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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘cose’

Libro. Ilaria Rossetti: Le cose da salvare

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2020

Il Ponte è appena crollato. È venuto giú in un vortice di calce e blocchi di cemento. Affacciato alla finestra della cucina, il sessantaquattrenne Gabriele Maestrale osserva incredulo la voragine che si spalanca ai piedi del suo condominio, un edificio scheletrico con cinque balconi su cui incombe l’ombra spezzata del Ponte. Dal baratro si levano grida, deboli, incredule. Voci angosciate echeggiano nella tromba delle scale. Durante la loro corsa a precipizio, alcuni si fermano a picchiare alla sua porta: «Forza, raccolga quel che può e scenda, qui potrebbe venire giú tutto!». Gabriele, però, non riesce a muoversi, preda di un dilemma che non lo fa respirare: quali sono le cose da salvare? Gli oggetti utili, prima di tutto: il portafogli, i documenti, la giacca cerata, un paio di scarpe… Poi, forse, le fotografie, il cellulare, il libretto degli assegni, quel romanzo di Pavese appartenuto a Elisabetta, prima che se ne andasse… Che cosa salvare di una vita intera, quando tutto crolla, quando il mondo è ingombro di rovine prive di senso? Incapace di decidere che cosa portare con sé, Gabriele si lascia cadere sul divano; non si alzerà. Non si alzerà nemmeno all’arrivo dei vigili del fuoco, della polizia, di chiunque venga a intimargli di abbandonare la sua casa e mettersi al sicuro. Un anno dopo, la giornalista Petra Capoani viene incaricata dal direttore della Voce, una piccola testata di provincia, di scrivere la storia dell’uomo che dal crollo del Ponte vive asserragliato nella propria casa, circondato dalla desolazione e dalla solitudine. Da poco rientrata in Italia dopo diversi anni di lavoro a Londra, Petra accetta l’incarico senza entusiasmo, ma dovrà ricredersi quando Gabriele Maestrale le aprirà la porta della sua casa e, insieme, della sua esistenza. Tra quelle mura pericolanti, la giovane apprenderà, incontro dopo incontro, quanta vita è racchiusa in un appartamento e come la memoria di «tutta la tragica bellezza di ciò che è passato» – come scrive Cristina Campo nella frase che fa da esergo a queste pagine – sia piú importante dell’insensatezza della Storia.
Romanzo vincitore della quarta edizione del Premio Neri Pozza, Le cose da salvare tratta di un tragico evento reale come soltanto la letteratura può fare: mostrando le crepe e le ferite, e le vie di salvezza, che lascia nell’anima degli individui e nel cuore di una comunità.Collana: Bloom Pagine: 208 Prezzo: €17,00
Ilaria Rossetti è nata nel 1987. Ha vinto il Premio Campiello Giovani 2007 con il racconto La leggerezza del rumore (Marsilio Editore). Con Giulio Perrone Editore ha pubblicato Tu che te ne andrai ovunque (2009) e Happy Italy (2011). Con Le cose da salvare ha vinto la quarta edizione del Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza 2019.

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Il pensiero, le cose, il futuro

Posted by fidest press agency su domenica, 5 novembre 2017

il pensiero(saggistica Vol. 6) (Italian Edition) Kindle Edition di Riccardo Alfonso. Tutto sembra ruotare intorno all’intelletto e alle sue capacità di progettazione e di crescita. Accade quando le facoltà psichiche elaborano pensieri a volte semplici e altri complessi. Lo fanno quando i processi sono sottoposti a regole ben precise, frutto dei nostri studi e delle nostre ricerche.
Lo fanno se il pensiero si avvale dei canali sensoriali che rasentano il razionale e si tuffano, senza un salvagente, nel mare magnum dell’esoterismo che percorre le vie della telepatia e della chiaroveggenza, della precognizione e della percezione.
Il nostro tentativo è di comprendere l’universo attraverso una realtà meno limitata e una certezza priva di dubbi. In noi vi è forte la sensazione che dietro il mondo che percepiamo esista una realtà molto diversa dal concetto psicologico che c’è più familiare.
I fenomeni psichici, in questa fattispecie, sembrano rappresentare un’opportunità da tenere ben da conto se non altro perché essi germinano e si maturano in un “ambiente” più vicino alla sorgente della nostra vita. D’altra parte noi siamo consapevoli d’essere immersi in un mondo più grande di quanto non sembri e da questa prospettiva noi ci sentiamo più dei mortali legati ai propri sensi, quali ci vuole uno stadio meccanicistico della scienza. E’ come dire che non si nasce e non si vive invano. Dobbiamo logicamente presupporre che vi è abbastanza spazio perché qualcosa della nostra personalità e quella del mondo “vivente” continui dopo che i sensi hanno cessato di funzionare. E’ un’evenienza da non trascurare. Non vorrei dare delle certezze, di là del ragionevole, ma semmai indicare un tracciato di probabilità meno accidentato sulla sopravvivenza della nostra indole dopo la morte. Di certo posso dire che è un terreno ancora inesplorato e la scienza, così come oggi la conosciamo, non credo ci possa aiutare più di tanto. Forse una possibilità esiste scandagliando la pratica esoterica, anche se l’indagine resta molto aleatoria e i fenomeni rilevati non tutti sembrano assumere una valenza probatoria, di là di ogni ragionevole dubbio.

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Il pensiero, le cose, il futuro

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 agosto 2016

il pensierodi Riccardo Alfonso. Tutto sembra ruotare intorno all’intelletto e alle sue capacità di progettazione e di crescita. Accade quando le facoltà psichiche elaborano pensieri a volte semplici e altri complessi. Lo fanno quando i processi sono sottoposti a regole ben precise, frutto dei nostri studi e delle nostre ricerche.
Lo fanno se il pensiero si avvale dei canali sensoriali che rasentano il razionale e si tuffano, senza un salvagente, nel mare magnum dell’esoterismo che percorre le vie della telepatia e della chiaroveggenza, della precognizione e della percezione.
Il nostro tentativo è di comprendere l’universo attraverso una realtà meno limitata e una certezza priva di dubbi. In noi vi è forte la sensazione che dietro il mondo che percepiamo esista una realtà molto diversa dal concetto psicologico che c’è più familiare.
I fenomeni psichici, in questa fattispecie, sembrano rappresentare un’opportunità da tenere ben da conto se non altro perché essi germinano e si maturano in un “ambiente” più vicino alla sorgente della nostra vita. D’altra parte noi siamo consapevoli d’essere immersi in un mondo più grande di quanto non sembri e da questa prospettiva noi ci sentiamo più dei mortali legati ai propri sensi, quali ci vuole uno stadio meccanicistico della scienza. E’ come dire che non si nasce e non si vive invano. Dobbiamo logicamente presupporre che vi è abbastanza spazio perché qualcosa della nostra personalità e quella del mondo “vivente” continui dopo che i sensi hanno cessato di funzionare. E’ un’evenienza da non trascurare. Non vorrei dare delle certezze, di là del ragionevole, ma semmai indicare un tracciato di probabilità meno accidentato sulla sopravvivenza della nostra indole dopo la morte. Di certo posso dire che è un terreno ancora inesplorato e la scienza, così come oggi la conosciamo, non credo ci possa aiutare più di tanto. Forse una possibilità esiste scandagliando la pratica esoterica, anche se l’indagine resta molto aleatoria e i fenomeni rilevati non tutti sembrano assumere una valenza probatoria, di là di ogni ragionevole dubbio. Editore: Fidest press agency Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l (foto: il pensiero)

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Internet delle «tante cose diverse»

