Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Posts Tagged ‘contrattazione’

Pubblico impiego: La Uil chiede Sblocco Turn Over, Stabilizzazione Precari, Rinnovo Contratti, Formazione e ruolo chiave alla contrattazione”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 agosto 2018

Nell’incontro odierno svoltosi tra i sindacati e la Ministra della Pubblica Amministrazione Bongiorno, la UIL congiuntamente con le categorie del Pubblico Impiego ha chiesto un concreto sblocco del turn over che superi i limiti di spesa permettendo l’assunzione di giovani e quindi un ricambio generazionale indispensabile nel Pubblico impiego la cui età media supera ormai i 55 anni; la necessità di ridiscutere sin d’ora il rinnovo dei contratti del P.I. in scadenza il 31.12.2018; la stabilizzazione dei precari; puntare sulla formazione del personale impiegato; ridare un ruolo centrale alla contrattazione”. Lo dichiarano in una nota il Segretario Generale della UIL FPL Michelangelo Librandi ed il Segretario Generale della UIL PA Nicola Turco.
Inoltre abbiamo sollecitato il DPCM per il trasferimento delle risorse alle Regioni a favore del personale trasferito dalle Province, già previsto d’altronde nella legge di bilancio del 2018.
Apprezziamo le aperture della Ministra Bongiorno, a partire dall’impegno per il prossimo rinnovo dei contratti del P.I. – concludono Librandi e Turco -, convinti che soltanto attraverso la piena valorizzazione dei lavoratori e una adeguata politica di investimenti si potrà conseguire un serio rilancio della macchina pubblica per consentirle di offrire ai cittadini servizi sempre più efficienti.

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Pubblico impiego: Riduzione dei comparti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2015

palazzo chigiOggi pomeriggio all’Aran si terrà il primo incontro con le organizzazioni sindacali finalizzato a ridurre da 11 a 4 i comparti di contrattazione della Pubblica Amministrazione. La riduzione, previsto dalla Riforma Brunetta, non è stata in alcun modo modificata dall’attuale esecutivo.L’USB Pubblico Impiego ha chiesto ufficialmente al Governo di emanare una norma di legge che rinvii la revisione dei comparti e domani sosterrà questa richiesta in sede Aran per andare all’immediato rinnovo dei contratti, fermi da ben sei anni, con adeguati stanziamenti nella prossima Legge di Stabilità.”La priorità dei lavoratori è il rinnovo del contratto e non le alchimie della composizione dei comparti”, afferma Daniela Mencarelli, dell’Esecutivo nazionale USB Pubblico Impiego. “Dopo sei anni di blocco della contrattazione i lavoratori pubblici non possono accettare l’elemosina che il Governo Renzi sembra voglia stanziare nella legge di stabilità. Pretendiamo aumenti veri, che riequilibrino la sperequazione determinata con questo blocco del contratto”.”I lavoratori pubblici hanno lasciato almeno 20 miliardi di euro sul piatto della crisi – incalza la dirigente USB – è giunto il momento di restituire valore alle retribuzioni. Il 16 ottobre saremo davanti al Ministero della Semplificazione e della Pubblica Amministrazione con un’assemblea nazionale dei lavoratori del pubblico impiego, che si terrà open air per rivendicare contratti veri, assunzioni, a partire dai precari, e rilancio del Welfare”, conclude Mencarelli.

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Piccole imprese: contrattazione territoriale

