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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Posts Tagged ‘corruttori’

Il male antico dei corrotti e dei corruttori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 agosto 2017

soldi-pubbliciParliamo tanto di corrotti, corruttori e corrompibili da almeno 40 anni a questa parte ma ci guardiamo bene di passare dalla parlata ai fatti per porvi riparo in qualche modo, se non rispolverando qualche palliativo tanto per gettare fumo negli occhi. Già Fanfani, infatti, quando era segretario della Dc denunciò gli abusi di alcuni politici. E se vogliamo fare una ulteriore dietrologia ricordo quanto ebbe a dire Moro ai direttori delle testate dei piccoli periodici a Palermo invitandoli a “ricercare la verità” consapevole del deterioramento del quadro politico nel quale si stavano inserendo elementi di dubbio profilo morale e che tendevano ad inquinarlo. Ma ne rilevava anche la impossibilità che tali fatti venissero a galla e fossero perseguiti per vie legali tanto che pensò di farli emergere, per lo meno, per via mediatica. Un discorso che ci riporta all’attualità e forse spiega il motivo per il quale si cerca di mettere il bavaglio alla libera stampa ovvero quella dei piccoli editori non compromessi con i grandi potentati. Oggi l’insidia è più grave in quanto si cerca di confondere l’opinione pubblica con notizie false e pretestuose nei confronti dei “censori” così come si fa con taluni “pentiti” di mafia. Oggi è diventata una lotta impari se stiamo ad osservare quanto accade nel Paese e nel Parlamento e nelle stesse procure e aule dei tribunali. Possibile che l’opinione pubblica non se ne renda conto o lo dobbiamo al fatto che è già vittima di quel sottile veleno che si chiama “disinformazione” e sta per finire come l’asino di Buridano non sapendo se mangiare prima di bere o viceversa alla fine muore di fame e di sete. (Riccardo Alfonso)

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IDV in Piazza Montecitorio

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 gennaio 2015

camera deputati2“Italia dei Valori chiede alla Presidente della Camera Laura Boldrini di calendarizzare la nostra proposta di legge contro la corruzione. Per il bene della collettività, corrotti e corruttori, come i mafiosi, devono restituire ciò di cui si sono arricchiti. Per questo, crediamo che la prima misura sia la confisca totale del loro patrimonio ed un approccio irremovibile nei confronti di quegli impiegati pubblici rinviati a giudizio, da sospendere nell’immediato. La corruzione corrode il senso delle Istituzioni e la nostra cultura democratica, lede profondamente il diritto di vivere in un Paese sano e sviluppato, relega al confine gli onesti e sporca il territorio. Venerdì 30 gennaio, alle ore 10:30, faremo un sit in in piazza Montecitorio, ora sfidiamo la classe politica, e vediamo chi fa parole e chi fa i fatti.” E’ quanto dichiarano in una nota congiunta il Segretario Nazionale di Italia dei Valori Ignazio Messina ed il Portavoce parlamentare dell’IdV Nello Formisano.

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Dalla stanza dei bott O ni, alla stanza dei bott I ni

