Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 327

Posts Tagged ‘coscienza’

Convegno: in scienza e coscienza

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

medicinadifensivaRoma sabato 26 novembre 2016, dalle ore 8.30 alle 13.30, presso la Sala Conferenze dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri (Via A. Bosio 19/A, angolo Via G.B. De Rossi) si terrà il convegno ““IN SCIENZA E COSCIENZA”, organizzato dallo stesso Ordine.
Nel mondo medico, profondamente cambiato, è necessario che i medici recuperino la conoscenza più diffusa del proprio Codice Deontologico e la sua effettiva applicazione, ridefinendo e rivendicando altresì l’autonomia della professione medica nell’ambito dell’organizzazione in cui essa viene svolta. Il convegno, pertanto, intende fare il punto sul contesto reale e attuale in cui opera tale professione.
Un approfondimento e una riflessione che si rendono fondamentali per poter affrontare le criticità del SSN – rappresentate da un cronico sotto-finanziamento, da un incongruo utilizzo delle risorse e da un assetto organizzativo complessivo da troppi anni condizionato da scelte improprie – e individuare le soluzioni più idonee nel rispetto delle competenze e dei ruoli di tutti gli attori del pianeta Sanità, prima che il Sistema pubblico scivoli in una deriva di privatizzazione totale e non condivisibile. Interverranno, tra gli altri, Eugenio Gaudio (Magnifico Rettore dell’Università di Roma Sapienza), Antonio Spagnolo (Direttore dell’Istituto di Bioetica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore), Ivan Cavicchi (Docente di Sociologia dell’Organizzazione Sanitaria – Facoltà di Medicina di Tor Vergata), Carlo Petrini (Responsabile Unità di Bioetica dell’Istituto Superiore di Sanità e componente Comitato Nazionale per la Bioetica), Girolamo Sirchia (già Ministro della Salute), insieme ai presidenti degli Ordini di Roma, Bologna, Rimini, Parma e Cagliari: Giuseppe Lavra, Giancarlo Pizza, Maurizio Grossi, Pierantonio Muzzetto, Raimondo Ibba. In collegamento dalla Sicilia interverrà il Ministro per la Salute Beatrice Lorenzin.

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Benjamin Fondane e la coscienza tragica del Novecento

Posted by fidest press agency su martedì, 22 novembre 2016

bucarest3Roma Convegno internazionale Benjamin Fondane e la coscienza tragica del Novecento Centro di Studi Italo-Francesi, piazza Campitelli 3, Roma Sala Capizucchi 24-25 novembre 2016 24 novembre ore 15.00 Relatori: Monique Jutrin, Le pouvoir du cri: Benjamin Fondane entre poésie et philosophie Carmen Oszi, Fondane en dialogue avec son époque dans ses ses écrits roumains Giancarlo Baffo, Tra Ostjudentum e “Asia latina”: note per un geofilosofia fondaniana Alice Gonzi, Benjamin Fondane: il singolo di fronte alla storia Modera: Gabriella Farina 25 novembre ore 09.30 Michel Carassou, Le moment paroxystique. Benjamin Fondane et Henri Lefebvre Ann Van Sevenant, Auto-contraddizione e estraneità Luca Orlandini, La negazione del tragico Rocco Ronchi, Il rovescio della filosofia: Lev Šestov, il maestro segreto Modera: Giancarlo Baffo Saranno presenti: L’Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede, Prof. Liviu-Petru Zăpîrţan Il Presidente dell’Istituto culturale romeno di Romania, Prof. Radu Boroianu Il Direttore dell’Institut Français di Roma, Prof. Benoît Tadié.

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Il diritto all’obiezione di coscienza