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2011

Numero di imprese per settore

Image via Wikipedia

Proporre una riflessione sulla contrattazione territoriale nell’attuale momento è una prova di grande ottimismo. Perché si prevede un’ulteriore articolazione del sistema contrattuale quando i già esistenti meccanismi della rappresentanza e della contrattazione collettiva sono in grave sofferenza, a causa della crisi. Perché si propone una nuova modalità di cooperazione tra i soggetti sociali quando da più parti si arriva ad archiviare anche l’idea che i diversi portatori di interesse possano convergere su decisioni di una qualche utilità generale. La cronaca quotidiana non manca di fornire giustificazioni a tale scetticismo ma se allarghiamo lo sguardo sul difficile percorso richiesto al Paese per rioccupare il suo posto in Europa, non meno ottimistica appare l’idea che politica e mercato, che non godono certo di buona salute, abbiano le risorse necessarie per gestire, in condizioni di autosufficienza, la fuoriuscita dalla crisi.  Assumendo come sfondo la necessaria cooperazione tra i diversi poteri, nessuno dei quali innocente rispetto alla situazione disastrata in cui ci troviamo, la dimensione territoriale della contrattazione viene proposta con tre interrogativi: La contrattazione territoriale si può inserire nei processi in atto di aggregazione tra piccole imprese per uscire dalla loro minorità competitiva, potenziando ed arricchendo di nuovi contenuti il policentrismo economico ed istituzionale che costituisce una grande risorsa per il Paese? Quali sono i contenuti di questa nuova forma di contrattazione collettiva in grado di attivare nuove ragioni di scambio tra imprese e sindacati nell’obiettivo condiviso di allineare verso l’alto le “performances” economiche e sociali dei diversi aggregati di piccole imprese localizzate sul territorio? Quale la strumentazione operativa, i sistemi informativi, gli indicatori, sulla cui base posizionare, in termini di capacità competitiva, gli aggregati territoriali di piccole imprese, appartenenti ad una comune filiera produttiva e i criteri sulla cui base regolare la dinamica dei salari? Gli interrogativi sono più ampi delle risposte disponibili. Ma è proprio questa la condizione che giustifica la riflessione proposta.

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Bilateralità, tra tradizione e rinnovamento

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

E’ da pochi giorni in libreria il volume, a cura di L. Bellardi e G. De Santis, sulla “Bilateralità, tra tradizione e rinnovamento”, edito da Franco Angeli che raccoglie i risultati di una ricerca della Fondazione Pastore. Ampia ed approfondita è la trattazione del tema. Viene fornito un quadro aggiornato degli Enti Bilaterali operanti nei settori di più ampia sperimentazione (edile, agricoltura, commercio, artigianato) estendendo l’analisi alle più recenti esperienze del settore bancario, si approfondiscono i rapporti tra legge e contrattazione collettiva nella costituzione e nel funzionamento di tali Enti, si valuta il ruolo che svolgono nel mercato del lavoro, si mettono a confronto le esperienze in alcuni paesi dell’Unione Europea. Per i non addetti ai lavori, va ricordato che gli Enti Bilaterali sono organismi, regolati dalla contrattazione collettiva, nei quali si realizza la partecipazione, in forma paritaria, dei rappresentanti dei lavoratori e degli imprenditori per problemi di interesse comune. La loro sfera di azione supera i confini tradizionali della contrattazione collettiva che ha dato vita all’interno delle imprese a forme di bilateralità legate alla gestione del rapporto di lavoro (Comitati vari per l’inquadramento professionale, per la salute e la sicurezza ed altro) per tutelare i lavoratori nella più ampia sfera dei diritti sociali. Gli Enti Bilaterali, ancora, si caratterizzano come soggetti giuridici autonomi, anche rispetto alle parti sociali che li costituiscono, e si autofinanziano su base contributiva (a carico soprattutto delle imprese) al fine di erogare servizi e prestazioni assistenziali, i cui costi non sarebbero sopportabili dalle singole imprese e comunque non sono sostenuti dai sistemi del welfare.
Il procedimento costitutivo di tali Enti Bilaterali è di tipo buttom-up, cioè prende normalmente avvio a livello di singoli territori per iniziativa della contrattazione territoriale. Il loro rafforzamento e diffusione ha posto l’esigenza di coordinare i diversi organismi territoriali con la costituzione di organismi nazionali e con la sperimentazione di modelli omogenei “di governace”. La ricerca sottolinea come questo processo di ricomposizione delle diversità proceda con lentezza, rimanendo forti le esigenze territoriali di autonomia ed il legame con le caratteristiche locali del sistema produttivo e del corrispondente mercato del lavoro.
L’elemento di discontinuità e di innovazione nell’esperienza degli Enti Bilaterali è costituito dall’accordo interconfederale del ’93 che introduce uno stimolo esterno verso nuove forme di autoregolazione delle parti sociali. Gli Enti Bilaterali, pur conservando la loro configurazione di “governi privati” sviluppano nuove funzioni che hanno rilievo pubblicistico, lasciando allo Stato una sorta di controllo giuridico dell’autoregolazione. Il campo privilegiato è quello della formazione dei lavoratori, per estendersi poi ad altre funzioni collegate alla gestione del mercato del lavoro (servizi per l’impiego) e all’offerta di prestazioni assistenziali integrative. L’evoluzione di queste funzioni, nel loro intreccio fra interessi di carattere collettivo ed interessi generali ripropone, in termini problematici, il rapporto tra legge e contratto cui la ricerca dedica uno specifico approfondimento.
Questione che assume anche un rilievo politico nelle relazioni intersindacali, come rileva De Santis nel suo saggio conclusivo, con una CGIL che scorge nell’evoluzione degli Enti Bilaterali, da strumenti di solidarietà a cogestori di funzioni pubblicistiche, i rischi di una ulteriore corporativizzazione della società, cui corrisponde la visione della CISL per la quale la bilateralità può costituire una nuova frontiera di responsabilizzazione delle parti sociali in ambiti in cui l’autoregolazione può dimostrarsi più efficace della legge nell’interpretare e soddisfare gli interessi comuni dei lavoratori e delle imprese. Il volume che viene presentato consente un esame approfondito delle questioni aperte, e non manca poi di segnalare come l’espansione della Bilateralità richieda la messa in campo di classi dirigenti e di assetti organizzativi in grado di garantire gestioni trasparenti e controllo dei risultati. (Prof. Giuseppe Bianchi)

