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Posts Tagged ‘contromisure’

Quanto costano ai Cio le violazioni alla sicurezza e le contromisure che stanno adottando

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

san-jose-caSan Jose, CA Secondo l’Annual Cybersecurity Report (ACR) 2017 di Cisco® (NASDAQ: CSCO), oltre un terzo delle organizzazioni che hanno subito una violazione nel 2016 hanno riportato sostanziali perdite in termini di clienti, opportunità e entrate mancate per oltre il 20%. Dopo gli attacchi, il 90% di queste aziende ha investito per migliorare tecnologie e processi di difesa contro le minacce, separando le funzioni IT e di sicurezza (il 38%), intensificando la formazione dei dipendenti sulle tematiche di sicurezza (il 38%), e adottando tecniche di mitigazione del rischio (il 37%). Il report include il Security Capabilities Benchmark Study, uno studio realizzato tramite interviste a 3.000 chief security officers (CSO) e responsabili security di 13 paesi.
Giunto alla sua 10° edizione, il report annuale globale mette in luce le sfide e le opportunità per i team di sicurezza nella difesa contro l’inarrestabile evoluzione del crimine informatico e dei metodi di attacco. I CSO ritengono che i principali ostacoli a una difesa adeguata da parte delle aziende siano i limiti di budget, la scarsa compatibilità dei sistemi e la carenza di talenti specializzati. Inoltre, dichiarano che i dipartimenti di sicurezza sono ambienti sempre più complessi, con il 65% delle aziende che utilizza da sei a oltre 50 prodotti per proteggersi, rischiando in questo modo che l’efficacia della sicurezza venga compromessa.
Il volume di spam globale è in aumento, spesso diffuso dai botnet. I dati dell’ACR mostrano come i criminali stiano riportando “alla ribalta” i vettori di attacco “classici”, come adware e spam email, quest’ultimo con livelli che non si vedevano dal 2010. Lo spam rappresenta quasi i due terzi (65%) delle e-mail, delle quali sono dannose tra l’8%-10%.Misurare l’efficacia delle procedure di sicurezza a fronte di questi attacchi, è essenziale. Cisco ha ulteriormente migliorato il tempo di rilevamento (TTD) delle minacce – la finestra di tempo tra il momento in cui si verifica una violazione e il momento effettivo in cui viene rilevata – raggiungendo nella seconda metà del 2016 una media di 6 ore (rispetto alle 14 ore nel primo semestre 2016 ). Questo dato si basa sui dati telemetrici in opt-in provenienti dai prodotti di sicurezza Cisco utilizzati in tutto il mondo. La rapidità nel rilevamento è fondamentale per limitare lo spazio operativo degli aggressori e ridurre al minimo i danni derivanti dalle intrusioni.Quanto “costano” alle aziende le minacce informatiche: perdita di clienti, perdita di entrate. L’ACR 2017 ha rivelato il potenziale impatto finanziario degli attacchi sulle aziende, dalle grandi alle piccole e medie imprese. Oltre il 50% delle aziende ha dovuto affrontare severi controlli a seguito di una violazione. I sistemi più colpiti sono quelli dei dipartimenti Operation & Finance, seguiti dalla perdita di reputazione del marchio e della fidelizzazione dei clienti. Per le aziende che hanno subito un attacco, l’effetto è stato notevole
Nel 2016 l’hacking è diventato più “aziendale”. La trasformazione tecnologica in atto, guidata dalla digitalizzazione, sta creando opportunità anche per i criminali informatici. Mentre gli aggressori continuano a sfruttare le tecniche collaudate, tentano anche nuovi approcci che rispecchiano la struttura di “middle management” dei loro obiettivi di business.

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Consumatori e risparmio

Posted by fidest press agency su martedì, 28 settembre 2010

L’identikit del consumatore italiano ai tempi della crisi? Conserva un certo pessimismo rispetto al futuro più prossimo e ha modificato strategie di acquisto con l’obiettivo di risparmiare. Il che non significa comprare di meno ma comprare meglio. Questo almeno è il ritratto offerto dagli esperti che sono intervenuti al seminario organizzato venerdì a Milano da Federsalus: gli italiani si sono ormai abituati alla crisi e hanno messo in campo contromisure destinate a permanere anche quando la ripresa farà sentire i suoi effetti più duraturi. «Soltanto un consumatore su quattro dice di aver ridotto gli acquisti» ha spiegato Riccardo Bruno, analista di Nielsen «gli altri tre invece hanno adeguato le proprie abitudini. Nella selezione del canale d’acquisto sale la preferenza per i discount, nell’ambito del mix di spesa cresce la ricerca di promozioni e marche private, così come di articoli con un rapporto costo beneficio elevato: per esempio si comprano meno precotti e si tornano a comprare gli ingredienti con i quali cucinare in casa». La crisi è insomma diventata uno dei fattori che influenzano la scelta di chi compra. E se è vero che gli stili di consumo attuali disegnano un consumatore sempre più attento a ciò che compra, soprattutto nel campo dell’alimentazione e della salute, è anche vero che questi nuovi comportamenti non sono solo merito della crisi ma di una più generale consapevolezza e maturità. «Rispetto a pochi anni fa» ha detto Gabriella Pravettoni, psicologa e docente dell’università degli studi di Milano «oggi è molto più difficile tracciare un identikit del consumatore di prodotti salutistici: uomini e donne si fanno più simili nel comportamento d’acquisto e l’innalzarsi del livello culturale medio rende gli stili di consumo trasversali al ceto di appartenenza».

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Crisi del latte

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2009

Strasburgo. Il Parlamento Europeo ha dato il via libera all’adozione di misure volte ad aiutare il settore lattiero caseario a uscire dalla crisi. Si tratta, più  in particolare, di conferire alla Commissione europea la facoltà di decidere tempestivamente interventi sul mercato, e di utilizzare a favore della ristrutturazione del settore parte delle multe pagate dagli allevatori per il superamento dei limiti di produzione. Queste misure sono state presentate dalla commissaria all’agricoltura Mariann Fischer Boel nel corso di una riunione straordinaria della commissione parlamentare.  Il Parlamento ha sottoscritto la richiesta di consentire alla Commissione l’adozione rapida di contromisure in caso di gravi perturbazioni del mercato nel settore lattiero (articolo 186 dell’OCM unica). Questa facoltà per l’Esecutivo di poter rispondere a modifiche significative dei prezzi esiste già in altri settori agricoli, come quelli delle carni e dello zucchero. Approvando un emendamento del PPE, i deputati chiedono che tale misura abbia carattere temporaneo, fino all’aprile 2010.  Una seconda proposta della Commissione intende assegnare agli Stati membri fondi supplementari per sostenere la ristrutturazione del mercato lattiero-caseario.  Grazie a questo nuovo metodo di calcolo – applicabile solo fino all’aprile 2010 – si autorizzerebbero gli Stati membri a utilizzare per la ristrutturazione le entrate supplementari generate.  Queste misure dovranno ora essere confermate formalmente dal Consiglio dei Ministri.

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Bollette telefoniche gonfiate

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 giugno 2009

Dal primo luglio 2009 saranno sbloccate le numerazioni 899, 892 e altri numeri a pagamento. L’anno passato una delibera dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) aveva imposto a tutti i gestori la disabilitazione automatica dei numeri pericolosi per tutte le utenze. Provvedimento bocciato da Tar e Consiglio di Stato. Pertanto tra una settimana, come peraltro sta comunicando Telecom Italia alla clientela, si tornera’ al passato, con conseguente aumento del rischio di ricevere bollette gonfiate grazie ad una serie di trucchi e trucchetti (telequiz fasulli, dialer e altre truffe informatiche) messi in atto da teorici fornitori di servizi, spesso con la compiacenza dei gestori telefonici. Al momento ne’ Agcom, ne’ il dipartimento per le Comunicazioni (con a capo il viceministro Paolo Romani) hanno annunciato contromisure per contrastare la presumibile nuova ondata di bollette gonfiate. I due soggetti hanno competenze complementari e sovrapposte sulla materia e cio’, unitamente a inettitudine e disinteresse (piu’ o meno in buona fede), ha portato a questa paradossale situazione. L’Agcom e’ “in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato” e al momento non e’ in grado di fornire indicazioni puntuali su quel che accadra’. Il dipartimento per le Comunicazioni, che fa parte del ministero dello Sviluppo economico, nonostante le competenza attribuite dal Decreto ministeriale 145/2006, continua a latitare, non rispondendo neppure ad interrogazioni parlamentari (2). Consigliamo agli utenti di procedere con la richiesta ufficiale di disabilitazione di tutte le numerazioni speciali. Ogni gestore ho delle proprie procedure per procedere alla disabilitazione, ma spesso sono complicate e non facili da attivare. Per questo abbiamo predisposto un modello da inviare al proprio gestore, fisso omobile: http://www.aduc.it/ dyn/sosonline/modulistica /modu_mostra. php?Scheda=178105

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