Posted by fidest press agency su sabato, 15 marzo 2014

ricci“E’ in atto in questi giorni una nuova e rabbiosa offensiva contro il diritto all’obiezione di coscienza, messa in atto con l’uso strumentale di fatti avvenuti anni fa e ampiamente smentiti dalla documentazione fornita dall’ospedale interessato” dichiara Paola Ricci Sindoni, presidente nazionale dell’Associazione Scienza & Vita. “Sulle diverse piattaforme mediatiche si moltiplicano duri attacchi ai medici obiettori, con lo scopo di marginalizzare e demonizzare la loro scelta, rimettendo in discussione ciò che è base fondante di ogni democrazia: il diritto di opporsi a un atto che ferisce la propria coscienza. E’ la stessa Legge 194 a riconoscere questo diritto e il sempre più elevato numero di operatori sanitari che vi ricorre, a meno di non voler credere che la ginecologia sia professione scelta solo da cattolici praticanti, denota non una scarsa affezione al lavoro, ma piuttosto una più alta consapevolezza del valore della vita e della responsabilità del proprio operato”. “L’annuale Relazione sulla Legge 194, presentata al Parlamento, ha dimostrato con cifre puntuali e dati verificabili come il numero di interruzioni volontarie di gravidanza a carico di ogni non obiettore sia in realtà molto basso e pari a circa 2 interventi a settimana. Le polemiche pretestuose, che montano da più parti riguardo a una carente applicazione della legge, sono dunque frutto di una volontà ben precisa di accanimento forzoso per delegittimare l’operato di tutti coloro che, coerentemente con quanto previsto dal giuramento d’Ippocrate, preferiscono salvare una vita piuttosto che porvi fine”.

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La coscienza dell’Unione europea

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2013

English: Luxembourg Kirchberg, Quartier europé...

English: Luxembourg Kirchberg, Quartier européen Sud: Alcide De Gasperi Building, main entrance. Background: Hotel Novotel Kirchberg. Français : Luxembourg Kirchberg, Quartier européen Sud: Bêtiment Alcide De Gasperi, entrée principale. Arrière fond: l’hôtel Novotel. Lëtzebuergesch: Lëtzebuerg Kierchbierg, Europaquartier Süd: Alcide-De-Gasperi-Gebai, Haaptentrée. Hannen am Bild: den Hotel Novotel. (Photo credit: Wikipedia)

l processo di costruzione di un’identità europea e della sua sicurezza si può collocare dal secondo dopoguerra mondiale dalla funzione della Nato nel 1949 e che è proseguito con i Trattati di Roma del 1957 attraverso la Ceca nel 1951 e dalla Ced del 1952. Il tutto è partito dalla sua origine ideale nel voler dare una risposta alla storia nell’avviare il continente verso cammini nuovi. Nella scelta genuinamente europea, quella occidentale, due elementi hanno agito con grande coerenza: prima la paura verso una possibile azione di espansione dell’Urss e del comunismo di stampa sovietico e, secondo, la pietra angolare della riconciliazione franco-tedesca. Una coscienza, se stiamo alle parole pronunciate da De Gasperi nel suo memorabile discorso a Bruxelles il 20 novembre del 1948 che “libertà e giustizia sociale si difendono e si raggiungono solo in un clima di sicurezza e di pace.” Una scelta difficile che da allora a oggi non ha trovato nel Nord dell’Europa una comprensione convinta. Non dimentichiamo che il mercato comune dagli anni cinquanta sino alla fine degli anni settanta si sviluppava in funzione del Nord. Solo con l’am-pliamento graduale alla Grecia e poi alla Spagna e Portogallo si incominciò ad intravedere uno sposta-mento del fulcro europeo verso il Sud. Ma per molti versi l’Europa resta ancora di là delle Alpi e ciò non risulta positivo in quanto si teme un perdurare della difficoltà economica e della instabilità politica nel Sud Europa.(Riccardo Alfonso)

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L’ambientalista ragionevole

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2011

Questo libro è l’affascinante racconto in prima persona di un ambientalista controcorrente e anticonformista che, dopo aver partecipato alla fondazione di Greenpeace nel 1971 ed esserne stato uno dei massimi promotori e dirigenti, ne è uscito quindici anni dopo per abbracciare una diversa visione dell’ambientalismo. Patrick Moore spiega le ragioni del suo dissenso e della sua fuoriuscita dalla famosa organizzazione pacifista. Ma soprattutto affronta tutte le grandi questioni che inquietano la coscienza contemporanea: dall’energia nucleare ai cambiamenti climatici, dagli organismi geneticamente modificati alla biodiversità E lo fa proponendo un approccio razionale fondato sulla ricerca scientifica. A emergere dalla sua lucida trattazione, ricca di osservazioni puntuali ed esente da ogni tentazione ideologica, è una visione del mondo senza pregiudizi, che costringe il lettore a rimettere in discussione le convinzioni consolidate e a interrogarsi da una nuova prospettiva sui destini del nostro pianeta. Confessioni di un fuoriuscito da GreenpeacePatrick Moore – Baldini Castoldi Dalai – 2011 – pp. 768 – € 23,00 scontato 20,70