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Manovra: fli incontra cisl-uil università e ricerca

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2011

Il coordinatore nazionale di FLI, Roberto Menia, e Fabio Granata, membro della commissione cultura della Camera dei Deputati hanno incontrato oggi i Segretari generali CISL – UIL del comparto Università, Ricerca e Afam: Giuseppe De Biase, Domenico Di Simone e Alberto Civica. Durante l’incontro sono state affrontate le problematiche che investono il settore della ricerca. In particolare si è convenuto sulla necessità di istituire un comparto di contrattazione specifico anche e soprattutto al fine di salvaguardare le specificità professionali di ricercatori e tecnologi. FLI ha assunto l’impegno di farsi interlocutore del settore in coerenza con i propri obiettivi programmatici che vedono nella valorizzazione della ricerca e dell’università il motore per la rinascita del paese.

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Accordo Confindustria – Cgil Cisl Uil

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2011

L’accordo sottoscritto dalla Marcegaglia e dai segretari delle confederazioni collaborazioniste è la santificazione della dottrina Marchionne. Punto. Il Contratto nazionale non c’è più, rimane semplicemente un velo di copertura che dovrebbe evitare le efferatezze più brutali, ma è in totale balia della contrattazione aziendale che può stravolgerne legittimamente il contenuto al fine di adattarlo alle esigenze delle aziende in cui si deve applicare. E per farlo basta il 50% più uno delle RSU, la maggioranza democratica sembrerebbe salva, peccato che non c’è, nell’accordo, nessun accenno alla scomparsa della riserva di un terzo dei seggi delle RSU ai firmatari di contratto, e così il 50% diventa immediatamente 33% e così un terzo delle RSU decide sul contratto aziendale che deroga quello nazionale e nessuno può metterci bocca, tantomeno i diretti interessati, cioè le lavoratrici e i lavoratori che quell’accordo dovranno digerire.
Se poi tutto questo non bastasse il testo dell’accordo recita esattamente: “Per la legittimazione a negoziare è necessario che il dato di rappresentatività così realizzato per ciascuna organizzazione sindacale superi il 5% del totale dei lavoratori della categoria cui si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro” non bisogna quindi avere il 5% dei voti e il 5% degli iscritti calcolato sui lavoratori complessivamente sindacalizzati come funziona oggi nel pubblico impiego, ma il 5% si calcola sul totale dei lavoratori della categoria!! Siamo alla definitiva conclusione del sogno di avere in Italia una qualche pur minima forma di pluralismo sindacale. Nessuna organizzazione che non siano quelle firmatarie di questo accordo potranno mai raggiungere, in mancanza di migliaia di funzionari, in mancanza di quote sindacali, in mancanza di spazi democratici un tale livello di presenza in categorie che contano centinaia di migliaia di addetti in centinaia di migliaia di piccolissime, piccole e medie imprese, che questa è la dimensione produttiva del nostro Paese!
Se a tutto ciò si aggiunge che nelle prossime ore sarà varata una manovra pesantissima da oltre 50 miliardi di Euro, circa 100.000 miliardi di vecchie lire, che colpirà direttamente i lavoratori dipendenti, i precari e i ceti popolari e nella cui pentola ci sono l’aumento di fatto delle tasse, l’aumento dell’età pensionabile, l’ennesimo blocco del turn-over nella pubblica amministrazione, l’ulteriore congelamento dei contratti per il pubblico impiego, l’aumento dei ticket sanitari e dell’IVA, tagli alle spese sociali ecc., allora diventa chiaro che questo accordo dovrebbe, funzionare da sigillo per impedire alla pentola di scoperchiarsi!

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Pietro Giordano Segretario Generale Adiconsum

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2011

Siciliano, di Messina, ma trapiantato a Roma dal 1999, Giordano ha maturato la sua esperienza e la sua militanza in Sicilia con incarichi di Segretario Generale Provinciale e Regionale nella FISBA (Federazione dei Braccianti della Cisl), nella FILCA (Federazione degli edili della Cisl) e nella FISASCAT CISL (Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali Affini e del Turismo). In quest’ultima ha anche ricoperto l’incarico di Segretario Nazionale, di responsabile del mercato del lavoro, di responsabile della contrattazione per Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro quali quelli del Commercio e della Vigilanza Privata e con le aziende, tra cui citiamo American Express, Gruppo Carrefour, Gruppo Rinascente, Auchan, Standa, Upim, Sma, Gruppo Coin, Gruppo Conad, Gruppo Ikea, MediaWorld, Ciga Hotels, ecc. Giordano è stato anche Presidente provinciale e Segretario nazionale del Consiglio Centrale della F.U.C.I. (Federazione Universitaria Cattolica Italiana). “Rinnovamento nella continuità” è la linea programmatica scelta dal nuovo Segretario Generale Pietro Giordano presentata al Consiglio generale e all’Assemblea dei quadri Adiconsum, alla presenza del Segretario Generale della Cisl, Raffaele Bonanni. Pietro Giordano succede a Paolo Landi, alla guida di Adiconsum dal 1987.

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Congresso Nazionale di Diritto Industriale

Posted by fidest press agency su martedì, 5 ottobre 2010

Parma 22 ottobre 2010, organizzato dall’Università e promosso sotto gli auspici di tutte le più importanti associazioni italiane e internazionali in materia di proprietà industriale – AIPPI, LES, INDICAM, AICIPI e FICPI-Collegio Consulenti – e con la collaborazione della Camera di Commercio e dell’Unione Parmense degli Industriali, e che quest’anno si fregia anche del patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico, il cui Direttore Generale per la Lotta alla Contraffazione, avv. Loredana Gulino, interverrà in apertura dei lavori.
Nato nel 2001 e giunto perciò quest’anno alla decima edizione, questo Congresso è ormai diventato una sorta di “stati generali” della proprietà industriale e della lotta alla contraffazione, anche in ragione dell’amplissima partecipazione di studiosi, pratici (avvocati e consulenti) ed imprese. Anche per celebrare il traguardo raggiunto, abbiamo voluto riprendere ed ampliare il tema della prima edizione (“Il futuro dei marchi”), intitolandolo a: “Il futuro della proprietà intellettuale – La valorizzazione dei diritti IP nell’attività d’impresa: novità legislative, tendenze giurisprudenziali e prospettive di evoluzione”, con l’obiettivo, certo ambizioso, di delineare alcune tendenze e problemi di fondo della proprietà industriale, in relazione ai nuovi scenari aperti alle nostre imprese da globalizzazione e internazionalizzazione dei mercati, analizzandone le opportunità, ma anche i pericoli per la competitività dell’“Azienda Italia”. Proprio per questo la Relazione di apertura sarà affidata al Presidente del Gruppo di lavoro sulla Proprietà Intellettuale di Confindustria, che sarà seguita dagli interventi di alcuni dei maggiori studiosi italiani in materia di proprietà industriale e concorrenza. Come sempre, il Convegno intende affrontare le specifiche tematiche trattate con un taglio multidisciplinare, che veda il confronto di studiosi del diritto, dell’economia e del marketing e rappresentanti delle imprese, in una prospettiva eminentemente pratica, allo scopo di fornire un valido aiuto agli operatori del settore. http://www.lexmeeting.it.

