Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Pubblicati i dati Audipress 2018/I

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 maggio 2018

Attraverso i titoli stampa su carta o digitale replica, quasi 8 italiani su 10 (+ 14 anni) scelgono ogni mese la fruizione di contenuti verificati.Ogni giorno si raggiungono circa 25 milioni di letture per i quotidiani (per 16.609.000 lettori), con una considerevole concentrazione di lettori ad alta frequenza di lettura (quasi il 70%). Ogni settimana sono più di 23 milioni le letture di testate settimanali (per 13.702.000 lettori) e ogni mese superano i 21 milioni le letture di testate mensili (per 12.382.000 lettori). Il consumo dei prodotti editoriali su carta o digitale mantiene dunque il suo ruolo nella dieta mediatica degli italiani, fornendo contenuti di qualità e intercettando grandi volumi di contatto.Questi i macro dati di scenario dell’indagine single source Audipress 2018/I, che rileva la fruizione delle più importanti testate italiane in un’unica ricerca e sullo stesso campione di individui.La ricerca monitora in maniera continuativa le abitudini di lettura in Italia, offrendo anche dati analitici che consentono di tracciare il profilo sociodemografico dei lettori e i loro comportamenti di lettura, permettendo di cogliere le caratteristiche proprie di ciascun segmento editoriale e dei vari target di popolazione.Per l’edizione Audipress 2018/I sono state eseguite 39.812 interviste personali su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 14 anni e oltre, condotte con il sistema CAPI Doppio Schermo, lungo un calendario di rilevazione di 38 settimane complessive, dal 3 aprile 2017 al 31 marzo 2018. Gli Istituti esecutori del field sono Doxa e Ipsos; il disegno del campione e l’elaborazione dei dati sono stati effettuati da Doxa; i controlli sono a cura di Reply.

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Lotta ai contenuti illegali online: la Commissione avvia una consultazione pubblica

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 maggio 2018

In seguito alla raccomandazione della Commissione presentata a marzo e volta ad intensificare ulteriormente la lotta a qualsiasi forma di contenuto illegale, compresi i contenuti terroristici, l’incitamento all’odio e alla violenza, il materiale pedopornografico, i prodotti contraffatti e le violazioni del diritto d’autore, la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica.
I partecipanti sono invitati a condividere la propria esperienza e le sfide affrontate relativamente alla diffusione e al rilevamento di contenuti illegali online. La consultazione mira a raccogliere informazioni sulle percezioni e le opinioni in merito all’efficacia delle misure volontarie di lotta ai contenuti illegali online e sull’eventuale necessità di nuove iniziative da parte della Commissione in questo ambito. La consultazione è destinata soprattutto ai cittadini, ma anche alle piattaforme online e agli altri prestatori di servizi di hosting online, nonché alle organizzazioni che rilevano e segnalano i contenuti illegali, alle organizzazioni per la difesa dei diritti digitali, alle autorità competenti, alle autorità incaricate dell’applicazione della legge, ai governi nazionali e alle università.
Il 28 settembre 2017 la Commissione ha adottato una comunicazione recante orientamenti sulle responsabilità dei prestatori di servizi online per quanto riguarda i contenuti illegali online, che è stata seguita il 1° marzo 2018 da una raccomandazione su misure operative per contrastare efficacemente i contenuti illegali online. La Commissione ha pubblicato una valutazione d’impatto iniziale e sta raccogliendo testimonianze sull’efficacia delle misure volontarie e sull’entità del problema. Entro la fine del 2018 la Commissione esaminerà eventuali misure supplementari per aumentare l’efficacia della lotta ai contenuti illegali online.

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Appello di uno che conta uno

Posted by fidest press agency su sabato, 6 dicembre 2014

campidoglioE’ noto soprattutto in questi giorni che una profonda crisi d’identità scuote il Movimento cinque stelle. Chi non è un suo militante ed è un cittadino qualunque, ma che pure va a votare perchè crede sia la scelta migliore anche se la politica offre quotidiani motivi per starne alla larga, avverte un intimo disagio. In questa “ballata delle streghe”, infatti, il M5S ci offre qualche chance in più sulla via di Damasco per un ravvedimento collettivo che permetta a chi vota e chi è eletto di ritrovarsi in un comune percorso. La prova provata me la suggerisce un amico che nel contesto di una sua lunga lettera, a proposito dei recenti fattacci romani, così si esprime: “L’ambiente da sfruttare è “Roma capitale”: un pozzo senza fondo che elargisce posti di lavoro ai fedelissimi, appalti, finanziamenti. Ritrovarmi d’accordo con il M5S, rappresenta per me un paradosso, non condividendo le proteste a vuoto prive di proposte serie; ma in questo caso specifico la protesta contro il malaffare che tiene sotto controllo la capitale d’Italia, contiene in sé la sola proposta possibile: scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, eversive e criminali e nuove elezioni, condizionate da candidature delle quali i partiti dovranno farsi garanti e responsabili.” Mi sembra che non vi sia bisogno di altre parole per far capire agli spiriti inquieti del movimento che non si può disperdere un patrimonio che vuole coprire uno spazio nella politica italiana e che sembra essere il più rappresentativo in termini di contenuti e di proposte e di facce pulite che si siano mai viste da molti anni a questa parte sulla scena politica italiana. Restituiamo agli italiani il gusto di ritornare a votare e a chi non vi ha rinunciato nelle passate tornate d’avere quell’opportunità che oggi sembra voler svanire del tutto. Cerchiamo di non perdere questa “magica occasione”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Offerta legale dei contenuti digitali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2013

“Bene l’approvazione da parte di AGCOM della bozza di regolamento in materia di diritto d’autore online: questo potrebbe cambiare la storia dello sviluppo dell’economia digitale nel nostro Paese”: il presidente di Confindustria Cultura Italia (CCI) Marco Polillo saluta così la notizia del nuovo schema di provvedimento che ora andrà in consultazione pubblica. “Nelle prossime ore studieremo il testo e forniremo puntuali valutazioni nella fase di consultazione pubblica – ha proseguito Polillo –. Mi sembra tuttavia che lo schema contenga tutti i presupposti per operare una seria, efficace e non invasiva azione di contrasto alla pirateria on line che consentirebbe l’inizio di una nuova era nello sviluppo dell’offerta legale di contenuti digitali”.

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Pensionati: dove si pagano meno tasse

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 aprile 2012

Le buste paga dei lavoratori dipendenti e le pensioni sono state ulteriormente falcidiate dalle nuove imposizioni fiscali. Più volte abbiamo rappresentato al ministro Fornero il dramma in cui molte famiglie sono costretta a convivere con le modeste retribuzioni e il costo della vita che aumenta ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Ma forse per i pensionati potrebbe esserci una valvola di sfogo. Basterebbe emigrare in quei paesi dove si pagano meno tasse. Vi è persino un progetto denominato “Cittadelle del sapere” per costruzione di ben cento insediamenti urbani lungo tutto il tratto africano che si affaccia sul Mediterraneo (dal Marocco all’Egitto) per offrire ai tartassati pensionati una opportunità per meglio valorizzare le loro rendite e, al tempo stesso, avere un’assistenza adeguata e permettere loro di continuare ad essere utili insegnando agli autoctoni un mestiere o una professione. Parliamo di ex artigiani, di ex docenti universitari e di scuole medie-superiori o maestri elementari e via di questo passo.
L’idea è spuntata dopo una lunga riflessione maturata dagli esperti dei centri studi della Fidest e che è scaturita dalla constatazione che ci troviamo al cospetto di una società, quella occidentale, di “rigetto” nei confronti degli anziani, per il come sono trattati, per il modo come sono costretti a vivere. Da una parte si punta ad un allungamento della vita lavorativa e, dall’altra, si licenzia ad una età, pensiamo ai cinquantenni e sessantenni, nella quale è difficile trovare un altro impiego.
Sono risorse che si trovano da un giorno all’altro spremute sino all’ultima goccia e poi buttate nel cestino dei rifiuti con tanto gelido cinismo.
Ma c’è chi ha cercato di trovare, in attesa di individuare i finanziatori e di perfezionare le relative autorizzazioni dei governanti dei paesi interessati, una via mediana con la ristrutturazione dei borghi italiani abbandonati o semi deserti e con tante abitazioni vuote. I pensionati vi potrebbero trovare appartamenti a prezzi contenuti e la possibilità di dedicarsi ai piccoli lavori di campagna o a curare un loro hobby da monetizzare nelle fiere paesane. Continuerebbero a subire le angherie dello Stato fiscale ma per lo meno risparmierebbero da un’altra parte. Come si nota l’arte di arrangiarsi non manca, basta organizzarsi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La società del divorzio

Posted by fidest press agency su sabato, 29 ottobre 2011

Te lo do io il divorzio, cribbio!

Image by PIX-JOCKEY (Roberto Rizzato) via Flickr

Che senso ha nel matrimonio usare ancora il rito pubblico “prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, in salute ed in malattia e di amarti ed onorarti tutti i giorni della mia vita.” ..quando in realtà poi c’è il Divorzio? Perché usare ancora questa formula quando non è più valida, attuabile? (cos’è.. il matrimonio di Giuda?). Ci piace ancora però dirla.. fa tanto scena, fa immagine, come quelli che fanno il matrimonio in Chiesa (magari prendendo i sacramenti in fretta e furia) perché è più bello, appariscente. Questa società è sempre più vuota di “contenuti” (e sempre più piena di “immagini” come poster per tappare i buchi del vuoto). Oramai la tendenza, nord Europa, USA, è di un Divorzio per ogni Matrimonio.. a trainare le donne che ne richiedono in media tre su quattro. Un tempo a quel rito, a quella frase, veniva dato un seguito perché le persone nella coppia avevano l’OBBLIGO di dare (e di ricevere) assistenza all’altro. Non potevano gettarsi alla prima difficoltà (o debolezza). Erano coppie vere. E sulla famiglia solidale si fondava la società solidale. Il Divorzio ha ucciso la solidarietà nell’embrione dove essa nasce, la Famiglia. Il Divorzio è una delle maggiori cause legali della regressione culturale, dell’individualismo, della violenza e dell’apatia sociale di oggi. Il Divorzio è perfettamente calzante con l’utopia moderna dell’assenza di responsabilità e obblighi, ci ha illuso di una libertà illimitata ed egoismo di poter fare qualsiasi bizzarria o azione senza pagarne le conseguenze. Quale illusione. Il mondo oggi coltiva tanti Lucignolo. Ed è un po’ come il Paese dei Balocchi, e dopo i grandi voli di fantasia, gran caos e goliardia.. vedrete che non tarderà molto ad arrivare l’alba in cui ci sveglieremo e, passata la sbronza, ci vedremo allo specchio per ciò che saremo diventati: degli asini. (Michael Rossi) http://www.infanzia-adolescenza.info

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Governo: la manovra dei vampiri

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 agosto 2011

Diversamente Vivi - Zombi, Vampiri, Mummie, Fa...

