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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘corruzione’

Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 febbraio 2019

Torino Il Piano triennale della prevenzione della corruzione e della trasparenza 2019-2021 è stato adottato dalla Città Metropolitana di Torino con il Decreto della Sindaca Chiara Appendino numero 27 del 31 gennaio 2019, sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio metropolitano.
Al termine del periodo di consultazione pubblica, il Piano verrà se necessario adeguato alle proposte ritenute accoglibili e diverrà definitivo. Il Piano è incentrato sul ruolo fondamentale della dirigenza dell’Ente, che deve garantire il presidio della legalità degli atti attraverso il controllo di regolarità tecnica e contabile, ma anche attraverso il rispetto degli obblighi e vincoli previsti in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione.Tra gli obiettivi del Piano vi è la revisione della mappatura dei processi e dei procedimenti amministrativi, per aggiornare l’elenco analitico delle misure anticorruzione suddivise per aree di rischio. La fase di avvio della nuova tecnostruttura della Città Metropolitana comporta infatti la necessità di adeguare il Piano all’evoluzione dell’Ente.
Tra le possibili aree di rischio che devono essere attentamente monitorate vi sono gli affidamenti diretti, le procedure di somma urgenza, i conflitti di interesse, le cause di incompatibilità e inconferibilità degli incarichi dirigenziali e di vertice, gli incarichi esterni, la gestione delle dotazioni strumentali, la rilevazione delle presenze in servizio. È prevista la revisione delle misure per contrastare la corruzione nei processi di affidamento di lavori, servizi e forniture e nella selezione e reclutamento del personale e dei collaboratori professionali.Il Piano prevede la riattivazione del Tavolo anticorruzione metropolitano, a cui partecipano i responsabili della prevenzione della corruzione dei Comuni e delle Zone omogenee e il responsabile per la prevenzione della corruzione della Città Metropolitana. I soggetti che siedono al Tavolo rilevano congiuntamente le necessità di aggiornamento delle misure di prevenzione, condividendole quando è possibile ed orientandole. Nell’ambito del Tavolo la Città Metropolitana esercita una funzione di supporto agli Enti locali, per aiutarli ad individuare le buone pratiche e a programmare le attività. All’interno dell’Ente inoltre si opererà per omogeneizzare le strutture degli atti amministrativi e per favorirne la dematerializzazione.

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Stadio Roma: Comuni tornino a governare la materia urbanistica

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 giugno 2018

«La vicenda dello stadio della Roma, al di là degli aspetti giudiziari sui quali sta indagando la magistratura, deve indurre una profonda riflessione su come ormai viene governata la materia urbanistica nel nostro Paese. I Comuni, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno sostanzialmente derogato alla loro fondamentale funzione di pianificazione e indirizzo, lasciando eccessivo campo libero all’iniziativa privata e ritagliandosi un ruolo assolutamente marginale e di retroguardia. Una tendenza che si è affermata come pensiero egemone da almeno un paio di decenni e che ha di fatto trasformato l’urbanistica contrattata nello strumento più utilizzato di intervento».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«Nel caso specifico di un impianto sportivo di grandi dimensioni, deve necessariamente essere il Comune a individuare le aree più idonee, tenendo conto del Piano regolatore, delle caratteristiche idrogeologiche del territorio e della rete viaria e trasportistica a disposizione. Anche i paletti sull’ammontare delle cubature da realizzare e su quantità e qualità delle opere pubbliche da costruire a supporto dell’impianto vanno fissati dall’amministrazione, l’unica in grado di tenere realmente in considerazione l’interesse generale dei cittadini. Solo successivamente si può chiedere ai privati di manifestare un eventuale interesse alla realizzazione dell’opera, che deve avvenire in coerenza con il tracciato segnato dal Comune.Va anche detto che la posizione degli amministratori locali è stata ulteriormente indebolita dalla legge nazionale sugli stadi, che ha in pratica sdoganato il concetto tutto italiano che per invogliare a costruire un impianto sportivo si debba necessariamente consentire una speculazione immobiliare. Cosa che puntualmente è avvenuta nella vicenda di Tor di Valle, con un progetto che di fatto ritagliava per lo stadio della Roma un ruolo secondario rispetto al complessivo stravolgimento di un intero quadrante della città».

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Inserire il principio di sviluppo sostenibile nella Costituzione per sconfiggere la corruzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 giugno 2018

