Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 60

Posts Tagged ‘crea’

Agrumi più dolci: il CREA svela il segreto del gene NOEMI

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Gli agrumi rappresentano una delle fonti privilegiate di vitamina C nella nostra alimentazione, tuttavia, una delle maggiori barriere al loro consumo è rappresentato dal sapore acido, che li rendono per molti poco gradevoli, se non indigesti.A breve, però, potremo avere agrumi meno acidi, grazie ai ricercatori del laboratorio di Biotecnologie del CREA Olivicoltura Frutticoltura Agrumicoltura che, in collaborazione con il John Innes Centre di Norwich, hanno caratterizzato la mutazione “acidless” (letteralmente “per nulla acido”) nei frutti di cedro, limone, limetta e arancio, in grado di addolcire il succo rispetto alle varietà classicamente acide.Le mutazioni acidless hanno da sempre incuriosito nel tempo i ricercatori tanto da consentirne il riconoscimento e l’isolamento in molte specie di agrumi che venivano comunemente indicate come “dolci”, a causa dell’estrema riduzione dell’acidità nel succo. Gli agrumi “dolci”, oltre a perdere l’acidità, hanno anche perso la capacità di colorare di rosso intenso foglie e fiori di molte specie. L’analisi genetica, sviluppata mettendo a confronto varietà acide e “dolci” della stessa specie, ha consentito l’identificazione di un gene, chiamato Noemi, fattore chiave in grado di regolare l’acidità dei frutti e che funziona in stretta sinergia con il gene Ruby (identificato qualche anno fa dallo stesso team https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3336134/pdf/1242.pdf), responsabile della sintesi delle antocianine, ovvero i pigmenti chiave della colorazione rosso porpora.Lo studio inoltre chiarisce come, attraverso il percorso di domesticazione del cedro (una delle specie vere, insieme a pummelo e mandarino), una mutazione a carico di Noemi sia stata poi trasmessa a tutti gli agrumi da esso derivanti a seguito di incroci interspecifici.Oggi l’identificazione di Noemi e la possibilità di modulare la sua espressione rappresentano un tassello strategico per il miglioramento genetico degli agrumi, soprattutto per le arance e i mandarini, in quanto il controllo dell’acidità è determinante nell’isolamento di selezioni a diversa epoca di maturazione, di grande impatto per un consumatore attento ed esigente.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

CREA: presentazione Annuario dell’agricoltura italiana 2018

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 gennaio 2020

Roma, 21 GENNAIO 2020, ore 11,00, Sala Cavour, MiPAAF, Via XX Settembre, 20 Qual è stato l’andamento dell’agroalimentare italiano nel 2018? Quali sono stati sono gli elementi di forza e quali le criticità? E sulla base di quanto emerso, quali politiche sarebbero più efficaci per fronteggiare le sfide che attendono il comparto, dal cambiamento climatico ai dazi? A queste domande il CREA, con il suo centro di Politiche e Bioeconomia, risponderà in occasione della presentazione congiunta dell’Annuario dell’agricoltura italiana 2018 e del Rapporto sul commercio con l’estero dei prodotti agroalimentari 2018, che si svolgerà il 21 gennaio a partire dalle ore 11:00 presso la sala Cavour del Mipaaf, Via XX settembre, 20, Roma. Spaziando dall’offerta variegata, agli elevati standard di qualità, al successo commerciale del made in Italy, al contributo strategico per la realizzazione degli obiettivi di salvaguardia ambientale, paesaggistica e culturale, i ricercatori del CREA ripercorreranno l’evoluzione del settore primario.La presentazione di questa edizione è frutto di una sempre più stretta collaborazione con l’ISTAT, che con l’occasione diffonderà le anticipazioni sull’andamento del settore agricolo italiano nel 2019.I lavori saranno chiusi dall’On. Giuseppe L’Abbate, sottosegretario di Stato del MiPAAF.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Ristagno dell’attività economica generale

