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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘crack’

Time to crack on with implementation of proposed tax rules

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2020

Numerous MEPs on Thursday told Commissioner for taxation Paolo Gentiloni that it was high time to tackle member state reticence to progress on tax justice. Speaking during the first hearing of the newly created subcommittee on tax matters, MEPs taking the floor as the spokesperson for their respective groups highlighted the need to quickly translate the political messages from citizens and the proposals already tabled by the Commission into tangible instruments to fight ever-growing tax evasion and avoidance. Some others also pointed out that such progress would need to happen without creating a negative effect on the EU’s competitiveness or on the purchasing power of citizens.With the crisis we are in tax fraud and evasion is even less acceptable than ever before, Commissioner Gentiloni said in his opening statement. He underlined that up to EUR 140 billion EUR are lost each year to aggressive tax planning and the VAT gap has reached around EUR 180 billion per year.MEPs urged the Commissioner to continue the work the previous Commission had left off at, calling on him to pay more attention to addressing the reticence of some of the member states which has led to a backlog of proposals in the Council. One MEP suggested that the subcommittee could help in pressuring member states by using the forum as “a space for constructive embarrassment of those who do not cooperate”, an idea openly supported by the Commissioner and some other MEPs.Right balance.Consumers’ purchasing power and the competitiveness of the EU’s companies would also need to be kept in mind when devising new taxes, some MEPs said. An MEP also said that care should be taken with the rollout of any new tax to not compound the negative economic effects from the COVID-19. The subcommittee is expected to soon agree its work programme for the coming months. The next meeting is scheduled for 28 October.

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Crack di Veneto Banca

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

In merito al crack dell’Istituto di Montebelluna, il PM Dott. Massimo De Bortoli ha annunciato ieri l’intenzione di rinviare a giudizio solo l’Amministratore Delegato Vincenzo Consoli, chiedendo invece l’archiviazione delle posizioni di Trinca (già presidente), Faggiani (già condirettore) e Bertolo (già responsabile dell’amministrazione centrale). Consoli resta quindi l’unico imputato. In questo modo la Procura procede ad una ulteriore riduzione di imputati e imputazioni – dopo il “taglio” effettuato in sede di conclusione delle indagini preliminari pochi giorni fa – e finisce così per sostenere che il fallimento di Veneto Banca sia sua esclusiva responsabilità di Consoli.I tempi si profilano però ancora lunghi per il processo, anche perché la Procura ha manifestato l’intenzione di avviare nuove indagini per il reato di bancarotta nel caso in cui il Tribunale delle imprese di Venezia il 26 settembre prossimo respinga l’opposizione dei legali di Consoli sullo stato di insolvenza di Veneto Banca al momento della messa in liquidazione. Si aggiungerebbe inoltre un separato troncone di indagini che valutino responsabilità ulteriori rispetto a quelle individuate dalle indagini condotte della Procura di Roma, prima che venisse nuovamente inviato a Treviso per competenza a celebrazione dell’Udienza Preliminare già avviata.
Desta in ogni caso forti perplessità l’ipotesi che il crack di Veneto Banca, che ha coinvolto 88 mila risparmiatori, possa essere esclusiva responsabilità di un solo uomo, e che a tale ipotesi si sia giunti solo ora senza che sia chiaro peraltro debba effettivamente svolgersi o meno. Il tutto avviene tra l’altro mentre la speculare vicenda di Banca Popolare di Vicenza ha già, non senza turbolenze, percorso buona parte del cammino procedurale per giungere alla sentenza di primo grado.Come Federconsumatori ci auguriamo che la Procura di Treviso proceda con la massima celerità alla conduzione di eventuali nuove indagini che portino all’individuazione delle responsabilità di eventuali altri dirigenti essendo inverosimile che la crisi dell’Istituto di Montebelluna sia stato generato dall’azione clandestina di un unico soggetto senza il contributo di nessun altro all’interno dell’alta dirigenza della banca.

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In banca cambia tutto: ovvero poco o nulla

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 gennaio 2019

Erano i tempi post-crack Parmalat e di conseguenza post-crack Cirio e post-crack Argentina. Mezza Italia e più era stordita dai crack grandi e piccoli (Giacomelli, Fantuzzi Reggiane, Italtractor, e tanti altri) che ancora si susseguivano. Ma in banca erano pronti a cambiare tutto. Nell’autunno del 2005, Matteo Arpe annunciava la “rivoluzione copernicana” della sua Capitalia, nata tre anni prima dall’unione di Banca di Roma e Bipop Carire. Lo faceva mediante una campagna pubblicitaria i cui personaggi e l’intera ambientazione erano assimilati dai film “Mad Max” e “Il Gladiatore”.
chiave di lettura della campagna è evidente: girare pagina rispetto al recente passato, superare le ombre che vagano sul sistema bancario dopo gli scandali Cirio e Parmalat, scommettere sulla centralità di Capitalia come banca di servizio, oltre che come grande banca commerciale. La scena del filmato si apre su due eserciti di barbari schierati pronti a dar vita a una violenta battaglia campale, l’uno contro l’altro armati. In cielo domina l’eclisse di sole, un istante prima che accada l’inevitabile, i guerrieri si fermano e smettono di guardarsi con odio. Improvvisamente, il campo di battaglia viene invaso dalla musica. Il sole squarcia il buio e illumina i guerrieri che, al canto di ‘Let the sunshine in’ del musical ‘Hair’, evitano per un soffio lo scontro frontale. La luce illumina il logo Capitalia e la scritta che l’accompagna: “Tutto può cambiare. Basta immaginarlo. Capitalia cambia tutto”. (Prima Comunicazione, ottobre 2005). Fu anche allestito un apposito sito internet: cambiatutto.it.Dopo un cospicuo numero di anni, possiamo tirare le somme:
– I crack sono andati avanti uguale e pure peggio: ora a fare crack sono direttamente le banche;
– Le banche non sono cambiate per niente salvo per le modernissime sigle Mifid, Idd, Kid, ecc.;
– Ma continuano “a girare pagina rispetto al recente passato e superare le ombre che vagano sul sistema bancario” (nei comunicati);
– Capitalia è invece cambiata al punto tale che non esiste più;
– Il sito cambiatutto.it appartiene oggi ad uno sconosciuto cantante Punk Rock torinese.
Ma ora cambia tutto: si gira pagina rispetto al passato. Basta immaginarlo.(fonte:L’Antipatico Rubrica del canale web Investire Informati dell’Aduc)

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Banca Popolare di Bari: le azioni resteranno col prezzo bloccato fino al momento del crack

Posted by fidest press agency su martedì, 23 ottobre 2018

L’associazione Aduc ci informa: “L’asta di venerdì prossimo, 30 ottobre, sancirà sull’Hi-Mtf la fine dell’ennesimo periodo di osservazione per le azioni della Banca Popolare di Bari.
Il 14 settembre scorso avevamo fatto notare come qualche “mano amica” avesse fermato il tracollo del prezzo. In poche parole, è stato fatto scambiare apposta un controvalore tale da assicurarsi lo stesso prezzo di 2,38 anche per il bimestre finale dell’anno. Un momento importante perché a metà dicembre sarà convocata l’assemblea che dovrà sancire la trasformazione in Società per Azioni. Fino a fine anno, quindi, gli azionisti vedranno esposto il prezzo di 2,38 anche se con scambi sostanzialmente azzerati. Cosa accadrà dopo?
A fine anno, oltre che il bimestre, terminerà anche il Periodo di controllo di 6 mesi che il regolamento del circuito Hi-Mtf prevede dopo la fine del primo anno di negoziazioni. Le azioni della Popolare di Bari non raggiungeranno la soglia di liquidità fissata in pezzi e euro di scambi. A quel punto si applicherà l’articolo 72 del regolamento Hi-Mtf che dispone: “Al termine del Periodo di controllo di 6 mesi se non è stata raggiunta la soglia di liquidità le contrattazioni proseguiranno nei successivi periodi intermedi con l’ultimo livello di Limiti di inserimento ordini sino al raggiungimento della Soglia di riferimento che determinerà il calcolo del nuovo Prezzo di riferimento come media dei prezzi delle aste del periodo di Controllo e successivi ponderati per i volumi”. Insomma, il prezzo delle azioni all’Hi-Mtf resterà fermo a 2,38 euro teoricamente all’infinito, dato che non si potrà mai raggiungere, salvo eventi esterni, il controvalore di scambi tale da modificare il prezzo di riferimento e di conseguenza il prezzo di inserimento, fissato in ben 13.201.824,93 di euro. E’ ovvio che dopo l’assemblea per la trasformazione in S.p.A. accadranno molte cose. La principale dovrebbe essere un aumento di capitale per 250-350 milioni necessario per rafforzare il patrimonio. Occorrerà a tutti i costi trovare uno o più istituzionali disposti ad investire nella banca, dato che i soci di sicuro non sborseranno un centesimo. E gli istituzionali certo non sottoscriveranno azioni al prezzo fasullo di 2,38 euro, dato che il vero prezzo delle azioni Banca Popolare di Bari è zero o giù di lì.
Due settimane fa abbiamo lanciato l’avviso a tutti i “navigati”, segnalando che a Bari c’è una banca che affonda e invitando ad agire per tempo. Il pericolo è presente nei trecento milioni circa di obbligazioni subordinate. Le obbligazioni 6,5% scadenza 31 dicembre 2021 vedono il prezzo in calo verso il livello di 70 rispetto al momento della nostra segnalazione del 10 settembre che ha consentito ai più svelti di uscire dal titolo senza troppi danni a 89-90. Per tutti gli azionisti ed obbligazionisti della Banca Popolare di Bari, Aduc mette a disposizione il proprio servizio di assistenza specifica.” (Giuseppe D’Orta, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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Crack del capitalismo

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 agosto 2011

La devastante controffensiva globale del capitale in atto è figlia della radicalizzazione a destra dell’intero quadro politico e della definitiva involuzione neoconsociativa del sindacalismo confederale e sconta una evidente difficoltà delle lotte di resistenza dei lavoratori e di quelle sociali che, se anche destinate ad allargarsi sotto i colpi della crisi, ad oggi sembrano non bastare ad allontanare quel prospettato “ritorno al medioevo” in cui vorrebbero precipitarci. Come Prodi ieri, stavolta è Berlusconi che tenta la carta di ulteriori e drastici sacrifici e del rilancio dell’<illusione di solidarietà> tra chi sfrutta e chi è sfruttato per “superare la crisi” nella speranza di indurre i lavoratori ed i collegati settori sociali a rassegnarsi, una volta per sempre, alla pretesa “ineluttabilità” delle politiche di lacrime, sangue e macelleria sociale con cui il fronte padronale intende, stavolta ed in sopraggiunta, perseguire una sconfitta epocale – politica prima che materiale – dell’intero movimento di lotta. Una controriforma classista e strategica che oggi rilancia ed attualizza la nefasta filosofia dell’EUR varata dalla CGIL sin dal lontano 1977 (i diritti fondamentali dei lavoratori che devono diventare una variabile dipendente e sottomessa alla supremazia d’impresa) e recentemente messa in atto nelle fabbriche, con contenuti specifici e generali, in Italia e su scala globale, dall’a.d. Fiat Sergio Marchionne. E’ questo il senso – e la estrema pericolosità sociale – della manovra anticrisi che sta varando il Governo con complice e funzionale balbettio della cosiddetta “opposizione”: dalla libertà di licenziamento alle modifiche costituzionali per consegnare la libertà di “business” per le imprese avulsa dai ogni sostanziale vincolo di utilità sociale e tutela dei diritti primari dei lavoratori e dei cittadini ed a discapito di ciò, dalla controriforma del Diritto del Lavoro e della rappresentanza e dei diritti sindacali all’abolizione dei CCNL, ai tagli a pensioni e salari, sanità e servizi sociali per liberalizzare e privatizzare i residui di servizi pubblici essenziali, eliminazione delle festività, ecc. Da tutto ciò deriva l’urgenza di costruire iniziative di massa territoriali e nazionali per contrastare l’ìnaudita offensiva di governo e padronato, con tutte le altre forze sindacali, politiche e sociali disponibili, che dovrebbero contestualmente adoperarsi per un serrato confronto costruttivo idoneo a superare le non secondarie divergenze che al momento hanno sostanzialmente contribuito a limitare una adeguata risposta di lotta dei lavoratori e con essa quel necessario innesco di una congruente “svolta di controtendenza” capace di porre “con forza e al centro” un realistico ed indispensabile percorso prefigurante la prospettiva di autonomia ed indipendenza dei lavoratori e del proletariato in una ripristinata visone di classe cui va ridata credibilità e visibilità. In questo senso lo Slai cobas condivide la necessità contingente proposta da settori del sindacalismo di base per la urgente convocazione di un’incontro tra i vari soggetti disponibili a “costruire al più presto una mobilitazione di massa capace di reagire immediatamente ma anche di reggere nel tempo”.

