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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘corte europea’

Corte Europea dei Diritti dell’Uomo: Italia condannata per il 41bis a Provenzano

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 ottobre 2018

Un’importante sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è stata depositata in data odierna in materia di diritti. La CEDU, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” ha condannato l’Italia perché decise di continuare ad applicare il regime duro carcerario del 41bis a Bernardo Provenzano, dal 23 marzo 2016 alla morte del boss mafioso. Secondo i giudici, il ministero della Giustizia italiano ha violato il diritto di Provenzano a non essere sottoposto a trattamenti inumani e degradanti. Allo stesso tempo la Corte di Strasburgo ha affermato che la decisione di continuare la detenzione di Provenzano non ha leso i suoi diritti.

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“Sentenza Corte Europea, freno alla ricerca e all’innovazione in ambito agroalimentare”

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

“C’è del rammarico – sottolinea Marcello Veronesi, presidente Assalzoo (Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici) – di fronte alla decisione della Corte di Giustizia Europea che, di fatto, pone un freno normativo al rilancio competitivo della filiera agroalimentare europea e italiana”.“La spinta all’innovazione – prosegue Veronesi – è sempre finalizzata al miglioramento del prodotto finale da fornire al consumatore. Il processo che porta a tale prodotto è il risultato della costante ricerca scientifica, normativa e aziendale. Bloccare tale meccanismo virtuoso, vincolando le novità tecnico-scientifiche a norme pensate nei decenni scorsi per regolamentare gli organismi geneticamente modificati, rappresenta un elemento preoccupante rispetto al futuro”.“L’agricoltura europea e italiana – aggiunge il presidente Assalzoo – ha bisogno della ricerca per migliorare la qualità e la quantità delle produzioni. Una grande alleanza per l’innovazione che sappia unire la parte pubblica e l’imprenditoria privata è la via maestra per immaginare un’attività agricola sostenibile a livello ambientale e sicura a livello alimentare. Rimane quindi forte l’esigenza, soprattutto per la situazione dell’agroalimentare italiano, che non ci siano pregiudizi e forme di regressione anti-scientifica. È un’esigenza di tutti gli attori della filiera, di cui le autorità pubbliche dovrebbero farsi carico. Un’agricoltura moderna, efficiente, innovativa, scientificamente all’avanguardia è infatti la condizione indispensabile per garantire la specificità delle produzioni italiane e la loro capacità di penetrazione sui mercati internazionali”.“La decisione della Corte di Giustizia europea – conclude il presidente Assalzoo – dovrebbe ora fare riflettere sulla necessità di rivedere la normativa europea in tema di biotecnologie che oggi è – erroneamente – basata sulla tecnica, mentre sarebbe opportuno che l’attenzione fosse rivolta alla valutazione del prodotto che si ottiene. Un passaggio necessario se non vogliamo che l’Europa resti un fanalino di coda nell’innovazione e nello sviluppo, rinunciando in questo modo ad incrementare le proprie produzioni e a tenere nel mirino l’obiettivo prioritario della sostenibilità, sicurezza e qualità delle produzioni agroalimentari”

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Carceri: segnale importante

Posted by fidest press agency su sabato, 17 marzo 2018

“Dal Governo arriva un primo segnale importante al mondo carcerario che da cinque anni attendeva una svolta dopo la sentenza della Corte europea dei diritti umani che aveva condannato l’Italia per le condizioni di vita dei detenuti; ora è importante che si proceda con celerità al completamento della riforma dell’ordinamento penitenziario per restituire certezza del diritto e sicurezza ai cittadini”. Lo dichiara la deputata di Forza Italia Renata Polverini che aggiunge: “Non è caduto nel vuoto l’appello delle Camere Penali e dei tantissimi Magistrati che hanno spiegato in ogni modo come fosse immeritato e fuorviante l’epiteto di “svuota carceri” assegnato demagogicamente ad un provvedimento che getta solo le basi per una dignitosa esecuzione della pena. E’ stato premiato anche il lavoro ed il coraggio di chi ha creduto e promosso questa battaglia come la leader Radicale Rita Bernardini e di chi, solitariamente, l’ha sostenuta sulla stampa come Piero Sansonetti, Direttore de Il Dubbio. Se oggi l’Italia è meno ingiusta lo si deve anche a loro oltre che, e gliene va dato atto, al Ministro Andrea Orlando ed al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni”.

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Corte europea condanna l’Italia per l’Ilva

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 maggio 2016

corte europea giustiziaLa notizia dell’apertura di un procedimento nei confronti dello Stato italiano, accusato dalla Corte europea dei diritti umani di non aver protetto dalle emissioni dell’Ilva la vita e la salute dei cittadini di Taranto e dei comuni vicini, dimostra in maniera chiara ed inequivocabile quanto l’USB denuncia da tempo: la necessità di mettere realmente in sicurezza gli impianti dell’ILVA, sia per la tutela dei cittadini e dell’ambiente che per la sicurezza dei 11.800 lavoratori tarantini.L’USB, che peraltro si è costituita parte civile nel processo contro l’ILVA “Ambiente Svenduto”, iniziato ieri a Taranto con oltre 40 imputati (tra i quali Fabio e Nicola Riva, l’ex presidente Vendola, il sindaco di Taranto, l’ex presidente dell’Ilva Bruno Ferrante, l’ex responsabile dei rapporti istituzionali dell’Ilva Girolamo Archinà), evidenzia che tutte le gestioni commissariali hanno lavorato solo ed esclusivamente negli interessi del mercato, con il favore e la compiacenza di Cgil-Cisl-Uil.Sotto accusa anche i decreti “Salva ILVA”, con cui il Governo, tutto rivolto a salvaguardare gli interessi dei soliti noti, ha permesso la continuazione delle attività produttive. Il governo italiano è inoltre oggetto di un nuova procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea, ancora una volta per questioni molto gravi di inquinamento e mancata salvaguardia della salute dei cittadini, che in breve tempo sarà sottoposta alla Corte di Giustizia Europea con sede in Lussemburgo.
L’USB ribadisce dunque l’unica soluzione praticabile per una vera via d’uscita: il ritorno in mano pubblica dell’ILVA, per permettere la salvaguardia dei posti ed un’effettiva bonifica, che sia veramente garanzia per la salute di chi lavora e di tutti i cittadini, sacrificati in questi anni al più bieco profitto.

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Cittadinanzattiva su tagli alla giustizia

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 gennaio 2011

“La decisione del Governo di destinare meno fondi al sistema giustizia tra le altre cose non farà che allungare la già eccessiva durata dei procedimenti, rendendo di fatto ancora più salato il conto che il nostro Paese paga in termini di sanzioni comminate dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo, e di rimborsi ex Legge Pinto”. Il risultato è che viene sempre più messo a rischio un servizio universale di fondamentale importanza per la cittadinanza”. Nelle parole di Mimma Modica Alberti la posizione di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva in merito ai tagli previsti dalla finanziaria 2011 sul versante del servizio giustizia. “In questa vicenda” continua Mimma Modica Alberti “sorprende l’immobilismo del Ministero della Giustizia. Piuttosto che avallare silenziosamente simili circoli viziosi, sarebbe il caso che avvii una radicale opera di razionalizzazione ed eliminazione degli sprechi. Dal nostro punto di vista, appare urgente una revisione delle circoscrizioni giudiziarie e una verifica sulla utilità per i cittadini degli uffici giudiziari italiani a partire da quelli i cui organici risultano al di sotto delle 10 unità. Allo stesso tempo andrebbero chiusi o accorpati almeno 100 Uffici dei Giudici di Pace, provvedendo a verificarne sia l’effettiva utilità che il numero dei casi trattati e il bacino di utenza di riferimento. Caro Ministro Alfano, è chiedere troppo?”.

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Non crofiggetemi: condivido la sentenza della Corte Europea!

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2009

“Non ne vogliamo fare una questione di guerra di religione ma, in linea di principio, la Corte non poteva che decidere come ha fatto, perché l’attuazione del principio di libertà di religione e di culto, ed il fatto che la scuola pubblica sia frequentata da persone che professano religioni diverse, non può portare a rendere obbligatorio quello che, ad ogni evidenza, è il simbolo di una religione” lo dichiara in una nota l’on. Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo IDV alla Camera. “Parlare di sentenza aberrante e lesiva della nostra identità ci sembra esagerato rispetto al tema del contendere.  Dalla vicenda traggo alcune riflessioni e principi:Non si dovrebbe mai dimenticare che la Corte Europea (come tutti gli organismi europei) parla a tutta Europa e non solo all’Italia  Stabilire un principio diverso vorrebbe dire che in materia di libertà fondamentali si decide a maggioranza: per la libertà di culto,  oggi i cristiani, ma domani i buddisti o i mussulmani. Sarebbe molto preoccupante per la Chiesa dover ammettere che la forza di un’idea come quella del cristianesimo si difenda attraverso la presenza del crocifisso nelle scuole pubbliche. Alcuni giornali europei on line come le Figaro ed il Times non hanno neppure dato la notizia della sentenza. Forse che i francesi o gli inglesi sono meno cristiani degli italiani?  Un dibattito così acceso in Italia mi fa sospettare che in realtà la sentenza sia solo strumentale ad altre questioni in sospeso, come quella del testamento biologico, sulla quale Berlusconi, per farsi perdonare le sue “scappatelle” ha dato garanzie alle gerarchie ecclesiastiche.

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