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Posts Tagged ‘cooperanti’

Sudan espelle cooperanti internazionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 agosto 2010

Ancora una volta le autorità sudanesi hanno espulso i cooperanti internazionali dal Darfur. In seguito a questa decisione arbitraria, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha lanciato un appello al Consiglio di Sicurezza dell’ONU affinché venga garantito l’immediato accesso delle organizzazioni umanitarie a tutte le persone del Darfur che necessitano di assistenza e affinché le autorità sudanesi pongano finalmente fine a ogni atto di vessazione nei confronti dei cooperanti internazionali. Il governo di Karthoum continua a ostacolare e impedire il lavoro umanitario delle organizzazioni straniere. La comunità internazionale non può continuare a tacere mentre Karthoum utilizza quattro milioni di persone che per la loro sopravvivenza dipendono dagli aiuti internazionali come ostaggi della sua lotta di potere contro la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia (ICJ).
Dopo l’espulsione di 13 organizzazioni umanitarie nel marzo 2009, questo è un nuovo atto di vendetta del governo Bashir contro la comunità internazionale. Dal 2 agosto le autorità sudanesi stanno inoltre bloccando l’accesso dei cooperanti internazionali al campo profughi di Kalma nel Darfur meridionale, in cui vivono 82.000 persone. Ogni tentativo delle Nazioni Unite di convincere le autorità a togliere il blocco è finora fallito mentre sempre più persone sono in fuga dal campo profughi che non garantisce loro né un adeguato approvvigionamento né la tutela fisica. La situazione della popolazione civile del Darfur è sempre più terribile. L’APM lamenta in modo particolare l’incapacità della comunità internazionale nel garantire la pur minima assistenza umanitaria e della sicurezza nei campi profughi, svuotando così il diritto umanitario dei popoli del suo reale significato. Anche il Segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon ha espresso la sua preoccupazione per il blocco del campo profughi e per la situazione delle truppe di pace UNAMID. Lo scorso sabato due consiglieri di polizia giordani distaccati presso le truppe UNAMID sono stati rapiti nei pressi di Nyala (Darfur meridionale). In giugno 2010 altri due collaboratori internazionali tedeschi sono stati rapiti nella stessa città. I due tedeschi sono stati liberati cinque settimane dopo ma intanto cresce la paura tra i collaboratori delle organizzazioni umanitarie internazionali.

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Sri Lanka: liberare 280.000 civili tamili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2009

L’Associazione per i popoli minacciati (APM) ha protestato insieme a profughi temili residenti in Germania, contro l’internamento di oltre 280.000 donne, uomini e bambini innocenti in Sri Lanka. I civili sono tenuti prigionieri in condizioni disumane e rischiano la catastrofe umanitaria quando in dicembre arriveranno le piogge monsoniche. Già oggi la situazione nei campi profughi sovraffollati sono insopportabili. L?Unione europea si deve impegnare urgentemente per lo scioglimento immediato di questi campi profughi. Inoltre l’UE deve chiedere il libero accesso ai profughi in tutti i campi per i cooperanti internazionali. Lo Sri Lanka viola il diritto internazionale umanitario, anche se si impegna con rigorosa neutralità negando l’accesso ai campi al Comitato internazionale della Croce Rossa. Anche altre agenzie umanitarie vengono ostacolate nel loro lavoro. Nei campi profughi manca l’assistenza sanitaria, l’acqua potabile e i servizi igienici. Anche le Nazioni Unite che avevano sostenuto gli approvvigionamenti per i profughi nei campi, ora premono per l’immediato smantellamento dei campi. A favore dello smantellamento si è pronunciato recentemente anche l’Arcivescovo di Colombo, il cingalese Malcolm Ranjith, e il Vescovo cattolico della città di Jaffna, Thomas Sauvdraayagam. Profughi temili ci hanno raccontato in prima persona delle condizioni catastrofiche dei campi di internamento. Nei campi ci sarebbero ancora profughi malati gravi, sebbene avessero già chiesto da settimane di poter lasciare i campi per poter essere ospitati da parenti. Dalla fine della guerra civile nel maggio 2009 gli appartenenti alla Minoranza Tamil che vivono nel nord dello Sri Lanka vengono internati dalle autorità in campi di concentramento solamente a causa della propria appartenenza etnica. Ancora in maggio il governo dello Sri Lanka aveva promesso che avrebbe consentito ai rifugiati di tornare nei loro villaggi d’origine nell’arco dei successivi sei mesi. Ma non vi è alcuna indicazione che questa promessa sarà effettivamente rispettata. Purtroppo alle molte affermazioni di alleviare il dramma dei profughi il governo dello Sri Lanka non lascia seguire alcuna azione concreta.

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