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Posts Tagged ‘contratti’

Pa: Cgil Cisl Uil, strano governo che avvia dialogo sociale e poi decide da solo su contratti

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 ottobre 2019

“Strano quel Governo che da una parte riavvia il dialogo sociale e poi dall’altra decide unilateralmente sui contratti pubblici. Ci aspettiamo che arrivi a breve una convocazione da parte del Governo, come convenuto tra il presidente del Consiglio Conte e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Landini, Furlan e Barbagallo, in cui avviare il confronto sul rinnovo dei contratti pubblici e sulla riforma della Pubblica Amministrazione”. Ad affermarlo sono i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Uil Fpl, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Nicola Turco e Michelangelo Librandi, in merito alla nota di aggiornamento al Def.Dopo la pubblicazione della nota di aggiornamento al Def, affermano Fp Cgil, Cisl Fp, UilPa e Uil Fpl, “rileviamo che sui contratti non c’è nessuna risposta per le lavoratrici e i lavoratori pubblici, ma anzi c’è piena continuità con il precedente Governo. Si conferma, infatti, che per il rinnovo del contratto della Pubblica Amministrazione, secondo il Def, si prevedono aumenti dell’1,95% e che l’accordo verrà siglato nel 2020”. Secondo le categorie di Cgil, Cisl e Uil, “in primo luogo le risorse sono insufficienti, ci siamo mobilitati a giugno con una piattaforma chiara: risorse sul tabellare, ricordiamo che il contratto 16/18 prevedeva aumenti del 3,48%; stabilizzazione dell’elemento perequativo; finanziamento del nuovo sistema di classificazione e della riforma dell’ordinamento, ovvero carriere e inquadramenti”. In secondo luogo, proseguono, “non può dettare il Governo i tempi senza neanche aver avviato il confronto sull’atto di indirizzo, per questo chiediamo di avviare subito il percorso che ci porti a definire un accordo prima della legge di Bilancio. Infine, sulla riforma della Pa, leggiamo che il governo vuole portare avanti la delega Bongiorno che riteniamo contenga indirizzi sbagliati. Per noi, prima ancora di riforme ‘epocali’, contano le risposte immediate sul fronte dell’occupazione, della proroga dei requisiti di stabilizzazione per tutti i precari della Pa e delle graduatorie dei vincitori e idonei. Se non ci saranno convocazioni nelle prossime ore, nelle settimane che seguiranno decideremo il percorso di confronto con le lavoratrici e i lavoratori sulle mancate risposte del Governo”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp, UilPa e Uil Fpl.

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Pa: Fp Cgil a Dadone, priorità a occupazione, contratti e servizi

Posted by fidest press agency su sabato, 7 settembre 2019

“Le priorità da affrontare sono il varo di un piano straordinario di occupazione nel lavoro pubblico, come rivendicato dalla Cgil, che parta dal dare risposte a precari e idonei, insieme al tema degli investimenti nella Pa, che vuol dire rinnovo dei contratti e risorse per migliori servizi ai cittadini”. Così la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, nel rivolgersi al neo ministro della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone.
La dirigente sindacale ricorda come, nel corso dell’ultimo anno, “ci siamo mobilitati contro un governo in cui erano presenti anche i Cinque stelle, i quali hanno sostenuto fino ad adesso politiche punitive nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici, dai controlli biometrici alle telecamere negli asili nido, senza allo stesso tempo stanziare risorse adeguate per il rinnovo dei contratti. Ricordiamo che nella legge di Bilancio ci sono meno della metà delle risorse destinate per il rinnovo dei passati contratti”.In più, rammenta ancora Sorrentino, “non c’è stata alcuna sensibilità per la nostra richiesta, quella della Cgil, per il varo di un piano straordinario dell’occupazione nelle pubbliche amministrazioni che comprendesse, tra le priorità, la proroga dei criteri previsti dalla legge Madia per la stabilizzazione di tutti i precari e di tutte le graduatorie in essere, dando una risposta agli idonei e ai vincitori di concorso. Queste sono priorità da mettere in agenda subito, le prime risposte rispetto alle quali misurare se questo sarà o meno un reale governo di svolta”.Inoltre, aggiunge, “pensiamo come Cgil che ci sia il bisogno di invertire una tendenza al disinvestimento strutturale nelle pubbliche amministrazioni. Se diciamo insieme, come abbiamo letto nel programma di governo, che bisogna rimettere al centro i beni comuni e valorizzare la qualità dei servizi ai cittadini, a partire da scuola, sanità e assistenza, oltre al piano per l’occupazione serve far ripartire gli investimenti nel sistema pubblico, che vuol dire maggiori risorse e grandi e importanti cambiamenti organizzativi. Questo si può realizzare attraverso la contrattazione”. Per la segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil, “auspichiamo che il ministro Dadone in tempi celeri renda noto il suo programma di azione e si misuri con la sfida del rinnovo dei contratti. La Pa non ha più tempo. Come denunciamo da anni, la riduzione strutturale del perimetro pubblico sta progressivamente aumentando il costo dell’accesso ai servizi per i cittadini, svalorizzando allo stesso tempo la funzione dei lavoratori pubblici. Oggi questa è un’evidenza sotto gli occhi di tutti. Ripartiamo da qui per far ripartire il paese”, conclude Sorrentino.

