Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘contrario’

Razzismo al contrario

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2013

Ho assistito ad una zuffa tra due automobilisti, uno bianco e l’altro nero, qualche parolaccia, un digrigno di denti, eppoi via ognuno per la propria strada.E’ andata bene mi sono detto, nessuno si è fatto male, i tribunali italiani notoriamente congestionati da tonnellate di carta vecchia e cause decennali ancore aperte, hanno evitato un sovraccarico dibattimentale.Di per se la violenza verbale usata da entrambi non è stata la causa che ha messo in moto la mia attenzione o preoccupazione, in fin dei conti accade ben di peggio persino nei salotti bene oppure negli spazi agguerriti di qualche trasmissione televisiva che ha un bisogno disperato di fare audience.Una discussione come tante, un diverbio per futili motivi, ma in questa scenetta c’era da attenzionare altro rispetto alla fisicità dei contenuti.C’era “altro” a fare la differenza, a creare un confine sempre più simile a un recinto di filo spinato, infatti il cittadino nero inveiva nei riguardi dell’altra persona, perché a suo parere, l’uomo bianco non ammetteva di avere torto, urlava e usava le parole come sassi, andava in scena una sorta di razzismo al contrario, a tal punto da passare dalla ragione al torto, se mai questa fosse stata dalla sua parte.Non si tratta di dare addosso a qualcuno perché ha la pelle diversa dalla mia, io non ce l’ho con i cinesi, i coreani, gli asiatici, perché mangiano i cani, io ce l’ho e di brutto anche, con tutti quelli che uccidono i cani e se li mangiano anche, mi pare diversa la sostanza.L’avversario dalla pelle chiara a sua volta additava lo straniero per arrogante e violento, fino ad apostrofarlo “brut negher”, insomma tra un bianco di merda e un negher di cacca, a più riprese si sono avvicinati e allontanati, fortunatamente senza fare uso delle mani o di altri corpi contundenti.Chi dei due stava cavalcando la tigre? Ho seguito l’alterco con una certa urticanza, perché davvero veniva voglia di prenderli a calci nel sedere entrambi, ma per evitare ulteriori dinamiche razziste-globalizzanti, ho desistito da ogni intervento, in controtendenza con la pratica del “vale tudo” appena recitata.La ragione stava chiaramente dalla parte del conducente che circolava al centro della propria carreggiata, il torto aveva domicilio in chi era posteggiato sbracatamente in doppia fila.Eppure l’ovvietà della norma infranta, del codice della strada, dell’educazione civica intesa come equilibrio e rispetto di atteggiamenti e comportamenti, soccombevano all’esposizione delle parole brandite come clave, per l’inossidabilità di culture sideralmente distanti, per la violenza insita in ogni forma di incomunicabilità, di conflittualità persistente derivante dal percepire l’altro come un pericolo, una minaccia, un portatore di ulteriore limitatezza umana, un invasore della propria libertà.Esiste e come il razzismo, permane e progredisce anche una sorta di razzismo al contrario, di illegittima autodifesa, ricercando una provocazione insopportabile a scatenare una reazione anche violenta e qualche volta incontrollata, si comunica sempre più sbrigativamente, in modo tendenzialmente emotivo e spesso violento, per cui chi sta nello spazio del rispetto reciproco, per una sua impreparazione educazionale, per una incapacità a gestire il proprio self-control, si ritrova a pagare un dazio non voluto né cercato, ma soccombente rispetto ai propri diritti calpestati.Gran brutta bestia il razzismo, ancora peggio se strumentalizzato, fino a farlo diventare una uscita di emergenza per i soliti furbi, siano essi residenti, resistenti, o imparentati con un qualche diritto di cittadinanza.(Vincenzo Andraous)

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Il terzo polo e le sue ambiguità

