Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 27

Posts Tagged ‘costituzionale’

Necessario rinnovare l’architettura costituzionale italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 16 novembre 2019

“Ogni volta che si parla di riforme viene quasi voglia di mettere le mani alla rivoltella, tanti e tali sono stati i fallimenti di bicamerali e iniziative di rinnovamento dell’architettura istituzionale italiana. Il problema comunque resta. E ha ragione Giorgia Meloni a sottolineare la necessità di una vera e propria Costituente scelta direttamente dai cittadini e possibilmente autonoma che abbia quindi uno spirito libero e innovatore. Nel dibattito con l’on. Giancarlo Giorgetti ad Atreju mi ero preso licenza di rilanciare l’idea dell’assemblea costituente eletta insieme ai parlamentari della futura legislatura, svincolata dai tatticismi e dalla contingenza.
Un buon segnale dalla Lega Nord che mi auguro arrivi fino in fondo, senza fermarsi all’ennesimo tavolo costituente, magari bicamerale, per farlo poi arenare sui personalismi di qualche egocentrico”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Diritto costituzionale alla salute

Posted by fidest press agency su martedì, 3 luglio 2018

Sembra un discorso ovvio e il parlarne superfluo, ma non è così, purtroppo. In Italia, nello specifico, vi sono fin troppe voci discordanti e mestatori di torbide soluzioni. Oggi esistono 70.000 schede censite di malati rari mentre, da anni, le stime ci parlavano di circa 2.000.000 di malati con patologie definite rare nel nostro Paese, allora è vero che i conti ancora non tornano. Per varare un piano Nazionale c’è bisogno di certezza sui numeri, e il sovrastimare o sottostimare rende impossibile capire il problema e stanziare sufficienti risorse economiche per affrontarlo. A decine sono le denunce che arrivano all’Osservatorio dell’Associazione Giuseppe Dossetti dedicato ai malati rari “Officina Malattie Rare” per i farmaci che non ci sono, per i farmaci che ci sono ma che il SSN non passa, per le malattie rare non ancora riconosciute dallo Stato, per la legge 104 non concessa. E, tra l’interrogativo più frequente, “Dove finiscono i fondi stanziati per le malattie rare?”, questa è la domanda che quotidianamente c’è rivolta da chi, oltre alla malattia oggi, per via della stretta finanziaria, vede svanire le possibilità di cura perché ogni giorno la povertà incalza. Questa è la domanda che i malati rari si pongono al risveglio ogni mattina perché risposte ancora non ne vedono. Perché, come diceva Don Dossetti “non si superi l’insuperabile” e l’insuperabile è il baratro tra malato e Istituzioni.
Nel frattempo c’è chi predica che mancano le risorse e c’è chi ci informa degli sprechi. Il 50% dei farmaci in circolazione è inutile e potrebbe essere eliminato senza problemi. Inoltre gli “enormi interessi economici che gravitano attorno alle medicine” e la “tendenza al consumismo sanitario”, sono il quadro in cui si inserisce l’utilizzo non sempre migliore di pillole, fiale e sciroppi.” C’è evidentemente – spiega l’esperto – poca appropriatezza”, che si esprime a diversi livelli. “Il primo è dato dai farmaci totalmente inutili – precisa – come gli epatoprotettori, gli integratori, gli immunostimolanti, i dimagranti, ecc.” “Una paccottiglia che è solo frutto di pubblicità”. Ci sono poi i tanti medicinali “usati solo per curare le cattive abitudini, dal fumo all’eccesso di alcol, dal sovrappeso all’uso di droga.” Anche in questo caso si tratta di una spesa evitabile.
“Il Servizio sanitario nazionale potrebbe risparmiare moltissimo con interventi più decisi sulle abitudini di vita”, dice Garattini, che sottolinea come “non esiste solo un diritto alla salute ma anche un dovere. E’ necessario un lavoro d’informazione e educazione su questo: chi si “procura” una malattia deve sapere che attinge da fonti comuni e sottrae risorse a chi si è ammalato senza colpe.”
Vi è poi un discorso, di più ampia portata, che si rileva dai casi di patologie ambientali prodotte dall’inquinamento chimico, elettromagnetico e da emissioni di CO2. Di laghi inquinati da alga rossa e da tracce di metalli pesanti, di inceneritori, discariche abusive, di patologie legate all’esposizione di amianto e di altre problematiche di questo tipo. Il tutto si contorna di altri stimoli culturali e informativi quando l’Associazione culturale “Giuseppe Dossetti” affronta il tema su “i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” (www.dossetti.it) per aprire il dibattito sui “Farmaci Innovativi, tra Consumismo e Appropriatezza nei 21 Sistemi Diversi di Accesso.” L’appropriatezza dei Farmaci Innovativi non può significare solo qualità nell’indicazione terapeutica, ma deve misurarsi anche con un’accessibilità capillare e veloce su tutto il territorio nazionale per non correre il rischio di permettere solo a chi ha più soldi di curarsi meglio.
In Italia, con l’approvazione del federalismo sanitario ci troviamo davanti a ventuno sistemi di sanità diversi, nel senso che ogni regione può permettere, o no, ai propri residenti di accedere ai farmaci nuovi per le migliori terapie di cura.
Un farmaco può considerarsi innovativo quando offre al paziente dei benefici maggiori rispetto alle cure precedenti e sono migliaia i malati che, invece, non possono accedervi perché troppo cari. S’intersecano, tra loro, in un mix di ardua comprensione, i diritti del paziente, i tetti di spesa, i prontuari regionali e aziendali, i farmaci anticancro, la prevenzione e l’innovazione. (Riccardo Alfonso da Medicina online parte seconda)