Palermo. “Il concetto di sviluppo sostenibile – ha detto Enrico Giovannini, portavoce ASviS – è un grande regalo perché ci obbliga a riconoscere la complessità delle cose. Sui media le notizie sullo sviluppo sostenibile vengono classificate nelle pagine di “ambiente”, ma in realtà è un tema politico di grande attualità. Le nostre strutture di governo devono essere cambiate, bisogna ripensare alla struttura delle istituzioni, alla loro efficienza, in molti casi minata da un’impostazione organizzativa (per esempio gli assessorati) che risale all’800. Lo sviluppo sostenibile è una questione di giustizia. Vorrei concludere con una proposta: a Taranto, città simbolo della non sostenibilità, è stata lanciata l’idea di un coordinamento delle associazioni locali di ASviS per mettere sotto pressione le istituzioni. Ci sono notizie positive in questo inizio di legislatura, è stato istituito alla Camera un intergruppo parlamentare sullo sviluppo sostenibile. Ora dobbiamo introdurre il concetto tra i principi costituzionali”. Così Giovannini ha aperto l’incontro di oggi a Palermo, organizzato da ASviS, Centro Studi Pio La Torre e Prioritalia all’Università di Palermo. Foltissimo il pubblico presente con operatori economici, cittadini e molti giovani. “Legalità, responsabilità, etica e trasparenza – ha detto Marcella Malen, presidente Prioritalia – sono principi fondamentali per rendere più sostenibile lo sviluppo e creare società più giuste e inclusive, fondate su istituzioni solide, aperte alla partecipazione dei cittadini, come stabilito dal Goal 16 dall’agenda Onu 2030. Un cambiamento che si alimenta con la condivisione delle esperienze e delle buone pratiche scaturite dal lavoro sul campo, sui territori. Un processo virtuoso che necessità dell’impegno civile e sociale della comunità manageriale, di cui siamo portatori con la Fondazione Prioritalia. Per questo insieme al Centro Studi Pio La Torre, abbiamo organizzato l’evento nazionale dell’Asvis sul Goal 16, svoltosi oggi a Palermo”.
La corruzione e il riciclaggio sono fenomeni che minano alla base la concorrenza e la sostenibilità. L’Italia è 54esima su 180 paesi, secondo l’Indice di Corruzione, realizzato dall’Organizzazione internazionale Transparency International. E nel 2016, ultimo dato disponibile, ci sono state 101.065 segnalazioni, livello oltre otto volte superiore a quello che si registrava alla costituzione della Uif dieci anni fa.Dobbiamo mettere l’accento non solo sul “quanto costa” ma sul “quanto vale” – ha detto Patrizia Di Dio, presidente Confcommercio Palermo –. Serve un’economia del nuovo umanesimo, che metta al centro del nostre scelte imprenditoriali le relazioni tra le persone, capendo che la tecnologia è uno strumento e non un fine. C’è un collegamento tra la bellezza e la responsabilità sociale d’impresa, etica ed estetica. Tutto questo non trova riscontro negli indicatori del PIL e per questo dobbiamo cambiare i parametri con cui si misura lo sviluppo: dobbiamo rifarci quindi al metodo del Bes, su cui Enrico Giovannini ha lavorato, ritrovando il senso di quello che si fa, essere felici di quello che si fa. Conta molto il modo in cui facciamo le cose”.“Ci siamo accorti che alcune grandi aziende italiane hanno un buon livello di consapevolezza e una serie interessante di buone pratiche in materia di anticorruzione– ha detto Giovanni Colombo, Business Integrity Forum Transparency International Italia –. Lavoriamo per condividere queste buone pratiche, divulgarle, farle realizzare anche nelle piccole e medie imprese, che formano la maggior parte del nostro sistema produttivo. Abbiamo un PMI kit che prevede un decalogo su comportamenti da seguire nelle aziende, su come comunicare. Un vero patto di integrità per le aziende. Stiamo cercando di contaminare vari settori della società civile: il kit è stato creato per le supply chain delle grandi aziende private ma pian piano potrebbe essere adottato anche dal pubblico, per esempio lo stanno sperimentando 4 aziende controllate della Regione Lombardia per gestire i loro rapporti con i fornitori”.Nelle conclusioni, Antonio La Spina, professore ordinario della Luiss: “Il senso civico fa bene alla collettività ed è il dovere di tutti i cittadini. Va tutelato a livello legislativo”.

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Contrastare la corruzione nello sport

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

Roma 19 Aprile 2018 9.00 -18.00 Piazza di Priscilla 6, Sala Conferenze Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia Le forme di manifestazione dell’illegalità nel settore dello sport sono molteplici: le scommesse illegali, la manipolazione delle gare (match fixing), le devianze nell’assegnazione dei grandi eventi sportivi e la turbativa degli appalti e delle concessioni ad essi collegati, il doping ecc.Tutte queste fattispecie criminose segnalano l’esigenza di una visione più ampia del fenomeno corruttivo nel mondo dello sport, che tenga conto non solo dei legami con il crimine organizzato e con il riciclaggio, ma anche del suo impatto sull’integrità pubblica e privata. Una giornata di confronto e armonizzazione far gli attori del contrasto alla corruzione nel mondo dello sport: l’attività del gruppo di lavoro anticorruzione del G20 e l’adozione della Risoluzione tematica su corruzione e sport alla Conferenza degli Stati Parte dell’UNCAC. Il mondo dello sport costituisce di fatto un laboratorio privilegiato e naturale per un approccio multi-shareholder al tema della prevenzione della corruzione intesa in senso ampio, con il contributo della società civile, del settore privato e dei soggetti istituzionali.
Intervengono: Gabriella Battaini Dragoni, Vice Segretario Generale, Consiglio d’Europa; Alessandro Albanese, Presidente Camera di Commercio, Palermo; Marco Befera, Responsabile Vigilanza, CONI; Tiziana Beghin, Intergruppo Sport, Parlamento Europeo; Paolo Bertaccini, Sport Pulito Italia AMFF Program, Ufficio Sport PCM; John Brandolino, Direttore Divisione Trattati UNODC; Nicola Bonucci, Direttore Affari Legali, OCSE; Federico Cafiero de Raho, Procuratore Nazionale Antimafia; Enrico Cataldi, Procuratore Nazionale dello Sport, CONI; Massimo Gaiani, Direttore Generale per la Mondializzazione e le Questioni Globali, MAEC; Roberta Guaineri, Assessore Sport, Comune di Milano; Leonardo Gallitelli, Responsabile NADO- Italia; Nicolò D’Angelo, Vice Direttore Generale Polizia di Stato, Direttore Centrale della Polizia Criminale;
Paquerette Girard Zappelli, Chief Ethics and Compliance Officer, Comitato Olimpico Internazionale, IOC; Caterina Gozzoli, ASAG, Università Cattolica del Sacro Cuore;
Giovanni Malagò, Presidente CONI; Alfredo Durante Mangoni, Coordinatore attività internazionali anticorruzione, DGMO, MAECI; Carlo Mornati, Segretario Generale CONI; Raffaele Piccirillo, Capo Dipartimento Affari di Giustizia, Ministero della Giustizia; Sylvia Schenk, Transparency International; Alexander Schischlik, Chief of Section – Youth and Sport, UNESCO; Sebastiano Tiné, Capo Unità Criminalità finanziaria, DG Affari Interni, Commissione Europea; Giovanni Tartaglia Polcini, Consigliere giuridico, MAECI; Luca Trifone, Consigliere Affari Internazionali del Presidente, ANAC; Luigivalerio Sant’Andrea, Commissario Cortina 2021; Alessandra Sensini, già atleta windsurf, campionessa olimpica; Gennaro Vecchione, Gen. Div. GdF, Direttore della Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia; Stefano Zapponini, Presidente Sistema Gioco Italia.

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La corruzione vale 60 miliardi?

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

La corruzione nel nostro Paese vale 60 miliardi? Bufala, scrive Carlo Cottarelli, l’economista italiano che dirige l’Osservatorio sui Conti Pubblici dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, già direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale e commissario straordinario alla Revisione della spesa pubblica (spending review).Cottarelli cita il documento del Servizio anticorruzione della presidenza del Consiglio (SAeT), in cui si afferma: “Le stime che si fanno sulla corruzione, 50-60 miliardi l’anno, senza un modello scientifico, diventano opinioni da prendere come tali, ma che, complice a volte la superficialità dei commentatori e dei media, aumentano la confusione”. Poco dopo una relazione della Corte dei Conti rilanciava. Scriveva, infatti, la Corte che la corruzione può “incidere sullo sviluppo economico del Paese, anche oltre le stime effettuata dal SAeT… nella misura prossima a 50/60 miliardi di euro l’anno”, ma è proprio il SAeT a contestare la stima della corruzione a 50/60 miliardi! Una svista della Corte? Come si è arrivati a quella cifra? Lo ricorda Cottarelli, riportando una valutazione di un economista, Daniel Kaufmann, che stimava il valore delle tangenti nel 3% del Pil mondiale. Come Kaufmann sia arrivato a questa percentuale, non è dato di sapere, nonostante la richiesta di Cottarelli stesso. Dunque, qualcuno, nel nostro Paese, ha fatto un calcolo sbagliato, della serie: se le tangenti sono il 3% del Pil mondiale, lo deve essere anche per il Pil italiano, ergo si arriva alla cifra di 50 miliardi, portati poi con fantasia a 60 miliardi.
Sulla nota della Corte dei Conti, si sono precipitati i media: paginoni, telegiornali, trasmissioni (talk show), dichiarazioni, impegni programmatici, ecc.
Le interviste, agli italiani, sulla “percezione” della corruzione hanno poi sigillato il dato fasullo: la corruzione è dilagante e i responsabili per primi sono i politici (gli altri, di certo).Ovvio, che la corruzione esiste anche nel nostro Paese, ma se si studiassero i documenti, si potrebbe evitare di passare come il Paese più corrotto d’Europa. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Pentolai all’orizzonte

Posted by fidest press agency su martedì, 5 dicembre 2017

pentoloneNel pentolone della politica italiana si fa sempre più insistente il fragore dei pentolai. Ognuno di loro, nel suo piccolo sempre più infinitesimale, reclama la propria porzione di rendita a sbafo. Come di consueto conquistata, ovviamente, con la frode, il furto, l’inganno. A questa folta schiera se ne stanno aggiungendo anche altri, sotto la parvenza della novità, che in realtà altro non fanno se non cercare di garantire, per se stessi e per i loro “finti” avversari, il perpetuarsi di un sistema della rappresentatività rigonfia all’inverosimile, marcia, corrotta. I principali mass media partecipano attivamente a questo tentato “assassinio di una democrazia”, non sappiamo se consapevolmente o a seguito di una perenne ombra di ricatti, ritorsioni e costrizioni che su di essi gravano. In questa fredda domenica di inizio dicembre una ennesima autorevole “new entry” ha certamente fatto più baccano degli altri. Anch’essa col suo fardello di false promesse, paroloni, illusioni facilmente sbugiardabili, per esempio, dal fatto di aver contribuito, finora, a tenere rigorosamente blindate tutte le porte di accesso degli scranni istituzionali di questa ennesima legislatura. Anche a quelle minime istanze colloquiali civilmente inoltrate in nome di una sovranità popolare continuamente vilipesa e calpestata…Per tutta la giornata e per i prossimi giorni sicuramente riecheggerà nei tg il nuovo slogan lanciato oggi: “liberi e uguali”. Liberi e uguali de che? Lo annuiscono, lo scongiurano, cercano di spiegarlo, finalmente lo ammettono. Sanno benissimo che questa forma di espressione democratica del diritto di voto sta mettendo a nudo il re.Ognuno di essi cerca di autoconvincersi che per richiamare nuovamente gli elettori a quella sudditanza a loro tanto cara – e soprattutto conveniente – possano bastare un pugno di false promesse nuovamente contornate dagli spettri di una conflittualità ideologica, da loro tanto ambita quanto ormai lontana… (fonte: Movimento Astensionista Politico Italiano – Antonio Forcillo, portavoce nazionale)

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La trasparenza strumento fondamentale per la prevenzione della corruzione

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

corruzione_urloLa trasparenza rappresenta oggi uno strumento fondamentale per la prevenzione della corruzione, per l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa. E lo è in particolare da quando tutti i cittadini possono avere accesso diretto all’intero patrimonio informativo delle Pubbliche amministrazioni.
Merito di graduali aggiustamenti normativi: dalla legge 241 del 7 agosto 1990 che introduceva il diritto di accesso del singolo al procedimento amministrativo all’accessibilità totale della legge Brunetta.
Se ne è parlato ieri alla Camera di Commercio di Bari nella “Giornata della trasparenza”, promossa dallo stesso ente al fine di favorire la partecipazione attiva di tutti i portatori di interesse alle tematiche della “trasparenza “ e della “prevenzione della corruzione nei servizi”.
“Il Registro delle Imprese delle Camere di Commercio – ha dichiarato nei saluti introduttivi il segretario generale Angela Patrizia Partipilo – è strumento di trasparenza per eccellenza nonché un vero e proprio patrimonio informatico che garantisce la piena pubblicità e la tempestiva fruibilità di dati, atti e provvedimenti relativi alle aziende. Non a caso, in materia di controlli societari, come riferito oggi in un’inchiesta del Sole 24Ore, l’Italia batte il Regno Unito. Da noi ci sono i controlli preventivi dei notai e poi quelli delle Camere di Commercio, che impediscono di prendersi gioco del diritto societario e di fatto garantiscono una maggiore sicurezza e legalità”.
Il documento principale da cui muove il processo di attuazione della trasparenza della Camera di Commercio di Bari è il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità, ormai parte integrante del Piano Anticorruzione come previsto dal d.lgs. 97/2016.
Quello relativo all’anno 2017 è stato illustrato dall’avv. Vincenzo Pignataro, dirigente del Settore Legale e Fede Pubblica e responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza dell’ente barese: “Si è provveduto – ha detto – ad effettuare attività di monitoraggio sistematico e periodico degli obblighi di pubblicazione, nonché di verifica dell’operato di tutte le strutture interessate da detti adempimenti, ognuna per gli atti di rispettiva competenza, coinvolte nella pubblicazione e nell’aggiornamento dei dati. Ed inoltre sul sito camerale, sin dal 2009, un’apposita sezione consente di accedere ad informazioni riguardanti le attività Camerali, a quelle delle strutture collegate, acquisire i recapiti e-mail, postali e telefonici degli uffici”.
Pignataro ha anche diffuso il feedback dell’utenza sui servizi offerti, con modalità mutuate dalle indagini di Customer Satisfaction.
Le amministrazioni, dunque, in base alle linee guida dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, si devono attivare per fornire ai cittadini tutti i dati e documenti di cui sono in possesso, salvaguardando diritti fondamentali ed in particolar modo la privacy, ha detto il prof. Giovanni Roma, Docente di Diritto del Lavoro presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Bari.
Ma esiste un diritto all’oblio anche per gli atti riguardanti il Registro delle Imprese? Alla domanda ha risposto la prof.ssa Amarillide Genovese, docente di Diritto Civile presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università “Aldo Moro” di Bari.
“Allo stato attuale del diritto dell’Unione- ha affermato la docente citando una sentenza della Corte di Giustizia Europea del marzo 2017 – spetta agli stati membri determinare se le persone fisiche che compaiono negli atti del registro delle imprese, decorso un periodo sufficientemente lungo dopo lo scioglimento della società interessata e per particolari ragioni, possano chiedere che venga limitato l’accesso ai propri dati personali”.

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Corruzioni e segnalazioni di irregolarità nei rapporti di lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 novembre 2017

corruzione_urlo“Area popolare vota a favore della proposta di legge sulle segnalazioni di irregolarità nei rapporti di lavoro pubblico o privato. Condividiamo, infatti, la ratio di questa legge, utile a contrastare ogni forma di illegalità, ma nutriamo diverse perplessità” lo ha detto Nino Marotta, capogruppo di Ap in commissione giustizia alla Camera, durante la dichiarazione di voto finale sul provvedimento.
“Esistono già norme che disciplinano la materia, sia nella pubblica amministrazione che l’impresa privata, alle quali vanno aggiunte le disposizioni della legge Severino e la normativa che ha istituito l’Autorità Anticorruzione. Introdurre, dunque, una nuova disciplina la cui applicabilità peraltro potrebbe risultare complicata, potrebbe avere un impatto negativo sulle aziende private e sull’intero sistema economico. Il rischio è una proliferazione di norme che potrebbero finire per limitare lo spazio operativo delle imprese. Uno Stato liberale e democratico come il nostro, infatti, deve sì tutelare i lavoratori ma allo stesso tempo non deve limitare lo spazio operativo della libera impresa. Una legislazione troppo pervasiva finisce per limitare di fatto l’iniziativa economia e se noi vogliamo rilanciare il sistema paese abbiamo il dovere di liberare le imprese dai mille lacci e lacciuoli normativi e burocratici che rischiano di soffocarla” ha spiegato.
Non vorremmo, dunque, che questo provvedimento possa rivelarsi alla fine uno slogan propagandistico, utile solo ad alimentare tensioni all’interno delle strutture pubbliche e private finendo per interrompere o rallentare alcune attività con ricadute sul sistema economico-produttivo. Per questo, è necessario conciliare i diritti insopprimibili dei lavoratori con la tutela della libera iniziativa. Noi siamo in prima linea nel considerare importanti quegli strumenti adeguati e idonei per contrastare la corruzione, ma è altrettanto importante che nel Paese non si instauri un clima per cui le misure diventano uno strumento politico per colpire anche coloro, e sono la maggioranza, che operano nel pieno rispetto delle regole vigenti” ha concluso.

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Intollerabile il livello della corruzione in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

corruzione_urloI dati forniti dal report di Transparency International confermano come il Paese sia ancora ostaggio del livello della sua corruzione (l’Italia è al 66° posto sui 176 Paesi presi in esame), ma soprattutto evidenziano come questo fenomeno incida gravemente sugli aspetti democratici interni.
Come Confeuro abbiamo spesso denunciato la chiara ingerenza economica, culturale e sociale delle prassi illegali nei diversi settori; eppure non si è andati molto al di là del determinare normative confuse e spesso controproducenti. Quello che ci preme sottolineare, infatti, non è il pur gravoso dato numerico della corruzione, ma soprattutto l’impatto che questa ha sulla morale e sulla cultura del Paese. E’ solo se visto in questi termini che il tema potrà divenire centrale all’interno di una prossima agenda politica.

