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Posts Tagged ‘corte dei conti’

Funzioni Locali, la Corte dei Conti certifica l’abisso economico tra i dirigenti e il resto del personale

Posted by fidest press agency su domenica, 4 agosto 2019

Con la delibera n.21/SEZAUT/2019/FRG la Corte dei Conti ha certificato la spesa per il personale degli enti territoriali nel triennio 2015-2017. Il documento approvato dalla sezione delle Autonomie ha attestato in 14 MLD di euro la spesa complessiva, comprensiva del lavoro flessibile, per il personale nelle funzioni locali che risulta così suddivisa: 2,8 nelle Regioni, 0,9 nelle Province e le Città metropolitane e 10,3 nei Comuni.Il comparto nella sua totalità conta 483 mila unità tra dirigenti, segretari, direttori e lavoratori con qualifica non dirigenziale, di cui 36 mila unità pari al 7,5% hanno un contratto di tipo flessibile.Nel 2017, la spesa media per dipendente regionale ammonta a 34mila euro, a fronte di 27mila relativi al dipendente comunale e di 28mila per il dipendente provinciale. La spesa media per il personale dirigente è di 94mila euro nelle Regioni, 84mila nei Comuni e 103mila nelle Province.Nelle regioni e province autonome aumenta la consistenza dei dirigenti a tempo determinato (+35,63%) con una spesa media totale per la categoria che arriva ad un (+5,34%) nelle regioni a statuto ordinario. Per il personale non dirigente la spesa media nel triennio fa registrare una flessione (-1,1%).Nei comuni si registra una riduzione della spesa generale pari al (-4,05%) ma per le qualifiche apicali come Direttori generali e Segretari comunali emerge un incremento delle retribuzioni di risultato (+1,1%) che per la dirigenza arriva fino ad un (+1,53%). Degno di nota il dato di alcune regioni che sull’indennità di risultato hanno aumenti ingiustificati come per il Lazio (+286,49%), Molise (+251,605) e la Sicilia (+130,99%).Va segnalata infine una netta contrazione dei contratti degli LSU, 2.092 in meno rispetto al 2015 e non certo per avvenute stabilizzazioni, le regioni che mostrano una minima tenuta sono la Campania (2.148 unità), Lombardia (900) e Veneto (640), mentre va registrato un uso eccessivo dei contratti a tempo determinato a favore della dirigenza.
Per USB la relazione della Corte dei Conti certifica in maniera netta ed inequivocabile un aumento della spesa a favore solo del personale che ricopre posizioni apicali, mentre attesta una diminuzione di spesa nei confronti del personale non dirigente.
Se si pensa al fatto che questo rapporto si riferisce ad un triennio in cui erano presenti diversi vincoli come il blocco del turn over, la mancanza di contratto nazionale, e gli stringenti limiti economici assunzionali, appare evidente che è necessario un piano straordinario di assunzioni, di reinternalizzazione dei servizi e stabilizzazione di precari ed LSU, scelte non più procrastinabili.
Il risultato che scaturisce dalla lettura del documento della Corte infatti, non fa che comprovare il conseguente aumento dei carichi di lavoro sofferto dai lavoratori delle Funzioni Locali che non hanno posizioni apicali ed il ricorso forsennato al fenomeno del mansionismo, con il conseguente ed inevitabile peggioramento dell’organizzazione e della qualità ed efficienza dei servizi pubblici rivolti ai cittadini.

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Autonomia – Castelli, “Importante contributo dalla Corte dei Conti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

“Apprendo con grande interesse il contenuto della relazione della Corte dei Conti sul tema dell’autonomia differenziata. I meccanismi di finanziamento dell’autonomia, come da noi più volte sostenuto, devono raccordarsi con la legge attuativa del federalismo fiscale e non possono sottrarsi alla perequazione interregionale.La Corte, in sostanza, ci dice che dobbiamo ripartire dalla piena attuazione del Decreto Legislativo 68/2011, ed io aggiungo, che è il momento di ripartire soprattutto dalla perequazione infrastrutturale”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, commenta quanto emerso dalla relazione della Sezione delle Autonomie della Corte dei conti, nel corso dell’audizione a Palazzo San Macuto, davanti alla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale.