Posted in Confronti/Your opinions, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“La prova del No. Il sistema politico italiano dopo il referendum costituzionale”

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 febbraio 2017

la-prova-del-noA cura di Andrea Pritoni, Marco Valorizzi e Rinaldo Vignati. Il volume raccoglie le analisi e i commenti di: Ilvo Diamanti, Gianfranco Baldini, Gianfranco Pasquino, Salvatore Vassallo, Fabio Bordignon, Luigi Ceccarini, Francesco Marangoni, Luca Pinto, Andrea Pritoni, Marta Regalla, Filippo Tronconi, Marco Valbruzzi, Davide Vampa, Luca Verzichelli, Rinaldo Vignati, Andrea Pedrazzani Secondo Renzi, la sconfitta al referendum del 4 dicembre fu una sorta di voto di protesta per la situazione economica e sociale di giovani e degli abitanti del Sud, ma analizzando il profilo degli elettori che hanno votato “No” emerge un quadro diverso.
A votare “No” sono stati in maggioranza uomini, lavoratori autonomi e con un titolo di studio elevato. È quanto emerge dall’interessante contributo di Ilvo Diamanti, Fabio Bordignon e Luca Ceccarini al volume “La prova del No. Il sistema politico italiano dopo il referendum costituzionale”, edito da Rubbettino (in questi giorni in libreria) e nato dall’attività di ricerca sul tema dell’Istituto Cattaneo che proprio all’analisi dell’elettorato hanno dedicato un’analisi ricca di spunti molto fecondi per la riflessione.
Il referendum, scrivono inoltre i tre ricercatori, ha presto assunto le sembianze di una recall election come quelle in uso in altri sistemi politici e che si usa per revocare il mandato a un governatore eletto o per «mandare a casa» un politico. Tuttavia il significato di questo voto non è stato pienamente politico, come qualcuno vorrebbe, perché mancava un competitor. Se ci fosse stato, annotano i ricercatori, forse le percentuali sarebbero state diverse. Già! Se ci fosse stato… perché questo libro che fa ampio ricorso ai “se” e ai “ma” aiuta a comprendere a fondo direzioni e alternative, strade percorse e strade possibili. E se avesse vinto il “Sì”, come sarebbe stato oggi il nostro Paese e quali saranno gli scenari possibili vista la vittoria del “No”? A queste e ad altre domande rispondono le analisi e i commenti pubblicati nel volume, opera di affermati studiosi e profondi conoscitori della politica italiana da Salvatore Vassallo a Gianfranco Pasquino, ma anche di giovani ricercatori. Tanti i temi trattati, dai cambiamenti del sistema politico che si profilano dopo la sconfitta alle urne alle possibili alleanze che si verranno a configurare all’interno del Parlamento e della società, dalla straordinaria partecipazione elettorale all’esito differenziato del voto tra le regioni italiane, passando per il profilo politico e socio-demografico degli elettori. Accantonati i toni «accesi» e i discorsi faziosi tipici della campagna elettorale, gli autori di questo volume offrono analisi precise e puntuali di tutti gli aspetti più rilevanti del referendum. Con una diversità di approcci e una grande ricchezza di dati, i vari contributi permettono di analizzare le molteplici sfumature di un voto che, oltre alle conseguenze che ha già prodotto sul governo e la leadership di Matteo Renzi, promette di avere un impatto duraturo sul futuro del sistema politico italiano. (foto: la prova del no)

Posted in Cronaca/News, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Referendum: Caro elettore indeciso

