Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘contratto’

È tempo di conteggi, in vista del rinnovo del contratto del comparto scuola

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2021

Attraverso la Legge di Bilancio 2022 sono in arrivo “2 miliardi che serviranno per pagare il premio delle indennità e, dal momento che la metà d personale del pubblico impiego appartiene alla scuola, a questo comparto andrà 1 miliardo in più per pagare le indennità”, ha detto Marcello Pacifico, leader dell’Anief, ricordando che fra queste devono esserci quelle somme specifiche che il sindacato, da sei mesi, ha inserito sulla sua piattaforma di contrattazione.Fra le indennità inserite nella piattaforma contrattuale proposta dal sindacato – ricorda il leader di Anief – c’è innanzitutto quella di rischio biologico, che è momentanea al tempo del Covid e comprende anche un minimo giornaliero per svolgere didattica in presenza. Poi c’è il rischio burnout che si lega anche al tema delle pensioni, giacché il governo dovrebbe affrontare il problema di individuare una finestra di anticipo dell’età pensionabile per il personale della scuola.Marcello Pacifico, inoltre, propone una indennità di sede, “perché la scuola italiana ti costringe a lavorare lontano da casa” e quindi chi lavora lontano dalla propria residenza “dovrebbe essere ristorato”. Come i tempi sono più che mai consoni per introdurre una indennità di incarico, la quale andrebbe ad aggiungersi alla parità di trattamento sancita dal contratto collettivo per “ristorare i precari dopo tre anni di contratti a termine”.”Queste sono le nostre proposte contrattuali: le stiamo discutendo ogni giorno alle assemblee. Sono più di 2mila quelle che abbiamo programmato da qua alla fine di dicembre. perché noi vogliamo discutere con i lavoratori e, se finalmente il Governo approverà questa modifica di risorse, con questi due miliardi in più potremmo magari, per contratto, cominciare ad inserire l’indennità per tutto il personale scolastico”.

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Istruzione: Rinnovo contratto

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Il sindacato esorta il Governo e l’amministrazione scolastica a farsi carico degli impegni presi: “il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha approvato delle linee guida – dice il leader dell’Anief Marcello Pacifico -, ma il personale della scuola ha bisogno di aumenti minimi di 300 euro per recuperare l’inflazione e il costo della vita perso negli ultimi 13 anni quando è scattato il primo blocco degli stipendi. E serve pure un’azione forte per verificare il trattamento economico-giuridico fra il personale precario ed il personale di ruolo”.Attraverso gli investimenti, si potranno anche “ridefinire i profili professionali, i livelli stipendiali e riconoscere delle indennità” che il sindacato ha individuato. “Le abbiamo chiamate semplicemente come indennità di rischio, indennità di incarico e di sede – ha spiegato Pacifico -: la prima è legata certamente al Covid ed è veramente importante in questo momento riconoscere il lavoro dal che si fa scuola in presenza. Dall’altra parte, vista la precarietà esistente, è importante riconoscere un’indennità di incarico per prevenire gli abusi dei contratti a termine, ed un’indennità di sede per garantire a tutti quanti di poter lavorare anche a centinaia di chilometri di distanza e conseguente modificare le regole sulla mobilità con l’abolizione di tutti i vincoli”.Il sindacalista autonomo sostiene che si tratta di proposte che arrivano dalla base dell’organizzazione rappresentativa: “Ne stiamo discutendo nelle assemblee Anief che stiamo facendo ogni giorno ed è importante da qui fino al prossimo dicembre partecipare a questi incontri, anche per dare il proprio contributo e per costruire tutti insieme – ha concluso Pacifico – la nostra piattaforma sindacale contrattuale per una scuola più giusta e più sicura”.

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Scuola: Rinnovo contratto e aumento stipendi

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 ottobre 2021

Sul rinnovo contrattuale, il ministro dell’Istruzione parla di una partita tutta ancora aperta e che coinvolge diversi “attori”, anche a livello di Esecutivo. “Sto lavorando su questo – ha spiegato il professore Patrizio Bianchi – e mi sto facendo portatore della dignità di tutta la scuola. Dopodiché siamo perfettamente consci che la mia attività propria è l’atto di indirizzo, mentre la parte contrattuale deve coinvolgere il Governo nel suo insieme”. Ma di quali aumenti stiamo parlando. Sempre la stampa specialistica fa il punto della situazione: i primi conteggi dei tecnici del governo e dei sindacati di categoria, risalenti allo scorso maggio, prevedono un incremento del 4,07% della retribuzione pari a circa 107 euro medi mensili. A cui però bisogna sottrarre i 575 milioni utilizzati per pagare l’indennità di vacanza contrattuale, l’elemento perequativo (risulta coinvolto circa il 40% del personale, soprattutto della scuola), e i trattamenti accessori del personale militare e di polizia e vigili del fuoco. Considerano questi aspetti, l’incremento ad oggi per il personale scolastico, come per tutti il comparto pubblico, sarebbe di poco superiore a quello dell’ultimo rinnovo contrattuale, quindi sotto anche la soglia dei 100 euro considerata da tutti il minimo sindacale. Una eventualità che non può trovare d’accordo il sindacato.A questo proposito, il Rapporto Ocse 2021 sull’istruzione, appena pubblicato, riporta che tra il 2005 e il 2020, nei Paesi dell’Ocse gli stipendi tabellari degli insegnanti con 15 anni di esperienza e con le qualifiche più diffuse sono aumentati dal 2 % al 3 % ai livelli di istruzione primaria e secondaria di primo e secondo grado a indirizzo generale e l’andamento positivo si è registrato nonostante un calo degli stipendi seguito alla crisi finanziaria del 2008. Invece, in Italia gli stipendi degli insegnanti che operano agli stessi livelli scolastici si sono ridotti del 5 %. Secondo l’Anief, serve un impegno economico importante. Ancora di più perché tra il 2009 e il 2015 gli stipendi degli insegnanti e del personale Ata sono stati congelati e il 2013 è addirittura scomparso dalla ricostruzione di carriera. Come continua a non esservi traccia di valorizzazione del personale con forme di carriera reali e indennità di rischio biologico mai attivate. È bene, quindi, che il confronto con l’Arana riparta da qui.

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Contratti: Fp Cgil, serve complessivo rinnovo per Sicurezza e Difesa

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

“Vogliamo il rinnovo di un contratto definito in tutte le sue parti: quella delle relazioni sindacali, quella normativa e, infine, quella economica. Rispetto al passato rinnovo oggi non abbiamo limiti temporali oggettivi e bisogna essere consapevoli che la parte economica deve essere il risultato delle scelte che faremo sulla parte normativa”. Questo il commento della Fp Cgil al termine della riunione di oggi sul rinnovo del contratto di lavoro del personale non dirigente del comparto sicurezza e difesa.“Le relazioni sindacali – spiega il sindacato – dovranno dare il segno tangibile di un rinnovato valore del confronto tra le parti, come sancito nel patto del 10 marzo, aumentando la democrazia e la partecipazione. Dobbiamo dare voce ai lavoratori in divisa, consentendogli di eleggere a suffragio universale i propri rappresentanti all’interno di ciascuna unità operativa e dando la possibilità di poter revocare la propria adesione al sindacato in qualunque momento. Come dobbiamo fornire strumenti per prevenire il fenomeno del burn out e quello dei suicidi, ad esempio con comitati paritetici che possano fare analisi, studi di fattibilità e proposte che possano migliorare il benessere organizzativo sui posti di lavoro. Dobbiamo inoltre rafforzare la contrattazione decentrata e il ruolo del dirigente sindacale in ogni istituto penitenziario”.Nella parte normativa, prosegue la Fp Cgil, “dobbiamo adeguare a questo mondo del lavoro quelli che sono i diritti di cittadinanza evoluti nel tempo: le unioni civili, la parità di genere, le ferie solidali, i congedi per le donne vittime di violenza e per la genitorialità. Per non dimenticare il tema del patrocinio per la tutela legale, della copertura assicurativa Inail e della previdenza complementare, che dovrà essere esigibile dal primo gennaio 2022 anche per i lavoratori di questo comparto”.Affrontati questi capitoli, continua il sindacato, “possiamo ragionare sulla parte economica, che è il risultato delle scelte che si fanno sulla parte normativa. Voler discutere oggi di quanto spendiamo sul salario fondamentale e quanto sull’accessorio significherebbe non consentire di utilizzare il contratto per risolvere i problemi dei lavoratori. Dobbiamo verificare se le risorse economiche appostate sono sufficienti per consentire gli adeguamenti tabellari, la modifica degli istituti previsti, la revisione del sistema indennitario e per regolamentare la retribuzione del lavoro straordinario. Tempo e covid non devono condizionare questa trattativa, dobbiamo fare un confronto vero e approfondito”, conclude la Fp Cgil.

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Contratto comparto sicurezza e difesa

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

Nel previsto incontro che si è tenuto nella mattinata odierna la delegazione della parte pubblica ha fornito una indicazione delle somme stanziate e degli aumenti medi per il personale di ciascuna delle amministrazioni del comparto Sicurezza e Difesa. La rappresentanza sindacale ha invero osservato che in assenza del dato disaggregato sulle singole poste disponibili non sarebbe stato possibile svolgere riflessioni finalizzate a ragionare della eventuale ripartizione sulle singole voci retributive, ed ha pertanto chiesto che in occasione del prossimo incontro siano preventivamente fornite le tabelle elaborate dai tecnici dei dicasteri di riferimento. È comunque emerso con chiarezza che le risorse stanziate non consentano di poter immaginare che l’imprescindibile adeguamento del trattamento economico fondamentale possa essere accompagnato ad una altrettanto indifferibile revisione del complessivo impianto normativo che dovrebbe, in linea di principio, assicurare il riconoscimento della specificità al personale del Comparto Sicurezza e Difesa. Specificità che si traduce in maggiore operatività al servizio dei cittadini. Un settore che, negli oltre dieci anni trascorsi dall’ultimo effettivo confronto negoziale che aveva portato alla definizione di un comunque perfettibile accordo sui fondamentali istituti accessori, registra non solo un notevole divario tra l’assetto normativo ordinamentale e le radicalmente mutate condizioni di lavoro del settore, ma pure un inaccettabile disallineamento con fondamentali istituti tra gli stessi addetti al Comparto e quelli di cui beneficiano i lavoratori di altri comparti del pubblico impiego. Una situazione che richiede, prima ancora dell’inserimento dei nuovi indispensabili istituti a tutela della genitorialità, della salute, di quella legale ed erariale, un intervento perequativo di tutti gli istituti che oggi, anche per la differente interpretazione che forniscono le Amministrazioni di appartenenza, trovano una diversa applicazione con gravi sperequazioni. Parliamo insomma di indennità accessorie ingessate ai livelli fissati nel 2008, che non possono essere ritenute compatibili con gli accresciuti carichi di lavoro ed esposizione al rischio professionale incontrato dagli operatori nella quotidianità, anche per il sistematico ricorso allo straordinario, con il quale si cerca di tamponare l’emorragia degli organici imponendo carichi di lavoro usurante al personale, per giunta pagando l’ora di straordinario meno del lavoro ordinario accumulando ritardi di anni per la liquidazione delle somme dovute o, come nel caso del personale militare, negando totalmente il pagamento con norme che ancora prevedono la cancellazione del credito maturato per le ore effettuate. La riflessione partecipata alla parte pubblica è stata corroborata anche dalla constatazione di una sostanziale assenza di fondamentali tutele, tra cui quelle sanitarie e legali, e del disconoscimento dei diritti di genitorialità che, diversamente dagli altri pubblici dipendenti, il personale del Comparto Sicurezza e Difesa si vede sistematicamente negare dalla rigidità interpretativa delle amministrazioni di riferimento. E tutto questo a tacere dello sconcertante ritardo nell’attuazione della previdenza complementare che in prospettiva produrrà irreparabili penalizzazioni nel trattamento pensionistico. Uno sconfortante contesto che induce a ritenere prioritaria e pregiudiziale la discussione intorno alle questioni squisitamente normative, anche per poter incrementare la parte economica attraverso meccanismi di defiscalizzazione degli accessori, atteso che in assenza del raggiungimento dell’intesa sulle quali non vi sono margini per poter immaginare di sottoscrivere l’accordo sulla parte meramente retributiva. In chiusura è stato ribadito che pur volendo arrivare il prima possibile ad una ipotesi di accordo, l’obiettivo primario che le OO.SS. e i CoCer perseguono è la tutela reale del personale rappresentato sottolineando come ciò può avvenire solo attraverso gli istituti normativi rivendicati. Ecco perché questo contratto deve essere considerato il contratto soprattutto normativo che deve chiudere al meglio la necessaria stagione dei diritti e delle tutele che le donne e gli uomini in uniforme attendono tra troppi anni.La parte pubblica, nel sottolineare di aver preso atto di tutte le questioni rappresentate e della necessità di entrare nello specifico di ognuna, ha aggiornato la riunione a venerdì 30 p.v. che avverrà prima con le OO.SS. delle Forze di polizia civili, poi con i CoCer di quelle militari e a seguire con quelli delle Forze Armate.

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Lavoro: Rinnovo contratto Poste Italiane

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2021

“Il risultato raggiunto con la firma dell’ipotesi del CCNL conferma che il patrimonio delle relazioni industriali in Poste Italiane è fortemente improntato ai temi della solidarietà, della difesa salariale e dell’occupazione. Valori che garantiscono, anche a fronte dei profondi cambiamenti socio-economici di oggi, delle difficoltà del settore postale e nonostante l’inedita situazione pandemica ancora in corso, la difesa dei diritti dei lavoratori e una sostenibilità economica e normativa per gli operatori del settore”. Lo ha detto Walter De Candiziis, Segretario Generale Failp Cisal commentando l’intesa con Poste Italiane per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per il triennio 2021-23. “Oltre a significative modifiche dell’impianto normativo su part-time, lavoro agile, ferie e gli impegni sulla classificazione del personale ed il sistema inquadramentale – continua De Candiziis – l’ipotesi, prevede incrementi economici per un aumento complessivo medio mensile di 110 euro pro capite (di cui 90,00 euro per aumenti salariali, 20,00 euro per incrementare il ticket restaurant). L’intesa prevede inoltre il pagamento di un importo di 1.700,00 euro per il biennio 2020-21, di cui € 900,00 a titolo di vacanza contrattuale per l’anno 2020 e € 800,00 quale anticipazione sui futuri miglioramenti contrattuali per l’anno 2021, che i dipendenti del Gruppo riceveranno in un’unica soluzione con lo stipendio di luglio 2021”.

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Pa: Fp Cgil, doverosa iniziativa Brunetta su contratto Sicurezza e Difesa

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 Maggio 2021

“L’iniziativa del Ministro Brunetta, che ha deciso di convocare per il 14 maggio i Ministri di Giustizia, Interno, Difesa ed Economia e Finanze per un incontro in sede politica con lo scopo di reperire ulteriori risorse per il rinnovo del contratto del comparto Sicurezza e Difesa, è doverosa e va nella direzione da noi auspicata, rappresentando un punto cruciale per la prosecuzione del confronto”. Questo il commento della Fp Cgil dopo l’annuncio del Ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, in merito al rinnovo del contratto del comparto Sicurezza e Difesa.Le risorse stanziate fino ad oggi, prosegue il sindacato, “non ci consentono di definire il contratto nella sua interezza. Servono infatti risorse economiche per continuare la rivalutazione delle retribuzioni tabellari, solo avviata con il contratto 2016/2018 dopo 10 anni di blocco, e poi quelle per riconoscere finalmente la previdenza complementare alle donne e agli uomini in divisa, a oltre vent’anni dall’introduzione del sistema contributivo. Va poi completata la revisione delle indennità, il trattamento di missione, l’istituto del buono pasto e della retribuzione delle prestazioni di lavoro straordinario. Tutti obiettivi che con le risorse della legge di bilancio 2021 non sono realizzabili”.In più, rimarca il sindacato, “il contratto della Polizia Penitenziaria dovrà rinnovare la parte normativa, affrontando temi da troppo tempo trascurati, come la genitorialità, la formazione, il diritto allo studio, le ferie solidali, il congedo per le donne vittima di violenza, le libertà sindacali, la tutela per le gravi patologie e i diritti delle unioni civili. Per non dimenticare poi il tema della sicurezza, in particolare il contrasto al fenomeno suicidario, e quello della disparità di genere. L’incontro del 14 maggio diventa di fondamentale importanza, poiché se i ministri interessati non trovano le risorse necessarie sarà impossibile garantire la giusta attenzione che le donne e gli uomini in divisa meritano, soprattutto dopo essere stati in prima linea anche durante la pandemia”, conclude la Fp Cgil.

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Contratto Forze di Polizia ma trattativa complessa

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 aprile 2021

“Apprezziamo e accogliamo con favore le dichiarazioni del Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta secondo il quale l’Accordo per il rinnovo contrattuale per gli operatori del comparto sicurezza si potrà raggiungere entro giugno, così come apprezziamo la ripresa del negoziato, con la convocazione delle Organizzazioni Sindacali e delle Rappresentanze per mercoledì prossimo. Anche alla luce delle tabelle relative alle risorse economiche disponibili pervenute nella tarda serata di ieri, tuttavia, notiamo come il percorso sia faticoso e necessiterà probabilmente del supporto di tutto il Governo per consentire il superamento di alcuni ostacoli che permangono da lungo tempo e sono anche la conseguenza del blocco dei contratti degli anni scorsi”. Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria, in vista della ripresa delle procedure per il rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da quasi tre anni, degli operatori delle Forze di Polizia e delle Forze Armate.

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Pa: Fp Cgil a Brunetta, su contratto sicurezza tempi rapidi e risposte concrete

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2021

“Anche noi auspichiamo tempi rapidi per il rinnovo del contratto del personale del comparto sicurezza: i Poliziotti Penitenziari aspettano da troppo tempo risposte concrete e vogliamo un contratto che tenga in considerazione le nostre proposte”. Questo il commento della Fp Cgil alle dichiarazioni del ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che auspica di chiudere entro giugno il contratto del comparto sicurezza.Per il sindacato, “ci sono questioni che non possono essere rimandate ulteriormente e per chiudere il contratto i Poliziotti Penitenziari pretendono risposte sull’istituzione della previdenza complementare, sull’indennità per chi lavora all’interno delle carceri, sull’aumento della retribuzione del lavoro straordinario, sulla possibilità di scegliere i rappresentanti sindacali tramite le Rsu, sulle discriminazioni di genere e sulle molestie sessuali, sul contrasto allo stress correlato al lavoro. Il tutto oltre ad un aumento adeguato della retribuzione tabellare, almeno superiore al precedente rinnovo. La volontà di chiudere celermente non sia una scusa per rimandare ulteriormente le questioni che abbiamo indicato nella nostra proposta, come dice il Ministro: i Poliziotti hanno bisogno di risposte concrete”, conclude la Fp Cgil. By Giorgio Saccoia

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Scuola: Rinnovo del Contratto 2019-2021

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 aprile 2021

Il 12 e il 13 aprile il presidente Anief Pacifico incontra le RSU e i TAS. Gli incontri sono in vista dell’organizzazione di mille assemblee sindacali a distanza, tra metà aprile e metà maggio, che saranno indette in tutte le scuole di Italia per informare e consultare i lavoratori sulle proposte del giovane sindacato, da portare ai tavoli di confronto sull’atto di indiritto del ministro dell’istruzione, Patricio Bianchi. Per l’occasione, 1,3 milioni di docenti, amministrativi, educatori, precari non soltanto della scuola ma anche dell’università, della ricerca, Afam, precari e di ruolo, potranno votare e suggerire le modifiche in una specifica area del sito. Il sindacato ha invitato all’evento Rsu Day che si terrà lunedì 12 aprile, dalle ore 11 alle 13, e all’evento Tas Day il giorno successivo, 13 aprile, dalle ore 17 alle ore 19, più di 5 mila dirigenti sindacali che hanno chiesto di rappresentare Anief nel territorio. Gli eventi saranno presieduti dal presidente nazionale dell’Anief, professore Marcello Pacifico, su piattaforma telematica e saranno da lui replicati in settimana in base alla capienza dei sindacalisti registrati. Per l’occasione è ancora possibile presentare la propria candidatura per essere nominati come TAS nella propria istituzione scolastica, in vista anche, dopo la sottoscrizione del CCNL, della partecipazione alle relazioni sindacali nella propria scuola.Anief dà prova, ancora una volta, di essere sempre accanto ai lavoratori della scuola, in particolar modo adesso, in cui stiamo attraversando un momento storico particolare grazie al patto firmato dal Governo e dalle Confederazioni sindacali per l’innovazione del lavoro pubblico e della coesione sociale, propedeutico all’attivazione dei tavoli tecnici ministeriali per l’avvio della stagione contrattuale 2019-2021: un rinnovo che interessa più di 1,3 milioni di lavoratori della scuola, dell’università, della ricerca, delle accademie e dei conservatori italiani e che modificherà le norme su assunzioni, carriera, stipendi, lavoro agile, formazione, aggiornamento, profili professionali, mobilità, organici, indennità.Agli Rsu/Tas Day seguirà la convocazione delle assemblee sindacali in tutto il territorio nazionale, che si svolgeranno già dalla prossima settimana, sempre con modalità a distanza, aperte a tutti i lavoratori del comparto istruzioni e ricerca.

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Scuola: Rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2021

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso del seminario sulla legislazione scolastica organizzato dal sindacato per la provincia di Agrigento, ha affermato che “oltre alle norme legislative si prevedono novità pure sulle norme fattizie con il rinnovo del contratto aperto dal ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta. Sarà importate partecipare alle assemblee sindacali in questa primavera per essere informati non soltanto sulle piattaforme delle parti sociali ma anche per dare il proprio contributo alla scrittura delle nuove regole. Anief ci sarà sempre per informare e consultare tutti i lavoratori #perunascuolagiusta”.

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Scuola e P.A.: Rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 marzo 2021

“I 107 euro” di aumenti che il Governo Draghi ha proposto ai sindacati per il rinnovo contrattuale di oltre tre milioni di dipendenti pubblici sono una somma maggiore “degli 80 euro di tre anni fa e quindi si va verso un accordo che però per Anief deve andare verso il principio del salario minimo. Per tutti i dipendenti pubblici deve essere legato al costo dell’inflazione”. A chiederlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: intervistato da Orizzonte Scuola, il sindacalista autonomo ha ricordato che “nel 2008 c’è stata una legge che aveva bloccato l’aumento degli stipendi, poi c’è stato un primo contratto e questo è il secondo contratto che aumenta la percentuale dal 3,48 al 4,07 ma non recupera ancora integralmente i 14 punti di inflazione. Da questo punto di vista – spiega – per noi è importante andare a pareggio rispetto al costo della vita”. Il rinnovo del contratto del pubblico impiego stavolta parte da un impegno maggiore del Governo rispetto al passato. I numeri parlano da soli: “Il ministro Brunetta – dice il leader dell’Anief – ha parlato di 6,8 miliardi rispetto ai 5,4 miliardi stanziati nel 2018 per rinnovare i contratti, quindi ci sono 1,4 miliardi in più che dovrebbero portare a un aumento di 4,07 per 107 euro lordi, a questo dovrebbero aggiungersi i soldi per l’elemento perequativo”. Il presidente del giovane sindacato sostiene che è ora di confrontarsi con quanto avviene in Europa: “Bisogna cercare di ancorare gli stipendi ai livelli europei. Basti pensare che nella scuola elementare italiana, gli stipendi sono di 10mila euro annui in meno rispetto a quelli della media europea. A fine carriera nella scuola superiore sono 40mila euro in meno rispetto alla Germania”.
“E’ da 35 anni che per il personale Ata si è rimasti fermi. Da 25 anni sono stati attribuiti diversi profili professionali, come i coordinatori, che esistono ma di fatto non ci sono. Ed è da 10 anni che non si fanno passaggi verticali. Non si parla neanche di carriera. Prima il docente che voleva fare carriera doveva diventare preside. Dal 2001 ad oggi si è cercato di rendere simili il sistema del pubblico impiego a quello privato ma non si sono inseriti i quadri, anzi, nell’ultimo contratto si è abolita la figura della vicedirigenza. Insomma – afferma Pacifico presidente Anief – di idee ce ne sono tante. C’è una grande riflessione da fare. Bisogna sicuramente aggredire la precarietà anche nell’università e nella ricerca”.

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Scuola: Docenti Covid, prolungare il contratto fino al 30 giugno

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

Protrarre il contratto dei 60-70 mila docenti e Ata cosiddetti Covid fino al prossimo 30 giugno: lo chiede Anief da mesi, attraverso tutti i possibili canali legislativi e giudiziari; lo chiede ora anche la politica. Con un ordine del giorno rivolto al Governo l’on. Virginia Villani (del M5S) ritiene che “al fine di assicurare in tutti gli ordini di scuola la funzionalità di ogni singolo istituto nell’ambito dell’autonomia, il termine dei contratti sottoscritti ai sensi dell’articolo 231-bis, comma 1, del decreto- legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, deve essere prorogato al 30 giugno 2021”. Una decisione che sarebbe “fondamentale per agevolare il Governo al fine di far fronte all’emergenza pandemica, stabilendo una quota aggiuntiva di docenti e Personale ATA per le scuole”. La richiesta al Governo è di “valutare l’opportunità di trasformare i suddetti contratti in “supplenza fino al termine delle attività didattiche” con le conseguenti modifiche relative alle assenze per malattia al fine di garantire continuità e certezza in tutte le scuole italiane”.Anief plaude all’iniziativa dell’on. Virginia Villani: il sindacato è stato sostenitore dello stesso emendamento all’interno del decreto Milleproroghe, nel quale si chiedeva, al comma 5, “al fine di assicurare in tutti gli ordini di scuola la funzionalità di ogni singolo istituto nell’ambito dell’autonomia”, di mettere mano al “termine dei contratti sottoscritti ai sensi dell’articolo 231-bis, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77” prorogandoli “al 30 giugno 2021”.L’istanza dell’on. Virginia Villani è stata collocata all’interno dell’esame del Disegno di legge recante “Conversione in legge del decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183, recante disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, di realizzazione di collegamenti digitali, di esecuzione della decisione (UE, EURATOM) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, nonché in materia di recesso del Regno Unito dall’Unione europea” (2845)”.La parlamentare pentastellata spiega che “il disegno di legge AC. 2845 prevede una serie di norme che stabiliscono la proroga di termini legislativi nonché la realizzazione di collegamenti digitali, di esecuzione della decisione (UE, EURATOM) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, nonché norme in materia di recesso del Regno Unito dall’Unione europea” e che “di fatto in vista della piena funzionalità degli istituti scolastici appare irragionevole che i circa 60-70 mila docenti che costituiscono l’organico Covid 19 siano nominati come supplenti brevi”.

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“Finalmente riparte il l nuovo contratto dei ferrovieri”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2021

Un passaggio fondamentale per garantire ai tutti i lavoratori del settore che hanno dato un contributo determinante nella gestione dell’emergenza nuove e maggiori tutele, anche sul fronte economico, adeguate al difficile periodo che stiamo vivendo”. Questo il commento di Pietro Serbassi, segretario generale Fast-Confsal, sull’esito dell’incontro che si è tenuto presso la sede di Confindustria tra l’associazione datoriale Agens e le sigle sindacali per il rinnovo del CCNL della Mobilità Area Attività Ferroviarie. “Dopo un periodo di incontri informali – ha spiegato Serbassi – oggi è ufficialmente ripartito il percorso negoziale di rinnovo del CCNL in questione scaduto il 31 dicembre 2020. Ciò è stato reso possibile da un importante accordo sul pregresso. Prima di proseguire il confronto per il rinnovo contrattuale, infatti, tutto il sindacato ha preteso un concreto segnale di ristoro per mitigare il triennio passato, che si è conclusa con il riconoscimento di una “una tantum” di € 890,00 a parametro C1 che sarà adottata da tutte le aziende che applicano il CCNL della Mobilità area AF. Tale accordo ha di fatto sbloccato il negoziato di rinnovo, che riprenderà immediatamente. Stiamo tutti lavorando per una chiusura in tempi ragionevoli, al fine di poter far trovare il settore pronto per affrontare la ripartenza dell’Italia non appena la pandemia in corso lo renderà possibile”. “Oltre alla chiusura del passato, è stato inoltre raggiunto un accordo specifico per il settore degli appalti, in base al quale, oltre a costituire un osservatorio vengono rafforzate quelle tutele già ad oggi presenti, con particolare attenzione alla continuità retributiva. Il risultato di oggi – ha concluso il segretario generale – è il frutto di una concreta presa di coscienza della situazione di crisi in cui vivono le famiglie di chi lavora in questo strategico comparto e una prova di “resilienza” del settore stesso, che dà sostanza a un termine inflazionato nei convegni, ma ad oggi poco percepito nella società civile”.

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Crédit Agricole Italia e Davines firmano il primo contratto di finanziamento in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2021

Crédit Agricole Italia e Davines scelgono di valorizzare la sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Su questi principi si basa il finanziamento di € 10 milioni, garantito da SACE nell’ambito dell’attività di supporto all’export e all’internazionalizzazione delle imprese italiane, erogato nei giorni scorsi da Crédit Agricole Italia a favore dell’azienda, che prevede una riduzione del pricing in base al rispetto di parametri comunicati nel bilancio di sostenibilità pubblicato annualmente. Contestualmente, Davines si è impegnata a destinare il beneficio economico atteso ad alcune iniziative di Crowdforlife, la piattaforma di crowdfunding di Crédit Agricole Italia pensata per agevolare enti e associazioni no profit nella promozione dei loro progetti, contribuendo alla realizzazione degli stessi attraverso la raccolta di donazioni online su tutto il territorio nazionale. In poco piú di un anno di vita, CrowdForLife ha raggiunto oltre 2000 donatori, ospitando numerose raccolte fondi e proseguendo costantemente nella ricerca di nuovi progetti da raccontare e sostenere. Con questa iniziativa il Gruppo Crédit Agricole, leader mondiale nel campo dei Green e Social Bond nonché in prima linea da moltissimi anni sulle tematiche ESG, e Davines SpA, divenuta società benefit nel 2019 nonchè certificata B-Corp dal 2016, che ha assunto, tra gli altri,
l’ambizioso impegno di raggiungere l’obiettivo di ‘net zero emissions’ (emissioni nette di Co2eq a zero) entro il 2030, hanno voluto sottolineare il ruolo centrale della sostenibilità nel proprio modello di business.

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Dipendenti pubblici: Rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2020

Docenti e Ata guardano con molta attenzione gli sviluppi del rinnovo contratti pubblici: addirittura – scrive Orizzonte Scuola – per i lavoratori della scuola, in base allo stanziamento di 400 milioni, gli importi potrebbero essere ancora inferiori, perché il criterio che viene applicato per la distribuzione degli aumenti consiste nell’applicare una percentuale identica a prescindere dall’importo di partenza delle retribuzioni. Come sappiamo, gli stipendi, nel mondo della scuola, sono tra i più bassi del pubblico impiego e pertanto è lecito attendersi una cifra ancora più bassa.Sugli aumenti da inserire nel rinnovo contrattuale c’è però una apertura del Governo proprio sulle fasce stipendiali più ridotte, che nella scuola riguardano oltre la metà del personale. “Quello che possiamo fare allo stato attuale per andare incontro a chi guadagna di meno – ha detto la ministra della PA – è dire che, all’interno dei 400 milioni stanziati, che si aggiungono ai 3,2 miliardi della precedente manovra, i 270 milioni dell’indice perequativo vengano destinati a chi guadagna di meno”. Anief ricorda che i 100 euro lordi previsti per il rinnovo contrattuale lascerebbero l’inflazione ben al sopra della media stipendiale. Quindi lontani da quanto previsto dal dettato costituzionale sulla proporzionalità dei compensi da lavoro rispetto all’inserimento dignitoso nella vita sociale. È bene, quindi, che si opti con urgenza per un regime stipendiale che assicuri l’azzeramento, nel 2024, di questa condizione. È una realtà da superare anche secondo la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, che alcune settimane fa ha detto pubblicamente che è giunta l’ora di “adeguare i salari dei docenti a quelli europei, a partire dai maestri”.

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“Incentivare assunzioni con l’estensione del contratto di espansione”

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 dicembre 2020

“Alle grandi aziende chiediamo di assumere”, lo ha detto oggi al Sole24Ore la presidente della Commissione Lavoro della Camera, Debora Serracchiani, in merito all’emendamento Pd alla manovra sui contratti di espansione nella legge di Bilancio. Le misure prevedono l’estensione dello strumento alle aziende con oltre 500 dipendenti, allargando così la platea ad altre 2mila aziende. Per quelle con più di mille addetti i versamenti a carico dello Stato copriranno un periodo aggiuntivo di 12 mesi, passando così da 24 a 36 mesi, e si prevede l’obbligo di fare un’assunzione ogni tre uscite. Tra i firmatari, oltre all’onorevole Serracchiani, anche la deputata Pd, Carla Cantone. “Rendiamo utilizzabile un importante strumento di politica attiva – ha detto la presidente Serracchiani – che consente di rinnovare le competenze, quando non ci sono all’interno dell’azienda, facilitando la staffetta generazionale. Alle grandi aziende che lo utilizzeranno presentando piani di rilevanza strategica in linea con i programmi europei, chiediamo di assumere”. L’obiettivo è gestire le ristrutturazioni aziendali in previsione della fine del blocco dei licenziamenti del prossimo 31 marzo. Le misure riguardano i lavoratori che si trovano a non più di 60 mesi dalla pensione di vecchiaia o anticipata.

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Rinnovo contratto farmacisti

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2020

Si sono dati appuntamento online per discutere del rinnovo del contratto scaduto da quasi otto anni. All’appello di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno risposto in circa 500. I farmacisti non titolari di farmacie private e speciali (le ex municipalizzate) concordano con i loro rappresentanti sindacali che la trattativa debba sbloccarsi per arrivare quanto prima alla firma del rinnovo contrattuale, e per questo hanno scritto ai Ministeri della salute e del Lavoro chiedendo di intervenire. Nel corso dell’assemblea nazionale unitaria delle lavoratrici e lavoratori, lo scorso 19 novembre, si è fatto il punto della situazione sulla trattativa di rinnovo dei due Contratti Collettivi di Lavoro e della possibile stesura di un protocollo condiviso sulle norme di protezione dalla diffusione del Covid nelle farmacie. L’assemblea ha preso atto di una trattativa bloccata sulle pretese di Federfarma che chiede ulteriore flessibilità negli orari di lavoro e nelle forme di impiego, la diminuzione delle indennità per il lavoro straordinario e, addirittura, subordina l’aumento salariale alla soppressione dei permessi retribuiti. Filcams Cgil, Fisascat e Uiltucs ribadiscono i temi centrali per il rinnovo contrattuale, a partire da una rimodulazione dei diritti sindacali per le grandi aziende del settore e per le farmacie con pochi dipendenti, da una classificazione del personale che dia risalto alla figura del farmacista e valorizzi la sua professionalità, dall’introduzione della sanità integrativa per il settore che ad oggi ne è privo. Occorre un riconoscimento salariale congruo, in relazione al tempo trascorso dall’ultimo aumento e all’impegno ed alla professionalità espresse anche in occasione dell’attuale emergenza sanitaria. Anche nel rapporto con Assofarm e le farmacie “speciali” (le ex municipalizzate) la trattativa è ferma, con l’associazione datoriale intenzionata a stare alla finestra, in attesa che si sblocchi, prima, la negoziazione con Federfarma. Importante, nel confronto con le associazioni di categoria, il tema della salute sui luoghi di lavoro, rappresentando le farmacie, in molte realtà cittadine, il primissimo presidio sanitario per moltissimi cittadini. Nella discussione è entrata così la questione dei tamponi e test anti-Covid che oggi si fa strada in assenza di specifici protocolli che certifichino le regole sulla sicurezza anche per aspetti molto meno complessi. Per questi motivi, i sindacati di categoria hanno deciso di rivolgersi con una lettera ai Ministeri dalla Salute e del Lavoro per arrivare quanto prima a restituire a tutti i farmacisti italiani diritti e tutele adeguate al momento attuale.

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Contratto Uspi-Cisal: ulteriori novità per i giornalisti

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2020

Ulteriori elementi di novità nel contratto Uspi-Cisal per la regolamentazione dei rapporti di lavoro di natura redazionale nei settori della comunicazione e dell’informazione periodica locale e on line e nazionale no profit. A un mese dalla sottoscrizione del contratto, Uspi e Cisal si sono nuovamente incontrate per fare il punto della situazione e aggiornare il testo con ulteriori elementi migliorativi, soprattutto in relazione alle qualifiche professionali dei collaboratori. Il testo aggiornato eleva, infatti, a 1310 euro al mese il minimo retributivo del collaboratore redazionale e introduce la figura del collaboratore fisso che assorbe, così, i minimali precedentemente previsti per i dipendenti chiamati a garantire un minimo di 2, 4 e 8 prestazioni mensili. «Una scelta rafforzativa – spiegano Cisal e Uspi – che, comunque, non deve far dimenticare l’assunto che i contratti fissano retribuzioni “minime” e non “fisse”, per cui i minimali possono essere ovviamente migliorati attraverso la contrattazione aziendale o individuale». Nel ricordare che ai giornalisti contrattualizzati Uspi-Cisal i contributi previdenziali vengono versati alla Gestione Principale dell’Inpgi e che agli stessi è, inoltre, garantito un ulteriore contributo dell’1% della retribuzione mensile da destinare alla previdenza complementare, Cavallaro e Vetere rendono noto che «è in corso di definizione la convenzione per garantire a tutti i dipendenti la migliore copertura sanitaria integrativa delle prestazioni sanitarie integrative del Servizio Sanitario Nazionale. Una copertura – e questo è un ulteriore elemento di novità – che, contrariamente a tutti gli altri contratti di lavoro giornalistico, sarà garantita a tutti i dipendenti senza eccezione alcuna». Un contratto, ricordiamo, nato dall’esigenza di garantire sostenibilità e sviluppo ad un settore messo a dura prova dalla crisi economica e sanitaria, che disciplina i rapporti di lavoro subordinato instaurati nei settori dell’informazione e della comunicazione nel rispetto dell’art. 21 della Costituzione, dell’art. 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e della Legge 3 febbraio 1963, n. 69 (“Ordinamento della professione di giornalista”). Un contratto di lavoro che si applica sia ai giornalisti che a tutte quelle figure professionali che, non ammesse all’Albo professionale, svolgono attività nei settori della comunicazione e dell’informazione. Insomma, ricordano i segretari generali di Cisal e Uspi, Francesco Cavallaro e Francesco Saverio Vetere, «un contratto moderno che, oltre a riconoscere al settore significativi aumenti retributivi e contributivi, estende diritti e tutele e introduce importanti elementi di novità finora mai riconosciuti da alcun contratto nazionale di lavoro giornalistico». Da evidenziare, sul fronte del lavoro autonomo, la clausola di garanzia che stabilisce che, nel caso in cui il numero di prestazioni richieste dall’azienda risultasse inferiore al minimo annuale indicato, il pagamento delle stesse avverrà adottando il criterio della proporzionalità, è addirittura migliorativa del contratto Fieg-Fnsi.

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Legge di bilancio: Per la scuola pochi fondi, nulla per il rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2020

Prende corpo la Legge di Bilancio 2021: i contenuti della manovra da 38 miliardi di euro sono stati appena approvati dal Consiglio dei ministri e già da domani il testo sarà all’esame del Parlamento. Nella legge, che dovrà essere approvata da entrambe le Camere entro le fine dell’anno corrente, sono previsti impegni anche per il sostegno alla scuola: in particolare 117,8 milioni di euro serviranno per ampliare l’offerta formativa. Uno stanziamento che servirà, si legge nel testo approvato, a “ridurre le diseguaglianze” e a “favorire l’ottimale fruizione del diritto all’istruzione, anche per i privi di mezzi”. Anief ritiene gli investimenti prodotti dal Governo per il settore scolastico non affatto sufficienti. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ben comprendendo lo stato di emergenza e anche il fatto che circa la metà dei fondi stanziati riguarderà il cosiddetto ‘scostamento’ finanziario, andando quindi ad incrementare il deficit pubblico, ritiene che “l’istruzione pubblica debba essere collocata tra le priorità da sostenere: operare a favore della scuola e dell’università significa rilanciare, sul lungo termine, anche l’intera economia. Perché, ad esempio, non si parla più di rinnovo del contratto e aumenti a tre cifre per il personale della scuola? Perché si continuano a lasciare fuori i precari dalla card annuale che permette di svolgere anche didattica a distanza e smart workig? Dove sono i fondi per cancellare le classi pollaio, assumere i precari e aumentare gli organici? Siamo pronti, come sempre, a farci da tramite per presentare emendamenti al testo che si esaminerà nei prossimi giorni nelle commissioni parlamentari di competenza”.Dalla Legge di Bilancio arrivano davvero pochi soldi per la scuola. Il finanziamento che potenzia l’offerta formativa si rifà all’articolo 1 della legge 18 dicembre 1997. n. 440, ed è incrementato “di 106,9 milioni di euro nell’anno 2023, di 7,3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025 e di 3,4 milioni per l’anno 2026. Le risorse del Fondo – si legge nel testo approvato dal Consiglio dei ministri – vanno per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa e per gli interventi perequativi anche al fine di ridurre le diseguaglianze e di favorire l’ottimale fruizione del diritto all’istruzione, anche per i privi di mezzi”, si legge nel testo della manovra”.

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