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Scuola Precari, Corte dei Conti: ecco perché abbiamo numeri record

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 giugno 2019

Anief lo sostiene da mesi e lo ha ribadito tre giorni fa: l’estate che ci accingiamo a vivere sarà ricordata come quella del record di supplenze, con quasi 200 mila contratti a tempo determinato. A dirlo, adesso, è anche la Corte dei Conti, attraverso il Rapporto 2019 sul coordinamento della finanza pubblica: l’organo di rilievo costituzionale parte dal fatto che quest’anno (2018/2019) viene registrato un aumento di cattedre “a tempo”, tanto da raggiungere quota 157.154 (al netto dei contratti FIT, finalizzati alle assunzioni in ruolo in caso di valutazione finale positiva) di cui quasi 36mila affidate con contratto annuale fino al 31 agosto e oltre 127mila assegnate fino al termine delle lezioni, vale a dire il 30 giugno. E a settembre i numeri cresceranno ancora, anche per via dei pensionamenti di Quota 100 e di altre decine di migliaia di convocazioni per i ruoli che andranno deserte. Marcello Pacifico (Anief): Anziché fissarsi sui concorsi a lungo termine, il ministro Marco Bussetti doveva attuare una politica straordinaria, sia per tamponare la situazione dei troppi “buchi” di docenti nei Consigli di Classe sia per dare una segnale importante alla lotta al precariato. Invece, ora riprenderà la stagione dei ricorsi.
Anief lo ha sempre detto: le procedure concorsuali sono esposte ai ricorsi e si preannunciano lente, se non a rischio annullamento, come quello per dirigenti scolastici finito nel mirino dei Tar e delle procure. È anche per questo errore di valutazione che a settembre ci ritroveremo con un docente italiano precarizzato su quattro. “Noi – dice Marcello Pacifico, leader dell’Anief – lo ripetiamo da tempo: occorre riaprire il doppio canale di reclutamento, assieme alle GaE, in modo da assumere in ruolo tutti gli abilitati. E confermare contratti a tempo indeterminato stipulati con clausola rescissoria per chi ha superato l’anno di prova. Pure l’avvocato generale Szpunar della Curia europea si è detto d’accordo con la tesi della Commissione di Bruxelles e del professore Rossato. Inoltre, continuiamo ad attendere gli esiti della sentenza C-331/17 Sciotto, della Corte di Giustizia Europea del 25 ottobre scorso, per vedere tradotti in tempo indeterminati tutti i contratti oggi ingiustamente collocati a termine”.

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Scuola: il Miur bacchettato da Corte dei Conti e Tar Lazio

Posted by fidest press agency su domenica, 19 agosto 2018

La prima sollecitazione arriva dalla magistratura contabile che ha certificato dati significativi, lanciando l’allarme sulle supplenze: dei 154mila docenti di sostegno, un terzo (54mila) è in deroga; nella relazione si evidenzia che l’andamento è stato costantemente in crescita fino ad arrivare nel 2016 a 254.366 certificazioni che si sono tradotte in un costo annuo di circa 5,1 miliardi di euro, per una spesa media complessiva unitaria annua di circa 33 mila euro.Intanto, con ordinanza n. 4952/2018, il tribunale amministrativo chiede al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti di fornire il numero di alunni disabili tra il 2012 e il 2017 e quello dei ricorsi subiti per mancata assegnazione dei docenti. Il contenzioso è stato promosso dai legali Anief che hanno assistito le famiglie per contestare le circolari n. 52/17 dell’Ufficio Scolastico per la Regione Sicilia e n. 16041/18 del Miur sul numero invariato dei 4.872 posti in deroga di sostegno assegnati per il prossimo anno scolastico, nonostante l’aumento di 724 iscrizioni di alunni con disabilità certificata. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La Legge 128/2013 ancora oggi preclude la stabilizzazione di decine di migliaia di docenti specializzati, collocati su posti dell’organico di fatto, anziché di diritto: solo il 70% dell’organico risulta nei ruoli dello Stato, ma è quasi raddoppiato il numero di alunni con disabilità certificata, con un’incidenza di assunzioni bloccate che supera oramai le 50 mila unità. Dopo avere visto approvare, con la Buona Scuola e il dl 66/2017, una riforma del sostegno dannosa, ci ritroviamo con 100 mila insegnanti di sostegno di ruolo rispetto ai 150 mila: ciò accade per far prevalere le ragioni finanziarie rispetto al diritto allo studio. Il Miur negli ultimi anni ha tirato la corda oltre modo, tanto che ora il Tar del Lazio ci vuole vedere chiaro: dopo diverse sentenze, che danno un indennizzo alle famiglie per il mancato servizio pubblico necessario ai loro figli, i giudici chiedono una precisa istruttoria al Miur per capire per quale motivo, nonostante l’aumento degli alunni disabili, gli organici rimangono invariati. E per sapere quanto costa ai cittadini questo modo di procedere.

