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Posts Tagged ‘costi politica’

Costi politica

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 ottobre 2016

camera deputati«Renzi ha detto che vuole legare l’indennità dei parlamentari alla loro presenza in Aula. Renzi arriva tardi perché Fratelli d’Italia ha presentato ben tre anni fa una proposta, che è stata anche accolta sulla carta dalla Camera dei deputati, per legare l’indennità dei parlamentari all’andamento dell’economia italiana. A me piacerebbe che l’indennità crescesse quando diminuisce la disoccupazione e diminuisse quando aumenta la disoccupazione. Il principio è lo stesso che vale nelle aziende: se le cose vanno bene c’è un utile da distribuire, mentre se vanno male non c’è. La proposta di FdI è stata approvata a Montecitorio ma non è ancora stata applicata. Per questo dico a Renzi: visto che è lui ad avere la maggioranza in Parlamento, prenda questa proposta e la applichi». Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, intervenendo alla trasmissione “L’Arena” su Rai 1.

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Costi politica: bozza Calderoli non convince

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

“Se Calderoli davvero vuole il dimezzamento del numero dei parlamentari, invece di proporre in un calderone unico la revisione di così tanti meccanismi costituzionali, che gli italiani hanno già bocciato, proponga in modo autonomo e secco, ora e subito, il dimezzamento del numero dei parlamentari e la trasformazione del Senato in senato federale. Su questo troverà da subito il sostegno di IDV. Mettere così tanta carne al fuoco, spacciandolo per riduzione dei costi della politica, puzza lontano un miglio di demagogia” così Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo IDV alla Camera, commenta la bozza Calderoli. “Se il ministro fa sul serio, perché la Lega ha votato no alla proposta di Italia dei Valori di abolire le province? E ancora, come si concilia l’ambizioso progetto del ministro Calderoli con il trasferimento dei tre ministeri al nord, annunciato in pompa magna per sabato prossimo con tanto di cerimonia di inaugurazione dal ministro per la semplificazione normativa, che costerà alle casse dello Stato 2,5 miliardi di euro?” conclude Borghesi.

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Costi politica e bozza Calderoli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

“Un disegno di legge opportuno anche se può essere migliorato”. Così Adriana Poli Bortone, presidente di Io Sud, commenta il ddl costituzionale firmato dal ministro Calderoli. Secondo noi – spiega l’ex ministro e senatore di Coesione Nazionale – Io Sud – il provvedimento può essere rimpinguato con altri interventi nell’ottica di un completamento di un quadro di riassetto istituzionale e di ottimizzazione dei costi degli apparati burocratici. Per questo stiamo studiando degli emendamenti anche sulla scorta di un nostro disegno di legge che va in questa direzione” Il disegno di legge in questione, presentato da Adriana Poli Bortone lo scorso 13 giugno, e sottoscritto da altri 10 parlamentari di tutti gli schieramenti, prevede l’istituzione del Senato delle autonomie, la cancellazione del bicameralismo perfetto, la riduzione del numero dei parlamentari, la soppressione delle province e dei comuni sotto i 5000 abitanti ed il perfezionamento della riforma del federalismo fiscale. Il tutto porterebbe ad un dimezzamento degli attuali costi. Il provvedimento sarà illustrato alla stampa martedì 26 Luglio nel corso di una conferenza al Senato.

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Manovra: piano liberalizzazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

