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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 341

Posts Tagged ‘cosmetici’

Cosmetici fatti in casa con le ricette dei social media

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Il verbo ‘spignattare’ fino a qualche anno fa veniva usato esclusivamente in cucina col significato di ‘darsi da far intorno ai fornelli per cucinare’. Oggi, però, spignattare ha assunto anche un altro significato, quello di ‘creare cosmetici in casa’, e ha dato origine a una costellazione di neologismi da esso derivati, primo fra tutti ‘spignattatrice’ cioè ‘colei che spignatta’. Le spignattatrici trovano e scambiano in rete le ‘ricette’ per creare creme, smalti, lucidalabbra e altro ancora, nell’ottica di una filosofia ‘green’ che suggerisce di rinunciare a comprare prodotti di bellezza costosi o nocivi nei negozi per abbracciare una cosmesi genuina ed economica, in cui le materie prime siano state tutte scelte con cura e rispetto per l’ambiente. Ma siamo sicuri che sia così semplice? “I prodotti fatti in casa presentano rischi che sfuggono a quanto stabilito e sanzionato nel Regolamento 1223/2009 in materia di cosmetici – afferma l’avvocato Alexia Ariano in occasione del 40° congresso della Società italiana di medicina estetica (SIME) in corso a Roma – il fenomeno delle ‘spignattatrici’ nasce da internet, ma parte dalle aziende, che da un lato hanno creato dei prodotti personalizzabili che possono essere in parte ‘assemblati’ a casa dal consumatore e dall’altro hanno esasperato l’interesse per il ‘green’ usando strategie di marketing”.
Da qui un fenomeno parallelo, una sorta di concorrenza casalinga composta da un piccolo esercito di appassionate, che su blog e canali Youtube divulgano ricette di prodotti cosmetici a un seguito discretamente nutrito di persone che le riproducono. Sembrerebbe una pratica tutto sommato innocente, ma non è così: “è un modo di fare cosmetica che rischia di presentare problemi per l’utente, per la sua sicurezza – continua l’avvocato – sono prodotti fatti con ingredienti comprati online, che non possono essere correttamente valutati da chi non possiede solide competenze, che presentano problemi di conservazione, stabilità, rischio di contaminazione e di provocare allergie. I cosmetici ‘fai da te’ possono poi avere risvolti sgradevoli soprattutto se vengono regalati a terze persone: in questo caso (poiché si va a minare la sicurezza altrui) si rischiano conseguenze penali. Occorre una seria riflessione sulle insidie nascoste nel rapido evolversi del mercato cosmetico on-line, cercando risposte rapide ed efficaci in grado di fronteggiare le insidie che uno sviluppo costante richiede”.“I cosmetici non sono più pozioni magiche – commenta Emanuele Bartoletti – Per complessità, studi scientifici e indicazioni possono quasi essere paragonati a un farmaco. E come un farmaco dovrebbero essere prescritti. La scienza cosmetica ha fatto passi da gigante negli ultimi anni e possiamo tranquillamente affermare che esiste un cosmetico ormai per ogni sfumatura di pelle. Ma proprio per questo, la cute deve essere studiata prima di prescrivere un cosmetico. Il check-up cutaneo, una valutazione che fa parte del check-up di Medicina Estetica, permette al medico di studiare a fondo la cute e di realizzare una prescrizione cosmetica che possa ripristinare al meglio l’equilibrio cutaneo del paziente. Fondamentale per la prevenzione e la correzione dell’invecchiamento”. (by Alexia Ariano)

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Sperimentazione animale dei cosmetici: Il Parlamento chiede un divieto mondiale