Posted by fidest press agency su martedì, 2 dicembre 2014

internetInternet è in pieno boom: Entro il 2018 si attesteranno a 25 miliardi i dispositivi connessi per un mercato globale del valore di 5.200 miliardi di euro. Lo riporta Avvenia (www.avvenia.com), azienda specializzata in efficienza energetica, secondo la quale nell’arco dei prossimi anni lo sviluppo di Internet of Everything (IoE) comporterà ancora nuovi progressi, dagli elettrodomestici che ottimizzano l’impegno di energia agli impianti di produzione che scambiano dati con i manufatti, fino ai semafori che si sincronizzano per far passare un mezzo di soccorso.«Le imprese hanno compreso il potenziale di Internet of Everything anche in termini di recupero di efficienza energetica e i consumatori sono attratti dalle nuove applicazioni per semplificare le attività quotidiane, informarsi e divertirsi. Così, dopo diversi anni di transizione, IoE è pronto a dispiegare le sue enormi potenzialità con soluzioni creative per dare vita a nuove modalità di connessioni delle “cose”» commentano gli esperti di Avvenia.Se il 2014 è stato un anno di crescita delle applicazioni più consolidate (+22% rispetto all’anno precedente), nei prossimi anni nuove aree saranno conquistate da Internet of Everything, creando ancora nuove opportunità di business. Secondo Avvenia a crescere in maniera più rilevante saranno sia le connessioni attraverso la quale gli oggetti si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza artificiale (Internet of Things) che le connessioni dati con nuovi tipi di dispositivi che hanno già oggi iniziato a creare un volume di dati così grande e complesso (Big Data) da richiedere strumenti differenti da quelli tradizionali per trattare questa enorme quantità di informazioni.

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Veronica Longo: L’ineffabile senso delle cose

Posted by fidest press agency su domenica, 11 luglio 2010

Napoli fino al 24/7/2010 Chiesa di San Severo al Pendino via Duomo, 282 si apre la mostra personale di Veronica Longo, artista partenopea dedita, da diversi anni, al disegno ed alla pittura, ma soprattutto all’arte incisoria. Nel suggestivo Complesso Monumentale San Severo al Pendino, ubicato in Via Duomo 286, Napoli, sarà possibile vedere una selezione dei suoi lavori che comprendono la produzione dell’ultimo decennio, passando cosi’ dalle prime xilografie di tipo espressionista, alla tematica piu’ recente, improntata principalmente sull’inconsistenza e la leggerezza.  Catalogo a cura di Veronica Longo, in bianco e nero, f.to 23×22 cm, 90 pagine circa, di cui alcune ad ante apribili per mostrare sia le opere che gli strumenti di lavoro dell’incisione. (longo)

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Vedo cose che non ci sono

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 maggio 2010

Roma Inaugurazione, martedì 25 maggio 2010, ore 18:00 – 21:00 Palazzo Blumenstihl via Vittoria Colonna, 1. Istituto Polacco di Roma e Museo d’Arte Moderna di Varsavia presentano “Vedo cose che non ci sono” conferenza di Sebastian Cichocki e Ana Janevski: I primi anni: 2005–2014. Il caso del Museo d’Arte Moderna di Varsavia Gli artiti rappresentati sono: Wojciech Bakowski, Tania Bruguera, Oskar Dawicki, Aneta Grzeszykowska, Sanja Ivekovic, Deimantas Narkevicius, Agnieszka Polska, Katerina Seda, Piotr Uklanski La mostra Vedo cose che non ci sono è un breve racconto del museo di Varsavia, della sua creazione ancora in corso, attraverso opere prodotte dal museo e/o che fanno parte della collezione. Uno sguardo speciale nella mostra è rivolto difatti al bisogno “compulsivo” delle istituzioni artistiche di accumulare oggetti, partecipando, di consequenza, alla stesura e alla redazione sia della storia dellʼarte che della storia in senso generale. Le opere selezionate per questo progetto, mettono in questione le narrazioni storiche ufficialmente in vigore e la costruzione di biografie individuali. Gli artisti, utilizzando strategie manipolative, propongono il che cosa e il come debba essere ricordato, indipendentemente dal fatto che si tratti della retorica obbligatoria del “popolo eletto” (Uklanski) o di mitologie private (Bakowski, il cui lavoro – che per lʼartista costituisce un “monumento” dedicato alla conversazione con un amico – dà il titolo allʼintera mostra). Il Museo dʼArte Moderna di Varsavia, una delle più giovani istituzioni artistiche in Europa (creata nel 2005), può vantare già unʼintensa attività espositiva e produttiva, pur non avendo ancora una sua propria sede. Le opere prodotte si riferiscono principalmente al contesto locale e alle transformazioni politico-sociali degli ultimi ventʼanni. La collezione contribuisce già alla riscrittura della storia dellʼarte più recente, rispetto alla quale trovano unʼappropriata collocazione, nel panorama internazionale, artisti dimenticati o misconosciuti dellʼEuropa Centrorientale. http://www.alansantarelli.com http://www.istitutopolacco.it (piotr)

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