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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘corsi’

Formazione per i docenti: i corsi 2020-2021 del Ce.Se.Di.

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2020

Torino. Scadono venerdì 30 ottobre (salvo quelli dedicati all’educazione alla sostenibilità, il cui termine è il 15 ottobre) le iscrizioni ai corsi di formazione e aggiornamento professionale per insegnanti delle scuole del Piemonte che il Ce.Se.Di.-Centro servizi didattici della Città metropolitana di Torino ha inserito nel Catalogo 2020-2021. Quest’anno, a causa della situazione determinata dall’emergenza Covid-19, il Catalogo Ce.Se.Di. per la Scuola 2020-2021 si concentra maggiormente sulla formazione dei docenti, attraverso proposte formative per la maggior parte erogabili anche in modalità Fad (formazione a distanza). Particolare attenzione è riservata alla didattica digitale, alla prevenzione e al contrasto di bullismo e cyberbullismo, alla tutela dell’ambiente sociale scolastico con riguardo anche alle problematiche familiari e affettive degli studenti, all’educazione alla sostenibilità ed ambientale. Per quanto riguarda l’attività rivolta agli studenti, per l’anno scolastico 2020/21, ove possibile, saranno completati i percorsi già programmati nell’anno scolastico 2019/20 e sospesi a causa dell’emergenza legata alla pandemia: nel catalogo è presente una sezione ad hoc, a disposizione delle scuole che avevano dovuto interrompere l’attività in primavera. Nello scorso mese di aprile la Città metropolitana di Torino ha rinnovato il protocollo d’intesa con Regione Piemonte e Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte che prevede la condivisione, la promozione e la valorizzazione su tutto il territorio regionale di attività, servizi di supporto e ogni altra azione (compresa l’offerta del Catalogo “Il Ce.Se.Di. per la Scuola”) finalizzati al potenziamento delle competenze e della professionalità dei docenti delle istituzioni scolastiche e formative. “È proprio in quest’ottica che il nostro Centro Servizi Educativi continua a essere un importante tassello” spiega la consigliera metropolitana con delega all’istruzione e al sistema educativo Barbara Azzarà “con le sue opportunità di approfondimento e di sperimentazione didattica rivolte al mondo dei docenti”. Tale impegno, dedicato alla formazione di qualità dei docenti, ha avuto da parte del Ministero dell’istruzione un riconoscimento importante nello scorso mese di luglio, con l’Accreditamento nazionale del Ce.Se.Di. quale ente di formazione del personale della scuola, in virtù del quale tutte le proposte formative in catalogo rientrano a pieno titolo nel sistema nazionale di formazione continua dei docenti. Per saperne di più: http://www.cittametropolitana.torino.it/speciali/2020/cesedi_scuola/

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Docenti di sostegno: corsi di specializzazione presi d’assalto o disertati

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Mentre si stanno lentamente completando le nomine dei 100 mila supplenti annuali, in larga parte in deroga, anche per via delle graduatorie provinciali in continuo rifacimento a seguito degli errori a raffica derivanti dal cambio immotivato delle tabelle valutanti i titoli, dalle scuole di specializzazione di sostegno giungono notizie sconfortanti. Con 170 mila ragazzi disabili che hanno già cambiato o sono in procinto di cambiare il loro docente, con il “balletto” delle cattedre in pieno corso, si scopre che dei posti messi di sostegno messi a bando nell’ambito del concorso straordinario, al via il 22 ottobre (in tutto 5.669, di cui 4.069 per la secondaria di primo grado e 1.600 per le superiori), gli aspiranti che hanno presentato domanda di partecipazione sono 2.745, pari alla metà dei posti messi a bando. I corsi per diventare docenti di sostegno rasentano ormai l’assurdo. Vi sono alcune regioni dove la scarsità di aspiranti è particolarmente sentita. Altre dove vi è invece abbondanza di aspiranti e mancanza di posti nel bando (anche in presenza di cattedre scoperte): “se ad esempio in Lombardia, per la scuola media, ci sono 361 domande per 1.680 posti, in Sicilia per la scuola superiore ci sono 128 domande per 9 posti. La mancanza di aspiranti per queste cattedre è cronica, da anni ormai, purtroppo di procede per deroghe, permettendo il ruolo a professori non specializzati”, spiega Orizzonte Scuola.Ma c’è anche un altro aspetto che lascia davvero molto a desiderare sulla selezione dei docenti da specializzare: è quello della valutazione delle preselettive per l’accesso al nuovo corso di specializzazione per le attività didattiche di sostegno (TFA sostegno V ciclo anno accademico 2019/20): in base ai risultati ottenuti dagli atenei, risulta “ancora una volta deludente il meccanismo utilizzato per determinare il superamento della prova, in quanto a determinare l’accesso è il risultato del più bravo. Se il più bravo totalizza 30 punti su 30, quello è il metro di partenza. Se il più bravo totalizza 28, la scala scende”, spiega la stampa specializzata.In pratica, “per superare il test preliminare non c’è un punteggio minimo e, come prevede il DM 92/2019, è ammesso alla prova scritta un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili nella singola sede per gli accessi (nei singoli Atenei). Sono inoltre ammessi alla prova scritta coloro che conseguono lo stesso punteggio dell’ultimo degli ammessi. Il test preliminare è stato costituito da 60 quesiti. La risposta corretta a ogni domanda vale 0,5 punti, la mancata risposta o la risposta errata vale 0 (zero) punti”. I risultati finora comunicati, determinanti ai fini dell’accesso, però “vengono ‘mal digeriti’ da alcuni candidati”. La stessa rivista Tuttoscuola ha di recente rilevato, all’interno di un focus sul sostegno, che “ci vuole ben altro per cercare di dare soluzione ai problemi di questo delicato settore, a cominciare dalla continuità didattica, ancora una volta e più di prima tradita dalle norme e procedure attuali. Sarebbe comunque sbagliato ritenere che questa crisi sia congiunturale, acuita soltanto dall’emergenza sanitaria e organizzativa in corso”. Perché “dei circa 185 mila posti di sostegno previsti quest’anno, solo 101.164 sono in organico di diritto, fissi e stabili, mentre i restanti 83.836 saranno in deroga, provvisori e funzionanti fino al 30 giugno”. Inoltre, è inammissibile che i posti messi a concorso risultino appena uno su quattro cattedre vacanti. Nel frattempo, la forbice, tra diritto e deroga si sta allargando, con “costante incremento dei secondi, tra un paio d’anni, se non interverranno modifiche radicali, raggiungerà la parità: 50% al diritto e 50% alla deroga, un risultato di ridottissima stabilizzazione del settore”. E, come “ciliegina sulla torta”, c’è da considerare che il “numero imprecisato di questi supplenti (si stima tra il 20-25%) è addirittura privo del diploma di specializzazione per il sostegno”. La risultanza di tutto questo è che quest’anno due alunni disabili su tre resteranno spaesati “davanti a un nuovo docente mai visto prima”.

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Corsi Gratuiti per l’agricoltura

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2020

Stimolare la competitività del settore agricolo, garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali, realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e comunità rurali favorendo la creazione e il mantenimento di posti di lavoro. Sono questi gli obiettivi strategici del Programma di sviluppo rurale (PSR), ovvero lo strumento del Fondo Europeo Agricolo (FEASR) attraverso il quale la Regione Lazio realizza gli interventi di sviluppo del settore.Tra le diverse azioni messe in campo dal PSR, l’ente di formazione Centro Europeo di Studi Manageriali propone, in riferimento alla Misura 1 “Trasferimento di conoscenze e azioni di informazione”, due nuove iniziative riservate agli addetti del settore agricolo e forestale.I corsi di formazione e aggiornamento sono finalizzati ad acquisire competenze utili al miglioramento della competitività nelle aziende agricole e forestali del territorio, in particolare quelle che vogliono affacciarsi nel contesto internazionale.Le iniziative completamente gratuite, si terranno presso la sede del Centro Europeo di Studi Manageriali di Latina e sarà possibile scegliere tra due edizioni: una con un modulo di 60 ore di lingua Inglese, l’altra con un modulo della stessa durata di lingua Tedesca.Per poter presentare la propria domanda di adesione è necessario possedere alcuni requisiti definiti dai rispettivi bandi tra cui: essere addetti del settore agricolo, alimentare e forestale operanti nel Lazio; essere maggiorenni; aver assolto all’obbligo scolastico; non avere formalizzato ulteriori richieste di adesione per la stessa tipologia di corso presso altri enti di formazione.La domanda di ammissione ai corsi redatta in carta semplice con allegata la documentazione relativa al possesso dei requisiti richiesti, deve pervenire entro il termine improrogabile del giorno 16/10/2020 alle ore 17.30 presso una delle sedi di seguito indicate:Via Lavanga 97/99 – 04023 Formia (LT)Via Bruxelles n°30 Scala N – 04100 Latina (LT) Per informazioni e chiarimenti è possibile contattare i seguenti recapiti: Tel. 0771.771676. Ulteriori informazioni sono reperibili nei rispettivi bandi scaricabili dal sito http://www.centroeuropeo.it

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Forte aumento delle preiscrizioni ai corsi di studio Iuav

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Venezia. È più che positivo l’esito delle preiscrizioni ai corsi di studio dell’Università Iuav di Venezia, che si sono chiuse ieri con la sola eccezione della laurea triennale in Urbanistica e Pianificazione del territorio (iscrizioni aperte fino al 28 settembre).
Tutte le filiere dell’Ateneo dedicato alle discipline del progetto mostrano una consistente crescita delle richieste di iscrizione rispetto allo scorso anno accademico.
Ottimo il risultato per Architettura, che registra 701 domande per la laurea triennale (471 le domande dello scorso anno, 360 i posti disponibili) e 427 per la magistrale (388 lo scorso anno, per 360 posti). Sempre alta l’attrattività per i corsi di Design: sono 534 le domande per i 180 posti disponibili della laurea triennale in Disegno industriale e multimedia, mentre per la magistrale in Design del prodotto e della comunicazione visiva le richieste sono 240 (168 lo scorso anno) per 80 posti disponibili. Si conferma il successo dei corsi di Arti e Moda: le preiscrizioni alla triennale in Design della Moda e Arti Multimediali chiudono con 656 domande a fronte delle 542 dello scorso anno accademico, per 210 posti a disposizione (aumentati grazie al nuovo curriculum in Comunicazione e nuovi media della moda); in crescita le preiscrizioni alla magistrale in Arti Visive e Moda, con 186 domande (125 lo scorso anno) per 86 posti. Buono il risultato per Pianificazione: 58 rispetto alle 36 dello scorso anno le domande per la magistrale in Pianificazione e politiche per la Città, il Territorio e l’Ambiente; stabile la triennale in Urbanistica e Pianificazione del territorio, ad accesso libero, le cui iscrizioni chiudono il 28 settembre.
Infine, cresce l’interesse per il percorso della magistrale in Teatro e Arti performative, che registra 55 domande (30 lo scorso anno) per 29 posti disponibili.
In aumento anche le adesioni degli studenti internazionali: le iscrizioni al Master Degree in Architecture, la laurea magistrale tenuta in lingua inglese inaugurata da Iuav nel 2019, si sono chiuse qualche mese fa con più del doppio di richieste rispetto ai 60 posti disponibili. Domande di iscrizione sono arrivate anche da paesi come Cina, India, Iran, frutto in parte di un lavoro di promozione sul campo messo in atto dai servizi di orientamento Iuav e in parte di un migliore posizionamento delle università italiane nei ranking internazionali, che ha reso i nostri atenei più attrattivi sia per qualità che per sostenibilità economica.
Tutte le prove orali per l’ammissione ai corsi di laurea si sono tenute con la modalità a distanza.

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Domande ricevute dall’Università di Parma per i 9 corsi di laurea delle Professioni Sanitarie

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2020

Parma Sono 1046 le domande ricevute dall’Università di Parma per i 9 corsi di laurea delle Professioni sanitarie (Fisioterapia, Infermieristica, Logopedia, Ortottica e assistenza oftalmologica, Ostetricia, Tecniche audioprotesiche, Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, Tecniche di laboratorio biomedico, Tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia). La prova di ammissione unica per l’accesso ai corsi di laurea delle Professioni Sanitarie dell’Università di Parma si terrà martedì 8 settembre al Padiglione 2 delle Fiere di Parma. La sede di svolgimento della prova è stata individuata dall’Ateneo nel rispetto delle misure anti COVID-19: spazi grandi e adeguati allo svolgimento dei test in piena sicurezza e con il necessario distanziamento, dati i numeri elevati degli ammessi. I candidati dovranno presentarsi davanti all’ingresso del Padiglione 2, per il riconoscimento, a partire dalle 9, e il test avrà inizio alle 12.
Tutte le informazioni relative ai corsi a numero programmato sono costantemente aggiornate sul sito dell’Università di Parma, alla pagina dei “Test di ammissione”. Le future matricole e le loro famiglie e gli studenti già iscritti all’Ateneo possono inoltre rivolgersi al Welcome Point Matricole, il punto di informazione, comunicazione e accoglienza dell’Università di Parma, realizzato in collaborazione con il Comune di Parma e ER.GO, l’Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori, aperto fino al 31 ottobre nel Sottopasso del Ponte Romano (orari di apertura: da lunedì a venerdì 10-19, sabato 10-13).

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Corsi di laurea magistrale: Chiusura delle iscrizioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Parma. Si sono chiuse le iscrizioni ai test per i corsi di laurea magistrale a ciclo unico dell’Università di Parma in Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria e Odontoiatria e Protesi Dentaria. Le domande presentate per i test di Medicina e Chirurgia e di Odontoiatria e Protesi Dentaria sono 645, per Medicina Veterinaria sono 167. A differenza degli anni scorsi per questo anno accademico, in base alle disposizioni ministeriali relative all’emergenza sanitaria, gli iscritti ai test nazionali devono obbligatoriamente sostenere la prova nella sede più vicina alla loro residenza: il dato si riferisce quindi esclusivamente ai futuri studenti residenti nelle province di Parma e Piacenza. Le future matricole “fuori sede” sosterranno la prova nella sede universitaria a loro più vicina, anche se hanno indicato l’Università di Parma come loro prima scelta.Le prove per Medicina e Chirurgia e per Odontoiatria e Protesi Dentaria si terranno il 3 settembre, mentre per Medicina Veterinaria la data fissata è il 1° settembre.Per Medicina e Chirurgia sono disponibili 260 posti (di cui 20 riservati a extracomunitari), per Odontoiatria e Protesi Dentaria i posti sono 30 (di cui 2 riservati a extracomunitari e 2 a studenti cinesi aderenti al progetto “Marco Polo”) e per Medicina Veterinaria i posti disponibili sono 60 (di cui 3 riservati a extracomunitari, dei quali 1 per studenti cinesi aderenti al progetto “Marco Polo”).Tutte le informazioni relative ai corsi a numero programmato sono costantemente aggiornate sul sito dell’Università di Parma, alla pagina dei “Test di ammissione”. Le future matricole e le loro famiglie e gli studenti già iscritti all’Ateneo possono inoltre rivolgersi al Welcome Point Matricole, il punto di informazione, comunicazione e accoglienza dell’Università di Parma, realizzato in collaborazione con il Comune di Parma e ER.GO, l’Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori, aperto fino al 31 ottobre (chiuso solo nella settimana di Ferragosto) nel Sottopasso del Ponte Romano (orari di apertura: da lunedì a venerdì 10-19, sabato 10-13).

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Corsi e ricorsi della storia

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2020

Ha scritto Luana De Rossi anni fa: “Da settimane assistiamo ad una insistente campagna che individua nei cosiddetti costi della politica o, se è consentito, dell’assetto istituzionale dello Stato, la causa maggiore dei mali del nostro Paese. Premetto che sono convinta che ci sia bisogno di un nuovo sistema istituzionale per una moderna democrazia che riformi Istituzioni nazionali e locali, anche riducendo il numero dei rappresentanti, ma la spinta abolizionista, che in modo sbrigativo punta a sopprimere aule parlamentari, province e comuni, mi preoccupa solo per il fatto che l’Italia questa deriva l’ha già vissuta e non ha prodotto nulla di buono. Mi preoccupa che su questo tema, senza un progetto organico di riforma dello Stato ci sia chi, a destra come a sinistra, senta quotidianamente il bisogno di segnare un punto in più rispetto alla sparata del giorno precedente. Ricordo che abbiamo già visto (1924) approvare una legge elettorale che dava i due terzi dei seggi alla lista che avesse ottenuto la maggioranza dei voti. Poi, non credo per semplificare il quadro politico, furono dichiarati illegali tutti i partiti tranne uno (1925). Quasi contemporaneamente (1926), anche se i motivi forse non furono esattamente quelli della riduzione dei costi della politica, gli organi democratici dei comuni furono soppressi e tutte le funzioni in precedenza svolte dal sindaco, dalle giunte e dal consiglio comunale furono trasferite ad una nuova figura: il podestà. In questo contesto, e non credo per dare un contributo al lavoro del Parlamento, fu istituito un Gran Consiglio (1928) che decideva, tra l’altro, la lista dei deputati da sottoporre al corpo elettorale. La Camera dei deputati, chissà per quale slancio innovativo, (1939) divenne camera dei fasci e delle corporazioni. Non voglio farla troppo lunga, ma sappiamo come quella storia è andata a finire.
Per non drammatizzare ricordo che Marx diceva che la storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa, anche se gli Italiani un biglietto di questa mediocre commedia lo stanno pagando a caro prezzo… e se le cose dovessero peggiorare, almeno ricordiamoci che nemmeno l’asino cade due volte sullo stesso punto”. Che dire di più? Certo è, con i tempi che ci ritroviamo, che passare dalla tragedia alla farsa non è sicramente consolante. Tutt’altro. (Riccardo Alfonso)

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Formazione: due nuovi corsi specializzanti con le risorse FSE

Posted by fidest press agency su martedì, 21 luglio 2020

Palermo. Partono ad ottobre, grazie all’Avviso 14/2017, i percorsi formativi biennali co-finanziati dal Fondo Sociale Europeo nell’ambito della programmazione 2014-2020. I percorsi sono stati presentati oggi dalla Fondazione ITS, nella sede di Confcommercio Palermo, alla presenza di Ciro Costa, presidente della Fondazione; Milko Cinà, sindaco di Bivona; Pietro Columba dell’Università degli Studi di Palermo; Antonio Valenti dell’assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale e Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo.
Le risorse, che ammontano complessivamente a 5,4 milioni di euro e hanno permesso l’attivazione dei corsi, rientrano nell’ambito 2 – nuove fondazioni ITS dell’Avviso 14/2017 (Asse 3 Istruzione e Formazione). Nello specifico i fondi pubblici destinati ai percorsi di alta specializzazione sono: 1.470.000,00 euro a valere sul PO FSE, 1.680.000,00 euro a valere su risorse residue del MIUR e 350.000,00 euro di co-finanziamento per le Fondazioni ITS.
I corsi, che partiranno ad ottobre 2020, rappresentano un’opportunità di assoluto rilievo nel panorama formativo siciliano, espressione della nuova strategia promossa dal MIUR a livello nazionale, fondata sulla connessione tra politiche di formazione e lavoro e politiche industriali. Si tratta di un’offerta formativa terziaria professionalizzante, con scuole di alta specializzazione legate al sistema produttivo, per preparare i quadri specializzati necessari nelle aziende, creando un punto di incontro tra le domande del mercato del lavoro e l’offerta formativa di alto livello.
La Fondazione ITS di Bivona, costituita ad aprile ad Agrigento e dedicata all’agroalimentare in Sicilia, formerà figure professionali a elevata qualificazione che, dopo due anni di corsi della durata di 1800 ore, di cui 800 di tirocinio e stage presso aziende, acquisiranno competenze specifiche, capacità di innovazione e competitività. I percorsi didattici sono pensati per mettere in connessione formazione e mondo del lavoro, ricerca scientifica e innovazione digitale, formazione tecnica e tirocini in azienda, elemento quest’ultimo che consente un’alta probabilità di inserimento nel mondo del lavoro al termine del percorso di studio di specializzazione: non è un caso che più dell’80% dei diplomati negli ITS trova lavoro entro un anno dal termine degli studi e che questo modello trova riscontro, già da tempo, nel centro e nel nord Italia.
I primi due corsi biennali a numero chiuso (25 partecipanti), attivati sull’asse Agroalimentare – made in Italy sono: “Agroduro”, finalizzato alla specializzazione nel settore della cerealicoltura e “Agrolatte”, incentrato sull’alta specializzazione nell’ambito lattiero-caseario. Sul sito http://www.itssicani.it si trova il form di preiscrizione al primo anno dei due corsi biennali per Tecnico superiore responsabile delle produzioni e delle trasformazioni agrarie, agro‐alimentari e agroindustriali EQF V* nei due diversi settori – della cerealicoltura e lattiero-caseario – e si possono avere aggiornamenti nonché informazioni sul bando di selezione. Le lezioni si svolgeranno anche online.
Al termine del percorso biennale (corrispondente al V° livello del “Quadro europeo delle qualifiche”) i partecipanti potranno chiedere, non appena verrà definita l’apposita convenzione, il riconoscimento dei CFU (crediti formativi universitari) per l’iscrizione ai corsi di laurea triennali dell’Università degli Studi di Palermo. Il diploma verrà rilasciato completo di Europass Diploma Supplement, previsto a livello internazionale, che dà il report delle conoscenze e delle competenze acquisite.
“Se si pensa che nell’anno scolastico 2018/2019, in Italia, circa 220 mila ragazzi non hanno proseguito gli studi – dichiara Roberto Lagalla, assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale della Regione Siciliana – è chiaro come la formazione terziaria può costituire per loro una valida opportunità, dal momento che oltre l’80% dei diplomati trova occupazione al termine degli studi. Sono quindi certo che i giovani, attraverso il percorso formativo proposto dalla Fondazione, possano facilmente trovare accesso al mondo del lavoro”.