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Lavoro in Italia: 2 milioni di contratti l’anno per diplomati e laureati

Posted by fidest press agency su martedì, 6 agosto 2019

È tempo di scelte per i nostri diplomati che devono decidere se proporsi sul mercato del lavoro o proseguire il percorso di studi. Le tendenze della prima metà dell’anno sembrano confermare le positive indicazioni sui contratti che le imprese intendevano stipulare nel 2018: circa 1,6 milioni quelli destinati ai diplomati. Anche per i laureati però ci sono buone opportunità e le indicazioni finora emerse confermano che si dovrebbe superare la quota di 550mila contratti in cui è richiesto il possesso di una laurea. Questi ed altri dati emergono dagli approfondimenti tematici del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal.Tra i diplomi più richiesti dalle imprese spiccano quelli ad indirizzo amministrativo, finanziario e marketing, seguiti dall’indirizzo meccanico e meccatronico, dal settore turistico ed enogastronomico, dall’elettronica ed elettrotecnica e dall’informatica e telecomunicazioni. Tra le professioni di sbocco per i diplomati, il 51,8% dei disegnatori industriali è difficile da reperire; difficoltà anche superiori si registrano per i tecnici elettronici (57,7%) e per gli elettrotecnici (71,5%).Per quanto riguarda i laureati, la richiesta da parte delle imprese interessa principalmente gli indirizzi economico e, a seguire, ingegneria, insegnamento e formazione e sanitario e paramedico. Anche in questo caso le difficoltà di reperimento per i profili di sbocco dei laureati sono spesso elevate: 48,4% per gli specialisti nei rapporti con il mercato, il 52,5% per gli ingegneri energetici e meccanici e il 64,8% per gli analisti e progettisti di software.Tutti questi dati sono analizzati dettagliatamente alla pagina “Le opportunità di lavoro per diplomati e laureati” da oggi disponibile sul portale Excelsior.

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Scuola: Scaduti 150 mila contratti al 30 giugno

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 luglio 2019

Al via le domande per ricevere la Naspi entro una settimana per non perdere ratei sull’assegno. Ma in molti casi si tratta di posti vacanti e disponibili. Anief, in collaborazione con Cedan S.r.l.s., offre i suoi servizi di consulenza sia per ricevere l’assegno di disoccupazione che le eventuali mensilità estive. A rischio la continuità didattica, specie nella scuola primaria, dove 40 mila maestre sono in attesa della decisione di un giudice che potrebbe, dopo diversi anni, privarle dell’insegnamento con la cancellazione dalle GaE, per via della norma voluta dal decreto-legge dignità valido soltanto per il corrente anno scolastico.Come riporta Orizzonte Scuola, si avviano alla conclusione i contratti “fino al termine delle attività didattiche”, cioè il 30 giugno. In attesa del prossimo contratto, che auguriamo dal 1° settembre, quali sono i diritti del personale della scuola. I docenti, che dunque vedranno cessare il loro contratto, hanno facoltà di richiedere la disoccupazione Naspi, “sostegno al reddito erogato dall’INPS a coloro che hanno perso involontariamente il lavoro.Anief, in collaborazione con Cedan S.r.l.s., offre i suoi servizi di consulenza sia per ricevere l’assegno di disoccupazione che le eventuali mensilità estive. Per usufruire della Naspi bisogna possedere dei requisiti: stato di disoccupazione involontario (vi rientrano anche ipotesi particolari come il licenziamento nei periodi tutelati di maternità o la mancata accettazione di trasferimento in altra sede a più di 50 km dalla propria residenza o raggiungibile con almeno 80 minuti di mezzi pubblici); firma del patto di servizio per la ricerca attiva del lavoro (entro 15 giorni dalla data di presentazione della Naspi) presso il centro dell’impiego scelto di appartenenza; montante contributivo negli ultimi 4 anni precedenti all’evento disoccupazione pari ad almeno 13 settimane; aver prestato almeno 30 giorni di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi precedenti allo stato di disoccupazione.Cedan S.r.l.s. informa che è possibile richiedere un appuntamento o anche concordare la trasmissione dei documenti attraverso un invio e-mail. È indispensabile preparare la seguente documentazione: modello sr 163; modello sr 156; fotocopia carta identità e codice fiscale; fotocopie ultimi 3 cedolini/buste paga; fotocopia contratto; per la richiesta degli assegni familiari portare la documentazione relativa ai redditi dell’intero nucleo familiare relativi agli anni 2017 e 2018 (modello Cu , 730 o Unico), autocertificazione dello stato di famiglia unitamente ai codici fiscali di tutti i componenti della famiglia e compilare il modello ANF.32

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Pa: Cgil Cisl Uil, Conte ci convochi, risposte su contratti e occupazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 aprile 2019

“Non ci sono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B, tutti i dipendenti pubblici attendono il rinnovo del contratto. Il premier Conte ci convochi: il personale della Pa tutto merita risposte”. Così Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa dopo l’intesa sottoscritta a palazzo Chigi nella notte tra sindacati del comparto istruzione e ricerca e governo, nel sottolineare come: “Infermieri, polizia locale, educatrici, personale dei ministeri, delle agenzie fiscali, degli enti previdenziali, dei comuni, delle province e delle regioni. Tutti lavoratori pubblici che attendono, al pari, il rinnovo del contratto. Che il governo, invece, si impegni a trovare solo risorse per la scuola è segno della scarsa attenzione che il Ministro Bongiorno ha per il confronto”.Da mesi, ricordano Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, “chiediamo di avviare un confronto sulle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni, sulla legge delega di riforma della Pa e sul rinnovo dei contratti, ma non vi è stata alcuna risposta. Vista la diversa sensibilità dimostrata dalla Presidenza del consiglio sul tema, chiederemo un incontro al presidente Conte perché tutto il personale della Pa merita risposte. In ogni caso l’8 giugno riempiremo Roma per la manifestazione #futuroèpubblico con la rabbia e le rivendicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori che chiedono certezza e non impegni generici, o peggio la denigrazione facendo passare l’idea che siano tutti fannulloni, svalorizzando il loro lavoro. Se ogni giorno il paese va avanti è perché ci sono i lavoratori che presidiano servizi e amministrazioni, dando risposte ai cittadini”, concludono.

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Pa: Sorrentino (Fp Cgil) a Bongiorno, accetti sfida: referendum tra contratti e controlli

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

“Il rinnovo dei contratti e nuove assunzioni, altro che impronte digitali. Questo chiedono i circa tre milioni di dipendenti pubblici. Se il ministro Bongiorno si sente tanto sicuro accetti la sfida di un referendum tra le lavoratrici e i lavoratori per chiedere quali priorità da affrontare: contratti e assunzioni o impronte digitali?”. A lanciare la sfida alla titolare del dicastero della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, è la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino.Il riferimento è alle parole del Ministro Bongiorno che ieri, nel replicare alle critiche ricevute all’introduzione dei controlli biometrici ai dirigenti scolastici, ha ribadito che ‘i controlli biometrici non sono una misura punitiva; sono stati gli stessi dipendenti pubblici, quelli che svolgono il proprio lavoro con scrupolo e attenzione, a chiedermene l’introduzione’. La segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil replica così: “Se il Ministro sostiene siano gli stessi dipendenti pubblici a chiederle i controlli biometrci, perché non accetta questa sfida: un referendum tra i dipendenti pubblici?”.”Noi siamo convinti – prosegue – che siano altre le priorità, ovvero il rinnovo dei contratti pubblici e nuove assunzioni, la sola via per garantire e migliorare l’offerta dei servizi ai cittadini. Su questi due punti, quando il Ministro ci darà risposte? Bongiorno sembra essere così in difficoltà da giustificare l’ennesimo inutile, punitivo e demagogico provvedimento, col presunto sostegno dei lavoratori. Noi sappiamo che le cose stanno in maniera diversa: contratti, assunzioni e risorse sono le vere priorità della Pa. Le stesse che sosterremo l’8 giugno in piazza a Roma nella manifestazione nazionale unitaria: #PubblicoèFuturo”, conclude Sorrentino.

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Studenti universitari: accordi territoriali per gli affitti a canone concordato

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 marzo 2019

Roma Presso il Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative di Roma Capitale è avvenuto un secondo deposito relativo ai nuovi accordi territoriali per la stipulazione dei contratti di affitto a canone concordato comprensivi della fattispecie rivolta agli studenti universitari sul territorio del Comune sottoscritti da CONFABITARE, UNIONCASA, ASSOCASA, TECNOBORSA e le associazioni di studenti universitari VENTO DI CAMBIAMENTO – FENIX, ASUM e CNCPE.Il deposito giunge a seguito dell’iter avviato su impulso dell’Assessorato Patrimonio e Politiche Abitative di Roma Capitale, che preso atto dell’assenza di rinnovo degli accordi territoriali per gli affitti agevolati dal 2004 ha convocato, nel maggio scorso, organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini perché avviassero i lavori e le interlocuzioni al fine di giungere a definire le nuove fasce di canone rapportate alle mutate condizioni sociali ed economiche.“Prendiamo atto dell’avvenuto deposito di un secondo testo di accordi territoriali per gli affitti a canone concordato, comprensivo dei canoni di affitto rivolti agli studenti universitari. Un segnale positivo, anche per il contrasto del fenomeno degli affitti in nero. Abbiamo ritenuto fondamentale dare l’impulso necessario affinché le parti avviassero le interlocuzioni finalizzate al deposito di nuovi accordi territoriali per gli affitti agevolati sul nostro territorio. Preso atto che il dialogo avviato tra organizzazioni ha portato al deposito di due accordi anziché di un testo unitario, cogliamo dal lavoro compiuto un segnale di attenzione importante alle mutate esigenze dei cittadini, che arriva dopo 15 anni di stasi. La situazione sociale ed economica è mutata e parallelamente devono essere aggiornati gli strumenti a disposizione. L’impegno dell’Amministrazione su questo fronte è massimo”, dichiara l’Assessora al Patrimonio e alle Politiche Abitative di Roma Capitale Rosalba Castiglione.