Image by Maxfear ® via Flickr

L’esame della manovra correttiva comincia male, purtroppo, perché il Governo si conferma insensibile ai richiami del Presidente Napolitano e continua a negare la necessità di interventi rigorosi e lungimiranti come impone la crisi. Il Presidente Schifani dice che bisogna valutare i contenuti e non la provenienza delle proposte: si fa presto a dirlo, l’IdV non è certo un partito ancorato a pregiudizi ideologici ma questa manovra è oggettivamente un monumento all’ingiustizia sociale. Per giunta, mentre il Capo dello Stato ha lanciato un monito sulla necessità di risposte urgenti alle difficoltà dell’economia, la scadenza per la presentazione degli emendamenti slitta a lunedì a causa della selva di contraddizioni interne alla maggioranza. Insomma, nessuna delle nostre richiesta viene accolta. Come Gruppo IdV al Senato, già da tempo siamo passati dalla protesta alla proposta e abbiamo sollecitato l’approvazione di misure per riformare strutturalmente il sistema economico e finanziario del Paese. Di fronte alla gravità della crisi è inaccettabile pensare di penalizzare, ancora una volta, le famiglie, i lavoratori, le giovani generazioni, le fasce più deboli, le piccole e medie imprese. Il risanamento del debito pubblico e il rilancio della crescita richiedono una lotta senza quartiere all’evasione fiscale e alla corruzione, che sono le prime cause del dissesto, ai capitoli di spesa onerosi e inutili, come quelli legati agli insostenibili costi della politica, e alla finanza spericolata che attraverso le speculazioni sta mettendo in ginocchio la nostra economia. È in questo senso che chiediamo di modificare la manovra, stiamo facendo la nostra parte cercando, con spirito costruttivo, di correggere le inaccettabili storture del decreto: ma il Governo fa orecchie da mercante per proteggere i disonesti, le caste e gli affaristi. Per questo ci opponiamo fermamente alle misure che la maggioranza ha portato in Senato. Interventi doppiamente inaccettabili: da un lato, colpiscono duramente i redditi medio-bassi attraverso nuove tasse e ulteriori tagli senza toccare sacche di illegalità e poltronifici vari; dall’altro, non contemplano alcun meccanismo per garantire la solidità dei conti e promuovere lo sviluppo economico. È evidente che assistiamo al colpo di coda di una classe dirigente che ha fallito totalmente: Berlusconi, Bossi e Tremonti hanno esaurito quei pochi assi nella manica con cui hanno preso in giro i cittadini e, messi alle strette dalle forze politiche, dalle istituzioni e dalle parti sociali, si confermano incapaci di guidare il Paese. Di fronte a questo sbandamento, chiediamo alle opposizioni di reagire in modo unitario convergendo almeno su un principio di correzione imprescindibile: agire subito in modo equo e radicale senza prendere di mira ancora una volta i soliti noti ma colpendo speculazione, sprechi, privilegi ed evasione fiscale. Bisogna ridurre subito il numero dei parlamentari, azzerare le province, accorpare le funzioni dei piccoli Comuni e, soprattutto, agire in maniera seria e rigorosa contro chi evade il fisco sottraendo alle casse dello Stato 120 miliardi di euro all’anno. Chi sbaglia deve pagare e le pene vanno inasprite prevedendo anche la galera, perché non è tollerabile che tanti debbano pagare per colpa di pochi ‘banditi’. Solo così si potranno finalmente drenare i soldi da queste sabbie mobili in cui finiscono e smetterla di tartassare chi già non ce la fa più. (sen. Felice Belisario)

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Farmaci equivalenti

Posted by fidest press agency su martedì, 24 maggio 2011

“Farmaco Generico e Biosimilare, due opportunità per la governance della spesa farmaceutica: presente e futuro”. Questo il titolo del convegno in corso all’Università La Sapienza di Roma per tracciare i cambiamenti in atto nel settore dei farmaci. Nei prossimi anni, infatti, più del 70% dei farmaci oggi utilizzati, per esempio per la cura malattie croniche quali ipertensione, ipercolesterolemia e diabete, perderanno la copertura brevettuale, aprendo la possibilità di produrre i corrispettivi farmaci generici. L’alta qualità di questi medicinali a costi contenuti, dovuti alla mancanza di coperture brevettuali, permette oggi un risparmio medio del 55% rispetto ai farmaci originali.“Oggi in Italia più della metà dei farmaci in commercio è fuori brevetto – spiega Giorgio Foresti, amministratore delegato di Teva Italia, azienda leader nel settore dei farmaci generici – e nei prossimi anni la quasi totalità delle molecole lo sarà. Questo significa che, per molti farmaci, ci sarà la possibilità di avere il farmaco generico corrispondente. La sana competizione che ne deriva permette al cittadino e al Servizio Sanitario di avere prodotti di alta qualità a prezzi sempre più contenuti. Perché questo succeda, però, è necessario richiedere il farmaco generico. Ciò accade da tempo in molti Paesi europei, dove in farmacia, per esempio, il cittadino richiede il ‘paracetamolo’ e non il farmaco a marchio. Nel nostro Paese la strada è ancora lunga, come dimostrano i dati: si pensi che in Paesi quali la Germania e l’Inghilterra il 50-70% dei farmaci dispensati è generico, mentre da noi solo il 12%. Eppure questa percentuale sta crescendo di anno in anno.” Anche in ambito ospedaliero si sta realizzando una vera rivoluzione, grazie all’introduzione dei farmaci biosimilari, ossia farmaci biotecnologici a brevetto scaduto prodotti con tecnologie avanzate, la cui efficacia e sicurezza è comparabile a quella degli originali, ma di costo inferiore. “I biosimiliari introdotti in questi anni sul mercato – dichiara Foresti, che è anche presidente di Assogenerici – possono contare su metodiche di produzione avanzate che non erano disponibili quando iniziò la produzione dei farmaci originali. Il biosimilare, di conseguenza, rappresenta una nuova e moderna opzione terapeutica a disposizione del medico al quale, naturalmente, spetta la scelta del migliore trattamento possibile per il paziente”.

