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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 341

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Convenzione medici di famiglia ma non per le farmacie

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 luglio 2017

farmaciaSisac: remunerazione e servizi temi prioritari Il presidente del comitato di settore Massimo Garavaglia ha annunciato l’atto di indirizzo pronto per i medici di famiglia. Buio pesto per quello delle farmacie. Ce lo conferma il coordinatore Sisac Vincenzo Pomo. «Non abbiamo ancora l’atto di indirizzo per le farmacie, ne abbiamo letto di ufficiosi sui media, e di quelli prendiamo atto ma noi potremo aprire la trattativa solo dopo che sarà arrivato l’atto di indirizzo ufficiale. Il testo redatto dal comitato (composto da assessori economici regionali ndr.) deve passare ai ministeri di Salute ed Economia e alla Presidenza del Consiglio. Una volta diventato esecutivo avvieremo le trattative ma i tempi al momento non sono prevedibili».
Pomo peraltro sintetizza le questioni in gioco. «Sono sostanzialmente due. La prima è la remunerazione, è prioritaria ma, stando appunto all’atto di indirizzo che leggo, la contrattazione in questo caso è stata affidata all’Agenzia del Farmaco. Ai tavoli noi e i farmacisti affronteremo le regole sulla parte organizzativa propedeutica allo sviluppo di accordi regionali cui sarà demandata la normativa di dettaglio». Ad esempio, decisioni sui turni, la dislocazione delle farmacie, le reperibilità.
«La seconda questione – continua Pomo -è lo sviluppo della farmacia dei servizi. I rappresentanti dei farmacisti stanno promuovendo tante idee e anche noi ne abbiamo e le abbiamo informalmente discusse; ma la realizzabilità delle nuove attività dipende anche dalla modalità della loro remunerazione. Ciò vuol dire che, anche per la farmacia dei servizi ci vorranno risorse a disposizione a partire dalle previsioni dell’atto di indirizzo. Sia nella classica dispensazione del farmaco sia nei nuovi servizi (prenotazioni di esami con collegamento al Cup, assistenza territoriale, monitoraggio dell’aderenza alle terapie) bisognerà capire da dove vengono le risorse, se dalla sanità nazionale o dalle disponibilità delle singole regioni. Nulla fin qui è stato stabilito in proposito».
Apriamo un inciso: il presidente del comitato di settore Garavaglia ha accennato al fatto che alcune regioni a statuto speciale non versano il contributo alla finanza pubblica: il servizio sanitario si gioverebbe quest’anno di 400 milioni e il prossimo di circa 600 da riversare su convenzioni e contratti. Il problema dunque sta a Roma. Ma una volta si risolvesse, la convenzione delle farmacie arriverà? È una trattativa abbordabile, coordinabile con quella dei medici di famiglia? «Le connessioni tra farmacie e medicina territoriale sono indiscusse ma i due accordi nazionali nascono slegati anche temporalmente; la consecutio cui lei accenna può avvenire nell’ambito organizzativo di ogni singola regione, atteso che in una stessa regione ci possono essere aree e realtà molto diverse. Però il problema adesso è l’assenza di un atto di indirizzo. Ad oggi si possono mettere a fuoco punti di contatto tra le convenzioni di medici e farmacisti, ma nulla più». (Mauro Miserendino fonte farmacista33)

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Campidoglio, da Giunta ok convenzione con Enea per promuovere economia circolare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 maggio 2017

campidoglioRoma.“La Giunta Capitolina ha dato il via libera per la sottoscrizione di una convenzione tra Roma Capitale e l’Enea, finalizzata a promuovere ricerche e impianti pilota dedicati prevalentemente all’economia circolare”. Così in una nota Pinuccia Montanari, Assessora alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale.L’accordo prevede, in particolare, collaborazioni nella gestione dei materiali post-consumo, l’analisi tecnico-economica delle migliori tecnologie per il recupero dei materiali, l’efficientamento energetico, l’energia rinnovabile e la resilienza, analisi e ottimizzazione delle metodologie e delle modalità di raccolta differenziata, promozione dei sistemi per la gestione della frazione organica, certificazione ambientale di cicli e sistemi di gestione dei rifiuti, sviluppo di strumenti di sensibilizzazione e formazione.”Nello specifico l’Enea svilupperà alcune attività utili per l’Amministrazione. Ad esempio fornirà ed installerà un numero, da concordare, di compostatori di comunità provvisti di un sistema di controllo remoto basato su sensori a basso costo; promuoverà uno studio di fattibilità sullo sviluppo di una tecnologia di trattamento e smaltimento dei mozziconi di sigaretta e dei materassi a fine vita; svilupperà un processo innovativo per il recupero dei metalli preziosi da schede elettroniche di telefoni cellulari e smartphone”, conclude Montanari.

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Campidoglio, firmata convenzione con il Tribunale Ordinario di Roma per i lavori di pubblica utilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

tribunaleIl Presidente del Tribunale Ordinario di Roma Francesco Monastero e l’Assessora alla Persona Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Laura Baldassarre hanno sottoscritto presso il Tribunale Ordinario di Roma, la nuova Convenzione per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità.La Convenzione riguarda i casi in cui il Giudice può applicare, anziché pene detentive e pecuniarie, quella del lavoro di pubblica utilità in favore della collettività, o su richiesta dell’imputato, può sospendere il procedimento e disporre la messa alla prova (MAP) sulla base di un programma di trattamento predisposto dall’Ufficio Interdistrettuale Esecuzione Penale Esterna (UIEPE) ex art. 3 della Legge 67/2014.Attraverso la Convenzione stipulata oggi, della durata quinquennale, l’Amministrazione si è impegnata ad accogliere 550 persone (100 in più rispetto la precedente Convenzione), che svolgeranno attività non retribuita in favore della collettività presso strutture e/o sedi capitoline e municipali, enti e associazioni di volontariato e della cooperazione sociale individuati e convenzionati con la stessa. Verranno svolte prestazioni di lavoro nellamanutenzione e nel decoro di ospedali e case di cura, giardini, ville e parchi; prestazioni di lavoro per finalità di protezione civile, anche mediante soccorso alla popolazione in caso di calamità naturali, di tutela del patrimonio ambientale e culturale, compresa la collaborazione ad opere di prevenzione incendi, di salvaguardia del patrimonio boschivo e forestale; prestazioni di lavoro in opere di tutela della flora e della fauna; prestazioni di lavoro a favore di organizzazioni di assistenza sociale o volontariato operanti, in particolare, nei confronti di alcoldipendenti, tossicodipendenti, persone con disabilità, malati, anziani, minorenni o stranieri;“L’obiettivo della Convenzione stipulata con Roma Capitale è quello di consentire il ritorno alla collettività di ciò che le è stato sottratto con le condotte illegali: questo avviene attraverso l’esecuzione di lavoro prestato gratuitamente da parte dei condannati e degli imputati a favore dei cittadini in settori di particolare interesse per la nostra città e per i suoi abitanti, come ospedali, verde pubblico, viabilità, musei, biblioteche e attività a sostegno di soggetti in difficoltà”, sottolinea il Presidente del Tribunale Ordinario di Roma Francesco Monastero.”Con la firma della nuova Convenzione ampliamo il numero delle persone che l’Amministrazione Capitolina può accogliere per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità e messa alla prova, rafforzando la collaborazione con il Tribunale Ordinario di Roma. La costruzione di una comunità solidale passa anche attraverso lo sviluppo di una rete istituzionale volta a favorire forme di collaborazione attiva e modelli operativi finalizzati a dare attuazione, in modo concreto, a prescrizioni di legge”, spiega l’assessora alla Scuola, Persona e Comunità solidale Laura Baldassarre.

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Convenzione tra l’Università di Camerino e la Confederazione Produttori Agricoli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 febbraio 2017

unicam1Camerino E’ stata firmata, nel corso di una conferenza stampa nella sede del Rettorato presso il Campus universitario a Camerino, la convenzione tra l’Università di Camerino e la Confederazione Produttori Agricoli (COPAGRI) Marche. A siglare l’accordo di collaborazione il Pro Rettore Vicario dell’Università di Camerino Claudio Pettinari ed il Presidente di COPAGRI Marche Giovanni Bernardini.L’Università di Camerino e la Copagri danno così l’avvio ad un proficuo rapporto di collaborazione per lo svolgimento di iniziative e attività di formazione e di ricerca, sviluppo tecnologico ed innovazione, promozione e valorizzazione delle produzioni agroalimentari ed enogastronomiche dell’entroterra marchigiano.Saranno pertanto realizzati progetti di sviluppo riferiti a processi, prodotti e servizi innovativi delle imprese agroalimentari ed enogastronomiche che favoriscano la conoscenza del territorio e delle produzioni locali, nonché definite progettualità condivise di promozione e valorizzazione delle produzioni agroalimentari ed enogastronomiche dell’entroterra marchigiano. È inoltre previsto lo sviluppo di format innovativi per la promo-commercializzazione di produzioni tipiche e nuove, supportate da processi produttivi innovativi e sostenibili.Saranno inoltre organizzati convegni e seminari, attivate collaborazioni scientifiche e didattiche su temi specifici di comune interesse, tirocini formativi e di orientamento e di altre attività didattiche e divulgative, borse di studio o assegni di ricerca. Tutte le attività saranno coordinate per Unicam dal prorettore vicario prof. Claudio Pettinari e per la Copagri dal Presidente pro-tempore Giovanni Bernardini. (foto: unicam)

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Convenzione in arrivo: aumenti per i medici di famiglia

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2016

medico_famigliaOrmai è ufficiale: in Finanziaria ci sarà un emendamento per consentire ai medici di medicina generale un aumento retributivo nel prossimo accordo nazionale. Lo ha confermato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ma ora resta da capire a quanto ammonta la cifra dello stanziamento. «Tutto dipende dalla legge di Bilancio, noi abbiamo lavorato in questi giorni per evidenziare che i medici convenzionati, essendo assimilati al pubblico impiego per prassi consolidata, ricevano contrattualmente le stesse risorse che sono state impegnate per quest’ultimo nei rinnovi contrattuali», spiega a DoctorNews33 il vicesegretario della Fimmg, Silvestro Scotti, proprio nella giornata di apertura del 73° Congresso Straordinario del sindacato, all’Hotel Sheraton di Roma e che dovrà lavorare per garantire un successore al segretario Giacomo Milillo. «Bisogna dire però che il pubblico impiego – aggiunge Scotti – riceve questi aumenti in termini di anticipi, in parte con l’indennità di vacatio contrattuale e in parte con quello che è il finanziamento, che definisce a quanto ammonta il rinnovo». Ma avverte: «Noi non abbiamo la vacatio contrattuale e quindi il sistema finanziato attraverso questi due meccanismi per il comparto della dipendenza, di solito diventa la base consolidata della discussione economica rispetto ai rinnovi contrattuali». Non solo pubblico impiego, perciò, ma secondo Scotti l’aumento deve riguardare anche la convenzionata. «Ovviamente l’assenza di una chiarezza di finanziamento parificata a quella dei dipendenti, significa una pregiudiziale seria all’andare avanti con il contratto». E in riferimento alle ultime polemiche fra governo e intersindacale medica, Scotti precisa che nonostante le diverse condizioni «è chiaro che c’è una sofferenza riferibile alla precarizzazione del lavoro e alla riduzione notevole del personale che viene utilizzato per le risposte all’assistenza. Si continua a ragionare sui contratti – aggiunge -senza tener conto dell’aumento del personale in funzione all’aumento dei carichi di lavoro. La medicina generale, fino ad oggi, questo problema non lo avverte ma ci si porrà fra qualche anno». Per la medicina generale resta aperta la partita degli investimenti da fare per gli accessi ad un ambito «dove c’è la necessità che le Regioni e il governo investano più risorse. Sembra ci siano spiragli per aprire un tavolo su questo senza tralasciare quello tutto interno al contratto», conclude Scotti. by Rossella Gemma fonte: doctor33)

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Convenzione intesa-san Paolo-gesuiti per finanziamento studenti agli studi

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2016

Banca europea per gli investimentiIntesa Sanpaolo ha firmato una Convenzione per consentire alle famiglie di studenti particolarmente meritevoli di finanziarsi gli studi attraverso il nuovo “PerTe Prestito Con Lode” con la Fondazione Gesuiti Educazione, che riunisce le scuole della rete ignaziana in Italia e in Albania (Istituto Leone XIII a Milano, Istituto Sociale a Torino, Istituto Massimo a Roma, Istituto Pontano a Napoli, Istituto Sant’Ignazio a Messina, Istituto Gonzaga a Palermo e Liceo Peter Meskhalla a Scutari).La convenzione, siglata dal presidente della Fondazione padre Vitangelo Denora SJ e dal responsabile della Direzione Marketing di Intesa Sanpaolo Andrea Lecce, permette l’accesso al credito, fino ad oggi concesso unicamente agli studenti delle Università, anche alle famiglie degli allievi delle scuole superiori che fanno capo alla Fondazione.“PerTe Prestito Con Lode” è pensato per garantire il diritto allo studio agli allievi di particolare talento in famiglie con temporanee difficoltà o capacità economiche più limitate. Il nuovo prodotto si articola in due fasi: l’apertura di credito su conto corrente e la concessione del finanziamento a tassi fissi agevolati. La richiesta di prestito viene presentata dal genitore (o tutore) e confermata dalla scuola. La concessione del prestito avviene mediante erogazioni annuali; quelle successive alla prima tranche sono subordinate al raggiungimento da parte degli studenti dei requisiti di profitto negli studi.
Il nuovo “PerTe Prestito Con Lode” è uno strumento unico nel suo genere per come è stato costruito e, a livello nazionale, non ha prodotti paragonabili e si pone come uno dei migliori anche a livello internazionale grazie alle sue opzioni di flessibilità adattandosi alla situazione lavorativa odierna delle famiglie.L’operazione è stata realizzata anche con il supporto del Gruppo Be nell’ambito dei suoi programmi di Corporate Social Responsibility.
Padre Vitangelo Denora SJ, presidente della Fondazione Gesuiti Educazione: “Grazie alla disponibilità di Intesa Sanpaolo e alla sua lungimiranza si crea un’opportunità per tutte quelle famiglie che, pur desiderando iscrivere i propri figli in uno dei nostri istituti, finora non lo hanno fatto perché gravati dal peso dell’incertezza economica. È un altro passo nel cammino che la Fondazione sta facendo nella direzione indicata da Papa Francesco, che ci ha chiesto di aprire il più possibile le porte delle nostre scuole. La convenzione con Intesa Sanpaolo si aggiunge infatti all’iniziativa Giovani, leadership e futuro che, attraverso una
serie di eventi, finanzia dal 2014 borse di studio per alunni meritevoli, figli di famiglie meno abbienti. Il desiderio è che questa convenzione sia solo un inizio; la Fondazione Gesuiti Educazione si impegnerà infatti perché tali opportunità possano essere estese a tutti gli alunni di talento del nostro Paese”.Andrea Lecce, responsabile Marketing Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo: “Il punto di forza di questa convenzione è sostenere le famiglie nello sforzo di far proseguire gli studi ai propri figli. Intesa Sanpaolo è a disposizione delle nuove generazioni per investire nella loro educazione, formazione e crescita poiché la fiducia nei giovani è fiducia nel Paese. Per accedere al finanziamento la famiglia non ha bisogno di garanzie particolari ma solo dell’impegno dei propri figli nello studio”. Stefano Achermann, amministratore delegato del Gruppo Be: “Abbiamo cercato di
avvicinare il mondo della finanza a quello educational. In particolare l’interazione virtuosa tra mondo bancario e sistema formativo, che favorisce e premia le migliori potenzialità e risorse, è uno dei punti qualificanti per portare l’Italia a essere davvero competitiva sui mercati internazionali ed è una garanzia per il futuro del nostro stesso Paese.”Fondazione Gesuiti Educazione è un ente senza fine di lucro ispirato al carisma della Compagnia di Gesù. La sua mission è il sostegno a iniziative di singoli o di reti nel campo dell’educazione e della formazione per le politiche educative, le professioni della scuola, la ricerca dell’innovazione pedagogico-didattica e l’accesso universale agli studi.
Le scuole e le università dei Gesuiti nel mondo sono più di 2.000 ed accolgono ogni anno circa 2 milioni di studenti di ogni età ed estrazione sociale. Di essi, circa 180.000 studiano in Europa in 168 Istituti. In tutti i paesi dove sono presenti, le Scuole dei Gesuiti si caratterizzano per l’eccellenza e l’avanguardia del servizio educativo sia che si tratti di prestigiosi college che di scuole di educazione popolare.
Intesa Sanpaolo, primo Gruppo bancario in Italia e terzo nell’Eurozona, è leader in Italia in tutti i settori di attività bancaria. Il Gruppo offre i propri servizi a 11,1 milioni di clienti avvalendosi di una rete di circa 4.300 sportelli presenti su tutto il territorio nazionale con quote di mercato non inferiori al 13% nella maggior parte delle regioni. Presente anche in Europa centro-orientale, in Medio Oriente e Nord Africa, il Gruppo Intesa Sanpaolo si avvale di una rete internazionale in 28 Paesi. L’impegno della Banca per la crescita del Paese vede Intesa Sanpaolo promuovere e collaborare per la realizzazione di numerose iniziative al servizio di famiglie e imprese.

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Convenzione tra Italia e Svizzera

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2016

bernaClaudio Micheloni (PD) e Aldo Di Biagio (AP) esprimono soddisfazione per l’accoglimento in Commissione Esteri del Senato dell’ordine del giorno sulla corretta applicazione delle disposizioni sulla collaborazione volontaria (Voluntary Disclosure) ai cittadini italiani fiscalmente ex residenti all’estero ed ex frontalieri, cui nelle prossime settimane dovrà essere data attuazione da parte del Governo.
“Nell’ambito della approvazione della Ratifica ed esecuzione del Protocollo riguardante la convenzione tra Italia e Svizzera per evitare le doppie imposizioni -spiegano i due senatori eletti all’estero – abbiamo proposto con un ordine del giorno, accolto dal Governo, una soluzione che chiarisca definitivamente anche la posizione degli ex iscritti AIRE”.”In particolare -continuano – si è chiarito come a decorrere dal 1° gennaio 2016. Le somme detenute da i cittadini italiani presso conti correnti bancari esteri, nonché le somme derivanti dalla vendita di beni immobili detenuti all’estero (acquistati o realizzati durante il periodo di iscrizione all’AIRE) siano assoggettate ad aliquota non superiore al 3 per cento e a tali somme non si applichino le disposizioni sulla Voluntary Disclosure”. “Tali disposizioni non troveranno applicazione nemmeno per le donazioni e le eredità a cittadini italiani residenti in Italia, derivanti da attività lavorative svolte all’estero, per le quali inoltre non vi sarà tassazione italiana se già assoggettate a tassazione nel Paese estero” concludono.

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Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2015

ParigiParigi. La Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI), che riunisce le comunità luterane dell’intera penisola, rende noto di aver inviato un appello alle istituzioni della Repubblica affinché il nostro Governo reciti un ruolo attivo e deciso nell’ambito della XXI Conferenza delle Parti (COP21) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che avrà inizio a Parigi il prossimo 30 novembre.
L’appello è stato rivolto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.Secondo la CELI, infatti, l’Italia ha la possibilità di diventare un leader morale nel proteggere e rendere possibile un clima futuro che sia al servizio dei bisogni di tutti gli uomini.
E ha il dovere di farlo sia agendo all’interno del nostro Paese sia spingendo affinché vengano assunti impegni audaci nel corso di un evento mondiale in cui le delibere e le misure prese dagli Stati partecipanti saranno decisive per l’esistenza delle generazioni attuali e future.
Come evidenziato in un passaggio della lettera, “siccità disastrose, inondazioni massive e forti tempeste distruggono sempre più spesso vite, proprietà e mezzi di sussistenza. Gruppi già svantaggiati come donne, bambini e popolazioni indigene sono quelli più colpiti. (…) E’ giunto il momento di concludere un accordo ambizioso ed equo.”L’appello della CELI nasce in risposta all’invito della Federazione Luterana Mondiale (FLM) – comunione globale di 145 Chiese con oltre 72 milioni di Cristiane e Cristiani in 98 nazioni – di sensibilizzare le autorità nazionali sull’urgenza di un accordo globale ed equilibrato sul clima in grado di superare gli interessi dei singoli Stati.In particolare, la CELI – già impegnata, come le altre Chiese luterane nel mondo, ad attuare concretamente la transizione verso uno stile di vita sempre più rispettoso dell’ambiente – invita il Governo italiano a considerare, nel corso delle negoziazioni, la necessità di:
Determinare un quadro di iniziative che siano in grado di contenere, dopo il 2020, l’incremento medio del riscaldamento della superficie terrestre ben al di sotto di 2°C Agire, da oggi e fino al 2020, per mitigare i rischi climatici con la contestuale assunzione – da parte dell’Italia e degli altri paesi sviluppati – di un visibile ruolo guida in conformità a quanto stabilito nel corso di COP17 (Durban 2011)
Focalizzarsi fortemente sulle politiche di adattamento e resilienza ai mutamenti climatici, con speciale riguardo alla tutela delle popolazioni povere e vulnerabiliIncludere, in un accordo per il periodo successivo al 2020, le perdite e i danni derivanti dai cambiamenti climatici, affinché gli interessi di coloro che non possono più adeguarsi a questi effetti vengano tutelati ora ed in futuro
Pianificare in modo trasparente, sia a breve sia a medio-lungo termine, le misure (anche finanziarie) necessarie alla realizzazione degli interventi climatici urgenti nei paesi in via di sviluppo.La CELI, le sue Comunità e tutti i suoi membri pregano affinché COP21 possa davvero condurre all’accordo di cui il mondo ha bisogno.

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Gue/Ngl: “Intendono abolire la Convenzione di Ginevra?”

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2015

strasburgo-parlamento-europeo. I deputati del Gue/Ngl hanno ripetutamente chiesto al Consiglio dell’UE di far fronte alle proprie responsabilità individuando una risposta umanitaria all’arrivo di uomini, donne e bambini in cerca di protezione in Europa, e smettendo di consolidare la Fortezza Europa.Il progetto di conclusioni del Consiglio, fatto trapelare da Statewatch, mostra che il Consiglio sta pianificando una serie di iniziative che violano chiaramente i diritti e gli obblighi europei e internazionali, facendo applicare le decisioni di rimpatrio con ogni mezzo, compreso un diffuso ricorso alla detenzione per chiunque non venga considerato qualificato per la protezione internazionale, e un rafforzamento dei poteri dati a FRONTEX.Il Consiglio minaccia di ritirare aiuti, accordi commerciali e accordi sui visti a quei paesi che dovessero rifiutarsi di riprendere i propri cittadini, e dà alla Commissione sei mesi di tempo per individuare soluzioni su misura per giungere a riammissioni più efficaci con i paesi terzi.Infine, il Consiglio promuove lo sviluppo di centri di detenzione nei paesi terzi colpiti dalla pressione migratoria “fino a quando non sia possibile il ritorno nel paese di origine”. La prospettiva è utilizzare questi centri come luoghi di rapido rimpatrio per chi non sia qualificato per la protezione internazionale, o sia inammissibile in paesi terzi sicuri. La Commissione si è già mossa in questa direzione, decidendo di utilizzare i fondi dell’Unione per aprire sei centri di accoglienza per rifugiati in Turchia, che attualmente fronteggia forti tensioni nella regione circostante.Marie-Christine Vergiat ha espresso grave preoccupazione per la richiesta del Consiglio di implementare l’articolo 13 dell’accordo di Cotonou relativo all’obbligo di riammettere i cittadini di paesi aderenti all’accordo, quando sappiamo che molti di questi paesi sono aree di guerra e di crisi dalle quali i rifugiati sono attualmente in fuga. Eritrea, Repubblica Centrafricana e Repubblica Democratica del Congo sono tra questi paesi.”Queste conclusioni, se adottate così come sono, costituirebbero una violazione dell’articolo 263 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, poiché produrrebbero effetti giuridici nei confronti di paesi terzi”, ha commentato Barbara Spinelli. “Il Parlamento potrebbe portarle alla Corte per violazione di un requisito procedurale essenziale e dei Trattati”, ha aggiunto, “in quanto il Parlamento non verrebbe coinvolto, in ambito di sua competenza, in decisioni vincolanti per terzi”. A proposito degli hotspot menzionati nel progetto di conclusioni del Consiglio, ha detto che “rischiano di intrappolare chi chiede protezione e di trasformarsi in centri di detenzione per i richiedenti asilo”.”Se adottato, questo progetto di conclusioni equivarrebbe all’abolizione della Convenzione di Ginevra e, di fatto, alla fine del sistema di protezione internazionale per i rifugiati, come stabilito dopo la Seconda guerra mondiale”, ha aggiunto Cornelia Ernst.

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Convenzione Università di Camerino e CSV Marche

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2015

camerino ambientamentoCAMERINO (MC) – L’Università degli Studi di Camerino e il CSV Marche (Centro servizi per il volontariato) hanno sottoscritto una convenzione al fine di migliorare la realizzazione dei rispettivi fini istituzionali, riconoscendo l’interesse comune a mantenere e sviluppare rapporti di collaborazione per lo svolgimento di iniziative e attività di formazione e ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione sociale. Tale scopo verrà perseguito attraverso l’attivazione di collaborazioni scientifiche e didattiche, la programmazione e realizzazione di percorsi formativi rivolti a studenti dell’Ateneo e a volontari delle associazioni di volontariato marchigiane, l’organizzazione di convegni e seminari, la promozione di tirocini formativi, di orientamento e di altre attività didattiche e divulgative, il riconoscimento da parte dell’Università di eventuali crediti formativi maturati dagli studenti che frequenteranno i percorsi esperienziali proposti dal CSV Marche o assegnati per specifiche attività comuni tra l’Università e il CSV.
A tal proposito, si segnala l’attivazione, presso l’università di Camerino, del Corso di Laurea triennale in Scienze sociali per gli enti non profit e la cooperazione internazionale, per cui è prevista la riduzione di un terzo delle tasse universitarie allegando una lettera di presentazione di un ente non profit. Il corso, volto alla formazione di manager qualificati per il Terzo settore, è particolarmente indicato per chi intende intraprendere un’attività professionale nel non profit, che offre molte prospettive di lavoro soprattutto in vista della riforma in via di approvazione.
Al fine di approfondire i bisogni del volontariato marchigiano e le possibili strategie per soddisfarli, il CSV Marche ha in programma, nel mese di ottobre, una serie di incontri con il volontariato e i suoi principali portatori di interesse per definire il programma di attività per il 2016.

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Convenzione tra Università di Parma e “Grupo Coimbra”, che riunisce le migliori 70 università brasiliane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2015

Un accordo volto a promuovere e rafforzare la cooperazione, la condivisione delle informazioni, il miglioramento dei programmi di ricerca e di istruzione, lo scambio di docenti, ricercatori e studenti. Questo lo spirito di fondo della parma universitàconvenzione, siglata oggi nella sede dell’Ateneo, tra l’Università di Parma e il “Grupo Coimbra de Universidades Brasileiras”, che riunisce le 70 migliori Università del Brasile.Presenti il Rettore Loris Borghi, la Pro Rettrice per l’Area Affari generali e legali con delega all’Internazionalizzazione Francesca Zanella, il Delegato del Rettore ai Rapporti con il sistema cooperativo Andrea Cilloni, coordinatore del progetto “Brics e Next11”. Il Grupo Coimbra era rappresentato dalla Direttrice esecutiva Rossana Valéria de Souza e Silva e da Miriam da Costa Oliveira, Rettrice della Universidade Federal de Ciências da Saúde de Porto Alegre (UFCSPA) e Vice Presidente del Grupo. Con loro anche il responsabile del Settore Istruzione, Scienza e Tecnologia dell’Ambasciata del Brasile a Roma Luis Felipe Czarnobai.La firma della convenzione fra l’Università di Parma e il Grupo Coimbra ha infatti aperto una “due giorni” di meeting italo-brasiliano all’Università di Parma, nel corso della quale gli ospiti brasiliani saranno accompagnati a visitare le strutture dell’Università di Parma e incontreranno docenti e membri degli organi di governo dell’Ateneo.
L’accordo siglato ha una durata quinquennale. Prevede lo sviluppo di progetti di ricerca comuni, lo sviluppo congiunto di progetti internazionali di cooperazione istituzionale, lo scambio di informazioni, documentazione e pubblicazioni scientifiche, lo scambio di docenti, ricercatori e personale tecnico, la mobilità di studenti universitari e laureati, l’organizzazione congiunta di conferenze, seminari, simposi, e altro ancora.La convenzione si aggiunge ai numerosi accordi firmati in questi anni dall’Ateneo di Parma con Università straniere, all’interno di un’intensa politica di internazionalizzazione condotta dall’Ateneo.

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Bombe a grappolo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2011

Bombs away! FILE PHOTO -- A B-1B Lancer unleas...

Image via Wikipedia

Ginevra Ora Basta Cluster: azione globale di protesta contro l’uso di bombe a grappolo . L’Italia faccia la sua parte nella necessaria presa di posizione e provvedimenti da parte degli Stati nel CCW. I Governi dovrebbero supportare la Convenzione sulle Munizioni a Grappolo creata nel 2008 e non focalizzare la loro attenzione sulla creazione di una nuova legge internazionale volta a disciplinare diversamente l’uso di questi ordigni. E’ quanto dichiara la CMC a due settimane dall’inizio di una negoziazione iniziata dalle Nazioni Unite a Ginevra.
I rappresentanti diplomatici di circa 100 Paesi si incontreranno a Ginevra dal 14 al 25 novembre 2011 per la Quarta Conferenza di revisione della Convenzione sulle Armi Convenzionali (CCW) in seno alla quale il primo punto di discussione sarà concludere una negoziazione su un nuovo protocollo che potrà permettere l’uso, la produzione , il commercio o lo stoccaggio di munizioni a grappolo. I rappresentanti delle Campagne nazionali e internazionali a supporto della Convenzione sulle munizioni a grappolo stanno concentrando la loro azione di pressione sui Governi affinché questi sostengano la Convenzione già esistente (che ricordiamo conta 111 firme e 66 ratifiche) e blocchino la creazione di una nuova legge da parte della CCW. La CMC e il movimento globale Avaaz che agisce via web hanno raccolto mezzo milione di firme tra la società civile invitando I cittadini a sostenere la protezione dei civili e contrastare l’azione della CCW.
Dei 119 paesi che hanno preso parte alla CCW , 76 hanno anche firmato la Convenzione sulle munizioni a grappolo, e quindi sono già vincolati da questa. Nonostante questo supportano la creazione del nuovo protocollo, come ad esempio Francia, Germania, Australia e Regno Unito. Il nuovo protocollo della CCW mette in pericolo quanto sancito dalla Convenzione, in quanto proporrà eccezioni, scappatoie, differimenti rispetto a quanto previsto dalla Convenzione in merito alla messa al bando, ai tempi di distruzione degli stock e alle modalità di bonifica.Nella fattispecie il nuovo protocollo proporrà:
• Un’eccezione che permetta l’uso continuato di munizioni a grappolo prodotte dopo il 1 gennaio 1980. In altre parole, il protocollo vieta solo munizioni a grappolo vecchie di più di 30 anni, e quindi di improbabile utilizzo odierno.
• una deroga che consenta l’utilizzo di munizioni a grappolo con un tasso di fallimento dell’ 1per cento o meno. Tassi di fallimento reale di munizioni a grappolo in situazioni di combattimento sono di gran lunga superiori ai tassi di fallimento dichiarati sulla base dei test condotti. L’M85 di fabbricazione israeliana utilizzata in Libano nel 2006, ad esempio, è dichiarata con tasso di fallimento inferiore all’1%, ma i dati provenienti dal campo dimostrano che il tasso di fallimento e quindi di inesplosione al suolo è stato superiore al 10%
• una deroga che permetta l’uso di munizioni a grappolo con sistemi di auto-distruzione. E’ stato rilevato però che anche le munizioni fabbricate con questo meccanismo lasciano molte sub-munizioni inesplose che costituiscono ugualmente un pericolo per i civili e inquinano i territori, contrariamente a quanto dichiarato dalle aziende produttrici.
• Un periodo di dilazione di 12 anni che consentirà agli Stati di continuare a utilizzare munizioni a grappolo che poi saranno vietate dal protocollo stesso. Il protocollo afferma di voler affrontare con “urgenza” il pericolo umanitario causato dalle munizioni a grappolo, ma di fatto consentirà agli Stati di rinviare lo stop all’utilizzo per almeno 12 anni, durante i quali gli Stati potranno tranquillamente e impunemente continuare ad utilizzare munizioni a grappolo, delle quali però si riconoscono gli inaccettabili danni umanitari.
La CMC, che ha seguito queste negoziazioni sin dall’inizio, parteciperà con una delegazione di esperti alle trattative per tutta la durata dei lavori della Conferenza di Revisione.

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Adozioni single

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2011

La Convenzione di Strasburgo del 1967, resa esecutiva in Italia nel 1974, prevede che un single possa adottare un minore. L’Italia ha normato la materia con la legge 184 del 1983, aggiornata nel 2001, dove e’ prevista si’ l’adozione per i single ma a condizioni particolari, attraverso un percorso diverso, con una adozione di serie B, revocabile, e per lo piu’ riservata a casi di bambini disabili o difficili. Inoltre e’ del 2009 la Convenzione della Commissione Europea che comprende tra i possibili adottanti i single. Dei giorni scorsi la sentenza della Cassazione e l’appello al legislatore, non il primo che arriva su questi temi del diritto di famiglia. La stessa Corte Costituzionale si e’ piu’ volte pronunciata sull’articolo 6 della legge n. 184 del 1983, segnalando  quanto i bisogni dei minori e la necessita’ di dare a questi una famiglia sia prioritario rispetto a regole, quali la differenza di eta’, che talvolta possono essere derogate se dalla mancata adozione derivi un danno grave per il minore. Se il Tribunale deve vagliare i requisiti di coloro che si propongono come adottandi, e deve anche scegliere coloro che appaiono maggiormente in grado di corrispondere alle esigenze del minore, non sembra opportuno porre ostacoli pregiudiziali, ne’ di eta’ ne’ di stato civile. L’affetto e l’amore che un genitore vuole e puo’ dare ad un figlio non puo’ essere pregiudizialmente limitato in astratto da queste barriere preventive.Come Radicali abbiamo presentato, come primi atti della legislatura, dei disegni per ampliare la possibilita’ di adottare anche a persone singole (AS 135 http://blog.donatellaporetti.it/?p=177), esattamente come e’ consentito l’istituto altrettanto delicato dell’affido. Avevamo anche sollevato con una interrogazione il caso di una cittadina italiana residente in Portogallo (http://blog.donatellaporetti.it/?p=527), in lista d’attesa come single per adottare un bambino, e in tutta risposta il sottosegretario Carlo Giovanardi ha spiegato che per ora non e’ prevista la ratifica della Convenzione, e che essendoci una fila interminabile anche per le coppie sposate…. niente da fare. Ma la risposta di Giovanardi suggeriva però che anche i single italiani possono adottare, ma solo se lo richiedono all’estero. Ma poi, quando arrivano in Italia, cosa succede? Quel figlio nel nostro Paese diventa un minore abbandonato?

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Tempi duri per la Casa di Cura “Valle Fiorita”

Posted by fidest press agency su martedì, 8 febbraio 2011

Roma  – è quanto dichiarano in una nota congiunta il Segretario Regionale Ugl Sanità Lazio Antonio Cuozzo ed il dirigente aziendale Andrea Gheri. Solo oggi – dichiara il Segretario Regionale Ugl Sanità Lazio Antonio Cuozzo –  si è appreso che il Direttore Generale dell’Ospedale S. Filippo Neri ha formalmente deciso di modificare la convenzione tra l’Ospedale e la Clinica, la quale serve un bacino di utenza molto grande (circa il 70% dei residenti nel municipio in cui la clinica risiede), e pertanto, tale decisione di riportare alcune specialità all’interno dell’Ospedale, potrebbe comportare seri disagi all’utenza innanzitutto, e a caduta anche ai lavoratori che si troverebbero nuovamente ad affrontare un futuro pieno di incertezze. Detto ciò i sindacalisti auspicano un intervento tempestivo degli Organi Regionali affinché venga fatta chiarezza su una situazione che va avanti da molti anni e che già ha prodotto nel 2009 il licenziamento di n. 33 dipendenti, altresì hanno già provveduto ad inoltrare formale richiesta di incontro presso l’Assessorato alla Salute della Regione Lazio.

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Convenzione dei diritti dell’uomo

Posted by fidest press agency su sabato, 20 novembre 2010

Roma 22 e 23 novembre presso la Biblioteca della Camera dei deputati in Via del Seminario 76, si terrà il convegno “Stato di diritto e democrazia. Il rispetto e l’applicazione della Convenzione dei diritti dell’uomo nell’ordinamento italiano”.  Il convegno, promosso da Radicali Italiani, dal Partito Radicale Nonviolento e dai parlamentari radicali intende valutare le condizioni dello stato di diritto e della democrazia in Italia prendendo come punto di riferimento il rispetto della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.  I lavori saranno aperti il 22 novembre alle ore 9.30 dalla Vicepresidente del Senato Emma BONINO e andranno avanti sino alle 19.30, con la partecipazione dei massimi esperti della materia che individueranno gli ambiti tematici in cui i diritti e le libertà convenzionali sono maggiormente minacciati. Tra gli interventi previsti, ci saranno quelli dei professori Patrono, De Sena, Francioni, Condorelli, Zagreblesky e del Segretario di radicali Italiani Mario Staderini.  Dalle ore 10.30 del 23 novembre, , subito dopo la presentazione del documento finale dei lavori redatto dagli accademici, si terrà una tavola rotonda presieduta dal deputato radicale Matteo Mecacci e con la partecipazione di politici e rappresentanti istituzionali. Concluderà i lavori Marco Pannella.  http://www.radicali.it/convegnocedu

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Auto blu: risultati indagine

Posted by fidest press agency su sabato, 6 novembre 2010

Il parco autovetture della pubblica amministrazione è stato oggetto di un monitoraggio, avviato il 15 maggio 2010 dal Ministero per la pubblica amministrazione ed affidata a FormezPA, con l’obiettivo di effettuare una stima sul numero delle cosiddette auto blu ed approfondire modalità e costi di utilizzo. Dai primi dati, presentati il 25 giugno dal Ministro Brunetta, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Vidoni, risulta che il parco auto delle pubbliche amministrazioni è di circa 90.000, di cui presumibilmente 52.470 di proprietà delle P.A. e 38.000 noleggiate a lungo termine, circa il 30% attraverso convenzione CONSIP. Si stima che di tali auto: circa 10.000 siano blu-blu, cioè auto di rappresentanza in uso esclusivo ad autorità, alte cariche dello Stato, vertici politici, di regione e amministrazioni locali; circa 20.00 siano ‘blu’, cioè in uso all’alta dirigenza di amministrazioni centrali, enti pubblici, amministrazioni regionali e locali; circa 60.000 siano grigie, cioè in uso di amministrazioni per lo svolgimento del lavoro d’ufficio e l’erogazione dei servizi (per es., sopralluoghi o ispezioni). La rilevazione riguarda tutte le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato. Il costo medio annuale di utilizzo per ogni singola auto è stato stimato a circa 3.300 euro. da tale cifra sono esclusi i costi del personale e di noleggio, acquisto e manutenzione; mentre sono inclusi i costi di bollo e per il carburante.

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Beni intangibili

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2010

Venezia 11 ottobre, alle ore 12, in Saletta Ovale a Ca’ Farsetti, si terrà la conferenza stampa di presentazione del convegno internazionale “Beni intangibili, un patrimonio dell’umanità da salvare”, organizzato dalla Vtp Events, con il patrocinio, tra gli altri, del Comune di Venezia. Una delle sessioni del convegno, che si terrà alla Stazione Crociere di Venezia il 22 e il 23 ottobre e vedrà la partecipazione dei massimi esperti nazionali e internazionali del settore, verterà sulla ricchezza del patrimonio culturale intangibile (la cui salvaguardia è stata decisa nel 2003 in seno all’Unesco grazie a una convenzione internazionale) nazionale e in particolare veneziano (dalla gondola alla lavorazione del vetro di Murano, dai merletti al Carnevale). Alla conferenza interverranno l’assessore alle Attività culturali, Tiziana Agostini e l’amministratore delegato di Vtp Events, Roberto Perocchio.

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Convenzione tra Cribis D&B e Borsa Merci

Posted by fidest press agency su martedì, 28 settembre 2010

È stata sottoscritta una convenzione tra CRIBIS D&B, società specializzata nelle business information nata dall’acquisizione da parte di CRIF della filiale italiana di Dun & Bradstreet, e Borsa Merci Telematica Italiana (BMTI), la borsa telematica dei prodotti agricoli, agroalimentari ed ittici, parte del sistema delle Camere di Commercio dal 2000. La convenzione, che avrà validità fino al 2015, permetterà agli operatori accreditati BMTI di accedere all’Ecosistema CRIBIS D&B, il patrimonio unico di informazioni su tutte le imprese in Italia e all’estero. Per BMTI il fine della convenzione non è soltanto quello di avvalersi direttamente dei servizi offerti da CRIBIS D&B ma anche estendere ai propri Associati questa opportunità, a condizioni particolarmente vantaggiose. Per BMTI rappresenterà, infatti, l’occasione per ampliare la propria offerta di servizi agli operatori accreditati, incoraggiandoli all’utilizzo delle business information per valutare la rischiosità delle loro relazioni commerciali. L’accordo non si limiterà però alla semplice vendita di servizi a condizioni agevolate ma sancisce anche una partnership per la partecipazione congiunta ad eventi prestigiosi sino al 2015. Si tratta di un riferimento temporale non casuale in quanto sarà proprio il 2015 l’anno in cui si terrà l’Expo di Milano, evento nel quale BMTI sarà affiancata da CRIBIS D&B nella realizzazione della Borsa Agroalimentare Telematica Mondiale, progetto cardine, per l’appunto, dell’Expo 2015. http://www.cribisdnb.com
La Borsa Merci Telematica Italiana BMTI è stata istituita ufficialmente dal D.M. n. 174 del 6 aprile 2006, ha l’obiettivo di assicurare efficienza e razionalità ai mercati determinando, in tempi rapidi e in modo trasparente, i quantitativi scambiati ed i prezzi realizzati. Grazie alla BMTI, la Borsa non si muove più su rilevazioni e stime di prezzi, ma su prezzi reali, determinati dall’asta continua tra domanda e offerta. La Borsa Merci Telematica Italiana elabora, infatti, ogni settimana un listino contenente le quotazioni dei prodotti agricoli ed agroalimentari scambiati all’interno della piattaforma telematica di contrattazione. http://www.bmti.it

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Gli arabi e i gendarmi d’Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 settembre 2010

“Il Ministro Frattini fa sapere che ‘la questione dei 5 mld non è stata mai esaminata e mai discussa con Gheddafi’ ma che verrà ‘affrontata al vertice euroafricano a novembre in Libia’, ricordando un ‘ragionamento’ che pare facciano tutti gli altri leader arabi del Nordafrica e cioè che essi ‘non vogliono e non possono essere i gendarmi d’Europa’. Occorre che l’Europa, prima di accorrere alla corte di Gheddafi, armonizzi, come previsto dal Trattato di Lisbona, le proprie politiche sulla base della Convenzione Europea dei Diritti Umani e di tutti gli strumenti internazionali dei diritti umani e agisca perché tutti i partner coinvolti ratifichino la Convenzione Onu sui Rifugiati. I soldi da soli
non andranno che a rafforzare regimi, spesso non democratici, che non raramente sono parte del problema lucrando nei confronti dei migranti e di coloro che pare non li vogliano”.

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Segreto professionale dei giornalisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 agosto 2010

“Il diritto dei giornalisti di non rivelare le loro fonti fa parte integrante del loro diritto alla libertà di espressione garantito dall’articolo 10 della Convenzione. L’articolo 10 della Convenzione, così come interpretato dalla Corte europea dei Diritti dell’Uomo, s’impone a tutti gli Stati contraenti. Vista l’importanza, per i media all’interno di una società democratica, della confidenzialità delle fonti dei giornalisti, è bene tuttavia che la legislazione nazionale assicuri una protezione accessibile, precisa e prevedibile. E’ nell’interesse dei giornalisti e delle loro fonti come in quello dei pubblici poteri disporre di norme legislative chiare e precise in materia. Queste norme dovrebbero ispirarsi all’articolo 10, così come interpretato dalla Corte europea dei Diritti dell’Uomo. Una protezione più estesa della confidenzialità delle fonti d’informazione dei giornalisti non è esclusa dalla Raccomandazione espressa dalla Corte europea. Se un diritto alla non-divulgazione esiste, i giornalisti possono legittimamente rifiutare di divulgare delle informazioni identificanti una fonte senza esporsi alla denuncia della loro responsabilità sul piano civile o penale o a una qualunque pena cagionata da questo rifiuto”. Questa raccomandazione concorre a formare uno “spazio giuridico europeo”, che fa del segreto professionale dei giornalisti un caposaldo della libertà di stampa e del diritto dei cittadini all’informazione. “E’  diritto  dei  giornalisti  quello  di  comunicare informazioni su questioni  di  interesse  generale,  purché  ciò avvenga nel rispetto dell’etica  giornalistica,  che  richiede  che  le informazioni siano espresse  correttamente  e  sulla  base  di  fatti  precisi  e  fonti affidabili;  costituisce,  pertanto,  un  limite  irragionevole  alla libertà  di  stampa  la condanna per ricettazione di giornalisti che, attenendosi alle norme deontologiche, abbiano pubblicato documenti di interesse  generale  pervenuti  loro  in  conseguenza  del  reato  di violazione  di segreto professionale da altri commesso.

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