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 dicembre 2010

Si proclama autonomo, ma sembra una stampella del governo, almeno a giudicare dai primi voti in Aula. In ogni caso, dei tre leader che compongono questa nuova (insomma…) formazione centrista, l’unico davvero sorridente è proprio Pierferdinando Casini. L’ex storico sostenitore di Silvio Berlusconi, infatti, ora può contare su un centinaio di parlamentari per perseguire il suo progetto e non più solo su una trentina. Un gran balzo che gli consente di essere l’ago della bilancia dell’attuale fase politica. Con questi numeri può di volta in volta decidere di appoggiare il governo o, al contrario, unirsi a noi ed al Pd. Il suo disegno nel lungo periodo è chiaro: succedere a Berlusconi e diventare il capo del centrodestra. In alternativa, ma solo in subordine, fare il leader del centrosinistra. Nonostante le offerte del satrapo di Arcore, Casini non entrerà nel governo, perché, a fronte di un beneficio immediato in termini di poltrone, perderebbe la sua centralità politica, il suo potere contrattuale e di interdizione. Perderebbe anche la possibilità di avere le mani libere e trattare in maniera bipartisan, come un Giano Bifronte che un giorno può dire a  Berlusconi ‘oggi appoggio il governo per senso di  responsabilità’ ed il giorno dopo a Bersani ‘alleiamoci ma lascia fuori Di Pietro’. Questo è il gioco di Casini.  E va immediatamente disinnescato perché potrebbe avere due conseguenze devastanti: portarlo alla guida del centrodestra e aprire la strada a Berlusconi presidente della Repubblica. Oppure leader di un centrosinistra snaturato, monco, privo di capacità riformatrici. E noi non possiamo restare in attesa, sospesi nel limbo a guardare le mosse degli altri. Dobbiamo essere capaci, con il Pd, di farci forza promotrice del rinnovamento e presentare un progetto riformatore per uscire dallo stallo. Un’Italia diversa si può costruire insieme, anche nel Pd ci sono le energie per il rinnovamento della politica italiana. Il partito Democratico rompa gli indugi e lavori insieme a noi per costruire una seria e credibile alternativa di governo. Inseguire il cosiddetto terzo polo è un’operazione insensata che conduce ad un vicolo cieco. (Massimo Donadi)

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Andreotti un pentito al contrario

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

Ieri sui giornali campeggiano lunghi articoli colmi di indignazione sulle dichiarazioni del senatore a vita Giulio Andreotti.  Giulio Andreotti è un pentito al contrario. Mentre quelli veri tradiscono la Mafia per collaborare con lo Stato, lui ha tradito lo Stato per collaborare con la Mafia. Lo dicono i fatti e le sentenze. La sua ultima uscita sul compianto Giorgio Ambrosoli («se l’andava cercando») chiarisce, ancora una volta, la netta spaccatura che contraddistingue il Paese: l’Italia buona da quella marcia. Le sue parole non mi hanno stupito per niente. Andreotti è stato solo coerente con se stesso e con la sua storia. Ambrosoli, giova ricordarlo, venne assassinato nel 1979 da un sicario ingaggiato dal banchiere Michele Sindona. Fra Sindona e Andreotti c’era un rapporto che andava ben al di là dell’amicizia e che intrecciava affari e interessi complessi da descrivere in questa sede, ma che fanno parte della storia di questo Paese.
Il senatore a vita, nominato tale da Cossiga, non ha fatto altro che essere se stesso: un colpevole di “partecipazione a Cosa Nostra”.La prescrizione (Andreotti è un prescritto) è solo un cavillo giuridico che impedisce alla legge di portare a termine il suo corso. Dunque, ci troviamo di fronte ad un soggetto dal curriculum giudiziario molto variegato. Che offenda, post mortem, Giorgio Ambrosoli è nella normalità degli accadimenti. Le carceri sono piene, ad esempio, di gente che offende la memoria di Borsellino, di Falcone, di Impastato e così via. La vera ipocrisia, in tutta questa faccenda, è solo quella del sistema politico attuale che si tiene in casa un senatore a vita come Andreotti. Un uomo del quale si conosce tutto da almeno vent’anni e che continua a sedere fra i banchi del Parlamento. I veri ipocriti sono quei politici che arraffano il suo voto da senatore a vita finché gli fa comodo, e poi inveiscono contro di lui quando esprime ciò che è: un prescritto per reati di mafia. (Massimo Donadi parlamentare Idv)

