Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

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Contesto economico negativo, salute delle società in declino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

La nostra valutazione delle prospettive economiche, tuttavia, è stata declassata a “negativa”. Siamo convinti che una recessione globale di portata significativa sia inevitabile. I dati iniziali sulla fiducia delle aziende (PMI) e sul mercato del lavoro negli Stati Uniti appaiono particolarmente allarmanti, mentre gli utili del primo trimestre mettono in luce la brusca flessione dei ricavi in tutta l’economia. Il nostro scenario di riferimento ipotizza una ripresa a U in cui occorreranno circa 10 trimestri per rivedere i livelli di crescita del 2019 dopo un 2020 profondamente buio.All’inizio dell’anno avevamo espresso un giudizio negativo nei confronti dei fondamentali aziendali e ora questa valutazione è peggiorata. Inizialmente, tenuto conto della leva finanziaria elevata, eravamo preoccupati che i bilanci societari potessero essere minati da un eventuale shock economico. La risposta delle banche centrali e dei governi per garantire liquidità e sostegno all’economia è stata senza precedenti, ma il fatto che il supporto giunga sotto forma di prestiti significa che la maggior parte delle aziende sta incrementando di fatto i propri livelli di indebitamento in un periodo in cui i ricavi sono calati notevolmente.Di conseguenza è verosimile ipotizzare un incremento generalizzato della leva finanziaria in tutto il nostro mercato. I tassi d’interesse indubbiamente bassi rendono gestibile il servizio di questo debito, resta però il fatto che le società già fortemente indebitate devono prendere in prestito altro denaro per sostenere i bilanci e superare la tempesta evitando la bancarotta. Le misure sono pensate per scongiurare il rischio di una valanga di insolvenze, il che è positivo, ma riteniamo che la qualità dei bilanci societari ne uscirà alquanto indebolita. Quello dell’IG era un segmento con rating A ma, secondo il nostro scenario di riferimento, la qualità complessiva di questo universo è probabilmente destinata a migrare verso BBB. Infatti, abbiamo già assistito a una serie di declassamenti ad opera delle agenzie di rating.L’universo IG globale esibisce in media un rating pari ad A dal 2000, con una leva finanziaria netta intorno a 1,2x negli Stati Uniti e 2,3x in Europa. All’interno di questo segmento, i titoli BBB sono stati caratterizzati in media da una leva finanziaria netta intorno a 2x negli USA e 2,6x in Europa. Unendo le previsioni bottom-up dei nostri analisti al nostro scenario ribassista connesso alla Covid-19, osserviamo un incremento della leva finanziaria netta da 1,7x a 2,2x per l’IG statunitense e anche oltre per quello europeo.Pertanto, in uno scenario di stress, ravvisiamo un aumento della leva finanziaria netta per il segmento IG globale a livelli più in linea con quelli delle società con rating BBB. Per tenere conto del potenziale deterioramento della qualità creditizia e capire cosa sia già stato scontato, confrontiamo l’IG globale con i dati storici dell’indice dei titoli BBB.L’IG globale ha chiuso il mese di aprile con uno spread di 209 pb, ovvero a 1,2 deviazioni standard dalla media di lungo periodo (130 pb); tuttavia, il segmento si attesta ad appena 0,2 deviazioni standard dalla media di lungo periodo dei titoli BBB (190 pb). A dire il vero si tratta di un ribasso alquanto accentuato, non contemplato nel nostro scenario di riferimento, ma risulta utile per inquadrare la nostra assunzione di rischio. Gli spread, che si situano su livelli lontani dalla media dei titoli BBB, sono sicuramente convenienti, ma forse non al punto da offrire un’opportunità unica, tenuto conto dell’entità del potenziale deterioramento dei fondamentali dei mutuatari.A fine marzo abbiamo aumentato il profilo di rischio dei nostri fondi da un livello pressoché neutrale a circa il 75% del nostro budget di rischio, prevalentemente mediante una maggiore esposizione ai settori difensivi, che a nostro giudizio riusciranno a superare egregiamente la crisi e, in alcuni casi, a uscirne addirittura rafforzati.Abbiamo aumentato l’esposizione a tecnologia, servizi di pubblica utilità, bevande e beni di prima necessità, mentre nel settore bancario siamo intervenuti in modo da privilegiare le società che hanno sede in paesi con un solido quadro fiscale.Con tutta probabilità, quando l’emergenza della Covid-19 sarà passata, i vertici aziendali si concentreranno sul rimborso dei debiti. Per il momento, tuttavia, continuiamo a costruire la nostra esposizione orientandoci sui settori relativamente difensivi e manteniamo con una certa fiducia il sovrappeso sul rischio di credito, ma non riteniamo che le valutazioni siano sufficientemente basse da giustificare il ricorso all’intero budget di rischio.Le banche centrali e i governi hanno varato programmi rivoluzionari per evitare insolvenze… garantendo liquidità quasi illimitata al sistema finanziario

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“Aggiornamento multi-asset mensile: arginare la volatilità in un contesto di premi al rischio elevati”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

A cura di Maya Bhandari, Gestore Multi-asset di Columbia Threadneedle Investments. I costi complessivi legati al Covid-19 per la sanità pubblica e l’economia sono al momento impossibili da quantificare. Nella scelta del loro approccio sanitario, le autorità hanno dovuto soppesare i costi umani legati alla saturazione delle unità di terapia intensiva e quelli generati dall’aumento della disoccupazione, dal crollo degli investimenti e dalla distruzione della domanda dovuti alle misure di distanziamento sociale. Com’è comprensibile, i governi hanno scelto di mettere la salute dei cittadini davanti agli interessi economici.Tuttavia, governi e banche centrali hanno anche cercato di utilizzare i propri bilanci per attuare misure di allentamento senza precedenti, volte a preservare la struttura delle rispettive economie nel breve termine. Tra questi provvedimenti figurano prestiti agevolati alle imprese, incentivi alle PMI e alle famiglie, la creazione di massicci veicoli a sostegno del credito per grandi datori di lavoro e l’assicurazione di un sostegno salariale ai lavoratori.La prima è che le valutazioni sono molto più basse. Gli spread del credito societario sembrano ricompensare gli investitori per i tassi di insolvenza nettamente superiori a qualunque massimo registrato in questo secolo: i differenziali delle obbligazioni investment grade sono ad esempio triplicati a oltre 300 pb quest’anno. Nel frattempo, i listini azionari presentano quotazioni pari o prossime ai rispettivi valori contabili, il che suggerisce un incremento asimmetrico dei rendimenti in futuro.Sappiamo anche che le autorità politiche hanno reagito in tempi sorprendentemente rapidi con provvedimenti di enorme portata. Anche se le politiche monetarie e fiscali non permettono di curare il Covid-19, queste misure possono gestire e in ultima analisi risolvere le distorsioni osservate nei mercati del reddito fisso, garantendo il buon funzionamento del sistema finanziario. Questi interventi possono inoltre gestire il rischio di un incremento vertiginoso della disoccupazione, che con ogni probabilità non farebbe altro che aggravare e prolungare la crisi.La terza cosa che sappiamo è che lo shock per l’attività economica sarà molto forte nel breve periodo, in quanto diversi settori hanno di fatto interrotto la propria attività. Molti degli indicatori che seguiamo non rispecchiano ancora l’improvviso arresto dell’attività economica, ma ciò che più conta è come il mondo reagirà nel 2021-2022.Continuiamo a considerare la pandemia di Covid-19 come uno shock grave ma temporaneo e siamo dell’avviso che, pur non essendo in grado di preservare perfettamente il funzionamento dell’economia globale, le autorità si sono dimostrate determinate ad evitare che questa crisi della sanità pubblica sfoci in una crisi finanziaria più profonda.
Sia le azioni che le obbligazioni societarie offrono premi al rischio considerevoli. Tuttavia, anche la volatilità assoluta dei mercati delle obbligazioni societarie appare elevata, al punto tale da aver causato un netto incremento delle correlazioni con le azioni. Pertanto, pur restando esposti al reddito fisso e alle azioni, a marzo abbiamo anche aumentato progressivamente la quota di liquidità, fino a raggiungere un livello senza precedenti del 10,5%. Oltre che ad arginare la volatilità del fondo, questa modifica ci fornisce anche “munizioni” liquide che cercheremo di impiegare non appena scorgeremo segnali che il peggio è passato.Stiamo inoltre sfruttando la nostra strategia basata su opzioni call coperte, che rappresenta un’importante fonte di reddito e ci permette di controllare la volatilità del portafoglio. A seguito dei forti aumenti della volatilità implicita e realizzata, le opzioni call di marzo sono state vendute out-of-the-money di circa il 10% (a fronte dell’1,5% in condizioni di mercato “normali”), ma hanno comunque permesso di catturare da tre a quattro volte i premi medi, tenendo conto degli obiettivi di reddito, crescita del capitale e di controllo della volatilità del fondo.

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Innovazione digitale e necessità di un organico contesto normativo

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 febbraio 2020

La filiera distributiva dell’elettronica di consumo sostiene convintamente l’innovazione digitale e auspica che il legislatore non intenda discostarsi dal solco già tracciato dall’Europa. La AIRES è fortemente convinta che il mercato unico dell’Unione e quello del nostro Paese necessitino di un organico contesto normativo, chiaro e non suscettibile di interpretazioni.Per questi motivi l’AIRES valuta positivamente l’emendamento che l’onorevole Alessia Rotta ha presentato al DL Milleproroghe per risolvere il dubbio interpretativo che si era creato per i produttori di includere negli apparati di telefonia la tecnologia DAB, ossia la trasmissione radio in tecnica digitale.Gli obblighi DAB sono stati introdotti con la legge di bilancio 2018, approvata nel dicembre 2017, e sono stati superati un anno dopo, quando il codice europeo delle comunicazioni elettroniche è stato approvato dal Parlamento europeo. Infatti, l’articolo 113, paragrafo 2, del codice esclude esplicitamente gli smartphone dall’elenco dei dispositivi che possono essere assoggettati all’obbligo di supportare la cosiddetta Radio DAB.
Proprio per risolvere questo contrasto normativo il Governo aveva previsto una esplicita esenzione attraverso il decreto-legge “Sblocca cantieri” che, in fase di conversione, ha subito alcune modifiche che hanno reso opache le disposizioni in materia di DAB, generando una serie dubbi interpretativi in un mercato, quello della vendita dei device di telefonia, che non può che essere precisamente regolato, in coerenza con le normative degli altri Stati membri.
Il decreto-legge Milleproroghe diviene, in questo contesto, un utile strumento per assicurare che produttori e distributori non si trovino nella difficile posizione di modificare i propri business plan per un periodo di 11 mesi: tanto è il lasso di tempo che ci separa, infatti, dal recepimento del codice europeo delle comunicazioni elettroniche e dalla conseguente esenzione esplicita degli smartphone. La AIRES auspica quindi che il sostegno delle forze politiche all’emendamento 12.15 dell’onorevole Rotta sia trasversale, per evitare che l’Italia si dimostri un unicum nel panorama normativo dell’Unione, con il rischio di penalizzare innanzitutto i consumatori e, poi, l’intera filiera distributiva dei prodotti tecnologici.

