell’azienda, del denaro, degli interessi particolari. Il nichilismo del comico, che sbeffeggia la rappresentanza politica tradizionale, evoca l’aziendalismo di un imprenditore che si propone agli elettori come il supremo decisore monocratico infastidito dagli stanchi riti della separazione dei poteri. Nessuno infatti vota a lungo per un leader solo perché è capace di suscitare grandi risate con un linguaggio indeterminato e assunti vaghi. Emerge allora l’altra componente della strategia retorica delineata da Berlusconi: la costruzione dell’immagine di sé come uomo eccezionale, rapido, decisionista e, soprattutto, mai indifferente agli interessi della sua base sociale. L’apparenza del fare, la simulazione di scadenze rispettate con miracolosa tempestività, sostituiscono il tempo del governo reale. (Collana Saggi Pagine 280 Prezzo 15,00) 2010
Michele Prospero insegna Scienza politica e Filosofia del diritto nella Facoltà di Scienze  della comunicazione alla Sapienza Università di Roma. (il comico della politica)

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La contaminazione

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2010

Editoriale Fidest. Ci risiamo: una indagine su un “uomo eccellente”, una fuga di notizie e un altro polverone che sembra ripetere il solito copione quello dei “cattivi” impersonato, per l’occasione, da taluni magistrati e del “buono”, alias presidente del consiglio, che viene travolto da sospetti e insinuazioni. Sullo sfondo la stessa coreografia: le elezioni. A questo punto ci chiediamo se sono più discutibili i magistrati che indagano o più colpevoli coloro che si sono fatta premura di scoprire questo vaso di Pandora. Oggi parliamo di un fascicolo aperto dai magistrati di Trani che hanno ravvisato nelle esternazioni di Berlusconi alcune ipotesi di reato in quanto si è lasciato sorprendere con dei giudizi “severi” con degli addetti ai lavori su talune trasmissioni a lui sgradite. Subito, per sua fortuna, il Presidente ha attivato i suoi legali l’avvocato Filiberto Palumbo, di Bari e Niccolò Ghedini che hanno chiesto spiegazioni alla procura di Trani nel merito. La richiesta è stata depositata all’ufficio registro generale della Procura ai sensi dell’art. 335 del Codice di procedura penale per sapere se il loro assistito fosse o meno iscritto nel registro degli indagati. Si fa sapere, in proposito, che la risposta non è scontata. La procura potrebbe “secretare”, se non è stato già fatto, l’indagine in atto per un periodo non superiore a tre mesi e non rinnovabile (comma 3 bis dell’art.335 del Codice di procedura penale). Intanto il ministro della giustizia Alfano ha disposto una ispezione a Trani per accertare sulla competenza territoriale dell’indagine, sull’eventuale abuso delle intercettazioni, e sulla fuga di notizie. Ma non è finita qui. Il Consiglio superiore della magistratura ravvisa nell’iniziativa del ministro una indebita interferenza in una indagine in corso e apre a sua volta un “fascicolo” sul ministro. Tutte faccende legali. Tutte relegate a colpi di carta bollata e noi ci chiediamo qual è il vero significato di questa surreale vicenda mentre il paese è chiamato ad affrontare una seria crisi economica e un crescente disagio sociale. Alla fine favoriremo solo il partito dell’assenteismo poiché non pochi restano disgustati di questo “teatrino della politica” che rincorre senza pudore le cronache rosa, nere, gialle e di tutti i restanti colori e sue combinazioni, ma non si degna di guardare in faccia la gente e a parlare il linguaggio dei fatti che ci riguardano da vicino e assillano i pensieri della massaia, del pensionato, della cassa integrato, del disoccupato, del precario, del lavoratore alle prese con un salario da fame in specie se costituisce l’unica fonte di reddito in famiglia. Perché dobbiamo disgustarci della politica se la politica è e resta l’unico strumento di quello strano “popolo sovrano”, ma dovremmo meglio dire “popolo servitore” per racimolare qualche briciola di giustizia, di libertà e di democrazia? Sembra proprio che vogliono toglierci anche questo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Contaminazione da uranio nel Niger

