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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘contraccezione’

Contraccezione in vacanza

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 agosto 2020

Le vacanze sono da sempre sinonimo di relax e spensieratezza. Per prepararsi al meglio, anche alla luce di questo particolare momento storico che stiamo vivendo, conviene pensare a tutto quello che ci consentirà di vivere la stagione estiva senza preoccupazioni e senza scordarsi che la contraccezione non va in vacanza. Per questo continua a essere importante coinvolgere le donne, raccogliere le loro testimonianze e raccontarle sui social, promuovendo una corretta informazione in ambito contraccettivo. Come sta facendo Bayer, che da ben 60 anni svolge un ruolo di primo piano nella ricerca a favore della salute femminile e che, in occasione del sessantesimo anniversario della nascita della contraccezione ormonale, ha raccontato le #storiesdiragazze con una serie di sondaggi sulla pagina Instagram “My Contraception Italia”. L’attività si inserisce all’interno della nuova campagna social “Ragazze, che storia”, in favore di una contraccezione consapevole e responsabile. I primi dati del sondaggio rivelano che il 45% delle donne è consapevole che la visita ginecologica dev’essere annuale mentre il 55% pensa che questa debba essere fatta ogni tre anni. Il ginecologo resta l’interlocutore di riferimento per le ragazze che hanno risposto al sondaggio. Le opzioni contraccettive oggi sono molteplici, sicure e adatte alle esigenze di tutte le donne: poter avere a disposizione diversi metodi, permette a ciascuna di scegliere, con il proprio medico, quello più adeguato alle proprie esigenze del momento. La mamma, anche quella più preparata, potrebbe non essere totalmente al passo con i tempi. Allora come mai ancora il 25% delle ragazze che hanno risposto al sondaggio rivolge alla madre i propri dubbi di natura sessuale, mentre il 75% alla ginecologa? Per salvaguardare il benessere e la salute della donna, per proteggersi dalle infezioni a trasmissione sessuale (Ist), per evitare gravidanze indesiderate e vivere serenamente l’intimità di coppia: vietato rilassarsi sulla salute sessuale, che deve restare una priorità anche in questo periodo di vacanza. Ecco le raccomandazioni di Manuela Farris, specialista in Ginecologia e Ostetricia e consigliere della SIC: I criteri per una scelta consapevole di un metodo contraccettivo sono diversi, in base alle differenti necessità ed esigenze. Per informarsi sui canali più attendibili, basta visitare ad esempio il sito Sceglitu della Società Italiana Ginecologia e Ostetricia (SIGO) attualizzato/realizzato con il supporto di Bayer, rivolgersi al proprio ginecologo e seguire la campagna “Ragazze, che storia” sul canale Instagram “My Contraception Italia”.

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La contraccezione ormonale compie 60 anni

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

Miliardi di donne hanno fatto ricorso alla contraccezione ormonale dal lontano 9 maggio 1960 a oggi: solo nel 2019, sono state 1 miliardo (per la precisione 992 milioni), pari al 49% della popolazione mondiale in età riproduttiva, anche se in Italia è solo il 16% circa della popolazione femminile fertile ad utilizzarla, un dato tra i più bassi d’Europa (la media è pari a 21.4%). In particolare, nel nostro Paese, risultano più critiche le classi di età più giovani: secondo la SIGO (Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia), il 42% delle under 25 italiane non utilizza nessun metodo contraccettivo durante la prima esperienza sessuale.
Bayer, che da ben 60 anni svolge un ruolo di primo piano nella ricerca a favore della salute femminile, presenta “Ragazze, che storia”: la nuova campagna in favore di una contraccezione consapevole e responsabile. #storiesdiragazze sarà il fil-rouge che coinvolgerà le donne, raccogliendo le loro testimonianze e raccontandole sui social, promuovendo la corretta informazione in ambito contraccettivo.Proprio in occasione del sessantesimo anniversario della nascita della contraccezione ormonale la pagina Facebook di Bayer “My Contraception Italia” presenta, a partire da oggi, lunedì 22 giugno, uno speciale contributo video che ha per protagoniste tre esperte ginecologhe, in collaborazione con SIC (Società Italiana della Contraccezione).In questo esclusivo video evento sui social, Franca Fruzzetti (Responsabile dell’ambulatorio di endocrinologia ginecologica dell’ospedale universitario Santa Chiara di Pisa e Presidente della Società Italiana di Contraccezione – SIC), Rossella Nappi (Ordinario di Clinica Ostetrica e Ginecologica all’Università degli Studi di Pavia, IRCCS Policlinico San Matteo e membro del comitato direttivo della Società Internazionale di Endocrinologia Ginecologica), e Manuela Farris (specialista in Ginecologia e Ostetricia e consigliere della SIC) celebreranno 60 anni di rivoluzione con la donna sempre al centro.
Sessanta anni fa la pillola ha dato inizio ad una nuova serie di opportunità. Una storia che ha inizio a partire dal 1960, quando sugli scaffali delle farmacie di tutto il mondo arrivava la contraccezione ormonale: una pillola che è nella storia non solo della medicina e delle scoperte scientifiche del ‘900, ma che rappresenta anche il simbolo dell’emancipazione femminile.
Ecco perché, a 60 anni, la pillola resta uno strumento rivoluzionario e adatto alle esigenze, sempre più in evoluzione, delle giovani donne.Negli ultimi 60 anni Bayer ha costantemente guidato l’innovazione nella contraccezione. Tra gli obiettivi futuri, favorire l’accesso entro il 2030 alla contraccezione moderna a 100 milioni di donne nei paesi a basso e medio reddito.
Con la nuova campagna “Ragazze, che storia”, l’azienda conferma il proprio impegno nella ricerca a favore della salute femminile, studiando soluzioni innovative e sempre più efficaci per rispondere alle esigenze delle donne.

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La Contraccezione non va in vacanza: I consigli Bayer

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 agosto 2019

Le vacanze sono da sempre sinonimo di divertimento e spensieratezza ma, per vivere la stagione estiva senza preoccupazioni è importante non dimenticarsi che la contraccezione non va in vacanza. I sette preziosi consigli di Bayer insieme alla Dottoressa Manuela Farris, specialista in Ginecologia e Ostetricia e membro della Società Italiana di Contraccezione (SIC).
1 – Non sospendere la pillola anticoncezionale. Solitamente – soprattutto per le pillole di prima generazione – era consigliato, dopo un anno o due, di saltare un paio di cicli. Quando le si interrompeva, quindi? In estate, in concomitanza con le vacanze. “Oggi il dosaggio ormonale delle pillole è ridotto – spiega la Dottoressa Farris – e, se si è trovato il prodotto ideale per sé, non è assolutamente consigliato uno stop, a meno che non sia il proprio medico a consigliarlo”.
2 – Fare visite periodiche dal ginecologo in vista delle vacanze e al rientro. “Il ginecologo è una delle figure di riferimento per le donne. Dovrebbe saper fare anche da psicologo in modo da conquistare la loro fiducia e consigliare il metodo contraccettivo più adatto alle loro necessità anche prima di partire”.
3 – No a comportamenti irresponsabili. Prima di iniziare una relazione ricordiamoci del rispetto per sé e il partner: il preservativo, abbinato a un contraccettivo ormonale, garantisce una doppia protezione.
4 – Darsi tanti baci! Baciare non è solo un gesto positivo che favorisce piacere e benessere mentale, ma anche un vero e proprio toccasana per la nostra salute fisica.
5 – Mettere al riparo la pillola dal sole. Meglio non rischiare; come i preservativi, bisogna mettere al riparo da caldo e sole anche la pillola.
6 – Pillola e jet lag. Occhio a rimettere la sveglia che ci ricorda di assumere la pillola in base all’orario del luogo in cui siamo arrivati in vacanza. Un esempio pratico: se in Italia siamo abituati a prendere la pillola alle 20, e il jet lag del luogo prescelto è in avanti di tre ore, il contraccettivo dovrà essere assunto alle 23.00. E se sbagliamo orario? “Niente paura, perché gli estroprogestinici contenuti nelle pillole di ultima generazione hanno una lunga durata in grado di bloccare l’ovulazione fino a 48 ore. Il metodo contraccettivo non viene compromesso entro tale limite di errore”.
7 – Usare il metodo contraccettivo più adatto a sé. “La sessualità riguarda la coppia e, quindi, anche la decisione relativa al metodo contraccettivo da usare.

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Contraccezione di emergenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 giugno 2016

Hand with pills

Hand with pills

L’obiezione di coscienza dei farmacisti sulla dispensazione della pillola dei cinque giorni dopo è un diritto e a dirlo è l’Europa. Con queste parole l’Onorevole Gianluigi Gigli, (Democrazia solidale e Centro democratico), parlando con Farmacista33 spiega alcuni dei punti cardine su cui poggia la proposta di Legge presentata alla Camera il 4 maggio 2016 da lui e da Mario Sberna, deputato di Democrazia solidale-Centro democratico. «La proposta di Legge mia e di Sberna sul diritto all’obiezione di coscienza per i farmacisti è in linea con una risoluzione del Consiglio d’Europa approvata nel 2010 – afferma – L’Italia è evidentemente indietro rispetto a questa risoluzione perché il campo dell’obiezione di coscienza è ristretto a pochi ambiti e le Leggi in materia sono antidiluviane, dalla legislazione sull’aborto 1934, alla legge 40 riguardo alla procreazione assistita e (a parte il servizio militare) alla sperimentazione animale». La risoluzione europea in questione recita: «Nessuna persona, struttura ospedaliera o altra Istituzione può essere fatta oggetto di pressione, chiamata a rispondere o in alcun modo discriminata per il rifiuto di dare esecuzione, aiuto, assistenza o soggiacere a un aborto, un aborto autoprocurato o eutanasia, o qualsiasi atto che possa essere causa della morte di un feto o embrione umano quali ne siano le ragioni». Questo comporta che, «se qualcuno si sentisse leso in questi diritti, potrebbe ricorrere alle Corti di Giustizia europee e farsi forte di queste posizioni di principio – afferma Gigli – il Consiglio superiore di sanità si è espresso in maniera fortemente dubitativa sull’azione di ulipristal acetato sottolineando di non poterne escludere l’azione antinidatoria in determinate circostanze».Le richieste dell’Onorevole sono principalmente due: «La prima è che il cittadino venga correttamente informato sui potenziali effetti della pillola dei cinque giorni dopo; in secondo luogo vogliamo valorizzare il farmacista in quanto figura professionale che opera all’interno del Servizio Sanitario Nazionale e non vogliamo trasformarlo in un comune commerciante, dunque dobbiamo rispettarne anche l’esercizio della coscienza nello svolgimento della propria professione. Secondo quanto previsto dalla nostra proposta di Legge l’obiezione di coscienza non può essere fatta a singhiozzo ed è necessario che i Direttori delle aziende ospedaliere o i titolari delle farmacie private forniscano ai pazienti tutte le informazioni necessarie sull’ubicazione delle strutture più vicine nelle quali operino farmacisti non obiettori. Inoltre, la nostra proposta prevede che l’assessore locale invii a tutte le farmacie l’elenco delle farmacie dove non è stata sollevata l’obiezione di coscienza, che deve rimanere affisso così come avviene per l’elenco delle farmacie di turno». ( by Attilia Burke, fonte farmacista33)

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Giornata Mondiale della Contraccezione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 maggio 2016

Copenhagen-docksCopenagen. Bayer presenterà il suo nuovo programma Youth Ambassador Program in occasione della Conferenza Women Deliver di Copenhagen. Il programma Youth Ambassador Program è stato lanciato da Bayer e Women Deliver come parte della Giornata Mondiale della Contraccezione. Mira a raggiungere i giovani di tutto il mondo e a coinvolgerli direttamente nelle attività di sensibilizzazione “youth-to-youth” su temi come sessualità e contraccezione. Sin da quando ha dato avvio, insieme ai suoi partner, alla Giornata Mondiale della Contraccezione nel 2007, Bayer sviluppa costantemente nuovi approcci per informare e consigliare sui temi relativi alla salute riproduttiva, con particolare attenzione ai giovani. L’importanza di questo gruppo target è stata anche al centro della tavola rotonda intitolata “My Life, My Rights, My Future: Young People and Contraception” (La mia vita, i miei diritti, il mio futuro: giovani e contraccezione), che si è tenuta in occasione della Conferenza Women Deliver. “Promuovere la consapevolezza nelle questioni legate alla salute riproduttiva è sempre stato un impegno di Bayer. L’accessibilità e la disponibilità sono elementi fondamentali per la pianificazione familiare. Ma oltre a questo, c’è bisogno di educazione”, ha affermato Klaus Brill, Vice Presidente di Global Healthcare Programs nella Divisione Farmaceutica di Bayer. “Investire nell’educazione sulla salute sessuale e riproduttiva – specialmente per le ragazze e le giovani donne – porta benefici non solo alle singole donne, ma anche alle loro famiglie, alla loro comunità e alla loro nazione”. Bayer svolge un ruolo attivo nella Conferenza Women Deliver, che riunisce oltre 5.000 global influencers, responsabili politici, attivisti, giornalisti e giovani. Focalizzandosi sui giovani e sull’educazione, la Conferenza Women Deliver discute nuovi modi per accelerare il progresso nei settori di salute, diritti e benessere delle ragazze e delle donne.
“Riteniamo sia particolarmente importante fornire agli adolescenti e ai giovani adulti un’educazione completa sulla salute sessuale”, ha affermato Arthur Erken, Direttore, Divisione Communications and Strategic Partnerships al Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione. “Ciò può avviare dei cambiamenti nella società sul diritto delle ragazze e delle giovani donne di prendere decisioni autodeterminate in materia di pianificazione familiare”. “L’impegno di Bayer nella pianificazione familiare poggia su due pilastri: l’impegno a lungo termine e la sostenibilità”, ha detto Klaus Brill. “L’attenzione a ragazze e donne nelle nostre attività è un investimento per un mondo più equo”.In particolare, con riferimento alle prossime generazioni, Bayer ha sottolineato il suo impegno per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Affrontare questioni di salute riproduttiva in tutto il mondo rappresenta una sfida che nessuna azienda, organizzazione umanitaria, governo o istituto di ricerca può gestire da solo. Tuttavia, come membri di una rete di partner importanti, si può fare davvero la differenza.
Bayer può vantare oltre cinquant’anni di esperienza nel campo della pianificazione familiare. Per le donne che vivono nei paesi in via di sviluppo, Bayer fornisce ai suoi partner, nell’ambito della cooperazione internazionale allo sviluppo, diversi metodi contraccettivi ormonali a un prezzo agevolato. Ha inoltre avviato nuovi metodi di collaborazione per ampliare i metodi contraccettivi, come il programma Jadelle Access Program. Bayer è impegnata anche sul fronte della Strategia Globale per la Salute di Donne, Bambini e Adolescenti delle Nazioni Unite con la Giornata Mondiale della Contraccezione, menzionata anche sul sito dell’ONU, e recentemente ha siglato gli Women’s Empowerment Principles (WEP).

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Contraccezione: Necessaria una corretta informazione

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2015

Contraccezione“Drospirenone, desogestrel, gestodene o ciproterone non sono progestinici di nuova generazione: ormai esistono contraccettivi ormonali orali “naturali, a base di estradiolo, che secondo studi in vitro, abbatterebbero considerevolmente il rischio di Tromboembolismo Venoso Profondo (Tev).”. Commenta così il professor Annibale Volpe, past president della Società Italiana della Contraccezione (SIC), la notizia di uno studio clinico pubblicato sul British Medical Journal (BMJ) – rimbalzata su quotidiani e web in questi giorni – che ha per focus la correlazione negativa tra aumento di rischio di Tev e assunzione di contraccettivi ormonali di terza generazione. “Si tratta di dati che riprendono studi clinici effettuati qualche anno fa” prosegue lo specialista “e non a caso sia l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), sia l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) hanno già da tempo inviato ai medici un documento in cui è ben evidenziato il rischio di Tev per ciascuno dei diversi progestinici in commercio”.“Occorre inoltre sottolineare” continua il professor Volpe “che le complicanze sono dovute principalmente non tanto alla cosiddetta pillola, ma ad una prescrizione non personalizzata”. E specifica: “Il mercato offre attualmente una grande varietà di scelta e per ogni donna esiste il prodotto adatto da scegliere in concerto con il proprio specialista di fiducia”.“In fase di valutazione del rischio legato alla contraccezione ormonale” conclude il past president della SIC “devono inoltre essere presi in considerazione anche i benefici: un’informazione sensazionalistica non aiuta ad allinearci con gli altri Paesi europei e mantiene l’Italia tra i fanalini di coda con una percentuale di utilizzo simile a quella del Botswana, della Tunisia e dell’Iraq”. Conclude: “La contraccezione ormonale ha effetti molto positivi sulla salute della donna, oltre a evitare gravidanze indesiderate anche tra le giovanissime. Ma troppo spesso finiscono in secondo piano, e ci si dimentica che secondo recenti studi la pillola sarebbe in grado di evitare 45 tumori ogni 10mila donne e che apporterebbe molti altri benefici, tra cui, uno su tutti, la protezione da gravidanze indesiderate”.

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La contraccezione d’emergenza

Posted by fidest press agency su domenica, 14 settembre 2014

ContraccezioneE’ un’importante opportunità per la donna, ma sul tema occorre più informazione. A poco più di sei mesi dalla decisione dell’Aifa di ricomprendere anche il levonorgestrel – oltre all’ulipristal acetato – nella famiglia dei contraccettivi, il past president della Società Italiana della Contraccezione (SIC), Annibale Volpe, torna a parlare della cosiddetta pillola del giorno dopo e si rivolge ai colleghi ginecologi. “Non tutte le pazienti hanno ben chiaro che il farmaco non è in grado di proteggere da eventuali rapporti sessuali non protetti avvenuti dopo l’assunzione. Anzi: secondo alcuni studi le donne che hanno rapporti non protetti dopo l’assunzione del contraccettivo d’emergenza, sono esposte a un rischio di gravidanza iindesiderata 3 volte superiore” specifica il professor Volpe. Continua: “La pillola del giorno dopo sposta infatti più avanti nel tempo l’ovulazione che comunque avrà regolarmente luogo: è un punto essenziale che i colleghi ginecologi devono spiegare con chiarezza alla paziente”. “Si può dunque” suggerisce il past president della SIC “prescrivere subito una pillola contraccettiva da assumere dopo quella d’emergenza e ricordare tuttavia che questa è in grado di mettere del tutto a riposo le ovaie dopo due settimane”. In sintesi, riassume il professor Volpe “le donne devono essere informate che la protezione contraccettiva nel corso dei primi 14 giorni dopo l’assunzione del contraccettivo d’emergenza può essere efficace solamente attraverso mezzi meccanici, quali per esempio il preservativo”.Il meccanismo è identico per entrambe i contraccettivi di emergenza attualmente presenti sul mercato, quello a base di levonorgestrel (che agisce fino a 72 ore dopo il rapporto) e quello a base di upistral acetato (fino a 120 ore dopo il rapporto). “Sia chiaro che entrambe le molecole devono essere assunte il prima possibile” aggiunge il ginecologo “e che la loro somministrazione non è in grado di proteggere dalle malattie sessualmente trasmissibili”.“Altra importante avvertenza” sottolinea il past president della SIC “è che sebbene non esista ancora un’ufficializzazione da parte dell’European Medicines Agency (EMA), recenti e autorevoli studi internazionali hanno messo in luce come il levonorgestrel possa non essere efficace sia nelle donne obese – come nel caso dell’ulipristal acetato– sia nelle pazienti con indice di massa corporea superiore a 25”.“Inoltre” precisa il professor Volpe “occorre spiegare chiaramente alla paziente che il contraccettivo di emergenza deve essere prescritto dal ginecologo e che nel caso di ulipristal acetato la prescrizione può avvenire solo in seguito a un test obbligatorio che abbia escluso una gravidanza già in atto”. “Poiché spesso le pazienti arrivano nei Pronto Soccorso con la richiesta di un contraccettivo di emergenza nel fine settimana, quando le strutture sono già molto affollate” aggiunge Volpe “è bene inoltre informare sempre la paziente che esistono anche altre strutture in grado di dispensare il farmaco e valutare le eventuali controindicazioni, come, per esempio i consultori, gli ambulatori di Medicina generale e, ovviamente, gli studi dei ginecologi”.
Conclude infine il past president della SIC: “In ogni caso, i colleghi hanno il dovere di ricordare sempre alla paziente che, come del resto indica la stessa parola “emergenza”, la pillola del giorno dopo non può essere utilizzata alla stregua di un contraccettivo ormonale a uso quotidiano”. “A tal fine” esorta il professore “il counselling è essenziale per trovare insieme alla coppia la soluzione contraccettiva più adatta e meno invasiva. A tal fine ricordiamo alcuni contraccettivi orali molto ben tollerati, anche a base di estradiolo naturale”.

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Contraccezione ormonale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 giugno 2014

contraccettivi ormonaliSolamente il 7,2% delle donne in Campania ricorre alla contraccezione ormonale: meno della metà rispetto alla media nazionale (16,2%), anch’essa – peraltro – ben lontana dagli standard europei. La fotografia, recentemente scattata dall’Istat, ha costituito il punto di partenza del dibattito del6° Congresso nazionale SIC (Società Italiana della Contraccezione) (12 – 14 giugno). Questi dati, lancia l’appello la Società scientifica, confermano una situazione critica e che, in particolare coinvolge le giovanissime: oggi, rispetto al 1990, il numero delle interruzioni di gravidanza è diminuito del 40%, ma se stringiamo l’obiettivo sulle adolescenti la percentuale è calata solamente del 2%.
“La cultura della contraccezione stenta ad attecchire in Campania e molti falsi miti sulla pillola rimangono radicati” spiega il professor Annibale Volpe, ginecologo e past president della SIC “a mancare è una corretta e capillare educazione sulla fisiologia riproduttiva”. “Spesso la responsabilità sullo scarso utilizzo della pillola viene attribuita ai medici di Medicina Generale, ai farmacisti, alle famiglie, eccetera” ribadisce il professor Volpe “ma, in realtà è giunto il momento che i ginecologi facciano il mea culpa e si assumano le proprie responsabilità”. In quest’ottica, aggiunge il past president della SIC “i destinatari della campagna educazionale non possono essere solamente le ragazze, ma anche i loro partner: solo così l’informazione può essere davvero capillare”.“I teenager” fa eco il dottor Alessandro Gambera Ginecologo presso l’Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia “si fidano di più dei consigli – spesso sbagliati e incompleti – delle amiche o delle informazioni collezionate online: un meccanismo pericoloso perché il rischio di gravidanze indesiderate o, peggio di malattie sessualmente trasmissibili, aumenta”. “In qualità di ginecologi” commenta ancora il dottore “dobbiamo fare del counselling uno strumento di comunicazione, di ascolto attivo e di interazione con le nostre pazienti per individuare il metodo contraccettivo più adatto al singolo caso”.“Non dimentichiamo infine di spiegare al gentil sesso – e in particolare alle giovanissime” specifica il professor Volpe “che gli estroprogestinici non sono dei “nemici” che fanno ingrassare o che tolgono desiderio sessuale, ma che – anzi – hanno un’importante effetto protettivo nei confronti di alcuni tumori femminili molto diffusi”. “Ci sono contraccettivi ormonali per ogni esigenza” puntualizza il professor Volpe “e sempre più tollerati dall’organismo che consentono una risposta mirata alle esigenze contraccettive nonché un alto livello di compliance”.“Per rendere possibile un’informazione il più capillare possibile in grado di sfatare i falsi miti sulla contraccezione e per essere più vicini di prima ai pazienti giorno dopo giorno” conclude il professore “abbiamo deciso di dare una nuova veste alla nostra home page (www.sicontraccezione.it): giovani – e meno giovani – coppie potranno trovare informazioni utili per vivere al meglio la propria sessualità e potranno chiedere consulenze direttamente agli esperti”.

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Ginecologi: no a test gravidanza per pillola 5 giorni dopo

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2011

Circa 9 ginecologi italiani su 10 si dicono contrari all’obbligatorietà del test di gravidanza per accedere alla contraccezione d’emergenza dei 5 giorni dopo, definita in vece dal Consiglio superiore di sanità, che ha approvato il farmaco il 15 giugno scorso. La restrizione, secondo i ginecologi, non risponderebbe a tempi compatibili con la tempestività d’uso della contraccezione d’emergenza. Inoltre, solo il 15,7% delle donne accetterebbe il test senza obiezioni, e, dice il 32% dei ginecologi contattati, pensa che le donne potrebbero rinunciare a questa opportunità. I dati emergono da una ricerca svolta da Datanalysis per conto dell’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna su oltre 300 ginecologi italiani di Asl e Ospedali. «Penso di potere esprimere a nome della comunità scientifica italiana l’imbarazzo, a fronte delle posizioni assunte dagli organismi regolatori mondiali» dichiara Rossella Nappi, ginecologa all’Università di Pavia «nel caso in cui venisse applicata una restrizione d’accesso generalizzata alla contraccezione d’emergenza». Il farmaco già approvato in Europa è acquistabile in vari Paesi europei ed anche negli Stati Uniti dove, contrariamente all’Italia, non sono stati posti limiti all’accesso alla prescrizione. Emilio Arisi, presidente della Società medica italiana della contraccezione, sottolinea che la pillola dei 5 giorni dopo «non va assolutamente confusa con la pillola abortiva RU486».(fonte farmacista33)

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Quarta giornata mondiale della contraccezione

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2010

E’ il 26 settembre. La Giornata mondiale della contraccezione è promossa da alcune fra le più autorevoli Associazioni e Fondazioni internazionali che si occupano di pianificazione familiare e salute della donna. Fra queste Marie Stopes International, Population Council, Federation Internationale de Gynecologie Infantile et Juvenile e International Planned Parenthood Federation con il sostegno di Bayer Schering Pharma. Lo slogan scelto in Italia per il 2010 è “Abbatti il muro dell’ignoranza: la contraccezione è una scelta intelligente!”. L’autrice, Lucia, una ragazza di Pavia, ha vinto il concorso promosso da Scegli tu, sbaragliando oltre 350 concorrenti, ed è diventata “portavoce” ufficiale del progetto. Tra i testimonial illustri anche Federica Pellegrini, Alessandra Sensini e Diana Bianchedi, medaglie d’oro olimpiche, tra le protagoniste dell’iniziativa Scegli tu di vincere promossa dalla SIGO. “Per noi è fondamentale sottolineare la continuità fra l’educazione alla salute, in senso stretto, e quella alla sessualità consapevole – aggiunge Arisi -. Proteggere sè stessi e il proprio partner, con una contraccezione sicura, rappresenta un tassello basilare per un corretto stile di vita, tanto quanto il costante movimento fisico o la dieta equilibrata. E solo con una corretta formazione ciascuno potrà poi, adeguatamente informato, compiere anche in campo sessuale le scelte che reputa più adatte”.
Per facilitare il confronto con i teenager, dalle 14 alle 18 verrà attivato su http://www.sceglitu.it un filo diretto con la ginecologa, disponibile anche via chat. L’intervento dell’esperto, potrà essere richiesto on-line anche da insegnanti e operatori dei consultori, che avranno inoltre la possibilità di colloqui privati per consigli su come trattare questi temi in classe. Attualmente, come risulta da un’indagine internazionale condotta per la Giornata mondiale, solo il 36% dei ragazzi italiani dichiara di rivolgersi al proprio docente per chiedere informazioni sulla contraccezione contro il 64% della Gran Bretagna, il 44% della Spagna e il 42% della Francia. Al primo posto nel nostro Paese risultano i genitori, cui si rivolge il 55% dei ragazzi.
In 12 mesi oltre 250.000 studenti italiani hanno seguito in classe corsi di educazione sessuale: per il 90% sono stati estremamente utili, l’83% spera possano continuare, al 75% sono serviti per chiarire i dubbi e diventare “più competenti”. È il bilancio positivo di un’esperienza unica in Europa: per la prima volta una società scientifica, quella di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), è riuscita a formare il 10% dei ragazzi delle superiori, in un solo anno e contando unicamente sulle proprie forze. Come? Con un vero e proprio kit, uniforme e certificato, fornito ai ginecologi che effettuano interventi nelle scuole. L’iniziativa è ormai considerata un caso a livello internazionale perché si è riusciti a rendere omogeneo un percorso formativo finora lasciato alla “buona volontà” dei singoli. “Ma il nostro obiettivo è coprire tutti gli istituti – afferma la prof.ssa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia del San Raffaele Resnati di Milano

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Ginecologi e sesso sicuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2010

Roma 16 giugno 2010, 11.30, Libreria Melbook, via Nazionale 254 presentazione della campagna estiva itinerante della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) sulla salute sessuale. I relatori saranno Giorgio Vittori, presidente della SIGO, Anna Chiara Bottoni, responsabile dei progetti speciali di Giunti editore e Emanuela Rampelli, Dirigente del Dipartimento della Gioventù – Presidenza del Consiglio dei Ministri. Gli ingredienti dell’edizione 2010 sono materiali di approfondimento, giochi interattivi, test, un sito internet e una campagna itinerante in 10 città. L’obiettivo? Migliorare le competenze dei giovani italiani in tema di contraccezione e salute riproduttiva. E ce n’è bisogno, perché i ragazzi italiani sono i più ignoranti d’Europa: il 22% dichiara di non utilizzare metodi contraccettivi perché il partner “preferisce non farlo”, il 58% perché “non li ha a portata di mano”.  L’iniziativa, che rientra nel progetto educazionale “Scegli Tu”, verrà ospitata in 10 città italiane dal 14 al 21 agosto (per un’intera settimana ciascuna) e in altre 20 verrà distribuito materiale informativo. I ragazzi potranno giocare e conquistarsi il Passaporto dell’amore sicuro, uno strumento che certifica le loro competenze sulla sessualità e la guida “Travelsex” edita da Giunti, disponibile in tutta Italia dall’8 giugno con consigli e approfondimenti a “marchio” SIGO per evitare brutte sorprese. L’estate è infatti il periodo più a rischio per malattie sessualmente trasmissibili e gravidanze indesiderate. Il Ministero della Gioventù, particolarmente sensibile al tema della salute e del benessere dei giovani ha concesso il proprio patrocinio alla campagna estiva

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I giovani italiani e la sessualità

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2010

La tv è la fonte di informazione più qualificata sulla sessualità per oltre 300 mila teenager italiani. Secondo una recente indagine internazionale è infatti ritenuta il punto di riferimento da ben il 10%, la stessa percentuale di chi si rivolge in primo luogo a insegnanti, fratelli o sorelle. Ed è il primato europeo. Una responsabilità educativa che grava su conduttori, speaker e volti noti, spesso impreparati ad affrontare con competenza questi temi. “Siamo purtroppo il fanalino di coda del continente anche sulla contraccezione – aggiunge Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia del San Raffaele Resnati di Milano -: oggi il grado di conoscenza sui metodi disponibili è in Italia il più basso in Europa, a pari merito con la Turchia. Ben il 27% degli under 19 dichiara di non utilizzare attualmente alcun anticoncezionale, percentuale che sale al 35% fra le ragazze. Inoltre solo il 18% delle femmine e il 29% dei maschi si sente a proprio agio nel parlare di contraccezione con il/la partner e, rispettivamente il 61% e il 39% rimpiange di aver avuto il rapporto troppo presto o in condizioni negative”. Come è possibile invertire questa tendenza?  Secondo uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Pediatrics, organo ufficiale dell’Accademia americana dei pediatri, immagini e dialoghi troppo espliciti e ripetuti nel tempo possono anticipare l’età del primo rapporto. Che, in Italia, secondo i dati SIGO, avviene senza precauzioni per il 37% delle ragazze. La SIGO da tempo è impegnata su questo fronte, con un’attenzione costante alla comunicazione. “Ci rivolgiamo soprattutto agli adolescenti – commenta il prof. Vittori –: la conoscenza della salute riproduttiva è scarsa e i ragazzi non sempre possiedono gli strumenti per decidere quando avere il primo rapporto, quali sono le informazioni necessarie e soprattutto quali conseguenze e valori sono collegati alle esperienze sessuali. Il risultato? Aumento drammatico delle malattie sessualmente trasmissibili (clamidia, sifilide, gonorrea e AIDS). Tra le regole proposte spiegare che la responsabilità della contraccezione deve essere condivisa, informare sui duplici rischi di un rapporto non protetto (gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili) e sfatare luoghi comuni e convinzioni errate, come quella sull’efficacia del coito interrotto.

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Problemi di sesso

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 marzo 2010

Le italiane si amano: 7 su 10 si considerano attraenti e vedono nel seno e nelle labbra i propri punti di forza mentre bocciano fondoschiena e gambe. Per una su due dolcezza e ironia scatenano la libido. La passione è penalizzata invece non tanto da stress e routine, che incidono rispettivamente solo per l’11% e il 17%, quanto dai disturbi del ciclo. Cefalea (57%), flussi abbondanti o prolungati (45%) e dolori mestruali (41%) sono i principali nemici del desiderio e del benessere femminile: una su 3 li ritiene irrisolvibili perché connaturati all’essere donna, il 20% ha tentato di porvi rimedio ma ancora non c’è riuscita. Eppure oggi esiste Klaira, la prima pillola anticoncezionale a base di estrogeno naturale, capace di risolvere questi problemi oltre a garantire una contraccezione ottimale. Per questo oltre il 70% delle donne vuole saperne di più, con l’obiettivo di migliorare la propria qualità di vita e la sessualità. È quanto risulta dal sondaggio promosso su 600 italiane dalla International Society of Gynecological Endocrinology, che da oggi al 7 marzo tiene a Firenze il suo quattordicesimo Congresso Mondiale, presieduto dal prof. Andrea Genazzani. “I risultati dimostrano che per la maggioranza delle italiane il calo del desiderio è determinato da disturbi biologici più che da motivazioni psicologiche – commenta la prof.ssa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano -. Ecco perché un’adeguata scelta contraccettiva a base di estradiolo e dienogest, specifica per risolvere i disturbi correlati alle fluttuazioni degli estrogeni, può rivelarsi la migliore alleata dell’intesa di coppia”. Il sondaggio “Come vivi il tuo essere donna” è stato condotto in 3 città (Roma, Milano e Firenze) nel febbraio 2010 con l’obiettivo di valutare l’impatto di alcune caratteristiche peculiari della femminilità sulla salute e il benessere. Le donne apprezzano di sé soprattutto il senso materno (82%), la sensibilità (61%) e la dolcezza (54%) ma rinuncerebbero volentieri a cefalea (62%), sbalzi ormonali (55%) e mestruazioni, specie se abbondanti (45%). “I disturbi legati alle variazioni dei livelli ormonali hanno una ricaduta notevole sulla qualità di vita, ostacolano i rapporti sociali e di coppia (per il 55% delle intervistate), rendono stanche ed irritabili (48%) oltre ovviamente al dolore vero e proprio (37%) – spiega la prof.ssa Rossella Nappi, ginecologa alla Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università di Pavia -. La formulazione di Klaira, con una pausa breve, assicura una stabilità di questi livelli nei giorni del ciclo e una minor probabilità che si verifichi il mal di testa, soprattutto quando si ottiene una concomitante significativa riduzione della quantità di flusso”. Il Congresso di Endocrinologia Ginecologica, che ospita oltre 2.000 delegati da tutto il mondo, è unico proprio perché si caratterizza per una visione a 360° gradi dell’impatto degli ormoni sulla vita della donna e sulla sua funzione riproduttiva.

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La contraccezione “bio”

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2009

La prima pillola anticoncezionale con ormone naturale ha centrato l’obiettivo: a pochi mesi dal lancio in 30 Paesi è già stata scelta da centinaia di migliaia di donne. Anche in Italia dove è disponibile dal 10 settembre scorso. Dopo 50 anni di attesa e di ricerche, per la prima volta un contraccettivo, Klaira, utilizza lo stesso estrogeno prodotto dal corpo femminile, l’estradiolo. E le conseguenze sono evidenti: buon controllo del ciclo mestruale, un’elevata sicurezza, alta tollerabilità e ridottissimo impatto metabolico. Il fenomeno  ha catalizzato l’attenzione degli esperti riuniti a Città del Capo per il XIX Congresso mondiale della Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia (FIGO) nelle sessioni plenarie dedicate alla contraccezione. E d’altra parte la necessità di favorire l’accesso a una pianificazione familiare consapevole in tutti i continenti è uno dei temi forti  del meeting, che riunisce oltre 13.000 esperti. “Un’opzione più familiare, che rispetti i bioritmi naturali e che il loro corpo “riconosca” – asserisce la Graziottin -. Ecco spiegato il successo trasversale di Klaira, in paesi diversi, con differenti tradizioni e culture. In particolare, grazie alla sua particolare formulazione, questa pillola mantiene per tutto il mese la donna in una condizione ormonale ottimale, la stessa che si registra nella settimana post mestruale, quella in cui si sta meglio”. Sempre più infatti gli esperti considerano rilevanti anche i benefici extracontraccettivi degli anticoncezionali orali, alla ricerca del benessere complessivo per la donna. “Un obiettivo soprattutto nei Paesi occidentali – conclude la Graziottin -, mentre in quelli in via di sviluppo purtroppo restano ancora da conquistare il diritto alla salute, a non subire violenza, a una sessualità libera e consapevole. Temi a cui questo Congresso, il primo che si svolge in Africa, è dedicato: ci auguriamo possa rappresentare una svolta, un inizio per una nuova era della donna anche in questo continente”.

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Aborti clandestini nel mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2009

Città del Capo, In Africa sono adolescenti un quarto delle donne che subiscono  un aborto clandestino. L’85% delle morti per questa causa avvengono nella zona sub-sahariana e nel centro–sud dell’Asia. Esiste un’evidente correlazione fra povertà, maternità, interruzione volontaria di gravidanza e decessi. E le giovanissime sono le più vulnerabili, anche nei Paesi ricchi dove restano l’unica fascia in cui gli aborti crescono. Bisogna invertire la tendenza, rimuovere le cause, investire in educazione e in contraccezione responsabile perché la maternità possa diventare una scelta consapevole. Questo l’appello lanciato nella giornata di apertura del Congresso Mondiale di Ginecologia e Ostetricia (FIGO), in corso da ieri a Città del Capo. Fino al 9 ottobre oltre 13.000 esperti da tutto il globo si confrontano su temi dalla forte ricaduta sociale, come appunto la prevenzione di gravidanze non desiderate. “Le società scientifiche internazionali sono concordi nell’indicare due strumenti fondamentali – afferma il prof. GianBenedetto Melis, Direttore della Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università di Cagliari e vicepresidente della Società Italiana di Contraccezione (SIC) -. Da un lato investire in campagne educazionali nelle scuole e sui media, in collaborazione con le Istituzioni. Dall’altro migliorare l’offerta contraccettiva per abbattere le “resistenze” che alimentano la diffidenza nei confronti di quella ormonale, la più sicura in assoluto. Come le pillole a base di drospirenone che, come sottolineano gli esperi riuniti a Città del Capo, presentano una formulazione e benefici extracontraccettivi particolarmente adatti. Yaz rappresenta la proposta più mirata per le adolescenti – sottolinea Melis – perché e’ in grado di contrastare l’acne, i sintomi premestruali e la ritenzione idrica, con un evidente beneficio per il benessere complessivo, anche psicologico, della ragazza”. Ma, come ha sottolineato la presidente della FIGO, la canadese Dorothy Shaw, “Vanno affrontate con determinazione le troppe discriminazioni fra i Paesi ricchi e i poveri, soprattutto sul materno-infantile che passano attraverso una contraccezione responsabile ma anche una forte lotta alle violenze nei confronti della donna, alle mutilazioni genitali femminili, alla garanzia di accesso a farmaci e terapie soprattutto per l’AIDS e le altre malattie sessualmente trasmesse”. “I problemi sono enormi, di ordine economico e culturale – afferma Giorgio Vittori, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) -: mentre sui primi, purtroppo, non possiamo che appellarci ad organismi sovranazionali, come abbiamo già fatto ad esempio in occasione del G8, per i secondi dobbiamo svolgere un’azione più pressante, proponendo modelli che hanno già dimostrato la loro efficacia. Come il “doppio  olandese”, pillola più preservativo, adottato con successo negli anni ’90 nei Paesi Bassi, che ha permesso di ridurre sensibilmente il numero di aborti e di infezioni sessuali. E campagne di sensibilizzazione, come il progetto educazionale “Scegli Tu” promosso dalla SIGO dal 2004, che a Città del Capo sta riscuotendo molto successo”.  La scelta di celebrare il Congresso mondiale in Africa, per la prima volta, rappresenta un segnale importante che la Federazione ha voluto lanciare di vicinanza alle esigenze delle donne soprattutto dei Paesi in via di sviluppo.

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Cellulite per il 40% delle ‘under 25’

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2009

Le ragazze d’oggi non si piacciono, sono pigre, piuttosto avventate nel sesso e si confrontano poco con il proprio medico. La linea resta in cima ai loro pensieri (il 47% segue una dieta) e la cellulite è il più grande nemico (ne soffre il 39%). Per sconfiggerla però sembrano preferire la chirurgia estetica allo sport o ad un’alimentazione sana. È questo il ritratto che emerge dal sondaggio presentato oggi al Congresso nazionale della Contraccezione, in corso a Modena fino al 9 maggio, che vede riuniti 250 fra i massimi esperti italiani del tema. “Non troppo incoraggiante – commenta Emilio Arisi, presidente della Società Medica Italiana della Contraccezione (SMIC), che promuove convegno e indagine –, anche sul versante dell’educazione sessuale: ben il 30% non usa alcun metodo contraccettivo, il 24% di chi li utilizza pratica il coito interrotto e solo il 7% considera il sesso non protetto come un comportamento a rischio per la salute. Ma per fortuna emergono anche segnali positivi e stanno crollando alcuni pregiudizi: il 34% crede che la pillola possa essere alleata di forma fisica e benessere, il 35% sa che esistono formulazioni in grado di contrastare la ritenzione idrica, il 63% considera l’impatto corporeo prioritario per la scelta del metodo”.  I dati, raccolti fra 1.045 ragazze fuori da scuole, palestre e piscine, trovano conferma anche dal boom di richieste di Yaz, nuovo contraccettivo disponibile in Italia da febbraio, che presenta un effetto simil-diuretico capace di prevenire la comparsa di cellulite: proprio per questa sua caratteristica è già il più venduto negli USA. “ Notizie che ci rallegrano, perché contrastano il più “classico” luogo comune sulla pillola: che faccia ingrassare. Un timore che è stato spesso identificato come la causa dello scarso uso della contraccezione in Italia – spiega il prof. Annibale Volpe presidente del Congresso e past president della Società Italiana della Contraccezione (SIC) -. Nel nostro Paese infatti ormai da alcuni anni non cresce l’utilizzo di metodi anticoncezionali e non cala il tasso di aborti: l’obiettivo del Congresso è definire un documento da condividere con le Istituzioni per individuare strategie operative per invertire questa tendenza”. Un primo passo è sottolineare i benefici della contraccezione consapevole sulla salute e sull’immagine corporea, in particolare nelle giovanissime: “Esiste ad esempio un’evidente sinergia tra contraccettivi orali e sport – aggiunge la prof.ssa  Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica del San Raffaele Resnati di Milano -. La pillola ottimizza il rapporto con la femminilità e la sessualità, riduce i disturbi e i dolori mestruali, le anemie da carenza di ferro, si rivela una preziosa alleata nella prevenzione e nella cura della triade dell’atleta. Ma soprattutto, previene l’abbandono dell’attività sportiva: ben il 70% delle ragazze bianche, e fino al 90% delle nere la interrompe durante la pubertà a causa di disturbi del ciclo. Un tema su cui il ginecologo deve intervenire, per favorire l’attività fisica e stili di vita sani. Che aiutano a stare meglio ma anche a piacersi di più”.

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La sessualità consapevole va insegnata

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2009

“In Italia bisogna mettere a punto strategie di educazione a una sessualità consapevole. Anche con l’aiuto della tecnologia. Ad esempio è ottima l’idea di utilizzare gli sms: ma per educare alla prevenzione, non per chiedere la contraccezione di emergenza”. Lo afferma Giorgio Vittori, presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), prendendo spunto dalla sperimentazione in atto in alcune scuole inglesi, che prevede vengano fornite pillole del giorno dopo a ragazzine di 11 anni, previa richiesta via messaggino. “Il nostro Paese – sottolinea Vittori in una nota – è certamente diverso per cultura e tradizioni dal Regno Unito, dove è in corso un vero e proprio boom di gravidanze nelle minorenni. Ma non possiamo ignorare il campanello d’allarme di oltre 50.000 confezioni di ‘pillole del giorno dopo’ in più vendute nell’ultimo anno: più di 370.000 in totale, il 55% delle quali utilizzate da ragazze con meno di 20 anni. La contraccezione di emergenza è indubbiamente espressione di un disagio, a carico soprattutto delle fasce più vulnerabili della popolazione. Il segnale – spiega Vittori – di una mancata strategia preventiva di informazione ed educazione. È invece proprio questa la strada che come Sigo abbiamo deciso di percorrere, attraverso il nostro progetto ‘Scegli Tu’ (www.sceglitu.it) dedicato espressamente alla sessualità consapevole. Siamo fermamente convinti – conclude Vittori – che vada studiata una via ‘made in Italy’ per diffondere questo messaggio con canali, linguaggi e partner adeguati alla nostra realtà: in primo luogo famiglia, scuola e Istituzioni”.

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Contraccezione d’emergenza, indice di fallimento

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2009

“Ottima l’idea di utilizzare gli SMS: ma per educare alla prevenzione, non per chiedere la contraccezione di emergenza – questo il suggerimento di Giorgio Vittori, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), in merito alla vicenda della sperimentazione in atto in alcune scuole inglesi rivolta a fornire pillole del giorno dopo a ragazzine di 11 anni, previa richiesta con un messaggino -. Il nostro Paese è certamente diverso per cultura e tradizioni dal Regno Unito, dove è in corso un vero e proprio boom di gravidanze nelle minorenni. Ma non possiamo ignorare il campanello d’allarme di oltre 50.000 confezioni di “pillole del giorno dopo” in più vendute nell’ultimo anno: più di 370.000 in totale, il 55% delle quali utilizzate da ragazze con meno di 20 anni. Guardiamo al caso inglese non per giudicare, ma per riflettere su uno scenario che si potrebbe presentare a breve anche in Italia. La contraccezione di emergenza è indubbiamente espressione di un disagio, a carico soprattutto delle fasce più vulnerabili della popolazione. Il segnale di una mancata strategia preventiva di informazione ed educazione. È invece proprio questa la strada che come SIGO abbiamo deciso di percorrere, attraverso il nostro progetto “Scegli Tu” (www.sceglitu.it) dedicato espressamente alla sessualità consapevole. Siamo fermamente convinti che vada studiata una via “made in Italy” per diffondere questo messaggio con canali, linguaggi e partner adeguati alla nostra realtà: in primo luogo famiglia, scuola e Istituzioni.  L’esempio di quanto avviene in Paesi vicini a noi dovrebbe spronare non solo noi professionisti ma anche il Governo, a mettere in atto per tempo percorsi di tutela nei confronti dei nostri giovani”.

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