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2016

referendum-nodi Piero Ricca. vorrei che questa lettera arrivasse sotto i tuoi occhi e tu trovassi il tempo leggerla.
Dopo una campagna infame, piena di forzature di potere, l’esito del referendum del 4 dicembre è ora nelle tue mani e di tante persone che come te non ci credono più e magari non votano da anni. Astenendovi o decidendo all’ultimo di andare a votare, deciderete per tutti.
Vorrei trovare le parole per dirti perché stavolta è decisivo votare, e votare No.
Un’operazione di potere sulle regoleQuesta non è un’elezione politica, è qualcosa di più importante: è un referendum sulla Costituzione, che è destinata a durare oltre le convenienze di parte, più delle contingenze del momento.
Sottoposta al referendum non è una riforma della Costituzione, ma un’operazione di potere sulle regole, volta a concentrare il potere politico nelle mani del governo, il potere del governo nelle mani di un partito, il potere del partito di governo nelle mani di un capo. Un’operazione in due tempi: legge elettorale e modifica della Costituzione.
Il capo di un partito che gode in parlamento di un premio di seggi illegittimo, dopo le elezioni europee del 2014, si è illuso di avere il paese in mano e di poter governare da solo con pieno potere, naturalmente con il placet del sistema finanziario, famelico di beni comuni. Ecco dunque che nel 2015 si fa una legge elettorale solo per la Camera dei deputati, imponendola con il voto di fiducia. Quella legge trasforma al ballottaggio una minoranza di voti in una maggioranza assoluta di seggi.
Poi hanno cambiato la Costituzione, per dare alla sola Camera il potere di votare la fiducia al governo: chi ha la maggioranza assoluta alla Camera governa da solo. Il Senato avrà cento membri non eletti dai cittadini ma dai consigli regionali, in gran maggioranza attualmente controllati da quello stesso partito, che dunque avrà la maggioranza assoluta anche al Senato nei prossimi anni.
Tuttavia alle elezioni amministrative c’è stata una sorpresa: ai ballottaggi un’altra forza politica ha prevalso quasi ovunque su quel partito. Conseguenza: quel partito intende cambiare la legge elettorale dopo il referendum. Il ballottaggio va tolto di mezzo perché rischia di far vincere altri. Ecco la prova che truccano le regole del gioco pur di vincere.
In quel No un atto di libertà
Immagino a questo punto la tua obiezione: “A me non interessa, non ci credo più, comunque vada non cambierà nulla”. Ed è qui che volevo arrivare. Se non ci credi più, continua pure a non votare alle elezioni, esercita questa forma di libertà. Ma questo è un referendum, non è un’elezione. E la Costituzione, dopotutto che ti ha fatto di male? Ti sembra un’astrazione retorica, una promessa inattuata? Forse. Ma garantisce qualcosa anche a te, anche se fatichi a riconoscerlo. Dev’essere applicata, non cambiata. E comunque non cambiata in questo modo.
Ricorda che questa tua libertà di non votare alle elezioni corrisponde a un diritto che stanno in sostanza portando via a tutti, anche a chi vuole continuare a esercitarlo. Con la legge elettorale, infatti, buona parte dei deputati li nomineranno i capi dei partiti, gli stessi partiti che per effetto della modifica della Costituzione eleggeranno tutti i senatori.
Quindi, per una volta potresti farlo per noi che ci crediamo ancora il piccolo sforzo di mettere una crocetta su una scheda. E poi – se mi permetti – dovresti farlo per te, poiché se riducono il diritto di votare ti tolgono anche la libertà di non esercitare quel diritto, come pure la libertà di cambiare un giorno idea.
Ma c’è un altro aspetto, il più importante: i ladri non vanno trattati con indifferenza, a maggior ragione i ladri di democrazia. Dire No a chi manipola le regole di tutti per un vantaggio di parte è pur sempre un atto di libertà, anche se non si crede alle regole, perfino se non si crede più a nulla. Riflettici ancora un momento.
Traccia su quel No il tuo istinto di libertà!

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Referendum costituzionale: l’Italia a un bivio. Sì e no a confronto