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 gennaio 2010

AREVA, la compagnia nucleare francese che dovrebbe avviare la “rinascita nucleare” in Italia, ha ammesso oggi di aver contaminato in modo inaccettabile il villaggio di Akokan nel Niger. Questo villaggio, infatti, sorge presso due miniere di uranio che sono gestite da affiliate di AREVA.
Già dal 2003 erano emersi indizi di contaminazione ad Akokan e nel 2007 si sono riscontrati livelli di radioattività fino a cento volte oltre il livello di fondo. Nel 2008 AREVA aveva affermato di aver bonificato la zona, sotto il controllo delle autorità locali. Lo scorso novembre 2009 una spedizione di Greenpeace – con la collaborazione del laboratorio francese CRIIRAD e della rete di associazioni locali ROTAB – ha visitato sia le miniere (sotto la sorveglianza delle autorità locali) sia i villaggi vicini. “Ad Akokan sono stati rilevati livelli di contaminazione fino a cinquecento volte oltre il livello di fondo, anche negli stessi punti che AREVA sosteneva di aver bonificato” denuncia Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace. “Ovviamente, non possiamo fidarci di AREVA, né nel Niger né in Italia: quali garanzie possono dare con questo approccio fantasioso alla sicurezza nucleare?”.  La contaminazione per le strade di Akokan, e presumibilmente in altre zone del circondario, è causata dalla folle idea di AREVA di “riciclare” gli scarti delle miniere di uranio per la costruzione delle strade: un modo comodo e poco costoso per smaltire scorie radioattive. Ai livelli di radioattività rilevati da Greenpeace basta stare fermi un’ora al giorno in queste strade per assorbire il massimo della dose annua ammessa dalla Commissione Internazionale per la Radioprotezione (International Commission on Radiological Protection, ICRP). Adesso AREVA ha ricominciato a pulire i siti indicati da Greenpeace ma ovviamente l’affidabilità dei padroni del nucleare francese è ai minimi storici: quelle strade erano state già bonificate due anni fa, e con tanto di conferma del Niger Department of Mines (Ministero delle Miniere del Niger).  “Solo una valutazione dello stato dell’ambiente della zona colpita che sia estesa, trasparente ed indipendente potrà mettere al sicuro le popolazioni del Niger dalla radioattività. E solo la chiusura del capitolo ‘nucleare’ potrà metterci tutti al sicuro dalla follia di chi continua a fare soldi sulla nostra pelle” conclude Giannì.

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Expo: Francesco Bancheri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2009

bancheri1bancheriRoma 1 novembre 2009 ore 19.30 Circolo Arci Rising Love Via delle Conce 14, personale di Francesco Bancheri a cura di Silvia Bagnacani. Nato a Roma nel 1978 e diplomato all’Accademia di Belle Arti in Scenografia, Francesco Bancheri ha frequentato l’Istituto Superiore di Fotografia di Roma, ha lavorato come scenografo, progettando scene per allestimenti, lavorando nei laboratori e nella costruzione e firmando scenografie teatrali, fra cui la più importante quella per il musical di Nicola Piovani ed Alfredo Arias “Concha Bonita”. Da diversi anni l’artista si concentra sul suo progetto di contaminazione tra pittura e fotografia senza però tralasciare la sperimentazione per tutte le tecniche artistiche. Ogni elaborato “foto-pittorico” è il prodotto della sublimazione di un’impressione personale: lo scatto fotografico cristallizza un momento della realtà, un’emozione grezza da completare attraverso i colori e la materia e da riproporre su un unico supporto visivo. La fotografia pittorica va oltre l’immediatezza tecnologica della macchina digitale. Foto e materia s’incontrano nel laboratorio creativo: stampe digitali su supporti cartacei vengono violate e rimaneggiate attraverso tecniche pittoriche comuni e meno, dalla didattica pittorica convenzionale (pittura, matita, china ) agli stili non canonizzati (collage, gesso, colla ) per riproporre l’emozione suscitata dalla visione distorta di un soggetto reale. Davanti all’obiettivo della macchina digitale sfilano uomini, donne, oggetti inanimati, immagini collettive,www.kamafa.org (bancheri)

