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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘convivenza’

Cristiani d’oriente e convivenza interreligiosa

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2021

Prima di tutto, chi sono i cristiani che il Papa incontrerà? Come nel resto del Medio Oriente, la Chiesa cattolica in Iraq si articola in diversi riti, una singolarità che è frutto di un passato complesso e che ricapitoliamo in una breve bussola. La maggior parte dei fedeli appartengono oggi alle comunità caldea (di tradizione siro-orientale), siro-cattolica (di tradizione siro-occidentale) e latina. L’articolo di S.Em. il Cardinal Sako dettaglia nello specifico le tormentate vicende della Chiesa caldea, di cui è Patriarca dal 2013. Parte di quella Chiesa d’Oriente le cui radici affondano al primo secolo dell’era cristiana e protagonista nel Medio Evo di una straordinaria fioritura missionaria, che arrivò a toccare la Cina, dopo la conquista mongola questa Chiesa fu costretta a ripiegare nella regione dell’Alta Mesopotamia, in particolare nella Piana di Ninive, che il Papa visiterà il 7 marzo. Vittime del primo genocidio del XX secolo, il dimenticato Sayfo, le chiese siriache e caldee sono state di nuovo aggredite da ISIS durante gli anni terribili del “califfato”, come racconta Maria Laura Conte in un reportage realizzato nel vivo della tragedia. Si sa che la furia di ISIS, dopo aver compiuto una pulizia religiosa, si era accanita anche contro i segni che a Mosul testimoniavano di un’autentica “simbiosi cristiano-musulmana”: proprio per questo sono particolarmente preziose le immagini di un patrimonio in gran parte perduto raccolte da Amir Harrak. Se il processo di ricostruzione degli edifici è in corso, molto più faticoso è riedificare l’umano e sanare le ferite inferte dal nuovo genocidio.
Ne parla l’Arcivescovo caldeo di Mosul, per cui la priorità è insieme salvare gli esseri umani e la loro cultura. Ma questo non potrà avvenire, ricorda la studiosa irachena Amal Marogy attingendo alla sua memoria familiare, senza perdono, perché «la via della giustizia riparativa è la via biblica per eccellenza» e coinvolge tutti i cristiani senza distinzioni. Anzi, questo “ecumenismo del sangue”, secondo l’espressione cara a Papa Francesco, è fondamentale per il cammino ecumenico con le chiese ortodosse orientali e le comunità evangeliche. La dimensione del martirio, peraltro, sarà presente fin da subito nel viaggio papale: il primo giorno infatti si concluderà con un momento di preghiera presso la cattedrale siro-cattolica di Nostra Signora della Salvezza a Baghdad, teatro nel 2010 di un feroce massacro di al-Qaeda, a ricordare che le piaghe del jihadismo e del fanatismo religioso precedono l’avvento di ISIS. I 48 cristiani morti durante l’attacco, tra cui un bambino ancora non nato e uno di tre mesi, sono stati proclamati servi di Dio nell’ottobre 2020 dopo la conclusione della fase diocesana del processo di canonizzazione. (fonte:Fondazione Oasis)

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Erdogan: Rojc (Pd), parole come pietre scagliate contro convivenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

“Le parole del presidente Erdogan sono pietre scagliate contro la convivenza e la civiltà, insulti al sistema delle libertà democratiche e dell’individuo che per noi sono preziose e che invece sono sempre più conculcate in Turchia. Non saranno queste parole a intimidire il continente che ha conosciuto davvero la Shoah e ha vinto l’ideologia dell’odio che l’ha ispirata”. Così la senatrice Tatjana Rojc (Pd) reagisce agli attacchi del presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

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Sclerosi Multipla: favorire l’adattamento e la convivenza con la patologia attraverso la Digital Technology

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico, annuncia la V edizione del Premio Innovazione Digitale nella Sclerosi Multipla (già Premio Merck in Neurologia), che ha ottenuto, anche quest’anno, il patrocinio della Società Italiana di Neurologia (SIN).A partire da oggi e fino a mercoledì 19 ottobre, potranno partecipare al Bando Enti Universitari e Ospedalieri, pubblici o privati, IRCCS pubblici o privati e Organizzazioni senza scopo di lucro aventi sede nel territorio italiano. I partecipanti potranno presentare fino ad un massimo di 2 progetti ciascuno, che abbiano come obiettivo principale quello di favorire l’adattamento e la convivenza con la patologia attraverso la Digital Technology.La SM è una patologia particolarmente complessa, caratterizzata generalmente da un decorso cronico e progressivamente invalidante, che può interferire pesantemente con il lavoro, il tempo libero e i normali compiti quotidiani, condizionando – in modo significativo – la qualità di vita dal punto di vista fisico e psicologico. Da non sottovalutare proprio l’impatto psicologico: per le persone con SM può diventare più complicato, ad esempio, prendere parte a semplici serate con amici, andare a concerti o al cinema. Queste difficoltà impattano negativamente sull’umore comportando spesso un rischio di isolamento e solitudine.
“Spesso il paziente si vede costretto a riprogrammare la propria vita a causa della variabilità clinica e dell’imprevedibilità del decorso della SM – dichiara il Prof. Gioacchino Tedeschi, Presidente della Società Italiana di Neurologia. Sostenere le persone con SM nella gestione delle proprie attività diventa, quindi, di fondamentale importanza: la tecnologia nelle sue varie declinazioni, può assumere un ruolo basilare di supporto nel miglioramento della qualità di vita delle persone con Sclerosi Multipla e anche di coloro che se ne prendono cura. Sostenere la ricerca nella sua globalità anche in soccorso dei pazienti è uno dei principali obiettivi della Società Italiana di Neurologia, per questo motivo, abbiamo concesso, anche quest’anno, il patrocinio a questa iniziativa così utile ed interessante”.Anche in questa edizione Merck mette in palio 2 premi da € 40.000 ciascuno che verranno assegnati ai due migliori progetti in base alla graduatoria definita dalla Commissione giudicatrice.I progetti potranno coinvolgere diverse figure professionali interessate alla gestione della persona con SM in qualsiasi ambito e dovranno prevedere l’utilizzo di soluzioni tecnologiche innovative, come ad esempio software di supporto alla persona con SM (anche in specifiche fasi della vita), programmi per la gestione delle difficoltà connesse all’attività fisica, dispositivi mobili e wireless con o senza sensori indossabili (mobile health). Potranno essere valutati, inoltre, progetti che prevedano l’attivazione di percorsi preferenziali che riducano in maniera significativa il forte impatto della patologia sulla vita quotidiana delle persone con SM, sempre attraverso l’utilizzo di soluzioni tecnologiche innovative.

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Quale etica per il Terzo Millennio? Convivenza o conflitto?

Posted by fidest press agency su sabato, 16 novembre 2019

Roma 22 e il 23 novembre prossimi Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4. È l’interrogativo che vuole affrontare il VII Convegno del Seminario “Giuseppe Vedovato”, organizzato dalla Pontificia Università Gregoriana. «La domanda non è retorica», spiega il gesuita camerunense Jaquineau Azetsop, decano della Facoltà di Scienze Sociali della Gregoriana. «Anche il conflitto è un’opportunità, e non va necessariamente percepito come negativo, poiché può generare nuove dinamiche e nuove proposte per strutturare la vita sociale tenendo conto delle fonti del malessere sociale. Una proposta credibile in favore della convivenza deve assumere anche tali processi conflittuali. Li vediamo accadere ovunque nel mondo, e in modo particolare in Europa».
La mattina di venerdì 22 novembre, la prima sessione del convegno «Etica della convivenza o etica del conflitto» sarà introdotta da P. Franco Imoda, S.I. già Presidente AVEPRO e già Rettore della Pontificia Università Gregoriana. Interverranno il Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Roma, Dott.ssa Simonetta Matone («L’etica e il diritto, sfide e prospettive»); il filosofo della Pontificia Università Gregoriana, João Vila Chã S.J. («Il populismo e l’etica in democrazia»); il professore Flavio Felice dell’Università degli Studi di Molise («La democrazia come processo d’inclusione?»). Chiuderà questa prima parte la relazione di Mons. Bruno Marie Duffé, Segretario Dicastero per la promozione dello Sviluppo umano integrale, sulle radici antropologiche della convivenza.
Il pomeriggio, moderato dal Dott. Giulio Pecora (Giornalista, Co-fondatore Euromed Media Network), calerà l’indagine in contesti specifici quali le migrazioni (P. Camillo Ripamonti S.J., Direttore del Centro Astalli); lo sviluppo economico (P. Fernando de la Iglesia Viguiristi S.J., Pontificia Università Gregoriana), la politica dell’esclusione (Dott.ssa Klodiana Ĉuka, Presidente INTEGRA Onlus) e la diplomazia della salute (Prof. Giuseppe Ippolito, Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”).
Nella mattina di sabato 23 novembre, presieduta dalla Prof.ssa Mariapia Garavaglia (Vice Presidente del Comitato Nazionale di Bioetica), si affronteranno invece i processi di umanizzazione in medicina (Prof. Enrico Garaci, già Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e del Consiglio Nazionale delle Ricerche), l’educazione alla vita (Prof.ssa Marina D’Amato, Università Roma Tre) e la cultura della mediazione (S. E. George Johannes, Ambasciatore della Repubblica del Sud Africa presso la Santa Sede).Giunto alla VII edizione, il Seminario “Giuseppe Vedovato” promuove la passione per l’Europa e l’impegno del senatore Vedovato (1912-2012) nel campo dell’etica nelle relazioni internazionali. (www.unigre.it)

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Famiglia, convivenza, eterosessuali e omosessuali

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 marzo 2012

Notizie che potrebbero essere contrastanti. Il Censis ci informa che “il senso della famiglia” e’ il valore piu’ importante per gli italiani, che sono diminuite le coppie coniugate con figli, mentre sono aumentate quelle non sposate, sempre con figli. Evidentemente il legame stretto tra famiglia e matrimonio non regge piu’. Salta uno dei cardini di chi sosteneva che per avere una famiglia occorreva sposarsi. Il matrimonio e’ un contratto, la famiglia e’ un insieme di individui, e questa considerazione fa sempre piu’ parte del modo di sentire degli italiani. Il Parlamento europeo invita a regolamentare l’unione tra persone dello stesso sesso. Si dira’ che la famiglia e’ composta da persone di sesso diverso finalizzata alla procreazione. Facile rispondere che per procreare non occorre essere sposati ne’ costituire una famiglia. La famiglia e’ un fatto naturale, obiettera’ qualcuno. Non e’ cosi’. La famiglia non e’ ne’ un fatto naturale ne’ universale, poiche’ se cosi’ fosse la sua definizione non dovrebbe variare nel tempo e nello spazio: la certezza dell’istituzione famiglia, cioe’ dell’insieme di un uomo di una donna e dei relativi figli, formalizzata dal matrimonio, dovrebbe essere condivisa da tutto il gruppo umano come legge di natura che escluda la possibilita’ che ve ne siano altre. Gli studi effettuati su diverse popolazioni, nella meta’ del secolo scorso, dimostrarono il contrario. Insomma, niente e’ naturale, necessario, biologicamente fondato nell’istituzione familiare. La famiglia e’ un fatto culturale non naturale ma qualcuno vuol farci credere diversamente. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Europride al Papa: Basta condanne alle famiglie di fatto

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2011

Roma l’11 giugno prossimo per Europride, manifestazione dell’orgoglio e della visibilità gay, lesbica e trans europea, ma anche della visibilità dei diritti di tutte le convivenze e le coppie di fatto.
Ieri il papa in visita in Croazia ha ribadito il suo “no” a convivenze e coppie di fatto che assolutizzerebbero “una libertà senza impegno per la verità [che] coltiva come ideale il benessere individuale attraverso il consumo di beni materiali ed esperienze effimere, trascurando la qualità delle relazioni con le persone e i valori umani più profondi”. Oltre che incomprensibile e falso il suo discorso è al di fuori dalla realtà. Milioni di coppie di fatto in Europa, etero o gay, costituiscono famiglie in cui la condivisione di impegni, sentimenti, affetti, gioie e dolori caratterizza una quotidianità stabile e capace di generare futuro”. (fonte: Il Comitato Roma Europride – Circolo Mario Mieli, Arcigay, Agedo, Mit, Famiglie Arcobaleno)

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Referendum del 12 e 13 giugno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

Cenni (Pd): “Quattro si per la democrazia” Il Pd in questi giorni sta discutendo nei circoli del territorio, illustrando i quesiti, invitando alla mobilitazione e spiegando le ragioni affinchè si votino quattro Si convinti. “Il Referendum è un importante istituto democratico che spinge i cittadini ad interrogarsi su temi che riguardano la nostra convivenza ed importanti scelte politiche del nostro Paese. Per questa ragione ritengo che vada combattuto ogni tentativo di scippo. Il Pd anche in queste ore è al lavoro e ha depositato una memoria presso la Corte di Cassazione sul nucleare, affinchè il 12 e 13 giugno le schede siano quattro. Di fronte a chi banalizza, all’arroganza e allo spregio delle più elementari regole democratiche bisogna mantenere alta l’attenzione e continuare la campagna referendaria. Il 12 e il 13 giugno diciamo quattro si, non lasciamoci scippare il diritto di esprimere le nostre idee su questioni, come l’acqua, il nucleare e la giustizia, così importanti per il futuro organizzativo della nostra società”. E’ l’appello di Susanna Cenni, parlamentare del Pd, in vista del referendum del 12 e 13 giugno. “Proprio in questi giorni – continua Cenni – abbiamo la conferma della importante scelta della Germania, che investe sul suo futuro e dopo aver intrapreso da oltre 10 anni un grande investimento sulle rinnovabili, annuncia la dismissione dei suoi reattori nucleari. Da noi siamo al paradosso: si blocca la strada delle rinnovabili, si balbetta sul nucleare e si tenta lo scippo referendario. E’ chiaro che l’obiettivo del Governo è di far saltare il quorum, sia per proteggere gli interessi delle lobby economiche che vogliono mettere le mani sul futuro energetico del nostro Paese e su un bene comune come l’acqua, ma soprattutto per salvare, ancora una volta, Berlusconi dai suoi guai giudiziari, non permettendo ai cittadini di esprimersi sull’altro tema oggetto della consultazione, il legittimo impedimento”.
Un No chiaro e netto al nucleare. “Sul settore dell’energia – prosegue Cenni -manca da parte del Governo un progetto complessivo. Al contrario, ci troviamo di fronte ad un quadro poco chiaro dal punto di vista della spesa e dei tempi previsti per la realizzazione delle quattro centrali. Per un ciclo completo di una centrale occorrono: dai 3 ai 5 anni per l’individuazione dei siti permessi, dai 7 ai 10 anni per la costruzione della centrale. Servono, inoltre, dai 40 ai 60 anni, salvo incovenienti, come periodo di funzionamento, oltre a un tempo di attesa per lo smaltimento che va dai 50 ai 100 anni.
Due Sì per l’acqua pubblica. “La privatizzazione delle risorse idriche – dice Cenni– è un altro attacco sferrato dal Governo ai diritti dei cittadini.
Un Sì affinché la giustizia sia davvero uguale per tutti. “E’ chiaro a tutti – conclude Cenni – che il governo cerca di sabotare il quesito sul nucleare per evitare che una partecipazione massiccia, magari sull’onda emotiva dei fatti di Fukushima, porti al quorum anche sul legittimo impedimento. Un trucco per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dai processi e dalle vicende giudiziarie che coinvolgono Berlusconi e garantirgli l’impunità.