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Proseguono gli incontri inaugurali dei nuovi corsi di laurea dell’Ateneo

Posted by fidest press agency su sabato, 11 luglio 2020

Perugia. “Molto netta la posizione dell’architetto Stefano Boeri sul dopo Covid nel sua call conference all’Università per Stranieri di Perugia. Boeri, intervenuto sui temi della sostenibilità architettonica e urbana, sui quali si fonda parte del nuovo corso di laurea triennale dell’Ateneo (“Studi internazionali per la sostenibilità e la sicurezza sociale”), si è infatti espresso in modo molto assertivo in ordine alla ragioni che hanno portato alla pandemia e all’impossibilità, al momento, di tornare ad una vivibilità urbana e sociale sostenibile senza cambiare rotta.Tra le proposte che l’urbanista ha poi espresso su sollecitazione dell’intervistatrice Chiara Bscarini in ordine ad una rifondata idea di città vi è quella di una nuova concezione e fruizione degli edifici scolastici, molto numerosi sul territorio nazionale, i quali potrebbero secondo l’architetto divenire luoghi di fruizione di servizi, epicentri di cultura e di formazione a tutto tondo, assorbendo in questo modo funzioni perdutesi altrove.
Sollecitato dalle domande degli studenti, Stefano Boeri si è soffermato infine sul problema della mobilità urbana ed extraurbana, affermando che senza la dismissione dei combustibili di origine fossile le polveri sottili aumenterano, e con esse i possibili, aggravati effetti di malattie polmonari virali, sottolineando inoltre che l’Italia non sarà mai un paese ‘compiuto’ dal punto di vista della mobilità sino a quando non avrà una rete ferroviaria completa ed efficiente. Ultimo dato, quello relativo ai trasporti pubblici intraurbani, da tempo scomparsi sotto l’incalzare delle politiche dettate delle company automobilistiche, e oggi indispenabili per evitare il soffocamento globale da CO2.”

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Corsi di laurea in infermieristica: solo Prof infermieri

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

A stabilirlo è il decreto del ministro dell’Università 29 maggio 2020 n. 137 che interviene su sollecitazione della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), a risolvere il problema di docenti non infermieri nei corsi di laurea per gli infermieri.Le premesse del decreto sottolineano e confermano la necessità per i prossimi due anni accademici di facilitare l’accreditamento e aumentare quindi il numero dei corsi universitari snellendone le previsioni quantitative di docenti per ogni corso per poter formare un maggior numero di infermieri da dedicare all’emergenza COVID, ma indicano anche la decisione di “soprassedere” all’inserimento di “due medici ospedalieri da indicare come personale medico di riferimento coinvolto per ogni corso di laurea in infermieristica”.Ma non solo. Il decreto, ancora una volta grazie alla nota FNOPI del 25 maggio scorso indirizzata al ministro dell’Università, esplicitamente citata nelle premesse, stabilisce anche “l’attivazione di un tavolo congiunto Ministero dell’università e della ricerca – Ministero della salute – FNOPI” per un “confronto istituzionale sulla riprogettazione dei percorsi formativi infermieristici, alla luce delle mutate esigenze del Servizio sanitario nazionale”.“Ringraziamo il ministro dell’Università Gaetano Manfredi e il suo staff – sottolinea Barbara Mangiacavalli, presidente FNOPI – per aver valutato con attenzione, dopo le numerose interlocuzioni politiche con la Federazione, il problema dell’introduzione di ’non infermieri’ nei corsi di laurea in infermieristica. E soprattutto di aver accolto la nostra richiesta sulla necessità dell’attivazione di un tavolo di confronto con la sola professione infermieristica per stabilire non solo i presupposti dell’intervento formativo urgente legato alla pandemia, ma la revisione di tutta la formazione universitaria degli infermieri. È questo – conclude Mangiacavalli – uno degli obiettivi principali della politica della Federazione, che ora apre la strada a un’ulteriore crescita oltre che formativa anche professionale e di carriera per la professione infermieristica”.

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Estero: Scuole, corsi e lettorati italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.L. 8 aprile 2020 n. 23. Il D.L attraverso l’articolo 1 comma 8 e l’articolo 2 comma 1 lettera c, il D.L interviene sulle modalità di svolgimento degli esami di Stato, sulla valutazione dell’anno scolastico 2019/2020, e sulle nomine all’estero per l’anno scolastico 2020/21. Prevede che sarà il Ministero della Pubblica Istruzione, attraverso apposite ordinanze, ad applicare quanto previsto dai citati articoli ANIEF, qualche giorno fa, ha lanciato la proposta d’istituire un tavolo tecnico OO.SS/MAECI/MIUR per gestire in maniera ordinata la fine di questo anno scolastico e l’inizio del prossimo anno. Oggi, alla luce di questo D.L. quella proposta assume maggiore pregnanza.Il D.L. stabilisce anche che, per la destinazione all’estero dell’a.s 2020/21 sulle cattedre per le quali le graduatorie risultino esaurite, si attingerà dalle graduatorie del 2013, facendo riferimento per queste nomine all’articolo 24 del D.lgs 64/17.Sul perché le graduatorie del 2019 si sono esaurite dopo pochi mesi, e sulla responsabilità del MIUR e delle OO.SS (firmatarie dell’intesa sui requisiti del 23 aprile 2018), di scelte sbagliate e lesive del diritto di tutti i docenti a partecipare alle prove di selezione, ci siamo già espressi, adesso non è il tempo di fare polemiche ma di costruire. Oggi serve un confronto serio per stabilire insieme i criteri attraverso i quali verranno individuati gli aventi diritto alla nomina dalle graduatorie del 2013: chi tra i docenti inseriti all’epoca in quelle graduatorie ha diritto alla nomina?La destinazione all’estero per un anno scolastico, prevista dall’articolo 24 del D.lgs 64/17, esula completamente dai requisiti previsti per la “normale” destinazione all’estero. ANIEF invita il Ministero della Pubblica Istruzione e il MAECI a ragionare insieme sulle modalità di applicazione dell’articolo 24 e avverte che non starà a guardare qualora questo articolo venga applicato in maniera lesiva degli aventi diritto.Va anche detto che il D.L. non affronta tutte le problematiche legate a questa emergenza, in particolare non tiene conto dell’eventualità che il personale scolastico, che rientrerà in Italia per le ferie estive, potrebbe trovarsi di fronte all’impossibilità di ritornare a prendere servizio nella sede estera di appartenenza. Non tiene conto della fatto che i giorni previsti dall’articolo 186 del DPR 18/67 sono insufficienti per un’emergenza come questa. Non tiene conto del fatto che i docenti che hanno preso servizio all’estero in ritardo, non hanno maturato ferie sufficienti.

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Coronavirus: Tfa sostegno, le prove preselettive spostate a maggio: comunicazione ufficiale imminente

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

Sui corsi di specializzazione per il sostegno, è in arrivo un nuovo decreto del ministero dell’Università contenente novità temporali relative alla chiusura del IV ciclo e all’avvio del V ciclo: “è di imminente emanazione un Decreto Ministeriale che fornirà indicazioni circa i tempi di chiusura del IV ciclo (a.a. 2018/2019) e delle procedure di avvio del V ciclo (a.a. 2019/2020), in considerazione delle misure urgenti di contenimento del contagio da virus COVID-19”, ha scritto oggi l’Università Suor Orsola Benincasa, che in questo modo conferma la disponibilità del ministero dell’Università ad accogliere la richiesta dal sindacato Anief, il quale, rivolgendosi alle istituzioni di competenza, ha indicato la necessità di posticipare le prove uniche nazionali di accesso al Tfa sostegno, previste per l’inizio del mese di aprile, così come inizialmente indicato nel D.M. 95/2020.Trova accoglimento la tesi dell’Anief, che nei giorni passati aveva inviato una lettera al ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, proprio per chiedere di prorogare i termini delle scadenze per la presentazione delle domande di partecipazione ai Tfa sostegno in attivazione nei diversi atenei autorizzati. Oltre che per spiegare la necessità di avviare una sezione straordinaria aperta al personale con 24 mesi di servizio senza titolo.Le prove uniche nazionali di accesso al Tfa sostegno, previste per l’inizio del prossimo mese, come indicato nel D.M. 95/2020, vengono posticipate al mese di maggio: le proibizioni alla libera mobilità, indicate nel DPCM del 9 marzo 2020, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, riferite anche al precedente DPCM dell’8 marzo, non davano spazio a dubbi: le prove nazionali di accesso ai Tfa sostegno, per selezionare quasi 20 mila docenti aspiranti, non si potranno svolgere ad inizio aprile.

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Yale elimina i corsi introduttivi alla storia dell’arte rinascimentale

Posted by fidest press agency su domenica, 2 febbraio 2020

“La decisione di una delle più autorevoli università statunitensi Yale di eliminare i corsi introduttivi alla storia dell’arte rinascimentale ‘perché troppo bianca, etero, europea e maschile’ (testuale) costituisce un anacronistico attacco anti-italiano che si somma alla distruzione delle statue dedicate a Cristoforo Colombo. Capiamo che per la superpotenza mondiale sia mortificante constatare la sua ininfluenza nel XV-XVI secolo, periodo in cui l’Europa tutta era irradiata dall’influenza dei Mantegna, Leonardo, Michelangelo, Raffaello. Tuttavia la Yale si può senz’altro consolare con la straordinaria rivincita in atto fin dal XIX secolo, arrivando addirittura a trasformare antropologicamente le società nazionali sempre più tentate dall’american way of life. Per quanto ci riguarda siamo orgogliosi del Rinascimento ma anche del Medioevo e della storia dell’antica Roma. Se gli studenti americani volessero approfondire gli studi della storia dell’arte vengano in Italia dove abbiamo eccellenti insegnamenti e università. Perché la cultura non si può bruciare, chi ci ha provato è stato cancellato dalla storia”.È quanto scrive sulla sua bacheca Facebook il vicepresidente presidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli commentando e postando un pezzo del giornale della Yale nel quale si annunciano le nuove misure sullo studio della storia dell’arte rinascimentale.

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Al via i primi corsi in Education Marketing accreditati MIUR

Posted by fidest press agency su sabato, 16 novembre 2019

Milano La prossima edizione del corso “Comunicazione strategica per le scuole” si terrà il 28 novembre alle ore 15 a Milano. Per la prima volta in Italia, grazie alla collaborazione tra Education Marketing Italia e Oppi, nascono i corsi di formazione per docenti e dirigenti scolastici che trattano tematiche di marketing e comunicazione legate all’ambito scolastico e formativo.Finora, nella vasta offerta formativa per insegnanti presente sul mercato, si è posta grande attenzione a tematiche di natura didattica, senza prendere in considerazione l’utilità di corsi che aiutassero le scuole a comunicare al meglio e in maniera strategica la propria offerta sul territorio. Con questo obiettivo sono nati i corsi di formazione erogati in collaborazione con Oppi, ente certificato MIUR, pensati appositamente per le scuole che vogliano migliorare la propria promozione ed orientamento in entrata.Education Marketing Italia e Oppi hanno attivato i primi due corsi di comunicazione e marketing: “Organizzare Open Day Efficaci” e “Comunicazione Strategica per le scuole”. Ciascun corso è valido per l’obbligo formativo ed ha una durata di 4 ore. Trattandosi di formazione accreditata, i corsi si possono acquistare sia come Istituto Scolastico sia utilizzando la Carta del Docente.Education Marketing Italia propone due modalità di partecipazione ai corsi: la prima è on-demand, direttamente nella scuola che richiede il corso, attraverso una soluzione personalizzata sulle esigenze della scuola stessa; la seconda modalità è partecipando ai corsi che periodicamente Education Marketing Italia programmerà in diverse location sul territorio italiano.