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Quando la schiena fa “crack”

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 agosto 2010

Ogni anno in Italia si verificano oltre 100.000 fratture vertebrali causate da osteoporosi. Basta spesso un gesto innocuo – un peso sollevato distrattamente o un movimento brusco – a far sì che possano provocarsi cedimenti o collassi di un corpo vertebrale, con conseguenti fratture dolorose, che provocano cambiamenti nell’aspetto e nella postura, mal di schiena e limitazioni nella mobilità.
Ha dichiarato il Dottor Stefano Astolfi, direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Vertebrale dell’Ospedale San Carlo di Nancy: “Il crollo è la classica manifestazione della demineralizzazione ossea tipica dell’età avanzata e si estrinseca con un cedimento strutturale in altezza di uno o più corpi vertebrali. Oggi – continua il dottor Astolfi – è possibile trattare tali sempre più frequenti patologie mediante moderne tecniche chirurgiche minivasive percutanee come la cifoplastica con palloncino che consiste nell’introduzione attraverso il peduncolo vertebrale di un cemento acrilico a presa rapida, con la possibilità di una espansione del soma vertebrale mediante apposito palloncino. Questa tecnica è stata ideata per ridurre prima e stabilizzare poi la frattura in modo controllato, correggere ove possibile le deformità della colonna vertebrale, prevenire l’insorgere di nuove fratture, alleviare il dolore in modo rapido e prolungato e migliorare la qualità della vita del paziente”.
Presso l’Unità Operativa di Chirurgia Vertebrale dell’Ospedale San Carlo di Nancy, l’equipe chirurgica ortopedica diretta dal Dottor Stefano Astolfi esegue di routine numerosi trattamenti di cifoplastica, su una casistica personale che comprende ormai oltre 580 procedure eseguite su 350 pazienti  affetti da crolli singoli o multipli del tratto dorsale e lombare della colonna vertebrale
La cifoplastica con palloncino è un intervento della durata di circa mezz’ora che viene eseguito in anestesia locale o generale, a seconda del paziente. Il palloncino viene inserito per via percutanea e, una volta gonfiato, può addirittura risollevare la vertebra fratturata restituendole la morfologia originale. A questo punto, si procede con l’inserimento di un cemento che può anche essere osseo, biologico, totalmente riassorbibile. Dopo l’intervento, il paziente rimane in osservazione per qualche ora, mentre i suoi sintomi dolorosi scompaiono nell’immediato. Finora, in tutto il mondo, sono state trattate con la tecnica della cifoplastica con palloncino più di 600.000 fratture su oltre 450.000 pazienti. Secondo un recente Studio pubblicato nel febbraio 2009 su The Lancet che ha coinvolto 300 pazienti di 21 centri clinici di otto Paesi, La frequenza di effetti avversi non ha presentato differenze fra i gruppi. Come confermato dalle radiografie effettuate a un anno di distanza, la cifoplastica con palloncino non ha comportato un aumento significativo di nuove fratture vertebrali rispetto al gruppo di controllo.