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Definizione nuovi comparti P.I.

Posted by fidest press agency su martedì, 20 aprile 2010

Relativamente alle note di agenzia sull’apertura delle trattative per la definizione dei comparti il Dipartimento della funzione pubblica precisa che la contrarietà delle organizzazioni sindacali si riferiscono esclusivamente ad una indicazione delle Regioni, le quali vorrebbero un unico comparto di contrattazione per i dipendenti regionali e il servizio sanitario nazionale. Per ciò che riguarda i due comparti del settore statale (cioè quelli di competenza del ministro Brunetta)  non c’è stata alcuna osservazione da parte dei sindacati.  Il commissario straordinario dell’ARAN ha inviato una nota alla Conferenza Stato Regioni con la quale riferisce dell’esito del tavolo e chiede alla stessa quale iniziative la Conferenza intende intraprendere per superare tale ostacolo.

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Regioni bocciano patto salute del Governo

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2009

“Non condividiamo la proposta del Patto della salute avanzata dal Governo. C’è bisogno di maggiore chiarezza. Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, chiarisce subito la posizione delle Regioni sulla bozza dell’Esecutivo per il biennio 2010-2011 Spiega, a margine della seduta straordinaria di ieri, “che abbiamo dato mandato alla Commissione sanità e a quella degli Affari finanziari di stilare una proposta alternativa” al testo messo a punto dal ministero dell’Economia. Intanto nell’incontro di ieri sono stati stilati “una serie di criteri in relazione alla qualità e al governo della spesa” sanitaria, che dovrebbero trainare il lavoro che attende le due commissioni. Sul fronte delle risorse, le Regioni appaiono profondamente distanti dall’Esecutivo. E chiedono che sui numeri si faccia chiarezza. “Quel che c’è stato proposto dal Governo – afferma Errani – è una sottostima, ed è ben sotto le possibilità di governo della sanità. Siamo pronti a sederci al tavolo – aggiunge – ma occorrerà trovare un equilibrio sulla sostenibilità dei Livelli essenziali di assistenza (Lea)”, ovvero sul pacchetto di prestazioni che il Servizio sanitario nazionale garantisce ai cittadini. Se le risorse destinate alla sanità per il biennio 2010-2011, secondo le Regioni sottostimate “per ben 7 mld di euro”, non dovessero aumentare, “dovrà essere chiaro – chiede Errani – che i Lea non sono sostenibili. Siamo in una situazione di stallo su questo punto. Il Governo deve decidere cosa fare” perché con le risorse scritte nella proposta di Patto della salute inviata alle Regioni, “non sarà possibile erogare i Lea”. Errani chiede al Governo di fare chiarezza sui numeri, “tracciando un quadro oggettivo della situazione. La nostra non è una richiesta polemica”, ma secondo il numero uno della Conferenza delle Regioni “è importante ribadire e sottolineare che le Regioni ce la stanno mettendo tutta per uscire da questa situazione di stallo”. Dubbi, poi, sul fatto che la proposta dell’Esecutivo sia stata stilata solo dal dicastero di via XX Settembre. “Non c’è stato alcun confronto – spiega Marialuisa Coppola, assessore alle Finanze della Regione Veneto, lasciando la sede di via Parigi – tra il ministero dell’Economia e quello della Salute. Eppure – rimarca – stiamo parlando di sanità”. Nella proposta dell’Esecutivo, tra le altre cose, è stabilito che, in caso di squilibrio di bilancio, le Regioni introducano ticket anche sui cittadini esenti nonché sui ricoveri ospedalieri. Tagli, poi, dei posti letto ospedalieri, e sforbiciata al personale con “conseguente ridimensionamento – si legge nel documento – dei fondi della contrattazione integrativa”.