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Agricoltori in rivolta: No agli Ogm

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2009

Bruxelles. Gli agricoltori, provenienti da Spagna, Svezia e Tailandia, stanno portando la loro testimonianza sul campo, degli effetti distruttivi della contaminazione degli OGM, e mostrando invece i successi ottenuti attraverso un’agricoltura naturale. Gli agricoltori hanno portato con sé prodotti coltivati ecologicamente per un leggero pranzo biologico, patate e riso, le cui relative controparti OGM sono in attesa di autorizzazione dalla Commissione europea. “Firmando la petizione per bloccare il riso OGM, le persone hanno dimostrato ancora una volta che non vogliono cibi OGM nei loro piatti- afferma Federica Ferrario, responsabile campagna OGM di Greenpeace Italia – Abbiamo già visto come il mais OGM sta minacciando l’ambiente e il sostentamento degli agricoltori. Se la Commissione autorizzasse l’importazione del riso OGM della Bayer e di altri OGM, l’alimento base più importante al mondo sarebbe a rischio”. Il rapporto di Greenpeace “Testimoni della contaminazione” presentato alla Commissione oggi, documenta i pericoli della contaminazione causata dagli OGM e gli effetti sul sostentamento degli agricoltori europei e delle comunità locali. “Il mais biologico potrebbe scomparire a causa degli OGM. La mia esperienza con il mais dice che il polline viaggia di più rispetto a quanto detto negli studi, e che il mais viene contaminato molto più spesso rispetto a quanto viene effettivamente riportato. Nel mio caso, il mais più vicino ai miei campi si trova a 500 metri, e non è transgenico, ciò nonostante le mie coltivazioni sono state contaminate”  testimonia Eduardo Campayo García, agricoltore biologico di Albacete, in Spagna. “Gli agricoltori stanno rifiutando gli OGM progressivamente convertendosi a un’agricoltura ecologica. Non vogliono trovarsi alla mercé delle multinazionali che minacciano di prendere il controllo del nostro cibo” continua Ferrario. L’agricoltura ecologica protegge suolo, acqua e habitat naturali, produce alimenti sani e riduce le emissioni di gas a effetto serra. Coltivare prodotti e varietà differenti in un campo, risulta la strategia più efficace per permettere all’agricoltura di adattarsi ai cambiamenti climatici, aumentare la resistenza alle malattie e ridurre l’uso di pesticidi. Greenpeace chiede alla Commissione europea di proteggere il nostro cibo e le nostre aziende agricole bloccando l’autorizzazione del riso OGM della Bayer, della patata transgenica della Basf e del mais MON810 della Monsanto. Circa un mese fa, per sensibilizzare sul tema, Greenpeace ha realizzato un’opera di “rice art” anche in Italia, un disegno di circa 800 metri quadri in una risaia biologica nella provincia di Milano.

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Conferenza stampa sulle operazioni militari in Afghanistan

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2009

Roma 12 agosto alle ore 11.30 presso la sala stampa della Camera dei deputati conferenza del deputato radicale Maurizio Turco e del segretario del partito per la tutela dei diritti dei militari (PDM), Luca Marco Comellini per illustrare le motivazioni dell’interrogazione al Ministro della Difesa sulla morte del 1° caporal maggiore Porru e sulle ragioni che, avrebbero determinato l’accantonamento temporaneo dei mezzi meccanici di cui è dotata la Brigata Sassari per un possibile pericolo di contaminazione radioattiva. L’urgenza di convocare immediatamente la conferenza stampa – afferma Turco – sta nella particolarità dei fatti che ci sono stati segnalati che, se dovessero risultare veri, ci spingerebbero necessariamente a domandarci quali potranno essere le conseguenze sulla salute dei militari. Sarà anche l’occasione – conclude Turco – per esprimere la nostra posizione sulla preannunciata riforma dei codici militari e sulla loro attuale applicabilità nel contesto della missione in Afghanistan ora in svolgimento”.

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