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Oscenità e violenza nei costumi della nostra contemporaneità

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 agosto 2020

Osceno – per quanto ci riguarda – è un concetto intimo, e la sua socializzazione è sempre sinonimo di violenza di qualcuno su qualcun altro, questo qualcuno che vuole imporre all’altro il proprio concetto e la propria pratica di oscenità. Talvolta leggendo una sentenza di un giudice, oltre che mantenerci la pancia dalle risate che ci provoca, subito dopo ci rattristiamo: è il Paese in cui siamo nati ed in cui continuiamo a vivere. Si, lo so, siamo testardi a non cambiare Paese, ma c’è sempre un qualche motivo o una qualche bellezza che ci allontana da questi propositi. Mi chiedo, a volte, se i nostri buoni intendimenti non vanno a scontrarsi con le leggi della globalizzazione che oltre a farci vedere tante cose da chi vive all’altro capo del mondo cerca d’importi, per imitazione, la sua cultura e le sue abitudini nel bene e nel male anche se quest’ultimo prevale sul primo. Abbiamo scoperto l’America? No, era stata già scoperta. Ne scriviamo solo perchè, da irriverenti quali siamo verso questa sorta di “pudore di Stato”, auspichiamo che, a furia di parlarne, qualcuno ci rifletta sopra, si incavoli in ogni ambito e ne faccia tesoro per chi dipende dalle sue decisioni e per i propri figli. E’ che tutto è diventato un prodotto d’importazione e d’esportazione. Alla fine non ci accontentiamo più d’essere dei malvagi ma vogliamo esserlo di più per sfidare le stesse leggi della natura e della convivenza civile.
Un tempo il ladro colto in flagrante si limitava a fuggire oggi si rivolta contro la vittima e non esita a seviziarla e ad ucciderla. Abbiamo, in pratica, perso il senso della misura. Non riusciamo più a dare una ragione al nostro essere e divenire e persino quando si deve essere raccolti nella preghiera guardiamo di sottecchi il nostro vicino e siamo distratti da pensieri poco “onorevoli” per una ragazza che ti siede accanto e ti sfiora il braccio e ti accorgi che è carina e che ha il seno che si rivela sotto le pieghe del vestito.
La circostanza ci fa riflettere non tanto per le distrazioni che ci permettiamo in un posto che noi stessi, per altro, abbiamo considerato sacro, ma per la nostra inettitudine nel valutare gli eventi e capacità di saperli controllare e considerarli nella giusta misura. Abbiamo notato, ad esempio, nel pieno di una celebrazione religiosa, cosa accade se nell’affollato asembramento c’è un bambino che piange? Quasi tutti cercano con lo sguardo di localizzare la fonte come se rivolgendo lo sguardo sull’autore e sulla persona alla quale è stato affidato il bimbo si possa tacitare quel pianto o per lo meno accettarlo e giustificarlo o anche esprimere un giudizio critico per chi dovrebbe fare in modo di acquietarne gli effetti sonori. A volte per una manciata di secondi se non di minuti noi ci distraiamo del tutto dall’ambiente dove ci troviamo per far divagare i nostri pensieri, per allontanarci mentalmente dal luogo sacro e dalla funzione che stiamo seguendo che è partecipazione spirituale e materiale alla sacralità del rito. Lo stesso accade per chi tiene accesa la televisione a basso volume mentre si sfaccenda in casa e finisce con il recepire le notizie che la mente riesce a catturare casualmente confondendone il messaggio tra il trasmesso e la nostra capacità di deformarne il contenuto in virtù del fatto che ne cogliamo solo una parte e cerchiamo di colmare il resto con ciò che supponiamo possa aver detto il personaggio che ci sussurra qualcosa dal monitor del televisore. Questa nostra palese incapacità di ascoltare con attenzione ciò che gli altri dicono non ci consente di seguire il filo logico delle argomentazioni espresse dal nostro occasionale interlocutore e trarne motivo di riflessione rifuggendo dai giudizi avventati o da ricostruzioni di comodo del suo pensiero.
In questo modo i messaggi che gli altri c’inviano finiscono con il peccare di autenticità, non ci permettono di trarne un obiettivo spunto di riflessione, non ci stimolano a valutazioni di merito e a cogliere, nella migliore delle ipotesi, le insidie di un messaggio che sublima l’inganno e la disinformazione. Abbiamo, in pratica, allentato il nostro livello di attenzione, la nostra capacità di discernimento. (Riccardo Alfonso)

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Cavalli, costumi e dimore

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2019

Torino 19 dicembre 2019 – 13 aprile 2020 GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino Anteprima per la stampa: mercoledì 18 dicembre ore 12. La mostra, a cura di Virginia Bertone tratteggia la formazione di Carlo Pittara e gli anni della “Scuola di Rivara”, per concentrarsi sulla storia e la fortuna critica della Fiera di Saluzzo. Il riallestimento del dipinto è quindi un’occasione di riscoperta, studio e approfondimento, per cercare di ritrovare le motivazioni della grande raffigurazione. Nello stesso tempo l’esposizione del dipinto ha permesso di verificare le sue condizioni conservative, a tale scopo è stato realizzato un nuovo telaio in sostituzione di quello non più utilizzabile del 1981.La grande opera suscitò grande entusiasmo del pubblico che visitò l’Esposizione Nazionale, per l’originalità dell’invenzione, la resa realistica della ricostruzione dell’antica fiera, accanto alla dimensione a scala naturale della rappresentazione. Il risultato è sorprendente: una grande parata di cavalieri, personaggi in costume e moltissimi animali: dalle capre ai bovini, dai cavalli di razza a quelli da tiro, dagli animali da cortile ai cani, fino alla scimmietta ritratta sulla spalla di un giovane con lo scopo di attrarre l’attenzione sulla merce di un pittoresco venditore di chincaglieria. Una sorta di grande affresco, se non addirittura la premonizione di una visione da cinemascope.
Al dipinto è affiancato un grande grafico che permette di individuare gli edifici e le dimore saluzzesi, e apprezzare le diverse specie degli animali raffigurati. Per il riconoscimento e lo studio degli animali dipinti con grande competenza da Pittara, la mostra si avvale in particolare dell’apporto di alcuni Docenti ed ex Docenti del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino, nell’ambito di una collaborazione in occasione delle celebrazioni per i 250 anni dalla fondazione della Scuola Veterinaria di Torino.A concludere il percorso è una sezione dedicata all’Esposizione Nazionale del 1880 che propone i diversi acquisti della Città di Torino per il Museo Civico, a partire da una delle tele premiate: La deposizione di Papa Silverio di Cesare Maccari, che riflette un’impressionante ricerca di verità nella rappresentazione delle figure, anche qui grandi al vero, ispirate all’età romana tardoantica. Alla rievocazione dei primi martiri è dedicato il marmo dell’Eulalia Cristiana di Emilio Franceschi, anch’esso premiato, mentre al gusto orientalista rispondeva la rappresentazione sensuale della Schiava di Giacomo Ginotti. L’indagine compiuta in occasione della mostra ha permesso di mettere in luce, all’interno della collezione della GAM, diverse altre opere che parteciparono a quella manifestazione e che furono donate al Museo in momenti successivi: è il caso di un soggetto non lontano da quello Pittara, come la Fiera di animali a Moncalieri di Felice Cerruti Bauduc, che fu però completamente oscurato dalla presenza della Fiera di Saluzzo, o ancora il singolare soggetto dell’ormai anziano Francesco Gonin, Il primo cavallo domato dall’uomo. Sono inoltre esposti gli splendidi Studi per le “Tentazioni di Sant’Antonio” di Domenico Morelli che permettono di rievocare la presenza del dipinto che l’artista presentò con successo all’Esposizione. Domenico Morelli veniva premiato in quell’occasione con un diploma d’onore, mentre Antonio Fontanesi, che si presentava con la sua ultima fatica Le nubi, veniva ignorato ed escluso dalle premiazioni.La mostra si avvale della collaborazione scientifica di Lea Antonioletti, Sonia Damiano e Alice Guido ed è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale. Orari di apertura: da martedì a domenica: 10.00 – 18.00, lunedì chiuso. La biglietteria chiude un’ora prima. Biglietti: Intero 10,00€ Ridotto 8,00€ Ingresso gratuito Abbonamento Musei e Torino Card.

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Carnevale di Venezia: lo spettacolo prende il via

Posted by fidest press agency su sabato, 27 gennaio 2018

carnevale veneziaE che spettacolo. Il circo, i giochi, le scenografie del film “La Strada” di Fellini, Venezia, Mestre, le città della cintura metropolitana, l’acqua, le tradizioni, i costumi, il cibo, le maschere, i dolci, coriandoli e stelle filanti, allegria e divertimento, il glamour e la musica. Venezia alza il sipario su una delle sue feste regine, ricercata e desiderata da migliaia di visitatori da tutto il mondo e nella quale è lecito concedersi qualche strappo alla regola, alle regole.E’ il tema del “gioco” il filo rosso che tiene insieme il ricco programma di iniziative dell’edizione 2018 del Carnevale di Venezia. Il gioco che, nell’ideazione del direttore artistico della kermesse, Marco Maccapani, si presta a mille interpretazioni ed espressioni. Codice della socializzazione primaria e strumento di costruzione delle identità adulte, il gioco accomuna l’uomo a tutti gli animali e si declina con modalità diverse a seconda delle varie età della vita.Il gioco quindi quale travestimento, invenzione, cambio di identità sino alle sue manifestazioni più articolate e complesse come intrattenimento quindi teatro, musica, arte e circo.
«Il Carnevale di quest’anno – spiega Marco Maccapani – vuole essere un omaggio ad una forma di spettacolo antico – il circo – fatta di stupore, tecnica, acrobaticità e magia dove si mescolano ambiti e ruoli, abilità e fantasia, in un mix sorprendente che regala emozioni senza tempo. Il recupero di una tradizione che vuole ricordare anche Federico Fellini, che ne fu un grande estimator».
Per oltre due settimane, dal 27 gennaio prossimo sino al 13 febbraio, Venezia e Mestre prendono infatti le sembianze di un grande circo. A questa tradizione, si ispira anche l’allestimento ideato dallo scenografo del Teatro La Fenice, Massimo Checchetto, sia per Piazza San Marco, anima dell’intrattenimento a Venezia, sia per Piazza Ferretto. Per l’occasione, verranno utilizzati alcuni elementi del circo italiano Togni, contraddistinti dalle classiche righe di colore giallo e rosso, e che erano stati utilizzati nelle scenografie del film “La strada” di Federico Fellini.
carnevale venezia1Ad aprire ufficialmente il Carnevale, sabato 27 gennaio, ore 18.00, sarà la Festa Veneziana, appuntamento che ogni anno trasforma il rio di Cannaregio in un vero e proprio palcoscenico sull’acqua. Nello spettacolo di quest’anno, “VeCircOnda”, a cura di Wavents, protagoniste le attrazioni classiche del circo di inizio Novecento: il carosello dei cavalli, l’acrobata, i clown, gli animali esotici. Lo spettacolo verrà replicato alle ore 20.00.
Domenica 28 gennaio sarà la volta del corteo acqueo mascherato delle Associazioni Remiere che sfilerà, da Punta della Dogana al rio di Cannaregio, preceduto quest’anno, alle ore 10.30, da una Regata Sprint delle Colombine. Curata dall’Associazione Regatanti Venezia, per la prima volta le donne saliranno a bordo dei gondolini (non quelli usati dai campioni della Regata Storica ma delle imbarcazioni messe a disposizione da privati), abitualmente vogati solo dagli uomini. All’arrivo del corteo, stand gastronomici, a cura di A.E.P.E. (Associazione Esercenti Pubblici Esercizi), offriranno degustazioni di specialità veneziane. Sempre domenica 28 gennaio, Mestre vivrà, dalle ore 15.30, un anticipo del Mestre Carnival Street Showfacendo sfilare alcuni elementi scenografici dello spettacolo VeCircOnda per le vie della città.
carnevale venezia piazza san marco1Sabato 3 febbraio alle ore 14.30, la Festa delle Marie darà il via agli spettacoli in Piazza San Marco. Le dodici ragazze veneziane, selezionate precedentemente da una giuria ad hoc, vestite con i costumi realizzati dall’Atelier Pietro Longhi su tessuti di Rubelli e seguite da un corteo storico in costume a cura del C.E.R.S. – Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche, raggiungeranno Piazza San Marco da San Pietro di Castello. Qui verranno presentate ufficialmente al pubblico sul palco. Dal 3 febbraio inizia anche il Concorso giornaliero della Maschera più bella (dalle ore 12.00) mentre prende avvio a Mestre uno degli appuntamenti più partecipati del Carnevale in terraferma: il Mestre Carnival Street Show, che proponesabato 3 e domenica 4 febbraio e poi dall’8 al 13 febbraio, un ricco programma di intrattenimento per un pubblico di tutte le età, tra artisti di strada, musica, giochi e spettacoli per le vie della città. Un’animazione che avrà come fulcro il grande palco di Piazza Ferretto, che ricorda un tendone da circo, per poi irradiarsi in modo capillare all’interno del tessuto cittadino.
All’insegna di un’atmosfera gotica, dal 3 al 14 febbraio Ca’ Vendramin Calergi, maestoso palazzo sul Canal Grande, sede del Casinò, ospita la cena ufficiale e ballo del Carnevale di Venezia 2018 “JACK HILL and Mrs. HIGH”. Le emozionanti performance artistiche di Nuart, l’intrattenimento del Principe Maurice, i costumi dell’Atelier Pietro Longhi, l’affaccio mozzafiato sul Canal Grande sono gli ingredienti di una serata dove ballerini, musicisti, artisti e attori creeranno un’atmosfera di follia, improvvisazione e cambi di ruoli. Cena nelle sale con performance dal vivo e, dopo la mezzanotte, musica live e dj-set fino alle 2.30 con cocktail bar. In via eccezionale, il Dinner Show quest’anno prolungherà di una serata la sua programmazione fino al mercoledì delle Ceneri, in occasione della Festa di San Valentino.
Domenica 4 febbraio alle ore 12.00, il volo dell’Angelo: Elisa Costantini, Maria del Carnevale dell’edizione 2017, scenderà a mezzogiorno dal campanile di San Marco, vestita con un abito confezionato dall’Atelier Stefano Nicolao.carnevale venezia angelo2
Giovedì grasso, 8 febbraio, torna anche quest’anno la Ballata delle Maschere, curata dall’Associazione “Compagnia L’Arte dei Mascareri” che riprende e reinterpreta “Il taglio della testa al Toro”, rievocando così il Giovedì Grasso dell’anno 1162 in cui si celebrava la vittoria del doge Vitale Michiel II sul Patriarca Ulrico di Aquileia con i dodici Feudatari ribelli. Ritrovo in campoSanta Margherita alle ore 15 e arrivo in Piazza S. Marco con un grande spettacolo conclusivo.
Venerdì 9 febbraio si terranno due repliche (ore 14.30 e 17.00) della rievocazione storica, in piazza san Marco, delle lotte tra le fazioni di due diversi sestieri della città, ‘nicolotti'(Dorsoduro) e ‘castellani’ (Castello).Protagonista del Volo dell’Aquila in programma domenica 11 febbraio, alle ore 12.00, sarà il patron della Diesel, Renzo Rosso. In contemporanea a Mestre il Volo dell’Asino dalla Torre al palco di Piazza Ferretto. Nel pomeriggio, gran finale a San Marco per ‘La Maschera più bella’ con l’assegnazione dei premi ai finalisti e – per la prima volta – una Regata Sprint di Carnevale tra caorline dalle ore 14.30, nel tratto di Canal Grande tra Ca’ Vendramin Calergi e Rialto, a cura di Associazioni Agonistica di Voga Veneta e dell’Ufficio Regate del Comune di Venezia.
Gran finale martedì grasso, 13 febbraio, con l’incoronazione alle ore 16.30 della Maria vincitrice dell’edizione 2018, che giungerà in Piazza al termine del corteo acqueo in partenza da San Giacomo

carnevale venezia angelo

31.01.2016 Carnevale di Venezia 2016: Il volo dell’Angelo Irene Rizzi. © Italo Greci/Unionpress

dell’Orio. Alle ore 17.00 lo Svolo del Leon, che simboleggia la conclusione delle celebrazioni in piazza San Marco e annuncia la fine del Carnevale. Il gigantesco gonfalone risalirà, cioè dal basso verso l’alto, i circa novanta metri che dividono il centro del palco con la cella campanaria sulle note dell’Inno di San Marco.Tra i poli del divertimento dedicato ai più giovani, l’Arsenale Carnival Experience 2018 con 5 serate di dj set, dal 9 al 13 febbraio, a cura di Molocinque in collaborazione con Vela.
Ad affiancare gli spettacoli di piazza, un nutrito programma di eventi culturali curato da Stefano Karadjov nei musei, nelle biblioteche, nei teatri, negli archivi e nelle sale da musica cittadine con eventi in gran parte gratuiti: un portolano del Carnevale per cittadini e ospiti, per approdare in luoghi mai visitati prima, scoprire una città artisticamente esuberante e vitale nei 150 e più eventi previsti, con oltre 300 artisti coinvolti nelle pièce teatrali, nei concerti, nei laboratori, nelle visite drammatizzate in tutte le principali Istituzioni pubbliche e private cittadine.
Oltre a tutte le iniziative che si svolgono nelle diverse località del Comune di Venezia – tra queste le tradizionali sfilate di carri mascherati, nell’estuario, a Burano, giovedì 8 e martedì 13 febbraio, e in terraferma, a Zelarino, sabato 3 e martedì 28 febbraio e a Marghera il 10 febbraio, – da alcuni anni, il Carnevale di Venezia ha assunto una dimensione diffusa, facendo rientrare in un unico ‘cappello’ un palinsesto articolato di iniziative nei diversi comuni dell’area metropolitana. (foto: carnevale venezia)

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Amadeus di Peter Shaffer

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2015

Teatro di San Carlo - Concerto 07/03/2014 - dir. John Axelrod

Teatro di San Carlo – Concerto 07/03/2014 – dir. John Axelrod

amadeusNapoli martedì 28 luglio e mercoledì 29 luglio ore 20 Teatro San Carlo concerto di John Axelrod nella versione di Amadeus di Peter Shaffer. Sul palcoscenico del Lirico l’attore Luca Barbareschi, impegnato a vestire i panni del rivale del genio di Salisburgo, l’italiano Antonio Salieri, ruolo che Barbareschi ha già ricoperto in passato nella versione in prosa di Amadeus firmata da Roman Polanski. Accanto a Barbareschi, Francesco Bonomo interpreterà Mozart mentre Dajana Roncione sarà Costanza. Sul podio, a dirigere Orchestra e Coro del San Carlo su musiche dello stesso Mozart, John Axelrod impegnato anche al pianoforte. Voci soliste Marie – Pierre Roy (soprano), Eva Vogel (mezzosoprano), Alexander Kaimbacher (tenore) e Thomas Tatzl (basso).
Amadeus è la storia di una feroce gelosia, quella che nasce nel cuore di Salieri, celebre compositore del suo tempo,

Direttore: John AxelrodContralto: Rinat ShahamMaestro del Coro:Salvatore CaputoMaestro del Coro di Voci Bianche: Stefania RinaldiOrchestra, Contralto, Coro Femminile e Coro di Voci Bianche del Teatro di San CarloSpettacolo Stagione Sinfonica 2012-2013Gustav Mahler Sinfonia n° 3 in re min.Sabato 3 novembre 2012, ore 20.30 (Turno S)Domenica 4 novembre 2012, ore 18.00 (Turno P)

Direttore: John AxelrodContralto: Rinat ShahamMaestro del Coro:Salvatore CaputoMaestro del Coro di Voci Bianche: Stefania RinaldiOrchestra, Contralto, Coro Femminile e Coro di Voci Bianche del Teatro di San CarloSpettacolo Stagione Sinfonica 2012-2013Gustav Mahler Sinfonia n° 3 in re min.Sabato 3 novembre 2012, ore 20.30 (Turno S)Domenica 4 novembre 2012, ore 18.00 (Turno P)

quando incontra Mozart e si accorge dei propri limiti di fronte a un tale genio. Shaffer nello scrivere la sua pièce trae spunto dal dramma di Puskin Mozart e Salieri in cui quest’ultimo per gelosia e invidia arriva ad avvelenare Mozart pur di essere ricordato dai posteri se non come musicista almeno come assassino. Invidia, rabbia, senso di impotenza, bisogno d’amore e di libertà, indignazione, sono dunque le passioni che muovono i protagonisti della vicenda. «Mi sembrava interessante rifare “Amadeus” dopo tanto tempo e con l’esperienza di teatro accumulata in questi anni –afferma Luca Barbareschi – mettere in scena questo spettacolo è stata un’impresa colossale, uno dei maggiori successi degli ultimi anni in cui ho avuto il privilegio di essere diretto da uno dei più grandi registi del mondo, Roman Polanski e di avere i costumi del Premio Oscar Milena Canonero. Sono felice ed emozionato di partecipare nuovamente a questa avventura in una cornice straordinaria come quella del Teatro San Carlo di Napoli. Questo “Amadeus” sarà sicuramente diverso nella concezione scenica rispetto al “mio”, ma è sempre una storia di invidia e gelosia, ed è questo che mi è piaciuto subito quando ho letto Shaffer: il racconto di sentimenti universali, senza tempo». «Tutti conoscono Mozart e tutti conoscono Amadeus, il film di Milos Forman vincitore del premio Oscar e basato proprio sull’opera di Peter Shaffer» – racconta John Axelrod. «Questo lavoro – continua il direttore – che ho adattato per una live performance su palcoscenico con orchestra, coro, attori e solisti, è un dramma totale, un’opera d’arte di teatro e musica, di sinfonica e lirica insieme, che sfida la tradizionale nozione di concerto. La storia segue la musica, come la musica segue il testo» . (foto: amadeus)

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La bellezza dell’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 22 maggio 2011

Roma. «All’Opera per raccontare la bellezza del nostro Paese». Così l’Assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani Gianluigi De Palo, intervenuto ieri alla chiusura del progetto “La Scuola all’Opera”, curato dal Dipartimento Didattica del Teatro dell’Opera di Roma in collaborazione con l’Assessorato, giunto alla sua sesta edizione. Circa 7000 studenti provenienti da 78 scuole elementari e medie inferiori su tutto il territorio del Lazio, hanno preso parte al progetto di quest’anno e, dopo aver imparato a conoscere storie, personaggi e costumi de “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti, l’hanno portata in scena con uno spettacolo-laboratorio al Teatro Nazionale nelle scorse settimane, con un totale di 9000 spettatori paganti tra studenti e genitori. «Spesso pensiamo che l’opera sia una cosa noiosa e da adulti. Invece, questo progetto in collaborazione con il Teatro dell’Opera, cui intendiamo dare seguito, ci insegna a osare e ci dimostra che i bambini hanno l’istinto della bellezza, qualcosa di ancestrale, che va sostenuto in tutti i suoi linguaggi».

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Il ballo delle anime

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 febbraio 2011

Cagliari giovedì 17 febbraio 2011 ore 21 Minimax/Teatro Massimo   (Su ballu ‘e is animas)  di Veronica Cruciani  con Maria Grazia Bodio, Lia Careddu, Isella Orchis, Cesare Saliu e i giovani attori che hanno partecipato al laboratorio I ritorni Michela Atzeni, Valeria Cocco, Maurizio Giordo, Felice Montervino, Mariagrazia Pompei, Federico Saba  assistente alla regia Rosalba Ziccheddu scene Barbara Bessi  costumi e maschere Arianna Caredda  musiche Mario Borciani luci Loïc François Hamelin
Debutta a Cagliari Il ballo delle anime (Su ballu ’e is animas) di Veronica Cruciani, la nuova produzione del Teatro Stabile della Sardegna per la stagione di prosa 2010-2011. Dopo Storie a mare! per la regia di Guido De Monticelli, La vita in versi curato da Franco Graziosi e Nozze di Sangue (regia di Serena Sinigaglia che ha curato anche la drammaturgia insieme a Marcello Fois), va in scena in anteprima al ridotto del Massimo, lo spettacolo che vede sul palco quattro attori storici dello Stabile della Sardegna come Maria Grazia Bodio, Lia Careddu, Isella Orchis, Cesare Saliu ai quali si affiancano sei giovani artisti che durante la scorsa stagione hanno preso parte al laboratorio I ritorni, il progetto di formazione e ricerca e, insieme, di produzione teatrale: Michela Atzeni, Valeria Cocco, Maurizio Giordo, Felice Montervino, Mariagrazia Pompei, Federico Saba.  Frutto di un accurato lavoro svolto dalla regista insieme ai protagonisti, lo spettacolo nasce da una raccolta di storie, testimonianze, ricordi personali legate dall’esperienza del viaggio e dell’emigrazione dall’Isola.
Veronica Cruciani, diplomata alla Scuola D’arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, ha la sua prima affermazione nel 2003 con il monologo Le nozze di Antigone scritto per lei da Ascanio Celestini. (il ballo delle anime)

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Diversità e identità umana

Posted by fidest press agency su martedì, 18 gennaio 2011

Le generazioni che stanno vivendo la nostra contemporaneità sono chiamate a risolvere un problema esistenziale essenziale e che con il trascorrere del tempo diventa sempre più pressante e improcrastinabile. Si tratta di irrobustire la propria identità, integrità e dignità personale e ove si fossero smarrite di andare a recuperarle. In altri termini siamo consci che si è allentato l’amore verso i propri simili e la natura che ci ospita e tale defaillance è a tutti i livelli: morale, sociale, culturale, economico e spirituale. Lo notiamo, in pratica, con il rallentamento dei costumi, la poca rappresentatività di coloro che ci governano e l’esempio degradante dei loro comportamenti. Le ricadute sono inevitabili nello sviluppo, nella maturazione nella crescita dell’umanità. Rischiamo di parlare di libertà ma non di opera di liberazione ricadendo nella schiavitù del mondo. Parliamo spesso di istruzione, educazione, assistenza sociale ma finiamo con il fare dell’essere umano un’immagine sempre meno coerente con l’ideale. Dimentichiamo, sovente, che il bene della persona umana, la sua identità personale sta a fondamento di ogni società. Se noi non siamo conseguenti a questo volere noi finiamo con lo spezzare la catena che allaccia l’identità dell’esistente creato alla perfezione spirituale. Questo percorso virtuoso ha un senso e ci dà una risposta se noi nella nostra individualità riusciamo ad esprimere una forza interiore capace di esteriorizzare i suoi principi animatori e di saper discernere la guida, una sorta di primus inter pares, per illuminare il nostro cammino eliminando, man mano i vari coni d’ombra. Ecco perché non possiamo accettare che il nostro alfiere si mostri poco all’altezza del compito assegnatogli. Da qui l’invito a cercare non chi deve necessariamente essere a capo di un esercito o di un governo ma chi dalla guida di questo esercito e di questo governo sappia trasfonderne un insegnamento morale per gli spiriti più deboli. E se il nostro discorso vale per quello che è dobbiamo fare in modo che la democrazia affondi sempre e comunque, nella terra feconda che si chiama libertà, giustizia, fratellanza umana. Cerchiamo quindi gli uomini e le donne forti sulla tenuta dei valori perché essi siano per noi la luce che ci guida lungo una strada a tratti impervia per una meta che ci accomuna e della quale dovremmo, sempre, restarne degni beneficiari. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Teatro: Il campetto

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2010

Roma 30 novembre 2010 (ore 21) e 1 dicembre 2010 (ore 10.30) Teatro Biblioteca Quarticciolo  Il campetto da un’idea di Eraldo Affinati  adattamento Attilio Marangon  regia Roberto Gandini  scene Paolo Ferrari  costumi Eva Pollio  musica Roberto Gori componente pedagogica Luigia Bertoletti  Angela Mancini Con: Davide Bannino, Luca Di Schiavi, Massimo Esposito, Teresa Federico, Andrea Giancaterina, Nik Hamasa, Fabrizio Lisi , Attilio Marangon, Francesca Romana Mazzoni   Gabriele Ortenzi, Alessandro Paggi, Laura Pallini, Luciano?Pastori, Reza Rajzan, Simone Salucci   Ettore Savarese, Giulia Tetta, andrea tufo, Lucia Zorzoli  Produzione Teatro di Roma  la disabilità  e la diversità per un progetto comune: l’essere nella società senza distinzioni  I ragazzi del Laboratorio Piero Gabrielli debuttano martedì 30 novembre (ore 21.00) e mercoledì 1° dicembre (ore 10.30) al Teatro Biblioteca Quarticciolo  con una produzione del Teatro di Roma: “Il Campetto”,  da un’idea di Eraldo Affinati, per la regia di Roberto Gandini.
“Il Campetto” è il racconto di un conflitto tra un circo di disabili, un gruppo di studenti appassionati di basket e un nucleo familiare di extracomunitari, per ottenere l’uso di un campetto in un quartiere periferico. Gli adulti, invece di cercare una soluzione al conflitto, accentuano lo scontro per perseguire un proprio tornaconto: il commerciante extracomunitario vorrebbe impiantarci un chiosco abusivo, il preside del liceo un parcheggio privato e la direttrice del circo un teatro tenda permanente. La disputa non avrà nessun vincitore perché sotto al campetto verrà scoperta una necropoli etrusca del V° secolo a.C., e quindi, la “Sovrintendenza agli Scavi della Regione” bloccherà ogni utilizzo dell’area. La realtà che questo scontro sociale si lascerà alle spalle, sarà sicuramente peggiore di quella che si sarebbe potuta costruire, con un po’ di tolleranza e comprensione da parte di tutti.
Il Laboratorio Piero Gabrielli è una comunità accogliente ed inclusiva nella quale ogni ragazzo, con e senza disabilità, ha la possibilità  di realizzare esperienze di crescita individuale e culturale. Il progetto è promosso e realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Sociali e Promozione della Salute,  il Teatro di Roma, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio.   L’obiettivo del Laboratorio “Piero Gabrielli” è quello di promuovere un percorso di integrazione tra i ragazzi con e senza disabilità attraverso lo strumento teatrale, coinvolgendo professionalità e istituzioni diverse. (luca, il campetto)

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Vince il più forte (non il migliore)

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 ottobre 2010

Si è accentuato l’eterno problema che divide il mondo in vinti e vincitori, con la conseguente incapacità di esprimere giudizi realistici, perchè il vincitore non esprime, quasi mai, i migliori valori, ma solo una maggiore forza.  Questa forza cambia i suoi mezzi e con questi mutano anche i costumi.  Oggi il mezzo per vincere è la forza del denaro, del potere o del ricatto; lo vediamo e lo subiamo in tutti gli aspetti della vita.  Accade anche in un passatempo (diventato un business miliardario) come il calcio, dove non vince l’agonismo, l’amore per i colori che si rappresenta, al limite, il sano campanilismo; vince l’equipe che dispone di più denaro, con il quale compra i novelli lanzichenecchi, li paga a peso d’oro e li premia a condizione di portare a casa una vittoria, che non significa assolutamente nulla (quando non compra direttamente la partita corrompendo l’arbitro). I
In questa sintesi c’è la storia del Milan e di tutte le altre squadre che si sono adeguate a tale logica per soddisfare le esigenze dei propri tifosi. Così si capovolgono tutti i valori e nessuno pensa di rimetterli a posto, preferendo adeguarsi per non scomparire.  Anche nella scelta dei pubblici amministratori vince chi ha maggiori possibilità economiche da gettare nell’agone democratico; così la democrazia si trasforma in un mercato delle vacche (e di vacche ce ne sono tante impegnate in politica !).  Emerge poi la menzogna, che rappresenta la nuova grammatica del nuovo potere basato sul non-valore dei soldi; qualcuno scrisse che sulla tomba dei vinti tace la pietà e tace anche la verità.  La verità è diventata una merce posta in vendita nelle fiere strapaesane dei mass media odierni; può essere adulterata, mistificata, modificata, purché soddisfi l’immediatezza dell’apparenza, poi tace.  Nessuna meraviglia se poi le fasce più giovani e più inesperte si lascino illudere dalla nuova veste della verità, perchè si presenta allettante, promette (anche se non mantiene), illude (anche se poi delude).  In questo momento l’evoluzione del metodo ha raggiunto limiti  impensabili fino a ieri; non basta più la menzogna, ma questa va divulgata, propagandata, messa in mostra;  di ciò si occupano i giornali e i media collusi con il potere che non ha altro per esaltare se stesso che aggredire gli altri, specie se critici. Spuntano così i dossier che occupano le prime pagine dei giornali al servizio del capo; l’arma del ricatto e poi della vendetta, anche declamando il falso, l’importante è il risultato immediato. Quando sarà scoperta la falsità, arriveranno le scuse sui medesimi giornali, ma relegati in 10° pagina, su una colonna; lo abbiamo visto con Boffo, con Fini e lo stanno preparando per la Marcegaglia; arriverà anche un dossier su Luca di Montezemolo, se dovesse decidere di scendere in politica per contrastare gli abusi del cavaliere… Feltri, Belpietro, Salustri, Fede, Vespa, Minzolini… sono già pronti, unitamente ai vari portavoce che meriterebbero più di un dossier. (Rosario Amico Roxas)

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La bestemmia di Berlusconi

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2010

In una una recente pronuncia carpita da un video pubblicato sul sito del settimanale L’Espresso, il presidente Berlusconi conclude una barzelletta pronunciando “.orco dio”, espressione che il Vaticano – e chi meglio di loro…-  ha condannato come bestemmia a tutti gli effetti, anche se intercalare diffuso. Ricordiamo in proposito che nella sezione del codice penale intitolata “Delle contravvenzioni concernenti la polizia dei costumi”, si trova l’art. 724 c.p.: Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la divinità è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309. La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti.
Sulla bestemmia in diversi ci marciano. Prendiamo il caso del vicesindaco di Piove di Sacco (Pd). Chi bestemmia in quel Comune dovrà fare molta attenzione perchè oltre ai 300 euro di multa previsti dall’art.724 del codice penale, potrà pagare anche una multa comunale di altrettanti 300 euro, visto che il vigile che sanziona il bestemmiatore in base al regolamento comunale non potrà omettere di denunciarlo penalmente. Un caso, questo del Comune del padovano, che rientra tra quelli in cui gli amministratori locali, “pagliacciandosi” legislatori, aggiungono sanzioni a sanzioni, utilizzando di fatto il proprio mandato amministrativo come bacheca e megafono dei propri convincimenti.
Questi sono i fatti. L’Aduc in proposito osserva: “Ma forse a questa situazione c’e’ un rimedio e ringraziamo il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, per averci fornito lo spunto. Noi siamo rispettosi della legge e, nel contempo, crediamo che le sanzioni contro le bestemmie, oltre che ridicole, siano un insulto alla libertà d’espressione e, come nel caso padovano, strumenti di propaganda politico/ideologica. Per questo depositiamo un esposto in Procura della Repubblica in cui chiediamo ai magistrati di sanzionare il presidente Berlusconi, e a quest’ultimo offriamo il nostro sostegno legale per difenderlo contro la probabile sanzione che gli verrà comminata.
E auspichiamo che il presidente Berlusconi, per aver pagato o rischiato di pagare sulla sua pelle anche in questo caso, si impegni per l’abolizione dell’articolo 724 del codice penale”. Come dire? Il fine giustifica i mezzi mescolando ad arte l’accusa e la difesa.

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Annamaria Biagini: Babudrus

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2010

Roma 27 settembre  – 9 ottobre 2010  Via Raffaele Cadorna 28  RossoCinabro Sala A  opere recenti dell’artista Annamaria Biagini. A cura di Cristina Madini
La Biagini nasce a Livorno nel 1960. Scenografa – costumista, pittrice, lavora nel teatro dal 1985. Ha lavorato per i principali teatri italiani di Milano, Genova, Bari, Roma e Firenze e in progetti quali “Città lirica “ Pisa, Lucca, Livorno e Festival Pucciniano in varie stagioni liriche, rivestendo incarichi di Responsabile del Reparto Costumi sotto la direzione di alcuni tra i più grandi maestri del panorama teatrale internazionale.  Da qualche tempo si dedica anche alla scrittura di racconti per bambini e alle illustrazioni. Vive e lavora a Firenze.
L’opera della Biagini appartiene  dunque all’immaginario e fa  riemergere ricordi lontani, sensazioni, sogni, fiabe, racconti antichi ambientati in un mondo quasi metafisico che vive però di  realtà quotidiana. In ‘Babudrus’ c’è tutto il creato, tutta la natura terrena e celeste: alberi, fiori, foreste, stelle.  L’incanto  nasce proprio da questa atmosfera immaginifica, fiabesca e metafisica ottenuta attraverso la ‘conflagrazione’ di elementi del reale noti a tutti’. Organizzazione e promozione RossoCinabro. (biagini)

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Chioggia: Notte del pescatore

Posted by fidest press agency su sabato, 10 luglio 2010

1 agosto 2010 appuntamento con la seconda edizione della “Notte del Pescatore – il bello e il buono della tradizione del mare”. La manifestazione coinvolgerà le principali piazze di Sottomarina di Chioggia (Ve) con iniziative volte a far conoscere il mondo legato alla storia della pesca. Dal laboratorio per imparare l’Arte dei Nodi ai canti tipici del Coro Popolare di Chioggia fino agli stand enogastronomici dove degustare pesce, polenta e vino: il calendario di eventi è ricco e di sicuro buon gusto. Molte le iniziative anche per i bambini che potranno sperimentare originali strumenti che evocano i suoni del mare e colorare le “Vele Creative”. Un tuffo nel passato alla riscoperta degli usi e costumi che fin dall’antichità animano e caratterizzano la pesca, attività principe di Chioggia.  L’evento è promosso dalla Fondazione della Pesca di Chioggia e patrocinato dal Comune di Chioggia: appuntamento dalle 19:00 alle 23:00. (l’arte dei nodi)

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Pasqua di August Strindberg

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2010

Roma 7-11 aprile Teatro India  Lungotevere Vittorio Gassman Coproduzione L’ART e Teatro Out Off  drammaturgia e regia Monica Conti  con  Michela Martini (La Signora Heyst), Federico Manfredi (Elis, suo figlio, laureando in filosofia, maestro), Silvia Ajelli (Eleonora, sua figlia), Greta Zamparini (Cristina, fidanzata di Elis) Alessandro Lussiana  (Beniamino, studente), Nicola Stravalaci (Lindkvist) scene Claudia Calvaresi  costumi Roberta Vacchetta luci Marcello Jazzetti   “Pasqua” è uno dei testi teatrali meno noti di Strindberg, una storia tutta borghese dalla trama semplice: la famiglia di Heyst, uomo inetto e orgoglioso che si trova in carcere, è assillata da un creditore senza scrupoli, Lindkvist. Ciascuno reagisce a seconda della propria indole, come ad esempio la giovane figlia di Heyst, Eleonora, figura che assurge al ruolo di capro espiatorio. Ma a sorpresa, il creditore cancella i debiti in nome di un’antica gentilezza ricevuta anni addietro dal capofamiglia.  Scritto nel 1900, poco tempo dopo una profonda crisi che avvicinò il drammaturgo svedese al misticismo visionario, Pasqua concentra nelle tre giornate del rito, venerdì, sabato e domenica, un percorso morale che mette in campo colpa, pentimento e redenzione, e la figura di un Dio buono che perdona e di un’umanità infantile, pronta a spaventarsi profondamente di fronte al pericolo ma poi altrettanto rapida a scordarsene una volta che torna la serenità. (pasqua, medea)

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Teatro: Banda Osiris e Ugo Dighero

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2010

Roma 19 gennaio 2010 ore 21 Teatro Colosseo via Madama Cristina 71, Banda Osiris e Ugo Dighero  Italiani, italieni, italioti  una produzione del Teatro dell’Archivolto  dai testi di Michele Serra  regia e drammaturgia Giorgio Gallione  con la Banda Osiris  (Sandro Berti, Gianluigi Carlone, Roberto Carlone, Giancarlo Macrì)  e Ugo Dighero  musiche originale e arrangiamenti Banda Osiris  scene e e costumi Guido Fiorato  luci Aldo Mantovani  Monologhi, canzoni, rime, ballate che raccontano, irridono, svelano, sottolineano la faccia ipocrita e arrogante dell’Italia. Un’esilarante e corrosiva radiografia del nostro paese, costruita sugli scritti, le poesie, le “satire” e i breviari comici di Michele Serra. Un esorcismo per musica e parole per cantare le assurdità, i paradossi, le vanità rovinose di noi “italiani, italieni, italioti”. Uno spettacolo dove il rumore del caos dei nostri tempi diventa una sinfonia di risate amare. Affidandosi al loro proverbiale e stralunato humour, alla forza della fantasia e ad un indomabile spirito beffardo e iconoclasta, i quattro professori della Banda Osiris, affiancati in questa avventura dal talento bizzarro e virtuosistico di Ugo Dighero (da Mai dire gol ai Ris), costruiscono così uno spettacolo a cavallo tra un moderno canzoniere politico e un’Opera da 3 soldi (euro?) di italica fattura; una partitura eccentrica dove le invenzioni musicali e quelle linguistiche si intrecciano, canzonatorie, per costruire un varietà contemporaneo dove il comico cerca di essere ancora eversivo e il grottesco cerca di svelare l’inessenziale, il contraffatto e il superfluo. (Poltrona € 24 Poltronissima € 26 Galleria € 20)

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Gran ballo dei Borbone

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2009

Roma 11 Novembre ore 11,30 al Marriott Grand Hotel Flora Via Veneto, 191 conferenza stampa promossa ed organizzata dall’Ente Provinciale del Turismo di Caserta per la presentazione del Gran Ballo dei Borbone alla reggia di Caserta. Una rievocazione del lungo regno di Ferdinando IV e Maria Carolina d’Austria con due iniziative:  Il Gran Ballo dei Borbone (28 Novembre) e l’inedita mostra La Reggia e Regine (28 Novembre 2009-10 Gennaio 2010) curata dalla Collezione Tirelli Costumi che vedrà per la prima volta esporre un abito autentico di Maria Carolina, lo stesso indossato in un dipinto di Filippo Marsigli (1789) che farà da sfondo all’originale. Alla Conferenza Stampa prenderanno parte: Vincenzo Iodice, Amministratore Ente Provinciale del Turismo di Caserta Paola Raffaella David, Soprintendente ai beni culturali di Caserta e Benevento  Salvatore Naldi, Presidente Federalberghi Napoli Dino Trappetti, Presidente Tirelli Costumi Spa Maurice Agosti, Maestro Cerimoniere della Reggia delle Meraviglie Fabio Mollica, Esperto della cultura della danza nell’Europa del 700 I 22 costumi in mostra ricostruiscono, attraverso gli abiti indossati dai regnanti di tutta Europa, anche l’intreccio di relazioni tra quest’ultimi e la Real Casa Borbonica. La mostra degli abiti, nella ricostruzione scenica di Flora Brancatella, sottolinea l’illuminata visione dei Borbone che con la realizzazione delle Seterie di San Leucio dettarono i canoni della moda a cavallo del ‘700 e dell’800 in cui solo un’altra tessitura godeva della fama internazionale, quella del francese Joseph Marie Jacquard. La Reggia e le Regine, celebra anche i 70 anni della prima mostra di moda curata dalla celebre giornalista di Harper’s Bazar,  Diana Vreeland al Metropolitan Museum di New York. Il Gran Ballo dei Borbone vedrà impegnati oltre 100 figuranti tra dame, nobili, musici e soldati che riporteranno la Reggia ad un’atmosfera dell’epoca.   L’abito originale di Maria Carolina d’Austria sarà esposto in occasione della conferenza stampa.

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Maurizio Romani in “Istanze trascendenti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 ottobre 2009

Giulianova Museo d’Arte dello Splendore, 18 ottobre – 15 novembre 2009 il Teatro San Filippo de L’Aquila (dopo i costosi restauri già sostenuti in passato) è, infatti, inagibile così come i magazzini, gli uffici, le scenografie e i costumi. La sua attività, però, non si può e non si deve fermare. Così, “L’Uovo”, grazie al contributo della Presidenza della Regione Abruzzo, riparte dal Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova Alta dove domenica 18 ottobre 2009 inaugurerà “Istanze trascendenti”: personale di arte contemporanea del pittore Maurizio Romani (emiliano d’origine abruzzese) curata dalla dott.ssa Maria Cristina Ricciardi, che resterà aperta al pubblico fino al 15 novembre 2009 (10:00/13:00 – 16:00/19:00, feriali e festivi  – Lunedì chiuso). Già avviata nel suo iter organizzativo quando alle ore 3.32 il terremoto ha devastato L’Aquila, questa mostra dimostra la volontà de “L’Uovo” di guardare avanti non solo con progettualità nel campo della sperimentazione e del teatro, ma anche con l’entusiasmo e la lungimiranza che l’hanno sempre contraddistinto nel sostenere, oltre i suoi noti programmi teatrali, anche l’esperienza dell’arte contemporanea come strumento di comunicazione. Grazie a tale caparbietà, il Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, sede di una prestigiosa collezione di arte sacra contemporanea, dimostrando grande sensibilità, aprirà i suoi spazi al maestro  Maurizio Romani, che presenta al pubblico un suggestivo insieme di grandi dipinti ad olio, eseguiti nel corso del 2009, incentrati sul tema del rapporto con il Sacro. Alla mostra si accompagna il 4° numero della Collana editoriale “Rosa mistica”, ideata e diretta da Maria Cristina Ricciardi, edita dalla casa editrice La Frentania,  dedicata alla riflessione sul Sacro attraverso il lavoro di artisti contemporanei, legati all’Abruzzo.

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Nuove regole sui costumi

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2009

Per Speedo la credibilità e l’immagine dello sport del nuoto hanno un’importanza vitale. La recente introduzione di vere e proprie mute realizzate al 100% in materiale non-permeabile e che favoriscono il galleggiamento hanno creato effetti clamorosi e un notevole disorientamento, generando ombre sull’ambiente del nuoto. Tutto ciò ha messo in difficoltà gli atleti, tanto da far prendere a FINA la decisione odierna di bandire l’uso di materiali non-permeabili e di adottare le tradizionali silhouettes dai costumi da competizione a partire dal 2010. La decisione FINA prevede infatti che ci sia il ritorno ai pantaloncini (dal ginocchio alla vita) per l’uomo e al body senza zip (dal ginocchio) per le donne, entrambi in tessuto. Speedo ritiene che il ritorno ai body interamente in tessuto come quelli usati ai Mondiali di Melbourne nel 2007 avrebbe risolto la questione.  Tuttavia Speedo desidera sottolineare che il body Speedo LZR Racer è stato sviluppato per più di tre anni con il contributo di oltre 400 nuotatori, allenatori ed esperti, ed è stato pienamente approvato da FINA. Lo Speedo LZR Racer è stato realizzato per il 50% con il tessuto LZR Pulse, proprio per evitare che potesse favorire il galleggiamento in acqua, in quanto ha sempre creduto che non ci fosse posto nel nostro sport per tutto ciò che lo favorisca.  Speedo ribadisce la sua dedizione alla crescita dello sport del nuoto, come ha sempre fatto da oltre 80 anni, appoggiando il nuotatore dalle prime bracciate fino ai campioni nei loro allenamenti e nei loro appuntamenti più importanti. Speedo continuerà ad investire in ricerca e sviluppo per garantire la propria leadership nei costumi da competizione, sempre nel pieno rispetto sia degli organi competenti e ancora più importante nei confronti dei veri protagonisti di questo sport, ovvero gli atleti, continuando a lavorare al loro fianco per sviluppare prodotti sempre più innovativi.

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Gusti di Frontiera 2009

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2009

gustiGorizia Venerdì 25, sabato 26 e domenica 27 settembre 2009 nuova edizione della manifestazione  dedicata alle contaminazioni della tavola,  il meglio della tradizione culinaria italiana ed europea Un riscontro e un consenso unici in termini di pubblico gradimento hanno spinto anche quest’anno Gorizia a trasformarsi in un ponte tra le culture culinarie europee, tra il meglio della produzione italiana e le ricette friulane, austriache e slovene in tutta la loro straordinaria varietà con influssi tedeschi, ungheresi e croati. Ancora una volta ci saranno vini, bevande e cibi tradizionali provenienti da tutte le regioni italiane e da tutta Europa. Una grande festa che svelerà ai visitatori il piacere del gusto della cucina di tanti Paesi, le cui tradizioni spesso si intrecciano fino a confondersi.   Gorizia sarà ancora una volta, un collage di culture e di costumi gastronomici internazionali, ‘cedendo in dono’ ad ogni area geografica ospitata i luoghi più suggestivi della città, capaci così di catapultare il visitatore, tra profumi e allestimenti tipici, in mondi culinari e universi del gusto lontani e inimmaginabili. (gusti)

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La fondazione Cini sul tema delle migrazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2009

Le misure adottate offendono profondamente il principio universale di uguaglianza degli esseri umani senza distinzione di lingua, di religione, di razza ma soprattutto mostrano una grave incomprensione delle sfide globali cui il mondo è chiamato a rispondere nei prossimi anni, specie in termini di giustizia sociale.  Il Governo Italiano ha smesso di impegnarsi nella cooperazione internazionale ed ha più che dimezzato, in un solo anno, i relativi fondi. Cosicché quella fra le linee strategiche, che più di altre è idonea a creare relazioni sociali, economiche e culturali equilibrate e serie garanzie di prevenzione dei conflitti sociali planetari, è stata praticamente cancellata dall’agenda di questo Governo. È la cooperazione internazionale infatti che permette un equilibrio universale tra uomini e donne, tra popoli, culture, costumi e religioni. E’ la cooperazione il vero strumento di sicurezza, giustizia, stabilità e pace, un motore di integrazione e di prevenzione delle anomalie migratorie. Ci appelliamo a tutte le forze politiche, senza alcuna distinzione di schieramento, perché recuperino il senso di responsabilità verso la comunità internazionale, promuovendo processi di lungo periodo volti a sconfiggere la povertà, vera sorgente delle tragedie migratorie in atto, ed a prevenire le tante forme di vulnerabilità ad essa correlate, a cominciare dall’inaccettabile fenomeno di sfruttamento dei migranti e di traffico di esseri umani.  Non possiamo chiudere gli occhi davanti al più elementare dei diritti umani: il diritto di vivere in pace. Si inverta la rotta e si promuova una vera cultura della cooperazione fra i popoli fondata sulla reciproca responsabilità, sull’equità e l’eguaglianza di opportunità, nonché su una visione di lungo periodo. Si investa il denaro pubblico in programmi che puntino allo sviluppo umano e sostenibile, alla sicurezza ed alla dignità di milioni di persone nella propria terra. Senza dubbio saranno i migliori antidoti all’inaccettabile tragedia quotidiana che segna le esistenze di migliaia di migranti ed al tempo stesso la miglior garanzia di sicurezza e prosperità per il popolo italiano.

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Kimono cose da indossare

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2009

Roma 8 marzo – 14 giugno 2009 Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘G.Tucci’ Via Merulana 248  Abiti, accessori e immagini femminili nell’Oriente estremo  L’iniziativa, dedicata all’abbigliamento femminile in estremo Oriente, è articolata in due fasi: la prima prevede l’esposizione di una selezione di materiali antichi relativi alla Cina e al Giappone delle collezioni del Museo (8 marzo – 14 giugno), nella seconda, a partire dal 12 maggio, saranno presentati anche materiali coreani moderni provenienti dalla Corea, che saranno visibili nell’ambito della mostra Ornamenti del costume femminile tradizionale coreano, realizzata in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica di Corea in Italia e l’Associazione dei coreani in Italia.  Nella mostra Kimono cose da indossare vengono esposte vesti di fattura cinese e giapponese dei secoli XVIII-XX, corredate da accessori quali scarpe, ventagli, portaventagli. Alcuni oggetti, sottoposti ad appositi interventi conservativi, sono presentati al pubblico per la prima volta. Acquerelli cinesi e xilografie policrome giapponesi (ukiyo-e) illustrano figure femminili intente in diverse occupazioni e variamente abbigliate.  A completamento della mostra, fotografie d’epoca dalle collezioni del Museo, e fotografie contemporanee scattate di recente in Giappone che ritraggono donne in abbigliamento tradizionale e giovanissime con abbigliamenti particolari (play fashion).

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