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Scuola: Sostegno, risoluzione del M5S per fare corsi e concorsi regolari

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 ottobre 2019

La deputata pentastellata Rosa Alba Testamento ha chiesto “percorsi di specializzazioni continuativi per la formazione dei docenti di sostegno, attraverso la promozione di modelli didattici inclusivi. Occorre rassicurare le famiglie sulla presenza di tale personale, attraverso la pubblicazione di numerosi bandi di concorso, che possano essere continuativi nel tempo, per assicurare l’effettiva copertura delle classi e delle cattedre vacanti e disponibili”. Il presidente Anief, Marcello Pacifico, si dichiara favorevole a condizione che, però, siano inseriti in organico di diritto gli attuali posti in deroga, siano rispettate le ore di insegnamento previste dal PEI di ogni alunno, siano riaperti gli attuali corsi di TFA sostegno senza numero programmato e per il personale con servizio affinché possa partecipare al nuovo concorso riservato. Leggi l’intervista su Orizzonte Scuola.
Dal Governo si continua a parlare di sostegno come settore da migliorare e riformare. Dopo la presa di posizione del sottosegretario all’Istruzione, Lucia Azzolina, la quale in un’intervista televisiva ha detto espressamente di volere agire e «lavorare per aumentare il numero degli insegnanti di ruolo sul sostegno, trasformando parte di quelle cattedre che oggi sono instabili, ovvero destinate alle supplenze, il cosiddetto organico di fatto, in cattedre di diritto», è ancora il M5S a schierarsi: il partito di maggioranza relativa ha presentato una risoluzione affinché il Governo si impegni a garantire maggiore controllo del settore. Rosa Alba Testamento, portavoce molisana del MoVimento Cinque Stelle e componente della Commissione Cultura alla Camera dei Deputati, prima firma della risoluzione, ha giustificato la sua richiesta spiegando che “molte famiglie italiane con bambini e ragazzi in situazioni di disabilità devono ogni giorno scontrarsi con le inadempienze e le carenze di un sistema scolastico che non riesce ad assicurare la copertura delle cattedre scoperte a causa dell’assenza di insegnanti di sostegno e quest’anno, rispetto al passato, la situazione è ancor più critica”.
Anche il ministro dell’Istruzione si è detto favorevole ad ampliare i corsi TFA sostegno: potrebbero essere varati al più presto, per dare una pronta risposta alla cronica mancanza di insegnanti di sostegno nelle scuole italiane. “Abbiamo troppe cattedre di sostegno scoperte – ha affermato Lorenzo Fioramonti illustrando le linee programmatiche del suo mandato in Senato – e troppi insegnanti di sostegno non formati”. Questo impegno si concretizzerà nel prossimo avvio del corso Tfa sostegno V ciclo, al quale potranno partecipare anche i docenti idonei alle precedenti selezioni.
È allo studio del Miur – conferma la rivista Orizzonte Scuola – un ampliamento del numero dei posti nelle varie Università. I posti totali, già autorizzati, sono 40.000. I requisiti di accesso finora noti: abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure laurea coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso + 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e in metodologie e tecnologie didattiche; gli ITP continueranno a partecipare con il diploma fino al 2024/25. Da quella data laurea triennale + 24 CFU.

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Siena: al via i corsi di preparazione per i concorsi Estar e Arti

Posted by fidest press agency su domenica, 13 ottobre 2019

Siena. Sono in procinto di partire i corsi di preparazione dedicati ai candidati che hanno superato le fasi di preselezione dei concorsi indetti da Estar per l’assunzione a tempo indeterminato di infermieri e di assistenti e collaboratori amministrativi.
Già stabilite le date delle lezioni che sono sabato 19 e mercoledì 30 ottobre per gli assistenti e collaboratori amministrativi e lunedì 21 e giovedì 24 ottobre per gli infermieri.
Mercoledì 16 ottobre invece sarà dato inizio agli incontri di formazione per la preparazione al concorso Arti riguardante i Centri dell’Impiego.”Riteniamo importante seguire e supportare i futuri lavoratori del nostro territorio – commenta il segretario generale della CISL fp Siena Riccardo Pucci-. La CISL si è sempre messa a disposizione per contribuire alla formazione, per creare sinergie e dare tutte le informazioni necessarie affinché potessero esserci le condizioni migliori per entrare nel mondo del lavoro e continuerà a farlo non venendo meno a quella che è per noi una delle priorità del nostro mandato. Abbiamo uno slogan che accompagna queste nostre attività: #noicislsiamo. E infatti la Cisl c’è”.Gli interessati possono ricevere informazioni su luoghi, orari, date e modalità di svolgimento del corso, contattando la CISL FP al numero 389 2313788 (Riccardo).

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Scuola: Corsi di sostegno, il festival dell’inefficienza

