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Posts Tagged ‘coraggio’

Pac: serve coraggio

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

La proposta della Commissione Europea per la riforma della Pac 2021-2027 contiene nuovi elementi rispetto alla Politica Agricola Comune passata, ma conserva anche la sua impostazione di fondo. In questo schema infatti – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – si prevede un taglio di budget di circa 40 miliardi di euro, ma ancor di più la riproposizione di una logica che ha visto nella Pac avuta fino ad ora, più una politica industriale a sostegno delle multinazionali agroindustriali che una politica agroalimentare a sostegno degli agricoltori.E’ giunta l’ora di dire con chiarezza che la struttura della Pac va ripensata e ridefinita in modo da renderla protagonista della tutela dell’ambiente e del rilancio dell’agricoltura contadina e della figura del giovane agricoltore. La crasi di questo doppio obiettivo sta nella necessità di supportare ulteriormente l’agricoltura biologica.Un altro aspetto da sottolineare – prosegue Tiso – è che la Pac 2021-2027 va ripensata anche sulla base degli obiettivi di sostenibilità creati con l’agenda 2030, e non, come invece avviene ancora oggi, sulla base degli appetiti delle grandi aziende.Uno degli errori che si sta commettendo in questi mesi, anche da parte di alcune associazioni di categoria – conclude Tiso –, è quello di credere che per discutere della Pac si debba attendere l’esito delle elezioni europee di Maggio. La verità, invece, è che la Pac dovrà descrivere anche una visione di società di cui le istituzioni europee dovranno necessariamente prendere atto parlando con il mondo agricolo e con quello del terzo settore. Per farlo non serve attendere la fine della competizione elettorale, anzi, serve agire con lungimiranza e tempestività.

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Studenti: “Difendete la vostra libertà con il coraggio della parola”

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 novembre 2018

Difendere la libertà ed essere protagonisti della propria vita per un reale cambiamento e perché la comunità sia sempre migliore e più somigliante a come la si vuole. Questo il messaggio partito oggi dall’Istituto Superiore “Fermi” di Catanzaro, dove l’Fsp Polizia – Federazione sindacale di Polizia ha organizzato la presentazione del libro “Fai silenzio ca parrasti assai”, scritto dal procuratore aggiunto di Cosenza, Marisa Manzini. Il magistrato, i vertici del Sindacato di Polizia e l’associazione Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere), cui la Manzini ha scelto di destinare tutti i proventi del libro, hanno parlato agli studenti delle terze, quarte e quinte classi partendo dal volume in cui la Manzini ha raccolto tante esperienze di una vita vissuta contrastando la ‘ndrangheta, per diffondere un forte segnale di speranza e di coraggio spronando i giovani ad essere i veri autori di una svolta per una terra bellissima e ricca di potenzialità come la Calabria, imparando a fare scelte nette che testimonino da quale parte si intende stare.“Saper scegliere dalle piccole cose di ogni giorno fino ai grandi momenti della propria vita restando senza compromessi nell’alveo della legalità, rifiutando i compromessi e ribellandosi a chi vuole imporre silenzio e omertà”, questo è stato il motivo conduttore di tutti gli interventi che si sono susseguiti dopo i saluti della dirigente scolastica, Teresa Agosto, moderati da Giuseppe Brugnano, Segretario nazionale Fsp Polizia. “Sono convinta che il contrasto alla criminalità e alla cultura mafiosa non può essere limitato alla pur fondamentale azione repressiva, ma è indispensabile una rivoluzione delle coscienze, un’assunzione di responsabilità da parte di ogni cittadino, del coraggio e dell’onestà nelle piccole e grandi scelte di ogni giorno. E’ necessaria anche la rivoluzione della parola” ha aperto la strada l’onorevole Wanda Ferro, componente della Commissione parlamentare antimafia che, trattenuta a Roma per i lavori a Montecitorio, ha affidato il suo pensiero a un messaggio letto ai presenti.“E’ indispensabile capire quando dire sì e quando dire no, senza se e senza ma – ha detto poco dopo il deputato Antonio Viscomi -, sapendo riconoscere i comportamenti mafiosi che possiamo avere intorno in tutti i contesti, perché il mafioso non è più quello con la coppola, ma chiunque intenda usare un potere di condizionamento delle nostre scelte. Ma saper scegliere liberamente è indispensabile, perché non possiamo delegare ad altri le nostre scelte quotidiane. Attraverso quelle – ha concluso il parlamentare facendo un appello ai ragazzi – a voi è affidata l’opera di rigenerazione di questa società, a noi, politici in primis, quella di dimostrare la credibilità delle istituzioni”.“Due sono le cose fondamentali in cui credo specie dopo la mia esperienza di vita – ha detto poi Mirko Schio, presidente di Fervicredo, costretto su una sedia a rotelle quando, da poliziotto, fu gravemente ferito in un conflitto a fuoco con dei trafficanti di armi -. Una è l’importanza di scegliere da che parte stare, subito e sempre, specie da ragazzi quando si ha una vita di fronte a cui dare un senso; e l’altra è capire che nulla è impossibile, ma che ciascuno può e deve trovare il modo di dare il proprio contributo per cambiare le cose in meglio, come io ho imparato a fare seduto su questa carrozzina, da cui lavoro ogni giorno con tanti amici di Fervicredo per migliorare la vita di altri”.“Siamo poliziotti e oggi stiamo qui con voi per ribadire che Forze dell’ordine e magistratura sono sempre al vostro fianco in difesa della libertà – ha voluto rimarcare Franco Maccari, Vice Presidente nazionale Fsp -. E lo facciamo anche in questo modo, andando al di là del nostro servizio quotidiano, proprio come la dottoressa Manzini che, con una generosità non comune, oltre a sacrificarsi ogni giorno per la legalità si spende soprattutto per i giovani. Il senso di tutto questo è uno: e cioè che il nostro lavoro continuo e costante non può bastare senza il vostro coinvolgimento. Perché senza l’impegno delle singole persone nel fare quotidiano un vero cambiamento non si può realizzare”.“Voi siete una generazione che ha una marcia in più – ha detto ai ragazzi insistendo sul tema anche Valter Mazzetti, Segretario Generale Fsp Polizia -, perché avete lo strumento della parola e della denuncia rispetto a temi come la ‘ndrangheta che fino a qualche anno fa ancora qualcuno addirittura negava esistesse. Avete gli strumenti per difendere la vostra libertà, per affermare la vostra dignità, per tradurre in gesti concreti il coraggio che serve per essere protagonisti delle proprie vite, rifiutando scorciatoie e convenienze che portano alla schiavitù, magari scegliendo strade più lunghe e faticose ma che portano alla reale affermazione di se stessi. Strumenti che dovete usare con fiducia, perché troverete sempre Forze dell’ordine e magistrati al vostro fianco, troverete sempre chi vi scolta, chi vi protegge, chi vi sostiene, in qualsiasi circostanza. Avete la certezza che noi ci siamo, quindi l’unica cosa che resta da capire è se voi volete essere da questa stessa parte”.
“Abbiamo il dovere di tenere quei comportamenti che diano vita a una società così come la vogliamo, usando il dirompente potere della parola e della denuncia – ha rimarcato in una diversa maniera anche il procuratore Manzini parlando del suo volume -. E il titolo che ho scelto per il libro, riportando le parole di un boss di ‘ndrangheta, è chiarissimo in questo senso, perché se la criminalità vuole il silenzio allora noi dobbiamo fare una sola cosa: parlare. Se io non ho il coraggio di dire ciò che non accetto, e di denunciarlo, allora io quella cosa la avallo. Ma in realtà parlare e rifiutare certi comportamenti dovrebbe essere la normalità. Una normalità di cui ci dobbiamo riappropriare, con il sostegno che in questo senso ci viene dalle Forze dell’ordine e dalle altre istituzioni, perché la criminalità si crede e vuole apparire forte, ma noi, tutti insieme, siamo più forti”.