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 novembre 2016

emanuele-bilottiRoma Martedì 15 novembre 2016, alle 11.00, all’Università Europea di Roma, via degli Aldobrandeschi 190, si terrà il seminario “Referendum costituzionale: l’Italia a un bivio. Sì e no a confronto”.
Introdurrà l’incontro il Prof. Emanuele Bilotti, Ordinario di Diritto Privato e Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza all’Università Europea di Roma.
Interverranno il Prof. Giuseppe Colavitti, Associato di Istituzioni di Diritto Pubblico all’Università dell’Aquila, e il Prof. Filippo Vari, Ordinario di Diritto Costituzionale nel Corso di Laurea in Giurisprudenza all’Università Europea di Roma.
“È sicuramente un bene – ha spiegato il Prof. Emanuele Bilotti – che, in vista della prossima consultazione referendaria, nella quale saremo chiamati a confermare o a respingere la riforma costituzionale elaborata dal Parlamento, tutti i cittadini possano essere informati in maniera adeguata. Un’informazione corretta non è però sempre accessibile per tutti, in particolare per quanti non possono contare su una formazione giuridica. D’altra parte, i contenuti della riforma sono piuttosto articolati e presentano indubbiamente una certa complessità sotto il profilo tecnico-giuridico.
È dunque in un’ottica di servizio che, come docenti del Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza dell’Università Europea di Roma, abbiamo organizzato un breve momento di approfondimento e di confronto sulla riforma: un momento appositamente pensato, peraltro, per gli elettori più giovani, gli studenti delle ultime due classi delle Scuole superiori.
Si tratta di un pubblico che conosciamo bene e che sappiamo essere giustamente esigente. È un pubblico che si tiene per lo più lontano dai confronti televisivi, ma che cerca nondimeno risposte chiare e non accetta di essere strumentalizzato. Il nostro obiettivo è allora quello di esporre i contenuti della riforma in una maniera corretta e non approssimativa, ma pur sempre con semplicità e senza rischiare di annoiare con inutili tecnicismi.
È evidente poi che un’iniziativa di questo tipo non intende assolutamente orientare il voto in un senso o nell’altro. L’Università Europea di Roma, in quanto alta Istituzione formativa, non si schiera certo politicamente. Come già in altre circostanze, però, non si tira indietro quando si tratta di mettere le proprie competenze tecniche al servizio della società. L’equilibrio dei contenuti sarà assicurato dal coinvolgimento di due specialisti del diritto costituzionale, i quali, nel dibattito scientifico che ha accompagnato l’elaborazione della riforma, hanno già avuto modo di assumere posizioni antagoniste nella valutazione dei suoi contenuti da un punto di vista rigorosamente tecnico”. (foto: emanuele bilotti)

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Berlusconi: Votare No e rilanciare presidenzialismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

camera deputati2Dichiarazione dell’onorevole Elio Vito, deputato di Forza Italia e capogruppo azzurro in Commissione Difesa a Montecitorio: “Il Presidente Berlusconi ha, ieri sera, spiegato bene le nostre ragioni per il No al referendum costituzionale. Sono ragioni di merito, che riguardano una riforma sbagliata, inefficace e pericolosa.Ma il Presidente Berlusconi ha anche rilanciato l’esigenza di una vera riforma costituzionale, che preveda innanzitutto l’elezione diretta del Presidente della Repubblica e la riduzione del numero dei parlamentari, con l’abolizione del Senato. Proprio sulle ‘Ragioni del NO’ e sulla proposta riformatrice del Presidenzialismo si terrà una Conferenza stampa martedì 25 ottobre alle ore 11,30 presso la sala stampa della Camera dei deputati. Interverranno Elio Vito, Capogruppo di Forza Italia in Commissione Difesa e Silvia Pispico, responsabile giovanile del Comitato Presidenzialisti per il NO”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il referendum costituzionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 ottobre 2016

respect-costituzionedi Giuseppe BIANCHI. Il referendum è una forma di partecipazione diretta del cittadino al processo politico che integra le procedure partecipative della democrazia rappresentativa. Come chiarisce N. Bobbio “la democrazia rappresentativa e la democrazia diretta” non sono sistemi alternativi, … in un sistema di democrazia integrale sono entrambe necessarie”. La questione che si pone riguarda la specificazione delle due forme di partecipazione.
Tocqueville nella sua “Democrazia in America” , un classico del pensiero politico, introduce una distinzione tra processo politico e processo amministrativo. Il primo è accentrato per l’esistenza stessa dello Stato e regolato dalle procedure della democrazia rappresentativa per la complessità dei problemi da affrontare e risolvere. Il secondo è locale, legato ai bisogni delle diverse comunità ed è prevista la partecipazione diretta dei cittadini cosicchè “non esistono agenti governativi che non siano stati eletti”. Ha ancora valore questa distinzione? Io penso di si perché questa distinzione risponde ai canoni della razionalità delle decisioni. La razionalità delle decisioni è tanto maggiore quanto più i decisori sono in grado di valutare i contenuti e gli effetti delle loro decisioni e di gestire la negoziazione con quanti la pensano in modo diverso.
Il referendum, quale strumento di democrazia diretta, dovrebbe presentare tali proprietà: una partecipazione consapevole del cittadino mediante una discussione pubblica che porti poi ad una decisione dotata di esecutività condivisa. Questa premessa ci porta al referendum costituzionale prossimo per verificare se esistono le proprietà prima richiamate che possano favorire la razionalità delle decisioni da parte del cittadino.
Un primo problema è dato dalla natura prettamente politica delle questioni poste che si rifanno a preferenze, aspettative, suggestioni, difficilmente ricomponibili in un processo decisionale collettivo, informato e razionalmente valutabile. L’altro problema è dato dalla nebbia che avvolge il dibattito pubblico, dove, per una specie di eterogenesi dei fini, il disegno istituzionale in discussione viene sovraccaricato di significati e di effetti che riguardano gli equilibri di potere interni al sistema politico. I due problemi sono tra loro interconnessi: quanto più le alternative poste al cittadino sono lontane dai suoi diretti interessi, tanto più la manipolazione politica mediatica può fare appello a fattori irrazionali che fanno presa sulla indignazione, sulle emozioni dei cittadini, offuscando la razionalità delle decisioni. Il caso recente della Brexit va ricordato per il clima irrazionale di paura che ha contrassegnato il confronto pubblico il cui esito ha portato ad una decisione di rottura con l’Unione Europea che peserà sul futuro dei popoli di un intero continente.
La conclusione è implicita in quanto scritto. Il cittadino, chiamato a misurarsi con un referendum politico (peraltro previsto dalla Costituzione) deve sottrarsi ai condizionamenti di una rissa partitica artificiosamente creata per condizionare le sue decisioni. Certo la logica delle decisioni ammette una pluralità di razionalità che devono però essere sottoposte al vaglio di una valutazione razionale delle alternative esistenti e degli effetti conseguenti alle decisioni prese.
Viviamo un momento di crisi economica, occupazionale e di fragilità delle nostre istituzioni democratiche. Si proiettano confuse prospettive sul nostro futuro. C’è un problema di governabilità in una Europa competitiva ed in un mondo sempre più interdipendente. Gli assetti istituzionali sono importanti per la realizzazione delle opportunità di un paese. Non possiamo rimanere ostaggio della nostalgia per ciò che poteva accadere e non è accaduto. In gioco non sono i valori fondativi della nostra democrazia ma gli strumenti istituzionali per ridare loro la vitalità perduta. Il cittadino che vota deve assumere la capacità di proiettare i suoi interessi in una visione del futuro. La posta in gioco è troppo importante per trasformarla in una roulette russa.
Come ha scritto un arguto giornalista una volta fatta la frittata non è più possibile rimettere le uova nel guscio.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

La riforma costituzionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 ottobre 2016

costituzioneRoma sabato 15 ottobre 2016 Sala Capranichetta, Piazza Montecitorio, 125 Giornata di riflessione in collaborazione con la Scuola per la Buona Politica di Torino. Prima sessione – ore 9,30
Introduce e coordina: Elena Paciotti
Relazioni: Michelangelo Bovero, Democrazia maggioritaria o tirannia della maggioranza?
Lorenza Carlassare, Sistema elettorale, forma di governo, istituti di garanzia. Chi vince piglia tutto
Luigi Ferrajoli, Stefano Rodotà, Monocameralismo imperfetto?
Discussant: Tommaso Edoardo Frosini
Dibattito
Seconda sessione – ore 15,00
Coordina e conclude: Gaetano Azzariti
Relazioni:Mauro Volpi, Francesco Pallante, Quale rappresentanza territoriale? Un’analisi comparativa
Alessandro Pace, Modifica illegittima o eversione costituzionale?
Valentina Pazé, Problemi di legittimità. Chi cambia le regole del gioco?
Discussant: Cesare Pinelli
Dibattito – conclusioni (foto: costituzione)

Posted in Cronaca/News, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Domenico Gallo spiega le ragioni del NO al referendum costituzionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 settembre 2016