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Contratti: Cgil Cisl Uil, interrotta trattativa rinnovo Sanità Privata

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 febbraio 2019

Tavolo di trattativa per il rinnovo del contratto della Sanità Privata interrotto e avvio dello stato di agitazione. Ad annunciarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, comunicandolo in una lettera alle controparti Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) e Aris (Associazione religiosa istituti socio-sanitari), motivando così la decisione: “A seguito della vostra indisponibilità a garantire le risorse economiche adeguate al rinnovo del ccnl della sanità privata, scaduto ormai da oltre 12 anni, che ci avete rappresentato nell’incontro dello scorso 14 febbraio, comunichiamo l’interruzione del tavolo di trattativa e la proclamazione dello stato di agitazione”.Il contratto, che come ricordano le categorie dei servizi pubblici di Cgil, Cisl e Uil è scaduto da oltre 12 anni, riguarda circa 300 mila lavoratrici e lavoratori. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl fanno poi sapere che: “Riservandoci conseguentemente ogni azione sindacale a tutti i livelli, restiamo disponibili alla riapertura del confronto qualora le condizioni subiscano una modifica nella direzione auspicata”.In una lettera, invece, inviata al Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, dove comunicano l’interruzione della trattativa, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl chiedono un incontro urgente, sostenendo che: “Come lei sa bene non è più sostenibile una situazione che vede l’erogazione di prestazioni che rientrano nei LEA, fatta a discapito delle professioniste e dei professionisti che quotidianamente operano nelle strutture della sanità privata. Riservandoci conseguentemente ogni azione sindacale a tutti i livelli, le chiediamo un incontro urgente”, concludono.

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Pa: Cgil Cisl Uil, parte mobilitazione per contratti

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 febbraio 2019

“Parte la mobilitazione per il rinnovo dei contratti pubblici e si registrano i primi importanti risultati”. Già Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uilpa hanno dato vita a Roma ad una giornata di mobilitazione, partita in mattinata con gli attivi unitari e, a seguire, nel pomeriggio con il presidio all’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni. Presso la Camera di Commercio, inoltre, le categorie dei servizi pubblici di Cgil, Cisl e Uil si sono riunite dando il via alla mobilitazione per il rinnovo dei contratti pubblici, relativi al triennio 2019-2021, insieme a quelli privati, come la Sanità Privata in attesa da oltre 12 anni, per il varo di un piano straordinario di nuove assunzioni nelle pubbliche amministrazioni e per maggiori risorse per il sistema di welfare.
Vi è stato poi nei pressi dell’Aran, in via del Corso a Roma, presidio di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uilpa per rivendicare la convocazione delle commissioni paritetiche per la riforma del sistema di classificazione del personale, come previsto dai passati contratti. Un passaggio cruciale, propedeutico per dare il via alle trattative per i prossimi rinnovi e, soprattutto, per riconoscere il giusto valore alle lavoratrici e ai lavoratori pubblici. Nel corso del presidio una delegazione sindacale, guidata dai segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco, ha incontrato il presidente dell’Aran, Sergio Gasparrini. Nel corso dell’incontro, fanno sapere i sindacati, “si è deciso il calendario delle convocazioni: la commissione paritetica per la riforma dell’ordinamento e del sistema di classificazione del personale delle funzioni centrali si riunirà il 14 marzo, quella delle funzioni locali il 20 marzo e quella della Sanità pubblica il 27 marzo. Una prima importante risposta alle rivendicazioni che oggi abbiamo posto all’Aran”.

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Contratti: Sindacati, sbloccata trattativa per rinnovo dirigenza Funzioni Centrali

Posted by fidest press agency su sabato, 16 febbraio 2019

“Grazie all’impegno profuso, che ha sbloccato lo stallo, sono riprese, ed avranno un ritmo serrato, le trattative per il rinnovo del contratto nazionale della dirigenza delle Funzioni Centrali”. È quanto affermano in una nota Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa e Unadis, aggiungendo che, nella trattativa che si è svolta ieri “si è esaminata soprattutto la parte delle relazioni sindacali e della costituzione del rapporto di lavoro della dirigenza”. “Abbiamo apprezzato – proseguono i sindacati – lo sforzo dell’Aran di accogliere le istanze recate dalla piattaforma congiunta da noi presentata lo scorso novembre, ma ancora non siamo pienamente soddisfatti. Restano da sciogliere, in particolare, i nodi cruciali della partecipazione attiva ai processi di riorganizzazione e delle modalità di conferimento degli incarichi dirigenziali”.Il tavolo, fanno sapere Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa e Unadis, “si è aggiornato alle date del 20 e del 26 febbraio per approfondire, rispettivamente, le sezioni dei professionisti e della dirigenza sanitaria. L’auspicio è quello di chiudere velocemente e con senso di responsabilità un Ccnl ormai scaduto e aprire un nuovo corso”, concludono.

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Istruzione: Dati Istat, sul rischio recessione pesa il mancato rinnovo dei contratti

Posted by fidest press agency su domenica, 3 febbraio 2019

Dall’Istituto nazionale di statistica giungono preoccupanti indicazioni sull’economia italiana, risultata in contrazione dello 0,2% nel quarto trimestre 2018. Ma arrivano anche importanti indicazioni sui contratti di lavoro, che se non adeguati lasciano milioni di famiglie italiane in condizioni di disagio economico e impossibilità di spendere. Per i lavoratori del settore della Conoscenza, il rinnovo della scorsa primavera, giunto dopo 10 anni di blocco, ha già esaurito i suoi effetti. Perché da più di 30 giorni i lavoratori della PA hanno di nuovo il contratto scaduto, con i salari ben al di sotto del consentito. Dopo avere incassato la misera del 3,48% medio, ad aprile l’indennità di vacanza contrattuale non riallineerà affatto i loro stipendi al tasso di inflazione reale certificato. Marcello Pacifico (Anief): Anche dopo l’aumento di 5 punti di stipendio, rispetto al vecchio contratto, rimangono da recuperare ancora 9 punti per arrivare ai 14 di aumento del costo della vita registrata tra il 2008 e il 2018. Per arrivarci non serve di certo la regionalizzazione dell’istruzione, ma ricordarsi le promesse fatte in campagna elettorale, quando si parlava di stipendi europei.

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Il personale di ruolo docente e Ata ha diritto al risarcimento per l’abuso dei contratti a termine superiori ai 36 mesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Nuovo colpo di scena sul precariato scolastico. Sull’abuso da parte dello Stato italiano anche l’avvocato generale Szpunar della Curia europea si dichiara d’accordo con le tesi della Commissione UE e del ricorrente Rossato. Anief avvia le preadesioni al ricorso gratuito per ottenere dalle due alle dodici mensilità di risarcimento in caso di pronuncia conforme della Corte di giustizia e di superamento delle sentenze della Corte suprema italiana. Per aderire vai sul Portale ANIEF. Potrebbero essere più di 300 mila gli insegnanti e Ata interessati. Il pronunciamento riguarda la Causa C-494/17 promossa dalla Corte di Appello di Trento su ricorso presentato dal docente Rossato che, una volta assunto in ruolo dopo diversi anni di precariato, chiedeva il risarcimento per l’abuso dei contratti a termine, da negare per i giudici della Cassazione: nel depositare le sue osservazioni sulla reiterazione dei contratti a termine, l’avvocato generale della Corte di Giustizia Europea sposa la tesi dei legali Anief: emerge, infatti, “che un’interpretazione giurisprudenziale di una normativa nazionale come quella di cui al procedimento principale non risulta conforme, fatte salve le verifiche incombenti al giudice del rinvio, ai requisiti risultanti dalla sentenza Mascolo” del novembre 2014 emessa dalla Corte di Giustizia Europea. Gli avvocati Anief hanno sempre sostenuto che la Legge 107/15 non prevede le sanzioni per l’abuso dei contratti a termine subito dal personale di ruolo anche durante il periodo di precariato.
Se la tesi verrà confermata dalla Corte di giustizia europea, i giudici del lavoro dovranno disapplicare le sentenze delle sezioni unite della Cassazione (ex plurimis 22552/17) ed estendere il risarcimento dalle 2 alle 12 mensilità anche al personale di ruolo che ha avuto più di 36 mesi di contratti a termine prima dell’assunzioni a tempo indeterminato, oltre agli eventuali danni morali e materiali che potrebbe vantare.

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Contratti: Bonaccini, con impegno Fp rinnovati contratti, concertazione è valore

