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Copasir: Una presidenza contesa

Posted by fidest press agency su domenica, 11 aprile 2021

“Mi è capitato di confrontarmi con il presidente Roberto Fico e gli ho fatto presente che è necessario introdurre un automatismo in base al quale il presidente del Copasir decade non appena il gruppo di opposizione passi in maggioranza. Del resto, quando la Lega uscì dal governo Conte 1 e il Pd entrò nel Conte 2, il presidente del Copasir del Pd, l’on. Guerini, si dimise e la Lega giustamente rivendicò la presidenza. A noi non interessano le poltrone, altrimenti non avremmo scelto di stare fuori dal governo, ma il rispetto della legge e il bilanciamento dei poteri sì. È talmente pacifico questo principio che nessuno ai tempi dell’approvazione della legge istitutiva del Copasir lo contestò. Basta rileggersi gli interventi di Roberto Cota, di Emanuele Fiano e della compianta Jole Santelli, anche perché il Copasir potrebbe essere usato come ulteriore strumento contro l’opposizione come peraltro dichiarò proprio Cota, con il Governo già in possesso dei ministeri di Interno e Difesa e con la delega ai servizi nelle mani del Presidente del Consiglio. Fosse tutto in braccio al governo e alla maggioranza staremmo come in Unione sovietica”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia intervistato sul Copasir da Radio Radicale.

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A Ballarò la contesa sulle liberalizzazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2011

In attesa che il Governo a gennaio torni all’attacco sul capitolo liberalizzazione, come promesso nei giorni scorsi dal sottosegretario Antonio Catricalà e dal ministro per lo sviluppo Corrado Passera, le polemiche non accennano a placarsi. Teatro degli “scontri” nella serata di martedì il talk show di Raitre Ballarò condotto da Giovanni Floris. Tra i temi all’ordine del giorno quello delle liberalizzazioni introdotto da un servizio nel quale una farmacista sottolineava come «se uno nasce figlio di farmacista è fortunato ed è giusto che sia così». La frase ha aperto il dibattito animato in studio, dove la sociologa Chiara Saraceno ha sottolineato come un paese nel quale esistono ancora privilegi di questo tipo sia «un paese feudale», aggiungendo che «se i farmacisti non vogliono i farmaci nelle parafarmacie, allora niente creme, pannolini e ciucci nelle farmacie». È stata poi la volta del sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti che ha cercato di difendere la manovra del Governo Monti, spiegando i motivi che hanno per ora bloccato le liberalizzazioni. In sintesi, il governo avrebbe cercato di evitare una spaccatura tra le forze che lo sostengono ma, secondo il sottosegretario il discorso sarà ripreso molto a breve. Poi la discussione si è spostata sul discorso farmacie vs. parafarmacie e gdo. A difendere i farmacisti ci ha pensato l’ex ministro Mariastella Gelmini, convinta che la maniera giusta di liberalizzare non sia quella proposta dal Governo in carica, che porterebbe beneficio solo ad alcuni (le Coop rosse in particolare) ma sia quella di liberalizzare in modo diffuso, cosa che, sostiene la Gelmini, il governo Berlusconi avrebbe già iniziato a fare. A risponderle Francesco Pugliese, direttore generale di Conad, che ha sottolineato come, pur con numeri assolutamente modesti, la presenza delle parafarmacie, anche all’interno della Gdo, abbia ridotto significativamente (-21%) i prezzi di prodotti come integratori e affini, mentre non è aumentata, ma al contrario è diminuita la vendita dei farmaci venduti anche presso le parafarmacie.(fonte farmacista33)

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