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

La fotografia scattata nel II trimestre del 2019 da CREAgritrend, il bollettino trimestrale messo a punto dal CREA, centro Politiche e Bioeconomia, conferma una fase di ristagno dell’attività economica generale. I dati mostrano che, rispetto al trimestre precedente, evidenziano una diminuzione del valore aggiunto (-1,2%), e dell’occupazione (-1,6%.). Aumentano (+ 1,9%), invece, gli investimenti fissi lordi, principalmente a causa della spesa per impianti e macchinari.L’indice del fatturato dell’industria alimentare e delle bevande cresce (rispettivamente +2,7% e + 5,1%), trainato dal mercato estero. Le esportazioni agroalimentari, pari a circa a 10,5 miliardi di euro, registrano, rispetto allo stesso periodo del 2018, un aumento del 3,8%, mentre le importazioni crescono del 2,6%.Inoltre, in questo numero, viene dedicato un focus alla spesa pubblica in agricoltura: per il 2019 le Regioni hanno stanziato per il settore circa 2.700 milioni di euro, con una generale riduzione della spesa agricola sul bilancio complessivo regionale. Da sottolineare però, che il sostegno pubblico in agricoltura deriva principalmente da risorse comunitarie che costituiscono il 62% del totale, mentre la spesa agricola regionale rappresenta una parte limitata dei finanziamenti al settore. Emerge, in ogni caso, la prevalenza di un clima di fiducia nel settore agricolo con il 56% dei giudizi “positivo e molto positivo” sulle condizioni del settore e sulle politiche attuate, sulla base dei dati raccolti su twitter (circa 3.950 tweet) tra il 01 luglio e il 15 settembre 2019.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La squadra vincente è infermiere-medico di famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 22 settembre 2019

I medici di famiglia lo hanno detto chiaro: la figura professionale che, oltre al medico, può meglio intervenire nel miglioramento dell’aderenza terapeutica (in questo caso nel campo cardiovascolare) è l’infermiere che lavora con il medico di medicina generale (score 4-5 dal 69,0% dei medici che ne hanno disponibilità).Il dato emerge dall’analisi condotta dal CREA dell’Università di Tor Vergata di Roma assieme al Centro studi Fimmg, Federazione medici di medicina generale e ha avuto come oggetto i problemi di aderenza alle terapie in campo cardiovascolare.Obiettivo primario dello studio è stato quello di analizzare le principali criticità connesse alla aderenza alle terapie farmaceutiche, mediante l’implementazione di una survey condotta, a livello nazionale, sui medici di medicina generale (Mmg). L’attenzione si è focalizzata sull’ambito cardiovascolare, sebbene per completezza si siano indagate alcune questioni anche in modo più generale.I punti chiave dell’analisi sono stati
L’aderenza ha una natura multidimensionale e fortemente comportamentale.
Il problema dell’aderenza appare particolarmente significativo in presenza di una popolazione anziana che spesso presenta numerose comorbilità e, quindi, schemi di terapia particolarmente complessi. Da una meta-analisi effettuata emerge con chiarezza come la semplificazione (in termini di minori somministrazioni giornaliere) incrementi significativamente l’aderenza al trattamento.
Da una survey rivolta ai Mmg emerge che: la fissazione di obiettivi di aderenza a livello regionale o di ASL è fortemente disomogenea
Gli elementi che per i Mmg maggiormente condizionano l’aderenza sono: la presenza di disturbi cognitivi/psichiatrici, la complessità della terapia, una scarsa consapevolezza della malattia, la comorbilità, il livello culturale
Il timore di effetti collaterali o la loro insorgenza condizionano il paziente nella non aderenza
Il software gestionale e la disponibilità di un infermiere assieme al medico sono ritenuti i migliori supporti per monitorare l’aderenza.
Il software gestionale ambulatoriale per la verifica dell’aderenza terapeutica viene considerato dai medici il miglior supporto per monitorare l’aderenza alla terapia da parte dei pazienti; segue la disponibilità di un infermiere, che è la figura ritenuta più importante oltre il medico per l’empowerment dei pazienti.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Svelato il genoma del grano tenero

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 agosto 2018

Il grano tenero, il cereale più coltivato al mondo, non ha più segreti: il suo genoma è stato sequenziato grazie al lavoro – durato 13 anni – di oltre 200 scienziati, appartenenti a 73 istituti di ricerca in 20 nazioni.Per l’Italia ha partecipato il CREA, il più importante ente di ricerca agroalimentare del nostro Paese. La ricerca, appena pubblicata sulla prestigiosa rivista internazionale Science, è stata condotta dall’IWGSC (International Wheat Genome Sequencing Consortium) un consorzio di collaborazione internazionale pubblico e privato, con 2.400 membri in 68 paesi.L’articolo scientifico (a seguire il link http://www.wheatgenome.org/News/Latest-news/Reference-Sequence ) descrive il genoma della varietà di riferimento per il frumento tenero, Chinese Spring. La sequenza genomica del DNA dei 21 cromosomi del frumento tenero, è di altissima qualità, la migliore mai ottenuta fino ad oggi per questa specie. Questo consentirà la produzione di varietà più adatte ai cambiamenti climatici e più sostenibili, con rese più elevate e una migliore qualità nutrizionale.Un risultato importante se si pensa che il grano tenero costituisce l’alimento base di oltre un terzo della popolazione mondiale e rappresenta quasi il 20% del totale delle calorie e delle proteine consumate in tutto il mondo, più di ogni altra fonte di cibo. Inoltre, costituisce anche una fonte importante di vitamine e minerali.
Il CREA, il più importante ente di ricerca agroalimentare italiano, ha contribuito all’annotazione manuale del genoma del frumento (cioè il riconoscimento dei singoli geni all’interno delle 15 miliardi di basi dell’intero genoma) attraverso la propria esperienza nello studio della resistenza delle piante al freddo, riconosciuta a livello internazionale. Alcune specie, e tra queste il grano tenero, possono sopravvivere fino a -20°C, nel caso di alcune varietà di frumento. Questa caratteristica dipende da una particolare famiglia di geni denominati CBF che conferiscono alla pianta la capacità di vivere a temperature di molti gradi sotto lo zero, con un enorme impatto sulla sua possibilità di essere coltivata nelle zone del pianeta con clima temperato. Il gruppo di ricerca del CREA, coordinato da Luigi Cattivelli, direttore del CREA Genomica e Bioinformatica, ha capitalizzato l’esperienza accumulata in due decenni di lavoro su questo argomento ed ha identificato i geni CBF nel nuovo genoma, un risultato che consentirà una miglior comprensione dei meccanismi di adattamento ai cambiamenti climatici.
In Italia il grano tenero è una importante coltura con profonde radici storiche. A cominciare dal lavoro di Nazareno Strampelli, il miglioramento genetico del frumento tenero è stato per molti decenni una priorità per la ricerca e l’industria sementiera italiana. Negli ultimi anni, tuttavia, abbiamo assistito ad una forte perdita di competitività nel settore del frumento tenero in Italia e nel 2018, stando agli ultimi dati, la produzione nazionale ed europea ha subito una forte riduzione a causa del clima sfavorevole, conseguenza dei cambiamenti climatici globali. “Le nuove conoscenze sul genoma del frumento tenero ed il fatto che il CREA sia parte di questa iniziativa – afferma Luigi Cattivelli, coordinatore CREA dello studio – possono fornire l’occasione per rivitalizzare il comparto tramite collaborazioni pubblico-private che consentano di trasferire le più avanzate conoscenze genomiche in nuove varietà resistenti alle malattie e più efficienti nell’uso delle risorse e più produttive. Un’azione indispensabile per un’agricoltura nazionale sostenibile capace di produrre alimenti di qualità”. Tanto per avere un’idea della situazione della coltura che fornisce il prodotto base per il pane, la pizza e l’industria dolciaria, la produzione nazionale di frumento tenero, che nei primi anni 70 era di circa 7 milioni di tonnellate, è oggi dimezzata con una produzione compresa tra 3,0 e 3,5 milioni di tonnellate, un quantitativo che copre meno del 50% del fabbisogno nazionale.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Agricoltura biologica: dal CREA nuove tecniche con il progetto SOILVEG