Dopo il taglio ai costi della politica, la riduzione degli sprechi della Pubblica Amministrazione, le misure fiscali e la riduzione del debito pubblico, l’ultimo pilastro della manovra alternativa proposta da Italia dei Valori è un piano di liberalizzazioni. Come ha scritto l’Autorità per la concorrenza “Il rilancio dei processi di liberalizzazione è, dunque,tassello cruciale di una vigorosa politica per la crescita. Tra gli altri interventi che noi proponiamo:
Ordini professionali. Da trasformare in associazioni per la tutela della professione senza obbligo di iscrizione e senza controllo diretto del Ministero Giustizia. Libertà tariffaria. Partendo da notai e giornalisti. L’Italia è il Paese degli ordini e delle corporazioni, con riserve di legge a loro favore, barriere all’entrata, tariffe e protezione del Ministero della Giustizia. La stessa Unione Europea ha da tempo un “dossier” aperto contro l’Italia per la mancanza di concorrenza nelle professioni liberali.
Camere di Commercio. Privatizzazione con adesione volontaria. Pagamento servizi secondo tariffa per le attività obbligatorie per legge come certificati e registro imprese. Tariffe libere per gli altri servizi. Fine dell’obbligo di iscrizione alle Camere di Commercio.
Servizi postali. l’Antitrust ha censurato le scelte sin qui fatte, penalizzanti per il processo di liberalizzazione, in particolare la mancata previsione di misure fondamentali per assicurare la realizzazione di una concorrenza effettiva nel settore.
Trasporto ferroviario passeggeri. Anche nel settore dei trasporti ferroviari le difficoltà incontrate dal processo di liberalizzazione si riverberano in condizioni di offerta ancora insoddisfacenti soprattutto per quanto riguarda la qualità dei servizi.
Gestioni autostradali e servizi aeroportuali. In entrambi casi, si tratta di monopoli naturali per i quali l’unica forma di concorrenza immaginabile è la procedura di gara attraverso la quale selezionare i gestori, sotto il controllo di un organismo tecnicamente qualificato e indipendente.
Servizi bancari e finanziari e assicurativi. Nel settore del credito il processo di modernizzazione iniziato negli anni ’90 con il passaggio da una gestione integralmente pubblicistica al sistema delle fondazioni ha prodotto risultati importanti. In campo assicurativo la crescita dei premi dell’assicurazione auto, ben al di là della media europea, è la migliore dimostrazione dell’assenza di una vera concorrenza, che si potrà conseguire solo rendendo davvero possibile per gli utenti la possibilità di accedere direttamente alle compagnie estere.
La piena circolazione delle quote societarie. Un efficace mercato dei capitali e la sussistenza di condizioni di contendibilità delle imprese rivestono una valenza prioritaria in un’ottica di sviluppo del Paese. E’ fondamentale, dunque, evitare che l’irrigidimento degli assetti proprietari e la loro mancata esposizione a un’aperta concorrenza possano configurare ulteriori ostacoli alla competitività del nostro sistema economico.
La distribuzione dei carburanti. Il settore della distribuzione dei carburanti è caratterizzato, in Italia, da un grado molto elevato di inefficienza: in particolare, il confronto con altri Stati membri mostra il sovradimensionamento di una rete costituita, per la gran parte, da una grande molteplicità di impianti di dimensione molto ridotta. Tale inefficiente struttura distributiva condiziona negativamente la qualità del servizio e il livello dei prezzi del carburante.
L’autotrasporto. Da più di dieci anni a questa parte, lo Stato paga cifre esorbitanti per sostenere il settore dell’Autotrasporto. Solo nel decennio 2000-2009 sono stati spesi 3,5 miliardi di euro in favore della categoria degli autotrasportatori. Ciononostante il settore dell’autotrasporto in Italia continua a rivelarsi molto poco competitivo nell’ambito sistema economico europeo per crescita dimensionale, organizzativa e tecnologica, anche e soprattutto a causa dell’assenza di una strategia complessiva della politica nazionale in materia che dia il quadro di riferimento all’interno del quale si possano individuare finalità, priorità e risorse per il rilancio del settore, con precisi impegni dello Stato e dei diversi livelli di articolazione della Repubblica, al fine di orientare le strategie dei diversi soggetti imprenditoriali coinvolti. Con una Proposta di legge, a mia prima firma, vogliamo offrire un contributo normativo volto a rilanciare concretamente un asset strategico della nostra economia come quello dell’autotrasporto attraverso il perseguimento di alcuni specifici obiettivi, quali, in primo luogo, l’aumento della dimensione aziendale e il superamento del meccanismo basato sui c.d. “costi minimi di esercizio”.

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Costi politica: tutto cambiare per nulla cambiare

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2011

Dopo l’alzata di scudi popolare contro la manovra che impone sacrifici a tutti tranne ai politici la Lega, attraverso il suo ministro Calderoli, si è sentita in dovere di presentare una proposta di riforma costituzionale per modificare la struttura delle rappresentanze istituzionali. A parte il fatto che per ottenere questi risultati ci vorranno almeno tre anni, ovvero la “patata bollente” passerà necessariamente alla prossima legislatura, le modifiche proposte sanno tanto del gioco delle tre carte: cavalchiamo la protesta e diamo ad essa un contentino, per ora solo fumo, ovviamente, alla fine si dimenticheranno dell’arrosto. Dobbiamo, purtroppo, rilevare che questa tattica ha sortito i suoi effetti in passato come quella dei ministeri al nord e che poi si è rivelata una colossale bufala tanto che si è trattato solo di raddoppiare gli uffici del ministro nell’area dove ha il collegio per sue comodità come ha già fatto il ministro La Russa a Milano insidiandosi in una caserma. Quindi altre spese per il bilancio dello stato così come ve ne saranno con i nuovi ministri e sottosegretari già annunciati come una necessità operativa. E allora ci chiediamo se non è la stessa tattica del ponte sullo stretto che prima di vederlo attuato ci vorranno, se tutto va bene, 15 anni. Nel frattempo per andare da Roma a Palermo continueremo a servirci della tradotta e dei tempi biblici: tanto ci pensa il ponte a calmare gli animi inquieti. Possibile che continuiamo a farci prendere in giro in questo modo? Possibile che non riusciamo a restituire al mittente questi maldestri tentativi di gettare fumo negli occhi degli italiani? Eppure in una recente trasmissione televisiva un parlamentare ha parlato chiaro: i costi della politica si possono ridurre subito senza progetti faraonici. Pensiamo a tutte le facilitazioni di cui godono i parlamentari: viaggi gratis per se e per le famiglie, segretari, rimborsi per sede di rappresentanza, ecc e i membri del governo a partire dai tanti ministri inutili e altrettanto inutili sottosegretari e si sa che lo fanno per accontentare le ambizioni di qualcuno e non certo per una necessità istituzionale. Ma ciò che ancor più ci fa specie è il modo serio con il quale fior di commentatori politici si preparano a discettare sulla proposta costituzionale di Calderoli. Di certo ci saranno convegni, dibattiti e tutto finirà come dicono i toscani a brodo di giuggiole, affogati in un mare di parole. Contenti noi. E a Napoli direbbero “cornuti e mazziati”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Costi politica

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2011

“Dopo tante parole, in particolare quelle spese prima della manovra economica e poi non mantenute dal testo presentato e approvato, il bilancio della Camera sarà la prima vera occasione per mettere mano concretamente alla riduzione dei costi della politica” lo dichiarano in una nota congiunta, Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo IDV alla Camera e Silvana Mura, deputata di IDV e membro dell’ufficio di presidenza. “L’Italia dei valori ha già preparato i suoi ordini del giorno da diverso tempo, dal momento che inizialmente l’approvazione del bilancio della Camera si sarebbe dovuto svolgere nel corso del mese scorso. I nostri ordini del giorno sono molto chiari e non lasciano spazio a confusioni o pantomime relativamente a temi molto sentiti, quali l’abolizione dei vitalizi degli ex deputati e di quelli futuri; rilevazione delle presenze dei deputati in commissione ai fini del calcolo della diaria; abolizione di tutte le auto blu della Camera dei Deputati, con l’esclusione di quella in dotazione al presidente della Camera, Gianfranco Fini; pubblicazione da parte dei gruppi parlamentari dei rendiconti relativi ai contributi ottenuti dalla Camera” spiegano Mura e Borghesi. “A giudicare dalle dichiarazioni che leggiamo in queste ore traiamo due conclusioni. La prima è che ancora una volta in tema di costi della politica l’Idv si è dimostrato un precursore e la seconda è che se alle tante parole di oggi seguiranno i voti in aula i nostri ordini del giorno saranno sicuramente accolti” concludono Borghesi e Mura.

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Fanno un massacro e lo chiamano “bene del Paese”

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

Il dramma di questa manovra è che toglie ai poveri cristi e non tocca assolutamente gli sprechi, i costi della politica, i privilegi della Casta. Insomma, che ci sia bisogno di far quadrare i conti come chiede l’Unione Europea è vero, ma non c’era bisogno di farlo in questo modo violento e assassino. Noi vogliamo al più presto chiudere questa manovra, ma dal giorno dopo bisogna che gli italiani reagiscano insieme a noi. Le opposizioni hanno proposto una serie di emendamenti che però il governo non ha accettato, semplicemente ponendo la fiducia come fanno sempre. Allora, voglio dirlo ancora una volta e in modo chiaro: c’è la possibilità di trovare i soldi senza colpire ancora una volta le famiglie e le fasce sociali più deboli. Tre, quattro miliardi si potevano trovare con l’abolizione delle Province, altri ancora con l’accorpamento dei servizi essenziali dei comuni, eliminando i rimborsi elettorali ai partiti, i vitalizi dei parlamentari, le auto e i voli blu, tutte le strutture inutili e i doppioni che stanno soltanto a scaldare la poltrona. Non possiamo permettere in alcun modo che questo governo porti avanti provvedimenti così. Il più grave di tutti è quello che prevede che i soldi per far quadrare i conti si troveranno dal 2014 in poi. Perché non da subito e nei modi che noi abbiamo indicato? Perché, appunto, esistono lacci e lacciuoli che impediscono a questo governo di governare nel merito.
E’ necessario trovare i 50 miliardi di euro, questo importa all’Europa. Poi, trovarli rubandoli dalle tasche dei poveri o dalle tasche degli evasori è una decisione e un compito che spetta allo Stato, e il Governo ha scelto la prima strada, la più semplice. Ma posto che la manovra è necessaria, questo non vuol dire che vada bene. Non va bene per niente. Basta pensare che i costruttori edili e gli imprenditori stanno preparando uno sciopero perché il governo ha tolto i soldi agli investimenti e li ha lasciati per le spese correnti, voluttuarie e inutili, tanto per fare un esempio.
Ma questo è solo una parte dei problemi che assillano l’Italia. Se pensiamo che ci sono persone in questo governo che sono accusate addirittura per fatti di mafia e restano li, invece di sentire il dovere morale, civile, politico ed etico, di andare prima dai magistrati e poi stare eventualmente al governo, come possiamo dare fiducia ai mercati internazionali? E’ credibile un governo che, in una situazione come quella che stiamo vivendo, sa dire solamente che sposterà tre succursali di ministeri a Monza nel fine settimana? Ma voglio dire all’Unione Europea e ai mercati internazionali: non abbiate paura dell’Italia, non fate di tutta l’erba un fascio, perché in questo Paese c’è una classe politica responsabile in grado di trovare le risorse, di assumersi le responsabilità; persone diverse da questi giocherelloni e fannulloni – come dice Brunetta, ma non si rende conto che sta parlando di sè stesso e dei suoi colleghi governanti. Con una nuova legge elettorale è bene che siano i cittadini a scegliere chi mandare in Parlamento e, soprattutto, chi mandare a casa. Invece adesso con questa classe politica, come vedete, si tolgono le pensioni minime e si lasciano le pensioni d’oro ai parlamentari; esattamente il contrario di quanto propone l’Italia dei Valori, perché neanche questa nostra proposta hanno voluto accettare. (Antonio di Pietro)

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Costi della politica

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2011

Finirà che i parlamentari italiani, se livellati a quelli europei, prenderanno di piu’. L’ha gia’ annunciato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha dichiarato che il suo successore guadagnera’ di piu’. Stessa cosa puo’ succedere ai parlamentari dei cui “stipendi” si e’ favoleggiato in questi anni e, anche, recentemente. Il motivo? Semplice: si confonde lo “stipendio” netto del parlamentare con il costo “aziendale” del parlamentare. Un operaio che riceve uno stipendio di 800 euro costa all’azienda ben 2.000 euro! Allora vediamo quant’e’ il costo “aziendale” dei parlamentari italiani, europei, francesi, tedeschi e inglesi:
Costo aziendale di un deputato (complessivo di tutte le voci):
Italiano…     20.486 euro.
Europeo…   34.750 euro (+ 70% di quello italiano).
Tedesco…   27.364 euro (+ 33% di quello italiano).
Francese…  23.066 euro (+ 13% di quello italiano)
Britannico… 21.089 euro (+ 3% di quello italiano).
Se vogliamo fare il paragone con lo “stipendio” netto tra parlamentare europeo e quello italiano avremo:
Stipendio netto del parlamentare (deputato) italiano… 5.486 euro;
Stipendio netto del parlamentare europeo…                 6.083 euro.
Ricordiamo che i consulenti delle Regioni e degli Enti locali costano al cittadino contribuente qualcosa come 1,5 miliardi di euro l’anno e che l’aver disgiunto le elezioni amministrative dall’appuntamento referendario e’ costato, sempre al povero contribuente, 300 milioni di euro. Dunque dov’è il fumo e dove l’arrosto? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Costi politica: rinvio tattico

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

“Abbattere i costi della politica? Dopo gli annunci strombazzati, il governo ha rinviato, sine die. Così come il goloso che rimanda la dieta sempre al lunedì, di non si sa bene quale anno però” lo dichiarano in una nota congiunta, Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo IDV alla Camera e Silvana Mura, deputata di IDV e membro dell’ufficio di presidenza. “Al danno, però, si aggiunge la beffa visto che, per tagliare quello che tutti sanno, vogliono addirittura istituire un’apposita commissione che potrebbe avere i suoi costi, come da tradizione “italica” aggiungono. “Il Pdl ha anche preteso il rinvio dell’esame del bilancio della Camera, per il quale Italia dei Valori aveva predisposto 4 ordini del giorno: Abolizione dei vitalizi degli ex deputati; rilevazione delle presenze dei deputati in commissione ai fini del calcolo della diaria; abolizione di tutte le auto blu della Camera dei Deputati, con l’esclusione di quella in dotazione al presidente della Camera, Gianfranco Fini; pubblicazione da parte dei gruppi parlamentari dei rendiconti relativi ai contributi ottenuti dalla Camera. Ovviamente, a luogo e tempo debito torneremo alla carica” spiegano Borghesi e Mura. “Intanto li sfidiamo sul primo vero provvedimento di tagli ai costi della politica, presentato da IDV e che sarà discusso martedì prossimo, ovvero, l’abolizione delle province. Sarà il primo vero banco di prova della volontà non solo della maggioranza ma di tutto il Parlamento a fare qualcosa di concreto sul fronte dei costi della politica” concludono Borghesi e Mura.

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Rafforzare fondo antıusura

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2009

“Lacrime di coccodrillo, quelle dei berlusconiani toscani che adesso polemizzano senza diritto sulla legge per le primarie regionali. E’ stupefacente l’incoerenza dei rappresentanti locali del Popolo delle Libertà, che dovrebbero solo dire: chi è causa del suo mal pianga se stesso. Ma anche il PD deve riflettere sull’errore che sta commettendo: svuotare questo strumento è contrario al principio di partecipazione. Diamo un segnale preciso iniziando dal ridurre i costi della politica ”. Così il segretario regionale di Italia dei Valori, Giuliano Fedeli, rilancia la proposta che per primo aveva fatto al segretario del Pd Andrea Manciulli, nel momento in cui è stato chiaro che Enrico Rossi sarebbe stato il candidato unitario di tutto il centrosinistra.  “E’ sulle regole che la nostra coalizione deve rinnovarsi nella prossima legislatura regionale –ha concluso il segretario toscano di IDV-, perché abbiamo l’occasione vera di creare il modello di governo alternativo a Berlusconi, che torni a dare nobiltà alla politica ed alla buona amministrazione. Perciò, se alle primarie si candiderà solo una parte dei dirigenti del Pd, perché ad altri resta anche il privilegio del listino, è difficile dire ai nostri elettori che si spendono così tre miliardi delle vecchie lire del bilancio regionale. Sarebbe bene far vedere, anche al centrodestra, la vitalità interna del Pd che mobilitando i propri militanti pensa all’interesse generale, indirizzando quei soldi, anche simbolicamente, a rafforzare il fondo contro l’usura in toscana, oppure al credito per le Pmi, c’è solo l’imbarazzo della scelta”.

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