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Posts Tagged ‘contenzioso’

Scuola: Settimana decisiva in Senato per risolvere il contenzioso pendente presso la Consulta

Posted by fidest press agency su domenica, 27 gennaio 2019

Rispetto al testo approvato nell’emendamento presentato dai relatori sulla partecipazione al prossimo concorso di chi ha svolto la funzione di DS per due anni, l’opposizione (i senatori Roberto Berardi, Luigi Vitali, Antonio Iannone, Dario Damiani, Loredana De Petris, Vasco Errani, Pietro Grasso, Francesco Laforgia, Marco Marsilio, Alessandrina Lonardo) e la maggioranza (i senatori Alessandra Maiorino, Michela Montevecchi, Agnese Gallicchio, Marco Pellegrini) ripresentano in aula gli emendamenti Udir per la partecipazione dei ricorrenti 2011 a un nuovo corso riservato, e quelli per la semplificazione del lavoro delle segreterie sull’utilizzo delle risorse residue rimaste alle scuola, sulla sicurezza e la responsabilità dei dirigenti scolastici e sulla valutazione.
Prevista per domani 28 gennaio 2019, in seduta plenaria al Parlamento, la discussione per la conversione in legge del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione, Atto del Senato n. 989.
Il testo originario presenta una necessaria quanto importante, all’articolo 10 del DL 135/18, semplificazione amministrativa in materia di reclutamento dei dirigenti scolastici: dal corso-concorso si passa al concorso con l’assunzione di gran parte dei primi vincitori dal 1 settembre prossimo, con un certo risparmio determinato dalla soppressione del corso di formazione, originariamente previsto, e dal semiesonero per la formazione per i candidati ammessi. Inoltre, viene previsto anche l’aumento del numero dei vincitori, in quanto l’articolo 29 del Testo Unico del pubblico impiego dispone l’ammissione di un numero superiore del 20% rispetto ai posti in bando, ferme restando le facoltà assunzionali. Il risparmio ammonta a 8,26 milioni di euro previsti per il semiesonero per il biennio 2018-2019 che confluiscono nel fondo di cui all’art. 1, comma 202, legge 107/2015, rimanendo a disposizione per le assunzioni del personale della scuola.
ll modello del corso-concorso così delineato si sostanzia, secondo il Governo, di una procedura estremamente lunga e complessa, inidonea, in prima applicazione, a sopperire alle criticità organizzative delle istituzioni scolastiche. Nell’anno scolastico 2018/19 sono 1.536 i posti di dirigente scolastico vacanti e disponibili. Nel 2017/18, le reggenze assegnate sono state 1.748, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali.Nell’ottica di accelerare, in prima applicazione, lo svolgimento della procedura per il reclutamento dei dirigenti scolastici, che se svolta secondo quanto previsto renderebbe impossibile le immissioni in ruolo a decorrere dal 2019/2020, e dunque nel preminente interesse della funzionalità del sistema scolastico, si propone la modifica, per razionalizzare il procedimento.
Suscita perplessità per la difficile interpretazione la norma proposta nell’emendamento 10.500 sul nuovo concorso da bandire a conclusione della procedura in corso: “nell’ambito del primo concorso bandito successivamente al 1º gennaio 2019, è assicurato un punteggio aggiuntivo, in sede di valutazione dei titoli, a tutti i concorrenti cui sia stata conferita, per almeno due interi anni scolastici, la qualifica di dirigente scolastico, e che abbiano svolto le relative funzioni, senza essere mai stati valutati negativamente. I predetti soggetti sono ammessi direttamente alle prove scritte del concorso di cui al precedente periodo. A coloro tra i medesimi soggetti che abbiano, altresì, superato tutte le prove, sia scritte sia orali, di precedenti concorsi pubblici per dirigenti scolastici, è riservato il 50 per cento dei posti”. Sembrerebbe interessare i presidi incaricati o tutti quegli attuali presidi che potrebbero vedersi annullata la nomina per effetto della propria decisione della Consulta attesa dopo l’udienza del 2 aprile dopo la richiesta del Governo di rinvio della seduta di novembre in attesa delle modifiche che avrebbe apportato alla legge 107/15 scrutinate. A tal proposito niente è stato scritto se non diversi emendamenti dell’opposizione che sanerebbero il contenzioso se recepiti nel maxi emendamento con l’estensione della procedura riservata a tutti i ricorrenti avverso il bando del 2011.

