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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘contraddizione’

Governo. Il Piano Nazionale di Riforme: un elenco in contraddizione

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2020

Facile fare l’elenco della spesa, difficile fare la spesa e, soprattutto, occorre, prima, stabilire quanto si vuole spendere per la spesa.Possiamo sintetizzare così il nostro parere sul Piano Nazionale di Riforme presentato dal governo Conte (sostenuto da M5S e PD), che dovrebbe essere la base per acquisire i fondi comunitari.Il Piano riguarda: digitalizzazione; sicurezza ed efficienza delle infrastrutture; sostegno alla formazione, alla ricerca e all’innovazione; maggiore efficienza dell’amministrazione e della giustizia; transizione ecologica; inclusione sociale e territoriale e parità di genere.Argomenti interessanti ma che rischiano di rimanere sulla carta.Lo diciamo noi che facciamo analisi e verifiche delle proposte governative e non?No, lo dice la Banca d’Italia.Vediamo.In audizione alla Camera dei deputati, sul Piano Nazionale di Riorme, la Banca d’Italia rileva che:
a) La lista degli interventi è lunga e vaga.
b) L’impegno finanziario non è quantificato.
Basterebbe questo per rimandare il Piano al Governo.C’è un altro aspetto che vogliamo ricordare: il Governo si è mosso in direzione opposta a quanto propone con il Piano.Facciamo un esempio per chiarire.Nel Piano si prevede “maggiore efficienza dell’amministrazione e della giustizia”.Atteniamoci alla giustizia.La durata media dei processi è di 8 anni.Uno degli elementi ostativi all’impegno delle imprese, soprattutto straniere, è proprio la lungaggine dei procedimenti giudiziari. Che cosa ha fatto il governo Conte? Ha allungato la durata dei processi.Come? Abolendo la prescrizione, il che significa fine processo mai.Qualcuno direbbe che la prescrizione favorisce chi delinque e conta sulle lungaggini della giustizia.
Vediamo.Oltre il 70% (leggasi settanta percento) dei procedimenti giudiziari andava in prescrizione prima dell’inizio del processo, cioè in fase istruttoria, vale a dire che la difesa non toccava palla e il ritardo era dovuto all’amministrazione giudiziaria.Ma, direbbe sempre il qualcuno, la corruzione dilaga e il corruttore la fa franca. Il nostro qualcuno non sa che il reato di corruzione andava in prescrizione, cioè era annullato, dopo ben 15 anni tra indagini e sentenze.
Non bastano 15 anni per fare un processo per corruzione? E, se poi, il presunto corrotto è dichiarato non colpevole? Lo si assoggetta alla gogna per 15 anni?Questo per documentare che il Governo dice di fare una cosa ma fa il contrario.Non va bene. Però, l’importante è che il popolo ci creda… (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Le contraddizioni di Benedetto XVI

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2012

Il Papa: umanità lacerata da ingiustizie, (Il Messaggero del 31 dic. 2011) E Rosario Amico Roxas commenta: “Le ingiustizie che lacerano l’umanità sono provocare dal sistema economico occidentale basato esclusivamente sul maggior reddito, meglio se si esclude la costosa incombenza del lavoro attraverso l’economia della finanza. Si è finalmente capito che il liberismo dominante, che si è affermato nel sistema democratico, impadronitosi del potere ha rinnegato la democrazia, per privilegiare un sistema autoritario, in grado di controllare le masse sempre più sfruttate.
Che Benedetto XVI oggi constati la lacerazione delle ingiustizie ci costringe a evidenziare che si tratta di una costatazione fuori tempo, anacronistica, contraddittoria, arrivando solo oggi, ma dopo che il medesimo pontefice ha esaltato il liberismo tessendone le lodi in quella lettera di presentazione al libro di Pera “Perchè dobbiamo dirci cristiani”; ha avuto l’ardire di paragonare il liberismo al cristianesimo, come se Cristo non avesse cacciato i mercanti dal Tempio, ma avesse cercato di instaurare una comunione di interessi.Si tratta di un ripensamento?
Se è così dovrebbe, coerentemente, rinnegare quello scritto e tornare ad aprire il Tabernacolo del cuore ai bisogni della povera gente, che quel liberismo ha condannato alla miseria, riconoscendo la centralità religiosa della Teologia della Liberazione, ingiustamente messa all’indice, colpevole di identificare Cristo nei derelitti del mondo, vittime sacrificali di logiche che non si possono accettare. (Rosario Amico Roxas)

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Ettore Tripodi: Il Falso quadrato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 Maggio 2010

Milano fino al 5/6/2010 Via Stoppani 15, Studio Cannaviello prima personale di Ettore Tripodi (Milano, 1985) intitolata Il Falso Quadrato. Il concetto di -falso quadrato- esprime la sensazione di straniamento percepita durante il risveglio, prima che le immagini si definiscano perfettamente.  Nella prima sala e’ esposta una serie di opere su carta, in cui i soggetti sono rappresentati secondo un meccanismo di contraddizione dei canoni classici che mette alla prova la nostra percezione visiva. Gli ambienti, le figure e gli oggetti in essi contenuti, fanno riferimento a diverse prospettive che alterano l’impostazione regolare dell’immagine. La paradossalità di alcune situazioni aumenta questo effetto surreale esercitato dalla costruzione arbitraria dello spazio.  Nella seconda sala e’ presente, invece, una grande istallazione che traduce tridimensionalmente i concetti espressi dai disegni. L’interno di una stanza e’ realizzato in modo che ogni elemento abbia una fuga prospettica differente. Il perimetro della parete immaginaria che separa lo spettatore dall’istallazione e’ un autentico falso quadrato.  La percezione della struttura e degli oggetti posti all’interno e’ ambigua, poiche’ l’occhio, seguendo le varie deformazioni, fatica ad orientarsi. L’interno, inizialmente interpretato come un rettangolo, si rivela un trapezio irregolare; il tavolo, la sedia e la tovaglia in caduta verso il pavimento accentuano questa realtà falsata.  Catalogo in galleria con testo critico di Vincenzo Latronico. (falso quadrato)

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“Report” sulla legge 40?

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2010

“Un deplorevole attacco mediatico alla Legge 40, con un’informazione unilaterale e precostituita”. Così l’Associazione Scienza & Vita, all’indomani della messa in onda della puntata di Report dedicata alla Legge sulla procreazione medicalmente assistita che ha compiuto sei anni.  “Una trasmissione – osserva il copresidente di Scienza & Vita Lucio Romano – finalizzata al raggiungimento di un obiettivo ben preciso: la demolizione della Legge 40, approvata con larga maggioranza trasversale e ampiamente convalidata dal referendum del 2005. Un reportage caratterizzato dalla strumentalizzazione emotiva, con palesi incongruenze in ambito scientifico, giuridico e antropologico, ma soprattutto rivelatore di un progetto: introdurre, sotto il profilo mediatico, principi e valori in aperta contraddizione con la Legge 40”.  “Un disegno preconfezionato – conclude Lucio Romano – proposto senza il rigore della completezza informativa che, in considerazione dell’audience della trasmissione e dell’assenza di un contradditorio paritario, ci induce a esprimere una ferma critica e a parlare di tradimento del servizio pubblico radiotelevisivo”.

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Il no del Pd a Grillo

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2009

Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, scende in campo per dire la sua sulla neo proposta di candidatura, prontamente rifiutata da chi di dovere, di Beppe Grillo alla segreteria nazionale del Partito democratico. “Diciamo che per principio – afferma – non condivido la scelta di Grillo solo per un fatto di contraddizione con la linea da sempre palesata, ovvero l’espressa volontà di non entrare in politica. D’altronde il comico genovese non è nuovo a comportamenti fortemente contraddittori tenuti in tutta la sua carriera. Ricordo quando anni fa portava avanti battaglie contro la tecnologia mentre adesso è il più accanito sostenitore del web”.”A parte questo preambolo di pensiero strettamente soggettivo – continua De Pierro – pure se in contrapposizione con quanto da sempre sostenuto, è assolutamente antidemocratico, e quindi agli antipodi di quello che è l’aggettivo qualificativo del partito in questione, ovvero democratico, il comportamento assunto dal Pd nei confronti di Beppe Grillo”. “E’ chiaro che – dichiara il presidente dell’Italia dei Diritti – uno come lui che ha iniziato a contrastare legittimamente, facendo politica, e non antipolitica come si è sempre chiamata,  tutto ciò che non andava dell’apparato politico italiano, è diventato presto un personaggio scomodo e fastidioso. Ma la cosa che mi lascia più sconcertato è il fatto che il diniego arrivi proprio da un partito che dovrebbe fare, e non l’ha mai fatta, una ferma opposizione allo strapotere mediatico e plutocratico di Silvio Berlusconi”. “Quindi – continua De Pierro – mentre a destra si cerca di promuovere l’improponibile e spesso il nulla con ogni mezzo, anche ostentando una compattezza unitaria che di fatto non esiste, a sinistra, e soprattutto nel Pd, si fanno i conti con spaccature abissali, con personalismi esasperati che altro non fanno che trasmettere una preoccupante disunione e destabilizzazione del credo ideologico degli elettori”.  Tornando alla proposta adeguatamente motivata da Grillo di candidarsi alla guida nazionale del Pd, De Pierro punta il dito contro il motivo vero del dissenso manifestato dalla classe dirigente del partito di opposizione, oscurando invece la ragione diffusa in maniera tempestiva dai comunicati ufficiali, ovvero che l’aspirante segretario “si ispira e si riconosce in un movimento politico ostile al Pd”. “La motivazione – dice De Pierro – divulgata dai vertici del partito è un chiaro escamotage per mettere a tacere il motivo vero del rifiuto, ovvero la sete di potere e di leadership di alcuni esponenti che in caso di candidatura di Grillo, potrebbe essere messa in seria discussione”. “Tuttavia – aggiunge il presidente del movimento Italia dei Diritti – credo che tale proposta sia semplicemente un  modo per cercare di scuotere una situazione di stallo e immobilismo e per far riemergere quelli che sono i grandi valori radicati nella storia delle varie componenti del partito stesso”. Conclude: ” Qualora il Pd non recedesse da questo veto autoritario similstaliniano si aprirebbe una perigliosa deriva per l’ordinamento democratico, con conseguente disorientamento e sfiducia da parte del corpo elettorale”.

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