Posted by fidest press agency su martedì, 1 maggio 2012

Berlusconi: voto a ottobre, sinistra avanti unica nostra chance l’alleanza con Casini Il leader Udc non chiude ma avverte: «L’unità si fa con i programmi, non con nominalismi» (Il Messaggero del 30 aprile 2012) E Rosario Amico Roxas commenta: “Per Berlusconi l’unità si fa seguendo i sondaggi; se tali sondaggi lo dessero vincente, allora non accennerebbe nemmeno a Casini e lo svilirebbe come “voto inutile” stante la dimensione elettorale.
Casini, con questo intervento, si illudere di poter portare il cavaliere ad un dialogo politico, ideologico, costruttivo, mirato al paese e non agli interessi personali.Berlusconi insiste.., non si rende conto nemmeno che Casini ha interessi diametralmente opposti ai suoi, per cui “non c’è trippa ppe gatti”, e non si tratta solo di interessi personali come accade per il cavaliere.
Gli interessi del cavaliere sono banali: giustizia da aggiustare secondo le sue esigenze, gratuità per mediaset delle frequenze TV, nessuna patrimoniale che possa intaccare i suoi “affetti più cari”.
Finalmente Casini lo ha fatto presente, rintuzzando il prode AlFano; dov’era lo scudiero del cavaliere quando veniva tolta, demagogicamente, l’ICI anche ai grandi patrimoni, sottraendo quella liquidità immediata che avrebbe scongiurato l’attuale condizione provocata da Berlusconi?
Dov’era quando veniva regalato quello scudo fiscale, del quale hanno goduto i grandi evasori, le mafie, i corrotti, i corruttori e i corruttibili, con il cavaliere alla testa del drappello, seguito dai suoi scudieri?
E’ patetico che il responsabile dell’attuale situazione si esibisca come la soluzione ai problemi; un ritorno del cavaliere ri-trasformerebbe la stanza dei bottOni, nella già vista stanza dei bottIni.(Rosario Amico Roxas)

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Il potere si difende (a modo suo!)

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2011

Intercettazioni, il Pdl attacca: «Fermare il gioco al massacro» da (Il Messaggero del 23 giugno 2011) e Rosario Amico Roxas commenta: “ Le intercettazioni telefoniche e il controllo del territorio, restano l’ultima spiaggia della democrazia e della difesa dei diritti dalle arroganze del potere; per questo si vuole eliminarle. In una democrazia compiuta si perseguirebbero i reati, con sempre maggiore dispiego di mezzi per eliminare ed eradicare il vero cancro della giusta “libertà per tutti”.
In questa democrazia italiana, ferita a morte da un governo di “corrotti corruttori”, non volendo perseguire i reati, si cerca di cancellare dagli ordinamenti i mezzi idonei a scoprire quei reati, tanto cari alla casta abbarbicata ad un potere agguantato proditoriamente e mantenuto legiferando a proprio favore. Non c’è più angolo recondito della vita pubblica che non abbia il suo scandalo con i soliti noti ai vertici delle organizzazioni malavitose. Si perfeziona il dettato liberista che a tutto attribuisce un prezzo, che tutto immette nel mercato dove il più forte compra, ricatta, ruba, truffa, e pretende anche l’impunità ritenendosi al di sopra delle leggi perchè eletto dal popolo. Si rinnovano quotidianamente i fasti del “metodo Boffo” fatto di ricatti, minacce, concussioni, connivenze, essendo diventato il solo metodo utile al mantenimento del potere che consente la più illegittima delle difese. Ora tocca alle intercettazioni, che hanno permesso di segnare alcuni successi nella lotta contro le mafie esterne e interne ai palazzi del potere; la sola difesa del potere è di abrogare i mezzi di indagine, perché i reati vengono codificati o coperti da colpevoli connivenze. Non resta che stravolgere la Costituzione e riscriverla ad uso e consumo dei clan malavitosi, come se un manipolo di anticristo volesse modificare i 10 Comandamenti”.(Rosario Amico Roxas)

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Il voto degli italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

Per comprendere meglio ciò che ha determinato il voto odierno delle amministrative dobbiamo necessariamente risalire agli anni novanta, o, meglio, a partire dalla stagione di “mani pulite”. Allora vi fu una svolta nella politica internazionale con la caduta del muro di Berlino. Gli effetti in Italia non parvero rilevanti, in termini di politica interna, se non ci fosse stato l’intervento della procura di Milano che perseguendo i corrotti e i corruttori aprì una voragine invadendo il campo dei partiti e i loro intrallazzi di bassa leva. Così ci ritrovammo con la caduta libera di quanti posti sotto l’ala protettiva dei movimenti politici ne traevano benefici economici personali e in favore degli amici della parrocchietta. Ne conseguì il crollo dei partiti, allora in auge, fatta eccezione del partito comunista e della sua area integralista e della destra del Msi. Ciò significò che l’elettore che si collocava nell’area di centro ed era moderatamente di destra o di sinistra, e qui parliamo verosimilmente di almeno il 65% del corpo elettorale, perse il suo punto di riferimento. Da qui l’idea di creare una nuova coalizione che riuscisse a governare ponendosi come alternativa alle due sinistre: quella riformista e quella integralista. L’impresa, per quanto ardua, fu tentata affidando l’incarico ad un uomo che aveva tutte le caratteristiche per riuscirci: aveva i soldi, era un ottimo comunicatore, era proprietario di emittenti televisive a diffusione nazionale ed era ammanierato nei piani alti della finanza internazionale. Il suo primo obiettivo fu di portare dalla sua i leghisti di Umberto Bossi e di mettere in gioco i “paria” rappresentati dal Msi di Almirante da sempre in odore di filo-fascismo. Al primo colpo riuscì nell’intento ma la reazione dell’establishment non si fece attendere. Fu costretto a mordere il freno per 5 lunghi anni ma non restò con le mani in mano. I suoi intrighi servirono, se non altro, a far esplodere le contraddizioni in casa del centro sinistra che in forte difficoltà per la sua leadership vide nel corso di una legislatura il passaggio di mano da Prodi a D’Alema e poi ancora ad Amato mentre si consumavano le lotte interne e i cavalli di razza scalpitavano: Rutelli, Veltroni ecc. Si entrò, quindi, a pieno titolo nell’era berlusconiana con un parlamento e un esecutivo capaci di durare cinque anni senza grossi traumi. Nel 2006 si arrivò alla scadenza della legislatura con un centro-destra in difficoltà ma pur dotato di un potente carisma, quello di Berlusconi, ovviamente, e delle sue facoltà mediatiche e in possesso della ferrea logica di chi è consapevole che per governare il paese lui solo era bravo per demerito della opposizioni che come tanti galletti si beccavano tra loro escludendosi a vicenda. La controprova la ebbero gli elettori con il secondo Prodi che durò appena due anni. Con le elezioni anticipate del 2008 riprese il feeling irresistibile di Berlusconi con il suo elettorato. Lui prometteva e gli bastava farlo per ricevere consensi a scena aperta. Ma non era lui che gli italiani votavano ma lo facevano per garantirsi la stabilità. Gli tollerarono le sue smargiassate, i suoi baciamano ai dittatori di turno, le sue avventure amorose e i suoi sproloqui. L’interessato ne dedusse che tutto gli era consentito, tutto gli sarebbe stato perdonato. Era ed è il più furbo, il più abile, il più ricco, il più intrallazzatore. Ma la storia ci insegna che nessuno è invincibile. Ognuno di noi, per quanto baciato dalla fortuna, non deve tuttavia abbassare la guardia perché da qualche parte c’è sempre un’insidia pronta all’uso. E così è stato. Ora, nonostante tutto, non può mollare e sappiamo il perché: ha creato dal nulla una leadership, la sua, e se lui getta la spugna l’intero castello si affloscia e vanno gambe all’aria tutti coloro che hanno una ragione d’essere perché c’è lui, tanto che, in un mio recente articolo ho sostenuto che il suo partito, il Pdl, di fatto non esiste. E’ una creatura virtuale. Ora la sua mossa, grazie ai “Responsabili”, frutto della sua campagna acquisti parlamentare, lo spingerà a resistere ad oltranza. Tanto, pensa, anche questa buriana passerà e gli elettori si convinceranno che per governare c’è sempre lui. Ma sarà proprio così? Ai posteri l’ardua sentenza. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Corrotti e corruttori

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2010

“Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per tentare di attutire il biasimo dell’opinione pubblica verso i suoi uomini travolti dallo scandalo, ora si erge a paladino della lotta contro la corruzione. Siamo al ridicolo: se vuole ritrovare un minimo di credibilità cominci a farsi giudicare proprio per un gravissimo delitto di corruzione in atti giudiziari. Poi, se sarà condannato, si espella da solo dal suo partito. E se applicasse a se stesso quello che ora tardivamente pretende di fare agli altri, ricordi che, essendo rinviato a giudizio per diversi gravi reati, avrebbe dovuto cominciare col non candidare se stesso” lo dichiara in una nota l’on. Federico Palomba, vicepresidente della Commissione Giustizia alla Camera.