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Scuola: Finiscono le lezioni, ora inizia il contenzioso

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

Termina la scuola per milioni di alunni, ma per tantissimi docenti precari inizia il calvario della disoccupazione, perché entro pochi giorni verranno licenziati, come ogni anno: in 120 mila lasceranno la cattedra al termine delle attività didattiche a fine mese. Tuttavia, potrebbe essere l’ultima volta, poiché una recentissima sentenza della Corte di Giustizia Europea sulla causa C-245/17, relativa alla analoga legge spagnola, potrebbe dare ragione a tutti quei supplenti messi anticipatamente alla porta: i precari avrebbero infatti diritto sempre a contratti per l’intero anno scolastico, quindi a percepire anche le mensilità estive. Limitarle al 30 giugno rappresenta dunque l’ennesimo abuso nei loro confronti. Pertanto, Anief avvia la raccolta delle preadesioni per convertire in annuali fino al 31 agosto tutti i contratti degli ultimi dieci anni, illegittimamente fatti sottoscrivere solo fino al termine delle lezioni (30 giugno) o delle attività didattiche in annuali. Secondo l’ufficio legale Anief è possibile recuperare cifre importanti: fino a ventimila euro di risarcimento. Per aderire vai al seguente link. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Se la Corte Ue dovesse condividere le tesi dell’avvocato generale, allora cadrebbe anche la legge italiana che a priori distingue le supplenze annuali da quelle al termine delle attività didattiche e da quelle brevi. Così, quasi per una strana coincidenza, nel giorno del termine delle lezioni in quasi tutte le regioni italiane, Anief mette in forte dubbio la valenza della normativa nazionale sulla materia (la Legge 124/99) che, per le stesse ragioni economiche, da anni ha legalizzato il licenziamento di milioni di precari al termine delle lezioni se supplenti brevi, ma anche al 30 giugno se subentrati su posti apparentemente non vacanti. E solo una minima parte di supplenti è contrattualizzata fino al 31 agosto. Anche su questo, però, ora il vento sta cambiando.

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Contenzioso medico legale

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 gennaio 2015

medicinadifensiva“Il contenzioso medico legale sta seriamente minando la qualità del sistema sanitario nazionale. Bisogna attivare al più presto provvedimenti per fermare il boom delle cause contro i medici e regolare la responsabilità professionale”. E’ questo l’avvertimento lanciato oggi dagli specialisti riuniti a Caserta per il Congresso regionale dell’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI) dal titolo Update ed Applicazioni Pratiche in Ostetricia e Ginecologia. Da oggi fino a Sabato oltre 600 camici bianchi provenienti da tutta Italia si riuniscono nella città campana per discutere temi di grande attualità scientifica, sociale e politica. All’evento partecipano diversi esponenti delle istituzioni locali e nazionali. “Ogni anno oltre 34.000 cause legali vengono promosse contro i medici, circa 4.000 nella sola Campania – sottolinea il prof. Antonio Chiantera Segretaria Nazionale AOGOI -. Più del 98% di queste termina in assoluzione o archiviazione. La paura di essere denunciato da parte di pazienti o parenti ha portato all’esplosione del fenomeno della medicina difensiva. Esami e accertamenti inutili o superflui costano all’intera collettività più di 12 miliardi. Il contenzioso legale sta condizionando le scelte di carriera dei giovani medici che non vogliono più praticare specializzazioni ad alto rischio come la ginecologia e ostetricia. Lo Stato non può più consentire ai propri professionisti della sanità di lavorare in un clima di persistente “caccia alle streghe” che comporta pesanti ricadute sotto il profilo economico, psicologico e mediatico, oltre che a screditare l’intero servizio sanitario nazionale”. A Caserta è previsto anche l’intervento dell’Onorevole Benedetto Fucci, Segretario della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, che presenta il testo unificato della proposta di legge sulla responsabilità professionale derivante dall’atto medico.“E’ un provvedimento che aspettiamo da molti anni e nel nostro Paese i tempi sono ormai maturi per una forte e condivisa iniziativa legislativa – prosegue Chiantera -. L’AOGOI, insieme ad altre società scientifiche, ha dato il proprio contributo tecnico alla stesura del testo. Le nuove norme dovranno regolare il delicato aspetto delle spese assicurative che sono ormai diventate esorbitanti ed insostenibili. Il costo delle polizze per i camici bianchi è, infatti, aumentato del 5% negli ultimi tre anni. Spesso un ginecologo viene denunciato non per una sua negligenza, imprudenza o imperizia ma perché l’ospedale dove opera non può garantire al paziente un’adeguata assistenza a causa di problemi strutturali o deficit organizzativi. La legge propone quindi di spostare la responsabilità dal singolo medico alla struttura sanitaria nella quale lavora. Un altro provvedimento non più rinviabile è la creazione di un Osservatorio Nazionale che effettui un monitoraggio sui rischi ed eventi avversi in campo sanitario. Infine è necessario ridurre i tempi di prescrizione dell’azione di risarcimento che adesso arrivano a dieci anni”. “Attualmente la legge è ancora in discussione a Montecitorio – conclude Chiantera -. Deve essere approvata al più presto e il testo non dovrà essere stravolto durante il dibattito parlamentare. Il nostro auspicio è che, una volta entrata in vigore, possa davvero porre fine al problema del contenzioso medico legale e risanare i rapporti tra medici, cittadini e istituzioni”.

