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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘costi sanitari’

Obesità fenomeno di massa

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2009

“L’obesità è un fenomeno di massa assoluto con numeri da epidemia impressionanti: circa 60milioni di obesi in Cina, 91milioni negli Usa, 14 milioni in Gran Bretagna, 6milioni in Italia solo per dare alcune cifre”. A parlare il Vicesindaco di Roma, sen. Mauro Cutrufo che oggi interverrà al XVII Congresso della Sicob. “Tutto ciò comporta per lo Stato aggravi economici enormi per i costi sanitari della pattuglia di malati più numerosa che ci sia, quella che va sotto il nome di  cardiopatici, diabetici, ipertesi, patologie correlate e conseguenti a soprappeso ed obesità – ha detto Cutrufo, estensore del primo disegno di legge sull’obesità che, approdato in commissione,  presto arriverà all’esame dell’Aula di Palazzo Madama. “Se traduciamo qualche percentuale in dollari, capiremo meglio l’enormità del problema; secondo le stime dell’Oms l’India subirà una perdita economica di 236 miliardi, destinati in buona parte a coprire il forte aumento della spesa sanitaria. “La politica, non solo nel nostro Paese, ha fino ad oggi sottovalutato un problema che ormai è cresciuto in modo esponenziale, anche se finalmente si è arrivati a comprendere che l’obesità è una malattia e come tale va trattata. In Italia il soprappeso riguarda il 42,5% dei maschi, mentre sono obesi il 10,5%. Per le donne in soprappeso il numero scende (26,6%) mentre aumentano le obese (9,1%). Continuando di questo passo nel 2025 il tasso di obesità in Italia negli adulti aumenterà del 43%.  Negli altri Paesi sono stati messi a punto sistemi di prevenzione e linee guida comportamentali, anche la Commissione europea ha istituito un “Libro bianco” sulla materia. Questi provvedimenti sono senza dubbio fondamentali, ma è il Parlamento a dover legiferare  su questa complessa materia, a supporto e sostegno da queste persone affette da un vero e proprio handicap, che condiziona la loro vita lavorativa e sociale. Agire significa anche riuscire a portare a diminuzione la percentuale di obesi e parallelamente il numero di diabetici, cardiopatici ed ipertesi nel mondo”.

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Inquinamento, anziani e salute

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2009

Uno studio epidemiologico della Stanford University (USA), durato 12 anni in 183 citta’, ha analizzato il volume delle cure mediche di milioni di americani dai 65 agli 84 anni. Lo studio dimostra chiaramente la nocivita’ dell’inquinamento atmosferico poiche’ emerge una stretta correlazione tra la qualita’ dell’aria e i costi sanitari. I ricoveri ospedalieri per insufficienza respiratoria sono il 19% in piu’ nelle citta’ inquinate rispetto a quelle con basso inquinamento. I risultati dovrebbero far riflettere i nostri legislatori -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc- che approvano provvedimenti restrittivi sul fumo. Che le esalazioni del tabacco facciano male e’ indubbio, cosi’ come e’ sacrosanto il diritto dei non fumatori a tutelare la propria salute dal fumo dei fumatori, purtroppo non registriamo analoga attenzione nei confronti dell’inquinamento da gas di scarico delle automobili. Ultimo esempioriguarda la Capitale d’Italia, dove un timido tentativo di limitare il traffico nel centro e’ naufragato per l’opposizione dei commercianti. Insomma sono sempre gli interessi economici di questa o quella lobby che dettano legge. Una di queste lobby e’ proprio lo Stato che mentre si appresta a varare una legislazione piu’ severa, dall’altra detiene il monopolio dei tabacchi, con una imposizione fiscale che raggiunge il 75% del valore di un pacchetto di sigarette. Insomma il denaro non ha odore, neanche di tabacco! Le riforme strutturali in Italia. L’economia nazionale si sta imballando proprio perché non è in grado di imbrigliare le crescenti spese derivanti da voci di bilancio che non sembrano comprimibili senza provocare forti reazioni popolari. Eppure esiste, come emerge chiaro da un progetto messo a punto dai Centri studi della Fidest, una soluzione cercando di risolvere il problema pensando in modo diverso al come lo abbiamo germinato. In altre parole se pensiamo, ad esempio, alla sanità ed analizziamo le spese ci accorgiamo che esse incidono in misura notevole sui costi di gestione e sui prodotti farmaceutici. Se, quindi, noi riduciamo i vari passaggi, oggi richiesti per l’assistenza sanitaria di base, determiniamo un abbassamento notevole del rapporto costi generali/prestazioni effettuate. Dobbiamo, quindi, ragionare in modo diverso per darci un approccio semplificato per l’assistenza sanitaria dando più contenuto al ruolo del medico di base e permettendogli di interagire in tutte le situazioni in cui i propri pazienti abbisognano ora di visite specialistiche ora di ricoveri ospedalieri, ora di terapie particolari, ecc. Tutto ciò cosa può significare? Senza dubbio una minore prescrizione di farmaci o l’uso, in alternativa, di prodotti omeopatici o fitofarmaci o altre soluzioni che possono andare a combinarsi con la propria dieta alimentare. Ma è tutta la filiera assistenziale che, se meglio seguita dal medico di base, consente la contrazione delle spese sanitarie evitando la duplicazione o il ripetersi di accertamenti diagnostici in tempi brevi e per i quali è comprovata la inutilità. E’ una strada percorribile se non ci fossero interessi lobbistici che tendono a far lievitare la spesa sanitaria per poter emungere da essa congrui profitti. E questi interessi sono tanto potenti che ogni possibile riforma è destinata al fallimento se prevede economie di gestione andando a ricadere sull’uso dei prodotti farmaceutici e sui tanti interessi privati messi a punto con il solo scopo di attrarre risorse pubbliche sotto l’egida del servizio costoso, ma con prestazioni mediocri e che prevedono, altresì, interventi ripetitivi.

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I rifiuti e la regione Lazio

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2009

Dichiarazione di Adriana Spera responsabile enti locali della segreteria romana del PRC-SE: “Le notizie  pubblicate oggi dal settimanale l’Espresso non fanno che confermare le preoccupazioni da noi sempre espresse rispetto all’utilizzo degli impianti di incenerimento dei rifiuti, impropriamente quanto pomposamente denominati termovalorizzatori o gassificatori. La sostanza non cambia: alti costi di realizzazione e di gestione, ma, soprattutto, alti costi sanitari per curare le malattie indotte dalle polveri sottili ricche di diossina ed altri elementi fortemente patogeni. Occorre potenziare la raccolta differenziata per la quale la Regione Lazio darà quest’anno un finanziamento ridotto da 5,5 a 1,3 milioni (fonte bilancio Comune di Roma). La scelta del sito di Albano, come abbiamo più volte ribadito e come sostengono i cittadini, va ad aggravare una situazione ambientale già fortemente compromessa. L’unica unica ragione per cui si è proceduto alla sua scelta è la costituzione – mai discussa dal consiglio comunale di Roma – di una società ad hoc tra Ama e il proprietario del sito. Un’altra scelta volta a perseguire la via di un unico monopolista privato nella gestione dei rifiuti nel Lazio. Ci auguriamo che la Magistratura al più presto apra un inchiesta sulla correttezza di tale scelta. Per noi la priorità è garantire il diritto alla salute dei cittadini e non il diritto al profitto ai soliti noti”.

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