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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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Libri: Otto milioni di copie vendute in meno

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 maggio 2020

E questo nel solo settore della varia (saggistica e fiction) con circa 134 milioni di euro di fatturato già persi nei primi quattro mesi dell’anno, concentrati tutti tra marzo e aprile. Sono i numeri della crisi che ha travolto l’editoria italiana, secondo una ricerca dell’Associazione Italiana Editori (AIE), in collaborazione con Nielsen e IE-Informazioni Editoriali, e che, tra le altre cose, fotografa l’ascesa degli store online, oggi primo canale di acquisto dei libri con una quota pari al 47% (la sintesi è in allegato).“Siamo di fronte a una crisi epocale. La perdita di reddito delle famiglie conseguente alla caduta del Pil, -8% annuo secondo le stime del governo, porterà a una riorganizzazione della spesa di cui vediamo già oggi i segnali e che, se non contrastata attraverso un forte sostegno alla domanda, potrebbe avere un impatto drammatico sul nostro settore con forti ricadute sull’occupazione – spiega il presidente di AIE Ricardo Franco Levi –. Sommando gli effetti del lockdown con la caduta della domanda nella seconda parte dell’anno, temiamo che l’intero mercato del libro (fiction, saggistica, ma anche libri scolastici, universitari e professionali più la vendita dei diritti) possa chiudere il 2020 con un pesantissimo calo di fatturato quantificabile tra i 650 e i 900 milioni rispetto ai 3,2 miliardi complessivi del 2019”.“Non si esce da questa crisi senza una forte presa di consapevolezza da parte di istituzioni e operatori. La partita non è chiusa – continua Levi –: sia pure nelle difficoltà, le imprese stanno reagendo e un forte sostegno alla domanda, tramite bonus alle famiglie e acquisti delle biblioteche, può ancora avere significativi effetti. Se faremo presto”.Secondo le stime di Nielsen, il mercato dell’editoria di varia (fiction e non fiction) in librerie, store online e grande distribuzione organizzata (Gdo), dal primo gennaio fino al 3 maggio, registra una perdita netta di 90,3 milioni. Considerando anche le vendite fuori dai canali rilevati dagli istituti di ricerca (cartolibrerie, vendite dirette, fiere, librerie specialistiche e universitarie) la perdita sale a circa 134 milioni di euro. Paralisi nei lanci dei nuovi titoli: dal 16 marzo al 3 maggio, gli editori distribuiti dai maggiori gruppi nazionali hanno congelato il 91,1% delle uscite.Accanto ai numeri della crisi, la ricerca di AIE fotografa cambiamenti nei modi di acquisto degli italiani che rischiano di non terminare con la fine dell’emergenza. Nelle prime 16 settimane dell’anno, dagli store online sono passate il 47% delle vendite di libri di varia (fiction e non fiction), contro il 26,7% dell’anno precedente. Stabile la Gdo al 7,3%, le librerie calano dal 66,2% al 45% Dal 9 marzo al 12 aprile, cioè le settimane di chiusura, le librerie hanno perso l’85% delle vendite. Ma questo 85%, come evidenzia l’indagine di Informazioni Editoriali, ha anche degli spiragli di luce: è frutto infatti della media tra chi, chiuso completamente, ha perso il 100% del fatturato e chi – organizzandosi con le consegne a domicilio e grazie anche a una buona presenza sui social e alla fidelizzazione dei clienti -, ha ridotto il suo calo al 71%. Che la rete sia sempre più strategica, d’altronde, ce lo dice il fatto che se prima della crisi il 59% dei lettori dichiarava di acquistare sulla base di segnalazioni su blog, siti dedicati o social network, adesso quella percentuale è salita al 64%.

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Coronavirus: 18.600 titoli in meno e circa 40milioni di copie stampate in meno nel 2020

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

18.600 titoli pubblicati in meno in un anno, 39,3 milioni di copie che non saranno stampate, 2.500 titoli che non saranno tradotti. Sono solo le prime evidenze dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sull’impatto che l’emergenza Covid-19 avrà in prospettiva 2020 sull’intera editoria italiana.“Una ricaduta -spiega il presidente di AIE Ricardo Franco Levi – che rende il settore del libro una delle prime vittime economiche dell’emergenza Coronavirus, al pari del mondo dello spettacolo, del cinema e dell’audiovisivo. Siamo allo stremo. Per questo chiediamo al governo di intervenire per sostenere l’intera filiera con strumenti di emergenza analoghi a quelli previsti per questi settori, perché non possiamo permetterci un Paese senza teatri e senza sale cinematografiche, ma neppure senza librerie, editori, promotori, distributori di libri, traduttori”.“Oggi – prosegue Levi – la filiera del libro rischia di essere stravolta e fortemente ridimensionata: la chiusura delle librerie fisiche ha privato gli editori del canale principale di vendita; le difficoltà di approvvigionamento delle librerie online stanno ulteriormente aggravando questa situazione. Non possiamo permettercelo: se si andasse verso la crisi più nera per il libro, il danno culturale all’intero Paese sarebbe gravissimo. Di qui la necessità di misure immediate d’emergenza e di interventi più specifici, come il credito d’imposta sulla carta, più sul medio – lungo periodo”.Dall’inizio della crisi sanitaria, AIE, consapevole degli effetti devastanti delle misure di contenimento del virus sul mondo del libro, ha avviato una newsletter quotidiana per informare gli editori su ogni decisione pubblica che potesse impattare sul loro lavoro e ha avviato un Osservatorio, che si ripete con cadenza settimanale, che ne monitorasse le difficoltà: in base a quanto emerge al 20 marzo, il 61% degli editori ha già fatto ricorso alla cassa integrazione o la sta programmando. L’Osservatorio rileva inoltre che già al 20 marzo gli editori hanno pesantemente rivisto i piani editoriali per il 2020, riducendo del 25% le novità in uscita. E l’88% degli editori esprime grande preoccupazione per la sorte delle sue attività.

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Copie documenti bancari: quanto e quando occorre pagare le spese?

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

L’art. 119, comma 4, del Testo Unico bancario attribuisce al cliente o colui che gli succede a qualunque titolo, come pure colui che subentra nell’amministrazione dei suoi beni, il diritto di ottenere a proprie spese entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni, copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni.
Esiste una definizione di “costi di produzione” dell’Arbitro Bancario Finanziario (Decisione n. 7464/2015 ed altre), che considera tali i costi vivi affrontati dall’intermediario per lo svolgimento delle operazioni di recupero, riproduzione e spedizione del materiale. Nella Decisione si afferma pure che un costo fisso non appare rispettoso della normativa, perché non tiene conto del reale costo di produzione e consegna, che deve quindi essere valutato caso per caso.
Dal Provvedimento della Banca d’Italia 20/06/2012 “Disposizioni di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari”, infatti, si evince che l’intermediario deve essere rimborsato dei soli costi vivi sostenuti per la ricerca e la produzione della documentazione. Costi evidentemente variabili in funzione del tipo e della struttura dei documenti, della loro data di formazione e, più in generale, delle attività necessarie per reperirli e riprodurli. Alla Sez. IV, par. 4 si specifica che “gli intermediari indicano al cliente, al momento della richiesta, il presumibile importo della relativa spesa”.Il costo deve essere indicato nei Fogli Informativi alla clientela. Le banche hanno l’abitudine di inserire nei fogli informativi, accanto ai corrispettivi stabiliti per la prestazione dei diversi servizi inerenti al rapporto di conto, la voce di costo riguardante “commissioni e spese” in misura fissa e predeterminata relative alle spese di copia nonché di ricerche in archivio.
Una simile collocazione, come anche la stessa intestazione della voce, sembra sottintendere che gli importi richiesti a tale titolo siano, almeno in parte, posti a remunerazione di un vero e proprio servizio reso nell’ambito del rapporto di conto intrattenuto con la clientela; ciò contrasta con la disciplina normativa che configura la pretesa alla documentazione come situazione giuridica finale e non strumentale, la quale, pur derivando dal contratto, è estranea alle obbligazioni tipiche costituenti lo specifico contenuto dello stesso.
Inoltre, non poche volte le banche preferiscono adottare un meccanismo forfettario di calcolo dei costi di produzione. La Decisione 2609/2017 dell’Abf, nel considerare ragionevole un costo di dieci euro, dispone però che detto costo debba essere riferito all’intero documento e non alle singole pagine che lo compongono. Tale disposto è fondamentale perché può essere utilizzato verso i tanti istituti che ancora oggi applicano un costo per ciascuna pagina prodotta.
I costi di spedizione si possono applicare, e nella misura esatta del costo, nel caso in cui i documenti siano effettivamente spediti. Nessun costo, invece, è dovuto per i documenti ritirati in agenzia.
Salvi casi manifesti di abuso nell’esercizio del diritto, infine, la banca non può condizionare il rilascio dei documenti al pagamento dei costi di produzione. Il cliente ha un diritto pieno all’informazione, e i documenti devono essere rilasciati previa la sola richiesta da parte dell’interessato. I documenti dovranno prima essere forniti al cliente, e successivamente la banca potrà addebitare il conto oppure chiedere al cliente il versamento della somma. (Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc)

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Caccia alle prime copie di the sims 3

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2009

File lunghe anche un chilometro. Piu’ di 48 ore in attesa davanti i negozi. Milioni di fan da New York a Tokyo, da Mosca a Berlino, per arrivare a Milano sono a caccia delle primissime copie di The Sims 3, il nuovo episodio del videogioco piu’ venduto della storia. E l’Italia non e’ certo da meno, con la centralissima Piazza Duomo che il 4 giungo si prepara ad essere letteralmente invasa dalla “marea verde” (dal colore dello smeraldino simbolo di questa serie) proveniente da tutto il Bel Paese e dalla vicina Svizzera. In anticipo di un giorno su tutto il resto d’Europa, infatti migliaia gli appassionati che si ritroveranno in Piazza Duomo, a Milano per festeggiare The Sims 3: si raduneranno in una lunghissima fila di fronte al Mondadori Multicenter, dove alle 3 e 33, in omaggio al terzo episodio della serie, verranno messe in vendita le prime copie del gioco. A festeggiare l’evento ci saranno anche i Bastard Sons of Dioniso, la band rivelazione di X-Factor, super “fan” del gioco e che per l’occasione improvviseranno un live dalla terrazze dello store.   Un attesa degna di un’anteprima di Guerre Stellari o di Harry Potter (400 milioni di libri venduti), insomma, d’altra parte a decretare il fenomeno-Sims sono i numero di questo gioco: dal 2000 (data di uscita negli states del primo gioco della serie) ad oggi sono state vendute 110 milioni di copie, presente in 60 Paesi, tradotto in 26 lingue. Non solo, ciclopiche anche le “energie” che il colosso del digital entertainment, la Electronic Arts, ha messo in campo: per realizzare l’ultimo episodio hanno lavorato, tra programmatori, game designers, ma anche sociologi, psicologi, designers ed esperti di trend, piu’ di 100 persone per ben 5 anni. Ma il numero veramente impressionante e’ relativo alla stima degli appassionati di The Sims. Si puo’ facilmente calcolare in circa mezzo miliardo di persone tra chi ha acquistato il gioco, chi l’ha “craccato” e chi gioca insieme a partner o famigliari. Insomma se si radunasse tutto insieme quello che in rete viene chiamato “il popolo dei Sims”, sarebbe di poco inferiore al numero di abitanti che conta l’America Latina (circa 580.000.000). Non a caso tra le novita’ annunciate per The Sims3 c’e’ la possibilita’, grazie alle piu’ avanzate tecnologie di morphing e ad uno speciale algoritmo legato al profilo psicologico, di creare piu’ di 700 milioni di Sims, uno diverso dall’altro per tratti somatici, caratteristiche psicologiche e caratteriali. Una personalizzazione estrema di cui i milioni di appassionati di tutto il mondo hanno gia’ avuto un assaggio attraverso i numerosi filmati presenti in rete che anticipano l’uscita del gioco, molti dei quali vedono come protagonisti personaggi celebri o sono vere e proprie parodie di film campioni di incassi, come Star Trek. Basta infatti digitare The Sims 3 su YouTube per poter vedere vere e proprie risse tra Obama e gli altri protagonisti dell’ultima campagna elettorale a stelle e strisce, trasformati in avatar del tutto uguali agli “originali”, o i video realizzati su veri e propri fenomeni mediatici, come quello che vede protagonista Susan Boyle la cantante rivelazione di Britain’s Got Talent. Con The Sims 3, infatti, e’ possibile creare veri e propri video o film, semplicemente utilizzando gli “strumenti” interni al gioco oltre a tutte le possibilita’ di personalizzare l’ambiente in cui si muovono i nostri personaggi. Di fatto e’ un vero e proprio simulatore di vita che si appresta a mandare definitivamente in pensione sistemi come Second Life e di togliere fans a social networks come Twitter o MySpace, tanto che di questo fenomeno planetario hanno parlato i giornali, le Tv e i magazines di tutto il Mondo, oltre ad essere diventato il videogioco piu’ studiato nelle universita’ o addirittura entrato a far parte degli strumenti didattici, come accade ad esempio nella facolta’ di Sociologia dell’Universita’ della California, o anche in Italia, nella Facolta’ di Economia della Cattolica di Roma.

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