costituzione1Sermoneta Mercoledì 21 Settembre, alle ore 18:00, presso il Ristorante ‘La Torre’ in località Monticchio, si terrà un incontro pubblico per illustrare alla cittadinanza i motivi per i quali dovrebbero votare NO al prossimo referendum costituzionale. L’iniziativa è organizzata dal ‘Comitato per il No nel referendum sulle modifiche alla Costituzione’ al quale ha aderito la sezione di Sermoneta ‘Giorgio Battisti’ del Partito Comunista Italiano.
Al dibattito, introdotto da Giampaolo Milizia, Segretario del PCI Federazione di Latina, interverrà l’Onorevole Domenico Gallo, magistrato e attuale giudice della Corte di Cassazione, collaboratore di diversi quotidiani e riviste, autore e coautore di numerosi libri, da sempre impegnato nel mondo dell’associazionismo e del movimento per la pace, già Senatore della Repubblica per una legislatura e attivo nei comitati per la difesa della Costituzione.
Il vero obiettivo della riforma Renzi-Boschi è lo spostamento dell’asse istituzionale a favore dell’esecutivo, in sinergia con la legge elettorale «Italicum» già approvata. Un combinato disposto che avrà come unico risultato l’azzeramento della rappresentatività del Senato e l’indebolimento radicale della rappresentatività della Camera dei Deputati, con conseguenti ripercussioni sull’assetto generale dei rapporti tra i poteri dello Stato.
Ballottaggio, premio di maggioranza alla singola lista, soglie di accesso, voto bloccato sui capilista consegneranno la Camera nelle mani del leader del partito vincente, anche con pochi voti, nella competizione elettorale, secondo il modello dell’uomo solo al comando, in totale antitesi all’originaria architettura costituzionale fondata sulla sovranità popolare, sulla partecipazione democratica, sulla rappresentanza politica, sull’equilibrio dei poteri.
Le ragioni del NO alla deforma della Costituzione. Non supera il bicameralismo, lo rende più confuso e crea conflitti di competenza tra Stato e Regioni, tra Camera e nuovo Senato. Non semplifica, moltiplica i procedimenti legislativi e incrementa la confusione. I costi della politica potevano essere veramente tagliati in altri modi, visto che il nuovo Senato farà risparmiare solo un quinto della spesa attuale. Non innova, anzi conserva e rafforza il potere centrale a danno delle autonomie.
È illegittima, perché prodotta da un Parlamento eletto con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale. Non garantisce la sovranità popolare e l’equilibrio tra i poteri costituzionali, perché insieme alla nuova legge elettorale (Italicum) concentra il potere, con il premio di maggioranza, condizionando anche gli organi di garanzia (Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale). (foto: domenico gallo)

Posted in Cronaca/News, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Referendum: calano i si

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

la-costituzione-della-repubblica-italianaIl presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, pubblica sui social l’ultimo sondaggio, effettuato nella giornata dell’1 luglio, di Euromedia Research in merito al referendum sulla riforma della Costituzione: il ‘no’ arriva al 54,1%, mentre il ‘sì’ crolla al 45,9%.
“La forbice a favore del ‘no’ – afferma Brunetta – si amplia ulteriormente, ormai abbiamo sfondato la soglia del 54% e continueremo a crescere costantemente, mentre i ‘sì’ stanno crollando, sono in caduta libera. Diminuiscono gli indecisi.
Per di più, cosa da non sottovalutare, il Partito democratico è quello più ‘saturo’, con oltre l’83% dei suoi elettori che dichiarano di votare a favore della riforma. Cosa vuol dire? Che il margine di crescita per Renzi e i suoi è praticamente nullo. Hanno già fatto il pieno e resteranno al palo nei prossimi mesi. Tutti gli altri partiti hanno invece importanti margini di crescita, che influiranno sull’incremento del ‘no’, destinato ad aumentare ulteriormente.
Gli italiani hanno capito l’imbroglio Renzi, l’equivoco di un presidente del Consiglio mai eletto che ha come unica ragione sociale del suo agire l’occupazione militare del potere. E contro questo rischio di deriva autoritaria stanno dicendo e diranno ‘no’ alla sua riforma per mandarlo a casa e ripristinare la democrazia nel nostro Paese”, conclude Brunetta.

Posted in Cronaca/News, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Referendum costituzionale e il voto degli agricoltori

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2016

urne-voteIn queste settimane molti agricoltori ci fanno sempre la stessa domanda: come mai molte organizzazioni della rappresentanza agricola “tradizionale” hanno sposato la riforma costituzionale proposta dal governo? La risposta – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – è piuttosto semplice: perché in questo modo otterranno un’ulteriore riduzione degli spazi democratici per cercare di arginare la forte crisi che stanno vivendo. La verità però – continua Tiso – è che questo tentativo non basterà per fermare il loro ormai inevitabile declino e che alla fine l’unica cosa che otterranno sarà quella di avere un Paese ancora più povero e sottomesso. I risultati delle recenti amministrative, con percentuali di astensionismo molto più che preoccupanti e con un voto chiaramente dato nella direzione di dare un forte segnale a questo esecutivo – conclude Tiso –, avrebbero dovuto aprire uno spazio di riflessione anche sulla riforma costituzionale proposta. Ma invece il presidente del Consiglio, con la sua ormai proverbiale arroganza, ha deciso di andare avanti senza discutere o ascoltare nessuno dei cittadini che ha l’onore di rappresentare.
Come Confeuro – conclude Tiso – ci sentiamo in dovere di avvisare l’esecutivo su una cosa. Nonostante gli endorsment ricevuti dai sindacati agricoli “tradizionali”, la verità è un’altra. E cioè che gli agricoltori voteranno NO a questa riforma perché vogliono che la nostra Costituzione continui a tutelare le minoranze e il pluralismo delle idee.

