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Etna: Nuovo parossismo dal Cratere di Sud-Est

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2021

Nel tardo pomeriggio di ieri si è verificato un nuovo episodio parossistico dell’attività vulcanica dell’Etna, con generazione di alte fontane di lava e la formazione di numerose colate propagatesi verso la desertica Valle del Bove, sul versante orientale del vulcano. La colonna eruttiva generata dal fenomeno ha inoltre determinato la ricaduta di cenere e lapilli nel settore meridionale del vulcano. I crateri sommitali dell’Etna sono stati, nelle ultime settimane, sede di una quasi continua attività esplosiva in particolare al Cratere di Sud-Est.Negli ultimi giorni, infatti, le bocche presenti nel settore orientale del Cratere di Sud-Est del vulcano mostravano una vivace attività stromboliana, che ha portato alla rapida crescita di un cono di scorie, a monte di un ripido pendio. Fra le ore 16:00 e 17:00 del pomeriggio del 16 febbraio si è osservato un progressivo aumento dell’attività esplosiva, accompagnato ripetutamente dallo scivolamento di materiale incandescente sul versante orientale del cono. Alle 17:03 è avvenuto un collasso più voluminoso sul fianco orientale del cono, che ha generato un flusso piroclastico che ha percorso circa 1.5 km sulla ripida parete occidentale della Valle del Bove. Pochi minuti dopo l’attività esplosiva al Cratere di Sud-Est è rapidamente aumentata producendo fontane di lava alte diverse centinaia di metri. Simultaneamente, una colata di lava si riversava nell’area interessata dal flusso piroclastico raggiungendo il fondo della Valle del Bove nell’arco di circa 15 minuti.L’attività vulcanica ha prodotto anche diversi flussi lavici più piccoli, che si sono spinti sempre sul versante occidentale della Valle del Bove.La colonna eruttiva determinata dal parossismo e carica di cenere e lapilli si è alzata di alcuni chilometri sopra la cima del vulcano e, spinta dal vento verso sud, ha causato ricadute del materiale piroclastico sui centri abitati fino a Catania e nel siracusano, a decine di chilometri di distanza dall’Etna.Poco prima delle ore 18:00, la fontana di lava è diminuita rapidamente in altezza e alle ore 18:00 il parossismo era sostanzialmente terminato. Successivamente, per circa mezz’ora, è continuata una debole emissione di cenere mentre le colate di lava mostravano un lento avanzamento. Dalle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza è evidente come il cono di scorie cresciuto sulle bocche orientali del Cratere di Sud-Est sia stato distrutto durante il parossismo.Gli episodi parossistici sono un fenomeno tipico dell’attività eruttiva recente dell’Etna. Dal 1977 ad oggi sono avvenute centinaia di episodi simili a quello di oggi, tra cui l’eccezionale sequenza di 66 parossismi fra gennaio ed agosto 2000, e una cinquantina di parossismi fra il 2011 e il 2013.
L’attività dell’Etna è costantemente monitorata dall’Osservatorio Etneo dell’INGV di Catania. In serata, personale dell’Osservatorio Etneo dell’INGV si è recato nell’area interessata per prelevare campioni dei prodotti emessi durante il parossismo odierno. (fonte: Fonte: OE-INGV” foto in copyright)

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Il Teatro di Roma nell’area del “Cratere”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

