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Consiglio europeo: Le cose buone, molto poche, e quelle cattive che l’Europa, a trazione franco-tedesca, ci propone

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 giugno 2018

“Il prossimo Consiglio Europeo del 28-29 Giugno sarà uno dei più importanti degli ultimi anni. All’ordine del giorno, infatti, oltre alla delicatissima questione delle politiche per l’immigrazione, nella quale è auspicabile che l’Unione Europea dia finalmente prova di individuare soluzioni comuni al fine di gestire l’emergenza che sta affliggendo l’Europa e l’Italia da ormai troppo tempo, vi sarà la riforma della governance dell’eurozona, che delineerà le nuove istituzioni finanziarie comunitarie e le nuove regole di funzionamento dell’economia e della finanza europea per i prossimi decenni. Prima di recarsi al Vertice, il presidente del consiglio Giuseppe Conte riferirà alle Camere la posizione che il suo Governo intende sostenere. Nel dibattito che seguirà, inviteremo il presidente del Consiglio e il ministro dell’Economia Giovanni Tria a portare avanti solamente proposte che possano risultare favorevoli all’Italia, evitando di sostenere quelle avanzate da altri leader europei che possano nuocere al nostro paese. In particolare, inviteremo il presidente Conte e il ministro Tria a prestare molta attenzione alla proposta che metteranno sul tavolo Germania e Francia, meglio nota come “Dichiarazione di Meseberg”, che rappresenta la sintesi del percorso di confronto avuto dai leader dei due stati, la cancelliera Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron, negli ultimi mesi e confluito in un documento unitario. Alcune proposte della dichiarazione sono senz’altro accettabili, come l’idea di creare un bilancio unico europeo per gli investimenti e un fondo europeo contro la disoccupazione. La messa in comune delle risorse degli Stati membri è senz’altro una soluzione non soltanto accettabile, ma addirittura auspicabile, in quanto rappresenta il primo passo per il compimento di quell’Europa federale agognata dai padri fondatori e basata sui principi di solidarietà e sussidiarietà.
Altre proposte contenute nel suddetto documento, invece, sono da bocciare senza appello, in quanto, se dovessero passare, creerebbero disastri enormi all’Italia e all’Unione nel suo complesso. Ci riferiamo, in primis, alla proposta di sostituire il Meccanismo di Stabilità Europeo (ESM) con un Fondo Monetario Europeo avente funzioni di vigilanza sulle finanze pubbliche degli stati membri, analisi delle situazioni di crisi debitoria e che prevede l’adozione di un meccanismo concessionale, che subordini la concessione di aiuti finanziari alla ristrutturazione del debito e a draconiane riforme economiche, sul modello già sperimentato in Grecia con la Troika. Più nello specifico, sono da evitare nella maniera più assoluta, le clausole “Euro CaCs with single limb aggregation”, che prevedono l’accordo preventivo con i creditori prima di poter procedere alla ristrutturazione di un debito sovrano. E’ la prima volta che tali cause vengono proposte in un documento europeo e, se venissero accettate, si metterebbe il debito di uno stato membro nelle mani di creditori, anche privati, con il rischio di aumentare le aspettative di default di uno stato membro da parte dei creditori internazionali. Se questa proposta passasse, Francia e Germania avrebbero di fatto un diritto di veto sulle politiche economiche dell’intera eurozona, dato il loro potere di voto all’interno della governance del fondo. Questo vuol dire, che tutte le politiche europee dovrebbero passare per il loro assenso, con una ovvia violazione del principio di uguaglianza degli stati membri. A questo sistema ricattatorio e dannoso, invitiamo il presidente Conte e il ministro Tria a preferire e sostenere un sistema di federalismo fiscale basato su un fondo perequativo che, attraverso regole certe e predefinite, trasferisca risorse tra gli stati membri. Un sistema solidale tipico di tutti gli stati federali avanzati, a partire proprio dalla Germania, che lo ha sperimentato con enorme successo”. Lo afferma in una nota Renato Brunetta, deputato di Forza Italia.

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