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UNDERground: Mostra collettiva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2011

Roma (zona Piramide) dal 16 al 29 aprile 2011 Galleria Gard, Via dei Conciatori 3/i, Inaugurazione: sabato 16 aprile18.30 (dal martedì al sabato 16.00-19.30)  Curatrici: Mara Valente e Marina ZattaGard” GARD, Galleria Arte Roma Design, nasce nel 1995, con la funzione di editore, promotore, produttore e diffusore di opere di arte e design di artisti e designer emergenti. Nel tempo le sono stati riconosciuti contenuti di particolare creatività e fantasia sia dalle Istituzioni Pubbliche sia dai media che hanno seguito sempre con grande interesse l’evoluzione della Galleria che oggi è diventata un importante punto nevralgico per gli artisti emergenti, diventando un punto di raccordo e sperimentazione. Negli anni, numerosi personaggi già consacrati del mondo della pittura, della poesia, del teatro e del cinema, si sono avvicinati alla Galleria collaborando con il suo staff in numerose iniziative. Soqquadro dedica questa mostra alla metropoli, alla città vista non solo come antagonista della natura, ma anche come espressione del vivere umano moderno, una visione poetica della città e non solo denigratoria. Strade, metropolitane, grattacieli, autobus, traffico, smog, visti non unicamente come manifestazioni dell’uomo ‘contro’ la natura ma anche dell’individuo moderno che crea il suo habitat. La globalizzazione economico-culturale e gli stravolgimenti geopolitici hanno causato trasformazioni a livello mondiale, incidendo anche sugli assetti locali, delle piccole realtà, in cui la espansione omologante, paradossalmente, ha condotto a far emergere nuove specificità: nel theatrum urbano in fibrillante evoluzione i segnali del cambiamento stanno modellando nuove forme e percezioni, sovrapposte a quelle preesistenti. Le metropoli contemporanee raccontate attraverso gli occhi di coloro che le abitano, artisti ma anche cittadini di mondi underground tutti ancora da scoprire, nelle quali luoghi, rumori, persone, colori sono in eterna evoluzione…   L’intento della mostra è quello di aprire uno squarcio su queste recenti realtà quotidiane, per esplorarne i nuovi confini ed espressioni; una proposta di analisi positiva e non il consueto atto d’accusa nei confronti della metropoli aberrante, ma soprattutto un gesto poetico rivolto all’affascinante concretezza della ‘città contemporanea.

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Governo conferma mancanza di credibilità

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

Stamattina anche noi, i sindacati che hanno manifestato ad Arcore la scorsa settimana, siamo stati convocati a Palazzo Chigi. Per il governo era presente il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, on. Gianni Letta, il Ministro dell’Interno, on. Roberto Maroni, il Ministro della Difesa, on. Ignazio La Russa, il Ministro della Giustizia, on. Angelino Alfano. Come promesso dal Presidente del Consiglio Berlusconi il 14 marzo ad Arcore e ribadito nel question time dal ministro Maroni, durante il consiglio dei ministri di domani avrebbe dovuto essere varato un provvedimento per l’assegnazione di ulteriori 79 milioni di euro al Comparto Sicurezza e Difesa. Ci saremmo aspettati, pertanto, che oggi venisse illustrato il decreto ed i suoi contenuti. Il governo, invece, si è limitato ad ascoltare le posizioni dei sindacati e delle rappresentanze militari che peraltro ben conosce fin dal mese di luglio dello scorso anno (ed anche da prima), avendo recepito da allora ordini del giorno reiterati nell’impegno assunto all’atto della sottoscrizione dell’accordo economico per il biennio 2008-2009. Al termine dell’incontro, invece, un laconico Gianni Letta si è limitato a dichiarare di aver recepito le richieste ed ha rimandato al Consiglio dei Ministri, forse quello della prossima settimana o oltre, l’emanazione del provvedimento legislativo. A questo punto ci domandiamo quanto vale la parola del Presidente Silvio Berlusconi che continua a rimandare sine die ai prossimi Consigli dei Ministri. La storia di questi anni mostra, e l’episodio di oggi ne è l’ennesima riprova, che questo governo perde quotidianamente credibilità nei confronti del personale del Comparto Sicurezza. Pertanto, il presidio organizzato per domani a Montecitorio da SIAP- ANFP, SILP-CGIL, COISP UIL Penitenziari, UIL CFS, UILVVFF, CGIL Penitenziari e Forestali e Confsal è da considerarsi una vera e propria manifestazione di protesta contro le sperequanti penalizzazioni imposte dal governo Berlusconi alle donne e agli uomini del Comparto Sicurezza e Difesa.

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La grande (e comoda) confusione sul “comunismo”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 gennaio 2011