Posted by fidest press agency su sabato, 5 maggio 2018

Bruxelles. Il Parlamento europeo ha esortato l’UE ad avviare un’iniziativa diplomatica per un divieto a livello mondiale sulla sperimentazione dei cosmetici sugli animali prima del 2023.
La vendita di cosmetici testati sugli animali è stata vietata all’interno dell’UE dal 2013.
I deputati hanno sottolineato che ciò non ha impedito all’industria cosmetica europea di prosperare e creare circa due milioni di posti di lavoro. Tuttavia, in circa l’80% dei Paesi nel mondo la sperimentazione animale e la commercializzazione di cosmetici testati sugli animali sono tuttora consentite. Si osserva, inoltre, che sono emerse carenze nel sistema dell’UE, in quanto alcuni cosmetici vengono testati sugli animali al di fuori dell’Unione, prima di essere nuovamente testati nell’UE con metodi alternativi e immessi sul mercato comunitario.
Fanno notare anche che la maggior parte degli ingredienti dei prodotti cosmetici sono utilizzati in molti altri prodotti, come quelli farmaceutici, nei detergenti o in certi alimenti, e possono pertanto essere stati già sperimentati sugli animali in base a leggi diverse.
Anche la mancanza di dati affidabili sui cosmetici testati sugli animali e poi importati nell’UE rimane un problema serio. L’UE dovrebbe inoltre assicurarsi che nessun prodotto introdotto nel suo mercato sia stato testato sugli animali in un Paese non comunitario.Per lavorare a un divieto globale sia della sperimentazione animale per i cosmetici sia del commercio di ingredienti cosmetici testati sugli animali, i deputati europei invitano i leader dell’UE a utilizzare le loro reti diplomatiche per costituire una coalizione e lanciare una convenzione internazionale nel quadro delle Nazioni Unite. Tale divieto dovrebbe entrare in vigore prima del 2023.I deputati vogliono assicurarsi, infine, che il divieto UE non sia indebolito durante negoziati commerciali oppure dalle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio.La risoluzione non legislativa è stata approvata con 620 voti in favore, 14 voti contrari e 18 astensioni.
Secondo il sondaggio n. 442 realizzato dall’ Eurobarometro Speciale nel marzo 2016, l’89% dei cittadini dell’UE concorda che l’Unione dovrebbe fare di più per promuovere una maggiore consapevolezza internazionale sull’importanza del benessere degli animali. Il 90% dei cittadini europei ritiene, inoltre, che sia importante stabilire criteri elevati in materia di benessere degli animali, riconosciuti in tutto il mondo.

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Sole e cosmetici. Dopo il sole le creme antirughe sono efficaci?

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2015

prodotti cosmeticiDopo l’abbuffata di sole estivo, la pelle reclama il restauro. E allora di corsa in profumeria o in farmacia ad acquistare le creme antirughe. Ma sono efficaci? Non bisogna aspettare i miracoli dalle creme perche’ il loro effetto e’ piuttosto limitato. Le creme sono formate essenzialmente da grassi ed acqua, piu’ vitamine, acidi di frutta, estratti di alghe, di piante, ecc. L’efficacia relativa e’ dovuta all’effetto esfoliante degli acidi di frutta e della vitamina A, che attenua le rughe non le elimina. Occorrerebbe la prevenzione, visto che il sole e’ il responsabile principale dell’invecchiamento della pelle; a questo proposito basterebbe osservare le pelle del viso e quella i glutei di una persona anziana: tanto e’ rugosa la pelle della faccia quanto liscia quella del posteriore. Il motivo e’ semplice: il viso e’ perennemente esposto al sole (oltre che al freddo, al vento e all’acqua), le natiche sono protette. Quindi meno sole, meno rughe. In questo senso si stanno diffondendo creme da usare tutto l’anno che contengono piccole quantita’ di filtri solari, che hanno l’effetto di limitare i danni provocati dal sole, tra i quali appunto la formazione delle rughe. Insomma una prolungata esposizione solare estiva, soprattutto senza filtri, lascia i segni che difficilmente potranno essere cancellati. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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Ecco come riconoscere i cosmetici “sani”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2015

prodotti cosmeticiIl Nuovo Regolamento Europeo REGULATION (EC) No 1223/2009 in vigore dal 11 luglio 2013, che supera e unifica tutte le normative nazionali, ha posto l’accento su due punti a difesa del consumatore: l’innocuità dei prodotti cosmetici, certificata dalla scritta: “Dermatologicamente o Clinicamente testato” e la veridicità dei claim, cioè delle informazioni fornite al consumatore attraverso i prodotti e attraverso la pubblicità. Su questi argomenti abbiamo sentito la professoressa Carla Scesa,esperta cosmetologa. Dott.ssa Scesa, Quale è oggi il ruolo del medico nella prescrizione di un trattamento cosmetico? In una popolazione che invecchia (e l’Italia è al primo posto in Europa) la prescrizione cosmetica individuale fatta da un Medico specialista diventa sempre più importante poiché tiene conto dello stato generale di salute e dei punti critici dell’invecchiamento cutaneo, che variano da individuo a individuo: c’è chi forma molte rughe, chi ha soprattutto rilassamento cutaneo, chi si copre di macchie oltre alla formazione di borse, occhiaie e cedimenti perioculari. Ma per poter scegliere fra le migliaia di cosmetici posti sul mercato, tutti con promesse di efficacia, cosa deve sapere il medico per poter prescrivere cosmetici sicuri e in grado di risolvere i problemi estetici?
La sessione del Congresso dedicata alla cosmetologia approfondirà i numerosi aspetti di questo fondamentale problema per poter capire i cosmetici e i loro contenuti. In particolare si pone l’accento sulla sicurezza, oggi messa in discussione da una informazione spesso fuorviante. Se è vero che il numero di ingredienti a disposizione dei formulatori cosmetici è estremamente elevato (circa 20.000 nomi) è anche vero che ci sono legislazioni sempre più attente e restrittive, per tutelare la salute del consumatore e la veridicità di quanto promesso. In particolare il Nuovo Regolamento europeo entrato in vigore il 13 luglio 2013, impone test sperimentali per la valutazione della sicurezza e dell’efficacia, con test in vitro e in vivo (dopo l’assoluto divieto di sperimentare su animali) che forniscono una elevata garanzia per il medico e per il consumatore.Assistiamo sempre più spesso a diciture che presentano cosmetici senza SLS, senza parabeni, senza olio minerale e l’elenco potrebbe continuare. Possono dunque essere presenti sostanze nocive? La Commissione europea di Cosmetologia (e la Food and Drug Administration negli USA) pongono grande attenzione alla tossicologia degli ingredienti, definendone i limiti quali-quantitativi e le aree di utilizzo fino alla proibizione delle sostanze non sicure. Nelle relazioni presentate al Congresso si approfondirà, per i medici, l’aspetto di una comunicazione non sempre scientifica ma fuorviante, che invece di permettere al consumatore di scegliere, crea paure e insicurezza. Il medico rappresenta quindi una garanzia di scelta e di utilizzo, analizzando non soltanto la composizione dei prodotti, attraverso la lettura degli ingredienti contenuti, ma il rapporto con eventuali allergie del paziente. Le altre relazioni approfondiranno l’assorbimento cutaneo e la biodisponibilità dei prodotti cosmetici, i test effettuati e la loro efficacia, senza dimenticarne l’impatto sensoriale all’origine di quel benessere che tutti noi ci aspettiamo, insieme a risultati rapidi e duraturi, da un trattamento cosmetico.

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Cosmetici in crescita, nonostante la crisi

Posted by fidest press agency su martedì, 6 marzo 2012

La crisi non ferma il comparto dei cosmetici che nell’anno appena trascorso, affermano i dati presentati da Unipro, ha visto un incremento del 4,6% del fatturato, superando i 9 miliardi di euro. Tutti i canali, ha spiegato il presidente dell’Associazione italiana delle imprese cosmetiche, Fabio Rossello durante la conferenza stampa di presentazione di Cosmoprof worldwide Bologna 2012, hanno registrato un aumento delle vendite, fatta eccezione per gli acconciatori: la crescita maggiore si è avuta nelle erboristerie (+3,9%) e nelle farmacie (+1,8), mentre tengono le profumerie e la grande distribuzione: «I contributi più significativi alla crescita dell’industria» ha spiegato «vengono comunque dalle esportazioni. In forte ripresa grazie alla flessibilità dell’offerta italiana, l’export sale del 14% con un giro d’affari di 2.740 milioni di euro». In media, si legge nel rapporto sui consumi, ogni italiano spende 159 euro all’anno per i prodotti cosmetici, in prevalenza creme per il corpo (17% del mercato) e per il viso (15%). Le donne sono ancora le consumatrici più accanite, con il 72% degli acquisti. La provincia che spende di più per questi prodotti è Milano con 225 euro, seguita da Forlì. A livello regionale il primato è della Lombardia, che da sola ha quasi il 20% dei consumi, seguita dal Lazio e dal Veneto con circa il 9%.(fonte famacista33)

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Il melasma delle pelli pigmentate

Posted by fidest press agency su domenica, 8 maggio 2011

Il melasma delle pelli scure è molto frequente in Marocco, paese molto soleggiato. Rappresenta il 5% delle visite mediche private. Alcuni fattori inerenti alla cultura e al modo di vita (applicazione di oli sul viso, profumi, estratti vegetali ecc.) per rendere la pelle più bella, si aggiungono alle etiologie classiche dei melasmi ormonali, solari, endocrinologici e genetici. Il trattamento iniziale consiste nell’applicazione di cosmetici: idrochinone, anti tirosinasi, Acido retinoico-glicolico-kojico o fitico. Alcuni estratti vegetali e placentari sono utilizzati in cosmetologia come complemento terapeutico per la depigmentazione della pelle. Quando la pigmentazione è dermica si deve trattare la pelle con delle preparazioni aggressive quali Trio di Kligman, preparazione Bourra, complexe Mene-Moy complexe, d’Obaji Krulig Peel. Queste ultime preparazioni possono essere utilizzate in pre-peeling dalle quattro alle sei settimane. I peeling medi e profondi sono soprattutto proposti nei melasmi cronici. I più efficaci associano più tipi di acidi (Acido glicolico – Acido kojico-fitico) e la vitamina C levogiro.I peeling al fenolo (Exoderm) – il Yellow peel, il Krulig Peel, hanno dato risultati soddisfacenti sulle pelli scure magrebine. La protezione solare è obbligatoria in associazione al trattamento medico e ai peeling. (Ahmed Bourra – Dermatologo, Presidente della Società Marocchina di Medicina Estetica (SMME) Casablanca – Marocco)

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Cosmetici per le labbra a rischio sole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2010

I dermatologi segnalano i rischi associati all’uso di prodotti cosmetici rimpolpanti o liftanti associati all’esposizione al sole. «Si tratta di prodotti che contengono sostanze per aumentare il volume delle labbra, dunque irritanti. Ma anche oli e vaselina, che richiamano i raggi solari: il risultato è un effetto bomba» spiega Riccarda Serri, specialista dermatologa e presidente dell’associazione internazionale di ecodermatologia Skineco. Si verificano, infatti, reazioni che provocano edema, bruciore, prurito, ma anche vesciche «e, nelle persone predisposte, herpes e afte». Gli ingredienti presenti nei lucidalabbra in genere non sono compatibili con i raggi solari, con i prodotti rimpolpanti ancora meno: «Contengono sostanze che interferiscono con il fotone: quando questa energia in particelle le incontra, si scatena una reazione di fototossicità». Le reazioni possibili variano da allergie a scottature: «Localizzate oltretutto su una parte del corpo, come le labbra, in cui la pelle è ancora più delicata: si tratta infatti di una mucosa, dove lo strato corneo protettivo è ridotto a poche filiere di lamelle cornee». Se il danno si è già verificato si può ricorrere ad alcuni rimedi: «Il mio consiglio – dice l’esperta – è quello di mettere un olio alla vitamina E, insieme a paste o stick all’ossido di zinco (vanno bene quelle usate contro gli arrossamenti da pannolino dei bimbi) sulle labbra. Devono essere prodotti protettivi, lenitivi e isolanti. Per qualche giorno – raccomanda la dermatologa – anche la dieta dovrà evitare alimenti irritanti».

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Il mercato dei cosmetici

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2010

Bologna 19 aprile, nel corso della 43a edizione di Cosmoprof Worldwide di Bologna, la fiera internazionale più importante nel settore dell’estetica e della cosmesi, Roberto Rosso – presidente di Key-Stone – esporrà i risultati di un’approfondita ricerca nel settore dell’estetica professionale, indagine che ha lo scopo di descrivere il comparto produttivo italiano e l’intera filiera, stimandone valore e prospettive evolutive.  La presentazione che si terrà alle ore 10.00 presso la Talk Room del Padiglione 15 (1° piano) approfondirà i seguenti temi: i valori e i trend del mercato professionale in Italia, il comparto produttivo e le sue peculiarità, il quadro complessivo della situazione dell’intera filiera, i centri estetici italiani: struttura, organizzazione, modello di business, i numeri chiave dell’attività degli istituti, i prodotti cosmetici professionali: dal servizio alla vendita, l’analisi del business e le tendenze evolutive, il primo trimestre 2010 e clima di fiducia. La ricerca, commissionata da Unipro, l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche è stata realizzata da Key-Stone (www.key-stone.it), società di ricerche e consulenza di marketing con una forte specializzazione in area salute e bellezza. La ricerca si basa su un campione rappresentativo di centri estetici nel 2009 con follow-up nel 2010 e su dati e approfondimenti raccolti presso le aziende cosmetiche attive nel settore.

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Spesa farmaci e cosmetici

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2010

Quest’anno lo Stato (cioè i contribuenti) ha previsto una spesa per  farmaci di 13,8 miliardi di euro, con una diminuzione dell’0,3% rispetto al 2009. L’importo è relativo ai medicinali a carico, in tutto o parzialmente, del Servizio sanitario nazionale, sono quindi esclusi quelli da banco a totale carico del cittadino. Nel 2009, la spesa per i cosmetici è stata di 8,1 miliardi di euro, il che significa che spendiamo in prodotti di bellezza circa il 70% di quanto sborsiamo per farmaci ritenuti importanti per la salute. Le farmacie, ormai divenute piccoli supermercati dove si vendono prodotti che poco hanno a che fare con i farmaci, registrano un incremento del fatturato per cosmetici del 3,2% (1,4 miliardi di euro) mentre la grande distribuzione fattura 4,1 miliardi di euro, con un aumento del 2,6%. In forte crescita i cosmetici venduti nelle erboristerie con un piu’ 4,9% (330 milioni di euro),  mentre le profumerie vendono per 2,2 miliardi di euro (meno 3,5%). Non facciamo moralismi, ovviamente, che’ ognuno dei propri soldi fa cio’ che vuole, ma sarebbe opportuno dare informazioni. I media sono pieni di pubblicità per questo o quel prodotto cosmetico che promette miracoli che non possono realizzarsi visto che tale facoltà è riservata agli eletti in Paradiso. Qualche anno fa organizzammo un convegno dal titolo “Cosmetici e Informazione” che non ebbe molto riscontro sui media. Sarà perchè vendere illusioni era ed e’ molto redditizio? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Non si ferma la voglia di comprare cosmetici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 dicembre 2009

Unipro, l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche, presenta i dati congiunturali relativi al secondo semestre 2009 e le previsioni del primo semestre 2010 durante la conferenza stampa a Palazzo Turati a Milano.  Il consumo di prodotti cosmetici non si ferma soprattutto nella grande distribuzione, nelle farmacie e in erboristeria. I consumi totali di cosmetici nel 2009 in Italia si attestano sui 9.100 milioni di euro. I fatturati delle imprese, prossimi agli 8.300 milioni di euro risentono del calo delle esportazioni.  Nonostante il perdurare di tensioni sui consumi e l’indebolimento del potere d’acquisto delle famiglie, i consumatori  non rinunciano ad un uso che è diventato un gesto quotidiano, sono diventati più attenti, più selettivi, cercano il cosiddetto “miglior prezzo” perché sanno che per ogni prodotto è possibile trovare la miglior combinazione canale-prezzo-qualità. Le industrie hanno accolto la maturazione del consumatore e ne hanno saputo soddisfare i bisogni pur in un momento di ridimensionamento strutturale dell’intera economia. Dalla presentazione dell’indagine congiunturale del Centro Studi e Cultura d’Impresa di Unipro emerge una situazione di mercato ancora disomogenea, mediamente positiva anche se alcune ombre persistono soprattutto sui canali professionali.

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I Nas sequestrano cosmetici e disinfettanti

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2009

Negli ultimi giorni alcune operazioni dei Nuclei di Padova, Roma e Napoli hanno rintracciato e sottoposto a sequestro 17.000 confezioni di prodotti cosmetici e disinfettanti irregolari e 30.000 confezioni di creme per il corpo, la cui etichettatura ne consigliava illecitamente l’utilizzo per il trattamento di traumi, stati infiammatori e problemi di circolazione. Il valore dei prodotti sottratti alla distribuzione ammonta a 600.000 euro circa. In particolare, il Nas di Padova ha sequestrato presso un’azienda di distribuzione all’ingrosso oltre 16.000 confezioni di smalti e diluenti provenienti da San Marino, e contenenti dibutylphthalate, sostanza vietata. Rinvenuti e posti sotto sequestro anche alcune centinaia di cosmetici che vantavano in etichetta proprietà disinfettanti e battericide, pur in assenza delle prescritta autorizzazione ministeriale. Il Nas di Roma, invece, ha sequestrato in un’azienda di produzione e distribuzione di cosmetici, oltre 1.200 kg di materie prime scadute destinate alla fabbricazione di creme per il viso e per il corpo. Infine il Nucleo partenopeo ha rinvenuto in un deposito all’ingrosso di prodotti farmaceutici 30.000 confezioni circa di prodotti la cui etichettatura ne consigliava illecitamente l’utilizzo per il trattamento di traumi, stati infiammatori e problemi di circolazione.

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I cosmetici per la cura dei bambini

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2009

La pelle dei bambini è apparentemente perfetta: molto morbida, liscia ed elastica. E’, però, altrettanto delicata, sottile e indifesa, per questo necessita di cure e attenzioni specifiche, in particolare quella dei neonati, che ha sviluppato solo parzialmente il cosiddetto “film idrolipidico”, la barriera protettiva invisibile formata da acqua e particelle di grasso, destinata a rafforzarsi man mano che il bambino cresce. Per le sue caratteristiche la pelle dei più piccoli è facilmente soggetta ad arrossamenti e irritazioni e la detersione, oltre che frequente e accurata, deve essere effettuata con prodotti specifici che non ne alterino il naturale equilibrio: saponi o detergenti aggressivi, o peggio profumi e acqua di colonia sono causa di arrossamenti e screpolature. I bio-ecocosmetici, naturali e delicati, sono in perfetta sintonia con le esigenze dei bambini e non contengono petrolati, parabeni, sodium lauryl e laureth sulphate. I bio-ecocosmetici sono realizzati con prodotti da agricoltura biologica, senza quindi l’impiego di Ogm (organismi geneticamente modificati) e altre sostanze chimiche di sintesi e di derivati di origine petrolifera. E in più rispettano l’ambiente.  Sono ormai 2.774 i prodotti di bellezza certificati da Icea, 818 in più rispetto ad un anno fa (+42%). La parte del leone la fanno le creme viso (397), creme corpo (301), prodotti per i capelli (210), bagnodoccia (172) e saponi (179). Molte sono anche le materie prime (838) e poi latte/tonico viso (113), oli corpo (123), scrub/maschere (100), per uomo (31), solari (42), make up (74), igiene orale (39), deodoranti e profumi (35). “I bio-ecocosmetici offrono un’opportunità in più al crescente numero di consumatori interessati ai prodotti bio-ecologici – prosegue Spadoni – Questi prodotti di bellezza fanno bene a chi li usa e all’ambiente perché vengono realizzati con processi il più possibile ecologici”. L’elenco completo delle aziende e dei cosmetici certificati, con relative composizioni, è consultabile sul sito Icea, http://www.icea.info seguente link: http://www.icea.info/Default.aspx?tabid=208
La certificazione Icea è basata su un sistema di criteri (standard), elaborato da un gruppo di produttori e di centri universitari di ricerca con il coordinamento di Icea. Dal 2007 Icea, primo nel mondo, per uno standard volontario sui cosmetici, ha ottenuto da IOAS l’accreditamento internazionale ISO/IEC 65:1996.  I criteri utilizzati escludono, ad esempio, sulla base dei più recenti studi di tossicità, ben 4.500 sostanze comprese tra le oltre 8.000 che la legge consente di usare nella preparazione dei cosmetici convenzionali. Il rispetto dello standard è basato su ispezioni periodiche delle aziende certificate e su analisi di laboratorio dei prodotti. Questi controlli, in accordo con IOAS (International Organic Accreditation Service) sono più frequenti di quelli cui sono sottoposti i cosmetici convenzionali.

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Cala il consumo dei cosmetici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2009

Fabio Franchina, riconfermato alla presidenza di Unipro, presentando i dati dell’indagine congiunturale del Centro Studi e Cultura d’Impresa di Unipro, sul primo semestre del 2009 e sulle previsioni del secondo semestre, evidenzia uno scenario industriale caratterizzato da segnali disomogenei all’interno dei singoli canali. In contrazione del 2,5% per quanto riguarda il fatturato, prossimo agli 8.100 milioni di euro, condizionato dal rallentamento del mercato interno (-1,9%) e soprattutto delle esportazioni, con un calo atteso del 4,5%. Sicuramente, a livello internazionale, pesano i forti condizionamenti sui consumi per effetto della crisi finanziaria che non ha ancora abbandonato la maggior parte delle economie mondiali. A livello nazionale i consumi di cosmetici sono influenzati da una propensione al consumo più cauta, sicuramente incapace di rinunciare del tutto all’uso di prodotti per l’igiene e la bellezza personale, divenuto ormai quotidiano. Se da un lato proseguono i trend positivi del consumo nei primi sei mesi dell’anno del canale farmacia, +3%, e dell’erboristeria, +2%, si avvertono in maniera evidenti le diminuzioni delle frequentazioni dei saloni professionali, acconciatura (-7,1%) e estetica (-4%). Tiene la grande distribuzione organizzata, con un valore di mercato atteso a fine anno attorno ai 3.600 milioni di euro; cala la domanda nelle profumerie, -3% nel periodo gennaio-giugno, -2% nella seconda parte dell’anno con un valore di poco superiore ai 2.300 milioni di euro previsti per la fine del 2009. Segnali meno confortanti vengono dai produttori “conto terzi” che solitamente anticipano le tendenze di mercato e che prevedono una chiusura d’esercizio negativa per più di 4 punti percentuali. Le previsioni per la seconda parte dell’anno, in generale, sono caratterizzate dalle incertezze congiunturali e da condizioni poco dinamiche sul versante del retail. Durante la presentazione dei dati congiunturali, un intervento di Giampaolo Fabris sugli stili di consumo annuncia la prossima edizione del Sana, salone del naturale, che si terrà a Bologna dal 10 al 13 settembre.

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Cosmetici più sicuri per la salute umana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2009

Il Parlamento ha adottato un regolamento che intende rafforzare e chiarire le attuali norme su sicurezza dei cosmetici, responsabilità dei produttori e controlli, riducendo al contempo gli oneri amministrativi. Rende più stringenti le norme sul ricorso a sostanze cancerogene e introduce nuove disposizioni sul ricorso sicuro a nanomateriali, sulla sorveglianza del mercato e sulla rintracciabilità dei prodotti. Le etichette non dovranno vantare caratteristiche e funzioni che i prodotti non hanno.

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