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Posts Tagged ‘contestazione’

MAKER FAIRE… per chi? Contestazione Maker Faire all’Università La Sapienza

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 ottobre 2015

universita-la-sapienza-romaRoma. Nei giorni 16-17-18 di Ottobre l’università La Sapienza ospiterà la Maker Faire, una fiera dell’innovazione di portata internazionale che, parole degli organizzatori: “unisce scienza, fantascienza, tecnologia, è divertimento e business e dà vita a qualcosa di completamente nuovo”. Purtroppo al di là del plausibile interesse per alcune delle innovazioni esposte e oltre gli slogan e le frasi fatte da grande evento, crediamo che questa fiera sia la riproposizione di contraddizioni insanabili interne al mondo dell’università, agli studenti e in generale all’idea di progresso e innovazione .
1. L’università sarà completamente chiusa (blocco della didattica, biblioteche, facoltà e laboratori chiusi)durante i giorni della fiera, per entrare si pagherà un biglietto di 10 euro(4 per gli studenti) e i lavoratori saranno mandati in ferie forzate. In sostanza, per quattro giorni lo spazio in cui passi la maggior parte delle tue giornate sarà affittato a grandi aziende private, sponsor dell’evento. Nonostante tra gli sponsor della fiera ci siano infatti aziende del calibro di Intel, Tim, Microsoft, Eni e Bnl, verrà comunque richiesto di pagare un ingresso ad uno spazio altrimenti pubblico.
2. I benefici in termini monetari non si sa a chi andranno, di certo non a diminuire le tasse universitarie, o a riparare aule che cascano a pezzi, o a finanziare il diritto allo studio.
3. Si ripropone, come per la festa promo della Toyota o per le varie iniziative di sponsorizzazione che vengono fatte, un’idea dell’università come di uno spazio pronto ad essere affittato o ancor peggio svenduto all’azienda che offre di più, trascurando qualsiasi esigenza di chi l’università la vive tutti i giorni, dagli studenti fino ai ricercatori e ai lavoratori.
4. Anche il modello di innovazione proposto dalla Maker Faire è un nodo non meno problematico degli altri…”la celebrazione della cultura e del movimento #makers” si riduce all’ennesimo invito per i giovani a lavorare gratis, nella speranza che “1 su mille ce la fa !”. L’organizzazione di contest e l’esposizione dei
progetti, più votata alla commercializzazione che alla spiegazione dell’idea in sè, rende la fiera una grande bancarella per aziende di larga distribuzione e improbabili manager di startup companies.
L’invito esplicito, sembra essere: “fatti venire una buona idea, qualcuno poi te la comprerà!”Mentre sta scomparendo la ricerca pubblica insieme alla diminuzione delle borse per i dottorati, mentre interi corsi di laurea vengono cancellati perché definanziati, l’invito implicito che viene fatto a noi studenti è di lavorare gratis e se sei uno sveglio inventati una startup, magari una grande azienda te la comprerà. Riteniamo tutto ciò una provocazione. Vogliamo un’università aperta e accessibile ogni giorno dell’anno e rifiutiamo qualsiasi presa in giro da parte del rettore.

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Patente a punti e sanzioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Mag 2011

Importante ordinanza della Cassazione in tema di patente a punti ed omessa comunicazione dei dati del conducente, quella emessa il 20 maggio 2011, che Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale del “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori nonché fondatore dello “Sportello dei Diritti” riporta. Secondo la seconda sezione civile della Suprema Corte, infatti, se la notifica del verbale per la contestazione principale avviene oltre il termine massimo previsto dalla data della infrazione, che come è noto è stato ridotto a 90 giorni, l’amministrazione procedente non può poi pretendere che il pagamento della sanzione successiva in caso di omessa comunicazione dei dati del conducente del veicolo individuato nella prima rilevazione. Questo anche se l’infrazione relativa all’omessa comunicazione è sempre oggetto di verbale diverso da quello riguardante la violazione principale. Come è noto, infatti, il Codice della Strada prevede un termine perentorio per la contestazione delle violazioni del codice della strada che è individuato dall’articolo 201 Cds e stabilito in novanta giorni e quindi la notifica tardiva del verbale rende tardiva la contestazione. Peraltro, per alcune sanzioni specifiche è previsto l’obbligo per il proprietario del veicolo di comunicare entro sessanta giorni dalla notifica, il soggetto che si trovava materialmente alla guida. In caso di omessa comunicazione è stabilita un’altra multa. Gli ermellini, hanno però sottolineato che la pretesa dell’ente accertatore, non può estendersi indeterminatamente: nel caso in cui la notifica della violazione principale sia avvenuta fuori oltre il termine indicato, il verbale per la mancata indicazione dei dati del trasgressore deve essere dichiarata illegittima. In virtù di un principio logico, oltreché giuridico, infatti, non si può pretendere che il proprietario del veicolo a distanza di molto tempo dall’infrazione contestata conservi il ricordo preciso di chi fosse alla guida dell’auto multata. Ma la Suprema Corte si spinge oltre è stabilisce che non è necessario che il primo verbale, pure notificato tardivamente, non sia stato poi opposto. Può, quindi, essere impugnato autonomamente il verbale della sanzione successiva di cui all’articolo 126 Cds bis. Secondo i giudici di piazza Cavour, infatti, le due violazioni sono vincolate l’una all’altra e la notifica in ritardo del primo verbale rende illegittima la seconda sanzione.