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Campidoglio, Giunta approva Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 febbraio 2017

Roma. È stato approvato dalla Giunta capitolina il Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza, valido per il periodo 2017-2019. Con questo provvedimento vengono consolidate e sviluppate, portandole definitivamente a sistema, azioni che devono garantire correttezza dei comportamenti e rispetto delle regole. Le misure che caratterizzano il Piano 2017-2019 sono infatti improntate sia al definitivo superamento delle criticità e delle patologie che hanno segnato la macchina amministrativa nel recente passato che alla ricostruzione di un rapporto di fiducia e di proficuo scambio con i cittadini. Punto fondante del nuovo documento è l’unificazione del Piano per la Prevenzione della Corruzione (PTPC) con quello per la Trasparenza (PTTI) al fine di assicurare una effettiva sinergia tra i due ambiti di intervento, semplificando le attività delle amministrazioni e accrescendo allo stesso tempo gli strumenti di controllo sociale diffuso. Fra le principali novità del Piano 2017-2019 la disciplina per la concreta attuazione del nuovo istituto dell’Accesso Civico Generalizzato (FOIA – Freedom Of Information Act) e l’individuazione del Responsabile dell’Anagrafe per la Stazione Appaltante (RASA), soggetto preposto all’iscrizione e all’aggiornamento dei dati nell’Anagrafe Unica delle Stazioni Appaltanti (AUSA).
Per la concreta realizzazione delle misure previste, il PTPCT disciplina le regole di attuazione, di controllo e di monitoraggio. In particolare questo sistema di monitoraggio viene applicato alla rotazione del personale che, sviluppandosi in una programmazione pluriennale, si ispira ai principi del miglioramento continuo e dell’arricchimento professionale. Un processo che, dopo aver attentamente valutato abilità, conoscenze e idoneità dei singoli dipendenti, contribuirà alla formazione del personale, accrescendone le conoscenze e la preparazione professionale, superando così definitivamente ogni denotazione discriminante o punitiva. Vengono inoltre semplificati gli obblighi di pubblicazione e viene potenziata l’attività di formazione del personale di Roma Capitale quale fondamentale strumento per la prevenzione della corruzione e dell’illegalità nell’ambito dell’azione amministrativa.
Per l’elaborazione del Piano si è realizzata nel mese di gennaio una consultazione che ha coinvolto i cittadini, le associazioni e le organizzazioni portatrici di interessi collettivi e sindacali. Quattro di queste proposte ed osservazioni, inviate tramite l’apposita sezione dell’homepage del sito istituzionale di Roma Capitale, sono state accolte ed inserite nel cronoprogramma operativo del nuovo PTPCT. In particolare: la proposta proveniente da un cittadino che prevede la pubblicazione online delle memorie assunte dalla Giunta Capitolina; è stata richiesta la predisposizione di una stesura sintetica del PTPCT, una sorta di “Bignami”, da rendere disponibile ai dipendenti capitolini per una pronta e più efficace consultazione.

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Salute rubata: per l’OCSE 2 euro su 10 bruciati da inefficienze, sprechi e corruzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 gennaio 2017

Ministero saluteRoma. Intervenire in modo organico su sprechi e corruzione in sanità è la via necessaria per il recupero di risorse finanziarie da destinare a un’assistenza sanitaria più efficiente. Lo afferma, in modo autorevole e definitivo, il nuovo rapporto dell’OCSE Tackling Wasteful Spending on Health che fa il punto su come incidere contro la malagestio e i reati corruttivi che sottraggono risorse alla salute, un fenomeno diffuso in quasi tutti i sistemi sanitari nel mondo. Secondo l’OCSE, tra sprechi, inefficienze e corruzione i sistemi sanitari spendono male fino ad un quinto delle risorse: in Europa si buttano via 2 euro su 10. In particolare, si usano pochi farmaci generici, si effettuano troppi parti cesarei, si accettano ricoveri inutili e accessi anomali al pronto soccorso. Un paziente su dieci nei Paesi OCSE, poi, è inutilmente danneggiato presso il punto di cura e ciò costringe a impiegare altre risorse per correggere errori prevenibili“Non possiamo che accogliere con soddisfazione e con altrettanta preoccupazione – sottolinea Francesco Macchia, presidente di ISPE-Sanità, l’Istituto per la promozione dell’etica in sanità che studia il fenomeno della corruzione in sanità proponendo strumenti e sistemi per contrastarla efficacemente – il monito proveniente da OCSE. La soddisfazione sta nel veder confermati quegli aspetti della sanità pubblica che ISPE-Sanità aveva sottolineato come problematici – sprechi e corruzione – per una sanità finalmente responsabile ed ovunque efficiente. Preoccupazione – continua Macchia – poiché il recentissimo dramma assistenziale vissuto a Nola dettato dall’emergenza, impone un ripensamento improcrastinabile dei modelli organizzativi di erogazione delle prestazioni sanitarie sul territorio, da incardinare sulla lotta a sprechi e corruzione. Certamente bisogna conoscere il territorio, profilare il suo bacino d’utenza, coordinare e condividere in rete i dati provenienti dalle diverse strutture sanitarie presenti: solo così si può iniziare una pianificazione che consenta di attuare i Lea e soprattutto individuare i bisogni di cura dei cittadini, calibrando l’offerta sanitaria. I pazienti riversi a terra e sottoposti a cure mediche a Nola sono il sintomo più evidente di questa deriva in cui medici e professionisti fanno sì del proprio meglio ma trascurano di contribuire a risalire alle cause prime di questi fenomeni. Ripensare, e presto, i modelli organizzativi avviando processi di controllo e di formazione etica del personale volti allo sviluppo delle aziende e al miglioramento dei servizi sanitari consente di contenere lo spreco di risorse e ridurre gli spazi di arbitrio e di inefficienza in cui la corruzione si annida a ogni livello. Questo al fine di tutelare la salute dei cittadini, i loro diritti, e l’impianto universalistico del Servizio Sanitario Nazionale, affinché funzioni bene, sempre e ovunque”.
Sarà proprio questo uno dei focus intorno ai quali ruoterà la partecipazione attiva di cittadini, istituzioni e personale sanitario in occasione della seconda “Giornata Nazionale contro la Corruzione in Sanità per la salvaguardia del SSN” che, nell’ambito del progetto comune “Curiamo la corruzione”, si terrà a Roma il prossimo 6 aprile.

