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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘corsi’

Corsi di laurea magistrale: Chiusura delle iscrizioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Parma. Si sono chiuse le iscrizioni ai test per i corsi di laurea magistrale a ciclo unico dell’Università di Parma in Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria e Odontoiatria e Protesi Dentaria. Le domande presentate per i test di Medicina e Chirurgia e di Odontoiatria e Protesi Dentaria sono 645, per Medicina Veterinaria sono 167. A differenza degli anni scorsi per questo anno accademico, in base alle disposizioni ministeriali relative all’emergenza sanitaria, gli iscritti ai test nazionali devono obbligatoriamente sostenere la prova nella sede più vicina alla loro residenza: il dato si riferisce quindi esclusivamente ai futuri studenti residenti nelle province di Parma e Piacenza. Le future matricole “fuori sede” sosterranno la prova nella sede universitaria a loro più vicina, anche se hanno indicato l’Università di Parma come loro prima scelta.Le prove per Medicina e Chirurgia e per Odontoiatria e Protesi Dentaria si terranno il 3 settembre, mentre per Medicina Veterinaria la data fissata è il 1° settembre.Per Medicina e Chirurgia sono disponibili 260 posti (di cui 20 riservati a extracomunitari), per Odontoiatria e Protesi Dentaria i posti sono 30 (di cui 2 riservati a extracomunitari e 2 a studenti cinesi aderenti al progetto “Marco Polo”) e per Medicina Veterinaria i posti disponibili sono 60 (di cui 3 riservati a extracomunitari, dei quali 1 per studenti cinesi aderenti al progetto “Marco Polo”).Tutte le informazioni relative ai corsi a numero programmato sono costantemente aggiornate sul sito dell’Università di Parma, alla pagina dei “Test di ammissione”. Le future matricole e le loro famiglie e gli studenti già iscritti all’Ateneo possono inoltre rivolgersi al Welcome Point Matricole, il punto di informazione, comunicazione e accoglienza dell’Università di Parma, realizzato in collaborazione con il Comune di Parma e ER.GO, l’Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori, aperto fino al 31 ottobre (chiuso solo nella settimana di Ferragosto) nel Sottopasso del Ponte Romano (orari di apertura: da lunedì a venerdì 10-19, sabato 10-13).

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Corsi e ricorsi della storia

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2020

Ha scritto Luana De Rossi anni fa: “Da settimane assistiamo ad una insistente campagna che individua nei cosiddetti costi della politica o, se è consentito, dell’assetto istituzionale dello Stato, la causa maggiore dei mali del nostro Paese. Premetto che sono convinta che ci sia bisogno di un nuovo sistema istituzionale per una moderna democrazia che riformi Istituzioni nazionali e locali, anche riducendo il numero dei rappresentanti, ma la spinta abolizionista, che in modo sbrigativo punta a sopprimere aule parlamentari, province e comuni, mi preoccupa solo per il fatto che l’Italia questa deriva l’ha già vissuta e non ha prodotto nulla di buono. Mi preoccupa che su questo tema, senza un progetto organico di riforma dello Stato ci sia chi, a destra come a sinistra, senta quotidianamente il bisogno di segnare un punto in più rispetto alla sparata del giorno precedente. Ricordo che abbiamo già visto (1924) approvare una legge elettorale che dava i due terzi dei seggi alla lista che avesse ottenuto la maggioranza dei voti. Poi, non credo per semplificare il quadro politico, furono dichiarati illegali tutti i partiti tranne uno (1925). Quasi contemporaneamente (1926), anche se i motivi forse non furono esattamente quelli della riduzione dei costi della politica, gli organi democratici dei comuni furono soppressi e tutte le funzioni in precedenza svolte dal sindaco, dalle giunte e dal consiglio comunale furono trasferite ad una nuova figura: il podestà. In questo contesto, e non credo per dare un contributo al lavoro del Parlamento, fu istituito un Gran Consiglio (1928) che decideva, tra l’altro, la lista dei deputati da sottoporre al corpo elettorale. La Camera dei deputati, chissà per quale slancio innovativo, (1939) divenne camera dei fasci e delle corporazioni. Non voglio farla troppo lunga, ma sappiamo come quella storia è andata a finire.
Per non drammatizzare ricordo che Marx diceva che la storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa, anche se gli Italiani un biglietto di questa mediocre commedia lo stanno pagando a caro prezzo… e se le cose dovessero peggiorare, almeno ricordiamoci che nemmeno l’asino cade due volte sullo stesso punto”. Che dire di più? Certo è, con i tempi che ci ritroviamo, che passare dalla tragedia alla farsa non è sicramente consolante. Tutt’altro. (Riccardo Alfonso)

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Formazione: due nuovi corsi specializzanti con le risorse FSE

Posted by fidest press agency su martedì, 21 luglio 2020

Palermo. Partono ad ottobre, grazie all’Avviso 14/2017, i percorsi formativi biennali co-finanziati dal Fondo Sociale Europeo nell’ambito della programmazione 2014-2020. I percorsi sono stati presentati oggi dalla Fondazione ITS, nella sede di Confcommercio Palermo, alla presenza di Ciro Costa, presidente della Fondazione; Milko Cinà, sindaco di Bivona; Pietro Columba dell’Università degli Studi di Palermo; Antonio Valenti dell’assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale e Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo.
Le risorse, che ammontano complessivamente a 5,4 milioni di euro e hanno permesso l’attivazione dei corsi, rientrano nell’ambito 2 – nuove fondazioni ITS dell’Avviso 14/2017 (Asse 3 Istruzione e Formazione). Nello specifico i fondi pubblici destinati ai percorsi di alta specializzazione sono: 1.470.000,00 euro a valere sul PO FSE, 1.680.000,00 euro a valere su risorse residue del MIUR e 350.000,00 euro di co-finanziamento per le Fondazioni ITS.
I corsi, che partiranno ad ottobre 2020, rappresentano un’opportunità di assoluto rilievo nel panorama formativo siciliano, espressione della nuova strategia promossa dal MIUR a livello nazionale, fondata sulla connessione tra politiche di formazione e lavoro e politiche industriali. Si tratta di un’offerta formativa terziaria professionalizzante, con scuole di alta specializzazione legate al sistema produttivo, per preparare i quadri specializzati necessari nelle aziende, creando un punto di incontro tra le domande del mercato del lavoro e l’offerta formativa di alto livello.
La Fondazione ITS di Bivona, costituita ad aprile ad Agrigento e dedicata all’agroalimentare in Sicilia, formerà figure professionali a elevata qualificazione che, dopo due anni di corsi della durata di 1800 ore, di cui 800 di tirocinio e stage presso aziende, acquisiranno competenze specifiche, capacità di innovazione e competitività. I percorsi didattici sono pensati per mettere in connessione formazione e mondo del lavoro, ricerca scientifica e innovazione digitale, formazione tecnica e tirocini in azienda, elemento quest’ultimo che consente un’alta probabilità di inserimento nel mondo del lavoro al termine del percorso di studio di specializzazione: non è un caso che più dell’80% dei diplomati negli ITS trova lavoro entro un anno dal termine degli studi e che questo modello trova riscontro, già da tempo, nel centro e nel nord Italia.
I primi due corsi biennali a numero chiuso (25 partecipanti), attivati sull’asse Agroalimentare – made in Italy sono: “Agroduro”, finalizzato alla specializzazione nel settore della cerealicoltura e “Agrolatte”, incentrato sull’alta specializzazione nell’ambito lattiero-caseario. Sul sito http://www.itssicani.it si trova il form di preiscrizione al primo anno dei due corsi biennali per Tecnico superiore responsabile delle produzioni e delle trasformazioni agrarie, agro‐alimentari e agroindustriali EQF V* nei due diversi settori – della cerealicoltura e lattiero-caseario – e si possono avere aggiornamenti nonché informazioni sul bando di selezione. Le lezioni si svolgeranno anche online.
Al termine del percorso biennale (corrispondente al V° livello del “Quadro europeo delle qualifiche”) i partecipanti potranno chiedere, non appena verrà definita l’apposita convenzione, il riconoscimento dei CFU (crediti formativi universitari) per l’iscrizione ai corsi di laurea triennali dell’Università degli Studi di Palermo. Il diploma verrà rilasciato completo di Europass Diploma Supplement, previsto a livello internazionale, che dà il report delle conoscenze e delle competenze acquisite.
“Se si pensa che nell’anno scolastico 2018/2019, in Italia, circa 220 mila ragazzi non hanno proseguito gli studi – dichiara Roberto Lagalla, assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale della Regione Siciliana – è chiaro come la formazione terziaria può costituire per loro una valida opportunità, dal momento che oltre l’80% dei diplomati trova occupazione al termine degli studi. Sono quindi certo che i giovani, attraverso il percorso formativo proposto dalla Fondazione, possano facilmente trovare accesso al mondo del lavoro”.

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Proseguono gli incontri inaugurali dei nuovi corsi di laurea dell’Ateneo

Posted by fidest press agency su sabato, 11 luglio 2020

Perugia. “Molto netta la posizione dell’architetto Stefano Boeri sul dopo Covid nel sua call conference all’Università per Stranieri di Perugia. Boeri, intervenuto sui temi della sostenibilità architettonica e urbana, sui quali si fonda parte del nuovo corso di laurea triennale dell’Ateneo (“Studi internazionali per la sostenibilità e la sicurezza sociale”), si è infatti espresso in modo molto assertivo in ordine alla ragioni che hanno portato alla pandemia e all’impossibilità, al momento, di tornare ad una vivibilità urbana e sociale sostenibile senza cambiare rotta.Tra le proposte che l’urbanista ha poi espresso su sollecitazione dell’intervistatrice Chiara Bscarini in ordine ad una rifondata idea di città vi è quella di una nuova concezione e fruizione degli edifici scolastici, molto numerosi sul territorio nazionale, i quali potrebbero secondo l’architetto divenire luoghi di fruizione di servizi, epicentri di cultura e di formazione a tutto tondo, assorbendo in questo modo funzioni perdutesi altrove.
Sollecitato dalle domande degli studenti, Stefano Boeri si è soffermato infine sul problema della mobilità urbana ed extraurbana, affermando che senza la dismissione dei combustibili di origine fossile le polveri sottili aumenterano, e con esse i possibili, aggravati effetti di malattie polmonari virali, sottolineando inoltre che l’Italia non sarà mai un paese ‘compiuto’ dal punto di vista della mobilità sino a quando non avrà una rete ferroviaria completa ed efficiente. Ultimo dato, quello relativo ai trasporti pubblici intraurbani, da tempo scomparsi sotto l’incalzare delle politiche dettate delle company automobilistiche, e oggi indispenabili per evitare il soffocamento globale da CO2.”

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Corsi di laurea in infermieristica: solo Prof infermieri

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

A stabilirlo è il decreto del ministro dell’Università 29 maggio 2020 n. 137 che interviene su sollecitazione della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), a risolvere il problema di docenti non infermieri nei corsi di laurea per gli infermieri.Le premesse del decreto sottolineano e confermano la necessità per i prossimi due anni accademici di facilitare l’accreditamento e aumentare quindi il numero dei corsi universitari snellendone le previsioni quantitative di docenti per ogni corso per poter formare un maggior numero di infermieri da dedicare all’emergenza COVID, ma indicano anche la decisione di “soprassedere” all’inserimento di “due medici ospedalieri da indicare come personale medico di riferimento coinvolto per ogni corso di laurea in infermieristica”.Ma non solo. Il decreto, ancora una volta grazie alla nota FNOPI del 25 maggio scorso indirizzata al ministro dell’Università, esplicitamente citata nelle premesse, stabilisce anche “l’attivazione di un tavolo congiunto Ministero dell’università e della ricerca – Ministero della salute – FNOPI” per un “confronto istituzionale sulla riprogettazione dei percorsi formativi infermieristici, alla luce delle mutate esigenze del Servizio sanitario nazionale”.“Ringraziamo il ministro dell’Università Gaetano Manfredi e il suo staff – sottolinea Barbara Mangiacavalli, presidente FNOPI – per aver valutato con attenzione, dopo le numerose interlocuzioni politiche con la Federazione, il problema dell’introduzione di ’non infermieri’ nei corsi di laurea in infermieristica. E soprattutto di aver accolto la nostra richiesta sulla necessità dell’attivazione di un tavolo di confronto con la sola professione infermieristica per stabilire non solo i presupposti dell’intervento formativo urgente legato alla pandemia, ma la revisione di tutta la formazione universitaria degli infermieri. È questo – conclude Mangiacavalli – uno degli obiettivi principali della politica della Federazione, che ora apre la strada a un’ulteriore crescita oltre che formativa anche professionale e di carriera per la professione infermieristica”.

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Estero: Scuole, corsi e lettorati italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.L. 8 aprile 2020 n. 23. Il D.L attraverso l’articolo 1 comma 8 e l’articolo 2 comma 1 lettera c, il D.L interviene sulle modalità di svolgimento degli esami di Stato, sulla valutazione dell’anno scolastico 2019/2020, e sulle nomine all’estero per l’anno scolastico 2020/21. Prevede che sarà il Ministero della Pubblica Istruzione, attraverso apposite ordinanze, ad applicare quanto previsto dai citati articoli ANIEF, qualche giorno fa, ha lanciato la proposta d’istituire un tavolo tecnico OO.SS/MAECI/MIUR per gestire in maniera ordinata la fine di questo anno scolastico e l’inizio del prossimo anno. Oggi, alla luce di questo D.L. quella proposta assume maggiore pregnanza.Il D.L. stabilisce anche che, per la destinazione all’estero dell’a.s 2020/21 sulle cattedre per le quali le graduatorie risultino esaurite, si attingerà dalle graduatorie del 2013, facendo riferimento per queste nomine all’articolo 24 del D.lgs 64/17.Sul perché le graduatorie del 2019 si sono esaurite dopo pochi mesi, e sulla responsabilità del MIUR e delle OO.SS (firmatarie dell’intesa sui requisiti del 23 aprile 2018), di scelte sbagliate e lesive del diritto di tutti i docenti a partecipare alle prove di selezione, ci siamo già espressi, adesso non è il tempo di fare polemiche ma di costruire. Oggi serve un confronto serio per stabilire insieme i criteri attraverso i quali verranno individuati gli aventi diritto alla nomina dalle graduatorie del 2013: chi tra i docenti inseriti all’epoca in quelle graduatorie ha diritto alla nomina?La destinazione all’estero per un anno scolastico, prevista dall’articolo 24 del D.lgs 64/17, esula completamente dai requisiti previsti per la “normale” destinazione all’estero. ANIEF invita il Ministero della Pubblica Istruzione e il MAECI a ragionare insieme sulle modalità di applicazione dell’articolo 24 e avverte che non starà a guardare qualora questo articolo venga applicato in maniera lesiva degli aventi diritto.Va anche detto che il D.L. non affronta tutte le problematiche legate a questa emergenza, in particolare non tiene conto dell’eventualità che il personale scolastico, che rientrerà in Italia per le ferie estive, potrebbe trovarsi di fronte all’impossibilità di ritornare a prendere servizio nella sede estera di appartenenza. Non tiene conto della fatto che i giorni previsti dall’articolo 186 del DPR 18/67 sono insufficienti per un’emergenza come questa. Non tiene conto del fatto che i docenti che hanno preso servizio all’estero in ritardo, non hanno maturato ferie sufficienti.

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Coronavirus: Tfa sostegno, le prove preselettive spostate a maggio: comunicazione ufficiale imminente

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

Sui corsi di specializzazione per il sostegno, è in arrivo un nuovo decreto del ministero dell’Università contenente novità temporali relative alla chiusura del IV ciclo e all’avvio del V ciclo: “è di imminente emanazione un Decreto Ministeriale che fornirà indicazioni circa i tempi di chiusura del IV ciclo (a.a. 2018/2019) e delle procedure di avvio del V ciclo (a.a. 2019/2020), in considerazione delle misure urgenti di contenimento del contagio da virus COVID-19”, ha scritto oggi l’Università Suor Orsola Benincasa, che in questo modo conferma la disponibilità del ministero dell’Università ad accogliere la richiesta dal sindacato Anief, il quale, rivolgendosi alle istituzioni di competenza, ha indicato la necessità di posticipare le prove uniche nazionali di accesso al Tfa sostegno, previste per l’inizio del mese di aprile, così come inizialmente indicato nel D.M. 95/2020.Trova accoglimento la tesi dell’Anief, che nei giorni passati aveva inviato una lettera al ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, proprio per chiedere di prorogare i termini delle scadenze per la presentazione delle domande di partecipazione ai Tfa sostegno in attivazione nei diversi atenei autorizzati. Oltre che per spiegare la necessità di avviare una sezione straordinaria aperta al personale con 24 mesi di servizio senza titolo.Le prove uniche nazionali di accesso al Tfa sostegno, previste per l’inizio del prossimo mese, come indicato nel D.M. 95/2020, vengono posticipate al mese di maggio: le proibizioni alla libera mobilità, indicate nel DPCM del 9 marzo 2020, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, riferite anche al precedente DPCM dell’8 marzo, non davano spazio a dubbi: le prove nazionali di accesso ai Tfa sostegno, per selezionare quasi 20 mila docenti aspiranti, non si potranno svolgere ad inizio aprile.

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Yale elimina i corsi introduttivi alla storia dell’arte rinascimentale

Posted by fidest press agency su domenica, 2 febbraio 2020

“La decisione di una delle più autorevoli università statunitensi Yale di eliminare i corsi introduttivi alla storia dell’arte rinascimentale ‘perché troppo bianca, etero, europea e maschile’ (testuale) costituisce un anacronistico attacco anti-italiano che si somma alla distruzione delle statue dedicate a Cristoforo Colombo. Capiamo che per la superpotenza mondiale sia mortificante constatare la sua ininfluenza nel XV-XVI secolo, periodo in cui l’Europa tutta era irradiata dall’influenza dei Mantegna, Leonardo, Michelangelo, Raffaello. Tuttavia la Yale si può senz’altro consolare con la straordinaria rivincita in atto fin dal XIX secolo, arrivando addirittura a trasformare antropologicamente le società nazionali sempre più tentate dall’american way of life. Per quanto ci riguarda siamo orgogliosi del Rinascimento ma anche del Medioevo e della storia dell’antica Roma. Se gli studenti americani volessero approfondire gli studi della storia dell’arte vengano in Italia dove abbiamo eccellenti insegnamenti e università. Perché la cultura non si può bruciare, chi ci ha provato è stato cancellato dalla storia”.È quanto scrive sulla sua bacheca Facebook il vicepresidente presidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli commentando e postando un pezzo del giornale della Yale nel quale si annunciano le nuove misure sullo studio della storia dell’arte rinascimentale.

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Al via i primi corsi in Education Marketing accreditati MIUR

Posted by fidest press agency su sabato, 16 novembre 2019

Milano La prossima edizione del corso “Comunicazione strategica per le scuole” si terrà il 28 novembre alle ore 15 a Milano. Per la prima volta in Italia, grazie alla collaborazione tra Education Marketing Italia e Oppi, nascono i corsi di formazione per docenti e dirigenti scolastici che trattano tematiche di marketing e comunicazione legate all’ambito scolastico e formativo.Finora, nella vasta offerta formativa per insegnanti presente sul mercato, si è posta grande attenzione a tematiche di natura didattica, senza prendere in considerazione l’utilità di corsi che aiutassero le scuole a comunicare al meglio e in maniera strategica la propria offerta sul territorio. Con questo obiettivo sono nati i corsi di formazione erogati in collaborazione con Oppi, ente certificato MIUR, pensati appositamente per le scuole che vogliano migliorare la propria promozione ed orientamento in entrata.Education Marketing Italia e Oppi hanno attivato i primi due corsi di comunicazione e marketing: “Organizzare Open Day Efficaci” e “Comunicazione Strategica per le scuole”. Ciascun corso è valido per l’obbligo formativo ed ha una durata di 4 ore. Trattandosi di formazione accreditata, i corsi si possono acquistare sia come Istituto Scolastico sia utilizzando la Carta del Docente.Education Marketing Italia propone due modalità di partecipazione ai corsi: la prima è on-demand, direttamente nella scuola che richiede il corso, attraverso una soluzione personalizzata sulle esigenze della scuola stessa; la seconda modalità è partecipando ai corsi che periodicamente Education Marketing Italia programmerà in diverse location sul territorio italiano.

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Scuola: Sostegno, risoluzione del M5S per fare corsi e concorsi regolari

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 ottobre 2019

La deputata pentastellata Rosa Alba Testamento ha chiesto “percorsi di specializzazioni continuativi per la formazione dei docenti di sostegno, attraverso la promozione di modelli didattici inclusivi. Occorre rassicurare le famiglie sulla presenza di tale personale, attraverso la pubblicazione di numerosi bandi di concorso, che possano essere continuativi nel tempo, per assicurare l’effettiva copertura delle classi e delle cattedre vacanti e disponibili”. Il presidente Anief, Marcello Pacifico, si dichiara favorevole a condizione che, però, siano inseriti in organico di diritto gli attuali posti in deroga, siano rispettate le ore di insegnamento previste dal PEI di ogni alunno, siano riaperti gli attuali corsi di TFA sostegno senza numero programmato e per il personale con servizio affinché possa partecipare al nuovo concorso riservato. Leggi l’intervista su Orizzonte Scuola.
Dal Governo si continua a parlare di sostegno come settore da migliorare e riformare. Dopo la presa di posizione del sottosegretario all’Istruzione, Lucia Azzolina, la quale in un’intervista televisiva ha detto espressamente di volere agire e «lavorare per aumentare il numero degli insegnanti di ruolo sul sostegno, trasformando parte di quelle cattedre che oggi sono instabili, ovvero destinate alle supplenze, il cosiddetto organico di fatto, in cattedre di diritto», è ancora il M5S a schierarsi: il partito di maggioranza relativa ha presentato una risoluzione affinché il Governo si impegni a garantire maggiore controllo del settore. Rosa Alba Testamento, portavoce molisana del MoVimento Cinque Stelle e componente della Commissione Cultura alla Camera dei Deputati, prima firma della risoluzione, ha giustificato la sua richiesta spiegando che “molte famiglie italiane con bambini e ragazzi in situazioni di disabilità devono ogni giorno scontrarsi con le inadempienze e le carenze di un sistema scolastico che non riesce ad assicurare la copertura delle cattedre scoperte a causa dell’assenza di insegnanti di sostegno e quest’anno, rispetto al passato, la situazione è ancor più critica”.
Anche il ministro dell’Istruzione si è detto favorevole ad ampliare i corsi TFA sostegno: potrebbero essere varati al più presto, per dare una pronta risposta alla cronica mancanza di insegnanti di sostegno nelle scuole italiane. “Abbiamo troppe cattedre di sostegno scoperte – ha affermato Lorenzo Fioramonti illustrando le linee programmatiche del suo mandato in Senato – e troppi insegnanti di sostegno non formati”. Questo impegno si concretizzerà nel prossimo avvio del corso Tfa sostegno V ciclo, al quale potranno partecipare anche i docenti idonei alle precedenti selezioni.
È allo studio del Miur – conferma la rivista Orizzonte Scuola – un ampliamento del numero dei posti nelle varie Università. I posti totali, già autorizzati, sono 40.000. I requisiti di accesso finora noti: abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure laurea coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso + 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e in metodologie e tecnologie didattiche; gli ITP continueranno a partecipare con il diploma fino al 2024/25. Da quella data laurea triennale + 24 CFU.

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Siena: al via i corsi di preparazione per i concorsi Estar e Arti

Posted by fidest press agency su domenica, 13 ottobre 2019

Siena. Sono in procinto di partire i corsi di preparazione dedicati ai candidati che hanno superato le fasi di preselezione dei concorsi indetti da Estar per l’assunzione a tempo indeterminato di infermieri e di assistenti e collaboratori amministrativi.
Già stabilite le date delle lezioni che sono sabato 19 e mercoledì 30 ottobre per gli assistenti e collaboratori amministrativi e lunedì 21 e giovedì 24 ottobre per gli infermieri.
Mercoledì 16 ottobre invece sarà dato inizio agli incontri di formazione per la preparazione al concorso Arti riguardante i Centri dell’Impiego.”Riteniamo importante seguire e supportare i futuri lavoratori del nostro territorio – commenta il segretario generale della CISL fp Siena Riccardo Pucci-. La CISL si è sempre messa a disposizione per contribuire alla formazione, per creare sinergie e dare tutte le informazioni necessarie affinché potessero esserci le condizioni migliori per entrare nel mondo del lavoro e continuerà a farlo non venendo meno a quella che è per noi una delle priorità del nostro mandato. Abbiamo uno slogan che accompagna queste nostre attività: #noicislsiamo. E infatti la Cisl c’è”.Gli interessati possono ricevere informazioni su luoghi, orari, date e modalità di svolgimento del corso, contattando la CISL FP al numero 389 2313788 (Riccardo).

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Scuola: Corsi di sostegno, il festival dell’inefficienza

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

Le selezioni per partecipare ai corsi specializzanti si confermano tra le più disorganizzate degli ultimi anni: non bastava aver distribuito i 14.224 posti a caso, introducendo una soglia “mobile” per la prova preselettiva e arrivando a respingere ammessi con 27/30, avere predisposto malamente i test, con tanto di prove annullate in tre atenei, avere mutato, con il D.M. n. 92/2019 la soglia per passare allo step orale; nelle ultime ore dalle Università coinvolte nella rettifica della graduatoria dei candidati ammessi alla prova scritta continuano a giungere ammissioni di errori nelle risposte attribuite nei test preselettivi del 15 e 16 aprile. Anief ritiene che sia doveroso tutelare i diritti dei docenti danneggiati da questo bailamme: a questo scopo, dopo avere ottenuto dal Tribunale Amministrativo un provvedimento cautelare d’urgenza per far aumentare al Miur il numero di posti attivati e la sua distribuzione sul territorio, il giovane sindacato è sceso in campo per far partecipare ai corsi tutti i docenti non ammessi che hanno superato almeno la soglia della sufficienza (18/30), prorogando la possibilità di presentare ricorso sino a tutto il 13 maggio. Marcello Pacifico (Anief): Essere scalzati in modo incoerente, avendo introdotto delle soglie di accesso mutevoli, è inaccettabile. Dagli atenei italiani continuano a giungere prove di ammissione sugli errori maldestri che hanno caratterizzato le selezioni dei docenti che, lo scorso 15 e 16 aprile, hanno partecipato ai test preselettivi per partecipare ai corsi specializzanti nel sostegno agli alunni disabili. A Foggia – scrive Orizzonte Scuola – alcuni candidati, dopo la diffusione dei test, hanno segnalato all’Università un errore nel requisito n. 22 “Individuare la parola sillabata erroneamente”. L’ateneo pugliese ha spiegato che “a seguito di segnalazioni su un quesito (n. 22 del questionario tipo) con duplice risposta esatta (A. Pres-sapo-chis-mo – B. At-tua-l-men-te), si comunica che in entrambi i casi la Commissione ha attribuito il punteggio di 0.50. Pertanto sono ammessi alla prova scritta della scuola secondaria di I grado, che si terrà il 17/05/2019, tutti coloro che hanno sommato il punteggio di 26″. Sul sito dell’università di Foggia è quindi comparsa una nuova ulteriore graduatoria corretta. Ma ad ammetterne altri è anche la struttura organizzatrice “madre” delle prove, che ha fornito le domande della preselettiva a tutti gli atenei, tanto che sono state riformulate alcune delle graduatorie della scuola di infanzia in cui i candidati avevano svolto il test preparato dal Consorzio interuniversitario CINECA. La domanda in questione era quella relativa a Piaget: “Nei processi fondamentali che caratterizzano lo sviluppo cognitivo del bambino, J. Piaget individua delle fasi evolutive, che chiama “stadi”. Quante sono?” la risposta corretta è “quattro” e non “sei” come in un primo tempo era stato indicato.” A correggere l’errore sono state l’Università di Salerno, Enna, Messina. Errori sono stati corretti anche presso l’Università di Cassino e Cagliari. Nel frattempo, continua la formulazione delle prove scritte e arrivano i primi risultati dei candidati ammessi alla prova orale. Le quali prove, però, ora rischiano fortemente di essere inficiate dai troppi errori commessi nelle fasi precedenti e quindi, perlomeno, di essere ripetute anche più volte, anche con delle verifiche suppletive. Davanti a questo festival dell’inefficienza, Anief ribadisce tutta la sua disponibilità ad accogliere le impugnazioni dei docenti che, dopo mesi di preparazione e attese snervanti per lo svolgimento delle prove, si sono visti sfumare l’accesso ai corsi specializzanti per motivi che non hanno nulla a che vedere con le loro conoscenze e competenze. Ma in questa situazione, avere introdotto una soglia “ballerina”, mutevole da ateneo ad ateneo, è risultato l’errore più grande: per questo motivo, il giovane sindacato è sceso in campo per far partecipare ai corsi tutti i docenti non ammessi che hanno superato almeno la soglia della sufficienza (18/30), prorogando la possibilità di presentare ricorso sino a tutto il 13 maggio. L’approdo in tribunale si basa anche sul fatto che i bandi delle Università, sulla scia delle discutibili indicazioni fornite dal Miur, hanno limitato l’accesso alle prove scritte a un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili per ogni ordine e grado, riducendo l’accesso in moltissimi casi solo di poche decine di aspiranti. Per Anief la decisione è meritevole di un intervento del giudice amministrativo, il quale sarà chiamato a valutare i profili di legittimità dell’esclusione a priori di questi candidati dalle prove successive al test preselettivo. Va ricordato che Anief aveva anche impugnato con successo, al Tar del Lazio, la decisione del Miur, attraverso il Decreto del 21 febbraio 2019 n. 118, di autorizzare un numero di posti, rispetto al fabbisogno di personale docente specializzato, decisamente più piccolo rispetto alle effettive esigenze ed impellenze territoriali: il Tribunale Amministrativo, con un provvedimento cautelare d’urgenza, ha dato ragione al sindacato, ordinando al Miur l’immediato riesame della situazione, chiedendo all’amministrazione di redigere una relazione circostanziata attraverso la quale si possano finalmente chiarire, tra l’altro, i presupposti e le ragioni posti a fondamento delle scelte prodotte.

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Sostegno: Che senso ha introdurre il numero chiuso per i corsi se c’è bisogno di molti docenti specializzati?

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Mentre in queste ore migliaia di docenti si preparano a sostenere la prova preselettiva per i corsi di specializzazione sostegno, la cronaca ci racconta di studenti diversamente abili sprovvisti dei docenti di cui hanno bisogno. Come il caso, ripreso dalla stampa, di un’alunna costretta a non essere seguita da un docente specializzato, nonostante la diagnosi funzionale dell’Asl parli chiaro, ma da supplenti, inseriti spesso nella seconda e terza fascia, abilitati o meno in altre classi di concorso. Marcello Pacifico (Anief): In tutto questo marasma, con organici insufficienti e precari purtroppo in una situazione di stallo, ci sfugge il senso di introdurre il numero chiuso nei corsi di specializzazione. Siamo da sempre vicini a tutti quei ragazzi e alle loro famiglie che necessitano di un docente di sostegno, perché è un loro diritto sacrosanto. In queste ore si stanno svolgendo i test preselettivi per i corsi di specializzazione sostegno e intanto la stampa nazionale riporta esempi di disservizi da parte del Miur, che non adegua la risposta alle domande. Mentre il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti annuncia che nei prossimi tre anni si attiveranno 40mila specializzazioni e quest’anno saranno al bando 14.224 posti, vengono raccontati diversi casi di posti non assegnati a docenti formati adeguatamente e secondo i dettami ministeriali. Come riporta Il Messaggero, i genitori di una “bimba affetta da sindrome di Down e crisi epilettiche raccontano la loro odissea scolastica in una lettera aperta. Ormai da dieci anni alla bimba, che frequenta la scuola statale di Morro d’Oro (Teramo) viene negato un insegnante di sostegno, nonostante la battaglia avviata dai genitori, tra sentenze del Tar e diffide legali. Secondo i genitori quello che sta accadendo nella scuola della figlia, i diritti che le sono stati negati e i conseguenti danni subiti non sono cosa degna di un’istituzione scolastica né di un paese civile”.
Come racconta la madre della ragazzina a Open, viene lamentato infatti che, “in quarta e quinta elementare, la sua bambina ha avuto la stessa insegnante di sostegno per due anni consecutivi e i progressi sono stati incredibili”, tanto che l’alunna sapeva leggere e scrivere frasi intere. Il problema è stato riscontato durante la frequenza della scuola media, quando “le è stato assegnato un docente di inglese, poi uno di educazione fisica” e la ragazzina “è tornata alle sillabe, non sa più leggere”, conclude la madre. Dunque, nonostante la diagnosi funzionale dell’Asl parli chiaro, con la bambina che “ha diritto a un sostegno 1 a 1, cioè a tempo pieno, per tutto l’orario scolastico”, già dalla scuola d’infanzia le viene “ridotta l’assistenza a 9 ore settimanali. Le insegnanti di sostegno poi cambiano ogni anno, con gravi ripercussioni sull’apprendimento della bimba”.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma che “in tutto questo marasma, con organici insufficienti e precari purtroppo in una situazione di stallo, ci sfugge il senso di introdurre il numero chiuso nei corsi di specializzazione, come è accaduto in occasione dell’attuale tornata, i cui test preselettivi si stanno svolgendo proprio in questi giorni. Siamo da sempre vicini a tutti quei ragazzi e alle loro famiglie che necessitano di un docente di sostegno, perché è un loro diritto sacrosanto che non può essere leso e per questo abbiamo confermato la nostra iniziativa ‘Non un’ora di meno!’ che lo scorso anno ha prodotto diverse cause vinte: famiglie, docenti e dirigenti scolastici possono segnalare – senza affrontare spese – ogni mancata tutela dei diritti degli alunni scrivendo all’indirizzo sostegno@anief.net”, conclude Marcello Pacifico.

