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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Posts Tagged ‘contratto’

Contratto Uspi-Cisal: ulteriori novità per i giornalisti

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2020

Ulteriori elementi di novità nel contratto Uspi-Cisal per la regolamentazione dei rapporti di lavoro di natura redazionale nei settori della comunicazione e dell’informazione periodica locale e on line e nazionale no profit. A un mese dalla sottoscrizione del contratto, Uspi e Cisal si sono nuovamente incontrate per fare il punto della situazione e aggiornare il testo con ulteriori elementi migliorativi, soprattutto in relazione alle qualifiche professionali dei collaboratori. Il testo aggiornato eleva, infatti, a 1310 euro al mese il minimo retributivo del collaboratore redazionale e introduce la figura del collaboratore fisso che assorbe, così, i minimali precedentemente previsti per i dipendenti chiamati a garantire un minimo di 2, 4 e 8 prestazioni mensili. «Una scelta rafforzativa – spiegano Cisal e Uspi – che, comunque, non deve far dimenticare l’assunto che i contratti fissano retribuzioni “minime” e non “fisse”, per cui i minimali possono essere ovviamente migliorati attraverso la contrattazione aziendale o individuale». Nel ricordare che ai giornalisti contrattualizzati Uspi-Cisal i contributi previdenziali vengono versati alla Gestione Principale dell’Inpgi e che agli stessi è, inoltre, garantito un ulteriore contributo dell’1% della retribuzione mensile da destinare alla previdenza complementare, Cavallaro e Vetere rendono noto che «è in corso di definizione la convenzione per garantire a tutti i dipendenti la migliore copertura sanitaria integrativa delle prestazioni sanitarie integrative del Servizio Sanitario Nazionale. Una copertura – e questo è un ulteriore elemento di novità – che, contrariamente a tutti gli altri contratti di lavoro giornalistico, sarà garantita a tutti i dipendenti senza eccezione alcuna». Un contratto, ricordiamo, nato dall’esigenza di garantire sostenibilità e sviluppo ad un settore messo a dura prova dalla crisi economica e sanitaria, che disciplina i rapporti di lavoro subordinato instaurati nei settori dell’informazione e della comunicazione nel rispetto dell’art. 21 della Costituzione, dell’art. 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e della Legge 3 febbraio 1963, n. 69 (“Ordinamento della professione di giornalista”). Un contratto di lavoro che si applica sia ai giornalisti che a tutte quelle figure professionali che, non ammesse all’Albo professionale, svolgono attività nei settori della comunicazione e dell’informazione. Insomma, ricordano i segretari generali di Cisal e Uspi, Francesco Cavallaro e Francesco Saverio Vetere, «un contratto moderno che, oltre a riconoscere al settore significativi aumenti retributivi e contributivi, estende diritti e tutele e introduce importanti elementi di novità finora mai riconosciuti da alcun contratto nazionale di lavoro giornalistico». Da evidenziare, sul fronte del lavoro autonomo, la clausola di garanzia che stabilisce che, nel caso in cui il numero di prestazioni richieste dall’azienda risultasse inferiore al minimo annuale indicato, il pagamento delle stesse avverrà adottando il criterio della proporzionalità, è addirittura migliorativa del contratto Fieg-Fnsi.

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Legge di bilancio: Per la scuola pochi fondi, nulla per il rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2020

Prende corpo la Legge di Bilancio 2021: i contenuti della manovra da 38 miliardi di euro sono stati appena approvati dal Consiglio dei ministri e già da domani il testo sarà all’esame del Parlamento. Nella legge, che dovrà essere approvata da entrambe le Camere entro le fine dell’anno corrente, sono previsti impegni anche per il sostegno alla scuola: in particolare 117,8 milioni di euro serviranno per ampliare l’offerta formativa. Uno stanziamento che servirà, si legge nel testo approvato, a “ridurre le diseguaglianze” e a “favorire l’ottimale fruizione del diritto all’istruzione, anche per i privi di mezzi”. Anief ritiene gli investimenti prodotti dal Governo per il settore scolastico non affatto sufficienti. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ben comprendendo lo stato di emergenza e anche il fatto che circa la metà dei fondi stanziati riguarderà il cosiddetto ‘scostamento’ finanziario, andando quindi ad incrementare il deficit pubblico, ritiene che “l’istruzione pubblica debba essere collocata tra le priorità da sostenere: operare a favore della scuola e dell’università significa rilanciare, sul lungo termine, anche l’intera economia. Perché, ad esempio, non si parla più di rinnovo del contratto e aumenti a tre cifre per il personale della scuola? Perché si continuano a lasciare fuori i precari dalla card annuale che permette di svolgere anche didattica a distanza e smart workig? Dove sono i fondi per cancellare le classi pollaio, assumere i precari e aumentare gli organici? Siamo pronti, come sempre, a farci da tramite per presentare emendamenti al testo che si esaminerà nei prossimi giorni nelle commissioni parlamentari di competenza”.Dalla Legge di Bilancio arrivano davvero pochi soldi per la scuola. Il finanziamento che potenzia l’offerta formativa si rifà all’articolo 1 della legge 18 dicembre 1997. n. 440, ed è incrementato “di 106,9 milioni di euro nell’anno 2023, di 7,3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025 e di 3,4 milioni per l’anno 2026. Le risorse del Fondo – si legge nel testo approvato dal Consiglio dei ministri – vanno per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa e per gli interventi perequativi anche al fine di ridurre le diseguaglianze e di favorire l’ottimale fruizione del diritto all’istruzione, anche per i privi di mezzi”, si legge nel testo della manovra”.

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Scuola: Rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

Sul “tavolo” di concertazione con la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ci sono il rinnovo del contratto scaduto da due anni e le assunzioni dei precari: a ricordarlo è stato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso di un’intervista rilasciata a Orizzonte Scuola. La posizione dell’Anief sul rinnovo contrattuale e sulle stabilizzazioni è inclusa nella memoria di 15 punti fondamentali consegnata la scorsa settimana al ministero dell’Istruzione al termine dell’incontro dello stesso presidente Anief con la ministra Lucia Azzolina. L’obiettivo del sindacato è riuscire a far inserire le sue proposte nella legge di Bilancio. Sul fronte del rinnovo dei contratti, il sindacalista ha ricordato che la ministra “ha riferito che il ministro Dadone sta cercando di mettere delle risorse aggiuntive per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici. Noi riteniamo – ha detto Pacifico – che rispetto ai 100 euro già previsti” con le ultime Leggi di Bilancio quanto meno “nelle more debbono essere messi almeno altri 80 euro per recuperare l’inflazione cresciuta negli ultimi 10 anni”.Il tema del contratto si intreccia con quello delle mancate stabilizzazioni. “Sul reclutamento abbiamo sottolineato che non riteniamo il concorso straordinario”, da oggi sospeso, “come la soluzione al male della supplentite. Questo percorso non deve essere selettivo ma ammettere alla graduatoria annuale chi ha 36 mesi di servizio. Soltanto riaprendo il doppio canale di reclutamento ai precari si può rispettare la norma comunitaria”.L’attenzione del sindacato è rivolta anche ad amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici. “Abbiamo ribadito” al Ministero “che sarà essenziale per il personale Ata rivedere i profili professionali”, andando ad introdurre quelle figure di coordinamento sinora mai attuate; per il personale docente c’è invece “da riconoscere il ruolo della vice dirigenza e per il personale precario la parità di trattamento dei diritti come il personale già di ruolo”.Poi c’è il problema degli investimenti che scarseggiano e della qualità dell’offerta formativa da elevare: “Non si può pensare – ha detto Pacifico – che in attesa del Recovery fund non si parli più delle classi pollaio. Abbiamo quindi chiesto al ministro di aprire il tavolo previsto dal protocollo sulla sicurezza per riformare i criteri restrittivi della legge 133 del 2008 che ha portato al licenziamento di più di 200mila insegnanti, 50mila amministrativi, 4mila sedi di presidenza e quindi posti di Dsga, alla dismissione di 15mila posti”.

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Informazione: nasce il contratto Uspi – Cisal

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

Un nuovo contratto per la regolamentazione dei rapporti di lavoro di natura redazionale nei settori della comunicazione e dell’informazione periodica locale e on line e nazionale no profit. A sottoscriverlo sono state l’Uspi, ovvero l’Unione Stampa Periodica Italiana, fondata nel 1953, che riunisce mille editori di 3mila testate periodiche e on line, e la Cisal, la Confederazione Italiana Sindacati Autonomi Lavoratori, costituita nel 1957, che con 1 milione 700mila iscritti è la più importante organizzazione sindacale autonoma d’Italia. Il protocollo d’intesa, firmato nella sede nazionale della Cisal, al numero 1 di Salita San Nicola da Tolentino, a Roma, disciplina i rapporti di lavoro subordinato instaurati nei settori della comunicazione e dell’informazione nel rispetto dell’art. 21 della Costituzione, dell’art. 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e della Legge 3 febbraio 1963, n. 69 (“Ordinamento della professione di giornalista”).A firmare il contratto sono stati, per l’Uspi, il segretario generale Francesco Saverio Vetere, il vice segretario Sara Cipriani e il vice presidente Luca Lani, per la Cisal il segretario generale Francesco Cavallaro, il segretario confederale Fulvio De Gregorio e il segretario generale di Cisal Terziario Vincenzo Caratelli.Cinque le qualifiche professionali: praticante, collaboratore redazionale, corrispondente, redattore con meno e con più di 24 mesi di attività lavorativa, e coordinatore. Per il settore dell’on line, naturalmente, il contratto si applica anche alle nuove figure professionali da tempo presenti nelle piattaforme digitali e multimediali: community manager, web deloveper, web designer, web editor, web imagine editor, videomaker, social media manager. I minimi contrattuali sono compresi tra i 1310 euro del praticante e i 1670 euro lordi al mese del coordinatore più tredicesima mensilità e 7 scatti biennali pari al 3% del minimo tabellare. Le retribuzioni dei collaboratori variano, invece, dal numero di collaborazioni (almeno 2, 4 o 8 a mese), rispettivamente 130, 250 e 500 euro, mentre i minimi dei corrispondenti dai 300 euro nei comuni fino a 30mila abitanti ai 730 euro nelle regioni e nelle città metropolitane. Ai giornalisti contrattualizzati Uspi-Cisal i contributi previdenziali verranno versati alla Gestione Principale dell’Inpgi, mentre quelli assistenziali ad un fondo che le parti provvederanno ad individuare per garantire ai dipendenti la migliore copertura sanitaria integrativa. Uspi e Cisal hanno, inoltre, condiviso l’importanza, specialmente con le attuali modeste prospettive della previdenza tradizionale, di garantire ai lavoratori anche un ulteriore contributo dell’1% della retribuzione mensile da destinare alla previdenza complementare. Previsti, tra l’altro, due giorni di permesso straordinario, anche frazionabili in mezze giornate, per l’aggiornamento professionale e l’acquisizione dei crediti formativi.Uspi e Cisal hanno sottoscritto anche un verbale di accordo sul lavoro autonomo che rende giustizia al settore più debole. Il trattamento economico minimo per i collaboratori coordinati e continuativi è di 3.000 euro (250 al mese per un minimo 144 articoli l’anno per i quotidiani (12 articoli in media per mese di almeno 1.600 battute), 45 per i periodici (almeno 1.800 battute), 40 segnalazioni/informazioni per le agenzie di stampa (anche corredate da foto/video). Se le segnalazioni o informazioni sono corredate da foto il compenso base è maggiorato del 30%, se corredate da video non montati è maggiorato del 50%. Inoltre, minimo 40 collaborazioni per le società di comunicazione e 40 segnalazioni/informazioni (anche corredate da foto/video) per il web.L’importante clausola di garanzia evidenziata nel contratto Uspi-Cisal stabilisce che, nel caso in cui il numero di prestazioni richieste dall’azienda risultasse inferiore al minimo annuale indicato, il pagamento delle stesse avverrà adottando il criterio della proporzionalità.Infine, l’Uspi ha sottoscritto con Cisal, Cisal Terziario, Anpit, Cidec, Confimprenditori, Unica e Cui, un protocollo d’intesa per l’applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro per dirigenti, quadri, impiegati e operai del “Terziario Avanzato”. Ritenendone l’applicazione «particolarmente adatta all’editoria», l’Uspi intende, così, garantire tutte le figure professionali non giornalistiche del mondo dell’informazione e della comunicazione.«Insomma – sottolineano Francesco Cavallaro e Francesco Saverio Vetere – un fondamentale passo in avanti a sostegno di un settore che merita di essere non solo salvaguardato, ma incoraggiato e valorizzato da norme e tutele finalizzate a garantire sostenibilità alle aziende e dignità ai lavoratori».

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Nuovo contratto nazionale del lavoro domestico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2020

Risponde in modo cogente alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori di un comparto sempre più essenziale nel nostro Paese dove la prestazione viene sempre più spesso affidata alle mani esperte degli assistenti familiari, nell’accezione più ampia del termine riconosciuta dal rinnovo contrattuale, che valorizza la prestazione d’opera riconducibile alla gestione familiare quotidiana e al lavoro di cura e assistenza a minori e ad anziani e a persone non autosufficienti». Così il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini ha commentato il rinnovo del contratto nazionale del lavoro domestico, siglato oggi a Roma dai sindacati di categoria e dalle associazioni datoriali di settore Fidaldo e Domina.«La nuova denominazione di assistente familiare introdotta dal nuovo contratto – ha aggiunto Guarini – rappresenta un notevole cambio di paradigma che non solo qualifica la professione, permettendo al lavoratore di avere una percezione della propria prestazione svolta, ma anche alle famiglie che usufruiscono del servizio di apprezzare il lavoro di cura e assistenza al di là del costo sostenuto».
Blanca evidenzia anche «la definizione dei nuovi livelli di inquadramento per chi assiste minori e il riconoscimento dei carichi di lavoro con aumenti economici e indennità ad hoc per chi assiste persone non autosufficienti o bambini fino ai sei anni di età», un passaggio che passa anche «dalla certificazione delle competenze, percorso avviato dall’Ente Bilaterale di settore Ebincolf che raggiungerà il suo scopo entro 2021». La sindacalista sottolinea inoltre «l’importante risultato raggiunto sulle quote contrattuali destinate alla bilateralità settoriale a fronte del riconoscimento di prestazioni e servizi aggiuntivi per gli assistenti familiari e i datori di lavoro». «Nel corso della fase pandemica – ha concluso Blanca – le Parti Sociali si sono contraddistinte per il lavoro sinergico che proseguirà convintamente nei prossimi mesi per dare dignità ad un comparto in crescita nel nostro Paese».

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Sottoscritto il nuovo contratto di finanziamento garantito da SACE

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2020

La società Il Sole 24 ORE S.p.A comunica di aver finalizzato con un pool di banche il nuovo contratto di finanziamento a medio-lungo termine per un importo pari a 37,5 milioni di euro, assistito da garanzia SACE ai sensi del Decreto Legge 8 aprile 2020, n. 23 c.d. “Decreto Liquidità”. Il finanziamento, che ha una durata di sei anni con scadenza al 30 giugno 2026, permette alla Società di rafforzare la propria struttura finanziaria garantendole gli investimenti previsti sull’arco di piano, necessari allo sviluppo dei ricavi e al raggiungimento di una maggiore efficienza operativa. È stato inoltre raggiunto un accordo per prorogare la scadenza della linea di cartolarizzazione dei crediti commerciali per ulteriori sei anni portando pertanto la nuova data di scadenza a dicembre 2026.

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Contratti di “interest rate swap” stipulati con un istituto bancario

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

“Le Sezioni unite civili della Corte di Cassazione, al di là degli aspetti meramente tecnici, con una sentenza storica (la n. 8770/20) sono intervenuti mettendo una parola definitiva all’originario ricorso presentato dal Comune di Cattolica con cui chiedeva l’annullamento di alcuni contratti di “interest rate swap” stipulati con un istituto bancario. Accogliendo in via definitiva l’istanza del Comune di Cattolica, le Sezioni unite ribadiscono il concetto che le decisioni fondamentali relative agli enti locali, come quelle che portano l’Ente ad indebitarsi, non possono non passare dal Consiglio Comunale.
Pone, infatti, l’accento sulle finalità ultime di questi contratti, ed in modo opportuno e saggio, fa emergere che la finanza degli enti locali non può essere considerata neanche lontanamente alla stregua di una finanza con finalità speculative. Da un lato richiama gli Amministratori alla massima cautela e prudenza, ma dall’altro impone al sistema bancario un approccio non speculativo.
Va in questa direzione, con le dovute differenze, il grande lavoro che stiamo facendo anche per la ristrutturazione dei debiti degli Enti Locali, intervenendo con norme semplici, trasparenti e chiare nel loro intento”. Lo scrive, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Siglato un contratto di finanziamento da 10 milioni di Euro

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 maggio 2020

Ameglia (La Spezia). Cassa Depositi e Prestiti sostiene l’eccellenza del Made in Italy finanziando nuovi investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione. CDP ha, infatti, supportato l’espansione del Gruppo Sanlorenzo, leader mondiale nella progettazione, produzione e commercializzazione di yacht e superyacht di alta gamma, con un finanziamento da 10 milioni di Euro per nuovi investimenti previsti dal Gruppo per il periodo 2020-2022.L’operazione contribuirà allo sviluppo e alla introduzione sul mercato di innovazioni e di tecnologie d’avanguardia nel panorama della nautica, la cui ricerca sarà fortemente orientata a principi di sostenibilità.
Con questo finanziamento, CDP sostiene la competitività dell’azienda anche in un’ottica di tutela dell’occupazione, dell’operatività della filiera nautica e delle imprese dell’indotto. Il Gruppo Sanlorenzo, eccellenza dell’industria nautica italiana di lusso, impiega circa 480 persone, collabora con 1.500 aziende artigiane qualificate e conta una rete di distribuzione internazionale e di servizi diffusa in tutto il mondo. L’azienda, quotata nel segmento STAR del Mercato Telematico Azionario, è presente sul territorio con quattro siti produttivi situati a La Spezia (SP), Ameglia (SP), Viareggio (LU) e Massa (MS).Per il Responsabile Divisione CDP Imprese, Nunzio Tartaglia, “con questa operazione, CDP conferma il proprio concreto sostegno al tessuto imprenditoriale ligure, in un settore strategico per l’economia del territorio come quello nautico, con l’obiettivo costante di favorire e incrementare i processi di innovazione, crescita dimensionale ed espansione delle eccellenze italiane nel mondo”.Massimo Perotti, Presidente Esecutivo della Società: “Siamo molto lieti di avere un partner di così elevato standing come Cassa Depositi e Prestiti per i nostri programmi di ricerca, sviluppo e innovazione in cui continuiamo ad investire importanti risorse. In un contesto come quello attuale di grande cambiamento dettato dall’emergenza COVID-19, Sanlorenzo ha confermato tutti gli investimenti destinati allo sviluppo dei nuovi prodotti poiché siamo convinti che l’innovazione rivesta un ruolo fondamentale per lo sviluppo futuro e per affrontare le nuove sfide. Sanlorenzo si è distinta da sempre per un’elevata capacità di innovazione all’interno del settore e l’accordo con CDP contribuirà allo sviluppo e alla successiva introduzione sul mercato di soluzioni ad altissimo profilo tecnologico di assoluto rilievo per il settore dello yachting”.

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Scuola: Le linee guida di Azzolina: subito i tavoli del contratto

Posted by fidest press agency su martedì, 10 marzo 2020

Ma per Anief meglio rinviare i concorsi e stabilizzare i precari docenti e ata delle attuali graduatorie. Sul Coronavirus meglio chiudere le scuole piuttosto che sospendere la sola attività didattica e incontrarsi per aggiornare il calendario e le linee guida della programmazione scolastica.Si è conclusa l’audizione del ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, sulle linee programmatiche davanti alle Commissioni Cultura riunite di Camera e Senato. Nella sala Mappamondo di Montecitorio, la titolare del ministero dell’Istruzione ha toccato svariati temi, tutti inerenti alle linee programmatiche del suo mandato, a iniziare dalla volontà di avviare il prima possibile i concorsi per i precari: i temi trattati da Azzolina vanno dal rinnovo del contratto al reclutamento, dall’emergenza Coronavirus al rinnovo del sistema formativo 0-6 anni, dall’Invalsi da rivedere all’eccessiva burocrazia che affligge i docenti, dalla centralità degli alunni alla necessità di migliorare l’inclusione e il sostegno, sino alla formazione qualitativa dei docenti e alla dispersione da combattere.Marcello Pacifico (Anief): “Concordiamo con la ministra in carica sulla necessità di mettere tra le priorità da attuare nel corso del suo mandato lo svolgimento dei concorsi, però da allargare a una platea di precari più vasta, fermo restando la stabilizzazione dell’attuale personale precario, e ancora il rinnovo del contratto, che non si può certo fermare al taglio del cuneo fiscale e a poco più del 3,5% di incremento sinora prospettato dalla Funzione Pubblica in accordo con il Mef. Ci riempie di soddisfazione la rassicurazione sull’unitarietà del sistema d’istruzione, come risposta ai perenni regionalismi. Come troviamo utile avere sospeso l’attività didattica per almeno dieci giorni in tutta Italia, per evitare un maggiore contagio da Coronavirus, anche se sarebbe stata più efficace la chiusura degli istituti. Piena condivisione, invece, sulla volontà di ridurre il carico burocratico verso i docenti, i quali devono concentrare la loro azione sulla didattica, sulla necessità di investire nella formazione, di rivedere le norme su inclusione e sostegno, nonché sull’impellenza di contrastare l’alto numero di abbandoni scolastici precoci”Sono tantissimi i punti nevralgici della scuola che la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha affrontato in queste ultime ore, presentando, nella sala Mappamondo di Montecitorio, le linee programmatiche del suo dicastero davanti alle Commissioni Cultura di Camera e Senato. Molti punti trovano il sostegno del sindacato Anief, che chiede un incontro urgente, anche per temi, al fine di esplicitare le correzioni da apportare per migliorare la linea intrapresa dal nuovo ministro dell’Istruzione.

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Scuola: Rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 febbraio 2020

L’Agenzia precisa che le risorse riguardano sia le “amministrazioni statali” che “non statali” e riguardano gli aumenti retributivi di tutti i lavoratori pubblici, in base al tasso futuro di inflazione (IPCA netto energetici) prevista dall’Istat per il triennio 2019-2021, del 3%. Replica dell’Anief: bene ma bisogna recuperare l’anno 2013 e impegnarsi a recuperare il gap 10% rispetto all’aumento del costo della vita registrato da dodici anni al netto degli ultimi aumenti, con 8 punti accumulati tra il 2007 e il 2015.
L’amministrazione pubblica tira giù la maschera: il Governo è in grado di produrre un aumento medio a dipendente statale, con il rinnovo contratto, che non supera i 100 euro lordi. I dati arrivano dal Rapporto semestrale sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti anno 2019 presentato il13 febbraio dall’Aran. Il rapporto – scrive Orizzonte Scuola – evidenzia in circa 6 miliardi di euro le disponibilità finanziarie complessive a regime su tutta la Pubblica amministrazione, che renderanno possibile un adeguamento retributivo del 3,7% ed aumenti medi di circa 100 euro al mese per 13 mesi.
Per l’Anief è un buon segnale ma bisogna insistere nel richiedere altri 4 miliardi: il sindacato ricorda che il ritardo degli stipendi di chi lavora a scuola, rispetto agli altri lavoratori pubblici, è abissale. È stata la stessa Aran a rilevarlo: se il compenso dei docenti e Ata non arriva a 30 mila euro, la media dell’amministrazione pubblica è di 34.491 euro. Anche i ministeriali (con 30.140 euro annui medi) superano in media i docenti. Solo per fare qualche esempio, il compenso, nella presidenza del Consiglio gli stipendi medi annui raggiungono i 64.611 euro e nelle Autorità indipendenti superano i 91.259 euro. E che dire dei magistrati, che a fine anno arrivano a 140 mila euro annui?

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“Concessioni autostradali e risoluzione contratto per inadempienze”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

La Corte dei Conti conferma quella che è sempre stata l’interpretazione di Fratelli d’Italia: le clausole che prevedono l’indennizzo all’esercente anche in caso di risoluzione per inadempienza sono nulle perché chiaramente in violazione con i principi del diritto civile. In particolare la Corte dei Conti ricorda che il codice civile “dispone la nullità di patti che escludono o limitano preventivamente la responsabilità del debitore per dolo o colpa grave”. Niente più scuse, vanno riviste tutte le concessioni autostradali e aeroportuali per assicurare che sia garantita la tutela dell’interesse nazionale». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Scuola: Anief chiede al governo più risorse per il contratto

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

Anief subito protagonista alla convocazione da parte del ministro Lorenzo Fioramonti. L’incontro al Miur è stata l’occasione per il giovane sindacato rappresentativo, per avanzare “proposte chiare e semplici in merito agli organici, al reclutamento e alla funzione docente. E specifiche anche per i settori Afam, dell’Università e della Ricerca”, come ha precisato il presidente nazionale Marcello Pacifico, intervistato da Teleborsa.Il leader di Anief ha indicato alcuni punti chiari e imprescindibili e ha invitato la politica a trovare le risorse per il rinnovo del contratto.”Il principale problema del precariato e della mancata continuità didattica – ha ricordato Pacifico nella videointervista – risiede nel mancato adeguamento dell’organico di fatto a organico di diritto. Per questo abbiamo impugnato nei tribunali diversi atti dell’amministrazione, specie su posti di sostegno. Le sentenze risarcitorie sono veramente pesanti per l’erario pubblico. E quindi chiediamo che questo organico sia trasformato in organico di diritto e questi 170 mila posti ogni anno non vengano più dati in supplenza, ma nei ruoli”.

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Comparto istruzione e ricerca: Il ministro Fioramonti si impegna ancora una volta su rinnovo contratto

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 dicembre 2019

L’elenco delle osservazioni del giovane sindacato prevede risorse aggiuntive per il rinnovo contrattuale; cancellazione del precariato, con l’assunzione di tutti i supplenti con almeno 36 mesi svolti, degli idonei dei concorsi e il reintegro di chi è stato licenziato anche dopo l’anno di prova; l’avvio di procedure speciali per conseguire abilitazione e specializzazione su sostegno; l’attivazione di concorsi per laureati e riservati a personale con 24 mesi di servizio; l’avvio di un concorso riservato per DSGA rivolto agli amministrativi facenti funzione per almeno tre anni o agli Ata con cinque anni di servizio; l’adeguamento dei livelli retributivi alle nuove qualifiche; l’aumento delle mansioni e delle responsabilità non previste in origine nella corrispondente qualifica; l’avvio di una procedura straordinaria di immissioni in ruolo per gli Ata con 24 mesi svolti; l’attivazione dei posti in organico per i profili As e C; la formazione in servizio per gli Ata di ruolo che ha partecipato ai passaggi verticali; l’estensione al personale Ata, anche precario, della card per la formazione. Per i docenti ha chiesto di sgravare l’eccessivo carico di compiti burocratici e garantire libertà d’insegnamento; di avviare un’indagine nazionale sugli episodi di burnout; la riattivazione delle procedure di mobilità professionale, come per gli Ata, riducendo da 5 a 3 anni il vincolo di permanenza. Per l’Università, si è chiesto di ripristinare il profilo del ricercatore a tempo indeterminato, come prevede la Carta europea dei Ricercatori e di consentire agli atenei di aumentare l’ammontare della componente variabile del fondo per il trattamento accessorio. Per l’Afam, infine, di assumere nazionali diverse da quelle ad esaurimento.

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Scuola: Rinnovo del contratto, in arrivo i soliti aumenti all’italiana: 35 euro a lavoratore

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 novembre 2019

Per la scuola, come per tutto il pubblico impiego, sono in arrivo molti meno soldi rispetti a quelli annunciati: così, le cifre previste, 65 euro lordi, sono ritenute del tutto insufficienti dai sindacati, alcuni dei quali hanno ribadito la necessità di aumenti più sostanziosi e di trasferire i fondi del bonus merito e della carta docente direttamente in busta paga. Di sicuro, se non ci saranno le risorse per un aumento a tre cifre, i sindacati non apriranno nemmeno il dibattito. Con alte possibilità di avvio di una stagione di proteste e di ricorsi. Ma anche il ministro dell’Istruzione non starà a guardare, tanto da avere confermato le sue dimissioni qualora non si riuscissero a trovare i tre miliardi per l’istruzione. A questo scopo, continua a contrattare con le Finanze e quindi con il ministro dell’economia Roberto Gualtieri. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Siccome siamo abituati a commentare fatti e non promesse tutte da verificare, dobbiamo rimanere fermi a 35 euro netti, consapevoli che le possibilità di vedere salire questa cifra media sono davvero ridotte, ancora di più perché dovranno servire pure per finanziare l’elemento perequativo, ovvero gli aumenti da 85 euro lordi medi che il Governo precedente non ha accordato solo per coloro che percepiscono stipendi più bassi. In queste condizioni sarà davvero difficile ridurre il gap con l’Europa, sopra di 9 mila euro annui e recuperare gli oltre mille euro di potere d’acquisto andati persi negli ultimi sette anni”. A poco più di un mese dall’approvazione della Legge di Bilancio 2020, dei soldi promessi da tempo ai dipendenti pubblici e della scola non vi è traccia: il rinnovo del contratto, scaduto ormai da quasi un anno, si prospetta con “aumenti stipendi ancora bassi, circa 65 euro lordi, ovvero 35 euro in busta paga mensili”, scrive Orizzonte Scuola. Con il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, che continua a sperare in un miracolo di fine anno: “Per ora le risorse sono queste, sto lavorando per farle crescere”, è stata la risposta del ministro dell’istruzione a proposito degli aumenti stipendiali per docenti e Ata nell’ultimo incontro con i sindacati.
Anief giudica positivamente gli sforzi del ministro dell’Istruzione, impegnato in una gara contro il tempo e a caccia di risorse, anche alternative, per portare nuovi fondi a un dicastero che da troppi anni viene utilizzato come ‘bancomat’ per risollevare le sorti del Paese. Il giovane sindacato, tuttavia, è anche consapevole dalle basse possibilità di realizzazione dell’inversione di tendenza tanto decantata, andando ad incentivare i compensi di una categoria che da troppi anni viene pagata molto meno dei colleghi d’oltre confine che svolgono lo stesso lavoro.

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Chiusura del contratto della dirigenza sanitaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 novembre 2019

“La chiusura del contratto della dirigenza sanitaria (medici, dirigenti non medici e, dalla riforma Madia, dirigenti delle professioni sanitarie tra cui circa 350 infermieri”), rappresenta un ulteriore passo avanti nell’organizzazione del Servizio sanitario nazionale e di conseguenza dei servizi che ne fanno parte. Il contratto ormai assente da oltre dieci anni, anche se come nel caso del comparto sanità rappresenta un momento di transizione verso conquiste di livello più elevato, non può far altro che dare ossigeno a tutti quei professionisti che non hanno mai lasciata sguarnita l’assistenza e che anzi hanno dato tutto ciò che la loro professionalità ha consentito per mantenere alta la qualità dei servizi. “Ovviamente – dice Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) – un grazie va ai ministri – Speranza della Salute e Dadone della Pubblica amministrazione – che hanno confermato col loro impegno l’interesse al servizio sanitario e soprattutto al personale che ne rappresenta l’ossatura portante”. Ora, per quanto riguarda i dirigenti delle professioni sanitarie, spiega la presidente FNOPI, mancano ancora alcune tessere perché il quadro della loro dirigenza sia completo e uniforme con gli altri colleghi dirigenti, ma sicuramente l’occasione di sistemarle è vicina. A partire dalla stessa manovra di bilancio dove già sono stati presentati emendamenti di maggioranza per estendere anche a loro quell’indennità di esclusiva che fa parte del bagaglio della dirigenza sanitaria. “Anche di questo – conclude – ringraziamo la sensibilità dei senatori, come dell’altro emendamento che reintroduce anche per gli infermieri la Retribuzione individuale di anzianità, ‘dimenticata’ nella manovra dello scorso anno”,
Un contratto quindi, che rappresenta un altro passo avanti verso un’organizzazione oltre che multiprofessionale e patient centered, anche una garanzia in più di qualità per l’assistenza che il nostro Ssn eroga.

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Sanità: Fp Cgil, bene via libera Cdm a contratto medici

Posted by fidest press agency su domenica, 24 novembre 2019

“Una buona notizia, approvato finalmente dal Consiglio dei ministri il contratto nazionale dei medici e dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale sottoscritto a luglio e che attendeva la bollinatura definitiva”. Ad affermarlo è il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi, aggiungendo che: “È stato un percorso tortuoso, perché un contratto particolarmente positivo per i professionisti ha suscitato in questi mesi qualche difficoltà. Ma l’impegno del Governo e delle Regioni ha consentito di raggiungere il risultato sperato prima della fine dell’anno”. Inoltre, prosegue il dirigente sindacale, “dobbiamo riconoscere il grande lavoro del ministro della Salute, Roberto Speranza, del ministro della Pa, Fabiana Dadone, e del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, nel ridare un contratto in tempi rapidi a 130 mila professionisti. Ora attendiamo la convocazione per la sottoscrizione definitiva dopo la valutazione della Corte dei conti”, conclude Filippi.

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Disegno di legge di bilancio e contratti degli statali

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 novembre 2019

Nella relazione tecnica si stimano aumenti dell’1,3% per il 2019, 1,9% per il 2020 e del 3,5% per il 2021 (art. 13). Anief si dichiara disponibile ad avviare le trattative per sbloccare gli stipendi ma conferma lo sciopero e il sit-in del 12 novembre per l’assenza, dopo il rinvio dei tavoli tecnici, delle misure su scuola e università annunciate nelle intese del 1° e del 29 ottobre tra Miur e sindacati firmatari del CCNL per la valorizzazione del personale docente e ata, dei ricercatori, e sulla responsabilità del personale per la sicurezza degli edifici. L’articolo 28, all’interno delle misure di sostegno per la ricerca e l’istruzione, all’interno del Titolo V (Misure per la crescita) istituisce:l’Agenzia Nazionale della Ricerca (commi 1-12) senza contemplare misure atte a ripristinare il ruolo del ricercatore universitario a tempo indeterminato; aumenta di 30 mln il FUN per la retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti scolastici (comma 13) già ridotto di 1/3 rispetto a quello di dieci anni fa (nel 2017/2018 ha avuto una ulteriore sottrazione di 18 mln);
aumenta di 11 mln il fondo per il TFA sostegno (comma 14) per il quale Anief ha impugnato al Tar Lazio il numero programmato dell’ultimo ciclo; aumenta di 2 mln quello per acquisto beni – servizi innovazione digitale della didattica (comma 15) nel 2020;
aumenta di 16 mln il fondo per il diritto allo studio universitario nel 2020 (comma 16). Sostanzialmente immutato rimane la spesa relativa al settore dell’istruzione come si legge nella relazione illustrativa, con una rimodulazione della spesa dal primo ciclo al secondo ciclo e all’istruzione terziaria, a pag. 61: “La missione 22 Istruzione scolastica rimane in linea con le previsioni iniziali ed assestate (rispettivamente +0,4 per cento e +0,2 per cento). Vi è una rimodulazione delle previsioni di spesa per supplenti, dirigenti e ATA tra programma 22.17 Istruzione del primo ciclo e il programma 22.18 Istruzione del secondo ciclo a favore dell’istruzione di secondo grado e un aumento dell’andamento del Fondo per l’istruzione e la formazione tecnica superiore del programma 22.15 Istruzione terziaria non universitaria e formazione professionale. L’andamento di cassa della missione è caratterizzato dai minori pagamenti previsti per Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, per il Fondo unico per l’edilizia scolastica e i contributi alle regioni per l’ammortamento dei mutui contratti per l’edilizia scolastica, nell’ambito del programma 22.1 Programmazione e coordinamento dell’istruzione.”Tra le altre misure si segnala lo scorrimento del 30% delle graduatorie degli idonei nella PA (art. 18), la riorganizzazione degli enti di ricerca (art. 29), l’istituzione del fondo per la disabilità (art. 40), il rinnovo dell’ape sociale (art. 56), opzione donna (art. 57), indicizzazione delle pensioni al 100% fino a quattro volte (2.052,04 euro) il minino inps (art. 57).

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Scuola: Fioramonti detta la linea: no alla regionalizzazione, sì al decreto salva-precari e al rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 ottobre 2019

Nella scuola l’autonomia differenziata non è praticabile, mentre occorre agire con immediatezza sulla fase transitoria del reclutamento, attraverso il decreto salva-precari, e sugli aumenti di stipendio, grazie all’intervento economico della Legge di Stabilità: è armato di buone intenzioni il nuovo ministro dell’Istruzione che fa capo al M5S. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, sostiene che “sulla regionalizzazione sposiamo in pieno la tesi del ministro. Invece riteniamo che precariato di massa e stipendi inadeguati siano due facce della stessa medaglia. Perché la Commissione Europea solo alcune settimane fa ha inviato una lettera all’Italia per abuso di supplenze a termine, a seguito delle diverse denunce promosse anche da insegnanti e Ata iscritti al sindacato. Si tratta di una costante che tende solo al risparmio: perché a un precario spesso non si pagano i mesi estivi e si assegna sempre la busta paga iniziale. È ora di dare una svolta e adeguarci alle indicazioni che l’Europa, con la Direttiva 70 del 1999 ha inviato a tutti gli Stati membri da 20 anni, proprio per stabilizzare in modo automatico i precari dopo 36 mesi di servizio”.No alla regionalizzazione, sì all’assunzione dei precari e al rinnovo del Ccnl. Lo ha annunciato oggi, in un’intervista a Il Manifesto, il ministro Lorenzo Fioramonti. A proposito delle pressioni continue della Lega per spezzettare il sistema d’istruzione, il titolare del Miur ha detto a chiare lettere che “la scuola resterà unica, pubblica e nazionale. Con il ministro Boccia – ha detto Fioramonti – ci siamo confrontati più volte. Per me la scuola pubblica in tutto il territorio nazionale è un valore. Boccia sta cercando di capire come si possano coniugare l’esigenza di una scuola pubblica nazionale e quella di occupare nelle regioni tutte le cattedre in maniera tempestiva. Il docente comunque resterà un dipendente dello Stato”

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Pa: Fp Cgil, passi avanti in trattativa contratto dirigenti Stato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 settembre 2019

“Registriamo passi in avanti e con soddisfazione una significativa accelerazione”. A farlo sapere è il segretario nazionale della Fp Cgil, Florindo Oliverio, al termine del confronto che dovrebbe riprendere la prossima settimana.L’Aran, riporta il dirigente sindacale, “ha presentato i punti di avanzamento rispetto alle proposte delle organizzazioni sindacali, rappresentando inoltre che ulteriori approfondimenti si stanno facendo per le questioni che ancora non vedono risposta. In particolare apprezziamo la disponibilità dell’Aran ad assicurare incrementi per i professionisti finalizzati a ridurre la forbice attualmente esistente tra i due livelli retributivi. L’abbassamento del numero di dirigenti e professionisti, necessario per l’istituzione dell’Organismo paritetico per l’innovazione, è una prima risposta che consideriamo ancora insufficiente a garantirne l’attivazione in tutte le Amministrazioni”. Inoltre, prosegue Oliverio, “attendiamo ancora risposte sul tema dell’orario per la dirigenza sanitaria del Ministero della Salute, della tutela dei dirigenti che svolgono attività sindacale, sulla completa definizione della clausola di salvaguardia. Così come attendiamo di conoscere nella sua completezza la proposta di parte economica. Ad ogni modo esprimiamo soddisfazione per la significativa accelerazione e per gli oggettivi passi di avvicinamento delle differenti posizioni che il presidente Naddeo ha impresso alla trattativa”, conclude.

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Pa: Fp Cgil, riparte trattativa contratto dirigenti e professionisti Stato

Posted by fidest press agency su domenica, 8 settembre 2019

“Riparte la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale dell’area della dirigenza e dei professionisti delle Funzioni centrali dello Stato. Restano nodi importanti da sciogliere, prossimo incontro mercoledì”. A farlo sapere è il segretario nazionale della Fp Cgil, Florindo Oliverio, aggiungendo che: “Il nuovo presidente di Aran, Antonio Naddeo, ha ribadito la volontà di accelerare la trattativa con l’obiettivo di firmare il contratto dopo oltre un anno di confronto con stop-and-go non attribuibili alla responsabilità del sindacato confederale ma ai tatticismi che hanno caratterizzato, fin qui, l’azione di Aran e dei sindacati autonomi e professionali”. Per questo, prosegue il dirigente sindacale, “abbiamo ribadito che per noi è fondamentale rinnovare il contratto per valorizzare ruolo e funzione della dirigenza pubblica e dei professionisti. È questa la condizione per migliorare la qualità dei servizi della Pa e renderla visibilmente utile a cittadini e imprese”. Nel dettaglio della trattativa, aggiunge Oliverio, “restano però nodi importanti da sciogliere. Innanzitutto va cancellata la previsione di definire l’orario di lavoro per lavoratori che devono poter rispondere alle rispettive amministrazioni della funzione che svolgono e della capacità di raggiungere gli obiettivi loro assegnati”. Così come, continua, “vanno date risposte chiare e visibili ai professionisti degli enti pubblici non economici che chiedono una maggiore valorizzazione della professione, maggiore trasparenza nell’affidamento degli incarichi. Resta ancora da completare la proposta di Aran sulla parte economica. Quello che non potremmo accettare è una distribuzione delle risorse disponibili non equilibrata tra tutte le categorie di dirigenti e professionisti che rientrano nel campo di applicazione di questo contratto. Al termine dell’incontro il presidente di Aran ha aggiornato la riunione a mercoledì 11 settembre a partire dalle 10”, conclude Oliverio.

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