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Corruzione e sistema penale integrato

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2016

Università di Napoli “Federico II”JPGNapoli lunedì 14 e martedì 15 novembre alla Federico II alle 9.30 nell’Aula Pessina del Dipartimento di Giurisprudenza, in corso Umberto I, 40. si terrà il convegno, di respiro internazionale, ad un anno dalla firma del Protocollo d’intesa anticorruzione, tra l’Università Federico II di Napoli, l’Autorità nazionale anticorruzione, la Procura generale presso la Corte d’Appello, l’Universidade de São Paulo e la Pontificia Universidade Católica do Rio Grande do Sul.
Apriranno i lavori i saluti di Gaetano Manfredi, Rettore dell’Università Federico II. La prima sessione su ‘Il fenomeno nell’esperienza italiana ed in quella brasiliana’ sarà presieduta da Lucio De Giovanni, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza. Interverranno Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Alfonso Furgiuele, Professore di Diritto Processuale Penale, Josè Mauricio Conti, Professore di Diritto delle Finanze FDRP-USP, Alessandro Jazzetti, Sostituto Procuratore presso la Corte d’Appello di Napoli, Henry John Woodcok, Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Napoli, Domenico Ciruzzi, già Vice Presidente dell’Unione delle Camere Penali. Terrà le conclusioni Giuseppe Riccio, Professore emerito di Procedura penale.La manifestazione, che si propone di analizzare un’altra pagina della perenne emergenza, caratterizzata da evidente simbolismo sanzionatorio, che sconfessa sia il diritto penale del fatto, sia lo scopo di accertamento del processo, per il ricorso, al suo interno, a strumenti repressivi endofasici e, al suo esterno, a misure preventive, è organizzata dai corsi di perfezionamento in Legislazione penale minorile e Scienze penalistiche integrate e il corso di dottorato in Diritti Umani, Teoria, Storia e Prassi.
L’azione di contrasto alla corruzione si basa sulla prevenzione – sottolineano gli organizzatori – ma la predisposizione di mezzi, ispirati ad una prospettiva di stretta impostazione penale, finisce per superare i limiti della legittimità ordinamentale. Pertanto, se, da un lato, si condivide il rafforzamento delle regole relative ai presupposti di integrità degli agenti pubblici, la rivisitazione della disciplina riguardante i codici etici, la previsione delle situazioni di incompatibilità, nonché l’identificazione dei limiti ai conflitti di interesse; dall’altro, non si possono nascondere le perplessità del giurista fedele ai principi dello stato sociale di diritto, in ordine a quegli interventi preventivi strutturati su atti prodromici alla corruzione, privi di disvalore fattualmente rilevante ed applicati fuori dall’area della giurisdizione di garanzia.Il problema, dunque, è comprendere fin dove si possa spingere la politica della prevenzione e quali siano i confini invalicabili, che condizionano l’ambito operativo delle misure alle quali essa ricorre.Di particolare pregio appare anche il contributo della comparazione relativa a Paesi come il Brasile, che presenta significative similitudini con l’esperienza italiana, per le modalità e per l’ampiezza del fenomeno. La qualificazione della delegazione brasiliana, composta da professori e magistrati, arricchisce un dibattito complesso e fornisce la possibilità per un dialogo proficuo nel solco dei principi di uno stato sociale di diritto e, dunque, della Democrazia.

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La colata di corruzione sulle grandi opere

Posted by fidest press agency su domenica, 30 ottobre 2016

aula senatodi Luigi Gaetti capogruppo M5S Senato. In Italia Grandi opere fanno rima con corruzione, mafie e malaffare: Alta Velocità Milano-Genova, ‘People Mover’ di Pisa, Expo, Mose di Venezia, Terzo valico Liguria – Piemonte. Eppure il governo Renzi continua a puntare tutto su questi grandi appalti pubblici e soprattutto ad osannare le lobby che con queste infrastrutture fanno affari come se le inchieste della magistratura, i migliaia di arresti, i molteplici reati commessi ed i miliardi di euro pubblici sottratti allo Stato non contassero nulla. Chi aveva promesso il cambiamento del sistema, oggi punta su un’idea di sviluppo da Prima Repubblica e su quei grandi gruppi di potere, sempre gli stessi, che come sanguisughe vivono su questo sistema e si autoalimentano succhiando soldi pubblici e mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini. Ma un governo che sceglie e accresce questa idea di Paese, un governo che favorisce sempre i soliti centri di potere imprenditoriali spalleggiati dalle mafie e pronti a mettere illecitamente le mani sui malloppi pubblici, non è forse colluso a quel sistema di corruzione e tangenti che sta uccidendo l’Italia? Che interessi ha nel farlo? Il governo pensa a Expo, spinge per il fantasmagorico Ponte sullo Stretto di Messina e nel frattempo lascia nel dimenticatoio i tanti interventi di cui questo Paese ha davvero bisogno: così se piove, tutto intorno frana; i ponti crollano, la rete ferroviaria è da Terzo Mondo, i soffitti delle scuole precipitano, i monumenti decadono. Queste sono le ‘opere’ su cui investire, le opere che servono a far ripartire l’economia e le piccole medie – imprese, le opere necessarie a migliorare la sicurezza dei nostri territori e a creare lavoro e sviluppo. Ma per farlo ci vuole un altro Governo, il governo del Movimento 5 Stelle. (fonte: blog Grillo)

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La corruzione in Lombardia danneggia la sanità pubblica

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 ottobre 2016

buffagniI politici lombardi giocano coi soldi dei cittadini come fossero quelli del Monopoli, e derubano il sistema sanitario regionale delle sue risorse. Il sistema privatistico concepito da Formigoni, e portato avanti da Maroni, sottrae milioni di euro alle cure dei malati lombardi. Pensate a Mario Mantovani, ex assessore alla Sanità lombarda, arrestato perché accusato di turbativa d’asta e corruzione nel settore sanitario, o all’ex Presidente della Commissione Sanità della Regione Fabio Rizzi, arrestato lo scorso febbraio per aver favorito, in cambio di tangenti, l’imprenditrice Maria Paola Canegrati e il suo gruppo, specializzato in servizi e forniture dentistiche. Grazie ai cosiddetti “appalti cappottino” (bandi preparati su misura per far vincere una certa azienda) il gruppo di imprese si è insediato negli ospedali di mezza Lombardia, e in cambio venivano versati centinaia di migliaia di euro a politici e funzionari, fra cui anche Rizzi, beccato con i soldi nel congelatore. Il tutto a scapito della qualità dei servizi erogati ai cittadini; risparmiavano su tutto, dallo stipendio di dentisti e operatori sanitari ai materiali utilizzati per impianti e protesi. Quello che ci chiediamo è: com’è possibile che i dirigenti delle aziende ospedaliere coinvolte in questi scandali siano ancora al loro posto e abbiano ricevuto anche premi aziendali? Non dovrebbero restituirli? E’ evidente che i controllori incaricati di sorvegliare la regolarità degli appalti negli ospedali lombardi hanno fallito. Serve competenza e forza per non girarsi dall’altra parte davanti alla corruzione. Tant’è che è bastato un revisore onesto Giovanna Ceribelli, all’epoca componente del collegio sindacale dell’ospedale di Vimercate, per scoprire questo giro di tangenti milionario! Per questo motivo, oggi più che mai, c’è bisogno del nostro lavoro, ed è per questo che stiamo verificando cosa è veramente accaduto ai cittadini in cura e ai loro soldi. Abbiamo fatto partire delle verifiche sulle prestazioni perché è necessario quantificare i danni e risarcire i cittadini! Dalle nostre ultime ricerche risulta inoltre che molte prestazioni venivano gonfiate con visite e interventi inutili, e che spesso per una sola prestazione erogata al cittadino è stata emessa più di una fattura. Ad esempio abbiamo trovato un’operazione di estrazione di un dente da latte corredata da sette visite, una devitalizzazione e altri interventi privi di qualsiasi senso e utilità. E per prestazioni di questo tipo, palesemente gonfiate, sono state fatte due fatture differenti da due diversi ambulatori. E’ chiaro che una delle due fatture è stata pagata dal cittadino, ma una domanda sorge spontanea: chi ha pagato la seconda? Le doppie fatture trovate nell’ambito di questa indagine sono veramente tante, e sfido qualsiasi commercialista, in un caso analogo di doppia fatturazione, a non pensare all’ipotesi di riciclaggio di denaro. Noi vogliamo capire chi ha pagato per le fatture in più; perché o è stata perpetrata un’ulteriore frode ai danni dei cittadini, oppure i soldi li ha messi qualcun altro. Noi vogliamo sapere chi, come, ma sopratutto… perché! Un’idea l’abbiamo, e continueremo a scavare, poiché i soldi della corruzione sono soldi sottratti ai malati e al servizio sanitario: per noi tutto questo é inaccettabile. (Stefano Buffagni – Portavoce Regionale del M5S Lombardia)(foto: buffagni)

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Università e corruzione

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2016

raffaele cantone“Fa più notizia che mai oggi il fatto che i migliori dei nostri giovani scelgano la via dell’estero davanti al deserto di opportunità che il Paese offre loro. Non c’è meritocrazia e l’intervento di Cantone  mostrava, al di là di ogni ragionevole dubbio, la stretta relazione tra corruzione e Accademia. Non ci sono posti di lavoro per loro: finito l’effetto del Job Act, non ci sono processi di reale innovazione, il PIL non cresce o cresce assai meno del previsto. Renzi tuona contro l’Europa, semplicemente perché non è riuscito ad ottenere quel che voleva o riteneva giusto, grida al suo e al nostro fallimento di adulti davanti alle nuove generazioni”. Lo dichiara l’on. di Area popolare, Paola Binetti.”Eppure i giovani che vanno all’estero lo fanno con un progetto molto chiaro: andare per tornare. Andare per imparare, per mettersi alla prova e confrontarsi con i loro coetanei, ma anche per mettersi al servizio del Paese al loro ritorno e su questo occorre investire in una positiva campagna di rinnovamento di tante formule sclerotiche con cui è organizzato un Paese ancora schiavo di un familismo raccomandatorio. Mentre diciamo no alle vere politiche per la famiglia – spiega Binetti – tolleriamo una prassi di raccomandazioni e di privilegi che esclude i migliori, colpevoli di non avere sponsor sufficientemente potenti. Ed è da lì che dobbiamo ricominciare: capire come farli tornare e non solo come non farli partire”.

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La piaga della corruzione

Posted by fidest press agency su sabato, 6 agosto 2016

Il Ministero Infrastrutture e Trasporti è esposto alla piaga della corruzione che tenta di insinuarsi senza sosta nei settori ispettivi, degli appalti, dei trasporti e della motorizzazione civile e ci riesce quando gli interessi illeciti dei privati, in combutta con amministratori disonesti, riescono a trovare il terreno fertile.
Quando accade, oltre al pesante onere economico e sociale, è più a rischio la vita stessa dei cittadini e troppo spesso, dopo la conta dei morti, emergono episodi di corruzione. La USB Pubblico Impiego ed i lavoratori del MIT sono impegnati in prima linea alla lotta ai fenomeni di malaffare ed alla malamministrazione.I vertici del ministero rilevano una situazione talmente degradata e fuori controllo in alcuni settori, per esempio alla Motorizzazione di Napoli ma non solo, da richiedere ora interventi drastici.Ma, invece di mandare a casa i vertici della Motorizzazione Civile che rimangono invece saldi al loro posto da decenni, il ministro Graziano Del Rio pensa bene di prendersela con i più deboli, spostando i lavoratori da una città all’altra della Campania, senza un piano organico anticorruzione che preveda un reale potenziamento dei servizi ispettivi, un ridimensionamento drastico del predominio dei privati nel settore, lo sblocco del turn over, la rotazione coerente degli incarichi.Si spara nel mucchio criminalizzando tutti i lavoratori, mettendo in crisi intere famiglie, con il rischio di rafforzare le cause del malaffare, poiché la rotazione dell’impiego sul territorio è un elemento efficace solo se inquadrato entro misure d’insieme
La USB ha proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori della Motorizzazione Civile della Campania ed ha chiesto al ministro Del Rio un urgente tavolo di confronto, sulla base delle direttive dell’ANAC, facendo propria con determinazione la vertenza per la lotta alla corruzione in tutti i Ministeri ed assorbendola nella piattaforma dello Sciopero generale di autunno.

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Movimento cinque stelle: Non si fa anticorruzione con la propaganda

Posted by fidest press agency su domenica, 31 luglio 2016

regione lombardia“Scandalo dentiere, rimborsi pazzi, assessori inquisiti ed ex assessori arrestati, l’anticorruzione di Maroni è una sòla. Arac, l’autority anticorruzione strombazzata dal Presidente è stata “candeggiata” per evitare l’incostituzionalità: non sarà un’autority ma un’agenzia, non avrà autonomia, non assicurerà azioni di contrasto alla corruzione ma, è scritto nella legge, avrà solo il compito di contribuire ad assicurarle. L’Arac non avrà poteri, ma solo funzioni. Tra queste, la diffida agli enti, il cavallo di battaglia di Maroni, è stata cancellata. Risultato: un ente assolutamente inutile che avrà a disposizione un milione di euro, che poteva essere destinato all’attività di anticorruzione regionale. Tutte le competenze dell’ente millantato da Maroni esistono già nella legislazione nazionale o regionale. Lo ribadiamo: non si fa anticorruzione con la propaganda e istituendo un ente vuoto ma andava finanziato il Comitato di trasparenza degli appalti e, come abbiamo chiesto e ottenuto con un ordine del giorno all’assestamento del bilancio, reso più forte il Comitato scientifico antimafia regionale.L’anticorruzione nella sanità lombarda resta una pantomima: molte AST e ASST non si sono ancora dotate di piani e responsabili anticorruzione. Alcuni enti regionali copiano e incollano i piani e li piazzano sui loro siti. E questo è tutto. Il dilagare dell’illegalità nella macchina amministrativa lombarda merita ben più di ARAC. Certo, senza nessuna volontà politica non si aprono come scatolette di tonno le stanze dei bottoni. L’esempio che può fare la politica è quello di allontanare chi è sotto processo dai propri partiti”, così Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia, nel corso della discussione delle legge sulle Nome sulle procedure della programmazione in Consiglio regionale oggi che introduce modifiche a ARAC.

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Corruzione: alias farraginosità dei procedimenti

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2016

raffaele cantone“Siamo convinti che l’azione quotidiana di denuncia e di vigilanza svolta dal presidente Cantone stia dando buoni risultati. Risultati anche non immediatamente visibili all’opinione pubblica ma che riguardano procedure di nomina, gare d’appalto e incidono dall’interno di un organismo, la pubblica amministrazione, dove si annidano le maggiori insidie. E’necessario imprimere nella società una svolta culturale che faccia comprendere che la trasparenza e la legalità sono anche un valore economico. È il Governo a dover fare di più per semplificare i processi e garantire a chi investe tempi rapidi e procedure certe, rivalendosi sulla velocizzazione con accurati controlli. La riforma della giustizia amministrativa è ormai indifferibile e può anch’essa aiutare a fermare il fiume di sprechi e ladrocini in cui si perde la nostra società”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli a commento della relazione del presidente dell’Autorità nazionale Anti-Corruzione Raffaele Cantone.

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Corruzione, Marotta (Ap): “Su norme inutili stavolta ok Davigo”

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2016

Davigo“Questa volta ci troviamo d’accordo con le parole del presidente dell’Anm Davigo che a proposito del contrasto alla corruzione afferma: ‘si fanno norme che nell’ipotesi migliore non servono a niente e nell’ipotesi peggiore creano danni’”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Area popolare in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta. “La corruzione – prosegue – si combatte privilegiando due binari: celebrando processi rapidi e in tempi assai ragionevoli senza chiedere aiuto all’istituto della prescrizione; prevedendo, per tutte le ipotesi di tali reati, la pena accessoria dell’interdizione perpetua dal ricoprire cariche pubbliche o dall’avere rapporti con le amministrazioni per chi viene condannato con sentenza definitiva. Così in pochi anni i corrotti e i corruttori saranno fuori dalla gestione della cosa pubblica e non ci sarà bisogno che il legislatore intervenga in maniera contingente e straordinaria sul presupposto – conclude Marotta – che la legislazione emergenziale non ha mai risolto i problemi in modo definitivo”.

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La questione morale e il PD

Posted by fidest press agency su sabato, 7 maggio 2016

legge-e-giustizia“La questione morale ora riguarda soprattutto il Pd ma esiste un problema di fondo e di cultura generale. Bisogna combattere dall’origine la corruzione con forme di prevenzione sin dalle scuole, insegnando il senso civico, l’amor patrio, il disprezzo per l’illegalità. I cittadini si sentono traditi dalla classe politica che dovrebbe rappresentarla, ma la corruzione ha permeato tutta la società, i politici sono una piccola parte di un fenomeno che ha dilaniato la Pubblica Amministrazione, coinvolgendo anche il mondo imprenditoriale. Non si può continuare a usare la politica contro la magistratura e la magistratura contro la politica, c’è bisogno di un nuovo patto nel nome dello Stato. I magistrati fanno bene il loro dovere nonostante i problemi strutturali e organizzativi. Vorremmo che ci fosse determinazione da parte delle procure sul circuito delle grandi speculazioni, soprattutto quelle finanziarie che stanno mettendo in ginocchio centinaia di migliaia di famiglie e di risparmiatoti. Si devono colpire i ladruncoli e i ladroni. Anzi, con costoro bisogna essere davvero implacabili”. È quanto ha affermato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli intervistato quella questione morale in politica alla luce degli ultimi arresti che hanno coinvolto amministratori del Partito Democratico.

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