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Perugia. “Il lavoro fatto insieme, grazie all’impegno profuso e alle spinte del sindacato, ci ha condotto al rinnovo di contratti importanti, come quello della Sanità e delle Funzioni Locali. Non sono abituato all’idea che la concertazione serva ad avere una foto sui giornali: farsi dare una mano ti fa sbagliare di meno e, soprattutto, se le decisioni sono condivise le si difende insieme e le si valorizza”. Così Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni, nonché della Regione Emilia Romagna, nel corso del suo intervento all’11° Congresso della Funzione Pubblica Cgil.”Abbiamo rinnovato – ha affermato Bonaccini dal palco di Perugia -, dopo un incredibile vuoto durato nove anni, contratti importanti, attraverso un lavoro proficuo fatto insieme, soprattutto mettendo in campo misure che hanno dato la possibilità di assumere e sbloccare il turn over. Per fare un esempio: in Emilia Romagna l’età media nel pubblico è vicina ai sessant’anni e coincide con il resto del Paese”. Una regione, quella governata da Bonaccini, che ha coltivato un rapporto positivo col sindacato e che ha portato alla sottoscrizione del Patto per il lavoro e l’avvio delle stabilizzazioni in Sanità. “Grazie alle battaglie della Funzione Pubblica Cgil si sono fatti buoni accordi sul fronte dell’occupazione e della produttività, così come si è ottenuto insieme il provvedimento normativo che consente l’incremento del salario accessorio per il personale che dalle province è passato alle regioni”, ha affermato Bonaccini.E se “la battaglia fatta insieme per rinnovare i contratti, superando le ristrettezze economiche, ha consentito di ridare dignità a chi lavora nella Pubblica amministrazione e contribuisce a far andare avanti il paese”, ora la lotta passa nella nuova legge di stabilità. “Sul fondo sanitario – ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni – l’incremento rimarrà, dopo le promesse fatte da questo governo, di un miliardo come già deciso. Risorse che non basteranno per rinnovare i contratti e allo stesso tempo sovvenzionare i farmaci innovativi. Bisogna trasformare la legge di stabilità, correggendola, individuando le risorse necessarie”.Quanto invece ai contratti ancora da rinnovare, Bonaccini ha fatto sapere: “Il tema vero è il rinnovo dei contratti, in particolare su dirigenza medica, ricerca e dirigenza delle Funzioni locali. Mi auguro che su ricerca e dirigenza delle funzioni locali si possa nel giro di poche settimane chiudere l’accordo, quanto invece alla dirigenza medica dovrebbe essere convocata per la prossima settimana la conferenza straordinaria”. Assumere in Pa, stabilizzare i precari, rinnovare i contratti e ridare dignità ai lavoratori pubblici, questa in conclusione la via indicata dal presidente Bonaccini: “Perché i servizi pubblici fanno funzionare il paese e il paese non può farne a meno”.

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Pa: Sorrentino (Fp Cgil), risorse per contratti non bastano, allargare confronto

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 novembre 2018

“Le risorse per il rinnovo dei contratti pubblici non bastano, mentre il confronto deve essere ampio e va allargato su tutti gli aspetti che riguardano il lavoro pubblico. Il ministro Bongiorno vuole limitarlo al tema del contratto ma così sarebbe solo una consultazione, non si tratterebbe di una negoziazione”. Così la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, in merito all’incontro con il ministro della Pubblica, Giulia Bongiorno, nel rilanciare le undici proposte del sindacato per un Pa migliore e ribadire le priorità della categoria: “Bisogna potenziare gli organici della Pa, andando oltre lo sblocco del turn over, mentre le risorse per i rinnovi contrattuali sono un primo segnale ma sono inadeguate, al di sotto di quelle stanziate dal passato governo”.”Abbiamo preso atto – osserva Sorrentino – che sulle assunzioni questo governo ha offerto una prima riposta ma per le condizioni nelle quali versano le pubbliche amministrazioni non serve il solo sblocco del turn over ma bisogna certificare la programmazione dei fabbisogni con l’obiettivo di potenziare gli organici e incrementare l’offerta dei servizi. Per queste ragioni serve lavorare sui provvedimenti normativi. Ad esempio bisogna intervenire lavorare sulle procedure concorsuali, garantendo temi certi e celeri sul reclutamento del personale. Nel frattempo vorremo sapere se è possibile attingere dalla graduatorie ancora attive e intervenire sulle norme per garantire l’attuazione del piano triennale di stabilizzazioni 18/20 e occuparsi di quelle tipologie di precari che ad oggi sono escluse dalle stabilizzazione”.Sul rinnovo contrattuale, aggiunge la segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil, “è evidente che siano state stanziate risorse che segnano una scelta del governo di non riproporre il blocco contrattuale. Ma se misuriamo l’entità di queste risorse, abbiamo letto infatti nella legge di bilancio di 1,7 miliardi stanziati nel triennio, queste sono al di sotto di quelle investite dal passato governo, che erano pari a 2,7 miliardi. Così come abbiamo sostenuto col passato governo, anche nella precedente trattativa, lo ripetiamo adesso: non ci accontenteremo del solo recupero dell’inflazione, vogliamo aumenti che garantiscano il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni dei dipendenti pubblici. Da qui la nostra valutazione: pur comprendendo il primo segnale di non riproporre il blocco, le risorse sono inadeguate e vanno implementate. Anche perché servono risorse per completare il percorso contrattuale 2016/2018 e finanziare il nuovo sistema di classificazione e dell’ordinamento professionale. Su questo punto ribadiamo l’esigenza di convocare le commissioni paritetiche e concludere la riscrittura in tempi brevi dei nuovi ordinamenti: i lavoratori non possono più aspettare”.Infine, aggiunge Sorrentino, “rimangono sul tappeto i rinnovi dei contratti della dirigenza delle Funzioni centrali, delle Funzioni locali e del contratto dei Medici e della dirigenza sanitaria che sciopereranno il prossimo 23 novembre, così come l’esigenza di liberare la contrattazione decentrata come strumento, attraverso interventi sulla produttività, per fare operazioni di valorizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori”. Ultima questione posta da Sorrentino: “Vorremmo sapere dal ministro Bongiorno se il percorso di confronto si esaurisce con oggi o se c’è modo e possibilità di continuare non solo sulla legge di bilancio ma su altre importanti partite. Come lo sono il tema della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e l’avvio del confronto sull’atto di indirizzo come primo passo verso la trattativa per i rinnovi contrattuali”.

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Da contratti a politiche per Pubblica amministrazione: serve confronto

Posted by fidest press agency su sabato, 10 novembre 2018

Da Cgil-Cisl-Uil: “A partire dall’incontro in calendario martedì 13 novembre con il ministro della Pa, Giulia Bongiorno, i sindacati avanzeranno le richieste contenute nel documento ‘Contrattiamo Diritti’ e che ruotano intorno “al bisogno di un maggiore investimento pubblico per la crescita e lo sviluppo del Paese, passando per più occupazione e più risorse”. Le undici proposte vanno, infatti, dall’adozione di un piano di assunzioni straordinario, oltre il turn over al 100%, per contrastare anche le esternalizzazioni allo stanziamento di risorse per il rinnovo dei contratti nazionali per il prossimo triennio (nonché quelli della dirigenza ancora in attesa, insieme alla conferma dell’elemento perequativo); dal potenziamento del sistema di relazioni sindacali al superamento dei vincoli sulla costituzione dei fondi per il salario accessorio; dall’avvio di un piano generale di formazione e aggiornamento per i dipendenti pubblici all’equiparazione normativa tra pubblico e privato, specie per l’erogazione del Tfs/Tfr e le agevolazioni fiscali per i premi di produttività; dal tema della legalità a quello dell’organizzazione del lavoro; dal finanziamento adeguato alla Sanità all’avvio della revisione del sistema di compartecipazione del Servizio sanitario nazionale, per determinare una migliore offerta di servizi ai cittadini. Da questa piattaforma Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Uil Fpl, come ribadito oggi nel corso delle tre assemblee interregionali, chiederanno al ministro Bongiorno “l’avvio di un confronto, forti del consenso alle proposte che si sta registrando su http://www.contrattiamodiritti.it, dove è possibile esprimersi sulle proposte, insieme alla raccolta firme che si sta tenendo in tutti i luoghi di lavoro pubblici”.

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Contratti Pubblico Impiego

Posted by fidest press agency su domenica, 14 ottobre 2018

Nella Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2018, appena approvato dal parlamento, non sono previste risorse per i rinnovi dei contratti del pubblico impiego che scadranno a dicembre 2018. Sembrerebbe che in extremis siano state stanziate solo le risorse per confermare l’elemento perequativo per l’anno 2019 e per alimentare il fondo dell’indennità di vacanza contrattuale.600 milioni in totale, che sono meno di un piatto di lenticchie per gli oltre 3 milioni di lavoratori del pubblico impiego, non servono assolutamente a nulla e soprattutto non servono a compensare la perdita salariale causata non solo dal blocco dei contratti per quasi dieci anni, ma anche dai continui tagli al salario accessorio. Restituire completa dignità alla categoria è l’unica medicina per una Pubblica Amministrazione degna di questo nome, capace di soddisfare al meglio le esigenze dell’utenza. Questo ci aspettavamo dal governo del cambiamento, dal governo che aveva promesso una rivoluzione epocale anche nella pubblica amministrazione.USB, nei prossimi giorni, oltre a presentare ufficialmente la propria piattaforma per il rinnovo contrattuale, chiederà un incontro al Ministro per ribadire la necessità di avere le risorse economiche necessarie per aprire la stagione contrattuale 2019-21, rimettendo al centro della discussione le reali esigenze di una Pubblica Amministrazione al servizio dei cittadini e, in particolare, delle fasce più duramente colpite da oltre 10 anni di crisi e politiche di austerità.

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Manovra: serve chiarezza su risorse per rinnovo contratti

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 ottobre 2018

“È il momento di fare chiarezza e di dare risposte concrete. La legge di Bilancio deve garantire le risorse necessarie per il rinnovo del contratto dei medici, fermo da oltre 10 anni, nonché il solo contratto pubblico ancora non rinnovato. Su questo, dopo le recenti esternazioni, serve una parola chiara e univoca da parte del ministro della Salute, Giulia Grillo, e del viceministro dell’Economia, Massimo Garavaglia”. È quanto afferma il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi.“Abbiamo registrato infatti le dichiarazioni sull’aumento del fondo sanitario nazionale ma ancora non è chiaro se quanto affermato sia aggiuntivo rispetto a quanto già previsto dal passato governo. Le risorse infatti per il rinnovo del contratto erano già state finanziate, ma pare che questa certezza sia ora messa in discussione. Non è tempo di mistificazioni, né tantomeno di fare propaganda. È tempo di assumersi una responsabilità seria, prevedendo risorse per il servizio sanitario nazionale che garantiscano un servizio adeguato ai cittadini, nuove e necessarie assunzioni e il rinnovo del contratto della dirigenza medica”, conclude Filippi.