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Premio letterario: “Afiancodelcoraggio”

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Mag 2018

Marco e Arturo, sono stati loro i principali protagonisti della serata di premiazione della seconda edizione di #afiancodelcoraggio, il premio letterario ideato da Roche che si caratterizza per la prospettiva inedita: raccogliere storie di uomini – padri, mariti, compagni, figli, fratelli, amici, colleghi – che ogni giorno sostengono e accompagnano le donne in lotta contro la sclerosi multipla (SM). Malattia cronica che colpisce il sistema nervoso centrale, può causare l’interruzione dei segnali tra il cervello, il midollo spinale e i nervi ottici, portando a una vasta gamma di sintomi. In Italia oggi sono circa 114.000 le persone che convivono con sclerosi multipla, diagnosticata nella maggior parte dei casi tra i 20 e i 40 anni, con una diffusione doppia nelle donne. E se gli uomini affidano alla carta stampata le loro emozioni, sono le donne ad essere al centro delle storie ricevute, come Simona M. insegnante di scuola media che ama la vela e vive per il mare, o Francesca che ha lavorato per 18 anni in una profumeria e ora lavora in un negozio di abbigliamento nonostante la malattia, o ancora Francesca D. che da un piccolo paese della Puglia si è trasferita a Milano per frequentare corsi di formazione nell’ambito della ristorazione.
E Marco Lupia, suo marito, è questo: un uomo, un compagno di vita che ogni giorno immancabilmente non si scorda mai di preparare la tazzina di caffè a sua moglie, prima di uscire per andare a lavoro. Un gesto di amore quotidiano dentro il quale racchiude tutto il suo viaggio accanto alla sua compagna.E’ sua la storia che ieri si è aggiudicata il favore della giuria. I tre racconti finalisti sono arrivati alla serata di premiazione con un percorso articolato che, novità assoluta di questa seconda edizione del Premio, ha previsto anche la votazione diretta di una giuria popolare che, attraverso il meccanismo dei like sul sito dell’iniziativa, ha indicato le proprie preferenze: ben oltre 5.000. Tra le 10 storie che hanno raccolto più like, la giuria tecnica ha selezionato le tre finaliste, ognuna delle quali ieri è stata presentata, interpretata e supporta da un testimonial: Cristiana Capotondi, Vincenzo Salemme e Massimo Ghini.Adesso, il racconto di Marco diventerà uno spot di sensibilizzazione sociale, realizzato con la Lotus Production, che sarà proiettato nelle sale cinematografiche italiane nel mese di ottobre 2018.Una seconda edizione, dunque, che rappresenta un arricchimento di un’iniziativa che, per il suo valore, ha ricevuto per il secondo anno consecutivo la Medaglia del Presidente della Repubblica.
“La realtà della Sclerosi Multipla sta cambiando e con essa la qualità della vita delle persone con SM – afferma Angela Martino, Presidente Nazionale AISM – È fondamentale che tutti siano sensibilizzati e informati in modo serio e corretto, per sfatare falsi miti da un lato e per riconoscere sintomi subdoli e invalidanti che spesso interferiscono prepotentemente nella quotidianità”.
La Giuria tecnica indipendente ha assegnato anche due menzioni speciali: al giornalista Alessandro Panini Finotti per il libro “Mie belle lune perdute, ovvero cronaca di un dolore” e ad… Arturo. Arturo è un bambino che ha voluto mandare il suo racconto di come vede la sua mamma con la SM. Il suo modo di parlare di lei e della loro vita insieme, così vero, leggero e positivo, pur non potendo entrare in concorso per via dell’età, ha colpito il cuore di tutti i giurati. E ieri ha emozionato anche tutti i presenti in sala, con il suo visetto compito da bravo ometto che si è sciolto nel più spontaneo dei sorrisi dei bambini quando ha visto il suo idolo, Martin Castrogiovanni. Perché Arturo ha la passione del rugby e il grande campione della Nazionale italiana lo ha saputo e ieri sera gli ha regalato tutto il “kit” del giocatore autografato perché domenica possa iniziare la sua storia di giocatore sul campo.
Componenti della Giuria tecnica indipendente: il Dott. Gianni Letta (Presidente), esponenti dell’associazionismo (Roberta Amadeo, Past President AISM), del cinema e dei circuiti cinematografici (Marco Belardi, AD Lotus Production; Marco Costa, Dir. Reti tematiche Mediaset; Carlo Rossella, Pres. Medusa FILM), del mondo dello spettacolo (Federica Pontremoli, sceneggiatrice; Enrico Vanzina, regista), della radio (Claudio Guerrini, RDS), di giornalismo e TV (Myrta Merlino, giornalista televisiva; Giovanni Parapini, Dir. Comunicazione, Relazioni Esterne , Istituzionali e Internazionali RAI) e del mondo istituzionale (Mariapia Garavaglia, Pres. Fondazione Roche).I partner dell’iniziativa, che sottoscrivono il protocollo d’intesa: AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla; Circuito Cinema; Ferrero Cinemas; Fondazione Pubblicità Progresso; Friendz; Lotus Productions; Medusa Film; Mediaset; Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Polo Museale del Lazio); UCI Cinemas; Vidiemme; DottNet.

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Il coraggio di un mea culpa

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 settembre 2017

africa10I nostri contemporanei non sembrano ancora in grado di fare ammenda dei propri errori continuando a cavalcare le logiche del passato: Crociate, colonialismo, apartheid, xenofobia e quanto altro, in senso laico e religioso. E’ un veleno che ha attraversato le Chiese mescolandosi con i rispettivi credi inquinando gli animi e accendendo le passioni. Giovanni Paolo II ha avuto il merito, durante il suo apostolato, di pronunciare quelle parole che nell’infallibilità dei pontefici e della dottrina cattolica sembravano quasi un’eresia. Ha significato ammettere un errore, tanti errori e di saper chiedere perdono alle vittime di ieri e agli eredi di oggi. Lo ha fatto per la scienza professata da Galilei ed ingiustamente posta all’indice, per le chiusure poste all’ebraismo, per i pregiudizi nei confronti delle altre professioni di fede e via di questo passo. Ma ciò che pesa più di tutti nella lunga storia della Chiesa di Roma è l’antigiudaismo cristiano nel Nuovo Testamento. Lo faceva osservare lo stesso Cardinale Martini, eminente biblista, allorché affermava che: “non possiamo non provare dolore, quando leggiamo nelle lettere di Paolo affermazioni come questa che i giudei non piacciono a Dio e sono nemici di tutti gli uomini e che oramai l’ira è arrivata al colmo sul loro capo.” Un pregiudizio che affiora anche in campo laico e si traduce con le crescenti accuse europee contro la condotta d’Israele in Palestina. Ma oggi la questione non è solo la sopravvivenza d’Israele. Pensiamo alla guerra civile in Siria che dura da circa sei anni e sembra non avere mai fine, alle guerre tribali, religiose, o pseudo tali, in Africa e in alcuni paesi asiatici e via di questo passo. Ora non è più il tempo di essere dalla parte degli uni o da quella degli altri, è il momento d’essere invece dalla parte di tutti e due gli antagonisti, di provare compassione per i morti dell’uno e dell’altro, sperando che questo serva, se mai fosse possibile, a riavvicinarli. Lo stesso discorso vale per i credi religiosi  dall’islamismo al buddismo e alle altre religioni. Ma il tema crociale che è diventato in taluni casi un tabù, sta nella nostra incapacità di fermare i mandanti che lucrano sulle miserie altrui a partire dai mercanti d’armi e nello sfruttamento delle ricchezze naturali di un paese affamandone la popolazione. (Riccardo Alfonso)

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In Dubious Battle di James Franco

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 agosto 2017

In Dubious BattleRoma Martedì 22 agosto ore 21:00 – Cinema The Space Moderno (Sala 5), Piazza della Repubblica 43 arriva nelle sale italiane IN DUBIOUS BATTLE – Il Coraggio degli Ultimi diretto James Franco e tratto dall’omonimo romanzo del 1936 del Premio Nobel John Steinbeck, tradotto in Italia da Eugenio Montale con il titolo La Battaglia. Ambientato in un’America degli anni ’30 in piena lotta tra lavoratori e capitalisti, è la storia di un uomo che, in disperata lotta per il riconoscimento dei propri diritti fondamentali, cerca di organizzare uno sciopero dei raccoglitori di frutta nel sud della California. IN DUBIOUS BATTLE porta sul grande schermo la sofferenza, gli stenti e il coraggio della popolazione rurale della Grande Depressione, un dipinto corale che vanta, oltre Franco, un cast del calibro di Nat Wolff, Selena Gomez, Vincent D’Onofrio, Ed Harris, Sam Shepard, Ashley Greene, Josh Hutcherson, John Savage e ancora Robert Duvall e Bryan Cranston. IN DUBIOUS BATTLE – Il Coraggio degli Ultimi è prodotto da AMBI MEDIA GROUP di Andrea Iervolino e Monika Bacardi, in collaborazione con Rabbit Bandini Production e That’s Hollywood Production. Distribuito da Ambi Media Italia, il film sarà al cinema dal 7 settembre.
Il Titolo “In Dubious Battle” è un riferimento a un brano del Paradiso perduto di John Milton. Da questo libro si evince il grande interesse di Steinbeck per ciò che accade nella mente e nel cuore degli uomini quando si muovono, non come individui singoli ma come membri di un gruppo. “In Dubious Battle” è il suo tentativo di studiare un tipico sciopero a metà della grande depressione in termini bionomici (disciplina che studia le leggi che governano i processi vitali). Nel 1958, il critico Alfred Kazin proclamò “In Dubious Battle ” e “Furore” come i suoi libri più potenti. Il presidente Barack Obama, in un’intervista al New York Times, ha detto che “In Dubious Battle” è il suo libro preferito.

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Il coraggio delle scelte popolari pensando al voto del 2018

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 agosto 2017

elezioni1Questo governo non merita la nostra considerazione perché non ha coraggio. Non ha il coraggio d’affrontare le scelte popolari nel senso che siano percepite dai cittadini a tutela del bene comune. E’ contro il popolo dei lavoratori dipendenti, dei pensionati, dei precari, dei disoccupati, delle famiglie con redditi medio-bassi perché non ha il coraggio d’imporre la patrimoniale ai ricchi, di fermare la corruzione incominciando a reintrodurre il reato di falso in bilancio, ad affrontare l’area dei privilegi a partire dalle banche (è il caso della reintroduzione dell’interesse sul massimo dello scoperto e dei conto correnti onerosi per i pensionati costretti ad aprire un conto per percepire la pensione), a colpire gli sprechi che gravano sul conti pubblici per ben 80 miliardi di euro, a ridurre le spese militari, i costi della politica, a favorire un percorso virtuoso alla filiera alimentare per contenere i costi dei beni di prima necessità, a dare al mercato del lavoro una reale svolta innovativa a prescindere dall’art.18 e a porre mano alla riforma della giustizia. E’ tempo che in tutti noi vi sia la consapevolezza dei limiti di un’azione governativa che non è rappresentativa di un interesse diffuso e generalizzato e dove si perpetuano e persino si esaltano i privilegi facendoli pagare ai più deboli. Ora che la sovranità del parlamento è stata umiliata mostrando chiaramente la sua incapacità di governare il paese. Ora che la sovranità popolare è stata umiliata con leggi impopolari e ingiuste.
Ora è tempo che tutti noi ci riappropriamo dei nostri diritti sovrani per esprimere un voto che penalizzi i partiti che oggi ci hanno sospinti in questo vicolo cieco e a dare fiducia a quanti hanno scelto la via dell’opposizione perché hanno mostrato d’essere consapevoli del danno arrecato alla comunità nei suoi interessi vitali. Forse anch’essi finiranno con il deluderci, ma per lo meno, se il nostro voto diventa corale, avremmo la possibilità di non vedere riconfermati i soliti politici. E noi abbiamo bisogno non di un governo qualsiasi, non di un governo cosiddetto “tecnico”, ma di un governo che sappia guardare a tutti gli italiani e non ad una piccola parte di essi. E’ la sola risposta democratica che la ragione e il buon senso ci invitano ad esprimere. (Riccardo Alfonso direttore del centro studi politici e sociali della Fidest)

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Il coraggio di sognare

Posted by fidest press agency su domenica, 3 aprile 2016

mauro leonardiRoma martedì 5 aprile 2016, alle 13.00, all’Università Europea di Roma, via degli Aldobrandeschi 190 (www.unier.it) incontro con Don Mauro Leonardi al’Università Europea sul tema “Il coraggio di sognare”. Oggi, nei discorsi tra la gente, c’è spesso la tendenza a dipingere il mondo a tinte scure, come se fosse irrimediabilmente corrotto. Nell’aria si respira, a volte, un sentimento di rassegnazione e di pessimismo, che ci spinge a considerare la vita una specie di giungla in cui i forti trionfano sui più deboli.
Ma la vita non è soltanto questo. La bellezza del dialogo, della solidarietà e dell’impegno quotidiano sono realtà che esistono, anche se a volte sono lontane dalla luce dei riflettori. Sono azioni di persone comuni, che hanno saputo illuminare il mondo con un piccolo gesto d’amore, offerto lungo il cammino della vita quotidiana. Una vita non sempre facile, caratterizzata anche da cadute, difetti, incertezze, paure e fragilità. Ma comunque bella, e mai priva di sentimenti di speranza.
Saper vedere il bene non significa essere sognatori o utopisti. Significa guardare in faccia la realtà e toccarla, andando oltre i luoghi comuni, i pregiudizi e le banalizzazioni superficiali. Don Mauro Leonardi cura il blog “Come Gesù” https://mauroleonardi.it/ e scrive su diversi quotidiani cartacei e on line come “L’Huffington Post”, “ilsussidiario.net” e altri. Con la prospettiva della ricerca dei ponti, Don Mauro Leonardi ha scritto recentemente il libro “Il Signore dei Sogni” (Edizioni Ares), che parla di tre santi “sognatori” (il patriarca Giuseppe, Giuseppe lo Sposo di Maria, San Josemaría Escrivá) non in termini meramente agiografici, utilizzando il linguaggio di tre famosi film: “Titanic”, “A Beautiful Mind” e “Biancaneve e i sette nani”.

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Il coraggio della reciprocità

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 dicembre 2015

pecsGirando per i Paesi di tradizione islamica non ho mai visto un esempio non dico di tolleranza (perchè è un termine ambiguo!), ma di sincero rispetto per l’Altro, come quello che ho visto (e fotografato) a Pecs, bellissima città ungherese (l’antica Sophiane dei romani). Qui, nella piazza principale, si può vedere la moschea di Pascià Gazi Kaszim costruita dai turchi occupanti nel 1500, sopra le rovine della chiesa medievale cristiana di San Bartolomeo. Dopo la cacciata degli ottomani, che in Ungheria si macchiarono di stragi e di delitti orrendi, gli ungheresi ripristinarono la chiesa di San Bartolomeo dentro l’edificio della moschea, senza cancellare i segni del suo passato islamico. Infatti, sulla cupola svettano una mezzaluna sovrastata da una croce, mentre sulle pareti interne si possono leggere sure del Corano e ammirare addirittura un “mirab”. In Europa e in varie parti del mondo le comunità islamiche possono esercitare liberamente la loro confessione, i loro riti. Purtroppo lo stesso non si può dire per le altre religioni e culture in molti paesi di tradizione islamica. Anche l’Islam dovrebbe darsi il coraggio della reciprocità verso tutte le religioni e le culture del mondo. Stiamo aspettando… (foto: pecs)

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La ‘spending review’ si profila come un fallimento

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2015

palazzo chigi“In questo momento penso che la linea economia (al governo, ndr) la stia dando Gutgeld che ha dato tanti consigli a Cottarelli e non riesce ad applicare gli stessi consigli a se stesso. La ‘spending review’ si profila come un fallimento, è ovvio”. Lo dice il presidente della commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia, intervistato a Mix24 di Giovanni Minoli su RADIO 24. “Devo dire – prosegue Boccia – che i tre precedenti commissari erano tre tecnici che avevano messo sul tavolo del presidente del Consiglio dei tagli netti, pesanti: da Bondi allo stesso Giavazzi, che non era alla ‘spending’, ma aveva proposto di tagliare molti degli incentivi fiscali alle imprese, a Cottarelli, a Giarda ancora prima. Tagli sempre dai 10 ai 20, 23, 24 miliardi; poi il presidente deve avere il coraggio di farli. In questo caso il commissario alla ‘spending’ è un politico, è il consigliere economico del presidente del Consiglio, che aveva promesso di fare dieci miliardi, secondo me ne servono almeno 15, così abbassi bene le tasse, le abbassi davvero, e fai redistribuzione”.

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“Più coraggio! Chiesa, famiglie, sessualità”

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2015

papa_woirNell’imminenza della nuova sessione del Sinodo sulla famiglia che sta suscitando il più vasto interesse, non sono solo cardinali e vescovi di differenti orientamenti a far sentire le loro voci. Anche molti laici hanno cominciato ad intervenire. Offrendo riflessioni chiare sui problemi al centro del nuovo appuntamento ecclesiale e manifestando apertamente le loro attese. Con il volume “Più coraggio!. Chiesa, famiglie, sessualità” (Editrice La Scuola, pagg. 192, euro 12,90), entra nel vivo del dibattito lo storico Fulvio De Giorgi, che in queste pagine esprime il suo pensiero come studioso, ma anche –come precisa il vescovo Carlo Ghidelli nella prefazione- come “credente, sposo, padre..”, pronto ad offrire “il frutto di un discernimento comunitario”.Un libro coraggioso, che non esita a indicare formulazioni del Catechismo (del 1992) “che appaiono contraddire (invece di accompagnare con simpatia e far crescere) la famiglia coniugale intima”e che chiede “più coraggio” ai Padri sinodali. Nessuna delle tematiche che saranno oggetto del prossimo Sinodo viene qui evitata: vissuti familiari, pastorale dei divorziati risposati e loro eventuale ammissione all’eucarestia, contraccezione, questione di genere, omosessualità,ecc. L’autore affronta ogni argomento con un approccio che vuole evitare le secche della sterile contrapposizione rigoristi/lassisti o conservatori/progressisti, offrendo una base culturale nuova per affrontare quelle che ritiene scelte non più procastinabili. Una base radicata nella consapevolezza che, con l’esplosione demografica del XX secolo, per la prima volta dopo millenni, l’umanità non è più a rischio di estinzione. Un dato che finisce per provocare un cambiamento antropologico-culturale profondo, non reggendo più quelle travature culturali millenarie che erano necessarie per un’antropologia che salvaguardasse la sopravvivenza della specie e quindi difendesse, in tutti i modi, la procreazione. Questo epocale cambio culturale mette la Chiesa davanti alla necessità di scelte nuove e difficili. Insomma, i grandi cambiamenti -storici globali, demografici, economico,sociali- insieme ai mutamenti dei paradigmi culturali che l’umanità sta vivendo, aprono scenari inediti che sfidano la Chiesa cattolica Ecco perché nel suo “Più coraggio. Chiesa, famiglie, sessualità”, l’autore – da tempo impegnato nella pastorale familiare- propone l’assunzione di scelte innovative – in fedeltà al Vangelo, al Concilio Vaticano II e al magistero di Papa Francesco – che portino, in modo sereno e fecondo, ad una nuova “era cristiana”.Le dispute sinodali sono lette, in positivo, come il travaglio di un parto, che condurrà alla nascita di un modo nuovo di essere Chiesa. Un libro che chiede coraggio e nutre fiducia. Commenta De Giorgi “Sarebbe veramente deludente se – dopo tanto lavoro e due Sinodi – la situazione ecclesiale segnasse il passo, permanendo su posizioni maturate in un contesto storico che ormai non esiste più”. “Non è che se la Chiesa di oggi cresce e cambia, questo vuol dire che la Chiesa di ieri sbagliava. La Chiesa di ieri faceva ciò che, in quel momento, era giusto (e che era, a sua volta, una crescita rispetto ad un momento storico precedente)” , osserva lo studioso. E aggiunge: “Ma non ci si può fermare: saremmo morti e non vivi. Ovviamente il nostro DNA (il deposito della fede) resta sempre lo stesso. Ma, per la Chiesa, crescere vuol dire essere ancor più fedele al Vangelo. Un di più di Vangelo”.
Fulvio De Giorgi è professore ordinario di Storia dell’educazione/Bioetica e Teorie e metodi educativi/Storia culturale dell’educazione presso l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. La sua ricerca scientifica ha come criterio metodologico la prospettiva della storia dell’educazione come storia culturale. Collabora all’attività dell’Archivio per la storia dell’ educazione in Italia (Brescia). Tra i suoi numerosi lavori ricordiamo: Mons. Montini. Chiesa cattolica e scontri di civiltà nella prima metà del Novecento (il Mulino, 2012), La Controriforma come totalitarismo. Nota su Croce storico (Morcelliana, 2013) e Paolo VI. Il papa del moderno. Per l’Editrice La Scuola ha curato: Maria Montessori, Dio e il bambino e altri scritti inediti (2013) e Papa Francesco, La mia scuola (2014).

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Manca il coraggio delle scelte popolari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2012

Questo governo non merita la nostra considerazione perché non ha coraggio. Non ha il coraggio d’affrontare le scelte popolari nel senso che siano percepite dai cittadini a tutela del bene comune. E’ contro il popolo dei lavoratori dipendenti, dei pensionati, dei precari, dei disoccupati, delle famiglie con redditi medio-bassi perché non ha il coraggio d’imporre la patrimoniale ai ricchi, di fermare la corruzione incominciando a reintrodurre il reato di falso in bilancio, ad affrontare l’area dei privilegi a partire dalle banche (è il caso della reintroduzione delle commissioni sul massimo dello scoperto e dei conto correnti onerosi per i pensionati costretti ad aprire un conto per percepire la pensione), a colpire gli sprechi che gravano sul conti pubblici per ben 80 miliardi di euro, a ridurre le spese militari, i costi della politica, a favorire un percorso virtuoso alla filiera alimentare per contenere i costi dei beni di prima necessità, a dare al mercato del lavoro una reale svolta innovativa a prescindere dall’art.18 e a porre mano alla riforma della giustizia.
E’ tempo che in tutti noi vi sia la consapevolezza dei limiti di un’azione governativa che non è rappresentativa di un interesse diffuso e generalizzato e dove si perpetuano e persino si esaltano i privilegi facendoli pagare ai più deboli.
Ora che la sovranità del parlamento è stata umiliata mostrando chiaramente la sua incapacità di governare il paese.
Ora che la sovranità popolare è stata umiliata con leggi impopolari e ingiuste.
Ora è tempo che tutti noi ci riappropriamo dei nostri diritti sovrani per esprimere un voto che penalizzi i partiti che oggi ci hanno sospinti in questo vicolo cieco e a dare fiducia a quanti hanno scelto la via dell’opposizione perché hanno mostrato d’essere consapevoli del danno arrecato alla comunità nei suoi interessi vitali.
Forse anch’essi finiranno con il deluderci, ma per lo meno, se il nostro voto diventa corale, avremmo la possibilità di non vedere riconfermati i soliti politici.
E noi abbiamo bisogno non di un governo qualsiasi, non di un governo cosiddetto “tecnico”, ma di un governo che sappia guardare a tutti gli italiani e non ad una piccola parte di essi.
E’ la sola risposta democratica che la ragione e il buon senso ci invitano ad esprimere. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Il coraggio delle scelte popolari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2012

Luhmman scriveva che “il futuro non nasce perché non ha tempo per crescere, divorato da un presente che vive di scadenze sempre più frequenti”. Il saggio di A. Diotallevi e G. Falcucci fornisce la conferma di questo giudizio applicato ad un sistema politico che, sotto la pressione degli interessi elettorali ed incalzato da una stretta agenda temporale, più che fare riforme realizza scorrerie nei diversi campi generando condizioni di incertezza e timori per il futuro. I temi a cui i due autori si dedicano sono quelli del lavoro e della previdenza, che toccano quella “comunità del lavoro” che costituisce l’architrave del nostro ordinamento costituzionale.
In concreto si parla dei “diritti acquisiti” in funzione dei quali sono state programmati piani di vita, costruite reti di relazioni familiari, diritti non conquistati con la presa della Bastiglia ma regolati secondo i canoni delle procedure democratiche. I due autori sono consapevoli che viviamo di una condizione eccezionale (anche se il richiamo allo stato di eccezione di C. Schmidt promosso da molti analisti politici è fuori luogo) e concordano che tutte le parti devono fare la loro parte anche perché ci aspetta un’epoca di aspettative decrescenti, misurate con il tradizionale parametro dei consumi privati. Ma la situazione eccezionale può rimettere in gioco i diritti acquisiti dei cittadini dal legislatore di turno, senza con ciò turbare le regole di un ordinamento democratico, costruite per contenere il potere costrittivo dello Stato?
Questa è la domanda posta. Già nei tempi antichi (basta pensare all’Antigone di Sofocle) si soleva distinguere la legalità della legge dalla sua legittimità, si parlava del rapporto fra “lex” ed “ius” rappresentato, questo ultimo, dai principi di convivenza e di solidarietà sociale al cui interno la legge deve operare.
Gli autori, più avveduti di me in questa delicata questione, lanciano una proposta: “I crediti di solidarietà”. Se i cittadini sono chiamati a concorrere al salvataggio dello Stato e come sempre sono in prima fila quelli che appartengono alla comunità del lavoro, possono divenire titolari di “crediti di solidarietà”, in funzione dei sacrifici richiesti, esigibili quando la condizione finanziaria dello Stato lo renderà possibile?
L’ambito di questo scambio solidale, oltre che a valere nei rapporti Stato-cittadini, può essere esteso all’interno delle imprese quale soluzione per sperimentare inedite forme di democrazia economica, in grado di riequilibrare i rapporti tra capitale e lavoro?
Dostoevskiy profetizzava un mondo futuro ove sono molte le greggi da tosare e pochi i pastori. I crediti di solidarietà, proposti dai nostri autori a sostegno di scelte popolari nel senso che siano percepite dai cittadini a tutela del bene comune, possono invertire una tale profezia? (Prof. Giuseppe Bianchi)

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Gesuita di coraggio

Posted by fidest press agency su sabato, 18 febbraio 2012

Quando si parla o si scrive di una persona che non c’è più, a cui ci si è legati per un lungo tragitto di vita insieme, a dispetto di qualsiasi avversità, c’è sempre il rischio di incorrere in una idealizzazione, di appiccicare addosso medaglie e nastrini, sommando parole che non confortano il dolore di questa assenza. Padre PierSandro Vanzan non era solamente un Gesuita senza paura, un giornalista e uno scrittore arguto e instancabile di Civiltà Cattolica, della carta stampata, è stato soprattutto un amico, un fratello, un padre, e un orizzonte a vista per tutti noi della Comunità Casa del Giovane, una “consueta” coscienza critica, a volte aspra e ammonitrice, ma sempre colma di amore, in nome dell’amicizia con don Enzo Boschetti, fondatore di questa grande casa-comunità di servizio-terapeutica. Pochi mesi fa era tornato nuovamente tra noi per svolgere ulteriori esami clinici dal Prof. Viganò, con il quale era nato un rapporto affettivo bellissimo, basato sulla stima reciproca. Stava in mezzo a noi con il passo più lento, con l’udito meno buono, ma con la mente lucida di chi non aveva timore di sporcarsi le mani nel dolore e nelle tragedie degli uomini. Per ogni suo amico, sono certo, ci sarà un momento di sbandamento, ma altrettanto convintamene, indipendentemente dalla fede che si professa, c’è bisogno di ricordare ciò che questo uomo diceva, scriveva, faceva, perché da questa esperienza personale e comunitaria potranno sorgere e rafforzarsi nuove energie cui fare leva, nuove forze interiori per imparare a amare con ardimento: i Santi non sono cartoline illustrate da acquistare nei giorni di festa, ma il respiro di cui non possiamo fare a meno per avere fede e credere a quella Croce dove ora Padre Vanzan sta al suo legno. Per chi segue il solco di un Vangelo mai ripiegato su se stesso, non è difficile tradurre dalle intenzioni di tante storie tramandate, più che mai attuali, lo stile di vita, i comportamenti quotidiani, e non è irriguardoso accostare Padre Vanzan a un prosieguo della storia più antica e giovane, per continuare ad avvicinare le parole che ci ha lasciato, senza per questo disegnare una verità folgorante che gia c’è, il rischio è più palese e vicino alla terra sotto i nostri piedi, cioè di raccontare e narrare senza sosta la vita di quel legno stretto alle sue mani, facendo ulteriore prossimità con Dio, e non più a quel dubbio che ci serve a nascondere le nostre stanchezze, i nostri limiti, le nostre incapacità ad abbandonarci a ciò che è. Nei tanti anni che ci hanno visti accanto, ho conosciuto “sottopelle” Padre Vanzan, siamo stati insieme, come lo è stata tutta la Casa del Giovane, fino a diventare la sua grande casa, non era mai un pensiero scontato, non era semplice seguire le sue tracce, le sue orme, perché a volte parevano così profonde da incutere timore, manco fossero di un orso eretto al cielo. Sono tanti gli episodi che danno l’idea del carico di autorevolezza di questo sacerdote profeta nella santità profetica di chi lo attraversava e accompagnava come don Enzo Boschetti e le sue intuizioni, la sua vista prospettica, il coraggio delle scelte, la generosità della coerenza. Insieme hanno cresciuto un albero della vita importante, la Casa del Giovane, una radice formidabile perché affondata nel loro amore.L’intensità della passione quando postulava Giovanni Palatucci, il famoso Questore buono, la sua capacità di raccontare quanta giustizia albergava nel cuore di questo funzionario di Polizia, di questo uomo delle istituzioni, e di quanto un uomo possa scegliere di essere giusto, mentre è schiacciato e ucciso dall’ingiustizia più inenarrabile. C’è un bisogno sincero di onorare persone come queste, di ancorarle al cuore, alla vita spirituale di ognuno, alle fatiche dell’esistenza, per farne esempio da rileggere ogni volta che servirà.(Vincenzo Andraous)