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Razzismo al contrario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2010

Lettera al direttore. Mi sono fermato domenica mattina in una caffetteria – pasticceria del quartiere dove abito a Roma. Era piena di gente, poiché ha i tavoli all’aperto, ed era una bella giornata di sole. E poiché vi si trovano paste squisite. Il personale è quasi tutto costituito da ragazze straniere. Una ragazza piccola di statura, minuta, due occhi splendidi, la più giovane, sembra essere la più esperta. E’ velocissima. Salta dal bancone del caffé, a quello dei dolci per dare una mano alle compagne, e poi di nuovo a preparare un vassoio con le consumazioni, che porta di volata ai tavoli. Ed eccola di nuovo alle prese con le paste, e di nuovo al caffé…Mi avvicino alla cassa per pagare e dico alla proprietaria: “Signora, quella ragazza è un fenomeno”. E lei: “Sì, Rachele è molto svelta, ma sono tutte brave ed educate, solo che qualcuno ci ha criticato: dicono che siamo razzisti perché preferiamo dar lavoro alle ragazze straniere”. (Renato Pierri)

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Regionali Lazio: Alemanno replica a Zingaretti

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2010

«Quello che è stupefacente è che il presidente della Provincia di Roma, che dovrebbe parlare a nome di  tutti i cittadini del suo territorio, scenda in campo per perorare l’esclusione della rappresentanza di una parte rilevantissima di essi. Credo, al contrario, che tutte le istituzioni dovrebbero garantire a tutti i cittadini, di esprimere la propria preferenza. Compresi quelli che si riconoscono in un partito che vale almeno il 40 per cento dell’elettorato».  È quanto dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Parlamento europeo: SWIFT sull’accordo provvisorio

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2010

I deputati europei hanno l’ultima parola sull’accordo provvisorio, della durata di nove mesi e firmato dagli Stati Uniti e dai ministri dei 27 Stati membri, sul trasferimento dei dati bancari verso gli USA per la lotta contro il terrorismo. Un voto contrario del PE priverebbe l’accordo raggiunto di ogni effetto giuridico. La commissione per le libertà civili ha adottato giovedì scorso una raccomanda zione per la plenaria che suggerisce un voto contrario.

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Ricchi e poveri nel mondo arabo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2009

Il dramma per il popolo arabo incomincia dove avrebbe potuto permettersi un vero e proprio riscatto sociale e politico nella scelta di una democrazia compiuta. Ci riferiamo all’enorme incremento del gettito derivante dagli introiti petroliferi degli anni ’70. L’ascesa dell’Opec ha visto un mostruoso influsso di capitale occidentale nel prevalentemente arabo mondo islamico. Ci saremmo, a questo punto, immaginato una ricaduta benefica sui redditi dei meno abbienti mentre, in effetti, è accaduto il contrario con una crescita della diseguaglianza di reddito che ha ulteriormente eroso la coesione del mondo arabo come blocco geopolitico. In altri termini le somme favolose non sono state convertite in investimenti produttivi, in una base economica all’espansione, ma sperperate in consumo eccessivo, armamenti e simboli di prestigio istituzionale. Ha significato che le somme generate dall’estrazione di combustibili fossili si sono dimostrate impotenti, generando piaceri, improduttivi. La ricchezza del petrolio è risultata in un flusso di denaro privo di potere. E’ questa la vera ragione, in chiave politica, che oggi ha determinato la reazione delle classi sociali economicamente emarginate che hanno trovato una ragione di lotta duplice: quella di abbattere le dittature al proprio interno e d’indebolire l’occidente che sfrutta questo stato di cose traendone colossali profitti. Pensiamo alle spese militari, tecnologiche e organizzative derivanti dalla necessità di tenere in piedi un apparato militare e d’intelligence da parte delle dittature locali. In questo modo l’Islam integralista è diventato forse qualcosa di più di una promessa di forza capace di opporsi all’occidente dei mercanti e dei signori della guerra.

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