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Aduc: immobili e contenzioso amministratore

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2011

Se l’amministratore adotta un provvedimento ai sensi dell’art. 1133 c.c. che i condomini ritengono illegittimo, essi possono sempre ricorrere all’Autorita’ Giudiziaria senza dover prima passare dall’assemblea. Questo e’ quello che dice la Cassazione nella sentenza n. 13689 dello scorso 22 giugno. Cio’ tanto se si contesta la legittimita’ del provvedimento, in sostanza la competenza dell’amministratore ad emanarlo, tanto se non s’e’ d’accordo nel merito. In tal senso si legge nella sentenza che gli studiosi di diritto condominiale propendono “con certezza per la immediata impugnabilita’ del provvedimento per motivi di legittimita’. Minori certezze sussistono in ordine alla ricorribilita’ diretta al giudice quando sia controversa una questione di merito, quale quella qui esaminata. V’e’ infatti chi preferisce ipotizzare che sia necessario preventivamente adirel’assemblea per contestare il provvedimento dell’amministrat ore. La tesi non convince. Il testo codicistico prevede infatti il ricorso all’assemblea, “senza pregiudizio” del ricorse all’autorita’ giudiziaria, cosi’ lasciando trasparire dal punto di vista letterale la compatibilita’ tra i due rimedi” (Cass. n. 13689/11). Si tratta di una buona notizia soprattutto per quei condomini dove, per le piu’ svariate ragioni, l’assemblea non è in grado di deliberare. Assieme alla rimozione del provvedimento dell’amministratore il condominio può sempre chiedere, laddove sia in grado di dimostrarlo, il risarcimento del danno subito a causa di quella decisione. Occhio ai tempi, pero’: il provvedimento dev’essere impugnato entro 30 giorni da quando se n’è avuta conoscenza. (Alessandro Gallucci, legale Aduc)

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Elezioni amministrative: Chi perde e chi vince?

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 maggio 2011

Chi sta perdendo a Milano appare molto chiaro; perdono insieme Berlusconi & Moratti; perdono insieme mafia & n’drangheta & camorra che ha loro volta perdono il monopolio degli appalti per l’expo, e questo apre un contenzioso che si riverserà su Napoli. Non risulta chiaro chi ha vinto, anche perchè nessuno si è peritato di farne cenno.Perché molti agiscono con ingiustizia, ma non vogliono che la giustizia giudichi le loro azioni? Così si espresse il cardinale Tettamanzi, decretando la sconfitta di chi esige di non essere giudicato dalle sue azioni, per questo ha vinto Tettamanzi, trascinandosi nella vittoria i PM di Milano che quella giustizia devono amministrare nel nome del popolo italiano. Ora tocca al secondo turno e si rinnoveranno le alleanze, ma non più sul piano politico. Le alleanze si formeranno sul piano economico; così metteranno sul piatto della bilancia il loro peso economico i vari Berlusconi e Moratti, in associazione con mafia & n’drangheta & camorra, per riconquistare il monopolio di quegli appalti. Non si tratterà più di elezioni democratiche, ma di un mercato della copra-vendita, con i metodi ben noti e collaudati del cavaliere. (Rosario Amico Roxas)

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Mediazione civile commerciale

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 gennaio 2011

Quando ad una buona legge, quella sulla mediazione civile e commerciale,  che sta dando i suoi frutti (meno 4%  di contenzioso giudiziario rispetto  all’anno 2009),  si frappongono interessi personalistici e di parte è una violazione ai diritti disponibili ed alla dignità dei cittadini.
E’ una storia miserevole, dice il presidente dell’ANPAR dott. Giovanni Pecoraro, che ha danneggiato e continua a danneggiare i giovani avvocati, i praticanti avvocati, i neo laureati e tutti gli  altri albi ed ordini professionali.  Gli emendamenti al neo istituto giuridico della mediazione civile che  sta portando avanti  l’O.U.A.  (per fortuna non il CNF)   sono solo cavilli e vi spiego il perché. I cittadini e  quasi all’unanimità gli ordini professionali  si sono attrezzati e di conseguenza pronti a  risolvere le loro controversie con  mediatori altamente professionalizzati. Detto ciò,  continua Pecoraro,  ho l’impressione che il presidente dell’O.U.A più che adoperarsi per gli ordini professionali, che dalla mediazione civile possono trarne solo vantaggi,  si sta avventurando  su un percorso di contestazioni sulla giustizia che si rivelerà un  Boomerang per tutti coloro che ci hanno creduto.  Ora  investe  Onorevoli e Senatori, chinando il capo e chiedendo la grazia di inserire  degli emendamenti  che modifichino quello che lo stesso Parlamento all’unanimità  fin dal 1999 ha approvato e dato delega al Goveno per l’emanazione della legge che ora la casta vorrebbe abrogare, in alcuni punti importanti e farla fallire così come fece a suo tempo per la conciliazione in materia di lavoro. Forse non tutti sanno che il presidente dell’O.U.A.  per anni ha curato una rubrica dedicata alle liti condominiali sulle pagine del Mattino, che fa parte del CdA di Finmeccanica ovvero che ha grossi interessi nel settore assicurativo  (Allianz) ed immobiliare e guarda caso sono proprio quei settori  per i quali il presidente O.U.A.  ne chiede l’abrogazione dell’esperimento del tentativo obbligatorio che se, non fatto è causa di improcedibilità al giudizio ordinario.  Il NO già deciso alle  richieste dell’O.U.A. viene dalla categoria degli  mediatori già pronti ad essere designati  per deflazionare il pesante carico ! delle controversie pendenti e quella da venire, collaborando con i giudici ordinari favorevoli, a questo nuovo istituto giuridico che è la mediazione civile. (A. Bove)

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Mediazione civile

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2010

Garbata nella forma e nella sostanza la risposta data dal Ministro Alfano “ai professoroni del diritto”  in tema di mediazione civile e commerciale quale mezzo per la risoluzione  delle relative controversie, così come è altrettanto chiaro è stato il recente messaggio lanciato dal presidente di Confindustria che ha citato  la mediazione civile come “una risposta efficace per abbattere il contenzioso. Il risultato di quanto affermato da entrambi è quello che  bisogna diffondere tra le imprese l’idea  che si può ricorrere ad un giudice quando è impossibile  la mediazione di altro tipo. Dunque, afferma Pecoraro presidente dell’Associazione Nazionale per l’Arbitrato e la Conciliazione (A.N.P.A.R)  il consenso su questa legge si fa largo, anche se ci sono personaggi che continuano a parlare di “media-mediazione”  ! in  un modo troppo elementare, deludendo e ferendo l’orgoglio dei professionisti conciliatori. Sono ben altre le cose che stanno succedendo nei confronti delle quali il Ministero deve prendere seri provvedimenti. Il primo passo, importante da fare è  la pubblicazione sulla G. U. del Regolamento  di attuazione al D. Leg.vo n. 28/2010 per evitare il proliferare  di uno    scenario impressionante – continua Pecoraro – al quale molti professionisti  stanno assistendo. C’è molta gente in questo ultimo periodo abituata a  carpire la buona fede  di molti professionisti, si pubblicizzano ad esempio corsi   finalizzati ai sensi della legge 28/2010 quando non  è stato ancora pubblicato il Regolamento di attuazione. Questi corsi, secondo il ministero non possono essere istituiti e nemmeno pubblicizzati. Sono validi  e restano tali, quelli istituiti o in corso, solo i corsi effettua! ti ai sensi dei decreti del Ministro della giustizia  23 luglio 2004, n. 222 e 23 luglio 2004 n. 223, così,  fino a quando non sarà pubblicato il REGOLAMENTO ATTUATIVO. Infatti, il Regolamento, una volta pubblicato, promette interessanti sviluppi  sia in tema di formazione che  di  organismi di conciliazione.  Questo è un atto di accusa che rappresenta una novità, perché fa finalmente chiarezza e luce  sul proliferare di  enti formativi, spesso anche non accreditati presso il ministero di Giustizia, che  con  questi comportamenti portano indietro la mediazione civile, in quanto da una parte c’è il ministero che tarda a far pubblicare il “Regolamento Attuativo”  e dall’altro  improvvisati enti formativi o pseudo organismi di conciliazione  che creano gravi disagi per gli  indecisi, per la maggior parte giovani. Non è cronaca che mi piace riferire –  dice Pecoraro  –  qui c’è gente che si professano grandi maestri del diritto mentre è solo da poco che si sono affacciati  sulla scena della mediazione civile. Il pomo della discordia per una rapida chiarificazione è l’allontanamento di questi personaggi e l’immediata pubblicazione del regolamento attuativo senza più indugi. (A. Bove)

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Cgil: contenzioso del lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2010

Nota dell’Ufficio giuridico della Cgil: “Il 29 settembre scorso l’Aula del Senato ha approvato in sesta lettura il disegno di legge n. 1167 B-bis recante, com’è noto, alcune disposizioni incidenti sul contenzioso del lavoro (artt. 30-32). Abbiamo già avuto modo più volte di intervenire sui molteplici passaggi parlamentari che il disegno di legge ha attraversato, sfociando poi nell’intervento di rinvio alle Camere del Capo dello Stato Napolitano. A seguito delle osservazioni di quest’ultimo, il Parlamento è quindi ritornato ad esaminare il provvedimento con altre due letture, l’ultima delle quali è quella di cui stiamo parlando. Occorre subito dire che, se pur propagandate come ossequiose nei confronti delle osservazioni del Presidente della Repubblica, le modifiche apportate dalla maggioranza non hanno in realtà eliminato i motivi di preoccupazione che in più di un’occasione la CGIL ha espresso nei confronti di questo vero e proprio disegno controriformatore del processo e del diritto del lavoro. Rinviando, quindi, alle osservazioni già svolte, occorre mettere in luce i punti sui quali è  intervenuta l’ultima lettura del Senato:
A) Arbitrato secondo equità (art. 31): è stata confermata la modifica tendente a circoscrivere i confini del giudizio di equità, nel senso del “rispetto dei princìpi generali dell’ordinamento e dei princìpi regolatori della materia, anche derivanti da obblighi comunitari”. La modifica sembrerebbe piuttosto incisiva se solo si consideri che tra i principi generali (e regolatori) dell’ordinamento lavoristico vi è senz’altro quello della inderogabilità dei diritti derivanti da norme di legge e di contratto collettivo. Ma allora non si vede quale sia la “ratio” di una modifica di tal genere, se non quella di confondere ancora di più le idee agli interpreti.
B) La sottoscrizione della clausola compromissoria (art. 31, comma 10): com’è noto, nel corso della precedente lettura alla Camera, era stato approvato un emendamento proposto da Cesare Damiano che imponeva la verifica della volontà di devolvere ad arbitri la controversia solo al momento dell’insorgere della stessa (quindi non, preventivamente, all’atto della stipula del contratto di lavoro). La modifica, di grande rilievo, è stata però cancellata da quest’ultima lettura. Si ritorna quindi alla sottoscrizione della clausola compromissoria in un momento antecedente l’insorgere della controversia stessa.
C) Momento in cui sottoscrivere la clausola compromissoria: siamo in presenza di una vera e propria ipocrisia. Di fronte ai penetranti rilievi del Presidente della Repubblica, che aveva fatto notare come la sottoscrizione della clausola nel momento di massima debolezza contrattuale (ovvero l’assunzione) fosse assolutamente da cambiare, la maggioranza ha avuto la brillante idea di spostare la stipula della clausola arbitrale dopo il periodo di prova o, in mancanza di quest’ultimo, dopo 30 giorni dalla stipula del contratto. Come a dire che il lavoratore, superato il periodo di prova o dopo 30 giorni dall’assunzione, ha maturato un tale potere contrattuale da consentirgli liberamente di devolvere le future controversie ad arbitri… Regime delle decadenze (art. 32, commi 1 e 2): due sono le novità, anche piuttosto importanti. La prima riguarda l’estensione del lasso di tempo a disposizione del lavoratore per depositare il ricorso giudiziario (a partire dall’impugnazione del provvedimento), che passa da 6 a 9 mesi e la possibilità di “produrre nuovi documenti formatisi dopo il deposito del ricorso” stesso. La seconda modifica, assai più incisiva, è quella riguardante l’esclusione dei licenziamenti “orali” dalla disciplina delle decadenze introdotta dal disegno di legge in commento. Viene così meno, fortunatamente, una disposizione che avrebbe permesso ai datori di lavoro un utilizzo di massa del licenziamento orale in forza dell’imposizione di un termine decadenziale il cui dies a quo sarebbe stato difficilmente individuabile. Ma c’è da dire che, se pur importante, questa modifica non scalfisce minimamente la portata devastante dell’introduzione del termine decadenziale in parola. C’è infatti da ricordare che il nuovo regime da una parte ha una portata amplissima (applicandosi non solo ai licenziamenti, ma anche ai contratti a termine, ai trasferimenti etc…), dall’altra, pur non applicandosi più ai licenziamenti orali, rimane in piedi (odiosamente) per tutte le fattispecie di “invalidità” dei licenziamenti, ovvero anche per quelli nulli perché discriminatori o per violazione di norme imperative di legge (v. i licenziamenti delle lavoratrici madri, quelli per causa di matrimonio etc…)

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Trasparenza bilancio Camera

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2010

A seguito delle richieste di accesso agli atti presentate fin dalla fine del mese di aprile, la delegazione Radicale nel gruppo del Partito democratico ha ricevuto una parte della documentazione riguardante gli affitti di alcuni palazzi e i contratti (e i rinnovi)  stipulati dalla Camera dei deputati con la Società Milano 90 s.r.l. per affitti e ristorazione. L’Ufficio di Presidenza ha inoltre autorizzato la pubblicazione sul sito della Camera del progetto di bilancio dell’anno 2010 e del consuntivo 2009. Per la prima volta, dunque, sarà possibile leggere e analizzare per tempo il preventivo prima della discussione in Aula. Sebbene richiesti, mancano invece nella documentazione consegnata ai Radicali le delibere del Collegio dei questori e alcuni documenti relativi al contenzioso con la Società Milano 90 srl sulla facoltà per la Camera di acquistare gli immobili, presi in affitto a caro prezzo. Rita Bernardini ha comunque deciso di accogliere l’invito della presidente di turno Rosy Bindi a sospendere lo sciopero della fame che aveva iniziato per vedere riconosciuto il diritto di ciascun deputato ad accedere agli atti della Camera, a quanto previsto dal regolamento dell’amministrazione e contabilità. “Anche stavolta – ha dichiarato la deputata radicale Rita Bernardini – sono convinta che a sbloccare la situazione sia intervenuto il Presidente Gianfranco Fini. Ci sono voluti sessant’anni – e un’attenzione costante dei radicali – per cominciare ad avere i documenti riguardanti le spese della Camera e il progetto di bilancio preventivo pubblicato online. Non sappiamo se il mondo politico e giornalistico sia consapevole che è caduto un altro muro che fino ad oggi era stato frapposto alla conoscenza dei cittadini e dei deputati chiamati, questi ultimi, solo a ratificare documenti sconosciuti, che ancora oggi non hanno la caratteristica essenziale dell’analiticità. Sono convinta che arriveremo anche a questo in breve tempo, perché quando si chiedono sacrifici ai cittadini occorre dimostrare l’attenzione che le istituzioni hanno ai costi del loro funzionamento”.

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La Jihad di Gheddafi

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2010

Dichiarazione del Senatore Marco Perduca, co-vicepresidente del Pratito Radicale Nonviolento eletto senatore nelle liste del Pd: ” Gheddafi ha incitato alla Jihad contro la Svizzera dicendo che non si tratterebbe di terrorismo, e oggi il Ministro Maroni – come se niente fosse! – si preoccupa di risolvere rapidamente il contenzioso tra Libia e Svizzera, altrimenti “ci potrebbero essere conseguenze molto negative per l’Italia e altri Paesi dell’Unione europea nel controllo dell’immigrazione clandestina e anche sul fronte della esistenza dei sistemi di controllo come Schengen”. Possibile che un paladino della sicurezza a ogni costo come il Ministro, rappresentante di una Lega che si ritiene la vera depositaria della difesa dei valori cristiani in Italia, sorvoli sulla chiamata alla Jihad contro gli elvetici vicini della sua Padania? In Parlamento il Ministri Frattini ha promesso di essere equidistante tra Tripoli e Berna, questa posizione era inaccettabile ieri, oggi che c’e’ la minaccia di attacco alla Svizzera potrebbe divenire l’ennesima grave omissione di obblighi internazionali del Governo. Adesso si spiega perche’ nel trattato di “amicizia” colla Libia è stato scritto chiaramente che le basi italiane non sarebbero mai state utilizzate per attaccare il regime di Gheddafi. Il colonnello pianificava le sue vendette già due anni fa”.

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Detenuto Ignoto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2009

Dichiarazione di Irene Testa, Segretario dell’Associazione Radicale I“Il problema della carenza di personale di polizia penitenziaria merita certamente attenzione da parte delle Istituzioni. Non a caso  solo i radicali, con Marco Pannella e Rita Bernardini erano presenti alla manifestazione organizzata dalla Uil penitenziari. E’ necessario che le Camere affrontino sì il problema alla radice, ma quello dell’intera comunità penitenziaria, che comprende certo la polizia ma anche la condizione inumana e degradante a cui sono sottoposte oggi le persone recluse. Per questo, ci auguriamo che il dibattito ottenuto dall’Italia dei Valori in Commissione Giustizia alla Camera, non si limiti ad un solo aspetto, ma che invece possano essere affrontati, nel complesso, i molteplici problemi che affliggono il sistema penitenziario e la giustizia Italiani”.