L’anticomunismo è rimasta l’ultima ideologia idonea a coprire il vuoto mentale del nuovo potere che impone l’apparenza per nascondere la verità;  In questo periodo di anti-politica programmata e strutturata,  quando l’anticomunismo ha ripreso vigore per cercare di dare un contenuto alla mancanza totale di ideologie, diventa sempre più difficile sperare in una rilettura della Populorum Progressio per trarne ispirazioni programmatiche. Non avendo assolutamente nulla da offrire, in termini di contenuti ideologici e concettuali, ecco pronta  la ripresa delle ammuffite tematiche anticomuniste.  E’ un ritorno alla guerra fredda quello che si sta cercando di riproporre, ma senza un avversario che contrasti e da contrastare; non è più una partita a due, ma, molto più miseramente, un solitario che si gioca davanti ad attoniti spettatori con la pretesa anche di barare; non c’è nulla di più stupido e di più inconsistente che barare al solitario! L’Enciclica PP non entra in discussione con il marxismo, rappresenta, invece, una esposizione positiva della dottrina cattolica più avanzata, in aderenza ai tempi, in questo modo rispondeva alle istanze puntualizzate dal marxismo, di cui superava le soluzioni, intuendo, con grande lucidità, che la dottrina sociale marxista aveva fatto il suo tempo e non avrebbe più avuto ragione di porsi come alternativa. Alla luce del materialismo storico la dottrina sociale marxista ha sostenuto che la proprietà privata dei mezzi di produzione era la causa dell’esistenza delle classi antagoniste e la ragione profonda di tutti i mali sociali. Il progresso tecnico, cominciando con il passaggio dagli strumenti di pietra a quelli di metallo fino a giungere alla raffinata tecnologia moderna, con la creazione del ‘plus prodotto’ ha reso possibile la sua appropriazione da parte degli uni con l’esclusione degli altri. E’ questo lo sfruttamento, in questo modo ha avuto inizio la proprietà privata che ha dato origine all’esistenza delle classi antagoniste. L’interesse della classe sfruttatrice è l’accumulazione del capitale mediante l’appropriazione del ‘plus-valore’, cioè di quella parte del lavoro che non viene restituita all’operaio sotto forma di salario, in una parola lo sfruttamento, inteso come un illecito arricchimento. E’ questo un concetto che appartiene alle religioni a vocazione cattolica (universale) come il cristianesimo e l’islamismo; in merito allo sfruttamento c’è un termine arabo che normalmente viene tradotto nelle lingue occidentali con ‘usura’, è la riba, intraducibile negli idiomi occidentali, argomento che abbiamo già dettagliatamente trattato.  Ribadisco che si tratta di un concetto che condanna lo sfruttamento, che appartiene alle religioni con vocazione universale. L’idea dello sfruttamento è condannata nel Corano con 15 secoli di anticipo nei confronti della religione cristiana, a riprova del valore universale e, quindi, cattolico, del pensiero sociale islamico. In entrambe le religioni la condanna dello sfruttamento deriva dalla centralità che l’uomo occupa nel mondo della storia.  Oggi lo sfruttamento ha raggiunto livelli planetari, le nazioni ricche e potenti, esercitano lo sfruttamento nei confronti delle nazioni povere e deboli, con la sottrazione delle materie prime, facendo anche ricorso all’uso della forza, all’applicazione delle normative internazionali inerenti l’embargo, scatenando legittime reazioni che servono solamente al potente per giustificare interventi bellici: è la globalizzazione dello sfruttamento, che si coniuga con la globalizzazione della violenza. La terza religione monoteista, l’ebraismo, non esprime nessuna condanna in merito, anzi, fa della riba, come usura o sfruttamento, uno dei cardini della propria economia, e che l’ebraismo non abbia vocazione universale è dato dal fatto che è l’unica religione, fra tutte le religioni del mondo, assolutamente disinteressata al proselitismo e, quindi, alla divulgazione del proprio credo, anzi impedisce che estranei possano convertirsi all’ebraismo, in una sorta di razzismo di religione, che svuota la religione stessa di ogni valore spirituale.
Non c’è nulla di sconcertante nelle parole di Paolo VI o di rivoluzionario, si tratta di un concetto assimilabile all’esigenza di riconoscere a tutti parità di diritti, perché il ‘plus-valore’, di cui si appropria il capitalista, è un extra a quanto legittimamente gli spetta per l’attività che svolge.
Secondo il marxismo questo stato di cose dipende dalla natura stessa di un regime fondato sulla proprietà privata dei mezzi di produzione, oggi rappresentato dal capitalismo.  L’interesse della classe sfruttata, al contrario, è l’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione, delle classi e della società divisa in classi. Dai fondatori agli autori marxisti si è voluto dimostrare l’esistenza dello sfruttamento a tutti i livelli, individuale, sia tra privati, sia tra diverse nazioni; il linguaggio usato insisteva sul capitale, sul capitalista, sul capitalismo, sul colonialismo e, quindi, sull’imperialismo, che si sostiene con il militarismo e con il ricorso alla forza. Il confronto tra gli interessi opposti delle classi antagoniste è lo scontro, la lotta di classe che, necessariamente si intensifica e sfocia nella rivoluzione, il cui scopo è il rovesciamento del potere delle vecchie classi e l’ascesa del proletariato. E’ questo il contenuto reale della lotta di classe e della lotta politica, alla quale non si deve sostituire la lotta economica e sociale per il miglioramento della qualità della vita. L’ideologia e la lotta ideologica devono mettere bene in luce che non è possibile la conciliazione delle classi antagoniste e la composizione dei lori interessi in un solo interesse comune, e che non è possibile tentare alcune via tendente al riformismo.  (Cfr. Osnovj marksistskoj filosofi – Principi della filosofia marxista- del PCUS; sta in Komsomolskaja Pravda, 2 novembre 1961, pag. 3)
L’Enciclica di Paolo VI non entra in polemica con il marxismo. Lo scopo di un documento universale non può essere quello di dimostrare la falsità di una determinata visione del mondo, ma deve presentare, come di fatto presentò, una soluzione positiva della questione sociale, valida per tutti, indistintamente.Si impone la sicurezza e l’autorevolezza con cui il Pontefice presentò la sua ipotesi di lavoro, parlando di problemi così urgenti, che riflettono valori veri, umani e quindi universali e cattolici; da ciò deriva l’indipendenza e la libertà della Lettera di fronte a qualunque ideologia, perché non si pone al di fuori delle ideologie, ma al di sopra, trattando problematiche che non possono essere racchiusi all’interno di una dialettica di parte. (Rosario Amico Roxas)

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Maltempo a Roma: disagi contenuti

Posted by fidest press agency su martedì, 9 novembre 2010

Sono stati contenuti i disagi legati al maltempo e alla pioggia che nelle ultime dodici ore ha fatto registrare su Roma un picco di 30 millimetri. «Si tratta di un evento meteorico perfettamente in linea con la stagione: una media oraria di 2/3 millimetri non costituisce un episodio di portata eccezionale. Inoltre, le squadre operative della Protezione civile e la Polizia Municipale non hanno rilevato allagamenti diffusi o particolari disagi al traffico veicolare». Lo dichiara Tommaso Profeta, vicecapo di Gabinetto e direttore del dipartimento Tutela ambientale e del verde -Protezione civile.
«Nel corso della mattinata sono stati effettuati due interventi in XIX e XX municipio per risolvere allagamenti di modesta entità, mentre altre squadre di volontari sono state dislocate preventivamente a Prima Porta in modo da intervenire tempestivamente nel caso in cui si verificassero allagamenti. Intanto – continua Profeta – per migliorare le condizioni di sicurezza, abbiamo verificato che l’Ama abbia attivato le proprie squadre operative per la pulizia delle foglie che sono cadute nel corso della notte. Resta, invece, ancora chiusa al traffico veicolare la complanare di Corso Francia per la caduta di un cedro in una pertinenza privata.  La macchina delle emergenze del Campidoglio – conclude Profeta – è sempre pronta a fronteggiare un eventuale peggioramento delle condizioni meteorologiche».