Posted in Cronaca/News, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Codice dell’ordinamento militare incostituzionale?

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2011

Italiano: Ministero della Difesa, Palazzo Aero...

Image via Wikipedia

“Il Codice dell’ordinamento militare (d.lvo 15 marzo 2010,n. 66) e il Testo unico delle disposizioni regolamentari (d.P.R. 15 marzo 2010, n. 90) devono ritenersi affetti da vizio di incostituzionalità perché adottati oltre il termine per l’esercizio della delega disposta con il c.d. taglia leggi (L. 246/2005). Gli schemi dei decreti da sottoporre al parere del Parlamento sono stati assegnati alla Commissione parlamentare per la semplificazione normativa solo il 15 dicembre 2009 con la conseguenza che il termine per l’espressione del parere obligatorio sarebbe scaduto oltre il termine ultimo del 16 dicembre 2009, per l’esercizio della delega, che quindi non poteva essere prorogato. Tuttavia , il Governo con una singolare interpretazione dell’articolo 14, comma 22, ultimo periodo, della legge 246/2005, ha prorogato ugualmente il termine per l’esercizio della delega, nonostante la norma in questione ne prevedeva tale possibilità solo «Qualora il termine previsto per il parere della Commissione scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto dal comma 14, quest’ultimo e’ prorogato di novanta giorni.». L’avvocato Marco Napoli, consulente legale del Pdm per le questioni amministrative e militari, ha ritenuto doveroso sollevare la questione per evidenziare l’illegittimità degli atti adottati dal Ministero della Difesa dopo il 9 ottobre 2010, per violazione di legge e dell’articolo 76 della Costituzione. La questione ora non mancherà di riversare i suoi – certamente devastanti – effetti su tutti gli atti e i procedimenti amministrativi adottati in virtù di norme che, qualora dovessero essere dichiarate nulle, stravolgerebbero l’intero sistema Difesa con la conseguenza che l’enorme contenzioso che si svilupperà sarà, ancora una volta, a causa dell’incompetenza di una classe politica e dirigente che troppo spesso opera con l’impunita consapevolezza di piegare le leggi e la Costituzione, pur di raggiungere lo scopo come ad esempio è avvenuto con la clamorosa soppressione del reato di “banda armata” e quindi l’interruzione di processi penali a carico di esponenti politici.” Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm)

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Giustizia: ritirare riforma costituzionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2011

“La maggioranza sembra voler andare avanti sulla devastante modifica della Costituzione sulla giustizia, come non fossero accaduti alcuni fatti per essa distruttivi. Le audizioni hanno stroncato l’impianto e le finalità del testo. La bocciatura del legittimo impedimento ha fatto capire che gli italiani non vogliono leggi di favore né manette ai giudici, come previsto nel testo presentato. Lo stesso Berlusconi nel discorso alla Camera ha sfumato sulla riforma, quasi a far capire che non gli interessa. Ce ne sarebbe abbastanza, per una maggioranza senza ministro, per ritirare il provvedimento”. Lo dice in una nota il capogruppo IdV in commissione Giustizia alla Camera, Federico Palomba. “I numeri nel Parlamento – aggiunge Palomba – non corrispondono ai numeri nella società: se questa maggioranza proseguirà per la stessa strada perderà con ancor maggiore evidenza le elezioni, perché i cittadini stanno dalla parte dei giudici e della giustizia”.
“L’opposizione di Italia dei Valori sarà ancora più dura – conclude Palomba – nel Parlamento ma anche fuori da esso”.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scissione del Csm?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2010

“Un piccolo e assurdo programma in cui è chiaro che l’obiettivo non è far funzionare la giustizia ma sottoporla al controllo politico, ovviamente il suo” così Federico Palomba, capogruppo IDV in Commissione Giustizia alla Camera, commenta le dichiarazioni di Berlusconi sulla riforma della giustizia. Tra le tante ghedinate sparate oggi in Aula, la più grave è quella relativa alla scissione del Csm attraverso una modifica costituzionale, con il doppio scopo di sottoporre la magistratura e l’esercizio dell’azione penale al controllo politico. Su questo stravolgimento della Costituzione, Italia dei Valori eleverà barricate” conclude Palomba.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Il diritto civile nella legalità costituzionale”

Posted by fidest press agency su martedì, 21 settembre 2010

Camerino. I prossimi 24 e 25 settembre si svolgerà, infatti, a Camerino, presso il Teatro Filippo Marchetti messo a disposizione dal Sindaco di Camerino Dott. Dario Conti, un convegno dedicato al ruolo dell’Arbitro nella moderna giustizia arbitrale. L’incontro, organizzato in collaborazione con la Prefettura di Macerata e l’Ordine degli Avvocati di Camerino, vedrà la partecipazione di illustri esponenti del mondo accademico e professionale come Romano Vaccarella, già giudice della Corte Costituzionale e in passato docente della Facoltà di Giurisprudenza Unicam, Pietro Perlingieri, Presidente della Società italiana degli studiosi del diritto civile e fondatore della Scuola di Specializzazione camerte, Guido Alpa, Presidente del Consiglio Nazionale Forense e il Dott. Rinaldo Sali della Camera Arbitrale di Milano.Anche il Presidente della Repubblica, On.le Giorgio Napolitano, ha voluto sostenere l’iniziativa inviando al Coordinatore della Scuola, Prof.ssa Lucia Ruggeri, un messaggio augurale tramite il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, dott. Renato Marra. Il convegno sarà aperto dal saluto delle autorità accademiche e di esponenti degli enti patrocinanti. In particolare, hanno, finora, assicurato la propria presenza il Prefetto di Macerata, Dott. Vittorio Piscitelli e il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Camerino, Avv. Corrado Zucconi. L’iniziativa è patrocinata da: Regione Marche, Provincia di Macerata, Comune di Camerino, Camera di Commercio di Macerata, Camera Arbitrale di Milano, Società Italiana degli Studiosi del Diritto Civile, Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Macerata e Camerino, Centro di studi giuridici sui diritti dei consumatori di Terni. (ruggeri)

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Turchia: referendum costituzionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 settembre 2010

Turchia 12 settembre: Referendum sulla riforma costituzionale. L’eventuale riforma ignora la questione kurda – Chiesta l’autonomia amministrativa regionale per la Turchia sudorientale
L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) saluta con favore la proposta per il cambiamento della costituzione presentata in Turchia dal partito di governo AKP come un primo passo verso un vero stato di diritto. Contemporaneamente l’APM lamenta però che la proposta non contiene alcuna possibile soluzione per la questione kurda in Turchia. Resta quindi solo la speranza che una eventuale riforma della costituzione possa contribuire a ridurre in parte quell’eredità autoritaria lasciata al paese dal suo fondatore Kemal Atatürk che ha creato notevoli sofferenze alle popolazioni non-turche del paese. L’APM ricorda infatti che il cosiddetto “scambio di popolazione” avvenuto durante il governo di Atatürk ha comportato la cacciata dal paese di 1,2 milioni di Greci dello Jonio e della Tracia e 100.000 morti tra Greci e Armeni nella sola città di Smirne l’odierna Izmir. Inoltre durante il lungo dominio di Atatürk sono state sedate nel sangue tre sollevazioni kurde durante le quali morirono decine di migliaia di bambini e centinaia di migliaia di Kurdi furono forzatamente dislocati. La proposta di costituzione dell’AKP, posta a referendum domenica prossima, prevede tra le altre cose anche un maggiore controllo democratico della giustizia e delle forze armate. Fino ad ora generali, partiti kemalisti con una certa forza e giudici potevano sospendere in ogni momento i diritti umani e civili della popolazione. Per questo motivo molte organizzazioni per i diritti umani e civili e molti giornalisti indipendenti salutano la possibile riforma costituzionale, auspicando al contempo che a questo primo passo possano seguire ulteriori riforme. Il maggiore partito kurdo BDP invece chiede il boicottaggio del referendum. Secondo l’APM, solo una costituzione federale, p.es. su modello tedesco, può contribuire all’integrazione e alla parità dei diritti dei 15 milioni di Kurdi e porre fine alle persecuzioni e alle repressioni operate in Turchia contro altri gruppi etnici. L’APM ricorda infine che nella Turchia di Erdogan vi sono tuttora oltre 7.000 prigionieri politici Kurdi, tra cui 3.000 bambini e adolescenti, che nella parte sudorienatle del paese – area a maggiore densità kurda – non può esistere nemmeno una scuola in lingua kurda, che più di 3.876 villaggi kurdi distrutti dall’esercito turco non sono ancora stati ricostruiti e che gli intellettuali turchi che scrivono a proposito della questione kurda continuano ad essere condannati a lunghe pene detentive.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »