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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘convenzione’

“Nel 2019 si celebra il 30° anniversario della ratifica della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza”

Posted by fidest press agency su domenica, 30 dicembre 2018

E’ il 70° anniversario della Convenzione di Ginevra, ma oggi, un maggior numero di paesi è coinvolto in conflitti interni o internazionali più che in ogni altro momento degli ultimi 30 anni. I bambini che vivono in situazioni di conflitto sono fra coloro che hanno meno probabilità di avere i loro diritti garantiti. Gli attacchi contro i bambini devono finire”, ha dichiarato Manuel Fontaine, Direttore dei Programmi di Emergenza dell’UNICEF”.
In Siria, tra gennaio e settembre, le Nazioni Unite hanno verificato l’uccisione di 870 bambini – il più alto numero di sempre nei primi 9 mesi di ogni anno da quando il conflitto è scoppiato nel 2011. Gli attacchi sono continuati per tutto l’anno, a novembre 30 bambini sono stati uccisi nel villaggio orientale di Al Shafa.
in Yemen, le Nazioni Unite hanno verificato l’uccisione o il ferimento in attacchi di 1.427 bambini, compreso un attacco “inconcepibile” su uno scuolabus a Sa’ada. Scuole e ospedali sono stati oggetto di frequenti attacchi o sono stati usati per scopi militari, negando ai bambini l’accesso al loro diritto all’istruzione e all’assistenza sanitaria. Questo sta ulteriormente alimentando una crisi in un paese in cui ogni 10 minuti un bambino muore a causa di malattie prevenibili e 400.000 bambini soffrono di malnutrizione acuta grave.
In Afghanistan, le violenze e i massacri sono stati avvenimenti quotidiani con circa 5.000 bambini uccisi o feriti nei primi 9 mesi del 2018, pari al totale del 2017. I bambini rappresentano l’89% delle vittime civili a causa dei residuati bellici esplosivi.
Nel nordest della Nigeria, I gruppi armati, comprese le fazioni di Boko Haram, continuano a colpire le ragazze che vengono stuprate, costrette a sposare combattenti o utilizzate come “bombe umane.” A febbraio, il gruppo armato ha rapito 110 ragazze e 1 ragazzo in un college tecnico a Dapchi, nello Stato di Yobe. Mentre la maggior parte dei bambini sono stati rilasciati, 5 ragazze sono morte e una è ancora prigioniera come schiava.
In Somalia, oltre 1.800 bambini sono stati reclutati dalle parti in conflitto nei primi 9 mesi del 2018 e 1.278 sono stati rapiti.
In Repubblica Centrafricana, una drammatica ripresa dei conflitti ha coinvolto gran parte del paese, con 2 bambini su 3 che hanno bisogno di assistenza umanitaria.
In Repubblica Democratica del Congo la violenza interetnica e gli scontri tra forze di sicurezza e gruppi armati/milizie nella regione del Grande Kasai e nelle province orientali del Tanganica, del Kivu meridionale, del Nord Kivu e dell’Ituri hanno avuto un impatto devastante sui bambini. La risposta all’attuale epidemia di Ebola è stata seriamente ostacolata dalla violenza e dall’instabilità nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Inoltre, si stima che 4,2 milioni di bambini siano a rischio di malnutrizione acuta grave (SAM). La situazione è aggravata dalle violazioni dei diritti dei bambini, tra cui il reclutamento forzato da parte di gruppi armati e gli abusi sessuali.
In Iraq, anche se i combattimenti si sono ampiamente placati, quattro bambini sono stati uccisi a novembre nel nord del paese quando il furgone con cui andavano a scuola è stato attaccato. I bambini e le famiglie che ritornano alle loro case in zone precedentemente colpite da pesanti violenze continuano ad essere esposti al pericolo di ordigni inesplosi. Migliaia di famiglie rimangono sfollate e ora devono affrontare le ulteriori minacce di temperature invernali gelide e inondazioni improvvise.
Nel Bacino del Lago Ciad, il conflitto in corso, gli sfollamenti e gli attacchi sulle scuole, contro gli insegnati e le altre strutture scolastiche hanno messo a rischio l’istruzione per 3,5 milioni di bambini. Oggi, nel nordest della Nigeria, nella Regione del Lago Ciad, nell’estremo nord del Camerun e nella regione di Diffa in Niger, almeno 1.041 scuole sono chiuse o non funzionano a causa di violenza, paura di attacchi o disordini che coinvolgono circa 445.000 bambini.
Una recente ondata di violenze nella regione di confine tra Mali, Burkina Faso e Niger ha causato la chiusura di 1.478 scuole.
In Myanmar, le Nazioni Unite continuano a ricevere notizie di violazioni dei diritti dei Rohingya rimasti nel nord dello Stato di Rakhine, che comprendono accuse di omicidi, scomparse e arresti arbitrari. Ci sono anche diffuse restrizioni dei diritti di libertà di movimento e ostacoli nell’accesso ai servizi sanitari e scolastici nello Stato del Rakhine centrale. Assicurare che i bambini abbiano accesso ad un’istruzione di qualità e ad altri servizi di base eviterà una “generazione perduta” di bambini Rohingya; altrimenti perderanno le competenze di cui hanno bisogno per contribuire alla società.
In Palestina, quest’anno, oltre 50 bambini sono stati uccisi e altre centinaia sono rimasti feriti, molti mentre manifestavano contro il deterioramento delle condizioni di vita a Gaza. I bambini in Palestina e Israele sono stati esposti a paura, trauma e rischio di essere feriti.
In Sud Sudan, il conflitto inarrestabile e l’insicurezza durante l’annuale stagione magra hanno portato 6,1 milioni di persone alla fame estrema. Anche con l’arrivo della stagione delle piogge, oltre il 43% della popolazione rimane in condizioni di insicurezza alimentare. Mentre la promessa di un nuovo accordo di pace offre un barlume di speranza per i bambini, continuano le segnalazioni di estrema violenza contro donne e bambini, la più recente a Bentiu, dove oltre 150 donne e ragazze hanno raccontato di aver subito terribili aggressioni sessuali.
In Ucraina orientale, oltre 4 anni di conflitto rappresentano un peso devastante sul sistema scolastico dei bambini, dato che centinaia di scuole sono state distrutte e danneggiate e 700.000 bambini sono costretti ad imparare in ambienti delicati, tra combattimenti instabili e pericoli causati da ordigni di guerra inesplosi. La situazione è particolarmente grave per 400.000 bambini che vivono nel raggio 20km dalla linea di contatti che divide le aree controllate e non controllare dal Governo e dove bombardamenti e forti rischi causati da mine rappresentano una minaccia mortale.
In Camerun c’è stata un’escalation del conflitto nelle regioni Nord e Sud occidentali del paese, con le scuole, gli studenti e gli insegnanti spesso sotto attacco. A novembre, oltre 80 persone, compresi molti bambini, sono stati rapiti da una scuola a Nkwen, nel nord ovest del paese e rilasciati pochi giorni dopo. Ad oggi, 93 villaggi sarebbero stati bruciati parzialmente o totalmente a causa di conflitti, con molti bambini che hanno subito livelli estremi di violenza.
Secondo l’UNICEF, il futuro di milioni di bambini che vivono in paesi colpiti da conflitti armati è in pericolo, mentre le parti in guerra continuano a commettere gravi violazioni contro i bambini e i leader del mondo non imputano loro le responsabilità cui dovrebbero rispondere.
L’UNICEF chiede alle parti in conflitto di rispettare i loro obblighi secondo il diritto internazionale di porre fine immediatamente alle violazioni contri i bambini e all’utilizzo, come obiettivi, di infrastrutture civili che comprendono scuole, ospedali e infrastrutture idriche. L’UNICEF chiede anche agli stati che hanno un’influenza sulle parti in conflitto di utilizzare quest’influenza per proteggere i bambini.

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Campidoglio, approvato schema convenzione Roma Capitale e MIT

Posted by fidest press agency su sabato, 29 dicembre 2018

Oltre 425 milioni di euro per la realizzazione degli interventi nel settore dei sistemi di trasporto rapido di massa destinati all’ammodernamento delle metro A e B. È quanto prevede lo schema della convenzione tra Roma Capitale e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, approvato dalla Giunta capitolina.Nello specifico le risorse sono così suddivise: oltre 134 milioni di euro per la fornitura di 14 treni per le linee A e B, circa 184 milioni di euro per le banchine di galleria, impianti anti-incendio e interventi di adeguamento dell’alimentazione elettrica, 66 milioni di euro per la manutenzione straordinaria del materiale rotabile, 36 milioni di euro per il rinnovo materiale rotabile della tratta Anagnina-Ottaviano, circa 5 milioni di euro per un sistema di controllo del traffico treni e pannelli informatici agli utenti.“Un pacchetto di risorse per dare nuova linfa al trasporto pubblico locale, un altro passo in avanti per rinnovare le metropolitane di Roma Capitale, che scontano un gap manutentivo decennale. Fondi che saranno utilizzati per ammodernare l’infrastruttura delle metro e per mettere in circolazione nuovi treni a sevizio di tutti”, dichiara la Sindaca di Roma, Virginia Raggi.“Con questo atto completiamo il lavoro promosso da quest’amministrazione in collaborazione con il MIT. Operazioni necessarie che hanno messo assieme una squadra di lavoro coesa e unita per definire i progetti più urgenti, una vera operazione di rinnovamento, portata avanti per rispondere alle richieste dei cittadini”, aggiunge l’assessore alla Città in Movimento Linda Meleo.

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X anniversario della Convenzione sulle Munizioni Cluster

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 dicembre 2018

La nona edizione del Worldwide Investments in Cluster Munitions Report viene lanciata in occasione del X anniversario dell’apertura alla firma, avvenuta ad Oslo il 3 dicembre 2008, della Convenzione sulle Munizioni Cluster (CCM) che mette al bando queste armi indiscriminate. La messa al bando delle munizioni cluster ha giocato un ruolo fondamentale nella riduzione degli investimenti in questi ordigni. Secondo il Report lanciato oggi infatti il livello internazionale di investimenti finanziari in bombe cluster, rispetto all’anno 2017, è diminuito da 31 miliardi di dollari americani a 9 miliardi, presentando una riduzione pari al 344%.La riduzione vertiginosa è dovuta in parte anche al fermo della produzione e nell’invio di munizioni cluster da parte di due aziende produttrici basate negli Stati Uniti: Textron ed Orbital ATK. Secondo il Report la maggior parte degli istituti che investono nella produzione degli ordigni banditi dalla CCM sono situate in paesi che ancora non hanno firmato la Convenzione di messa al bando.Per il Worldwide Investment in Cluster Munitions Report ci sono 88 istituti finanziari che nel complesso investono circa un totale di 9 miliardi di dollari americani in 7 aziende produttrici di munizioni cluster. Si tratta circa della metà di investitori riportati nel 2017, quando il report ne dichiarava 151.Il Report evidenzia come oltre alla diminuzione di investimenti, sia aumentato il numero delle istituzioni finanziarie che esplicitamente escludono dai propri investimenti i produttori di munizioni cluster, secondo i dati presenti nel Report infatti si è passati dalle 84 istituzioni finanziarie nel 2017 alle 110 del 2018.
Si registra un aumento anche dei paesi che ritengono che investire nella produzione di munizioni cluster sia proibito dalla Convenzione di messa il bando, portando da 38 a 46 i paesi che considerano questo tipo di investimento una forma di assistenza alla produzione, la cui proibizione è chiaramente espressa dalla CCM. All’interno del Report viene dedicata particolare attenzione alle seguenti sette aziende produttrici di munizioni cluster presenti in 4 paesi: China Aerospace Science and Industry (Cina); Norinco (Cina); Hanwha (Corea del Sud); Poongsan (Corea del Sud); LigNex1(Corea del Sud); Avibras (Brasile); Bharat Dynamics Limited (India).

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Metro. Piccolo (PD): “425 mln stanziati a dicembre 2017 dal ministro Del Rio per le metro di Roma, ancora fermi per assenza convenzione”

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 ottobre 2018

“Il Campidoglio può accedere ai 425,52 milioni di euro da destinare a interventi per le linee metropolitane A e B di Roma Capitale ma ancora non è stata stipulata la convenzione con il Ministero dei Trasporti. Di fronte al grave incidente della stazione metro di Repubblica, le cui cause saranno accertate dalle autorità competenti è necessario intervenire con urgenza e riportare sicurezza e serenità tra gli utenti e gli operatori delle metro romane, oggi infatti si aggiungono le preoccupazioni dei lavoratori, delle OO.SS, e dei cittadini. È bene ricordare che l’ex ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Del Rio, ha firmato a fine 2017 il decreto di riparto per le linee metropolitane, filoviarie e in generale del trasporto rapido di massa che destina fondi per un ammontare complessivo di 1,397 miliardi. Di questi fondi 425 milioni di euro sono destinati alla Capitale per interventi di manutenzione e miglioramento della rete esistente, l’avvio di nuove tratte, il miglioramento tecnologico, la fornitura di nuovi mezzi e materiale rotante. Ad oggi per avviare le manutenzioni e gli ammodernamenti, a quasi un anno dall’entrata in vigore del decreto, manca ancora la convenzione con il Ministero delle Infrastrutture. L’Ing. Cialdini prima di rassegnare le dimissioni dalla società Roma Metropolitane ha scongiurato il Campidoglio di non perdere quei fondi, paventando l’ipotesi chiusura del servizio. Noi siamo dello stesso avviso e siamo a disposizione per addivenire nel più breve tempo possibile ad una convenzione per dare avvio alle opere necessarie per alzare il livello di sicurezza delle metro della nostra città e tranquillizzare cittadini e lavoratori. Così in una nota la consigliera del pd capitolino e Vicepresidente commissione mobilità di Roma capitale Ilaria Piccolo

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Il Sud Sudan firma la Convenzione sullo status dei rifugiati del 1951

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 ottobre 2018

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha oggi accolto con favore l’adesione del Sud Sudan alla Convenzione sullo status dei rifugiati del 1951 e al relativo Protocollo del 1967. Venerdì 28 settembre il presidente Salva Kiir ha firmato a Juba lo strumento di adesione a seguito della sua ratifica da parte dell’Assemblea legislativa nazionale di transizione.Il Sud Sudan è il centoquarantatreesimo Stato ad aderire sia alla Convenzione sullo status dei rifugiati del 1951 che al relativo Protocollo del 1967.Nonostante i problemi creati dalla guerra civile che ha causato esodi di grande portata tra la sua stessa popolazione, il paese ospita circa 300.000 rifugiati.“L’adesione rappresenta una pietra miliare per il Sud Sudan, la nazione più giovane al mondo, che si impegna così ad assumersi maggiori responsabilità nell’assicurare protezione ai rifugiati e ai richiedenti asilo nel paese”, ha affermato Valentin Tapsoba, Direttore dell’Ufficio Regionale per l’Africa dell’UNHCR.
Nel 2016 il Sud Sudan ha aderito alla Convenzione del 1969 sui rifugiati dell’Organizzazione dell’Unità Africana, uno strumento regionale che disciplina gli aspetti specifici dei problemi dei rifugiati nel continente africano.

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Autostrade: pubblicata convenzione

Posted by fidest press agency su martedì, 28 agosto 2018

La società Autostrade per l’Italia ha pubblicato on line il testo della convezione in essere con il ministero delle Infrastrutture e trasporti, con tutti gli allegati. L’operazione trasparenza! Tutte le convenzioni andrebbero pubblicate. Quanto al merito, con la pubblicazione della Convenzione e dell’allegato E si conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che la formula adottata per l’adeguamento delle tariffe va rivista al più presto, essendo decisamente troppo generosa” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non solo viene consentita la remunerazione degli investimenti, cosa ovviamente giusta, ma nella formula tariffaria si conteggia anche il tasso di inflazione programmato” prosegue Dona. “Insomma, per lo Stato i gestori delle autostrade hanno diritto per legge alla rivalutazione della tariffa in base all’inflazione, ma non i dipendenti ed i pensionati, che devono attendere sentenze della Consulta per veder riconosciuto, peraltro molto parzialmente, quanto hanno perso in termini di adeguamento al costo della vita in questi anni di crisi” conclude Dona.

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Convenzione medici di famiglia ma non per le farmacie

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 luglio 2017

farmaciaSisac: remunerazione e servizi temi prioritari Il presidente del comitato di settore Massimo Garavaglia ha annunciato l’atto di indirizzo pronto per i medici di famiglia. Buio pesto per quello delle farmacie. Ce lo conferma il coordinatore Sisac Vincenzo Pomo. «Non abbiamo ancora l’atto di indirizzo per le farmacie, ne abbiamo letto di ufficiosi sui media, e di quelli prendiamo atto ma noi potremo aprire la trattativa solo dopo che sarà arrivato l’atto di indirizzo ufficiale. Il testo redatto dal comitato (composto da assessori economici regionali ndr.) deve passare ai ministeri di Salute ed Economia e alla Presidenza del Consiglio. Una volta diventato esecutivo avvieremo le trattative ma i tempi al momento non sono prevedibili».
Pomo peraltro sintetizza le questioni in gioco. «Sono sostanzialmente due. La prima è la remunerazione, è prioritaria ma, stando appunto all’atto di indirizzo che leggo, la contrattazione in questo caso è stata affidata all’Agenzia del Farmaco. Ai tavoli noi e i farmacisti affronteremo le regole sulla parte organizzativa propedeutica allo sviluppo di accordi regionali cui sarà demandata la normativa di dettaglio». Ad esempio, decisioni sui turni, la dislocazione delle farmacie, le reperibilità.
«La seconda questione – continua Pomo -è lo sviluppo della farmacia dei servizi. I rappresentanti dei farmacisti stanno promuovendo tante idee e anche noi ne abbiamo e le abbiamo informalmente discusse; ma la realizzabilità delle nuove attività dipende anche dalla modalità della loro remunerazione. Ciò vuol dire che, anche per la farmacia dei servizi ci vorranno risorse a disposizione a partire dalle previsioni dell’atto di indirizzo. Sia nella classica dispensazione del farmaco sia nei nuovi servizi (prenotazioni di esami con collegamento al Cup, assistenza territoriale, monitoraggio dell’aderenza alle terapie) bisognerà capire da dove vengono le risorse, se dalla sanità nazionale o dalle disponibilità delle singole regioni. Nulla fin qui è stato stabilito in proposito».
Apriamo un inciso: il presidente del comitato di settore Garavaglia ha accennato al fatto che alcune regioni a statuto speciale non versano il contributo alla finanza pubblica: il servizio sanitario si gioverebbe quest’anno di 400 milioni e il prossimo di circa 600 da riversare su convenzioni e contratti. Il problema dunque sta a Roma. Ma una volta si risolvesse, la convenzione delle farmacie arriverà? È una trattativa abbordabile, coordinabile con quella dei medici di famiglia? «Le connessioni tra farmacie e medicina territoriale sono indiscusse ma i due accordi nazionali nascono slegati anche temporalmente; la consecutio cui lei accenna può avvenire nell’ambito organizzativo di ogni singola regione, atteso che in una stessa regione ci possono essere aree e realtà molto diverse. Però il problema adesso è l’assenza di un atto di indirizzo. Ad oggi si possono mettere a fuoco punti di contatto tra le convenzioni di medici e farmacisti, ma nulla più». (Mauro Miserendino fonte farmacista33)

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Campidoglio, da Giunta ok convenzione con Enea per promuovere economia circolare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 maggio 2017

campidoglioRoma.“La Giunta Capitolina ha dato il via libera per la sottoscrizione di una convenzione tra Roma Capitale e l’Enea, finalizzata a promuovere ricerche e impianti pilota dedicati prevalentemente all’economia circolare”. Così in una nota Pinuccia Montanari, Assessora alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale.L’accordo prevede, in particolare, collaborazioni nella gestione dei materiali post-consumo, l’analisi tecnico-economica delle migliori tecnologie per il recupero dei materiali, l’efficientamento energetico, l’energia rinnovabile e la resilienza, analisi e ottimizzazione delle metodologie e delle modalità di raccolta differenziata, promozione dei sistemi per la gestione della frazione organica, certificazione ambientale di cicli e sistemi di gestione dei rifiuti, sviluppo di strumenti di sensibilizzazione e formazione.”Nello specifico l’Enea svilupperà alcune attività utili per l’Amministrazione. Ad esempio fornirà ed installerà un numero, da concordare, di compostatori di comunità provvisti di un sistema di controllo remoto basato su sensori a basso costo; promuoverà uno studio di fattibilità sullo sviluppo di una tecnologia di trattamento e smaltimento dei mozziconi di sigaretta e dei materassi a fine vita; svilupperà un processo innovativo per il recupero dei metalli preziosi da schede elettroniche di telefoni cellulari e smartphone”, conclude Montanari.

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Campidoglio, firmata convenzione con il Tribunale Ordinario di Roma per i lavori di pubblica utilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

tribunaleIl Presidente del Tribunale Ordinario di Roma Francesco Monastero e l’Assessora alla Persona Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Laura Baldassarre hanno sottoscritto presso il Tribunale Ordinario di Roma, la nuova Convenzione per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità.La Convenzione riguarda i casi in cui il Giudice può applicare, anziché pene detentive e pecuniarie, quella del lavoro di pubblica utilità in favore della collettività, o su richiesta dell’imputato, può sospendere il procedimento e disporre la messa alla prova (MAP) sulla base di un programma di trattamento predisposto dall’Ufficio Interdistrettuale Esecuzione Penale Esterna (UIEPE) ex art. 3 della Legge 67/2014.Attraverso la Convenzione stipulata oggi, della durata quinquennale, l’Amministrazione si è impegnata ad accogliere 550 persone (100 in più rispetto la precedente Convenzione), che svolgeranno attività non retribuita in favore della collettività presso strutture e/o sedi capitoline e municipali, enti e associazioni di volontariato e della cooperazione sociale individuati e convenzionati con la stessa. Verranno svolte prestazioni di lavoro nellamanutenzione e nel decoro di ospedali e case di cura, giardini, ville e parchi; prestazioni di lavoro per finalità di protezione civile, anche mediante soccorso alla popolazione in caso di calamità naturali, di tutela del patrimonio ambientale e culturale, compresa la collaborazione ad opere di prevenzione incendi, di salvaguardia del patrimonio boschivo e forestale; prestazioni di lavoro in opere di tutela della flora e della fauna; prestazioni di lavoro a favore di organizzazioni di assistenza sociale o volontariato operanti, in particolare, nei confronti di alcoldipendenti, tossicodipendenti, persone con disabilità, malati, anziani, minorenni o stranieri;“L’obiettivo della Convenzione stipulata con Roma Capitale è quello di consentire il ritorno alla collettività di ciò che le è stato sottratto con le condotte illegali: questo avviene attraverso l’esecuzione di lavoro prestato gratuitamente da parte dei condannati e degli imputati a favore dei cittadini in settori di particolare interesse per la nostra città e per i suoi abitanti, come ospedali, verde pubblico, viabilità, musei, biblioteche e attività a sostegno di soggetti in difficoltà”, sottolinea il Presidente del Tribunale Ordinario di Roma Francesco Monastero.”Con la firma della nuova Convenzione ampliamo il numero delle persone che l’Amministrazione Capitolina può accogliere per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità e messa alla prova, rafforzando la collaborazione con il Tribunale Ordinario di Roma. La costruzione di una comunità solidale passa anche attraverso lo sviluppo di una rete istituzionale volta a favorire forme di collaborazione attiva e modelli operativi finalizzati a dare attuazione, in modo concreto, a prescrizioni di legge”, spiega l’assessora alla Scuola, Persona e Comunità solidale Laura Baldassarre.

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Convenzione tra l’Università di Camerino e la Confederazione Produttori Agricoli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 febbraio 2017

unicam1Camerino E’ stata firmata, nel corso di una conferenza stampa nella sede del Rettorato presso il Campus universitario a Camerino, la convenzione tra l’Università di Camerino e la Confederazione Produttori Agricoli (COPAGRI) Marche. A siglare l’accordo di collaborazione il Pro Rettore Vicario dell’Università di Camerino Claudio Pettinari ed il Presidente di COPAGRI Marche Giovanni Bernardini.L’Università di Camerino e la Copagri danno così l’avvio ad un proficuo rapporto di collaborazione per lo svolgimento di iniziative e attività di formazione e di ricerca, sviluppo tecnologico ed innovazione, promozione e valorizzazione delle produzioni agroalimentari ed enogastronomiche dell’entroterra marchigiano.Saranno pertanto realizzati progetti di sviluppo riferiti a processi, prodotti e servizi innovativi delle imprese agroalimentari ed enogastronomiche che favoriscano la conoscenza del territorio e delle produzioni locali, nonché definite progettualità condivise di promozione e valorizzazione delle produzioni agroalimentari ed enogastronomiche dell’entroterra marchigiano. È inoltre previsto lo sviluppo di format innovativi per la promo-commercializzazione di produzioni tipiche e nuove, supportate da processi produttivi innovativi e sostenibili.Saranno inoltre organizzati convegni e seminari, attivate collaborazioni scientifiche e didattiche su temi specifici di comune interesse, tirocini formativi e di orientamento e di altre attività didattiche e divulgative, borse di studio o assegni di ricerca. Tutte le attività saranno coordinate per Unicam dal prorettore vicario prof. Claudio Pettinari e per la Copagri dal Presidente pro-tempore Giovanni Bernardini. (foto: unicam)

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Convenzione in arrivo: aumenti per i medici di famiglia

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2016

medico_famigliaOrmai è ufficiale: in Finanziaria ci sarà un emendamento per consentire ai medici di medicina generale un aumento retributivo nel prossimo accordo nazionale. Lo ha confermato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ma ora resta da capire a quanto ammonta la cifra dello stanziamento. «Tutto dipende dalla legge di Bilancio, noi abbiamo lavorato in questi giorni per evidenziare che i medici convenzionati, essendo assimilati al pubblico impiego per prassi consolidata, ricevano contrattualmente le stesse risorse che sono state impegnate per quest’ultimo nei rinnovi contrattuali», spiega a DoctorNews33 il vicesegretario della Fimmg, Silvestro Scotti, proprio nella giornata di apertura del 73° Congresso Straordinario del sindacato, all’Hotel Sheraton di Roma e che dovrà lavorare per garantire un successore al segretario Giacomo Milillo. «Bisogna dire però che il pubblico impiego – aggiunge Scotti – riceve questi aumenti in termini di anticipi, in parte con l’indennità di vacatio contrattuale e in parte con quello che è il finanziamento, che definisce a quanto ammonta il rinnovo». Ma avverte: «Noi non abbiamo la vacatio contrattuale e quindi il sistema finanziato attraverso questi due meccanismi per il comparto della dipendenza, di solito diventa la base consolidata della discussione economica rispetto ai rinnovi contrattuali». Non solo pubblico impiego, perciò, ma secondo Scotti l’aumento deve riguardare anche la convenzionata. «Ovviamente l’assenza di una chiarezza di finanziamento parificata a quella dei dipendenti, significa una pregiudiziale seria all’andare avanti con il contratto». E in riferimento alle ultime polemiche fra governo e intersindacale medica, Scotti precisa che nonostante le diverse condizioni «è chiaro che c’è una sofferenza riferibile alla precarizzazione del lavoro e alla riduzione notevole del personale che viene utilizzato per le risposte all’assistenza. Si continua a ragionare sui contratti – aggiunge -senza tener conto dell’aumento del personale in funzione all’aumento dei carichi di lavoro. La medicina generale, fino ad oggi, questo problema non lo avverte ma ci si porrà fra qualche anno». Per la medicina generale resta aperta la partita degli investimenti da fare per gli accessi ad un ambito «dove c’è la necessità che le Regioni e il governo investano più risorse. Sembra ci siano spiragli per aprire un tavolo su questo senza tralasciare quello tutto interno al contratto», conclude Scotti. by Rossella Gemma fonte: doctor33)

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Convenzione intesa-san Paolo-gesuiti per finanziamento studenti agli studi

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2016

Banca europea per gli investimentiIntesa Sanpaolo ha firmato una Convenzione per consentire alle famiglie di studenti particolarmente meritevoli di finanziarsi gli studi attraverso il nuovo “PerTe Prestito Con Lode” con la Fondazione Gesuiti Educazione, che riunisce le scuole della rete ignaziana in Italia e in Albania (Istituto Leone XIII a Milano, Istituto Sociale a Torino, Istituto Massimo a Roma, Istituto Pontano a Napoli, Istituto Sant’Ignazio a Messina, Istituto Gonzaga a Palermo e Liceo Peter Meskhalla a Scutari).La convenzione, siglata dal presidente della Fondazione padre Vitangelo Denora SJ e dal responsabile della Direzione Marketing di Intesa Sanpaolo Andrea Lecce, permette l’accesso al credito, fino ad oggi concesso unicamente agli studenti delle Università, anche alle famiglie degli allievi delle scuole superiori che fanno capo alla Fondazione.“PerTe Prestito Con Lode” è pensato per garantire il diritto allo studio agli allievi di particolare talento in famiglie con temporanee difficoltà o capacità economiche più limitate. Il nuovo prodotto si articola in due fasi: l’apertura di credito su conto corrente e la concessione del finanziamento a tassi fissi agevolati. La richiesta di prestito viene presentata dal genitore (o tutore) e confermata dalla scuola. La concessione del prestito avviene mediante erogazioni annuali; quelle successive alla prima tranche sono subordinate al raggiungimento da parte degli studenti dei requisiti di profitto negli studi.
Il nuovo “PerTe Prestito Con Lode” è uno strumento unico nel suo genere per come è stato costruito e, a livello nazionale, non ha prodotti paragonabili e si pone come uno dei migliori anche a livello internazionale grazie alle sue opzioni di flessibilità adattandosi alla situazione lavorativa odierna delle famiglie.L’operazione è stata realizzata anche con il supporto del Gruppo Be nell’ambito dei suoi programmi di Corporate Social Responsibility.
Padre Vitangelo Denora SJ, presidente della Fondazione Gesuiti Educazione: “Grazie alla disponibilità di Intesa Sanpaolo e alla sua lungimiranza si crea un’opportunità per tutte quelle famiglie che, pur desiderando iscrivere i propri figli in uno dei nostri istituti, finora non lo hanno fatto perché gravati dal peso dell’incertezza economica. È un altro passo nel cammino che la Fondazione sta facendo nella direzione indicata da Papa Francesco, che ci ha chiesto di aprire il più possibile le porte delle nostre scuole. La convenzione con Intesa Sanpaolo si aggiunge infatti all’iniziativa Giovani, leadership e futuro che, attraverso una
serie di eventi, finanzia dal 2014 borse di studio per alunni meritevoli, figli di famiglie meno abbienti. Il desiderio è che questa convenzione sia solo un inizio; la Fondazione Gesuiti Educazione si impegnerà infatti perché tali opportunità possano essere estese a tutti gli alunni di talento del nostro Paese”.Andrea Lecce, responsabile Marketing Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo: “Il punto di forza di questa convenzione è sostenere le famiglie nello sforzo di far proseguire gli studi ai propri figli. Intesa Sanpaolo è a disposizione delle nuove generazioni per investire nella loro educazione, formazione e crescita poiché la fiducia nei giovani è fiducia nel Paese. Per accedere al finanziamento la famiglia non ha bisogno di garanzie particolari ma solo dell’impegno dei propri figli nello studio”. Stefano Achermann, amministratore delegato del Gruppo Be: “Abbiamo cercato di
avvicinare il mondo della finanza a quello educational. In particolare l’interazione virtuosa tra mondo bancario e sistema formativo, che favorisce e premia le migliori potenzialità e risorse, è uno dei punti qualificanti per portare l’Italia a essere davvero competitiva sui mercati internazionali ed è una garanzia per il futuro del nostro stesso Paese.”Fondazione Gesuiti Educazione è un ente senza fine di lucro ispirato al carisma della Compagnia di Gesù. La sua mission è il sostegno a iniziative di singoli o di reti nel campo dell’educazione e della formazione per le politiche educative, le professioni della scuola, la ricerca dell’innovazione pedagogico-didattica e l’accesso universale agli studi.
Le scuole e le università dei Gesuiti nel mondo sono più di 2.000 ed accolgono ogni anno circa 2 milioni di studenti di ogni età ed estrazione sociale. Di essi, circa 180.000 studiano in Europa in 168 Istituti. In tutti i paesi dove sono presenti, le Scuole dei Gesuiti si caratterizzano per l’eccellenza e l’avanguardia del servizio educativo sia che si tratti di prestigiosi college che di scuole di educazione popolare.
Intesa Sanpaolo, primo Gruppo bancario in Italia e terzo nell’Eurozona, è leader in Italia in tutti i settori di attività bancaria. Il Gruppo offre i propri servizi a 11,1 milioni di clienti avvalendosi di una rete di circa 4.300 sportelli presenti su tutto il territorio nazionale con quote di mercato non inferiori al 13% nella maggior parte delle regioni. Presente anche in Europa centro-orientale, in Medio Oriente e Nord Africa, il Gruppo Intesa Sanpaolo si avvale di una rete internazionale in 28 Paesi. L’impegno della Banca per la crescita del Paese vede Intesa Sanpaolo promuovere e collaborare per la realizzazione di numerose iniziative al servizio di famiglie e imprese.

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Convenzione tra Italia e Svizzera

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2016

bernaClaudio Micheloni (PD) e Aldo Di Biagio (AP) esprimono soddisfazione per l’accoglimento in Commissione Esteri del Senato dell’ordine del giorno sulla corretta applicazione delle disposizioni sulla collaborazione volontaria (Voluntary Disclosure) ai cittadini italiani fiscalmente ex residenti all’estero ed ex frontalieri, cui nelle prossime settimane dovrà essere data attuazione da parte del Governo.
“Nell’ambito della approvazione della Ratifica ed esecuzione del Protocollo riguardante la convenzione tra Italia e Svizzera per evitare le doppie imposizioni -spiegano i due senatori eletti all’estero – abbiamo proposto con un ordine del giorno, accolto dal Governo, una soluzione che chiarisca definitivamente anche la posizione degli ex iscritti AIRE”.”In particolare -continuano – si è chiarito come a decorrere dal 1° gennaio 2016. Le somme detenute da i cittadini italiani presso conti correnti bancari esteri, nonché le somme derivanti dalla vendita di beni immobili detenuti all’estero (acquistati o realizzati durante il periodo di iscrizione all’AIRE) siano assoggettate ad aliquota non superiore al 3 per cento e a tali somme non si applichino le disposizioni sulla Voluntary Disclosure”. “Tali disposizioni non troveranno applicazione nemmeno per le donazioni e le eredità a cittadini italiani residenti in Italia, derivanti da attività lavorative svolte all’estero, per le quali inoltre non vi sarà tassazione italiana se già assoggettate a tassazione nel Paese estero” concludono.

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Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2015

ParigiParigi. La Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI), che riunisce le comunità luterane dell’intera penisola, rende noto di aver inviato un appello alle istituzioni della Repubblica affinché il nostro Governo reciti un ruolo attivo e deciso nell’ambito della XXI Conferenza delle Parti (COP21) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che avrà inizio a Parigi il prossimo 30 novembre.
L’appello è stato rivolto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.Secondo la CELI, infatti, l’Italia ha la possibilità di diventare un leader morale nel proteggere e rendere possibile un clima futuro che sia al servizio dei bisogni di tutti gli uomini.
E ha il dovere di farlo sia agendo all’interno del nostro Paese sia spingendo affinché vengano assunti impegni audaci nel corso di un evento mondiale in cui le delibere e le misure prese dagli Stati partecipanti saranno decisive per l’esistenza delle generazioni attuali e future.
Come evidenziato in un passaggio della lettera, “siccità disastrose, inondazioni massive e forti tempeste distruggono sempre più spesso vite, proprietà e mezzi di sussistenza. Gruppi già svantaggiati come donne, bambini e popolazioni indigene sono quelli più colpiti. (…) E’ giunto il momento di concludere un accordo ambizioso ed equo.”L’appello della CELI nasce in risposta all’invito della Federazione Luterana Mondiale (FLM) – comunione globale di 145 Chiese con oltre 72 milioni di Cristiane e Cristiani in 98 nazioni – di sensibilizzare le autorità nazionali sull’urgenza di un accordo globale ed equilibrato sul clima in grado di superare gli interessi dei singoli Stati.In particolare, la CELI – già impegnata, come le altre Chiese luterane nel mondo, ad attuare concretamente la transizione verso uno stile di vita sempre più rispettoso dell’ambiente – invita il Governo italiano a considerare, nel corso delle negoziazioni, la necessità di:
Determinare un quadro di iniziative che siano in grado di contenere, dopo il 2020, l’incremento medio del riscaldamento della superficie terrestre ben al di sotto di 2°C Agire, da oggi e fino al 2020, per mitigare i rischi climatici con la contestuale assunzione – da parte dell’Italia e degli altri paesi sviluppati – di un visibile ruolo guida in conformità a quanto stabilito nel corso di COP17 (Durban 2011)
Focalizzarsi fortemente sulle politiche di adattamento e resilienza ai mutamenti climatici, con speciale riguardo alla tutela delle popolazioni povere e vulnerabiliIncludere, in un accordo per il periodo successivo al 2020, le perdite e i danni derivanti dai cambiamenti climatici, affinché gli interessi di coloro che non possono più adeguarsi a questi effetti vengano tutelati ora ed in futuro
Pianificare in modo trasparente, sia a breve sia a medio-lungo termine, le misure (anche finanziarie) necessarie alla realizzazione degli interventi climatici urgenti nei paesi in via di sviluppo.La CELI, le sue Comunità e tutti i suoi membri pregano affinché COP21 possa davvero condurre all’accordo di cui il mondo ha bisogno.

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Gue/Ngl: “Intendono abolire la Convenzione di Ginevra?”

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2015

strasburgo-parlamento-europeo. I deputati del Gue/Ngl hanno ripetutamente chiesto al Consiglio dell’UE di far fronte alle proprie responsabilità individuando una risposta umanitaria all’arrivo di uomini, donne e bambini in cerca di protezione in Europa, e smettendo di consolidare la Fortezza Europa.Il progetto di conclusioni del Consiglio, fatto trapelare da Statewatch, mostra che il Consiglio sta pianificando una serie di iniziative che violano chiaramente i diritti e gli obblighi europei e internazionali, facendo applicare le decisioni di rimpatrio con ogni mezzo, compreso un diffuso ricorso alla detenzione per chiunque non venga considerato qualificato per la protezione internazionale, e un rafforzamento dei poteri dati a FRONTEX.Il Consiglio minaccia di ritirare aiuti, accordi commerciali e accordi sui visti a quei paesi che dovessero rifiutarsi di riprendere i propri cittadini, e dà alla Commissione sei mesi di tempo per individuare soluzioni su misura per giungere a riammissioni più efficaci con i paesi terzi.Infine, il Consiglio promuove lo sviluppo di centri di detenzione nei paesi terzi colpiti dalla pressione migratoria “fino a quando non sia possibile il ritorno nel paese di origine”. La prospettiva è utilizzare questi centri come luoghi di rapido rimpatrio per chi non sia qualificato per la protezione internazionale, o sia inammissibile in paesi terzi sicuri. La Commissione si è già mossa in questa direzione, decidendo di utilizzare i fondi dell’Unione per aprire sei centri di accoglienza per rifugiati in Turchia, che attualmente fronteggia forti tensioni nella regione circostante.Marie-Christine Vergiat ha espresso grave preoccupazione per la richiesta del Consiglio di implementare l’articolo 13 dell’accordo di Cotonou relativo all’obbligo di riammettere i cittadini di paesi aderenti all’accordo, quando sappiamo che molti di questi paesi sono aree di guerra e di crisi dalle quali i rifugiati sono attualmente in fuga. Eritrea, Repubblica Centrafricana e Repubblica Democratica del Congo sono tra questi paesi.”Queste conclusioni, se adottate così come sono, costituirebbero una violazione dell’articolo 263 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, poiché produrrebbero effetti giuridici nei confronti di paesi terzi”, ha commentato Barbara Spinelli. “Il Parlamento potrebbe portarle alla Corte per violazione di un requisito procedurale essenziale e dei Trattati”, ha aggiunto, “in quanto il Parlamento non verrebbe coinvolto, in ambito di sua competenza, in decisioni vincolanti per terzi”. A proposito degli hotspot menzionati nel progetto di conclusioni del Consiglio, ha detto che “rischiano di intrappolare chi chiede protezione e di trasformarsi in centri di detenzione per i richiedenti asilo”.”Se adottato, questo progetto di conclusioni equivarrebbe all’abolizione della Convenzione di Ginevra e, di fatto, alla fine del sistema di protezione internazionale per i rifugiati, come stabilito dopo la Seconda guerra mondiale”, ha aggiunto Cornelia Ernst.

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Convenzione Università di Camerino e CSV Marche

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2015

camerino ambientamentoCAMERINO (MC) – L’Università degli Studi di Camerino e il CSV Marche (Centro servizi per il volontariato) hanno sottoscritto una convenzione al fine di migliorare la realizzazione dei rispettivi fini istituzionali, riconoscendo l’interesse comune a mantenere e sviluppare rapporti di collaborazione per lo svolgimento di iniziative e attività di formazione e ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione sociale. Tale scopo verrà perseguito attraverso l’attivazione di collaborazioni scientifiche e didattiche, la programmazione e realizzazione di percorsi formativi rivolti a studenti dell’Ateneo e a volontari delle associazioni di volontariato marchigiane, l’organizzazione di convegni e seminari, la promozione di tirocini formativi, di orientamento e di altre attività didattiche e divulgative, il riconoscimento da parte dell’Università di eventuali crediti formativi maturati dagli studenti che frequenteranno i percorsi esperienziali proposti dal CSV Marche o assegnati per specifiche attività comuni tra l’Università e il CSV.
A tal proposito, si segnala l’attivazione, presso l’università di Camerino, del Corso di Laurea triennale in Scienze sociali per gli enti non profit e la cooperazione internazionale, per cui è prevista la riduzione di un terzo delle tasse universitarie allegando una lettera di presentazione di un ente non profit. Il corso, volto alla formazione di manager qualificati per il Terzo settore, è particolarmente indicato per chi intende intraprendere un’attività professionale nel non profit, che offre molte prospettive di lavoro soprattutto in vista della riforma in via di approvazione.
Al fine di approfondire i bisogni del volontariato marchigiano e le possibili strategie per soddisfarli, il CSV Marche ha in programma, nel mese di ottobre, una serie di incontri con il volontariato e i suoi principali portatori di interesse per definire il programma di attività per il 2016.

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Convenzione tra Università di Parma e “Grupo Coimbra”, che riunisce le migliori 70 università brasiliane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2015

Un accordo volto a promuovere e rafforzare la cooperazione, la condivisione delle informazioni, il miglioramento dei programmi di ricerca e di istruzione, lo scambio di docenti, ricercatori e studenti. Questo lo spirito di fondo della parma universitàconvenzione, siglata oggi nella sede dell’Ateneo, tra l’Università di Parma e il “Grupo Coimbra de Universidades Brasileiras”, che riunisce le 70 migliori Università del Brasile.Presenti il Rettore Loris Borghi, la Pro Rettrice per l’Area Affari generali e legali con delega all’Internazionalizzazione Francesca Zanella, il Delegato del Rettore ai Rapporti con il sistema cooperativo Andrea Cilloni, coordinatore del progetto “Brics e Next11”. Il Grupo Coimbra era rappresentato dalla Direttrice esecutiva Rossana Valéria de Souza e Silva e da Miriam da Costa Oliveira, Rettrice della Universidade Federal de Ciências da Saúde de Porto Alegre (UFCSPA) e Vice Presidente del Grupo. Con loro anche il responsabile del Settore Istruzione, Scienza e Tecnologia dell’Ambasciata del Brasile a Roma Luis Felipe Czarnobai.La firma della convenzione fra l’Università di Parma e il Grupo Coimbra ha infatti aperto una “due giorni” di meeting italo-brasiliano all’Università di Parma, nel corso della quale gli ospiti brasiliani saranno accompagnati a visitare le strutture dell’Università di Parma e incontreranno docenti e membri degli organi di governo dell’Ateneo.
L’accordo siglato ha una durata quinquennale. Prevede lo sviluppo di progetti di ricerca comuni, lo sviluppo congiunto di progetti internazionali di cooperazione istituzionale, lo scambio di informazioni, documentazione e pubblicazioni scientifiche, lo scambio di docenti, ricercatori e personale tecnico, la mobilità di studenti universitari e laureati, l’organizzazione congiunta di conferenze, seminari, simposi, e altro ancora.La convenzione si aggiunge ai numerosi accordi firmati in questi anni dall’Ateneo di Parma con Università straniere, all’interno di un’intensa politica di internazionalizzazione condotta dall’Ateneo.

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Bombe a grappolo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2011

Bombs away! FILE PHOTO -- A B-1B Lancer unleas...

Image via Wikipedia

Ginevra Ora Basta Cluster: azione globale di protesta contro l’uso di bombe a grappolo . L’Italia faccia la sua parte nella necessaria presa di posizione e provvedimenti da parte degli Stati nel CCW. I Governi dovrebbero supportare la Convenzione sulle Munizioni a Grappolo creata nel 2008 e non focalizzare la loro attenzione sulla creazione di una nuova legge internazionale volta a disciplinare diversamente l’uso di questi ordigni. E’ quanto dichiara la CMC a due settimane dall’inizio di una negoziazione iniziata dalle Nazioni Unite a Ginevra.
I rappresentanti diplomatici di circa 100 Paesi si incontreranno a Ginevra dal 14 al 25 novembre 2011 per la Quarta Conferenza di revisione della Convenzione sulle Armi Convenzionali (CCW) in seno alla quale il primo punto di discussione sarà concludere una negoziazione su un nuovo protocollo che potrà permettere l’uso, la produzione , il commercio o lo stoccaggio di munizioni a grappolo. I rappresentanti delle Campagne nazionali e internazionali a supporto della Convenzione sulle munizioni a grappolo stanno concentrando la loro azione di pressione sui Governi affinché questi sostengano la Convenzione già esistente (che ricordiamo conta 111 firme e 66 ratifiche) e blocchino la creazione di una nuova legge da parte della CCW. La CMC e il movimento globale Avaaz che agisce via web hanno raccolto mezzo milione di firme tra la società civile invitando I cittadini a sostenere la protezione dei civili e contrastare l’azione della CCW.
Dei 119 paesi che hanno preso parte alla CCW , 76 hanno anche firmato la Convenzione sulle munizioni a grappolo, e quindi sono già vincolati da questa. Nonostante questo supportano la creazione del nuovo protocollo, come ad esempio Francia, Germania, Australia e Regno Unito. Il nuovo protocollo della CCW mette in pericolo quanto sancito dalla Convenzione, in quanto proporrà eccezioni, scappatoie, differimenti rispetto a quanto previsto dalla Convenzione in merito alla messa al bando, ai tempi di distruzione degli stock e alle modalità di bonifica.Nella fattispecie il nuovo protocollo proporrà:
• Un’eccezione che permetta l’uso continuato di munizioni a grappolo prodotte dopo il 1 gennaio 1980. In altre parole, il protocollo vieta solo munizioni a grappolo vecchie di più di 30 anni, e quindi di improbabile utilizzo odierno.
• una deroga che consenta l’utilizzo di munizioni a grappolo con un tasso di fallimento dell’ 1per cento o meno. Tassi di fallimento reale di munizioni a grappolo in situazioni di combattimento sono di gran lunga superiori ai tassi di fallimento dichiarati sulla base dei test condotti. L’M85 di fabbricazione israeliana utilizzata in Libano nel 2006, ad esempio, è dichiarata con tasso di fallimento inferiore all’1%, ma i dati provenienti dal campo dimostrano che il tasso di fallimento e quindi di inesplosione al suolo è stato superiore al 10%
• una deroga che permetta l’uso di munizioni a grappolo con sistemi di auto-distruzione. E’ stato rilevato però che anche le munizioni fabbricate con questo meccanismo lasciano molte sub-munizioni inesplose che costituiscono ugualmente un pericolo per i civili e inquinano i territori, contrariamente a quanto dichiarato dalle aziende produttrici.
• Un periodo di dilazione di 12 anni che consentirà agli Stati di continuare a utilizzare munizioni a grappolo che poi saranno vietate dal protocollo stesso. Il protocollo afferma di voler affrontare con “urgenza” il pericolo umanitario causato dalle munizioni a grappolo, ma di fatto consentirà agli Stati di rinviare lo stop all’utilizzo per almeno 12 anni, durante i quali gli Stati potranno tranquillamente e impunemente continuare ad utilizzare munizioni a grappolo, delle quali però si riconoscono gli inaccettabili danni umanitari.
La CMC, che ha seguito queste negoziazioni sin dall’inizio, parteciperà con una delegazione di esperti alle trattative per tutta la durata dei lavori della Conferenza di Revisione.

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Adozioni single

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2011

La Convenzione di Strasburgo del 1967, resa esecutiva in Italia nel 1974, prevede che un single possa adottare un minore. L’Italia ha normato la materia con la legge 184 del 1983, aggiornata nel 2001, dove e’ prevista si’ l’adozione per i single ma a condizioni particolari, attraverso un percorso diverso, con una adozione di serie B, revocabile, e per lo piu’ riservata a casi di bambini disabili o difficili. Inoltre e’ del 2009 la Convenzione della Commissione Europea che comprende tra i possibili adottanti i single. Dei giorni scorsi la sentenza della Cassazione e l’appello al legislatore, non il primo che arriva su questi temi del diritto di famiglia. La stessa Corte Costituzionale si e’ piu’ volte pronunciata sull’articolo 6 della legge n. 184 del 1983, segnalando  quanto i bisogni dei minori e la necessita’ di dare a questi una famiglia sia prioritario rispetto a regole, quali la differenza di eta’, che talvolta possono essere derogate se dalla mancata adozione derivi un danno grave per il minore. Se il Tribunale deve vagliare i requisiti di coloro che si propongono come adottandi, e deve anche scegliere coloro che appaiono maggiormente in grado di corrispondere alle esigenze del minore, non sembra opportuno porre ostacoli pregiudiziali, ne’ di eta’ ne’ di stato civile. L’affetto e l’amore che un genitore vuole e puo’ dare ad un figlio non puo’ essere pregiudizialmente limitato in astratto da queste barriere preventive.Come Radicali abbiamo presentato, come primi atti della legislatura, dei disegni per ampliare la possibilita’ di adottare anche a persone singole (AS 135 http://blog.donatellaporetti.it/?p=177), esattamente come e’ consentito l’istituto altrettanto delicato dell’affido. Avevamo anche sollevato con una interrogazione il caso di una cittadina italiana residente in Portogallo (http://blog.donatellaporetti.it/?p=527), in lista d’attesa come single per adottare un bambino, e in tutta risposta il sottosegretario Carlo Giovanardi ha spiegato che per ora non e’ prevista la ratifica della Convenzione, e che essendoci una fila interminabile anche per le coppie sposate…. niente da fare. Ma la risposta di Giovanardi suggeriva però che anche i single italiani possono adottare, ma solo se lo richiedono all’estero. Ma poi, quando arrivano in Italia, cosa succede? Quel figlio nel nostro Paese diventa un minore abbandonato?

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Tempi duri per la Casa di Cura “Valle Fiorita”

Posted by fidest press agency su martedì, 8 febbraio 2011

Roma  – è quanto dichiarano in una nota congiunta il Segretario Regionale Ugl Sanità Lazio Antonio Cuozzo ed il dirigente aziendale Andrea Gheri. Solo oggi – dichiara il Segretario Regionale Ugl Sanità Lazio Antonio Cuozzo –  si è appreso che il Direttore Generale dell’Ospedale S. Filippo Neri ha formalmente deciso di modificare la convenzione tra l’Ospedale e la Clinica, la quale serve un bacino di utenza molto grande (circa il 70% dei residenti nel municipio in cui la clinica risiede), e pertanto, tale decisione di riportare alcune specialità all’interno dell’Ospedale, potrebbe comportare seri disagi all’utenza innanzitutto, e a caduta anche ai lavoratori che si troverebbero nuovamente ad affrontare un futuro pieno di incertezze. Detto ciò i sindacalisti auspicano un intervento tempestivo degli Organi Regionali affinché venga fatta chiarezza su una situazione che va avanti da molti anni e che già ha prodotto nel 2009 il licenziamento di n. 33 dipendenti, altresì hanno già provveduto ad inoltrare formale richiesta di incontro presso l’Assessorato alla Salute della Regione Lazio.

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