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Concetto di libertà e i suoi fondamenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2015

Roma Corso di aggiornamento per docenti di Filosofia che si terrà dal 14 al 17 settembre prossimo su iniziativa dell’omonima Facoltà della Pontificia Università della Santa Croce. università santa croce“L’epoca attuale è contrassegnata dalle rivendicazioni della libertà in tanti ambiti (morale, politico, culturale, tecnologico, economico) e ciò ha forgiato la nostra mentalità, sicché molti dei nostri modi di esperire, pensare e comportarci dipendono da una particolare concezione della libertà e dal senso che attribuiamo a essa nella vita quotidiana”, spiegano dal comitato organizzativo. “Malgrado le evidenti conquiste della modernità, occorre discernere nell’odierno contesto socio-culturale quei tratti involutivi che possono destabilizzare o erodere il terreno su cui si fonda la libertà stessa”.Tra gli interrogativi che saranno affrontati, quelli posti alla libertà dal determinismo scientifico, dall’eccessivo peso assunto dall’affettività, dal multiculturalismo, dal relativismo morale e gnoseologico, dalle teorie socio-politiche.Interverranno come relatori, tra gli altri, Mauro Magatti, dell’Università Sacro Cuore di Milano, Irene Kajon, dell’Università “La Sapienza”, Luca Valera, del Campus Bio-medico di Roma, Andrea Lavazza, del Centro Universitario Internazionale, Leonardo Allodi, dell’Università di Bologna, e Paola Ricci Sindoni, dell’Università di Messina.
Rivolto a docenti e studiosi di filosofia, il Corso è valido ai fini della formazione continua del personale della scuola italiana, con riconoscimento del Ministero dell’Istruzione.

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I temi macroeconomici impattano in misura crescente sulla performance del segmento obbligazionario

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 settembre 2014

londraLondra. i temi macroeconomici sono sempre più rilevanti nel generare la performance obbligazionaria poiché il rischio sistemico continua ad arretrare, secondo quanto sostiene Ken Leech, CIO di Western Asset, società affiliata di Legg Mason, nonché gestore del fondo Legg Mason Western Asset Macro Opportunities Bond Fund, con masse gestite per un valore di 1,4 miliardi di dollari. Mentre la gestione del credito si è dimostrata determinante nel contesto di bassi tassi d’interesse degli ultimi anni, Ken Leech, ritiene che le posizioni sulla curva dei rendimenti e sui tassi d’interesse – le quali generalmente rappresentano oltre la metà del budget di rischio del comparto da lui gestito – saranno decisive nel prossimo periodo. “L’esposizione ai tassi d’interesse e il posizionameto sulla curva dei rendimenti sono tradizionalmente fattori di primaria importanza sui mercati obbligazionari, ragione per la quale la maggioranza dei CIO responsabili della gestione di comparti a reddito fisso proviene spesso da questo tipo di formazione”, afferma Leech. “Più di recente, tuttavia, poiché abbiamo assistito alla grande moderazione dei rendimenti e, dopo la crisi finanziaria, alle ingenti misure di allentamento monetario e fiscale, è stata la gestione del credito ad assumere un ruolo trainante. La situazione potrebbe però capovolgersi presto, in quanto il rischio sistemico è in calo sui mercati e il rialzo dei tassi appare più vicino. In un contesto di maggiore normalità dei tassi, Leech sottolinea l’importanza di una presenza globale, con un enorme differenziale di performance tra i titoli obbligazionari dei diversi Paesi.
“La globalizzazione ha comportato certamente una maggiore correlazione tra i cicli economici dei vari Paesi ma ciò non significa che il loro andamento sia sincronizzato: i gestori obbligazionari che adottano strategie macro possono quindi individuare moltissime opportunità interessanti”, afferma Leech. “Adottare una view di portata globale ci permette di analizzare e volgere a nostro favore le diverse fasi del ciclo di attività di ogni Paese”. Il Legg Mason Western Asset Macro Opportunities Bond Fund combina un approccio value di lungo periodo agli investimenti obbligazionari con una gestione macro attiva, caratterizzata da un raggio di esposizione alla duration che può spaziare da meno cinque a più dieci anni. “Molti gestori sono riluttanti ad adottare una duration negativa in quanto si tratta di una strategia di carry negativo, ma laddove siamo convinti che i mercati stiano scambiando al disotto del fair value, solitamente non esitiamo ad assumere posizioni corte”, ci dice Leech. “Negli ultimi mesi abbiamo ridotto la duration, dopo l’annuncio della manovra di tapering della Fed l’anno passato. All’inizio pensavamo che i mercati stessero reagendo in maniera eccessiva, prezzando uno scenario di rapido rialzo dei tassi d’interesse che in realtà non trovava riscontro nella moderata ripresa dell’attività economica e in un tasso d’inflazione al livello più basso degli ultimi cinquant’anni. Ultimamente riteniamo che i corsi obbligazionari si siano avvicinati al prezzo corretto, scontando effettivamente un contesto in cui l’andamento dei tassi è coerente con l’inflazione e la crescita sottostanti”.
Al momento, il portafoglio resta esposto ai settori a spread che mostrano fondamentali solidi in un quadro di moderata ripresa economica. Riguardo al credito investment grade, Leech sostiene che, sebbene gli spread abbiano fatto molta strada, le valuazioni dell’asset class siano vicine più al fair value che non a livelli eccessivi. “Tornando alla crisi finanziaria, l’investment grade ha forse rappresentato la classe di attivi prezzata nel modo meno corretto, con tassi di default implicito superiore al 30%”, afferma. “In realtà il tasso ha raggiunto solo il 5% negli anni ’30 e il miglioramento degli spread da allora è stato gratificante”.
Altre posizioni chiave includono dal 2012 un’esposizione corta sullo yen giapponese, adottata prima che le banche centrali annunciassero l’ingente programma di allentamento quantitativo, e una posizione sempre più ampia nei titoli dei mercati emergenti. Leech ritiene che un’allocazione sul debito dei Paesi emergenti costituisca un tema macro e sottolinea la flessibilità di poter investire in quest’area in via d’espansione come un ulteriore vantaggio offerto da un portafoglio globale.
“Sui mercati emergenti continuano a spirare venti contrari ma siamo del parere che la regione presenti ancora numerosi vantaggi di lungo periodo rispetto al mondo sviluppato: crescita elevata, debito inferiore, migliori condizioni demografiche – e le valorizzazioni sono allettanti”, sostiene Leech. Il Messico è stata una delle posizioni favorite ma il team di recente ha anche diversificato orientandosi verso mercati quali la Turchia, la Polonia e il Brasile.

