Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 201

Posts Tagged ‘contrarietà’

L’Europa e la contrarietà italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 giugno 2013

Questa volta ha ragione Berlusconi: l’Europa com’è non va e la prova provata l’abbiamo avuto con la Grecia che è stata messa in ginocchio senza che ci fosse un motivo tanto grave per farlo. Si poteva procedere con minore rigore. E i casi Spagna e Italia? La perplessità è d’obbligo.
Se andiamo tra la gente e chiediamo cosa si aspettano dal Parlamento europeo, dalla Commissione e dagli altri organi rappresentativi comunitari, la risposta, se la sgrossiamo dalle varie possibili puntualizzazioni, possiamo così sintetizzarla: “manca un maggiore potere decisorio”. In altri termini si avverte chiara la convinzione che ci troviamo ad avere un’Europa stentatamente unitaria, sia pure con qualche illustre defaillance, solo con la moneta unica. Per il resto si è divisi su tutto. L’ultimo, e parimenti eclatante, caso è stato quello della guerra in Iraq. Gran Bretagna, Italia e Spagna interventiste e gli altri di segno opposto, sia pure con qualche sfumatura. La verità è che per almeno due secoli abbiamo cercato di costruire stati di diritto, sancire regole democratiche, nelle costituzioni nazionali, ma abbiamo dimostrato con i fatti che sappiamo solo predicare bene, ma razzolare molto male. Abbiamo dimostrato che i principi si possono anche applicare alle fattispecie concrete, nell’ambito delle sovranità nazionali europee, ma sono difficilmente esportabili ai paesi terzi. E questa cultura del “doppio binario” ci ha impedito di vedere le realtà che ci circondano, le necessità che si impongono e le giustizie che vanno rispettate ed esaltate ovunque si manifestino, ovunque ci richiedono una forte affermazione e una doverosa considerazione. E alla fine ci siamo ritrovati con la cultura dell’ipocrisia, della negazione di quella verità che nelle menti distorte genera solo odio (veritas odium parit) ed abbiamo lasciato incancrenire i grandi temi che attraversano emblematici la nostra esistenza: povertà, malattie, disoccupazione, schiavismo, antisemitismo, ecc. Oggi ci meravigliamo che, di tanto in tanto, vi è qualcuno, che ci ricorda, persino con il terrorismo e il genocidio di Stato, che la strada da noi imboccata è quella sbagliata. E’ ciò che diventa più grave è che il cosiddetto mondo civilizzato non si rende ancora conto che non si può continuare a sfornare principi ed ideali di pace e di giustizia tra i popoli, se non diamo ad essi in pasto qualcosa di concreto. Abbiamo mai pensato che dovremmo smantellare le fabbriche di armi? Abbiamo mai pensato che occorre una equa distribuzione delle risorse per sconfiggere alla fonte le miserie che oggi annientano milioni di esseri umani e li portano ad una morte fatta di stenti, di miserie, di fame e di sete? Ci rendiamo conto, nello stesso tempo, che l’Europa è solo una parte, e nemmeno in tutte le sue componenti, di quei paesi considerati economicamente industrialmente e tecnologicamente più evoluti. E l’Europa, quindi, da sola non può determinare un cambiamento radicale per dare sostanza a chi parla di giustizia, di democrazia e di civiltà. Ma può, per lo meno, mostrare consapevolezza di una realtà che cambia e cercare, per quanto le compete, di spronare gli altri partner verso soluzioni più coerenti con i principi che pur sostengono e professano ma per i quali non riescono ad essere conseguenti.
La strada, ovviamente, non è facile, ma è percorribile sia pure con qualche affanno, sia pure facendo violenza agli interessi di parte, ai lauti profitti di chi continua a speculare sulle miserie altrui. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Saluggia: scorie nucleari

Posted by fidest press agency su domenica, 4 dicembre 2011

Saluggia 5 dicembre 2011, alle ore 10.30, presso la sede del Partito Democratico del Piemonte (Via Masserano 6/a), a Torino, conferenza stampa dell’On. Luigi BOBBA (Vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati), del Segretario regionale del PD Gianfranco MORGANDO e di Paola OLIVERO (Capogruppo PD Comune di Saluggia) sulla questione della realizzazione del deposito D2 a Saluggia (Vercelli) dove verranno concentrati i rifiuti nucleari presenti sul territorio. “Mercoledì la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti sarà a Saluggia per una serie di sopralluoghi – spiega l’On. Luigi BOBBA – Questa sarà l’occasione per ribadire al nuovo Governo la richiesta di procedere con urgenza all’individuazione del sito del deposito unico nazionale delle scorie nucleari e per illustrare le posizioni di contrarietà del Partito Democratico alla costruzione del deposito D2, che da ‘temporaneo’ rischia di diventare ‘definitivo’ e la cui realizzazione potrebbe comportare costi elevati per i cittadini e un grave danno erariale”.

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Nucleare nel Lazio

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2011

“La Polverini esprima subito il parere contrario alle nuove centrali nucleari nel Lazio, inviandolo formalmente al Governo: sarebbe un bel modo per festeggiare i 150 anni dell’unità d’Italia, rispondendo con uno scatto di dignità al dramma che sta vivendo il popolo giapponese”. È netta la richiesta di Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. In questo momento spaventoso per il popolo giapponese, serve una risposta di civiltà, non si possono lasciare i cittadini smarriti e senza chiarezza. La Presidente ha ribadito più volte la contrarietà all’installazione di nuove centrali nucleari nel territorio e il Consiglio regionale poche settimane fa ha votato un ordine del giorno netto in questa direzione, che impegna la Giunta. Chiediamo allora che in modo preventivo la Regione Lazio si esprima altrettanto nettamente e immediatamente”.  Legambiente Lazio ricorda che poche settimane fa, la Corte Costituzionale aveva sancito in una sentenza la necessità che le Regioni potessero esprimere il proprio parere, obbligatorio anche se non vincolante, prima della riunione della Conferenza Unificata, dichiarando l’illegittimità costituzionale dell’articolo 4 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31 sul nucleare, tanto da costringere il Governo a un decreto correttivo.

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La “Piazza” non è gradita all’U.d.C.

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 marzo 2010

L’on.le Pier Ferdinando Casini, presidente dell’Udc non nasconde la sua contrarietà alle manifestazioni di piazza che sono state organizzate sia dal Pd sia dal Pdl. A suo avviso sono controproducenti e devianti. D’altra parte egli intende collocare il suo partito in una posizione non di sudditanza all’attuale bipolarismo e nemmeno da terzo polo, ma per la costruzione di un nuovo rapporto politico che contemperi un diverso scenario nel quale si possa inserire una formazione politica più ideologicamente caratterizzata e collocabile nell’area di centro. In altri termini se partiamo dalle prime avvisaglie, possiamo dire che le forze politiche che oggi possono richiamarsi a questo progetto sono già individuabili con quelle di Francesco Rutelli, degli amici di Fini e al recupero già in atto di quell’area cattolica che milita nel Pd., e alcune frange, moderate, dell’Idv e dello stesso Pdl e dei Lombardiani con il Partito del Sud, con l’idea che è già in atto il processo di post-berlusconismo e della Lega di Bossi. Uno schieramento, se completato, che potrebbe far schizzare il consenso elettorale dell’Udc o di una formazione, con altra denominazione, intorno al 30%. Percentuale sufficiente per condizionare gli altri partiti e per costruire un’alternativa più omogenea dell’attuale. Se si parte da questo presupposto le attuali manifestazioni di piazza sono viste come un tentativo di cercare di rafforzare le attuali posizioni di potere e nel convincere gli elettori, per quanto riguarda il Pd che pur con i suoi 25% di voti elettorali sulla carta è in grado di costruire un’alternativa, e il rafforzamento dell’alleanza con l’Idv marcia lungo questo tracciato. Si vorrebbe fare la stessa cosa con l’Udc ma quest’ultimo proprio per marcare la sua indisponibilità ha rifiutato di mescolarsi con i “popoli” del centro destra e del centro sinistra rivendicando a se tutta quell’area che si colloca al “centro” lasciando alla sinistra e alla destra di restare forza minoritaria nella costellazione politica nazionale. E’ un progetto ambizioso, ma a nostro avviso realizzabile solo a condizione che si possa costruire oltre all’involucro un contenuto valido per affrontare e risolvere gli annosi problemi vecchi e nuovi dell’Italia economica, sociale e istituzionale. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Bambini soldato

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 febbraio 2010

Secondo il  Rapporto Globale sui bambini soldato del 2008 sono più di 250.000 i minori che  prendono parte ai combattimenti in 35 Paesi – utilizzati sia da parte degli eserciti governativi, sia da parte di gruppi armati di opposizione ai Governi; ben 120.000 solo nel continente africano. La maggioranza ha dai 15 ai 18 anni, ma alcuni hanno anche soltanto 10 anni e si registra una tendenza sempre più evidente verso un abbassamento dell’età media. Afghanistan, Burundi, Chad, Colombia, Costa d’Avorio, Iraq, Liberia, Myanmar, Nepal, Filippine, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Sri Lanka, Sudan e Uganda, i Paesi nei quali si registra il numero più elevato di bambini e bambine-soldato. Per affermare pubblicamente la propria contrarietà all’utilizzo di bambini, bambine e adolescenti come soldati, la Coalizione Internazionale “Stop all’Uso dei Bambini Soldato!” ha istituito per il 12 febbraio 2010  il “Red Hand Day”, la Giornata della Mano Rossa. La data non è casuale e coincide con l’entrata in vigore del Protocollo Opzionale alla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati (Optional Protocol on Children in Armed Conflict – OPAC), già approvato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 25 maggio del 2000. Il Protocollo vieta la partecipazione diretta di minori di 18 anni nei conflitti armati e fissa a 18 anni l’età minima per il reclutamento anche da parte dei gruppi armati irregolari oltre che per l’arruolamento da parte delle forze armate governative. È stato ratificato da più di 130 Paesi nel mondo, inclusa l’Italia. «La Coalizione Italiana “Stop all’Uso dei Bambini Soldato!” invita tutti, singoli individui, gruppi o associazioni, ad attivarsi e “dare una mano” anche in Italia, a partire dal 12 febbraio 2010, rendendo pubblico il proprio sostegno a questo messaggio» dice Viviana Valastro, Portavoce della Coalizione. Varie le iniziative possibili: si possono organizzare piccoli eventi per coinvolgere più persone o solo semplicemente colorarsi la mano di rosso e inviare una fotografia o un video che lo documenti compilando il format al seguente link http://www.redhandday.org/index.php?L=en&view=participate Hanno già “dato una mano”: Emilio Cellurale (Direttore – Alisei); Christine Weise (Presidente – Amnesty International – sez. Italiana); Vincenzo Barbieri (Presidente – COOPI); Sergio Marelli (Segretario Generale – FOCSIV); Marco Rotelli (Direttore Generale – Intersos); Valerio Neri (Direttore Generale – Save the Children Italia); Raffaele Salinari (Presidente – Terre des Hommes); Vincenzo Spadafora (Presidente – UNICEF Italia).

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No al rinnovo Aia Marangoni Spa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2009

Claudio Bucci (IDV): “Si rischia di aggravare la situazione nella Valle del Sacco” “Concordo in pieno con quanto affermato da Legambiente: la situazione della Valle del Sacco suggerisce cautela e buon senso. Rilasciare l’AIA per l’adeguamento richiesto dalla Marangoni potrebbe essere un errore” quanto dichiara Claudio Bucci, Presidente della Commissione Ambiente e Cooperazione tra i popoli al Consiglio regionale del Lazio, in merito alla richiesta fatta dalla Marangoni Spa, che attualmente gestisce l’impianto di incenerimento di pneumatici di Anagni. “Già avevo espresso in passato la mia contrarietà in merito al rilascio di un’autorizzazione per la modifica dell’impianto di termovalorizzazione della Marangoni che prevede l’avvio di un impianto di termodistruzione di fluff-car, con emissioni, da quanto si legge da un rapporto presentato dalla stessa Marangoni Spa, di PBC, metalli pesanti, diossina ed altre sostanze altamente pericolose” aggiunge il Consigliere.  “Sulla base di ciò e sulla scorta degli interventi che già la Regione Lazio sta portando avanti per risanare la zona della valle del Sacco, fortemente provata da un punto di vista ambientale come è noto” conclude Bucci “Ritengo che l’operazione richiesta dalla società Marangoni sia da evitare: ci troveremmo di fronte alla concreta possibilità di aggravare una situazione già fortemente compromessa, rischiando di vanificare gli sforzi fatti dall’Amministrazione regionale fino ad oggi”. per riferimenti: Ufficio Stampa On. Claudio Bucci – Presidente della Commissione Ambiente e Cooperazione tra i Popoli

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Cosa accadrà dopo Berlusconi?

Posted by fidest press agency su domenica, 23 agosto 2009

Editoriale fidest. Alcuni esponenti del Centro destra, in questi giorni, si interrogano seriamente sul dopo Berlusconi. Dai primi segnali pare evidente che sia Sandro Bondi sia Gianfranco Fini guardano con una certa diffidenza l’alleato leghista mentre propendono per il rientro dell’Udc di Casini nell’alveo del centro destra. A bocce ferme queste preferenze sono per lo più legate al fatto che l’attuale patto di ferro tra Bossi e Berlusconi non è destinato ad avere una successione facile se dovesse cambiare la leadership. Ma in tema di alleanze ci sembra di capire che il popolo del centro destra, diciamo del Pdl, è fortemente diviso. Ne riflette il disagio lo stesso Giammario Battaglia che è noto ai media per essere il promotore della candidatura di Berlusconi al Premio Nobel per la pace del 2010. La sua contrarietà al rientro di Casini è motivata dal fatto che reputa l’Udc una “tipica forza politica che ha nel suo DNA il clientelismo come ragione di vita”. Lo comprova, a suo dire, la “fine che ha fatto il povero Walter Veltroni nel PD, il quale, dopo aver messo alla porta i comunisti per rendere la sinistra, meno “sinistra” e più liberale, è stato completamente cacciato dal suo partito, che tornerà ad essere una accozzaglia indegna di socialisti, dipietristi, antiberlusconisti, cattocomunismi, statalisti, messi insieme solo per raggiungere il potere”. A questo punto Battaglia non esita a lodare la lungimiranza di Berlusconi poiché “ha capito che per cambiare questo Paese non c’è bisogno dei “Casini” dell’UDC e lo ha detto agli italiani. Ed ora che gli italiani lo hanno premiato, qualcuno vorrebbe farci tornare indietro, piuttosto che guardare avanti, migliorando la classe dirigente”. Ma al tempo stesso nutre un timore quando spera che “Silvio non si faccia incantare dalle poesie di Bondi e dai desideri di Gianfranco Fini per riavere con sé l’amichetto dei giochi”. Cosa ne dobbiamo dedurre? Che la partita resta aperta ma Battaglia non può farci scivolare da questi tatticismi politici su quello che è o non è il bene per il nostro paese giacché è tutt’altra cosa. Diciamocelo chiaramente. L’Italia è una nazione che ha perso il senso della misura, ha umiliato le regole, ha perso il senso dell’etica, ha sviluppato i lati deboli del nostro carattere volto alla costante ricerca dell’interesse personale. E Berlusconi, checché si possa dire, è il frutto del solito andazzo che non va di certo verso l’interesse generale ma semmai dei gruppi di potere o dei “poteri forti”. Ma il peggio è che i suoi oppositori non rappresentano l’altra faccia ma, semmai, una diversa modalità interpretativa. E gli italiani si sono resi conto che la scelta è tra la padella e la brace. E lo dimostra lo scetticismo di quanti hanno deciso di non andare a votare tanto se “non è zuppa è pampagnato” (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Polizia: risorse non demagogia con le ronde

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2009

Roma. 6 aprile 2009, dalle ore 14 fino alle ore 19 i poliziotti scendono nuovamente in piazzamettendo in atto uno specifico presidio davanti a Montecitorio dopo il volantinaggio del 31 marzo davanti al Viminale. Lo fanno in concomitanza con la discussione alla Camera dei Deputati del decreto sulle ronde. Lo scopo dell’iniziativa è quello di ribadire la forte contrarietà alla norma che sta per essere discussa in Parlamento e, al tempo stesso, l’iniziativa costituirà un momento di sensibilizzazione dell’opinione pubblica rispetto ai tagli alla sicurezza e alla necessità di garantire reali quanto necessarie risorse alle Forze dell’Ordine. L’attuale carenza di sicurezza che si evidenzia ovunque nel nostro Paese non può essere nascosta da una coltre di fumo, perché solo questo produrrebbe l’impiego delle “ronde”, ma deve trovare soluzioni concrete. Se la “concretezza” comporta spese che non si vogliono sostenere, allora forse è meglio dire ai cittadini italiani che la loro sicurezza non è tra le priorità del Governo, ma all’ultimo posto.

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