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I ragionamenti della Binetti

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 giugno 2011

Lettera al direttore. Su D – La Repubblica n. 748 – 25 giugno, Paola Binetti scrive a Umberto Galimberti: “Ci troviamo di fronte a una legge che, ricorda alle persone che nel loro testamento biologico possono chiedere tutto ciò che vogliono in termini di cura e di non-cura, ma non possono chiedere a qualcun altro di mettere il punto finale alla propria vita”. Sembra che la Binetti, per mettersi a posto la coscienza, tenti d’ingannare se stessa. “Mettere il punto finale alla propria vita”, è una frase che può essere mal interpretata. Si tratta, in realtà, di chiedere al medico di non idratarmi e alimentarmi forzatamente, qualora dovessi trovarmi in stato vegetativo permanente, vale a dire nella condizione in cui io (non lo stato) reputo non valga la pena continuare a tenere in vita il mio corpo. Poi continua: “Perché la loro libertà quando raggiunge questa soglia estrema non ammette deleghe di sorta, né cambiali in bianco firmate con largo anticipo”. E chi decide questo? Non io, ma lo stato! E ancora: “Tutto qua, la legge ripete come un mantra il suo no all’eutanasia, perché non concede a nessuno di far valere una volontà che, data l’irrevocabilità della decisione presa, la morte, porrebbe fine con un gesto solo alla vita e alla libertà di una persona”. Intanto l’eutanasia non c’entra. Poi: che la mia decisione sia irrevocabile è un fatto che riguarda me e non lo stato. Infine: che un solo gesto (la non alimentazione forzata) ponga fine alla mia esistenza, risponde pienamente alla mia volontà, in precedenza espressa, e alla mia libertà. Secondo la Binetti è giusto che lo stato ponga limiti alla mia libertà, anche se questa non va a ledere la libertà altrui. (Miriam Della Croce)

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Storia d’Europa e del Mediterraneo

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2011

Vol. XI. Culture, religioni, saperi, AA.VV. Curatore Roberto Bizzocchi Avvalendosi della partecipazione dei massimi studiosi italiani e stranieri, continua il progetto culturale della Storia d’Europa e del Mediterraneo che contribuisce ad arricchire il dibattito sull’identità e le radici storiche dell’Europa. In questo volume i migliori specialisti di storia delle idee, della cultura e delle religioni raccontano le mille strade percorse prima di approdare alla coscienza della modernità: le nuove scoperte geografiche, l’invenzione della stampa, la rivoluzione scientifica e i nuovi saperi tecnici, l’Illuminismo e l’Encyclopedie di Diderot e d’Alembert, la riforma protestante, il Concilio di Trento e la convivenza delle tre grandi religioni monoteistiche (islam, ebraismo e cristianesimo). Indice. Le scoperte geografiche, di Catarina Madeira Santos; Stampa, censura e governo delle opinioni, di Sandro Landi; Lingua e lingue nell’Europa e nel Mediterraneo, di Franco Fanciullo; L’istruzione, di Patrizia Delpiano e Marina Roggero; Riforma protestante e protestantesimo, di Susanna Peyronel Rambaldi; Il Concilio di Trento e il cattolicesimo, di Gaetano Greco; I cristiani orientali e il mondo musulmano, di Bernard Heyberger; La religione islamica in epoca moderna, di Biancamaria Scarcia Amoretti e Samuela Pagani; Ebraismo in Età moderna, di Alessandro Guetta; La stregoneria e il mondo magico religioso, di Oscar Di Simplicio; Il diritto nell’Europa moderna: strumenti e strategie, di Pietro Costa; L’applicazione del diritto islamico nell’Impero ottomano, di Ersilia Francesca; Stratificazione e mobilità sociale in Europa e nel Mediterraneo, di Simona Cerutti; Opinione pubblica e sociabilità nell’Europa moderna, di Elena Brambilla; Concetti e pratiche di socialità nell’Impero ottomano, di Ays¸e Saraçgil; La Rivoluzione scientifica, di Michele Camerota; Intolleranza, tolleranza, libertà di coscienza e libertà di pensiero, di Tomaso Cavallo; Le categorie della politica tra assolutismo e rivoluzione, di Luca Scuccimarra; L’Illuminismo, di Rolando. p. 838, con 32 pp. di tavv. e 8 pp. di cartine f.t. € 140,00 ISBN 978-88-8402-708-5 Minuti.
L’autore. Il cur. Roberto Bizzocchi insegna Storia moderna all’Università di Pisa. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Guida allo studio della storia moderna (Roma-Bari 2002); Cicisbei. Morale privata e identità nazionale in Italia (Roma-Bari 2008).

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Amore, coscienza e psicoterapia

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2011

Questo libro costituisce uno dei più recenti ed efficaci distillati della visione scientifica e spirituale di Claudio Naranjo, una sorta di raccolta delle “impronte digitali” della sua mente. L’autore inizia affermando che vi sono tre diversi tipi di amore, uno per ognuno dei tre cervelli di cui gli umani sono dotati. Prendere consapevolezza di questi distinti amori e cervelli e delle loro diverse caratteristiche è indispensabile per capire meglio la sfera dei sentimenti ed evitare i molti fraintendimenti che si generano attorno ad essa. Il discorso si sposta poi sul tema della coscienza, affrontato sia dal punto di vista scientifico sia da quelli delle tradizioni spirituali, della psicoterapia e della fenomenologia. Emergono quindi interessanti rapporti tra spiritualità, nuovo sciamanesimo e psicoterapia, dimensioni apparentemente lontane tra loro, ma caratterizzate in realtà da obiettivi analoghi. Nel capitolo finale di questa grande opera di sintesi i temi affrontati convergono verso un importante fine comune: creare una educazione di nuova concezione, che integri psicoterapia e spiritualità, sentimento e ragione, scienza e coscienza e aiuti gli esseri umani a risolvere i loro problemi individuali e collettivi. Claudio Naranjo Collana Percorsi di Consapevolezza 13,6×20,5 cm – 160 pagine ISBN 978-88-7273-726-2 – € 12,00 In libreria il 22 giugno 2011.
Claudio Naranjo, psichiatra e psicoterapeuta, tra i massimi esponenti della terapia della Gestalt, è stato uno dei successori di Fritz Perls all’Esalen Institute in California. Ha insegnato in Università del Cile e degli USA, e nel 2007 è stato insignito di Laurea ad honorem all’Università di Udine. Conduce corsi di consapevolezza in diversi paesi del mondo, integrando tradizioni orientali e occidentali. Tra i suoi libri: Carattere e nevrosi (Astrolabio); Gli enneatipi nella psicoterapia (Astrolabio). La via del silenzio e la via delle parole. (Astrolabio). La civiltà, un male curabile (Franco Angeli). L’ego patriarcale (Apogeo). (amore coscienza e… copertina)

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Le “confusioni” del cavaliere

Posted by fidest press agency su sabato, 7 maggio 2011

Lettera al direttore. Tutti a posto con la propria coscienza: ci muoviamo in una risoluzione Onu, e quindi se l’Onu ci autorizza a compiere nefandezze, la responsabilità non è nostra, è dell’Onu. E così possiamo tranquillamente sganciare bombe su Tripoli. Rischio di ammazzare innocenti? Sì, ma lo abbiamo fatto per salvare altri innocenti. Ma è lecito uccidere innocenti per salvare altri innocenti? Certo, purché si resti nella risoluzione Onu. Ma l’Onu allora è un po’ come Dio? Suppergiù, se ci fa sentire a posto con la coscienza. E così il Capo dello Stato approva le bombe, e anche Bersani approva le bombe, anche se sa che la bombe, per dirla alla sua maniera, non sono mica noccioline. Il Cavaliere, invece, semplicemente deve aver fatto un po’ di confusione: voleva fare gentile omaggio all’amico Gheddafi, ed ha scambiato il Bunga bunga con le bombe bombe. (Francesca Ribeiro)

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Berlusconi e la repubblica di Platone

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 maggio 2011

Apprendo senza sconcerto che il Presidente del Consiglio ha appena ricomposto una squadra di governo che probabilmente, nei suoi più alti intenti, rappresenterà l’archetipo della Repubblica di Platone: quella dei migliori col prezioso dono della saggezza. È evidente, comunque, che il dato politico di questo rimpastino sia solo la remunerazione di chi, convertitosi sulla via di Palazzo Grazioli, ha preferito la convenienza alla coscienza. Lo dichiara l’on. Roberto MENIA, coordinatore nazionale di FLI.