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Premiati i vini friulani

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2012

Otto fra medaglie e riconoscimenti a quattro aziende che hanno partecipato con Friuli Future Wines II, l’Ati guidata dalla Camera di Commercio di Udine per accompagnare le imprese vinicole nella promozione sui mercati
Usa, Russia e Cina. Successo della delegazione di imprese vinicole regionali alla Wswa, la più grande fiera dei distributori americani, che si è tenuta nei giorni scorsi a Las Vegas. Il Salone internazionale ha visto la presenza di una decina di aziende del Fvg sotto l’egida di Friuli Future Wines II, l’Ati “capitanata”
dalla Camera di Commercio di Udine e formata in tutto da una quarantina di imprese, unite, nel pieno spirito del progetto “Ocm vino”, per la promozione del proprio prodotto di qualità sui mercati degli Stati Uniti,
ma anche della Russia e della Cina, con iniziative comuni ma con la libertà di scegliere in autonomia le azioni ritenuti migliori per leproprie realtà aziendale. Le imprese Fvg hanno partecipato alla competizione organizzata nel corso della manifestazione e quattro di esse hanno ottenuto un riconoscimento, con ben 8 medaglie: medaglia d’argento per il Pignolo dell’azienda “Attimis maniago”, mentre Bidoli ha vinto il premio “Best of the show” con il Pinot grigio, che ha preso anche il “double gold”. Medaglia d’oro al Refosco di
Antonutti, all’azienda “Aquila del torre” con il Sauvignon blanc e ancora ad “Attimis Maniago” per Vignaricco, che ha conquistato pure un “double gold” e un “Best of the show” per Ronco Brolio.
Si confermano dunque ottimi risultati per la presenza aggregata del Fvg in un contesto internazionale di assoluta rilevanza, cui hanno preso parte oltre 2000 tra i principali operatori del settore sul principale mercato per i vini friulani.

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Naufragio Costa-Concordia e la politica