Posted by fidest press agency su domenica, 27 maggio 2018

Conservare la fertilità del suolo e la biodiversità, favorire il risparmio energetico, ridurre le emissioni di CO2: ecco le più importanti sfide di un’agricoltura biologica che sempre più guarda alla sostenibilità ambientale. E proprio questi sono gli obiettivi di Soilveg, il progetto europeo triennale, coordinato dal CREA Agricoltura e Ambiente, i cui risultati finali vengono presentati oggi a Roma, presso la sede della Società Geografica Italiana.I ricercatori, dei diversi Paesi europei partner (Slovenia, Danimarca, Spagna, Estonia, Belgio, Francia e Lettonia, mentre per l’Italia c’è anche l’università di Bologna) si sono concentrati sulla non lavorazione – insieme di tecniche per seminare o trapiantare una coltura senza o quasi lavorare il terreno, che comporta vantaggi ambientali a fronte di rese inferiori – e sull’introduzione di colture di servizio agro-ecologico – cioè finalizzate non al reddito, ma ai servizi ecosistemici (es. impollinazione, controllo erosione, riduzione del dilavamento degli elementi nutritivi, riduzione dell’uso dei fertilizzanti azotati, se leguminose). La non lavorazione del suolo è abbinata all’uso del rullo pacciamante: si tratta di un rullo sagomato, utilizzato per allettare le colture di servizio agroecologico, invece di interrarle con una lavorazione (sovescio, che è la pratica ad oggi più diffusa), e permettere quindi la semina o il trapianto della successiva coltura da reddito. Ed è con questa modalità che sono stati coltivati in biologico: cavolfiore, peperone, pomodoro, zucca, utilizzando come colture di servizio agroecologico: favino, veccia, orzo, grano saraceno, secale.“L’identificazione delle specie di servizio agro ecologico più adatte e le proporzioni delle diverse specie e famiglie negli eventuali miscugli di semina sono aspetti cruciali da considerare per ottimizzare localmente questa tecnica – spiega il coordinatore del progetto Stefano Canali, ricercatore CREA – Inoltre, il cantiere di lavoro utilizzato deve essere adeguato ed adattato alle condizioni specifiche del suolo”.I risultati di Soilveg evidenziano come la tecnica della non lavorazione abbia un impatto positivo sui parametri microbici, indicatore importante della qualità del suolo. In generale, la densità delle infestanti è stata notevolmente inferiore nelle varianti non lavorate rispetto a quelle lavorate. E si è potuto riscontrare che le comunità vegetali delle parcelle lavorate, laddove la coltura di servizio agroecologico è stata sovesciata, sono state caratterizzate da piante infestanti annuali più competitive, con maggiore superficie fogliare specifica, maggiore altezza e con più lungo periodo di fioritura. La non lavorazione ha avuto risvolti positivi anche per la biodiversità delle comunità di artropodi predatori del suolo: infatti, la densità dei coleotteri del suolo (Carabidae), di altri insetti predatori (es. Staphylinidae), e in alcuni paesi anche di ragni, è risultata maggiore rispetto alle parcelle test lavorate. Inoltre, il consumo energetico è stato ridotto in media del 20% per unità di superficie nelle parcelle non lavorate rispetto alle varianti lavorate con il sovescio, mentre nella non lavorazione risultano minori anche le emissioni di gas serra.Le attività del progetto hanno consentito di identificare le principali criticità della tecnica di non lavorazione basata sull’utilizzo del rullo pacciamante. I ricercatori sono stati impegnati nell’adattare questa tecnica alle necessità locali, migliorando sia l’aspetto tecnico che quello ambientale e, allo stesso tempo, riducendo il suo impatto negativo su qualità e quantità della produzione.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

