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Posts Tagged ‘contratti’

Contratti: Cgil Cisl Uil Fp, lavoratori Rsa in emergenza salariale, serve rinnovo

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

“Le lavoratrici e i lavoratori delle Rsa sono in piena emergenza salariale, a fronte di contratti fermi da anni e per effetto della crescita dell’inflazione. Le associazioni datoriali ARIS e AIOP aprano le trattative per il contratto delle RSA ARIS/AIOP atteso da più di due anni”. Così in una nota Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl replicano alle recenti dichiarazioni dei presidenti di Aris e Aiop, Virginio Beber e Barbara Cittadini, sull’impossibilità per le RSA in tutta Italia di far fronte agli aumenti determinati dal caro energia e che rischia di mettere a rischio il mantenimento delle strutture e la loro sostenibilità.La crescita dell’inflazione all’8,5%, aggiungono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, “sta colpendo i prezzi di beni alimentari e di consumo, riducendo la capacità di spesa di queste lavoratrici e lavoratori che, con i contratti fermi nel peggiore dei casi al 2005 o nel migliore nel 2012, con stipendi che superano per alcune categorie di poco i 1.000 euro, sono ancora più drammaticamente colpiti dagli effetti del caro energia. Le lavoratrici e i lavoratori devono, come i loro datori di lavoro, far fronte agli aumenti dei costi alimentari ed energetici; non è una situazione sostenibile perché non hanno più capacità di spesa, ma di questo i due presidenti se ne dimenticano oramai da tempo, anche prima di questa crisi, opponendo di fatto un fermo rifiuto all’apertura del tavolo di trattativa per la definizione del nuovo contratto nazionale di lavoro”. Per questo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl chiedono “ancora una volta ad ARIS e AIOP di aprire le trattative per il contratto delle RSA ARIS/AIOP che aspettiamo da più di due anni, con l’obiettivo di garantire salari adeguati e diritti, giuste tutele normative al personale, per contrastare insieme il dumping contrattuale e i contratti pirata. Vogliamo un contratto che riconosca diritti e professionalità necessari a garantire il mantenimento di un’assistenza adeguata e delle strutture; per arrivare a questo occorre che le due associazioni si fermino e comprendano che ciò dovrà accadere a partire da come loro garantiscono al proprio personale come poter continuare a recarsi al lavoro e come provvedere alla propria sopravvivenza. La nostra non è dietrologia, c’è troppo silenzio da parte delle due associazioni nei confronti dei lavoratori che, è bene ricordare, sono coloro che hanno permesso di mantenere aperte le loro strutture durante la pandemia e tuttora lo garantiscono, con estreme difficoltà soprattutto economiche”, concludono.

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I sindacati firmano i contratti per due milioni di dipendenti pubblici tranne che per Scuola, Università e Ricerca

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 agosto 2022

Con la sottoscrizione del Ccnl anche dei lavoratori delle funzioni locali, i sindacati arrivano a firmare i contratti per oltre due milioni di dipendenti pubblici, ma continuano a lasciare sotto scacco quelli del primo settore della PA: ci riferiamo a Scuola, Università e Ricerca. Nel frattempo l’inflazione vola, diventando a due cifre, con insegnanti e personale Ata costretti ad andare avanti con lo stipendio fermo al 2018. Diventa ancora più tangibile il motivo per cui da mesi Anief chiede a gran voce la firma immediata di un contratto ponte’ per il periodo 2019/2021: avrebbe portato nelle tasche (sempre più vuote) di quasi un milione e mezzo di docenti e Ata, rispettivamente fino a 123 euro e 97 euro. A cui aggiungere tra i 2mila e i 3mila euro di arretrati.“C’è davvero da rammaricarsi – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché su 3,5 milioni di dipendenti pubblici, rimangono fuori un milione e mezzo di dipendenti dell’Istruzione e della Ricerca. Il rimpianto è alto, perché è da giugno che, in occasione della contrattazione all’Aran, il nostro sindacato avanza la proposta della firma di un contratto ‘ponte’ per la sola parte economica. Avevamo tra l’altro l’assenso anche del ministro Bianchi, solo che alcune organizzazioni sindacali negli incontri successivi hanno cambiato idea esprimendo il loro dissenso proprio al tavolo delle trattative. A questo punto, se ne riparlerà a settembre, proprio mentre divampa la polemica nella scuola per l’assegno promesso fra dieci anni Governo degli ‘affari correnti’ al docente esperto attraverso il decreto Aiuti bis. Tutto ciò, mentre l’inflazione è proiettata sopra il 10% e gli aumenti finora finanziati coprirebbe in media il 4,22% a regime dal 1° gennaio 2021: Anief è consapevole della pochezza dell’incremento contrattuale, ma trattandosi di cifre già stanziate e non integrabili ritiene che sia molto meglio assegnarle a docenti e Ata, sempre più a corto di soldi per il caro energia e del costo della vita, piuttosto – conclude il sindacalista autonomo – che lasciarle nelle casse dello Stato”.

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Rinnovo contratti terziario distribuzione e servizi

Posted by fidest press agency su sabato, 28 Maggio 2022

Proseguono le trattative sul rinnovo dei Contratti nazionali del Terziario Distribuzione e Servizi, scaduti nel 2019, applicati alla più vasta platea di lavoratori del settore privato in Italia, con oltre 3milioni di addetti impiegati nelle attività commerciali e nelle imprese di servizi. Le organizzazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno incontrato, in due distinte sessioni negoziali, le associazioni imprenditoriali Confcommercio e Confesercenti. Sul tavolo i temi della rivisitazione della sfera applicativa e dell’aggiornamento del sistema di classificazione, mercato del lavoro, lavoro agile, bilateralità, salario, contrattazione decentrata, concorrenza, franchising, appalti e terziarizzazioni. «Il complesso negoziato relativo ai Ccnl applicati al macrosettore del terziario di mercato sta provando a riattivarsi» ha dichiarato il segretario generale aggiunto della Fisascat Cisl nazionale Vincenzo Dell’Orefice sottolineando che «non sono mancate delle difficoltà derivanti dalla ripresa del fenomeno inflazionistico e dalla crisi negli approvvigionamenti che si sta appalesando sempre con più vigore nell’ambito della grande distribuzione organizzata in Italia» e che «occorre ribadire il ruolo centrale del contratto nazionale quale strumento di regolazione dei rapporti di lavoro, sia dei lavoratori riconducibili alla old economy sia per quei rapporti di lavoro che si sono formati negli ultimi tempi spinta della gig economy e dal massivo ricorso all’on line nell’ambito della richiesta di servizi e forniture». «La Fisascat – ha aggiunto il sindacalista – ritiene che occorra fare riferimento alle intese interconfederali che regolano i meccanismi di rinnovo dei contratti ma anche tenere conto dell’andamento di rinnovi contrattuali realizzati in altri settori» ma che parimenti «è necessario affrontare dei nodi che si trascinano irrisolti da tempo, a cominciare dall’ampliamento della sfera applicativa dei Ccnl fino alla rivisitazione del sistema di classificazione del personale per razionalizzare quelle nuove figure che è necessario integrare nel sistema classificatorio derivanti dalla massiccia digitalizzazione che in particolare i servizi, e il terziario di mercato in generale, hanno conosciuto negli ultimi tempi». Per la Fisascat è inoltre necessario ridare vigore all’esperienza della contrattazione decentrata. «Il settore del terziario di mercato – ha evidenziato Dell’Orefice – può trarre slancio da un rinnovato senso di responsabilità che le parti debbono dimostrare non solo a livello nazionale, dando un contratto in tempi ragionevoli a più di tre milioni di lavoratrici e lavoratori, ma soprattutto a livello territoriale e aziendale dove ormai da tempo l’autonomia collettiva non riesce ad indicare orizzonti nuovi». «La contrattazione di secondo livello – ha sottolineato – può rappresentare un elemento di stimolo sia per la crescita dei trattamenti economico retributivi che per l’introduzione di nuove forme di flessibilità negoziata, condivisa dai lavoratrici e lavoratori, che certamente aiuterebbero a far crescere la produttività media dei fattori impiegati nella fornitura dei servizi e delle attività». Infine un richiamo anche alla necessità di contrastare il dumping contrattuale. «Occorre reintrodurre dei criteri regolamentari di matrice contrattuale comuni a tutti i lavoratori che operano nell’ambito del terziario di mercato per fronteggiare dei fenomeni di dumping che in alcune aree del paese si vanno sempre più affermando» ha concluso il sindacalista.

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Contratti: Sorrentino (Fp Cgil), superati ostacoli risorse, procedere a rinnovi sanità e funzioni locali

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2022

“Dopo lo sblocco dell’atto di indirizzo integrativo per il contratto della sanità da parte del Mef, non ci sono più ostacoli al rinnovo dei contratti di sanità e funzioni locali, il cui atto di indirizzo integrativo aveva già avuto il via libera nei giorni scorsi”. Ad affermarlo è la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, che aggiunge: “Bisogna accelerare il confronto e chiudere le intese contrattuali del triennio 2019/2021, anche perché, lo diciamo a chiare lettere, come Cgil siamo già impegnati sulle piattaforme 2022/2024, a maggior ragione per la crescita dell’inflazione e l’aumento generalizzato dei prezzi non possiamo non avere attenzione per la crescita dei salari”. Il governo nel Def, osserva la dirigente sindacale, “condiziona le risorse del nuovo contratto 2022/2024 ai tagli di spesa delle amministrazioni pubbliche. È una scelta sbagliata e irragionevole. La priorità ora è garantire che gli effetti salariali e di innovazione professionale per il personale della sanità e delle autonomie locali non abbiano ulteriori ritardi. Ad Aran e al Ministro Brunetta chiediamo, come Fp Cgil, di garantire che adesso si proceda senza più ritardi. La mobilitazione sindacale ha garantito le risorse, ora il tavolo del confronto faccia il suo lavoro, noi siamo pronti a continuare senza interruzioni fino all’accordo, con un incontro a settimana sarà difficile avere tempi che consentano di fare arrivare gli incrementi nelle buste paga prima possibile”.Nella giornata internazionale degli infermieri, continua Sorrentino, “poter sbloccare il contratto della sanità è una gran buona notizia ma rimane aperta per la Cgil la vertenza sul piano straordinario per l’occupazione per circa 600 mila addetti nel prossimo biennio, la stabilizzazione dei precari e la necessità di tornare a investire nella sanità e nella pubblica amministrazione per garantire diritti fondamentali dei cittadini. La lezione della pandemia pare non aver scalfito le convinzioni di chi anche al governo sta favorendo privatizzazioni ed esternalizzazioni, a partire dai settori del sociosanitario, dei servizi educativi e della non autosufficienza in primis”.Le risorse del Pnrr, fa sapere la segretaria generale della Fp Cgil, “rischiano di essere vanificate in una rincorsa ai progetti che si moltiplicano senza una visione precisa: in queste ore funzionari pubblici ci segnalano richieste degli amministratori di presentare anche vecchi progetti tenuti nei cassetti pur di rispettare le scadenze e senza la possibilità di assumere per le amministrazioni pubbliche i soldi pubblici creeranno infrastrutture che genereranno solo profitti privati e dumping contrattuale. Così non va. Per la salute come bene comune e la valorizzazione del settore pubblico siamo pronti alla mobilitazione. Le priorità sono i salari e l’occupazione stabile. Il contratto può dare una risposta nell’incremento stipendiale e va fatto subito, ma sull’occupazione e sul welfare serve più coraggio”, conclude Sorrentino.

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Agricoltura: Bando sui contratti di filiera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2022

“Il Ministero delle Politiche agricole rende note le istruzioni per la presentazione delle domande relative al V Bando dedicato ai contratti di filiera e di distretto. Si tratta di una delle misure previste dal Fondo complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con cui sono stati stanziati 1,2 miliardi di euro, di cui 380 milioni utilizzati per lo scorrimento della graduatoria precedente e 300 milioni destinati al metodo biologico. Ringraziamo il ministro Patuanelli per aver accolto con la massima celerità la nostra richiesta di dare una accelerata alle procedure. Le imprese agricole, infatti, attendono la distribuzione di questi fondi per poter investire e creare valore aggiunto, redditività, occupazione lungo le singole filiere”. Lo dichiara la deputata Chiara Gagnarli, capogruppo M5S in commissione Agricoltura e prima firmataria del question time con cui si chiedeva l’emanazione dell’Avviso recante le caratteristiche, le modalità e le forme per la presentazione delle domande di accesso ai contratti di filiera, ora pubblicato dal Mipaaf.“Le domande di accesso potranno essere presentate entro 90 giorni a partire dal 23 maggio, quando dovrà essere operativa la piattaforma web dedicata – spiega Gagnarli – I contributi sono rivolti a imprese, anche in forma associata, cooperative, consorzi e reti di impresa del settore agricolo e agroalimentare. Rientrano anche le organizzazioni di produttori e le loro associazioni, comprese anche società miste dove il capitale sociale sia almeno al 51% di imprenditori agricoli”.“Gli obiettivi che si punta a raggiungere con i contratti di filiera e di distretto per i settori agroalimentare, della pesca e dell’acquacoltura, della silvicoltura, della floricoltura e del vivaismo riguardano la maggiore sostenibilità del comparto primario nazionale – aggiunge – Riduzione nell’utilizzo di fitofarmaci, antimicrobici, fertilizzanti di sintesi; potenziare l’agricoltura biologica e lottare contro la perdita di biodiversità; migliorare il benessere degli animali; garantire il contributo agli obiettivi climatico-ambientali; migliorare la distribuzione del valore lungo le diverse fasi della catena; sviluppare la produzione di energia rinnovabile e l’efficienza energetica; garantire la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare, ridurre le perdite e gli sprechi alimentari”.“Caratteristica del contratto di filiera è la multiregionalità degli interventi, con costi ammissibili sino all’85% per singola regione per un ammontare totale che va da 4 a 50 milioni di euro – continua Gagnarli – Sono ammessi investimenti in attivi materiali e immateriali connessi alla produzione agricola, investimenti per la trasformazione dei prodotti e la loro commercializzazione, per l’adesione a regimi di qualità, per l’organizzazione e la partecipazione a concorsi e fiere, per progetti di ricerca e sviluppo e promozione”. Gli investimenti dovranno essere conclusi non oltre il secondo trimestre del 2026, nei tempi previsti, dunque, dal PNRR” conclude.

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Scuola. Denuncia di Anief: così sempre più contagi

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2022

Secondo il sindacato autonomo, l’esonero dalla quarantena dei vaccinati deciso ieri sera dal CdM con il decreto Green Pass e quarantene farà aumentare i contagi, mentre l’obbligo della vaccinazione per i trasporti impedirà il diritto allo studio degli studenti oltre a violare una previsa direttiva UE che autorizza la presentazione del semplice Green Pass per i viaggi tra Paesi europei. “È assurdo ridurre la capienza negli spazi chiusi al 35% e lasciare le lezioni in classi affollate”, dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, che rincara: “Con 100 mila contagi, si deve ritornare in DAD. Il Governo deve ascoltarci ed aprire un tavolo per rivedere il rapporto alunni-insegnanti e sdoppiare le classi”, conclude il sindacalista.

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Assumere a tempo indeterminato serve a contrastare l’abuso dei contratti a termine

Posted by fidest press agency su domenica, 2 gennaio 2022

La posizione è giunta con la sentenza 250/21 del 21 dicembre scorso, con cui i giudici sono intervenuti in ordine a una questione di costituzionalità sollevata dal Tribunale del Lavoro di Massa, su un contenzioso riguardante rapporti di lavoro con contratti di somministrazione presso le pubbliche amministrazioni. Secondo Orizzonte Scuola, la sentenza della Corte contiene alcuni “principi che possono essere in linea generale di riferimento anche per la scuola. dove la stabilizzazione pare ad oggi essere un miraggio”. Inoltre, la Corte aveva già chiarito con un’altra sentenza, la n. 89 del 2003, che la diversificazione, tra il settore pubblico e il settore privato, della disciplina dei rimedi dell’inosservanza delle regole imperative sul contratto di lavoro a termine non si traduce in una illegittima e discriminatoria riduzione della tutela attribuita al pubblico dipendente. Ne consegue che quella di assumere in ruolo il personale “altro non è che una questione di volontà politica che il legislatore dovrebbe raccogliere”: pertanto l’immissione in ruolo “sarebbe costituzionale, legittima e rispettosa dello Stato di diritto, cosa che il precariato ripetuto negli anni non lo è”. In conclusione, “alla fine è una questione di volontà politica. La stabilizzazione del precariato nella scuola è fattibile e conforme ai principi costituzionali, malgrado alcune sentenze anche della Cassazione tendano a disconoscere ad oggi questa possibilità, limitandosi a sostenere il diritto al risarcimento del danno a livello economico, per non parlare di decreti come quello sviluppo del 2011, forse le carte in tavola potranno cambiare con la Corte di Giustizia Europea, i cui pronunciamenti a livello di interpretazione della norma saranno vincolanti ma spetterà ai giudici interni decidere come applicarli”.

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Contratti: Fp Cgil, in trattativa rinnovo Sicurezza e Difesa

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2021

“Abbiamo iniziato ad entrare nel merito di alcuni istituti che riguardano la parte normativa del contratto di lavoro e non possiamo che cogliere con favore il fatto che alcune delle proposte presenti nella piattaforma presentata dalla Fp Cgil siano state accolte dalla parte pubblica, ma c’è ancora molta strada da fare e per questo abbiamo ribadito la necessità di inserire ulteriori integrazioni su temi di fondamentale importanza“. Questo il commento della Fp Cgil al termine della riunione di oggi sul rinnovo del contratto del personale del comparto Sicurezza e Difesa. “Grazie alle nostre pressanti richieste – prosegue la Fp Cgil – finalmente entrano a far parte della discussione tutele fondamentali per le donne vittime di violenza di genere, per i genitori che hanno necessità di assistere i figli, per quelli che necessitano di fruire del congedo e dei riposi solidali e per i lavoratori che vengono trasferiti d’ufficio. Abbiamo inoltre chiesto ulteriori integrazioni su temi che continuano ad essere ignorati dalla controparte e che riteniamo imprescindibili, come i diritti per le unioni civili, equiparati a quelli previsti per il matrimonio, per la parità di genere e per il sostegno alla famiglia. Auspichiamo di poter chiudere l’accordo nel minor tempo possibile per consentire ai lavoratori di questo comparto di ricevere i meritati aumenti salariali, ma per fare questo serve un’accelerazione della parte pubblica nell’elaborazione delle proposte e nella quantificazione dei costi delle stesse”, conclude la Fp Cgil.

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Contratti: Fp Cgil, bene incremento risorse per sicurezza e difesa, ma non basta

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2021

“Avevamo chiesto un incremento delle risorse per il rinnovo del contratto del personale non dirigente del comparto sicurezza e difesa e quindi, dopo un periodo di stallo, accogliamo con favore la notizia che la trattativa riparte con un incremento retributivo a regime che passa dal 3,78% al 4,26%, che per la Polizia Penitenziaria corrisponde ad un incremento medio lordo di circa 129 euro, ma non basta”. Ad annunciarlo è la Fp Cgil al termine della riunione di questa mattina che di fatto sancisce la riapertura delle procedure negoziali per il rinnovo del contratto di lavoro di circa 500.000 donne e uomini in divisa.“Abbiamo la necessità di ridefinire la parte normativa del contratto, ferma da oltre 10 anni, e di rivedere la parte economica, garantendo adeguati aumenti salariali a coloro che anche durante la pandemia hanno garantito la tenuta del sistema di sicurezza del Paese, mettendo a rischio la propria vita – commenta il sindacato –. Per non dimenticare poi che riteniamo prioritario che questo rinnovo contrattuale arrivi a sancire la possibilità di accesso ai fondi di previdenza complementare anche per il personale di questi comparti, come già avviene per il resto dei lavoratori del pubblico impiego con il fondo Perseo Sirio. Su questo passaggio imprescindibile il Governo deve impegnarsi a reperire ulteriori risorse, partendo dalla prossima legge di bilancio, per garantire l’accesso ai lavoratori dal primo gennaio 2022”. Per quanto riguarda la parte normativa, invece, spiega il sindacato, “dobbiamo rivedere il sistema delle relazioni sindacali, partendo dalla misurazione della rappresentanza e ampliando le libertà, il ricorso a commissioni paritetiche di controllo sull’applicazione delle norme e rafforzando la contrattazione decentrata. Dobbiamo inoltre garantire al personale la possibilità di fruire di maggiori periodi di formazione e aggiornamento, delle caserme, delle ferie solidali e di assistere i familiari in difficoltà. Come abbiamo bisogno di ampliare le tutele per le donne vittime di violenza, per le unioni civili, per la genitorialità e per garantire un’effettiva parità di genere sui posti di lavoro e nelle progressioni in carriera. Sulla parte economica – prosegue il sindacato – abbiamo necessità di rivedere almeno il sistema indennitario, il trattamento di missione, il buono pasto e soprattutto la retribuzione delle prestazioni di lavoro straordinario, ad oggi retribuita meno di un’ora ordinaria”.“Il Governo vuole chiudere entro il mese di settembre, non vorremmo che la fretta diventi una cattiva consigliera”, conclude la Fp Cgil.

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1,2 miliardi di euro sui contratti di filiera e di distretto per il rilancio post-pandemia

Posted by fidest press agency su domenica, 27 giugno 2021

“Contrastare la volatilità dei prezzi, rafforzare i rapporti tra gli operatori dando sostegno alla parte più debole ossia quella agricola, migliorare la produzione rispondendo meglio agli indirizzi del mercato e alle richieste dei consumatori. Sono questi gli obiettivi che possiamo raggiungere con i contratti di filiera e di distretto inseriti nel Fondo complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) approvato oggi in commissione Agricoltura alla Camera”. Lo dichiara la deputata Chiara Gagnarli, capogruppo M5S, a margine della votazione del parere al provvedimento denominato ‘misure urgenti relative al Fondo complementare al PNRR e altre misure urgenti per gli investimenti’. “Crediamo fortemente – prosegue – in questi strumenti, che valorizzano il lavoro delle filiere agroalimentari italiane e rafforzano le sinergie territoriali, su cui il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali destina sino al 2026 ben 1.203,3 milioni di euro. L’attenzione nei ‘contratti di filiera e distrettuali per i settori agroalimentari, della pesca e dell’acquacoltura, della silvicoltura, della floricoltura e del vivaismo’ sarà rivolta, ovviamente, verso le pratiche agronomiche sostenibili. Un indirizzo inserito all’interno delle strategie comunitarie del ‘Green Deal’ e ‘Farm to fork’ affinché si possa raggiungere una vera, concreta e proficua transizione ecologica anche nel comparto primario, garantendo sia la sostenibilità ambientale che quella economica e sociale” conclude.

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Contratti: Fp Cgil, introdurre previdenza complementare per poliziotti penitenziari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 Maggio 2021

“Da anni chiediamo di consentire anche ai Poliziotti Penitenziari di poter aderire ad un fondo per la previdenza complementare, al pari delle lavoratrici e dei lavoratori del resto del pubblico impiego, e riteniamo che l’apertura prospettata dal Dipartimento della Funzione Pubblica, durante la riunione tecnica per il rinnovo del contratto del comparto sicurezza/difesa, sia una prima positiva risposta alle nostre richieste”. A dirlo è la Fp Cgil che ha fatto di questa rivendicazione uno dei punti cardine delle sue proposte al tavolo per il rinnovo del contratto.”La legge 335/95 ha stabilito – precisa il sindacato -, per coloro che non hanno raggiunto i 18 anni di contribuzione al 31/12/95, il calcolo della pensione con il sistema contributivo. La legge ha quindi previsto una forma pensionistica complementare ad integrazione del sistema pubblico, ma questa possibilità non è stata ancora data al personale del comparto sicurezza/difesa. Siamo stanchi di sentire parole di ringraziamento per il prezioso lavoro svolto dai lavoratori in divisa per poi vedere ignorate le loro richieste. Servono risposte concrete e quella dell’adesione ad un fondo di previdenza complementare è una delle più importanti”.Per questo, prosegue la Fp Cgil, “al tavolo con la Funzione Pubblica abbiamo ribadito, ancora una volta, la necessità di consentire ai Poliziotti Penitenziari e a tutto il personale del comparto di poter aderire al fondo Perseo Sirio, come è già consentito al resto delle lavoratrici e dei lavoratori del pubblico impiego. Non siamo disposti a tollerare ulteriori rinvii, è proprio il caso di dire: ora o mai più”, conclude.

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Telefonia: necessità di fare chiarezza sui contratti proposti ai consumatori

Posted by fidest press agency su domenica, 13 dicembre 2020

Supera il milione di euro la doppia sanzione inflitta dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni a Tim e Wind Tre, oggetto rispettivamente di una multa di 634mila euro e di 464mila euro per la mancanza di trasparenza di alcune offerte. “Un’azione importante – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e rivolgiamo un plauso all’Agcom. Spesso ci troviamo a segnalare le tante zone d’ombra che caratterizzano il settore, danneggiando i consumatori”. Per Tim, l’Autorità ha punito la mancanza di trasparenza delle offerte “Tutto compreso” e durata piani di rateizzazione delle offerte da rete fissa oltre i 24 mesi, ravvisando inoltre ostacoli al diritto di recesso dalle offerte da rete fissa mediante addebito spese di disattivazione eccedenti i limiti normativi ed ostacoli al diritto di recesso dalle offerte da rete mobile con smartphone abbinato mediante imposizione di penali ed estinzione anticipata del piano di rateizzazione. Per Wind Tre, invece, si tratta di mancanza di trasparenza delle offerte “Tutto incluso” ed ostacoli all’esercizio del diritto di recesso per addebito di spese non giustificate e conversione del pagamento rateale in pagamento in unica soluzione. “Le sanzioni inflitte dall’Autorità a Tim e Wind Tre – dichiara Antonella Votta, avvocato di Codici – confermano ancora una volta le nostre preoccupazioni sulla mancata trasparenza delle condizioni contrattuali. Da tempo sosteniamo, per esempio, che rateizzare il modem per 48 mesi, quando il contratto può essere al massimo valevole per 24, può indurre in confusione i consumatori e spingerli a non cambiare operatore. Nel medesimo senso, è stata confermata la scarsa chiarezza e il surplus di costi addebitati al consumatore in caso di recesso. Siamo soddisfatti che l’Agcom sia intervenuta per porre un freno a queste condotte e, come sempre, sollecitiamo i consumatori a contattarci e a far emergere le criticità. Ricordiamo che i nostri conciliatori territoriali possono offrire un valido supporto per chiarire eventuali situazioni di dubbio e far valere i diritti di ciascun consumatore”.In caso di problemi con il proprio operatore telefonico, di conti che non tornano in bolletta o spesa extra non previste, è possibile richiedere l’assistenza di Codici scrivendo a segreteria.sportello@codici.org o telefonando al numero 06.55.71.996.

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Disegno di legge di bilancio e rinnovo dei contratti nel pubblico impiego

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

Se si firmasse il CCNL si registrerebbero aumenti del 4% degli stipendi a fronte di un’inflazione dell’1,5% tra il 2019 e il 2021, con aumenti medi di cento euro mensili pro capite da gennaio 2021, arretrati fino a mille euro per il biennio precedente e il possibile recupero dell’elemento perequativo. Marcello Pacifico (Anief): È un segnale positivo in un momento di crisi economica, che riduce, però, soltanto in parte il gap del 10% tra l’aumento dell’inflazione registrata negli ultimi dieci anni e i livelli stipendiali maturati dai dipendenti pubblici e della scuola. Le risorse complessive stanziate dal Governo Conte II, durante la pandemia, sono, comunque un terzo superiori a quelli per il rinnovo del contratto precedente, quando si veniva da un blocco contrattuale durato dieci anni: 6,625 miliardi per 2019-2021 rispetto a 4,050 miliardi per il 2016-2018. Nello scorso triennio, infatti, gli attuali sindacati firmatari di contratto in tutti i comparti del pubblico impiego ad eccezione della presidenza del Consiglio hanno accolto con favore le risorse stanziate dal Governo Gentiloni per aumenti dell’0,36% (300 milioni) per il 2016, dell’1,09% (900 milioni) per il 2017 e del 3,48% (2.850 milioni) per il 2018 che hanno portato a regime aumenti di 80 euro lordi cui sommare per i redditi più bassi l’elemento perequativo. Il Governo Conte II con questa ultima legge di bilancio (articolo 164) aggiunge 400 milioni ai 3.375 milioni già stanziati per il 2021, ai 1.750 milioni per il 2020 e ai 1.100 milioni per il 2019 (leggi 145/2018, 160/2019), con aumenti medi di 100 euro, se si firmasse il nuovo contratto, cui poter aggiungere anche l’elemento perequativo per i redditi più bassi ancora oggi prorogato, quantificato in 245 milioni dall’ARAN nei mesi scorsi per il settore statale.

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Irricevibile proposta contratti La Nostra Famiglia

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2020

“Una proposta irricevibile e che, a differenza di quanto dichiarato dall’associazione, non abbiamo mai esaminato insieme. Per noi esiste una sola via percorribile: l’applicazione del contratto della Sanità Privata, con il relativo adeguamento del rinnovo, firmato in via definitiva l’8 ottobre scorso, per tutti i dipendenti coinvolti”. Così Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl replicano alle affermazioni fatte dall’associazione La Nostra Famiglia in merito ai Contratti di lavoro da applicare ai propri dipendenti. La nostra, aggiungono i sindacati, “è una posizione chiara: abbiamo sempre ribadito in questi mesi la volontà di individuare una soluzione ma partendo da un punto fermo, ovvero che a tutti i lavoratori de La Nostra Famiglia deve essere applicato il contratto della Sanità Privata. Fino ad oggi l’Associazione non ha cambiato registro e continua a fare quello che faceva prima in termini di organizzazione dei processi e dei contratti con le regioni, questo vuol dire che si vuole risanare risparmiando su quello che è dovuto a questi lavoratori e non andando a modificare quello che ha determinato perdite. Per noi è una posizione inaccettabile”. “Dobbiamo inoltre – proseguono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – chiarire un punto, relativo alla comunicazione fatta dall’associazione ai lavoratori: le modalità con le quali La Nostra Famiglia si relaziona ai suoi dipendenti, e lo scarso contraddittorio a questi riconosciuto, non possono ritenersi un’operazione di coinvolgimento, ma solo una comunicazione unilaterale, calando sulle lavoratrici e sui lavoratori il peso di scelte e decisioni già assunte. Una democrazia a fasi variabili e a compartimenti stagni che respingiamo al mittente”. La soluzione della vertenza, concludono, “non può risiedere nel dividere le lavoratrici e i lavoratori ma intervenendo sui problemi che generano perdite perché i lavoratori sono un valore e non un bancomat”. Giorgio Saccoia

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Dadone sbaglia, servono risorse per contratti e assunzioni

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2020

“La ministra Dadone sbaglia. Le mancate assunzioni e le risorse insufficienti per rinnovare i contratti limitano l’operatività e la funzionalità di servizi pubblici che sono fondamentali per le persone e la tutela della salute, della sicurezza e della legalità (anche fiscale e previdenziale) del nostro paese ”. Questa la replica di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa all’intervista rilasciata dalla titolare del dicastero della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, aggiungendo che: “Forse la ministra sottovaluta che quando parliamo di contratti, stiamo parlando anche di quei medici, infermieri, educatrici, agenti di polizia locale, assistenti sociali, amministrativi, dipendenti degli enti previdenziali, delle agenzie, degli amministrativi, dei tecnici e di tutte quelle professionalità che in questi mesi non hanno mai fatto venir meno il loro contributo al buon funzionamento e alla gestione dell’emergenza. Ci saremmo aspettati più attenzione nei confronti di chi in queste ore sta lottando per salvare il paese”.Quanto alle risorse economiche per il rinnovo dei contratti, proseguono i sindacati dei servizi pubblici, “qui siamo veramente alla farsa: la ministra dichiara che sono stati garantiti più soldi che in passato. L’errore sta nel fatto che le cifre vengono lette in valore assoluto, mentre bisogna guardare l’impatto che hanno sulle retribuzioni. La ministra, o meglio i suoi collaboratori, dovrebbero fare meglio i conti. A oggi i lavoratori pubblici percepiscono già un elemento perequativo, che è un elemento distinto della retribuzione, e l’indennità di vacanza contrattuale. Queste somme, circa 37 euro, devono essere considerate nello stanziamento e quindi non costituiscono risorse aggiuntive per il rinnovo dei contratti che, a differenza della tornata contrattuale 2016 -2018, dovranno utilizzare gran parte di quanto stanziato anche per riscrivere il sistema di classificazione e inquadramento professionale e per rifinanziare i fondi per garantire il pagamento delle indennità a chi lavora . In pratica, la media di incrementi contrattuali si aggira intorno agli 83 euro lordi, che sono al di sotto di quanto previsto dal contratto 2016-2018, ma anche molto lontani dall’aspettativa dei lavoratori. Lo dica la ministra agli infermieri e al personale sanitario che l’indennità per la terapia intensiva rimarrà di 4,16 euro al giorno e non potrà essere incrementata né rivalutata perché lei ha deciso che le risorse che ha stanziato il governo sono congrue e sufficienti. Non saremo certo noi a dirlo ai lavoratori”. Per queste ragioni, osservano Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, “chiediamo rispetto per le lavoratrici e i lavoratori pubblici, e soprattutto chiediamo sicurezza nei luoghi di lavoro. Probabilmente la ministra Dadone dovrebbe ragionare sull’esigenza di rompere definitivamente con oltre vent’anni di delegittimazione del lavoro pubblico e soprattutto di relegazione ad un ruolo marginale della contrattazione, e pensare che le riforme e i processi di riorganizzazione, così come i contratti, si fanno con i lavoratori e con i sindacati, non contro chi rappresenta il lavoro”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa.

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Contratti collettivi di lavoro e nuovi scenari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2020

L’emergenza sanitaria ha cambiato il nostro modo di lavorare. Un mutamento così radicale e repentino deve ora trovare riscontro nelle regole che disciplinano i rapporti di lavoro, a partire dai settori più coinvolti in questa inaspettata rivoluzione. Per questo Noi di Soggetto Giuridico crediamo sia indispensabile rivedere i contratti collettivi alla luce delle nuove modalità di svolgimento delle mansioni lavorative emerse durante la crisi coronavirus. Da sempre il diritto si adegua alle novità fattuali che emergono con l’evolversi della società e la comparsa di nuovi fenomeni. Nel corso dell’ultima crisi, la distanza tra quadro legislativo e realtà si è improvvisamente dilatata a causa del cambiamento accelerato imposto dall’emergenza. Spetta adesso al legislatore e alle parti sociali impegnarsi per colmare questo divario, affinché diritti, doveri e tutele dei lavoratori rispecchino al meglio il nuovo scenario.In tale processo, sarà fondamentale dedicare particolare attenzione alle categorie che rischiano di pagare il prezzo più alto di questa veloce rivoluzione. Per le donne, ad esempio, il lavoro da casa si è rivelato più pesante rispetto agli uomini, considerato anche il maggior numero di mansioni domestiche che sono solite svolgere. Una persona su tre, inoltre, non possiede strumenti informatici adeguati per lo smart working. Queste e altre implicazioni delle nuove modalità di lavoro dovranno essere oggetto di un’attenta riflessione per riuscire a tutelare tutte le categorie e in special modo quelle più vulnerabili.

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Contratti a stranieri a ridosso vendemmia

Posted by fidest press agency su martedì, 18 agosto 2020

Col fisco 4.0 e lo smart working degli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate, servono 15 giorni per dotare di codice fiscale i lavoratori stranieri da contrattualizzare per la vendemmia. Negli anni passati bastava un’ora per sbrigare la pratica. E’ questo l’allarme lanciato da Cia-Agricoltori Italiani, a ridosso del periodo di raccolta delle uve. Le imprese agricole dopo aver presentato via e-mail la modulistica precompilata devono aspettare tempi troppo lunghi per il rilascio del codice, essenziale all’assunzione dei braccianti esteri per un regolare rapporto di lavoro. La lunga procedura non ha riscontri con il passato e suscita molti dubbi sull’efficienza delle piattaforme digitali della Pubblica Amministrazione, che in tempi di crisi come questo dovrebbero, invece, velocizzare le pratiche burocratiche per agevolare il rilancio dell’economia del Paese. Rispetto all’era pre-Covid, la digitalizzazione della richiesta dovrebbe essere persino più snella per gli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate, perché permette di bypassare ogni difficoltà di incomprensione linguistica con il lavoratore straniero, che prima era costretto a recarsi personalmente a eseguire la pratica.Un altro problema per le aziende riguarda l’indicazione degli sportelli digitali di non effettuare richieste di codici fiscali cumulativi: massimo dieci per singola e-mail. Cia ricorda come questi ostacoli si aggiungano alla difficoltà di reclutamento di manodopera straniera dopo l’esplosione della pandemia e si augura che la PA in smart working riesca a meglio utilizzare le risorse offerte dalla tecnologia, per dare un servizio davvero efficiente alle imprese agricole e vitivinicole italiane.

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Contratti: Fp Cgil, aprire tavolo rinnovo per Vigili del Fuoco

Posted by fidest press agency su domenica, 10 Maggio 2020

“Immediata apertura del tavolo negoziale sulle risorse per il rinnovo del contratto nazionale 2019/2021 del comparto Sicurezza e Difesa e su quelle già previste dalla legge di Bilancio per il Corpo dei Vigili del Fuoco”. A chiederlo è la Fp Cgil Nazionale in una lettera inviata al governo e ai vertici del Corpo.“L’attuale momento fortemente vincolato alle drammatiche condizioni sociali ed economiche venutesi a creare a causa dell’emergenza Covid-19 – prosegue la Fp Cgil – sta dimostrando in maniera inconfutabile l’importante ruolo svolto dal personale della Pubblica Amministrazione nei confronti del Sistema Paese, a partire proprio dai servizi resi dal personale del Soccorso in generale tra cui rientrano anche le donne e gli uomini del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco”.Per tale ragione, “al fine di valorizzare economicamente il ruolo e il lavoro svolto dal personale del Corpo, chiediamo l’immediata apertura del tavolo negoziale sia delle risorse del CCNL 2019/2021 sia di quelle inerenti l’art.1, comma 133 e 138 della Legge di bilancio 2020”, conclude la Fp Cgil.

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Codici in azione per la soluzione dei possibili conflitti su contratti di affitto e locazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

La situazione di blocco dettata dalle norme per la prevenzione del contagio da COVID-19 sta colpendo duramente i rapporti economici e giuridici, non tutti disciplinati dal Decreto Cura Italia. Sta assumendo particolare rilevanza l’impossibilità, sia per privati che per operatori economici e professionali, di poter rispettare le obbligazioni derivanti dai contratti di locazione e di affitto.
“La causa – dichiara l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – è ovviamente da far risalire all’impossibilità di poter produrre reddito derivante dalla forzata chiusura delle attività economiche. Per questo motivo stiamo valutando le
possibili azioni per la tutela delle posizioni, sia lato conduttori sia lato locatori”. Le norme introdotte dal Decreto Cura Italia hanno limitato fortemente sia la possibilità di sfratto, sia la possibilità di esperire azioni giudiziali, con una scelta normativa che l’associazione Codici condivide appieno: la situazione straordinaria determinata dal COVID-19 ed e i suoi effetti sui rapporti giuridici non possono essere affrontati semplicemente con gli ordinari strumenti messi a disposizione dall’ordinamento giuridico e tantomeno con l’avvio, almeno in questa fase, di azioni legali. L’associazione ha pertanto deciso di adottare la più ampia gamma di strumenti messi a disposizione dalle cosiddette ADR (Alternative Despute Resolution), tra cui negoziazione assistita, conciliazioni e mediazioni, per evitare e prevenire conflitti giudiziali e stimolare la soluzione bonaria e “pacifica” tra le parti. “A tal fine – afferma l’avvocato Carmine Laurenzano, legale di Codici – stiamo ponendo le parti ed i clienti di fronte alla concreta situazione determinata dal contagio COVID-19, che ha comportato in alcune situazioni una vera e propria impossibilità sopravvenuta, totale o parziale, di fare fronte alle obbligazioni, portando conduttori e locatori a reperire e concordare soluzioni di comune accordo che consentano la possibilità di proseguire il rapporto contrattuale, avendo cura di soddisfare le nuove situazioni oggettive e soggettive delle parti contrattuali. L’obiettivo dell’associazione Codici è pertanto quello di innescare fenomeni virtuosi, attuare strategie per evitarecontenziosi tra le parti contrattuali e reperire soluzioni che possano comunque consentire l’efficacia ed il mantenimento dei rapporti”.Codici ha attivato un servizio speciale di assistenza ai consumatori per problematichelegate all’emergenza Coronavirus.
http://www.codici.org

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Scuola: Anief chiede di prorogare i contratti in essere

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Nell’intervento pubblicato il 16 marzo con un video su Facebook, la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha ribadito, fra le altre cose, l’intenzione di bandire a breve i concorsi per il reclutamento di docenti nella scuola secondaria di I e II grado.In un momento in cui, a causa dell’attuale emergenza sanitaria, i docenti ed educatori si ritrovano oberati di lavoro per riuscire a mettere in pratica una modalità di didattica a distanza, dalla Ministra esplicitamente richiesta, appare perlomeno inopportuno catapultare sulle migliaia di precari della categoria impegno aggiuntivo e ulteriore pressione per prepararsi ad affrontare l’iter concorsuale.L’improvvida intenzione della Ministra Azzolina, che a quanto pare è condivisa anche dal Presidente del Consiglio Conte e dalla Ministra per la Pubblica Amministrazione Dadone, sembra non tenere conto della gravosità del compito che viene richiesto in questo momento al personale docente della scuola. Gli insegnanti, oltre a produrre materiali didattici per gli studenti, a registrare audio e video lezioni, a tenere videoconferenze a volte anche per dieci classi, devono contestualmente formarsi in maniera autonoma sull’utilizzo di piattaforme e software finora sconosciuti. Questo a proprie spese, poiché per i precari non è previsto il bonus docente. Tutto ciò mentre magari devono dedicare energie allo studio dei propri figli e devono condividere gli strumenti informatici e tecnologici con mariti e mogli, compagni e compagne, i quali anch’essi stanno lavorando da casa. Ma quel che è ancora più grave è la poca sensibilità verso gli insegnanti colpiti da coronavirus o dai familiari dei docenti che sono costretti a curarsi, a tentare di sopravvivere e sarebbero ingiustamente esclusi dai concorsi.L’Italia soffre, è ferita. L’Anief propone di dare continuità didattica prorogando tutti i contratti in essere al 31 agosto per proseguire la didattica a distanza. L’Anief chiede al governo di non togliere i punti di riferimento ai giovani: i loro insegnanti.La soluzione per evitare di gettare sull’orlo dell’esaurimento quasi metà della classe docente italiana è già pronta e l’Anief lo ripete da tempo immemorabile: immissione in ruolo di tutti i docenti e di tutto il personale educativo, che da anni tengono in piedi il sistema scolastico italiano, assumendoli dalle GaE, dalle graduatorie d’istituto di seconda e terza fascia, scegliendo in base alle graduatorie già in essere in base al punteggio maturato, non facendo alcuna distinzione tra insegnanti del sistema scolastico nazionale, come vergognosamente si è voluto fare. A partire dalla proroga del contratto scolastico in essere in questo momento emergenziale, nella stessa scuola dove è attualmente in corso la supplenza. L’Anief chiede di non togliere ai ragazzi che magari hanno già subito perdite in famiglia gli insegnanti il prossimo settembre.Seguendo l’esempio di quanto deciso per l’ambito sanitario, in cui verranno assunti senza concorso 20.000 persone fra medici, infermieri e Oss, si potrebbe fare altrettanto in ambito scolastico, sanando finalmente l’ingiustizia che per anni si è protratta ai danni dei docenti e degli educatori precari. A differenza dei medici, gli insegnanti presenti nelle GaE nelle seconde e terze fasce delle pubbliche graduatorie hanno oltre al titolo di studio, esperienza, ovvero sono lavoratori a tutti gli effetti. Anzi sono un punto di riferimento in questa emergenza sanitaria mondiale. Entrano nelle famiglie, nelle case, portando istruzione, rassicurazione, conforto.Infine, uno sguardo al fattore economico. Quando finirà la pandemia, nessuno sa il mese o il giorno, ma il nostro Paese sarà in ginocchio: l’economia schiacciata, il welfare da rivedere. In una situazione così critica, il governo non deve sprecare risorse pubbliche utili per risollevare l’Italia, non deve scialacquare denaro dei cittadini per onerosi concorsi, perché gli insegnanti ci sono e si sono autoformati anche alla didattica innovativa a distanza, a proprie spese. Basta rinnovare i contratti in essere e trasformarli a tempo indeterminato e per i restanti posti che si liberanno per i pensionamenti (e i decessi) attingere dalle stesse pubbliche graduatorie.

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