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Antisemitismo e islamofobia tra ostilità e convivenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 Maggio 2011

Roma, Camera deputati, Sala del Mappamondo lunedì 16 maggio 2011 ore 16.00 Presentazione della ricerca a cura del Comitato “Passatopresente” Interverranno: Rosy Bindi, Luigi Manconi, Saul Meghnagi, Adriano Prosperi, Claudio Vercelli, Tobia Zevi Sarà presente il Presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini

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Il caso Ruby continua a far discutere

Posted by fidest press agency su sabato, 30 ottobre 2010

“Non viveva con me, non era mia amica e non abbiamo conoscenze in comune”. Cosi’ Katia Pasquino parla di Ruby, la giovane marocchina che ha raccontato di aver partecipato ad alcune feste ad Arcore, narrazione che ha coinvolto anche Emilio Fede, iscritto nel registro degli indagati per l’ipotesi di favoreggiamento della prostituzione, al pari dell’impresario tv Lele Mora e della consigliere regionale lombarda pdl Nicole Minetti. Katia è provata dopo l’articolo su Libero che la ritrae in abiti succinti e sottolinea la sua convivenza con la ragazza coinvolta nella bufera di Arcore.
In un’intervista in esclusiva al Clandestinoweb Katia a chiare lettere dice “faccio la cubista”, ma aggiunge con voce tremante “ma non sono come lei, i miei amici sono persone serie, studiano, lavorano, e se riuscissi a trovare un lavoro con la L maiuscola smetterei di fare la ballerina”.
Katia è indignata. E’ rimasta di sasso nel vedere le foto che, a corredo di un articolo, la ritraggono su Libero: “mi fanno sembrare quella che non sono” dice allarmata, “e mi accomunano a Ruby, collegandomi a tutto ci che sta accadendo. Ma io non c’entro con questa storia, il mio unico sbaglio è stato ospitarla solo per qualche giorno a casa mia”. E in quei giorni la verità è venuta fuori. Katia si è vista sparire da casa dei soldi, degli oggetti e persino un cellulare. E quando si è recata in commissariato per sporgere denuncia per furto… la sorpresa: la sua ex-ospite è minorenne e non si chiama Ruby. “Diceva di avere una madre cantante e un padre manager che non vedeva mai e di essere senza casa, per questo si appoggiava ora da me, ora da altri amici” continua Katia, “ma adesso non so più se è la verità, perchè di bugie ne ha racontate tantissime”.
E tra le tante cose che Ruby ha detto a Katia, c’è anche la rivelazione: “Mi ha raccontato che Silvio la manteneva”. Ma Katia dice di non conoscere Berlusconi. E di non aver mai visto Emilio Fede. Discorso diverso per Lele Mora: “Si’, lavoro per Lele. Per me è un padre e mi ha sempre dato dei consigli”. E Lele Mora è una delle persone a cui ha intenzione di rivolgersi Katia dopo lo sfratto subito in seguito ai mancati pagamenti dell’affitto, mancati pagamenti che sono la diretta conseguenza del furto effettuato da Ruby. Insomma, Mora a parte, Katia ribadisce di essere estranea a ci che accadeva tra le mura di Arcore, “del resto – continua Katia – se avessi davvero conosciuto Berlusconi mi sarei fatta trovare un lavoro e avrei finalmente abbandonato quello di ballerina. Tra le varie cose c’è anche che oggi non so se molte affermazioni sono vere o no, come il fatto che sosteneva che Berlusconi la mantenesse. C’è da domandarsi perchè, se mantenuta dal premier, rubava a me. Ruby di balle ne ha raccontate talmente tante da non distinguere più il vero dal falso. La cosa che a me interessa è che il fatto di essere una bella ragazza e fare la cubista non autorizza nessuno a pensare che sia lecito credere di me ci che oggettivamente il comportamento di Ruby permette di far pensare”. (di Miriam Giangiacomo da intervista esclusiva al giornale online Clandestinoweb)

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Musulmani e Cristiani in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2010

Loppiano 31 ottobre 2010, ore 10.00 – 17.00 Auditorium (Incisa in Val d’Arno – FI)  Una giornata nazionale di dialogo tra cristiani e musulmani  promossa dal Movimento dei Focolari e Comunità Islamiche d’Italia  per mostrare la possibile convivenza e integrazione, in risposta a paura e sospetto, intolleranza  e difesa radicalizzata delle identità, che percorrono le nostre città.  In varie parti della Penisola, infatti – a Trento, Bolzano, Verona, Treviso, Venezia, Padova, Trieste, Rovigo, Torino, Milano, Genova, Parma, Reggio Emilia, Ravenna, Firenze, Roma, Teramo per citare le principali – sono in atto da anni iniziative di collaborazione e di integrazione sul territorio ispirate dal desiderio di andare incontro all’altro, come la Regola d’oro propone.
La giornata del 31 ottobre, in sintonia con la giornata dell’amicizia islamo-cristiana che si celebra in Italia il 27 ottobre, vuole essere un’occasione per cristiani e musulmani di vivere concretamente insieme e approfondire alcune dimensioni del dialogo interreligioso alla luce della spiritualità di comunione di Chiara Lubich.
Il programma, preparato da un comitato composto da cristiani e musulmani, aprirà alle ore 10.00 con un coro di giovani di entrambe le religioni. Successivamente si ascolteranno letture e commenti di passi del Corano e del Vangelo. Verrà ripercorso lo sviluppo del dialogo in Italia e proposta una video-conversazione di Chiara Lubich, appassionata apripista del dialogo interreligioso, tenuta a Washington nel 2000 su “Una spiritualità dell’unità per una convivenza armoniosa della famiglia umana”. Contributi artistici, momenti di preghiera distinti, testimonianze di gruppi misti, di alcune città, saranno arricchiti dalla tavola rotonda “Le sfide del dialogo” coordinata da Shahrzad Houshmand (teologa iraniana), a cui interverranno Adnane Mokrani (teologo musulmano docente alla Pontificia Università Gregoriana) Kamel Layachi (Imam delle Comunità islamiche del Veneto), Judith Polivus (vicepreside Istituto universitario Sophia) e Roberto Catalano (Centro del dialogo interreligioso dei Focolari). I bambini avranno un programma a parte, con giochi, canti, e filmati. Si prevede la partecipazione di autorità  civili e religiose.

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Razzismo e sport

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2010

Le Nazioni Unite celebrano domenica 21 Marzo 2010, la Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale. Il tema di quest’anno è il rapporto tra il razzismo e lo sport. L’UNIPAX da sempre è attivamente impegnata per garantire e promuovere la pace e il rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e dei popoli. Per questa ragione ha istituito al proprio interno Dipartimenti specializzati per mezzo dei quali raccogliere e diffondere informazioni, ricerche e soprattutto idee-progetto sui grandi problemi che assillano l’umanita’: uno strumento ideale per cercare insieme agli “operatori di pace” di tutto il mondo nuove soluzioni per i grandi problemi e nuove regole di civile convivenza per il “villaggio globale” del terzo millennio”.  In particolare UNIPAX ha costituito un apposito Dipartimento, il Dipartimento Sport per la Pace, riconoscendo proprio allo sport la funzione  di strumento di educazione civica e di educazione al rispetto di se stessi e degli altri, oltrechè di strumento di incontro e di civile convivenza tra le genti e quindi di pace. Per questi motivi lo sport puó essere particolarmente efficace nell’infondere soprattutto nei bambini e nei giovani valori universali come il rispetto e la tolleranza e può pertanto costituire un’arma formidabile per combattere  contro la discriminazione ed il razzismo.  Consultando il sito http://www.unipaxservices.org alla voce Forum mondiale è possibile accedere alla Stanze Tematiche per scaricare la documentazione completa sulle iniziative e i progetti di UNIPAX.

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Tutta colpa degli uomini

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2010

Roma dal 16 febbraio al 7 marzo 2010 Teatro De’ Servi – Via del Mortaro, 22. Giunge per la prima volta sul palcoscenico romano del Teatro De’ Servi  “Tutta colpa degli uomini” la brillante commedia  firmata e diretta da Francesco Brandi interpretata da Margot Sikabony, Angelo Colosimo, Federico Palombarini, Silvia Paoli, Roberto Turchetta e Marianna Valentino.Cosa succede quando Cecilia si trova alla prese con il compleanno dei suoi trent’anni? Quel momento della vita che quando era piccola si immaginava con un marito meraviglioso, tre bambini e un cane… oggi lo passa da single (ancora!!!), in una deprimente situazione di precariato lavorativo, con un ottimisticamente definito “fidanzato” che continua a rimandare convivenza e responsabilità, con un fratello debosciato abbandonato sull’altare, e la sua inseparabile amica Laura, eterosessuale fino a un minuto prima, che si dichiara perdutamente innamorata di lei? “Tutta colpa degli uomini” è una tragedia buffa dove tre giovani donne si arrabattano comicamente alla ricerca di un equilibrio sentimentale che non trovano, di un punto di riferimento esistenziale che manca, o se non manca è comunque il meno convincente dei compromessi, quello che non basta mai per sentirsi veramente felici. Cecilia cerca le sue risposte ai continui fallimenti amorosi nella saggistica psicological-trash, Laura in fuga totale dagli uomini prova a inventarsi un’improvvisata omosessualità, Martina provoca continui shock emotivi al futuro sposo per testare se si stia sposando per amore o per inerzia. Tre donne insoddisfatte, vittime e carnefici dei propri uomini, cui attribuiscono ovviamente qualsiasi tipo di colpa, ma teneramente e disperatamente innamorate dell’amore cui sono pronte a sacrificare tutto purché dia loro un segno miracoloso della sua esistenza e le “porti via”.

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Convivenza senza regole

Posted by fidest press agency su domenica, 10 gennaio 2010

Non immaginavo che le tensioni di questi giorni a Rosarno tra immigrati e autoctoni portasse un coinvolgimento tanto intenso tra i lettori con le loro lettere al direttore e più in generale dell’opinione pubblica nazionale. In paese si spara, si ferisce, si usano le spranghe, si distrugge la proprietà privata, si inveisce da una parte all’altra dei rispettivi schieramenti. I poliziotti stanno nel mezzo e rischiano grosso perché tutti gli occhi sono puntati su di loro ed è solo una fortunata combinazione che da qualche parte non ci sia scappato il morto. Come cronisti possiamo raccontare i fatti, raccogliere le dichiarazioni, spesso concitate, degli immigrati e dei residenti di Rosarno. Qualcuno mostra delle ferite, altri raccontano la loro avventura uscendo dalla macchina e circondati da una folla vociante e spintonato. Se poi il cronista si azzarda a fare qualche osservazione rischia, inevitabilmente, o d’essere equivocato o tacciato esplicitamente di partigianeria. Lo vogliono o da una o dall’altra parte e non manca chi finisce con il marchiarlo politicamente. Come dire: il centro destra difende il popolo di Rosarno e il centro sinistra gli immigrati. Non è esatto, ovviamente, ma gli animi esagitati lasciano solo intravedere l’animosità e non la ragione, l’impulso e non la riflessione. Qualcuno mi faceva osservare che quanto è accaduto a Rosarno è solo la punta di un iceberg. Qui non si tratta solo di immigrati. Gli animi sono esagitati perché manca il lavoro, perché le paghe sono modeste, si è costretti a lavorare in nero, perché la povertà si sta dilatando e i giovani sono insofferenti ad una vita che in prospettiva si presenta solo con un lavoro da precari, se va bene. A questo punto il forestiero diventa la vittima sacrificale di un disagio sociale che andrebbe ricercato altrove. E’ il primo anello debole che in un momento di crisi è più facile spezzare. Ma vi è anche, se non soprattutto, un altro motivo. Esiste una macroscopica contraddizione. L’Italia è il paese che ha tantissime regole ma ben pochi che le fanno rispettare e se i rigori della legge arrivano c’è da gridare all’ingiustizia poiché sono i più sfortunati a subirne gli effetti sulla massa degli inadempienti, ma per lo più si evade con processi che durano una vita, che sono costosi, con le amnistie o i condoni conclamati o praticati in sordina. Perché, ci chiediamo, non cambiamo il nostro rapporto con la gente affrontando i problemi reali e non quelli virtuali delle segreterie dei partiti sulla mielina delle candidature e della riforma costituzionale? Di certo sono anch’essi importanti ma i tempi richiedono altre priorità. Non scivoliamo sul piano inclinato reso vischioso di un paese che trasforma l’eccesso di regole in un eccesso di abusi. Rischiamo d’arrivare in un punto di non ritorno. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Porfidia: Bersani, se ci sei batti un colpo

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2009

“Ora Bersani ci sveli il nuovo volto del PD uscito dalle recenti primarie, e ci dica che tipo di opposizione intende promuovere. ”Lo afferma in una nota l’on. Americo Porfidia in merito all’invito lanciato da Idv e Prc al Pd a partecipare alla manifestazione contro il governo indetta per il 5 dicembre prossimo. “ Noi crediamo che questo governo rappresenti un grave male per tutto il paese sotto tutti i punti di vista, economico, sociale, culturale. L’opposizione non può più permettersi uno stato di comoda convivenza con questo governo. La manifestazione indetta per il 5 dicembre dirà basta; un no secco, senza se e senza ma al governo Berlusconi. Bersani e il Pd sono chiamati a scegliere tra fare un’opposizione vera o continuare a sostenere indirettamente la legittimità dell’attuale governo. Bersani, se ci sei batti un colpo.”

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Violenza maschile sulle donne

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2009

Roma, sabato 28 novembre 2009  Piazza della Repubblica, ore 14 manifestazione contro la violenza maschile sulle donne, per la libertà di scelta sessuale e di identità di genere. Per la civiltà della relazione tra i sessi. Per una informazione libera e non sessista. Contro lo sfruttamento del corpo delle donne a fini politici ed economici. Per una responsabilità condivisa di uomini e donne verso bambine/i, anziane/i e malate/i, nel privato come nel pubblico. Contro ogni forma di discriminazione e razzismo, per una scuola che educhi alla convivenza civile tra i sessi e le culture diverse.

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Convivenza tra anziani

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2009

Arriva dal nord Europa la tendenza che promette di diventare la miglior medicina contro la depressione e la solitudine della terza età. Quella cioè di condividere un appartamento con dei coetanei. I vantaggi sono molti, dalla compagnia, all’assistenza in caso di bisogno, all’abbattimento dei costi di mantenimento, fino alla rinuncia alla sistemazione in una casa di cura, domicilio spesso obbligato e mai gradito fino in fondo. Proprio in Francia negli ultimi mesi sono nati molti siti internet dedicati a chi cerca dei coinquilini in età da pensione. “Dopo la morte di mio padre – ha spiegato Marc Mairet, fondatore del sito Le Grand Partage – ho cercato a lungo una sistemazione per mia madre. Non potevo permettere che vivesse da sola e l’unica soluzione era quella della casa di cura. Le liste d’attesa erano molto lunghe e le tariffe scoraggianti. Oggi mia madre divide un appartamento in pieno centro a Lione con una donna di 75 anni”. Fonte: cronacaeattualita.blogosfere.it

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Assicurazioni: Aree meridionali considerate “a rischio”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2009

L’Italia è ancora un Paese che procede troppo lentamente verso la parità di trattamento nella erogazione dei servizi di pubblica utilità.  A questa asimmetria sociale, da sempre penalizzante per i cittadini che vivono e lavorano nelle aree meridionali, non sfugge il servizio assicurativo, affrontato dalle compagnie in chiave di emergenza permanente. “Il Sindacato Nazionale Agenti non intende assistere passivamente al tentativo di criminalizzare tutti i consumatori meridionali, la grande maggioranza dei quali adotta in assicurazione, così come nella vita quotidiana, comportamenti rispettosi delle regole che costituiscono le radici della civile convivenza”, afferma Enzo Gatto componente dell’Esecutivo Nazionale Sna e responsabile della Commissione Area Mezzogiorno.  “Il comportamento delle Compagnie – aggiunge Gatto – rischia infatti di provocare un aumento della sinistrosità falsa, dovuta all’aumento del parco circolante scoperto di assicurazione e alla diffusione di contrassegni falsi, con la conseguenza che Regioni come Puglia, Campania, Calabria, Basilicata, Sicilia, potrebbero essere presto considerate zone “off limits”.  Anche a questo scopo è stato istituito il gruppo di lavoro pilota denominato “agenzia campana” che sarà presto replicato nelle altre Regioni del Mezzogiorno, affinché agenzie, per così dire gemelle, possano adottare analoghe metodologie di lavoro allo scopo di individuare le problematiche territoriali comuni e di ricercare soluzioni efficaci, nel breve – medio termine, per la soluzione delle esigenze più urgenti e significative.  Tutto ciò nell’ottica di migliorare il servizio prestato alle famiglie, alle professioni, alle imprese e di aumentare la concorrenza in un mercato asfittico, come quello italiano, nel quale i dieci maggiori gruppi assicurativi controllano l’87% della raccolta.  “Ma anche il mondo politico deve fare la sua parte – conclude Gatto – e l’Esecutivo Nazionale farà pressione sul Governo affinché adotti provvedimenti virtuosi come la de-tassazione dei premi assicurativi pagati dai consumatori meridionali e degli utili conseguiti dalle compagnie che intendono sviluppare nel Sud d’Italia. Questo provvedimento innovativo ad elevato impatto sociale, potrebbe rivelarsi capace di conseguire il superamento, duraturo nel tempo, delle tante problematiche evidenziate”.

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Narrar Imágenes/Dibujar Historias

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2009

Roma dal 19 giugno al 31 luglio 2008 e il 18 giugno alle 21 (inaugurazione) Piazza San Pietro in Montorio 3, Sala Espositiva della Reale Accademia di Spagna Becarios 2008/2009  L’intenzione della curatrice della mostra, Estrella de Diego, è di proporre i progetti dei borsisti come una riflessione collettiva sul dialogo tra diverse strategie di racconto della realtà, ispirata all’Atlas Mnemosyne di Aby Warburg. Una riflessione nella quale ciascuno ha potenziato la sua personale proposta attraverso la convivenza tra modalità di lettura differenti e ha dovuto confrontare il proprio lavoro con quello degli altri, modificandolo, rompendo le barriere tra teoria e prassi, oggi radicalmente diluite e obsolete, provando insomma a sovvertire i ruoli tradizionali di artisti e critici: narrando immagini, disegnando storie.  Una riflessione sulla “esperienza ROMA” che traccia una mappa della città utilizzando i più diversi strumenti: la videoarte, la fotografia, le installazioni, la musica, le incisioni, l’arte digitale e il design, l’architettura, la teoria e la storia dell’arte, l’archeologia e il restauro.  E che ha trasformato l’Accademia in una sala espositiva espansa, in quel luogo di scambio di idee che l’istituzione persegue dalla sua nascita. Basta passeggiare per il chiostro per scoprire sorprese e giochi imprevisti.   In mostra le opere e i progetti di Ingrid María Buchwald Eguía, Ruth Hernández Rodríguez, Manuel Saiz, Toni Tena e Jaume Simo Sabater i Garau (Arti visive), Fernando Fernández Maquieira (Fotografia), Iñaqui Carnicero Alonso e Héctor Fernández Elorza (Architettura), Iñaqui Estrada Torío  (Musica e Musicologia), María Aguado Molina, Nùria Deu Ferrer e Iván Fumadó Ortega (Archeologia), Valle Blasco Pérez e Jesús Delgado González (Restauro), Horacio Fernández Martínez e José Daniel Lesmes González (Teoria, Analisi e Critica dei Beni Culturali), Ana Ara Fernández, Santiago Arroyo Esteban, Pilar Díez del Corral Corredoira, Raquel Gallego García e Álvaro Pascual Chenel (Storia dell’Arte).
Estrella de Diego: curatrice e scrittrice di fama internazionale, docente di storia dell’arte contemporanea dell’Università Complutense di Madrid e già commissario per il Padiglione Spagnolo alla 49a Biennale di Venezia.  In occasione della fine del soggiorno dei borsisti la Reale Accademia di Spagna ha organizzato inoltre dal 16 al 20 giugno una settimana densa di appuntamenti ed attività culturali (in allegato il programma completo).

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L’opinione di Raffaello Morelli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2009

L’on. Castagnetti ( importante esponente prima della DC, poi della Margherita ed ora del Partito Democratico ) ha dichiarato :” noi abbiamo due appartenenze, una alla Chiesa, una alla politica. Per me, come per Franceschini, per tutti noi cattolici, insomma, il vero “capo” è lui: il Papa.” Questa dichiarazione virgolettata attribuita all’on. Castagnetti dal primo quotidiano nazionale centra il cuore del problema, decisivo per l’Italia, del rapporto tra politica e religione. E non conta neppure se l’attribuzione è puntuale oppure no. Se non lo fosse potrebbe essere prontamente smentita, ma anche in tal caso, a parte il suo vero autore, compendierebbe con grande efficacia il vero nodo tuttora non sciolto del confronto politico italiano. Ciò che rende così diversa ed irrigidita la politica italiana rispetto a quella dei grandi paesi occidentali, non è affatto il rapporto tra livello di religiosità e istituzioni ( almeno negli Stati Uniti i credenti sono assai più numerosi e praticanti che da noi). E’ la circostanza che da noi molti credenti ( che soprattutto sono cattolici perché cattolico è il credo largamente più numeroso ) non sono stati ancora capaci di sciogliere il nodo del loro personale rapporto tra le proprie convinzioni religiose e le regole che presiedono alla convivenza con gli altri. Da un secolo e mezzo ( con conferme sia nell’esperienza applicata sia nella progressiva accettazione da parte di altre culture) , la cultura liberale ha indicato come strada maestra del vivere insieme la separazione dei ruoli, quello istituzionale dello Stato che regola la convivenza democratica e quello religioso della Chiesa cui lo Stato garantisce ogni espressione pubblica delle credenze individuali. Di fatto, tuttavia, in Italia la cultura della separazione è sempre più apertamente contestata e comunque mal sopportata da quei cittadini che, pur non appartenendo ad ordini ecclesiali,
vorrebbero, per spirito cortigiano, imporre nella convivenza comportamenti comunitari. Innanzitutto una identità religiosa univoca ove le diversità non sono ammesse ( o se ammesse, solo con uno statuto speciale che le rinchiude in una sorta di ghetto ). Di conseguenza, nel discutere le regole che lo Stato è chiamato di volta in volta a stabilire, il confronto e il dibattito politici non si svolgono sulle culture, sulle idee e sulle proposte civili che consentano una convivenza il più possibile rispettosa della libertà dei cittadini membri. Il tentativo è modellare le istituzioni pubbliche sulla fede religiosa che i cortigiani dichiarano prevalente. Per raggiungere il loro scopo, i cortigiani ricorrono spesso anche a totali falsità, come quando sostengono che in Italia sarebbe in pericolo la libertà di religione. Ma a parte queste assurdità che trovano udienza solo in piccole cerchie di tifosi e non nel grosso dell’opinione pubblica, i cortigiani riescono a diffondere una grave confusione concettuale anche in personaggi politici di primo piano. Specie in un paese come il nostro, in cui è forte l’abitudine ad essere formalmente ecumenici e a nascondere le differenze dietro i miti del conformismo e dell’unità in modo da impedire la libertà individuale dei cittadini. E così , anche politici di primo piano, fanno completa confusione circa i principi e le persone che devono presiedere al processo di confronto democratico per costruire le istituzioni. In una democrazia anche solo un pò ispirata al principio della separazione, è fisiologico che un capo religioso esprima come meglio crede i suoi dettami religiosi, che, per definizione, sono rivolti ai suoi credenti e sono atti di proselitismo verso gli altri cittadini, senza alcuna valenza sul piano civile. Il fatto non fisiologico – e pericoloso per la convivenza – è che questi uomini politici, con i loro comportamenti, si sforzino di applicare quei dettami nelle istituzioni. E per di più inducano altri cittadini, credenti o no, a riconoscere la guida politica ad una fede religiosa e ad un gran sacerdote, chiamando a riconoscere come capi persone mai sottoposte a scrutinio democratico e mai liberamene elette dai cittadini. Questa propensione , che in Italia è ancora oggi molto diffusa (principalmente nei due partiti più grossi), provoca la rigidità politica. Fa danno al paese. Ed è potenzialmente preoccupante perché spalanca le porte alla logica dei fondamentalismi, che non è davvero riferibile esclusivamente all’estremismo islamico. Perdissolvere tale rigidità, non basta che questi uomini politici non dicano queste cose. Occorre che questi uomini politici divengano capaci di sciogliere questo loro nodo personale, separando il credo privato dalla politica pubblica. E cambino la loro mentalità in senso più liberale. Accettando che la convivenza è solo tra diversi. Per natura. (Raffaello Morelli presidente federazione dei liberali)

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