CREA vince premio della Royal Entomological Society

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2018

A vincere è stato lo studio A European monitoring protocol for the stag beetle, a saproxylic flagship species, pubblicato nel 2016 sulla rivista Insect Conservation and Diversity (https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/icad.12194) che vede tra gli autori i ricercatori CREA Alessandro Campanaro, Marco Bardiani, Ilaria Toni, Agnese Zauli, Stefano Chiari.
Protagonista della pubblicazione è il cervo volante, specie-bandiera fra gli insetti saproxilici, (cioè legati dal punto di vista biologico alla presenza di alberi vetusti e legno morto), perfetta sentinella verde in grado di indicare boschi con un elevato grado di naturalità, tanto da rientrare nelle specie di insetti protette ai sensi della Direttiva Habitat , il cuore della politica comunitaria in materia di tutela della biodiversità, che prevede ogni 6 anni un rapporto sullo stato di conservazione di habitat e specie protette in Europa.Per la prima volta, grazie ad una collaborazione con ricercatori di 8 paesi europei e ad una sperimentazione effettuata per 3 mesi su 29 siti di monitoraggio, viene proposto un metodo di monitoraggio condiviso su scala sovranazionale, in grado di fornire risultati confrontabili sulla stato di salute delle popolazioni di questo coleottero.L’articolo è frutto del lavoro di ricercatori impegnati da diversi anni nello sviluppo di protocolli di monitoraggio per le specie di insetti protette ai sensi della Direttiva Habitat, in collaborazione con il Centro Nazionale Biodiversità Forestale “Bosco Fontana” Carabinieri. “Si tratta di un importante risultato per la conoscenza approfondita di questa specie, ma soprattutto per la conservazione della natura – afferma Salvatore Parlato, presidente CREA – con importanti ricadute pratiche, visto che tale protocollo permetterà inoltre di adempiere al meglio le misure previste dalla Direttiva Habitat”.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Crea: “Il biologico appaga la nostra voglia di verde”

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

biologicoChe il biologico rivesta una funzione centrale nell’ottica del consumo sostenibile è ormai un fatto ampiamente consolidato, testimoniato sia dal mercato in costante espansione sia dalle politiche di settore. Da fenomeno di moda, quindi, si è sempre più affermato come un oggetto di scelte di acquisto e di consumo consapevoli, attente a salvaguardare sia l’ambiente sia la salute e il benessere individuale. In tal senso il CREA, con il suo centro di Politiche e bioeconomia, partendo da un’analisi delle politiche orientate a favorire la sostenibilità ambientale, sociale ed economica dei consumi alimentari, si è focalizzato sul settore biologico delineando alcune possibili strategie per incrementarne la domanda di prodotti che favoriscano la sostenibilità del sistema agroalimentare (tali riflessioni sono contenute nel volume disponibile on line Il consumo sostenibile dalla teoria alla pratica. Il caso dei prodotti biologici).L’aumento della domanda di prodotti biologici passa sicuramente attraverso la percezione che i consumatori hanno della sostenibilità ambientale ad essi associata. Le preferenze alimentari dei consumatori, infatti, oggi sono sempre più orientate verso prodotti considerati “verdi”, possibilmente comprovati anche dalla presenza di marchi di certificazione che ne sanciscano la maggiore salubrità e i maggiori benefici sull’ambiente. Pertanto le azioni legate alla corretta comunicazione, formazione ed educazione risultano determinanti per le scelte dei consumatori e vanno ad intrecciarsi con misure nate per accrescere la consapevolezza dei consumatori e la trasparenza dei processi produttivi. Tali iniziative rappresentano indubbiamente il primo step del processo in atto per realizzare cambiamenti più radicali e incisivi nelle abitudini di consumo. Ma questo da solo non basta. È necessario un approccio integrato di vari strumenti che promuovano comportamenti di consumo virtuosi, come ad esempio le campagne di educazione alimentare incentrate sulla armonizzazione di una corretta ed equilibrata composizione della dieta e sull’introduzione di prodotti biologici in quanto più sostenibili e amici dell’ambiente.
È senz’altro, inoltre, auspicabile la collaborazione fra i settori pubblico e privato da cui possono scaturire nuovi modelli alimentari e di consumo sostenibile dove confluiscano anche obiettivi di tutela sociale e lotta allo spreco. Questo accade in maniera più evidente in alcune realtà locali, dove le esigenze dei consumatori sono più riconoscibili e gli interventi di governance che coinvolgono tutti gli attori della filiera sono più facilmente gestibili. Qui, infatti, è possibile riscontrare le esperienze più innovative e di sperimentazione, dove il biologico è diventato il modello di produzione e di consumo di riferimento. Questo tipo di esperienze andrebbero sì incentivate, ma soprattutto estese dalla dimensione locale a contesti più ampi fino a raggiungere la dimensione regionale e nazionale.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »