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Posts Tagged ‘coste’

Lungo le coste della Calabria

Posted by fidest press agency su martedì, 13 marzo 2018

Mercoledì 14 marzo 2018, in occasione della Giornata Nazionale del Paesaggio, a Crotone, presso il Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna, in collaborazione con la locale Capitaneria di Porto, verrà organizzata un’iniziativa volta a mettere in rilievo il Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna, sito appartenente al Polo Museale della Calabria (organismo del MiBACT diretto da Angela Acordon) posto sull’estremità del promontorio omonimo, di estrema rilevanza dal punto di vista storico e archeologico in quanto sede, tra VII secolo a.C. e III secolo d.C., di uno dei principali santuari del Mediterraneo, intitolato alla dea greca Hera Lacinia. In prossimità del parco archeologico è presente un faro, ancora attivo per la navigazione lungo il mar Jonio, che ha offerto lo spunto per un progetto dal titolo “I fari della Calabria” che verrà illustrato nella giornata del 14 marzo p.v.. Promosso dalla Marina Militare Italiana e dal Polo Museale della Calabria, tale progetto vede coinvolto anche il Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna ed il Parco Archeologico Nazionale dell’antica Kaulon presso punta Stilo e vuole puntare l’attenzione sul paesaggio mediante tutte le sue componenti. Entrambi i siti di Capo Colonna e Punta Stilo, infatti, vedono l’interessante legame tra due aree archeologiche di fondamentale importanza per la storia della Magna Grecia, significative per la loro valenza paesaggistica e unite dalla presenza di alcuni tra i più bei fari che costellano le coste calabresi. Entrambi i siti aderiscono inoltre al Museo Navigante, la rete dei Musei del Mare e della Marineria d’Italia, patrocinata dal MiBACT e dall’ICOM – International Council of Museums.
Aperta alla cittadinanza e a tutte le scuole, la giornata vedrà la partecipazione di rappresentanti della Capitaneria di Porto, del direttore del Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna, Gregorio Aversa, e dell’avv. Romano Carratelli, che illustrerà l’omonimo codice manoscritto del XVI secolo, prezioso documento che attesta l’importante sistema difensivo costiero dell’epoca. Con l’occasione sarà anche organizzata una visita guidata al Museo Archeologico, nonché alla mostra “Annibale. La fine di un viaggio” attualmente in corso presso il Museo e strettamente connessa alla storia del santuario di Hera Lacinia, luogo di culto e riferimento per la navigazione del Mediterraneo antico. Dettagli iniziativa:
Ore 11.00: partecipazione delle scuole che verranno accompagnate a conoscere le problematiche del paesaggio di Capo Colonna anche attraverso la visita alla mostra “Annibale. La fine di un viaggio”;
Ore 17.00: incontro per illustrare l’iniziativa “I fari della Calabria tra archeologia e paesaggio”, volta a valorizzare il faro ed il patrimonio paesaggistico oltre che archeologico di Capo Colonna.

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Cementificazione delle coste italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2016

italia«I dati sulla cementificazione delle coste italiane comunicati da Legambiente costituiscono l’ennesimo severo ammonimento sulla necessità di un reale contrasto al consumo del suolo in Italia. Numeri che si aggiungono a quelli dell’Ispra, che aveva già ampiamente certificato le criticità dei litorali del nostro Paese: quasi il 20% della fascia costiera è perso ormai irrimediabilmente e una quantità equivalente di suolo compreso tra 0 e 300 metri di distanza dalla costa è stato impermeabilizzato, a cui bisogna aggiungere il 16% di quello compreso tra i 300 e 1.000 metri. Il cemento ha invaso persino il 2% delle zone considerate non consumabili: montagne, aree a pendenza elevata, zone umide. Senza dimenticare che ogni cinque edifici costruiti con autorizzazione, ne viene realizzato uno totalmente abusivo».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA. «Per contrastare tali fenomeni bisogna lavorare su almeno due fronti – prosegue Simoncini –. Da una parte si deve rendere più efficaci i vincoli paesaggistici, cancellando le zone d’ombra di alcune normative e intervenendo con decisione quando si verificano inadempienze da parte degli enti locali o, peggio, connivenze tra amministratori pubblici e speculatori privati. Parallelamente occorre mettere finalmente in piedi una seria campagna di demolizioni di quanto costruito in spregio delle leggi, del buon senso e degli interessi della collettività. Da questo punto di vista, chi amministra il territorio deve avere una visione meno legata al consenso elettorale e maggiormente proiettata sui benefici di lungo periodo: la bellezza e l’integrità di una costa costituiscono un valore aggiunto e sono requisiti fondamentali per una migliore resa turistica ed economica di ciascun territorio. Auspicabile, infine, un’accelerazione dell’iter della legge per contrastare il consumo del suolo e favorire la rigenerazione urbana, che è stata licenziata dalla Camera ed è passata all’esame del Senato. Anche perché l’obiettivo che il Governo si è dato, vale a dire la cementificazione azzerata entro il 2050, non deve in alcun modo far dimenticare una contingenza che è ad altissima pericolosità. Ogni giorno viene consumata una porzione di territorio equivalente a quella della Città del Vaticano: un’enormità. Quasi il 90% dei Comuni è a elevato rischio di frane e alluvioni e addirittura 7 regioni e 51 province sono a totale pericolosità idrogeologica».

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Estate: allarme meduse

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2011

Dopo il successo della scorsa estate, anche quest’anno Focus, il mensile Gruner+Jahr/Mondadori diretto da Sandro Boeri, insieme all’Università del Salento e il Cnr-Ismar lancia la campagna “Occhio alla medusa”, che invita i cittadini a segnalare le meduse lungo le coste. L’obiettivo è il monitoraggio scientifico del fenomeno, ma anche l’offerta di un servizio di “meteo-meduse” per i bagnanti, con un’importante novità: da quest’anno le segnalazioni si potranno effettuare anche per le coste spagnole e greche oltre che per quelle italiane. “Grazie alle segnalazioni dei cittadini, diventati così ricercatori, nell’estate 2010 abbiamo avuto il primo censimento di meduse” dice Ferdinando Boero dell’Università del Salento a Focus. “La base della ricerca sarà sempre la ‘scienza dei cittadini’ che caratterizza questa iniziativa perché non è facile tenere sotto controllo 8.500 km di coste italiane. Sulla spinta dei cittadini-ricercatori, il mondo scientifico ha finalmente qualche risorsa a disposizione per mobilitarsi a studiare le meduse”. Per segnalare le meduse che si “avvistano” in mare, Focus mette a disposizione di tutti attraverso il proprio sito web una mappa aggiornata in tempo reale sulla presenza degli animali lungo le nostre coste. Oltre al sito, per le segnalazioni è possibile mandare un sms o mms (al numero 3332400712, facendo precedere il testo dalla scritta MED), e infine – altra novità per il 2011 – anche utilizzare una speciale app per iPhone già disponibile gratuitamente, mentre quella per Android potrà essere scaricata dalla fine della prossima settimana.

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Immigrati e pattugliamenti coste

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 aprile 2011

“Le parole pronunziate in aula dal ministro Maroni appaiono dilatorie e contraddittorie di fronte alla drammaticità  dell’emergenza umanitaria che si sta consumando nel canale di Sicilia. Non è sufficiente invocare responsabilità altrui  o salvarsi la coscienza sostenendo che appena giunte le richieste abbiamo inviato i soccorsi. Anziché stare ad aspettare che la situazione, già critica e dalle conseguenze disastrose, si trasformi in una disgrazia epocale, sarebbe utile rafforzare e concentrare al massimo le  pattuglie di controllo, attraverso l’utilizzo di  tutte le navi italiane arruolabili sul Canale di Sicilia. È fondamentale vigilare – con radar se necessario – sugli spostamenti degli immigrati fino al confine con le acque internazionali, per individuare in modo più preciso i barconi in mare aperto, e permettere ai soccorsi di giungere in maniera tempestiva. Se il ministro Maroni di concerto con il Ministro della difesa non può decidere in questa direzione per impedimenti politici, allora farebbe bene a rassegnare le sue dimissioni. Diversamente, porterà sulla coscienza le stragi di innocenti, tra i quali donne incinte e bambini, che sperano in un Paese più libero. E se proprio tiene a riabilitarsi, mi auguro che il ministro trovi il tempo e la possibilità di partecipare ai funerali dei profughi i cui corpi continuano a essere recuperati sulla costa di Lampedusa. Farebbe bene a lui e all’Italia”. Così Guglielmo Vaccaro, deputato del PD, dal sito di Trecentosessanta, l’Associazione di Enrico Letta.

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La partita Mediterranea e i “venti di guerra”

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

Il “Mare nostrum” continua a farlo da protagonista. “Nostro”, per intenderci, soprattutto per i paesi che si affacciano lungo le sue coste. Abbiamo da poco sedata la “guerra balcanica” e le sue profonde ferite non sono ancora del tutto rimarginate mentre in Cisgiordania e in Libano si continua a giocare la partita con il gatto e il topo tra ebrei, palestinesi, libanesi e sullo sfondo i siriani e un po’ più staccati i Giordani. Ora le turbolenze sono passate ad Egitto, Tunisia e Libia. Mentre i primi due paesi, dopo una iniziale resistenza da parte dei due “dittatori”, hanno ceduto ai clamori della piazza la mano ora passa alle nuove figure politiche, e non è detto che si instauri un’altra dittatura e non certo migliore di quella abbattuta, in Libia, invece, la sommossa popolare ha perso il “momento magico” e ora rischia di essere sopraffatta dopo che per un intero mese vi è stato solo il “bla,bla, delle grandi potenze dagli Usa alla Russia e dalla Cina alla Gran Bretagna passando dalla Francia. L’Italia ha tentennato. Non si sa sino a che punto tale indecisione sia stata determinata dal “baciamano” di Berlusconi a Gheddafi o dall’attendismo tutto levantino, in attesa di capire da che parte stare. Alla fine una “nota diplomatica” ha convinto il nostro Presidente del consiglio a dichiarare che “Gheddafi non sembra avere più il controllo del Paese”. E se oggi assistiamo alla piena disponibilità del nostro governo alle decisioni assunte dal vertice di Parigi della Nato, del segretario dell’Onu e dalla inusitata fretta di mettere a disposizione dell’alleanza le basi militari dislocate al sud del paese, dopo un rapido e non certo indolore voto del Parlamento sulla politica estera, lo dobbiamo al rischio di essere tagliati fuori dai nostri interessi economici ed energetici che ci legano alla Libia. Indubbiamente la situazione è delicata. I pozzi di petrolio libici e le riserve di gas fanno gola a molti. E capire da che parte sta il vincitore significa poter meglio trattare con lui dopo aver dimostrato di averlo sostenuto. Se è giusta questa diagnosi si spiega l’attendismo degli occidentali per un intervento militare, ma ora pur sapendo che la partita la sta vincendo Gheddafi e la repressione si può dire oramai scontata da parte delle truppe lealiste, deve essere prevalso il timore che le assicurazioni di Gheddafi non siano più sufficienti e si pensa ad una diversa leadership. Forse un generale. Forse un “re travicello”. In tutto questo resta l’amaro in bocca: le mosse della politica sono taroccate. Non si pensa alla popolazione che soffre, non si pensa alle vittime di una rivolta che si sta trasformando in un genocidio, ma solo ad assicurarsi un posto al sole per meglio gestire l’immensa ricchezza del sottosuolo libico. I morti? Sono solo un danno collaterale. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Coste: Cinquanta “luoghi sensibili”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 ottobre 2010

Da nord a sud del Paese, isole comprese, lungo i quasi 8mila chilometri di coste italiane. Una drammatica classifica dei 10 luoghi maggiormente a rischio e 1 libro bianco con i 50 casi raccolti, storie di disastri già in corso o annunciati. Sono i “paesaggi sensibili” individuati da Italia Nostra per la campagna 2010 emersi dalle segnalazioni e denunce delle oltre 200 sezioni dell’associazione nelle 20 regioni grazie al lavoro di decine di migliaia di volontari che da 3 anni cercano su tutto il territorio i paesaggi più a rischio di distruzione, definiti per questo “paesaggi sensibili” perché più fragili e presi di mira da speculazione, abusivismo, degrado, abbandono, incuria, inquinamento.
La classifica
1. golfo di Teulada
2. costa di Savona
3. coste amalfitana/sorrentina/cilentana
4. pinete costiere di Castiglion della Pescaia
5. porto di Talamone e Maremma tosco-laziale
6. pineta litoranea di Lignano Sabbiadoro
7. litorale nord di Brindisi
8. dune dell’agro pontino e porto nel lago di Paola (Circeo)
9. coste dell’alto Jonio
10. costa molisana
Quattro i mali più gravi alla base dei problemi che stanno deturpando il volto del paesaggio costiero italiano: infrastrutture portuali e stradali; costruzioni sui litorali; erosioni (causate spesso da porti e costruzioni); abusivismo. “In tutti i casi assistiamo a vere aggressioni del territorio – aggiunge la presidente di Italia Nostra – a continue violazioni che se da una parte distruggono la bellezza naturale dei luoghi, dall’altra, spesso, compromettono anche l’ecosistema circostante con i risultati che , purtroppo, sempre più spesso, questi comportano: smottamenti, frane, allagamenti e inquinamento”.
Un libro bianco raccoglie le denunce più gravi, suddivise per regioni, che le sezioni di Italia Nostra hanno raccolto in estate e subito dopo, quando le coste vengono abbandonate. 50 schede che documentano, con testi e foto, le situazioni peggiori, le località minacciate e deturpate. In ciascuna scheda è segnalata per ogni caso di paesaggio sensibile anche la proposta di provvedimenti di economia sostenibile come l’agricoltura costiera, il turismo “bello, lento e gentile”.
Una mappa dei veleni, di industrie inquinanti a rischio o abbandonate disseminate nei litorali. Le coste italiane non sono solo assediate dall’urbanizzazione, da porti e porticcioli e da un turismo vorace. Sono anche contaminate e in parte compromesse da un pesantissimo passato (e presente) industriale.
Con le sue precedenti campagne Italia Nostra ha ottenuto alcuni importanti risultati tra i quali: la pedonalizzazione di piazza Duomo a Firenze, la sconfitta di una invasiva speculazione edilizia nel “Mercato coperto” a Perugia, la salvezza della necropoli fenicia di Tuvixeddu a Cagliari.

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Overland 12 Nel Cuore dell’Africa Nera

Posted by fidest press agency su domenica, 10 gennaio 2010

Nuova edizione della popolare trasmissione che da quindici anni viene costantemente inserita nel palinsesto di Raiuno. Overland, si dedicherà all’esplorazione dello sconfinato continente africano. Certamente uno dei viaggi più difficili quello che verrà affrontato con Overland 12: dalla costa nord Atlantica a scendere fino al Sud Africa per poi risalire lungo l’Africa centrale. Attraversando tante zone di conflitto come Mauritania, Mali e Sudan. Oltre 5 mesi di viaggio in territori complessi dal punto di vista ambientale, di sicurezza e logistica ma sicuramente ricchissimi per la varietà di popolazioni, paesaggi e fauna. I sei veicoli arancioni di Overland 12 erano partiti dalla sede IVECO di Torino la mattina del 3 gennaio. In cinque giorni i 16 uomini di equipaggio hanno attraversato le coste di Francia e Spagna per giungere in Marocco attraverso lo stretto di Gibilterra e dare quindi il via alla spedizione africana. Overland, come sempre, sarà molto attenta all’aspetto umanitario, per quanto possibile cercheremo di aiutare le popolazioni che via via incontreremo. L’intervento di cooperazione che si intende realizzare insieme al Ministero degli Affari Esteri, alla Cooperazione Italiana allo Sviluppo ed all’Università di Parma, mira in particolare alla riduzione della mortalità infantile nell’Africa sub-sahariana e alla prevenzione-cura delle principali malattie che affliggono il continente quali Aids, malaria, colera e lebbra. Per questo l’Iveco Daily che partecipa alla spedizione è stato interamente dedicato al personale medico selezionato dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria e Università di Parma. I quattro medici dell’area rianimazione e pronto soccorso che si alterneranno durante la spedizione avranno quindi un mezzo a loro totale disposizione, attrezzato con le più moderne apparecchiature e materiale sanitario. Tra i molteplici obiettivi di carattere sanitario di questa missione, quattro sono stati individuati come prioritari: 1) conoscenza della situazione epidemiologica, logistica e strutturale delle strutture sanitarie, prevalentemente missionarie, che verranno visitate durante il percorso, e creazione successiva di una rete per lo sviluppo di progettti comuni; 2) diffusione dell’imaging ecografico come sistema diagnostico ideale in termini di versatilità, precisione diagnostica, relativa rapidità di apprendimento attraverso corsi specifici, assenza di rischio per il paziente, non necessità di infrastrutture e basso costo; 3) diffusione di tutte le modalità di “best practice” nell’ambito chirurgico attraverso materiale didattico, che verrà lasciato e illustrato dai medici della spedizione nei vari ospedali; 4) diffusione attraverso materiale didattico della “Parma Campaign”, un progetto di sensibilizzazione e prevenzione del diabete infantile, ideato dalla Clinica pediatrica dell’Università di Parma, consigliato dall’Onu a tutti i governi. L’equipaggio, timonato ancora una volta da Beppe Tenti, sarà composto da 16 persone viaggianti su 4 turni, per un totale di oltre 40 persone. A sovraintendere la gestione tecnica dei 6 mezzi IVECO di cui è dotata la spedizione troviamo Beppe Simonato. Veicoli che, grazie all’affetto dei tanti fan di Overland ed agli sforzi tecnici di Iveco, trovano ancora una volta in prima linea i mitici 330.30 ANW “musoni” che dal 1995 portano Overland nei più remoti angoli del globo. Ai due veicoli storici si affiancano poi 4 veicoli di moderna concezione preparati appositamente per affrontare Overland 12: oltre al già citato Daily 4×4 destinato ad accogliere il personale medico, troviamo un Trakker 6×6 allestito come officina-magazzino mobile e 2 mezzi leggeri Massif 4×4 in allestimento Grand Raid. Per il momento potete seguirci in diretta su http://www.overland.org e prossimamente http://www.overland.tv, una web-tv dedicata alle immagini più belle dell’ evento.

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Ferrovie a due velocità

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2009

Napoli-Milano in 4 ore e 10 minuti, Trapani-Gela 6 ore e 47 minuti Anche nel trasporto ferroviario si allarga la forbice tra aree forti ed aree deboli del Paese. Il Governo – continua Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum – deve dare risposte reali ad un Mezzogiorno costretto al ruolo di “lumaca” nel trasporto ferroviario e non solo. Un passeggero o un turista che oggi dovesse decidere di percorrere la tratta ferroviaria da Trapani a Gela, molto più breve della Napoli-Milano, impiega dalle 6 ore e 47 minuti, alle 7 ore e 44 con rispettivamente, due e tre cambi di treno. Se poi un turista, dovesse decidere malauguratamente di percorrere la stessa tratta, ma passando per Messina attratto dalle bellezze delle coste siciliane, i tempi di percorrenza possono andare dalle 9 ore e 55 minuti, alle 12 ore e 37 minuti, con un cambio treno, treno che in tutti i casi non è mai un Eurostar. Ma questo percorso da discesa agli “inferi” non riguarda solo una Regione come la Sicilia, ma anche tratte che teoricamente dovrebbero essere “più appetibili”  economicamente, come quelle che partono dalla Capitale per raggiungere Regioni del Sud.  Sulla tratta Roma-Messina, se va bene, si hanno tempi di percorrenza di 6 ore e 35 minuti, se va male, di 9 ore e 19 minuti. Il tutto accompagnato da una progressiva dismissione di intere stazioni, di riduzione dei vagoni e annullamento di interi treni. Il diritto alla mobilità, per Adiconsum, è un diritto primario delle persone e delle famiglie. Uno Stato civile non può non investire in infrastrutture e servizi, che garantiscano questo diritto a tutti. Anche le Regioni devono fare la loro parte, garantendo livelli di dignità  e di sicurezza per i pendolari, troppo spesso costretti  a subire i brandelli di un trasporto ferroviario lasciato, in alcune tratte, a se stesso.

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Inquinamento coste campane

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2009

E’ stata presentata oggi una interrogazione a firma di Aldo Di Biagio, responsabile italiani nel mondo del PdL, nella quale si chiede ai ministri dell’ambiente, del lavoro e dello Sviluppo economico “se sono a conoscenza di quanto verificatosi negli ultimi due mesi nella regione Campania sotto il profilo dell’inquinamento delle coste, se intendono fare chiarezza sui dati relativi alle presunte infezioni e alle malattie contratte dai cittadini e se intendono predisporre adeguati accertamenti e rilievi al fine di verificare la corretta applicazione dei parametri operativi del depuratore di Cuma, ed infine quali iniziative intendono intraprendere al fine di fornire una corretta informazione e una dovuta tutela della salute dei cittadini campani e dei tanti turisti che arrivano ogni giorno nella regione”.“Dato che – si legge nel testo – secondo i dati elaborati dal Rapporto acque di balneazione 2009, soltanto nella provincia di Napoli i chilometri di costa inquinata ammontano a 30, un dato di molto superiore alla media di altre città italiane. A ciò si aggiungerebbe che nelle scorse settimane i dipendenti di Hydrogest, gestore del depuratore di Cuma, nell’area flegrea, hanno sversato in segno di protesta direttamente in mare i liquami provenienti da Napoli, con gravi conseguenze sul livello di inquinamento e soprattutto con grave impatto sul tenore turistico dell’intera zona”.“Si parla di sversamento in mare non solo di liquami e acque reflue – continua – ma anche di materiali organici, probabilmente di origine ospedaliera, che avrebbero condotto alla proliferazione di parassiti e organismi microbiologici. Molti di questi sopravvivono in acque stagnanti e putride e sono visibili ad occhio nudo dai cittadini, soprattutto lungo le coste flegree e lungo il litorale casertano. Il deterioramento ambientale avrebbe condotto al sorgere di infezioni che colpirebbero soprattutto i bambini, e alcune fonti di informazione locale testimoniano di un incremento delle patologie contratte al mare o sulla spiaggia”.“Sembra dilagare l’allarmismo tra i cittadini del napoletano e tra i turisti, – sottolinea l’interrogazione – che sembrerebbe però non essere affrontato adeguatamente dai media, se non da giornali di quartiere o piccole emittenti private, e dalle Istituzioni. L’inquinamento balneare appare un argomento tabù sul quale sarebbe opportuno fare chiarezza, sia sotto il profilo degli effetti sanitari che questa emergenza potrebbe comportare sia informando adeguatamente i bagnanti circa le aree più pericolose o più esposte ai rischi di patologia da inquinamento, onde evitare che si crei un castello di menzogne pericoloso nell’opinione pubblica”. “Appare opportuno sottolineare che – si legge nel testo – il settore turistico balneare della provincia di Napoli ha subito un brusco freno, e la perdita è quantificabile intorno al 70% rispetto ai dati 2008, un duro colpo ad una regione, ricca di bellezze e patrimoni, in cui il turismo rappresenta una delle più importanti voci di bilancio”.

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Il Girosolidale in Irlanda

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2009

Le avventure solidali in bicicletta continuano in Europa, tre messinesi il sociologo Francesco Tomasello dipendente del centro di solidarietà F.A.R.O. di Messina, Alfio Minissale, Vincenzo Greco, percorrono 962 km per promuovere il life style del Girosolidale:” sii protagonista della vita ,vivila allo stato puro, stop alle dipendenze”. A seguirli in ammiraglia il siracusano Giovanni Sebastiano Briguglio, sette i giorni di marcia dal 5 luglio partendo da Dublino con arrivo a Malahide la prima tappa , a seguire Malahide – Killashandra di 163 km , terza tappa di 165km arrivo a GALWAY; quarta tappa Bruff(LIMERICK) di 212km, quinta tappa di 157km arrivo nelle coste di Tramore a COORK; sesta tappa fino a Kilcool(WICKLOW)di 190km, ultima tappa del tour of Ireland di 35 km si arriva in aeroporto di DUBLINO, dove finisce il tour de force dei ragazzi del girosolidale.com. Lungo il percorso come di consueto sono state distribuite le cartoline di prevenzione promozionale contro l’uso di tutte le droghe , con il solito slogan “Molta piccola gente che in molti posti del mondo fa piccoli passi ,può cambiare il volto di questa Terra”stop alle dipendenze.Il giro solidale tornerà  ad agosto per il giro del Trentino Alto Adige ,dove al termine vedrà il completamento del giro di tutte le regioni d’Italia.

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Migliora la qualità delle acque di balneazione nell’UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2009

La Commissione europea e l’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) hanno presentato la relazione annuale sulla qualità delle acque di balneazione annunciando che nel 2008 la maggior parte dei siti di balneazione nell’Unione europea ha rispettato le norme igieniche dell’UE. Durante la stagione balneare dell’anno scorso il 96% delle zone di balneazione costiere e il 92% dei siti di balneazione lungo i fiumi e sui laghi ha rispettato gli standard minimi. Grazie alla relazione i milioni di persone che ogni estate frequentano le spiagge in Europa potranno avere informazioni utili sulla qualità delle acque.  Stavros Dimas, commissario responsabile dell’ambiente, ha dichiarato: “Una buona qualità delle acque di balneazione è essenziale per il benessere degli europei e per l’ambiente – e questo vale per tutti gli altri corsi e bacini d’acqua. Vedo con piacere che la qualità globale dell’acqua nelle zone di balneazione sta migliorando in tutta l’Unione”. La professoressa Jacqueline McGlade, direttrice dell’Agenzia europea dell’ambiente, ha aggiunto: “Grazie a fonti di informazioni quali la relazione in questione e gli strumenti disponibili sul web i cittadini possono non solo controllare la qualità delle acque di balneazione nel loro luogo di residenza o nei luoghi di vacanza ma anche partecipare più attivamente alla protezione dell’ambiente”.  Nel 2008 sono stati monitorati circa 75 siti in più rispetto all’anno precedente. Delle 21 400 zone di balneazione controllate in tutta l’Unione europea nel 2008 due terzi si trovavano lungo le coste e gli altri lungo i fiumi e sui laghi. Il numero più elevato di aree costiere si trova in Italia, Grecia, Francia, Spagna e Danimarca, mentre in Germania e Francia si trova la maggior parte delle acque di balneazione interne.  La qualità globale delle acque di balneazione nell’UE è notevolmente migliorata rispetto al 1990. Fra tale data e il 2008 il tasso di rispetto dei valori obbligatori (requisiti minimi di qualità) è salito dall’80% al 96% e dal 52% al 92% rispettivamente per le acque costiere e le acque interne. Dal 2007 al 2008 la conformità è migliorata in entrambi i settori ( rispettivamente 1,1% e 3,3%).  Dodici Stati membri controllano le acque di balneazione in base alla nuova direttiva

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Linea Blu in Sicilia occidentale

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 giugno 2009

13 giugno alle 14.30 su RaiUno, il viaggio di Lineablu parte da Castellammare del Golfo e, passando attraverso suggestive tonnare, giunge a Favignana. Ripercorrendo le tappe della storia del porto di San Vito Lo Capo, ci addentreremo nella Riserva Naturale Orientata dello Zingaro: un luogo conosciuto, esplorato, ma mai completamente antropizzato, e che la popolazione locale ha fortemente voluto che rimanesse tale nel tempo. Natura sopra e sotto il mare: ci immergeremo tra le limpide acque del Golfo di Castellammare per scoprire il Marciapiede a Vermeti, una sorta di barriera corallina a ridosso della costa in cui pesci ed altri animali acquatici di rara bellezza hanno trovato tana e rifugio. Visiteremo la tonnara di Scopello, luogo dal fascino straordinario e con forti suggestioni, che riserva sorprese anche per i suoi fondali: grazie alla Soprintendenza del Mare esploreremo la zona antistante, in cui è possibile seguire nuovi percorsi archeologici. Veleggeremo poi verso Favignana per seguire la seconda edizione del Torneo Targa Florio: i regatanti sfideranno i venti che li porteranno a circumnavigare tutta la Sicilia per poi fare ritorno nella più grande delle Isole Egadi. Finale a sorpresa, con una cassata siciliana realizzata a ritmo di musica grazie alle coreografie gastronomiche del pasticcere Peppe Giuffrè. Con Fabrizio Gatta saremo in Liguria e riusciremo a dimostrare che per evadere dalla realtà di tutti i giorni non serve allontanarsi tanto dalle grandi città: Boccadasse, nel cuore pulsante di Genova, ne è un esempio. Infine, il Professor Calabrese ci svelerà la proprietà nutritive che fanno della cucina di mare una delle più nutrienti e ricche.

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Racconti mediterranei della conduttrice di Linea Blu

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 giugno 2009

L’amore per la natura, che si tratti di mare, di cielo o di vulcani poco importa, è la sottile linea blu che unisce uomini e luoghi, entrambi protagonisti di queste pagine.  Il fascino del Mediterraneo nasce dalla spuma del mare, dove terra e acqua si incontrano, dove le leggende prendono vita e, grazie alle voci dei loro protagonisti, si fanno storie.  Sono nove anni che Donatella Bianchi, con il suo Lineablu, naviga lungo gli ottomila chilometri di coste della penisola italiana, scoprendo fondali, atmosfere e tradizioni del mare nostrum, ma anche problemi ed esigenze legate alla tutela e allo sviluppo sostenibile dell’economia marittima. E, ribaltando le prospettive, racconta com’è la terra vista dal mare. Storie dal mare racconta l’incanto che ancora oggi siamo capaci di avvertire di fronte alle insondabili profondità del Mediterraneo, mare che abbraccia terre di miti e forse anche di magia. Come possiamo non pensare alla magia quando leggiamo di persone talmente soggiogate dalle bellezza di un luogo, dalla sua storia e dalla sua natura al punto da rimanere lì, per decenni, completamente sole? Come possiamo non pensare alla magia quando leggiamo di un’unica donna al mondo custode di un’arte antica alla quale è stata iniziata? Come possiamo non pensare alla magia quando leggiamo di amori folli, come quello di Dalla per le Tremiti, quello di Baglioni per Lampedusa, quello di Arrigo Levi per Stromboli? Come possiamo non pensare alla magia quando leggiamo di Niki Francisco, il più giovane ambasciatore Unicef, che a terra non sopravviverebbe ma in mare riesce anche a seguire le lezioni di scuola? Come possiamo non pensare alla magia quando leggiamo di naviganti espertissimi, di apneisti da record, di uomini che volano e di relitti scomparsi? Forse il vero incantesimo è quello che esercitano i luoghi, a loro volta personaggi grazie agli interventi di Egidio Trainito, naturalista innamorato pazzo della Sardegna che si occupa principalmente di sviluppo compatibile del turismo e di progetti di conservazione in aree marine protette. Storie dal mare è un libro profondamente mediterraneo, in bilico tra terra e cielo, tra mito e realtà. Donatella Bianchi (La Spezia, 1963) è giornalista e conduttrice televisiva italiana. Ha debuttato in televisione a  Domenica In, condotta da Corrado. Torna in tv su Rai Due con Sereno Variabile quale inviata speciale in giro per il mondo e successivamente su Rai Tre con Tgr Italia Agricoltura. Dal 2000 conduce Linea Blu, in onda il sabato pomeriggio su Rai Uno.  Aliberti editore Srl – Sede operativa: Via Meuccio Ruini, 74 42100 Reggio Emilia – Sede legale: Piazza del Popolo, 18  Roma

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