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Farmacisti Conasfa: obiezione di coscienza

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 marzo 2011

In questi giorni è in corso un dibattito per stabilire se anche il Farmacista sia autorizzato a  dichiararsi obiettore di coscienza ed a rifiutarsi  di dispensare farmaci potenzialmente  abortivi come la pillola del giorno dopo. La questione richiederà un decreto attuativo della  legge 194/78 che definisca i termini entro i quali  anche il Farmacista, quale operatore  sanitario, può esercitare il diritto all’obiezione  di coscienza. CONASFA, la Federazione  Nazionale delle associazioni dei farmacisti non titolari tiene a ribadire che la Farmacia è un  presidio fondamentale del Servizio Sanitario Nazionale distribuito capillarmente nel  territorio, e per queste caratteristiche deve essere l’unico presidio autorizzato a dispensare  il Farmaco etico. L’interesse pubblico, inerente all’accesso al farmaco, è sicuramente  superiore all’interesse del singolo nel riconoscimento di un suo diritto sancito dalla legge;  quindi anche se verrà prevista la possibilità, per  il singolo Farmacista, di obbiettare è  importante che durante tutto il periodo di apertura della farmacia vi sia presente almeno un  Farmacista che rinunci a tale opzione.

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La presa di coscienza dei diritti

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2011

Non possiamo dimenticare che il XIX secolo è stato il secolo del risveglio della coscienza civile, del forte richiamo ad una società più rispettosa dei diritti dei più deboli. Ma ebbe dei limiti. A parlarne non furono i proletari delle fabbriche, i braccianti agricoli delle campagne, i diseredati, gli oppressi dalle politiche colonialiste, ma la borghesia perché la sola capace di organizzare, stimolare la protesta, raggiungere un accordo con i poteri forti e trarne, alla fine, un proprio vantaggio. E’ mancato, in altri termini, il tribuno del popolo figlio e lui stesso operaio o bracciante o artigiano. Il secolo che seguì non mutò se non di poco il precedente andazzo. Ora che le tute hanno cominciato a diventare colletti bianchi e la classe operaia in un certo senso si è imborghesita si avverte un impegno maggiore che proviene dal basso. E’ corale ma continua ad essere privato da una guida carismatica che possa organizzare, guidare, spronare. Ora sembra che questa coscienza “acefala” riesca a scrollarsi di dosso l’idea dell’uomo del destino attraverso una rivolta di popolo grazie alla complicità delle moderne tecnologie che riescono a riversare le masse nelle piazze, a stimolarle, a renderle barricadiere e capaci di rovesciare governi e potentati e a provocare un effetto domino. E’ quanto sta accadendo in Nord Africa: Tunisia, Egitto, Algeria ma anche altrove, come in Albania, sia pure con alterne fortune. In taluni di questi paesi gli uomini al potere erano dei dittatori e governavano opprimendo le libertà civili e lasciando le popolazioni nella miseria. Si sa, invece, che riuscivano ad accumulare per se e i loro amici, ingenti fortune conseguenti allo sfruttamento sistematico delle risorse nazionali. Ora ci auguriamo che questa voglia di essere artefici dei propri destini non si trasformi in un’altra cocente delusione per cui il nostro auspicio-augurio è che nella coralità dell’impegno si sappiano scegliere gli uomini giusti per pilotare il cambiamento. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La fuga e la coscienza

Posted by fidest press agency su domenica, 6 febbraio 2011

Forse ora è possibile riflettere sul caso Cesare Battisti con più  cura e attenzione per le persone ferite, per quelle che non ci sono più, e parlarne senza l’obbligo della violenza verbale, dell’invettiva  che buca il video. In questa vicenda così poco onorevole, giuridicamente, mediaticamente, l’unica cosa certa è la condanna passata in giudicato, la sentenza definitiva a seguito dei tre gradi di giudizio, l’ergastolo erogato.  Battisti un imputato politico, un delinquente comune, il risultato di una risoluzione politica lungi dall’essere stata riconciliata e quindi accettata come tale. Ha confessato, ha negato, ha ammiccato alla lotta armata trapassata, da scrittore,  da uomo libero, da colpevole ma innocente, nella convinzione che sia  “normale” sentirsi innocenti di essere colpevoli. Inaccettabile che un uomo condannato all’ergastolo possa essere un uomo libero in un paese amico, evaso da un carcere italiano abbia potuto trovare ospitalità-asilo politico in altri paesi cosiddetti amici. Rimangono le richieste di equità, di giustizia, di dignità  istituzionale e personale, sottovoce e in punta di piedi  un soprassalto di generosità interiore. La querelle gioca la sua carta migliore nel ribadire la sponda del perseguitato politico, piuttosto che del criminale comune che non intende pagare alcun dazio per i colpi inferti: è una diatriba spettacolare, dove però ci sarebbe da obiettare per il dolore delle vittime trapassate a polvere e per quelle ammutolite ancora oggi. Non mi pare onesto intellettualmente buttarla sul patetico, affondando l’ultima arringa sull’invivibilità carceraria (peraltro vera e tutta italiana ),  sulle tante morti imposte o costrette al suicidio, unica lontananza tollerata dal dolore dell’impazzimento. Tanto meno fare leva sulle reiterate tirate di orecchi e bacchettate provenienti dall’Alta Corte di Strasburgo, che ci umilia per disumanità “disorganizzata” secondi solamente alla Turchia. Battisti in fuga da colpevole, Battisti in Brasile da innocente, in ogni caso si tratta di un uomo sconfitto dall’amoralità di una costruzione terroristica al macero, schiacciato  dall’impossibilità di  riparare. Senza rispetto per chi in una galera sconta la propria condanna, per chi muore, per chi cammina in ginocchio, per chi non rinnega a buon mercato la propria colpa, e sceglie l’unica via possibile del “ritorno lungo, lento e sottocarico, che non richiama veloci ammende nè facili scorciatoie”. Perfino per chi sta in una cella da trenta o quaranta anni, in una indifferenza che non cauterizza né sana la frattura, per chi agogna la possibilità di costruire insieme la speranza di un perdono. Forse occorre strabuzzare meno gli occhi nella meraviglia per l’irresponsabilità di Cesare Battisti tanto spesso replicata sotto il naso, ecco  perché non c’è proprio niente da emulare né da poter esser difeso. ( Vincenzo Andraous)

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Barbera: dichiarazioni ingiuriose

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Roma.”Non bastano le parole di condanna del Sindaco Alemanno nei confronti delle allucinanti dichiarazioni sul 25 aprile di un consigliere del suo stesso partito, Ugo Cassone, per considerare chiuso il ‘caso’. Non è, infatti, la prima volta che il suddetto esponente politico, proveniente dalle fila dell’estrema destra romana, si caratterizza per  affermazioni o iniziative che sono assolutamente incompatibili con i principi della nostra Costituzione e che offendono la coscienza civile e democratica dei cittadini italiani e romani. Forse, alcuni esponenti politici, prima di candidarsi ai ruoli istituzionali, dovrebbero dimostrare alla collettività di conoscere per lo meno la storia del proprio Paese e della loro città. E’ una vera vergogna che un membro di un organo istituzionale che rappresenta  una città che è Medaglia d’Oro alla Resistenza possa ‘sputare’ impunemente sul 25 aprile”. E’ quanto dichiara Giovanni Barbera,   esponente del Prc-Federazione della Sinistra  e presidente del Consiglio del XVII Municipio.

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Politici in profonda crisi di coscienza

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 dicembre 2010

Lettera al direttore. Ci sono uomini politici in profonda crisi di coscienza. Siamo vicini al giorno del voto di fiducia in Parlamento, e molti che hanno a cuore esclusivamente il bene degli italiani, e non pensano certo ai loro interessi, né agli interessi degli amici e dei parenti, e degli amici dei parenti, non hanno ancora ben valutato se sia giusto dare la fiducia a Berlusconi, oppure sfiduciarlo. Questi uomini d’integerrima moralità, stanno vivendo un dramma interiore ineffabile. Non sarebbe opportuno procrastinare la data del voto di fiducia? (Renato Pierri)

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Volontariato per la vita

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 novembre 2010

Si è chiuso a Roma il XXX Convegno dei Centri di aiuto alla vita che aveva come tema “Ascolta il cuore, accogli la vita”. Nella sua relazione conclusiva, il presidente del Movimento per la vita (di cui gli oltre 300 Cav fanno parte) ha tracciato le linee strategiche dell’attività del volontariato per la vita nei prossimi mesi. «La prima urgenza con la quale abbiamo a che fare» ha detto Casini «è quella dell’obiezione di coscienza all’aborto. Dobbiamo organizzare un pool di giuristi capaci di garantire assistenza agli operatori sanitari che sempre più numerosi vengono trascinati in tribunale o vedono minacciato il posto di lavoro per la loro scelta e, al tempo stesso presentare una proposta di legge che sull’onda del recente pronunciamento del Consiglio d’Europa, chiarisca la liceità dell’obiezione per tutte le figure sanitarie, compresa quella dei farmacisti, che è già presente nella legge 194.
«Altro tema è quello della riforma dei consultori che, attraverso una legge nazionale (una proposta è già stata presentata dal Movimento insieme a tutte le altre associazioni familiari riunite nel Forum) renda evidente che se lo Stato rinuncia a punire l’aborto non rinuncia a manifestare il favor vitae sostenendo le donne in difficoltà per una gravidanza. E i consultori devono essere lo strumento per rendere evidente questa vicinanza delle Istituzioni. Da subito – aggiunge Casini – il Movimento dovrà farsi carico di una campagna rivolta alle Istituzioni nazionali e locali, ai medici ed alla società civile, per chiarire che già oggi, con l’attuale normativa, i consultori non hanno l’obbligo di rilasciare il documento per l’Ivg. «Ma la madre di tutte le riforme è la riforma dell’articolo 1 del Codice Civile che deve riconoscere la capacità giuridica di ogni essere umano fin dal concepimento. Una grande bandiera dell’uguaglianza tra gli uomini. Anche su questo – ha concluso il presidente del Movimento – giacciono alla Camera ed al Senato delle proposte di legge trasversali. Nonostante la situazione politica dovremo trovare delle valide iniziative per rilanciare queste proposte»

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Amore non ricambiato

Posted by fidest press agency su sabato, 20 novembre 2010

Lettera al direttore. Durante la trasmissione Annozero (Rai2 – giovedì 18 nov.), Marco Travaglio al povero ministro Sandro Bondi ne ha dette di tutti i colori. Ma il ministro Sandro Bondi non se l’è presa più di tanto. Esistono persone buone e sagge che restano indifferenti a qualsiasi offesa. Si sentono a posto con la propria coscienza, e questo gli basta. Però, queste stesse persone sono capaci di reagire in maniera esagerata, se qualcuno osa toccare l’oggetto del loro amore. Se Marco Travaglio ne avesse dette di tutti i colori su Silvio Berlusconi, avrebbe visto l’indignazione del buon Sandro salire alle stelle. Peccato che Silvio non reagisca alla stessa maniera quando sente parlar male del suo affezionato ministro. Ma così va il mondo. (Elisa Merlo)

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Sapere, Sperimentare, Valorizzare

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Camerino. Il Polo Museale dell’Università di Camerino organizza per venerdì 22 ottobre il workshop “Science Centre e Territorio: Sapere, Sperimentare, Valorizzare”. Tema principale di discussione sarà il ruolo del Science Centre come strumento principe dell’informal education, adatto ad affrontare i principali temi di attualità scientifica e tecnologica, a parlare delle emergenze del Pianeta, veicolo di incontro tra ricerca e innovazione, tra scienza e cittadinanza per lo sviluppo della coscienza critica e della consapevolezza civile indispensabili alle scelte democratiche del Paese.  Il workshop si aprirà  alle ore 9.30 presso l’Aula San Sebastiano del Polo Museale e, dopo il saluto delle autorità, sarà introdotto e moderato dal prof. Fulvio Esposito, Rettore dell’Università di Camerino.
Nel corso della prima sessione, che avrà come tema “La comunicazione scientifica nel Musei e nei Science Centre in Italia e in Europa, interverranno Mikko Myllykoski, Experience Director di Heureka (Vantaa, Finlandia), Michele Lanzinger,  Direttore del Museo Tridentino di Scienze Naturali (Trento), Luigi Amodio, Direttore di Città della Scienza (Napoli), Chiara Invernizzi, Direttore del  Polo Museale Unicam.
La seconda sessione, invece sarà incentrata su “Un Science Centre a Camerino: obiettivi, programmi, risorse” con una tavola rotonda, alla quale sono stati invitati a partecipare l’Assessore della Regione Marche Sara Giannini, Simona Monesi Presidente dell’Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali delle Marche, Carmine Marinucci del Ministero Università e Ricerca, Carlo Toffalori dell’Università di Camerino. Seguirà il dibattito, che farà da preludio alla Inaugurazione della Science Room presso il Polo Museale Unicam.

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Vito Mancuso e la malizia di Miriam

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

Lettera al direttore. Il teologo Vito Mancuso si è posto il problema: “Come posso continuare a pubblicare con la Mondadori e rimanere a posto con la mia coscienza?…Come posso fondare il mio pensiero sul bene e sulla giustizia, e poi contribuire al programma editoriale di un’azienda che a quanto pare, godendo di favori parlamentari ed extra-parlamentari, pagherebbe al fisco solo una minima parte (8,6 milioni versati) di un antico ed enorme debito (350 milioni dovuti)?”. Ed io che sono un po’ maliziosa, mi chiedo: Vito Mancuso si porrebbe il problema se fosse ancora uno sconosciuto, e la Mondadori gli offrisse un vantaggioso contratto? Rinuncerebbe alla possibilità di diffondere il proprio pensiero? Oggi ha la possibilità di scegliere, e pubblicare con altra casa editrice, e il discorso viene facile. Ma a parte ciò, credo che il problema sia abbastanza complesso. Talvolta il pensiero, le idee, le notizie, le denunce, diffuse da uno scrittore (vedi il caso di Saviano), possono produrre un bene per la società. In tal caso l’azione dello scrittore ha un fine buono e, direi, quasi necessario, e  pubblicare non è solo un piacere per lo scrittore, ma anche un dovere. Ora, è vero che il mezzo potrebbe essere ritenuto cattivo, giacché porta vantaggi alla Mondadori, però il male che ne deriva è irrilevante e non voluto dall’autore; se così posso dire, è un effetto collaterale.  Un mezzo cattivo del quale l’autore avrebbe fatto volentieri a meno. Io pure fondo il mio pensiero sul bene e sulla giustizia, però, avendo scritto libri a mio parere importanti e da pochi conosciuti, se mi venisse offerta la possibilità di farli conoscere ad un vasto pubblico, non starei a guardare all’etica della casa editrice, e mi sentirei ugualmente a posto con la coscienza. (Miriam Della Croce)

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Il lupo e il cielo spinato

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2010

Cagliari 12 giugno 2010 ore 21.00  Teatro Civico in Castello-Cagliari Fueddu e gestu  Prima Nazionale  Il lupo e il cielo spinato. la favola nera di Esther H.  di e con Francesca Falchi  installazioni Fabiola Ledda costumi Edith Maria Delle Monache Musiche originali Ennio Atzeni  regia Giampietro Orrù  I diari di Etty Hillesum sono costituiti da otto quaderni ricoperti da una scrittura minuta e quasi indecifrabile. Raccontano la storia di una donna di Amsterdam di 27 anni e coprono due anni, il 1941 ed il 1942, anni in cui gli ebrei olandesi dovettero fare i conti, anch’essi, con la persecuzione razziale messa in atto dal nazismo. Francesca Falchi ha studiato e lavorato sulla genesi del testo per due anni, dando corpo e parole al flusso di coscienza che precede la sintesi dei diari della Hillesum, creando uno spettacolo nel quale Etty in prima persona, racconta i suoi turbamenti personali, la sua evoluzione spirituale, le sue amicizie, i suoi amori sullo sfondo del genocidio perpetrato da Hitler e dai suoi. La drammaturgia, tratta da un testo integrale di 132 pagine, verrà composta in diretta dall’attrice seguendo il flusso delle sensazioni del momento, creando uno spettacolo differente ogni sera. In scena 4 installazioni opera dell’artista Fabiola Ledda rappresentano metaforicamente i momenti salienti della vita della giovane: scene-simbolo che raccontano in maniera essenziale ed efficace il suo rapporto con la famiglia, la natura, se stessa, lo studio, l’amato Spier, Dio, il campo di Westerbork, il nazismo, sottolineate dalle musiche suggestive del compositore Ennio Atzeni e rese vive dai costumi di Edith Maria Delle Monache. Il tutto concertato dalla mano sapiente di Giampietro Orrù, regista e direttore artistico dei Fueddu e Gestu.

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