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“Tutti giù per aria. L’aereo di carta”

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2009

Roma, 15 dicembre alle ore 19.30 presso l’Università degli Studi La Sapienza di Roma, il, all’interno della rassegna “Martedì d’Autore”, organizzata dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione, presentazione del libro e del dvd “Tutti giù per aria – L’aereo di Carta”, edito da Editori Riuniti nella collana Zero. A presentare la coraggiosa inchiesta sul crack della compagnia di bandiera italiana, che ha fatto perdere il posto di lavoro ad oltre 10mila lavoratori saranno: il Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione Mario Morcellini; il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza Luigi Frati; l’Onorevole Monica Cirinnà; il giornalista Gianni Dragoni; il regista del docufilm di inchiesta Francesco Cordio; il produttore e autore del film, nonché ex lavoratore Alitalia, Alessandro Tartaglia Polcini; l’autore del film e del libro di inchiesta allegato al dvd Francesco Staccioli, ex assistente di volo Alitalia; il cantautore e autore della colonna sonora del film Luca Bussoletti. Nato da un’idea di Alessandro Tartaglia Polcini, assistente di volo cassaintegrato Alitalia, “Tutti giù per aria”, è frutto di mesi di riprese effettuate durante le contestazioni dei lavoratori dell’ex Alitalia. La regia è stata affidata a Francesco Cordio (regista anche del videoclip Tutti giù per aria), che ha cucito il materiale girato durante i mesi di proteste attraverso il filo di una trama fiction. L’attore Fernando Cormick interpreta il ruolo di un assistente di volo cassaintegrato, sarà lui ad accompagnarci lungo le vicende di quei mesi indimenticabili, densi di trattative e “balletti”, sarà lui con il suo sguardo ad aprirci gli occhi su quello che molti hanno voluto nasconderci. Tra gli autori del documentario, anche i due autori del libro d’inchiesta: Guido Gazzoli (tra i produttori del docufilm), capocabina Alitalia per 28 anni in cassaintegrazione e Francesco Staccioli, responsabile di cabina Alitalia per 21 anni ora in cassaintegrazione. Nel film è presente un brano inedito dell’attore Ascanio Celestini, dal titolo “L’aereo di carta”. “Tutti giù per aria – l’aereo di carta” è il secondo cofanetto, composto da libro e dvd, uscito nella collana Zero, edita da Editori Riuniti e curata dal collettivo di giornalisti Gruppo Zero. Il primo è stato “Sangue e cemento”, sul terremoto che ha colpito L’Aquila.

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Rischio crack per la Regione Lazio

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 novembre 2009

“Questa situazione mi offre lo spunto per due opposte riflessioni: o il governo ha inspiegabilmente deciso di bloccare tutti i finanziamenti alle regioni, causando notevoli problemi ai loro bilanci, oppure, considerato che si avvicinano le elezioni regionali, si crea un fattore di opportunismo politico per l’attuale maggioranza. Non vorrei, infatti, che l’intento fosse quello di generare il caos nella sanità laziale e nelle sue istituzioni, già scosse dal caso Marrazzo, con l’unico fine di avere un vantaggio politico. Se fosse così sarebbe davvero drammatico”. Lo afferma Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, commentando il rifiuto del governo di elargire i 4 miliardi di euro dovuti alla sanità della Regione, dei quali 1,2  riguardano le imposte dei contribuenti laziali per il 2007 e il 2008. Si tratta di finanziamenti indispensabili che devono tornare nel Lazio, altrimenti la sanità locale, già oberata di debiti verso i fornitori di beni e servizi sanitari, rischia il collasso finanziario. I dirigenti dei ministeri di Economia e Salute criticano la giunta della Pisana accusandola di “mancati obiettivi nel contenimento del disavanzo”. Sulla questione della sanità pubblica l’esponente del partito che ha in Antonio Di Pietro il suo presidente non mostra alcun dubbio: “Le politiche governative – dice – tendono in tal modo a criminalizzare la Regione Lazio , che già di suo ha dovuto operare molti tagli alla spesa, riducendo beni e servizi in settori importanti. Mi auguro – conclude Tortosa – che il governo torni sui suoi passi e si attivi al più presto per sanare questa complessa situazione, che rischia di provocare il fallimento economico dell’intera regione”

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