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Turisti danneggiati nave Costa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2012

Costa Concordia Polski: Statek pasażerski Cost...

Costa Concordia Polski: Statek pasażerski Costa Concordia (Photo credit: Wikipedia)

Oltre il cinquanta per cento di turisti danneggiati nel naufragio del 13 gennaio del Concordia hanno già aderito all’accordo transattivo firmato dalle associazioni dei consumatori con la compagnia Costa Crociera”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), ricordando ai passeggeri che ancora non lo avessero fatto che l’adesione può avvenire anche contattando la nostra Unione (inviando un’email all’indirizzo: consulenza@consumatori.it, indicando nell’oggetto “NAVE COSTA”) oltre il termine del 31 marzo. “Per tutti coloro che invece avanzassero richieste di risarcimento per danni ulteriori -ricorda Massimiliano Dona- verrà attivato un tavolo di conciliazione aperto ai passeggeri lesionati e a chi ha avviato azioni legali per specifiche problematiche non contemplate nell’accordo”.

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Naufragio Costa-Concordia e la politica

Posted by fidest press agency su martedì, 17 gennaio 2012

Una grande nave da crociera con quattromila persone a bordo tra passeggeri e personale, ritenuta, praticamente, inaffondabile, è diventata improvvisamente vulnerabile sino ad incagliarsi sugli scogli dell’isola del Giglio con due vistose falle ai fianchi che ora potrebbero spingerla nel fondo del mare. L’Italia politica sembra messa allo stesso modo. A fronte di un grande paese, ben inserito nel contesto internazionale, abbiamo un piede d’argilla che rischia di far crollare tutto il resto, per quanto solido. La nostra debolezza sta nell’aver partorito una classe dirigente mediocre e, quindi, incapace d’affrontare e sciogliere i nodi che avviluppano il nostro sistema e che sta per strangolarlo. Ci siamo lamentati d’avere delle maggioranze risicate e ne abbiamo pretesa una consistente ma il risultato è stato lo stesso: inconcludente. Ho già più volte richiamato l’attenzione di chi mi legge sul fatto che abbiamo perso una prima grande occasione di rinnovare il sistema Stato negli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Erano gli anni della ricostruzione. Avrebbero potuto permetterci quel salto di qualità che il rigido conformismo e provincialismo della dittatura fascista avevano reso proibitivo ed invece abbiamo preferito lo status quo ante bellum dal punto di vista della burocrazia, delle riforme del sistema pensionistico e assistenziale, della scuola, della sicurezza e della giustizia. Ci siamo adagiati nelle logiche assistenzialistiche inventandoci lavori inesistenti, ci siamo compiaciuti nell’arte dell’intrallazzo per convivere con i vari sistemi malavitosi, per non irritarli più del dovuto, siamo stati arrendevoli con i poteri forti per non contrariarli, abbiamo rinviato sine die le riforme più importanti favorendo al tempo stesso gli intrallazzi, i favoritismi, i clientelismi, la corruzione. Ora tutti i nodi vengono al pettine e che facciamo? Praticamente nulla se non manovre capaci solo di perpetuare le tolleranze e gli abusi e prendercela con le classi sociali più deboli capri espiatori di sempre per le inettitudini degli altri. Così rischiamo d’incagliare il nostro sistema paese ma preferiamo ignorarlo come se andassero a fondo solo i piani più bassi lasciando a galla la parte alta. E’ che se una nave affonda in acque alte come è il caso dell’Italia politica di oggi e in un mare in tempesta per giunta, insieme affondiamo, nessuno escluso. Non ci sono furbizie che tengano e salvagente capaci di sfidare il mare agitato e il freddo delle sue acque e gli squali annidati. E’ questa la situazione che la miopia dei politici non riesce a vedere e il resto degli italiani non ne avverte la pericolosità perché esercitati a fare gli “gnoccoloni” nella logica del servus servorum Dei. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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