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PA: Con la Sanità si chiude il cerchio sui contratti del pubblico impiego

Posted by fidest press agency su sabato, 24 febbraio 2018

Secondo il giovane sindacato, il rinnovo di un contratto per dei dipendenti, ancora più perché fermo da quasi dieci anni, va accolto con favore. Tuttavia, ci sono molti aspetti che vanno approfonditi. Ad iniziare dall’esiguità delle risorse che, in assoluto, continuano a mancare per i lavoratori che operano per lo Stato. Ma fa riflettere, soprattutto, la mancata assegnazione dei fondi più cospicui a chi detiene gli stipendi minori: il settore scolastico, visto che a quasi parità di aumenti, i docenti e gli Ata percepiscono in media 10mila euro in meno del comparto sanitario. Sovvertendo anche gli accordi Aran-Sindacati, dell’autunno 2016, il comparto della Scuola è giunto a questa tornata di rinnovi buono ultimo tra tutti quelli della PA. Anche dietro alle Regioni e agli Enti Locali. Ora, di fronte a certi dati ufficiali, ci si sarebbe aspettati un incremento di finanziamenti per chi detiene buste paga vicine alla soglia di povertà. Invece, con il rinnovo contrattuale della scuola, sottoscritto all’Aran il 9 febbraio, si è deciso di corrispondere una manciatina di euro netti al mese, trovando un accordo che assicura a coloro che percepiscono gli stipendi più bassi della Scuola una “copertura” per raggiungere gli 85 euro medi mensili, ma solo fino al prossimo mese di dicembre. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il personale docente e Ata rimane fortemente sottopagato rispetto al loro prezioso operato quotidiano: gli aumenti ridicoli corrisposti con il contratto del 9 febbraio rimangono due volte sotto l’inflazione, con gli arretrati dell’ultimo biennio che corrispondono ad una mancia e dopo aver dimenticato gli ultimi quattro mesi del 2015, come invece aveva detto il giudice: alla fine della fiera, il milione e 200 mila dipendenti del comparto Scuola si ritrova con 190 euro mensili in meno nel 2018, più altri quasi 3mila euro sottratti per il periodo che va dal 1° settembre 2015 al 28 febbraio 2018. Così, mentre Flc-Cgil, assieme agli altri sindacati Confederali, spende anche parole di soddisfazione per il risultato raggiunto e sottoscritto, il nostro giovane sindacato si rivolge a chi non vuole soccombere a queste ingiustizie, rimanendo impassabile alla sottrazione dei propri diritti: per costoro l’unica strada rimane quella del tribunale e dei ricorsi che continuiamo a patrocinare, a partire dallo sblocco dell’indennità di vacanza contrattuale che farebbe recuperare un bel po’ di soldi.

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Scuola: I numeri impietosi della Corte dei Conti chiudono il cerchio sulla riforma Renzi

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 settembre 2017

corte dei contiLa relazione, presentata alla VII Commissione della Camera, sul Rendiconto generale dello Stato approvato dal Senato e del disegno di legge di assestamento di bilancio 2017, secondo i dati certificati dall’organismo nazionale deputato al controllo sulla gestione delle risorse pubbliche, sancisce la débâcle della Legge 107/2015: nell’a. s. 2016/17 sono saliti a 88.045 i docenti inseriti nella Graduatorie ad Esaurimento; nuovo record per supplenze annuali e al termine delle attività didattiche, con 125.832 contratti stipulati; 400 nuove procedure per le suppletive al concorso; cancellate altre 102 scuole autonome; bonus merito soltanto a 2.487 insegnanti; valutazione esterna riservata al 5% delle scuole dall’Invalsi; soltanto 3.438 posti in deroga per gli amministrativi, tecnici e ausiliari, nonostante i tagli della Legge di Stabilità 2015.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È evidente che della Buona Scuola presentata nel 2014 dall’allora premier Renzi è rimasto solo il nome. Noi lo avevamo detto in tempi non sospetti. Poiché il Governo non ne ha voluto sapere, abbiamo cercato di limitarne i danni, proponendo in Parlamento diverse modifiche. Ma anche in questo caso, l’Esecutivo, nel frattempo con a capo l’attuale premier Paolo Gentiloni, ha continuato a tirare dritto. Ora, però, i nodi stanno venendo tutti al pettine. Con lo Stato che rischia di pagare a caro prezzo quelle ingerenze, sotto forma di un servizio formativo pubblico danneggiato e attraverso ingenti risarcimenti ai tanti dipendenti della scuola trattati come ‘pedine’. Rimangono tanto amaro in bocca e le tantissime sentenze che hanno dato e stanno continuando a dare ragione ai ricorrenti contro una riforma che non si doveva fare.

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Pubblico impiego: Verso il rinnovo dei contratti?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

Marianna_MadiaAccogliamo con soddisfazione le parole del Ministro Madia dell’apertura del tavolo delle trattative per il rinnovo dei contratti a partire già dal prossimo luglio così come chiesto dal Cocer con apposita delibera.
” Costituisce un importante impegno del Governo nei confronti dei lavoratori delle forze armate – affermano i delegati del Cocer Interforze Antonsergio Belfiori e Alfio Messina – che pone nuovamente al centro la questione del rinnovo economico e normativo dei contratti di lavoro”.
“Ci auspichiamo – concludono nella nota i delegati – che le risorse messe a disposizione dal Governo, che ancora non si conoscono, siano sufficienti a ristorare 8 anni di blocco contrattuale.”

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