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Il Mezzogiorno e le due Europe

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2011

Molti autorevoli consulenti e terapeuti si sono avvicendati in questi ultimi anni al capezzale del malato di riguardo che per la circostanza si chiama Mezzogiorno. Da tutto ciò emerge una riflessione ed è che se non vogliamo che l’ammalato diventi incurabile, non dovremmo limitarci solo a inviare e sollecitare inviti al coraggio, a rinunciare al mito dello Stato Provvidenza, a fare tutto da sé, per superare quelle rigidità strutturali, che frenano l’avvento della flessibilità e della competitività nel mercato. Tutto questo è lodevole pensarlo se ci rifacciamo ai vecchi toccasana degli investimenti pubblici per sostenere una occupazione virtuosa, in nome di un nuovo Keynesismo. E nemmeno i modelli luccicanti, in questo caso, possono essere omologati per il Mezzogiorno che possono essere ora la Spagna, ora il Gallese ed ora gli U.S.A, il Canada e l’Australia, ecc. Per avere competitività occorre anche e prioritariamente un ambiente sicuro, ricettivo alla modernità, capace di governare le risorse, occorre una cultura locale, una vocazione alla impresa, soprattutto occorrono le infrastrutture, a cominciare da quelle formative e specialistiche, che garantiscono i presupposti di una valida competitività, anche tecnologica nel mercato. E soprattutto possiamo averlo con le speculazioni che svuotano il risparmio del Sud? Certo, mitica è diventata la speranza del posto fisso, ma mitica è anche quella competitività, che non ha alle spalle una forte consapevolezza dei mezzi e delle condizioni per razionalizzarla e realizzarla nel proprio ambiente. A chi spetta, ci chiediamo a questo punto, dare questa consapevolezza? Considerata la situazione l’interrogativo non solo è d’obbligo mentre la risposta resta, ovviamente, ancora in lista d’attesa.(Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Il coraggio della fuga

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2011

Si tratta di fuga dalle proprie responsabilità, mirata a rinverdire un indice di gradimento appannato. Il governo imposta la manovra imposta dall’UE che dovrebbe aggirarsi intorno a 45 miliardi di euro; l’impostazione governativa prevedere una mini manovra quest’anno e rimanda alla coalizione che dovesse vincere le elezioni del 2013 l’onere di affrontare il grosso della manovra. Un ritardo operativo nell’affrontare l’attuale crisi economica, sostenuto da un folle incitamento all’ottimismo, al consumismo, ad evitare i risparmi e a non cambiare usi e costumi consumistici per mantenere in vita il circuito monetario che favorisce solamente i fornitori di servizi inutili. Negli ultimi otto anni ha governato Berlusconi, ed è fuori da ogni dubbio che non è stato in grado di affrontare i problemi provocati dalla crisi, anche per interessi personali legati alle pubblicità televisive che avrebbero risentito della contrazione dei consumi, oltre agli interessi personali legati alla catena di supermercati di proprietà maggioritaria della Fininvest.
Nulla è stata progettato per stimolare l’occupazione, la ripresa delle attività produttive, mentre la piccola e media borghesia, ignorando i consigli governativi, ha insistito nel risparmio, mantenendo un montante globale superiore al debito pubblico. Ora si perfeziona la grande fuga, delegando un governo futuro a bruciarsi con i conti fuori controllo, mentre il cavaliere si offre al dialogo con le opposizioni nel patetico tentativo di ingraziarsi i favori in vista della sua scalata al Quirinale. (Rosario Amico Roxas)

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Donatello Bellomo: La settima onda

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2011

Donatello Bellomo, giornalista professionista, scrittore, storico della navigazione, collaboratore di prestigiose riviste nautiche, ricostruisce in questo romanzo l’avventurosa storia di Sir William Phips (1651-1695), vero self made man americano. Figlio di un armaiolo di Bristol trasferitosi nelle colonie britanniche del Maine, Phips riesce a cambiare la sua vita grazie a un incontro fortuito e a una buona dose di coraggio, intraprendenza e follia. Una successione tumultuosa di eventi e scenari memorabili che travolge il lettore con una narrazione dal ritmo incalzante che ricrea con assoluta fedeltà le atmosfere dell’epoca. Tra tante avventure c’è posto anche per l’amore, quello per la moglie Elizabeth, materna e sensuale e per Gwenn, l’amante di un lord inglese, che rappresenta per lui la vera, travolgente passione della vita, ma anche una sorta di angelo custode. Pagine 320 Euro 18,00 Codice 23801V EAN 978-88-425-4807-2

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Milano e Napoli liberate …vince il popolo italiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2011

Che strano: in questo paese vincono tutti, ad eccezione del Partito Democratico, del Popolo della Libertà, del Terzo polo e della Lega Nord. Che amarezza vedere Bersani sorridere e aver il coraggio di dire che il centro sinistra si è riscattato, peggio ancora ascoltare le scuse banali dei leghisti e i proclami del Terzo polo: in questo paese gli unici vincitori sono gli italiani, il popolo stanco non della politica, ma dei partiti tradizionali, della loro oligarchia sia di destra che di sinistra. Ha vinto Niki Vendola, ha vinto Pisapia, ha vinto De Magistris; oltre al popolo, hanno vinto le novità, i singoli politici. Ci vuole coraggio a dire che il voto non è stata una conseguenza del governo, lo stesso governo che ha portato gli italiani allo sconforto totale. Cosa si poteva pretendere dai cittadini arrabbiati e delusi non solo dei governanti, ma anche di quelle rappresentanze sindacali allineate, pardon, riformiste, come diceva un certo Ministro, incapaci di dare battaglia su questioni vergognose come il congelamento degli stipendi per tre anni, l’aumento del caro vita, la riduzione di fondi alla difesa e sicurezza, il precariato, le odiose questioni personali del Premier che non importano a nessuno; per non parlare del degrado totale del Sud, relegato a viaggiare su reti e treni sporchi e vetusti, snervando i cittadini e bloccando i flussi turistici. Ma cosa hanno fatto per questo i politici siciliani in parlamento? Ce lo chiediamo tutti …
Così come siamo sbigottiti di una Palermo la seconda città del Sud, devastata dai rifiuti e con le coste trascurate, un Sindaco che non c’è, e una giunta antipatica a tutti i palermitani, siti culturali in totale stato di abbandono. Il vento di cambiamento del resto d’Italia in Sicilia non ha ben soffiato, ma anche qui prima o poi si mobiliteranno le coscienze. Cavaliere ma lei pensa che tutto questo non c’è lo siamo legati al dito? Aspettiamo il 2013 per rendervi conto del vostro operato. (Girolamo Foti)

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Degrado culturale, politico e sociale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 Mag 2011

Roma 26 maggio 2011 – ore 16.00 P.zza Sant’Apollinare, 49 Pontificia Università della Santa Croce Istituto Superiore di Scienze Religiose all’Apollinare – Aula “Alvaro del Portillo” un incontro organizzato dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Pontificia Università della Santa Croce e dalle Paoline per parlare di questi tempi e del degrado culturale, politico e sociale. Sembra più facile alzare la voce per una denuncia, che non cercare strade per una ripresa di vita e di coraggio. Abbiamo celebrato 150 anni di unità nazionale, ma si avverte la fatica e la precarietà di una unità tutta ancora da raggiungere. In queste pagine, il teologo Antonio Staglianò, da più di due anni vescovo della diocesi di Noto (SR), ripercorre i molti interventi della Chiesa italiana e delle Chiese locali evidenziando quegli aspetti relativi al Sud, al suo patrimonio di cultura, di fede e di tradizioni religiose che contribuiscono ad alimentare quella speranza di cui si avverte tutta l’urgenza. Intervengono S.E. Mons. Diego Coletti, Vescovo di Como, S.E. Mons. Domenico Graziani, Arcivescovo di Crotone – S. Severina Prof. Giovanni Maria Vian, Direttore de L’Osservatore Romano Modera Prof. Don Marco Porta, Direttore ISSR all’Apollinare Sarà presente l’Autore

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Voto: comunale Torino

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Mag 2011

“La città di Torino ha nuovamente bisogno di un grande cambiamento ed è necessaria una positiva e forte discontinuità con il passato” Ha dichiarato l’on.Gianni Vernetti, deputato di Alleanza per l’Italia in occasione della manifestazione di chiusura della campagna elettorale del Terzo Polo (UDC, FLI, API-Alleanza per la Citta). “E’ già successo all’inizio degli anni ’90, -ha proseguito l’on.Vernetti- quando con coraggio la città seppe cambiare in modo innovativo, inaugurando un ciclo ventennale di grandi trasformazioni urbane che hanno ridisegnato il volto e l’identità della città” “Oggi serve nuovamente un atto di coraggio e di cambiamento: Piero Fassino sarà in grado essenzialmente di proseguire le politiche già avviate dalla Giunta precedente, senza offrire una nuova visione per la città, ed il candidato del centrodestra Michele Coppola più che un grande progetto di trasformazione, ha in questi giorni proposto una serie di piccoli progetti per la città”
“Per questo motivo –ha proseguito l’on.Vernetti- il voto ad Alberto Musy è un voto utile per Torino: TAV, attrazione di nuove imprese, potenziamento dell’università, semplificazione burocratica. Una città nuovamente al centro dell’Europa e sempre più connessa alle reti europee in modo materiale ed immateriale” “Si andrà al ballotaggio – ha concuso l’on.Vernetti- è il voto a Musy ed al Terzo Polo sarà fondamentale per il Governo della città”

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Il coraggio delle bombe

Posted by fidest press agency su sabato, 12 febbraio 2011

Lettera al direttore. Sergio Romano, sul Corriere della Sera (11 febbr.), ad un lettore che propone di aiutare i nostri militari in pericolo in Afghanistan, fornendo di bombe gli aerei dell’Areonautica militare, risponde: “Occorre un atto di coraggio che il governo, in questo momento, non ha il tempo e la voglia di fare”. Il coraggio di sganciare bombe, soprattutto oggi, è una sorta di contraddizione in termini. Il vero coraggio per aiutare i nostri soldati, è quello di affrancarsi dalla soggezione agli americani; di prendere decisioni per conto proprio, di riconoscere che la democrazia non si esporta bombardando. Il vero coraggio è far rientrare immediatamente i soldati in patria, ché solo la necessità e l’inevitabilità giustificano la facoltà di uno Stato di mettere a repentaglio la vita dei propri soldati. E solo chi è in mala fede può sostenere che la guerra in Afghanistan sia necessaria ed inevitabile. Basterà, infatti, la decisione degli Americani di ritirarsi, per far sì che necessità ed inevitabilità svaniscano d’incanto. (Veronica Tussi)

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