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Contratto ospedalieri: il punto sui contenuti economici e normativi

Posted by fidest press agency su sabato, 24 settembre 2022

La trattativa per il contratto dei medici ospedalieri non decolla ancora, e si tratta del contratto 2019-21, già scaduto, che prevede incrementi medi del 3,78% più risorse aggiuntive per uno 0,22%. L’ultimo contratto nazionale vigente è il 2016-18. «In busta paga ci vengono erogate due indennità di vacanza contrattuale che si sommano tra loro, siamo indietro di due contratti», riassume Giorgio Cavallero presidente Cosmed. La confederazione, che include i principali sindacati dei professionisti Ssn (Anaao Assomed, Aaroi-Emac, veterinari Fvm, Fedirets, Anmi Assomed-Sivemp Fpm, Andprosan), è inquieta. Da una parte pesa il ritardo dell’atto d’indirizzo per il contratto 2019-21: Cavallero chiede che l’atto d’indirizzo per la dirigenza sanitaria, ancora non ufficialmente noto, sia emanato prima della fine della legislatura, tra il 12 e il 25 settembre data delle elezioni. Ma aggiunge un elemento di preoccupazione: «Partiamo da un aumento che arriverà al 4,38% lordo (2% netto) ma l’inflazione è ad oggi l’8,5% netto, come si concilia l’effetto dell’inatteso picco dei costi energetici con incrementi stabiliti sull’inflazione pregressa, molto più blanda?» La domanda è rivolta ad Antonio Naddeo, presidente dell’Agenzia Aran che coordina la contrattazione pubblica con i sindacati. A fronte dello stallo del tavolo Aran-sindacati per il nuovo contratto della dirigenza, il contratto del comparto che riguarda infermieri ed altre professioni sanitarie è stato firmato in estate. Tra l’altro, come osserva Cavallero, «anche il contratto 2016-18 in alcuni ministeri non è stato esaurito. Certo, c’è l’accordo quadro, che dà il via ai contratti d’area per il nuovo triennio c’è, la contrattazione è pronta a partire, ma serve che il comitato di settore delle regioni produca gli atti d’indirizzo». Già, quattro atti, perché medici, infermieri apicali, farmacisti del Ssn seguono l’iter di tutti i funzionari inseriti per legge tra i dirigenti della Pubblica amministrazione, ma tale “cluster” a sua volta si divide in quattro aree: funzioni centrali (ministeri, forze dell’ordine, magistrati), enti locali (regioni), Sanità (Asl e ospedali), istruzione. Devono aprirsi quattro contrattazioni diverse. E con che tempi? Il presidente Aran Naddeo rassicura su due punti. Primo: il governo resta in carica per l’ordinaria amministrazione anche in campagna elettorale e il ministero dell’Economia dall’oggi al domani può ricevere, vagliare e liberare le bozze d’atto d’indirizzo, prima di tutte quella per le funzioni centrali la cui trattativa potrebbe partire per prima. Secondo: il fatto che si contratti per prima la bozza prima “liberata” non vuol dire che le altre tre funzioni debbano aspettare la fine di quella trattativa, l’intento è di portare avanti i tavoli in parallelo. Naddeo sottolinea anche che il ritardo non dipende dall’Aran, ma dal fatto che ogni volta che i sindacati non accettano lo stanziamento sui contratti i governi si sforzano di integrare la somma e l’integrazione arriva solo alla Finanziaria successiva. Come esponente del comitato di settore -è Direttore del personale- Antonio Cascio conferma che alle cifre stanziate per la trattativa di medici ed altri dirigenti sanitari (3,78%+0,22%) si aggiungono i 27 milioni riservati dal governo a medici di pronto soccorso ed urgenza e si dovrebbero sommare i 25 milioni stanziati per la redazione dei certificati d’infortunio dei pazienti e l’invio all’Inail, nonché -a rigore- i fino a 86 milioni l’anno riservati dal comma 435 all’incremento dei fondi accessori ed incrementati a loro volta fino a 18 altri milioni dal comma 435 bis, più ancora i residui rimasti nelle casse delle regioni gli anni precedenti. Nella parte normativa, il contratto rivedrebbe il sistema degli incarichi per renderlo coerente con la riforma dell’assistenza territoriale (che tra l’altro ha dettato i nuovi standard di dotazione del personale medico ed infermieristico in Case ed Ospedali di comunità) e con l’imminente decreto di riforma del DM 70 sugli standard ospedalieri. Servirebbe anche una “revisione dei ragionamenti sui fondi in modo da gestire uno spazio per l’impiego di arretrati e residui degli anni precedenti. Andrebbe infine rivisto il trattamento delle funzioni aggiuntive e andrebbe meglio compreso come gestire l’indennità di esclusività. Naddeo, in prospettiva, auspica infine una semplificazione dei testi dei contratti, troppo lunghi. Sottolinea che dopotutto, la busta paga del medico è fatta da «un tabellare nazionale, una retribuzione che compensa la posizione rivestita dal medico e le sue maggiori responsabilità, e la retribuzione di risultato. Fin qui le variazioni di salario funzionano solo verso l’alto». Chi, dirigente, dopo un periodo di apicalità è posto in posizione più bassa, «conserva la retribuzione in godimento. Questo non può funzionare per sempre. Il dirigente ha una struttura salariale commisurata al fatto che dirige ma se non dirige per lui può valere una struttura salariale diversa». Mauro Miserendino (fonte Doctor33)

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Scuola: Rinnovo contratto

Posted by fidest press agency su martedì, 13 settembre 2022

“I dati economici sono drammatici e i lavoratori pubblici hanno bisogno di un minimo di ristoro”: a dirlo è stato Marcello Pacifico, segretario confederale Cisal e presidente nazionale Anief, durante l’incontro svolto all’Aran sul rinnovo del Contratto Istruzione e Ricerca del biennio 2019-2021. “Come Anief e Cisal abbiamo chiesto sin dall’inizio dei nostri incontri un contratto ponte. Ancora di più adesso, che abbiamo paura di cosa accadrà in autunno con la crisi energetica. Siamo al punto che il Governo dovrà coprire, senza rinnovo, la futura vacanza contrattuale, ma servirebbero comunque dei miliardi, quindi ancora prima dei miliardi necessari alla sottoscrizione del contratto”.Pacifico ha aggiunto che “se il problema sono i termini di cambio dell’atto di indirizzo, allora facciamo il punto su tutte le risorse e troviamo un accordo. Ancora di più perché l’Aran ha detto che intende firmare il contratto. E anche gli altri sindacati sono della stessa idea. Perché allora non lo facciamo subito? Non occorre attendere alcuna integrazione dell’atto di indirizzo. Basta chiedere a tutti i partecipanti quali sono le condizioni per arrivare alla firma entro il 25 settembre, prima quindi delle elezioni politiche”.Il leader sindacale ha quindi commentato la proposta dell’Aran sul tema della responsabilità disciplinare: “Sulle modifiche da adottare – ha detto il sindacalista autonomo – la parte pubblica ha proposto di fare irrogare direttamente al dirigente scolastico le sanzioni disciplinari e anche un incremento dei giorni delle sanzioni. Ma perché vanno inserite queste modifiche e puntualizzazioni? L’impressione è che dall’amministrazione giungono delle proposte pletoriche. Come se si volesse rimarcare altro o assicurare un concetto. Secondo noi sono però delle parti che vogliono quasi essere ribadite per confermare quello che è già previsto dalle funzioni e dai doveri professionali. Si parla addirittura di multe che i presidi possono assegnare, ma questo non lo prevede nessuna legge”.Pacifico ha quindi concluso il suo intervento guardando ai prossimi appuntamenti di confronto, in vista di un accordo: “Dall’Aran noi ci aspettiamo un impegno perché faccia da interlocutore, anche rispetto al Governo, per quantificare innanzitutto i fondi da inserire nel contratto e su come utilizzarli. Altrimenti, ci si rivedrà con il nuovo Governo. Ma, lo ripetiamo, sarebbe però meglio trovare un accordo sulle attuali risorse, anche senza necessariamente introdurre modifiche all’atto di indirizzo o facendolo così come richiesto dalle parti”. Il sindacalista ha quindi chiesto “quale calendario di incontri ci aspetta: dobbiamo capire che vi sono delle condizioni storiche e sociali per arrivare alla firma del contratto. Coscienti che se, invece, non lo portiamo a termine adesso, ancora una volta a pagare saranno i lavoratori”, ha concluso il sindacalista.

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Scuola: Contratto, Pacifico (Anief): “scaduto da 44 mesi, servono risorse per chiuderlo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 agosto 2022

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, ha affermato che “è bene stanziare 8 miliardi per la scuola entro 2027, ma servono 4 miliardi per chiudere il contratto che, ricordiamo, è scaduto ormai da 44 mesi. Ma non bastano solo queste risorse: a ottobre ci vogliono altri fondi per coprire i tagli, per allineare gli stipendi all’inflazione. Il carrello della spesa per il 2022 registrerà un netto +2.600 euro a famiglia e dovremmo sentirci soddisfatti per il bonus 200 euro? Se non si allineano gli stipendi all’inflazione è tutto inutile”. Il sindacato ha anche predisposto il “Manifesto Anief #perunascuolagiusta” con cui intende avviare un confronto con le forze politiche, per poter far in modo che il Paese possa ripartire puntando anche sull’Istruzione. Nel manifesto, per quanto riguarda la Contrattazione, si legge che l’Anief chiede “la revisione di ogni intervento legislativo in contrasto o in deroga alle norme contrattuali e semplificazione”. Per quanto riguarda poi le Risorse: “aumento di un punto del PIL, ripristino dei 10 miliardi tagliati e stanziamento risorse aggiuntive per allineare stipendi a inflazione”.

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Scuola: Rinnovo contrattuale per l’area della dirigenza scolastica

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2022

Da settembre scorso nessuno ne parla più. Sono trascorsi quasi 10 mesi dell’apertura delle trattative per il rinnovo contrattuale per l’Area “Istruzione e Ricerca”, in cui si è avuto un primo timido confronto tra l’Amministrazione e le Organizzazioni sindacali per la redazione dell’Atto di indirizzo, come previsto nel Patto per la Scuola. Ormai son ben note a tutti le varie problematiche relative alla Dirigenza scolastica. I problemi sono sempre quelli, se non addirittura aumentati ed accentuati, visti i carichi di lavoro via via sempre più crescenti, dovuti alla burocratizzazione della scuola, dalla pandemia e al post-pandemia. Esistono diverse criticità, già più volte emerse e denunciate dal sindacato, vissute quotidianamente dalla categoria con grosse difficoltà. È ora di affrontarle.Ma quello che oggi balza maggiormente all’occhio è che non si parla più di aumenti stipendiali in un periodo così delicato dove la perdita del potere di acquisto e l’inflazione ne fanno da padroni. In un periodo in cui si stanno rinnovando i contratti per altri comparti e aree. L’Aran, ad esempio, ha già concluso le trattative per il rinnovo del contratto per il personale del Comparto Sanità per il triennio 2019-2021, siglando il 15 giugno 2022, con le parti sindacali, l’Ipotesi di Contratto collettivo nazionale di lavoro così come il 09 maggio 2022 si sono concluse le procedure per il rinnovo contrattuale del Comparto Funzioni Centrali, periodo di riferimento 2019-2021 sottoscrivendo in via definitiva il testo. Per la dirigenza scolastica siamo in forte ritardo. L’ultimo contratto sottoscritto risale all’8 luglio 2019, relativo al triennio 2016-2018. “Ricordiamo che a conclusione del confronto dell’otto settembre, tutte le organizzazioni sindacali hanno dichiarato l’urgenza della questione salariale per la dirigenza scolastica agganciata alla necessità di sanare le evidenti e manifeste disparità di trattamento economico con gli altri Dirigenti dello Stato”, commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir. Ancora oggi i dirigenti scolastici non percepiscono la retribuzione di parte variabile spettante, legata all’incapienza del FUN. Il giusto riconoscimento retributivo equiparato alla dirigenza pubblica e la valorizzazione delle professionalità della scuola (figure di sistema) saranno alla base delle prossime richieste contrattuali che porterà avanti Udir con forza e decisione”, conclude Pacifico.

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Sanità pubblica, firmato contratto per 550mila sanitari

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2022

Rinnovato il contratto di lavoro dei circa 550mila dipendenti della Sanità pubblica del Servizio sanitario nazionale. È stata infatti sottoscritta nella tarda serata di ieri l’ipotesi di rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori del comparto sanità, dagli infermieri ai radiologi al personale amministrativo, oltre, tra gli altri, a ostetriche e ricercatori. Il primo risultato raggiunto, affermano i sindacati, è un riconoscimento sul fronte economico: l’aumento minimo medio lordo mensile è infatti di 90 euro, ma sono anche previste specifiche indennità di categoria. Il contratto ha una vigenza 2019/2021 e interessa precisamente 545 mila lavoratrici e lavoratori. L’accordo è stato firmato da Aran e dalle organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials, Nursind e Nursing Up che esprimono “grande soddisfazione per un risultato importante e atteso da tempo”. Con questo rinnovo, “a fronte delle risorse stanziate dal governo – affermano i sindacati – riconosciamo salario, diritti e tutele a lavoratrici e lavoratori che in questi anni difficili hanno affrontato l’emergenza pandemica garantendo la tenuta del Servizio sanitario e la salute dei cittadini. Il contratto rappresenta un punto di partenza per un effettivo rilancio del Servizio sanitario, che dovrà passare adesso da maggiori risorse e da assunzioni stabili”.Varie le novità, oltre agli aumenti economici. Il contratto prevederà pure ‘incarichi di posizione elevati’ con bonus di indennità da 10 a 20mila euro. Tali posizioni saranno assegnate tramite concorso pubblico. Questi i punti principali del nuovo contratto: Riforma dell’ordinamento professionale e nuovo sistema di classificazione (“una rivoluzione – spiega la Fp Cgil – che semplifica il sistema delle responsabilità e delle competenze per Sanitari, Sociosanitari, Tecnici Amministrativi, Arpa, Irccs e Izs”); nuovo sistema degli incarichi (“per dare maggiore valorizzazione delle professionalità espresse dai lavoratori”); differenziali stipendiali (“in sostituzione del precedente modello delle fasce, ciò consente di valorizzare l’esperienza e di aumentare il valore economico stipendiale”); miglioramento e qualificazione del sistema indennitario e rafforzamento delle relazioni sindacali (“con lo spostamento di materie significative in contrattazione anche di secondo livello”); regolamentato il ricorso al lavoro agile e lavoro da remoto nelle sue articolazioni e migliorate sensibilmente le modalità di fruizione di permessi e congedi (“previsti dal Ccnl e da disposizioni di legge”). “Un gran bel risultato: 545mila lavoratrici e lavoratori del comparto sanità avranno finalmente il nuovo contratto. La firma dell’intesa è arrivata stanotte con il consenso di tutte le organizzazioni sindacali. L’accordo accresce diritti e tutele e porta un meritato incremento retributivo per tutto il personale del comparto. In particolare, per i circa 270mila infermieri, c’è una valorizzazione con aumenti tra i 146 e i 170 euro al mese. È un passo avanti importante che indica la direzione giusta. Grazie a tutti coloro che sia per la parte pubblica sia in rappresentanza dei lavoratori hanno incessantemente lavorato all’accordo” ha scritto su Facebook il ministro della Salute Roberto Speranza. “Il personale sanitario è la nostra risorsa più preziosa per il futuro del Servizio sanitario nazionale. Non dobbiamo dimenticarlo mai”, aggiunge il ministro. (fonte doctor33)

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Scuola Bianchi accoglie la linea dell’Anief: sì al contratto “ponte” da firmare entro l’estate

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2022

Sul rinnovo contrattuale della scuola il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi sembra volere accogliere le richieste dell’Anief e cita proprio quel contratto ‘ponte’ rivendicato da oltre un mese dal giovane sindacato ed espresso in occasione del primo confronto con la parte pubblica. Oggi, a poche ore dal rinnovo del contratto di oltre mezzo milione di dipendenti della Sanità pubblica, rispondendo a una domanda del Sole 24 Ore sulla possibilità di “chiudere entro la pausa estiva il Ccnl 2019-21”, Bianchi ha replicato: “È il nostro obiettivo. La trattativa all’Aran è in corso. È un contratto ponte che speriamo di concludere rapidamente in modo da poter guardare ai passi successivi”.“Se il ministro, come pensiamo, ha informato anche l’Aran della volontà di chiudere in fretta il contratto, allora possiamo dire che l’obiettivo stavolta è raggiungibile nel breve periodo, magari già a fine estate”, commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. “Se le cose andranno così – prosegue il sindacalista autonomo – lo capiremo tra dieci giorni. Martedì 28 giugno siamo stati infatti di nuovo convocati all’Aran: in quella sede, Anief ribadirà i motivi per cui occorre firmare un contratto collettivo nazionale ‘ponte’ per il periodo 2019-21, portando al più presto 3mila euro di arretrati forfettari e 107 euro lordi medi in busta paga. L’inflazione sta galoppando e non possiamo permetterci di tenere gli stipendi fermi all’incremento del 3,48% del 2018, peraltro dopo un decennio di blocco”.“Subito dopo la firma del contratto – conclude Pacifico – potremo soffermarci sul rinnovo successivo, per il quale abbiamo anche predisposto una piattaforma dettagliata sulle modifiche da apportare alla parte normativa, anche con indennità da introdurre pure per il personale scolastico, universitario e della Ricerca e tenendo conto dell’arrivo del salario minimo legale”.

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Scuola: Rinnovo del contratto, il 7 giugno nuovo incontro all’Aran: si parte da 100 euro

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2022

Ai sindacati è arrivata in queste ore una nuova convocazione all’Aran, in vista del rinnovo del contratto “Istruzione e Ricerca” 2019/21: l’incontro si svolgerà martedì 7 giugno e verterà molto probabilmente sulla parte economica, quella che Anief chiede di chiudere in fretta, considerando che stiamo affrontando un Ccnl scaduto ormai da 150 giorni, per poi concentrare gli sforzi – economici e di adeguamento normativo – sulla nuova gestione contrattuale che riguarda il periodo 2022/24. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, sostiene che conviene realizzare una trattativa il più possibile veloce sul contratto già scaduto, ma non riunendo in un unico testo le norme contrattuali, come invece chiede la parte pubblica: “quello che serve ai lavoratori della scuola è un contratto ‘ponte’ proprio perché il periodo 2019-2021 è trascorso e l’inflazione ha raggiunto livelli impressionanti, l’Istat ci ha detto che nell’ultimo anno siamo arrivati ad un incremento del 6% dell’aumento del costo della vita. Come si può pensare di fronteggiare un’inflazione del genere con un solo aumento della busta paga negli ultimi 12 anni, quello del 3,48% del 2018?”.Il problema è, scrive oggi la stampa specializzata, “con le risorse a disposizione, circa 2 miliardi, si punta a riconoscere al corpo docente, un incremento del 3,8%, cioè circa 90 euro lordi, dunque 50-55 euro netti in busta paga. Ai 90 euro, poi, va aggiunta il taglio cuneo e a luglio arriveranno anche i 200 euro decisi dal governo contro l’aumento dei prezzi. Per gli Ata, invece, risorse aggiuntive sono previste dalla manovra 2022, legate alla revisione dei sistemi di classificazione: fino a un massimo dello 0,55 (secondo primissimi calcoli sindacali si tratterebbe di 10-12 euro aggiuntivi)”. Ci sono poi dei margini di incremento ulteriore, seppure lievi. “La partita è aperta e al Ministero dell’Istruzione si conta di arrivare a 102-105 euro lordi, le famose tre cifre del Patto per la scuola firmato un anno fa a Palazzo Chigi”.

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Scuola – OCPI: i nostri docenti lavorano 36 ore a settimana, molte fuori dal contratto

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 gennaio 2022

Un’indagine pubblicata dall’Osservatorio dei Conti Pubblici Italiani, guidato da Carlo Cottarelli, ha fatto emergere che mediamente le ore di lavoro degli insegnanti italiani, pur con le differenze dovute alle peculiarità delle discipline, sono almeno il doppio di quelle passate in cattedra, quindi 36 settimanali. Si compongono da 18 ore di insegnamento alle superiori (di più alla primaria e di più ancora all’infanzia) più altrettante aggiuntive “legate alla sfera strettamente scolastica, come la preparazione e la correzione di verifiche scritte o la partecipazione a collegi docenti, consigli di classe, di dipartimento e colloqui con i genitori”, ma il tempo fuori dall’aula si spende pure per “adempimenti burocratici, come la compilazione del registro elettronico o la stesura di rapporti sull’attività di insegnamento”. Lo studio ha rilevato che i docenti più anziani lavorano in media più ore extra-insegnamento rispetto ai colleghi più giovani. L’Osservatorio ha reputato infine strano che le ore lavorative complessive non siano fissate da contratto: molti contratti di lavoro esteri definiscono infatti sia le ore di lezione che quelle totali, assicurando maggiore trasparenza all’intero sistema scolastico. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, reputa “insopportabile il silenzio con il quale la rilevazione nazionale è stata accolta. Come intollerabile è il tempo trascorso dall’ultimo rinnovo contrattuale, con tante promesse, accordi e patti con il Ministro e il Governo di turno, ma senza che poi questo si traduca in un atto concreto. Continuiamo a pensare che senza almeno 300 euro di aumento e alcune indennità da collocare direttamente in busta paga, ad iniziare da quelle di rischio e di sede, qualsiasi altro aumento inferiore rappresenti l’ennesimo affronto verso una categoria che ha dato e sta dando tantissimi in termini di sacrificio e abnegazione per garantire la didattica tra le tante difficoltà dovute al Covid19. Se anche un Osservatorio universitario e super partes, come quello alla guida di Carlo Cottarelli, si sofferma su questa discrasia, sempre più evidente e che sempre più ci allontana dall’Unione europea, dove gli stipendi e la valorizzazione dei docenti sono su livelli decisamente più alti, significa che davvero la misura è colma”.

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È tempo di conteggi, in vista del rinnovo del contratto del comparto scuola

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2021

Attraverso la Legge di Bilancio 2022 sono in arrivo “2 miliardi che serviranno per pagare il premio delle indennità e, dal momento che la metà d personale del pubblico impiego appartiene alla scuola, a questo comparto andrà 1 miliardo in più per pagare le indennità”, ha detto Marcello Pacifico, leader dell’Anief, ricordando che fra queste devono esserci quelle somme specifiche che il sindacato, da sei mesi, ha inserito sulla sua piattaforma di contrattazione.Fra le indennità inserite nella piattaforma contrattuale proposta dal sindacato – ricorda il leader di Anief – c’è innanzitutto quella di rischio biologico, che è momentanea al tempo del Covid e comprende anche un minimo giornaliero per svolgere didattica in presenza. Poi c’è il rischio burnout che si lega anche al tema delle pensioni, giacché il governo dovrebbe affrontare il problema di individuare una finestra di anticipo dell’età pensionabile per il personale della scuola.Marcello Pacifico, inoltre, propone una indennità di sede, “perché la scuola italiana ti costringe a lavorare lontano da casa” e quindi chi lavora lontano dalla propria residenza “dovrebbe essere ristorato”. Come i tempi sono più che mai consoni per introdurre una indennità di incarico, la quale andrebbe ad aggiungersi alla parità di trattamento sancita dal contratto collettivo per “ristorare i precari dopo tre anni di contratti a termine”.”Queste sono le nostre proposte contrattuali: le stiamo discutendo ogni giorno alle assemblee. Sono più di 2mila quelle che abbiamo programmato da qua alla fine di dicembre. perché noi vogliamo discutere con i lavoratori e, se finalmente il Governo approverà questa modifica di risorse, con questi due miliardi in più potremmo magari, per contratto, cominciare ad inserire l’indennità per tutto il personale scolastico”.

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Istruzione: Rinnovo contratto

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Il sindacato esorta il Governo e l’amministrazione scolastica a farsi carico degli impegni presi: “il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha approvato delle linee guida – dice il leader dell’Anief Marcello Pacifico -, ma il personale della scuola ha bisogno di aumenti minimi di 300 euro per recuperare l’inflazione e il costo della vita perso negli ultimi 13 anni quando è scattato il primo blocco degli stipendi. E serve pure un’azione forte per verificare il trattamento economico-giuridico fra il personale precario ed il personale di ruolo”.Attraverso gli investimenti, si potranno anche “ridefinire i profili professionali, i livelli stipendiali e riconoscere delle indennità” che il sindacato ha individuato. “Le abbiamo chiamate semplicemente come indennità di rischio, indennità di incarico e di sede – ha spiegato Pacifico -: la prima è legata certamente al Covid ed è veramente importante in questo momento riconoscere il lavoro dal che si fa scuola in presenza. Dall’altra parte, vista la precarietà esistente, è importante riconoscere un’indennità di incarico per prevenire gli abusi dei contratti a termine, ed un’indennità di sede per garantire a tutti quanti di poter lavorare anche a centinaia di chilometri di distanza e conseguente modificare le regole sulla mobilità con l’abolizione di tutti i vincoli”.Il sindacalista autonomo sostiene che si tratta di proposte che arrivano dalla base dell’organizzazione rappresentativa: “Ne stiamo discutendo nelle assemblee Anief che stiamo facendo ogni giorno ed è importante da qui fino al prossimo dicembre partecipare a questi incontri, anche per dare il proprio contributo e per costruire tutti insieme – ha concluso Pacifico – la nostra piattaforma sindacale contrattuale per una scuola più giusta e più sicura”.

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Scuola: Rinnovo contratto e aumento stipendi

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 ottobre 2021

Sul rinnovo contrattuale, il ministro dell’Istruzione parla di una partita tutta ancora aperta e che coinvolge diversi “attori”, anche a livello di Esecutivo. “Sto lavorando su questo – ha spiegato il professore Patrizio Bianchi – e mi sto facendo portatore della dignità di tutta la scuola. Dopodiché siamo perfettamente consci che la mia attività propria è l’atto di indirizzo, mentre la parte contrattuale deve coinvolgere il Governo nel suo insieme”. Ma di quali aumenti stiamo parlando. Sempre la stampa specialistica fa il punto della situazione: i primi conteggi dei tecnici del governo e dei sindacati di categoria, risalenti allo scorso maggio, prevedono un incremento del 4,07% della retribuzione pari a circa 107 euro medi mensili. A cui però bisogna sottrarre i 575 milioni utilizzati per pagare l’indennità di vacanza contrattuale, l’elemento perequativo (risulta coinvolto circa il 40% del personale, soprattutto della scuola), e i trattamenti accessori del personale militare e di polizia e vigili del fuoco. Considerano questi aspetti, l’incremento ad oggi per il personale scolastico, come per tutti il comparto pubblico, sarebbe di poco superiore a quello dell’ultimo rinnovo contrattuale, quindi sotto anche la soglia dei 100 euro considerata da tutti il minimo sindacale. Una eventualità che non può trovare d’accordo il sindacato.A questo proposito, il Rapporto Ocse 2021 sull’istruzione, appena pubblicato, riporta che tra il 2005 e il 2020, nei Paesi dell’Ocse gli stipendi tabellari degli insegnanti con 15 anni di esperienza e con le qualifiche più diffuse sono aumentati dal 2 % al 3 % ai livelli di istruzione primaria e secondaria di primo e secondo grado a indirizzo generale e l’andamento positivo si è registrato nonostante un calo degli stipendi seguito alla crisi finanziaria del 2008. Invece, in Italia gli stipendi degli insegnanti che operano agli stessi livelli scolastici si sono ridotti del 5 %. Secondo l’Anief, serve un impegno economico importante. Ancora di più perché tra il 2009 e il 2015 gli stipendi degli insegnanti e del personale Ata sono stati congelati e il 2013 è addirittura scomparso dalla ricostruzione di carriera. Come continua a non esservi traccia di valorizzazione del personale con forme di carriera reali e indennità di rischio biologico mai attivate. È bene, quindi, che il confronto con l’Arana riparta da qui.

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Contratti: Fp Cgil, serve complessivo rinnovo per Sicurezza e Difesa

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

“Vogliamo il rinnovo di un contratto definito in tutte le sue parti: quella delle relazioni sindacali, quella normativa e, infine, quella economica. Rispetto al passato rinnovo oggi non abbiamo limiti temporali oggettivi e bisogna essere consapevoli che la parte economica deve essere il risultato delle scelte che faremo sulla parte normativa”. Questo il commento della Fp Cgil al termine della riunione di oggi sul rinnovo del contratto di lavoro del personale non dirigente del comparto sicurezza e difesa.“Le relazioni sindacali – spiega il sindacato – dovranno dare il segno tangibile di un rinnovato valore del confronto tra le parti, come sancito nel patto del 10 marzo, aumentando la democrazia e la partecipazione. Dobbiamo dare voce ai lavoratori in divisa, consentendogli di eleggere a suffragio universale i propri rappresentanti all’interno di ciascuna unità operativa e dando la possibilità di poter revocare la propria adesione al sindacato in qualunque momento. Come dobbiamo fornire strumenti per prevenire il fenomeno del burn out e quello dei suicidi, ad esempio con comitati paritetici che possano fare analisi, studi di fattibilità e proposte che possano migliorare il benessere organizzativo sui posti di lavoro. Dobbiamo inoltre rafforzare la contrattazione decentrata e il ruolo del dirigente sindacale in ogni istituto penitenziario”.Nella parte normativa, prosegue la Fp Cgil, “dobbiamo adeguare a questo mondo del lavoro quelli che sono i diritti di cittadinanza evoluti nel tempo: le unioni civili, la parità di genere, le ferie solidali, i congedi per le donne vittime di violenza e per la genitorialità. Per non dimenticare il tema del patrocinio per la tutela legale, della copertura assicurativa Inail e della previdenza complementare, che dovrà essere esigibile dal primo gennaio 2022 anche per i lavoratori di questo comparto”.Affrontati questi capitoli, continua il sindacato, “possiamo ragionare sulla parte economica, che è il risultato delle scelte che si fanno sulla parte normativa. Voler discutere oggi di quanto spendiamo sul salario fondamentale e quanto sull’accessorio significherebbe non consentire di utilizzare il contratto per risolvere i problemi dei lavoratori. Dobbiamo verificare se le risorse economiche appostate sono sufficienti per consentire gli adeguamenti tabellari, la modifica degli istituti previsti, la revisione del sistema indennitario e per regolamentare la retribuzione del lavoro straordinario. Tempo e covid non devono condizionare questa trattativa, dobbiamo fare un confronto vero e approfondito”, conclude la Fp Cgil.

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Contratto comparto sicurezza e difesa

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

Nel previsto incontro che si è tenuto nella mattinata odierna la delegazione della parte pubblica ha fornito una indicazione delle somme stanziate e degli aumenti medi per il personale di ciascuna delle amministrazioni del comparto Sicurezza e Difesa. La rappresentanza sindacale ha invero osservato che in assenza del dato disaggregato sulle singole poste disponibili non sarebbe stato possibile svolgere riflessioni finalizzate a ragionare della eventuale ripartizione sulle singole voci retributive, ed ha pertanto chiesto che in occasione del prossimo incontro siano preventivamente fornite le tabelle elaborate dai tecnici dei dicasteri di riferimento. È comunque emerso con chiarezza che le risorse stanziate non consentano di poter immaginare che l’imprescindibile adeguamento del trattamento economico fondamentale possa essere accompagnato ad una altrettanto indifferibile revisione del complessivo impianto normativo che dovrebbe, in linea di principio, assicurare il riconoscimento della specificità al personale del Comparto Sicurezza e Difesa. Specificità che si traduce in maggiore operatività al servizio dei cittadini. Un settore che, negli oltre dieci anni trascorsi dall’ultimo effettivo confronto negoziale che aveva portato alla definizione di un comunque perfettibile accordo sui fondamentali istituti accessori, registra non solo un notevole divario tra l’assetto normativo ordinamentale e le radicalmente mutate condizioni di lavoro del settore, ma pure un inaccettabile disallineamento con fondamentali istituti tra gli stessi addetti al Comparto e quelli di cui beneficiano i lavoratori di altri comparti del pubblico impiego. Una situazione che richiede, prima ancora dell’inserimento dei nuovi indispensabili istituti a tutela della genitorialità, della salute, di quella legale ed erariale, un intervento perequativo di tutti gli istituti che oggi, anche per la differente interpretazione che forniscono le Amministrazioni di appartenenza, trovano una diversa applicazione con gravi sperequazioni. Parliamo insomma di indennità accessorie ingessate ai livelli fissati nel 2008, che non possono essere ritenute compatibili con gli accresciuti carichi di lavoro ed esposizione al rischio professionale incontrato dagli operatori nella quotidianità, anche per il sistematico ricorso allo straordinario, con il quale si cerca di tamponare l’emorragia degli organici imponendo carichi di lavoro usurante al personale, per giunta pagando l’ora di straordinario meno del lavoro ordinario accumulando ritardi di anni per la liquidazione delle somme dovute o, come nel caso del personale militare, negando totalmente il pagamento con norme che ancora prevedono la cancellazione del credito maturato per le ore effettuate. La riflessione partecipata alla parte pubblica è stata corroborata anche dalla constatazione di una sostanziale assenza di fondamentali tutele, tra cui quelle sanitarie e legali, e del disconoscimento dei diritti di genitorialità che, diversamente dagli altri pubblici dipendenti, il personale del Comparto Sicurezza e Difesa si vede sistematicamente negare dalla rigidità interpretativa delle amministrazioni di riferimento. E tutto questo a tacere dello sconcertante ritardo nell’attuazione della previdenza complementare che in prospettiva produrrà irreparabili penalizzazioni nel trattamento pensionistico. Uno sconfortante contesto che induce a ritenere prioritaria e pregiudiziale la discussione intorno alle questioni squisitamente normative, anche per poter incrementare la parte economica attraverso meccanismi di defiscalizzazione degli accessori, atteso che in assenza del raggiungimento dell’intesa sulle quali non vi sono margini per poter immaginare di sottoscrivere l’accordo sulla parte meramente retributiva. In chiusura è stato ribadito che pur volendo arrivare il prima possibile ad una ipotesi di accordo, l’obiettivo primario che le OO.SS. e i CoCer perseguono è la tutela reale del personale rappresentato sottolineando come ciò può avvenire solo attraverso gli istituti normativi rivendicati. Ecco perché questo contratto deve essere considerato il contratto soprattutto normativo che deve chiudere al meglio la necessaria stagione dei diritti e delle tutele che le donne e gli uomini in uniforme attendono tra troppi anni.La parte pubblica, nel sottolineare di aver preso atto di tutte le questioni rappresentate e della necessità di entrare nello specifico di ognuna, ha aggiornato la riunione a venerdì 30 p.v. che avverrà prima con le OO.SS. delle Forze di polizia civili, poi con i CoCer di quelle militari e a seguire con quelli delle Forze Armate.

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Lavoro: Rinnovo contratto Poste Italiane

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2021

“Il risultato raggiunto con la firma dell’ipotesi del CCNL conferma che il patrimonio delle relazioni industriali in Poste Italiane è fortemente improntato ai temi della solidarietà, della difesa salariale e dell’occupazione. Valori che garantiscono, anche a fronte dei profondi cambiamenti socio-economici di oggi, delle difficoltà del settore postale e nonostante l’inedita situazione pandemica ancora in corso, la difesa dei diritti dei lavoratori e una sostenibilità economica e normativa per gli operatori del settore”. Lo ha detto Walter De Candiziis, Segretario Generale Failp Cisal commentando l’intesa con Poste Italiane per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per il triennio 2021-23. “Oltre a significative modifiche dell’impianto normativo su part-time, lavoro agile, ferie e gli impegni sulla classificazione del personale ed il sistema inquadramentale – continua De Candiziis – l’ipotesi, prevede incrementi economici per un aumento complessivo medio mensile di 110 euro pro capite (di cui 90,00 euro per aumenti salariali, 20,00 euro per incrementare il ticket restaurant). L’intesa prevede inoltre il pagamento di un importo di 1.700,00 euro per il biennio 2020-21, di cui € 900,00 a titolo di vacanza contrattuale per l’anno 2020 e € 800,00 quale anticipazione sui futuri miglioramenti contrattuali per l’anno 2021, che i dipendenti del Gruppo riceveranno in un’unica soluzione con lo stipendio di luglio 2021”.

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Pa: Fp Cgil, doverosa iniziativa Brunetta su contratto Sicurezza e Difesa

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 Maggio 2021

“L’iniziativa del Ministro Brunetta, che ha deciso di convocare per il 14 maggio i Ministri di Giustizia, Interno, Difesa ed Economia e Finanze per un incontro in sede politica con lo scopo di reperire ulteriori risorse per il rinnovo del contratto del comparto Sicurezza e Difesa, è doverosa e va nella direzione da noi auspicata, rappresentando un punto cruciale per la prosecuzione del confronto”. Questo il commento della Fp Cgil dopo l’annuncio del Ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, in merito al rinnovo del contratto del comparto Sicurezza e Difesa.Le risorse stanziate fino ad oggi, prosegue il sindacato, “non ci consentono di definire il contratto nella sua interezza. Servono infatti risorse economiche per continuare la rivalutazione delle retribuzioni tabellari, solo avviata con il contratto 2016/2018 dopo 10 anni di blocco, e poi quelle per riconoscere finalmente la previdenza complementare alle donne e agli uomini in divisa, a oltre vent’anni dall’introduzione del sistema contributivo. Va poi completata la revisione delle indennità, il trattamento di missione, l’istituto del buono pasto e della retribuzione delle prestazioni di lavoro straordinario. Tutti obiettivi che con le risorse della legge di bilancio 2021 non sono realizzabili”.In più, rimarca il sindacato, “il contratto della Polizia Penitenziaria dovrà rinnovare la parte normativa, affrontando temi da troppo tempo trascurati, come la genitorialità, la formazione, il diritto allo studio, le ferie solidali, il congedo per le donne vittima di violenza, le libertà sindacali, la tutela per le gravi patologie e i diritti delle unioni civili. Per non dimenticare poi il tema della sicurezza, in particolare il contrasto al fenomeno suicidario, e quello della disparità di genere. L’incontro del 14 maggio diventa di fondamentale importanza, poiché se i ministri interessati non trovano le risorse necessarie sarà impossibile garantire la giusta attenzione che le donne e gli uomini in divisa meritano, soprattutto dopo essere stati in prima linea anche durante la pandemia”, conclude la Fp Cgil.

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Contratto Forze di Polizia ma trattativa complessa

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 aprile 2021

“Apprezziamo e accogliamo con favore le dichiarazioni del Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta secondo il quale l’Accordo per il rinnovo contrattuale per gli operatori del comparto sicurezza si potrà raggiungere entro giugno, così come apprezziamo la ripresa del negoziato, con la convocazione delle Organizzazioni Sindacali e delle Rappresentanze per mercoledì prossimo. Anche alla luce delle tabelle relative alle risorse economiche disponibili pervenute nella tarda serata di ieri, tuttavia, notiamo come il percorso sia faticoso e necessiterà probabilmente del supporto di tutto il Governo per consentire il superamento di alcuni ostacoli che permangono da lungo tempo e sono anche la conseguenza del blocco dei contratti degli anni scorsi”. Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria, in vista della ripresa delle procedure per il rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da quasi tre anni, degli operatori delle Forze di Polizia e delle Forze Armate.

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Pa: Fp Cgil a Brunetta, su contratto sicurezza tempi rapidi e risposte concrete

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2021

“Anche noi auspichiamo tempi rapidi per il rinnovo del contratto del personale del comparto sicurezza: i Poliziotti Penitenziari aspettano da troppo tempo risposte concrete e vogliamo un contratto che tenga in considerazione le nostre proposte”. Questo il commento della Fp Cgil alle dichiarazioni del ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che auspica di chiudere entro giugno il contratto del comparto sicurezza.Per il sindacato, “ci sono questioni che non possono essere rimandate ulteriormente e per chiudere il contratto i Poliziotti Penitenziari pretendono risposte sull’istituzione della previdenza complementare, sull’indennità per chi lavora all’interno delle carceri, sull’aumento della retribuzione del lavoro straordinario, sulla possibilità di scegliere i rappresentanti sindacali tramite le Rsu, sulle discriminazioni di genere e sulle molestie sessuali, sul contrasto allo stress correlato al lavoro. Il tutto oltre ad un aumento adeguato della retribuzione tabellare, almeno superiore al precedente rinnovo. La volontà di chiudere celermente non sia una scusa per rimandare ulteriormente le questioni che abbiamo indicato nella nostra proposta, come dice il Ministro: i Poliziotti hanno bisogno di risposte concrete”, conclude la Fp Cgil. By Giorgio Saccoia

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Scuola: Rinnovo del Contratto 2019-2021

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 aprile 2021

Il 12 e il 13 aprile il presidente Anief Pacifico incontra le RSU e i TAS. Gli incontri sono in vista dell’organizzazione di mille assemblee sindacali a distanza, tra metà aprile e metà maggio, che saranno indette in tutte le scuole di Italia per informare e consultare i lavoratori sulle proposte del giovane sindacato, da portare ai tavoli di confronto sull’atto di indiritto del ministro dell’istruzione, Patricio Bianchi. Per l’occasione, 1,3 milioni di docenti, amministrativi, educatori, precari non soltanto della scuola ma anche dell’università, della ricerca, Afam, precari e di ruolo, potranno votare e suggerire le modifiche in una specifica area del sito. Il sindacato ha invitato all’evento Rsu Day che si terrà lunedì 12 aprile, dalle ore 11 alle 13, e all’evento Tas Day il giorno successivo, 13 aprile, dalle ore 17 alle ore 19, più di 5 mila dirigenti sindacali che hanno chiesto di rappresentare Anief nel territorio. Gli eventi saranno presieduti dal presidente nazionale dell’Anief, professore Marcello Pacifico, su piattaforma telematica e saranno da lui replicati in settimana in base alla capienza dei sindacalisti registrati. Per l’occasione è ancora possibile presentare la propria candidatura per essere nominati come TAS nella propria istituzione scolastica, in vista anche, dopo la sottoscrizione del CCNL, della partecipazione alle relazioni sindacali nella propria scuola.Anief dà prova, ancora una volta, di essere sempre accanto ai lavoratori della scuola, in particolar modo adesso, in cui stiamo attraversando un momento storico particolare grazie al patto firmato dal Governo e dalle Confederazioni sindacali per l’innovazione del lavoro pubblico e della coesione sociale, propedeutico all’attivazione dei tavoli tecnici ministeriali per l’avvio della stagione contrattuale 2019-2021: un rinnovo che interessa più di 1,3 milioni di lavoratori della scuola, dell’università, della ricerca, delle accademie e dei conservatori italiani e che modificherà le norme su assunzioni, carriera, stipendi, lavoro agile, formazione, aggiornamento, profili professionali, mobilità, organici, indennità.Agli Rsu/Tas Day seguirà la convocazione delle assemblee sindacali in tutto il territorio nazionale, che si svolgeranno già dalla prossima settimana, sempre con modalità a distanza, aperte a tutti i lavoratori del comparto istruzioni e ricerca.

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Scuola: Rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2021

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso del seminario sulla legislazione scolastica organizzato dal sindacato per la provincia di Agrigento, ha affermato che “oltre alle norme legislative si prevedono novità pure sulle norme fattizie con il rinnovo del contratto aperto dal ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta. Sarà importate partecipare alle assemblee sindacali in questa primavera per essere informati non soltanto sulle piattaforme delle parti sociali ma anche per dare il proprio contributo alla scrittura delle nuove regole. Anief ci sarà sempre per informare e consultare tutti i lavoratori #perunascuolagiusta”.

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Scuola e P.A.: Rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 marzo 2021

“I 107 euro” di aumenti che il Governo Draghi ha proposto ai sindacati per il rinnovo contrattuale di oltre tre milioni di dipendenti pubblici sono una somma maggiore “degli 80 euro di tre anni fa e quindi si va verso un accordo che però per Anief deve andare verso il principio del salario minimo. Per tutti i dipendenti pubblici deve essere legato al costo dell’inflazione”. A chiederlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: intervistato da Orizzonte Scuola, il sindacalista autonomo ha ricordato che “nel 2008 c’è stata una legge che aveva bloccato l’aumento degli stipendi, poi c’è stato un primo contratto e questo è il secondo contratto che aumenta la percentuale dal 3,48 al 4,07 ma non recupera ancora integralmente i 14 punti di inflazione. Da questo punto di vista – spiega – per noi è importante andare a pareggio rispetto al costo della vita”. Il rinnovo del contratto del pubblico impiego stavolta parte da un impegno maggiore del Governo rispetto al passato. I numeri parlano da soli: “Il ministro Brunetta – dice il leader dell’Anief – ha parlato di 6,8 miliardi rispetto ai 5,4 miliardi stanziati nel 2018 per rinnovare i contratti, quindi ci sono 1,4 miliardi in più che dovrebbero portare a un aumento di 4,07 per 107 euro lordi, a questo dovrebbero aggiungersi i soldi per l’elemento perequativo”. Il presidente del giovane sindacato sostiene che è ora di confrontarsi con quanto avviene in Europa: “Bisogna cercare di ancorare gli stipendi ai livelli europei. Basti pensare che nella scuola elementare italiana, gli stipendi sono di 10mila euro annui in meno rispetto a quelli della media europea. A fine carriera nella scuola superiore sono 40mila euro in meno rispetto alla Germania”.
“E’ da 35 anni che per il personale Ata si è rimasti fermi. Da 25 anni sono stati attribuiti diversi profili professionali, come i coordinatori, che esistono ma di fatto non ci sono. Ed è da 10 anni che non si fanno passaggi verticali. Non si parla neanche di carriera. Prima il docente che voleva fare carriera doveva diventare preside. Dal 2001 ad oggi si è cercato di rendere simili il sistema del pubblico impiego a quello privato ma non si sono inseriti i quadri, anzi, nell’ultimo contratto si è abolita la figura della vicedirigenza. Insomma – afferma Pacifico presidente Anief – di idee ce ne sono tante. C’è una grande riflessione da fare. Bisogna sicuramente aggredire la precarietà anche nell’università e nella ricerca”.

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