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

Le selezioni per partecipare ai corsi specializzanti si confermano tra le più disorganizzate degli ultimi anni: non bastava aver distribuito i 14.224 posti a caso, introducendo una soglia “mobile” per la prova preselettiva e arrivando a respingere ammessi con 27/30, avere predisposto malamente i test, con tanto di prove annullate in tre atenei, avere mutato, con il D.M. n. 92/2019 la soglia per passare allo step orale; nelle ultime ore dalle Università coinvolte nella rettifica della graduatoria dei candidati ammessi alla prova scritta continuano a giungere ammissioni di errori nelle risposte attribuite nei test preselettivi del 15 e 16 aprile. Anief ritiene che sia doveroso tutelare i diritti dei docenti danneggiati da questo bailamme: a questo scopo, dopo avere ottenuto dal Tribunale Amministrativo un provvedimento cautelare d’urgenza per far aumentare al Miur il numero di posti attivati e la sua distribuzione sul territorio, il giovane sindacato è sceso in campo per far partecipare ai corsi tutti i docenti non ammessi che hanno superato almeno la soglia della sufficienza (18/30), prorogando la possibilità di presentare ricorso sino a tutto il 13 maggio. Marcello Pacifico (Anief): Essere scalzati in modo incoerente, avendo introdotto delle soglie di accesso mutevoli, è inaccettabile. Dagli atenei italiani continuano a giungere prove di ammissione sugli errori maldestri che hanno caratterizzato le selezioni dei docenti che, lo scorso 15 e 16 aprile, hanno partecipato ai test preselettivi per partecipare ai corsi specializzanti nel sostegno agli alunni disabili. A Foggia – scrive Orizzonte Scuola – alcuni candidati, dopo la diffusione dei test, hanno segnalato all’Università un errore nel requisito n. 22 “Individuare la parola sillabata erroneamente”. L’ateneo pugliese ha spiegato che “a seguito di segnalazioni su un quesito (n. 22 del questionario tipo) con duplice risposta esatta (A. Pres-sapo-chis-mo – B. At-tua-l-men-te), si comunica che in entrambi i casi la Commissione ha attribuito il punteggio di 0.50. Pertanto sono ammessi alla prova scritta della scuola secondaria di I grado, che si terrà il 17/05/2019, tutti coloro che hanno sommato il punteggio di 26″. Sul sito dell’università di Foggia è quindi comparsa una nuova ulteriore graduatoria corretta. Ma ad ammetterne altri è anche la struttura organizzatrice “madre” delle prove, che ha fornito le domande della preselettiva a tutti gli atenei, tanto che sono state riformulate alcune delle graduatorie della scuola di infanzia in cui i candidati avevano svolto il test preparato dal Consorzio interuniversitario CINECA. La domanda in questione era quella relativa a Piaget: “Nei processi fondamentali che caratterizzano lo sviluppo cognitivo del bambino, J. Piaget individua delle fasi evolutive, che chiama “stadi”. Quante sono?” la risposta corretta è “quattro” e non “sei” come in un primo tempo era stato indicato.” A correggere l’errore sono state l’Università di Salerno, Enna, Messina. Errori sono stati corretti anche presso l’Università di Cassino e Cagliari. Nel frattempo, continua la formulazione delle prove scritte e arrivano i primi risultati dei candidati ammessi alla prova orale. Le quali prove, però, ora rischiano fortemente di essere inficiate dai troppi errori commessi nelle fasi precedenti e quindi, perlomeno, di essere ripetute anche più volte, anche con delle verifiche suppletive. Davanti a questo festival dell’inefficienza, Anief ribadisce tutta la sua disponibilità ad accogliere le impugnazioni dei docenti che, dopo mesi di preparazione e attese snervanti per lo svolgimento delle prove, si sono visti sfumare l’accesso ai corsi specializzanti per motivi che non hanno nulla a che vedere con le loro conoscenze e competenze. Ma in questa situazione, avere introdotto una soglia “ballerina”, mutevole da ateneo ad ateneo, è risultato l’errore più grande: per questo motivo, il giovane sindacato è sceso in campo per far partecipare ai corsi tutti i docenti non ammessi che hanno superato almeno la soglia della sufficienza (18/30), prorogando la possibilità di presentare ricorso sino a tutto il 13 maggio. L’approdo in tribunale si basa anche sul fatto che i bandi delle Università, sulla scia delle discutibili indicazioni fornite dal Miur, hanno limitato l’accesso alle prove scritte a un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili per ogni ordine e grado, riducendo l’accesso in moltissimi casi solo di poche decine di aspiranti. Per Anief la decisione è meritevole di un intervento del giudice amministrativo, il quale sarà chiamato a valutare i profili di legittimità dell’esclusione a priori di questi candidati dalle prove successive al test preselettivo. Va ricordato che Anief aveva anche impugnato con successo, al Tar del Lazio, la decisione del Miur, attraverso il Decreto del 21 febbraio 2019 n. 118, di autorizzare un numero di posti, rispetto al fabbisogno di personale docente specializzato, decisamente più piccolo rispetto alle effettive esigenze ed impellenze territoriali: il Tribunale Amministrativo, con un provvedimento cautelare d’urgenza, ha dato ragione al sindacato, ordinando al Miur l’immediato riesame della situazione, chiedendo all’amministrazione di redigere una relazione circostanziata attraverso la quale si possano finalmente chiarire, tra l’altro, i presupposti e le ragioni posti a fondamento delle scelte prodotte.

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Sostegno: Che senso ha introdurre il numero chiuso per i corsi se c’è bisogno di molti docenti specializzati?

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Mentre in queste ore migliaia di docenti si preparano a sostenere la prova preselettiva per i corsi di specializzazione sostegno, la cronaca ci racconta di studenti diversamente abili sprovvisti dei docenti di cui hanno bisogno. Come il caso, ripreso dalla stampa, di un’alunna costretta a non essere seguita da un docente specializzato, nonostante la diagnosi funzionale dell’Asl parli chiaro, ma da supplenti, inseriti spesso nella seconda e terza fascia, abilitati o meno in altre classi di concorso. Marcello Pacifico (Anief): In tutto questo marasma, con organici insufficienti e precari purtroppo in una situazione di stallo, ci sfugge il senso di introdurre il numero chiuso nei corsi di specializzazione. Siamo da sempre vicini a tutti quei ragazzi e alle loro famiglie che necessitano di un docente di sostegno, perché è un loro diritto sacrosanto. In queste ore si stanno svolgendo i test preselettivi per i corsi di specializzazione sostegno e intanto la stampa nazionale riporta esempi di disservizi da parte del Miur, che non adegua la risposta alle domande. Mentre il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti annuncia che nei prossimi tre anni si attiveranno 40mila specializzazioni e quest’anno saranno al bando 14.224 posti, vengono raccontati diversi casi di posti non assegnati a docenti formati adeguatamente e secondo i dettami ministeriali. Come riporta Il Messaggero, i genitori di una “bimba affetta da sindrome di Down e crisi epilettiche raccontano la loro odissea scolastica in una lettera aperta. Ormai da dieci anni alla bimba, che frequenta la scuola statale di Morro d’Oro (Teramo) viene negato un insegnante di sostegno, nonostante la battaglia avviata dai genitori, tra sentenze del Tar e diffide legali. Secondo i genitori quello che sta accadendo nella scuola della figlia, i diritti che le sono stati negati e i conseguenti danni subiti non sono cosa degna di un’istituzione scolastica né di un paese civile”.
Come racconta la madre della ragazzina a Open, viene lamentato infatti che, “in quarta e quinta elementare, la sua bambina ha avuto la stessa insegnante di sostegno per due anni consecutivi e i progressi sono stati incredibili”, tanto che l’alunna sapeva leggere e scrivere frasi intere. Il problema è stato riscontato durante la frequenza della scuola media, quando “le è stato assegnato un docente di inglese, poi uno di educazione fisica” e la ragazzina “è tornata alle sillabe, non sa più leggere”, conclude la madre. Dunque, nonostante la diagnosi funzionale dell’Asl parli chiaro, con la bambina che “ha diritto a un sostegno 1 a 1, cioè a tempo pieno, per tutto l’orario scolastico”, già dalla scuola d’infanzia le viene “ridotta l’assistenza a 9 ore settimanali. Le insegnanti di sostegno poi cambiano ogni anno, con gravi ripercussioni sull’apprendimento della bimba”.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma che “in tutto questo marasma, con organici insufficienti e precari purtroppo in una situazione di stallo, ci sfugge il senso di introdurre il numero chiuso nei corsi di specializzazione, come è accaduto in occasione dell’attuale tornata, i cui test preselettivi si stanno svolgendo proprio in questi giorni. Siamo da sempre vicini a tutti quei ragazzi e alle loro famiglie che necessitano di un docente di sostegno, perché è un loro diritto sacrosanto che non può essere leso e per questo abbiamo confermato la nostra iniziativa ‘Non un’ora di meno!’ che lo scorso anno ha prodotto diverse cause vinte: famiglie, docenti e dirigenti scolastici possono segnalare – senza affrontare spese – ogni mancata tutela dei diritti degli alunni scrivendo all’indirizzo sostegno@anief.net”, conclude Marcello Pacifico.

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Scuola: Corsi di specializzazione per il sostegno, oggi e domani i test preselettivi

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Si parte: oggi e domani si svolgeranno le attese prove preselettive per accedere ai corsi di sostegno, per i quali il Miur ha previsto 14.224 posti e hanno fatto domanda decine e decine di migliaia di candidati con abilitazione oppure con laurea e i 24 Cfu richiesti o con 3 annualità di servizio svolte nel corso degli otto anni scolastici precedenti.La prima prova di selezione per l’accesso al Tfa sostegno ha riguardato la scuola dell’infanzia e si è svolta questa mattina, mentre nel pomeriggio si svolgerà quella della scuola primaria. Domani toccherà ai docenti della scuola secondaria: la mattina per quelli di primo grado, mentre il pomeriggio toccherà a quelli delle superiori.
Per Anief, tuttavia, ci sono anche altri docenti che vanno ammessi in soprannumero: sono tutti quelli che oggi e domani sosterranno la prova preselettiva conseguendo un punteggio finale pari o superiore a 18/30. La decisione del sindacato di impugnare le esclusioni di chi supererà il test preselettivo, avendo conseguito comunque la sufficienza, scaturisce dall’incredibile decisione del Miur di introdurre una soglia d’accesso ai corsi di tipo “fluttuante”, ovvero variabile a seconda dei punteggi conseguiti dai candidati al termine di ogni singola somministrazione dei test. Inoltre, con Radamante si ricorrerà contro il paletto vero e proprio del numero programmato.
Le selezioni per partecipare ai corsi specializzanti nel sostegno agli alunni disabili prevedono, oltre al test preliminare odierno e di domani, anche una o più prove scritte ovvero pratiche, più una prova orale.
L’articolo 4, comma 4, del decreto Miur n. 92/2019, ricorda oggi Orizzonte Scuola, implica che sono “ammessi in soprannumero ai relativi percorsi”, senza svolgere le prove di ammissione, “i soggetti che, in occasione dei precedenti cicli di specializzazione abbiano sospeso il percorso ovvero, pur in posizione utile, non si siano iscritti al percorso” oppure “siano risultati vincitori di più procedure e abbiano esercitato le relative opzioni” o “siano risultati inseriti nelle rispettive graduatorie di merito, ma non in posizione utile”. Sono inoltre previsti dei percorsi di specializzazione abbreviati per coloro “che abbiano sospeso il percorso ovvero, pur in posizione utile, non si siano iscritti al percorso; siano risultati vincitori di più procedure e abbiano esercitato le relative opzioni; siano risultati inseriti nelle rispettive graduatorie di merito, ma non in posizione utile”.
“Con questa decisione cervellotica – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – si sono venuti a determinare i presupposti per andare a determinare una selezione di tipo discriminante. Tra l’altro, non si comprendono i motivi per i quali, a fronte di oltre 50 mila posti vacanti, assegnati in alto numero e personale non specializzato, l’amministrazione abbia concesso un numero così limitato di posti, una sorta di numero chiuso, peraltro attuato in modo anche disomogeneo. Basta dire che ci sono alcune istituzioni interessate, come la Giunta del Piemonte, che hanno chiesto formali spiegazioni sul modesto numero di posti messi a bando nella Regione: appena 200, di cui la miseria di 15 nella scuola dell’infanzia, peraltro concentrandoli nella sola Università di Torino”.
“Siccome non si comprende – continua Pacifico – il motivo di così pochi posti messi a bando e la mancanza di coerenza nell’imporre una soglia indefinita per l’accesso agli stessi corsi, in dispregio al merito individuale, come Anief abbiamo deciso di rivolgerci al Tar del Lazio, in modo da tutelare sino in fondo tutti coloro che supereranno la sufficienza, ovvero i 18/30. E siccome il merito individuale e le motivazioni a svolgere un corso di formazione così particolare come quello della didattica speciale sono elementi fondamentali, i quali devono sempre prevalere, noi siamo pronti a difendere in tribunale tutti coloro che si ritroveranno esclusi dai corsi di didattica speciale pur avendo fatto riscontrare la sufficienza”.

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Corsi di realtà virtuale per rianimare con il defibrillatore

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Riconoscere l’arresto cardiaco, allertare il 118, eseguire la rianimazione cardiopolmonare, utilizzare i defibrillatori semiautomatici (DAE). Tutto all’interno di uno scenario di realtà virtuale. Accade a Bologna dove, per la prima volta in una scuola italiana, 11 docenti dell’Istituto Aldini Valeriani Siriani, hanno ricevuto la certificazione BLSD (Basic Life Support Defibrillation) utilizzando anche 5 caschetti per la realtà virtuale.
La formazione, gratuita, è stata organizzata nell’ambito del Progetto Pronto Blu 118 dell’Azienda USL di Bologna, attivo da anni per diffondere la cultura della rianimazione cardiopolmonare e aumentare il numero di soccorritori volontari in grado di intervenire in caso di arresto cardiaco.Virtual Reality CPR (VR CPR), promosso da Italian Resuscitation Council e finanziato dalla Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna, è un progetto innovativo e ambizioso che ha l’obiettivo di addestrare gli operatori sanitari, i laici, i ragazzi e i docenti, utilizzando anche ambienti virtuali. Nei 5 caschetti per realtà virtuale messi a disposizione durante il corso BLSD, gli allievi vengono catapultati in tre diversi scenari virtuali di arresto cardiaco ambientati in città: in piazza Santo Stefano, all’interno dell’Ospedale Maggiore e in una scuola. Per muoversi correttamente e fare le cose giuste all’interno dello scenario virtuale, affiancati da un altrettanto virtuale soccorritore, gli allievi devono rispondere ad alcune domande, che ripercorrono i temi già affrontati nel corso di formazione.Pronto Blu 118 Bologna annovera, tra i suoi obiettivi, la diffusione della cultura dalla rianimazione cardiopolmonare anche nel mondo scolastico con la formazione di docenti/istruttori e la promozione della APP DAE RespondER, che fornisce la mappatura aggiornata dei defibrillatori presenti in città. In questi ambiti si inserisce, ad esempio, la diffusione della campagna Kid Save Lives, firmata dall’OMS, e rivolta ai ragazzi over 12 anni.La diffusione della conoscenza delle manovre rianimatorie cardiopolmonari elementari è riconosciuta, sempre di più, come un elemento essenziale per aumentare le possibilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco. Manovre elementari, che possono salvare una vita e che chiunque, anche senza una preparazione sanitaria professionale, può eseguire. Queste manovre, praticate tempestivamente prima dell’arrivo dei soccorsi, e la presenza di defibrillatori, anticipano i tempi di intervento, dimezzandoli rispetto a quelli garantiti dalla rete del 118, e triplicano le possibilità di sopravvivenza di chi è colpito da arresto cardiaco. In Italia ciò avviene solo nel 15% dei casi, a fronte di percentuali intorno al 50% nei paesi scandinavi. Nella provincia di Bologna sono all’incirca un migliaio, ogni anno, le persone colpite da arresto cardiaco. Solo il 18% di esse sopravvive, nonostante il tempestivo intervento del 118, percentuale che sale al 50% se la persona colpita da fibrillazione ventricolare viene rianimata con il defibrillatore.

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