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La verità per favore sull’Air Force Renzi: parte l’indagine della Corte dei Conti

Posted by fidest press agency su martedì, 31 luglio 2018

I 150 milioni di euro spesi per soli 8 anni di noleggio dell’Air Force Renzi rischiano di costare molto cari all’ex premier: adesso anche la Corte dei Conti sta indagando per vederci chiaro. Il Fatto Quotidiano di oggi riporta che già “lo scorso 9 luglio la magistratura contabile ha aperto un fascicolo gestito direttamente dal procuratore Andrea Lupi, che ha affidato la delega per le indagini alla Finanza. Le Fiamme Gialle chiederanno al Segretario Generale della Difesa e alle varie autorità la documentazione, dal contratto e dalle spese previste e già effettuate, e sentiranno i dirigenti coinvolti”.Si infrange così, miseramente, il tentativo del pd di derubricare l’azione del governo a semplice “propaganda”: la verità è che l’Air Force Renzi è uno spreco multimilionario che i cittadini hanno dovuto subire a causa delle manie di grandezza dell’ex premier. Con gli stessi soldi avremmo potuto comprare ogni anno tre treni nuovi di zecca per il trasporto regionale e dei pendolari, oppure acquistare una decina di nuove Tac per la sanità pubblica o ancora costruire due scuole con almeno 25 aule ciascuna e laboratori ai nostri ragazzi.Il senatore semplice del pd farebbe bene a evitare di perdere tempo con video della disperazione e dedicarsi a preparare le carte per la Corte dei Conti: è ora di dire la verità agli italiani. E se la magistratura rileverà degli abusi è giusto che chi ha sbagliato paghi. La strenua difesa degli sprechi e dei privilegi da parte del partito democratico è completamente antistorica. Con il governo del Cambiamento tutti i cittadini sono tornati ad essere uguali. Che tu sia un banchiere, un lobbista, un sottosegretario o un senatore semplice sei e rimani un cittadino con gli stessi diritti e doveri, ma zero privilegi.E adesso la verità, per favore, sull’Air Force Renzi! (fonte: blog delle stelle)

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Scuola Corte dei Conti: personale malpagato, invecchiato e operante in contesti difficili

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 giugno 2018

La procura generale della Corte dei Conti, nella requisitoria sul giudizio del contesto dell’istruzione, ha detto che “non può non essere dato rilievo ad una diffusa disaffezione del personale scolastico che, pur nella assoluta maggioranza, portatore di professionalità non secondarie, è costretto ad operare in contesti difficili e senza il riconoscimento stipendiale che sarebbe appropriato rispetto ai livelli di qualità del servizio”. Parlando poi dell’innalzamento eccessivo dei requisiti per accedere alla pensione e lasciare il lavoro, lo stesso organo di vigilanza in materia fiscale sulle entrate e spese pubbliche all’interno del bilancio dello Stato ha detto che “il forte invecchiamento del pubblico impiego sta producendo effetti negativi sulla propensione all’innovazione e al cambiamento”. L’ufficio studi Anief ha calcolato che gli aumenti dell’ultimo triennio dovevano avere tutt’altra portata, mediamente del triplo rispetto a quelli accordati: a fronte dello 0,36% per il 2016, l’1,09% dell’anno scorso e del 3,48% del 2018, gli incrementi da applicare dovevano essere rispettivamente del 4,26%, del 4,66% e del 5,51%. Con la conseguenza che i valori dei compensi di docenti e Ata risultano sotto il 50% del tasso IPCA. A questo proposito, non convince nemmeno l’accordo Confindustria-sindacati sui nuovi contratti. La domanda da porre ai governanti sono diverse. Hanno compreso che qualsiasi vera riforma nella scuola non può prescindere dal superare il problema degli scarsi compensi del personale ai quali sono stati assegnati aumenti irrisori e arretrati ancora più ridicoli dopo un blocco decennale? Hanno capito che la riforma Fornero ha introdotto un eccessivo carico di contributi richiesti per andare in pensione e che c’è l’estrema necessità di introdurre quota 100 senza vincoli? Si sono resi conto del mancato riconoscimento della professione tra quelle usuranti, perché i lavoratori che vi operano sono più esposti e malattie professionali? Sono coscienti del mancato turn over nella scuola e di almeno 80mila posti in organico di fatto da spostare su quello di diritto, concausa della mancata stabilizzazione di 140mila docenti e Ata precari, denunciata la scorsa settimana a Bruxelles, davanti al Parlamento europeo dal presidente nazionale Anief Marcello Pacifico? Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Le questioni messe in risalto oggi dalla Corte dei Conti devono essere da monito per i nostri governanti, perché partono da un organismo super partes che opera per lo Stato. La mancanza di cambiamento, registrata dalla Corte, è significativa di come il sistema organizzativo della scuola risulti purtroppo bloccato, tendente al trascinarsi piuttosto che all’innovazione. Costringere centinaia di migliaia di docenti e Ata a rimanere in servizio loro malgrado, dopo decenni di lavoro svolto a stretto contatto con gli alunni, rappresenta una scelta che alla lunga costerà molto cara al sistema Paese. Anief, attraverso i propri legali, punta a recuperare almeno il 50% del tasso IPCA. Producendo anche migliaia di euro per i mancati arretrati. Senza dimenticare che con la fine del corrente anno, verranno meno anche i finanziamenti della perequazione, ovvero la tutela introdotta per gli stipendi più bassi, per i quali non si è stati in grado di trovare le risorse utili ad arrivare a quel 3,48% di incremento a regime garantito alle buste paga più elevate.

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Contratto Statali, per la Corte dei Conti è un’occasione sprecata: per Anief-Cisal è una sconfitta

Posted by fidest press agency su sabato, 7 aprile 2018

La Corte dei Conti definisce il rinnovo ‘deludente’, in riferimento ad una retribuzione in grado di premiare il merito e incentivare produttività ed efficienza nel pubblico impiego: l’ipotesi all’esame, scrive la Corte, si rivela complessivamente tale, perché le risorse messe a disposizione risultano pressoché esclusivamente per corrispondere adeguamenti delle componenti fisse della retribuzione. Il CCNL prevede incrementi quasi esclusivamente tabellari lasciando poco spazio al merito, diversamente da quanto stabilito dal decreto n. 150/09. Si attende il parere ultimo della Corte riguardo al comparto Scuola, o meglio Istruzione e Ricerca, che, dopo il via libera del Consiglio dei Ministri, deve adesso passare al vaglio proprio della stessa.
Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): È vero che gli aumenti del 3,48% sono superiori al valore Ipca 2018, pari ad un incremento dell’1,90%, ma nello stesso tempo sono inferiori di ben quattro volte rispetto al costo della vita certificato nell’ultimo decennio, che è infatti salito di oltre 14 punti. Per questo, abbiamo definito vergognosa la firma del rinnovo contrattuale, poiché non si è volutamente sbloccata l’indennità di vacanza contrattuale che dovrebbe dare, proprio durante il periodo privo di rinnovo stipendiale, il 50% di aumento relativo al tasso Ipca richiamato. Per tutti questi motivi, Anief prosegue i ricorsi gratuiti, al fine di far attribuire ai lavoratori il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018.

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Scuola: I numeri impietosi della Corte dei Conti chiudono il cerchio sulla riforma Renzi

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 settembre 2017

corte dei contiLa relazione, presentata alla VII Commissione della Camera, sul Rendiconto generale dello Stato approvato dal Senato e del disegno di legge di assestamento di bilancio 2017, secondo i dati certificati dall’organismo nazionale deputato al controllo sulla gestione delle risorse pubbliche, sancisce la débâcle della Legge 107/2015: nell’a. s. 2016/17 sono saliti a 88.045 i docenti inseriti nella Graduatorie ad Esaurimento; nuovo record per supplenze annuali e al termine delle attività didattiche, con 125.832 contratti stipulati; 400 nuove procedure per le suppletive al concorso; cancellate altre 102 scuole autonome; bonus merito soltanto a 2.487 insegnanti; valutazione esterna riservata al 5% delle scuole dall’Invalsi; soltanto 3.438 posti in deroga per gli amministrativi, tecnici e ausiliari, nonostante i tagli della Legge di Stabilità 2015.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È evidente che della Buona Scuola presentata nel 2014 dall’allora premier Renzi è rimasto solo il nome. Noi lo avevamo detto in tempi non sospetti. Poiché il Governo non ne ha voluto sapere, abbiamo cercato di limitarne i danni, proponendo in Parlamento diverse modifiche. Ma anche in questo caso, l’Esecutivo, nel frattempo con a capo l’attuale premier Paolo Gentiloni, ha continuato a tirare dritto. Ora, però, i nodi stanno venendo tutti al pettine. Con lo Stato che rischia di pagare a caro prezzo quelle ingerenze, sotto forma di un servizio formativo pubblico danneggiato e attraverso ingenti risarcimenti ai tanti dipendenti della scuola trattati come ‘pedine’. Rimangono tanto amaro in bocca e le tantissime sentenze che hanno dato e stanno continuando a dare ragione ai ricorrenti contro una riforma che non si doveva fare.

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F35 e Corte dei Conti: quello che nessuno ha mai detto

Posted by fidest press agency su martedì, 22 agosto 2017

f35di Enrico Piovesana, giornalista e analista dell’Osservatorio MIL€X sulle spese militari italiane. Della relazione della Corte dei Conti sul programma F-35 tutti hanno evidenziato i problemi già noti (costi raddoppiati, ritardi di anni, ricadute occupazionali minime) denunciati da anni dalle campagne pacifiste e disarmiste, senza soffermarsi sul dato politicamente più eclatante: la critica dei magistrati contabili alla Difesa per aver disatteso la decisione parlamentare di dimezzare il costo di questo programma.La Corte certifica infatti che con la rimodulazione delle acquisizioni operata dal Ministero della Difesa in risposta alla mozione votata dal Parlamento nel settembre 2014 “non vi saranno effetti di risparmio nel lungo periodo, considerata l’invarianza, almeno per il momento, del numero di velivoli da acquisire. (90 ndr).Non solo: la relazione svela l’interpretazione distorta quanto surreale che la Difesa ha voluto dare alla decisione parlamentare: non un obbligo a dimezzare il budget originario (18,2 miliardi di dollari del 2008 ndr) ma a spendere non oltre la metà di quella cifra per le acquisizioni in corso (fino al lotto 14, cioè una trentina di aerei), attualmente stimate in 7,8 miliardi di dollari. Come se di fronte alla richiesta di un committente di costruire una casa spendendo 50mila euro invece di 100mila, l’impresa rispondesse con un preventivo da 50mila euro per la costruzione delle fondamenta: un nonsenso che sa di presa in giro.Anche l’altra fantasiosa argomentazione cara alla ministra Pinotti, quella dei ritorni economici del programma che ne compenseranno i costi, viene diplomaticamente ma chiaramente smontata dalla Corte parlando di “illogicità concettuale di una compensazione della spesa a carico del bilancio Difesa con poste attive in favore dell’industria”. I ricavi del programma – non più di 10 miliardi di dollari secondo Leonardo – finiranno nelle casse dell’azienda, non in quelle dello Stato.Il resto della reazione della Corte dei Conti, come già detto, conferma e ufficializza le critiche da tempo mosse al programma F35: la lunga lista di gravi e imbarazzanti difetti di progettazione non facilmente correggibili (dalla vulnerabilità ai fulmini al casco che acceca i politi), i conseguenti ritardi del programma (almeno 5 anni) e l’esplosione dei costi (da 70 a 130 milioni di dollari ad aereo), senza contare gli imprevedibili costi dei futuri upgrade e retrofit – con questi si superano i 190 milioni ad aereo, il che farebbe lievitare il costo dei 90 F35 italiani dai previsti 14 miliardi a circa 19 miliardi.E ancora: ricadute occupazionali molto inferiori rispetto a quelle propagandate dalla Difesa (1.500 occupati oggi che potranno diventare 3.500, la metà di quelli previsti), ricadute industriali molto scarse e addirittura dannose per il futuro dell’industria aeronautica italiana (in passato denunciate dagli stessi vertici di Finmeccanica) e problemi di sovranità nazionale legati alla gestione solo americana dei software (ALIS e Mission Data File).Un quadro che porta la Corte dei Conti a giudicare “rischioso, oltre che contrario alle indicazioni parlamentari, impegnarsi fin d’ora in un “block buy” anche limitato”, cioè ad acquisti in blocco per il futuro. Peccato che, come denunciato dall’Osservatorio MIL€X sulle spese militari italiane, ​l’Italia abbia già sottoscritto a giugno un accordo preliminare per un block buy per altri 17 aerei da qui al 2020.​ (fonte: blog cinque stelle) (foto. F35)

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Rai: Corte dei conti apre indagine

Posted by fidest press agency su domenica, 9 luglio 2017

corte dei conti“Il fatto, sicuramente positivo, che la Corte dei Conti abbia aperto un’indagine sugli emolumenti per Fabio Fazio e i costi legati alla sua trasmissione è sicuramente positivo. Sarebbe stato preferibile prevenirlo con un comportamento più responsabile dei vertici Rai, sordi ad anni di battaglie moralizzatrici sul tetto ai compensi per dirigenti, professionisti, artisti. Il danno erariale, che la magistratura contabile accerterà, è però poca cosa rispetto all’inestimabile danno d’immagine procurato alla Tv di stato che, in queste ore, è odiata da tutti gli italiani a causa dello schiaffo dato ai loro sacrifici, in una fase di grande crisi economica, con il contratto multimilionario concesso al ‘comunista in Rolex’ Fabio Fazio.C’è un danno erariale, un danno d’immagine per la Rai, un danno morale procurato alla tanta gente in difficoltà. I manager pubblici hanno perso ogni contatto con la realtà, sono sempre più ‘boiardi su Marte’ Restiamo in trepidante attesa di conoscere la risposta all’interrogazione presentata in commissione vigilanza Rai una settimana fa su questo caso vergognoso”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli, componente della commissione di Vigilanza della Rai.

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La Corte dei Conti certifica i tagli alla scuola a 360 gradi

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2016

corte dei contiLa Relazione 2016 sul costo del lavoro pubblico evidenzia quanto denunciato da tempo dal sindacato Anief: tra il 2008 e il 2014 il personale docente di ruolo è sceso di 9 punti, i dirigenti scolastici sono stati ridotti di oltre il 30%, si è risparmiato sugli automatismi stipendiali bloccando gli scatti di anzianità, si è negato il rinnovo contrattuale e l’adeguamento stipendiale anche al solo costo della vita. Dopo il dimensionamento degli istituti, è così arrivato pure quello del personale e del relativo trattamento economico. Nel 2014 un docente ha guadagnato in media 30.699 euro lordi; un dirigente scolastico 62.890 euro, mentre un dirigente di seconda fascia dell’Università ha percepito 94.455 euro; un dirigente delle Regioni 93.450 euro; un dirigente ministeriale di prima fascia 178.301 euro. Per il personale Ata, i compensi rasentano la soglia di povertà: 22.000 euro. A scanso di equivoci, è bene sapere che la riforma della Buona Scuola, approvata un anno fa, se si eccettua l’immissione in ruolo di circa 47.000 nuovi docenti “potenziatori”, non ha sanato nulla.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): nella cinica visione del Mef, assecondata dal Miur, razionalizzare gli stipendi di chi opera nella scuola porta un sicuro ritorno risparmio per le casse dello Stato. Solo che si fa colpendo al cuore chi lavora a favore delle nuove generazioni: dipendenti, pluri-titolati, abilitati, laureati, specializzati, a cui la Costituzione riconosce un compenso equo, adeguato all’impegno profuso, e rispondente almeno all’inflazione. I nostri governanti non sanno cosa significa vivere nel 2016 con mille euro al mese, lo stipendio di un collaboratore scolastico. Oppure l’umiliazione che deve subire un insegnante, dopo una vita di studi, a percepire 1.280 euro al mese per i primi dieci anni della sua carriera. E che dire dei dirigenti scolastici, che guadagnano meno della metà dei colleghi di altri comparti, pur avendo responsabilità decuplicate?

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Corte dei conti: Maroni promette e non mantiene

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2016

“Il procuratore Regionale della Corte dei Conti della Lombardia ci da ragione il “whistle blowing” va sostenuto e esteso a tutto il sistema regionale. Maroni non riesce nemmeno a controllare quelli che lui stesso definisce i suoi amici: non può più permettersi di promettere trasparenza e controlli. Il suo tempo è scaduto e se ne deve andare a casa. In Lombardia è necessario ricostituire la fiducia dei cittadini con una gestione pulita dei conti pubblici”, così Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia, commenta le dichiarazioni del Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni per l’apertura dell’anno giudiziario della Corte dei Conti.

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Corte dei conti: anno giudiziario 2012

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 febbraio 2012

Il segretario del partito Pensionati Carlo Fatuzzo nel riprendere la relazione del presidente della Corte dei Conti che, per l’ennesima volta, sottolinea la gravità della corruzione in Italia invita un po’ tutti ad una seria riflessione. Noi, come cronisti sappiamo bene che questo “rituale” si ripete oramai da anni. Da una parte i segnali d’allarme e, dall’altra, i tanti politici, grand commis di Stato, manager privati e pubblici, che ritualmente si coprono il capo di cenere e promettono interventi decisi contro questo tarlo che corrode la parte sana del Paese. Tra qualche mese, nella migliore delle ipotesi, non ne parleremo più. Il prossimo anno lo scenario non cambierà, anzi può peggiorare. E così via. Eppure qualcosa dobbiamo fare. Le cifre ufficiali ci dicono che la corruzione ha un budget annuo di 60 miliardi di euro, ma coloro che la sanno lunga ci assicurano che tocca se non supera i 100 miliardi di euro. Cento miliardi che vanno ad aggiungersi ai 230 di evasione fiscale e, per non dire altro potrebbero da soli abbassare d’un sol colpo del 15% il nostro debito primario. Ma potrebbero anche servire, almeno in parte, a rilanciare la produzione e a potenziare le infrastrutture da quelle tecnologiche ai trasporti. Eppure ci troviamo con un governo, come quelli che lo hanno preceduto, che per fare cassa non trova di meglio che infierire sulla parte più debole del paese: famiglie monoreddito e pensionati. Ma ritornando al monito del presidente della Corte dei conti che chiamato a dire la sua sulla possibile ricetta per invertire questa perversa forma di corruttele si rifà alle “regole di comportamento” per le Pubbliche amministrazioni. E’ una pia illusione. Lo è in quanto se pur disponendo di uno strumento valido come quello della Corte dei conti si continua ad avere una miriade di corrotti e di corruttori. E’ che nessuno vuole lanciare un segnale chiaro ed esserne conseguente. Non lo fanno le istituzioni se il Parlamento legifera la depenalizzazione del reato di falso in bilancio. Lo è se mancano i controlli, non certo a campione o una volta tanto, ma continui perché è sotto gli occhi di tutti chi ostenta ricchezza e paga le tasse meno di un pensionato con un reddito di diecimila euro all’anno, e continua a lucrare indisturbato. Lo è se la classe politica non riesce di togliersi di dosso quella sua parte malata che è corrotta e corrompe, che è incline al voto di scambio, che cede al ricatto del malaffare. Purtroppo sino ad oggi non ci sono segnali confortanti su una possibile inversione di tendenza. Tra torturati e torturatori trionfa il masochismo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Prevenzione corruzione nella P.A.

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2011

English: The Palace of Justice in Rome, Italy,...

Image via Wikipedia

Il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, Filippo Patroni Griffi, ha istituito una commissione di studio sulla trasparenza e la prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione. La Commissione è composta dal dott. Raffaele Cantone, Magistrato in servizio presso la Corte di Cassazione, dal dott. Ermanno Granelli, Consigliere della Corte dei Conti, e dai professori universitari Bernardo Mattarella, Francesco Merloni e Giorgio Spangher. La Commissione avrà il compito di elaborare, in tempi brevi, proposte in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione nella Pubblica amministrazione. La partecipazione alla commissione è a titolo gratuito.

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Corte dei conti e spesa corrente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 Mag 2011

“Quanto affermato nel Rapporto della Corte dei Conti presentato oggi svela quello che noi del PD abbiamo sempre sostenuto: la riduzione della spesa non può essere scaricata soprattutto sugli investimenti pubblici, ma occorre subito aggredire con più determinazione la spesa corrente. Anche il supremo organo di controllo contabile ci riporta al cuore di tutti i problemi: la crescita. La possibilità di fare investimenti pubblici e l’avvio di una nuova stagione di riforme rappresentano l’unica opportunità per garantire la sostenibilità degli obiettivi di finanza pubblica di medio e di lungo periodo. Ma, caro ministro Tremonti, dopo tutti questi allarmi ha deciso o no di affrontare una nuova stagione di politica economica orientata alla crescita? E se sì perché non la realizza subito confrontandosi con l’opposizione e con le parti sociali? Forse perché non si può cambiare passo su conti pubblici e sulla crescita senza la credibilità del governo e senza una maggioranza coesa?” Lo scrive Paola De Micheli, deputato e responsabile PMI del PD, sul sito di TrecentoSessanta, l’Associazione di Enrico Letta.

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Corte dei conti e gli sprechi dell’Ama

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2011

«La relazione della Corte dei Conti conferma le inefficenze e gli sprechi di risorse compiuti dal precedente management di Ama, denunciati in passato dal capogruppo di An in Consiglio Comunale, ora deputato, Marco Marsilio, insieme a numerosi consiglieri municipali, i quali con una serie di blitz nei depositi dell’azienda smascherarono il mancato utilizzo delle Kamoto (le moto per la raccolta delle deiezioni canine) e delle macchine lava cassonetti. Mezzi molto costosi inspiegabilmente abbandonati nei magazzini della municipalizzata».È quanto dichiara in una nota il presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale, Andrea De Priamo, che ha aggiunto: «Nei prossimi giorni, convocherò in Commissione Ambiente i vertici aziendali Ama per sapere la situazione attuale e verificare lo stato di utilizzo del parco mezzi, analizzando inoltre le linee aziendali utili a determinare una forte discontinuità con gli sprechi del passato, oggi evidenziati autorevolmente dalla Corte dei Conti».

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Manovra e rilievi Corte dei conti

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2010

“La Corte dei Conti denuncia con forza quello che Italia dei Valori sostiene da tempo, ovvero che la manovra del governo è indecente e inciderà negativamente sulla crescita del Paese. Sarebbe bene che il governo e la maggioranza prendessero in considerazione le osservazioni della magistratura contabile, invece che liquidarle in arditi sostantivi” lo dichiara in una nota l’on. Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo Italia dei Valori alla Camera.  “A cominciare dai tagli alle province, baracconi inutili e costosi,come propone l’Italia dei Valori nella sua contromanovra, per continuare con lo stop alla proliferazione assurda di società pubbliche, usate dai partiti per sistemare su comode poltrone ben retribuite parenti ed amici” spiega Borghesi. “Italia dei Valori, nella sua contromanovra, ha operato una serie di tagli agli sprechi e ai costi della politica che liberano 20 miliardi euro e li reinveste in crescita e sviluppo. Così noi interpretiamo il senso di responsabilità, a differenza di chi sparge vuoto ottimismo” conclude Borghesi.

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Corte dei Conti boccia la laurea breve

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2010

“Preferisco non dare una valutazione politica della laurea breve. Posso però dire che è stata fallimentare, in particolare perché rimanda ai due anni di specialistica”. Interviene in questo modo la responsabile per la Scuola e l’Istruzione dell’Italia dei Diritti, Annalisa Martino, riferendosi alla bocciatura della laurea breve da parte della Corte dei Conti, perché inutile e dannosa. Denunce che fondano le radici nella frammentazione dei corsi di studio, che ha generato lo sprofondo dell’istruzione accademica negli abissi. Accanto a ciò si registra l’aumento del numero di laureati già in possesso del titolo della prima laurea, costretti in seguito a proseguire con la biennale data la difficile probabilità di inserirsi nel mercato del lavoro senza di essa. “Oggigiorno molti studenti optano per percorsi quinquennali già prima di iscriversi all’Università – continua l’esponente del movimento di cui è leader Antonello De Pierro -. Gli interventi attuati nella scuola, fino ad oggi, sono stati più che impopolari. In questo caso particolare è stata fatta una costellazione di saperi scarsamente produttiva ed efficace, sia per la formazione, sia per il lavoro. Per questo motivo mi auguro che il Governo apporti le dovute modifiche migliorative”.

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