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Legittime richieste dei ricercatori italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2009

“Siamo solidali di fronte al grido d’allarme lanciato dai ricercatori italiani costretti ad un precariato occupazionale cinico ed ingiustificato”. Così l’On. Domenico Scilipoti dell’Italia dei Valori commenta la missiva indirizzata al Presidente della Repubblica  a firma della ricercatrice Rita Clementi che mette in rilievo i problemi in cui versa la ricerca italiana.“Allo sperpero di fiumi di denaro pubblico in indecenti fenomeni di clientelismo fa da contraltare il grave disagio in cui versano centinai di ricercatori italiani votati ad un impegno indispensabile per il progresso sociale ma sottopagati ed assunti attraverso forme di contrattazione aleatorie. Per questo – prosegue il deputato IDV – sentiamo come una sconfitta di tutta la società civile italiana la presa d’atto che eccellenza nel settore della ricerca siano costrette a prestare forza, capacità ed intelletto all’estero. Se all’indifferenza delle istituzioni italiane si aggiungono le sfaccettature di un sistema antimeritocratico ed ancorato a retaggi di puro malcostume nelle procedure di selezione, il quadro completo è assolutamente disarmante. Serve un cambio di rotta – conclude Scilipoti – l’introduzione di meccanismi trasparenti, lo stanziamento di risorse effettive ed un regime di tutela per tutti il lavoratori  del comparto ricerca, per consentire al nostro paese di non essere più considerato la “cenerentola della ricerca” e per far godere agli italiani, vere vittime di questo andazzo, i risultati garantiti dalle prestazioni di eccellenze qualificate, immotivatamente sottostimate”.

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Convegno in ricordo di Massimo D’Antona

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2009

Roma, 20 maggio 2009, ore 9.30-18 Centro Congressi, Facoltà di Scienze della Comunicazione Sapienza Università di Roma, Via Salaria 113. Il convegno si articola con i Saluti della Presidenza della Facoltà di Scienze della Comunicazione e della Presidenza della Facoltà di Sociologia e l’Introduzione del professor Amos Andreoni Presiede il professor Mario Rusciano. I professori Roberta Bortone, Raffaele De Luca Tamajo e Umberto Romagnoli parleranno di Massimo D’Antona. Si passa, poi, allo scenario socio-economico e istituzionale con le  Relazioni dei professori Lauralba Bellardi Concertazione e contrattazione dal Protocollo Giugni all’Accordo del 22 gen-15 apr 2009 Maurizio Franzini Salari, produttività e segmentazione nel mercato del lavoro: il ruolo della contrattazione Ida Regalia Il ruolo degli attori sindacali ieri ed oggi. La sezione pomeridiana, presideduta dal professor Mario Giovanni Garofalo sviluppa il tema sulla legge dirappresentanza sindacale per un nuovo sistema di relazioni industriali a cura dei professori Piergiovanni Alleva I problemi nel settore privato Mario Ricciardi L’esperienza nel lavoro pubblico. A conclusione dei lavori vi saranno gli interventi programmati dei professori Umberto Carabelli, Mimmo Carrieri, Giuseppe Ferraro, Andrea Lassandari, Franco Liso, Arturo Maresca, Luigi Mariucci, Angelo Pandolfo, Adalberto Perulli, Massimo Roccella, Roberto Romei, Carmine Russo, Franco Scarpelli, Tiziano Treu, Leonello Tronti, Lorenzo Zoppoli. Le conclusioni saranno tratte dal segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani. L’insegnamento di D’Antona resta di grande attualità. Sotto il profilo del metodo va sottolineato il rigore delle scansioni interne al ragionamento giuridico, unito a una esemplare capacità sistematica e alla costante ricerca di premesse ragionevoli, desunte dai dati di esperienza, anche di tipo economico e sociologico. Il carattere eclettico del metodo scientifico adottato dal professor D’Antona gli ha consentito di collaborare dapprima con la Consulta giuridica e l’Ufficio giuridico della Cgil e poi con i Governi del paese dal 1995 al 1999 senza smarrire il rigore dello scienziato sociale. Il suo lascito principale, sotto il profilo delle riforme legislative condivise, può essere identificato nella riforma del rapporto di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni e del relativo sistema di relazioni sindacali; sistema, quest’ultimo, che sia pure con luci ed ombre resiste all’usura del tempo e costituisce un possibile paradigma per le relazioni industriali nell’area del lavoro alle dipendenze di datori di lavoro privati. Sotto quest’ultimo profilo va evidenziato il ritardo di una riforma legislativa o interconfederale, successiva al Protocollo Giugni del 1993, ritardo dovuto a persistenti dissensi tra le organizzazioni sindacali nonché tra queste e l’esecutivo. E così il recente accordo separato sui livelli negoziali del 22 gennaio – 15 aprile 2009 ha evidenziato diversi aspetti problematici: la tenuta del potere d’acquisto dei redditi da lavoro; il rapporto tra domanda aggregata e salario di produttività e quello tra contratto collettivo e innovazione di processo; l’efficacia dell’accordo nei confronti dei sindacati e dei lavoratori dissenzienti; il ruolo del sindacato come agente contrattuale ovvero come ente gestionale. Alcuni di questi problemi evocano aspetti economici e sociologici; altre questioni sono di rilievo giuridico e richiedono una riforma del sistema di relazioni industriali che porti ad una maggiore certezza delle regole. In questa prospettiva problematica le tre grandi Confederazioni sindacali dei lavoratori sembrano condividere l’esigenza di una regolamentazione della rappresentanza sindacale al fine di: selezionare gli agenti contrattuali; fissare le regole per la validità degli accordi; verificare, tramite referendum o altre forme, il consenso dei lavoratori circa le intese raggiunte; estendere il test di validazione ai dipendenti delle piccole imprese; liberare la contrattazione aziendale dalla forbice del contratto nazionale autorizzativo e dei superminimi individuali.

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Contratto sanità: un grande bluff

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2009

“Avrebbe dovuto essere un rinnovo del biennio economico, ma i 72 Euro medi lordi non vanno certo in questa direzione – dichiara Sabino Venezia del Coordinamento Nazionale RdB Pubblico Impiego –  e nemmeno con l’ipotesi di intervento aggiuntivo dello 0’8% da parte delle regioni non interessate dai piani di rientro viene data una concreta risposta economica alla crisi”. Prosegue Venezia: “Mentre il Ministro Brunetta porta in commissione un decreto che si appresta a mortificare ulteriormente i lavoratori pubblici, compresi quelli del Servizio Sanitario, CGIL-CISL-UIL introducono norme restrittive che spianano la strada al decreto, bloccano la retribuzione aggiuntiva ai valori del 31 dicembre 2007, non ostacolano il percorso governativo basato sulla cosiddetta meritocrazia già parente della politica dei fannulloni, e tentano di smarcare il Ministro con il rafforzamento della contrattazione regionale, che garantirà probabilmente il loro potere ma non risolverà i problemi dei lavoratori e delle lavoratrici del settore, compresi i precari”. “Ci aspettavamo poi qualcosa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, sugli OSS ancora nell’area tecnica – aggiunge Venezia – mentre ci ritroviamo alchimie sui buoni pasto, con tentativi di valorizzazioni dei servizi di mensa, e sulla mobilità, ordinaria fino a 25 Km dalla località di assegnazione ed a discrezione del dirigente per gli spostamenti all’interno della struttura. Come avevamo previsto, all’ombra della riforma della contrattazione non firmata dalla CGIL, la sottoscrizione unitaria del Contratto Sanità  riappacifica gli animi dei confederali sulle spalle dei lavoratori e delle lavoratrici”, conclude il dirigente RdB-CUB

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