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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Posts Tagged ‘contesto sociale’

Ambiente, economia e contesto sociale

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

Cosenza, 15 Novembre 2019, presso l’hotel Royal in Via Medaglie D’oro. Interverrà all’incontro il Sindaco di San Pietro in Amantea Gioacchino Lorelli. Ambiente, economia e contesto sociale sono gli ingredienti di base dell’economia circolare. Per questo la prospettiva dell’economia circolare oggi rappresenta una grande opportunità per il nostro Paese, anche in termini di nuova occupazione e risoluzione di storici problemi (gestione dei rifiuti, reperibilità delle materie prime, efficienza energetica, ecc.). Noi come amministratori rappresentiamo una esperienza virtuosa che arriva anche da una regione come la Calabria dove ancora domina la vecchia economia lineare, ormai inefficiente e ne rappresentiamo spesso la parte più innovativa e vincente, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico, sociale e occupazionale, punto dal quale ripartire.
Abbiamo l’ambizione di creare in Calabria una vera rivoluzione ambientale per realizzare la nuova Green Economy calabrese.
Dobbiamo rilanciare il Sud attraverso la corretta amministrazione. L’obiettivo? In Calabria bisogna sostenere, lo sviluppo e l’attuazione di progetti e programmi dedicati alla circular economy. Ciò significa non solo iniziative in grado di promuovere il riciclo ma anche capaci di prevenire ed eliminare la produzione di rifiuti, migliorare l’efficienza d’uso delle risorse e sostenere la circolarità in tutti i settori economici dell’Unione. Di questo ne parleremo, con gli amministratori calabresi, nel convegno organizzato dal movimento d’opinione regionale Un’Altra Storia. (by Avv. Maximiliano Granata)

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Lettera aperta al ministro della Difesa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2011

Signor Ministro della Difesa Paolo Dipaola
Il giorno 02 agosto 2010 ho scritto una lettera aperta al presidente del CoCeR Interforze ma indirizzata anche al Capo di Stato Maggiore della Difesa ed al Comandante Generale dell’Arma nella quale, fra l’altro, segnalavo la mia perplessità in ordine “ai tempi di risposta, da parte del Comandante affiancato alle numerosissime delibere del CoCeR Carabinieri”. Una lettera ove chiedevo un autorevole intervento nella Sede Centrale Interforze ed in tutte le altre Sedi ritenute opportune nell’esclusivo interesse dell’Istituzione e dei Carabinieri di ogni ordine e grado affinchè la normativa potesse trovare una corretta applicazione ovvero che, in assenza di risposta, il CoCeR/CC sottoponesse le numerosissime problematiche deliberate alla S.V. per il tramite del Presidente del CoCeR Interforze. Risulta ancora oggi difficile pensare che le suddette delibere, in gran parte originate dalla “Base”, otterranno mai quella doverosa risposta e già mi torna in mente e si spiega meglio il perché dell’invito, da parte del Generale Luciano Gottardo (già Comandante Generale) quando ha invitato i Comandanti delle Unità di base ed intermedie, in un clima di reciproco rispetto delle delicate funzioni ricoperte; a confermare il loro impegno nel valorizzare, in ogni circostanza, le componenti della Rappresentanza Militare, favorendo il dialogo con i Consigli, rispettando i tempi di risposta alle delibere e superando eventuali difficoltà che possano rallentare il regolare funzionamento degli Organismi. Ho imparato, in questi anni, che il governo del personale dovrebbe essere preoccupazione di chi è al comando di unità e reparti anche ai minori livelli: esercizio questo di alta responsabilità da svolgere con equilibrio e serenità in primo luogo e sostanziato dall’esempio, non dimenticando mai che dietro ogni Carabiniere c’è prima di tutto un uomo.”
Anche queste ultime affermazioni, del tutto condivisibili del Generale Gianfrancesco Siazzu (già Comandante Generale) tradivano tuttavia una minore consapevolezza del fatto che “…..ormai, da parte di alcuni comandanti”, si è “persa quella capacità di percepire ed intuire situazioni di disagio….” Aspetto confermato, sempre il Generale Gianfrancesco Siazzu, quando è tornato sull’argomento nella Sua lettera datata 16/11/2006. Anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa, nel corso di un precedente incontro (marzo 2005) con il CoCeR Interforze, ha percepito un certo stato di disagio dei delegati, dichiaratamente riferibile alla carenza di un giusto riconoscimento del ruolo della Rappresentanza e, in particolare, degli Organismi di base ed intermedi, da parte dei comandi a vari livelli.
Signor Ministro, In occasione della Sua prossima visita presso il Comando Generale dell’Arma, purtroppo, non credo vi sarà l’occasione di un incontro con il CoCeR Carabinieri che non è convocato in riunione. Possa quindi, questa articolata ma doverosa premessa, essere utile ad una riflessione anche sulla validità e sull’efficacia dello strumento “Rappresentanza Militare” affinchè le ragioni dei militari trovino finalmente quel favorevole consenso attraverso la mediazione ed una guida maggiormente “europeista” del Suo Ministero. Nei prossimi mesi si dovranno prendere decisioni anche in merito ai numerosi progetti sulla riforma della Rappresentanza dei militari. La proroga anche di questo mandato, imposta per due anni, aveva questo come principale scopo e responsabilità nei confronti dei cittadini in divisa. Dovranno quindi necessariamente essere considerate le forti aspettative di minori limitazioni a quei diritti fondamentali che sono garantiti dalla Costituzione. Aspettative che potranno essere soddisfatte solo grazie a valutazioni più aderenti all’evoluzione ed al nuovo contesto sociale. L’eventuale apertura ad una forma di rappresentanza di tipo sindacale o associativa, sono convinto, oltre al notevole risparmio di risorse economiche, rispecchierebbe quei principi di garanzia e di pluralismo già richiamati dalla Comunità Europea nel quadro di una maggiore integrazione.Diversamente, il disagio e la disapprovazione da parte di tutti i militari per una proroga del mandato del tutto ingiustificabile sarà alimentato proprio perché rimasta ingiustificata. Rispettosamente Delegato CoCeR CC Michele Fornicola

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Le azioni visibili del contemporaneo

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2009

Cuneo La Fondazione Casa Delfino, in corso Nizza 2  presenta la prima edizione della rassegna “Campovisivo – le azioni visibili del contemporaneo”, appuntamenti con l’arte contemporanea ideato da Stefano Venezia in collaborazione con l’artista Domenico Olivero dell’Associazione Art.ur. In questo periodo di grandi cambiamenti è stato selezionato il delicato tema della relazione fra l’arte e l’ambiente umano, sia nei suoi aspetti naturalistici che in quelli urbani, al fine di porre l’attenzione su una delle questioni più scottanti del nostro presente. Saranno quindi proposti i processi più costruttivi dell’arte contemporanea che agiscono nella realtà degli spazi pubblici e delle relazioni collettive, sia in modo estetico che in modo pratico, in una trasformazione e rivalutazione del contesto sociale, con un risalto sui complessi temi della presenza umana e delle sue dinamiche rappresentative. La rassegna si svilupperà in una serie d’incontri per un totale di quattro appuntamenti che si  svolgeranno nell’arco di due settimane, dal 7 al 17 Maggio 2009 e tutti presso la Fondazione. Il primo evento del 7 maggio alle ore 21 è incentrato con l’appuntamento con la critica d’arte Ida Isoardi e la storica dell’arte, insegnante presso il Liceo Artistico di Cuneo, Fulvia Giacosa. Esse presenteranno un inquadramento storico dell’arte e delle sue relazioni con l’ambiente, dal secondo novecento al nostro presente. Segue l’8 Maggio ore 21 – un progetto in cui interverrà il curatore Claudio Cravero, intitolato PAV – Parco Arte Vivente, realizzato recentemente a Torino dall’artista Piero Gilardi. Contenitore e contenuto, il PAV è un centro di sperimentazione artistica sull’arte del vivente, vale a dire sugli sviluppi in termini di relazionalismo e biopolitica di quella che, solo quattro decenni fa, veniva chiamata Land Art o Art in Nature. Il 14 Maggio ore 21 vi sarà una serata conviviale aperta al pubblico, coordinata dall’ artista Domenico Olivero e dal curatore della rassegna Stefano Venezia, in cui si dibatterà sulle realtà del territorio cuneese. Alla serata saranno invitati tutti gli operatori culturali, artisti, curatori e critici della provincia. Venerdì 15 Maggio ore 21  a chiusura della rassegna, la storica e curatrice Giorgina Bertolino dell’associazione a.titolo, presenterà una serie di opere d’arte realizzate nello spazio pubblico secondo modelli di progettazione partecipata che hanno coinvolto gruppi di cittadini. L’intervento sarà dedicato al progetto Nuovi Committenti, realizzato a Torino nel quartiere Mirafiori Nord, e al Laboratorio Artistico Permanente sperimentato in alcuni Comuni della provincia torinese.

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Violenza domestica

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2009

“La violenza sulle donne continua a rappresentare la principale minaccia alla loro salute, fisica e psichica: sono più di mezzo milione (520mila) quelle dai 14 ai 59 anni che nel corso della loro vita hanno subito una violenza tentata o consumata, il 3% del totale in quella classe d’età – questo il commento di Giorgio Vittori, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), ai dati presentati da “Telefono Rosa”, che confermano un fenomeno purtroppo risaputo: sempre più spesso l’autore della violenza si nasconde in casa -. Ecco perché il ginecologo può giocare un ruolo cruciale, nel sostenere la donna e aiutarla a denunciare gli abusi. Spesso lo specialista affianca la paziente per molti anni, dall’adolescenza alla menopausa in tutte le più importanti tappe della vita e ne conosce da vicino anche la famiglia e il contesto sociale. Ed è proprio in questo contesto che maturano gran parte degli episodi di violenza: i più difficili da denunciare, quelli che vedono la donna due volte vittima. In genere l’abuso domestico è reiterato e avviene in situazioni all’apparenza “normali” da parte di impiegati, operai e professionisti (nel 53% dei casi l’autore è il partner). È quindi una forma continua e quasi “civilizzata” di violenza, espressione non tanto di forza bruta quanto di un contesto sociale che “tollera”  la sottomissione e l’umiliazione di chi viene considerato più debole, in questo caso le donne. Noi ginecologi siamo convinti di poter rappresentare una sponda importante per le nostre pazienti, a cui leggiamo negli occhi e nel corpo i soprusi subiti. Il nostro ruolo non è tanto, o non solo, intervenire su organi che devono essere curati ma soprattutto proporci come “investigatori colti” alla ricerca della causa del disagio e della giusta terapia. Senza contare che spesso siamo chiamati a seguire la donna in una “non malattia”, come nel caso della gravidanza, della salute riproduttiva, della menopausa. La comunicazione rappresenta il nostro principale strumento diagnostico. Il ginecologo informa, educa, consiglia. Quindi può e deve intervenire anche nelle storie di violenza: non solo quando richiede cure mediche, ma anche se si esplicita come una malattia relazionale, di abuso nei confronti di un’altra persona ritenuta di minor valore. Come Società scientifica che raccoglie la gran parte dei ginecologi italiani  – conclude il prof. Vittori – vogliamo quindi impegnarci attivamente con una campagna articolata per aumentare la sensibilità fra i nostri soci su questo tema, e la consapevolezza degli interventi da mettere in atto quando si riscontra un episodio a danno di una paziente. Ma anche e soprattutto per portare questa questione in evidenza e denunciarla con forza, così da promuovere un cambiamento culturale profondo. Un obiettivo che risponde alla nostra mission più autentica: ridare valore “al femminile” a 360 gradi”.

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