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Il periodico “Sì” in edicola

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2010

Dal 15 ottobre il periodico SI’ sarà in edicola tutte le settimane arricchito di nuovi contenuti e rubriche. “SI è importante perché mi restituisce il rapporto con il pubblico popolare. Se si vuole parlare alla vera pancia del Paese è questa la stampa che conta adesso” – spiega il neo direttore, Alessandro Cecchi Paone – “nonostante le inerzie politico-religiose, televisione ed editoria possono fare miracoli nel rendere il nostro Paese più moderno. Il mio obiettivo è fare una rivista che resti fedele alla sua storia e ai suoi lettori, un prodotto di svago, leggero e allegro, ma che sappia anche conquistare più pubblico offrendo quello che la gente si aspetta da me: novità della scienza, tecnologia, costume, struttura della famiglia, affetti e sessualità” .
Si’ nasce come nel gennaio 2010 con un occhio attento al mondo femminile senza trascurare quello maschile. Al suo debutto vende il 68 per cento della tiratura, un vero e proprio record che ha posizionato la rivista immediatamente a ridosso dei settimanali più diffusi in Italia.
Con una tiratura che, nel periodo invernale è stata pari a 120.000 copie e nel periodo estivo, compreso maggio e settembre, ha raggiunto la punta di 170.000 copie  stampate, si è confermata la capostipite di una nuova tendenza editoriale, non solo una rivista rosa, ma soprattutto un giornale di servizio veloce e informato che propone contenuti eterogenei destinati a una larga fascia di pubblico.
Ai giovani, e non solo, sono dedicate sezioni in esclusiva riguardanti i programmi ed i reality del momento. Completano l’opera le rubriche curate da Luca Sardella e Janira Majello e lo speciale inserto Vite Straordinarie a cura di Biagio Picardi (biografie inedite delle donne che hanno fatto la storia).

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Est ovest in salsa futurista

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2010

Roma dal 16 luglio a metà settembre l’Antica Biblioteca Valle di Roma (L.go Valle 9) proporrà le opere di Ennio Giuliani, Laura Facchini e Marco Stefanini. Il format è quello dell’installazione, più che della mostra, proposta in un sound ogni volta differente. Con corredo di diverse degustazioni. Per il primo appuntamento, venerdì 16 luglio alle ore 20.00, i sapori sonori saranno quelli coraggiosi e contaminati di Chaly Albert: musicista argentino innamorato dell’Ucraina. Mentre il palato si impasterà dei profumi di campagna della cucina marchigiana, della terra che ha dato i natali all’uomo Giuliani. L’esposizione è curata da Mario Gambelli, ha preso forma a Recanati e ha toccato le più importanti città italiane ed europee.
Ennio Giuliani, artista marchigiano contemporaneo e pervicace, lavora da anni ad un progetto artistico capace di veicolare oggetti e contenuti ribaltandoli con passione e lucidità nella vita e nel vissuto, affinché l’arte torni ad essere oggetto della quotidianità: resine e reti che si torcono e si trasformano in lampade, contenuti e personaggi che si dispongono davanti a te per raccontarsi arredando e ripartendo gli spazi.
Chaly Albert nasce in Argentina dove inizia molto presto la sua attività artistica formando il gruppo LAS CUATRO MONEDAS. Con una musica prettamente latino-americana ottiene un clamoroso successo in tutto il Sud America: giunto in Spagna il Gruppo si scioglie e Chaly continua la sua carriera come solista.

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Horse Factor 2010

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2010

Presso la meravigliosa cornice di Villa Recalcati a Varese si è tenuta la conferenza stampa ufficiale di Horse Factor 2010 che ha visto un padrino ed una madrina d’eccezione: l’Onorevole Antonio Tomassini ed il sottosegretario Francesca Martini. Entrambi hanno ben sottolineato l’importanza dell’insegnamento, in particolar  modo  ai più giovani, per il rispetto ed il benessere dei cavalli, che oltre ad essere degli animali sono anche degli atleti, un insegnamento prezioso che sarà più volte ribadito all’interno del programma televisivo Horse Factor. Intervenuto anche il Dottor Riccardo Acciai, segretario generale UNIRE, che ha confermato la volontà di ampliare il palinsesto del canale UNIRESAT (canale 220 su Sky Sport), al fine di inserire contenuti che spazino dal mondo dell’ippica a quello dell’equitazione, per avvicinare un sempre maggior numero di appassionati. A tale proposito ha deciso di dedicare un’ora al giorno sul proprio canale ad Horse Factor vedendone un grande potenziale.Tanti altri  gli ospiti illustri intervenuti per celebrare questo importante ed innovativo progetto all’interno del panorama equestre italiano, fra questi i “padroni di casa” della Provincia di Varese, nella persona del Presidente della Provincia Dario Galli  e del Direttore dell’Agenzia del Turismo di Varese Paola Della Chiesa, dal momento che i fortunatissimi concorrenti saranno ospitati presso le magnifiche Scuderie di Mustonate Equestrian Center, del Dottor Francesco Aletti. (hf i ragazzi)

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La protesta corporativa

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2010

Riceviamo e pubblichiamo numerosi comunicati che hanno per oggetto la manovra economica del governo. Lo fanno i partiti di opposizione e persino qualche parlamentare della maggioranza. Lo fanno le associazioni di categoria e i sindacati, autonomi, per lo più o di settore. Persino un generale presidente del Cocer, organo di rappresentanza dei militari, ci ha scritto parlandoci di “dignità umiliata”. Diciamo subito che le ragioni rappresentate sono sacrosante, ma non è questo il punto. La manovra che è in questi giorni all’esame del Parlamento e per la quale si ha sentore che il governo ponga la questione di fiducia blindandola dopo aver dato sfogo alle varie esternazioni dei parlamentari è da tutti riconosciuta necessaria ma sono i contenuti che non reggono. Ragioni che sono trasversali agli stessi promotori delle proteste settoriali. Questo perché non si vuole andare al cuore del problema che è costituito dal fatto che vi sono troppi sprechi, l’evasione è fuori controllo e i privilegi non cessano di alimentare il cattivo uso del denaro pubblico. Lo dicono la Corte dei Conti e la stessa magistratura ordinaria che in sede penale e civile è alle prese con processi che parlano a chiare note di intrallazzi e di speculazioni a “cielo aperto” ma per i quali al più ci sarà a fine corsa la prescrizione del reato per gli inquisiti. E questa dovrebbe essere la prima “manovra” del governo se avesse le mani pulite. E allora chiediamoci perché i critici che sono all’opposizione e guidano le amministrazioni locali dalle regioni ai comuni non si danno un “codice etico” senza aspettare l’arrivo di una legge ad hoc: aboliamo le auto blu, i consiglieri e gli assessori e i governatori e sindaci riducano del 50%  i loro emolumenti, togliamo le consulenze, per lo più milionarie e in pratica inconcludenti, riduciamo allo stretto necessario i componenti delle segreterie degli amministratori e non assegniamo loro appannaggi extra. E la tosatura dei bilanci pubblici potrebbe continuare con il legislatore che trasformi le province in comprensori di comuni affini per concentrare le spese di esercizio, che riduca del 50% i consiglieri e via di questo passo. Solo in questo modo si darebbe un chiaro segnale di svolta nel modo di gestire la cosa pubblica e il denaro dei contribuenti che amministra. (A.R.)

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Un paese da scongelare

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 maggio 2010

Roma, martedì 25 maggio 2010, ore 17.30 Domus Talenti, Via delle Quattro Fontane  113 presentazione del libro: “Un paese da scongelare” ne discutono Fausto Bertinotti,  Rosy Bindi,  Agostino Megale,  Gianni Rinaldini, Nichi Vendola. Introduce e coordina Luca Telese saranno presenti gli autori Aldo Eduardo Carra, Carlo Putignano Prefazione di Agostino Megale (Collana Materiali, Formato 14 x 21, Pagine 176, Prezzo 10,00) L’Italia è un paese bloccato, frenato da una mobilità sempre più ridotta, un paese nel quale chi nasce ricco muore ricco, chi nasce povero muore povero. Negli ultimi trenta anni poco si è fatto per ridurre la disuguaglianza tra categorie sociali. La società bloccata che emerge dalle analisi contenute nel volume non è il prodotto di eventi casuali, ma deriva da processi che riguardano la formazione del reddito, la sua distribuzione e la funzione di redistribuzione svolta dallo Stato.  Il libro analizza tutti i vari aspetti dell’economia italiana che contribuiscono alla creazione di forti squilibri sociali, economici, geografici. Dalla disuguaglianza nella distribuzione alle disuguaglianze tra le regioni italiane, dalla distribuzione primaria del reddito al prelievo fiscale, dalle politiche sociali agli effetti redistributivi dell’inflazione, dalla mobilità sociale al precariato fino alle sfide per la sinistra e al ripensamento del ruolo dello Stato. Quello di Carra e Putigliano è un libro di denuncia: disuguaglianze e povertà collocano l’Italia tra i paesi più arretrati d’Europa; sistema educativo e meccanismi di ingresso nel lavoro irrigidiscono la scala sociale e comprimono merito ed impegno; la bassa mobilità sociale ne fa un «paese bloccato». Ma anche un libro di analisi: all’origine di questi fenomeni sta una iniqua distribuzione del reddito che prelievo fiscale e prestazioni sociali non riescono a modificare sostanzialmente. Un libro di documentazione: i dati riportati e la documentazione statistica in appendice ne fanno un vero e proprio manuale per gli operatori politici, sindacali, sociali. Infine, un libro di indicazioni politiche soprattutto per le forze di sinistra: modificare la distribuzione del reddito, agire con prelievo fiscale e prestazioni sociali per ridurre disuguaglianze e povertà, favorire la mobilità tra classi sociali e nei percorsi di vita.
Aldo Eduardo Carra  è esperto  di economia e congiuntura, collabora con l’IRES CGIL e con diverse riviste di economia politica. Ha pubblicato con Ediesse L’economia in tasca (2006)  e Ho perso la sinistra (2008). Carlo Putignano è stato dirigente dell’ISTAT ed ha rappresentato l’Italia in Commissioni UE, OCSE  e ONU; collabora con istituzioni ed enti di ricerca.

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Contenuti digitali in rete

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2010

Roma 6 maggio 2010 Ore 10,30 Centro Congressi Palazzo Rospigliosi Sala delle Statue Via XXIV Maggio, 43 L’affermazione di Internet come piattaforma di distribuzione di contenuti audiovisivi porta a piena maturazione la rivoluzione digitale avviata negli anni Ottanta con l’apparizione dei CD prima e dei DVD poi. La replicabilità dei contenuti digitali a costi irrisori ha favorito lo sviluppo di un massiccio fenomeno planetario di duplicazione e scambio di file audiovisivi attraverso le reti peer-to-peer. A questo scenario di illegalità diffusa l’industria dei contenuti ha reagito, da una parte sviluppando misure di protezione basate su robuste tecnologie di crittazione proprietarie e associate a un approccio rigidamente “walled garden”, dall’altra parte caldeggiando interventi legislativi e amministrativi volti a sanzionare severamente i comportamenti illegali. Fermo restando che la giusta rimunerazione di editori e autori di contenuti digitali è essenziale per l’immissione di contenuti di qualità sul mercato e per la sostenibilità della filiera dell’audio-visivo, emerge la necessità di individuare opportuni modelli di business win-win per i produttori di contenuti, per gli aggregatori e i diffusori di contenuti, oltre che per gli utenti. Caratteristica fondamentale di tali modelli dovrebbe essere un’innovativa aderenza alla natura digitale del media e la disponibilità di contenuti, indipendentemente dalla piattaforma tecnologica dell’utente. Si creerebbe così per gli aggregatori/distributori di contenuti una competizione sostanzialmente basata sull’appetibilità del loro palinsesto e del loro catalogo titoli, con evidenti benefici per l’utenza. L’innovazione dei meccanismi di tutela ereditati dal mondo analogico si rende necessaria anche per affrontare la cross-medialità, ossia la possibilità di diffondere uno stesso contenuto, attraverso una pluralità di piattaforme: ha ancora senso rilasciare i diritti con riferimento esclusivo a determinate piattaforme di diffusione? Qual è il “giusto prezzo” per ciascuna piattaforma di diffusione, anche in considerazione dell’audience misurabile, della qualità e della user experience associate allo specifico canale di distribuzione?  Su queste tematiche forniranno nella sessione mattutina del Seminario un’ampia panoramica Francesco Casetti, docente dell’Università Cattolica di Milano,  Leonardo Chiariglione, presidente del gruppo internazionale MPEG e di Cedeo.net e Fabio Macaluso, giurista dello Studio Valli & Associati. Nel pomeriggio interverranno esperti indipendenti ed esponenti di istituzioni e industrie interessate alla distribuzione di contenuti digitali in rete, per dipanare una molteplicità di questioni correlate, sul piano tecnico, normativo, giuridico e sociale.

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Tassare i giornali online?

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2010

Il presidente della Fieg (Federazione italiana editori giornali), Carlo Malinconico, per far fronte all’aumentato costo delle spedizioni postali (sono state abolite le tariffe agevolate) dei giornali cartacei, ha proposto che sia istituita una tassa (“un caffè al mese o giù di lì”) per chi ha la connessione ad Internet. Una tassa provvisoria per dare ossigeno al settore, anche in attesa di una soluzione al problema dei contenuti editoriali utilizzati in Rete dai motori di ricerca. Chi pensa che questa possa essere la strada per la soluzione dei propri problemi non comprende la funzione della Rete, che non non e’ solo una possibile alternativa/concorrenza ai giornali cartacei, ma uno strumento che, a partire dall’informazione, e’ interattività. In Italia abbiamo diversi problemi in materia, due i principali: – si pagano cifre astronomiche per i collegamenti a banda larga, collegamenti che sono di qualita’ discutibile, lenti e spesso inesistenti o venduti in modo truffaldino spacciandoli per cio’ che non sono; – il Governo non investe per la diffusione della banda larga. Furono stanziati 800 milioni di euro per rimediarvi. Una cifra ridicola: una decente copertura richiede miliardi di euro cosi’ come stanno facendo in altri Paesi. Ma gli 800 milioni sono stati bloccati. Il Governo per ora ha stanziato 20 milioni di euro (gli incentivi entrati in vigore lo scorso 15 aprile): 50 euro per ogni contratto di un 18/30enne. Ed ora arriva la tassa per la connessione? Cosa succedera’ se il desiderio della Fieg divenisse realta’? Ci saranno meno navigatori in Internet e i giornali non avranno risolto i loro problemi economici. Sul “meno navigatori” sarebbe rispettata la logica che si segue ultimamente in Italia quando non si riesce a far fronte alla domanda: restringere i diritti all’accesso. E’ stato cosi’ per il diritto a usare la giustizia (38 euro di tributi per un ricorso al giudice di pace contro una multa stradale), sembra che sara’ cosi’ per gli avvocati (tariffe minime, uso di un legale per quasi tutte le contese, difficile accesso per i giovani alla professione). Sul “i giornali non avranno risolto i loro problemi”. Finita la tassa provvisoria, la stessa diventera’ permanente (come quella per la guerra d’Abissinia che ancora grava sul prezzo della benzina) e quindi i giornali saranno sempre piu’ dipendenti da contributi statali che, tendenzialmente, stanno sempre piu’ diminuendo. Al prossimo venir meno di una prebenda cosa faranno? Forse e’ meglio che chi fa proposte del genere chiuda subito il proprio giornali e si dedichi ad altro. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Convegno: Culti santuari e immagini

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2010

Biella 25 marzo 2010 ore 17.00 in Via Garibaldi 17, Fondazione Cassa di Risparmio Conferenza Stampa sulla Presentazione alla stampa e al pubblico del Convegno Internazionale “Nigra sum. Culti, santuari e immagini delle madonne nere d’Europa”, organizzato in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il Santuario di Oropa e il Santuario di Crea. La Conferenza stampa vedrà la presenza dei referenti per il Comitato Scientifico del Centro di Documentazione di Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei Amilcare Barbero, Claudio Bernardi, Guido Gentile, Stefano Piano e Paolo Sorrenti, che illustreranno i contenuti scientifici del Convegno, il programma e le altre iniziative correlate. Saranno presenti inoltre: il Vescovo della Diocesi di Biella, Mons. Gabriele Mana e il Rettore del Santuario di Oropa Don Michele Berchi; il Sindaco del Comune di Biella, Dino Gentile e l’Assessore alla Cultura della Provincia di Biella, Mariella Biollino. (madonna del santuario)

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