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Scuola: Corsi di specializzazione per il sostegno, oggi e domani i test preselettivi

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Si parte: oggi e domani si svolgeranno le attese prove preselettive per accedere ai corsi di sostegno, per i quali il Miur ha previsto 14.224 posti e hanno fatto domanda decine e decine di migliaia di candidati con abilitazione oppure con laurea e i 24 Cfu richiesti o con 3 annualità di servizio svolte nel corso degli otto anni scolastici precedenti.La prima prova di selezione per l’accesso al Tfa sostegno ha riguardato la scuola dell’infanzia e si è svolta questa mattina, mentre nel pomeriggio si svolgerà quella della scuola primaria. Domani toccherà ai docenti della scuola secondaria: la mattina per quelli di primo grado, mentre il pomeriggio toccherà a quelli delle superiori.
Per Anief, tuttavia, ci sono anche altri docenti che vanno ammessi in soprannumero: sono tutti quelli che oggi e domani sosterranno la prova preselettiva conseguendo un punteggio finale pari o superiore a 18/30. La decisione del sindacato di impugnare le esclusioni di chi supererà il test preselettivo, avendo conseguito comunque la sufficienza, scaturisce dall’incredibile decisione del Miur di introdurre una soglia d’accesso ai corsi di tipo “fluttuante”, ovvero variabile a seconda dei punteggi conseguiti dai candidati al termine di ogni singola somministrazione dei test. Inoltre, con Radamante si ricorrerà contro il paletto vero e proprio del numero programmato.
Le selezioni per partecipare ai corsi specializzanti nel sostegno agli alunni disabili prevedono, oltre al test preliminare odierno e di domani, anche una o più prove scritte ovvero pratiche, più una prova orale.
L’articolo 4, comma 4, del decreto Miur n. 92/2019, ricorda oggi Orizzonte Scuola, implica che sono “ammessi in soprannumero ai relativi percorsi”, senza svolgere le prove di ammissione, “i soggetti che, in occasione dei precedenti cicli di specializzazione abbiano sospeso il percorso ovvero, pur in posizione utile, non si siano iscritti al percorso” oppure “siano risultati vincitori di più procedure e abbiano esercitato le relative opzioni” o “siano risultati inseriti nelle rispettive graduatorie di merito, ma non in posizione utile”. Sono inoltre previsti dei percorsi di specializzazione abbreviati per coloro “che abbiano sospeso il percorso ovvero, pur in posizione utile, non si siano iscritti al percorso; siano risultati vincitori di più procedure e abbiano esercitato le relative opzioni; siano risultati inseriti nelle rispettive graduatorie di merito, ma non in posizione utile”.
“Con questa decisione cervellotica – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – si sono venuti a determinare i presupposti per andare a determinare una selezione di tipo discriminante. Tra l’altro, non si comprendono i motivi per i quali, a fronte di oltre 50 mila posti vacanti, assegnati in alto numero e personale non specializzato, l’amministrazione abbia concesso un numero così limitato di posti, una sorta di numero chiuso, peraltro attuato in modo anche disomogeneo. Basta dire che ci sono alcune istituzioni interessate, come la Giunta del Piemonte, che hanno chiesto formali spiegazioni sul modesto numero di posti messi a bando nella Regione: appena 200, di cui la miseria di 15 nella scuola dell’infanzia, peraltro concentrandoli nella sola Università di Torino”.
“Siccome non si comprende – continua Pacifico – il motivo di così pochi posti messi a bando e la mancanza di coerenza nell’imporre una soglia indefinita per l’accesso agli stessi corsi, in dispregio al merito individuale, come Anief abbiamo deciso di rivolgerci al Tar del Lazio, in modo da tutelare sino in fondo tutti coloro che supereranno la sufficienza, ovvero i 18/30. E siccome il merito individuale e le motivazioni a svolgere un corso di formazione così particolare come quello della didattica speciale sono elementi fondamentali, i quali devono sempre prevalere, noi siamo pronti a difendere in tribunale tutti coloro che si ritroveranno esclusi dai corsi di didattica speciale pur avendo fatto riscontrare la sufficienza”.

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Corsi di realtà virtuale per rianimare con il defibrillatore

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Riconoscere l’arresto cardiaco, allertare il 118, eseguire la rianimazione cardiopolmonare, utilizzare i defibrillatori semiautomatici (DAE). Tutto all’interno di uno scenario di realtà virtuale. Accade a Bologna dove, per la prima volta in una scuola italiana, 11 docenti dell’Istituto Aldini Valeriani Siriani, hanno ricevuto la certificazione BLSD (Basic Life Support Defibrillation) utilizzando anche 5 caschetti per la realtà virtuale.
La formazione, gratuita, è stata organizzata nell’ambito del Progetto Pronto Blu 118 dell’Azienda USL di Bologna, attivo da anni per diffondere la cultura della rianimazione cardiopolmonare e aumentare il numero di soccorritori volontari in grado di intervenire in caso di arresto cardiaco.Virtual Reality CPR (VR CPR), promosso da Italian Resuscitation Council e finanziato dalla Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna, è un progetto innovativo e ambizioso che ha l’obiettivo di addestrare gli operatori sanitari, i laici, i ragazzi e i docenti, utilizzando anche ambienti virtuali. Nei 5 caschetti per realtà virtuale messi a disposizione durante il corso BLSD, gli allievi vengono catapultati in tre diversi scenari virtuali di arresto cardiaco ambientati in città: in piazza Santo Stefano, all’interno dell’Ospedale Maggiore e in una scuola. Per muoversi correttamente e fare le cose giuste all’interno dello scenario virtuale, affiancati da un altrettanto virtuale soccorritore, gli allievi devono rispondere ad alcune domande, che ripercorrono i temi già affrontati nel corso di formazione.Pronto Blu 118 Bologna annovera, tra i suoi obiettivi, la diffusione della cultura dalla rianimazione cardiopolmonare anche nel mondo scolastico con la formazione di docenti/istruttori e la promozione della APP DAE RespondER, che fornisce la mappatura aggiornata dei defibrillatori presenti in città. In questi ambiti si inserisce, ad esempio, la diffusione della campagna Kid Save Lives, firmata dall’OMS, e rivolta ai ragazzi over 12 anni.La diffusione della conoscenza delle manovre rianimatorie cardiopolmonari elementari è riconosciuta, sempre di più, come un elemento essenziale per aumentare le possibilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco. Manovre elementari, che possono salvare una vita e che chiunque, anche senza una preparazione sanitaria professionale, può eseguire. Queste manovre, praticate tempestivamente prima dell’arrivo dei soccorsi, e la presenza di defibrillatori, anticipano i tempi di intervento, dimezzandoli rispetto a quelli garantiti dalla rete del 118, e triplicano le possibilità di sopravvivenza di chi è colpito da arresto cardiaco. In Italia ciò avviene solo nel 15% dei casi, a fronte di percentuali intorno al 50% nei paesi scandinavi. Nella provincia di Bologna sono all’incirca un migliaio, ogni anno, le persone colpite da arresto cardiaco. Solo il 18% di esse sopravvive, nonostante il tempestivo intervento del 118, percentuale che sale al 50% se la persona colpita da fibrillazione ventricolare viene rianimata con il defibrillatore.

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I corsi di specializzazione per docenti di sostegno continuano a far discutere

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Dopo la pubblicazione del Decreto n. 92/2019 e la successiva incomprensibile decisione, avallata tacitamente dal Miur, di distribuire 14.224 posti con modalità random, senza rispettare minimamente i fabbisogni territoriali legati alle disponibilità di cattedre libere e alla mancanza di candidati, costringendo il sindacato a ricorrere in tribunale, in questi giorni stiamo assistendo alla pubblicazione dei bandi, da parte degli atenei autorizzati, che confermano i costi proibitivi richiesti ai partecipanti. Ad ogni corsista si chiedono almeno 120 euro per tentare l’accesso e fino a 3.800 euro (a Napoli) per frequentare i corsi. Marcello Pacifico (Anief): C’è un’esigenza di carattere nazionale e sociale, non possono le università decidere autonomamente se e come allestire i corsi oppure trasformare questa formazione in introiti economici per compensare quelli mancati. Lavandosene le mani, non imponendo alcuna regola, il Miur è venuto meno al suo ruolo di garante e di gestore centrale della macchina organizzativa scolastica. Il business su docenti che intendono specializzarsi sul sostegno agli alunni disabili è ripreso con più vigore del passato. Stavolta, tra gli atenei che più si caratterizzano per le richieste esose primeggiano quelle del Sud: il record è dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli che ha deciso di chiedere ai frequentanti del corso specializzante in didattica speciale ben 3.800 euro. Non molto meno (3.700 euro) chiedono le università di Catania, Messina e Palermo. Ma il business non finisce qui: gli atenei, infatti, hanno deciso di fare cassa anche sfruttando al massimo i test preselettivi. È notizia di oggi, pubblica dalla rivista specializzata Orizzonte Scuola, che ogni aspirante al sostegno per tentare l’accesso al corso specializzante di Urbino dovrà avere prima versato all’università umbra la bellezza di 200 euro. E comunque, anche negli altri atenei non si andrà al di sotto dei 120 euro a candidato. Assicurando alle loro amministrazioni economiche, in questo modo, cifre non indifferenti, anche nell’ordine dei milioni di euro.

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Scuola: Sostegno, corsi di specializzazione organizzati a caso

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 marzo 2019

La scuola ha bisogno di docenti di sostegno specializzati: anche il Ministro dell’Istruzione lo ha detto più volte nel corso degli ultimi mesi, annunciando l’intenzione di avviare corsi specializzanti per 40 mila docenti in tre anni. La prima tranche dei corsi è stata avviata qualche giorno fa attraverso il Decreto n. 92/2019, con 14.224 posti disponibili per l’anno accademico 2018/2019: successivamente, però, è stato pubblicato un secondo decreto, il 24 febbraio, che nel ripartire quei posti ha incredibilmente penalizzato numerose regioni e province dove il fabbisogno è altissimo. Si è prodotta una ripartizione di posti illogica, con numeri del tutto insufficienti, in diverse regioni, a coprire il fabbisogno di docenti specializzati.
Esaminando la “tabella riassuntiva dell’offerta formativa di specializzazione sul sostegno”, desta scalpore, ad esempio, la scelta fatta per la provincia di Palermo, dove nella scuola secondaria a fronte di complessivi 2.350 posti liberi, tra vacanti e in deroga, il Miur non ha attivato alcun corso. Ci sono anche altre regioni ad essere state penalizzate. Vale per tutti quanto accade in Piemonte, dove si attiverà un solo corso di specializzazione, all’Università di Torino, per la misera di 200 posti, di cui appena 15 riservati alla scuola dell’infanzia. Eppure, in provincia di Torino, nell’anno scolastico in corso sul sostegno sono state assegnate circa 3 mila supplenze, quasi tutte affidate a docenti non specializzati e per assenza di personale con titolo specifico.
“Si tratta, inoltre, – afferma Marcello Pacifico – di uno schiaffo rivolto anche agli studenti, alle famiglie, alle scuole e all’amministrazione scolastica delle regioni svantaggiate. È amaro ammetterlo, ma ancora una volta siamo costretti a rivolgerci ai tribunali per garantire il diritto all’inclusione degli studenti con disabilità certificata”.

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Scuola – Corsi di specializzazione per il sostegno. Anief avvia ricorsi per i docenti esclusi dal Miur

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Con il Decreto n. 92/2019, pubblicato in queste ore, il Ministero dell’Istruzione fissa le norme per partecipare al corso specializzante (ex Tfa) per insegnare agli alunni disabili: viene confermata l’esclusione degli insegnanti Afam, i dottori di ricerca e gli educatori. Sugli Itp permangono incertezze. Il sindacato contesta anche la soglia di sbarramento nel test pre-selettivo utile all’accesso alle prove scritte. In attesa dei chiarimenti di Viale Trastevere, il sindacato apre le procedure di adesione ai ricorsi al Tar Lazio con scadenza 11 marzo. Marcello Pacifico (presidente Anief): Non si comprende questo gratuito eccesso di rigorosità, anche alla luce dell’alto numero di posti disponibili, che oggi sono quasi 60 mila.
Il Miur si è contraddistinto anche stavolta per le tante esclusioni: sono quelle dei docenti in possesso del diploma di Conservatorio, di Belle Arti o Accademia di Danza e del titolo di dottore di ricerca, non considerati dal Miur come personale abilitato all’insegnamento e a cui viene imposto comunque il possesso dei 24 CFU o le 3 annualità di servizio.
Palesemente illegittima, inoltre, risulta l’esclusione del personale educativo: anche a questi lavoratori, che per legge sono equiparati ai docenti della scuola primaria, il Miur preclude l’accesso ai posti per il sostegno nella scuola primaria. Per gli ITP, gli insegnanti tecnico-pratici, invece, Anief ha chiesto l’emanazione di una specifica Faq da parte del Miur, perché a questo personale era stato impedito di partecipare come titolo d’accesso al concorso riservato, anche se un’interpretazione estensiva della deroga alla norma potrebbe aprire loro le porte ed evitare, quindi, il ricorso in tribunale. In tal caso, qualora fosse concessa la partecipazione dei diplomati ITP senza restrizioni di sorta, sarebbe un grande successo del sindacato Anief che già era pronto a tutelare in tribunale i loro diritti attraverso una specifica azione legale. Lo studio legale di Anief continua a ritenere irricevibile, inoltre, la soglia di sbarramento nella pre-selettiva per l’accesso alle prove scritte: sempre secondo il decreto 92/2019, saranno ammessi a sostenere la prova scritta solamente i candidati che rientreranno nel numero pari al doppio dei posti messi a bando, anche qualora abbiano superato brillantemente i test preliminari. In questo caso, il ricorso sarà notificato dopo la pubblicazione delle graduatorie, ragione per cui allo stato attuale risulta necessario soltanto attivare la proroga della preadesione alla specifica azione legale promossa dell’Anief.
Per accedere ai nuovi corsi di specializzazione sul sostegno, in base a quanto indicato nel Decreto Miur n. 92/2019, per la scuola dell’infanzia e primaria servirà la laurea in Scienze della formazione primaria o il diploma magistrale, compreso il diploma sperimentale a indirizzo psicopedagogico, con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia.
Per la scuola secondaria di primo e secondo grado, servirà avere l’abilitazione all’insegnamento, anche se il titolo è stato conseguito all’estero, sempre se riconosciuto nel nostro territorio. Possono presentare domanda di accesso al corso specializzante, ricorda Orizzonte Scuola, coloro che sono in possesso della laurea comprensiva di 24 CFU in discipline antropo – psico – pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche. Ma anche la laurea con 3 annualità di servizio, svolte “nel corso degli otto anni scolastici precedenti, anche non successive, valutabili come tali ai sensi dell’articolo Il, comma 14, della legge 3 maggio 1999, n. 124, su posto comune o di sostegno, presso le istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione”.Sono ammessi con riserva coloro che, avendo conseguito il titolo abilitante all’estero, abbiano presentato la relativa domanda di riconoscimento alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, entro la data termine per la presentazione delle istanze per la partecipazione alla specifica procedura di selezione. I requisiti di accesso sono gli stessi, sia per i docenti precari che per i docenti di ruolo.
Per superare la prova preselettiva occorre seguire un percorso mirato, esercitarsi con simulazioni ed utilizzare metodologie didattiche all’avanguardia che consentano una rapida memorizzazione delle conoscenze indispensabili. Eurosofia, avvalendosi di figure professionali competenti, ha modulato differenti tipologie di percorsi formatici per affrontare la selezione: un corso on line, dalla durata di 80 ore in modalità e-learning, di cui 70 ore in modalità e-learning di autoapprendimento e 10 ore in modalità webinar; un corso in presenza, dalla durata di 20 ore in presenza; corso on line e in presenza, dalla durata di 80 ore on line e 20 ore in presenza. Per consultare i programmi e scegliere il corso più idoneo alle proprie esigenze clicca qui.
Infine, Eurosofia, in collaborazione con Anief ed Unipegaso, consente di far acquisire i 24 CFU in materie psico/antropo/sociologiche e metodologie didattiche, quali requisiti d’accesso per il prossimo Concorso a cattedra e per accedere al nuovo Tfa sostegno. Per agevolare gli aspiranti docenti, con Eurosofia, Ecp Pegaso, è possibile acquisire i 24 crediti formativi studiando attraverso una piattaforma e-learning, intuitiva, di semplice fruizione e avendo a disposizione i materiali didattici 24 ore su 24.

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Corsi di italiano a Montreal

Posted by fidest press agency su domenica, 27 gennaio 2019

Il Sottosegretario agli Affari esteri, on. Di Stefano, ha risposto, a nome del Governo, all’interrogazione a risposta immediata dell’on. Nissoli sui corsi di lingua a Montreal gestiti dal PICAI. Nell’illustrare l’interrogazione, l’on. Nissoli ha detto che l’interruzione dei corsi di lingua italiana a Montreal, da parte del PICAI, sta creando disagio tra le famiglie dei ragazzi che frequentano i corsi che, tra l’altro, hanno pagato la quota di iscrizione per l’intero anno. E pertanto ha chiesto al Governo “di intervenire per risolvere questa situazione che danneggia sia i ragazzi che l’immagine dell’Italia in Canada. E’ necessario che i corsi di italiano continuino per non interrompere il percorso educativo dei ragazzi. Allo stesso tempo è necessario fare chiarezza sulla gestione del Picai.” Il Sottosegretario Di Stefano, nel rispondere all’on. Nissoli, ha ricordato che la “Farnesina annette particolare importanza alle attività in Nord America e in Canada, tra cui l’area del Québec” indicando anche i contributi versati agli altri due enti gestori presenti a Montreal mentre per il PICAI ha fatto rilevare l’impossibilità di erogare il contributo per mancanza di chiarezza nella gestione finanziaria dell’ente. Infatti, il Sottosegretario ha detto che “la gestione economica e finanziaria da parte del PICAI si è rilevata di più difficile decifrazione. L’Ente gestore aveva beneficiato di fondi a valere sul Capitolo 3153 fino all’esercizio finanziario 2013. Successivamente, in base al parere della competente Ambasciata, le erogazioni sono state interrotte, essendo emerso che l’Ente non aveva dichiarato in bilancio tutte le entrate. Dal 2017 si è voluto riporre nuovamente fiducia nell’ente in questione, anche sulla base delle valutazioni favorevoli del Consolato Generale a Montreal e dell’Ambasciata a Ottawa, ristabilendo l’erogazione di un contributo”.
“Tuttavia – ha proseguito il Sottosegretario – lo scorso anno sono emerse incongruenze riconducibili alla mancata iscrizione in bilancio di tutte le entrate ed uscite. Sono tuttora in corso, per il tramite del Consolato Generale, i contatti con l’Ente gestore ai fini di una corretta rappresentazione in bilancio di tutti i movimenti finanziari. Da parte del Ministero, nell’auspicio di un chiarimento della situazione,sono stati comunque accantonati i fondi assegnati nel 2018, che sono quindi ancora erogabili. L’importo esatto dipenderà, al termine delle verifiche in corso da parte del Consolato Generale, dalla definizione dell’ammontare del saldo attivo da recuperare. Tali verifiche vengono condotte nel modo più rapido possibile e tenendo conto della necessità prioritaria di assicurare agli alunni dei corsi e alle loro famiglie la massima continuità didattica. Per questo – ha concluso – contiamo sulla piena e fattiva collaborazione dell’ente interessato”.Soddisfatta della risposta l’on. Nissoli che invita il PICAI a “collaborare con il Ministero degli Affari esteri, nella trasparenza, per l’interesse di tutta la Comunità italiana di Montreal”.Oggi, in Commissione era depositata anche una interrogazione a risposta scritta analoga ma la deputata interrogante era assente, quindi, per il momento, questa è la prima ed unica risposta del Governo a questo grave disagio della Comunità italiana a Montreal.

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L’on. Nissoli (FI) interroga il Ministro Moavero Milanesi sull’interruzione dei corsi di italiano a Montreal

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2019

In seguito alle numerose richieste pervenute dai connazionali residenti a Montreal, ieri, l’on. Fitzgerald Nissoli ha presentato una interrogazione al Ministro Moavero Milanesi per sollecitare una soluzione alla situazione di disagio delle famiglie italiane del Quebec dovuta al fatto che il PICAI ha interrotto l’erogazione dei corsi di lingua italiana all’improvviso a metà anno scolastico.Per l’on. Nissoli, l’interruzione di tali corsi “sta provocando notevole disagio tra la Comunità italiana e danni nel percorso educativo dei ragazzi”, infatti, oltre ai problemi connessi con la didattica, “l’apprendimento della lingua di origine è di particolare importanza per lo sviluppo psicofisico dei ragazzi”.
Nell’interrogazione, firmata da parlamentari di diversi schieramenti, l’on. Nissoli ha fatto anche rilevare che “l’interruzione dello svolgimento di tali corsi avrà evidenti ripercussioni sull’immagine dell’Italia in Canada” e per tutte queste ragioni la deputata eletta in Nord e Centro America auspica che si “arrivi presto ad una soluzione della vicenda venendo “incontro alle esigenze degli studenti e delle famiglie italiane di Montreal”.

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