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Agricoltori-panettieri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2010

In genere quando un’associazione di categoria fa sentire il proprio dissenso contro l’apertura della professione ad altri soggetti, storciamo il naso e sentiamo odore di corporativismo, cioe’ difesa di rendite di posizione, di privilegi contro chi si affaccia nuovo a quel tipo di attivita’ e che minerebbe prezzi e qualita’ imposti dalla medesima corporazione. Non e’ cosi’, invece, per la contestazione della Fippa (Federazione italiana panificatori) che ha chiesto al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, di modificare il decreto da poco firmato che consente agli agricoltori di produrre e vendere pane fresco. Gli agricoltori -come fanno sapere dalla Fippa- hanno un regime fiscale forfettario che si ferma al 15% mentre nella panificazione artigianale, tra imposte dirette e indirette si arriva al 52% di tasse sul reddito trasformato. A noi sembra un obbrobrio, un privilegio che mina la base di qualunque economia di mercato: l’uguaglianza davanti allo Stato e al Fisco.
Per questo ci affianchiamo alla Fippa nel chiedere ai competenti ministeri di ristabilire l’ordine delle cose in modo che il mercato non sia condizionato a danno di qualcuno. Ovviamente, siccome siamo per lo “Stato minimo” e facciamo gli interessi di consumatori che vogliono sempre spendere meno ed avere una migliore qualità, auspichiamo che sia presa in considerazione l’equiparazione fiscale dei panificatori agli agricoltori e non viceversa. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Schifani: la contestazione non serve

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 settembre 2010

Bisogna comprendere le ragioni della contestazione  a Schifani, fermo restando che comprendere non significa condividere. Ogni forma di violenza che impedisce il libero esercizio della propria libertà, quando non violenta la libertà altrui, è da condannare come esempio di meschina rivalsa delle proprie ragioni, impedendo il contraddittorio  che ne spiegherebbe le ragioni. Chi urla lo fa perché non ha nulla da dire. La contestazione priva di contenuti alternativi non serve alla causa della democrazia, ma serve a chi ha interesse ad una cortina fumogena. E’ il trionfo dell’antipolitica in quanto l’interesse privato prevale sull’interesse generale, con l’aggravante che l’interesse privato viene gabellato come interesse pubblico, sostenendo che il privilegio riservato al satrapo diventa interesse pubblico, permettendo al medesimo detentore del potere di dedicarsi al governo, non più distratto dall’esigenza di difendersi davanti alla magistratura che vuole giudicarlo per i reati commessi fin da quando organizzava le grandi manovre del rapido arricchimento senza avere ancora deciso l’ingresso in politica.
La scomparsa del grande protettore, travolto dagli eccessi che lo costrinsero a fuggire nel dorato rifugio di Hammamet, eufemisticamente chiamato “esilio”, strinse i tempi, essendo rimasti scoperti i nervi sensibili che inevitabilmente conducevano al codice penale e al dovere di rispettare le regole imposte dal sistema democratico: per delinquere in tutta tranquillità bisognava spostare i paletti della legalità, fino a coprire i reati, propri e degli amici… nonché degli amici degli amici!
Fu detto dal medesimo che la scelta politica fu imposta dal grande amore per la patria, ma una patria inesistente, trattandosi semplicemente di una nazione, trasformata in una pletora di interessi privati, travolta da “mani pulite” che azzerò la prima repubblica, ma senza gettare le basi per la seconda. Nel vuoto di potere si inserì il satrapo, promettendo tutto ciò che i sondaggi indicavano essere in cima ai desideri della  maggioranza  che avrebbe dovuto legittimare l’ascesa al trono e l’esercizio del potere: potere della maggioranza che, in democrazia, indica il perentorio adeguamento all’interesse generale, ma nel nostro caso l’urgenza di tutelare gli interessi illegittimi del singolo.  Governatore e governato, controllore e controllato, legislatore e fruitore delle sue leggi; queste le antitesi che hanno generato l’antipolitica che conduce la nazione alla deriva, tranne gli eletti e i componenti la casta privilegiata, ai quali viene offerto uno scudo protettivo contro ogni forma di  intemperie: si chiama “fratellanza massone”. (Rosario Amico Roxas)

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Sindacato e candidatura Polverini

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 gennaio 2010

“Non condivido la scelta della Polverini di lasciare la guida dell’UGL per candidarsi alla Regione Lazio per il PdL, ma nessuno usi la sua candidatura per mettere in ridicolo il ruolo del sindacato nel Paese, non ce n’è bisogno, ci riesce da solo!” Pierpaolo Leonardi, leader dell’RdB attacca così quanti, stampa e politici, per contrastare la candidatura di Renata Polverini alla guida della Regione Lazio, non trovano di meglio che attaccare il suo ruolo sindacale nell’UGL. “Siamo tra coloro che più di altri hanno sofferto la sovraesposizione mediatica dell’UGL di Polverini, in verità molto debole tra i lavoratori sia pubblici che privati, la cui regia è stata assunta direttamente dai leader confederali Bonanni, Angeletti ed Epifani per dimostrare che in Italia la contestazione a Cgil, Cisl e Uil può venire solo da destra. Ma siamo anche coscienti che gli stessi media che l’hanno pompata finora saranno tra quelli che, per mettere in difficoltà la candidata presidente, attaccheranno non le sue scelte politiche, ma le vicende del suo sindacato, così contribuendo a rafforzare l’opera di demolizione della funzione sindacale di tutela dei diritti dei lavoratori che è uno degli obbiettivi principali del centrodestra”. “Non ci prestiamo a questo gioco, anche se molti redattori di quotidiani – sia del centrodestra che del centrosinistra – ci chiamano incessantemente, interessati a qualsiasi tipo di gossip in materia di tessere e di reale consistenza sindacale dell’UGL, a noi interessa davvero solo la tutela dei lavoratori e pensiamo che essa spetti ai sindacati che, per esercitarla, non possono che essere indipendenti” conclude Leonardi.

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Università e riforma Gelmini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2009

“Gli ultimi posti nelle classifiche sulla qualità della didattica, i bilanci in rosso della maggior parte degli Atenei italiani e una riforma innovatrice che mette al primo posto rigore e merito non sono argomenti validi per scoraggiare un movimento allo sbando, senza proposte, scaricato prima dagli studenti e poi dai Rettori, buono solo per un museo di quel 68 che non c’è più “ così Andrea Volpi e Giovanni Donzelli, rispettivamente capogruppo del centrodestra nel Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari e Presidente Nazionale di Azione Universitaria, commentano la contestazione odierna dell’Onda sotto il Ministero di Viale Trastevere.  “L’ Università senza una riforma rivoluzionaria e audace come questa – aggiungono Volpi e Donzelli – sarebbe davvero sul punto di non ritorno, impantanata tra dissesti di bilancio, sprechi e parentopoli. Grazie al decreto Gelmini non avremo più Rettori a vita, sedi e corsi inutili, bilanci fuori controllo e poco trasparenti, ma soprattutto chi sbaglia sarà commissariato e chi spende male avrà meno soldi: quale garanzia migliore per il futuro universitario? Finalmente vengono recepite e diventano legge alcune delle istanze che rivendichiamo da decenni come una migliore selezione nella scelta dei docenti e maggiori opportunità per gli studenti meritevoli, con la componente studentesca finalmente al centro dell’attenzione, più presente nei Consigli di Amministrazione e influente nelle elezioni dei Rettori.” “Efficienza, semplificazione e programmazione rappresentano la giusta via per rilanciare l’accademia e restituire dignità alla cultura italiana. Auspichiamo che nel passaggio in Parlamento il decreto Gelmini non sia stravolto, anzi ci batteremo per ottenere che i professori timbrino il cartellino e per fare in modo che il Governo stanzi, anche attraverso le risorse provenienti dallo scudo fiscale, maggiori fondi per la mobilità e per le borse di studio” conclude Volpi a nome della destra universitaria.

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