Roma domenica 17 giugno (ore 19.30) a Cittareale, presso la Tensostruttura (in località Ricci) un inedito recital di Lino Guanciale e Davide Cavuti. L’iniziativa promossa da MiBACT e Regione Lazio per la realizzazione di progetti di spettacolo dal vivo, gratuiti, nei comuni del “cratere del terremoto”, vede la partecipazione del Teatro di Roma tra le istituzioni del Lazio impegnate nella restituzione di una identità e vitalità culturale nei luoghi danneggiati dal sisma del 2016. Con I SOGNATORI HANNO I PIEDI APPOGGIATI SULLE NUVOLE Lino Guanciale e Davide Cavuti guidano gli spettatori in un piccolo e suggestivo viaggio, tra serio e faceto, attorno ad alcuni grandi classici contemporanei all’insegna dell’ironia tipica del Flaiano più caustico, graffiante, divertente. La recitazione intensa e coinvolgente di Guanciale, accompagnata dalle melodie sofisticate e raffinate di Cavuti, intessono un itinerario poetico alla scoperta di quelle opere letterarie che hanno arricchito e continuano ad accrescere la nostra esistenza, rifacendosi allo stile del celebre poeta e scrittore Ennio Flaiano, al suo moralismo, alla sua vena satirica, in grado di esprimere le contraddizioni e le inquietudini del suo tempo senza mai prendersi troppo sul serio. Il titolo stesso dello spettacolo riprende una famosa massima dello scrittore su cosa voglia dire essere sognatori, quasi a intessere un lungo sogno animato dalla letteratura, dal sapere, dalla musica, dalla poesia e dalla vita, lasciando, tra una risata e una riflessione, un messaggio di fiducia e speranza. Il duo Guanciale-Cavuti, forte di un legame artistico che dura da anni, fonde parole e note, motivi e pensieri, dando vita ad un’atmosfera suggestiva che possa animare e divertire quei luoghi feriti, facendo affidamento ai classici per parlare dell’oggi.

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Capolavori del museo nazionale di Belgrado

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2010

Roma, 11 dicembre 2010 – 6 febbraio 2011 Palazzo del Quirinale Mostra Presso l’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica Italiana a  cura di Louis Godart Le relazioni attive da tempo in ambito culturale tra l’Italia e la Serbia hanno permesso un importantissimo restauro: quello dell’ormai celebre “Magnifico Cratere”, grande vaso bronzeo databile alla fine del VI secolo a.C., emblema della collezione greca del Museo Nazionale di Belgrado.
Pervenuto in Italia nel 2007 per la mostra “Balkani. Antiche civiltà tra il Danubio e l’Adriatico”, allestita presso il Museo Archeologico Nazionale di Adria, il cratere è stato successivamente oggetto di studio e di restauro grazie all’impegno scientifico e tecnico della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma in accordo con la direzione del Museo Nazionale di Belgrado e al supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Dopo circa tre anni di lavori condotti dalla Soprintendenza romana unitamente ai tecnici del Centro Nazionale Ricerche di Roma e di Pisa, dell’Università “La Sapienza”, Dipartimento di Scienze della  Terra e Dipartimento di Chimica, dell’istituto Superiore Conservazione e Restauro del MIBAC e la collaborazione dello staff scientifico serbo, il cratere è oggi finalmente restaurato, visibile in tutto il suo splendore, superbo manufatto di un’officina greca attiva tra la fine del VI e l’inizio del V secolo a.C. Ritrovato a Trebenište, nei pressi di Ocrida, da una missione archeologica jugoslava nel 1931, il “Magnifico Cratere” è documento altissimo della toreutica greca arcaica, insieme ad un analogo recipiente proveniente dalla medesima necropoli, ora presso le collezioni del Museo Archeologico di Sofia, in Bulgaria. Insieme al più noto e gigantesco “Cratere di Vix”, ritrovato e conservato in Francia, quello di Belgrado appartiene ad un ristrettissimo gruppo di vasellame bronzeo da mensa giunto fino a noi. La sua eccezionalità artistica è inoltre incrementata dalla presenza del treppiede, unicum non riscontrabile altrove. Questo, l’alto collo e le due grandi anse a volute e il piede del cratere, presentano una raffinata decorazione ottenuta per fusione ed incisione, composta da elementi figurati – gorgoni, cavalieri e cavalli in corsa e cani-, geometrici e vegetali, propria della migliore produzione artistica della Grecia ancora arcaica.

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