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Vicenda Alitalia

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 maggio 2009

Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore di Italia dei Valori, Giovanni D’Agata ci informa che  “E’ stata depositata dall’On.le Pierfelice Zazzera, segretario regionale pugliese di Italia dei Valori, un’interrogazione a risposta in Commissione al Ministro dell’Economia e delle Finanza Tremonti sulla oramai nota vicenda degli obbligazionisti ed azionisti Alitalia. Nell’interrogazione si evidenzia come migliaia di piccoli risparmiatori della ex compagnia di bandiera, gravemente danneggiati alla gestione della vicenda Alitalia, nutrissero grandi speranze negli esiti dell’assemblea degli azionisti ed obbligazionisti prevista per il 20 aprile u.s.; al primo punto dell’ordine del giorno dell’assemblea vi era lo stato di avanzamento della procedura di amministrazione straordinaria di Alitalia e valutazioni sulla possibilità di recupero del credito vantato nei confronti dell’emittente, al secondo punto invece, le iniziative in sede giudiziaria volte a tutelare i diritti degli obbligazionisti rispetto al mancato recupero del credito vantato nei confronti di Alitalia. A ciò si aggiunga che il 28 agosto 2008 il Presidente del Consiglio aveva dichiarato “che non saranno abbandonati i piccoli risparmiatori che in Alitalia hanno creduto investendo in titoli azionari ed obbligazionari”. Nonostante le rassicuranti parole del Governo ai piccoli risparmiatori, il Ministero dell’Economia non si è presentato all’appuntamento del 22 aprile, tanto atteso da azionisti ed obbligazionisti; il dicastero, precisa Zazzera, è titolare del 62,54% dell’emissione degli “Alitalia bond” per una cifra pari a circa 470 milioni su un totale di 715 milioni; a causa dell’assenza del maggior azionista, l’assemblea non ha potuto raggiungere il quorum del 20%, andando deserta. Il rischio per Zazzera è che azionisti ed obbligazionisti saranno ora costretti ad avviare un contenzioso al fine di recuperare i risparmi perduti; all’interrogante già risulta un primo atto di citazione in giudizio civile del Presidente Berlusconi da parte di alcuni azionisti di minoranza (ndr presso il Tribunale Civile di Lecce dal signor avv. Francesco Toto difeso dal prof. avv. Fernando Greco dell’Università del Salento e dall’avv. Francesco D’Agata, udienza fissata il 15 dicembre 2009); a tale atto si potrebbe aggiungere la citazione in giudizio del Ministro dell’Economia da parte degli obbligazionisti che avrebbero certamente preferito il rimborso dei bond all’85% – come prospettato da Air France – anziché del 30%  lordo come invece previsto nella legge di conversione al decreto incentivi. A ciò si aggiunga il più recente comunicato del Presidente Berlusconi del 21 aprile 2009 che confermava l’impegno del 28 agosto 2008 precisando che “il Governo intende mantenere fermo il proprio impegno a favore dei risparmiatori che hanno investito in titoli della società Alitalia in Amministrazione Straordinari”. Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, intende dunque riportare l’attenzione su una delle operazioni più scandalose del panorama politico-economico internazionale degli ultimi anni, sottolineando l’impegno del partito a salvaguardia degli interessi di piccoli azionisti e obbligazionisti ALITALIA che oggi si ritrovano, di fatto, in mano “carta straccia” al posto di titoli legittimamente acquistati, in assenza di un intervento da parte del Governo.

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Richieste di pagamento per tributi e proventi prescritti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2009

Il componente del dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, ritiene utile una proposta di legge che ne permetta la cancellazione d’ufficio automatica.  E’ da tempo cosa nota che molti cittadini, si sono visti notificare cartelle di pagamento da parte degli agenti per la riscossione, per tributi o sanzioni amministrative prescritti anche da lungo tempo.   Purtroppo sino ad oggi, le società incaricate hanno provveduto comunque a procedere con la notifica degli atti di riscossione, quando avrebbero potuto evitarlo, annullando d’ufficio gli atti ormai prescritti, ben prima della notifica degli stessi, comportando aggravi di spese per i cittadini costretti a ricorsi giurisdizionali e sovraccaricando gli stessi uffici giudiziari.  E’ certamente possibile con il grado di automazione raggiunto da alcune P.A e con software avanzati, garantire la notifica dei soli atti non scaduti. Ciò permetterebbe, peraltro, di sfoltire notevolmente gli uffici della riscossione da atti che possono essere oggetto di opposizione e da cui con tutta probabilità non verranno vantaggi dal punto di vista delle entrate e che quindi contribuiscono a rallentare l’attività di esazione di imposte e sanzioni. Per queste ragioni il componente del dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, ritiene utile una proposta di legge che permetta la cancellazione d’ufficio automatica dei tributi e sanzioni amministrative prescritte e fa sapere che il coordinatore regionale di IDV Puglia ed il deputato on.le Pierfelice ZAZZERA, presenterà alla Camera una proposta di legge in tal senso, una normativa che tutelerà non solo la Pubblica amministrazione ma soprattutto i cittadini, costretti molto spesso a notevoli perdite di tempo e a costosi ricorsi tributari.

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