Posted by fidest press agency su martedì, 17 gennaio 2012

Una grande nave da crociera con quattromila persone a bordo tra passeggeri e personale, ritenuta, praticamente, inaffondabile, è diventata improvvisamente vulnerabile sino ad incagliarsi sugli scogli dell’isola del Giglio con due vistose falle ai fianchi che ora potrebbero spingerla nel fondo del mare. L’Italia politica sembra messa allo stesso modo. A fronte di un grande paese, ben inserito nel contesto internazionale, abbiamo un piede d’argilla che rischia di far crollare tutto il resto, per quanto solido. La nostra debolezza sta nell’aver partorito una classe dirigente mediocre e, quindi, incapace d’affrontare e sciogliere i nodi che avviluppano il nostro sistema e che sta per strangolarlo. Ci siamo lamentati d’avere delle maggioranze risicate e ne abbiamo pretesa una consistente ma il risultato è stato lo stesso: inconcludente. Ho già più volte richiamato l’attenzione di chi mi legge sul fatto che abbiamo perso una prima grande occasione di rinnovare il sistema Stato negli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Erano gli anni della ricostruzione. Avrebbero potuto permetterci quel salto di qualità che il rigido conformismo e provincialismo della dittatura fascista avevano reso proibitivo ed invece abbiamo preferito lo status quo ante bellum dal punto di vista della burocrazia, delle riforme del sistema pensionistico e assistenziale, della scuola, della sicurezza e della giustizia. Ci siamo adagiati nelle logiche assistenzialistiche inventandoci lavori inesistenti, ci siamo compiaciuti nell’arte dell’intrallazzo per convivere con i vari sistemi malavitosi, per non irritarli più del dovuto, siamo stati arrendevoli con i poteri forti per non contrariarli, abbiamo rinviato sine die le riforme più importanti favorendo al tempo stesso gli intrallazzi, i favoritismi, i clientelismi, la corruzione. Ora tutti i nodi vengono al pettine e che facciamo? Praticamente nulla se non manovre capaci solo di perpetuare le tolleranze e gli abusi e prendercela con le classi sociali più deboli capri espiatori di sempre per le inettitudini degli altri. Così rischiamo d’incagliare il nostro sistema paese ma preferiamo ignorarlo come se andassero a fondo solo i piani più bassi lasciando a galla la parte alta. E’ che se una nave affonda in acque alte come è il caso dell’Italia politica di oggi e in un mare in tempesta per giunta, insieme affondiamo, nessuno escluso. Non ci sono furbizie che tengano e salvagente capaci di sfidare il mare agitato e il freddo delle sue acque e gli squali annidati. E’ questa la situazione che la miopia dei politici non riesce a vedere e il resto degli italiani non ne avverte la pericolosità perché esercitati a fare gli “gnoccoloni” nella logica del servus servorum Dei. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Documentario: Il nostro Stato

Posted by fidest press agency su sabato, 22 ottobre 2011

Brescia 3 novembre ore 20.45, Cinema Teatro Sereno traversa XII n. 158 – Villaggio Sereno Proiezione del documentario prodotto dalla Sgi di Torino Regia: Giovanna Cornaglia Carlo Casalegno, il nostro Stato A Torino il 16 novembre 1977 Carlo Casalegno, vice direttore del quotidiano “La Stampa”, viene colpito con un’arma da fuoco mentre torna a casa, morirà due settimane più tardi, il 29 novembre. Il documentario ripercorre le vicende di quei giorni nel contesto degli anni di piombo, dipingendo lafi gura del giornalista uomo, padre di famiglia e cittadino. Interviene: Andrea Casalegno.

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Alemanno per una giunta allargata

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2011

Roma. «Non ho intenzione di “sacrificare” nessuno della squadra che con me ha governato la città in questi tre anni, in particolare il vicesindaco Cutrufo, che ha sempre svolto un ottimo lavoro a fianco del sottoscritto. Stiamo cercando una soluzione che rafforzi tutto il Pdl sia a livello nazionale che a livello cittadino, in modo da inquadrare in questo contesto le necessarie modifiche di Giunta.
Per questo motivo, io e il vicesindaco incontreremo oggi il segretario del Pdl Alfano per un confronto complessivo sui ruoli e sull’organizzazione del partito». Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Amicone stravolge il significato del Vangelo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 maggio 2011

Lettera al direttore. Gad Lerner, durante la sua trasmissione su La7, del 9 maggio, a proposito della ricchezza di Silvio Berlusconi e di Letizia Moratti, fa osservare che in una democrazia non dovrebbe esserci tanta distanza tra ricchi e poveri e, guardando il cattolico Luigi Amicone, fa cenno al valore evangelico dell’uguaglianza. E il cattolico ricorre immediatamente ad una parte (solo ad una parte) d’un versetto del Vangelo che, fuori dal contesto, assume un significato ben diverso da quello che ha realmente: “I poveri li avrete sempre con voi” (Mt 26, 11). Ora, salvo che il cattolico Amicone non conosca bene le Scritture, ci vuole davvero molta sfacciataggine e superficialità ad un tempo, per servirsi strumentalmente di poche parole del Vangelo, per sostenere che in fondo Gesù quasi approvasse la coesistenza della ricchezza e della povertà. Le volte in cui Gesù nel Vangelo condanna la ricchezza e i ricchi non si contano, e del resto la sua predicazione avrebbe dovuto portare l’umanità alla totale eliminazione della povertà. Ma veniamo al versetto usato con furbizia da Luigi Amicone. Agli apostoli che protestano per lo spreco del prezioso unguento versato dalla sorella di Lazzaro sulla testa di Gesù, questi dice: “Perché infastidite questa donna? Ella ha compiuto una buona azione verso di me; poiché, mentre i poveri li avrete sempre con voi, me invece non mi avrete sempre” (Mt 26,10 – 11). Il primo e il secondo “sempre” si riferiscono alla vita fisica degli apostoli, non a duemila anni dopo, epoca in cui qualcuno ne avrebbe stravolto il significato. Gesù, infatti, sarebbe stato sempre con gli apostoli e con gli uomini: “Ed ecco: io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo” (Mt 28, 20). (Attilio Doni)

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Il Forum delle Idee a Catanzaro

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 aprile 2011

Catanzaro venerdi 15 alle 16 a, presso Il Caffe’ Letterario Di Via Menniti. Il tema della riflessione e del dibattito:  “Non siamo ragazzi. Il nostro futuro è cominciato ieri”. Secondo l’on. Laratta: “E’ necessario accelerare il processo di rinnovamento della classe politica calabrese, che appare decisamente datata, fuori dal contesto storico-politico-economico del Paese e dell’Europa. Sia nel centro-destra (dove sgoverna un giovane-vecchio come Scopelliti) come nel centrosinistra, è necessario avviare un vero processo di radicale cambiamento. Occorrono metodi, qualità, competenze del tutto nuove rispetto ad passato che ha visto fallire tutte le esperienze di governo regionale!”

