Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘contratto’

Primo contratto di espansione in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 4 agosto 2019

“Dopo anni di applicazione di ammortizzatori sociali finalizzati ad evitare licenziamenti collettivi, per la prima volta si introduce uno strumento di politica del lavoro, che consente di coniugare politiche attive e passive, favorendo non solo interventi formativi per tutto il personale in forza, ma consente anche di ampliare la base occupazionale, con l’impegno di Tim di assumere 600 nuovi lavoratori e scongiurare circa 3000 esuberi, dopo 10 anni di blocco delle assunzioni.
Stiamo trasformando il mondo del lavoro e, in un periodo di grandi evoluzioni, ci fa piacere che sia il mondo delle telecomunicazioni a mettere il primo tassello, e TIM rappresenta un esempio positivo per l’intero settore.
È una misura in cui crediamo, lavoreremo perché diventi una strutturale.
Adesso, il passo successivo è l’avvio di un tavolo interministeriale per analizzare con le parti sociali l’intera filiera delle TLC”.
Così in una nota congiunta il Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Claudio Durigon, e il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, a margine della sottoscrizione dell’accordo, avvenuto oggi, tra Ministero del Lavoro, Tim e organizzazioni sindacali per l’avvio del primo contratto di espansione in Italia, a seguito della sua introduzione nel Decreto Crescita.

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Nuove assunzioni in Rai con il “Giusto Contratto”

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2019

Grazie al “Giusto Contratto”, l’accordo appena firmato tra Rai, Usigrai e Fnsi, verranno assunte in RAI 90 nuovi giornalisti, con l’obiettivo di “trasformare la Rai in un’azienda di servizio pubblico multimediale e crossmediale legata al territorio ” e saranno stabilizzati 250 professionisti che già svolgono attività giornalistica all’interno dell’azienda. Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della stampa, sottolinea: “Auspico che il giusto contratto diventi un modello anche per altre aziende editoriali, una strada da seguire. Lo storico accordo è il frutto di un lungo e faticoso lavoro, lontano dai riflettori”. (byChristian Flammia)

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Sanità: “Nuovo contratto dei medici è una truffa grillina”

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

“Il rinnovo del contratto per i medici è un truffa. Il ministro della Salute Giulia Grillo non dice che in realtà hanno firmato un pre-accordo senza l’ok di alcune sigle sindacali importanti quali CIMO, ANPO, FIALS.”Il pre-contratto riorganizza si la carriera del medico, ma ne stoppa la crescita con limitazioni quantitative eccessive degli incarichi dirigenziali più elevati, siano essi manageriali o professionali, inibendo la necessaria osmosi tra i due percorsi di sviluppo e lasciando il direttore generale libero di assegnare gli incarichi di maggior contenuto professionale senza aver preventivamente fissato le regole” – spiega Rescigno: “Il vero schiaffo alla professionalità e’ che il nuovo contratto non fissa le regole che i direttori generali devono seguire per garantire l’affidamento degli incarichi secondo metodi assolutamente meritocratici. Questo non fa altro che alimentare il clientelismo politico in sanità” – conclude il dirigente Fdi.

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Fp Cgil Polizia Penitenziaria in piazza: risposte su contratto e riordino

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Niente sul rinnovo dei contratti, ancor meno sul riordino delle carriere. Per queste ragioni oggi Fp Cgil Polizia Penitenziaria e Silp Cgil hanno manifestato a Roma in piazza Montecitorio dietro le parole: #ContrattoSubito e #RiordinoSìMaNonCosì. “Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria unite contro un governo bravo nella propaganda meno nel mantenere le promesse fatte”, denunciano le due sigle sindacali.A riassumere le ragioni della protesta, il responsabile della Fp Cgil Polizia Penitenziaria, Massimiliano Prestini: “Siamo scesi in piazza oggi per ricordare al Governo le promesse fatte e non rispettate alle forze di Polizia. Sul contratto non solo non c’è convocazione per definire la coda normativa del vecchio contratto ma non c’è traccia di risorse per il rinnovo, né tantomeno di convocazione, benché sia scaduto da oltre 200 giorni”.Quanto invece ai correttivi rispetto al riordino delle carriere, delega che scade il prossimo 30 settembre, fanno sapere i sindacati, “ad oggi lo stanziamento previsto è di appena 23 milioni per la Polizia di Stato e meno di 10 per la Polizia Penitenziaria: risorse insufficienti in modo assoluto per correggere una riforma costata 1 miliardo di euro”. Nello specifico per la Polizia Penitenziaria, aggiunge Prestini, “non c’è nulla per agenti assistenti, sovrintendenti e ispettori, ovvero il 98% del personale che manda avanti le carceri del nostro paese”. Da qui le ragioni della protesta oggi in piazza Montecitorio: “Contro la propaganda, contro le speculazioni elettorali fatte sulle nostre divise, per il riconoscimento dei nostri diritti”, conclude Prestini.

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Sanità, rinnovato contratto dei medici: aumento 200 euro medi

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 luglio 2019

Firmato il contratto dei medici e dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale. Finita un’attesa lunga oltre 10 anni con un risultato importante per i circa 130 mila professionisti della sanità interessati. Un’ipotesi di rinnovo, quella siglata nella notte, relativa al triennio 2016-2018 e che prevede un aumento medio procapite di 200 euro al mese.Positivo il commento del segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi: “Premiate le carriere gestionali e professionali e valorizzato finalmente il lavoro dei giovani neo assunti che prenderanno una retribuzione di posizione minima di 1.500 euro annue da subito: un fatto storico mai accaduto prima. Così come lo è l’aver previsto la certezza di ottenere un incarico dopo 5 anni di servizio, con una retribuzione che sale di 2.000 euro all’anno”.Inoltre, aggiunge Il dirigente sindacale, “fondamentali anche i risultati ottenuti per attenuare il forte disagio che i medici vivono nelle gravi carenze di organico: aumentate le indennità di guardia da 50 a 100 euro, addirittura 120 nei pronto soccorso e, soprattutto, finalmente chi ha più di 62 anni può chiedere di essere esonerato dalle guardie. Risultati economici e normativi che segnano un solco con anni di assenza contrattuale. Con l’istituzione di un organismo paritetico, infine, nuovo strumento di relazioni sindacali, metteremo al centro il benessere dei lavoratori, come sulle questioni di salute e sicurezza, a partire dall’affrontare il tema dell’emergenza aggressioni al personale sanitario”, conclude Filippi.

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Scuola: Firmato il contratto sulla nuova rappresentatività scolastica

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

Dopo una contrattazione infinita, è stata sottoscritta all’Aran, dalle confederazioni sindacali, l’ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Quadro, il CCNQ che definisce e modifica i comparti e le aree di contrattazione collettiva, oltre che regolare gli istituti comuni a tutte le pubbliche amministrazioni o riguardanti più comparti e aree. L’accordo, al quale non hanno aderito la Cgil e la Cisl, prevede anche la nuova ripartizione dei distacchi e permessi sindacali tra le associazioni sindacali rappresentative dei comparti e nelle aree di contrattazione nel triennio 2019/20. “Domani, scrive Orizzonte Scuola, sarà pubblicato il testo con le novità del contratto”. La rivista specializzata ricorda anche che “le elezioni avevano visto un aumento di consensi per molte sigle sindacali come la UIL, la Gilda e l’ANIEF che è diventato sindacato rappresentativo”.“Finalmente – commenta a caldo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – abbiamo ora la possibilità di realizzare il nostro nuovo modo di fare sindacato: giusto, equo e solidale. Saremo a completa disposizione di tutti i lavoratori della scuola, portando avanti una politica sindacale sempre all’insegna della difesa dei loro diritti. Attraverso i nostri quadri sindacali, le Rsu e i Tas, faremo di tutto per far ripartire quel dialogo e quell’entusiasmo tra amministrazione e dipendenti, che decenni di sindacato immobile avevano man mano fiaccato. Per dimostrare che anche il mondo della scuola, con dei contratti giusti, può arrivare a delle regole corrette per entrambe le parti, senza arrivare – conclude Pacifico – allo scontro nei tribunali, da considerare sempre come ultima ratio”.

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Polizia in piazza a Roma a Montecitorio

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2019

Roma giovedì 25 luglio a partire dalle ore 10 per il rinnovo del contratto e sul tema del riordino delle carriere. A promuovere il presidio in piazza Montecitorio sono Fp Cgil Polizia Penitenziaria e Silp Cgil.”Siamo costretti di nuovo a scendere in piazza – affermano le due categorie della Cgil – e lo faremo il 25 luglio a Roma. Si parla di immigrazione, di porti chiusi, di legittima difesa e di pistole elettriche. Non si parla però di risorse vere per la sicurezza, di un contratto delle lavoratrici e dei lavoratori in divisa che è scaduto da quasi 200 giorni, dei correttivi a un riordino interno delle carriere per il quale il governo non ha stanziato sufficienti risorse economiche, disattendendo le aspettative dei lavoratori della forze di Polizia. Senza contare che le nuove immissioni nella Polizia previsti dai recenti bandi non garantiranno il turnover”.
Per questo Silp Cgil e Fp Cgil chiederanno al governo “risposte concrete per chi veste una divisa e ogni giorno rischia la vita. Un presidio che avrà due slogan, #contrattosubito e #riordinosìmanoncosì, e che preannuncia un autunno di mobilitazioni”.

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ANCODIS: Fondo MOF, chi l’ha visto?

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

Era il 16 aprile 2019 quando veniva sottoscritto in via definitiva il CCNI con la ripartizione del Fondo unico per il MOF 2018-2019 dopo ben nove mesi dalla sottoscrizione dell’ipotesi di contratto avvenuta il 1° agosto 2018. Secondo quanto previsto dalla legge n. 107/2015, il MIUR provvede a fornire a ciascuna scuola un primo prospetto delle risorse finanziarie necessarie alla programmazione riferita all’anno scolastico 2018/2019.
Si tratta del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa (MOF) previsto all’art.40, commi 1 e 2 del CCNL 2016/2018 del 19/4/2018 destinato al Fondo dell’Istituzione scolastica (lettera a), alle attività complementari di educazione fisica (lettera b), alle funzioni strumentali all’offerta formativa (lettera c), agli incarichi specifici ATA (lettera d), ai progetti nelle aree a forte rischio sociale (lettera e), alle ore eccedenti per le sostituzioni del personale (lettera f), alle attività di recupero nella Scuola Secondaria di secondo grado (comma 5 lettera b), alle risorse del bonus per la valorizzazione del merito dei docenti (comma 2 lettera a) significativamente ridotte come stabilito nel successivo comma 3.
E’ a tutti noto che come previsto dalla 107/2015, per consentire una migliore gestione finanziaria ed amministrativa delle Istituzioni Scolastiche autonome, la Direzione Generale – nel mese di settembre 2018 – ha comunicato l’assegnazione delle risorse finanziarie per il funzionamento didattico ed amministrativo.
Lo scopo è di dare alle autonome Istituzioni scolastiche il quadro certo e completo della dotazione finanziaria disponibile per l’intero anno scolastico allo scopo di favorire un’adeguata programmazione delle attività previste nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) elaborato da ciascuna Scuola.
Purtroppo, ancora oggi sui POS delle scuole non è stata caricata la risorsa economica assegnata con l’impossibilità delle stesse di riconoscere economicamente ai docenti ed al personale ATA il lavoro fatto nel corso dell’anno ed in orario extrascolastico!
ANCODIS sottolinea come il ritardo nell’erogazione delle risorse spettanti alle autonome Istituzioni scolastiche rappresenti un danno per quanti hanno onorato gli incarichi svolgendo attività nella governance, nei progetti extradidattici, nei corsi di recupero, nei servizi amministrativi e rischia di portare le scuole ad una seria inadempienza trovandosi nell’impossibilità di onorare gli obblighi contrattuali entro il 31 agosto 2019. Adesso la domanda al MIUR, al MEF ed alle OO.SS. è d’obbligo: fatta la cornice – sempre più modesta vista l’entità del Fondo MOF assegnato – manca la tela… Chi l’ha vista?

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Dirigenti scolastici:Lunedì 8 luglio convocati i sindacati per un rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

Per il rinnovo del contratto dei capi d’istituto la lunga attesa è finita. A distanza di quasi un anno e mezzo dalla sottoscrizione contrattuale di docenti e personale Ata, i sindacati dei presidi sono stati convocati all’Aran per la firma definitiva del CCNL 2016/18 dei dirigenti Area Istruzione e Ricerca: la convocazione è stata collocata all’inizio della prossima settimana, lunedì 8 luglio alle ore 17.00. Le cifre che sono state stanziate risultano tuttavia largamente insufficienti. Il sindacato Udir conferma l’intenzione, annunciata da alcune settimane, di ricorrere al giudice per opporsi alla sottoscrizione di un contratto di categoria ingiusto ed economicamente inadeguato: l’obiettivo è far riconoscere ai dirigenti scolastici italiani degli aumenti tali da collocarli finalmente in linea con i compensi percepiti dagli altri dirigenti dello Stato.
Gli incrementi stipendiali previsti per i nostri dirigenti scolastici non sono minimamente sufficienti. A quantificarli, oggi, è la rivista Orizzonte Scuola: corrispondono all’aumento di 154,9 euro lordi al mese, che netti saranno circa 100, per quanto riguarda l’equiparazione della parte fissa, a cui si aggiunge l’aumento di 440 euro provenienti dalla Legge di bilancio riguardanti le risorse fisse, per cui l’aumento dal 2020 sarà di 540 euro al mese.Secondo Udir, quello che si sta sottoscrivendo, è l’ennesimo contratto che non tiene conto della complessità del ruolo della dirigenza di categoria. Mentre i sindacati maggiori si pavoneggeranno per il risultato raggiunto, al dirigente scolastico, che nella migliore delle ipotesi ha oggi da gestire non meno di quattro-cinque sedi, è stata data, tramite il decreto Concretezza, la polpetta avvelenata dell’obbligo della rivelazione biometrica: una disposizione assurda per dei dirigenti che operano non meno di dodici ore al giorno e continuano a percepire la metà dello stipendio di un collega che opera in altre strutture pubbliche, dove peraltro il carico di lavoro e di orario è decisamente inferiore.
“Mediamente – ricorda Marcello Pacifico, presidente Udir – oggi un dirigente scolastico è a capo di moltissimi dipendenti, tra docenti e Ata, e deve gestire migliaia di alunni, con le rispettive famiglie. Inoltre, le responsabilità penali sul fronte della sicurezza – pur non avendo alcun potere di spesa – si sono allargate a macchia d’olio, per non parlare delle competenze moltiplicate, a seguito dell’applicazione della scuola dell’autonomia e dell’adozione dei decreti legislativi della Legge 107 del 2015”.“Gli aumenti che si vanno a sottoscrivere, dopo un lunghissimo periodo di vacanza contrattuale, corrispondono a degli ‘spiccioli’, che non tengono conto di tante indennità né della perequazione esterna: la verità, che nessuno dice tranne Udir, è che ai dirigenti scolastici italiani devono essere assegnati ventimila euro in più all’anno se si vuole davvero parlare di equiparazione agli altri dirigenti dello Stato”, conclude Pacifico.

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Nuovo contratto per le forze armate

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

Il Sindacato Aeronautica Militare SIAM apprende con grande soddisfazione la notizia data dal Ministro della Difesa dell’apertura della concertazione per il triennio 2019-2021 per il Comparto sicurezza e Difesa. Molti i temi da ridiscutere – afferma SIAM – a partire dalla rivisitazione della parte normativa a quella puramente economica legata ad indennità e stipendi. “Rimaniamo in attesa di conoscere le risorse rese disponibili dal Governo per il rinnovo contrattuale di oltre 500 mila uomini e donne in uniforme nella speranza che questa volta non si tratti di briciole come accaduto nel precedente contratto triennale che, di fatto, ha distribuito mediamente 9 euro a persona di aumenti, la qual cosa oggi sarebbe inaccettabile”, afferma il Segretario Generale del SIAM Paolo Melis.”Speriamo, inoltre, che questo sia l’ultimo contratto concertato con la rappresentanza militare e che dal prossimo ci sia l’effettiva operatività dei sindacati militari regolati da una legge che ancora tarda ad arrivare creando un vuoto normativo pericoloso”, incalza il Segretario Generale. “Nonostante ciò, conclude Melis, il SIAM farà la sua parte e ci attiveremo con delle piattaforme di discussione e analisi al nostro interno per inviare al Ministro le nostre proposte sul nuovo contratto”. Lo dichiara il Segretario Generale del SIAM Paolo Melis.

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Scuola: Firmato il contratto per utilizzazioni e assegnazioni provvisorie

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 giugno 2019

Al ministero dell’Istruzione è stato sottoscritto oggi il contratto che regolerà le prossime utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie del personale scolastico: si tratta di un documento importante, perché va ad incidere sul futuro professionale di diverse migliaia di dipendenti, tra insegnanti, educatori e unità di personale amministrativo, tecnico e ausiliario. All’ultimo momento, grazie alle pressioni del giovane sindacato, viene concessa la possibilità di accedere alla mobilità annuale anche ai docenti del terzo anno Fit, il sistema di Formazione iniziale e tirocinio, introdotto con il nuovo reclutamento per la scuola secondaria approvato dal decreto legislativo 59/2017, riguardante i vincitori del concorso riservato del 2018. Anief si riserva di verificare il testo dell’intero accordo sottoscritto oggi, al fine di verificare che tutto il personale abbia diritto alla formulazione della domanda, con valutazioni congrue del servizio e dei titoli conseguiti da ognuno.
Il contratto, anticipa Orizzonte Scuola, sarà triennale, ma le domande annuali. Saranno ripristinate le preferenze del comune e del distretto così come già previsto per i trasferimenti. Potranno presentare domanda anche i docenti che saranno soddisfatti nella mobilità interprovinciale nella provincia di ricongiungimento, eliminando quindi un ulteriore vincolo rispetto all’anno scolastico precedente. Ripristinata la possibilità di partecipare alla mobilità annuale, anche tra distretti sub-comunali per i docenti beneficiari di una delle precedenze previste dall’art. 8 del Contratto. Le domande di assegnazione provvisoria interprovinciale potranno essere anche su posti di sostegno per quei docenti privi di specializzazione, che, però, abbiano almeno un anno di servizio su sostegno o siano stati ammessi al TFA sostegno. Fatto salvo il requisito di ricongiungimento/cura e al termine della sequenza operativa che prevede ogni tutela per i docenti con titolo sia di ruolo che supplenti. Per quanto riguarda i docenti del terzo anno FIT (individuati entro il 31 agosto), si parla di novità positive, nel senso che potranno presentare domanda di assegnazione provvisoria: in tal caso, sarebbe stata accolta la richiesta formulata nelle ultime settimane dall’Anief.

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Per il rinnovo del contratto della sanità privata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 giugno 2019

Roma. “Confermiamo l’obiettivo di arrivare, in maniera condivisa e in tempi ragionevoli, al doveroso aggiornamento contrattuale dei professionisti che operano nella componente di diritto privato del SSN.” È quanto affermato da Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata) e Aris (Associazione Religiosa Istituti Socio-sanitari) in occasione dell’incontro odierno con l’assessore Sergio Venturi, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni. Aiop e Aris hanno anche accolto con favore l’avvio di un confronto congiunto voluto dalla Conferenza delle Regioni.
Le strutture sanitarie della componente di diritto privato del SSN operano in un sistema regolato da terzi, con volumi di attività e tariffe che, oltre a variare da regione a regione con differenziali fino al 30%, sono datate e costruite in base a meccanismi che non tengono in considerazione le reali componenti di costo delle prestazioni che le strutture erogano ai cittadini per conto del SSN, mettendo a rischio la sostenibilità dell’intero settore.Obiettivo prioritario di Aiop e di Aris, le cui strutture sanitarie associate contribuiscono in maniera determinante all’offerta sanitaria del Paese, è quello di garantire il rinnovo del contratto nei confronti degli oltre 100mila lavoratori che ogni giorno, con grande professionalità, consentono agli italiani di avere una risposta alla propria domanda di salute, e alle aziende di garantire al SSN servizi e prestazioni efficaci e di qualità.Aiop e Aris, in pieno spirito di collaborazione, hanno sottolineato di essere pronti al confronto per raggiungere l’obiettivo, comune a tutti, di un rinnovo contrattuale che valorizzi le competenze dei professionisti della componente di diritto privato del SSN – che hanno pari dignità rispetto ai colleghi del comparto pubblico – e salvaguardi le esigenze di efficienza e produttività delle strutture sanitarie.È stato rilevato, tuttavia, che la sostenibilità del settore è garantita dalla congruità di tariffe definite dalle Regioni, per questo motivo Aiop e Aris ritengono che l’aggiornamento del contratto, comportando costi aggiuntivi, debba anche esser fondato sulle relative coperture, così come previste per il comparto pubblico.
Nel corso dell’incontro è stato anche evidenziato come, negli ultimi anni, le strutture della componente di diritto privato del SSN hanno subìto l’imposizione di un tetto di spesa regionale (D.L. 95 del 2012), che, nella migliore delle ipotesi, cristallizza i budget al 2011 abbattuti di un ulteriore 2% (in alcuni casi anche al 2007). Considerato tutto questo, Aiop e Aris ritengono indispensabile che la deroga al D.L. 95 del 2012, che era stata prefigurata nella Legge di bilancio 2019, trovi la sua concreta attuazione all’interno del Patto per la salute.

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Dirigenti scolastici: “Nel contratto manca l’adeguamento alla legge”

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 giugno 2019

Nel corso di un’intervista rilasciata a Teleborsa, Marcello Pacifico, presidente nazionale di Udir, giovane sindacato che tutela la categoria dei dirigenti scolastici, ha fatto il punto della situazione sul contratto. Pronto un ricorso al giudice del lavoro.
A breve ci dovrebbe essere la firma del contratto DS. Udir ha più volte sottolineato le criticità. In occasione dell’intervista rilasciata a Teleborsa, il presidente nazionale del giovane sindacato, Marcello Pacifico, ha evidenziato come nel contratto manchino delle parti fondamentali, a partire all’adeguamento “alla legge semplificazione approvata qualche mese fa”.Infatti, il sindacalista ha affermato che la citata legge semplificazione, n. 12 del 11 febbraio 2019, riporta che “il salario accessorio di tutti, anche dei dirigenti scolastici, deve essere sbloccato nel momento in cui si firma un contratto”. In pratica, nell’ipotesi che è stata siglata non c’è traccia del predetto sbocco e “questo comporterà purtroppo che i dirigenti scolastici perderanno dai 6 mila agli 8 mila euro all’anno, poiché nel Fondo Unico Nazionale non verranno versati gli assegni ad personam dei presidi andati in pensione e, quindi, questo porterà meno risorse per i dirigenti scolastici”.Ma Udir ha anche analizzato un altro aspetto, “quello della mancata perequazione piena delle diverse aree dell’istruzione, della ricerca e dell’università confluite nella stessa area della dirigenza a partire dall’anno 2016, che porta a stipendi diversi tra dirigenti che per contratto sono inquadrati nella stessa area. Questo significa altri 8 mila euro in meno al dirigente scolastico”. Dunque con questo contratto i ds perdono 16 mila euro: Udir ha dichiarato quindi che, non appena sarà siglato il contratto, si rivolgerà ai giudici del lavoro per chiedere il giusto riconoscimento della professione.

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Rinnovo contratto trasporto aereo, USB: schema che perde non si cambia

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

Il rinnovo della parte generale del Contratto Nazionale del settore del Trasporto Aereo da parte delle federazioni di categoria Cgil, Cisl, Uil e Ugl e delle associazioni datoriali ricalca nel metodo, purtroppo, uno schema perdente che non ha funzionato negli ultimi anni, visti i frutti amari di questo tipo di relazioni industriali.Non c’è stata la verifica della rappresentatività di ogni sigla presente nel settore, come invece previsto delle regole dello stesso testo unico del 10 gennaio scorso, che viene brandito come una clava quando invece conviene, impedendo la partecipazione a organizzazione radicate e rappresentative come USB.Quindi niente di nuovo rispetto agli ultimi 10 anni, a dispetto dell’estremo bisogno di rilanciare le rivendicazioni dei lavoratori non solo per affrancarsi dagli errori del passato ma per riaffermare il contratto nazionale quale strumento di tutela e regolazione degli evidenti squilibri del trasporto aereo italiano.
Nel merito del testo contrattuale, ci riserviamo a breve una valutazione completa con le strutture del settore sulle tematiche più sensibili, quali appalti, clausola sociale, mercato del lavoro, precarietà e democrazia.Adesso si apre la stagione fondamentale dei rinnovi delle parti specifiche, (vettori, gestioni aeroportuali, handling, catering, assistenza al volo, etc…) che tratteranno i temi legati ai salari, all’organizzazione e all’orario di lavoro, nonché l’applicazione concreta di alcuni dei temi trattati nella stessa parte generale.Il contratto nazionale non potrà mai funzionare, tanto più in un settore così delicato e composito come quello del trasporto aereo, se continuerà a basarsi su una logica di esclusione dei lavoratori e dei loro rappresentanti liberamente scelti.

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Contratti: Fp Cgil, bene su adeguamento risorse per rinnovo Medici

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

Roma. “Accogliamo con favore la dichiarazione del presidente del comitato di settore Venturi in merito all’adeguamento delle risorse per il rinnovo del contratto della Dirigenza medica e sanitaria, un risultato importante, frutto di una lunga e complicata trattativa sindacale”. Queste le parole di soddisfazione di Andrea Filippi, segretario nazionale della Funzione Pubblica Cgil Medici in merito allo sblocco del contratto della Dirigenza medica e sanitaria, fermo da 11 anni.”Siamo soddisfatti – prosegue Filippi – dei risultati raggiunti in questi mesi con l’inserimento dell’indennità di esclusività nella massa salariale, con il recupero di una parte della retribuzione individuale di anzianità ed oggi, con il finanziamento delle risorse necessarie a parificare il contratto della dirigenza del Ssn a quella del comparto, siamo finalmente in grado di sbloccare il contratto dei professionisti fermo da 11 anni. Ora sarà fondamentale la contrattazione sulla parte normativa per restituire dignità alle carriere bloccate da anni per la mancata esigibilità del contratto in tema di incarichi e fondi contrattuali. È necessario revisionare alcune norme che negli anni hanno causato gravi sperequazioni a danno dei professionisti della sanità” conclude il segretario.

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Scuola: 20 maggio, incontro al Miur su organici Ata e aumenti stipendio

Posted by fidest press agency su domenica, 19 maggio 2019

Ancora una volta Anief esclusa che avverte: se non si ripristina organico di fatto a organico di diritto e se non si allineano gli stipendi all’inflazione a partire dall’utilizzo delle risorse derivanti dai tagli promessi dalla legge, se non si stabilizza il personale Ata come si vuole fare per gli LSU, allora si perderà un’occasione seria per risolvere diverse problematiche e si svelerà l’inutilità dell’accordo voluto dal Governo con alcuni sindacati rappresentativi. Nuovo appuntamento al ministero dell’Istruzione per i sindacati rappresentativi con mandato scaduto, in attesa della firma dell’accordo quadro su permessi e distacchi. Ancora una volta, Anief, nonostante una formale e reiterata richiesta, benché rappresentativo, non è stato convocato per affrontare due temi dell’accordo preso a Palazzo Chigi. Secondo il presidente Marcello Pacifico la riduzione progressiva di posti, soprattutto al Sud, rappresenta una tendenza pericolosa, perché toglie risorse umane proprio alle regioni che ne hanno più bisogno. Sui compensi del personale, gli aumenti paventati non ci entusiasmano, perché il personale amministrativo, tecnico e ausiliario è quello più penalizzato economicamente di tutto il comparto del pubblico impiego, con salari medi non molto superiori ai mille euro al mese, cioè sopra il reddito minimo di cittadinanza. Anche per questo motivo, abbiamo scioperato e manifestato in piazza.
Il Ministero dell’Istruzione ha convocato i sindacati rappresentativi per il triennio 2016/2018 per un incontro informativo sugli organici del personale ATA per il 2019/2020 e per affrontare il tema degli aumenti di stipendio. L’appuntamento è per il prossimo 20 maggio e, come in simili recenti incontri, nonostante la rappresentatività ottenuta, Anief non è stato ancora ammesso a questi tavoli. Come ogni anno, la ripartizione dell’organico sarà effettuata tra le regioni tenendo presenti sia i dati della popolazione scolastica sia il dimensionamento della rete scolastica. E con il passare degli anni – scrive Orizzonte Scuola – l’emorragia di posti è andata avanti. Nel 2018, ad esempio, l’organico di diritto ha visto una perdita di posti complessiva di 58 unità rispetto all’anno precedente, mentre rispetto al 2011/12 la perdita è stata di 3.725 posti. La maggiore concentrazione di tagli si è concentrata al Sud, con regioni quali la Campania che hanno visto più di mille posti di lavoro scomparire, insieme alla Sicilia e alla Puglia. Per quanto riguarda, invece, l’organico di fatto del 2018/19, l’amministrazione ha assegnato 5.182 posti in più rispetto all’organico di diritto. Tra gli obiettivi sul tavolo delle trattative, quindi, la trasformazione di molti di questi posti temporanei in organico di diritto. E questa è una buona notizia: ma dovrebbe trattarsi solo dell’inizio, considerando l’ancora alto numero di posti in organico di fatto, ma poi, alla resa dei conti, sostanzialmente privi di titolare e quindi da assegnare a tutti gli effetti alla mobilità e alle immissioni in ruolo. Il problema è che “come ogni anno, la ripartizione dell’organico sarà effettuata tra le regioni tenendo presenti sia i dati della popolazione scolastica sia il dimensionamento della rete scolastica”.

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Dirigenti scolastici: si arrivi al più presto a una data per la sottoscrizione del contratto

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 maggio 2019

Udir rilancia la richiesta di un gruppo di senatori, della VII Commissione, fatta al ministro Marco Bussetti e alla ministra Giulia Bongiorno, di sapere quale sia l’effettivo stato dell’iter di rinnovo del contratto collettivo nazionale. Marcello Pacifico (Udir): Sono trascorsi 5 mesi. Siamo pronti a impugnarlo.
Ricordiamo che a metà dicembre scorso tra l’Aran e le organizzazioni sindacali rappresentative dell’area dirigenziale istruzione, AFAM, università e ricerca è stata sottoscritta l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per il triennio 2016-2018; il precedente contratto collettivo è scaduto, il 31 dicembre 2009. Alla luce di tutto ciò, un gruppo di senatori della VII Commissione ha chiesto, al ministro dell’Istruzione e a quello della PA, quale sia l’effettivo stato dell’iter di rinnovo del contratto collettivo nazionale; quali siano state le ragioni per le quali, dopo oltre 4 mesi dalla sottoscrizione dell’ipotesi di rinnovo del contratto, ancora non si sia potuto procedere alla stipula definitiva e quali dovessero, malauguratamente, ancora permanere; quali passi abbiano finora compiuto i Ministri in indirizzo sia di informativa che di sollecito, tesi a rimuovere i ritardi sicuramente inusuali fin qui maturati; se non ritengano opportuno dare un’indicazione relativa a una data certa per la stipula definitiva del contratto, accompagnata dall’impegno a garantirne il rispetto.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, afferma come “5 mesi rappresentino un lasso di tempo abbastanza ampio che deve necessariamente scaturire in una data in cui procedere con la stipula definitiva del contratto. Un’ulteriore attesa non farebbe che bloccare un iter già di suo in ritardo, visto che il precedente contratto collettivo, relativo al quadriennio 2006-2009, stipulato il 15 luglio 2010, è scaduto il 31 dicembre 2009 e sono trascorsi 9 anni dall’ultimo rinnovo. Ad ogni modo, impegneremo questo contratto, perché non tiene conto dei rilievi normativi introdotti dal decreto legge semplificazioni sullo sblocco del salario accessorio per il triennio contrattuale nella voce specifica della Ria da caricare nel FUN e della completa perequazione della retribuzione di posizione di parte fissa a partire dal 2016”, ha concluso il presidente Pacifico.

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PA – Contratto integrativo. Aran: una scuola su cinque non lo invia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2019

In alcuni casi è un atto unilaterale del dirigente. Il presidente Pacifico (Anief): Non appena con la firma del CCNQ attesteranno la nostra rappresentatività vigileremo in ogni scuola riprendendo l’operazione verità su organici, personale e risorse. Nel frattempo, continuiamo a raccogliere le candidatura per diventare terminale associativo del nostro sindacato in ogni Istituto. Nella pubblica amministrazione è di gran lunga il comparto scolastico a sottoscrivere il maggior numero di contratti integrativi di lavoro: nel 2018, su 14.071 complessivi, circa la metà sono stati prodotti da istituzioni scolastiche, considerando che a fronte di 8.354 sedi di contrattazione, si è arrivati alla stipula del contratto in 6.527 casi. Lo fa sapere l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, attraverso il documento dal titolo “Monitoraggio della contrattazione integrativa – Rapporto riepilogativo anno 2018”. Nel documento sono confluiti i dati derivanti dai form di trasmissione dei contratti integrativi pervenuti via web all’Aran e al Cnel, come previsto dall’articolo 40 bis, comma 5, del D.Lgs. n. 165/20012.
Sui contratti integrativi, complessivamente, rileva l’Aran, “le sedi di contrattazione territoriale che hanno inviato almeno un contratto integrativo sono basse”. Tuttavia, dalle scuole ne sono pervenuti ben 7.414. L’unico comparto che tiene “testa” agli istituti scolastici è quello dei Comuni, che hanno fatto avere ad Aran e Cnel 4.344 testi di contrattazione sottoscritti. Gli altri settori della PA, invece, hanno concluso e trasmesso via web solo poche decine di contratti integrativi. Fanno eccezione i Ministeri (674), le aziende ospedaliere (348), le Province (189), le Unioni dei Comuni (172), le Università (108). In totale, nel 2018 sono stati portati a termine 14.071 contratti integrativi. Quindi, oltre la metà degli accordi firmati presso le istituzioni statali appartengono alla scuola. Appena l’11,9% delle scuole non arriva all’accordo.
A proposito della tipologia dei contratti sottoscritti, l’Aran ha fatto notare che “in particolare, nella Scuola (con il 71,6%) e Afam (con il 64,1%) i CI di tipo normativo mostrano una quota importante dei contratti sottoscritti, che per l’intero comparto Istruzione e Ricerca raggiunge il 70,7% degli atti negoziali trasmessi”. Solo 1.684 istituti hanno stipulato un contratto di tipo esclusivamente economici. “Mentre, negli Enti pubblici non economici, Ministeri e Regioni ed Autonomie locali sono prevalenti i CI che regolamentano solo la parte economica, rispettivamente con l’85,1%, 84,2% e 67,7% dei contratti inoltrati”. Per quanto riguarda la percentuale di adesione negoziale, questa è tutta spostata sul fronte del consenso reciproco: in assoluto appena “il 4,7% degli stessi sono stati sottoscritti senza l’adesione delle Rsu”. E nella scuola la percentuale di disaccordo è ancora più bassa, visto che nel 98,1% dei casi i contratti integrativi trasmessi sono stati sottoscritti da almeno due rappresentanze sindacali unitarie su tre. È tutto dire, infine, che in appena 81 scuole su 7.414 (l’1,1%) sono stati sottoscritti atti unilaterali, quindi solo dal dirigente scolastico.
Secondo Anief, il fatto che otto scuole su dieci abbiamo inviato il sottoscritto contratto integrativo è inquietante. Detto questo, tuttavia, esistono anche molti casi di Rsu in disaccordo, anche laddove il contratto viene stipulato. E poi ci sono il 12% circa di istituti dove non arriva la firma. A questo proposito, va ricordato che, come già proposto a livello nazionale con le linee guida presentate dal sindacato in vista del rinnovo del contratto nazionale, va data priorità assoluta della nuove sessioni negoziali al superamento del vincolo della firma del contratto per poter accedere ai successivi livelli di contrattazione integrativa nel rispetto del voto dei lavoratori e delle regole sull’accertamento della rappresentatività anche per smontare la politica dei cosiddetti “sindacati di comodo”. “Indubbiamente – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – il contratto realizzato all’interno di un’istituzione scolastica fornisce precise garanzie ai lavoratori. Tuttavia, quando non ve ne sono le condizioni, i dipendenti devono essere comunque sempre posti nelle condizioni di non subire contraccolpi negativi a livello di diritti, né di compensi da percepire oltre a quelli base. È un concetto fondamentale, visto che, almeno nella scuola, la contrattazione è finalizzata a sovvenzionare i dipendenti per gli incarichi extra sostenuti all’interno dell’anno scolastico”.

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Scuola: Rinnovo del contratto in alto mare, ci potrebbero essere 200 euro al mese per Anief

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Intanto i docenti e gli Ata si devono accontentare di 5 euro ad aprile. Pacifico lancia un appello al ministro Bongiorno: sblocchi la certificazione della rappresentatività e avvii i tavoli di confronto per non smentire il Governo del Cambiamento Sul breve periodo, le risorse destinate al contratto di lavoro nazionale, scaduto lo scorso 31 dicembre, approvate dal Consiglio nazionale Anief pochi giorni fa in una piattaforma realizzata nel decennale del sindacato, sono già presenti nel comparto: riguardano i risparmi di spesa già destinati dalla legge alla carriera. Marcello Pacifico (Anief): Stiamo indicando la via sul breve periodo, ma bisogna reperire le risorse utili a recuperare il divario registrato nell’ultimo decennio e ad allineare all’inflazione gli stipendi anche per il 2020/21. Serve la volontà, come è stato fatto col Reddito di Cittadinanza. Il Governo guardi ai compensi assegnati in Europa invece di concentrarsi sulla crociata della regionalizzazione, che condurrebbe verso assurde gabbie salariali
Gli stipendi dei docenti e Ata della scuola italiana continuano ad essere nemmeno paragonabili a quelli dell’Europa, dove si percepisce in media tra i 30% e il 50% in più. E continuano ad essere di gran lunga i più bassi della pubblica amministrazione. È tutto dire, inoltre, che le retribuzioni medie di docenti e Ata, pari a circa 29 mila euro lordi annuali, hanno perso mille euro di potere d’acquisto solo negli ultimi sette anni, come conseguenza blocco contrattuale tra il 2008 e il 2016 e del mancato recupero dell’inflazione nell’ultimo triennio. Mentre in altri Paesi a noi vicini, come la Germania, la media d’incremento è stata di 3.825 euro in attivo: il dipendente tedesco nel 2010 godeva già in media di una retribuzione lorda più alta di quello italiano, collocandosi a quota 35.621 e nel 2017 è salito a 39.446 euro. Come risolvere questa diversità di trattamento in presenza delle ristrettezze di bilancio? Come si può aumentare il compenso dei dipendenti della scuola di 200 euro almeno al mese, avvicinandoli finalmente ai compensi europei, senza gravare sulle casse dello Stato? Anief ha calcolato che per cominciare a parlare di stipendi equi ed in grado di fronteggiare il costo della vita, servirebbero aumenti minimi di 200 euro al mese. Per raggiungere questo risultato, il giovane sindacato ha trovato una soluzione senza oneri ulteriori per lo Stato: utilizzare i risparmi di spesa già destinati dalla legge alla carriera del docente. Andando così a trovare quelle risorse aggiuntive a quelle emesse dal Governo con la recente Legge di Stabilità, per coprire la cosiddetta “perequazione”. Con quei soldi, si potrebbero coprire i finanziamenti per il prossimo triennio, rispondendo così all’impoverimento degli stipendi degli insegnanti, valorizzando al massimo il loro ruolo professionale, ma anche predisponendo il passaggio di livello funzionale del personale Ata: per il lavoro svolto da amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici, l’urgenza non è infatti da meno, perché negli ultimi anni le competenze e responsabilità sono mutate in modo sensibile. La progressione economica, inoltre, dovrà riguardare anche il personale precario e supplente breve, con una profonda modifica alle norme relative alla ricostruzione di carriera.

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Scuola: Aspettando il contratto

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

Licenziato solo lo 0,01% dei dipendenti pubblici dopo provvedimenti disciplinari. Il tema della responsabilità disciplinare non va sottovalutato nel rinnovo contrattuale per il personale della scuola ed è fondamentale nelle proposte del giovane sindacato. Marcello Pacifico (Anief): “Siamo favorevoli a provvedimenti severi e a sanzioni esemplari contro i pochissimi che sbagliano, ma senza colpire rispettabilità e onestà della maggioranza, troppo spesso, a causa di semplificazioni e generalizzazioni, tacciata di inefficienza, pigrizia o addirittura furberia” Non solo misure per chiedere aumenti economici per il personale della scuola, per recuperare la centralità della funzione docente, per difendere le lavoratrici vittime della violenza nella piattaforma contrattuale elaborata da un gruppo di lavoro di Anief e presentata all’ultimo Consiglio nazionale del sindacato, svoltosi a Roma pochi giorni fa.
Anief ritiene che siano indispensabili e urgenti alcune misure a tutela del personale docente ed educativo della scuola: abolire, per esempio, il carattere di obbligatorietà del procedimento disciplinare, troppo spesso avviato su segnalazioni senza fondamento degli utenti; ripristinare la decadenza dall’azione disciplinare per l’Amministrazione in caso di violazione dei termini, che consente al datore di lavoro pubblico di non rispettare le regole, osservate invece dal dipendente; eliminare l’obbligatorietà della dichiarazione da parte del dipendente riguardo a condanne penali e ai carichi pendenti; abrogare la norma che assegna ai dirigenti scolastici la potestà di infliggere la sospensione dal servizio senza retribuzione fino a dieci giorni; riabilitare automaticamente il dipendente non appena siano trascorsi due anni dalla sanzione, senza ricorsi ai comitati di valutazione.
Il giovane sindacato auspica, inoltre, l’individuazione di una procedura di conciliazione non obbligatoria sulle controversie in tema di sanzioni disciplinari, per limitare il ricorso al giudice del lavoro ai soli casi necessari. Netto, infine, il no di Anief a norme ad hoc contro l’utilizzo distorto dei social network. Il codice di comportamento dei dipendenti pubblici prevede il rispetto di principi quali integrità, correttezza, buona fede, la cui violazione, compreso un uso improprio dei social, è già perseguibile e sanzionabile.

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