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L’Italia dei corrotti e dei corruttori

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2009

L’indice 2008 di Trasparenza pone l’Italia al 55° posto nella lotta contro la corruzione nel mondo  e al 26° posto in Europa. L’organismo d’Europa che monitora il livello di corruzione ha detto che in Italia “la corruzione è un fenomeno diffuso, dall’urbanistica, allo smaltimento dei rifiuti, agli appalti fino al settore della sanità”. Nel suo rapporto sottolinea che in Italia esiste “la volontà della magistratura di combattere la corruzione ma che nonostante questo il fenomeno è generalizzato”.E’ tutto terribilmente vero. Negli ultimi due anni, si è aperta nel Paese una nuova stagione di inchieste giudiziarie che da Firenze a Napoli, da Pescara a Catanzaro, passando per Potenza e Milano, ha coinvolto e coinvolge amministratori locali e politici nazionali.E’ stata definita la nuova Tangentopoli ma rispetto a 15 anni fa, oggi, non tremano solo i palazzi romani e non trema solo una parte politica. Tangentopoli ha traslocato, da Roma si è trasferita in periferia, nei comuni, nelle province e nelle regioni italiane, anche in quelle amministrazioni guidate dal centrosinistra che fino a qualche anno fa erano sinonimo di buona amministrazione. I politici locali, con spirito bipartisan, hanno attinto alle casseforti locali, ambiente e sanità in testa, spartendosi la fetta dei soldi pubblici. La corruzione, dunque, non è più solo a Roma e non è più appalto di una sola parte politica. Tangentopoli è diventata periferica e trasversale.Di fronte a tutto questo, occorrono due cose urgenti. La prima: più controlli e poteri alla magistratura. Serve fermare, subito, la scellerata legge sulle intercettazioni che ha in mente il centrodestra. E’ grazie a questo indispensabile strumento di indagine se i magistrati hanno scoperto spaventose sacche di malaffare. Privare la magistratura di tale strumento equivale alla resa dello Stato di fronte alla corruzione.La seconda: il rinnovo della classe dirigente. E’ impensabile che, da una parte, alla guida della regione Campania ci sia ancora quel Bassolino, travolto da spaventose inchieste, così come dall’altra è impensabile che la risposta sia la candidatura di quel Cosentino che i suoi stessi compagni di partito definiscono impresentabile.E’ triste e avvilente constatare che, in questi ultimi 15 anni il degrado morale non abbia risparmiato il centrosinistra. Quella diversità morale che da Berlinguer in poi ha caratterizzato il centrosinistra, è stata persa, anzi, tradita. Indigna constatare che quel concetto di buongoverno e di sana amministrazione che un tempo aveva caratterizzato le amministrazioni di centrosinistra abbia lasciato il posto al degrado morale, al consenso creato attraverso il sistema clientelare. Non pretendiamo di avere rispetto agli altri una sorta di superiorità morale. Mele marce ce ne sono state e ce ne saranno anche in Idv. Ma la differenza è che Italia dei Valori le mele marce vengono allontanate, negli altri partiti fanno carriera o vengono candidate.Italia dei Valori non ci sta e, se necessario, scenderà in piazza insieme ai cittadini per urlare il suo sdegno. Dobbiamo e vogliamo riportare il centrosinistra a quel senso etico smarrito. Non si può continuare a parlare di questione morale e lasciare che un cumulo di amministratori disonesti che ha tradito Berlinguer affoghi e sparisca sotto un mare di inchieste giudiziarie. La posta in gioco è il futuro del Paese, una posta troppo alta. Io non intendo lasciare la parte sana di questo Paese in mano a corrotti e delinquenti. Io non ci sto. (Massimo Donadi parlamentare Idv)

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