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Sovraffollamento carceri in Calabria

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2011

“La situazione delle carceri in Calabria si impone come un’emergenza e occorre adottare al più presto provvedimenti burocratici”. Commenta con queste parole Pamela Aroi, responsabile per la Calabria dell’Italia dei Diritti, la condizione di sovraffollamento che regna all’interno del sistema carcerario calabrese. Il numero dei detenuti è stimato a 3.200, a fronte dei 1.900 posti di capienza previsti. Il contesto in cui si trovano a lavorare gli agenti di custodia non è dunque ottimale e ciò va a discapito della sicurezza stessa. Turni massacranti, straordinari non sempre pagati, aggressività dei carcerati e tentativi di sventare i suicidi degli stessi. Queste le conseguenze limite di un sistema su cui agire senza indugi.

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Mediterraneo-Frattini

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 gennaio 2011

Perduca (Radicali) dichiara:  “stabilità non puo’ essere valore. Nessuno popolo, se si sente genuinamente sostenuto nelle sua ricerca di libertà e giustizia, sceglie fondamentalismo. Dichiarazione del senatore Marco Perduca, co-vicepresidente del Partito Radicale Nonviolento:
Nella sua informativa in aula al Senato sul contesto mediterraneo, il Ministro Frattini ha detto che la stabilita’ e’ un valore verso il quale occorre impegnarsi e, senza ricordare la storica vicinanza tra Roma e Tunisi, ha scaricato sull’Europa le responsabilita’ di aiutare – ma solo se richiesta – la transizioni verso l futuro dei paesi della sponda meridionale del Mediterraneo a partire dalla Tunisia. Stabilita’ ritenuta necessaria per evitare che la moderazione che a oggi aveva caratterizzato i governi magrebini sfoci nei fondamentalismi. Oggi in aula abbiamo assistito alla meraviglia di tutti i gruppi circa la qualita’ della rivolta magrebina e l’assenza di guida o rigurgiti
fondamentalisti, meraviglia frutto della mancanza cronica di dibattito di politica estera sia in Parlamento che sui giornali, ma anche meraviglia frutto della priorita’ sempre data alla stabilita’ piuttosto che all’affermazione dei diritti fondamentali. Frattini ha concluso annunciando che l’Italia, in quanto presidente del 5+5 del mediterraneo, ampliata ai membri dell’EuroMed, convochera’ a
Napoli un vertice ai massimi livelli, occorre che in vista di questo impegno si approfondisca, anche nelle competenti aule parlamentari, quali siano le cause delle rivolte e quali debbano essere le risposte per evitare di creare Ben Ali bis dappertutto.

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Un anno di Sudan

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

Si chiude un anno importantissimo nella storia del Sudan e un altro altrettanto decisivo si apre. Il 2010 è stato l’anno delle prime elezioni multipartitiche dal colpo di stato che, nel 1989, aveva portato al potere il presidente Bashir. L’appuntamento, previsto dagli accordi di pace del 2005, avrebbe dovuto essere un passaggio decisivo nel processo di democratizzazione necessario per rendere l’unità del paese attraente per tutti i suoi cittadini. Si è risolto invece in una prova di forza e destrezza tesa a rinsaldare il potere dei due partiti di governo, il Ncp al Nord e lo Splm al Sud.
La comunità internazionale, chiamata in causa a più riprese dall’opposizione politica e dalla società civile democratica, ha avvallato i risultati, pur ammettendo che tutto il processo elettorale era ben lontano dagli standard necessari per definirlo libero e credibile. L’obiettivo ultimo era portare a termine il percorso previsto dagli accordi di pace con il referendum di autodeterminazione, che si terrà dal 9 al 13 di gennaio di quest’anno, il 2011. È ormai evidente che il sostanziale fallimento del processo di democratizzazione porterà con ogni probabilità alla secessione del Sud. Cosa succederà dopo è difficile da prevedere. Troppe sono le variabili in gioco e gli scenari possibili sono innumerevoli.   Il nuovo paese si affaccia alla storia in un contesto particolarmente difficile. Sul piano interno molte questioni rimangono aperte: i confini tra il Nord e il Sud; la gestione di risorse strategiche come l’acqua del Nilo e il petrolio; l’instabilità di vaste regioni al conflitto sempre aperto in Darfur;  i diritti di cittadinanza, il rispetto dei diritti umani, politici e civili in genere.  Sul piano internazionale i due potenziali paesi hanno già ora una storia differente: il Nord rischia l’isolamento, soprattutto a livello regionale, dove si attribuisce al governo di Khartoum la responsabilità della secessione del Sud, che potrebbe aprire molte altre rivendicazioni in tutto il continente; il Sud ha per ora molti sostenitori, soprattutto in Occidente, ma sono già vive le preoccupazioni per la gestione complessiva del paese. Nel corso del 2011 la Campagna italiana per il Sudan seguirà l’evolversi di questa complessa situazione, dando particolare attenzione al contesto regionale in cui si inscrive e all’uso delle risorse, da cui dipende il consolidarsi di una pace sostenibile o lo scoppio di altri conflitti. http://www.campagnasudan.it

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Omicidio Pistolesi: niente di nuovo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 dicembre 2010

“Il 28 dicembre del 1977 Angelo Pistolesi fu assassinato di fronte alla sua abitazione in Via Statella al quartiere Portuense, dopo trentatre anni i familiari, gli amici, i militanti dell’allora MSI e anche il quartiere Portuense ancora attendono giustizia, in un contesto ove nessuna verità è riuscita a farsi spazio”, così dichiara in una nota Augusto Santori, consigliere del PDL del Municipio XV. “Quello di Angelo Pistolesi – insiste Santori –  rappresenta uno di quei casi in cui con il sangue si pagò il sacrificio di chi ebbe il coraggio di professare idee scomode nella periferia della nostra città. Il fatto che un militante del Movimento Sociale, padre di famiglia e dipendente dell’ENEL, abbia perso la vita trivellato dai colpi di un commando deve far riflettere sia le nuove generazioni sia gli amministratori, affinché la verità possa emergere chiaramente e senza alcuna visione di parte”. “L’infame agguato mortale fu rivendicato telefonata Ansa. Voce maschile: “ siamo le Brigate Rosse. Pistolesi lo abbiamo ammazzato noi. Seguirà un comunicato”; telefonata al Corsera:“siamo i Nap, abbiamo giustiziato Pistolesi. Ci faremo vivi con un comunicato”; telefonata Ansa:“parlo a nome dei Nuovi Partigiani. Abbiamo chiuso la sede del MSI ai Parioli, e abbiamo giustiziato un fascista. Walter Rossi è stato vendicato”telefonata Ansa. Voce maschile: “ siamo le Brigate Rosse. Pistolesi lo abbiamo ammazzato noi. Seguirà un comunicato”; telefonata al Corsera: “siamo i Nap, abbiamo giustiziato Pistolesi. Ci faremo vivi con un comunicato”; telefonata Ansa : “parlo a nome dei Nuovi Partigiani. Abbiamo chiuso la sede del MSI ai Parioli, e abbiamo giustiziato un fascista. Walter Rossi è stato vendicato” – conclude Santori – da tre diverse sigle nel giro di poche ore che facevano riferimento alle Brigate Rosse, ai Nuclei Armati Partigiani (NAP) e ai Nuovi Partigiani, ma dopo ben trentatre anni non conosciamo nulla sulle effettive responsabilità”.

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Pazza idea: Visioni tra arte e letteratura

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2010

Cagliari, fino al 5 dicembre 2010 – ore 21 (ingresso gratuito) Centro comunale d’arte e cultura Il Ghetto  Si conclude con l’omaggio ad Antonia Pozzi (Milano 1912 – 1938), poetessa e fotografa morta suicida, la rassegna Pazza idea. Visioni di normale follia tra arte e letteratura, organizzata a Cagliari, a cura di Emilia Fulli e Mattea Lissia, dall’associazione i Presìdi del libro della Sardegna, nella Sala delle Mura del Centro comunale d’arte Il Ghetto.
Figura di intellettuale fuori dal contesto, su di lei si espressero con grande favore anche Thomas Eliot, sottolineando la purezza e l’onestà delle sue liriche.
La vita e l’opera della Pozzi saranno illustrate nella serata A cuore scalzo da due donne molto vicine alla figura della poetessa: Graziella Bernabò, sua biografa e curatrice, insieme a Onorina Dino, della più ampia raccolta di poesie e testi della Pozzi, e Marina Spada, regista del film Poesia che mi guardi, presentato al Festival di Venezia nel 2009, ispirato all’opera e alla figura della poetessa transitata e riattualizzata nel presente.  Al termine, proiezione del film Poesia che mi guardi [50 min., Italia 2009].
Graziella Bernabò dopo la laurea in Lettere, si è perfezionata in Letteratura italiana presso l’Università degli Studi di Milano. Marina Spada inizia l’attività professionale nel 1979 come assistente alla regia in RAI e con il film Non ci resta che piangere (1984)  con Roberto Benigni e Massimo Troisi.(antonia pozzi)

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Abitare il Tempo

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 settembre 2010

Verona, 16-20 settembre 2010 che quest’anno compie 25 anni. L’appuntamento dedicato al design e all’arredo di qualità propone il meglio del Made in Italy con le tendenze più innovative del mercato dell’arredamento sia classico che contemporaneo. Il contesto dinamico ed internazionale è valorizzato da una serie di eventi e mostre, curate da affermati architetti e designer, tra cui: Claudio La Viola, Alessandro Mendini, Aldo Cibic, Roberto Semprini, Luca Scacchetti, Walter Vallini, Simone Micheli, Nathalie Du Pasquier, Anna Gili e Maria Christina Hamel. “Il premio Abitare il Tempo 2010” quest’anno sarà assegnato ad Alberto Alessi. Allego qualche immagine in bassa definizione; informazioni dettagliate, loghi e una varietà di immagini in alta definizione sono scaricabili dal sito http://www.abitareiltempo.it (alla voce Press) da cui è possibile anche accedere ai servizi e reportage di Abitare il Tempo TV.

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La scienza in chiaroscuro

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 settembre 2010

Pavia 8 settembre 2010, ore 17,00 in aula Scarpa  mostra “La scienza in chiaroscuro.  Lombroso e Mantegazza a Pavia tra Darwin e Freud” che il Sistema Museale dell’Università di Pavia ha organizzato in occasione del Festival dei Saperi e che resterà aperta, in Santa Maria Gualtieri, fino al 26 settembre 2010. La mostra resterà aperta dal 9 al 26 settembre 2010 in santa Maria Gualtieri (piazza della Vittoria) a Pavia.  La cerimonia inaugurale della mostra, si terrà alla presenza del Rettore Angiolino Stella,del sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo e dell’assessore al Turismo e alla Cultura del Comune di Pavia Gian Marco Centinaio. Nel corso dell’inaugurazione contenuti e il materiale in mostra saranno illustrati da Giacomo Giacobini presidente dell’associazione nazionale Musei Scientifici,  Alberto Calligaro, preside della facoltà di medicina, Giuseppe Nappi, direttore scientifico dell’Istituto neurologico “Mondino” e dalle curatrici della mostra Antonella Berzero e Maria Carla Garbarino. La presentazione sarà coordinata dal presidente del sistema museale dell’Università di pavia, Paolo Mazzarello
Al centro dell’esposizione, le figure, gli studi, l’insegnamento e l’antagonismo di Lombroso e Mantegazza, due scienziati che proprio a Pavia hanno avviato studi e scoperte, tessendo relazioni con i maggiori uomini di cultura della seconda metà dell’800.
È il 1852, un giovane studente si iscrive alla facoltà di Medicina di Pavia. Non è uno dei tanti, è destinato a lasciare un segno indelebile del suo passaggio. È Cesare Lombroso, padre dell’antropologia criminale, autore de L’uomo delinquente, colui che teorizzò la figura del delinquente-nato e la possibilità di riconoscerla sulla base di alcune caratteristiche fisiche. Suo compagno di facoltà è quel Paolo Mantegazza che, iscrittosi nel 1849, coniugò la medicina con i suoi interessi sulla natura umana fino a diventare uno dei massimi antropologi dell’epoca.
La mostra dedica una particolare attenzione al periodo pavese dei due scienziati, periodo centrale nella loro vita e nella loro formazione scientifica, non ancora adeguatamente esplorato: quindi un duplice obiettivo, divulgativo e scientifico, che consente di conoscere le vie della loro formazione culturale attraverso le loro relazioni con il contesto pavese.

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“L’architettura dei luoghi. Contesto e Modernità”

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2010

Camerino dall’1 al 5 agosto la ventesima edizione del Seminario Internazionale e Premio di Architettura Urbana dal titolo “L’architettura dei luoghi. Contesto e Modernità”.   Le giornate di studio comprenderanno sessioni con brevi relazioni programmate, comunicazioni e conversazioni interdisciplinari alternate a laboratori all’interno dei quali tutti gli iscritti potranno presentare i loro lavori e confrontarsi sui diversi aspetti dei temi progettuali proposti. Sarà allestita la mostra delle opere presentate dai partecipanti al premio con relativo catalogo a diffusione interna. Nella giornata conclusiva, saranno assegnati gli attestati di partecipazione e i premi CAMERINO 2010. Come sempre il seminario comprenderà la Festa camerte dell’Architettura con eventi d’arte, allestimenti e incontri conviviali. Una monografia del seminario sarà pubblicata su Architettura e città, Di Baio Editore.  http://www.unicam.it/culturaurbana

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Valentino Corvino “Solo Violin”

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 luglio 2010

Teulada – Sardegna  12 Luglio 2010, ore 21.00 Ex casa Baronale Sanjust  Valentino Corvino, violinista, compositore e direttore d’orchestra, sarà protagonista assoluto del concerto dal titolo Solo Violin presso l’Ex Casa Baronale Sanjust a Teulada, nell’ambito del Progetto “Le Ville Matte – Rresidenze d’Artista –sezione Musica” che dedica la sua prima edizione al tema “Escursioni cromatiche a Sud Ovest” ed è promosso dalla Provincia di Cagliari, Assessorato alle Politiche Culturali in collaborazione con il Comune di Teulada e l’Associazione Culturale Settimo Suono.
Solo Violin è un progetto dedicato alla musica per violino solo, un vasto repertorio (costantemente adattato e aggiornato a seconda del contesto in cui viene eseguito) che comprende i più importanti brani composti negli ultimi 100 anni (Ysaye, Stavinsky, Prokofiev, Hindemith, Petrassi, Scelsi, Maderna, Berio, Sciarrino, Cappelli, Nyman, Reich, Hosokawa, Saariaho etc.), accostati ad alcuni brani fondamentali del repertorio violinistico classico (Bach, Paganini, Tartini, Locatelli). In SOLO VIOLIN  ascoltiamo i capolavori attraverso cui, nel corso dei secoli, i grandi compositori hanno modificato ed ampliato le possibilità espressive e tecniche del violino.
I concerti proseguiranno poi giovedì 22 luglio con i musicisti ospiti della residenza, e da ultimo con il concerto finale di sabato 24 luglio per presentare al pubblico le nuove composizioni che verranno acquisite dall’Ente Ospitante, il Comune di Teulada e, successivamente, pubblicate su cd o dvd in allegato ad una pubblicazione cartacea edita da KALEIDOSCOPE. (corvino)

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