Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘convivere’

“Oggi convivere con l’endometriosi si può”

Posted by fidest press agency su sabato, 23 marzo 2019

Lo afferma la dottoressa Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma – perché è possibile tenere sotto controllo i sintomi e mantenere una buona qualità di vita. Inoltre, nei casi in cui la donna non riesca a rimanere incinta naturalmente è possibile ricorrere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita con buone possibilità di avere un bambino. È importante sottolineare come la gravidanza abbia un impatto positivo sulla malattia, poiché riduce le fluttuazioni ormonali tipiche di questa patologia che sono la causa dei forti dolori”.
I numeri dell’endometriosi sono piuttosto allarmanti: 10-15% la stima delle donne affette da questo problema, principalmente in un’età che va dai 30 ai 40 anni e con un ritardo della diagnosi che mediamente si attesta sui 7 anni. 176 milioni le donne con endometriosi nel mondo, 3 milioni i casi solo in Italia. Inoltre, la malattia impatta fortemente sulla capacità riproduttiva: il 30-40% delle donne colpite da questa patologia sono infertili.
L’endometriosi è una malattia cronica, dolorosa e invalidante che, se non adeguatamente curata, provoca forti ripercussioni sulla vita delle pazienti, costrette a convivere con ansia, discriminazioni, paura, giornate a casa, rischio di perdere il lavoro. Si verifica quando cellule dell’endometrio, il tessuto che riveste normalmente l’utero, si accumulano al di fuori della cavità uterina, come ad esempio nell’addome, nelle ovaie o nelle tube; questo accumulo anomalo reagisce alle variazioni ormonali tipiche di ogni ciclo femminile, provocando gonfiore negli organi in cui si trova.Si tratta di un’infiammazione cronica che si manifesta con forti dolori e sofferenze intestinali, accentuati durante il periodo mestruale, ma anche con aderenze e infertilità.
L’endometriosi è una patologia complessa che richiede specifiche competenze. Per questa ragione IVI ha organizzato, in alcune cliniche, unità dedicate per la cura dell’endometriosi. Grazie alla diagnosi e a un corretto trattamento e relativo follow-up, sia medico che psicologico, le pazienti possono sentirsi supportate e comprese. Negli ultimi dieci anni più di 9.000 donne si sono rivolte a IVI per riuscire ad avere un bambino nonostante l’endometriosi.Diversi i progressi nel nostro Paese dal punto di vista terapeutico-assistenziale, ma anche istituzionale, degli ultimi anni: l’inserimento nel 2016 dell’endometriosi nell’elenco delle patologie croniche e invalidanti; l’entrata in vigore nel marzo 2017 dei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) previsti per gli stadi clinici di endometriosi moderato e grave; un disegno di legge recentemente presentato al Senato per cercare di risolvere le criticità provocate da questa patologia.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Impariamo a convivere con le idee altrui

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 marzo 2018

In questi giorni abbiamo avuto la comprova, ammesso che ci fosse stato bisogno, del modo come diventino conflittuali le opinioni e persino la rappresentazione di fatti e circostanze che, per il loro evolversi, si pensa possano avere un solo modo di vederli. Altri, invece, dimostrano il contrario.
Si può essere, ovviamente, in mala fede, ma ciò non cambia la sostanza del ragionamento. Nel corso della sua lunga storia l’umanità si è nutrita di passioni, di conflitti, di gioie e di dolori. Moltitudini di esseri umani hanno ucciso e sono stati uccisi dai loro simili per un interesse partigiano, per odi razziali e tribali, per la sete di possesso, per il primato di un principe e per il fanatismo religioso, per la cultura temporale della fede. Abbiamo avuto il secolo delle ideologie aberranti. Ci siamo abbeverati alla fonte delle logiche consumistiche e abbiamo visto il nostro simile come preda da dominare e, all’occorrenza, eliminare.
Alla fine è spuntato il XXI secolo e molti guardandosi dietro sono riusciti ad inorridire per gli orrori compiuti, ma non sono stati capaci di porvi riparo, pur consapevoli che stiamo avviandoci sulla strada del non ritorno. Ciò che oggi è più importante che siano consci del perché di tanti insuccessi. E’ perché non abbiamo imparato a convivere con le idee altrui, a rispettarle e a misurarci con esse poiché non esiste una verità conclamata ma tanti pezzi di verità sparsi per il mondo e che attendono pazientemente d’essere individuati e raccolti come si fa con un puzzle. Noi abbiamo bisogno di uomini come lo è stato Giovanni Paolo II e ancor prima Ghandi e molti altri e, tra questi, potrebbe esserci Papa Francesco. Uomini che fanno paura a chi si trova nel suo elemento guazzando nel torbido. E’ un segnale importante e se anche la loro luce è flebile, nell’oscurità di una notte senza stelle, non dobbiamo perderne la traccia. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Convivere con le idee altrui

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 gennaio 2018

ideaA volte cerco di comprendere meglio il senso che dovrei dare alla parola democrazia. A dire il vero non è il solo termine che dovrebbe richiedere chiarezza. Per me la democrazia si esprime dimostrando di saper convivere con le idee altrui. Se vogliamo è il collante che ci permette di vivere in comunità dove interessi e visioni della vita possono essere conflittuali e generare incomprensioni e rivalità. Tutto questo richiama la nostra attenzione sulla necessità che i valori fondanti i rapporti umani siano condivisi e non trattabili al ribasso. Non si può, ad esempio, negare il diritto a vivere di quanti per cause indipendenti dalla loro volontà si trovano senza lavoro, un tetto sotto cui ripararsi, un’adeguata assistenza sanitaria, all’istruzione e alla tutela della loro sicurezza e ad assicurare all’anziano un’esistenza serena. Tutto questo alberga dentro e fuori il concetto di democrazia. Significa anche che il collante che unisce chi è titolare di un diritto con chi è preposto a rappresentarlo nelle sedi istituzionali deve essere conseguente. In Italia, purtroppo, ma anche altrove, questo modo di affidare a terzi la difesa dei ceti più deboli, che pure rappresentano numericamente la maggioranza, non funziona se non in minima parte. Diventa un male oscuro che mina la stessa tenuta della democrazia. Il perché promettere e illudere diventa una regola di base per taluni politici e lo dobbiamo soprattutto all’idea che ci facciamo della giustizia sociale che per lo più è misurata con le aspettative delle “corporazioni” che cercano costantemente di prevaricare gli interessi dei singoli e dei non organizzati in favore delle logiche lobbistiche. L’unico modo per invertire tale tendenza, che tende a negare il diritto di accesso a chi è per il chi ha, è il renderci coralmente consapevoli che non possiamo delegare a scatola chiusa ma di partecipare attivamente alla vita sociale per capire prima di sapere dai media dove la disinformazione è di casa. (Riccardo Alfonso)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Convivere con le idee altrui

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 ottobre 2017

menenio agrippaA volte cerco di comprendere meglio il senso che dovrei dare alla parola democrazia. A dire il vero non è il solo termine che dovrebbe richiedere chiarezza. Per me la democrazia si esprime dimostrando di saper convivere con le idee altrui. Se vogliamo è il collante che ci permette di vivere in comunità dove interessi e visioni della vita possono essere conflittuali e generare incomprensioni e rivalità. Tutto questo richiama la nostra attenzione sulla necessità che i valori fondanti i rapporti umani siano condivisi e non trattabili al ribasso. Non si può, ad esempio, negare il diritto a vivere di quanti per cause indipendenti dalla loro volontà si trovano senza lavoro, un tetto sotto cui ripararsi, un’adeguata assistenza sanitaria, all’istruzione e alla tutela della loro sicurezza e ad assicurare all’anziano un’esistenza serena. Tutto questo alberga dentro e fuori il concetto di democrazia. Significa anche che il collante che unisce chi è titolare di un diritto con chi è preposto a rappresentarlo nelle sedi istituzionali deve essere conseguente. In Italia, purtroppo, ma anche altrove, questo modo di affidare a terzi la difesa dei ceti più deboli, che pure rappresentano numericamente la maggioranza, non funziona se non in minima parte. Diventa un male oscuro che mina la stessa tenuta della democrazia. Il perché promettere e illudere diventa una regola di base per taluni politici e lo dobbiamo soprattutto all’idea che ci facciamo della giustizia sociale che per lo più è misurata con le aspettative delle “corporazioni” che cercano costantemente di prevaricare gli interessi dei singoli e dei non organizzati in favore delle logiche lobbistiche. L’unico modo per invertire tale tendenza, che tende a negare il diritto di accesso a chi è per il chi ha, è il renderci coralmente consapevoli che non possiamo delegare a scatola chiusa ma di partecipare attivamente alla vita sociale per capire prima di sapere dai media dove la disinformazione è di casa. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Impariamo a convivere con le idee altrui

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 settembre 2017

mahatma-gandhiIn questi giorni abbiamo avuto la comprova, ammesso che ci fosse stato bisogno del modo come diventino conflittuali le opinioni e persino la rappresentazione di fatti e circostanze che, per il loro evolversi, si pensa possano avere un solo modo di vederli. Altri, invece, dimostrano il contrario.
Si può essere, ovviamente, in mala fede, ma ciò non cambia la sostanza del ragionamento. Nel corso della sua lunga storia l’umanità si è nutrita di passioni, di conflitti, di gioie e di dolori. Moltitudini di essere umani hanno ucciso e sono stati uccisi dai loro simili per un interesse partigiano, per odi razziali e tribali, per la sete di possesso, per il primato di un principe e per il fanatismo religioso, per la cultura temporale della fede. Abbiamo avuto il secolo delle ideologie aberranti. Ci siamo abbeverati alla fonte delle logiche consumistiche e abbiamo visto il nostro simile come preda da dominare e, all’occorrenza, eliminare.
Alla fine è spuntato il XXI secolo e molti guardandosi dietro sono riusciti ad inorridire per gli orrori compiuti, ma non sono stati capaci di porvi riparo, pur consapevoli che stiamo avviandoci per la strada del non ritorno. Ciò che oggi è più importante che siano consci del perché di tanti insuccessi. E’ perché non abbiamo imparato a convivere con le idee altrui, a rispettarle e a misurarsi con esse poiché non esiste una verità conclamata ma tanti pezzi di verità sparsi per il mondo e che attendono pazientemente d’essere individuati e raccolti come si fa con un puzzle. Noi abbiamo bisogno di uomini come lo è stato Giovanni Paolo II e ancor prima Ghandi e molti altri e, tra questi, potrebbe esserci Papa Francesco. Uomini che fanno paura a chi si trova nel suo elemento guazzando nel torbido. E’ un segnale importante e se anche la loro luce è flebile, nell’oscurità di una notte senza stelle, non dobbiamo perderne la traccia. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Una civiltà che guarda avanti può ancora convivere con i suoi simulacri sociali?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 agosto 2017

biotecnologiaE’ quanto ci chiediamo se osserviamo il dibattito che da anni si è innescato, nello specifico, in Italia ma che non è, tutto sommato, diverso da quello degli altri Paesi del mondo, riguardo alla questione del suo sistema previdenziale. Consideriamo tutto ciò un sempre maggiore esercizio accademico per una ricerca di una soluzione secondo taluni schemi interpretativi tradizionali, mentre la risposta la dovremmo trovare in modo diverso. Lo impongono, se vogliamo, due aspetti della nostra civiltà odierna: il prepotente sviluppo delle tecnologie e le attese di vita che si prolungano nel tempo regalandoci un essere umano più vecchio ed anche più in buona salute. Cosa significa tutto ciò? Tanto per cominciare che il dibattito sui limiti d’età per andare in pensione sta diventando sterile a tutti gli effetti. L’orologio anagrafico sta diventando l’elemento più relativo di questo mondo. Come pretendiamo di assegnare ad un sessantenne la patente di pensionato, relegandolo all’inattività lavorativa se ha di fronte, mediamente, la possibilità di sviluppare altri 15 ed anche venti anni di attività occupazionale, sia pure con certi limiti? Di certo non potrà giocare da professionista a calcio e nemmeno a calcetto, ma svolgere un lavoro manuale leggero, o una attività intellettuale di medio impegno, è nelle sue piene capacità. Ciò significa che il lavoro va ricercato per “fasce di compatibilità” anagrafica e non limitato ope legis ad una certa scadenza. Ed allora possiamo dire che non esiste età pensionabile fissa ma dovrebbe essere, invece, libera ed in funzione alle proprie capacità fisiche ed intellettuali. Prendiamo ad esempio i molti lavori sedentari esistenti da quelli dell’usciere al portiere di stabili, dal minutante negli uffici al sorvegliante negli stabilimenti a minor rischio, e via di questo passo. Se solo facessimo un piccolo sforzo e classificassimo tutti lavori esistenti in tante fasce preferenziali per età e li indicassimo ai corrispondenti lavoratori come opzioni future per il loro avvenire lavorativo e corroborassimo il tutto con una formazione professionale adeguata e posta anzitempo la scadenza prefissata per l’eventuale passaggio, noi saremmo in grado di favorire con efficacia la costituzione di una società più armonicamente equilibrata nel suo essere e rappresentarsi. Alla fine giudicheremmo persino balzana quell’idea di far diventare necessariamente vecchio da pensione un sessantenne o anche un settantenne. (Riccardo Alfonso direttore centro studi politici e sociali della Fidest)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Vivere “nelle Regole” vivere uniti convivere “civile”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2010

Roma 25 novembre 2010 – ore 17.00 Avvocatura Generale dello Stato Sala Vanvitelli Via Dei Portoghesi,12 L’Avvocatura Generale dello Stato e L’Associazione di Promozione Sociale “Democrazia nelle Regole”, con la collaborazione dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, della Scuola di Polizia Tributaria, dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e dell’’Associazione “Sintesi Dialettica” presentano: Vivere “nelle Regole” vivere uniti convivere “civile” Intervengono: – Ignazio Francesco Caramazza – Avvocato Generale dello Stato, Modera Marco Ravaglioli – Giornalista RAI Maria Stella Gelmini*, Giuseppe Procaccini, Ferdinando Imposimato, Raffaele Cantone, Rosanna Scopelliti, Giorgio Toschi, Pietro Mennea, Alessandro Forlani, Vittorio Alberti e tanti altri… Conclude – Giulio Bacosi – Avvocato dello Stato – Fondatore dell’Associazione Democrazia nelle Regole Con l’occasione sarà presentato il libro “La Costituzione a misura dello Studente e del Cittadino e lo Statuto Albertino” .

Posted in Cronaca/News, Diritti/Human rights, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Impariamo a convivere con le idee altrui

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2009

Editoriale fidest. In questi giorni abbiamo avuto la comprova, ammesso che ce fosse stato bisogno, del modo come diventino conflittuali le opinioni e persino la rappresentazione di fatti e circostanze che, per il loro evolversi, si pensa possano avere un solo modo di vederli. Altri, invece, dimostrano il contrario. Si può essere, ovviamente, in mala fede, ma ciò non cambia la sostanza del ragionamento. Nel corso della sua lunga storia l’umanità si è nutrita di passioni, di conflitti, di gioie e di dolori. Moltitudini di essere umani hanno ucciso e sono stati uccisi dai loro simili per un interesse partigiano, per odi razziali e tribali, per la sete di possesso, per il primato di un principe e per il fanatismo religioso, per la cultura temporale della fede. Abbiamo avuto il secolo delle ideologie aberranti. Ci siamo abbeverate alla fonte delle logiche consumistiche e abbiamo visto il nostro simile come preda da dominare e, all’occorrenza, eliminare. Alla fine è spuntato il XXI secolo e molti guardandosi dietro sono riusciti ad inorridire per gli orrori compiuti, ma non sono stati capaci di porvi riparo pur consapevoli che stiamo avviandoci per la strada del non ritorno. Ma ciò che oggi è più importante che sono consci del perché di tanti insuccessi. E’ perchè non abbiamo imparato a convivere con le idee altrui, a rispettarle e a misurarsi con esse poiché non esiste una verità conclamata ma tanti pezzi di verità sparsi per il mondo e che attendono pazientemente d’essere individuati e raccolti come si fa con un puzzle. Da qui, probabilmente, nasce la spiegazione di un riconoscimento che ha lasciato molti sorpresi. Mi riferisco al premio Nobel per la pace Patrick Obama. Perché lui? Perché con i suoi discorsi ha dimostrato di saper rispettare le opinioni altrui. Noi abbiamo bisogno di uomini di questo taglio come lo è stato Giovanni Paolo II e ancor prima Ghandi e molti altri. Uomini che fanno paura a chi si trova nel suo elemento guazzando nel torbido. Costoro sanno che per loro non vi è futuro ma intanto sono capaci di provocare grossi guasti e di avvelenare gli animi. Obama va sostenuto perché è un nero, perché le sue riforme sociali e civili sono osteggiate per interessi partigiani e corporativi, perché oggi la pace è validata sulla punta delle baionette e ciò è sommamente innaturale. Obama, probabilmente riuscirà solo ad aggiungere un piccolo tassello sull’evoluzione della specie verso le sponde della pace, della giustizia e della libertà universali, ma è un segnale importante e se anche la sua luce è flebile, nell’oscurità di una notte senza stelle, non dobbiamo perderne la traccia. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Editoriali/Editorials | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »