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Torna in scena Copenaghen

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 ottobre 2017

CopenaghenRoma. Dal 24 ottobre al 12 novembre sul palcoscenico del Teatro Argentina torna uno degli spettacoli pluripremiati degli ultimi decenni, COPENAGHEN di Michael Frayn, messo in scena per la prima volta in Italia nel 1999, 18 anni fa, con lo stesso trio d’eccezione di grandi interpreti, Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice, diretti da Mauro Avogadro, una pro­duzione Compagnia Umberto Orsini e Teatro di Roma-Teatro Nazionale in coproduzione con CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia. Un thriller scientifico-politico a tre voci, scritto dall’inglese Michael Frayn, (prima assoluta a Londra al Royal National Theatre nel 1998), che indaga l’incontro avvenuto nel 1941 nella Danimarca occupata dai nazisti, fra i fisici, il danese Niels Bohr, (fondamentali i suoi studi per la struttura atomica e la meccanica quantistica e Premio Nobel nel 1922), e il tedesco Werner Karl Heisenberger, (padre del principio dell’indeterminazione e Premio Nobel nel 1932), al cospetto della moglie del primo, Margrethe. «Penso che sarebbe stato un errore imperdonabile pensare di dar vita ad una Compagnia teatrale che porti il mio nome senza pensare all’opportunità di rimettere in scena uno spettacolo come Copenaghen […] Ecco che Copenaghen1riproporre la pièce di Frayn, che insieme a Giuliana Lojodice e Massimo Popolizio ci aveva visti interpreti per la prima volta 18 anni fa, mi è sembrata una scelta obbligata. Spettacolo nato a Udine nel 1999, riproposto con l’ERT in anni lontani a varie riprese di cui l’ultima otto anni fa, recensito dalla totalità della critica in maniera entusiastica, amato da un pubblico sempre numerosissimo, visto come un evento dai teatri delle maggiori città, sorprendente per la costante attualità del tema trattato, che si vorrebbe più di così?» – racconta Umberto Orsini, protagonista con Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice di un testo divenuto ormai un grande classico del teatro contemporaneo. I tre interpreti di grande spessore, diretti da Mauro Avogadro, ne mettono in evidenza i diversi piani di lettura e le infinite e molteplici sfaccettature psicologiche dei personaggi, per interrogarsi sulla responsabilità morale e politica della scienza.

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A Copenaghen il Congresso della European Society for Medical Oncology

Posted by fidest press agency su domenica, 9 ottobre 2016

copenaghen. Copenaghen. L’Italia spende meno per i farmaci anti-cancro rispetto a Germania e Francia ma ottiene guarigioni superiori in neoplasie frequenti come quelle del seno, del colon-retto e della prostata. In particolare, nel nostro Paese nel 2014 le uscite per queste terapie hanno raggiunto i 2 miliardi e 900 milioni, in Germania 6,2 e in Francia 4,2 miliardi. Il tema della sostenibilità dei nuovi trattamenti è al centro dell’agenda del 41° Congresso della Società europea di Oncologia Medica (European Society for Medical Oncology, ESMO) in corso a Copenaghen. “Finora il nostro sistema sanitario ha retto garantendo l’accesso alle cure a tutti i pazienti, grazie anche ai sistemi di rimborso concordati con l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) – spiega il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) -. L’intensità dell’innovazione farmaceutica preannuncia l’ingresso sul mercato di molti farmaci salvavita. Siamo di fronte a una rivoluzione epocale che richiede di essere affrontata con visione e decisione. Siamo consapevoli dei vincoli di finanza pubblica, ma questa rivoluzione terapeutica può essere affrontata solo immettendo risorse dedicate. Per questo lanciamo un forte messaggio e chiediamo un incontro al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, da sempre attento al tema dell’innovazione – come dimostra il progetto Human Technopole – e alla salvaguardia dell’universalismo del nostro sistema sanitario nazionale, per sviluppare per la prima volta in Italia un Progetto unitario e strategico contro i tumori. Un ‘Patto contro il cancro’, un’alleanza tra Oncologi, Governo e Istituzioni, capace di mobilitare risorse e di dare una risposta concreta alle richieste di 3 milioni di pazienti oncologici italiani, sul modello di programmi già lanciati negli Stati Uniti. Un ‘Patto’ capace di valorizzare l’Oncologia italiana, tra le eccellenze del nostro Paese, e di offrire un significato nuovo all’azione politica in sanità pubblica. L’AIOM è partita da proposte strutturali a lungo termine e nel breve periodo con una proposta concreta: l’istituzione di un ‘Fondo nazionale per l’Oncologia’. La nostra proposta sul Fondo si inserisce quindi in un progetto più ampio, decisivo per milioni di cittadini, il ‘Patto contro il cancro’”. Nel tumore del seno la sopravvivenza a cinque anni in Italia è dell’86,2% (85,3% in Germania, 83,7% in Spagna, 81,1% in UK), nel polmone del 14,7% (13,6% in Francia, 12,6% in Spagna, 9,6% in UK), nello stomaco del 32,4% (31,6% in Germania, 27,7% in Francia, 27,3% in Spagna, 18,5% in UK), nel colon del 63,2% (59,8% in Francia, 59,3% in Spagna, 53,8% in UK), e nella prostata del 89,7% (91,2% in Germania, 90,5% in Francia, 87,1% in Spagna, 83,2% in UK). A livello globale oltre 20 tipi di tumore sono stati trattati con più di 70 nuove molecole lanciate negli ultimi cinque anni, portando così il costo mondiale per i farmaci anticancro a 107 miliardi di dollari nel 2015 con un incremento dell’11,5% rispetto al 2014 (era pari a circa 90 miliardi nel 2011). “Guardando alle prospettive future, secondo stime accreditate – continua il prof. Pinto –, nel 2016 il settore farmaceutico registrerà in Italia uno sforamento del tetto programmato, che sarà difficile ripianare anche ricorrendo agli strumenti oggi in uso”. I costi del trattamento sono aumentati in modo esponenziale: quello giornaliero medio di un farmaco antineoplastico in Italia è passato da 42,20 euro nel periodo 1995-1999 a 203,47 euro nel 2010-2014. Il costo medio di una terapia complessiva è aumentato da 3.853 euro nel 1995-1999 a 44.900 euro nel 2010-2014. “L’incremento – sottolinea il prof. Pinto – va ricondotto anche al fatto che molti nuovi farmaci prevedono la somministrazione fino a progressione di malattia invece che un numero finito di cicli come accadeva con la ‘classica’ chemioterapia. Inoltre nel Continente vi sono gravi disparità in materia di organizzazione sanitaria, oggi acuite dalla forte crisi economica. In particolare queste diseguaglianze interessano i Paesi dell’Est. È necessario un intervento legislativo a livello europeo perché non è più sostenibile la frammentazione tra i singoli Stati membri di diverse valutazioni del costo-beneficio dei farmaci: ciò determina ulteriori differenze, causando variazioni sostanziali nel costo dello stesso trattamento oncologico da un Paese all’altro”. In Italia nel 2016 sono stimate più di 365mila diagnosi di cancro, nell’Unione Europea i nuovi casi registrati sono stati 2.635.222 (anno 2012). A partire dal 2011 si è assistito a una riduzione dei tassi di mortalità globale nella UE (8% tra i maschi e 3% tra le donne) e nel 2016 sono previsti 1.359.500 decessi. “Le proiezioni per il 2016 – conclude il prof. Pinto – confermano il deciso declino di mortalità a livello europeo per il cancro del polmone nei maschi e il suo aumento nelle donne. Un andamento simile si registra anche in Italia con un decremento della mortalità negli uomini del 2,6% annuo dal 1999 al 2016 rispetto a un aumento del 2% fra le femmine, dovuto al preoccupante aumento del vizio del fumo nelle donne”.

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A Copenaghen un’interessante serata organizzata da un ottimo Comites

Posted by fidest press agency su martedì, 31 maggio 2016

copenaghenCopenaghen. Venerdì scorso ben 4 rappresentanti istituzionali degli italiani all’estero si sono recati a Copenaghen invitati dal Comites, due deputati eletti nella ripartizione Europa della Circoscrizione Estero (Gugliemo Picchi della Lega ed Alessio Tacconi del PD) e due Consiglieri del CGIE (Gian Luigi Ferretti del MAIE e Luca Tagliaretti di NCD).
Perfetto equilibrio dunque fra rappresentanti della maggioranza di governo (On. Tacconi e Tagliaretti) e dell’opposizione (On. Picchi e Ferretti), che hanno partecipato dapprima alla riunione ordinaria del Comites e successivamente ad una serata informativa con dibattito presso l’Istituto Italiano di Cultura di Hellerup, alla presenza del Console Marco Lattanzi e di Fabio Ruggirello, Addetto Culturale dell’Ambasciata).
Un Comites di prim’ordine con consiglieri qualificati ed entusiasti guidati da una Presidente, Veronica Cadossi, abilissima nel delegare. Si lavora a progetti con ciascun consigliere impegnato a portare avanti un’attività specifica, che può essere una festa per i bambini o l’organizzazione di corsi d’italiano, di una biblioteca o di un evento e così via.
Meno male che alla fine ce la fecero a presentare la lista, l’unica, per le elezioni del Comites dopo avere fallito mesi prima nell’impresa non certo facile di reperire le tante firme di presentatori autenticate dal Consolato.
La responsabilità della serata di sabato se l’era assunta Davide Bonavida, che l’ha portata a termine egregiamente anche nella sua funzione di moderatore.
Si è parlato dei tanti temi d’interesse per gli italiani all’estero: IMU-TASI, canone RAI, pensioni, procedure del voto all’estero e soprattutto il taglio ai fondi per la diffusione della lingua italiana all´estero. Questo argomento sta particolarmente a cuore ai genitori volontari ipegnati nella gestione del Comitato Pro Scuola che fornisce l´asilo italiano del venerdì e la primina del sabato, attività importanti per mantenere la lingua italiana che soprattutto nelle famiglie miste è la lingua debole quando si risiede all´estero. Si teme che gli annunciati tagli totali porterebbero portare alla chiusura definitiva già nell´anno in corso.
Di fronte alle contestazioni dell’On. Picchi (Lega) e di Ferretti (MAIE), l’On. Tacconi (PD), in palese imbarazzo, ha tentato di difendere l’indifendibile dicendo che i tagli sarebbero avvenuti per una svista e rifugiandosi nel solito annuncio di ordini del giorno, mozioni ed interpellanze volte a tappare in qualche modo i buchi dei quali lui e gli altri parlamentari della maggioranza sono corresponsabili.
Subito si è acceso un animato scambio di battute fra Ferretti che imputava agli eletti all’estero del PD di essere “soldatini di partito” che mai hanno il coraggio di votare contro leggi e provvedimenti punitivi per gli italiani nel mondo e Tacconi che provava a buttare la colpa sui parlamentari di opposizione che, a suo avviso, sarebbero poco presenti o poco impegnati a “stimolare” il governo.
Luca Tagliaretti (NCD) si è limitato ad illustrare le funzioni ed il lavoro di Comites e Cgie.
Gli animi, che si erano un po’ scaldati nell’impeto del dibattito, si sono poi acquietati attorno al tavolo di un noto ristorante di Copenaghen previa, naturalmente, una visita alla Sirenetta.
Sabato mattina tutti invitati dall’Ambasciatore Stefano Queirolo Palmas alla celebrazione della Festa Nazionale italiana sulla nave da crociera Costa Favolosa attraccata a Copenaghen nel corso della crociera nelle Terre dei Vikinghi.

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La gastronomia ligure protagonista in Danimarca

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2016

gastronomia ligureSi è svolto nei giorni scorsi a Copenaghen, nella prestigiosa sede dell’Istituto della Cultura Italiana, l’incontro dal titolo” Arte & sapore: la natura e la musica della Liguria”, che ha avuto come protagonisti i prodotti tipici del ponente ligure. In una sala gremita in ogni ordine di posti, la regina della manifestazione, Terry Prada, la cuoca del Ristorante “Busciun” di Castelvittorio, ha realizzato una degustazione di sapori e profumi. Terry, in castelvittoriocompagnia del bravissimo figlio, lo chef Paolo Moro, ha preparato oltre 200 piatti. All’incontro ha partecipato anche il prof. Luca Bochiccio, curatore del museo Asger Jorn di Albissola.
Ai nostri microfoni Terry Prada spiega l’iniziativa:” Siamo molto contenti perché tutti hanno apprezzato la qualità dei nostri prodotti accompagnati dal nostro entusiasmo, in una visione di promozione turistica innovativa. La scelta della capitale danese non è una casuale: l’iniziativa è importante anche dal punto di vista commerciale perché la Danimarca è un mercato emergente di grande interesse. I danesi amano il vino ligure, che è conosciuto e apprezzato, insieme alle nostre raffinatezze enogastronomiche, di cui il Turtun è il grande protagonista. La missione della nostra iniziativa è proprio quella di far conoscere ancora di più le nostre specialità. Negli anni scorsi sono stati numerosi i partecipanti ai nostri incontri e tanti sono poi venuti a trovarci. Speriamo che anche quest’anno in molti vengano a visitare la Liguria ed a gustare i nostri prodotti”. (Claudio Porchia – Christian Flammia) (foto: gastronomia ligure, castelvittorio)

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